Dio=Mc2 - Oltre l'Universo Olografico (LIBRO)

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  • + Intilla Fausto Intilla 2 years ago
    ESTRATTO della PREFAZIONE,a cura del Prof.MASSIMILIANO CHITVIC (fisico):

    'Questo è un libro sull’Essere.Su come l’Essere appaia ai nostri occhi, spezzettato in tanti frammenti.Sulla fatica che molti di questi piccoli frammenti, che chiamiamo Uomo,fanno per cercare di ricomporre l’Unità. E anche dell’inutilità di questi sforzi.Giacchè la frammentazione è solo apparente,una sorta di velo di Maya. L’Essere,l’Unità,pervade l’intero Universo; forse dire Universo equivale a dire Essere. L’Essere si presenta ai nostri occhi come energia (vale la pena di ricordare l’equivalenza massa-energia,secondo la quale la materia altro non è che energia in una forma particolare.E=mc^2),e come tale è in ogni luogo. Ogni cosa si forma per mezzo dell’energia (Logos?) e all’energia ritorna ed è energia.L’energia è la fonte,la sorgente,di ogni informazione,codificata secondo opportune leggi che piano piano stiamo scoprendo.Basti pensare a tutte le informazioni che ricaviamo sulla struttura dell’Universo visibile per il tramite dei raggi di luce; o anche misurando, ove questo sia possibile,la materia. Abbiamo così realizzato la formula tanto cara ai nostri catechismi: Dio (l’Energia) è in ogni luogo,è onnipotente, è onnisciente.Il titolo del libro è dunque appropriato. In quanto materia,ovvero energia sotto altre spoglie,anche noi uomini (e non solo noi,ma anche tutti gli esseri viventi e le cose che ci circondano) facciamo parte dell’Essere,o,forse,siamo l’Essere e lo abbiamo dimenticato. A queste conclusioni erano già giunti nell’antichità gli gnostici,non importa di quale setta.Il tratto comune delle loro dottrine era la persistenza in ogni essere umano di una scintilla di energia divina che tenta ripetutamente di ricongiungersi con la sorgente primigenia.Questa scintilla divina non è che un nome dato da antichi uomini all’energia'.

    NOTA DELL’AUTORE:

    Vi è una piccola nota,non presente nella prefazione del libro, che vorrei esporre qui, riguardo ai miei espliciti riferimenti (riportati nel libro e presenti persino in alcune equazioni lineari che ho usato per facilitare ai lettori la comprensione di alcuni concetti socio-economici), alle “razze umane”. Immaginando già a priori, il potenziale vespaio di critiche negative e polemiche che susciterà un tale approccio (tacciabile se non compreso nei minimi dettagli, di xenofobia), nella spiegazione dei vari aspetti e tipologie del genere umano, mi permetto di specificare quindi in questo breve commento (onde evitare tale vespaio ingiustificato) quanto segue: Con razza umana, io non intendo mai in alcun caso definire una determinata differenziazione di carattere puramente fisico o biologico tra i diversi popoli del pianeta; bensì unicamente una sorta di distinzione tra i diversi popoli, causata (indiscutibilmente) da tutto ciò che l’ambiente ad essi circostante (attraverso usi e costumi e l’indottrinamento di una cultura antica e moderna, propri di ogni popolo), opera nei loro confronti in modo del tutto naturale ed impercettibile. Per concludere,vorrei ricordare le parole del famoso Herbert Simon : 'Un uomo, considerato come sistema soggetto di comportamento, è piuttosto semplice. L’apparente complessità del suo comportamento nel tempo è in larga misura un riflesso della complessità dell’ambiente in cui si trova'.
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Dio=Mc2 - Oltre l'Universo Olografico (LIBRO) - Presentation Transcript

  1. FAUSTO INTILLA Fausto Intilla,inventore e divulgatore scientifico,è di origine italiana ma vive e lavora in Svizzera (Canton Ticino). Nell’editoria,ha debuttato nel ’95 con “Viaggio oltre la vita” (ed.Nuovi Autori,Milano),un avvincente racconto sul genere fantasy che testimonia la poliedricità dell’autore. Nel campo delle invenzioni invece,il suo nome è legato alla “Struttura ad albero”,una delle più note strutture anti-sismiche per ponti e viadotti brevettata in Giappone e negli Stati Uniti. (si veda: www.uspto.gov). Il suo indirizzo e-mail è: f.intilla@bluewin.ch
  2. Dio = mc2 Copyright© 2000 by Fausto Intilla Science-Press FISP www.oloscience.com Tel: 0041-91/ 858.18.35 e-mail: f.intilla@bluewin.ch
  3. Introduzione a cura del Prof. Massimiliano Chitvic,fisico. Questo è un libro sull’Essere.Su come l’Essere appaia ai nostri occhi, spez- zettato in tanti frammenti.Sulla fatica che molti di questi piccoli frammenti, che chiamiamo Uomo,fanno per cercare di ricomporre l’Unità. E anche dell’inutilità di questi sforzi.Giacchè la frammentazione è solo ap- parente,una sorta di velo di Maya. L’Essere,l’Unità,pervade l’intero Universo; forse dire Universo equivale a dire Essere. L’Essere si presenta ai nostri occhi come energia (vale la pena di ricordare l’equivalenza massa-energia,secondo la quale la materia altro non è che energia in una forma particolare.E=mc2),e come tale è in ogni luogo. Ogni cosa si forma per mezzo dell’energia (Logos?) e all’energia ritorna ed è energia.L’energia è la fonte,la sorgente,di ogni informazione,codificata secondo opportune leggi che piano piano stiamo scoprendo.Basti pensare a tutte le informazioni che ricaviamo sulla struttura dell’Universo visibile per il tramite dei raggi di luce; o anche misurando, ove questo sia possibile,la materia. Abbiamo così realizzato la formula tanto cara ai nostri catechismi: Dio (l’Energia) è in ogni luogo,è onnipotente, è onnisciente.Il titolo del libro è dunque appropriato. In quanto materia,ovvero energia sotto altre spoglie,anche noi uomini (e non solo noi,ma anche tutti gli esseri viventi e le cose che ci circondano) facciamo parte dell’Essere,o,forse,siamo l’Essere e lo abbiamo dimenticato. A queste conclusioni erano già giunti nell’antichità gli gnostici,non importa di quale setta.Il tratto comune delle loro dottrine era la persistenza in ogni essere umano di una scintilla di energia divina che tenta ripetutamente di ricongiungersi con la sorgente primigenia.Questa scintilla divina non è che un nome dato da antichi uomini all’energia. Ma noi “moderni”,uomini evoluti e tecnologicamente avanzati,abbiamo dimenticato tutto ciò.In un momento imprecisato del XVIII secolo abbiamo permesso alla materialità – che pure essa stessa partecipa all’Essere – di chiudere le nostre menti alla consapevolezza.Da allora il nostro cammino si è fatto più arduo. Non possediamo più l’immediatezza percettiva di appartenenza all’Essere ( come invece possedeva ancora l’uomo del Medioevo), abbiamo la necessità di procedere a recuperare i frammenti uno dopo l’altro, con fatica. E tutto ciò che ricaviamo è solo una serie di visioni parziali,settoriali dell’Unità. Vale veramente la pena di ricordare quanto affermò Parmenide nel proemio al suo “Poema sulla Natura”: “Bisogna che tu tutto apprenda: e il solido
  4. cuore della Verità ben rotonda e le opinioni dei mortali, nelle quali non c’è una vera certezza. Eppure anche questo imparerai,come le cose che appaiono bisognava che veramente fossero, essendo tutte in ogni senso”. Per Parmenide l’Essere non va interpretato come un Uno monolitico, ma come un Intero,che non respinge e non annulla il molteplice,ma in sè lo include e ne garantisce e tutela la realtà. Di conseguenza,per Parmenide l’Essere è il senso ultimo del reale, il “cuore della Verità”,mentre le cose che appaiono,i fenomeni,sono il Suo manifestarsi nei Suoi contenuti.Il vero significato delle cose che appaiono lo si apprende solo comprendendo le loro relazioni con l’Essere e come l’Essere abbia concreta sussistenza proprio nel suo molteplice apparire.Parmenide pone un’identità fra termini che noi non sapevamo più essere tali. Come si diceva più sopra,noi uomini abbiamo dimenticato di far parte dell’Essere,negandolo (in molti modi,anche religiosi) e giungendo ad affermare assurdamente il nulla.Facendo ciò diamo delle affermazioni errate sull’apparire delle cose e sul significato dell’esperirle.Questa è la conseguenza,errata,della dimenticanza della quale abbiamo detto.Al contrario,non dobbiamo negare l’esperienza delle cose e degli eventi,relegarli nella più assoluta materialità,dobbiamo bensì confutare questa visione errata dell’esperienza,altrimenti ci manteniamo lontani dall’Essere e costruiamo una figura d’uomo mostruosa. È,quindi,questo che significa recuperare i vari frammenti che riconducono all’Unità (frammenti solo in apparenza, e dovuti alla nostra visione occidentale di scissione del rapporto tra scienza e filosofia / teologia).Questo è il compito che ci aspetta,che ne siamo consapevoli oppure no.Il libro di Intilla vuole andare in questa direzione. Gli sforzi che l’uomo compie per cercare di ricomporre la perduta Unità sono riconducibili all’indagine scientifica e a quella filosofica.Ma in nessuno dei due casi l’uomo può raggiungere il suo obiettivo operando settorialmente.Occorre uno sforzo per superare le divisioni specialistiche. Il riduzionismo è un metodo molto comodo per risolvere i problemi,si decompone il problema in tanti problemi minori,fino a quando non si ottiene la soluzione di questi e si risale,di soluzione in soluzione,sino al punto di partenza.Così facendo,però,si perde di vista quell’assioma fondamentale che ci dice che l’Intero è superiore alla somma delle sue parti. Lavorando a compartimenti stagni l’uomo non fa che peggiorare la situazione; non ci sono,difatti,teorie scientifiche che provino oltre ogni ragionevole dubbio,la partecipazione di ogni cosa all’Essere.Possiamo solo “pescare” qua e la dei vaghi “accenni” (per esempio dalle meccaniche
  5. quantistica e relativistica) e soffermandoci a riflettere sul loro significato (forzandolo,a volte) estrapolare degli “indizi”. Ma questo è tutto. Neanche le GUT,le teorie di Grande Unificazione,quelle che,in ultima analisi,in un’unica formulazione dovrebbero “spiegare” l’Universo,sono in grado di aiutarci.Anche loro ci forniscono solo indizi,più cogenti, ma sempre e solo indizi.Cosa succede quando volgiamo il nostro sguardo alla cosmologia? Succede che passiamo dalla disperazione più nera del materialismo assoluto all’entusiasmo per ritenere di aver trovato il nostro posto nell’Universo.Posizioni entrambe sbagliate.Disperazione,perchè i dati a nostra disposizione ci dicono che l’Universo è destinato alla morte termodinamica, e noi con lui.Ci afferra,così,il senso dell’inutilità della nostra presenza al mondo,ci domandiamo cosa vale affannarsi a cercare se poi tutto è destinato a finire.Disperazione perchè l’interpretazione materialistica ci dice che siamo frutto del caso e che ci troviamo dove siamo solo perchè si sono verificate,casualmente,delle condizioni che ci hanno,sempre casualmente,consentito di essere qui. Entusiasmo,perchè i dati,interpretati in altra chiave,ci dicono che l’Universo presenta delle condizioni tali che era inevitabile la comparsa di “osservatori”, cioè di esseri intelligenti che indagassero sull’Universo, e quindi su loro stessi. Entusiasmo perchè l’analisi di queste condizioni ci dice che variandone anche solo una e di pochissimo,noi non ci saremmo,che quindi il nostro apparire nel cosmo era “programmato”,per così dire,nel DNA dell’Universo. Posizioni contrastanti,inconciliabili tra loro,dipendenti dall’interpretazione che si vuole dare agli stessi elementi valutativi.Dipendenti,in ultima analisi,dalle convinzioni personali di chi interpreta e,con ciò,non oggettivi. Non va meglio con la filosofia.Anche in essa abbiamo,pur con le mille sfaccettature consentite dal filosofare,le due posizioni già viste sopra,essenzialmente riconducibili alle correnti del materialismo,che nega ogni partecipazione all’Essere (di più,negando l’esistenza stessa dell’Essere),e a quella dell’ontologia dell’Essere,per cui tutto è finalizzato alla dimostrazione dell’Essere e alla comprensione delle sue manifestazioni. A fare chiarezza non contribuiscono certo le varie teologie e fedi religiose che,arroccate nelle loro certezze,mutuamente escludentesi,generano dogmi il cui unico scopo non è di illuminare il cammino della consapevolezza dell’uomo,ma quello di controllarne le coscienze. Eppure,a ben guardare,abbiamo una prova.Un’unica prova.Non un indizio o un’opinione soggetta ad interpretazione,ma una prova.Cioè qualcosa che
  6. ci da una certezza.Questa prova è un teorema dimostrato dal logico Kurt Goedel (quello del Teorema di Incompletezza,quello che nel 1949 a Princeton sbalordì il suo amico e collega Einstein,dimostrando che era possibile il viaggio nel tempo partendo dalle equazioni della Relatività Generale),che dimostra l’esistenza di Dio.È un Dio diverso da quello presentato da tutti i credo religiosi, e forse per questo il teorema è stato “dimenticato”,studiato solo da matematici specialisti (viene fatto di pensare che se Dio esiste – e Dio esiste,secondo l’ineccepibile dimostrazione di Goedel – la lingua con cui parla è la matematica). Il libro è avvolto come in una nebbia dal pensiero cosmologico indiano.E non so quanto ne sia consapevole l’autore.Nel pensiero indù non trova posto alcun dualismo irriducibile,alcuna opposizione reale nel logico dei contrari all’interno del quale funzionano tutte le nostre percezioni. Che il contrasto sia spirito e materia,cosciente o incosciente,inerte o vivente,bianco o nero,bene o male ecc...,si tratta sempre di opposizioni fra elementi complementari e interdipendenti che esistono solo l’uno in rapporto all’altro. L’Universo,secondo il pensiero indù,è una speculazione,un gioco di probabilità,di possibilità che non è unico,che potrebbe essere differente,che è differente in altre dimensioni,in altri spazi (la scienza moderna lo scopre ogni giorno un po’ di più).L’Essere Cosmico immagina incessantemente altri Universi che esistono in altri piani rispetto a quello che noi percepiamo.Anche all’interno del mondo che noi crediamo di conoscere esistono altri mondi,ordini differenti di dimensione e di percezione che danno nascita a realtà differenti.Separati su certi piani,essi rimangono tuttavia collegati su altri.Nell’ordine di ciò che è percepibile per noi,non c’è soluzione di continuità tra i diversi livelli della creazione,fra la materia,la vita,il pensiero e la coscienza.Non esistono che differenze di dimensione,di modalità,di momenti,di gradi. Secondo la cosmologia indù non vi sono limiti alla possibilità di mondi contenuti gli uni negli altri. Anche al livello delle percezioni umane,dicono gli indù,esiste un’infinità di mondi stellari e planetari paragonabili al nostro,ove vivono esseri che potrebbero essere simili a noi,che ci assomigliano in realtà sotto molti aspetti.La Terra e l’uomo non costituiscono un fenomeno unico e isolato. In chiusura di questa introduzione,mi sia consentito di parlare brevemente di un argomento che mi è molto caro.Un argomento che,in un certo qual modo,pervade e attraversa tutto il libro di Intilla,come un’unica nota che lo
  7. accompagna dall’inizio alla fine,in mezzo alla sinfonia dei vari argomenti,unita eppure distinta da essa. Mi riferisco all’influenza della psiche sulla materia,o,meglio della mutua e vicendevole influenza,essendo psiche e materia due aspetti di un’unica realtà.Che la materia influenzi la psiche è noto ; intendendo qui la psiche nella più ristretta accezione di “psiche personale dell’uomo”.Basti pensare alla Luna,che con i suoi effetti di marea influenza l’umore degli individui (che difatti la tradizione popolare chiama “lunatici”).Ma psiche e materia si influenzano anche in modo diverso.È il caso delle coincidenze acausali, o sincronismi.Quella della sincronicità è una teoria sviluppata da C.G.Jung in collaborazione con il premio Nobel W.Pauli (quello del principio di esclusione,riguardante i vari orbitali che un elettrone può o meno occupare nella nuvola elettronica che circonda il nucleo dell’atomo).In breve,accadono degli avvenimenti esteriori che hanno un preciso riscontro in una situazione psicologica interiore, e viceversa.Per chiarire meglio questo punto ricorrerò ad un esempio personale. Anni fa passeggiavo per le strade della mia città,nei pressi della stazione ferroviaria.Io e la mia fidanzata di quel periodo ci eravamo lasciati.Anzi,fu lei a lasciare me.Trascorsi un lungo periodo senza riuscire a capire il perchè della sua scelta,scivolando nella malinconia e poi nel rancore. Ma,come si dice,il tempo è galantuomo e a poco a poco guarisce tutte le ferite.Quel giorno,dunque,riflettevo proprio sulla capacità del tempo di curare le ferite dell’anima.Mi sedetti su una panchina e dentro di me sentii che il dolore e il rancore per l’abbandono subiti erano passati,e mi dissi: “Ma sì, F.È trascorso tanto tempo,quello che è stato è stato,non provo più alcun rancore nei tuoi confronti.Anzi,ti auguro di trovare ciò che cerchi e di essere felice.Va in pace F.”.In quel preciso istante una colomba bianca è atterrata,posandosi ai miei piedi. Il nesso tra i due eventi,la mia situazione interiore e l’accadimento esterno occorso,è evidente. Normalmente la gente tende a rilevare queste situazioni,ma le relega tra le coincidenze bizzarre che ogni tanto accadono a ciascuno di noi,senza dare importanza all’accaduto,perdendo così l’occasione di entrare in contatto con la fonte primigenia della vita psichica.Con l’Essere stesso.In questi fortunati momenti siamo in grado di renderci conto che non siamo entità isolate,bensì facciamo parte di un Tutto e che qualunque cosa noi diciamo,facciamo o pensiamo (sì: il pensiero è creazione) andiamo a modificare l’Universo stesso.
  8. C’è,ovviamente,un altro modo in cui la psiche influenza la materia,un modo più consono alla mentalità dell’uomo occidentale.Mi riferisco all’azione conseguente ad una riflessione razionale. Un esempio molto banale è dato dalla decisione di costruire una casa,in cui la decisione presa influenza pesantemente la materia,trasformando materiali inerti in una struttura complessa. E influenzando e trasformando l’ambiente circostante.L’esempio è banale,lo so,ma il processo razionale in causa è identico a quello,ad esempio,di scavare un pozzo o dichiarare guerra ad uno Stato. Mi fermo qui,altrimenti tutti gli spunti e le riflessioni derivanti dalla lettura del libro di Intilla mi porterebbero lontano,molto lontano.Ma mi auguro che chi leggerà il libro faccia altrettanto. Intilla ci ha dato un occasione per riflettere e ce l’ha data in maniera intelli- gente. Prof. M.Chitvic; Cecina,settembre 2003. “Dear Dr.Intilla, you should not apologize for “crazy ideas”;they are the only things that move human knowledge forward.In my opinion,the most serious problem facing contemporary science is the arrogance of its practitioners,who seem incapable of saying the two simply phrases “I don’t know” and “I was wrong”.But without the humility implied by these,it is impossible to learn something new.One can only reinforce what one thinks one already knows. We are touched by your enthusiasm for our work (...).Although this topic continues to be regarded as controversial by most mainstream scientists,it does seem to be attracting a growing interest and respect,especially among younger people.Perhaps the paradigm is not as far from that long-predicted shift as we had thought (...). Sincerely, Brenda Dunne PEAR Laboratory Manager Princeton University Princeton Engineering Anomalies Research”
  9. \"Io non condivido le tue idee, ma darei la vita, affinché tu possa esprimerle\". Voltaire
  10. PARTE I TESTO Tra Bene e Male „Io crederò solo a ciò di cui sono convinto perchè sono convinto io, senza prestare fede alle parole di nessuno“. René Descartes. „Tutto induce a credere che esista un certo punto dello spirito da cui la vita e la morte, il reale e l' immaginario, il passato e il futuro, il comunicabile e l' incomunicabile, l'alto e il basso, cessano di essere percepiti come opposti“. André Breton. È ancora acceso e ben definito nella mia mente il ricordo di quella mattina di una fresca e luminosa giornata primaverile, in cui insieme ad un mio amico di infanzia mi apprestavo, camminando in modo sciolto e assai scomposto, a raggiungere la scuola primaria del mio paese nativo (credo fosse nei primi anni ottanta, forse al quinto ed ultimo anno di studi primari). Lungo il tragitto, che distanziava la nostra spensierata vita familiare da quella un po' più rigida e noiosa della scuola, in un istante di illuminazione che potrei ora definire il frutto di una breve e inconsapevole meditazione (stimolata forse da un mio progressivo distaccamento mentale dagli impulsi che mi forniva la \"realtà condizionale\"1 dell'ambiente mutevole a me circostante), ebbi l'intuizione2 più aberrante che un ragazzino possa mai avere in quei fuggenti anni di vita in cui solitamente tutto l'Universo sta sotto ai propri piedi e inconsapevolmente ci sentiamo a quella età, il \"Centro del-l'Attenzione Universale\". Con assoluta naturalezza, mi rivolsi quindi al mio giovanissimo amico e gli posi le seguenti domande:
  11. \"Patrick, secondo te perché io sono io e non sono invece qualcun altro? Perché sono nato nel 1972 a Bellinzona, in Svizzera, e non per esempio nel 1927 a Nuova Dehli, in India, o in qualche altra parte del mondo?\" e ancora... \"Perché appartengo a questa specie animale? Perché sono nato su questo pianeta e non su di un altro, magari in un altro sistema solare o addirittura in un'altra galassia distante milioni di anni-luce dalla Terra?\" Ricordo ancora la sua reazione. Voltò lentamente la testa verso di me e nel momento in cui pose lo sguardo sul mio viso, ebbi l'impressione che le sue cupe pupille, stessero cercando di scrutare oltre il consentito, nell'intento di scoprire cosa si celava nei meandri della mia psiche. Con una leggera e circostanziale balbuzia ed un volto pallido proprio della sua natura, dopo aver riflettuto per qualche istante mi rispose di \"non averne la più pallida idea\" e che tutto sommato, sapere o meno tali cose, non avrebbe cambiato in alcun modo la nostra vita. Logicamente a tutt'oggi, non sono ancora riuscito a dare una risposta a tutte queste domande che porto con me da oltre vent'anni, ed è scontato che mai riuscirò a compiere tale impresa infinitamente ardua. Tuttavia, nell'immenso sforzo psichico in cui mi sono cimentato da parecchi anni a questa parte, nel tentativo di riuscire a trovare una risposta più o meno \"soggettivamente accettabile\" a tutte queste domande impossibili, in una distinta frazione di secondo in cui il mio pensiero toccò il limite di quanto è consentito conoscere ad ogni essere umano (oltre al quale trova spazio solo la matematica, poiché tutto diventa infinitamente irrazionale; si potrebbe forse affermare che la matematica sia la \"Voce di Dio\"), ebbi quella meravigliosa ma anche sconcertante intuizione (forse quella dell'Aleph3, come la avrebbe definita Jorge Luis Borges; o forse quella del punto Omega, come l'avrebbe invece definita padre Teilhard de Chardin) che mi portò a formulare la seguente considerazione: \"Essere e Non Essere, Esistenza e Non Esistenza, non sono nient'altro che le due facce di una stessa medaglia\". Esistenza e Non Esistenza, si potrebbero immaginare come due rette parallele tangenti, che si estendono per una distanza infinita, al termine della quale si ricongiungono alla loro origine (punto di partenza) formando un cerchio geometricamente perfetto e di dimensioni infinite. Se infine vogliamo ampliare tale concetto ridefinendolo, non più su un piano euclideo, bensì in uno spazio definito da coordinate gaussiane (tenendo quindi conto anche della \"multidimensionalità\" dello spazio-tempo), potremmo congiungerlo a quel tratto di filosofia Nietzscheana che pone il concetto di Esistenza (in termini universali), nell'ambito di quella Eterna
  12. Spirale4 in cui il Tutto si ripete; ove in questo caso il cerchio perfetto rappresenterebbe uno degli infiniti \"anelli\" che costituiscono l' Eterna Spirale. Quel tipo di comportamento generalmente istintivo di ogni specie animale e che potremmo definire di \"amore per (o verso)la vita\", trae quindi essen- zialmente origine da una forma di pensiero (propria di ogni specie animale ancor giovane) ben lontana dalla possibilità di accedere a quella forma di pensiero molto più evoluta che, plasmata da milioni e milioni di estreme intuizioni, diventa pura consapevolezza di una Realtà Assoluta. Per una civiltà in cui un tale grado di consapevolezza fosse facilmente raggiungibile, non sarebbe per nulla difficile, immaginare un alto tasso di suicidi e un tasso di natalità estremamente basso. Ma fino a che punto il suicidio (ovviamente quello di un individuo privo di qualsiasi turba o malattia psichica) può rappresentare qualcosa di folle e innaturale per un essere umano? Tutto ciò che noi concepiamo e classifichiamo sotto quel parametro che designamo con il termine: \"Bene\", rientra nel quadro di un riflesso condi- zionato dalla nostra stessa natura. Contrariamente, tutto ciò che noi con- cepiamo e classifichiamo sotto quel parametro che designamo con il termine: \"Male\", rientra nel quadro di un riflesso distorto, condizionato in questo caso, da un'insolita ed originale forma della natura, che non rientra ovviamente più nei canoni di quella ordinaria natura che possiamo unicamente concepire e alla quale siamo tanto affezionati. Se andiamo ora ad analizzare questi due parametri: Bene e Male5, su un piano concettuale assai più alto, completamete distaccato da quella natura ordinaria e condizionante definita dal codice genetico di qualsiasi essere vivente del regno animale, una natura che non ci permette di concepirne altre al di fuori di essa, ci accorgiamo che questi due parametri concettuali: Bene e Male, non hanno alcun valore assoluto; essi non sono nient'altro che un riflesso, a volte originale ma il più delle volte ordinario, della nostra natura. Scendendo su un piano concettuale più basso, e quindi basandoci unicamente sull'ordinaria natura di ogni entità biologica (del regno animale) terrestre, potremmo sicuramente affermare che, usando le stesse parole di Oscar Wilde: \"Tutto ciò che è capito è bene\".6
  13. L' anima errante \"Tutto ciò che so e ho appreso mi conduce a pensare che il mondo della nostra presente coscienza è solo uno dei tanti mondi di coscienza esistenti e che quegli altri mondi devono contenere esperienze valide anche per la nostra vita; e, sebbene in genere quelle esperienze e quelle di questo mondo rimangano separate, ci sono comunque fra i due dei punti di contatto in cui le energie filtrano dall' uno all'altro rendendoli così un unicum\". William James Vorrei ora passare ad analizzare quel concetto tanto caro ai teologi e a milioni di credenti di ogni religione, il concetto di \"anima\".7 Secondo i teologi, ogni essere umano, a differenza di tutte le altre specie animali, possiede un'anima; quest'ultima secondo costoro, è paragonabile ad una sorta di \"energia\" inosservabile, inquantificabile e soprattutto inestingui-bile che ogni essere umano possiede durante la propria vita terrena e, essendo inestinguibile, anche dopo la morte. Essa è quindi considerata, sempre secondo i teologi, come una sorta di energia che pervade il nostro corpo (taluni invece credono che essa sia concentrata unicamente nel cervello) capace, nel momento in cui muoriamo (ossia quando il nostro elettroencefalogramma8 si presenta piatto e quindi non vi è più alcuna attività neuronale) di dissociarsi dal corpo e di continuare ad esistere eternamente in un mondo che rappresenta il lato oscuro della medaglia: quello della Non Esistenza. Tale forma di energia9 viene inoltre considerata, secondo la religione cristiana e moltre altre religioni, colei che consente alla vita di manifestarsi come tale, in parole povere: Essa è la Vita. Ogni essere umano quindi, viene considerato come una specie di macchina il cui carburante in questo caso prende il nome di: \"anima\"; senza la quale essa (la macchina) non potrebbe muoversi, non potrebbe interagire con l'ambiente in cui vive e quindi, per dirla in termini un po' più umani, non potrebbe vivere. Quando si arriva al concetto di anima, la visione meccanicistica della vita (in questo caso riferita al singolo essere umano), è riscontrabile in quasi tutte le religioni (quasi a voler testimoniare che l'uomo, sin dalla notte dei tempi10, non ha mai voluto accettare l'idea di dover prima o poi, con la morte, scomparire definitivamente nel nulla); anche se alcune di esse, come il Buddhismo, lo Zen, il Tao e in genere tutte le religioni orientali, sembre- rebbero divergere nel modo più assoluto dalla visione meccanicistica della vita, del Mondo e dell' intero Universo.
  14. Tutte queste religioni o filosofie di vita infatti non seguono, gli schemi classici e per ora naturali del pensiero umano in cui quest' ultimo, si ritrova costantemente intrappolato e in lotta continua con le solite strutture binarie (proprie di ogni specie animale ancor giovane); ma tale contrasto con l'usuale modello di pensiero umano, lo si riscontra unicamente su un piano in cui vengono considerati gli aspetti globali dell'intera esistenza. La teologia, ammette quindi l'esistenza di due forme di anima: una \"terrena\" (che è quella che ci consente di vivere, poiché essa è la vita e ci accompagna fino alla morte), fusa nel modo più assoluto e indissociabile con corpo e mente; e una \"extracorporea\", ossia quella che nel momento in cui muoriamo, si dissocia dal nostro corpo per poi continuare ad esistere in eterno in un mondo extrafisico. Analizziamo ora il concetto di anima terrena, associata al corpo di ogni essere umano durante tutta la sua vita, con quanto viene comunemente ritenuto in ambito scientifico sul manifestarsi della vita. Sembrerebbe quasi incredibile, ma in questo caso la scienza ci propone una visione assolutamente sistemica della vita di un singolo essere umano (Tutto é correlato al tutto); analizziamo il seguente assunto medico: \"Nel momento in cui un essere vivente animale non presenta più alcuna attività a livello neuronale e quindi il suo elettroencefalogramma ci appare piatto, lo si può definire clinicamente morto\". In termini scientifici quindi, l'anima, si potrebbe definire come una sorta di energia psichica prodotta dall’attività dei neurotrasmettitori11 nel cervello [nel modo in cui una determinata quantità di lavoro meccanico12,si trasforma (produce) in una determinata quantità di energia calorica; così una determinata quantità di lavoro cerebrale o neuronale, si trasforma (produce) in una determinata quantità di energia psichica]. \"Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma\"13. Essa quindi può esistere (anima o energia psichica, che dir si voglia), solo ed esclusivamente durante l'attività neuronale; nel momento in cui quest'ultima dovesse cessare, qualsiasi forma di energia psichica (frutto di un'attività neuronale e inconcepibile come entità indipendente e auto-organizzantesi, poiché tutto è correlato al tutto) si dissiperebbe immediatamente nell'ambiente circostante; ovvero si trasformerebbe immediatamente, interagendo e quindi divenendo parte dell' ambiente circostante. È ormai da molti secoli che l'uomo sta cercando di dare una spiegazione, soprattutto abusando di termini scientifici, al concetto di anima14 e in special modo a quella extracorporea. Sovente, nel tentare di dare una spiegazione a tutti i costi a tale concetto assai delicato che da parecchi
  15. millenni è caro ad ogni essere umano, si commette quell'imperdonabile errore, di usare dei termini scientifici per spiegare qualcosa che non ha nulla a che vedere con la realtà fisica in cui noi viviamo; una realtà, in cui non è assolutamente possibile osservare ciò che appartiene al lato oscuro della medaglia: quello della Non Esistenza. Ciò che comunemente sentiamo dire o leggiamo a proposito de l'anima umana, è che essa sia una sorta di energia psichica inestinguibile, o di sfera energetica auto-organizzantesi... energia, energia, energia... Generalmente i sostenitori dell'anima energetica, ci parlano di questa’ultima come di qualcosa di etereo, inosservabile dalla nostra realtà fisica ma comunque, paradossalmente, in stretta correlazione con essa; usufruendo (ma forse sarebbe meglio dire abusando) del termine \"energia\", ogni qualvolta tentano di definire questa eterna sopravvivenza oltre la vita. Ammettere l'esistenza di una qualsivoglia forma di energia, che non sia essenzialmente il frutto della trasformazione di un'altra forma di energia, sarebbe come voler ammettere che in natura possano esistere, sparse qua e la nello spazio, delle sfere di energia calorica, auto-organizzantesi e inestin- guibili; il che andrebbe contro tutte le leggi e i principi della termodinamica15, i quali sono degli assunti,che vengono presi per buoni finchè non si verifica sperimentalmente una contraddizione.La forma più moderna per esempio per il II Principio della Termodinamica è la seguente:”È estremamente improbabile (non a priori impossibile) che il calore passi spontaneamente da un corpo più freddo ad un corpo più caldo”. Infatti persino l' energia psichica si potrebbe definire come la trasformazione di una parte di ogni singolo neurotrasmettitore, in una altra forma di energia; se è vero che E=mc2, ogni neurotrasmettitore non rappresenta nient'altro che una forma complessa di energia16. Persino l'uomo rappresenta sostanzialmente una forma complessa di energia (auto-organizzantesi ma non per questo inestinguibile); calcolando *1 che in 1 kg di massa17 sono \"racchiusi\" qualcosa come venticinque miliardi di kWh di energia, lascio a voi fare il calcolo di quanta energia rappresenti un uomo che pesi circa settanta kg. Infine, tornando al concetto di anima, dobbiamo concludere che esso non è assolutamente definibile in termini fisici o comunque scientifici. Se vogliamo considerare che l'uomo abbia davvero un'anima che si dissocia dal corpo *1 Stando all'equivalenza di massa-energia, non sarebbe propriamente giusto parlare di energia racchiusa in una massa, visto che fondamentalmente massa ed energia rappresentano un unico concetto,definito con due parole diverse.
  16. dopo la morte (accettando quindi ciò che William Blake circa duecento anni fa ebbe a dire, ossia che: \"Tutto ciò che possa essere creduto, è un'immagine della realtà\"), essa non potrà mai e poi mai rivelarsi alla realtà fisica in cui noi viviamo; e mai potrà essere osservata o rilevata con strumenti fisici18. Qualcuno ora potrebbe ricordare quanto ho detto precedentemente sul concetto di Esistenza e Non Esistenza, ovvero che entrambe non siano nient'altro che le due facce di una stessa medaglia (comprendente una realtà fisica ed una extrafisica); chiedendosi quindi: \"Ma se l'anima appartiene al lato oscuro della medaglia, ossia a quello della Non Esistenza, e se è vero che Esistenza e Non Esistenza si potrebbero concepire come due rette parallele (di lunghezza infinita) tangenti, per quale motivo Esistenza e Non Esistenza non possono interagire fra loro?\" Bè, io credo che in ogni istante della nostra vita, noi interagiamo con tutto ciò che appartiene al mondo dell'Inesistenza; e tutto ciò che noi \"compiamo\" nella nostra vita, non è nient'altro che il frutto dell'interazione che sussiste tra Esistenza e Non Esistenza. Tutte le nostre azioni, il movimento in sè di un'intera vita di ogni essere umano, è paragonabile a quello di una particella elementare19 ; essa infatti può esistere unicamente in quanto frutto di interazioni e interdipendenze fra altre particelle subatomiche. Ogni interazione tra Esistenza e Non Esistenza, si manifesta quindi contemporaneamente su due piani fondamentalmente diversi: quello fisico (reale) e quello extrafisico.20-22 Ecco quindi risolto l'enigma del dualismo onda-particella; ecco che riusciamo a concepire diversamente, il fatto che un elettrone possa passare da un orbitale atomico 1s ad un orbitale 2s, scomparendo21 da un punto nello spazio per poi ricomparire in un altro; ecco che riusciamo a concepire diversamente, il fatto che un singolo elettrone possa passare contemporaneamente, attraverso due fori di una lastra metallica; ecco che riusciamo a concepire diversamente ... il \"gatto morto-vivente\"22 di Schrödinger, e così via.
  17. Al di là dell'evoluzione \"È molto più importante che un' asserzione sia interessante piuttosto che veritiera“. Alfred North Whitehead L'oggetto spaziale, dal colore e lo splendore dell'oro fuso, decelerò brusca- mente passando da una velocità prossima a quella della luce ad uno stato di quiete assoluta. Di forma bizzarra all'occhio umano, l'oggetto extraterrestre, pareva costituito da due solidi geometrici con basi sovrapposte, di forma piramidale. *2 Immobile nella mesopausa , sopra immense nubi madreperlacee, a circa ottanta chilometri di distanza dal suolo terrestre e resa lucente dai raggi solari, la perfetta macchina spaziale mutò il suo aspetto geometrico come fosse costituita da una sorta di materia plastica, assumendo una forma sferica. Donò il suo fascino ineffabile a pochi eletti del pianeta blu e dopo pochi istanti si rese invisibile nel modo più assoluto, scomparendo nel cronotopo in una frazione di secondo. Ma dall'invisibile, occhi e menti non umane stavano per dare il via ad attente riflessioni. \"Guarda Alem! Questo è il pianeta dell'acqua. È popolato da moltissime specie animali, ma quella predominante è la specie umana\" disse la piccola creatura dalla testa conica e sproporzionati occhi a mandorla al suo compagno di viaggio. \"È davvero un pianeta incantevole\" osservò Alem con sguardo rapito. \"Ma dimmi un po' Aleph, questa specie animale di cui parli, ha già raggiunto la terza fase evolutiva?\" chiese in un secondo tempo la piccola creatura dallo stesso aspetto fisico di Aleph. Aleph dischiuse la sua piccola bocca triangolare e sorrise mostrando il lungo e compatto tessuto osseo che costituiva la sua dentatura: \"No, la specie umana deve ancora superare la prima. Gli umani si evolvono assai lentamente; questo fatto credo sia dovuto alla conformazione del loro cervello23. Vedi, il cervello degli umani non ha forma conica come il nostro. Il loro cervello è simile a quello della specie animale \"più evoluta\"24-26 del pianeta Godar nel Sistema Ross 248\". *2 Fascia atmosferica situata a circa 80-90 km di distanza dalla superficie terrestre, in cui la temperatura oscilla tra i 70 e gli 80 gradi Celsius. Oltre questa fascia atmosferica la temperatura aumenta vertigino-samente fino a raggiungere un valore di circa 2'200°C attorno ai 400 km di distanza dalla superficie terrestre.
