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"Fisica dell'informazione":  Intervista all'autore (di: Aracne editrice)
 

"Fisica dell'informazione": Intervista all'autore (di: Aracne editrice)

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Breve intervista della casa editrice Aracne (Roma), all'autore del libro: "Fisica dell'Informazione, ultima frontiera della scienza". In questo breve saggio, Intilla ci conduce attraverso uno dei più ...

Breve intervista della casa editrice Aracne (Roma), all'autore del libro: "Fisica dell'Informazione, ultima frontiera della scienza". In questo breve saggio, Intilla ci conduce attraverso uno dei più recenti e controversi paradigmi in campo scientifico: quello dell’Universo Digitale; dove ogni elemento della realtà a noi circostante (compreso noi stessi), nella sua “matrice ultima”, risulta essere costituito da pura Informazione. Il libro contiene inoltre, la versione aggiornata di un articolo in cui l’autore si propone di dare una spiegazione a carattere puramente scientifico ai concetti di anima e “reincarnazione”, attraverso la teoria termodinamica dell’Informazione. Tale articolo, intitolato “Dalla teoria dell’Informazione al concetto di Anima”, ha riscontrato una notevole popolarità sul web, rimanendo a tutt’oggi, uno degli approcci più complessi e significativi all’eterna questione della “vita dopo la morte”.

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    "Fisica dell'informazione":  Intervista all'autore (di: Aracne editrice) "Fisica dell'informazione": Intervista all'autore (di: Aracne editrice) Document Transcript

