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Presentazione indicatori
 

Presentazione indicatori

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    Presentazione indicatori Presentazione indicatori Presentation Transcript

    • Corso sostenibilità• Lezione terza e quarta• corso 2009-2010
    • La sostenibilità in agricolturaEsistono in letteratura moltissime definizioni di agricoltura sostenibile(Douglass, 1984; Jackson, 1984; Freudenberger, 1986; Altieri, 1987, Allenand Sachs, 1991; Hamlin, 1991; Kloppenburg, 1991; Crosson, 1992;Harrington, 1995).Tutte includono almeno tre BIOFISICI: SOCIO-POLITICI: clima, pedologia, popolazione,criteri comuni: suolo, acqua, abitudini, attitudini, piante, aniamli.... cultura, politica,1) mantenimento delle capacità istituzioni....produttive dellagroecosistemanel tempo, AGRICOLTURA2) conservazione della diversitàdella flora e fauna,3) abilità di auto-mantenimentodellagroecosistema, ad un costo TECNICO-ECONOMICO: inputs, outputs,economico ed ambientale tecnologie, trasporti,socialmente accettabile a fronte mercato, prezzi...di limitazioni ecologiche epressioni socio-economiche dilungo termine.
    • Sostenibilità a quale scala ?Per lo svolgimento dell’analisi di sostenibilità vieneconsiderata la scala aziendale, intesa come “unospazio di risorse naturali rinnovabili, connesseinternamente ed esternamente limitate, il cui fineprincipale è di fare agricoltura” (Gastó et al., 1984).Lunità strutturale "azienda agraria" è consideratascientificamente corretta ai fini dello studioagroecosistemico (MacKinnon, 1976; Frissel, 1977).Per l’analisi dell’azienda nel dettaglio si scegliel’appezzamento come livello inferiore e il sistemaaziendale come livello superiore.
    • Indicatori di sostenibilità• L’uso di indicatori della sostenibilità sta diventando uno strumento molto frequente nella valutazione dei sistemi agricoli. Esistono numerose liste e matrici di indicatori• Gli indicatori devono essere facili da misurare e non costosi• Il problema della valutazione delle tecniche conservative agrarie nella comparazione con tecniche alternative è che esse sono spesso migliori per alcune caratteristiche e peggiori per altre. Perciò, emerge la necessità di utilizzare indicatori multipli per giudicare se un sistema può essere sostenibile
    • Molti sono stati gli approcci per descrivere, quantificare e modellare lecaratteristiche di un agroecosistema a livello aziendale (Lowrance et al.,1984; Gliessman, 1990; Altieri, 1995, Vazzana e Raso,1997).Una significativa esperienza di ricerca condotta con un approcciosistemico, di lunga durata e applicata su aziende di 17 paesi europei èquella del Network Europeo per la progettazione e gestione degliagroecosistemi a basso impatto ambientale (Vereijken, 1994- 1999).La metodologia ha dato un contributo importante alla definizione di unlivello di riferimento per gli indicatori agro-ambientali. Una metodologiasimile viene proposta dai francesi (Bockstaller et al., 1997).
    • Il Network europeo coordinato da P.Verejiken, (1997) adotta un holistic approach (approccio olistico) all‘agricoltura biologica definendo :1. una metodologia per valutare , monitorare e progettare sistemi agricoli sostenibili ( sustainable farming systems)2. Un framework concettuale basato su indicatori che è stato applicato in molte e differenti condizioni pedoclimatiche
    • •Il framework è organizzato in sub sistemi.•Per ciascun sub-sistema sono stati identificatiindicatori e metodi di analisi.Qui sono presentati i risultati della valutazione disostenibilità ambientale a livello di microfarm nelcontesto di un esperimento di lungo periodo inagricoltura biologica (MOLTE ).