  18. \"Parli dei Meracis?\" chiese Alem. \"Sì,esatto. Essi però sono già passati alla seconda fase evolutiva. Un tempo quella dei Meracis era la specie predominante del pianeta Godar con circa dieci miliardi di individui, ora ne sono rimasti circa due miliardi. Ancora adesso stanno cercando di porre rimedio agli errori fatti durante la loro prima fase evolutiva\". Alem rimase assorto per qualche istante e poi, con un interesse sempre più vivo per l'argomento lasciato in sospeso, riprese a discorrere con Aleph: \"Credi che i Meracis si salveranno dall'estinzione prematura?\". \"Sì, credo di sì, anche se sono soltanto agli albori della seconda fase evolutiva e purtroppo sono rimasti in pochi\". \"Raggiungeranno la terza fase evolutiva?\" riprese Alem. Aleph sorrise nuovamente e disse: \"No... è impensabile una cosa simile, la conformazione del loro cervello non consente un tale avanzamento evolutivo. E ovviamente neppure gli umani raggiungeranno mai la terza fase evolutiva\". \"Quindi sia gli umani che i Meracis sono esposti a un'estinzione prematura dovuta al fattore cosmico25o sbaglio?\" continuò Alem smanioso di sapere. \"Alem! Ma che cosa stai dicendo? Tutte le specie animali dell’Universo prima di raggiungere la terza fase evolutiva, sono soggette ad una possibile estinzione prematura. Persino la nostra specie animale ha rischiato l'estinzione da fattore cosmico. La prima fase evolutiva è una fase critica; ma anche la seconda fase evolutiva è critica, perché oltre al rischio di una estinzione prematura dovuta agli errori commessi dalla specie nella prima fase evolutiva, vi è il rischio di una estinzione prematura dovuta al fattore cosmico\". \"Ma la nostra specie non ha commesso molti errori durante la prima fase evolutiva\" osservò sagacemente Alem. \"Sì, è vero. Noi ci siamo evoluti velocemente e facendo pochi errori nella prima fase evolutiva grazie alla conformazione conica del nostro cervello. Se avessimo avuto un cervello simile a quello degli umani o dei Meracis, non avremmo mai raggiunto la terza fase evolutiva e ci saremmo estinti sotto il ghiaccio perenne che da parecchi detlan ricopre il nostro pianeta d'origine\". Aleph, dall'alto della sua conoscenza, rispondeva pazientemente ad ogni domanda stupida o ragionata che Alem gli ponesse, senza mai variare il tono blando ed eloquente della sua voce. Alem osservò la Terra rimanendo in cogitazione, puntando i suoi grandi occhi a mandorla su una vasta e isolata terra emersa che gli umani chiamano Australia; poi, scosso dal dubbio, riprese l'argomento:
  19. \"Quindi se si esclude il fattore cosmico, gli umani e i Meracis potrebbero evitare l'estinzione prematura ma resterebbero perennemente nella seconda fase evolutiva\". \"Esattamente\" confermò Aleph. \"Se si esclude il fattore cosmico potrebbero sopravvivere per altri tre o quattro deifron prima di estinguersi\". \"Anche noi ci estingueremo?\" \"È assai probabile. Secondo le scienze primitive, scienze che risalgono addirittura alla nostra prima fase evolutiva, ogni specie animale di questo Universo è destinata ad estinguersi presto o tardi26“ \"Credi che esista una quarta fase evolutiva? \"chiese Alem quasi eccitato. Aleph rimase zitto e titubante a rispondere per pochi attimi, come se quella domanda posta in modo così ingenuo, l'avesse inconsciamente turbato, ma poi con aria smagata rispose: \"Mi è stato detto che esistono degli esseri che viaggiano in capsule scindibili e che riescono a spostarle nello spazio sfruttando la forza cerebroelettrogravitomagnetica27. Questi esseri potrebbero aver raggiunto una quarta fase evolutiva\". \"E noi, raggiungeremo mai tale fase evolutiva?\" \"Bè, i nostri scienziati stanno scoprendo solo ultimamente le innumerevoli applicazioni dello psicoelettrogravitomagnetismo. E ricordiamoci anche, che sono trascorsi solo alcuni nano-detlan, dalla nostra grande scoperta dell'energia temporale. Un tempo credevamo che antimateria e Tempo fossero due cose ben distinte, oggi sappiamo che grandi concentrazioni di energia temporale28, danno origine a particelle di antimateria. La specie umana, in modo più o meno indiretto e grossolano, è già a conoscenza dell'energia temporale; infatti gli umani (grazie al pensiero di Setinein*3, un grande scienziato della loro prima fase evolutiva) hanno già distinto lo spazio-tempo in due settori che essi definiscono: Ad alto potenziale gravitazionale29 e a basso potenziale gravitazionale. Quando gli umani constateranno che in regioni assai lontane dalla Terra, il numero medio di particelle di antimateria presenti nello spazio, è assai minore del numero medio di particelle di antimateria che si originano sulla Terra, giungeranno probabilmente alla conclusione che Tempo e antimateria, non sono nient'altro che due forme diverse di una stessa energia. Come puoi tu stesso intuire quindi, sono tante le sorprese che ci può riservare il corso dell'evoluzione. In questo Universo non bisogna mai dare nulla per scontato. Un grande filosofo della prima fase evolutiva, che se non sbaglio si chiamava *3 Anagramma di Einstein
  20. *4 Storialete disse: Colui che cerca di istruirsi deve prima di tutto saper dubitare, perché il dubbio dell'intelletto conduce a scoprire la verita30\". Alem, ingenuamente, chiese al suo compagno: \"Ma non ti sembra un po' incoerente il fatto che tu riprenda concetti di filosofi primitivi, per poi introdurli a scopo d'insegnamento, nella realtà dei nostri tempi?\". Aleph a quel punto si incollerì: \"Stupido! Nulla rende gli intelletti così imprudenti e vani quanto l'ignoranza del tempo passato e il disprezzo delle opere antiche“; *5 e credo che Jertoub avesse proprio ragione\". Alem rimase zitto a lungo, meditando su quanto di estremamente importante aveva appreso dai discorsi filosofici di Aleph e poi, senza alcun rancore, si rivolse serenamente ad egli: \"Poc'anzi tu hai detto che in questo Universo non bisogna mai dare nulla per scontato e che occorre sempre saper dubitare di ogni cosa; ora, in base a queste tue affermazioni io ti chiedo: Qual'è il motivo che ti spinge ad affermare con certezza che gli umani e i Meracis non raggiungeranno mai la terza fase evolutiva?\". Aleph, dopo l'acuta e attenta riflessione di Alem in merito a quanto egli aveva precedentemente affermato, rimase attonito, forse sorpreso da quella domanda semplice, ma per sua sfortuna imbarazzante. \"Bè, illustri scienziati della nostra storia contemporanea hanno stabilito che...\" Per qualche attimo Aleph azzittì, intuendo che stava per cadere in un grosso errore, un errore che avrebbe inevitabilmente distrutto il complesso puzzle filosofico che regnava da tempo nella sua mente, infine disse: \"Sai una cosa Alem? Questo è il classico esempio in cui l'allievo supera il maestro. Mi congratulo con te Alem, qualche volta dimostri una perspicacia davvero inconsueta“. Alem sorrise compiaciuto e chiese: \"Di te non ho mai capito una cosa Aleph, ossia: per quale motivo, un grande cultore di tutte le scienze come te, nonostante l'immenso bagaglio di conoscienze scientifiche e filosofiche di cui dispone, si esprima sempre con un linguaggio così semplice e poco ricercato per costruire e definire concetti, talvolta assai profondi e di grande valore filosofico\". Aleph, socchiuse lievemente i suoi grandi occhi a mandorla e con voce pacata disse: \"Sapevo che prima o poi mi avresti fatto questa domanda. Sappi Alem, che è dalle parole e dai discorsi più semplici, che bisogna trarre i pensieri e gli insegnamenti più profondi e quindi più vicini alla verità. Storialete disse: *4 Anagramma di Aristotele *5 Anagramma di Joubert
  21. \"Le parole sono inferiori alla sapienza che devono ispirare”. Più semplici sono le parole e i discorsi e meno ostacoli troverà il pensiero nella sua infinita ascesa verso la verità. Alem, dubbioso, chiese: \"Ma se tu dici che l'ascesa del pensiero verso la verità é infinita, allora ciò significa che presumi, che la Verità Assoluta sia irraggiungibile?\" \"Mi compiaccio con te Alem, e sai perchè? Semplicemente perché tu, sei stato in grado di collegare quanto è stato detto poc'anzi sul dubbio dell'intelletto, con la tua ennesima domanda. Tu hai detto:... ciò significa che presumi... non hai detto... ciò significa che ritieni... il fatto che tu abbia usato il verbo presumere è assai significativo, poiché da ciò si può dedurre che hai afferrato perfettamente l'insegnamento di Storialete riguardo al dubbio dell'intelletto e inconsciamente, poiché così credo sia stato, te ne sei servito in questa tua ultima domanda. Alem rimase di stucco di fronte alle brillanti constatazioni di Aleph, poiché come giustamente Aleph aveva creduto, egli si era veramente servito inconsciamente dell'insegnamento sul dubbio dell'intelletto. Non fu un ragionamento preelaborato a suggerirgli, nella sua ultima domanda, di usare il verbo presumere, bensì il suo subconscio. Ciò significava che l'insegnamento sul dubbio dell'intelletto, aveva benevol- mente messo le radici nella sua schiusa mente. Aleph, senza che Alem gli avesse chiesto nulla, rispose alla domanda lasciata in sospeso e riprese ad esporre le sue idee sul rapporto semplicità- pensiero: \"Non ho ancora risposto alla tua domanda Alem; mi chiedevi se presumessi che la Verità Assoluta sia irraggiungibile, vero?\" Alem annuì. \"Ebbene sì, io credo che la Verita Assoluta sia irraggiungibile. I gradini della conoscenza sono infiniti Alem; e la Verità Assoluta, si trova proprio al termine di questa scala infinita. Ma ora vorrei riallacciarmi al discorso di poc'anzi e parlare del rapporto che sussiste tra la semplicità, intesa come caratteristica di quanto è definito da pochissimi elementi e l'utilizzazione della materia. Per raggiungere i livelli più alti e più ambiti della tecnologia, occorre densificare ininterrottamente schemi e modelli tecnologici che apparentemente ci appaiono perfetti e non modificabili ma che in realtà, appartengono ad un basso livello di evoluzione tecnologica. Aumentendo la densità degli schemi e dei modelli la tecnologia e le scienze non applicate acquistano valori sempre più alti. Ti faccio un esempio: vedi quel tasto triangolare che si trova al centro del quadro comandi?\" disse indicandoglielo,\" quel tasto può
  22. svolgere ben otto funzioni, ossia quante sono le dita delle nostre mani; poiché a dipendenza del dito con cui viene premuto, esso potrà azionare i trasformatori elettrogravito-magnetici, oppure far virare la capsula in una direzione prestabilita, o far aumentare la velocità della capsula nello spazio... capisci dove voglio arrivare? Per raggiungere un alto livello tecnologico, non bisogna conti-nuamente aumentere il numero degli elementi presenti negli schemi e nei modelli e associare ad ognuno di essi una singola funzione, bensì occorre cercare di ridurre il più possibile il numero degli elementi e di moltiplicarne le funzioni\". Alem si grattò la punta del cono cranico e rimase assorto per lungo tempo, cercando di fare ordine in quella moltitudine di insegnamenti assimilati in brevissimo tempo, amalgamando idee e concetti nei modi più svariati e bizzarri che una mente non umana potesse concepire. Dopo quel lungo lavoro psichico, si rivolse di nuovo ad Aleph: \"Una volta *6 lessi qualcosa di un filoscienziato di tempi antichi, mi pare che si chiamasse... Ramul, o Ramel...\". *7 \"Ramond, si chiamava Luap Ramond il filoscienziato di cui parli\" precisò tempestivamente Aleph, \"tempo fa lessi anch'io alcune delle sue opere; continua Alem\" lo pregò infine. \"In una sua espressione egli disse questo a proposito dell'intelligenza: L'intelligenza è una, attraverso strutture diverse, come il bisogno di vivere al coperto è uno, attraverso mille architetture. Tu che ne pensi Aleph, sarà davvero così?\". \"Bè, io credo che Ramond avesse ragione, però concordo solo in parte con quanto egli affermava. Secondo me è il pensiero, l'entità singola capace di spaziare attraverso molteplici strutture cerebrali. L'intelligenza è figlia del pensiero, essa non potrebbe esistere senza un pensiero che la generi; e la qualità dell'intelligenza e il suo grado di elevatezza dipendono dal modo e dalla velocità con cui il pensiero viaggia attraverso le varie strutture cerebrali. Il pensiero31 degli esseri umani, come del resto anche quello dei Meracis, viaggia prevalentemente attraverso strutture binarie. Essi non dispongono di un pensiero binario-analogico- deduttivo come il nostro ed è per questo quindi che gli umani e i Meracis non sono in grado di predire, a grandi linee, il futuro. Anche la nostra specie in origine non disponeva di un pensiero in prevalenza analogico- deduttivo; ma poi con l'evoluzione e soprattutto grazie alla conformazione *6 Termine composto da due parole: filosofo e scienziato *7 Anagramma di Paul Morand
  23. conica del nostro cervello, entrando nella terza fase evolutiva, il nostro pensiero ha potuto intraprendere tutte quelle importanti trasformazioni che ora ci consentono di ragionare in modo binario-analogico e quindi di poter predire, grossolanamente, il futuro. È vero però che tra gli umani esistono alcuni individui, da essi chiamati in genere mistici, o maghi, o chiaroveggenti che sono in grado, anche se non dotati di un cervello di forma conica, di raggiungere il terzo stato psichico; *8 ossia lo stato di risveglio , quello in cui è possibile utilizzare gli sconfinati poteri della supercoscienza. Come questi individui raggiungano lo stato di risveglio, i nostri filoscienziati non sono ancora riusciti a scoprirlo; ma sta di fatto che taluni riescono addirittura a comunicare telepaticamente con noi, ovviamente in modo assai primitivo, poichè non conoscendo i segnali e i codici del linguaggio telepatico, non riescono a trasmettere alcun messaggio che abbia un senso. Probabilmente gli umani, tra dieci o quindici detlan, ossia quando disporranno di un cervello più voluminoso di quello che hanno tuttora, potranno usufruire di alcuni poteri della supercoscienza che per ora, solo alcuni eletti della loro specie inspiegabilmente conoscono e sono in grado di servirsene\". A quel punto Alem, telepaticamente pose ad Aleph una domanda: \"Cosa ti fa pensare che gli umani, tra dieci o quindici detlan, pur disponendo di un cervello più voluminoso e quindi di un potenziale intellettivo molto più elevato, non riusciranno ugualmente ad usufruire di tutti i poteri della supercoscienza?\". Aleph fece una smorfia insignificante e dopo aver sospirato, rispose ad Alem verbalmente: \"Vedi Alem, purtroppo il grosso problema degli umani è che la natura non li ha forniti di un cervello di forma conica. Gli umani ed anche i Meracis, a causa di questo scherzo della natura, possono usufruire solo di un misero 10% del loro grande potenziale intellettivo32. Ora, per poter utilizzare tutti i poteri della supercoscienza, occorre che l'individuo disponga del 100% del suo potenziale intellettivo. Tra dieci o quindici detlan, gli umani disporranno al massimo del 70% del loro potenziale intellettivo, perché purtroppo il loro cervello non ha forma conica. *8 Per poter apprendere pienamente il significato di stato di risveglio e quello del termine supercoscienza, è di fondamentale importanza la lettura degli ultimi capitoli (III parte, cap.V, VI, VII, VIII) del libro: \"Il mattino dei maghi\", di Pauwels e Bergier (Ed.Mondadori, Milano).
  24. Capisci ora perché sono del parere che gli umani non riusciranno mai a disporre di tutti i poteri della supercoscienza e che di conseguenza sarà assai improbabile che riusciranno ad entrare nella terza fase evolutiva?\". Alem annuì lievemente ed entrò in meditazione. Aleph, in ogni sua risposta,sembrava che seguisse costantemente uno schema logico fittamente ramificato e difficilmente confutabile; uno schema che induceva unicamente a riflettere e soltanto raramente a contestarne i punti più delicati, lasciando così Alem in uno stato di inconscia e continua frustrazione. Ma nonostante questa inevitabile situazione, dovuta alle profonde differenze di maturità intellettuale (legate soprattutto all'esperienza), che vi erano tra egli ed Aleph, Alem raramente lasciava che il suo intelletto cadesse nel passivo; tutt'altro, anche se il più delle volte implicitamente di fronte ad Aleph, egli imponeva al suo intelletto di dubitare di ogni cosa, anche di quelle che secondo Aleph si presentavano palesi e inconfutabili. La sua era una mente forte e di ciò ne era pienamente consapevole; sapeva che presto o tardi quando anch'egli avrebbe avuto lo stesso bagaglio di esperienze e di conoscenze di Aleph, sarebbe divenuto un grande cultore di tutte le scienze come il suo compagno di viaggio. D'un tratto il suo pensiero scivolò contro corrente, andando a riesaminare tutto ciò che Aleph aveva espresso inizialmente sull'evoluzione della specie umana e su ciò che egli aveva limitatamente definito... errori. Si rivolse ad Aleph e si servì della lingua: \"Sai Aleph, dopo un'attenta riflessione su quanto tu mi hai inizialmente esposto riguardo al modello dell'evoluzione umana, mi sono accorto che vi è ancora qualcosa che pone il mio intelletto in uno stato di profonda perplessità; è qualcosa che all'inizio credevo di aver capito perfettamente, ma che ora purtroppo apre nel mio pensiero una breccia colma di incertezze. Si tratta del concetto di errore, Aleph; che cosa intendi esattamente quando parli di errori commessi dalla specie umana durante la prima fase evolutiva?\" chiese con animo inquieto. \"Bè, a me piacerebbe molto Alem, discutere con te sugli errori della specie umana, ma purtroppo l'autore di questo programma mi ha appena comunicato telepaticamente che preferisce farlo lui in un'altra realtà multimediale\". \"Ma che cosa stai dicendo Aleph? Di quale programma stai parlando?... e chi, ha comunicato telepaticamente con te? \"chiese Alem sgranando gli occhi con aria attonita. \"L'autore del programma Alem, è lui che ha comunicato telepaticamente con me \"rispose Aleph in tutta tranquillità e con un leggero sorriso.
  25. \"Noi non apparteniamo alla realtà fisica, siamo esseri immaginari, creati dalla fantasia dell'essere umano che in questo momento sta generando tutti i nostri pensieri attraverso i circuiti stampati del suo computer. I nostri pensieri in realtà appartengono a colui che ci ha generati, l'autore del programma; tutte le nostre riflessioni non sono nient'altro che il frutto del lavoro psichico di questo primitivo animale, trasportato dalla sua immaginazione nella realtà multimediale in cui noi viviamo\". Alem, dopo quelle parole, trasecolò in modo addirittura inquietante, cercando impazientemente uno sbocco da quell'enorme caos psichico che si era formato all'interno della sua testa conica. \"Sto per impazzire Aleph. Tu quindi vuoi farmi credere che noi in realtà non esistiamo? Che apparteniamo alla fantasia di un rude e primitivo essere umano e che quindi potremmo scomparire nel nulla da un momento all'altro senza neppure un preavviso?\" \"Bè, teoricamente sì, ma ciò accadrebbe soltanto se colui che ci ha generati annullasse l'intero programma contenuto nel file del suo computer in cui noi esistiamo. Dubito fortemente che l'umano in questione arrivi a commettere un'azione così meschina nei nostri confronti, ma comunque, se le mie opinioni non bastano a tranquillizzare il tuo stato d'animo, puoi sempre chiedere direttamente ad egli, quali siano le sue intenzioni\". \"Intendi dire... che posso dialogare anch'io con quell'essere, l'umano del programma?\". \"Sì Alem. Noi apparteniamo a lui, al suo pensiero, non possiamo nascondergli nulla. La realtà in cui noi viviamo l’ha generata lui con la sua fantasia; i nostri pensieri in realtà sono i suoi... so che per te tutto ciò è estremamente difficile da comprendere e da accettare, ma purtroppo la realtà é questa. Forza Alem, puoi chiedergli tutto quello che vuoi\". \"Bè...io...\" \"Forza! In questo momento lui è qui con noi, chiedigli qualcosa, puoi farlo anche telepaticamente!\". Alem si guardò attorno con un'espressione intimorita e formulò verbalmente la seguente domanda: \"Io... volevo solo chiederti, quali sono... o quali saranno le tue intenzioni nei nostri confronti, voglio dire... ci lascerai vivere, vero?\" Aleph non seppe trattenersi dal sorridere e si coprì la bocca con la mano palmata. \"NON PREOCCUPARTI, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI FARVI SPARIRE\" Alem deglutì allentando così il nodo alla gola. \"PERÒ DEVI PROMETTERMI CHE NON MI DARAI PIÙ DEL RUDE O DEL PRIMITIVO, OK\"?
  26. \"Sì, sì... certo, promesso. Posso fare nient'altro per te? \"chiese col batticuore. \"NO, CREDO PROPRIO CHE PER ORA SIA TUTTO. RILASSATI ALEM, NON VORRAI MICA MORIRMI D'INFARTO PROPRIO ORA CHE TI HO DATO UNA BELLA NOTIZIA\". Il viso di Alem divenne subito di un rosso acceso e il sorriso di Aleph mutò in una risata. \"Mi ha parlato telepaticamente Aleph! \"disse tutto concitato. \"Mi ha detto che... ma che cos'hai da ridere?\". \"Lo so, lo so Alem... ho sentito tutto\" smise di ridere e tornò di nuovo serio. \"Bè, ora non hai più motivo di preoccuparti della tua... incolumità. Sorridi Alem, d'altronde non è poi così brutta... la realtà multimediale\". I due esseri grigi rimasero a lungo in silenzio, finché Alem non lo interruppe: \"Aleph, che ne dici di scendere su questo incantevole pianeta e fare conoscenza con qualche umano?\". \"Ma sei pazzo? Sono esseri primitivi, scendendo fra loro non faremmo altro che spaventarli e oltre tutto non sappiamo come potrebbero reagire. Mi *9 sembra che tu abbia dimenticato la prima regola dell'etologia Alem\". \"Ossìa?\" \"Non disturbare gli animali che vengono osservati. Non molto tempo fa una delle nostre capsule che si inoltrò nell' atmosfera di questo pianeta, ebbe un guasto agli amplificatori antigravitazionali e precipitò su un punto solido del pianeta. Nonostante il forte impatto sulla superficie del pianeta i piloti riuscirono ugualmente a salvarsi. La loro capsula era semidistrutta, ma riuscirono comunque a segnalare la loro posizione ad altre due capsule che si trovavano fortunatamente nel sistema solare Alpha 21. Ebbene quando le due capsule entrarono nell'orbita di questo pianeta alla ricerca dei piloti da soccorrere, il segnalatore d'emergenza della capsula precipitata smise improvvisamente di emettere onde glairion, impedendo così alle due capsule soccorritrici di individuare il punto in cui si trovavano i piloti. Per molto tempo le due capsule soccorritrici e altre ancora perlustrarono l'intera superficie solida del pianeta, ma i piloti e la loro capsula non furono mai più ritrovati\". \"Pensi che sia stata opera degli umani?\" \"Sì, molti la pensano così, compreso io. Secondo me i piloti di quella capsula sono ancora vivi; quei primitivi staranno sicuramente studiando da *9 Disciplina biologica che studia le abitudini e i costumi degli animali e l'adattamento all'ambiente delle piante
  27. tempo la nostra tecnologia aerospaziale. Chissà cosa sperano di scoprire. Forse le formule e i segreti dell'energia elettrogravitomagnetica, oppure le leggi dei campi neri, quest'ultimi in grado di contrarre lo spaziotempo. Poveri illusi.\" \"Ricorda Aleph, non bisogna mai dare nulla di scontato in questo Secondo Universo\" lo ammonì scherzosamente Alem. \"Già, forse alcuni umani sanno più di quanto noi crediamo e probabilmente... anche più di quanto molti umani credano\". Errando discitur \"A volte la verità fa il suo ingresso nella storia, cavalcando in sella all' errore\". Reinhold Niebuhr. \"Chi non ha mai commesso un errore non ha mai fatto una scoperta\". Samuel Smiles A che cosa mi riferisco quando parlo di: errori della specie umana durante la prima fase evolutiva? Per prima cosa occorre dire che questi errori sono connessi principalmente al progresso scientifico-tecnologico e alla sfera politico-economica che prende forma e si sviluppa attorno a quest'ultimo. Siccome l'argomento da trattare é estremamente complesso ed esteso, affinchè nella mente di qualsiasi persona (indipendentemente dal proprio livello culturale o di conoscenze scientifiche), possa innescarsi il fenomeno delle \"riflessioni (deduzioni) a catena\", è opportuno ridimensionarlo ad un semplice esempio: immaginiamo che l'uomo nel corso della propria evoluzione, abbia inventato (o fatto, o creato, o scoperto, che dir si voglia. Potete spaziare con le vostre conoscenze in qualsiasi campo della scienza, ma anche in quello politico ed economico) ben cento \"cose\".
  28. Di settanta \"cose\" l'uomo ne conosce i lati positivi ma non quelli negativi che esse potrebbero celare. Questo non è grave, poiché per queste settanta *10 \"cose\" i lati negativi non esistono. Di venti \"cose\" l'uomo ne conosce i lati positivi, ma non conosce però i lati negativi o danni che queste a lungo termine (in misura di poche centinaia di anni) recano all'ambiente terrestre e/o al comportamento della specie umana [direttamente o indirettamente (attraverso l'alimentazione ed altre sostanze organiche immesse volontariamente o involontariamente nel nostro ciclo biologico, vaccini, medicamenti, droghe...)] e/o ad altre speci animali. Aver creato queste venti cose (o scoperto, o inventato, o fatto...), significa aver commesso degli errori involontari (o secondari). Di dieci \"cose\" l'uomo ne conosce i lati positivi e conosce persino i lati negativi o danni che queste a lungo termine arrecano all'ambiente terrestre e/o al comportamento della specie umana (direttamente o indirettamente) e/o ad altre specie animali. Aver creato queste dieci \"cose\", significa aver commesso degli errori volontari (o principali). A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi: perché l'uomo ha voluto creare (o fare, costruire...) queste dieci \"cose\", nonostante fosse consapevole di tutti i lati negativi di cui queste ultime erano sature? Avrebbe potuto limitarsi a sviluppare queste \"cose\" a livello teorico, studiare se fosse stato possibile crearle con altri criteri scientifici, oppure abbando-narle e cercare altre strade scientifiche. Per quale motivo ha voluto crearle ugualmente? Una risposta a questo grande enigma potrebbe essere la seguente: vi sono degli scienziati che impiegano quasi tutta la loro vita per arrivare ad una \"grande\" (ma forse sarebbe meglio dire rivoluzionaria) scoperta scientifica e quando arrivano alla meta, il desiderio *10 Ciò non sarebbe esattamente vero, poiché ogni entità di questo Universo, sia essa organica o inorganica, non potrà mai essere in assoluta armonia con l'ambiente che la circonda. Per ogni entità esistono sempre i due lati della medaglia, positivo-negativo, il fatto è che il più delle volte queste entità, presentano un lato negativo della medaglia talmente piccolo e inosservabile per il genere umano, che siamo abituati a definirle\"entità perfette\" oppure entità in perfetta armonia con l'ambiente che le circonda. In genere questi aspetti negativi in origine inosservabili per la specie umana, assumono dimensioni più ampie e quindi divengono più o meno osservabili per la nostra specie, solo dopo parecchi millenni o addirittura decine di millenni. (Purtroppo è sempre tutto maledettamente relativo! Tutto é correlato al tutto e non vi è nulla in questo mondo che si possa concepire come entità singola e indipendente, se ci spostiamo col pensiero attraverso una concettualizzazione generale dell' Universo). Tuttavia, per semplificare il filo concettuale delle cento \"cose\", è opportuno omettere l'esistenza di questi aspetti negativi (d'altronde in tale contesto estremamente indeterminanti).
  29. di annunciare all'umanità la loro \"scoperta\" è così grande, che anche se questa fosse satura di lati o aspetti negativi, essi riuscirebbero a distinguerne soltanto quelli positivi (anche se limitati); ma di questo purtroppo non possiamo biasimarli. Il loro cervello non ha forma conica come tanta brava gente crede; sono anch'essi dei comuni esseri umani e la loro anima è suscettibile, oltre che di gioia e di dolore, di orgoglio, avidità e presunzione (specialmente quando oltre alla fama e agli onori, entra in gioco anche il denaro). Volete sorridere? Bè, non è poi così difficile se si pensa che grazie a queste dieci \"cose\", l'uomo rischia di... estinguersi prematuramente. „The energy produced by the breaking down of the atom is a very poor kind of thing... Any one who expects a source of power from the transformation of these atoms is talking moonshine... We hope in the next few years to get some idea of what these atoms are, how they are made and the way they are worked“. (dodici anni più tardi gli abitanti di Nagasaki e Hiroshima scoprirono a loro spese di che cosa era capace l' atomo. N.d.A.). Questo era uno stralcio di un articolo apparso su un giornale britannico il dodici settembre del l933, in cui Ernest Rutherford esprimeva il suo dissenso sulla possibilità di ottenere energia dal nucleo atomico. Nel dicembre del l938, i due scienziati tedeschi Otto Hahn e Fritz Strassmann, scoprirono la fissione nucleare. Bombardando l'Uranio con neutroni, scoprirono fra i prodotti di reazione alcuni elementi di numero di massa intermedio, come il Bario radioattivo, la cui presenza inizialmente era inspiegabile. Nel l939, Lise Meitner e Otto Frisch, annunciarono la *11 soluzione di questo enigma . Il due agosto del 1939, Albert Einstein, ragguagliò il presidente F. D. Roosevelt sul pericolo di una bomba tedesca scrivendo quella fatidica lettera che segnò l'inizio del programma americano per la realizzazione di una bomba atomica. Il due dicembre del l942, sotto la guida di Enrico Fermi, alla Università di Chicago venne messo in funzione per alcuni minuti il primo reattore nucleare del mondo. La sua potenza era inizialmente di 0,5 W, pari a 1010 fissioni al secondo. L'esperimento confermò la possibilità di una reazione a catena. *11 Queste scoperte diedero ad Einstein la conferma dell'equivalenza di massa ed energia (E=mc2), da egli teoricamente prevista nella legge della relatività ristretta, esposta in un celebre articolo, pubblicato quando non aveva ancora ventisei anni:il nucleo dell'atomo di Uranio si spezzava in due liberando una energia di entità rilevantissima.
  30. Secondo voi che cosa avrebbero dovuto fare tutti questi scienziati, cucirsi la bocca come fecero per tanti secoli gli alchimisti? Oppure rivolgersi all'intera umanità proclamando: \"Dopo parecchi anni di ricerche, abbiamo scoperto il modo di ottenere energia dal nucleo atomico. Con questa energia non occor-rerà più che vi forniate di tonnellate di carbone o di petrolio per usufruire dell'elettricità nelle vostre case; basteranno settanta grammi di Uranio naturale33 ad approvvigionare di elettricità la vostra abitazione per un pe-riodo di un anno.In ogni caso per il vostro bene,preferiamo mantenere nascosti i procedimenti fisici che permettono lo sfruttamento di tale energia; energia che noi reputiamo altamente pericolosa, specialmente se usata per scopi bellici. Abbiate quindi la pazienza di attendere altri cento anni e probabilmente allora (è importantissimo questo \"probabilmente\", poiché è qui che...casca l'asino), avrete dell'energia \"pulita\"; e considerando le illimitate riserve di deuterio nell'acqua di mare, probabilmente anche gratuita\". E se fra qualche decennio l'uomo riuscisse ad usufruire della fusione nucleare34 per scopi di approvvigionamento energetico, sfruttando così le immense risorse di deuterio presente nell'acqua di mare, e dopo altri venti o trent'anni scoprisse che tale processo fisico rappresenta una fonte di energia satura di lati negativi? E che dire inoltre, spostandoci nel campo delle biotecnologie, della manipolazione genetica?*12 Quali sorprese ha in serbo per noi il futuro per i prossimi trenta o quaranta anni? Ora, affinchè riusciate a comprendere nel migliore dei modi il concetto di errore, è opportuno che vi faccia subito qualche esempio: secondo voi l'invenzione del motore a scoppio (Lenoir, 1860), in quale insieme potremmo collocarla? Molti la collocherebbero sicuramente nell'insieme di quelle venti \"cose\" che presentano dei lati negativi nascosti o perlomeno inosservabili e inquantificabili entro breve termine, poichè ritengono che Lenoir nel 1860 non poteva affatto immaginare quali danni (a lungo termine) la sua invenzione avrebbe causato all'ambiente terrestre, alla specie umana e ad altre speci animali [considerando ovviamente tutto ciò che ha causato lo sfruttamento del petrolio, sia tra le fragili strutture del *12 Eseguita sulle cellule degli animali da allevamento e su quelle dei vegetali usati per l'alimentazione umana; questi ultimi indirettamente a rischio per l'uomo (vegetali transgenici) se usati per l'alimen- tazione degli animali da allevamento. *13 W.S (King Lear) *14 W.S (King Lear)
  31. nostro ecosistema e sia in ambito politico ed economico. Le multinazionali del petrolio e in particolar modo il loro potere illimitato (si potrebbe addirittura pensare che esse possano decidere sulla sorte dell'intera umanità), rappresentano il peggiore dei mali che Lenoir avrebbe mai potuto immaginare]. Egli non poteva prevedere il grado di sviluppo industriale, economico e politico al quale una parte del genere umano sarebbe giunta col passare dei decenni. Egli non poteva prevedere il notevole aumento demografico a livello mondiale, che dall'inizio di questo secolo fino ad oggi (nonostante le due grandi guerre) graficamente ha seguito una curva esponenziale. Ed oltre a tutto ciò, a dargli l'imput decisivo, ci ha sicuramente pensato il fattore \"fama-onori-denaro\"; e se proprio vogliamo chiudere in bellezza, mettendola su un piano puramente umanitario- idealistico, andate un po' a rivedere il discorso sulla scissione nucleare e guardate anche bene dove... \"cascava l' asino\". *13 \"In questo Teatro di pazzi , come disse qualcuno già quattrocento anni fa, l'uomo non é nient'altro che... \"un povero attore che avanza tronfio e smania la sua ora sul palco, e poi 14 non se ne sa più nulla\".* Ma non limitiamoci a considerare unicamente questo banale esempio; spostiamoci in un altro campo della scienza, in quello biomedico: secondo voi che cosa dovrebbero fare i biologi e i medici di tutto il Mondo, svegliarsi una mattina di un giorno qualunque e proclamare all'intera umanità: \"Dopo molti decenni di studi e di ricerche, siamo giunti alla conclusione che il *15 40% dei farmaci35 che utilizziamo per curare i vostri semplici e comuni malanni, possono, anche a distanza di parecchi anni, generare delle forme di cancro sia nel soggetto che ha fatto uso di tali farmaci, sia nei figli (anche dopo diversi decenni dalla nascita) che egli avrà messo al mondo nel corso della sua esistenza. Senza parlare poi dei vaccini36, i quali indeboliscono il vostro sistema immunitario e talvolta innescano nel soggetto, malattie che senza la vaccinazione non avrebbero mai avuto modo di manifestarsi. Noi crediamo quindi, che in trecento anni di storia la medicina non abbia fatto altro che indebolire sempre di più la specie umana. Ciò che è giusto e ciò che è sbagliato noi non lo sappiamo e nessuno può saperlo; purtroppo *15 In questa percentuale, sono inoltre inclusi tutti quei farmaci di cui si conoscono o si sospettano le potenzialità teratogene oppure iatrogene; o di entrambe nel peggiore dei casi.
  32. anche la scienza medica ha dei gradini da salire. Dobbiamo fermarci a metà scala, piangere sul latte versato e quindi ridiscendere con il volto rosso di vergogna, oppure continuare a salire i gradini nella speranza di giungere, un domani, ad abbracciare almeno un ramo della Verità Assoluta? L'istinto di sopravvivenza è insito in ogni essere vivente, e non non abbiamo quindi alcuna intenzione di morire di fame dopo trecento anni di studi e di ricerche, d'altronde le multinazionali farmaceutiche non ce lo consentirebbero, perché ci ucciderebbero prima. Abbiamo quindi optato per la continuazione di questa lunga e faticosa scalata. Voi siete liberi di fare ciò che meglio credete; se non riuscite da giovani a guarire da una semplice influenza usando metodi fitoterapeutici, od omeopatici o psicologici (e chi più ne ha più ne metta), sappiate che avete sempre sue scelte: a) o morire a vent'anni per una semplice influenza, dando così un misero contributo al rafforzamento della specie umana; b) o assumere degli antibiotici ed evitare quindi di morire nel fior fiore della vostra vita; tenendo presente ovviamente che forse a quarant'anni vi si svilupperà un cancro al fegato.” Qualsiasi persona sana di mente sceglierà di assumere degli antibiotici, è scritto nel nostro codice neurogenetico e si legge: istinto di sopravvivenza. Cosa è bene e cosa è male quindi? Se analizziamo la cosa da un punto di vista che trae origine dalla nostra stessa natura (che, ricordando il pensiero di Oscar Wilde sul concetto di Bene e male, potremmo definire Wildiano), potremmo affermare che l'assunzione di antibiotici da parte di quella persona malata, rientra nel quadro di tutto ciò che noi concepiamo e classifichiamo sotto quel parametro che designamo con il termine di bene; poiché ciò che egli ha fatto (ossia assumere degli antibiotici) è concepibile unicamente come un riflesso condizionato dalla sua stessa natura animale (comune ed ordinaria). Ma torniamo un secondo su quanto ha proclamato il nostro caro medico poc'anzi; egli in una frase ha detto (gettando un'ombra scura sul Giuramento di Ippocrate37): \"in trecento anni di storia, la medicina non ha fatto altro che indebolire sempre più la specie umana\". Ora, la cosa che forse potrà sembrarvi paradossale, è che questa situazione che ha avuto modo di svilupparsi lentamente in trecento anni di storia (l'indebolimento biologico della nostra specie), trae origine dal nostro... istinto di sopravvivenza\". Che cosa quindi è giusto o sbagliato fare in questa breve vita terrena? Dobbiamo continuare a salire i gradini della scienza, accettando così nel modo più assoluto ciò che Dante affermò qualche secolo
  33. fa, ossia: \"Fatti non foste per viver come bruti, ma per acquisire virtute e canoscenza\"; o fermarci e iniziare ad andare contro la nostra natura? (poiché così faremmo se iniziassimo a voler sopprimere il genio e la creatività umana). La scienza, ovvero il suo sviluppo, non è nient'altro che un riflesso condizionato dalla nostra stessa natura. Voler sopprimere lo sviluppo scientifico, significherebbe voler sopprimere il genio e la creatività umana; significherebbe voler invertire il flusso del tempo (innescando così una sorta di involuzione umana). Sperare in un tale avvenimento, sarebbe come sperare che la Terra prima o poi scivoli inesorabilmente tra le fauci di un Buco Nero38; ma neppure in questo caso l'uomo sarà costretto ad una inevitabile involuzione ed estinzione (anche se in questo caso sarebbe più opportuno parlare di annichilazione totale), se egli quel giorno, avrà già raggiunto lo stesso livello tecnologico-evolutivo dei nostri cari visitatori. Come già avrete sicuramente intuito, porre delle invenzioni o delle scoperte scientifiche, nell'insieme di quelle settanta \"cose\" che presentano unicamente dei lati positivi, oppure nell'insieme di quelle venti \"cose\" che presentano sì dei lati positivi, ma anche dei lati negativi nascosti; oppure infine, nell'insieme di quelle dieci \"cose\" che presentano degli evidenti e cospicui lati negativi, comporta l'impiego di ragionamenti a catena assai lunghi e complessi da effettuare, mettendo così in seria difficoltà colui che cerca di fare la giusta scelta al fine di collocare l'invenzione o la scoperta scientifica nell'insieme più appropriato.*16 Riporterò ora, nelle prossime righe, uno stralcio di un articolo apparso sulla rivista italiana \"Scienza & Vita\" (gen. '95), in cui viene trattata la questione: Vaccini e loro rapporti con il mondo dell'economia industriale; un articolo che io ritengo alquanto significativo al fine di comprendere i complessi meccanismi della \"Logica del denaro\", che da parecchi decenni a questa parte, hanno alterato in modo apparentemente irreversibile la *16 Una curiosità: Molti demografi, attorno agli anni cinquanta, credevano che alle soglie del terzo millennio, la produzione di generi alimentari sulla Terra, a causa del forte incremento demografico, non sarebbe più stata sufficiente a sfamare una grande parte della popolazione mondiale. Ebbene questi demografi, non avevano fatto bene i conti con lo sviluppo scientifico e tecnologico degli anni sessanta-settanta. A questo punto qualcuno potrebbe obiettare: E come la mettiamo con i paesi del Terzo Mondo? Ebbene purtroppo questi paesi, sono soggetti alla Logica del denaro; una logica che fa sì che i paesi più ricchi diventino sempre più ricchi, mentre quelli già poveri, sempre più poveri. [Non è poi così difficile intuire in che modo e in quale misura siano strettamente interconnessi, il principio di Gause dell'esclusione competitiva (in questo caso riferito alle varie razze umane; infatti solitamente il principio di Gause lo si può intendere ed associare unicamente ai vari aspetti della convivenza tra diverse speci animali) e il fenomeno succitato della Logica del denaro.]
  34. coscienza del genere umano; rendendo così quest'ultima, la principale causa di tutti i mali che affliggono l'umanita. (Le guerre per esempio, ossia uno di questi mali, significano miliardi di dollari, per le multinazionali della morte). Ma eccovi ora lo stralcio di quell'articolo: \"La rivista scientifica americana Science (...) ha intervistato il meglio della vaccinologia mondiale, ben cento fra ricercatori, responsabili della salute pubblica e produttori di farmaci, ripetendo la domanda: quali sono i vaccini necessari? Il primo della lista è quello contro l'AIDS (...) per il Terzo Mondo la lista prosegue con il vaccino contro la malaria e con uno nuovo contro la tubercolosi (...) mentre il mondo occidentale chiede vaccini contro RSV e pneumococco. Saranno disponibili fra dieci anni? (ha chiesto Science): \"No\", hanno risposto in coro i ricercatori. \"Nonostante i vaccini siano lo strumento più efficace e l'intervento medico con il rapporto costo/beneficio più favorevole, l'industria non investe in questo settore\". \"Già, perché il capitale investito nella ricerca dei vaccini non rende, meglio investirlo in farmaci sintomatici, quelli si che sono una miniera d'oro...\". (...) Sembrerebbe una risposta cinica, ma i dati danno loro ragione. Secondo uno studio dell'UNICEF l'intero mercato mondiale dei vaccini oggi disponibili, che garantiscono l'immunità per tutta la vita, vale tre miliardi di dollari l'anno, contro i 3,5 del solo Zantic, uno dei tanti farmaci contro l'ulcera. Un dato sconcertante, perché l'ulcera, l'infiammazione che gradualmentre erode la mucosa gastrica, è dovuta a un batterio: l'Helicobacter pylori e potrebbe essere definitivamente debellata con un vaccino. Invece, nonostante l'Helicobacter colonizzi lo stomaco di circa tre quarti della popolazione mondiale, e favorisca la formazione del carcinoma gastrico, all'industria, a conti fatti, un vaccino non conviene e quindi non s'ha da fare. Se poi i vaccini dovessero servire prevalentemente al Terzo Mondo, il gioco vale ancor meno la *17 candela...(...)\". Tempus omnia medetur \"Il tempo non è altro che la forma della nostra intuizione interna Se da esso si elimina la condizione particolare della nostra sensibilità, anche il concetto di tempo svanisce:il tempo non inerisce agli oggetti stessi, ma semplicemente al soggetto che li intuisce\". Immanuel Kant *17 Anche in questo caso comunque, a confondervi le idee e a farvi capire quanto sia sempre tutto così maledettamente relativo, vi basterà leggere in seguito alcuni paragrafi in cui vengono analizzati tutti gli aspetti negativi di quel vasto campo della farmacologia, in cui sono inclusi anche i vaccini.
  35. Se tracciamo un grafico in funzione del tempo, delle cento \"cose\" che l'uomo nel corso della propria evoluzione ha \"generato\", noteremo che le settanta \"cose\" che presentano unicamente dei lati positivi, risalgono a tempi antichissimi, mentre le venti \"cose\" che celano degli aspetti o lati negativi appartengono a tempi più recenti e le dieci \"cose\" che presentano dei palesi e numerosi lati negativi a tempi recentissimi (odierni). Si arriva quindi a questa conclusione: più aumenta la complessità della sfera scientifico-tecnologico-politico-economica, e più l'uomo è incline a commet-tere degli errori volontari ed involontari. L'aumento degli errori involontari è direttamente proporzionale all'aumento della complessità della sfera scientifico-tecnologico-politico-economica. L'aumento degli errori volontari è dovuto essenzialmente a due fattori, uno *18 predominante (a) e uno di importanza secondaria (b): a) la complessità sempre maggiore della sfera scientifico-tecnologico- politico-economica. b) l'influenza del denaro sull'uomo. (che tratterò ed approfondirò in uno dei prossimi paragrafi). In questi ultimi tempi l'uomo sta cercando di porre dei rimedi a tutti gli errori volontari e involontari che ha commesso nel corso della propria evoluzione. Per quelle dieci \"cose\" che presentano dei palesi e cospicui lati negativi, l'uomo ha dovuto creare (e sta creando tuttora) dei rimedi che presentano degli evidenti lati positivi. Ma siamo proprio sicuri che questi rimedi, in fondo in fondo, non celino numerosi lati negativi? E il virus dilaga... a venti errori involontari, si congiungono altri cinque errori involontari; gli errori involontari \"acquistano maggior consistenza\" e si congiungono ad altri dieci errori volontari (più gravi), poi l'uomo crea altre dieci \"cose\" (non necessariamente soltanto in campo scientifico- tecnologico) che presentano molti lati positivi (ma alcuni negativi nascosti) e così facendo commette altri dieci errori involontari... e così via... La complessa funzione fratta schizzata a pagina 39, culmina in questo caso, in un futuro ipotetico attorno all'anno 2'200 d. C. (tale culmine in ogni caso, potrebbe essere raggiunto dalla specie umana anche prima dell'anno 2'200 *18 Einstein, negli ultimi anni della sua vita, dopo essersi soffermato in una breve valutazione di tutti gli sviluppi in ambito scientifico, tecnologico, politico ed economico che in circa cinquant'anni ebbero modo di compiersi grazie a quel breve periodo di grande creatività che nei primi anni di inizio secolo mise in luce tutto il suo talento, se ne uscì con questa breve autocritica:\"Se avessi saputo,avrei fatto l'idraulico\"
  36. d. C. o, contrariamente, anche molti secoli dopo. Ma non possiamo neppure escludere il caso che tale culmine sia già stato raggiunto dalla nostra specie animale e che in questi ultimi anni, l'umanità si trovi già in una fase che potremmo definire di: \"recupero della coscienza\"). Se questo culmine verrà raggiunto nei secoli a venire, esso potrebbe rappresentare nel peggiore dei casi, l'estinzione della nostra specie animale; cosa di cui dubito fortemente, considerando la grande adattabilità biologica della specie umana ai mutamenti ambientali che possono essere causati da un fattore cosmico oppure dalla nostra stessa specie con errori volontari e involontari, i quali possono influire direttamente sull'uomo o in modo indiretto (principalmente con l'alimentazione). Nel migliore dei casi invece, se questo culmine verrà raggiunto nei secoli a venire, esso potrebbe rappresentare una sorta di punto di svolta, di cambiamento di rotta, di recupero della coscienza; in altri termini il pensiero umano inizierebbe a viaggiare attraverso alcune strutture analogico-deduttive, rimanendo comunque prevalentemente aggrappato alle solite strutture binarie, proprie di ogni specie animale ancor giovane. Quando parlo della nostra specie animale, rimarcando che essa sia una specie ancor giovane, mi riferisco al fatto che, se consideriamo l'intera storia della vita sulla Terra39 (iniziata circa 3'000 milioni di anni fa con la comparsa delle prime cellule viventi) e la confrontiamo con la storia dell'uomo40 (iniziata \"appena\" settanta milioni di anni fa), ci rendiamo facilmente conto di quanta strada ha ancora da percorrere la nostra specie sul piano dell' evoluzione. Tornando al concetto di punto di svolta, si potrebbe presumere che quando ciò avverrà [ammesso che non sia già avvenuto; e tutte le iniziative e i movimenti ecologici di questi ultimi decenni, (volendo fare gli idealisti e quindi ammettendo che in questo caso il denaro non c'entri), lo starebbero a testimoniare], l'influenza del denaro sull'uomo inizierebbe a scemare lentamente. La duplice equazione: + denaro = + potere = + libertà inizierebbe anch'essa a perdere lentamente il suo illusorio valore, nella mente degli individui più \"colti\", lasciando così spazio allo sviluppo di una mentalità meno meccanicistica e assai più sistemica nei confronti della vita e di tutto ciò che le sta attorno. Se ora andiamo nuovamente ad analizzare il grafico di pag. 39, noteremo che dopo il culmine sull'asse delle ordinate (\"cose\"), la specie umana nel corso dei secoli, commetterà ancora errori volontari e involontari e ciò è naturale che accada, poiché dei veri e propri cambiamenti significativi in una specie animale si possono osservare solo su
  37. lassi di tempo dell'ordine di millenni (tenendo comunque conto dell'aumento, col passare dei millenni, di ciò che in biologia evoluzionistica, viene comunemente definita \"facilitazione evolutiva\", dei mutamenti significativi potrebbero anche verificarsi l'uno dopo l'altro, entro lassi di *19 tempo estremamente brevi, ossia quantificabili in secoli). Terminato il periodo degli errori volontari e involontari, l'umanità si vedrà proiettata in un futuro ricco di idee, scoperte e invenzioni che potremmo definire più o meno \"neutre\" e che col trascorrere dei secoli tenderanno a stabilizzarsi su un piano scientifico-tecnologico più o meno neutro. (confr.grafico pag. 39) Ora, ciò che erroneamente si potrebbe pensare, è che tali idee, scoperte, invenzioni che col passare dei secoli divengono sempre più \"neutre\", siano il frutto di una crescente \"contrazione\" del progresso scientifico-tecnologico, una sorta di \"dietrofront\" in ogni campo della Scienza Universale (in cui troviamo le scienze economiche, politiche, fisiche, biologiche, ecc...). Tutto ciò è assolutamente inveritiero. La Scienza Universale, continuerà nel corso dei secoli e dei millenni, a salire quei gradini che portano, al termine della Scala Infinita, alla conoscenza della Verità Assoluta. Il progresso scientifico e tecnologico quindi, raggiungerà fra molte centinaia di anni, vette così elevate che l'umanità di oggi potrebbe difficilmente im-maginare. Ma non sarà più uno pseudoprogresso scientifico e tecnologico, ossia un progresso in contrasto con la natura che ci circonda, un progresso che ci toglie indirettamente la vita, succhiando lentamente la vita a colei che ci ha generato e dalla quale dipendiamo (credo sia superfluo specificare che sto parlando della nostra Terra... ma purtroppo l'ho fatto). Sarà invece un progresso in simbiosi con la natura, una sorta di ecoprogresso in una quasi perfetta (non dimentichiamo che anche i dischi volanti bruciano l'erba sulla quale atterrano quando vengono a farci *20 visita) armonia con l'ambiente terrestre ed extraterrestre. Tanto per intenderci, facendo un semplice esempio, non vedremo più macchine volanti gironzolare rumoro-samente nei cieli spargendo nella aria tonnellate e *19 In biologia evoluzionistica, il concetto di facilitazione evolutiva è inteso in questi termini, ossia :il modo in cui i geni sono organizzati, oltre al modo in cui gli agenti mutageni influiscono su di loro, facilita l'incanalarsi dell'evoluzione in certe direzioni. *20 In realtà il fenomeno sembrerebbe non aver nulla a che vedere con gli apparenti effetti da combustione, ma bensì con effetti dovuti all'azione di intensi campi costituiti da onde elettromagnetiche simili alle micro-onde.