    • Aracne Editrice S.r.l., via R. Garofalo, 133/A-B, 00173 Roma “Fisica dell’Informazione, ultima frontiera della scienza” Intervista all’autore: Fausto Intilla _____________________________________Aracne: “Fisica dell’Informazione, ultima frontiera dellascienza”. È questo il titolo del nuovo libro di Fausto Intilla,inventore e divulgatore scientifico di origine italiana, che allespalle ha già diverse pubblicazioni scientifiche e una moltitudinedi articoli a carattere scientifico sparsi un po’ ovunque sul web.Bene, la prima domanda volutamente provocatoria che mipermetto di porle è la seguente: Perché un libro sul concetto diInformazione, vista e considerata la moltitudine di saggiscientifici emersi recentemente sul mercato, che direttamente oindirettamente toccano proprio questo argomento?Intilla: È vero, in commercio vi sono ormai parecchi libri chetrattano della reciproca interazione tra i vari componenti dellarealtà del mondo in cui viviamo; che solitamente, in base alleloro particolari “configurazioni di stato”, definiamo con i nomidi: massa, energia e informazione. In ognuno di questi libri,emerge ovviamente sempre l’ormai indiscussa equivalenza tramassa ed energia, mentre troppo spesso assume un ruolopiuttosto marginale, qualsiasi teoria inerente al concetto diInformazione che in un modo o nell’altro, i vari autori cercano direlazionare (più che integrare) alle varie teorie di termodinamicaclassica o quantistica. Integrare nel modo più completo e
    • assoluto, il concetto stesso di Informazione all’interno dellameccanica quantistica o della teoria quantistica dei campi,significherebbe porre le basi per una nuova visione della realtà,in cui verrebbe alla luce un nuovo tipo diuguaglianza/equivalenza: quella tra Energia e Informazione. Ciòsignificherebbe riscrivere parecchie leggi della fisica, ad iniziaredall’equazione di Schrödinger; è ovvio dunque che nessun fisicoal mondo abbia interesse a cimentarsi in una simile impresatitanica, con il rischio infine, di vedersi rigettare dalla comunitàscientifica, i risultati ottenuti dopo anni di lavoro e ricerche.Qualche spunto di riflessione, in relazione ad uneventuale/potenziale cambiamento di paradigma, ci è statoofferto da due esperimenti compiuti circa dodici anni fa (2000)alle Università di Berkeley e Rochester, con degli interferometrilaser. Questi esperimenti dimostrarono che l’Informazione è ingrado di controllare l’interferenza quantistica e moltoprobabilmente anche la stessa funzione d’onda! Gli interessanti“esperimenti mentali” che emersero da tali premesse, siproposero di reinterpretare il collasso della funzione d’ondaquantistica, solo attraverso il concetto stesso di Informazione!Ciò che infine veniva messo in risalto, da tali premesse econsiderazioni, era la possibile esistenza in natura, di una leggedi “conservazione dell’Informazione”. Delle recenti versioni(forti) dei teoremi di No-cloning e No-deleting (nell’ambitodell’Informazione quantistica), suggerirebbero inoltre l’esistenza,in natura, di tale “conservazione informazionale”. A tutt’oggicomunque, una simile legge della fisica, mai nessuno è riuscito adimostrarla.Principalmente quindi, per dirla con le stesse parole del Dott.Ignazio Licata (che ringrazio pubblicamente per la suarecensione), il mio libro racchiude semplicemente “una bellarassegna sulla fisica dellinformazione, molto ben documentata e
    • scritta in egual misura con densità e fluidità”. Vi è comunque unbreve capitolo, all’interno del libro, in cui, a partire dall’ipotesiche in natura una legge di conservazione dell’Informazione esistarealmente, mi accingo a sostenere (attraverso un percorsoaltamente speculativo) la possibilità di una “continuazioneinformazionale” del nostro Essere, anche dopo la nostra mortefisica (riprendendo così in parte, per certi aspetti, l’ipotesi diFrank Tipler; ma senza alcun collegamento a parametri spiritualio religiosi di alcun tipo). Tale percorso, come già accennato acarattere altamente speculativo, non viene in alcun modosupportato da parte mia attraverso formule di meccanicaquantistica e neppure attraverso la teoria quantistica dei campi(possibilmente dissipativa, come suggeritomi da Licata); se loavessi fatto, il libro avrebbe sicuramente acquisito più valore daun punto di vista accademico, ma parallelamente avrebbe persotutta la sua “forza divulgativa” e quindi solo gli “addetti ailavori” avrebbero potuto leggerlo. In sostanza, non ho fattonient’altro che integrare/affiancare alcuni elementi/concetti dellateoria dell’Informazione, all’interno dei principi che regolanol’entropia termodinamica; confrontando in ultima analisi, lerispettive analogie e differenze tra le due teorie considerate,principalmente al di sotto della scala di Planck.Aracne: Dunque, mi permetta la franchezza, “Nulla di nuovosotto il Sole”, potrebbero pensarla in molti; soprattutto coloro chedi fisica, non sono proprio del tutto a digiuno. È riconosciuta datempo, infatti, la connessione tra teoria dell’informazione edentropia termodinamica.Intilla: Giustamente, ottima osservazione; sono contento chel’abbia fatta. Vede, il problema principale non sta tanto nel sapercorrelare le due teorie, lasciandole infine come due fenomenidistinti; ma nel farle compenetrare, vicendevolmente, l’una conl’altra. Un passo simile lo si può fare, solo a patto di assumere
    • per vera l’uguaglianza/equivalenza tra energia e informazione.L’ostacolo più grande, è rappresentato dall’attuale concezione infisica (a mio avviso piuttosto fuorviante, anche se la matematicasembrerebbe aver convalidato ormai da decenni tale assunto), chevuole che l’Informazione relativa a qualsiasi corpo fisico, sialegata solo ed esclusivamente alla sua area, e non al suo volume.Mai nessuno ad esempio ha ipotizzato che possano esistere duetipi di Informazione: una intrinseca al corpo considerato, ed unarelativa alla sua superficie. Eppure basterebbe pensareall’Informazione relativa ad un quanto di energia, per capire chein taluni casi le superfici contano ben poco.Aracne: Lei prima ha parlato di un’ipotetica conservazionedell’Informazione; immagino quindi che vi sia un nesso, tra taleipotesi e la sua teoria della “continuazione informazionale”; senon vado errando, con “continuazione informazionale” leiintende una sorta di “vita dopo la morte fisica”, attraversol’esistenza dell’anima; un concetto ormai millenario tanto caro aiteologi.Intilla: Con il termine “anima”, io mi riferisco semplicemente adun campo di informazione dinamica, strutturato al di sotto dellascala di Planck, e pertanto ipoteticamente eterno, auto-organizzantesi, non influenzabile dalle leggi della termodinamicae ne tantomeno da quelle che governano il mondo dei quanti. Èproprio qui dunque che sta il nesso; ossia nell’idea fondamentaleche ciò che è valido per il mondo macroscopico, lo sia anche perquello quantistico (ed oltre, procedendo nell’infinitamentepiccolo): “Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma”(persino al di sotto della scala di Planck!). Ed è proprio al di sottodella scala di Planck, che l’Informazione, a mio avviso, si ritrovaad esistere nel suo stato più “puro/fondamentale”; ad un tale“livello” dell’infinitamente piccolo, non ha più senso parlare dientropia termodinamica o dell’informazione (oppure, se
    • vogliamo coniare un nuovo termine, di “termodinamicadell’Informazione”). Ma ha più senso invece, parlare didimensioni extra, di teoria delle stringhe, di ipotesi a molti mondidi Everett; ovvero di dimensioni che noi non potremo maiosservare, non potremo mai raggiungere, ma che potenzialmentepotrebbero ospitare l’anima (nella sola ed unica accezione da medefinita poc’anzi) di ogni essere umano, una volta conclusasi lasua esistenza terrena. In un futuro non molto lontano,probabilmente saremo destinati a riabbracciare l’ormai obsoletateoria di J.Wheeler dell’ “It from bit”, come da egli stesso venneconcepita in origine; quello sarà il tempo in cui con una certafrustrazione ricorderemo ciò che Anton Zeilinger, già diversianni fa ebbe a dire: “La meccanica quantistica, correttamenteinterpretata, è una teoria dell’Informazione”.Aracne: Credo che un quadro più completo del nocciolofondamentale del suo libro, di fianco al quale ruotano tutti i varitemi e aspetti minori relativi all’argomento centrale trattato, nonavrebbe potuto fornirmelo. A nome dell’Aracne Editrice, laringrazio per il tempo concessomi per questa breve intervista econfido che la sua opera, possa suscitare in molti potenzialilettori, un acceso interesse; soprattutto per i temi trattati in stileprettamente divulgativo e a mio modesto parere, intramontabili”.Intilla: “Grazie a voi!”