    • Cos’è un indicatore?Uno strumento che aiuta a capire:⇒ dove siamo⇒ in che direzione andiamo⇒ quanto lontano siamo da dove vogliamo arrivare
    • A cosa serve un indicatore? Descrivere Informare Valutare
    • Gli indicatori ambientali… • Mettono nella condizione di valutare la gravità di un problema ambientale • Identificano gli elementi chiave di pressione sull’ambiente • Monitorano gli effetti delle politiche di risposta(Fonte:Agenzia Europea dell’Ambiente)
    • Come deve essere un indicatore?• Rappresentativo• Misurabile• Valido• Facile da interpretare• Capace di indicare la tendenza nel tempo• Sensibile ai cambiamenti
    • Il Modello DPSIRDeterminante Risposta Pressione Impatto Stato
    • DeterminantiGenerali: Specifiche:Popolazione IndustriaEconomia EnergiaUso del territorio TrasportiSviluppo Sociale Agricoltura e Pesca Turismo Settore domestico
    • PressioniEmissioni in acquaEmissioni in ariaInfiltrazioni nel suoloProduzione di scarti e rifiutiUso delle risorse naturali
    • StatoQualità delle acque (di superficie, marine e costiere, sotterranee)Qualità dell’ariaQualità del suoloQualità dell’ambiente urbano
    • ImpattiImpatti sugli ecosistemiImpatti sulla salute umanaPerdita o ripristino di funzioni ambientali
    • RisposteTarget e standard ambientaliPolitiche e Misure ambientaliBuone pratiche
    • Problemi in chiave DPSIR (1)Problema: i cambiamenti climaticiDeterminanti: attività umanePressioni: emissioni di gas serraStato: temperature globaliImpatti: danni alla saluteRisposte: il Protocollo di Kyoto
    • Problemi in chiave DPSIR (2)Problema: il traffico urbanoDeterminanti: quantità di automobili in circolazionePressioni: rumore causato dal trafficoStato: livelli acustici in prossimità di strade principaliImpatti: infarti provocati dalle emissioni acusticheRisposte: limite alle emissioni acustiche consentite
    • Degrado ambiente urbano Determinanti Risposta Determinanti Risposta movimenti migratori, tasso di PRUSST, Programma sviluppo movimenti migratori, tasso di PRUSST, Programma sviluppo disoccupazione, processi urbano VV, PA-TUR, Piano disoccupazione, processi urbano VV, PA-TUR, Piano decisionali non aperti, scarso strategico turismo,marketing ee decisionali non aperti, scarso strategico turismo,marketing attaccamento al territorio, sviluppo,INFRA-TUR, PSSE attaccamento al territorio, sviluppo,INFRA-TUR, PSSE crescita edilizia comunità montana Alto Mesima crescita edilizia comunità montana Alto Mesima Impatto Impatto Pressione Degrado paesistico ee Pressione Degrado paesistico Quantità rifiuti, illeciti architettonico,marginalità Quantità rifiuti, illeciti architettonico,marginalità amministrativi eepenali, sociale,spopolamento,dissesto amministrativi penali, sociale,spopolamento,dissesto emissioni inquinanti, inqu. idrogeologico,corruzione,aggravi emissioni inquinanti, inqu. idrogeologico,corruzione,aggravi acustico,mobilità,struttura fisica oocosti urbanizzazione,rischi per acustico,mobilità,struttura fisica costi urbanizzazione,rischi per eeproduttiva la popolazione,scollamento produttiva la popolazione,scollamento istituzioni-cittadini istituzioni-cittadini Stato Stato Indici qualità della vita,n°case Indici qualità della vita,n°case abusive,dotazione abusive,dotazione infrastrutturale,dotazione di infrastrutturale,dotazione di servizi serviziAnalisi criticità Piano SLS Provincia Vibo Valentia
    • Qualità delle acque Determinanti Risposta Determinanti Risposta popolazione, agricoltura, POR asse 11risorse naturali, popolazione, agricoltura, POR asse risorse naturali, turismo, PIAR valli del Mesima+bacino turismo, PIAR valli del Mesima+bacino gestione impianti, attività dell’Angitola+MarePoro,PA-Tur, gestione impianti, attività dell’Angitola+MarePoro,PA-Tur, produttive PSSE Alto Mesima, Piano produttive PSSE Alto Mesima, Piano d’ambito idrico Ato 44 d’ambito idrico Ato Pressione Pressione Impatto scarichi dai centri abitati eedalle Impatto scarichi dai centri abitati dalle pericoli salute umana, degrado attività produttive, pericoli salute umana, degrado attività produttive, ambientale, aggravio metodi agricoli ambientale, aggravio metodi agricoli economico, riduzione economico, riduzione biodiversità biodiversità Stato Stato concentrazioni da inquinamento concentrazioni da inquinamento organico eechimico,grado di organico chimico,grado di sfruttamento degli impianti, sfruttamento degli impianti, divieti di balneazione divieti di balneazioneAnalisi criticità Piano SLS Provincia Vibo Valentia
    • Problema: degrado dell’ambiente urbanoIndicatore: Rifiuti urbani non riciclatiProblema: esaurimento delle risorse naturaliIndicatore: Numero di abitantiProblema: qualità dell’ariaIndicatore: Concentrazione media annua di benzeneProblema: perdità di biodiversitàIndicatore: Superficie agricola utilizzataProblema: rifiutiIndicatore: Imprese certificate ISO14001/EMASProblema: qualità dell’ariaIndicatore: Numero di ricoverati per malattie polmonari
    • Vantaggi dell’approccio DPSIR• Analisi di sistema• Guida alla scelta degli indicatori• Flessibilità• Quadro di supporto per la scelta di politiche• Strumento di sensibilizzazione
    • DPSIR e IPPD: produzione e R: GPPconsumo di un EMAS bene Ecolabel P: emissioni e scarti nel I: impatti su ciclo di vita salute umana e ecosistemi S:effetti ambientali
    • Contabilità ambientale monetaria Riguarda la valutazione economica dei beni ambientali Comprende:• Metodi indiretti (prezzo edonico e del costo del viaggio)• Metodi diretti o di valutazione contingente• Metodo della spesa difensiva
    • Le spese difensive ambientali
    • Le spese difensiveambientali e DPSIR
    • La spesa di protezione ambientale Sono spese di protezioneambientale le spese correlate alleazioni ed alle attività il cui scopoprincipale è quello di prevenire,ridurre o mitigare l’impattoambientale e qualsiasi altrodegrado dell’ambiente.