  38. tonnellate di gas combusti del Kerosene, ma vedremo macchine che non saranno più in contrasto con la natura, macchine che si sposteranno nello spazio grazie alle stesse forze della natura (campi gravitazionali, magnetici, ecc...), macchine (forse di forma discoidale?) che, interagendo con le forze della natura riusciranno a compiere nei cieli, formidabili evoluzioni caratterizzate da cambiamenti di velocità in direzione e intensità impensabili (e talvolta anche inosservabili) per l'uomo odierno.
  39. Denarius Nummus \"Tutto proviene dal nulla e da questa comunanza di origine deriva il dovere di fratellanza e di pietà verso tutte le creature\". Buddha ,563-483 a.C. \"Tutto ciò che vive è il tuo prossimo\". Mahatma Gandhi L'influenza del denaro sull'uomo Quel fattore, che abbiamo precedentemente riconosciuto come la causa secondaria di tutti gli errori volontari umani e che abbiamo designato con i termini :\"influenza del denaro\", viene generalmente concepito in termini positivi (su un piano individuale e persino, talvolta, globale) dall'essere umano più \"colto\", unicamente come un riflesso della seguente equazione, ossia: + denaro = + potere = + libertà; una duplice equazione in perfetta armonia con il pensiero meccanicistico e quindi riduzionistico dell'uomo, che conobbe il suo maggior sviluppo, con l'avvento dell'era Cartesiana-Newtoniana. La concezione meccanicistica della vita, si potrebbe dire che è nata con la nascita del'uomo, poiché essa è sostanzialmente, il frutto di un pensiero che viaggia attraverso (prevalentemente) strutture binarie; ma in modo assai significativo ha messo le sue radici nella mente dell'uomo solo alcuni secoli *21 fa, con l'avvento appunto, dell'era Cartesiana-Newtoniana. In tale equazione (che in qualsiasi individuo, se accettata e assimilata inconsciamente nel modo più assoluto, porta ad una forma esasperata di *21 Per poter apprendere pienamente il significato dell'espressione: Era Cartesiana-Newtoniana, è di fondamentale importanza la lettura del libro: \"Il punto di svolta\", di Fritjof Capra (Ed.G.Feltrinelli, Milano)
  40. individualismo), non vengono dunque tenuti in considerazione quegli aspetti di fondamentale importanza, della vita dell'intero genere umano, ossia: a) Raggiunto un certo livello sulla scala dell'evoluzione, ogni essere umano, dipende l'uno dall'altro. b) La nostra vita è nelle mani dei nostri simili; come la loro vita, è nelle nostre mani. c) La nostra vita, quella degli altri esseri animali e vegetali, della nostra Terra e dell'intero Universo, rientra nel quadro di un complesso gioco di interdipendenze. Credo sia superfluo specificare che la succitata equazione (+ denaro = + potere = + libertà), non solo non ha alcun senso su un piano individuale (cosa che per molti potrà sembrare alquanto inverosimile),bensì, se la si considera su un piano globale, riferito all'intero genere umano, assume il preoccupante aspetto di una filosofia autodistruttiva. La visione meccanicistica della vita Principalmente per ragioni di praticità, quando il livello di informazioni e quindi di nozioni relativo ad un determinato settore della scienza (anche in quelle politiche, economiche, sociali, ecc...) raggiunge il top (ossia il massimo che la mente di un comune individuo possa assimilare in relativamente pochi anni di studi, per poter poi sfruttare le sue conoscenze durante i rimanenti anni della sua vita), ecco subentrare l'inevitabile necessità di classificare questa neonata branca della scienza con un nuovo nome che trae origine dalla scienza madre da cui deriva; ed ecco che dalla biologia nasce la fisiologia, la zoologia, la botanica e così via. Il punto al quale voglio arrivare, è far capire al lettore che quelle che l'uomo nel corso dei secoli, si è affrettato a classificare come scienze madri (la fisica, la biologia, la chimica, la psicologia...) non sono niente altro che branche di un'unica scienza madre che potremmo definire: Scienza Universale. È solamente in questi ultimi anni che l'uomo si sta lentamente accorgendo delle strette interdipendenze che sussistono tra le diverse scienze madri; e così fenomeni biologici vengono spiegati e definiti in termini psicologici e viceversa, fenomeni chimici in termini antropologici, geologici o addirittura astronomici41. Tutto è in correlazione col tutto42. La vita ci appare quindi come un gioco di interdipendenze; l'uomo può esistere, solo se esiste ciò che gli sta attorno. Se noi distruggiamo l'ambiente in cui viviamo, distruggiamo noi stessi. Ed è ciò che sta accadendo
  41. purtroppo, da parecchi anni a questa parte; l'uomo sta implacabilmente distruggendo la nostra unica e vera madre, colei che ci ha generato, la nostra Terra. Secondo l'inglese James Lovelock43, persino la Terra (che egli chiama Gaia, nome della divinità femminile Terra presso gli antichi greci) potrebbe essere considerata come un organismo vivente e quindi \"pensante\"; e non è detto che un giorno, essa si ribellerà contro quella specie animale che le sta succhiando la vita: la specie umana, ovvero il cancro della Terra. Ma forse lo sta già facendo, con il buco nell'ozono. E come nella cura del cancro l'uomo uccide, oltre alle cellule cancerogene, anche molte cellule sane del suo corpo, così la Terra purtroppo dovrà fare altrettanto, uccidendo lentamente oltre all'uomo (se vi riuscirà), anche altre speci animali e vegetali. *22 A questo punto è lecito quindi porsi una domanda: \"quanti millenni” dovrà ancora attendere la specie umana (ammesso che non si estingua prematu-ramente), affinchè possa liberarsi completamente da quegli impulsi *23 neuro-genetici di antico stampo tanto pericolosi per la sua sopravvivenza (superbia, avarizia, lussuria, ira, invidia, gola e accidia... guarda caso proprio i sette vizi capitali) e da quella mentalità meccanicistica (anch'essa ovvia-mente pericolosa per la sopravvivenza della nostra specie) che continua ad oscurarci la vista di una realtà ben diversa da quella che attualmente conosciamo? Se l'uomo è ancora altamente influenzabile da determinati impulsi neuro- genetici, quali odio, invidia, egoismo, avidità, (materialismo), razzismo [ebbene sì, io sono del parere che anche il razzismo sia frutto di tali impulsi, sebbene siano in molti a considerarlo (o forse sarebbe meglio dire a mascherarlo), come un fenomeno che scaturisca da una marcata ignoranza individuale o collettiva], ciò significa che si trova ancora ad un livello medio sulla propria scala evolutiva. *22 Mutamenti più o meno significativi durante l'evoluzione di una specie animale, sono osservabili unicamente su lassi di tempo di alcune decine di migliaia di anni. Nei casi più fortunati comunque, come per esempio nella specie umana, tenendo in considerazione che essa si trova ormai in uno stadio in cui le potenzialità della facilitazione evolutiva (confr. note precedenti), hanno raggiunto dei valori estrema-mente alti, é possibile il verificarsi di mutamenti significativi anche in lassi di tempo quantificabili in secoli. *23 L'argomento sugli impulsi neurogenetici verrà maggiormente approfondito nel quart'ultimo capitolo.
  42. Ora, se è vero che l'evoluzione, nel corso dei millenni a venire, fornirà alla nostra specie un ulteriore o ulteriori strati di corteccia cerebrale, il pensiero umano potrebbe iniziare ad inoltrarsi attraverso altre strutture cerebrali, non necessariamente di tipo prevalentemente binario. Attraverso strutture binario-analogico-deduttive (ossia prevalentemente analogiche) l'uomo forse, potrà scoprire i segreti del suo inconscio senza dover ricorrere all'ipnosi. Attraverso tali strutture \"alternative\", il pensiero umano potrà quindi dare il colpo di grazia alla visione meccanicistica della vita (definibile come il frutto di un pensiero che viaggia prevalentemente attraverso strutture binarie) per passare ad una visione più ampia dell'esistenza, sistemica, fondata sulla consapevolezza dell'essenziale interrelazione di tutti i fenomeni: fisici, biologici, psicologici, sociali e culturali. Analogamente quegli impulsi neurogenetici di antico stampo che da millenni caratterizzano la nostra mente, verranno soffocati ulteriormente con la formazione di una nuova corteccia cerebrale nella quale (forse principalmente nella corteccia di associazione44, ovviamente molto più sviluppata grazie ad un nuovo strato di sostanza grigia), tutte le informazioni o stimoli che giungeranno dal sistema reticolare di attivazione e dal sistema limbico45, potranno venire maggiormente analizzati e differentemente elaborati, grazie a dei circuiti prevalentemente analogici. Tale teoria però, presenta anch'essa i due lati della medaglia; nel senso che potrebbe essere corretta, come potrebbe non esserlo affatto. Per prima cosa, occorre ricordare che i parametri: bene e male (che sono sostanzialmente dei riflessi condizionati dalla nostra stessa natura, come abbiamo precedentemente visto), raggiunto un certo grado di evoluzione della specie animale in questione, tendono a fondersi l'uno con l'altro, perdendo in modo più o meno significativo ogni sorta di valore o identità che la nostra specie animale ancor giovane, è abituata ad attribuir loro. Per definire infine in modo un po' più completo il lato oscuro della medaglia, ossia il netto contrasto con la teoria esposta precedentemente, userò le stesse parole di F.Capra: \"(...) La neocorteccia ebbe origine nella fase evolutiva più antica dei mammiferi e si sviluppò nella specie umana ad un ritmo esplosivo, senza precedenti nella storia dell'evoluzione, stabilizzandosi infine circa 50.000 anni or sono. Sviluppando la nostra capacità di pensiero astratto a un ritmo così rapido, pare che noi abbiamo perduto l'importante capacità di ritualizzare i conflitti sociali. Nell'intero mondo animale l'aggressività raramente si sviluppa sino al punto da condurre alla morte di uno dei due avversari. La lotta viene
  43. infatti ritualizzata e termina di solito quando il perdente ammette di essere stato sconfitto, restando però relativamente indenne. Questa saggezza scomparve, o almeno rimase sommersa in profondità nell'emergente specie umana. Nel processo della creazione di un mondo interno astratto, pare che noi abbiamo perduto il contatto con la realtà della vita e che siamo diventati gli unici organismi che spesso non riescono a cooperare con i loro simili e che spesso anzi, li uccidono(...).\" Esisteranno quindi nell'Universo, gli \"alieni cattivi\"? È assai probabile che se esistiamo ancora (nonostante gli enormi danni che abbiamo causato a questo pianeta in appena cento anni), lo dobbiamo al fatto che forse a qualcuno, da qualche parte nell'Universo, siamo utili. \"La grande abilità consiste nel nascondere il male sotto l'apparenza del bene\". C.Jaquinot e J.Delaye L'uomo del futuro avrà solo un vago ricordo di ciò che ora associamo ai concetti di affetto e sentimentalismo, ma non per questo sarà più crudele verso il suo prossimo e privo di ogni forma di rispetto. L'uomo del futuro, dotato di un pensiero prevalentemente astratto-analogico-deduttivo, comprenderà, aiuterà e rispetterà profondamente i suoi simili e qualsiasi altra entità biologica terrestre, poiché sarà pienamente cosciente degli enormi vantaggi (sul proprio stile di vita) che un tale comportamento può concedergli. L'egoismo accompagnerà l'uomo sino al giorno della sua estinzione; esso però muterà col tempo, assumerà aspetti assai più complessi e inesplicabili e forse ci farà persino dimenticare della sua esistenza; ma credetemi, sarà sempre con noi, poiché è solo grazie ad esso che possiamo sopravvivere. L'egoismo è un riflesso condizionato dal nostro istinto di sopravvivenza e col tempo, \"imparerà\" a celarsi dietro quella fitta rete di rapporti sociali, che fin'ora ci ha concesso di progredire (ma soprattutto di sopravvivere) e che in futuro ci consegnerà sicuramente un'altra grossa fetta di libertà. Le equazioni dell'evoluzione \"Un uomo, considerato come sistema soggetto di comportamento, è piuttosto semplice. L'apparente complessità del suo comportamento nel tempo è in larga misura un riflesso della complessità dell'ambiente in cui si trova\". Herbert Simon
  44. Per dare un aspetto un po' più completo a questo breve capitolo sull'evoluzione umana, vorrei ora tornare a parlare del concetto di: \"influenza del denaro sull'uomo\". Innanzi tutto occorre dire che non é propriamente giusto parlare di un aumento in questi ultimi tre secoli dell'influenza del denaro sull'uomo (come in molti potrebbero presumere, considerando il fatto che all'incirca tre secoli fa, la visione meccanicistica della vita ebbe modo di imporsi significati-vamente e di iniziare quindi la sua lenta azione di \"inebriamento\" del pensiero umano, con l'avvento dell'era Cartesiana-Newtoniana), poiché il denaro, sin dal giorno in cui è stato concepito e quindi coniato, ha sempre influito più o meno significativamente sulla psiche di ogni essere umano. Se in tutti i secoli passati non potevamo renderci pienamente conto di quanto il denaro influisse sulla psiche umana, lo dobbiamo al fatto che questa \"influenza\" si trovava ad esistere in un periodo di basso livello di complessità della sfera politico-economico-scientifico-tecnologica in cui essa, ovviamente, non poteva essere ingiustamente tacciata (come vedremo più avanti) di essere la causa principale di tutti i mali della nostra civiltà, visto che tali mali erano ancora in attesa di venire alla luce e che sarebbero quindi emersi unicamente quando il livello di complessità della sfera P-E-S- T avrebbe raggiunto un certo grado di sviluppo. Ora che questa \"influenza del denaro\" si ritrova proiettata in un periodo storico che potremmo definire di alto livello di complessità della sfera P-E- S-T, ecco comparire i primi danni significativi al nostro pianeta, che minacciano seriamente la nostra sopravvivenza. Fino a che punto quindi è giusto affermare che gli errori volontari siano causati anche dall'influenza del denaro sull'uomo? Ebbene tale affermazione potrebbe essere giusta, unicamente se concepiamo gli errori volontari, come il prodotto matematico dell'influenza del denaro per il livello di complessità della sfera P-E-S-T (mi é sembrato opportuno facilitare la comprensione di tali concetti utilizzando delle semplici equazioni lineari): Eq.1.0 ( I D ) x ( Liv.c.s.P-E-S-T ) = # errori volontari Analizziamo ora questa equazione. In questo caso ID (influenza del denaro) è definita come costante, mentre Liv.c.s.P-E-S-T (livello di complessità della sfera politico-economico- scientifico-tecnologica) rappresenta una variabile.
  45. Ora, fino a che punto possiamo concepire ID come costante? ID varia in funzione dell'evoluzione biologica (da non confondere assolutamente con il progresso scientifico) della specie umana, ossia: ogni gradino che noi saliamo sulla scala dell'evoluzione fa scemare il valore di ID. Ma in che misura ID, in funzione dell'evoluzione umana, perde gradualmente di valore? Supponendo che ogni gradino, sulla nostra scala evolutiva, rappresenti in termini numerici un valore di circa 0,0001 unità, possiamo facilmente intuire quanto sia lungo il \"tempo di dimezzamento\" del valore ID (si potrebbe addirittura parlare di millenni). Volendo quindi aggiungere il fattore evoluzione nella precedente equazione otterremmo: Eq.1.1 I D x (Liv.c.s.P-E-S-T) = # errori volontari F.ev. Dove F.ev rappresenta il fattore di evoluzione al quale diamo un valore simbolico di 1. Ad ogni gradino sulla scala dell'evoluzione umana, aggiungiamo al F.ev il valore 0,0001 (1 + 0,0001= 1,0001). Notiamo quindi che il valore di ID rimane più o meno costante in periodi di tempo della F.ev misura di diversi secoli. Se andiamo ora ad analizzare la variabile che abbiamo definito con il termine di: \"Livello di complessità della sfera P-E-S-T\", noteremo che quest'ultima, varia più o meno considerevolmente in periodi di tempo della misura di alcuni secoli. Stando quindi all'equazione 1.1, ci appare chiaro ed evidente che l'aumento degli errori volontari é dovuto principalmente all'aumento del Liv.c.s.P-E-S-T, e secondariamente all'influenza del denaro sull'uomo. Ora, noi sappiamo che l'influenza del denaro sull'uomo é dovuta essenzialmente al fatto che il nostro pensiero, viaggiando prevalentemente attraverso strutture binarie, ci porta a sintetizzare, se non stiamo bene attenti, la seguente equazione che, basandosi su un piano individualistico, si offre a noi come segue: + denaro = + potere = + libertà Il nostro pensiero, con l'evoluzione, si ritroverà a viaggiare attraverso strutture alternative, in gran parte analogiche; il concetto quindi di stampo binario che ora si impone in ogni mente umana con la succitata duplice equazione, col passare dei millenni perderà di valore, facendo così scemare,
  46. analogamente e in modo direttamente proporzionale, l'influenza del denaro sull'uomo. Volendo potremmo quindi sostituire, nell'equazione 1.1, il fattore evoluzione con un altro fattore che potremmo definire: \"Grado di analogismo del pensiero umano\". Quel giorno in cui il valore di ID sarà F.ev pressoché nullo, ossia quando il genere umano avrà raggiunto il \"culmine\" dell'evoluzione e di conseguenza il livello di complessità della sfera P-E-S-T avrà raggiunto il top, l'uomo non dovrà più preoccuparsi dei suoi nuovi errori volontari (visto che non ne commetterà più); bensì dei suoi vecchi errori volontari. E per ciò che riguarda gli errori involontari? Essi si potrebbero definire con la seguente equazione: Eq.1.2 Liv.c.s.P-E-S-T = # errori involontari F.ev Con l'aumento del grado di evoluzione fino a che punto gli errori involontari tendono a scomparire, visto che rispettivamente aumenta anche il Liv.c.s. P- E-S-T? La tragica conclusione é purtroppo questa: l'uomo è destinato, finché sisterà a porre costantemente dei rimedi ai propri errori involontari che sicuramente commetterà nel corso della sua lenta e irreversibile evoluzione. Sulla base di queste ultime conclusioni possiamo quindi sintetizzare un'ultima e globale equazione, ossia: Eq.1.3*24 *25 (Liv.c.s.P-E-S-T) x (1 + ID) = # errori volontari e involontari F.ev In un futuro lontano, forse alle soglie del quinto millennio, gli uomini colti inizieranno ad accumulare ricchezze non per acquisire maggior potere e sfruttare quindi i propri simili a loro piacimento (poiché avranno finalmente capito che la libertà ottenuta in questo modo é rischiosa ed effimera; e le innumerevoli guerre che hanno caratterizzato la storia dell'intera civiltà umana, sono là, tra le righe di milioni di libri a dimostrarlo), ma per ripartire equamente ogni sorta di bene tra tutti gli abitanti di questo pianeta, *24 Confr. con grafico a pag.39 *25 In base a quest'ultima equazione, non sarebbe per nulla azzardato affermare che persino l'evoluzione umana, è definibile con una semplice stringa algoritmicamente compressibile.
  47. poiché sapranno che da un tale comportamento potranno ricavarne unicamente dei vantaggi. Ma è ancora troppo presto perché tutto ciò avvenga. Col passare dei secoli, lentamente, quella che oggi chiamiamo economia di mercato, si trasformerà, senza neppure darcelo ad intendere, in una sorta di economia pianificata. Ciò che Marx sognava più di un secolo fa si avvererà soltanto tra qualche millennio. Di solito si dice che i geni rappresentino l'uomo del futuro; ma sono estremamente rari, i geni che nascono con qualche millennio d'anticipo. Umano, troppo umano \"Se dunque i membri di tutte le società scientifiche sono anche troppi per un solo oggetto della scienza umana, il loro complesso risulta viceversa insufficiente per elaborare la scienza dell'uomo in generale\". Diderot Impulsi neurogenetici di antico stampo46 Gli impulsi neurogenetici di antico stampo sono insiti nella mente di ogni individuo, indipendentemente dalla razza umana a cui appartiene. Tutti questi impulsi sono radicati nel nostro subconscio e sembrano garantire la nostra sopravvivenza. (Purtroppo però non di ogni etnia; infatti il principio di G.F. Gause*26 dell'esclusione competitiva, è osservabile persino fra le diverse razze del genere umano. Basti pensare a come l'uomo di razza bianca nord-occidentale sia in grado di manipolare a proprio vantaggio il comportamento di intere civiltà di qualsiasi razza, su vastissime aree di ogni continente terrestre, sfruttando così la manodopera indigena e organizzando talvolta, quando è necessario, delle guerre civili... a scadenza indeterminata. (Colui che crede che colonizzare significhi unicamente apportare benessere a civiltà tecnologicamente meno evolute della nostra si sbaglia di grosso). *26 Il principio di Gause afferma che qualora due speci competano tra loro per le stesse limitate risorse, in situazioni in cui sono entrambe presenti, una delle due sarà più capace di sfruttare o controllare l'accesso a questa risorsa e, alla fine, eliminerà l'altra.
  48. L'Intensità di Impulso Neurogenetico varia da individuo a individuo e nella nostra specie animale (umana), persino da razza a razza. Sembrerebbe che l'evoluzione della nostra specie abbia fatto sì che alcuni impulsi si siano \"assopiti\" col passare del tempo, poiché non più così necessari a garantire la sopravvivenza di almeno una razza umana. Ciò potrebbe anche essere vero, ma resta il fatto che alcuni impulsi, purtroppo (i quali a parer di molti sarebbero scemati parecchio a distanza di secoli), come l'impulso razziale ad esempio, sembrano essere assai predominanti (a livello di specie) in una moltitudine di impulsi neurogenetici*27 i quali (a livello di etnia) e a seconda delle loro principali caratteristiche e rispettive potenzialità, danno origine al fenomeno dell'esclusione competitiva umana; un fenomeno quindi necessario (per ogni specie animale ancor giovane) a garantire la sopravvivenza di almeno una razza umana. A questo punto qualcuno potrebbe obiettare: \"ma se è risaputo da tempo che basterebbe una giusta ripartizione delle risorse economiche a livello mondiale, per cancellare definitivamente la fame dalla faccia della Terra, fino a che punto sono poi così limitate queste risorse sul nostro pianeta? E fino a che punto quindi è giustificabile il fenomeno della esclusione competitiva umana?\" Ebbene a questa domanda io risponderei così: \"il fenomeno dell'esclusione competitiva umana è anche in questo caso un riflesso condizionato da una serie di impulsi neurogenetici di antico stampo; quando questi impulsi scemeranno col passare dei millenni, tale fenomeno tenderà a scomparire. E a quel punto non vi sarà più motivo di preoccuparsi di quanto sarebbero realmente limitate le risorse sulla Terra per una popolazione che dovesse superare i dieci miliardi di individui, perché grazie al benessere intere *27 Tra cui troviamo l'impulso di aggressività, l'impulso razziale, l'impulso sessuale [inteso come predisposizione naturale-intenzionale ad incrementare il tasso di natalità, ovvero come una sorta di \"istinto di procreazione\", che in genere si manifesta con l'innescarsi del fenomeno dell'innamoramento. L'impulso sessuale inteso unicamente come: \"ricerca del piacere personale\", per non complicare troppo le cose, non viene invece tenuto in considerazione in questa teoria sugli impulsi neurogenetici. Si sappi comunque che quest'ultimo impulso, gioca un ruolo importante nell'incremento del tasso di natalità, solo nei paesi del Terzo Mondo, in cui vi è un bassissimo livello di educazione scientifico-culturale; mentre non ha alcuna influenza sul tasso di natalità, nei paesi più \"progrediti\". Si hanno quindi due tipi di impulso sessuale: Imp.sess. (A) = \"istinto di procreazione\" Imp.sess. (B) = \"ricerca del piacere personale.\" Quando si calcola l' Intensità individuale di impulso neurogenetico di un individuo che vive in un paese del Terzo Mondo, il valore numerico della potenzialità del suo impulso sessuale (A), dovrà quindi essere aumentato a causa dell'influenza dell'impulso sessuale di tipo B. Per semplificare le cose si potrebbe calcolare un valore che sia la somma dei due impulsi sessuali (A+B)], l'impulso emotivo, ecc... .
  49. civiltà umane tenderanno ad avere un tasso di incremento demografico pressoché nullo\". Fare una distinzione tra gli impulsi neurogenetici che si sono \"assopiti\" a causa dell'evoluzione e quelli che invece sono rimasti più o meno costanti sin dalla notte dei tempi, si dimostra quindi un'impresa assai ardua. (L'unico impulso che potremmo inserire nella categoria di quegli impulsi che sono rimasti più o meno costanti sin dalla notte dei tempi, é forse quello sessuale; ma ciò mi sembra più che normale, poiché è quello che princi- palmenete garantisce la sopravvivenza della nostra specie). Ciò che comunque dobbiamo tener presente è che l'evoluzione gioca un ruolo importante nel mutamento degli impulsi neurogenetici. Questi mutamenti di potenzialità degli impulsi neurogenetici sono indispensabili e quindi di primaria importanza per garantire la sopravvivenza dell'intero genere umano. Tenendo in considerazione che l'influenza del denaro sull'uomo scemerà col passare dei millenni (o dei secoli, se saremo più fortunati) e che quindi aumenteranno i mezzi di sostentamento (cibo, acqua e un tetto sotto cui vivere, prevalentemente) per tutte le civiltà di questo pianeta, l'intensità dell'impulso sessuale diminuirà proporzionalmente all'influenza del denaro; questa diminuzione di intensità dell'impulso sessuale sarà comunque dovuta unicamente a un radicale cambiamento delle condizioni dell'ambiente esterno, ciò vale a dire che il livello di potenzialità biologica di tale impulso, sarà paragonabile e quindi più o meno identico all'attuale anche a distanza di secoli o addirittura di millenni. Un errore che non si deve comunque commettere, è quello di credere che se in tutte le civiltà estremamente povere di questo pianeta é assai marcato l'impulso sessuale (inteso sempre come predisposizione naturale- intenzionale ad incrementare il tasso di natalità), ciò sia dovuto ad un fattore biologico. Questo è assolutamente inveritiero. Infatti ogni impulso neurogenetico, compreso quello sessuale, può venire notevolmente amplificato o attenuato a dipendenza delle condizioni dell'ambiente esterno (definite anche significativamente dai modelli di insegnamento e istruzione scientifico-culturale dell’ ambiente*28in questione) relative al singolo individuo o alla razza umana in questione, conservando comunque sempre il suo livello di potenzialità biologica. L'Intensità individuale di Impulso Neurogenetico è da intendersi come il valore della Potenzialità Media di Impulso Neurogenetico (ottenuto som- *28 *Con ambiente in questo caso si intende un paese, una nazione, una città... ossia qualsiasi area o regione della Terra delimitata da confini politici.
  50. mando i valori di potenzialità di ogni singolo e ben determinato impulso neurogenetico dell'individuo in questione, fratto il numero di tali impulsi), diviso per la Costante Evolutiva (un valore fisso che dipende dal livello evolutivo biologico della specie animale in questione; in questo caso quella umana) e moltiplicato per il Grado di Ostilità dell'Ambiente Esterno (in determinati ambienti per esempio, in cui mancano gli elementi e le infrastrutture per raggiungere un buon livello di istruzione scolastica scientifico-culturale, tale Grado di Ostilità aumenta considerevolmente di valore) . Otteniamo così la seguente equazione: Eq.2.0 Iind. IN = (P0 + P1+ P2+...Pn ) . Gost n p . kE dove Iind. IN é l'Intensità individuale di Impulso Neurogenetico; P è il valore di Potenzialità di un singolo e ben determinato impulso neurogenetico (per esempio quello emotivo); np è il numero degli impulsi neurogenetici presi in considerazione; kE è il valore della Costante Evolutiva e Gost è il valore del Grado di Ostilità dell'Ambiente Esterno. L' Intensità di Razza di Impulso Neurogenetico (Iraz. IN) è da intendersi come il valore del Coefficiente di Potenzialità di Impulso Neurogenetico relativo ad una determinata razza umana (αp), diviso per la Costante Evolutiva (kE) e moltiplicato per il Grado di Ostilità dell'Ambiente Esterno. Otteniamo così la seguente equazione: Eq.2.1 αp . Gost Iraz IN = kE L' Intensità di Specie di Impulso Neurogenetico (Ispec. IN), è da intendersi come il valore medio ottenuto sommando i valori di \"Iraz. IN\" e dividendo il tutto per il numero delle razze umane (nraz.). Otteniamo così la seguente equazione: Eq.2.2 Ιspec. IN = (αp1 . Gost1) +... (αpn . Gost.n)
  51. kE . nraz. NB: Il Grado di Ostilità dell'Ambiente Esterno, nell'equazione 2.0 é relativo all'area d'azione (ambiente di lavoro specialmente + vari aspetti di vita quotidiana in paese o città) dell'individuo in questione; nell'eq. 2.1 è relativo ad un vasto territorio che può comprendere una o più nazioni, mentre nell'eq. 2.2 è relativo all'intera superficie del pianeta. Considerazioni sui differenti Gradi di Ostilità dell’ambiente esterno al soggetto percipiente: Nell’Intensità Individuale di Impulso Neurogenetico,i fattori che ad esempio potrebbero innalzare il Grado di Ostilità dell’ambiente esterno al soggetto percipiente,sono i seguenti: pressioni psicologiche / maltrattamenti da parte dei superiori nell’ambiente lavorativo,pressioni psicologiche /maltrattamenti in ambito familiare, continue discussioni o litigi con un partner per nulla compatibile con la natura del soggetto in questione,e via dicendo.Tali fattori,costituiscono il Grado di Ostilità Reale dell’ambiente esterno al soggetto percipiente.Vi sono invece altri fattori,che vanno a costituire il Grado di Ostilità Virtuale dell’ambiente esterno al soggetto in questione.Il Grado di Ostilità,è quindi scindibile in due modelli tipologici,la cui somma definisce il valore “assoluto” di tale Grado.I fattori che ad esempio potrebbero innalzare il “valore” del Grado di Ostilità Virtuale dell’individuo preso in considerazione,sono i seguenti: un abuso sessuale subito in giovane età, il ricordo di un fatto di sangue (morte violenta o per omicidio) visto/vissuto personalmente ,il ricordo di un furto subito nella propria abitazione,e via dicendo.Tutti questi fattori/ricordi, impressi nei circuiti mnemonici del soggetto in questione,rimangono tuttavia latenti e quindi relativamente poco influenti sull’equilibrio psicofisico di tale individuo,solo e soltanto se essi non vengono stimolati da fattori esterni.Nel caso dell’abuso sessuale quindi,il Grado di Ostilità Virtuale accrescerebbe solo se al soggetto in questione venissero fatte delle avances troppo “pronunciate” da parte di estranei o peggio ancora di parenti ; nel caso di un omicidio per esempio, al quale si è assistito personalmente,il Grado di Ostilità Virtuale accrescerebbe in modo esponenziale alla sola vista di una persona con un’arma in mano (anche se questi si trovasse ad un poligono di tiro!); nel caso del ricordo di un furto nella propria abitazione,il Grado di Ostilità Virtuale accrescerebbe ogni volta che il soggetto in questione si ritrova a dover decidere dove andare in vacanza...rinunciando talvolta alle stesse per paura di non trovare più nulla al momento del rientro!
  52. Per ciò che riguarda l’Intensità di razza di Impulso Neurogenetico,il Grado di Ostilità è legato soprattutto a dei fattori di carattere politico /sociale relativi al paese (Nazione) preso in considerazione e alle condizioni climatiche dello stesso. Lo stesso discorso vale per l’Intensità di Specie di Impulso Neurogenetico. Conclusioni: Quando l'Intensità di Impulso Neurogenetico di un singolo individuo (Iind. IN), rientra nei valori medi relativi alla razza umana a cui appartiene, il soggetto in questione potrà godere di un buon equilibrio psichico. Ogni individuo ha però una sua particolare struttura biochimica (definita da un suo particolare genoma che lo differenzia dagli altri sei miliardi di individui della sua stessa specie) e un suo particolare funzionamento neuronale (che non sarebbe propriamente giusto definire livello di intelligenza) che in un complesso gioco di interazioni, determinano la potenzialità dei suoi impulsi neurogenetici e quindi il valore della Potenzialità Media di Impulso Neu- rogenetico (P0 +P1+...Pn) relativo alla sua psiche. np Quando il valore della Potenzialità Media di Impulso Neurogenetico di un individuo, supera il valore medio relativo alla razza umana a cui appartiene (definito precedentemente con il simbolo αp), oppure tale individuo si ritrova a vivere in un ambiente il cui Grado di Ostilità supera i valori medi accettabili per un determinato equilibrio psichico, o (nel peggiore dei casi) questi due fattori abbiano entrambi contemporaneamente e costantemente valori più o meno alti, otteniamo un valore dell'Intensità Individuale di Impulso Neurogenetico altrettanto alto; il che vale a dire che il soggetto in questione, soffrirà sicuramente di determinate turbe psichiche. Quando l'Intensità Individuale di Imp. Neurogenetico tocca dei valori estremamente alti, sopraggiungono quelle turbe psichiche assai intense che fanno perdere al soggetto ogni contatto con la realtà fisica, portandolo così a compiere degli atti di follia o comunque irrazionali; atti che vengono comu-nemente associati a quel gruppo di turbe psichiche denominate: psicosi funzionali (che comprendono la schizofrenia, la paranoia e la psicosi maniacodepressiva).
  53. L' Indice di Estinguibilità di una specie é dato dal numero dei suoi errori volontari e involontari e dall' Intensità di Specie di Imp. Neurogenetico. Tale indice è ottenibile con la seguente espressione matematica: IEST.SPEC =[ (αP1 . GOST1) +...(αPn . GOSTn )]. (Liv.c.s.P-E-S-T). (1+ ID) (kE)2 . nRAZ. NB: In questo caso ho sostituito il fattore evolutivo (F.ev.) della equazione 1.3 del capitolo precedente, con la Costante Evolutiva (kE), ottenendo così a denominatore il prodotto di (F.ev).kE= (kE)2 L'altra faccia del tempo \"Il tempo viaggia in posti diversi con persone diverse. Ti dirò con chi il tempo va all'ambio, con chi al trotto, con chi al galoppo, e con chi sta fermo\". William Shakespeare In questo breve paragrafo intendo presentare una sorta di \"Relatività biologica\", in cui verrà analizzato lo stretto rapporto che unisce il fattore tempo con il \"Grado di Informazione Utile\" relativo ad ogni essere vivente di qualsiasi specie animale (compreso l'uomo). Innanzi tutto inizierò con l'affermare che: \"La percezione dello scorrere del tempo, varia da animale ad animale a dipendenza della propria estensione (dimensioni) nello spazio, delle proprie interazioni con la materia (e quindi con tutti i suoi rispettivi stati molecolari) che lo circonda e principalmente a dipendenza del volume del suo cervello“. Qualsiasi animale, principalmente nello stato di veglia, riceve dall'ambiente che lo circonda un certo numero di informazioni (o impulsi sensoriali) al secondo tramite i propri cinque sensi (vista, udito, tatto, olfatto, gusto). Questi cinque sensi sono definiti da differenti parametri di informazione sensoriale che variano da specie a specie animale e persino, talvolta, tra animali di una stessa specie. I parametri di informazione relativi ai sensi possono variare a dipendenza delle interazioni che sussistono tra l'animale in questione e la materia dell'ambiente che lo circonda (per esempio il para- metro di informazione visiva relativo ad un pesce non potrà mai essere paragonato a quello di un animale che vive fuor d'acqua. Come del resto anche altri parametri sensoriali) e a dipendenza delle proprie dimensioni
  54. nello spazio. (L'umidità relativa dell'aria per esempio, sull'uomo e sulle altre speci animali di dimensioni più o meno \"notevoli\", influisce minimamente se non addirittura per nulla sui parametri di informazione sensoriale; su una mosca o su qualsiasi altro insetto di piccole dimensioni però, essa acquista un'influenza notevole sui loro parametri di informazione sensoriale, poiché in questo caso il vapore acqueo può imporsi con più determinazione nella vita di questi insetti così vicini al mondo microscopico). Tutti questi parametri di informazione sensoriale però (alla faccia di tutti i vivisezionisti), non dipendono dal volume del cervello dell'animale preso in considerazione. I parametri dell'informazione sensoriale uditiva, visiva, tattile, olfattiva e gustativa relativi alla specie animale che vien presa in esame, saranno quindi per comodità definiti da un unico parametro che chiameremo \"Coefficiente di informazione sensoriale\" σ (proprio di ogni specie animale e definibile per esempio con il valore medio dei cinque parametri sensoriali). A questo punto possiamo definire la seguente equazione: Eq.3.0 σ . IS(v,u,t,o,g) = IA sec. sec. Dove “σ “ è il Coefficiente di Informazione Sensoriale, IS rappresenta il numero delle informazioni sensoriali o impulsi sensoriali (visivi, uditivi, tattili, olfattivi e gustativi) apparente e IA il numero delle informazioni sensoriali assoluto. Il Grado di Informazione Utile relativo ad ogni specie animale, sarà quindi definito dall'equazione: Eq.3.1 GIU= IA /sec. Vc . v dove IA/sec è il numero assoluto di informazioni che il cervello riceve in un secondo (elaborabili e non elaborabili), Vc é il volume del cervello dell'animale e v è la velocità di elaborazione dell'informazione espressa in \"Informazioni assolute elaborabili\" in un secondo. Da quest'ultima equazione notiamo che con l'aumentare del volume del cervello e della sua velocità di elaborazione degli impulsi sensoriali, il Grado di Informazione Utile tende a diminuire; ciò significa che con l'aumentare dell' intelligenza vi è la tendenza a perdere un elevato numero di informazioni sensoriali. Questa perdita porta così a un contatto sempre più astratto, tra la mente dell'animale in questione e l'ambiente in cui vive (vi ricordate delle parole di
  55. F.Capra riguardo agli aspetti negativi della nostra intelligenza? Bè, mi sembra che questa teoria presenti molte analogie con quanto da lui esposto in poche ma essenziali frasi). Qualcuno ora potrebbe chiedersi: \"Ma cosa c'entra il fattore tempo con tutto ciò?\" Ebbene la percezione temporale, ovvero quella percezione che ogni essere animale ha dello \"scorrere del tempo\", varia da animale ad animale a dipendenza del proprio \"Grado di Informazione Utile\". Per esempio per un essere umano, il cui Grado di Informazione Utile è relativamente basso, il tempo scorrerà più lentamente rispetto al tempo che potrebbe percepire un topo nella sua breve vita frenetica in cui il suo minuscolo cervello è letteralmente invaso da milioni, anzi miliardi, di informazioni sensoriali. L'intensità della vita di un animale, è quindi definita dal Grado di Informazione Utile di cui esso dispone. Possiamo quindi definire a questo punto un \"Tempo biologico\", definito dal fattore tempo e dal Grado di Informazione Utile dell'animale in questione, secondo l'equazione: Eq.3.2 TBIO = t GIU dove TBIO è il \"Tempo Biologico\" e t è il tempo che siamo abituati a determinare con dei comuni orologi meccanici o elettrici. Ogni animale di questa Terra, avrà quindi un suo tempo biologico, ovvero una sua durata di vita media, a dipendenza del proprio Coefficiente di informazione sensoriale σ, del proprio numero di impulsi sensoriali (elaborabili e non elaborabili) apparente che il suo cervello riceve mediamente in un secondo allo stato di veglia, del volume del suo cervello, della velocità di elaborazione dell'infor- mazione nel suo cervello e infine a dipendenza della nostra percezione del tempo; ossia della: percezione temporale dell'osservatore (di cui non ho tenuto conto nelle equazioni per non complicare troppo le cose). Pensiamo ora alla velocità con cui mosche, formiche, api, farfalle e tanti altri insetti che vivono su questo incantevole pianeta blu, compiono i propri movimenti. Vi siete mai chiesti quanti \"passettini\" compia una formica per attraversare il vostro balcone in un tempo di dieci secondi? Centinaia! Ora, quanti passi credete che riuscirebbe a compiere un uomo in un tempo di dieci secondi? Forse cento, duecento? Bè, certamente no... forse dieci, quindici al massimo, oppure sessanta, se proprio vogliamo farlo correre. Vi siete mai chiesti quante volte una farfalla in volo sbatta le proprie ali in un tempo di dieci secondi?
  56. Oppure quante volte le \"sbatta\" un ape, o una coccinella? Tutti questi esempi o constatazioni, servono a farvi capire che la realtà in cui vivono gli insetti, è ben diversa da quella in cui vive l'uomo. Se questi esseri viventi, così infinitamente piccoli rispetto a noi, riescono a muoversi a velocità così elevate, è perché vivono in un'altra dimensione, in un'altra realtà. Due minuti trascorsi nella nostra realtà, probabilmente nella loro realtà, equivalgono a cento minuti del nostro tempo! (se non di più). Vi siete mai chiesti perchè la vita di un insetto sia così breve? Bé, la risposta potreste darvela da soli, se andate a rivedere l'ultima equazione sul Tempo Biologico. Ogni volta che osserviamo il volo di un'ape o di una farfalla, oppure osserviamo il moto rapido e nervoso di una formica operaia, gettiamo lo sguardo, su una realtà che non ci appartiene. Se un uomo si trovasse di colpo \"miniaturizzato\" e quindi alto appena due millimetri, con molta probabilità gli accadrebbe questo: innanzi tutto, se vi fossero delle persone accanto a lui, egli vedrebbe questi \"super-giganti\", muoversi con movimenti estremamente lenti. Dinanzi ad un televisore acceso, le immagini di un cartone animato per esempio, gli apparirebbero con una sequenza assai lenta, egli vedrebbe ogni singolo fotogramma della pellicola! Quest'uomo forse vivrebbe solo tre anni, se osservato dalla nostra realtà; ma morirebbe ugualmente di vecchiaia, perché nella sua realtà, sarebbero già passati quaranta dei nostri anni! (Secondo voi perchè è così difficile acchiappare le mosche?). \"Siamo educati a considerare il tempo assoluto newtoniano come l'unica misura valida in un mondo oggettivo e razionale. Noi misuriamo la realtà con il nostro orologio da cucina e per questo ci stupiamo della velocità del topolino e proviamo noia per la lentezza dell'ippopotamo. Eppure entrambi vivono secondo il giusto ritmo del loro orologio biologico. I piccoli mammiferi muoiono presto, ma vivono ad un ritmo accelerato e bruciano rapidamente; i grandi mammiferi vivono a lungo, ma lentamente. Se si prende in considerazione il loro orologio biologico, mammiferi di dimensioni diverse tendono tutti a vivere la stessa quantità di tempo\". Stephen Jay Gould \"Le api non sono così indaffarate come noi crediamo. È solo che non possono ronzare più lentamente\". Kin Hubbard Astronomia, breve storia cronologica
  57. \"Ogni dogma prima o poi deve morire\" Herbert George Wells \"Ogni grande movimento conosce tre fasi: prima viene deriso,poi discusso e,infine, adottato“ John Stuart Mill,1806-l873 Per circa duemila anni si credette nella cosmologia Aristotelica, secondo la quale il Sole, i pianeti, la Luna e le stelle erano fissi all'interno di otto sfere cristalline che ruotavano attorno alla Terra, sfere costituite dall'etere, una sostanza perfetta che non poteva essere né mutata né distrutta. La materia era composta unicamente da terra, acqua, aria e fuoco e la Terra si trovava al centro dell'Universo. Con l'opera di Copernico sulla \"Rivoluzione delle sfere celesti\" (pubblicata nel 1543, poco prima della sua morte), caderro i fondamenti della Cosmologia Aristotelica. Secondo Copernico la Terra non era il centro dell'Universo, ma lo era invece il Sole, attorno al quale orbitavano la Terra e gli altri pianeti. Iniziò così l'era della cosmologia Copernicana, cosmologia sostenuta in seguito da Galileo Galilei, il quale, scoprì le fasi di Venere e in base a queste stabilì che tale pianeta gira attorno al Sole e non intorno alla Terra, come voleva la dottrina Tolemaico-Aristotelica. Con il \"Dialogo sopra i massimi sistemi\" (1632), Galileo demolì per sempre il sistema Tolemaico. La gloria maggiore di Galilei, ha le radici nel suo metodo di ricerca, che enunciò da filosofo ed attuò da scienziato, gettando così le basi del pensiero scientifico moderno. La concezione di un Universo limitato e statico, così come apparve ad Aristotele, Copernico e Galileo, venne definitivamente sostituita con quella di un Universo infinito e statico nel 1687, con l'opera fondamentale di Newton: \"Philosophiae naturalis principia mathematica\", nella quale il grande fisico e matematico inglese, divide con Galileo il merito di avere posto, le basi della meccanica. All'inizio del ventesimo secolo (1915) Albert Einstein modifica, con le teorie della Relatività Generale, la gravità di Newton, collegando ciò che egli definiva massa-energia allo spazio-tempo. Quella \"forza gravitazionale\" che secondo Newton agiva fra stelle e pianeti, Einstein la definì come l'effetto della massa sulla geometria dello spazio; egli fuse i principi di inerzia e le leggi della gravità attraverso il concetto di uno spazio-tempo curvo. Einstein, nonostante le sue equazioni inducessero a pensare ad un Universo dinamico, rimase costantemente legato alla concezione di un Universo statico. Tra il 1924 e il 1929, le misurazioni dell'astronomo americano Edwin Hubble, mostrarono che le righe spettrali delle galassie più lontane presentavano uno spostamento verso il rosso (attribuito all'effetto Doppler),
  58. si arrivò quindi alla conclusione che le galassie si allontanano le une dalle altre; in altri termini alla concezione di un Universo in espansione. Einstein dovette così ricredersi sulla staticità dell'Universo, accettando pienamente le sue equazioni e ammet-tendo di aver commesso: \"Il più grande errore della sua vita\". la Relatività Generale, dopo aver imperato per più di ottant'anni, è oggetto di discussione tra alcuni scienziati che alla luce degli esperimenti più attuali, si propongono di rivederla e forse di ritoccarla. Studiando i sistemi binari di stelle di neutroni (pulsar binarie), gli scienziati sperano di riuscire a verificare la validità della teoria della Relatività Generale, che ha le fondamenta proprio nella descrizione gravitazionale dell'Universo. Uno di questi studiosi, Thibault Damour, fisico e professore all'Institut des hautes études scientifiques, sostiene che i corpi non cadono nello stesso modo in un campo gravitazionale o, in altri termini che la caduta dipende dalla loro massa e dalla loro natura, negando così che massa inerziale e massa gravitazionale siano uguali e sostenendo che nessuno finora aveva avuto la possibilità di accorgersene perchè sulla Terra la variazione della costante gravitazionale è troppo piccola per essere misurabile. Quando due stelle di neutroni formano un sistema binario le condizioni fondamentali per poter osservare gli effetti relativi alla parte non lineare dell'equazione di Einstein, che in definitiva racchiude tutta la complessità delle equazioni stesse, sono soddisfatte. Registrando sistematicamente le emissioni radio di queste stelle, ci si è accorti che il loro segnale nel corso degli anni subiva delle variazioni nei tempi di arrivo, comprovando così l'esistenza di una perturbazione nell'equilibrio del sistema. L'interpretazione teorica di queste perturbazioni, si basa sui termini non lineari dell'equazione di Einstein. E per ciò che riguarda il futuro della ricerca sperimentale? Purtroppo, a causa di energie sempre più elevate richieste per accelerare le particelle, molte teorie fisiche degli anni ottanta, sono e rimarranno per lunghissimo tempo non verificabili sperimentalmente (in ogni caso non prima del XXII secolo). Una di queste teorie è quella della \"Grande Unificazione\", che si propone di unire le tre forze di pertinenza quantistica, ossia: quella forte, quella debole e quella elettromagnetica. Ma 15 tale teoria richiede un'energia così elevata per poter essere verificata (10 GeV), che per il momento, neppure con le macchine più grandi e sofisticate, è possibile raggiungere. Senza parlare poi della \"Teoria del Tutto\", ossia quella che si propone di unire le quattro forze fondamentali della natura: le tre forze di pertinenza quantistica più la gravità (che agisce su grande scala).
  59. Tale teoria, per poter essere verificata, richiede un'energia di 19 19 10 GeV, ossia di 10 miliardi di elettronvolt!.*29 \"(...) c'è una tendenza, nella scienza del XX secolo, a dimenticare che vi sarà una scienza del XXI secolo, dalle cui posizioni la nostra conoscenza dell'Universo potrà apparire del tutto diversa dall'attuale: forse soffriamo di un provincialismo di ordine temporale, una forma di arroganza che ha sempre irritato i posteri\". Joseph Allen Hynek \"Raramente un'importante innovazione scientifica si fa strada convincendo e convertendo gradualmente i suoi oppositori. Ciò che accade è che, gradualmente, gli oppositori scompa- iono e la nuova generazione si familiarizza con l'idea fin dalla nascita\". Max Plank,1858-1947 Vis Vitalis \"Se noi vogliamo dare il nome di anima a tutto quello che ha percezioni e appetizioni (...), tutte le sostanze semplici o monadi create possono essere chiamate anime\". Leibniz La scienza purtroppo fin'ora, non è ancora riuscita a dare una definizione chiara e completa, al concetto di \"vita\"; ossia, ciò che non si è ancora riusciti a capire è il motivo per cui determinate forme complesse di energia (stabili) diano origine a delle entità biologiche (o meglio sarebbe dire:si *30 presentino sotto forma di E.B ), mentre altre no. Ebbene in questo paragrafo, esporrò su tale argomento, una brevissima teoria prettamente personale e quindi del tutto confutabile, che si propone principalmente di porre in un altro punto focale e quindi in un'altra ottica di idee, i concetti con cui vengono definite le parole \"vita\" ed \"anima\". Inizierò quindi con suddividere le varie forme di energia presenti in natura, in tre principali modelli tipologici, definiti in base alle caratteristiche di stato dell'energia che vien presa in considerazione. Otteniamo così tre distinte classi energetiche che ho così denominato: *29 Tutte le informazioni contenute in questa ultima parte di carattere prettamente scientifico, sono tratte dalla rivista \"Scienza & Vita\" (gen.'95). *30 Da ora in poi, la sigla E.B, starà a significare: Entità Biologica.
  60. a) Energia primaria: è rappresentata da forme complesse di energia (stabili), inattive e di durata più o meno illimitata (difficilmente degradabili in natura e di durata illimitata in assenza di agenti atmosferici, ossia nello spazio). In questa classe rientrano quindi tutti quei corpi che vengono comunemente definiti inerti. b) energia secondaria: è rappresentata da forme complesse di energia (stabili), attive (E.B) che possono restare tali (attive), unicamente assorbendo continuamente energia e formando quindi un sistema o ciclo di scambio energetico. Il fattore tempo in questo caso, altera le funzionalità dell'E.B intesa come mezzo di scambio energetico. L'E.B diventa inattiva (ossia non assorbe più energia) e facilmente degradabile, quando si interrompe (per cause naturali o artificiali) il ciclo energetico confinato nella natura dell'E.B (cyclus mater) oppure il ciclo energetico definito dall'E.B e l'ambiente ad essa circostante (ciclo sistemico o primario). In ternini popolari, tale fenomeno è in sintesi definito dalla parola morte. La fase di degradazione dell'E.B inizia dapprima con la cessazione dell'attività cinetica dell'intera entità (ovviamente se si tratta di un'E.B appartenente al regno \"animale\". Il perché ho messo tra virgolette il termine animale, lo capirete quando in seguito scoprirete quanto siano sottili e difficili da stabilire, quando si analizzano le caratteristiche di entità micro-scopiche, i confini tra regno animale e regno vegetale), e poi con la graduale cessazione dell'attività di scambio energetico, di tutti gli elementi (molecole organiche) che la costituiscono. c) Energia terziaria: è rappresentata dal calore e da altre forme di energia dispersiva. Ora, la domanda da un milione è la seguente: \"Da cosa nasce l'attività cinetica di un'entità biologica?\" Ebbene per stabilirlo, occorre innanzi tutto prendere in considerazione i seguenti aspetti della natura, descrivibili in termini fisici e quindi facilmente concepibili: alcuni elementi (C,H,O,N; tra cui l'elemento principale è il Carbonio, poiché è sempre presente in qualsiasi molecola organica), combi- nandosi tra loro danno origine a dei composti o molecole organiche che, a dipendenza del numero degli elementi di cui sono formati, vengono denominati binari, ternari o quaternari. Due composti, anche se formati entrambe dallo stesso tipo di elementi ed hanno quindi la stessa formula grezza, possono differire notevolmente l'uno dall'altro a causa di una loro differente formula di struttura (tale fenomeno é detto Isomeria di struttura ed è dovuto ad una differente unione degli atomi fra loro) oppure a causa di una diversa posizione occupata da qualche atomo o gruppi atomici (isomeria di posizione).Qualsiasi molecola organica, per poter
  61. \"sopravvivere\", deve costantemente assorbire energia dall'ambiente ad essa circostante, per poi immetterla nuovamente in tale ambiente, sotto forma di calore. Durante questa fase o ciclo energetico, la molecola in questione presenta delle oscillazioni infinitamente piccole (attività cinetica), dovute al costante scambio energetico tra la molecola stessa e l'ambiente ad essa circostante. Qualsiasi molecola organica (o entità biologica) è quindi concepibile come un mezzo di scambio energetico. (In realtà tutti i composti di natura inorganica sono costituiti da atomi in costante vibrazione, e si potrebbero quindi anch'essi concepire come dei mezzi di scambio energetico, solo che, anche combinandosi tra loro in infiniti schemi, avranno sempre una potenzialità di scambio energetico estremamente bassa e quindi non potranno mai in ogni caso manifestare, neppure la più misera attività cinetica). In tale ottica di idee, occorre quindi considerare il carbonio, come un elemento dotato di un'alta PSE (potenzialità di scambio energetico). Tale elemento, combinandosi con altri elementi (H,O,N) molto probabilmente anch'essi dotati di una certa PSE, accresce notevolmente la sua PSE dando origine al fenomeno dell'attività cinetica (oscillazioni), più o meno impercettibili, delle molecole organiche. La PSE delle molecole organiche, accresce in modo esponenziale quando queste ultime si combinano tra loro formando composti organici costituiti da milioni di molecole. Ora resta comunque il seguente enigma: perché alcuni \"milioni\" di molecole organiche danno origine per esempio ad un batterio (ossia ad una entità biologica auto-organizzantesi) mentre altri \"milioni\" di molecole danno origine a delle comuni cellule vegetali? Ebbene una risposta potrebbe essere la seguente: quando la PSE di un determinato composto organico accresce oltre ogni limite, innesca in tale composto un'attività cinetica così elevata da riuscire a provocare al suo interno, una sorta di reazione in cui tutti i circuiti molecolari (definiti da determinate reazioni chimiche di scomposizione degli elementi), si uniscono secondo determinati schemi e danno quindi origine ad una sorta di \"intelligenza\" il cui principale scopo è quello di coordinare l'attività cinetica dell'intero composto organico al fine di ottenere un determinato modello di auto-organizzazione energetica, all'insegna del più basso spreco di energia. Ecco forse come nascono i batteri e tante altre entità biologiche \"pensanti\"; ecco forse come nasce la vita animale. Di una cosa l'uomo può sicuramente vantarsi, ossia di essere il più complesso mezzo di scambio energetico presente sulla Terra.
  62. PARTE II Analisi del Testo 1) „Che cos'è un'idea? È un'immagine che si dipinge nel mio cervello.Tutti i vostri pensieri sono dunque immagini? Certamente; poichè le idee più astratte altro non sono che figlie di tutti gli oggetti che ho percepito. Non pronuncio la parola essere in generale, solo perché ho conosciuto esseri particolari. Non pronuncio la parola infinito solo perché ho visto dei limiti, e respingo questi limiti nel mio intelletto per quanto posso; ho idee solo perché ho immagini nella testa“. Voltaire La mente umana è definita da un complesso gioco di interazioni fra due tipi di coscienza: razionale ed intuitiva. La coscienza razionale, trae origine dalle esperienze quotidiane che abbiamo interagendo con oggetti ed eventi del nostro ambiente. Una coscienza che potremmo definire il frutto di un pensiero costretto a fluire prevalentemente attraverso strutture binarie, nelle quali ogni cosa viene sistematicamente e inesorabilmente ordinata, misurata, divisa, confrontata e catalogata.
  63. Il Buddhismo, definisce questa interminabile serie di distinzioni psichiche di opposti (concepibili unicamente in reciproco rapporto): coscienza (o cono- scenza) relativa. La coscienza relativa, presenta una fondamentale caratteristica: l'astrazione. Tale caratteristica è dovuta al fatto che, per poter confrontare, ordinare e selezionare l'immensa varietà di oggetti, di forme e di fenomeni che ci circondano, non si possono prenderne in considerazione tutti gli aspetti, ma se ne devono scegliere solo alcuni significativi. Ogni cosa quindi, in questo stato di coscienza, viene ridotta ai propri contorni. Usando le stesse parole di F. Capra, possiamo dire che: “La coscienza razionale è un sistema di concetti astratti e di simboli, caratterizzata dalla struttura lineare e sequenziale tipica del nostro modo di pensare e di parlare. Nella maggior parte dei linguaggi questa struttura lineare è resa esplicita dall'uso di alfabeti che servono a comunicare esperienze e riflessioni con lunghe file di lettere“. È facilmente intuibile quindi che la realtà ultima delle cose, la Realtà Assoluta (espressa dalla filosofia cinese con l'antico simbolo chiamato T'aichi T'u, in cui Yin e Yang sono i due componenti di una simmetria *1 rotazionale in continuo movimento ciclico) , quella che il pensiero umano, essendo caratterizzato da strutture lineari e sequenziali non potrà mai raggiungere e toccare, è destinata a rimanere al di fuori di ogni possibile schema di ragionamento e quindi indimostrabile. Esistono quindi, secondo il Buddhismo e molte altre religioni o filosofie orientali, due tipi di coscienza (o conoscenza): una „coscienza relativa“ e una „coscienza assoluta“; come esistono due tipi di „verità“: una verità condizionale e una verità trascendentale. Considerando quindi che esistono ben due diverse realtà, una „assoluta“ ed una assai più ridotta relativa al pensiero umano, possiamo tranquillamente distinguerle in :“realtà assoluta“ e„realtà condizionale“. 2) La conoscenza assoluta delle cose (presumibilmente quella intuitiva), riusciamo talvolta a sfiorarla in quei millesimi di secondo in cui il nostro pensiero imbocca alcune strutture binario-analogico deduttive del nostro cervello, nelle quali, in un tempo infinitamente piccolo, vengono analizzate, elaborate e fatte interagire milioni e milioni di informazioni relative per il *1 Nell'induismo la“Realtà Ultima“ delle cose, la Realtà Assoluta, viene chiamata Braham.
  64. 10% alla nostra realtà condizionale e per il restante 90% ad una realtà semi-assoluta che concepiamo unicamente ad un livello inconscio. In tali frazioni di secondo infinitamente piccole, scaturiscono talvolta dalla mente umana, le intuizioni. Secondo William James: “La normale coscienza dello stato di veglia, che chiamiamo coscienza razionale, è soltanto un tipo di coscienza particolare, mentre tutto intorno ad essa, separate da schermi sottilissimi, esistono forme potenziali di coscienza completamente diverse“. Le intuizioni, per una comune mente umana, sono estremamente rare e preziose. Il frutto di ogni intuizione, lo si può descrivere unicamente in termini matematici (affinchè ciò che si intende definire o dimostrare risulti chiaro ed evidente nel modo più assoluto); e non vi è e non vi è mai stato nessuno scienziato al mondo che almeno una volta nella vita non abbia utilizzato delle leggi fisiche o matematiche per definire il frutto o i frutti delle sue intuizioni. Einstein per esempio, sfruttò il suo intuito per definire la stretta connessione che sussiste tra spazio e tempo (ricavandone tutta la Relatività), fu il suo intuito a permettergli di stabilire l'uguaglianza tra *2 massa ed energia (E=mc2). De Broglie a sua volta, intuì che mc2 è uguale al prodotto della frequenza delle vibrazioni (f ) per la costante di Plank (h), e questo ben ventitre anni dopo che Plank aveva definito l'energia come il prodotto di hf. Ci vollero poi altri quattro anni prima che Heisenberg, nel 1927, intuisse e quindi formulasse il principio di indeterminazione secondo il quale il prodotto di ∩ x per ∩p non può mai essere minore di h/4◊ (∩x ∩p Υ h/4◊; dove ∩x rappresenta l'indeterminazione della posizione di una particella e ∩p invece, l'indeterminazione della quantità di moto di tale particella). Da questi esempi riusciamo a capire ancor meglio quanto delle „semplici“ intuizioni possano essere estremamente rare e preziose per un comune essere umano (anche se dotato di grande intelligenza). La matematica è la Voce di Dio, poiché come disse Pitagora:“Tutto è numero“. Galileo si dichiarò invece convinto che il Libro della Natura sia scritto in linguaggio *2 Supponendo inoltre che Einstein abbia costruito la teoria della Relatività Generale sulla base delle intuizioni di William Clifford (il quale a sua volta si dice sia stato illuminato dalle idee di Riemann) potremmo senza indugio affermare che, per dirla con Mademoiselle Bertin:“Nulla c'è di nuovo se non ciò che è dimenticato“. K.Popper, più recentemente, si espresse invece così:“Il cammino della scienza è lastricato di teorie abbandonate che un tempo si consideravano dimostrate“. Se vogliamo quindi continuare ad accrescere celermente le nostre conoscenze in ambito scientifico, dobbiamo umilmente accettare tutto ciò che il passato della scienza ha da offrirci; poiché soltanto rielaborandolo, esso potrà finalmente assumere un aspetto dignitoso e al passo coi tempi, mostrando così tutta la sua importanza a quella parte di umanità ormai troppo orgogliosa e inflessibile del XXI secolo.
  65. matematico. Persino Einstein, quando verso la fine della sua vita disse: “Mi domando fino a che punto la natura faccia sempre lo stesso gioco“, si riferiva al fatto che, dove termina il pensiero razionale umano, inizia quello di Dio, definito essenzialmente da numeri reali e irrazionali, con un complesso e neppur lontanamente immaginabile sistema di funzioni algebriche (anche se in molti potrebbero intenderla diversamente). Il futuro si cela dietro il nostro pensiero razionale e binario, ma basta una semplice intuizione ed esso è presto smascherato. Passato, presente e futuro hanno tutti uno stesso comun denominatore, definito da un semplice e breve nome femmineo: Analogia. Ed è questo comun denominatore che talvolta lascia intravedere alla mente umana, come disse William Blake: “l'Universo in un granello di sabbia e l'Eternità in un'ora“. Ogni intuizione della mente umana, non è nient'altro *3 che una misera parte di quella infinita matrice composta da numeri reali e irrazionali (e forse anche complessi e immaginari), che potremmo definire la:“Mente di Dio“. Il pensiero del matematico Georg Cantor riuscì a toccare almeno un aspetto di questa infinita matrice; ma quando si propose di dimostrare l'inesistenza di insiemi infiniti di potenza intermedia tra quella dei numeri naturali e quella dei numeri reali (chiamata Ipotesi del Continuo), si dice che nel tentativo di giungere a tale dimostrazione sia stato travolto dalla follia (il problema è rimasto tuttora irrisolto). Il matematico Kurt Gödel dal canto suo, parlando degli assiomi di scelta, disse: “Anche degli oggetti della teoria degli insiemi, per quanto siano lontani dall'esperienza sensoriale, abbiamo una qualche percezione, come si può vedere dal fatto che gli assiomi ci impongono la propria verità. Non vedo alcuna ragione per cui di questo tipo di percezione, cioè dell'intuizione matematica, dovremmo fidarci meno che della percezione sensoriale*4 (...) Anche quegli enti possono rappresentare un aspetto della realtà oggettiva“. „Guarda il cielo, la terra, il mare; tutto ciò che è luminoso in essi o sopra di essi; tutto ciò che striscia, vola o nuota; tutte queste cose hanno forma perché tutte hanno numero. Togli loro il numero ed esse non saranno più nulla (...) Domanda che cosa ti allieta nella danza e il numero ti risponderà: “Eccomi, sono io“. Osserva la bellezza della figura umana e *3 In matematica la matrice è intesa come un quadro di elementi numerici disposti per righe orizzontali e colonne verticali. *4 „Il criterio della verità sta nell'evidenza posseduta dalle sensazioni, fondamento di tutta la conoscenza“, Epicuro.
  66. scoprirai che ogni cosa è al suo posto grazie al numero. Osserva la bellezza del movimento del corpo e scoprirai che ogni gesto è al momento giusto grazie al numero. St.Agostino 3) Gli Aleph vennero concepiti dal matematico G. Cantor, per definire una intera gerarchia di infiniti (trattati alla stregua delle altre grandezze matematiche) di differenti dimensioni. Il più piccolo di questi era l'insieme dei numeri naturali, che fu denominato Aleph 0. I numeri reali hanno una cardinalità maggiore di quella dei numeri naturali e tale cardinalità è indicata con l'insieme dei numeri infiniti Aleph 1. Tale insieme è il numero di tutte le curve razionali possibili contenute nello spazio. Aleph 2 corrisponde già ad un numero maggiore di tutto ciò che si possa concepire nell'Universo. Considerando che gli Aleph si estendono all'infinito, possiamo facilmente intuire che essi in sostanza rappresentino la Mente Universale, ovvero la mente di Dio. 4) Secondo il matematico Eric Temple Bell, la spirale potrebbe rappresentare il modello della struttura di ogni evoluzione: energetica, vitale e della coscienza; una concezione dell'esistenza quindi non molto dissimile da quella nietzscheana. 5) Il breve testo che esporrò qui di seguito è uno stralcio, composto essen- zialmente da alcune frasi significative, dell'introduzione di una novella di Arthur Machen (Caerlson-on-Usk, 1863 - Londra 1946) intitolata „The White People“: (...) Gli esseri estremamente perversi fanno anch'essi parte del mondo spirituale. L'uomo comune, carnale e sensuale, non sarà mai un gran santo. Né un gran peccatore. Noi siamo, per la maggior parte, soltanto esseri contradditori e tutto sommato, trascurabili. Seguiamo la nostra strada di fango quotidiano senza capire il significato profondo delle cose, ed è per questo che il bene e il male, in noi, sono identici: occasionali, senza importanza. (...) Coloro che sono grandi, nel bene come nel male, sono quelli che abbandonano le copie imperfette e vanno verso gli originali perfetti. Per me, non ho alcun dubbio: i più grandi Santi non hanno mai fatto una „buona azione“ nel senso corrente del termine. E d'altra parte, esistono uomini che sono discesi in fondo agli abbissi del male, e che in tutta la loro vita non hanno mai commesso (...) una „cattiva azione“.(...) L'assassino non uccide per ragioni positive, ma negative; gli manca qualche cosa che i non-assassini hanno. Il male, invece, è interamente positivo. Ma positivo nel senso cattivo. Ed è raro (...) Che cosa provereste se il vostro gatto o il vostro cane si mettessero a parlarvi con voce umana? Se i ciottoli della strada iniziassero a ingrossare sotto i vostri occhi? Se le rose del vostro giardino si mettessero a cantare? Ebbene, questi esempi possono darvi una vaga idea di ciò che è realmente il peccato. (...) Il peccato per me consiste nella volontà di penetrare in modo vietato in una sfera diversa e più alta. Dovete dunque capire perché è così raro. Pochi uomini, in verità desiderano
  67. penetrare in altre sfere, siano esse alte o basse, in modo consentito o vietato. Ci sono pochi Santi. E i peccatori, nel senso in cui li intendo io, sono ancora più rari.(...) Il vero male, nell'uomo, è come la santità e il genio. È un'estasi dell'anima, qualche cosa che supera i limiti naturali dell'intelletto, che sfugge alla coscienza. Un uomo può essere infinitamente, orribilmente malvagio e non sospettarlo mai.(...)“. Diderot, più di due secoli fa affermava: “Virtù e vizi dipendono dall'eredità fisica e psichica, atti oggi considerati mostruosi furono giudicati stimabili un tempo“. In „Aurora“ (opera nietzscheana del 1881), il filosofo tedesco espone una propria visione alquanto originale del mondo, considerandolo in termini assoluti, privo di alcun significato estetico, religioso e tanto meno morale. In „Al di là del bene e del male“ e in „Genealogia della morale“ (altre due opere nietzscheane) il pensatore tedesco, indagando sull'origine psicologico-antropologica e giuridico-politica dei comportamenti morali, scopre una duplice origine della coscienza morale: espressione da un lato della volontà di dominio dei signori, dall'altra del risentimento dei servi; constatando inoltre che la morale contribuisce, col costringere l'uomo a vergognarsi dei suoi istinti e a ricacciarli nel profondo, allo sviluppo di una civiltà fondata sul conflitto intrapersonale e interpersonale e sulla menzogna individuale e collettiva e perciò di una società malata alle radici. 6) Nella sua prigione di Reading, Oscar Wilde scopre che l'inattenzione dello spirito è la colpa fondamentale, che l'estrema attenzione svela l'accordo perfetto tra tutti gli avvenimenti e tutti i movimenti del Creato, l'armonia di tutte le cose; ed esclama: “Tutto ciò che è capito è bene“. 7) “L'anima è un corpo fatto di atomi, che con la morte del rivestimento carnale si dissolve. L'unica cosa che resti è il piacere sereno nella tranquilla pace dell'anima, che si deve godere senza proporsi vanamente di renderlo durevole, poiché l'immortalità, l'estensione infinita della durata, è solo un'illusione. Non al futuro quindi deve mirare il saggio per cercarvi un'impossibile felicità, ma al passato e al piacere goduto“. Epicuro - filosofo greco, Samo 341 - Atene 270 a.C 8) Tutte le informazioni provenienti sia dall'ambiente esterno che da quello interno sono ricevute dal sistema nervoso e poi trasmesse rapidamente attraverso le sue fibre e i suoi corpi cellulari agli appropriati centri di controllo del cervello o del midollo spinale. I centri di controllo elaborano le informazioni ricevute e poi trasmettono le istruzioni agli effettori, come i muscoli o le ghiandole. Le informazioni vengono trasportate dai singoli neuroni in forma di segnali elettrochimici, detti impulsi nervosi. Tali impulsi passano da neurone a neurone attraverso giunzioni dette sinapsi, general-
  68. mente grazie a trasmettitori chimici (neurotrasmettitori). Gli impulsi nervosi possono essere registrati da strumenti elettronici. L'apparecchio mediante il quale si effettua l'elettroencefalografia, è detto elettroencefalografo. L'elet- troencefalogramma è il tracciato ottenuto mediante il succitato apparecchio. Gli impulsi di un qualunque neurone sono tutti uguali, ossia hanno tutti la stessa durata e intensità. L'intervento di uno stimolo sensoriale o psichico, determina la scomparsa delle onde alfa, riscontrabili in condizioni normali, e la loro sostituzione con onde beta, molto più piccole e frequenti. 9) Berzelius (Jöns Jacob, chimico svedese, Vaversunda 1779 - Stoccolma 1848), credeva che in ogni organismo vivente vi fosse un quid misterioso che ne permettesse la vita, che denominò: Vis Vitalis. Secondo il chimico svedese, nessun composto organico avrebbe mai potuto essere preparato artificialmente; poiché il Vis Vitalis rappresentava, secondo lui, una sorta di entità insita in ogni essere vivente e impossibile da generare con mezzi fisici. Nel 1828 il chimico tedesco Wöhler preparò artificialmente l'urea, partendo da due composti minerali: il cloruro di ammonio e il cianato di potassio; distruggendo così la teoria del Vis Vitalis. 10) L'uomo di Neanderthal usava seppellire i propri morti, spesso con cibo e armi e in alcuni casi, persino con dei fiori. Sepolture formali di questo tipo fanno pensare che credessero in una sorta di „vita dopo la morte“. 11) Nella maggior parte dei mammiferi la trasmissione dell'impulso nervoso nelle sinapsi avviene mediante sostanze chimiche dette neurotrasmettitori. Tali sostanze sono contenute in numerose vescicole presenti nell'estremità ingrossata (bottone terminale) dell'assone. Quando arriva un impulso nervoso, le vescicole scaricano il loro contenuto nello spazio intersinaptico. I neurotrasmettitori, dopo essere stati liberati, o vengono distrutti rapidamente da enzimi o sono nuovamente assorbiti dai bottoni terminali. Tale eliminazione del neurotrasmettitore pone fine al suo effetto. 12) Uno dei più importanti princìpi della scienza è il principio di conser- vazione dell'energia: l'energia totale di un sistema e di ciò che lo circonda non varia. Se l'energia di un sistema diminuisce, c'è sempre un corrispon- dente aumento di energia nell'ambiente esterno o in un altro sistema. „La somma del calore fornito a un sistema e del lavoro compiuto su di esso, è uguale alla variazione dell'energia interna del sistema“ (primo principio della termodinamica).
  69. 13) Tale aforisma viene generalmente associato alla scoperta della legge di conservazione della massa da parte di Lavoisier (Antoine-Laurent, chimico francese, Parigi 1743-1794) nel 1774: „In ogni reazione chimica la somma dei pesi (masse) delle sostanze che reagiscono, è sempre uguale alla somma dei pesi (masse) delle sostanze che si ottengono dalla reazione“. Questa legge, valida nelle reazioni chimiche comuni, nelle quali è piccolissima e praticamente imponderabile la massa che si trasforma in energia, alla luce delle attuali leggi della fisica moderna, non può più essere accettata come vera in senso assoluto. Nelle sostanze radioattive, per esempio, è evidente la costante trasformazione della massa in energia. 14) “L'anima è il principio che dà vita al corpo per cui ha la vita per essenza“... e ancora, secondo la dottrina della reminiscenza (anamnesi): “L'anima umana che ha contemplato in una vita anteriore le idee, entrando nel corpo le dimentica, ma poi, a contatto con le cose materiali riesce a ricordarle e a ritrovare entro di sè il vero sapere, che non deriva quindi, se non indirettamente dall'esperienza“. Platone, filosofo greco, Atene 427-347 a.C „L'anima è la forma del corpo che realizza le funzioni essenziali della vita intellettiva, vegetativa e sensitiva“. Aristotele, filosofo greco. Stagira; Macedonia 384 - Calcide; Eubea 322 a.C Sulla scia di Lovejoy, persino Jung pose il concetto di anima in quell'insieme di elementi (definiti da Lovejoy „primitive energetics“) che comprende l'idea di anima, spirito, Dio, salute, fertilità, influsso, potenza, natura, prestigio...e che rappresenta nella storia millenaria della specie umana, un'immagine ben definita di come in tempi antichi e remoti l'uomo, concepiva l'esistenza di tutte le cose e il modo in cui queste interagivano con l'ambiente ad esse circostante. Potremmo inoltre azzardare l'ipotesi che egli vide nel concetto di anima quella forza vitale individuale partecipe delle forze psichiche universali (da cui creò il concetto di inconscio collettivo, dominio degli archetipi della psiche arcaica) che ravvisò nel concetto freu- diano della libido. „L'idea dell'energia e della sua conservazione deve essere un'immagine originaria che era latente nell'inconscio assoluto (...) Le religioni più primitive nelle più diverse zone del mondo sono fondate su questa immagine“. C. Gustav Jung, psicologo svizzero. Kesswyl 1875 - Kusnacht, Zurigo 1961.
  70. Nella concezione buddhista e primitiva della metempsicosi (trasmigrazione dell'anima), troviamo l'idea di un'illimitata capacità dell'anima di trasfor- marsi rimanendo „costante“. 15) La misura del disordine di un sistema è chiamata entropia. L'entropia di un sistema dato può aumentare o diminuire, ma l'entropia di un sistema sommata a quella dell'ambiente esterno (detta anche entropia dell'Universo), non diminuisce mai. Questo è un enunciato del secondo principio della termodinamica, equivalente agli enunciati di Kelvin-Plank e di Clausius. In un processo reversibile la variazione dell'entropia dell'Universo o di un qualsiasi sistema isolato è nulla; in un processo irreversibile invece (per esempio una tazzina in ceramica che cade da un tavolo e si frantuma in mille pezzi), l'entropia di un sistema isolato aumenta. Sebbene l'entropia di un dato sistema possa diminuire durante un processo irreversibile, la variazione totale dell'entropia dell'Universo (ossia di un sistema più l'ambiente ad esso circostante) è sempre positiva. L'Universo si muove sempre verso uno stato di minore ordine. 16) Nella fisica moderna la massa non viene più concepita come una sostanza materiale e le particelle di cui è composta quindi non rappresentano più neanch'esse delle entità composte da una sorta di sostanza basilare, bensì dei fasci o concentrazioni di energia; per dirla con Capra: “Le particelle subatomiche devono essere concepite come entità quadrimensionali nello spaziotempo. Le loro forme devono essere intese dinamicamente, come forme nello spazio e nel tempo. Il loro aspetto spaziale le fa apparire come oggetti con una certa massa, il loro aspetto temporale ce le presenta come processi implicanti l'energia equivalente. Così l'essere della materia e la sua attività non possono essere separati; essi non sono altro che aspetti diversi della stessa realtà spaziotemporale.(...) In una descrizione relativistica delle interazioni fra particelle, le forze che si esercitano fra di esse (la loro reciproca attrazione o repulsione), vengono rappresentate sottoforma di uno scambio di altre particelle. Questo fenomeno connette le forze agenti fra certi componenti della materia alle proprietà di altri componenti della materia, unificando in tal modo i due concetti, forza e materia, che sembravano fondamentalmente diversi nella fisica newtoniana. Oggi pare che tanto la forza quanto la materia abbiano la loro origine comune in quelle strutture dinamiche che chiamiamo particelle. Queste strutture energetiche del mondo subatomico formano le strutture stabili (nucleari, atomiche e molecolari) che compongono la materia e che le danno il suo aspetto macroscopico solido, facendoci credere in tal modo che essa sia composta da una qualche sostanza materiale. Al livello macroscopico questa nozione di sostanza è un'approssimazione utile, ma al livello atomico non ha più alcun senso. Gli atomi sono formati da particelle, e queste particelle non sono fatte di alcuna sostanza materiale. Quando li osserviamo non vediamo mai alcuna sostanza; ma unicamente strutture dinamiche che si trasformano di continuo l'una nell'altra: la danza continua della energia“.
  71. 17) Se un sistema cede l'energia E la sua massa diminuisce di E/c2. Viceversa se facciamo diminuire di ∩m la massa di un sistema, allora viene liberata l'energia: E=∩mc2; se si potesse diminuire di ∩m= 1kg la massa di un corpo qualsiasi, otterremmo l'energia: E=∩mc2= 1kg . 9.1016 m2/s2 = 9 .1016 J = 25 . 109 kWh Questa energia è chiamata: energia a riposo di un corpo perché, a differenza dell'energia cinetica, è presente anche quando il corpo è in quiete. 18) Qualsiasi strumento fisico costruito dall'uomo, essendo il frutto di interazioni e interdipendenze tra Esistenza e Non-Esistenza (ossia il frutto di una realtà quantistica trasportata e concepita ad un livello macroscopico, come spiegherebbe il fisico americano Hugh Everett), non potrà mai osservare, definire, misurare e quindi rivelare i contorni di fronte all'occhio umano, di entità che appartengono a due simmetriche dimensioni: la dimensione pura di ciò che noi definiamo Esistenza e la dimensione pura di ciò che noi definiamo Inesistenza (sulla base di quest'ultima ipotesi si potrebbe addirittura immaginare che ogni essere umano possegga due „anime“). Tutto ciò che noi possiamo osservare e misurare con strumenti fisici, sono unicamente delle „interazioni energetiche“. Per ciò che riguarda il corpo umano però, la questione si fa un po' più complessa. L'uomo infatti dispone di un Filo d'Arianna che gli consente il contatto con altre dimensioni spaziotemporali, e tale collegamento con l'Aldilà è definito dal nostro pensiero; il quale quando entra in contatto con entità di altre dimensioni spaziotemporali (fantasmi?) stimola il nostro cervello prevalen- temente ad un livello inconscio (si tratta forse del famoso sesto senso?) e in taluni casi anche a dei livelli più „alti“ della nostra psiche (tutto dipende dall'intensità del fenomeno), il quale a sua volta suscita in noi delle sensa- zioni a livello corporeo e quindi tutta una serie di alterazioni biologiche- psichiche (paura, ansia, angoscia, ecc.) nel nostro complesso organismo. Il nostro pensiero è quindi l'unico strumento che possediamo per poter constatare l'esistenza di entità soprannaturali. In linea di principio sarebbe possibile costruire un congegno fisico in grado di definire i contorni (am- messo che li abbiano) e l'attività di entità appartenenti ad altre dimensioni spazio-temporali, facendo interagire i circuiti al carbonio-silicio di tale con- gegno, con gli impulsi psichici e biologici dell'individuo „sensitivo“ in gra- do di percepire tali entità. Credo comunque che la realizzazione di uno stru-
  72. mento fisico così complesso, rimanga ancora un'impresa infinitamente ardua per l'uomo odierno con la tecnologia di cui dispone; ma potrei anche sba-gliarmi di grosso, visto che il livello tecnologico che ci offre la „scienza uffi-ciale“, è ben poca cosa rispetto al livello tecnologico al quale un ristretto numero di scienziati può far capo grazie a cinquant'anni di studi, ricerche e sperimentazioni top-secret. Il pensiero umano (e forse non solo il nostro), può essere solo in parte influenzato dallo „scorrere del tempo“ che noi percepiamo nella realtà „fisica“ in cui viviamo; esso può superare le barriere spaziotemporali della nostra realtà per entrare in contatto con altre dimensioni spaziotemporali, poiché esso non è il frutto di una quantità impressionante di interazioni energetiche che definiscono la nostra realtà fisica, bensì una risonanza multidimensionale di tali interazioni. In fisica è ormai dato per scontato un fatto che è già stato dimostrato più volte sperimentalmente, ossia: nessun corpo o particella può muoversi ad *5 una velocità uguale o superiore a quella della luce .Se prendiamo per esempio in considerazione un orologio che si muove con una velocità v dinanzi a una serie di orologi in quiete in un sistema inerziale, esso, in base alla relazione relativistica della dilatazione del tempo (ossia: t = t0√1 - (v/c)2 , dove „ t “ rappresenta il tempo dell'orologio in moto, t0 il tempo degli orologi fermi, v la velocità relativa dell'orologio in moto e c la velocità della luce), ritarda rispetto agli orologi fermi,del fattore: √1 - (v/c)2 e il ritardo aumenta man mano che la sua velocità si approssima ad eguagliare quella della luce. Con una velocità v superiore a quella della luce, risolvendo matematica- mente il radicando 1 - (v/c)2, si otterrebbe un valore negativo sotto radice, ossia un valore immaginario del tempo. Ovviamente, nella realtà fisica in cui noi viviamo, non possiamo accettare ciò che la matematica in questo caso ci propone, poiché tale risultato sarebbe privo di significato. A questo punto però, qualcuno potrebbe chiedersi: “Ma un valore immaginario del tempo, ossia un valore ricavato da una semplice espressione matematica e che quindi non ha nulla a che vedere con la nostra realtà fisica, non potrebbe rivelarsi riconducibile o adattabile ad un'altra realtà, ossia a quella „psichica“? Tutte queste ipotesi, comunque, lasciano sfortunatamente una scia di incer- tezze: è stato dimostrato scientificamente che quando, durante la notte, *5 *CΨ 300'000 km/sec.