    • Impronta Ecologica Superficie totale di terrabiologicamente produttiva (foreste,superficie agricola, pascoli,…)necessaria per sostenere ilconsumo di una data popolazioneal livello di tecnologia presente.
    • Perché abbiamo bisogno di spazio• Flussi di materia ed energia necessari allo svolgimento delle attività umane (funzione produttiva)• Assimilazione di rifiuti (funzione ecologica)• Insediamenti umani, strade, ecc. (funzione fisica)
    • A cosa serve l’impronta ecologica?• Per valutare come viene usato il capitale naturale• Per misurare l’insostenibilità di un’area• Per paragonare la capacità di sostenere le proprie popolazioni di diverse aree territoriali
    • Categorie di consumoAlimenti (prodotti vegetali e animali, pesce)AbitazioniBeni di consumo (vestiario,arredamento, libri,…)Trasporti (privati, pubblici, trasporto merci)Servizi (istruzione, sanità, turismo)
    • Usi del territorioColtivazioniPascoliForesteSuperfici edificateTerritorio ‘energetico’
    • Impronta Ecologica del Signor X Superficie agricola che Pascoli che X X necessita per i necessita per i prodotti agricoli che + prodotti animali consuma che consuma Superficie ‘Superficie’ marina forestale che X che X necessita+ per il pesce che + necessita per il legno e la carta consuma che consuma Area edificabile Superficie di cui X ha forestale di cui X+ bisogno per + avrebbe bisogno case ed per assorbire la infrastrutture CO2 che emette
    • Il calcolo dell’impronta ecologicaCalcolo dei consumi medi Cn (kg/anno)Calcolo della superficie Sn (espressa in ha)Calcolo dell’Impronta Ecologica F (espressa in ha)Calcolo dell’Impronta Ecologica pro capite fCalcolo della superficie equivalente
    • Indicatori agroambientali• Indicatori: sono parametri che forniscono informazioni su un fenomeno• Fonti per l’agricoltura: – OCSE – Agenzia europea dell’ambiente – INEA – UE – Documenti su politiche specifiche
    • Che cosa è l’OCSE• LOCSE è una organizzazione europea che ha allargato la sua azione verso obiettivi di integrazione e cooperazione economica e finanziaria tra i maggiori paesi del così detto Occidente. La struttura istituzionale dellOCSE comprende:• un consiglio composto da un rappresentante per ogni paese;• un comitato esecutivo composto dai rappresentanti di delegazioni permanenti di 14 membri eletti annualmente;• i comitati ed i gruppi di lavoro specializzati;• le delegazioni permanenti dei paesi membri sotto forma di missioni diplomatiche dirette quindi dagli ambasciatori;• il segretariato internazionale, a disposizione dei comitati e degli altri organi
    • Struttura indicatori OCSE• L’agricoltura nel contesto economico, sociale e ambientale – Informazioni di contesto – Risorse finanziarie aziendali• Gestione dell’azienda agricola e ambiente – Gestione aziendale• Uso di input e risorse naturali – Uso di nutrienti – Uso di fitofarmaci – Uso di acqua• Impatti ambientali dell’agricoltura – Qualità del suolo – Qualità dell’acqua – Conservazione del suolo (land) – Gas a effetto serra – Biodiversità – Habitat per la fauna selvatica – paesaggio
    • Agricoltura nel contesto economico, sociale ed ambientale – Informazioni di contesto Prodotto Interno Lordo Agricolo E’ il totale del valore aggiunto prodotto dalle imprese agricole (OECD, 2001, pag. 41). Misura il contributo dell’azienda/settore alla produzione di ricchezza. N.B. Un valore aggiunto positivo non significa che il sistema sia economicamente sostenibile dal punto di vista dell’imprenditore1. Valore della 1.1. Vendite di prodotti vegetali e animaliproduzione 1.2. Pagamenti diretti ricevuti 1.3. Altre entrate da attività agricole2. Spese da consumi 2.1. Consumi intermedi (sementi, servizi, etc.)intermedi3. Valore aggiuntoaziendale (1-2)
    • Agricoltura nel contesto economico, sociale ed ambientale – Informazioni di contesto Output Agricolo E’ il valore monetario lordo della produzione agricola (OECD, 2001, pag. 41). Misura il valore complessivo della produzione ottenuta dal settore. E’ risultato costantemente in aumento negli ultimi decenni, a causa dell’aumento delle rese. L’aumento è dovuto alla maggiore produttività dei mezzi tecnici ed, in particolare, del lavoro.
    • Agricoltura nel contesto economico, sociale ed ambientale – Informazioni di contesto Impiego in agricoltura E’ rappresentato dal numero di occupati nel settore agricolo (OECD, 2001, pag. 43). Negli ultimi anni è sempre diminuito in totale ed in percentuale rispetto agli altri settori. Normalmente, la percentuale di impiego in agricoltura è più alta nei paesi economicamente meno sviluppati. Ci sono molte differenze a seconda delle zone. Nelle aree rurali l’occupazione agricola ha ancora un ruolo prevalente.