  73. sognamo e poi al mattino ci svegliamo credendo di aver sognato per diverse ore di seguito (a causa dei numerosi fatti che si sono svolti durante il o i sogni), in realtà i nostri sogni si sono verificati (nella realtà fisica) in intervalli di tempo di pochi minuti e talvolta addirittura in intervalli di pochi secondi! Come possiamo spiegare questo fatto se non con l'ipotesi che il nostro „pensiero“ (durante la fase onirica) si sia mosso ad una velocità prossima a quella della luce, toccando così altre dimensioni spaziotemporali? In questo caso per esempio non possiamo affermare che il „pensiero“ durante la fase onirica del sonno si sia mosso con la stessa velocità della luce; poiché se così fosse stato, il tempo si sarebbe annullato e un osserva- tore, anche con i macchinari più sofisticati, non avrebbe assolutamente potu-to rilevare alcuna eccitazione organica, o psichica o relativa ai sensi e quindi per dirla in breve, nessun sogno. Comunque, se quanto abbiamo precedentemente ipotizzato sul pensiero (ossia che esso in alcuni casi si muova nello spaziotempo a velocità più elevate di quella della luce), corrispondesse a verità, avremmo un valido motivo per poter credere in una duplice adattabilità dell'espressione relati- vistica della dilatazione del tempo, in funzione della realtà fisica o psichica in cui questa è destinata ad operare. „Forse quello che chiamiamo tempo immaginario è davvero più importante, mentre quello che chiamiamo tempo reale è solo un'idea inventata per descrivere il nostro modo di pensare l'Universo“. Stephen Hawking 19) “Le particelle materiali isolate sono astrazioni poiché le loro proprietà sono definibili ed osservabili solo mediante la loro interazione con altri sistemi“. Niels Bohr, fisico „Una particella elementare non è un'entità non analizzabile, dotata di un'esistenza indipendente. Essa è, essenzialmente, un insieme di rapporti protesi all'esterno verso altre cose“. Henry Stapp, fisico „Al livello subatomico gli oggetti materiali solidi della fisica classica si dissolvono in modelli di probabilità simili a onde. Questi modelli, per di più, non rappresentano probabilità di cose, ma piuttosto probabilità di interconnessioni. Un'analisi accurata del processo di osservazione in fisica atomica dimostra che le particelle subatomiche non hanno alcun significato come entità isolate, ma possono essere intese solo come interconnessioni fra i vari processi di osservazione e misurazione“. F. Capra, fisico
  74. 20) In elettrodinamica quantistica le interazioni fra particelle possono esten- dersi in ogni direzione dello spaziotempo quadrimensionale, muovendosi quindi all'indietro e in avanti nel tempo secondo diagrammi spaziotemporali in cui non vi è definita alcuna direzione del tempo. Nei processi che queste particelle rappresentano, non vi è né un prima e né un poi, esse esistono e non esistono. In questi processi non vi è alcuna relazione lineare di causa- effetto; tutti gli eventi sono interconnessi tra loro in un continuo quadri- mensionale detto spazio-tempo. 21) Ogni elettrone può muoversi in una sfera di spazio attorno al suo nucleo, ma senza percorrere mai archi di cerchio; ossia si muove a segmenti in quanto il suo momento angolare è zero. Quando questo elettrone viene eccitato può passare in un secondo orbitale atomico detto 2s (dove s sta per sferico e 2 rappresenta il numero quantico principale). Qui, questo elettrone ha più gradi di libertà ma il problema sta nel come questo elettrone sia passato da una zona di spazio 1s mediamente vicina al nucleo, ad una zona 2s, molto più „lontana“. La risposta che le funzioni matematiche danno è univoca: l'elettrone è scomparso da un punto per comparire in un altro. Infatti non è possibile trovare l'elettrone in una zona di spazio intermedia; per la meccanica quantistica tutto è quantizzato, ossia espresso da quanti di energia indivisibili. Questi „pacchetti“ di energia consentono all'elettrone di trovarsi in un punto o nell'altro dello spazio, ma mai in uno spazio inter- medio. 22) Il paradosso ideato da Erwin Schrödinger (fisico austriaco, 1887 -1961) servì ad illustrare l'assurdità della fisica quantistica se la si applica al *6 mondo macroscopico della nostra realtà quotidiana . Tale paradosso consisteva nell'immaginare quanto segue: si chiude un gatto in una scatola in cui vi è una sostanza radioattiva che ha una possibilità su due di emettere una particella in un'ora. Questa sostanza presenta un comportamento quantico, ovvero si trova in una superposizione di stati: particella emessa - particella non emessa. Ora, l'emissione di una particella aziona un dispositivo che rompe un flacone di veleno e uccide il gatto. Cosicché il povero gatto, di cui la sorte è sospesa a quella della particella, deve anch'esso forzatamente trovarsi in una superposizione di stati: gatto morto- gatto vivente. Ciò è evidentemente assurdo, poiché i gatti obbediscono alle *6 In seguito vedremo che potrebbe non essere così assurda come si è spinti facilmente a credere.
  75. leggi della fisica classica. Tra i gatti e le particelle esiste quindi un livello intermedio detto mesoscopico, in cui possono coesistere comportamenti quantistici e classici. (Tali teorie vengono ancor oggi accettate da un gran numero di scienziati). Ora vi chiedo: fino a che punto possono essere considerate vere e inconfu-tabili queste ultime affermazioni? Esisterà davvero un livello intermedio della realtà, detto mesoscopico? Bè, se è vero quanto ho affermato nelle prime pagine del testo, ossia che tutto ciò che noi compiamo nella nostra vita, non è nient'altro che il frutto della interazione che sussiste tra Esitenza e Non-Esistenza, e se è vero che ogni interazione tra Esistenza e Non-Esisten-za si manifesta contemporaneamente su due piani fondamentalmente diversi (quello fisico e quello extrafisico), allora in fondo in fondo, tutto ciò che noi consideriamo reale, potrebbe non esserlo affatto. Noi potremmo esistere, come potremmo non esistere; in questo caso il detto „Cogito, ergo sum“, perderebbe ogni significato. Secondo il fisico americano Hugh Everett, il quale ci offre una concezione dell'esistenza definita in base alle leggi e alla logica della meccanica quantistica, l'Universo in cui viviamo si scinderebbe costantemente e indefinitamente in due Universi paralleli in cui ogni entità appare sdoppiata a causa degli infiniti cambiamenti di stato degli atomi che la compongono. „Il giardino dei sentieri che si biforcano“ è un'immagine incompleta, ma non falsa, dello Universo quale lo concepiva Ts'ui Pên. A differenza di Newton e di Schopenhauer... (egli) non credeva in un tempo uniforme, assoluto. Credeva in infinite serie di tempo, in una rete crescente e vertiginosa di tempi divergenti, convergenti e paralleli. Questa trama di tempi che s'accostano, si biforcano, si tagliano o s'ignorano per secoli, comprende tutte le possibilità. Nella maggior parte di questi tempi noi non esistiamo; in alcuni esiste lei e io no; in altri io, e non lei; in altri, entrambi. In questo, che un caso favorevole mi concede, lei è venuto a casa mia; in un altro, traversando il giardino, lei mi ha trovato cadavere; in un altro io dico queste medesime parole, ma sono un errore, un fantasma“. Jorge Luis Borges Una visione della vita questa che a mio parere abbraccia in tutti i sensi il concetto di duplice realtà definito dai due fondamentali parametri: Esistenza e Non-Esistenza. Ma forse tutto ciò Gödel lo intuì già più di mezzo secolo fa, quando nel 1931 enunciò il teorema di incompletezza. Egli infatti riuscì a dimostrare che nella matematica esistono enunciati che sono veri, ma la cui verità non può mai essere dimostrata. Tali enunciati sono detti indecidibili, poiché
  76. *7 prendono forma da assiomi aritmetici che contengono meno informazione di altri en-unciati aritmetici, di fondamentale importanza per la determinazione di una loro verità o falsità. Se quindi, in fondo in fondo, una parte della matematica non è nient'altro che...un'opinione, non vedo per quale motivo non credere che anche l'intera esistenza (la nostra e dell'intero Universo) sia soltanto una sorta di organiz- zazione energetica prodotta ed elaborata da una Mente Divina e concepita dagli esseri umani solo approssimativamente, dalla quale trae origine una pseudorealtà che l'umanità è solita definire con il termine di realtà fisica e in cui solo ciò che è osservabile appartiene (secondo ogni comune mente uma- na) a tale realtà. Il paragone con la matematica non è stato molto probabilmente uno dei migliori, ma spero sia servito a farvi capire che a volte, anche ciò che ci appare ovvio, scontato, inconfutabile ma soprattutto „reale“ nel modo più assoluto, potrebbe anche non esserlo affatto. L'uomo potrebbe quindi anche non essere il frutto di un Divin Pensiero, bensì rappresentare, ovvero essere una piccola parte integrante di tale pensiero; poiché, in sostanza, noi tutti non rappresentiamo altro che forme complesse di energia, auto-organiz- zantesi... ma fino a un certo punto. Dio c'è: è l'Universo, e ogni forma di energia, è una parte di Dio. Si dice che Dio sia Eterno e Onnipresente e a dimostrarcelo vi sono due leggi fisiche inconfutabili:la prima, espressa dal primo principio della termo-dinamica, ci dimostra che l'energia si conserva sempre; la seconda, espressa dalla Relatività Generale, ci dimostra che non può esistere uno spazio „vuoto di campo“ (ossia di energia). hf,mc2,Γ p2c2 + m2c4 ... ecc. sono soltanto alcuni di una lunga serie di nomi che solitamente usiamo per definire i numerosi aspetti delle infinite parti di Dio. Molto probabilmente, ciò che avremmo letto sulla portaerei Enterprise se fosse stato un teologo a sviluppare la Teoria della Relatività, sarebbe stato: Dio = mc2. „Un programma abbastanza complesso da includere osservatori esiste necessariamente. L'idea di partenza è che tutti i processi fisici possano essere rappresentati da un programma per calcolatore: quindi, un programma sufficientemente complesso può simulare l'Universo *7 Gli assiomi sono costituiti da simboli le cui verità indimostrabili vengono universalmente accettate e dalle quali e possibile ideare e costruire tutte le leggi e i teoremi delle matematiche. Gödel,dal canto suo, si guardò bene dal mettere in dubbio le verità assiomatiche, ritenendo del tutto logico e naturale affidarsi in taluni casi alla semplice percezione sensoriale.
  77. intero. Infatti, se la simulazione fosse perfetta, per definizione sarebbe del tutto indistin- guibile dall'Universo reale: ogni persona e ogni azione di ciascuna persona avrebbero un ben preciso corrispettivo nella simulazione. In base alle osservazioni simulate delle persone simulate nell'Universo simulato, esse stesse sarebbero reali, esisterebbero; anche noi potremmo essere una simulazione del genere. Non vi sarebbe alcun modo di rivelare dall'interno la simulazione di cui fossimo parte: il software non può dire su quale hardware viene fatto girare. In realtà non c'è alcuna ragione per la quale debba esserci un qualsiasi hardware; come sostiene Minsky, „l'Universo semplicemente non esiste“. Dunque, se un programma o, più in generale, una teoria fisica che contenga osservatori esiste in senso matematico, necessariamente esiste in senso fisico, nell'unica accezione ragionevole di esistenza fisica: gli osservatori osservano sé stessi esistere“. Frank Tipler 23) Il fatto che in questa analisi dell'evoluzione umana vengano tenuti in considerazione e messi i rilievo, oltre ai parametri strutturali interni del cervello umano, anche quelli relativi alla sua conformazione nello spazio (uno di questi parametri potrebbe essere rappresentato dal fatto che esso sia suddiviso in due emisferi: destro e sinistro) ci porta a comprendere meglio quanto possano essere significative e assai determinanti le condizioni iniziali che permettono l'origine e l'evoluzione di ogni essere vivente nell'Universo. Sulla Terra, per esempio, i fattori essenziali che hanno *8 determinato le nostre condizioni iniziali , più di tremila milioni di anni fa (ossia quando ebbero origine le prime forme di vita sulla Terra), sono stati i seguenti: a) lo stato di pressione, temperatura e composizione dell'atmosfera. b) la conformazione dell'habitat terrestre (caratterizzato da una massiccia presenza di acqua). c) il numero degli elementi naturali (92) e i loro rispettivi stati atomico- molecolari che compongono l'intero pianeta e la sua atmosfera. d) e infine vi è il carbonio, quell'elemento da cui dipende ogni forma di vita sulla Terra, dalla meno complessa (unicellulare) fino alla più complessa (le specie animali). Qualsiasi entità biologica ha le proprie radici nella chimica del carbonio, det-ta anche chimica organica, per cui ogni essere vivente (vegetale o animale) deve la propria esistenza ad un complesso gioco di combinazioni e interdi-pendenze tra quattro semplici elementi: Carbonio (C), Idrogeno (H), Ossigeno (O) e Azoto (N); da cui nascono tutte le molecole organiche. In genere, stando alle leggi fisiche e chimiche che *8 Come tutta la matematica dipende dagli assiomi, anche la nostra esistenza dipende da un certo tipo di assiomi, definiti dalle nostre...condizioni iniziali.
  78. determinano la nostra esistenza, si è propensi a credere che non possa esistere alcuna forma di vita nell'Universo che non dipenda essenzialmente dal Carbonio e, con un semplice ragionamento a catena, dalla costante di *9 interazione nucleare forte (che ha consentito la formazione del Carbonio nell'Universo e l'originarsi dell'acqua al momento della nucleosintesi primordiale), dalle interazioni nucleari forte e debole (che stanno alla base dell'esistenza dei nuclei) e dalla forza elettromagnetica (che sta alla base del metabolismo di ogni organismo); per dirla in breve: dalla „regolarità“ delle fondamentali costanti fisiche che consente la stabilità della materia. *10 „Se le costanti di natura differissero dai loro valori osservati per più dell'uno per cento circa, i mattoni fondamentali della vita non sarebbero abbondanti quanto occorre, nell'Universo“ John D.Barrow Ma tornando a prima, fino a che punto possiamo affermare con assoluta certezza, che vi sia solo ed esclusivamente il Carbonio alla base dell'origine di ogni forma di vita nell'Universo? E se l'uomo nel corso della propria evoluzione riuscisse a sintetizzare uno o più elementi artificiali (oltre agli attuali) che combinandosi tra loro o con altri elementi naturali, dessero luogo ad altre entità di natura organica (biologiche) in cui fosse assente ogni sintesi col Carbonio? E infine, volendo estendere la nostra concezione della esistenza oltre quei limiti che ci impone la nostra stessa natura, potremmo chiederci: esisterà *11 oltre a quello che attualmente conosciamo uno o più „Universi instabili“ (in cui ovviamente crollerebbero tutte le leggi fisiche relative al nostro Universo) paralleli al nostro, dove altre forme di vita per noi sicuramente inconcepibili e neppure lontanamente immaginabili, siano in grado di originarsi? *9 Secondo i recenti studi di un gruppo di fisici del Max-Plank Institut für Astrophysik di Monaco, se questa costante fosse stata più elevata di una decina di punti percentuali, al momento della nucleo- sintesi primordiale tutto l'Idrogeno sarebbe stato convertito in elio; il cosmo sarebbe allora stato per sempre privo di acqua, sostanza che per la maggior parte dei biologi è indispensabile alla genesi della vita. *10 Costante di struttura gravitazionale, costante di struttura fine e alcune altre costanti matematiche come ad esempio pi greco (◊). *11 Non dimentichiamoci del fatto che la porzione a noi accessibile dell'Universo è limitata dall'oriz- zonte cosmico. Dalle regioni distanti più di tredici miliardi di anni-luce, la luce non può essere ancora giunta fino a noi. Senza parlare poi della favoletta secondo la quale il 98% dell'intero Universo sarebbe costituito da una sorta di „materia oscura“.
  79. „Non vi è alcuna ragione logica per cui l'Universo debba contenere irrazionalità o elementi arbitrari privi di connessione con il resto“. John D.Barrow 24) Quando si parla di evoluzione occorre sempre tener presente che il fattore tempo non è l'unico fattore che sta alla base di tutti i cambiamenti significativi che avvengono durante l'evoluzione di una specie animale o vegetale, anzi, talvolta il tempo si rivela estremamente indeterminante se si cerca di identificarlo come la principale causa di ogni mutazione evolutiva. Se prendiamo in considerazione alcuni tipi di alghe marine, per esempio, noteremo che queste in più di 400 milioni di anni di evoluzione, non hanno subito alcuna mutazione significativa, ossia sono rimaste pressochè identi- che, per un lasso di tempo incredibilmente lungo, al modello iniziale e origi- nario della loro specie. Ciò che è estremamente determinante invece, e quindi identificabile come il principale fattore che sta alla base di ogni mutazione evolutiva, sono i mutamenti ambientali e climatici,i quali possono far compiere a speci animali o vegetali, dei „salti di qualità“ sulla propria scala evolutiva, in lassi di tempo incredibilmente brevi, talvolta della misura di poche migliaia di anni. Detto ciò, non dobbiamo però dimenticare che vi è un altro fattore (in un'equazione, definibile come il prodotto del fattore tempo per il fattore: “mutamenti ambientali e climatici“) di grande importanza che entra in gioco *12 nell'evoluzione di una specie animale o vegetale: la selezione naturale. Infatti, se volessimo dare una spiegazione del tutto plausibile all'aumento del volume del cervello nell'evoluzione della nostra specie animale, dovremmo ripiegare e quindi affidarci a questa semplice deduzione: ossia che esso sia dovuto principalmente alle forti pressioni selettive in favore di una maggiore intelligenza. Tale aumento ci appare quindi sostanzialmente *12 Siccome la mia intenzione è quella di scrivere un breve saggio in cui vengano trattati principalmente in „chiave matematica“ (ossia con „stringhe“ algoritmicamente compressibili), numerosi argomenti e teorie scientifiche pertinenti ai più svariati aspetti della nostra realtà odierna e (entro i limiti di quanto mi è concesso supporre in base a delle semplici deduzioni...“binario-analogiche“) futura, e non un voluminoso e inutile libro di biologia (visto e considerato che ve ne sono in circolazione fin troppi), occorre che teniate ben presente che in questo caso, con il termine: selezione naturale intendo quel fattore evolutivo nel quale sono incluse un'infinità di componenti che i biologi definiscono comunemente con questi nomi: selezione artificiale; mutazioni; flusso genico; deriva genetica; incroci non casuali; mantenimento e incremento della variabilità genetica nelle popolazioni (dovuto a: riproduzione sessuata, diploidia, superiorità dell'eterozigote,ecc...); selezione stabilizzante; selezione divergente; selezione direzionale; speciazione allopatrica e simpatrica; cambiamento filetico; cladogenesi; radiazione adattativa e se infine volessi tener conto di tutti i parametri del comportamento sociale, la lista si estenderebbe assai oltre.
  80. correlato alla „spada impietosa“ della selezione naturale. L'uomo, in un futuro assai lontano, avrà una scatola cranica meno massiccia e quindi molto più fragile e delicata di quella che possiede tuttora e un'intelligenza di gran lunga superiore all'attuale. Molti biologi, sono del parere che l'aumento dell'intel-ligenza umana, non avverrà principalmente con l'aumentare delle dimensioni del cranio (che ha già una grandezza „massima“ rispetto al canale del parto), ma con l'acquisizione di funzioni differenti da parte dei due emisferi cere-brali. Tale teoria, come potete voi stessi constatare, abbraccia e porta a con-validare quindi nel modo più completo, la precedente teoria sull'evoluzione e sull'aumento del „Grado di 13 analogismo“* del pensiero umano ad essa cor-relato. L'errore che comunque commettono questi biologi è quello di sottovalutare il fatto che col trascorrere dei millenni la nostra scatola cranica si assottiglierà sempre di più. Questo fatto, che di primo acchito potrebbe sembrare irrisorio, ad un'attenta riflessione ci rivela tutta la sua importanza: è risaputo ormai che dei quasi cento miliardi di cellule nervose del cervello umano, circa dieci miliardi si trovano nella corteccia cerebrale, un sottile strato di materia grigia dello spessore di circa 1,5 - 4 mm che ricopre la parte esterna del cervello. Ora, se è vero che la nostra scatola cranica si assottiglierà sempre di più col trascorrere dei millenni, dovrà anche essere vero (secondo una logica elementare) che quella zona di spazio in più che verrà a crearsi gradualmente all'interno del cranio, non la ritroveremo di certo colma d'aria, bensì di un ulteriore strato di materia grigia composto da altri dieci o quindici miliardi di cellule nervose che si ritroveranno ad interagire con gli attuali dieci miliardi di cellule nervose che compongono la nostra corteccia cerebrale. Per concludere,possiamo quindi affermare che l'aumento dell'intelligenza umana potrà compiersi grazie a due principali fattori; ovvero all'assot- tigliamento della scatola cranica (con relativa formazione di un ulteriore strato di materia grigia) e al proporzionale (ammesso che lo sia) aumento del „Grado di analogismo“ del pensiero umano (o come dicono i biologi: all'acquisizione di funzioni differenti da parte dei due emisferi cerebrali). Uno degli aspetti più affascinanti del cervello umano è la sua evoluzione per stadi lungo un arco di tempo di oltre 500 milioni di anni. È come se si fosse verificata una sovrapposizione di strati, dove ad ogni parte del cervello competono facoltà particolari determinate dall'era in cui la parte si *13 Inteso come capacità di elaborazione dell'informazione della mente umana, prevalentemente attraverso strutture „binario - analogicodeduttive“.
  81. sviluppò. Sembrano esserci tre differenti stadi evolutivi nello sviluppo del cervello umano. Lo stadio più primitivo che ha assunto la forma attuale circa 500 milioni di anni fa, è rappresentato dal cervello „da rettile“, posto in cima al corpo midollare; lo si ritrova anche nelle tartarughe, negli alligatori e nelle lucertole. Questa parte del nostro cervello è responsabile dello stato generale di „vigilanza“, ma non delle facoltà della mente superiore. Il secondo stadio è quello del cervello da antico mammifero, associato al cosiddetto sistema limbico che condividiamo con i mammiferi inferiori come i roditori, i canguri e i cavalli. In senso lato da esso dipendono le facoltà che gli animali svilupparono quando passarono dall'ambiente marino a quello delle terre emerse, circa duecento milioni di anni fa. Il cervello da antico mammifero sovrintende alle emozioni principali e agli stimoli sensoriali quali sete, fame, paura e spavento. Registra anche risposte di aggressività o difesa, in caso di bisogno. Infine, il cervello più recente dal punto di vista evolutivo è quello da nuovo mammifero, o neocortex, altamente sviluppato nei primati, specialmente nell'Homo Sapiens. Il neocortex, che include tutta la corteccia tranne la sezione dell'olfatto e le cosiddette aree ippocampale e piriforme, è stato descritto come una coperta che copre il resto del cervello. Incominciò a crescere mezzo milione di anni fa, nel Pleistocene. Molto più abile nel trovare nuove forme di adattamento, questo cervello superiore ha a che fare con i movimenti volontari, a differenza degli altri due stadi, che concernono princi-palmente le risposte involontarie. Per ciò che concerne i due emisferi del cervello, essi sembrano essere specializzati in processi cognitivi differenti: quello sinistro è associato al pensiero logico-analitico e alla comunicazione che si serve di parole e concetti matematici, mentre quello destro è invece connesso al pensiero „olistico“, a realizzazioni artis- tiche, formali e a relazioni spaziali.Questi emisferi comunicano reciproca- mente per mezzo del corpo calloso, anche se sembra che agiscano in modo semi-indipendente. Queste due modalità possono essere così schematizate: Emisfero sinistro: verbale, analitico, scompositore, sequenziale, razionale, orientato dal tempo e discontinuo. Emisfero destro: non verbale, globale, sintetico, intuitivo temporalmente illimitato, diffusivo.
  82. „Le acquisizioni più alte sono il risultato della polarità e dell'integrazione di questi due modi di coscienza, cioè del lavoro complementare di intelletto e intuizione“. Robert Ornstein, neurologo „I modelli analitici e olistici sono complementari; ciascuno ha delle funzioni che mancano all'altro. Artisti, scienziati e matematici a proposito della loro attività sono concordi nel dire che è basata su un'integrazione armoniosa di entrambe le modalità“. David Galin, neurologo 25) Sulla Terra potrebbero verificarsi catastrofi climatiche improvvise e rapidissime, capaci ad esempio di trasformare il clima europeo in un inverno canadese nel giro di qualche decina di anni. Con tutta probabilità,
  83. noi siamo ancora dentro fino al collo nell'era glaciale. La nostra fortuna è quella di trovarci a vivere in uno dei brevi interludi caldi. Quelle che riporterò qui di seguito, sono alcune informazioni (risulati) provenienti dalla ricerca europea GRIP (Greenland Ice Core Project): „L'analisi dei cento metri di „carota“ contenenti i ghiacci accumulati in Groenlandia nel corso dell'Eemiano traccia il ritratto di un periodo di frequenti e bruschi cambiamenti climatici.I primi 8000 anni dell'Eemiano sono stati caratterizzati da ampie e brusche fluttuazioni, anche di una decina di gradi nel giro di dieci o trent'anni. Tantissimo, se pensiamo che la differenza di temperatura media tra oggi e il culmine dell'ultima glaciazione è di circa 4-5 gradi Celsius. Sono seguiti 2000 anni di caldo, interrotti da un moderato ritorno al freddo durato ben 5000 anni. Altri mille anni di caldo, poi sono iniziate una serie di oscillazioni climatiche molto frequenti, alcune delle quali sono già state esaminate in dettaglio. Un primo raffreddamento si è verificato 132'000 anni fa, quando la temperatura si abbassò di 10° C nel giro di 750 anni. Ma è il secondo, verificatosi verso la fine del periodo, ca.115'000 anni fa, che è impressionante. Nel giro di appena vent'anni la temperatura terrestre si abbassò di ben 14° C, rimase così bassa per circa 70 anni e poi in altri venti ritornò su livelli normali. Se un colpo di freddo simile dovesse accadere oggi, sarebbe la fine per la nostra civiltà. (...) Le nuove analisi ci dicono che un clima di pochi gradi più caldo di quello attuale può cambiare improvvisamente diventando più caldo o più freddo. Inquinando l'atmosfera con gas a effetto serra, potremmo costringere il clima ad entrare in un nuovo equilibrio, più instabile, in cui grandi cambiamenti climatici naturali potrebbero colpire con la rapidità del *14 fulmine“. Willi Dansgaard, Claus Hammer - climatologi all'Università di Copenhagen e tra i promotori del progetto GRIP. Un'altra componente del „fattore cosmico“ è identificabile con il potenziale rischio da parte della Terra, di entrare in collisione con comete e asteroidi. L'impatto con un corpo celeste di notevoli dimensioni è improbabile, ma se ciò accadesse l'energia liberata sarebbe così enorme che la nostra fragile civiltà verrebbe del tutto cancellata.*15 Le comete più conosciute sono quelle che si ripresentano ad intervalli rego- lari, come la cometa di Halley, che ha un periodo di 76 anni. La probabilità che una simile cometa collida con la Terra è estremamente piccola dato che i passaggi sono così infrequenti; ma le previsioni sull'andamento delle orbite indicano che nei prossimi millenni le comete di Halley e Swift-Tuttle *14 In questo caso gli sconvolgimenti sulla superficie terrestre che potrebbero portare ad un'estinzione prematura della specie umana sarebbero dovuti ad una forma abnorme del fattore cosmico“, innescata principalmente da errori volontari e involontari umani. *15 I dinosauri, con tutta probabilità, scomparvero a causa di un simile impatto, che segnò l'inizio dell'era dei mammiferi.
  84. (che ha un periodo di 130 anni) a volte si avvicineranno un po' troppo alla Terra. Le comete con orbite piccole e periodi brevi (della misura di dieci anni) sono più preoccupanti di quelle che passano nelle vicinanze della Terra a intervalli di circa un secolo. Una collisione con una cometa di breve periodo potrebbe avvenire circa una volta ogni tre milioni di anni, ma le conseguenze di un simile evento sarebbero disastrose. Le orbite delle comete sono spesso molto inclinate rispetto a quella terrestre; occasionalmente una cometa può addirit-tura procedere in direzione opposta al nostro pianeta. Pertanto hanno tipica-mente un'elevata velocità relativa rispetto alla Terra; la Swift-Tuttle, per esempio, del diametro di circa 25 km, procede ad una velocità di 60 km al secondo, più che sufficiente per provocare un cataclisma. Il maggior pericolo per la Terra è costituito dagli asteroidi. Come le comete, anche questi piccoli corpi percorrono orbite normalmente circolari e stabili intorno al Sole. Tuttavia la fascia degli asteroidi è così affollata che una collisione è sempre possibile. I frammenti di queste collisioni possono portarsi in orbite instabili in risonanza con l'orbita di Giove. A causa della sua massa enorme, Giove compete con il Sole per il controllo dei moti di questi frammenti, soprattutto se l'orbita di un asteroide è in risonanza con quella di Giove. Così, per esempio, se l'asteroide compie tre orbite intorno al Sole nel tempo impiegato da Giove per compierne una, l'influenza gravita-zionale del pianeta sull'asteroide è notevolmente amplificata. Le „spinte“ ritmiche di Giove fanno sì che l'asteroide finisca per abbandonare la sua orbita iniziale e assumerne una sempre più eccentrica. Quando ciò avviene, l'asteroide può lasciare il sistema solare oppure avviarsi verso il suo centro, in direzione dei pianeti vicini alla Terra, dove prima o poi finirà per collidere con Marte, il sistema Terra-Luna, Venere, Mercurio o anche il Sole. Un frammento di grandi dimensioni raggiunge il sistema solare interno circa una volta ogni dieci milioni di anni e sopravvive in questa regione dello spazio per un tempo altrettanto lungo. Per stimare la probabilità che un simile corpo colpisca la Terra, è necessario in primo luogo classificare gli asteroidi in base alle loro dimensioni. I più piccoli tra quelli osservabili, con un diametro raramente superiore a qualche decina di metri, non riescono quasi mai ad attraversare la nostra atmosfera, poiché l'attrito dell'aria genera abbastanza calore da „vaporizzarli“. Gli asteroidi del diametro pari a cento metri od oltre rappresentano invece una minaccia concreta. Vi sono circa centomila di questi corpi, denominati Near-Earth-Objects (NEO), nel sistema solare interno, entro l'orbita di Marte; ma il pericolo più grave è posto dai mille-duemila NEO di un
  85. chilometro o più di diametro. Si ritiene che collisioni fra uno di questi aste- roidi e la Terra si verifichino una volta ogni trecentomila anni circa. Questa stima però è solo una media statistica; un simile impatto potrebbe avvenire in qualsiasi momento: fra un anno, fra vent'anni o fra più di un milione di anni. L'energia liberata nella collisione con un corpo celeste di questo genere sarebbe immensa. L'energia cinetica (per corpi macroscopici con velocità di gran lunga inferiore a quella della luce) può essere calcolata con la formula classica dell'energia:½ mv2, dove m è la massa dell'oggetto e v la sua velocità di caduta. Supponendo una densità di circa tre grammi per centimetro cubo (pari a quella di molti meteoriti) e una velocità media di venti km al secondo, un oggetto con un chilometro di diametro colpirebbe la Terra con un'energia equivalente a quella di decine di miliardi di tonnellate di tritolo, ossia milioni di volte l'energia liberata nel 1945 a Hiroshima. Ovviamente gli asteroidi non emettono radiazione nucleare che causò gli orrori di Hiroshima; tuttavia un'esplosione di questo tipo farebbe ben più che distruggere alcune città, o anche alcune nazioni. L'atmosfera terrestre verrebbe sconvolta a livello globale e si instaurerebbero condizioni simili a quelle ipotizzate nell'inverno nucleare: immense nubi di polvere si solleverebbero nell'atmosfera fino ad oscurare il Sole, portando a prolungati periodi di oscurità, temperature bassissime e violente tempeste. Ancora più pericolosi sono i NEO di maggiori dimensioni, aventi un diametro di circa dieci chilometri. Fortunatamente questi oggetti minacciosi non sono molti, forse solo una decina. Una collisione fra un asteroide di queste dimensioni e la Terra avviene in media solo una volta ogni cento milioni di anni circa. Se si scoprisse che un oggetto di notevoli dimensioni è diretto verso la Terra con cinquant'anni o più di preavviso, sarebbe possibile lanciare un veicolo spaziale capace di far esplodere un missile nei pressi dell'asteroide. I più potenti missili balistici intercontinentali potrebbero togliere di mezzo un corpo celeste di dimensioni non troppo grandi. Sembra probabile, tuttavia, che avremmo a disposizione un secolo o più per prepa-rarci; in questo caso una modesta esplosione nelle vicinanze dell'asteroide sarebbe sufficiente a fargli cambiare rotta. L'esplosione dovrebbe alterare la traiettoria del corpo celeste solo di quel tanto che basta a far sì che una volta giunto all'altezza della Terra esso passi innocuamente accanto al nostro pianeta. Esistono poi altre componenti del fattore cosmico, anch'esse identificabili con rischi altrettanto elevati per la sopravvivenza della nostra specie (una di queste potrebbe essere per esempio l'inversione dell'asse terrestre), ma non mi prolungherò oltre per elencarle, poiché richiedono talvolta un'analisi
  86. troppo lunga e particolareggiata per esporle in questa breve nota sul fattore cosmico. 26) Le probabilità di sopravvivenza di una specie sono di gran lunga maggiori se essa è ricca di variazione genetica, sia essa ereditata dai suoi antenati oppure acquisita durante il suo arco di esistenza. La nostra specie, come quasi tutte le altre, contiene nel suo pool genetico quantità immense di variabilità genetica. Questa variabilità è una risorsa preziosa, perché alimenta il processo di evoluzione. Ma se una popolazione perde troppa variabilità può rischiare l'estinzione. Ogni essere umano, nel corso della sua vita preriproduttiva, accumula nelle cellule molte mutazioni trasmissibili alla generazione succe- ssiva (non tutte queste mutazioni comunque, vengono trasmesse alla gene- razione successiva... ma non credo sia il caso di discutere in questa breve nota di alleli dominanti e recessivi); ne consegue che il „succo“ dell'evo- luzione è determinato da un'incredibile varietà di mutazioni. La grande maggioranza di queste mutazioni sono in maggiore o minor misu- ra dannose e vanno rapidamente perdute. Altre hanno scarse conseguenze e altre ancora, pochissime, sono „benefiche“. La maggior parte di queste mu- tazioni (anche quelle benefiche) vanno immediatamente perdute perché all'inizio sono estremamente rare. Le poche mutazioni „benefiche“ che so- pravvivono possono diffondersi totalmente o soltanto in parte nella popo- lazione. Ad ogni generazione i geni vengono rimescolati mediante il processo della ricombinazione. Di conseguenza, ad ogni generazione un allele può trovarsi in una compagnia genetica totalmente diversa, di modo che i suoi effetti sull'organismo possono essere del tutto diversi. I suoi effetti possono anche cambiare in accordo con i mutamenti dell'ambiente. L'accumularsi di queste modificazioni nel pool genetico, introdotto dalla mutazione e governato dalla selezione naturale, dalla ricombinazione e dal caso, rappresenta l'essenza del processo evolutivo.Il modo in cui i geni sono organizzati, facilita l'incanalarsi dell'evoluzione in certe direzioni. Gli „accomodamenti“ del gene nel processo evolutivo, producono una più efficiente organizzazione del genoma. Una specie è un gruppo di organismi che hanno il potenziale di accoppiarsi fra loro e produrre della prole. Esattamente come gli individui che la compongono, la specie ha un suo arco di vita, anche se esso può essere misurato in centinaia di migliaia o in milioni di anni. Alla fine, così come tutti gli organismi muoiono, tutte le specie si estinguono.
  87. Così come certi organismi muoiono senza lasciare discendenti, la maggior parte delle specie si estinguono prima di aver dato origine a nuove specie. I dinosauri e le trilobiti sono buoni esempi di gruppi di speci che non hanno lasciato diretti discendenti (sempre che non si contino gli uccelli, che molti paleontologi considerano diretti discendenti di un gruppo di piccoli dinosauri). Vorrei ora ricollegarmi brevemente alla nota 24 e riprendere il discorso su quel fattore che ritengo stia alla base di ogni significativa mutazione durante il processo evolutivo e che ho denominato:“mutazioni ambientali e clima-tiche“. Quando i paleontologi prendono in considerazione la documentazione fos- sile, spesso vengono riscontrati dei lunghi periodi (della misura di milioni di anni), durante i quali non succede più o meno nulla; questi periodi però, sono intervallati da altri periodi molto più brevi, caratterizzati da mutamenti notevoli e significativi. Questo fenomeno è stato chiamato da Niles Eldredge e Stephen Jay Gould:“equilibrio punteggiato“. Tale fenomeno sta a signifi- care che l'azione evolutiva vera e propria al livello della specie si concentra in brevi momenti nel tempo geologico, ossia quando l'ambiente terrestre, o parte di esso, subisce un drammatico cambiamento. Durante questi periodi la consistenza numerica delle popolazioni si riduce, e questo avvantaggia le speci che sono ricche di variabilità genetica. Le increspature mutazionali si allargano più rapidamente in questi pool genetici più piccoli. Mutazioni che non sarebbero mai sopravvissute in periodi di stasi ambientale, perchè sarebbero state troppo estreme, in questo caso sopravvivono e si diffondono, determinando cambiamenti molto maggiori di quelli che si avrebbero in periodi di equilibrio. Le specie che non sono in grado di farlo si estinguono, mentre quelle che possono farlo sopravvivono. 27) Con forza „cerebroelettrogravitomagnetica“, intendo un tipo di forza- energia(ho voluto di proposito unire i due concetti: forza ed energia, poiché se è vero che ogni campo nasce da uno scambio di particelle ed ogni parti- *16 cella è quindi la materializzazione di un campo, forza ed energia debbono essere intese come i due lati di una stessa medaglia) che trae origine dalla interazione tra quattro forme ben distinte di energia: cerebrale o psichica, elettrica, gravitazionale e magnetica. *16 Per esempio la forza gravitazionale è mediata dallo scambio di gravitoni; la forza elettromagnetica dallo scambio di fotoni, l'interazione debole dallo scambio delle particelle di grande massa W o Z, l'interazione forte tra quark dallo scambio di gluoni,ecc...).
  88. In natura, quella forza predetta da Einstein nella teoria della Relatività Generale, che egli definì gravitomagnetica, pare sia stata verificata solo recentemente da alcuni ricercatori italiani. Questa forza viene generata da una massa in rotazione (come la Terra) in aggiunta a quella gravitazionale ed è dovuta solo alla sua rotazione. La forza gravitomagnetica è di intensità infinitamente minore rispetto alla forza gravitazionale e decresce molto rapidamente allontanandosi dal corpo che la genera, poiché decresce con l'inverso del cubo della distanza. (Più avanti nell'Analisi del Testo, azzarderò persino l'ipotesi che anche il Tempo rappresenti una certa fonte-forma di energia e che le particelle di antimateria siano in sostanza, dei punti di elevata concentrazione di tale energia). Secondo il fisico russo Mihail Ostrikov, esiste una sorta di recipro- ca trasformazione tra Forza e Energia. Egli infatti ha enunciato (durante la Conferenza internazionale sulle nuove idee nelle scienze, svoltasi a San Pietroburgo nel giugno del '96) la formu- lazione della legge di natura per la Forza, definita come segue: - il cambiamento dell'Energia nel Tempo crea la Forza; - la Forza è la misura quantitativa del cambiamento per l'Energia nel Tempo; - come una Forza applicata ad un corpo può trasferirgli energia,così se un corpo libera una certa energia,questa può risultare nell’applicazione di una Forza.Ne segue che: ∆E / ∆T = Potenza (W)= F . v ,dove “.”,significa prodotto scalare e v è la velocità del corpo su cui si applica la forza.In conclusione,ciò che si può affermare in generale è che una forza,compiendo lavoro su un corpo,può trasferirgli energia. Non possiamo quindi escludere l'ipotesi che anche il Tempo (inteso come una fonte-forma di energia) possa venir „impiegato“ in una tecnologia aero- nautica spaziale altamente evoluta. E infatti non sono pochi gli scienziati convinti che gli UFO (in questo caso intesi come dischi volanti pilotati da entità biologiche extraterrestri), per passare da una zona dello spazio ad un'altra zona distante magari centinaia di anni-luce dalla prima, riescano ad aprirsi un varco nello spazio-tempo utilizzando dei buchi neri (o campi neri) controllabili, che creano con campi gravitazionali ruotando attorno al proprio asse. Questi scienziati però, nonostante credano nei buchi neri e nell'esistenza degli UFO, non sono mai stati sfiorati dall'ipotesi-intuito che anche il tempo
  89. possa essere considerato come una fonte-forma di energia (ad eccezione del fisico russo che ho citato poc'anzi). Paragonando il moto di un UFO a quello di un elettrone che si muove attorno ad un nucleo atomico, potremmo concludere che anche gli UFO si spostino nello spazio con moti prevalentemente quantizzati (ossia esprimibili con leggi fisiche simili alle equazioni di Schrödinger). L'accelerazione di un UFO quindi, paragonandola a quella di un elettrone il cui momento angolare equivale a zero (confr. Nota #21), risulterebbe pressochè... infinita. Il disegno rappresenta una piccola frazione di spazio quadrimensionale.
  90. In elettrodinamica quantistica le antiparticelle vengono definite come particelle che viaggiano a ritroso nel tempo. Ora, volendo ridefinire il concetto di antiparticella sulla base del concetto di „energia temporale“ che ho esposto in questa pagina con un semplice schema, potremmo aggiungere che un'antiparticella si muove a ritroso nel tempo, poiché essa è essenzialmente il frutto di un tempo, che rifluisce su sé stesso. Nel momento in cui una antiparticella si scontra con una particella, l'antiparticella assorbe la particella portandola con sé all'origine del tempo; ecco perché si annichilano entrambe in un lampo di energia che „cavalca un'onda temporale tendente ad espandersi nuovamente all'infinito (e il gioco continua, con altri gorghi e altre antiparticelle). È probabile quindi che il Tempo (onde temporali), sia generato da forme complesse di energia (masse). Il Tempo quindi non verrebbe in alcun modo influenzato e deformato dalla massa (come ci viene indicato dalla Relatività Generale),bensì, esso sarebbe generato e definito dalla massa. Un'audace teoria questa, che per certi aspetti ricorda quell'antica e poco conosciuta teoria di Kelvin secondo la quale ogni atomo non è nient'altro che un vortice in un... sostrato fluido etereo (la quale tra l'altro, presenta anche delle strette analogie con l'attuale teoria delle „corde“ o „supercorde“). Il buco nero, gli elettroni e gli UFO hanno tutti un punto in comune: la rotazione attorno al proprio asse. L'elettrone, avendo uno spin negativo e uno positivo (-½ e +½), può assu- mere rotazioni orarie ed antiorarie; gli UFO di forma discoidale sembrereb- bero ruotare quasi tutti attorno al proprio asse, mentre il buco nero sembra esistere solo se in movimento rotante anch'esso attorno al proprio asse. Come un buco nero attrae ogni tipo di radiazione e in più il tempo (distor- gendo così lo spazio quadrimensionale attorno a sé stesso), così un UFO potrebbe aprirsi un varco nello spaziotempo passando in un'altra zona dello spazio molto più lontana, servendosi unicamente di un buco nero control- labile e quindi orientabile in qualsivoglia direzione. Questi UFO riuscireb- bero quindi a contrarre lo spaziotempo a loro piacimento in qualsiasi mo- mento essi vogliano, generando dei buchi neri con dei complessi campi gravitazionali che alimentano ruotando attorno al proprio asse. Gli UFO inoltre, non spostano mai l'aria che attraversano. Quando un'aereo si sposta nell'atmosfera, urta le molecole di aria che si trovano sul suo passaggio e grazie alle turbine, le invia meccanicamente dietro di sé. In questo caso viene a crearsi sulla „punta“ dell'aereo un accumulo di molecole o fronte di energia,che tende a frenarlo. L'elasticità dell'aria permette la dissipazione dell'energia concentrata davanti all'aereo; ma quando quest'ultimo raggiunge la velocità del suono (331m/s), il fronte di energia non ha il tempo di dissiparsi. Per oltrepassare questa velocità l'aereo deve attraversare il muro del suono, producendo un bang caratteristico.
  91. *17 Nei sistemi MHD (magnetoidrodinamici), gli strati di aria che avvolgono l'oggetto volante vengono rigettati all'indietro da una forza magnetica che forma una sorta di vento. Contrariamente al caso classico, delle molecole di aria si accumulano nella parte posteriore dello oggetto volante, spingendo quest'ultimo dal momento che nella parte anteriore di tale velivolo la loro rarefazione da origine ad un „vuoto aspirante“. Non ci sono più in questo caso dei muri energetici che si oppongono alla progressione del velivolo: il disco volante può tranquillamente oltrepassare la barriera del suono senza causare alcun bang supersonico. In più, questo fenomeno non è meccanico ma magnetico: esso non genera che un suono, quello delle molecole d'aria che si urtano dietro l'oggetto volante producendo un leggero sibilo. Un campo magnetico ha il potere di mettere in movimento delle particelle cariche (elettroni e ioni). L'aria non dovrebbe essere sensibile a un campo magnetico, poiché le sue molecole (O2; N2) non sono cariche; queste ultime divengono cariche solo ionizzando (apportando elettroni) l'atmosfera, rendendo così cariche positivamente le molecole di cui è composta. Oltre ad un generatore di campo magnetico, un sistema di propulsione MHD (relativo ad una tecnologia aerospaziale), deve dunque contenere uno ionizzatore, ossia un sistema di elettrodi capace di creare un campo elettrico oppure un sistema pulsante di micro-onde. Nell'acqua di mare per esempio, che ovviamente contiene degli ioni di Cloro e Sodio, un sottomarino con propulsione MHD potrebbe fungere da ioniz- zatore. Quando l'aria attorno ad un oggetto volante a propulsione MHD viene ionizzata, diventa fluorescente*18;un fenomeno questo che potrebbe far ricordare le descrizioni dei testimoni di avvistamenti UFO, i quali solita- mente parlano di bolle di luce volanti. Il forte campo magnetico generato da un motore MHD, potrebbe essere all'origine di altri fenomeni: spegnimento del motore delle automobili ad esso vicine, malessere generale delle persone, alterazioni cellulari in organismi vegetali, ecc...Nella tecnologia UFO, rimane comunque il mistero di come essi possano sfuggire alla *19 gravità terrestre. Un'ipotesi potrebbe essere quella che questi oggetti *17 Apparsa verso la fine degli anni sessanta, la MHD è una tecnologia di propulsione i cui principi sono a cavallo tra la teoria del magnetismo e la meccanica dei fluidi. *18 Alcuni fisici comunque, sono del parere che la luminosità della maggior parte degli UFO che sono stati fotografati e filmati fin'ora, sia dovuta ad una sorta di radiazione di sincrotone da essi emessa. *19 Il fisico russo V.Y.Kashuba ha recentemente illustrato in una conferenza la forza di Anti-Gravità in un sistema di due masse rotanti: Per mezzo di un semplice tentativo alla superposizione dei vettori è dimostrato come in ogni dipolo di massa rotante in un campo gravitazionale di un pianeta è creata
  92. volanti, come già detto precedentemente, uscendo da un buco nero, si immobilizzino nell'atmosfera opponendosi alla gravità terrestre. Infine, mi rimane da analizzare un'ultima forma elementare di energia che ho definito con il termine di: “energia psichica“ (o cerebrale). Per fare subito un esempio di come viene utilizzata in certi settori attualmente tale „ener-gia“, potrei dirvi che esistono delle società statunitensi in grado di costruire dei microprocessori con una tecnologia altamente evoluta ed una microlitografia estremamente complessa, che permettono ai disabili di lavo- rare al computer usando le onde cerebrali, con un'interfaccia elettrochimica a contatto con la corteccia cerebrale.Tramite il potenziale corneale- *20 retinico , con opportuni circuiti elettronici, è possibile rilevare le minuscole fluttua-zioni di tensione che si manifestano sul viso di una persona quando gli occhi cambiano direzione; questi impulsi sono detti: segnali elettro-oculografici o EOG. Dalle misure di potenziale corneale-retinico è possibile ricavare anche indi- *21 cazioni sulla direzione dello sguardo . I dispositivi che rilevano i segnali EMG (elettromiografici, ossia relativi ai muscoli) ed EOG permettono di collegare un essere umano a un calcolatore in un'ampia gamma di situazioni pratiche, ma in tutti i casi il metodo si basa su minuscole tensioni che hanno origine nei muscoli o nell'occhio. Esiste comunque la possibilità di costruire un collegamento neurale senza questi „intermediari“, sfruttando l'attività elettrica del cervello. Il cervello umano produce dei segnali elettrici misurabili EEG (abbrevia- zione di elettroencefalogramma), che possono essere rilevati mediante elettrodi applicati al cuoio cappelluto. Si ritiene che la sorgente delle tensioni EEG si trovi nelle cellule piramidali della corteccia cerebrale. Per sfruttare questa attività elettrica allo scopo di controllare un calcolatore, alcuni ricer-catori hanno tentato di isolare particolari segnali EEG che il soggetto possa variare ad arbitrio. I tentativi di controllare un calcolatore con segnali EEG continui sono perlopiù basati sul rilevamento dei ritmi una forza attorno al suo asse di rotazione. Ragione di ciò è il fatto che entrambe le masse del dipolo sono attratte al centro del pianeta ma non verticalmente. Si è calcolato che per una massa ad anello con il raggio R=15 metri e la massa M=104, il 100% di perdita di peso è creato se la velocità di rotazione è uguale a v = (gR)0,5; dove g = 9,81 e R= 6'371 km. *20 Fenomeno elettrico dovuto al fatto che la retina, sede della massima attività metabolica all'interno dell'occhio, presenta una tensione leggermente negativa rispetto alla cornea. *21 Disponendo in modo opportuno gli elettrodi, la variazione della tensione EOG risulta proporzionale alla rotazione dell'occhio in un intervallo di circa 30 gradi dal centro.
  93. *22 alfa o mu; dato che con un opportuno sforzo psichico il soggetto può imparare a modificare l'ampiezza di questi due segnali (distinguibili grazie ai loro propri intervalli di frequenza in cui si manifestano), è possibile conseguire questo risultato, per esempio, richiamando qualche immagine molto stimolante o innalzando il livello d'attenzione. Vi sono inoltre delle sofisticate apparecchiature per la misurazione dei ritmi cerebrali, che rilevano la cosiddetta attività di potenziale evocato (EP) del cervello. Il segnale EP nasce in risposta a certi stimoli (come un forte rumore o un lampo di luce) una frazione di secondo dopo la causa che l'ha provo-cato. Il rilevamento dei segnali EP è stato impiegato da numerosi ricercatori per controllare un calcolatore mediante l'attività elettrica del cervello. Erich E. Sutter, ricercatore dello Smith-Kettlewell Eye Research Institute di San Francisco, ha messo a punto un sistema che consente a persone disabili di scegliere parole o frasi da un menù di quadratini lampeggianti sullo schermo di un calcolatore. Mantenendo per un secondo o due lo sguardo fisso sul quadratino scelto, il soggetto può inviare un comando al calcolatore tramite elettrodi collegati al cuoio cappelluto. La macchina rileva l'istante e la forma della risposta EP e può quindi stabilire quale dei lampi codificati abbia causato l'attività elettrica cerebrale evocata. Così il calcolatore può estrarre l'elemento prescelto dall'insieme di parole o frasi che compaiono sullo schermo. Riporterò ora qui di seguito degli stralci di un articolo apparso sulla rivista Nexus (ed.italiana) nell'agosto del '96, in cui, stando alle opinioni degli autori, verrebbero svelate le attività segrete della US National Security Agency: „La NSA di Ft. Meade nel Maryland ha potuto disporre, sin dai primi anni sessanta, dei più avanzati computer a livello mondiale, ed ha sviluppato ed applicato le sue tecnologie in segretezza rispetto a società private, ambienti accademici ed opinione pubblica. (...) La missione di spionaggio dei segnali della NSA si è evoluta in direzione di un programma di decodificazione delle onde EMF (Frequenze elettromagnetiche) nell'ambiente per l'intercettazione di computer senza l'uso di cavi e l'individuazione di persone tramite le cariche elettriche dei loro corpi. Lo spionaggio dei segnali si basa sulla nozione che nell'ambiente qualsiasi cosa dotata di carica elettrica possiede intorno a sé un flusso magnetico che emette onde EMF; la NSA e il Dipartimento della Difesa hanno sviluppato delle esclusive attrezzature digitali avanzate che possono analizzare a distanza tutti gli oggetti dotati di attività elettrica, siano essi organici o costruiti dall'uomo. *22 Gli impulsi di attività delle onde alfa possono essere prodotti a volontà, per esempio allentando l'attenzione.
  94. (...) La rete di sorveglianza elettronica della NSA, (...) ha la capacità di condurre operazioni di controllo psicologico occulto per fare in modo che ad un soggetto venga diagnosticata una malattia mentale. (...) questa rete si basa su dei congegni a composizione cellulare che possono controllare l'intero spettro EMF. (...) Il campo bioelettrico di un soggetto può essere individuato a distanza in modo che tale soggetto sia controllato ovunque si trovi. Tramite le speciali apparecchiature EMF i crittologi della NSA possono leggere a distanza i potenziali evocati dalle EEG; questi potenziali possono essere decodificati in pensieri e stati mentali di una persona; tale soggetto viene quindi controllato a distanza. Gli agenti NSA possono sintonizzarsi su chiunque all'interno degli USA (...). Lo spionaggio dei segnali della NSA usa la stimolazione EMF del cervello per il Controllo Neurale a Distanza (RNM) e per la Connessione Elettronica del Cervello (EBL). (...) La NSA dispone di attrezzature elettroniche esclusive che analizzano a distanza l'attività elettrica negli esseri umani; la loro mappatura del cervello generata dal computer può controllare in continuazione tutte le attività elettriche del cervello. La NSA registra e decodifica mappe del cervello individuali (relative a centinaia di migliaia di persone) per scopi di sicurezza nazionale; la stimolazione EMF del cervello è anch'essa segretamente adoperata dai militari per collegamenti cervello-computer (ad esempio nei caccia militari da combattimento). (...) Per scopi di sorveglianza elettronica l'attività elettrica dei centri del linguaggio del cervello può essere tradotta in pensieri verbali del soggetto: l'RNM può inviare alla corteccia uditiva del cervello dei segnali in codice, permettendo così comunicazioni audio dirette col cervello (scavalcando le orecchie). Gli agenti NSA possono farne uso in segreto per debilitare i soggetti, stimolando in essi allucinazioni uditive tipiche della schizofrenia paranoide. (...) Senza alcun contatto con il soggetto, il Controllo Neurale a Distanza (RNM) può tracciare l'attività elettrica della corteccia visiva del cervello di un soggetto e mostrare immagini del cervello del soggetto su un monitor video; gli agenti NSA vedono ciò che gli occhi del soggetto sotto controllo stanno vedendo e possono vedere anche la memoria visiva. L'RNM può inviare immagini direttamente alla corteccia visiva,“scavalcando“ occhi e nervo ottico; in tal modo gli agenti NSA possono collocare furtivamente immagini nel cervello del soggetto sotto controllo, mentre esso si trova in stato di sonno REM, per scopi di programmazione cerebrale. (...) Discorsi, suono a 3D e audio subliminali possono essere inviati alla corteccia uditiva del cervello del soggetto e immagini possono essere inviate alla corteccia visiva: l'RNM può alterare le percezioni, gli stati d'animo ed il controllo motorio di un soggetto. (...) Lo spionaggio dei segnali della NSA possiede la capacità esclusiva di controllare a distanza e in modo non invasivo le informazioni contenute nel cervello umano, decodificando digitalmente i potenziali provocati dalle emissioni elettromagnetiche del cervello nella gamma da 30 a 50 Hz, 5 milliwatt. L'attività neuronale del cervello crea un modulo elettrico mutevole che possiede un flusso magnetico mutevole e tale flusso emette un'onda elettromagnetica (EMF) costante di 30-50Hz, 5 milliwatt. Nell'emissione elettromagnetica del cervello sono contenuti dei picchi e degli schemi chiamati: “potenziali evocati“. (...) Ogni pensiero, reazione, comando motorio, evento uditivo e immagine visiva del cervello ha un corrispondente potenziale evocato o serie di potenziali evocati. Le emissioni EMF del cervello possono essere decodificate in pensieri attuali, immagini e suoni nel cervello del soggetto. Lo spionaggio dei segnali della NSA adopera la Stimolazione del Cervello via EMF come sistema di comunicazione per trasmettere informazioni (come anche messaggi al
  95. sistema nervoso) agli agenti dei servizi ed anche per trasmettere ai cervelli degli elementi impegnati in operazioni segrete (ad un livello non percepibile). (...) La stimolazione EMF del cervello funziona inviando un segnale elettromagnetico ad impulsi codificato in modo complesso per far scattare i potenziali evocati (eventi) nel cervello, formando così immagini visive e sonore nei circuiti neurali del cervello; la stimolazione EMF del cervello può inoltre alterare gli stati mentali di una persona ed influire sul controllo motorio. (...) Il Collegamento Cerebrale a due vie viene eseguito controllando a distanza informazioni audiovisive neurali e nel mentre trasmettendo immagini vaghe alla corteccia visiva:le immagini appaiono nel cervello come schermi fluttuanti a due dimensioni“. Potete ora quindi facilmente intuire quanto possa essere importante l'impiego delle onde cerebrali (energia psichica) nel contesto di una tecnologia terrestre o extraterrestre altamente evoluta legata all'aeronautica spaziale. Detto ciò, occorre ricordare che vi sono moltissimi scienziati in tutto il mondo, i quali sono del parere che gli UFO siano dei velivoli sperimentali segreti dell'esercito russo o americano. Alcuni di questi scienziati ritengono che tali velivoli, siano il frutto di circa cinquant'anni di studi e ricerche compiuti su modelli di tecnologia extra- terrestre, ottenuti casualmente grazie al recupero di velivoli aerospaziali extraterrestri precipitati incidentalmente sulla Terra nel corso degli ultimi
  96. *23 cinquant'anni . Da un punto di vista oggettivo non ritengo sia da sotto- valutare una simile ipotesi; ma ciò nonostante, resto fermamente del parere che almeno il 98% degli oggetti volanti non identificabili che rientrano nella categoria UFO siano effettivamente di origine extraterrestre. A tutti coloro che fossero scettici sull'esistenza di civiltà extraterrestri molto più evolute rispetto alla nostra, posso ricordare che facendo un semplice calcolo matematico che tenga in considerazione l'immenso numero di sistemi solari simili al nostro sparsi in miliardi di galassie nell'Universo, le probabilità che vi siano altre (e sicuramente molte e dai più svariati aspetti) civiltà sparse nell'Universo in molti casi assai più evolute della nostra, raggiungono il 100%. Per concludere questa breve nota sugli UFO con un tocco di mistero, riporterò qui di seguito uno „spezzone“ di un'intervista televisiva al fisico americano Bob Lazar (tratta dal film-documentario di M. Hesemann intitolato:“Secrets of the Black World“), il quale sostiene di aver lavorato *24 per parecchi anni nella famosa Area 51 , zona in cui si presume che vengano studiati (da ormai mezzo secolo a questa parte) alcuni modelli di tecnologia aerospaziale extraterrestre: (...) B.L:“Quando sono entrato nell'hangar ho visto con i miei occhi una nave spaziale aliena che il Servizio Segreto della Marina degli Stati Uniti stava analizzando“. „Per lei il velivolo era sicuramente alieno?“ B.L: “Assolutamente sì, alieno, non c'è dubbio“. „Perché?“ B:L: “Prima di tutto lo scopo del progetto era di analizzarlo; se si fosse trattato di un mezzo degli Stati Uniti non avremmo perso tempo a cercare di capire come lo avevano costruito. In secondo luogo per le dimensioni delle attrezzature interne, per le dimensioni dei sedili e dei materiali utilizzati a noi totalmente estranei e poi per il carburante: l'elemento 115, che è virtualmente inesistente. Ho sommato questi fattori alle informazioni che mi erano state fornite in cui veniva chiaramente indicato che si trattava di un mezzo extraterrestre“. „Le hanno detto come funzionava il sistema di propulsione?“ B.L: “Faceva parte del mio lavoro di retroingegneria, cioè capire il funzionamento del sistema di propulsione. Avevano già fatto qualche progresso, ma non so esattamente da *23 Uno di questi eventi di cui si è molto parlato dal giorno in cui è accaduto sino ai nostri giorni, è sicuramente quello successo a Roswell nel luglio del 1947. *24 L'Area 51 è una zona militare che si estende per circa 26'000 km quadrati nel deserto del Nevada, confinante a sud con la cittadina di Mercury, ad ovest con l'autostrada 95, a nord-ovest con Tonopah e a nord con Chrystal Springs. Diversi chilometri più a sud di tale area vi è la grande città di Las Vegas. Nell'Area 51 si trovano le istallazioni sotterranee in cui vengono eseguiti i test nucleari per il Dipartimento dell'Energia e il poligono di Tonopah, dove sono stati collaudati gli F-117 e sviluppati i cosiddetti „Black Projects“.
  97. quanto tempo il velivolo si trovasse lì o se lo stessero esaminando da uno o dieci anni... comunque con scarsi progressi. Il sistema è decisamente impressionante; è composto da due parti: dagli amplificatori di gravità e dal reattore che fornisce energia. Il reattore funziona ad annichilazione completa alimentato ad antimateria. L'annichilazione completa è praticamente la reazione nucleare più *25 efficace che esista tra le tre; ovvero fusione, fissione ed annichilazione . Il reattore utilizza un elemento superpesante: l'elemento 115, questa sarebbe la sua collocazione sulla tavola periodica, che sulla Terra non è stato ancora sintetizzato. A mio avviso in alcuni sistemi stellari, questa sintesi avviene spontaneamente. Questo elemento viene bombardato in un accelleratore di dimensioni estremamente ridotte. L'elemento che viene bombardato subisce una fissione spontanea e produce particelle di antimateria; queste, grazie ad un dispositivo termoelettrico efficace al 100 %, interagiscono con la materia gassosa e vengono trasformate in elettricità. Ora, l'efficienza al 100% per qualunque dispositivo elettrico è sostanzialmente impossibile; lo dice la prima legge della termodinamica, giacché si devono verificare dispersione di calore ed altre perdite del genere, ma io in questo sistema non ne ho rilevata alcuna... è una tecnologia assolutamente stupefaciente. L'incredibile quantità di energia che viene generata dal sistema, alimenta gli amplificatori e *26 come prodotto collaterale del bombardamento dell'elemento 115 si genera un fenomeno interessantissimo e cioè una particolare onda: la cosiddetta gravitazionale A. Tale onda viaggia in modo molto simile alle microonde; viene applicata agli amplificatori gravitazionali e per mezzo della corrente elettrica generata dal reattore, viene amplificata e focalizzata. Il segnale così amplificato viene reso leggermente afasico e grazie a questo è *25 Se potessimo annichilare un kg di materia (di qualsiasi tipo), per esempio con un intenso raggio costituito da particelle di anti-materia, otterremmo una quantità di energia impressionante (25. 109 kWh) che, se controllabile, permetterebbe di soddisfare per vari giorni le necessità di energia di un'intera nazione come la Francia, l'Italia, la Germania o di qualsiasi altro paese europeo. *26 Glenn T.Seaborg, del Berkeley National Laboratory in California, ha pubblicato un articolo in cui prospetta le eventuali proprietà di elementi non ancora sintetizzati fino all'elemento 168. Nell'articolo (pubblicato sulla J.Chem. Soc., Dalton Trans, 1996, 3899) con riferimento al lavoro precedente di Keller ed altri (J. Phys. Chem., 78, 1974, 1945), si spiega che, usando un sistema di calcolo chiamato Relativistic Hartree-Fock-Slater (Rel HFS) dal nome dei suoi autori, si può predire non solo l'esistenza dell'elemento 115 ma una vasta gamma di sue proprietà. L'elemento 115 sarebbe stabile con numero d'ossidazione +1 e +3,si comporterebbe quindi o come il Tallio +1 o come il bismuto +3; il suo potenziale d'ossidazione sarebbe di 1,5 eV, il calore di sublimazione di 34 Kcal (g.Atomo) - 1, il raggio atomico 2.0 Angstrom, punti di fusione ed ebollizione simili all'elemento 113. Questo elemento 115 troverebbe posto sotto il bismuto ed il suo nome sarebbe appunto Ekabismuto. È interessante inoltre rilevare che, dai calcoli quantomeccanici e relativistici effettuati da Dirac, l'elet-trone più vicino al nucleo, che sarebbe situato nel primo orbitale sferico 1s, avrebbe una velocità estremamente elevata, quasi quella della luce, e produrrebbe delle contrazioni spaziotemporali tali da permettere l'ottenimento di effetti sicuramente non ben prevedibili, se non la contrazione dello spazio-tempo relativo ad alcuni orbitali dell'Ekabismuto. Quest'ultima proprietà dell'elemento 115 lo potrebbe mettere in relazione non tanto alla produzione di anti-materia, come sostiene Lazar, ma alla creazione di forti e localizzati campi gravitazionali capaci di generare effetti simili a quelli che tutti i testimoni di eventi ufologici descrivono, ormai da anni, con dovizia di particolari.
  98. possibile attirare o respingere un qualsiasi corpo gravitazionale. Il velivolo è in grado di decollare, anche utilizzando un solo amplificatore. Questa nave in particolare era dotata di tre amplificatori e quando attiva un solo amplificatore per allontanarsi dalla Terra utilizza la cosiddetta configurazione Omicron. Per viaggiare nello spazio la nave ruota su un lato, focalizza i tre amplificatori su un unico punto situato ad enorme distanza (per es. un pianeta o una stella N.d.A) e poi gli amplificatori e il reattore vengono portati alla massima potenza e „tirano“ il tessuto stesso dello spazio; distorcono lo spazio-tempo e lo attirano verso la nave, che così è in grado di coprire enormi distanze in un lasso di tempo... praticamente nullo. La nave non si sposta in modo lineare perché distorce lo spazio; il tessuto stesso dello spazio e quindi anche i campi gravitazionali ed il tempo sono strettamente interconnessi. Quando si distorce un campo gravitazionale, si distorcono anche lo spazio ed il tempo; queste non sono semplici teorie, sono cose che già conosciamo da molto tempo, solo che non abbiamo la possibilità di poterle verificare (su quest'ultima affermazione vi sarebbe molto da discutere, n.d.a). Apparentemente questa civiltà è riuscita a metterle in pratica“. „E voi,siete mai riusciti a farne volare uno?“ B:L: “Sono stati fatti molti collaudi, ma non al di fuori dell'atmosfera. Erano voli brevi, a bassa quota, del resto... hanno un oggetto di valore inestimabile e non intendono correre dei rischi inutili o distruggerlo a causa del campo gravitazionale terrestre o volando a quote troppo elevate; ma ho assistito ad alcune prove al di fuori della recinzione di sicurezza e in un'occasione ho visto tutto... da non più di trenta metri dal velivolo“. „L'oggetto come manovrava in volo?“ B.L: “Era molto silenzioso; si alzava generando un debole sibilo e la superficie inferiore emanava una luce azzurra, probabilmente dovuta all'altissimo voltaggio generato. Dopo un po', man mano che aumentava di quota, la luce scompariva e sembrava che galleggiasse dolcemente nell'aria per poi poggiarsi al suolo; il tutto in modo assolutamente tranquillo e quasi totalmente silenzioso“. (...) 28) “Il tempo ha avuto inizio contemporaneamente al mondo o dopo di esso. Infatti, poiché il tempo è uno spazio misurato dal movimento del mondo, e poiché il movimento non potrebbe essere antecedente all'oggetto che si muove, ma deve per forza venire dopo di esso o simultaneamente ad esso, ne segue di necessità che anche il tempo o è coevo al mondo o è nato dopo di esso“. Filone d'Alessandria, filosofo ebreo, 25 a.C. - 40 d.C ca. „Allora certamente il mondo fu fatto, non nel tempo, ma simultaneamente al tempo. Perché ciò che è fatto nel tempo è fatto sia dopo che prima di un certo tempo: dopo ciò che è passato, prima di ciò che è futuro. Ma nulla allora poteva essere passato, perché non c'era alcuna creatura in base ai movimenti della quale la sua durata potesse essere misurata. Dunque simultaneamente al tempo fu fatto il mondo“. St.Agostino
  99. 29) L'energia potenziale gravitazionale tra due masse M e m, distanti tra loro r, vale: U= - GMm eq.1.0 r dove G è la costante di gravitazione universale, e si è posta l'energia poten- ziale uguale a zero quando la distanza tra le masse è infinita. L'energia po- tenziale riferita all'unità di massa in prossimità di una massa M è chiamata potenziale gravitazionale ed è espressa con il simbolo ∈ : ∈= - GM eq.1.1 r Secondo la teoria della Relatività Generale, gli orologi sono più lenti nelle regioni di basso potenziale gravitazionale; e poiché il potenziale gravitazio- nale è negativo, come si può vedere dall'equazione 1.1, si hanno potenziali gravitazionali bassi in prossimità della massa, dove il valore assoluto del potenziale è grande. In una zona ad alto potenziale gravitazionale, supponendo che la densità dell'energia temporale sia minore rispetto alla densità dell'energia temporale presente nelle vicinanze della superficie terrestre (zona di basso potenziale gravitazionale), potremmo azzardare un'ulteriore ipotesi: ossia che in zone ad alto potenziale gravitazionale, essendoci una densità temporale estrema- mente bassa, possono originarsi solo in rarissimi casi, dei „vortici“ di energia temporale (vale a dire delle antiparticelle). Secondo l'equazione di Ostrikov (∩E/∩T=W) quindi, il valore della densità dell'energia temporale (∩T) che si otterrebbe attorno a delle masse poste in zone ad alto potenziale gravitazionale, risulterebbe estremamente basso; poiché vi sarebbe una quantità irrilevante di energia che dissociandosi dalla massa e mutando in tempo (energia temporale), andrebbe ad unirsi alla energia temporale dello spazio in cui è collocata la massa. Ciò spiegherebbe perché gli orologi che si trovano in una zona ad alto potenziale gravitazionale, vadano „più in fretta“. Se considerassimo come una sorta di orologio le frequenze delle oscillazioni *27 naturali di certe transizioni atomiche tra stati di differente energia , *27 Per esempio in un atomo di Cesio il tempo necessario perché si verifichi una di queste transizioni è determinato dalle seguenti costanti di natura:dalla velocità della luce nel vuoto, dalle masse dell'elettrone e del protone, dalla carica dell'elettrone e infine dalla costante di Plank (h). L'intervallo di tempo di un secondo è quindi definito dal numero delle oscillazioni di frequenza di determinate transizioni atomiche.
  100. possiamo facilmente intuire il motivo per cui in una zona ad alto potenziale gravitazionale (in cui, come abbiamo precedentemente ipotizzato, sia estre- mamente basso il valore della densità dell'energia temporale rispetto al valore di tale densità in zone di basso potenziale gravitazionale; ossia in vicinanza della o delle masse), il numero di tali oscillazioni sia più elevato. Infatti in queste zone dello spazio, le forze elettriche interatomiche che provocano la formazione di molecole ed altre forme complesse di energia (liquidi,solidi...), assumono valori più bassi (divengono più deboli) a causa di una minore densità dell'energia temporale; permettendo così alle membrane atomiche (formate da elettroni) di vibrare maggiormente. Dopo tutte queste congetture... ai limiti dell'accettabile, non dobbiamo co- munque dimenticare che sulla Terra, riuscire a catturare una coppia di anti- particelle „naturali“ (ossia antiparticelle che si siano autogenerate), si è sem-pre rivelata un'impresa infinitamente ardua con l'utilizzo di comuni strumenti fisici; poiché le antiparticelle naturali, sulla Terra, sono estremamente rare. Esse in natura, sono paragonabili al famoso ago in un pagliaio! Le antiparticelle si possono però creare artificialmente con acceleratori ad alta energia; esse comunque non vengono mai „create“ da sole, ma sempre in coppia particella-antiparticella. Quando le particelle e le antiparticelle si scontrano, si annichilano reciprocamente e la loro massa a riposo si tras- forma in energia; in questo processo vengono prodotti dei fotoni, ossia dei quanti ad alta energia (raggi ©). Per esempio quando un positrone (e+) e un elettrone (e-) si scontrano, si producono due raggi © secondo la reazione e+ + e- } © + ©. Questi due quanti (©) sono necessari per la conservazione della quantità di moto. Ora, la dimostrazione sperimentale che nelle zone dello spazio definite ad alto potenziale gravitazionale vi sia una quantità di particelle di antimateria (antiparticelle) assai più bassa rispetto alla quantità di tali particelle presenti sulla superficie terrestre, si rivela un'impresa infinitamente ardua a causa di alcuni fattori di fondamentale importanza: se in natura (sulla Terra) le antiparticelle „naturali“ sono estremamente rare, in luoghi dello spazio molto lontani dalla Terra e da altre grandi masse celesti, esse saranno infinitamente rare e quindi le emissioni di raggi gamma di un qualsiasi elemento (ovviamente non radioattivo, poiché alcuni di tali elementi emettono spontaneamente raggi gamma), ammesso che si riesca a quantificarle, in queste zone dello spazio dovrebbero venir registrate per almeno un migliaio di anni da un apparecchio montato sul velivolo spaziale
  101. in cui è posto l'ele-mento chimico per l'esperimento, e poi inviate sulla Terra per esser con-frontate con il numero di emissioni di raggi gamma di un analogo elemento posto sulla Terra, registrato contemporaneamente durante un identico inter-vallo di tempo di mille anni. Se è vero che il Tempo è costantemente generato da forme di energia comp- lesse (masse) ed elementari e che esso, sostanzialmente, rappresenti (per dir-la con Ostrikov) un mutamento di tali energie in altre forme energetiche a noi ancora sconosciute (forse quelle che costituiscono... l'Aldilà) , potrem- mo tranquillamente giungere alla conclusione che il Tempo non sia niente altro che una sorta di... risonanza energetica. A questo punto, sulla base di tutte queste ipotesi, occorrerebbe ridefinire il concetto di spaziotempo, sostituendo il termine spaziotempo con quello più appropriato di spazio-energeticotemporale. Inoltre, se è vero che il tempo è manipolabile, facendo interagire dei campi elettromagnetici con la risonanza magnetica nucleare a fasce ELF, esso deve per forza di cose rappresentare il frutto o lo „status dimensionale“ di un „mutamento energetico“. Nella realtà fisica in cui noi viviamo, questo cambiamento spontaneo di stato della energia (in accordo con le intuizioni di Ostrikov), rapresenta la più elementare trasformazione delle forze che noi possiamo concepire. Ulteriori mutamenti energetici assai più complessi, si possono ottenere solo *28 artificialmente , facendo interagire onde elettromagnetiche con onde ELF (derivanti dalla risonanza magnetica nucleare). Con tali mutamenti dell'energia, si passa quindi da uno spazio-tempo quadri-mensionale (ossia dalla nostra realtà fisica) ad uno spaziotempo a più di-mensioni. Persino gli oggetti che noi definiamo „solidi“, ossia quelle forme complesse (stabili) di energia di cui è composta la realtà fisica che ci circon-da, possono essere proiettate artificialmente in altre dimensioni spazio-temporali. Se il Tempo quindi non fosse strettamente legato ai parametri di Forza- Energia, esso non potrebbe in alcun modo venire alterato e modificato da tali parametri; ma siccome l'esperienza ci ha portato a riconoscere che Tutto è correlato al Tutto e che ogni „grandezza fisica“ per l'uomo è *28 Si presume comunque che possano auto-innescarsi eccezionalmente in alcuni luoghi della Terra in cui interagiscano determinate forze gravitazionali e magnetiche (Triangolo delle Bermuda, Triangolo del Diavolo, ecc...). Ai lettori a cui interessasse approfondire quest'argomento e quindi saperne di più in merito alle interazioni che sussistono tra spaziotempo, campi elettromagnetici e Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) a fasce ELF, consiglio il libro:“Esperimento Philadelphia“, di Charles Berlitz.
  102. facilmente manipolabile, dobbiamo concludere che anche il Tempo o meglio lo spazio-tempo, è da includere nell'anima di quella medaglia in cui i due lati si fondo-no fra loro creando il concetto di Forza-Energia. Ora, ciò che non dovrebbe assolutamente stupirci, è il fatto che tale conce- zione della realtà, Einstein la intuì già nel 1916, quando enunciò la teoria della Relatività Generale; infatti nelle ultime pagine dell'edizione italiana del libro: “Über die spezielle und allgemeine Relativitäts-theorie“ (Relativi- tà: Esposizione Divulgativa, 1967 ed. Bollati & Boringhieri) si legge questo:“ (...) Secondo la meccanica classica e secondo la teoria della Relatività Ristretta, lo spaziotempo ha un'esistenza autonoma rispetto alla materia o al campo (infatti nella Relatività Ristretta Einstein non integrò il concetto di spaziotempo con le strutture di campo, n.d.a.). (...) Per poter descrivere in generale ciò che riempie lo spazio e che dipende dalle coordinate, lo spaziotempo o il sistema inerziale con le sue proprietà metriche deve essere pensato come già esistente a priori, poiché altrimenti la descrizione di „ciò che riempie lo spazio“ non avrebbe significato. Secondo la teoria della Relatività Generale, invece, lo spazio non ha un'esistenza separata rispetto a „ciò che riempie lo spazio“ e che dipende dalle coordinate. (...) Non esiste un qualcosa come uno spazio vuoto, ossia uno spazio senza campo. Lo spaziotempo non pretende di avere un'esistenza per proprio conto, ma soltanto una qualità strutturale del campo. Descartes non era dunque così lontano dal vero quando credeva di dover escludere l'esistenza di uno spazio vuoto. Tale nozione appare invero assurda finché la realtà fisica viene vista esclusivamente nei corpi ponderabili. Solo l'idea del campo come rappresentante la realtà, in combinazione con il principio generale di Relatività, riesce a rivelare il vero nocciolo dell'idea di Descartes: non esiste spazio „vuoto di campo“. Se a quei tempi fosse già chiara la natura e la struttura dei campi (ossia che essi nascono da uno scambio di particelle e che ogni particella è in sostanza la „materializzazione“ di un campo; concetti questi che nacquero solo verso la fine degli anni sessanta con la costruzione dei primi accelleratori di particelle e quindi con lo studio delle forze che agiscono fra le diverse parti- celle elementari mediante esperienze di diffusione ad alta energia), probabil-mente Einstein non avrebbe incontrato alcuna difficoltà nel sostituire il termine spazio-tempo, con quello più integro di „spazio- energeticotempo-rale“. „Nessuna teoria fisica potrebbe avere in sorte un destino più benigno, che quello di indicare la strada per la costruzione di una teoria più ampia, in cui essa continua a vivere come caso limite“. Albert Einstein
  103. 30) “In ciascun uomo è insita la verità, onde è dovere rendersene consapevole (conosci te stesso)“. Socrate, filosofo greco, Atene 469 - 399 a.C.
  104. 31) „Il cervello è il più efficiente compressore algoritmico di informazione in cui ci siamo finora imbattuti in natura: esso riduce sequenze complesse di dati sensoriali in semplici forme abbreviate che rendono possibile l'esistenza del pensiero e della memoria. I limiti imposti dalla natura alla sensibilità dei nostri occhi e delle nostre orecchie ci proteggono dal rischio di essere sovraccaricati d'informazioni sulla realtà che ci circonda; essi garantiscono che il cervello riceva una quantità ragionevole di informazione quando guardiamo un'immagine: se potessimo vedere tutto, fino alla scala subatomica, il cervello dovrebbe avere una capacità di elaborazione dell'informazione infinitamente grande; inoltre, la velocità di elaborazione dovrebbe essere maggiore di quanto sia ora, per dare alle reazioni del nostro corpo rapidità sufficiente a evitare gli eventi naturali pericolosi“. J.D. Barrow Un esempio che tenga in considerazione il limite di elaborazione di informazione del nostro cervello, ci è dato dall'indeterminazione quantistica; essa infatti è dovuta all'impossibilità del pensiero e dell'osservazione umana di toccare i confini della conoscenza assoluta. Ma per una Mente Divina, come la intesero Laplace e Poincaré, non vi è nulla di indeterminabile, tutto è regolato da un rapporto di causa-effetto; persino nel campo dell'elettrodinamica quantistica, in cui le particelle che si ritrovano ad interagire l'una con l'altra e con l'ambiente a loro circostante (compreso chi le osserva), appartengono sia al passato, che al presente, che al futuro; e tra le quali l'uomo ovviamente, non può stabilire alcun rapporto di causa-effetto. Per una Mente Divina, il moto di ogni elettrone o di qualsiasi altro puntino di energia (anche immensamente più piccolo di un singolo elettrone), è determinabile; e di conseguenza determinabili saranno i suoi effetti in rela- zione alle particelle (punti di energia) che lo circondano e con le quali interagisce e persino in relazione con l'intero Universo. Si potrebbe per concludere affermare che il grado di elaborazione binario- algoritmico-analitico-analogicodeduttiva dell'informazione e la velocità di attuazione di tale elaborazione della succitata... Mente Divina, debba per forza di cose toccare un valore inconcepibilmente grande, infinito. „Sembra che in base al teorema di Gödel le fondamenta ultime delle audaci costruzioni simboliche della fisica matematica siano destinate a rimanere per sempre saldate a quel livello più profondo del pensiero che è caratterizzato dalla saggezza ma anche dalla vaghezza delle analogie e delle intuizioni. Per il fisico attento agli aspetti filosofici, ciò comporta che la precisione della certezza abbia limiti, che anche nel pensiero puro della fisica teorica sia presente un confine, come in tutti gli altri ambiti di riflessione“. Stanley Jaki
  105. „Il tipo di descrizione matematica della natura che abbiamo imparato a conoscere e ad amare, quella delle equazioni causali con condizioni di partenza; è soltanto il frutto artificiale delle categorie di pensiero da noi preferite e niente più che un'approssimazione della vera natura delle cose“. J.D. Barrow Ogni aspetto della realtà fisica che noi percepiamo con i nostri cinque sensi, viene elaborato e concepito dal nostro cervello attraverso un continuo ed inesorabile processo di filtrazione delle percezioni. Per esempio nell'occhio umano, in cui una quantità infinitamente grande di informazione (circa un trilione di fotoni al secondo, questa è la quantità di luce che esso riceve in condizioni normali) giunge dapprima sulla pupilla ed è poi fatta convergere dal sistema cornea-cristallino sulla retina (costituita da uno strato di cellule nervose che riveste la superficie posteriore del bulbo oculare) per poi essere infine trasmessa al cervello tramite il nervo ottico grazie al lavoro di circa 125 milioni di recettori (tra coni e bastoncelli) situati sulla retina, soltanto una piccolissima parte di tutta questa informazione viene effettivamente trasmessa al cervello ed elaborata da quest'ultimo come... realtà fisica. „La coscienza personale è orientata verso l'esterno e sembra essersi evoluta con lo scopo principale di assicurare all'individuo la sopravvivenza biologica (...) Prima si selezionano, fra tutta la massa di informazioni che riceviamo, le modalità sensoriali della coscienza personale. Questo avviene attraverso un processo di filtro a più livelli, che per la maggior parte risulta da stimoli legati alla sopravvivenza. Poi si è messi in condizione di costruire una coscienza stabile a partire dagli imput filtrati“. Robert Ornstein Il fisico americano David Bohm dal canto suo, affermò che le ristrette moda- lità di percezione abbiano limitato notevolmente la nostra comprensione sci- entifica. Il suo lavoro sulla fisica dei quanti lo indusse a pensare che l'Uni- verso, nel suo livello fondamentale, sia caratterizzato da un „tutto non frat- turato“; ossia da una totalità dell'esistenza in cui spazio, tempo ed energia ponderabile (materia) e non ponderabile (quanti) siano intimamente inter- connessi e interdipendenti. Una realtà unica delle cose che egli chiamò: ordine ripiegato o implicato. Ogni essere umano quindi, a causa delle sue ristrette modalità di percezione, ha una visione dell'Universo assai limitata che lo porta alla percezione di una realtà illusoria definita da un'infinità di parti separate che Bohm chiama l'ordine dispiegato o esplicato.