    • Agricoltura nel contesto economico, sociale ed ambientale – Informazioni di Distribuzione degli agricoltori per età e contesto sesso Misura le caratteristiche e le potenzialità di medio lungo periodo delle risorse umane impiegate in agricoltura. Nella maggior parte dei paesi, la quota più grande di agricoltori è nella fascia di età superiore ai 55 anni. La maggior parte dei nuovi entranti nel settore agricolo ha comunque più di 35 anni. La maggior parte dei nuovi entranti è di sesso maschile. Esiste una forte specializzazione tra i sessi a seconda delle attività da svolgere. Si profila interessante la distribuzione per provenienza geografica e culturale.
    • Agricoltura nel contesto economico, sociale ed ambientale – Informazioni di contesto Educazione degli agricoltori Il livello di educazione influenza la consapevolezza ambientale e la capacità di adeguarsi a nuove normative o di risolvere nuovi problemi. Tradizionalmente il livello di educazione in agricoltura è basso. Nella maggior parte dei paesi, meno del 20% degli agricoltori ha avuto un’educazione agricola di base.
    • Agricoltura nel contesto economico, sociale ed ambientale – Informazioni di contesto Numero di aziende Il numero delle aziende è diminuito nel tempo, accompagnato da un aumento delle dimensioni medie. La concentrazione della produzione è di solito associata ad una maggiore specializzazione, non solo a livello individuale, ma anche a livello aggregato, e alla semplificazione dell’uso del suolo. Alle grandi aziende si associa un numero molto alto di piccolissime aziende a carattere pluriattivo, spesso di scarsa professionalità. Entrambi i fenomeni incidono sulle scelte
    • Agricoltura nel contesto economico, sociale ed ambientale – Informazioni di contesto Supporto all’agricoltura E’ l’effetto combinato delle politiche dei prezzi agricoli, degli aiuti diretti e delle agevolazioni sui prezzi degli input. Si misura attraverso il PSE (producer subsidy estimate) che rappresenta la percentuale del supporto ai produttori sul totale della produzione lorda. Include tutti gli interventi e può essere positivo (prevalenza di sussidi) o negativo (prevalenza di tasse). Nella maggior parte dei paesi sviluppati è ampiamente positivo. Un PSE positivo incoraggia
    • Agricoltura nel contesto economico, sociale ed ambientale – Informazioni di contesto Uso del suolo – Stock di terra agricola Misura la percentuale di terra agricola sulla superficie totale di un paese (OECD, 2001, pag. 51). E’ normalmente superiore al 50%. Più ridotta in genere a causa di motivi ambientali (clima). Misura la rilevanza spaziale degli effetti ambientali del settore. E’ un indicatore diretto di impatto ambientale quando la conversione di habitat naturali in terreni agricoli è direttamente associata a problemi ambientali (es. erosione) E’ stabile nei paesi sviluppati. In aumento in alcuni paesi in via di sviluppo.
    • Agricoltura nel contesto economico, sociale ed ambientale – Informazioni di contesto Uso del suolo – Uso agricolo del suolo E’ la percentuale di uso del suolo per tipo di coltura (OECD, 2001, pag. 53). La distinzione principale è tra pascoli e terreni arabili coltivati con colture annuali o permanenti. In molti paesi il terreno a pascolo rappresenta la parte prevalente. L’uso del suolo per usi non produttivi o a basso impatto (pascoli, prati, riforestazione) sta aumentando come conseguenza degli interventi agroambientali. L’uso del suolo ha un effetto determinante sull’impatto ambientale.
    • Agricoltura nel contesto economico, sociale ed ambientale – Risorse finanziarie agricole Reddito agricolo Reddito agricolo definito come la differenza tra il valore della produzione lorda e tutte le spese, incluso il deprezzamento dei capitali fissi (OECD, 2001, pag. 65). Misura la sostenibilità economica dell’azienda agricola. 1. Valore della 1.1. Vendite di prodotti vegetali e animali produzione 1.2. Pagamenti diretti ricevuti 1.3. Altre entrate da attività agricole 2. Spese 2.1. Consumi intermedi (sementi, servizi, etc.) 2.2. Imposte 2.3. Salari e stipendi 2.4. Beneficio fondiario 2.5. Interessi 2.6. Quote ammortamento 3. Reddito aziendale (1- 2)
    • Agricoltura nel contesto economico, sociale ed ambientale – Risorse finanziarie agricole Spesa agroambientale – Spesa pubblica e privata agroambientaleTrend nella spesa pubblica e privata, sia diinvestimento, sia corrente, per beni e serviziagroambientali e per attività di conservazionefinalizzate a migliorare la qualità ambientale(OECD, 2001, pag. 68).Si definiscono spese agroambientali quellefinalizzate a cambiare le pratiche agricole,sostenere investimenti ambientali o a remuneraregli agricoltori per la produzione di serviziambientali.Determinano gli incentivi verso un miglioramentoambientale. Presentano un trend in forte aumentodurante gli anni ‘90.