  106. Secondo Bohm tutte le cose devono la loro esistenza al „tutto non fra- tturato“, ossia a quel processo interminabile definito da un flusso costante che egli chiama „ olomovimento“. Egli credeva che l'Universo fosse simile ad un organismo (concetti ripresi recentemente da Lovelock), in cui le parti hanno senso solo in uno stretto rapporto di interconnessioni e interdipen- denze fra di esse. Parlando poi della coscienza umana egli affermò che: “Ad un livello fonda- mentale la coscienza individuale deve far parte di una coscienza totale, universale; poiché l'intelligenza al suo livello più profondo è radicata nell'olomovimento“. (Una concezione dell'esistenza questa, che a mio avviso, presenta parecchie analogie con le idee di Jung sull'inconscio collettivo. N.d.a). „Ad un livello più intimo tutto l'Universo è interconnesso; la coscienza individuale è un'il- lusione; la finzione che conosciamo come coscienza individuale contiene in essenza tutti i potenziali della Coscienza Universale e la realtà di cui siamo così convinti rappresenta forse la piccola parte di uno spettro più grande con cui non possiamo adeguatamente sintonizzarci con l'apparato, senza dubbio limitato, delle nostre facoltà mentali“. Nevill Drury,antropologo „Non c'è soluzione di continuità nella coscienza cosmica, contro la quale la coscienza dei singoli individui può costruire solo barriere assai fragili: molte menti attingono a questa coscienza cosmica e affondano in essa come in un mare o in un grande bacino d'acqua“. William James, psicologo,1842-1910 32) È ormai risaputo da tempo (circa mezzo secolo) che i nove decimi del cervello umano non sono utilizzati nella vita cosciente normale, e il dottor Wilder Penfield ha dimostrato scientificamente che esiste in noi questo vasto campo silenzioso. 33) L'approvvigionamento di elettricità di un'abitazione richiede all'anno: 1'000kg di carbone, oppure, 700 kg di petrolio, oppure,70 g di Uranio naturale, oppure, 3,6 milioni di litri d'acqua con un'altezza di caduta di 365 metri. Riporterò ora alcuni stralci di un paragrafo estratto dal libro „Fisica 3“ (testo scolastico, ed. Zanichelli) in cui viene esposta la situazione energetica in Europa all'inizio degli anni ottanta:
  107. „Nel 1978 l'intera Comunità Economica Europea consumava: 11'000 Twh =1,1 . 1013 kWh =4,0 . 1019 J ; esso corrisponde a un consumo medio superiore ai 100 kWh per abitante al giorno, anche se naturalmente vi sono grandi variazioni da un paese all'altro, legate sia a fattori climatici (riscaldamento) sia allo sviluppo economico e industriale. (...) Le risorse europee sono date dal carbone (la cui estrazione diventa sempre più difficile, dai giacimenti di petrolio e di gas, soprattutto del Mare del Nord, il cui sfruttamento è iniziato da pochi anni. I paesi alpini e quelli scandinavi utilizzano anche notevoli quantità di energia idroelettrica. Quest'ultima presenta vantaggi notevoli, perché le perdite di trasformazione da energia idrica a energia elettrica sono basse, intorno al 10%, mentre una centrale termo- elettrica ha un rendimento solo del 35%. Tuttavia le difficoltà economiche e ambientali (...) impediscono un'espansione rilevante di questo tipo di fonte energetica. Le importazioni di energia sono costituite soprattutto da petrolio, proveniente principalmente dal Medio Oriente. (...) Oltre all'enorme costo delle importazioni, occorre ricordare che le riserve di combustibili come petrolio e gas diminuiranno notevolmente nei prossimi decenni, almeno per la parte che può essere estratta senza grandi difficoltà. Già ora il petrolio del Mare del Nord viene estratto solo con alti costi e gravi rischi. Le riserve di carbone sono sufficienti per vari secoli, ma la sua estrazione e il suo uso danneggiano l'ambiente e la salute in misura rilevante; anche il trasporto risulta molto costoso. Per questi motivi sono in corso intense ricerche dirette allo sviluppo di nuove fonti di energia (nel '78 la sola Repubblica Federale Tedesca spendeva, a livello governativo, quasi un miliardo di dollari). (...) L'energia elettrica, nonostante lo spreco necessario per produrla, ha enormi vantaggi: può essere distribuita con grande facilità, non inquina, non richiede impianti costosi. (...) Attual- mente l'unica nuova fonte adatta alla produzione di energia elettrica su grande scala, oltre ai combustibili tradizionali, è l'energia nucleare. (...) Invece l'energia solare, quella del vento e delle maree, quella geotermica e quella della fusione nucleare sono ad uno stadio meno avanzato di sviluppo e non possono diventare competitive in breve tempo (...)“. Ora, riporterò alcune pagine estratte dal libro „Il punto di svolta“, di Fritjof Capra (ed. Feltrinelli) in cui vengono esposti i pericoli e tutti gli aspetti negativi relativi all'utilizzo dell'energia nucleare: „(...) La costruzione e la manutenzione di centrali termonucleari stanno diventando sempre più costose in conseguenza delle complesse misure di sicurezza imposte all'industria nucleare per le proteste del pubblico; incidenti nucleari hanno minacciato la salute e la sicurezza di centinaia di migliaia di persone; e sostanze radioattive avvelenano di continuo il nostro ambiente. I rischi dell'energia nucleare per la salute sono di natura ecologica e operano su una scala estremamente grande, tanto nello spazio quanto nel tempo. Centrali termonucleari e impianti militari liberano sostanze radioattive che contaminano l'ambiente, incidendo in tal modo su tutti gli organismi viventi, compresi gli esseri umani. Gli effetti non sono immediati ma graduali, e si accumulano di continuo sino ai livelli più pericolosi. Nell'organismo umano queste sostanze contaminano l'ambiente interno, con molte conseguenze a medio e a lungo termine. Il cancro tende a svilupparsi dopo un periodo di tempo compreso fra dieci e quarant'anni, e le malattie genetiche si manifestano in generazioni future. (...) Nel processo della produzione di energia elettrica da combustibili
  108. nucleari tanto i lavoratori dell'industria nucleare quanto l'intero ambiente naturale sono contaminati da sostanze radioattive a ogni passo del „ciclo di combustibile“. Questo ciclo comincia con l'estrazione, la macinatura e l'arricchimento dell'Uranio, continua con la fabbricazione di barre di combustibile e con l'operazione e la manutenzione del reattore e termina con la manipolazione e l'immagazzinamento o il ritrattamento delle scorie nucleari. Le sostanze radioattive che sfuggono nell'ambiente in ogni fase di questo processo emettono particelle (alfa, elettroni e fotoni) che possono essere altamente energetiche, penetrando nella pelle e danneggiando le cellule somatiche. Sostanze radioattive possono essere anche ingerite con cibo o acqua contaminati e produrre quindi il loro danno all'interno. Quando consideriamo i rischi a cui la salute è sottoposta per opera della radioattività, è importante notare che non esiste un livello di radiazione „sicuro“, contrariamente a ciò che l'industria nucleare vorrebbe farci credere. Gli scienziati medici sono oggi generalmente d'accordo nel sostenere che non ci sono prove dell'esistenza di una soglia al di sotto della quale si possa dire che la radiazione sia innocua; persino minime quantità possono produrre mutazioni e malattie. Nella vita quotidiana siamo esposti di continuo a radiazioni di fondo di basso livello, che hanno investito la Terra dallo spazio per miliardi di anni e che provengono anche da sorgenti naturali presenti in rocce, nell'acqua e in piante e animali. I rischi connessi a questa radiazione di fondo naturale sono inevitabili, ma accrescerli significa giocare d'azzardo con la nostra salute. (...) Il fattore umano implicato in tutte le fasi della tecnologia nucleare, militare e civile, rende inevitabili gli incidenti. Incidenti che hanno come risultato la liberazione di materiali radioattivi altamente velenosi nell'ambiente. Una fra le possibilità più deprecabili è la fusione di un reattore nucleare, con la fuoriuscita dell'intera massa dell'Uranio fuso che, aprendosi la via verso
  109. l'interno del suolo, vi determinerebbe un'immane esplosione di vapore, con la conseguenza di disseminare all'intorno materiali radioattivi mortali. Gli effetti sarebbero simili a quelli di una bomba atomica. Migliaia di persone morirebbero per l'esposizione diretta alla radiazione; altri decessi avrebbero luogo dopo due o tre settimane in conseguenza di malattie acute da radiazione; grandi aree sarebbero contaminate e rese inabitabili per migliaia di anni. (...) Meno noti, ma non meno spaventosi, sono gli incidenti implicanti le armi nucleari, che si sono ripetuti tanto più spesso quanto più sono andati crescendo il numero e la capacità di tali armi. (...) Ogni reattore produce ogni anno varie tonnellate di scorie radioattive che rimangono tossiche per migliaia di anni. Il Plutonio, il più pericoloso dei sottoprodotti radioattivi, è quello dalla vita più lunga; esso rimane velenoso per almeno 500'000 anni. (...) Nessuna tecnologia umana è in grado di creare contenitori sicuri per un intervallo di tempo così sterminato. Di fatto non è stato trovato alcun metodo permanente sicuro per l'eliminazione o l'immagazzinamento delle scorie nucleari, nonostante i milioni di dollari spesi in tre decenni di ricerche. (...) Le previsioni fatte dall'industria nucleare parlano di un totale di 575 milioni di litri di scorie di „alto livello“ intendamente radioattive nell'anno 2'000, e benchè le esatte quantità di scorie radioattive militari siano tenute segrete, ci si può attendere che esse siano enormemente maggiori di quelle prodotte dai reattori industriali. Il Plutonio, così chiamato da Plutone, il Dio greco degli inferi, è di gran lunga il più mortale fra tutti i prodotti di rifiuto nucleari. In quantità inferiore a un milionesimo di grammo, è carcinogeno. Meno di mezzo chilo, se fosse distribuito in modo uniforme, potrebbe indurre il cancro ai polmoni in tutte le persone sulla Terra. Dati questi fatti, è veramente spaventoso apprendere che ogni reattore nucleare produce da 180 a 230 kg di Plutonio all'anno.(...) Una volta prodotto, il Plutonio deve essere isolato dall'ambiente in pratica per sempre, dal momento che anche la minima quantità lo contaminerà per millenni. È importante rendersi conto che il Plutonio non svanisce con la morte dell'organismo che ne è stato contaminato. Un animale morto contaminato, per esempio, può essere mangiato da altri animali, oppure può decomporsi, e la sua polvere può essere disseminata dai venti. In ogni caso il Plutonio resterà nell'ambiente e continuerà la sua azione micidiale, passando da un organismo all'altro, per mezzo milione di anni. (...) È stato stimato che se l'industria nucleare americana si espanderà secondo le previsioni fatte nel 1975, e se riuscirà a mantenere il suo Plutonio con un'efficienza del 99,99% (una efficienza che rasenta il miracolo), provocherà 500'000 casi fatali di cancro al polmone per ogni anno per circa cinquant'anni a partire dal 2020. Ciò equivarrà a un aumento del 25% nel tasso di mortalità totale negli USA. L'energia nucleare crea anche molti altri problemi e rischi, fra cui il problema irrisolto di smantellare i reattori nucleari al termine della loro vita utile; lo sviluppo di „reattori autofertilizzanti a neutroni veloci“ che usano il Plutonio come combustibile e che sono molto più pericolosi dei comuni reattori commerciali; la minaccia del terrorismo nucleare (...) L'impatto totale delle minacce senza precedenti della tecnologia nucleare dovrebbe rendere abbondantemente chiaro a tutti che essa non è sicura, è antieconomica, irresponsabile e immorale: totalmente inaccettabile“. A questo punto, basandomi su tutto ciò che è stato preso in considerazione in questa breve nota sulla produzione e l'utilizzo dell'energia (disponibilità delle risorse energetiche e rispettivi costi di estrazione ed esportazione, pericoli e danni a breve o a lungo termine dovuti all'utilizzo dell'energia nucleare relativi all'ambiente terrestre e quindi direttamente o indirettamente (alimentazione) alla specie umana e ad altre speci animali e vegetali, ecc...), la domanda da un milione che vi pongo è la seguente:
  110. Tenendo conto della limitatezza delle risorse energetiche fossili (gas, carbo- ne, petrolio) presenti sulla Terra e del fatto che in una certa misura lo sfrut- tamento di tali risorse comporta anch'esso degli svantaggi e dei perico- *29 li per l'ambiente terrestre e quindi per tutte le specie vegetali e animali che lo popolano, tenendo conto che attualmente l'unica fonte di energia „pulita“ e rinnovabile (relativamente economica, ma sfortunatamente ottenibile in quantità piuttosto limitate) è rappresentata dalle centrali idroelettriche, e tenendo conto infine del costante aumento della popolazione mondiale; fino a che punto è giusto criticare duramente *30 l'impiego della energia nucleare unicamente per scopi di approvvigionamento energetico? Nel corso dei millenni a venire la selezione naturale provvederà, se neces- sario (in attesa di altre fonti di energia più „pulite“), a rendere alcune specie animali assai più resistenti alle radiazioni nucleari e la specie umana, molto probabilmente, sarà inclusa nel gruppo delle più fortunate (ammesso che Dio continui ad essere sempre così indulgente con la nostra sporca specie animale). Il giorno in cui, con un semplice ed economico procedimento fisico, saremo in grado di rendere completamente stabile qualsiasi elemento o composto radioattivo, il problema delle scorie nucleari non potrà che farci sorridere. *29 Utilizzando il carbone per coprire il fabbisogno energetico medio per famiglia nell'arco di un anno (ca.5'000 kWh in Europa, secondo i dati attuali), verrebbero rilasciate nell'atmosfera circa cinque tonnellate di anidride carbonica, 3,8 tonnellate utilizzando il petrolio e 2,7 tonnellate utilizzando il gas; ed è risaputo che una delle principali cause dell'accrescimento dell'effetto serra è proprio l'emissione nell'atmosfera di CO2. Un dato di fatto è che le centrali termonucleari non rilasciano nell'atmosfera anidride carbonica e ne tanto meno ossido di azoto o diossido di zolfo. Sarebbe giusto ora chiedersi: ma non è possibile creare degli impianti in cui vengano trattenuti i residui della produzione di energia fossile (CO2, ossido di azoto, diossido di zolfo, ecc...) per poi eventualmente riutilizzarli per numerosi altri scopi? Ebbene ciò sarebbe sicuramente possibile, grazie ai mezzi tecnologici altamente evoluti di cui disponiamo oggigiorno, ma a demolire in partenza soluzioni di questo tipo vi è sempre quel famoso gioco di interessi economici che purtroppo sta alla base dell'intero processo di sviluppo del progresso scientifico-tecnologico e politico-economico in ogni paese di questo piccolo pianeta. *30 Dovuto in parte a svariati interessi politico-economici (sia in campo civile che in campo militare) che nonostante tutto, consentono alle persone meno abbienti dei paesi nord-occidentali di vivere nel benessere e di avere un tenore di vita che avrebbe sicuramente fatto invidia a qualsiasi operaio del 19mo secolo.
  111. 34) “Con la formazione di un chilogrammo di elio mediante la fusione di nuclei di deuterio 2H secondo la reazione: 2 H + 2H } 4He; viene liberata un'energia pari a circa 200 mio di kilowattora. L'energia di legame dell'elio è infatti considerevolmente più grande di quella del deuterio. Ciò è dovuto al fatto che tra le quattro particelle che compongono il nucleo di elio agiscono sei interazioni e quindi il legame è molto forte,mentre nel deuterio vi è una sola interazione. (...) Sfortuna- tamente la fusione nucleare non può avvenire seguendo la semplice reazione ora indicata, perché dovendo conservarsi l'energia e la quantità di moto sono possibili altre reazioni. Quella più facilmente realizzabile è la seguente: 2H + 3H } 4He + 1n. Tale reazione richiede però l'uso di un isotopo radioattivo artificiale: il trizio. Per fondere i due nuclei di deuterio in un nucleo di elio bisogna però vincere la repulsione elettrostatica e portare i due nuclei così vicini l'uno all'altro che le forze nucleari a corto raggio possano diventare efficaci... Non appena i nuclei si trovano nel raggio d'azione delle forze nucleari inizia la fusione nucleare e viene emessa l'energia di legame. Per far urtare fra loro i due nuclei con sufficiente energia essi potrebbero essere lanciati uno contro l'altro per mezzo di grandi acceleratori. Con questo metodo è stato possibile osservare reazioni di fusione con singoli nuclei. Però in questo modo l'energia liberata è considerevolmente minore dell'energia spesa per accelerare le particelle. Infatti occorre accelerare molte particelle, per realizzare solo pochi urti in cui realmente si innesca la fusione. Possiamo però realizzare la fusione sfruttando il moto di agitazione termica. Non appena l'energia dei vari urti termici è abbastanza elevata da superare la repulsione elettrostatica, si innesca la reazione di fusione. Le energie necessarie valgono circa 1 MeV, corrispondenti ad una tem- peratura di 1010 Kelvin. Tuttavia, anche a temperature inferiori, vi è sempre una piccola percentuale di particelle che possiedono un'energia termica considerevolmente superiore a quella media. Così, già a una temperatura di 108 K si trova una sufficiente frazione di nuclei di deuterio con energie tali da poter dar luogo alla fusione. (...) Anche nel Sole e nelle altre stelle avvengono processi termonucleari, poiché l'energia che si libera mantiene la temperatura necessaria. Molto più difficile è riuscire a realizzare la fusione nucleare controllata in condizioni di laboratorio. È necessario riscaldare il deuterio (o altri elementi di basso numero di massa) fino a molti milioni di Kelvin. A queste temperature gli elettroni, a causa degli urti, vengono svincolati dal nucleo e si ottiene un plasma di nuclei e di elettroni. Tale plasma non può essere contenuto in un recipiente qualsiasi, perché o distruggerebbe il recipiente, o si raffredderebbe molto rapida- mente a contatto con le pareti. Per mantenere il plasma lontano dalle pareti si può usare un campo magnetico. Nei dispositivi più comuni, i Tokamak, le linee del campo magnetico sono chiuse ad anello, in modo che le particelle del plasma si muovono a spirale intorno ad esse, restando intrappolate come le particelle ionizzate della ionosfera. Per evitare che le orbite delle particelle si allarghino, si fa passare una corrente nell'anello di plasma così ottenuto: poiché le correnti parallele si attraggono, il plasma si mantiene compresso da solo. Inoltre il passaggio della corrente contribuisce a riscaldare il plasma; per raggiungere la temperatura di fusione si immette poi ulteriore energia, per mezzo di radio-onde o di particelle energetiche. Ogni progetto sperimentale costa molte centinaia di miliardi di lire e costituisce un rischio finanziario elevato. Occorre quindi coordinare gli sforzi di diverse nazioni, come avviene per esempio nel progetto europeo JET.
  112. Malgrado le difficoltà, si spera di riuscire a risolvere il problema energetico con l'aiuto della fusione nucleare, poiché le riserve di deuterio nell'acqua del mare sono praticamente illimitate“. Tratto dal libro „Fisica 3“, di Sexl Raab Streeruwitz, ed. Zanichelli Dopo diversi decenni di ricerche sperimentali, purtroppo il controllo e l'uti- lizzo dell'energia derivante dalla fusione nucleare si è rivelato un compito assai complesso e difficoltoso per i numerosi scienziati impegnati in questo ambito di ricerca in ogni parte del mondo e il traguardo, anche se da parec- chie fonti informative scientifiche vengono espresse ogni anno previsioni e dichiarazioni prettamente ottimistiche nei confronti di tale ricerca, continua ad essere sempre piuttosto lontano. 35) In realtà la percentuale di tali farmaci si aggira attorno al 20-25% (stando alle attuali statistiche), ma sulla totalità dei farmaci che esistono in commer-cio e considerando l'enorme quantità di nuovi farmaci che ogni anno ven-gono commercializzati e di cui ovviamente non è possibile valutarne gli ef-fetti a lungo termine sulla nostra specie (si potrebbe tranquillamente affer-mare che ogni individuo funge da „cavia“ per il progresso della medicina, dal giorno in cui nasce sino al giorno in cui muore), tale percentuale po-trebbe anche aggirarsi attorno al 30-40%. È bene comunque tener presente che l'attendibilità di queste statistiche, de- finite da semplici osservazioni sulle risposte biologiche di alcune migliaia di individui-cavia, tutti fondamentalmente diversi (su un piano biologico in cui vengano considerati, oltre agli aspetti comuni di una determinata specie ani- male, anche quelli propri o caratteristici di ogni singola entità biologica) gli uni dagli altri, è assai discutibile. Infatti le grandi difficoltà che si riscontrano in campo biomedico nel voler definire le potenzialità CTI (cancerogene-teratogene-iatrogene) di qualsivo- glia composto chimico medicinale, sono dovute al fatto che... “purtroppo“, ogni individuo, è caratterizzato da una sua particolare struttura biologica; ossia da una propria e ben determinata risposta immunitaria, da una sua particolare attività enzimatica e infine da un suo particolare status psichico soggetto a continue mutazioni e quindi definibile unicamente in funzione di determinati intervalli temporali di breve o lunga durata. Tutti questi fattori (che solitamente variano col passare del tempo, ossia cambiano in modo sfavorevole con l'invecchiamento dell'individuo in questione), oltre ad essere strettamente connessi l'uno con l'altro, sono a loro volta definiti dal particolare tipo di genoma dell'individuo preso in considerazione, dal suo funzionamento neuronale (strettamente connesso al suo codice genetico) e infine dai più disparati fattori ambientali di natura circostanziale e quindi
  113. mutevoli (che possono andare dalle tensioni in ambito familiare fino all'in- tensità delle macchie solari). Lo stato emotivo dell'individuo, gioca anch'es- so un ruolo importante in tale contesto. Come dulcis in fundo, vi è poi quella vasta gamma di prodotti farmaceutici che oltre ai classici effetti collaterali, possono innescare nel soggetto che ne fa uso (ovviamente a dipendenza della quantità che viene assunta e dalla struttura biologica dell'individuo in questione), tutta una serie di conse- guenze negative per il suo organismo che alla fine si manifestano come semplici e brevi allergie oppure nel peggiore dei casi, come vere e proprie malattie di breve o lunga durata. E non è tutto, considerando che molte di queste sostanze, potrebbero benissimo far parte di quel famoso 40% di prodotti ad alto potenziale CTI, è lecito chiedersi: „Ma quanti e quali sono quei prodotti farmaceutici del tutto innocui per l'organismo umano?“. Ebbene se si considera che ogni essere umano rappresenta un Universo biologico, la risposta è semplice: nessuno. Per dirla in altre parole: non esiste alcun elemento o composto chimico (presente in natura o sintetizzato in laboratorio) assolutamente innocuo per qualsiasi essere umano; poiché su sette miliardi di individui (ognuno con una propria e ben determinata struttura biologica, legata principalmente al proprio codice genetico; si dice che la base dell'individualità umana sta nell'esistenza di molti alleli per un solo gene), ve ne sarà sempre almeno uno, allergico o comunque suscettibile di una certa incompatibilità chimico-biologica (ad effetto immediato o a lungo termine) con un determinato elemento-sostanza chimica o biologica. Non dobbiamo quindi meravigliarci più di quel tanto nel constatare che alcune persone possono rischiare di morire „soffocate“ semplicemente mangiando del comune pesce di mare (ovviamente in questo caso non a causa di eventuali lische ingoiate involontariamente) oppure di sviluppare reazioni orticaroidi mangiando delle appetitose e succulenti fragole rosso- vermiglio. Considerando poi che esistono un'infinità di allergie che si origi- nano unicamente col contatto cutaneo prolungato con l'elemento o la so- stanza chimica chiamata in causa, è facile intuire quanto possa essere incre- dibilmente elevato il numero di quegli individui... giocati dalla natura. È un peccato che al mondo, quelle persone (ed io sono fermamente convinto che esistono) insensibili e quindi immuni da qualsiasi effetto biodevastante dovuto al contatto o all'ingestione di ben note sostanze tossiche (talvolta letali anche in dosi estremamente piccole) per l'organismo umano o addi- rittura insensibili a „dosi“ massicce di determinate radiazioni nucleari, si possano contare sulla punta delle dita di una mano; poiché credo che lo stu-
  114. dio del genoma di simili individui, porterebbe a delle scoperte sicuramente sensazionali. Ma eccovi ora alcuni esempi di medicina negativa: Il Dietilstilbestrolo (un ormone sessuale sintetizzato nel '38), somministrato alle donne gestanti, provoca il cancro vaginale o il cancro uterino nel 95% delle figlie, in un'età variabile dai sette ai 27 anni. Perciò, i primi sospetti sorsero soltanto una ventina di anni dopo che il medi-camento era stato messo in commercio. „Nelle donne trattate con Dietilstilbestrolo, aumento dei casi di cancro delle mammelle e di tumori benigni dell'utero; nei figli maschi, aumento dell'incidenza di tumori del testicolo; nei figli di ambo i sessi aumento, fino al doppio dei casi di disturbi psichici“. Medical Tribune, ed. Italiana, apr.1984 Vi sono poi i cosiddetti farmaci teratogeni (teratogeno è il termine che viene impiegato in farmacologia per indicare sostanze che possono causare ano- malie fetali), nella cui lista figurano gli anestetici (che agiscono sul feto non soltanto attraverso la madre, ma anche attraverso lo sperma), gli analgesici (come l'acido acetilsalicilico, la fenacetina, il paracetamolo), gli anticonvul- sivi e gli psicofarmaci (come il diazepam, il primidone, il troxidone, ecc...), gli anticancerosi (ossia gli agenti alchilanti come il Busulfan, il Chlorambu- cil, le Mostarde Azotate, ecc...), gli antibiotici (come la strepto-micina, la gentamina, la kanamicina, ecc...), gli ormoni sintetici non sessuali (come il prednisolone che, oltre a causare malformazioni, può uccidere il feto), gli ormoni sintetici sessuali (androgeni ed estrogeni), gli anti-coagulanti, gli antimalarici (come la chinidina), ecc... Cosa che a molti potrà sembrare incredibile, è il fatto che ancor oggi venga- no commercializzati farmaci a base di talidomide, un composto i cui effetti dannosi (soprattutto sul sistema nervoso) si erano palesati sin dal 1959, ossia circa due anni dopo che fu messo in commercio il Contergan, un tranquil-lante che a quei tempi si riteneva fosse innoquo e „adatto soprattutto alle gestanti“. Ma il fatto che ha maggiormente sconvolto l'opinione pubblica è l'azione teratogena della talidomide, definita da innumerevoli effetti indesi-derati colpevoli di aver dato alla luce in tutto il mondo, migliaia di bambini focomelici. Alcuni farmaci a base di talidomide attualmente in commercio, sembrano essere efficaci nella cura di malattie della pelle come l'acne o il Lupus erythematosus systemicus. Nel libro „Il Vitello d'Oro“ (una guida ai farmaci dannosi derivanti dalla vivisezione) di Milly Schär-Manzoli, leggiamo:
  115. “Nel mese di settembre 1985, il Catergen (un epatoprotettore a base di cianidanolum prodotto dalla Zyma di Nyon-CH ) veniva ritirato in Italia perché aveva causato la morte di tre persone e ne aveva intossicato molte altre. Questo farmaco destinato a curare epatiti di varia origine provocava in realtà danni irreversibili ai reni e gravi anemie emolitiche, cioè la dissoluzione dei globuli rossi nel sangue. Esso veniva tranquillamente prescritto malgrado fossero stati segnalati fin dal 1980 alcuni casi di anemia emolitica da Catergen, di cui tre con esito mortale. Inoltre in un congresso svoltosi nel 1981 a Crans-Montana (CH) era stata sottolineata la „scarsa efficacia“ del farmaco, che tuttavia rappresentava per la Zyma il 15% del volume annuale d'affari, qualcosa come 340 milioni di franchi. Nel novembre del 1985 la società farmaceutica americana Warner-Lambert ritirava l'antiartritico Isoxicam che aveva causato la morte di otto persone e che, diffuso in 14 paesi fra cui la Svizzera, provocava la sindrome iatrogena di Lyell, malattia mortale caratterizzata dalla formazione di placche rosso scuro leggermente infiltrate ed ematose, e da grandi bolle che si riempiono aprendo la pelle la quale secerne siero e sangue come se si trattasse di una forte scottatura“. Potrei farvi decine e decine di esempi sul potenziale teratogeno, cancerogeno e iatrogeno di svariati prodotti farmaceutici attualmente in commercio, ma non ho alcuna intenzione di scrivere un libro sulle lacune della scienza biomedica e ne tanto meno sull'inutilità della vivisezione, poiché anche in questo caso ritengo che in commercio di tali libri ve ne siano già abbastanza (occorrerebbe solo cercarli, comprarli e possibilmente leggerli). A supplemento di questa breve nota sulla parte oscura e dolente della farmacologia e delle scienze biomediche, voglio unicamente ricordarvi che anche in questo settore della scienza (che dovrebbe in linea di principio essere rappresentato da quella parte del genio umano motivato e quindi sorretto unicamente da impulsi umanitari), a imbrattare di tetri colori il quadro dello stato attuale delle cose ci pensa, immancabilmente, quel famoso gioco di interessi economici sul quale ruota forzatamente l'attuale sistema politico-sociale-economico-scientifico delle civiltà più „progredite“ del pianeta (dalle quali ovviamente dipendono quelle più „deboli“ ma assai più vicine a madre natura). 36) “Il vaccino è un preparato derivante da una sospensione di batteri o virus (vivi, attenuati o uccisi) oppure di tossine da essi ricavate, che dovrebbe indurre nel vaccinato una produzione artificiale di anticorpi.
  116. Si distinguono vaccini monovalenti (preparati con un solo ceppo batterico o con un solo tipo di virus), polivalenti (preparati con più ceppi delle stessa specie)e misti (che contengono germi o tossine di una pluralità di malattie). I primi due tipi sono impiegati per prevenire un'unica malattia infettiva, il terzo per prevenire una pluralità di malattie. Sono in commercio vaccini „antitossici“ (costituiti da batteri, come l'antitifico, l'antitubercolare, l'antipestoso, l'antigonococcico) e „antivirali“ (costituiti da virus, come l'antipoliomelitico, l'antirabbico, l'antivaioloso, l'antinfluenzale, ecc...). Buona parte dei vaccini è fabbricata coltivando le sostanze tossiche, batteriche o virali sul corpo dell'animale, o su particolari organi dell'animale (reni di scimmia, ventre della pecora, cervello e midollo spinale del coniglio e del cane, cervello della scimmia, ecc...); altri vaccini sono coltivati su prodotti dell'animale (uova di pollo o di anatra), altri su cellule e tessuti umani, altri sono ottenuti con la manipolazione genetica. Nessun tipo di fabbricazione può garantire l'innocuità del vaccino,in quanto le sostanze tossiche, batteriche o virali che esso contiene possono avere effetti imprevedibili nel corpo del vaccinato. Sotto questo profilo non è la qualità del vaccino che è messa in causa, e neppure il tipo di fabbricazione, ma il principio stesso della vaccinazione, che molti definiscono utopistico. La presenza di virus estranei nei vaccini coltivati sull'animale o su prodotti dello animale aumenta notevolmente i rischi. In questo caso il vaccino, come è stato più volte provato, può contenere (oltre agli agenti patogeni della malattia da cui si vuole immunizzare) altri agenti patogeni, i cui effetti indesiderati si manifestano presto o tardi in modo dannoso. Gli animali sono infatti portatori di virus latenti (cioè virus che vivono allo stato di latenza,durante il quale non scatenano malattie) tipici della loro specie: inoffensivi per l'animale sano che vive nel proprio ambiente naturale, in quanto originari e congeniti, facenti parte del suo patrimonio genetico, ma in grado di passare dallo stato di latenza a quello di virulenza se introdotti in altre specie. Questa prerogativa risulta del tutto evidente, se si pensa che il virus introdotto col vaccino nell'uomo si trova in un ambiente nuovo per lui, su un altro „terreno“. (...) Certamente i vaccini coltivati su cellule umane sono meno rischiosi, in quanto non inficiati dai virus specifici delle diverse specie animali.(...) Questo non prova tuttavia che i vaccini coltivati su cellule umane siano innocui né che, attraverso l'impiego di uno strumento migliore, tutta la casistica della profilassi vaccinale debba uscirne assolta. È invece importante, proprio nella valutazione del rapporto rischio- beneficio, soffermarsi sul valore dell'immunità offerta dal vaccino.(...) Il dottor Buttram afferma che esistono molte pubblicazioni importanti che trattano dei danni al sistema immunitario in seguito a vaccinazione, ma che queste opere sono ignorate: non soltanto dal grosso pubblico, ma anche da coloro che sono preposti alle organizzazioni della salute pubblica. Poiché l'effetto nocivo delle vaccinazioni è sovente ritardato, indiretto o mascherato, Buttram pensa che carenze immunitarie che si manifestano molto tempo dopo la vaccinazione possano anche essere attribuite alla vaccinazione stessa“. Tratto da: „Il Tabù delle vaccinazioni“, di M. Schär-Manzoli, ed. ATRA “Molti bambini con ritardi mentali, incapaci di inserirsi nell'ambiente scolastico, disadattati e con turbe caratteriali, devono questi handycaps agli effetti delle vaccinazioni. Sono i fatti che parlano: molti docenti hanno constatato che allievi dapprima diligenti sono diventati svogliati e incapaci di concentrarsi dopo essere stati vaccinati. Una conferma viene da indagini cliniche: il cervello dei vaccinati reagisce negativamente al virus vaccinale forzatamente inoculato, con la conseguenza che il potere di concentrazione viene annulato a favore di un'instabilità emotiva, di sensi di angoscia e di depressione. Si tratta quindi di modificazioni del carattere e del comportamento. (...) Ecco, in breve, quanto riferito dalla letteratura medica riguardo ad alcuni danni di tipo neurologico, relativi ai vaccini (...):
  117. Antipertosse: Convulsioni e danno cerebrale permanente accompagnati da ritardo mentale (“Medecine et Hygiène, 1979). Antidifterica: Turbe nervose, encefaliti, disturbi psichici e ritardi mentali sono fra le conseguenze di tipo neurologico della vaccinazione. Antitetanica: Complicazioni neurologiche sono conosciute da tempo (“Le Concours Médical“, 1977). Antipoliomelitica: Lesioni cerebrali con conseguente perdita dell'intelligenza (“Acta Medica Empirica“,# 5,1986), convulsioni (“Medecine et Hygiène“, #2, '81), paralisi, sclerosi a placche, ecc... Vaccino combinato Difterite-Tetano-Pertosse: Una commissione d'esperti, nominata in GB, ha concluso che il vaccino combinato è molto probabilmente la causa di disordini nervosi. Secondo il dottor Gordon T.Stewart, (...) tale vaccinazione può produrre delle lesioni cervicali leggere che vengono al momento sottovalutate o neppure constatate, ma i cui effetti si verificano più tardi sotto forma di ritardi nell'apprendimento o con problemi a livello motorico.(...)“. Tratto dalla rivista: „Orizzonti della medicina“,dic.1996 „(...) le amebe sono delle forme protozoiche molto diffuse e alcune di esse sono state ritenute come causa di gravi malattie in animali e umani. È anche assodato come le amebe siano importanti contaminanti di colture di tessuti usati nelle preparazioni biologiche, ed i vaccini sono le più importanti perché sono largamente iniettati in neonati e bambini. (...) Un grande numero di casi di meningoencefalite e di gravi infezioni respiratorie in bambini e neonati possono venir collegate all'assunzione di vaccini che hanno un'alta possibilità di essere contaminati dalle amebe presenti nell'aria e sulle superfici dei laboratori“. Tratto dalla rivista: „Nexus“, ed.italiana, agosto 1996 37)Giuramento di Ippocrate „Giuro per Apollo medico e per Asclepio e per Igea e per Panacea e per tutti gli Dei e Dee, chiamandoli a testimoni, che adempirò secondo le mie forze e il mio giudizio questo giuramento e questo patto scritto. Terrò chi mi ha insegnato quest'arte in conto di genitore, e dividerò con lui i miei beni, e se ne avrà bisogno lo metterò a parte dei miei averi in cambio del debito contratto con lui, e considererò i suoi figli come miei fratelli, e insegnerò loro quest'arte, se vorranno apprenderla, senza richiedere compensi né patti scritti. Metterò a parte dei precetti e degli insegnamenti orali e di tutto ciò che ho appreso, i miei figli e i figli del mio maestro e i discepoli che avranno sotto- scritto il patto e prestato giuramento medico, e nessun altro.
  118. Sceglierò il regime per il bene dei malati secondo le mie forze e secondo il mio giudizio, e mi asterrò dal recar danno e offesa. Non somministrerò a nessuno, neppure se richiesto, alcun farmaco mortale, e non prenderò mai una iniziativa del genere; e neppure fornirò mai a una donna un mezzo per procurare l'aborto. Conserverò pia e pura la mia vita e la mia arte. Non opererò neppure chi soffre di mal della pietra, ma cederò il posto a chi è esperto in questa pratica. In tutte le case che visiterò entrerò per il bene dei malati, astenendomi da ogni offesa e da ogni danno volontario. Tutto ciò che io vedrò e ascolterò nello esercizio della mia professione, o anche al di fuori della professione nei miei contatti con gli uomini,e che non deve essere riferito ad altri, lo tacerò considerandolo cosa segreta. Se adempirò a questo giuramento e non lo tradirò, possa io godere dei frutti della vita e dell'arte, stimato in perpetuo da tutti gli uomini; se lo trasgredirò e spergiurerò, possa toccarmi tutto il contrario“. Ippocrate di Cos,460-377 a.C. 38) Secondo la teoria generale della Relatività, se la densità di un corpo, come una stella, è abbastanza grande, l'attrazione gravitazionale sarà così grande che, una volta all'interno di un certo raggio critico, nulla potrà sfuggire, neanche la luce e le altre radiazioni eletromagnetiche. Una proprietà notevole di un tale oggetto è che nulla di ciò che avviene al suo interno può essere comunicato al mondo esterno. Perché un corpo di massa uguale a quella del nostro Sole sia un Buco Nero, il suo raggio dev'essere di circa tre chilometri. Poiché da un Buco Nero non viene emessa alcuna radiazione e ci si aspetta che il suo raggio sia piccolo, la rivelazione di un tale corpo non è facile. La migliore possibilità di rivelazione si avrebbe se un Buco Nero costituisse un sistema stellare binario con una stella normale. La misura dello spostamento Doppler della luce (red-shift) proveniente da una stella normale potrebbe, ad esempio, permettere un calcolo della massa della stella invisibile, per determinare se essa sia tanto grande da essere un Buco Nero. Attualmente vi sono parecchi ottimi candidati (uno nella costellazione del Cigno, uno nella Piccola Nube di Magellano, e forse uno nella nostra stessa galassia), ma i dati disponibili non sono decisivi. Le equazioni che definiscono un Buco Nero classico nella Relatività Generale, presentano delle simmetrie. Aprono la via all'esistenza di un anti-Buco Nero, che viene giustamente chiamato „Buco Bianco“. Per rispettare tali simmetrie, gli anti-Buchi Neri, invece di „inghiottire“ tutto, devono eiettare, come per magia, materia e radiazioni. Esiste un legame, nella struttura spazio temporale di uno stesso Universo, tra il Buco Nero e il suo alter ego,
  119. il Buco Bianco. Tale legame, detto cunicolo spaziotemporale, rappresenta una sorta di scorciatoia che collega appunto queste due singolarità cosmiche. Un aspetto interessante di questo „tunnel“ o „cunicolo“, consiste nel fatto che esso permetterebbe, attraversandolo, di viaggiare nel tempo (per esempio verso il passato) senza dover necessa-riamente superare la velocità della luce che, in base alla teoria della Relatività Ristretta, è la massima raggiungibile in natura. 39) I primi filamenti di DNA, ebbero modo di svilupparsi nelle acque (probabilmente in corrispondenza degli estuari dei fiumi) circa 4'000 milioni di anni fa. I primi composti chimici diffusi negli oceani si depositavano spesso nel fango degli estuari, in cui l'alternarsi di umidità e siccità e gli effetti catalitici del fango stesso collaborarono al fine di promuovere le trasfor-mazioni chimiche necessarie alla formazione degli acidi nucleici primitivi, i quali aggregandosi fra loro e con molecole differenti diedero origine alla materia vivente. Questa materia, nei suoi ulteriori sviluppi, liberò ossigeno che lentamente si accumulò nell'atmosfera. Gli acidi nucleici e le proteine primitive furono le prime importanti molecole organiche a catena che si formarono sulla Terra. Col passare del tempo (circa 3'500 milioni di anni fa) alcune molecole acquisirono una caratteristica completamente nuova: esse raggiunsero progressivamente un livello tale di organizzazione da riuscire a duplicarsi. Queste molecole, che costituirono probabilmente i precursori degli acidi nucleici, furono avantaggiate rispetto ad altre la cui formazione era dovuta al caso, e si diffusero molto più di quest'ultime. In seguito (circa 3'000 milioni di anni fa) alcuni di questi primitivi acidi nucleici riuscirono, nel loro processo di riproduzione, ad utilizzare in qualche modo le proteine e cominciarono ad organizzarle; si instaurò così uno stretto rapporto tra i due tipi di molecole. Isolatisi dal resto del mondo con una sottile membrana proteica, proteine e acidi nucleici formarono le prime cellule (forse più semplici della più semplice cellula attuale). Allorché le cellule divennero più complesse (circa 2'500 milioni di anni fa), alcune si trasformarono in batteri ed altre, capaci di sfruttare la luce solare, in alghe. Col passare del tempo (circa 1'700 milioni di anni fa), il DNA delle cellule iniziò ad isolarsi dal resto del protoplasma formando un vero e proprio nucleo. Nel periodo che va dai 2'000 mio di anni fa fino a circa un miliardo di anni fa, venne prodotto ossigeno; che in parte contribuì a formare l'atmosfera e in parte si legò ad altri elementi.Verso la fine di questo periodo, l'ossigeno non utilizzato nelle reazioni di ossidazione e rimasto perciò nell'atmosfera, si trasformò (sotto
  120. l'azione di scariche elettriche e dei raggi ultravioletti) negli strati alti di essa in Ozono (O3). Al di sotto della zona di formazione dell'Ozono, l'Ossigeno rimase libero insieme ad altri gas. Filtrando i raggi ultravioletti nocivi alla materia vivente, lo schermo di Ozono rese possibile l'evoluzione (circa 700 - 800 milioni di anni fa) di cellule più complesse. Quando ebbe inizio la vita vegetale, la produzione di Ossigeno e la quantità di esso nell'atmosfera aumentarono fino al livello attuale. 40) La storia dell'uomo è iniziata da „appena“ 70 milioni di anni. Durante la prima metà di questo periodo si sono evoluti vari gruppi di scimmie, e probabilmente circa 35 milioni di anni fa, da uno dei più evoluti di questi gruppi ebbe origine il primo ceppo di Ominoidi, la famiglia primitiva dalla quale si originarono gli attuali Pongidi (le grandi scimmie Antropomorfe), e gli Ominidi (gli umani). Esistono poche testimonianze fossili di questo periodo come ad esempio alcuni frammenti del Ramapithecus, un ominide che risale probabilmente a 14 milioni di anni fa, trovati in India e in Africa. Il gruppo di fossili immediatamente successivo è rappresentato dai resti delle Australopi-tecine, che risalgono a circa tre milioni di anni or sono. Durante l'evoluzione di questo gruppo si verificarono importanti cambiamenti strutturali a livello del bacino, delle cosce, dei piedi e della testa, che si concretarono nell'assunzione della statura eretta. Sebbene il cervello non si fosse evoluto parallelamente al corpo, tuttavia i cambiamenti avvenuti a livello dello scheletro caratterizzarono una nuova famiglia, quella dei Pitecantropi eretti. A questo punto iniziò l'incremento della massa cerebrale: il Pitecantropo imparò a far uso di utensili di pietra ben modellati e utilizzò il fuoco per arrostire le carni. Un ulteriore sviluppo si verificò 250'000 anni fa, come è documentato dai crani di Swanscombe e di Steinheim. Gli antenati diretti dell'Homo Sapiens non sono ancora conosciuti con esattezza; sono state infatti formulate molte teorie in proposito,generalmente però si considera l'uomo di Neanderthal come l'antenato più probabile degli uomini del Paleolitico superiore. Gli uomini di Neanderthal (che prendono il nome dalla città tedesca in cui fu scoperto il primo teschio appartenente a questa specie) vissero da 110'000 a circa 35'000 anni fa; essi abitavano tutta l'Europa e il Medio Oriente e parte del Nord-Africa. (L'uomo di Solo e quello della Rhodesia furono suoi contemporanei. Questi uomini erano intelligenti, superstiziosi, abili e spesso dotati di capacità artistiche). Strutturalmente sembra che per
  121. la maggior parte fossero tozzi e robusti, di bassa statura, con lineamenti pronunciati, arcate sopraccigliari prominenti e dotati spesso di un cervello più voluminoso di quello dell'uomo attuale. L'uomo di Neanderthal rappresenta l'archetipo dell'uomo dell'Età della pietra, abitava in grotte, indossava pelli di animali e usava utensili e armi già abbastanza perfezionati. Fu il primo uomo che lasciò testimonianze di una certa cultura. Circa trentamila anni fa, durante il Paleolitico Superiore, l'uomo di Cromagnon soppiantò gli ultimi discendenti dell'uomo di Neanderthal. Più di 25'000 anni fa, questi uomini per sfuggire alle glaciazioni, si rifugia- rono in alcune grotte che hanno conservato i loro resti fino ad oggi. I fossili più importanti di questo gruppo sono stati rinvenuti nella Dordogna, in Francia. Appartengono a questo periodo molte delle pitture murali ritrovate sulle pareti delle grotte ed i primi monili ed ornamenti costruiti dall'uomo. Vi sono anche prove delle attività „magiche“ e dei riti propiziatori che venivano praticati in questo periodo come pure della presenza di un linguaggio parlato seppur primitivo. *31 41) Studi e ricerche sul ciclo undecennale delle macchie solari hanno evidenziato che l'aumento di attività geomagnetica è in grado di influenzare la vita sulla Terra. Le macchie solari sono aree della superficie solare dove a un freddo anorma-le si associa un'intensità magnetica molto alta; emettono grandi quantità di altre radiazioni ed emanano anche particelle cariche. Le radiazioni impiega-no circa otto minuti a raggiungere la Terra e le particelle cariche un giorno o più. Le macchie solari producono anche un aumento del vento solare, una corren-te continua di gas ionizzato che esce dal Sole. Non si sa perché il Sole abbia queste macchie, né si sa per certo che cosa esse siano in realtà; esse appaiono e scompaiono continuamente. La loro durata è soggetta a una grande varia-bilità, alcune durano solo un paio di giorni, mentre altre possono durare oltre un mese, ma prese nel loro insieme hanno un andamento ciclico che aumenta fino a un massimo di attività mediamente ogni 11,1 anni. La psiche non sembra essere immune dagli effetti dei venti solari. *31 La scoperta della periodicità delle macchie solari, ossia del ciclo undecennale, fu documentata e descritta da un astronomo dilettante, H. F. Schwabe, nel 1843.