    • Agricoltura nel contesto economico, sociale ed ambientale – Risorse finanziarie agricole Spesa agroambientale – Spesa nella ricerca agroambientalePercentuale della spesa pubblica e privata per laricerca agroambientale sul totale della spesadestinata alla ricerca agricola (OECD, 2001, pag.72).La ricerca agroambientale è definita come laricerca primariamente finalizzata ad affrontareproblemi ambientali in agricoltura.E’ stata sostanzialmente stabile nella maggior partedei paesi durante gli anni ’90, in genere con unvalore superiore al 20% delle spese totali per laricerca agricola.
    • Gestione aziendale e ambiente Gestione ambientale complessiva – Piani di gestione ambientaleLa percentuale del numero totale di aziende (odella superficie agricola) sottoposta a piani digestione ambientale complessiva (OECD, 2001,pag. 89).Misura la capacità degli agricoltori di tenere sottocontrollo le variabili che hanno un effettosull’ambiente e di gestirle preventivamente.Non esiste una definizione univoca di piano digestione ambientale: es. ISO 14000, certificazioneagricoltura biologica, adesione a misureagroambientali, ecc.
    • Gestione aziendale e ambiente Gestione ambientale complessiva – Agricoltura biologicaLa percentuale del numero totale di aziende odella superficie agricola sottoposti a sistemi diagricoltura biologica certificata o sottoposti ad unprocesso di conversione verso tali sistemi (OECD,2001, pag. 89).Non esiste una definizione unificata di agricolturabiologica anche se esistono delle linee guidainternazionali (IFOAM).Il trend è caratterizzato da un forte aumentonell’ultimo decennio.
    • Gestione aziendale e ambiente Gestione dei nutrienti – Piani di gestione dei nutrientiPercentuale di aziende o di superficie agricolasottoposta a piani di gestione dei nutrienti (OECD,2001, pag. 96).I piani di gestione dei nutrienti comprendonorestrizioni alle modalità, quantità e tempi didistribuzione dei nutrienti (azoto, fosforo) sulterreno.Sono uno strumento molto diffuso ed in crescita.
    • Gestione aziendale e ambiente Gestione dei nutrienti – Analisi del terrenoUso e frequenza delle analisi del terreno espressicome proporzione di aziende che praticano leanalisi del terreno a diverse frequenze o comepercentuale di superficie coltivata sottoposta adanalisi del terreno (OECD, 2001, pag. 97).Si tratta di uno strumento molto usato perottimizzare la distribuzione dei nutrienti, ma nonassicura che non ci siano rilasci nell’ambiente.E’ uno strumento molto diffuso.
    • Gestione aziendale e ambiente Difesa fitosanitaria –Uso di metodi non chimici di difesaPercentuale di superficie delle colture agrarie nontrattata con mezzi chimici di difesa (OECD, 2001,pag. 99).I metodi non chimici di controllo dei patogeni odelle infestanti includono le lavorazioni, lerotazioni, il controllo biologico, i feromoni el’intervento manuale.E’ un indicatore in aumento, grazie soprattuttoall’agricoltura biologica.
    • Gestione aziendale e ambiente Difesa fitosanitaria – Uso della difesa integrataPercentuale di superficie agricola sottoposta alladifesa integrata (OECD, 2001, pag. 101).La difesa integrata costituisce un metodo di difesadelle colture ad alta “intensità di conoscenza”,basato sulla prevenzione dei problemi fitosanitari,evitando che raggiungano la soglia di dannoeconomico.Utilizza l’attività dei nemici naturali, la resistenzadelle colture ai patogeni ed un uso razionale deifitofarmaci.In aumento, con un avvicinamento della tecnicaconvenzionale.
    • Gestione aziendale e ambiente Gestione del suolo – Copertura del suoloNumero di giorni all’anno in cui il suolo è copertodalla vegetazione (OECD, 2001, p. 102).E’ calcolato in base al riparto, facendo la mediaponderata dei giorni di copertura di ciascunacoltura.Misura il livello di protezione dal suolodall’erosione idrica o eolica.Misura inoltre la probabilità della fauna selvatica ditrovare rifugio e nutrimento.In aumento, grazie alla politiche agroambientali.La media italiana è di poco superiore ai 220 giorni
    • Gestione aziendale e ambiente Gestione del suolo – Pratiche di gestione del suoloPercentuale dell’area totale coltivata sottoposta apratiche di gestione del suolo di carattereambientale (OECD, 2001, pag. 104).Le pratiche di gestione del suolo includonolavorazioni minime o nulle, rotazioni, coltureintercalari, cover crops invernali, strip cropping,frangivento.Trend in aumento grazie agli interventiagroambientali.
    • Uso di input aziendali e di risorse naturali – Uso di nutrienti Bilancio dell’azotoDifferenza fisica (surplus o deficit) tra gli input e glioutput di azoto nei sistemi agricoli, per ettaro di terrenoagricolo (OECD, 2001, pag. 120). Quantifica le emissioninette.1. Input 1.1. Fertilizzanti azotati organici o inorganici 1.2. Produzione netta di azoto da deiezioni animali 1.3. Fissazione biologica di azoto 1.4. Deposizione atmosferica di azoto 1.5. Azoto da sostanze organiche riciclate 1.6. Azoto contenuto nei semi e nei materiali usati per l’impianto2. Output 2.1. Prodotti agricoli e foraggeri3. Bilancio (Input-output)
    • Uso di input aziendali e di risorse naturali – Uso di nutrienti Efficienza d’uso dell’azotoE’ il rapporto tra output ed input di azoto, calcolatisecondo il bilancio dell’azoto (OECD, 2001, pag.127).Esprime l’efficienza con cui l’azoto immesso nelsistema agricolo viene utilizzato dalle colture.A differenza del bilancio dell’azoto è quindi unindicatore di efficienza tecnica e non di pressionesull’ambiente.Entrambi possono essere estesi a tutti gli altrielementi nutritivi se rilevanti
    • Fitofarmaci
    • Uso di input aziendali e di risorse naturali – Uso e rischio da pesticidi Indicatore d’uso dei fitofarmaciTrend nel tempo della vendita e/o dell’uso difitofarmaci (OECD, 2001, pag. 144)Può essere misurato in tonnellate di principio attivodistribuito.Limite principale: non dà molte informazionisull’effettivo impatto dei fitofarmaci
    • Uso di input aziendali e di risorse naturali – Uso e rischio da pesticidi Indicatore di rischio da fitofarmaciTrend del rischio da fitofarmaci nel tempo,combinando informazioni sulla tossicità esull’esposizione ai fitofarmaci con informazionisull’uso (OECD, 2001, pag. 149)Esistono molti modi di calcolare indicatori diquesto tipo, ma la struttura di base è la stessa:Rischio da fitofarmaci = esposizione/tossicità*areaminacciataEsempio:Esposizione = tutta la quantità distribuitaTossicità = DL 50Area = dati per ettaro
    • Risorsa idrica
    • Gestione aziendale e ambiente Gestione dell’irrigazione – Tecnologia irriguaQuota di acqua di irrigazione applicata mediantediverse tecnologie irrigue (OECD, 2001, pag. 107).Misura le condizioni di adattamento tecnologico,l’efficienza e le possibilità di miglioramentonell’irrigazione.Esempi indicativi di efficienza:scorrimento 50%pioggia 80%goccia 90%
    • Uso di input aziendali e di risorse naturali – Uso dell’acqua Intensità d’uso dell’acquaQuota di acqua utilizzata in agricoltura rispettoall’utilizzo totale (OECD, 2001, pag. 174)Quantifica la rilevanza del settore agricolo nelconsumo idrico e nelle politiche di contenimentodell’uso dell’acqua.Varia normalmente dal 50 all’80%. Per l’Italia ilvalore è attorno al 50%, in diminuzione.
    • Uso di input aziendali e di risorse naturali – Uso dell’acqua Efficienza tecnica d’uso dell’acquaPer le colture irrigate, la massa di prodotti agricoli ottenuti(tonnellate) per unità (volume) di acqua irrigua utilizzata(OECD, 2001, pag. 180)Misura quanto bene l’acqua è utilizzata. Il valore dellaproduzione agricola è calcolato come differenza tra la colturairrigua e quella asciutta 1. Massa fisica di prodotti agricoli 2. Acqua per l’irrigazione (2.1.- 2.1.Acqua derivata o estratta per 2.2.-2.3.) l’irrigazione 2.2.Perdite nelle fasi di stoccaggio o trasporto 2.3.Flussi di ritorno 3. Efficienza d’uso dell’acqua (1/2)
    • Uso di input aziendali e di risorse naturali – Uso dell’acqua Efficienza economica d’uso dell’acquaPer determinati prodotti irrigui, il valore monetariodella produzione agricola per unità (volume) diacqua irrigua (OECD, 2001, pag. 180)E’ simile all’efficienza tecnica, ma si applica alvalore economico della produzione.Il valore della produzione agricola è calcolatocome differenza tra la coltura irrigua e quellaasciutta
    • Uso di input aziendali e di risorse naturali – Uso dell’acqua Stress idricoLa percentuale di lunghezza dei corsi d’acquasoggetti al prelevamento per usi irrigui senza undeflusso minimo di riferimento definito (OECD,2001, pag. 182).Il deflusso minimo di riferimento rappresenta unasoglia minima di portata/livello oltre la qualescattano misure di contenimento del consumoidrico.E’ rilevante in quanto indica la quota di acqua nonprotetta e quindi i rischi di prelievo eccessivo.
    • Impatti ambientali dell’agricoltura – Qualità del suolo Rischio di erosione idrica del suoloL’area agricola soggetta a erosione idrica, vale adire l’area per la quale esiste un rischio didegradazione per erosione idrica sopra una certasoglia (OECD, 2001, pag. 200).E’ un problema finora rilevante in pochi paesi.Il metodo più comune per valutare l’erosione è l’UniversalSoil Loss Equation (USLE):Ewater=R*K*LS*C*P/Tdove: Ewater=indice di rischio di erosione idrica; R=piogge;K=erodibilità del suolo; LS=lunghezza e pendenza delpendio; C=fattore di gestione della coltura (rotazione);P=fattore di conservazione (no tillage,…); T=livello tollerabiledi perdita di suolo
    • Impatti ambientali dell’agricoltura – Qualità del suolo Rischio di erosione eolica del suoloArea agricola soggetta a erosione eolica, vale adire l’area per la quale esiste un rischio didegradazione per erosione eolica sopra una certasoglia (OECD, 2001, pag. 207).Significativo per paesi con ampie praterie.Indice di rischio di erosione eolica:Ewind=KC(V2-pW2)1,5(1-R)Dove: Ewind=indice di rischio di erosione idrica; K=asperitàdella superficie; fattore di resistenza del suolo ai movimentidel vento; V=velocità di trascinamento; p=variabilecollegata all’umidità del suolo; W=umidità superficiale delsuolo; R=fattore di riduzione dell’erosione (tipo di coltura)
    • Impatti ambientali dell’agricoltura – Qualità dell’acqua Indicatore di rischio della qualità dell’acquaConcentrazione potenziale di nitrati (o fosforo)nell’acqua che fluisce da una certa area agricola,sia in superficie che in profondità (OECD, 2001,pag. 231).Misura l’impatto potenziale sulla qualità dell’acqua.Si misura con l’indice seguente:PNC=PNP/EWdove: PNC=concentrazione potenziale di nitrati;PNP nitrati potenzialmente presenti (bilanciodell’azoto); EW= eccesso di acqua (pioggia-evapotraspirazione).
    • Impatti ambientali dell’agricoltura – Qualità dell’acqua Indicatore di stato della qualità dell’acquaLa percentuale delle acqua di superficie e diprofondità (in aree vulnerabili) sopra un valoresoglia nazionale di concentrazione dei nitrati o difosforo (OECD, 2001, pag. 235).E’ misurato mediante analisi a campione.E’ molto importante per lo stato delle acque(eutrofizzazione).L’agricoltura ha un peso molto rilevante nellaemissione di nutrienti in acqua (40% per l’azoto,30% per il fosforo).
    • Impatti ambientali dell’agricoltura – Conservazione del suolo Capacità di ritenzione idricaLa quantità di acqua che può essere ritenuta nelsuolo agricolo (o sopra il suolo dove ciò èapplicabile) nel breve termine (OECD, 2001, pag.258).E’ diminuita negli ultimi decenni, aumentando ilrischio di allagamenti.L’indicatore è espresso come segue:W=Ws+Wo+Wfdove: W=capacità di ritenzione totale; Ws=capacità diritenzione nel suolo; Wo=capacità di ritenzione sopra terra;Wf= capacità di ritenzione in strutture di stoccaggio.
    • Impatti ambientali dell’agricoltura – Conservazione del suolo Flusso di sedimenti all’esterno dell’aziendaQuantità di sedimenti da erosione del suolotrasferiti dall’azienda all’esterno (OCDE, 2001,pag. 264).Può essere calcolato come indicatore di rischio odi stato, attraverso opportune formule. Le variabiliin gioco sono quelle del rischio di erosione daacqua.Una volta calcolato il livello di erodibilità, la perditadi suolo può essere calcolata mediante unacostante.
    • Emissione di CO2• I gas serra
    • Impatti ambientali dell’agricoltura – Gas serra Emissione totale di gas serra da parte dell’agricolturaEmissione lorda totale di anidride carbonica,metano e ossido d’azoto, espressi in CO2equivalenti (OCDE, 2001, pag. 276).1t di CH4=21 t di CO21t di N2O=310 t di CO2L’agricoltura ha un ruolo considerevole nellaproduzione totale di gas serra.Il comparto in genere più rilevante è quellozootecnico.E’ necessario prestare attenzione allasignificatività dei flussi lordi.
    • Biodiversità
    • Impatti ambientali dell’agricoltura - Biodiversità Diversità geneticaNumero di varietà coltivate (registrate) edistribuzione percentuale della quantitàcommercializzata per varietà coltivata (OECD,2001, pag. 299).Si ritiene che la riduzione della varietà geneticanell’ultimo secolo sia stata notevole.In realtà il numero di varietà è generalmenteaumentato, aumentando la resilienza dei sistemiagricoli.Un problema collegato è quello delle colturetransgeniche.
    • Impatti ambientali dell’agricoltura - Biodiversità Diversità delle specie selvaticheTrend nella popolazione e nel numero di specieselvatiche associate all’agricoltura (OECD, 2001,pag. 305).Non esiste un metodo comune di misurazione, maquello più frequente consiste nel conteggio dellespecie presenti.Permette di misurare la biodiversità dei sistemiagricoli.
    • Impatti ambientali dell’agricoltura - Biodiversità Diversità delle specie – Specie non autoctoneTrend della distribuzione della popolazione e delnumero di specie non autoctone che minacciano laproduzione e gli ecosistemi agricoli (OECD, 2001,pag. 314)Si tratta di specie animali e vegetali non autoctoneche intervengono sui sistemi agricoli svolgendo unruolo competitivo sulle risorse (consumo foraggi,sostituzione fauna autoctona, ecc.).Sta diventando un problema rilevante in moltearee.
    • Impatti ambientali dell’agricoltura - Biodiversità Diversità degli ecosistemiInclude la proporzione di habitat seminaturali enon coltivati presenti sul terreno agricolo ed illivello di cambiamento nell’uso agricolo del suolo(OECD, 2001, pag. 315).Quantifica la biodiversità da un punto di vistaaggregato.Può essere espresso come percentuale o cometrend.
    • Impatti ambientali dell’agricoltura – Habitat per la fauna e flora spontanea Habitat agricoli ad agricoltura intensivaInclude la percentuale di ogni coltura sull’areaagricola totale e la percentuale di agricolturabiologica sull’area agricola totale (OECD, 2001,pag. 335).Si tratta di informazioni già raccolte parzialmentein altri gruppo di indicatori (vedi informazioni dicontesto).Esiste il problema di collegarle agli effettiambientali che ne risultano (relazioni di causa-effetto non sempre chiare).
    • Impatti ambientali dell’agricoltura – Habitat per la fauna e flora spontanea Habitat agricoli seminaturaliPercentuale di terreno agricolo coperta da habitatagricoli seminaturali (OECD, 2001, pag. 342)Gli habitat seminaturali sono definiti come le areesoggette a pratiche agricole di bassa intensità.Praticamente includono: pascoli in aree paludose,prati umidi, boschi pascolati, pascoli alpini, prati epascoli in genere.Coprono una parte notevole della superficie dimolti paesi e sono in leggero aumento grazie agliinterventi agroambientali.
    • Impatti ambientali dell’agricoltura – Habitat per la fauna e flora spontanea Habitat naturali non coltivatiComprende l’area degli ecosistemi acquaticiconvertiti ad uso agricolo e l’area di foreste naturaliconvertite ad uso agricolo (OECD, 2001, pag.345).Misura la perdita di ecosistemi acquatici o forestaliper conversione verso sistemi produttivi agricoli.Nei paesi sviluppati esiste la tendenza allaconversione di terreni agricoli in ecosistemiacquatici o forestali, grazie agli effetti delle misureagroambientali.Nei paesi in via di sviluppo, esiste spesso il trendopposto.
    • Impatti ambientali dell’agricoltura – Habitat per la fauna e flora spontanea Matrice degli habitatDefinisce e mette in relazione il modo in cui lespecie selvatiche utilizzano diversi tipi di suoloagricolo (OECD, 2001, pag. 349).E’ utile per sapere quali tipi di terreno supportanola vita di determinate specie selvatiche, animali ovegetali. Lepre Fagiano Pascolo 2 1 Vigneto 0 3
    • paesaggio
    • Impatti ambientali dell’agricoltura - Paesaggio Struttura del paesaggio – Caratteristiche ambientali e pattern di uso del suoloLe caratteristiche ambientali includonoprincipalmente gli habitat e gli ecosistemi checompongono il paesaggio; il pattern di uso del suoloinclude i cambiamenti nell’uso e nella distribuzionedel terreno agricolo (OECD, 2001, pag. 374).Si tratta di informazioni in buona parte derivate daaltri indicatori. Ai fini del paesaggio sono importantile modalità con cui le varie componenti si integranosul territorio. C’è stato un trend verso laomogeneizzazione del paesaggio agricolo negliultimi 50 anni, in parte invertito.
    • Impatti ambientali dell’agricoltura - Paesaggio Struttura del paesaggio - ManufattiManufatti chiave indicativi presenti sul terrenoagricolo e risultanti da attività dell’uomo (OECD,2001, pag. 376).La scelta dei manufatti da utilizzare comeindicatori dipende da fattori culturali, cheesprimono la storia e le tradizioni locali. Pertantovariano da zona a zona.Si distinguono:•elementi puntuali;•elementi lineari;•elementi “areali”.Sono in parte tutelati dai programmi
    • Impatti ambientali dell’agricoltura - Paesaggio Gestione del paesaggioPercentuale di terreno agricolo sottoposto aschemi privati o pubblici dedicati al mantenimentoe al miglioramento del paesaggio (OECD, 2001,pag. 379).E’ collegato ad altri indicatori e presenta un trendin aumento.E’ rilevante sapere se si tratta di piani dimantenimento o di piani di riconversione(investimento) del paesaggio verso forme amaggiore livello di naturalità.
    • Impatti ambientali dell’agricoltura - Paesaggio Costi e benefici del paesaggioInclude: i costi per mantenere o migliorare la“produzione” di paesaggio da parte dell’agricoltura;la valutazione pubblica del paesaggio agricolo(OECD, 2001, pag. 381).I costi per il miglioramento del paesaggiopermettono ai politici di progettare gli interventi e dicommisurare i pagamenti ai costi degli agricoltori.La valutazione pubblica del paesaggio permette diconoscere il valore del paesaggio prodotto. Si puòottenere attraverso indagini presso l’opinionepubblica, i pattern di spesa dei consumatori e levalutazioni non di mercato.
    • Bibliografia• OECD (2001): Environmental indicators for agriculture. Volume 3 - Methods and results, Paris, France