  122. Relazioni tra l'intensità delle macchie solari e i suicidi erano state ipotizzate già da molto tempo. B.e T.Dull, più di sessanta anni fa, comunicarono dopo anni di studi, che avevano osservato sensibili aumenti di suicidi (circa l'8%) in giorni di grande attività solare. Una stretta correlazione vi è anche tra l'aumento degli infarti al miocardio e certi periodi di massima attività solare e punte di agitazione geomagnetiche. Lo scienziato russo A. L. Tchijewsky (1897- 1964), scoprì un evidente parallelismo tra le epidemie in genere, le guerre, le grandi migrazioni e le rivoluzioni in rapporto al ciclo undecennale delle macchie solari. La sua tesi è che tutte le epidemie e i grandi cambiamenti so-ciali mostrano una periodicità undecennale. Era conosciuta e da molto tempo, una periodicità di circa undici anni per la difterite, ma se ne ignorava il motivo; Tchijewsky ne evidenziò la stretta correlazione col ciclo unde-cennale del Sole (la stessa correlazione vi è inoltre per la meningite cere-brospinale). Per più di vent'anni il biologo giapponese Maki Takata lavorò sul test che serviva a misurare l'albumina del siero sanguigno. Il test (deno-minato „Reazione di Takata“) consente il calcolo dell'“indice di floccu-lazione“ dell'albumina nel sangue. L'indice è piuttosto costante nei soggetti maschili sani, nella femmina invece, è influenzato dalle mestruazioni. L'“in-dice di flocculazione“, in alcuni periodi, varia improvvisamente. Takata sco-prì che queste improvvise impennate dell'indice avvenivano parallelamente su scala mondiale poiché si verificavano in più persone, anche lontanissime tra loro. Egli pensò che il fenomeno avesse una certa correlazione con l'atti-vità solare. In una serie di lavori studiò e descrisse il fenomeno constatando, tra l'altro, che l'indice aumenta ogni qualvolta che l'attività solare è massima o quando le eruzioni o le macchie appaiono al centro del disco solare. Il sangue è pure influenzato dai venti solari. Schulz aveva osservato che la configurazione del sangue delle persone sane è sottoposta a continue modificazioni che dipendono anche dalla variabilità delle radiazioni solari. Quello che appare fin troppo chiaro è che il Sole con le eruzioni è in stretta correlazione con le epidemie più gravi quali il colera, la difterite, il tifo, ecc... . 42) Qualsiasi malattia, nell'uomo come in altre speci animali, trae essen- zialmente origine da determinate „alterazioni biochimiche“ all'interno dell'organismo che, interagendo con l'intera „struttura biologica“ di questo ultimo, talvolta possono innescare una sorta di „run-away“ biologico che fa perdere all'organismo in questione il proprio equilibrio „biodinamico“ con
  123. l'ambiente ad esso circostante. Persino quelle malattie che vengono definite „puramente psichiche“ e quindi concepite come delle forme di „distorsione *32 della coscienza“ hanno le proprie radici se non addirittura nel genoma dell'individuo in questione sin dalla nascita, perlomeno tra le maglie o interconnessioni di certe alterazioni biochimiche con l'intera struttura biolo- gica del soggetto. Quando queste alterazioni biochimiche rimangono entro certi limiti di tolleranza variabili da soggetto a soggetto, vengono presto modificate dal sistema immunitario o da altri sistemi biologici attivi affinché l'intero organismo non perda il proprio equilibrio biodinamico; nel caso in cui invece tali alterazioni biochimiche superino i limiti di tolleranza propri e caratteristici del soggetto in questione, ecco innescarsi il fenomeno del „run-away“ biologico, un fenomeno al quale diamo comunemente il nome di malattia e che porta lentamente il soggetto verso una perturbazione sempre maggiore del proprio equilibrio biodinamico. I fattori responsabili di determinate alterazioni biochimiche all'interno di un organismo, possono essere pochi e facilmente identificabili, oppure innume- revoli e per nulla (o solo in parte) identificabili. Da quest'ultima osservazione possiamo facilmente intuire quanto sia estre- mamente importante il ruolo che riveste l'ambiente esterno nella feno- menologia relativa al processo di equilibrio biodinamico di qualsiasi entità biologica. Nella cura di malattie come il cancro per esempio, non sarebbe per nulla sbagliato intraprendere nuove strade nella sperimentazione umana in cui vengano tenuti in considerazione e quindi di volta in volta modificati e fatti interagire tra essi, determinati fattori relativi all'ambiente esterno all'individuo di cui si vuole ristabilire l'equilibrio biodinamico; alcuni di questi fattori potrebbero essere: - temperatura, umidità, pressione e composizione chimica dell'aria che viene respirata dal soggetto. (una modifica di un parametro di tale fattore potrebbe essere per esempio effettuata alterando leggermente, gradualmente e ad intervalli regolari di tempo i valori di Azoto e Ossigeno dell'aria, oppure inserendo nella stessa altri gas costituiti da uno o più elementi). *32 Nelle prime pagine del Testo, viene spiegato chiaramente che la coscienza non è una sorta di „energia psichica“ completamente separata dall'organismo e quindi capace di „autodefinirsi“ in molteplici forme indipendentemente dal „contesto biologico“ in cui è situata; ma forse sarebbe meglio dire... da cui è generata, visto che la coscenza non è nient'altro che una sorta di „risonanza energetica“ che prende forma e si sviluppa attraverso un'infinita serie di processi bio-chimici unici e caratteristici di ogni essere umano di questo pianeta.
  124. - illuminazione dell'ambiente in cui è situato il soggetto. (una modifica di tale fattore potrebbe essere effettuata per esempio utilizzando per l'illu- minazione, diversi tipi di radiazione elettromagnetica (luce visibile) mono- cromatica; ossia fasci di luce che abbiano una propria e ben determinata fre-quenza e lunghezza d'onda). - onde sonore nell'ambiente in cui è situato il soggetto. (una modifica di tale fattore potrebbe essere effettuata per esempio privando il soggetto della facoltà uditiva - per esempio con delle apposite cuffie - e facendogli perce- pire unicamente, ad intervalli regolari di tempo, onde sonore di ogni genere; partendo con dei semplici e brevi ultrasuoni, sino alle sinfonie più complesse di Mozart o Beethoven). Vi sono poi altri fattori, relativi all'ambiente esterno, che purtroppo per ora non possono ancora essere modificati a nostro piacimento, quali l'intensità del campo gravitazionale terrestre, l'intensità dei raggi cosmici, l'influsso dell'attività delle macchie solari, ecc... . L'uomo è ormai da tempo consapevole del fatto che ogni organismo è in stretta correlazione col Tutto, con l'intero Universo, ma le interazioni che sussistono tra qualsiasi organismo e il Tutto sono talmente numerose e complesse, che talvolta quando si ricercano le vere cause di un determinato squilibrio biologico, si finisce con l'accettare la sconfortante conclusione che purtroppo, è ancora ben poco ciò che ci è concesso di sapere. Fiumi di veleni dovranno ancora scorrere nelle nostre vene fino a che non ci sarà dato di conoscere tutti i segreti delle forze della natura che governano la vita di ogni entità biologica su questo pianeta. 43) Lo scienziato inglese James Lovelock è l'autore della teoria che vede la Terra come un grande organismo vivente, capace di autoregolarsi e nel quale l'uomo è uno dei tanti elementi. „La maggior parte degli scienziati preferisce considerare la Terra ancora come una palla di roccia inumidita dagli oceani. Secondo loro, noi e il resto degli esseri viventi siamo solo dei passeggeri che si sono adattati alle condizioni che hanno trovato. Ci vedono come dei viag- giatori che hanno intrapreso un lungo viaggio per mare, che possono abbellire le loro cabine, ma mai interferire con la rotta della nave. Se hanno ragione, e la Terra è così, allora potrebbe non importare che cosa facciamo per sopravvivere finché non inquiniamo la Terra tanto da mettere in pericolo noi stessi, i raccolti e il bestiame. E se invece la Terra fosse un „superorganismo“? In esso le speci sono sacrificabili. Se una di esse insozza il nido, col tempo la selezione naturale la spazzerà via e lascerà il nido pulito.
  125. Se la Terra è così, e vogliamo sopravvivere, dobbiamo modificare il nostro cuore e la nostra mente e imparare a essere parte di Gaia, e non separati da essa. Gaia è una teoria da cui potrebbe emergere una teologia morale. Nel sottolineare l'importanza di tutti i viventi, a parte gli esseri umani, può sembrare che io sia indifferente ai bisogni dell'uomo. Non è così. Però per sopravvivere dobbiamo prenderci cura della Terra. Non c'è diritto di possesso per nessuno su questo pianeta, neppure per una specie“. James Lovelock 44) La proporzione tra area di associazione e corteccia motoria e sensoriale è molto maggiore nei primati che in altri mammiferi ed è molto grande negli esseri umani. Questo suggerisce che tali aree abbiano a che fare con ciò che è unico della mente umana. Inoltre, circa la metà delle aree di associazione della corteccia si trova nei lobi frontali, la parte del cervello che ha avuto lo sviluppo più rapido durante la recente evoluzione di Homo Sapiens. Attualmente si ritiene che la cosiddetta corteccia di associazione sia interes- sata alla capacità di progettazione a lungo termine, all'organizzazione delle idee e all'integrazione degli stimoli sensoriali in arrivo con la memoria e le emozioni. 45) Il sistema reticolare di attivazione è costituito dalla formazione reticolare, un ammasso di tessuto diffuso nel tronco cerebrale e neuroni nel talamo che funzionano come un'estensione di questo sistema. La formazione reticolare ha un interesse particolare in quanto responsabile dello stato di veglia e di quello stato, di difficile definizione, che viene detto consapevo- lezza. Tutti i sistemi sensoriali inviano fibre a questo sistema, che sembra filtrare gli stimoli in arrivo e discriminare quelli importanti da quelli non importanti. La stimolazione del sistema reticolare, sia artificialmente che mediante im-pulsi sensoriali, provoca un aumento dell'attività elettrica in altre aree del cervello. Il sistema limbico è una rete di neuroni (soprattutto subcorticali) che avvol- gono l'interno del cervello, connettendo l'ipotalamo con la corteccia cere- brale. Lo si considera un circuito mediante il quale impulsi ed emozioni, come la sete, la fame e gli impulsi sessuali, vengono tradotti in azioni complesse e finalizzate (cercare cibo, bere, corteggiare un partner). 46) Uno studio condotto negli Stati Uniti da alcuni ricercatori operanti nel campo delle neuroscienze, sul comportamento e le abitudini di gemelli omozigoti separati sin dalla nascita e quindi vissuti per lungo tempo in luoghi diversi (ricevendo altresì un'educazione diversa l'uno dall'altro), ha
  126. fatto rilevare, grazie alle incredibili e molteplici similitudini di comporta- mento e abitudini di questi individui, che l'ambiente in sè influisce relativa- mente poco sulle scelte e gli eventi più importanti (come ad esempio la scel- ta della persona con cui sposarsi, degli hobbies, del tipo di occupazione... tutte straordinariamente simili) relativi alla vita di queste persone. Ciò che sembra giuocare un ruolo estremamente importante invece, nel destino a tratti predefinito di questi individui, è il loro DNA (che li caratterizza e li distingue da altri sette miliardi di esseri umani). Ciò che i loro geni non trovano a portata di mano, vanno inevitabilmente a cercarlo altrove... e il successo è quasi sempre assicurato. Da queste considerazioni giungiamo inevitabilmente alla conclusione che, per quanto insoliti e poco chiari possano apparire questi „dati di fatto“, la rete neurale-neuronale di ogni essere umano, debba essere necessariamente connessa alla sequenza genetica propria di ogni individuo. Da questa premessa, nasce l'idea di un impulso psichico la cui origine è da ricercarsi sia tra le varie interconnessioni neurali-neuronali, sia tra quelle genetiche specifiche dell'individuo in questione; ecco quindi che subentra la necessità di coniare un nuovo termine legato al concetto di impulso, definito appunto come: neurogenetico. Bibliografia Libri: Barrow, J. D. Theories of Everything (The Quest for Ultimate Explanation), Oxford University Press,1991. [trad. it. Teorie del Tutto, Adelphi, 1992]. Capra Fritjof, The Tao of Physics, 1975. [trad. it. Il Tao della fisica,Adelphi, 1982]. Capra Fritjof, The Turning Point, Simon & Schuster, 1982. [trad. It. Il punto di svolta, G.Feltrinelli, 1997]. Capra Fritjof, The Web of Life, Doubleday - Anchor Book, 1996.
  127. [trad. It. La rete della vita, Rizzoli, 1997]. Pollak Robert, Signs of Life. The Language and Meanings of DNA, Houghton Mifflin Company, 1994. [trad. It. I segni della vita, Bollati & Boringhieri, 1995]. Douglas R.Hofstadter & Daniel C.Dennett, The Mind's I, Basic Books, 1981. [trad.it. L'Io della mente, Adelphi, Milano, 1992]. Willis Christopher, The Wisdom of the genes, Basic Books,New York, 1989. [trad. It. La sfida della genetica, Bompiani, 1992] Pauwels L. e Bergier Jacques, Le matin des magiciens Gallimard, 1960. [trad. It. Il mattino dei maghi, A. Mondadori, 1963]. Ernest Nagel e James R.Newman, Gödel's Proof, New York University Press (S.U.N.Y.), 1958. [trad. It. La prova di Gödel, Bollati & Boringhieri, 1974]. Albert Einstein,Über die spezielle und allgemeine Relativitä-tstheorie, 1916. [trad. It. Relatività: Esposizione divulgativa, B. Boringhieri,1967]. Richard Courant e Herbert Robbins, What is Mathematics? Oxford University Press, N.Y., 1941. [trad. It. Che cos'è la matematica?, B. Boringhieri, 1971]. Roberto Pinotti, UFO - Contatto Cosmico, Ed. Mediterranee, 1991. Eufemio del Buono, Noi e gli extraterrestri, Ed. Mediterranee, 1993. Pietro Croce, Vivisezione o scienza - una scelta, Ed. UNA, 1990. George Smoot, Wrinkles in Time, 1993. [trad. It. Nelle pieghe del tempo, A. Mondadori, 1994]. Paul Davies, About Time, Orion Productions, 1995. [trad. it. I misteri del tempo, A.Mondadori, 1996]. David Ruelle, Hasard et chaos, Ed. Odile Jacob, 1991. [trad. It. Caso e caos, B. Boringhieri, 1992]. Nevill Drury, Human Potential, Element Books, 1989. [trad. It. Il potere della mente, Xenia,Milano, 1993]. John Taylor, Black Holes - The End of the Universe?, 1973. [trad. It. I Buchi Neri, Armenia,1977]. Alberto Salza, L'anello mancato, Rusconi, 1994]. Leonard Kristal, ABC of Psychology, Multimedia Publications, [trad. It. L'ABC della psicologia, Garzanti, 1989. Carl Gustav Jung, Die Psychologie der unbewussten Prozesse, 1917. [trad. It. La psicologia dell'inconscio, Newton Compton Ed., 1989]. Jean Piaget, The Man and his Ideas, 1973. [trad. It. Cos'è la psicologia?, Newton Compton Ed., 1989]. Friedrich Nietzsche, Menschliches Allzumenschliches [trad. It. Umano, troppo umano, Newton Compton Ed., 1990].
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  129. „Oltre Einstein“ (gennaio 1995, pp. 73-77). „Il futuro è scritto nel ghiaccio“, (febbraio 1995, pp. 22-27). Le Scienze (ed. italiana di Scientific American): „La minaccia di collisioni con comete e asteroidi“. (maggio 1996, pp. 72-77). Science & Vie: „Ecologie, la révolution scientifique“ (ottobre 1996, pp. 83-99). „Dossier OVNIS“ (agosto 1996, pp. 75-85). Orizzonti della medicina: „Turbe mentali e disadattamento sociale“ (dicembre 1996, p. 13) Nexus (ed. italiana): „Sole, epidemie e rivoluzioni“ (giugno 1996, pp. 39-42). „Le attività segrete della NSA“ (agosto 1996, pp. 19-21). „Arrivano i Russi“ (agosto 1996, pp. 38-42). „Germi mangiacervello e vaccinazioni“ (agosto '96, pp. 41-45).
  130. ARKHÈTYPON „You cannot petition the Lord with prayer“ L'alieno fissò attentamente il cristallo,contemplandolo per qualche minuto; poi si rivolse al saggio e lo rese consapevole del suo futuro.“Tutto è già scrit-to nelle stelle“,gli disse,“e nulla la tua volontà o quella di chiunque altro po-trà cambiare.La tua volontà e quella dei tuoi simili,fanno parte di un'unica volontà dai fini imperscrutabili per l'essere umano; come del resto,per qual-siasi altra civiltà notevolmente evoluta di questo Universo.La volontà sog-gettiva di qualsiasi entità biologica è mera illusione.Noi desideriamo ciò che ci viene imposto di desiderare;chi sta al gioco lotta,soffre e non ottiene nulla. È`così che Dio si diverte,questo è il suo passatempo preferito.C`è persino chi lotta per morire,ma è costretto a sopravvivere.Il tumore uccide solo chi lo te-me.Ansia,paura e depressione accrescono a dismisura il volume di un tumo-re. Hai paura di morire?Di scoprire ciò che vi è dall'altra parte del muro? Ebbene la tua ora non tarderà sicuramente ad arrivare.“ Dopo aver udito queste ultime parole,il saggio, spaventato,chiese subito all'alieno:“Perchè mi parli di un tumore?Sono dunque malato?Morirò presto, è questo ciò che vuoi dirmi?“ L'alieno,pacatamente,rispose:“Il tumore di cui io parlo ha mille facce,e su di ognuna di esse vi è l'impronta mnemonica di ogni tua sofferenza.Su una fac-cia vi è il volto aggraziato di una donna insensibile,su di un'altra l'immagine di alcuni fogli dattiloscritti...una tesi di laurea,su un'altra ancora gli occhi scuri e lucenti di un bambino gioioso...in ben altre seicento facce vi è l'im-magine dei tuoi geni racchiusi in una gabbia dorata.Tutte le altre facce, debbono ancora formarsi completamente.Io ti parlo di un tumore
  131. virtuale,ma se continuerai imperterrito a desiderare,esso potrebbe divenire reale.Se starai al gioco,ossia se cercherai di ottenere a tutti i costi ciò che desideri,soffrirai le pene dell'inferno e così facendo ti avvicinerai sempre di più a Dio.Torno a ripeterti che la volontà soggettiva non esiste,chi decide di stare al gioco, de-siderando e quindi lottando contro il programma,non fa altro che eseguire ciò che Dio vuole che venga eseguito.L'Onnipotente fa soffrire solo coloro che ne hanno bisogno;poichè è solo con la sofferenza che si impara ad amare e a rispettare i propri simili.“ Il saggio si strinse nelle spalle e iniziò a riflettere intensamente su quanto l'alieno gli aveva esposto e nel momento in cui la sua mente raggiunse lo sforzo massimo,i suoi occhi videro il cristallo scivolare dalle mani dell'alieno e infrangersi rumorosamente al suolo; lasciò lo sguardo meravigliato rivolto al suolo e disse: “Oh mio Dio! Avrei potuto salvarlo ben cento volte, tanto è stata lenta la sua caduta“.Tosto l'alieno rispose:“Non meravigliarti di tutto ciò,di “mia” volontà ho lasciato che il cristallo cadesse proprio nel momen-to in cui ti stavi maggiormente lambiccando il cervello, per farti capire che talvolta la velocità con cui pensiamo è assai più elevata di quella con cui viviamo e ci muoviamo“. „E così ora,senza quel cristallo,non potrai più svelarmi il futuro“ opinò il saggio preoccupato.L'alieno sorrise e si rivolse ad egli con voce blanda: “L'informazione relativa al tuo futuro è incisa in ogni luogo...sulle tue unghie,su quel sassolino accanto al mio piede destro “disse indicandoglielo“ ... sull'iride del mio occhio sinistro,sui petali delle rose che abbelliscono il tuo giardino...su ogni corpo ponderabile di questo Universo, ma non sui quanti di energia;poichè essi sono... l'informazione.Il cristallo è uno dei mezzi ottimali per riuscire a carpire e a decodificare tutta l'informazione che ci circonda,relativa al nostro passato,presente e futuro;parametri temporali che nella realtà assoluta delle cose non esistono.Esiste unicamente un unicum spazio temporale a più dimensioni.“ L'alieno a tal punto,frugò in una tasca interna della sua tuta color panna,ed estrasse un piccolo disco ultra-piatto,trasparente e incolore,dalle caratte-ristiche fisiche simili al vetro,e lo pose delicatamente nelle mani del saggio, prontamente apertesi per accoglierlo. Sospirò,guardò il saggio seriamente negli occhi e disse: “Ciò che stai ammirando nelle tue mani non è nient'altro che un dischetto olografico;se saprai farlo ruotare nel giusto senso e alla ve-locità giusta,nonchè colpirlo nel punto giusto e con la giusta frequenza di vibrazione elettromagnetica,e sarai in grado di catturare su un supporto ma-gnetico tutte le immagini che esso produrrà,nonchè di decodificarle nel mo-do giusto...se sarai in grado di fare tutto ciò,allora
  132. l'intero film della tua vita verrà proiettato dinanzi ai tuoi occhi in tutta la sua pienezza e magnifi-cenza“. Ogni essere umano,dal giorno in cui nasce sino al giorno in cui muore,si ri- trova a vivere in una sorta di cunicolo energetico dal diametro pari alla sua altezza e di una lunghezza sconfinata,simile ad un serpente che striscia,si at-torciglia su se stesso e si muove tracciando,su tutta la superficie della Terra e forse anche in buona parte dell'Universo,una serie interminabile di arabeschi dalle forme più insolite,che apparirebbero banali e indecodificabili di fronte all'occhio umano(se questi ovviamente potessero venire osservati);ma con-trariamente,totalmente traducibili e ricchi di significato al cospetto di una Mente Divina. Alcuni credono che sia ...Specie Umana il nome sel softwere e Universo il nome dell'hardwere;ma se fosse Universo il nome del softwere,quale sarebbe il nome dell'hardwere?Forse...Dio?Possono gli hardweres azionarsi auto-nomamente ed auto-organizzarsi?Molto probabilmente quelli più evoluti sì;altrimenti occorrerebbe immaginare,oltre ad una serie infinita di Aleph, anche una serie infinita di Padreterni. In un unico cunicolo energetico,possono „convivere“ due,tre,quattro o addirittura centinaia (se non migliaia) di esseri umani;e così un individuo, senza saperlo,potrebbe benissimo essere legato tramite una sorta di funzione d'onda ad un altro individuo che magari vive sul lato opposto del globo a ventimila chilometri di distanza da egli.Quando due esseri umani percepis-cono che tra di loro vi è una certa affinità di pensiero,è assai probabile che si trovino nello stesso cunicolo energetico. L'incontro tra due individui che avvertono spontaneamente una certa affinità di pensiero,può apparire in alcuni casi ,agli occhi di qualsiasi comune os- servatore appartenente al genere umano,sia esso poco o molto intelligente (come del resto agli occhi dei diretti interessati),totalmente acausale e quindi inspiegabile da un punto di vista razionale,tenendo in considerazione esclu-sivamente gli eventi più recenti e significativi delle vite di queste due per-sone e facendo infine un piccolo calcolo probabilistico sulla possibilità di un simile incontro. Jung spese gran parte della sua vita cercando di arrivare ad una spiegazione razionale ed oggettiva che fosse in grado di far luce e di definire quindi in termini più o meno scientifici il fenomeno succitato;ma tutto ciò che riuscì a fare (oltre a decorare tale fenomeno con una punta di
  133. *1 occultismo,ricorrendo ai Tarocchi e all'Astrologia) ,fu di denominare *2 queste coincidenze significa-tive sincronismi e associare al concetto di contemporaneità degli eventi, (da Lui definito sincronicità,ovvero un fenomeno dovuto a nessi acausali), l'idea assai più ricamata che si proponeva di unificare quest'ultimo tentando un collegamento con la teoria sugli archetipi,quella sulle doti e sul potenziale extra-sensoriale di ogni individuo,e infine rimescolando il tutto (dove neces-sario) assieme al concetto di inconscio collettivo e alle possibili connessioni tra psiche e materia.La posizione adottata da Jung per definire il fenomeno della sincronicità,che a molti ai suoi tempi (nonchè a tutt'oggi) sembrò un pochino azzardata e dal sapore metafisico,rivela comunque tutta la sua importanza in un contesto concettuale più ampio: quello in cui si abbraccia l'ipotesi di un Universo olografico.(Su tale argomento tratterò più avanti nel libro). Riuscire a capire il significato,il senso,la logica degli infiniti arabeschi che gli innumerevoli cunicoli energetici compongono sulla superficie terrestre e probabilmente anche in spazi più lontani,significherebbe conoscere tutte le leggi del caos che governano il nostro Disegno Divino.L'uomo non è ancora riuscito a capire perfettamente come ...funziona il proprio cervello, figuria- moci se è in grado di capire il funzionamento di quello di Dio.Volendo però fare gli ottimisti, potremmo tutto sommato chiederci:“Potrà mai esistere,in un futuro sicuramente assai lontano,uno strumento fisico ideato dall'uomo, che posto ad una determinata distanza dalla Terra (se non addirittura sulla Terra),sia in grado di rilevare e registrare tutti i movimenti di una massa convulsa di cunicoli energetici,di ogni entità biologica presente in tali cuni- coli,e infine,facendo appello alle più complesse formule matematiche che regolano le leggi del caos,stabilire con assoluta esattezza dove si troverà il signor Smith e cosa starà facendo il quattro luglio del 2015 alle diciotto e quarantacinque...e trenta secondi?“.Credo che questa domanda non meriti neppure una risposta;quindi lasciate che sia solo Mr. Jack-A a lambiccarsi il cervello nel tentativo di trovarne una. *1 Confr.„La sincronicità“ di Carl G.Jung (ed.Bollati & Boringhieri,1980) *2 Coincidenze significative per il semplice fatto che sono in grado,grazie al pensiero costruttivo che solitamente nasce e prende forma tra due o più menti consimili,di dare una svolta (se no decisiva perlomeno importante) alla vita di uno o di entrambi gli interessati. L'esempio che ho usato per definire il fenomeno della sincronicità,improntato sull'affinità di pensiero tra due individui,è da intendersi esclusivamente come caso limite all'interno della sconfinata casistica junghiana dei sincronismi.
  134. Il fine ultimo dell'evoluzione umana (o del Programma Divino,se preferite), è quello di arrivare ad un unico cunicolo energetico,dal quale non diparte più alcun filamento energetico isolato (costituito prevalentemente da entità bio-logiche caratterizzate da una sintonia di vibrazione,contrastante quella dell'ambiente ad esse circostante),in cui vi saranno incluse probabilmente solo alcune migliaia di esseri umani,pronto nel modo più assoluto per com- piere il salto di qualità e quindi di spostarsi in altre zone dell'Universo per osservare altri mondi ma senza mai con essi interagire, godendo unicamente della della loro bellezza e unicità. Le coincidenze significative o sincronismi (come amava definirli Jung) che caratterizzano la vita di ogni individuo dotato di una certa originalità intellet-tiva, rappresentano la base sulla quale vertono tutte le possibili deduzioni analogiche che ci permettono di comprendere,da un punto di vista più intuiti-vo che razionale,il significato intrinseco della succitata teoria. Sono gli eventi più improbabili e quindi estremamente significativi che sono in grado di modificare(qualora si manifestino),sia nel bene che nel male,il destino dell'intera umanità.Solo un essere umano,su circa due miliardi (allora) di individui è stato in grado di capire come ottenere una quantità straordinariamente grande di energia da un ...semplice nucleo atomico.E se Einstein e Hitler non fossero mai nati? Si potrebbe tranquillamente affermare che il palesamento di ogni evento estremamente improbabile da un punto di vista puramente razionale,debba necessariamente e contemporaneamente comportare,come „logica“ conse- guenza,dei risvolti estremamente significativi sul modello del comporta- mento umano. La teoria di Stephen J.Gold dell'equilibrio punteggiato,quella di Darwin della selezione naturale e infine quella di Jung sulla sincronicità,hanno tutte un unico comun denominatore: l'estrema improbabilità matematica degli eventi acausali che le caratterizzano. L'intelligenza umana non segue assolutamente il principio entropico,essa si evolve costantemente verso uno stato di maggior ordine;ovviamente non mi riferisco all'intelligenza di un singolo essere umano e quindi al breve arco di tempo utile(ma difficilmente sfruttabile) definito dalla sua vita,in cui questa non ha alcun modo di accrescere, bensì all'intelligenza dell'intera specie umana. Ciò che a questo punto è assolutamente necessario tener presente,è che: nonostante le probabilità di esistenza (o manifestazione) di un ordine elevato riferite ad un sistema microscopico (atomico-molecolare)siano estremamente scarse,esse saranno comunque di gran lunga superiori alle
  135. probabilità di esistenza(o manifestazione) di un ordine elevato riferite ad un sistema macroscopico. In una coincidenza significativa isolata come pure in un salto di qualità a livello evolutivo riferito al genere umano come a qualsiasi altra specie animale, vi è sempre presente quindi,lo spettro di un'alta improbabilità di manifestazione di un ordine elevato riferita ad un sistema macroscopico. Poichè le probabilità di manifestazione di un ordine elevato riferite ad un sistema atomico-molecolare,sono più alte rispetto a quelle di un ordine elevato riferite ad un sistema macroscopico;se ne deduce che le mutazioni genetiche casuali in una specie animale, debbano forzatamente essere più frequenti dei salti di qualità evolutivi come pure di ogni coincidenza signi- ficativa (intesa in questo caso come evento significativo per l'intero genere umano,un esempio potrebbe essere la caduta di un meteorite di grandi di- mensioni sul nostro pianeta). Se i nostri neuroni non avessero potuto raggiungere costantemente in tutte queste centinaia di migliaia di anni di evoluzione,uno stato di ordine eleva- to,molto probabilmente a quest'ora saremmo ancora all'Età della Pietra; o forse non saremmo neppure esistiti,poichè l'impossibilità,per un sistema atomico-molecolare a raggiungere un determinato stato d'ordine piuttosto elevato,implicherebbe uno „sfalsamento“ di qualche punto percentuale sui valori delle più comuni Costanti di natura (come quella di Plank,per esempio) che,oltre a non consentire la nostra esistenza,non consentirebbe neppure l'esistenza dell'Universo a noi noto. Il pensiero umano non è vincolato da alcun limite spazio-temporale,lo dimostra il fatto che in molte occasioni noi percepiamo (principalmente allo stato di veglia), delle immagini relative al nostro habitat in cui vi è definito *3 un determinato evento,che a distanza di qualche ora si ripresentano dinanzi ai nostri occhi con nostro grande stupore ovviamente,nella realtà fisica in cui viviamo quotidianamente; ciò significa che queste immagini rappresentano degli eventi relativi alla nostra esistenza (vita) che debbono ancora verificar-si, ossia sono in procinto di divenire reali.Quel fenomeno che viene comune-mente definito nella terminologia psicanalitica dejà vù,potrebbe per certi aspetti rientrare come caso limite in tale fenomenologia relativa alla psiche umana. *3 L'intervallo di tempo tra l'immagine percepita,ossia tra l'evento percepito e la sua manifestazione nella realtà fisica,può comunque variare a seconda dei casi,da qualche secondo sino addirittura ad anni.
  136. “Alla psiche inconscia spazio e tempo sembrano relativi,ossia la conoscenza si trova in un continuum spaziotemporale in cui lo spazio non è più lo spazio e il tempo non è più il tempo.Se quindi l’inconscio sviluppa e mantiene un certo potenziale alla coscienza,nasce la possibilità di percepire e “conoscere” eventi paralleli”. Carl Gustav Jung Dove non possiamo arrivare con il nostro corpo fisico,ci possiamo arrivare col pensiero.In una ipotetica macchina del tempo dotata di una tecnologia altamente evoluta in grado di scollegare la mente umana dalla realtà 1- dimensionale (in cui si ritrova,unita al corpo fisico,ad interagire con l'am- biente ad essa circostante)e proiettarla in un'altra realtà N- dimensionale,ossia in un'altra dimensione spazio-temporale (per esempio *4 nel 2000 a.C oppure 2300 d.C) , il corpo di un ipotetico viaggiatore del tempo si ritroverebbe immobile su un comodo lettino modello „strizza- cervelli“,mentre la sua mente (in una realtà terrestre assai remota nel tempo oppure in una assai lontana nel futuro),associata ad un corpo „virtuale“ che ad egli ovviamente apparirebbe del tutto reale, potrebbe osservare ogni evento che in quel deter-minato intervallo temporale prendesse vita,ma senza mai in alcun modo poter interagire con essi.“Egli“,in qualsiasi realtà N-dimensionale si trovasse, rimarebbe sempre uno spettatore passivo,un fantasma in grado di attraversare i muri senza alcuno sforzo,ma con un *4 L'idea di uno spazio a più dimensioni non deve assolutamente trarci in inganno lasciandoci volare con la fantasia ad immaginare ...“cose dell'altro mondo“.Il Tempo è uno ed unico e come del resto anche lo spazio a cui esso è associato,e in ogni secondo che la lancetta del nostro orologio scandisce,vi è inclusa una serie infinita di dimensioni spazio-temporali.Occorre in questo caso saper dis- tinguere lo spazio a più dimensioni come concetto puramente astratto che rientra esclusivamente nel campo della matematica,da quello classico (reale) quadri-mensionale (3D+t) scindibile, grazie agli infiniti valori di t (tempo),in una serie anch'essa infinita di „modelli“ di spazio-tempo,incautamente e forse altrettanto impropriamente definiti N-dimensionali.Vi sono alcune teorie nel campo della fisica che si propongono di dimostrare la possibile esistenza di realtà pluri-dimensionali (ND+t)che non siano esclusivamente di dominio matematico, bensì fisico e quindi concepibili solo in altri Universi altrettanto assurdi e assai lontani da ogni nostra possibile immaginazione;in ogni caso tali teorie,non devono assolutamente in questo contesto essere prese in considerazione.
  137. cuore che batte e quindi sensibile ad ogni cambiamento di stato della sua condizione bio-dinamica. Ciò che non lo farebbe sprofondare tra le viscere della Terra, sarebbe unica-mente il suo...Credo,la sua forza di volontà; ossia quella forza che,se usata in altri termini,potrebbe addirittura permettergli di spostarsi...volando. Viaggiare nel tempo,per quest'individuo,sarebbe quindi come fare un sogno ad occhi aperti. Ogni intervallo temporale,è da includersi (come punto ben definito) in una determinata oscillazione della curvatura dello spazio e ad ogni grado di oscillazione,dovrà quindi essere associato un determinato modello di spazio propriamente detto N-dimensionale. Tale oscillazione della curvatura dello spazio potrebbe comunque essere ciclica,e la sua durata potrebbe variare da qualche minuto (cosa poco credibile) sino a qualche millennio terrestre (cosa un po' più credibile).Alla valutazione più o meno attendibile della durata di quest'ultima,ci si potrebbe arrivare per via indiretta qualora si riuscisse a misurare la frequenza e l'intensità delle onde gravitazionali. Se l'oscillazione della curvatura dello spazio fosse realmente ciclica,non ci sarebbe per nulla difficile immaginare dei modelli di spazio che si ripetano nel tempo.Per fare un esempio: se nel 1492 d.C vi fosse stato sulla Terra un modello di spazio X-dimensionale, esso potrebbe corrispondere esattamente al suo gemello X1- dimensionale del 2200 d.C. Di quale altro fondamentale fattore occorre quindi tener conto nella cos- truzione di una ipotetica macchina del tempo(oltre ai parametri di misura- zione relativi all'oscillazione della curvatura dello spazio), affinche un ipote-tico viaggiatore possa tranquillamente decidere di spostarsi nel 2200 d.C, senza dover indesideratamente trovarsi,dopo aver premuto un pulsante,nel 1492 d.C.?Semplice,dell'espansione dell'Universo. Finora abbiamo considerato esclusivamente la possibilità,per il pensiero umano, di viaggiare nel tempo; senza ovviamente poter dimostrare che essa esista realmente.Ammettendo ciò nonostante che questa possibilità rispecchi un certo livello di probabilità inerenti alla natura dei viaggi nel tempo(da un punto di vista razionale-intuitivo) e quindi sia da considerarsi del tutto plau-sibile,potremmo chiederci: come apparirebbe,dinanzi agli occhi di un ipote-tico viaggiatore nel tempo che si ritrovasse virtualmente proiettato in un in-tervallo temporale assai lontano dalla sua realtà N-dimensionale (ad esempio nel 2500 a.C oppure nel 6500 d.C,ossia a circa 4500 anni terrestri di distanza dal suo intervallo temporale),la realtà fisico-dinamica ad esso circostante? Vedrebbe egli forse le immagini (ossia gli eventi) di tale realtà in modo dis-torto e quindi ...“innaturale“ a causa di una grande differenza di curvatura dello spazio rispetto a quella inerente all'intervallo temporale
  138. da lui lasciato (dalla sua mente,sia ben chiaro) per trasferirsi nel passato o nel futuro? Oppure tale problema non vi sarebbe affatto, poichè la sua immagine virtuale si adatterebbe immediatamente ad ogni modello di spazio in cui si ritrovasse?Appellandoci unicamente al buon senso,potremmo optare tran-quillamente per la seconda soluzione. Per concludere in bellezza questa breve digressione sui viaggi nel tempo (previsti dalle equazioni di Einstein nella teoria della Relatività Ristretta e mai presi seriamente in considerazione da alcuno scienziato...serio,a causa del Paradosso dei gemelli,del Paradosso del nonno e di tanti altri paradossi „logici“ che essi comportano),prenderò ora in considerazione la possibilità, per un essere umano (o per qualsiasi altro corpo fisico,sia esso animato o meno),ossia per un'entità fisica formata da atomi e molecole e quindi ponde- rabile,di viaggiare nel tempo.Premetto che non rientra assolutamente nelle mie intenzioni riuscire a corroborare tale possibilità e nè tanto meno a mini- mizzarla;ciò che intendo fare è unicamente analizzarne gli aspetti e le con- seguenze più significative da un punto di vista fisico „quantico-classico“ (la-sciando quindi la risoluzione di tutti i paradossi „logici“,a carico dei filosofi e scienziati più asceti). Immaginiamo due punti nello spazio (A e B,vedi fig1.1),tra cui vi sia una determinata distanza (c), in tre distinte situazioni dimensionali;ossia in tre distinti tessuti spazio-temporali.Per facilitare la vostra comprensione,vi suggerirei di paragonare la distanza c al tessuto spazio-temporale. Apparentemente,riflettendo in termini euclidei,sembrerebbe che la distanza tra A e B,decresca parallelamente alla diminuzione della curvatura del tes- suto spazio-temporale,o viceversa.Ebbene ciò non è assolutamente vero. Immaginiamo che il tessuto spazio-temporale (c) rappresenti un lungo filamento metallico costituito quindi da atomi e molecole.Misurando la dis- tanza tra i punti A e B,ossia tra le sue estremità,in qualsiasi modello di
  139. spazio N-dimensionale noi ci trovassimo,il filamento ci apparirebbe sempre lungo uguale.Questo per il semplice fatto che non solo il filamento metallico viene influenzato dalla curvatura dello spazio-tempo, bensì anche l'osserva- tore. Dove occorre quindi ricercare le differenze fisiche insite nei tre (v.fig. 1.1) modelli di filamento?Oppure,tornando ai viaggi nel tempo,nei tre mo- delli di individuo(qualora lo stesso individuo si ritrovasse in tre differenti modelli di spazio o tessuto spazio-temporale)? I tre filamenti-individui,mostrerebbero in tutti i differenti modelli (tre) di spazio-tempo lo stesso comportamento quantico?Cerchiamo di scoprirlo: Un tessuto spazio-temporale dilatato,a causa di una sua stessa „forte“ cur- vatura,implica una considerevole diminuzione del valore assoluto del Tempo (|T|) e parallelamente un considerevole aumento del valore assoluto dello spazio (|S|).Questa importante caratteristica del tessuto spazio-temporale non è nient'altro che una logica conseguenza della matematizzazione del concetto di spazio-tempo,ossia:|T|.|S|=K(dove K rappresenta una costante presente in ogni punto dell'Universo).Questa ipotesi-considerazione è stata avanzata sul-la base dell’idea di Prigogine su un tempo Universale (che in origine fu di Bergson);idea che egli ha sviluppato in termini matematici nel libro ”Tra il Tempo e l’Eternità” con un’analisi sui sistemi di distribuzione dei tempi in-terni medi dello spazio-tempo. E’ chiaro che nessun fisico...sano di mente,oserebbe mai mettere in discus- sione il fatto che spazio e tempo siano del tutto relativi al sistema a cui essi appartengono; e che quindi mai e poi mai si azzarderebbe a parlare di uno spazio e di un tempo assoluti.Ma come abbiamo visto,grazie al lavoro di Prigogine,è possibile perlomeno arrivare ad accettare l’idea di un Tempo As- soluto. Ora,accettando pienamente questa premessa,ossia che l’intero Universo sia definito da una sorta di Tempo Assoluto, grazie a quel semplice gioco di simmetrie che ha sempre caratterizzato ogni nuovo principio in campo scientifico,dovrà necessariamente esistere anche la sua controparte...ossia lo Spazio Assoluto! Se diamo per certo l’assunto che la struttura fondamentale dello spazio- tempo rimane costante in ogni punto dell’Universo , dobbiamo anche dare per scontato che spazio e tempo debbano necessariamente sottostare ad una legge universale di complementarietà, atta appunto a garantire l’invariabilità della struttura fondamentale dello spazio-tempo... in qualsiasi regione dell’Universo ! Sarebbe a questo punto del tutto sbagliato credere che io voglia riproporre, con altre vesti,la famosa Costante Cosmologica di Einstein; il prodotto di
  140. spazio e tempo (siano essi assoluti o relativi), definisce una costante (K) che non può essere espressa in unità di energia (Joules,eV,cal,...)! Ciò che rappresenta invece tale costante,che io ho definito con il simbolo K, non è nient’altro che lo spettro,l’”anima”, di ogni struttura spaziotemporale; esprimibile ovviamente con un’unità simbolica di misura. Una parentesi: E’ ormai noto da tempo che,usando le stesse parole di J.Magueijo :” il problema della Costante Cosmologica è dato dal fatto che l’energia del vuoto non viene “diluita” dall’espansione dell’Universo,al contrario di quanto accade per la materia e per la radiazione.Per questo motivo l’energia del vuoto finirebbe rapidamente per dominare l’Universo,a meno che non si possa trovare un modo per sopprimerla brutalmente già nell’Universo primordiale.” Magueijo,un fisico di origine portoghese di fama internazionale,sostiene addirittura che la velocità della luce non sia costante nell’Universo; da questa ipotesi-premessa ha elaborato una serie di teorie legate ai concetti di Relatività Speciale e Generale (che assieme prendono il nome di VSL; l’acronimo si traduce in varying speed of light) con le quali avrebbe,come lui stesso sostiene:“trovato una maniera per esorcizzare la costante Cosmolo- gica”. Vi è solo un modo per poter ripristinare il concetto di Costante Cosmolo- gica,senza che esso entri in contrasto con le leggi della Teoria della Relati- vità, ed è quello di intendere tale Costante come un’entità simbolica ,legata al concetto di energia da Piani talmente sottili,che l’uomo odierno non è ancora in grado di visualizzare e quindi di esporre in forma matematica; solo in tale accezione,è possibile identificare la costante K,con la Costante Cosmologica. L'aumento del valore assoluto dello spazio,implica a sua volta una necessaria compressione atomico-molecolare dell'oggetto in questione atta a garantirne la sua compattezza energetica.Questa è una condizione necessaria affinchè gli atomi che costituiscono il corpo in questione non tendano a dissociarsi gli uni dagli altri (cosa che accade invece,la tendenza alla dissociazione atomica, più comunemente detta radioattività,a tutti quei corpi che si trovino in uno spazio che tende a contrarsi e in cui il valore assoluto del Tempo tende ad aumentare considerevolmente).Un corpo radioattivo, dev’essere quindi inteso come una forma complessa di energia,in grado di indurre lo spazio a contrarsi! Si potrebbe quindi ipotizzare che un corpo radioattivo che si sposti nello spazio a velocità estremamente elevate,emetta un minor numero di particelle
  141. radioattive,rispetto ad un altro corpo (identico) che si trovi invece in uno stato di quiete.Siamo quindi arrivati a questo punto a proporre in una nuova veste,come condizione finale del nostro modello di spazio-tempo N- dimensionale iniziale,la cosiddetta...Contrazione delle lunghezze (prevista nella Relatività Generale e „affine“ a quella di Lorentz per le alte veloci- tà;tale analogia ci risulta evidente se consideriamo lo spazio percorso da un corpo in moto lineare,come dilatato rispetto allo spazio che circoscrive lo stesso corpo in un sistema inerziale). Confrontiamo ora i nostri assunti con alcuni fondamenti di Relatività Generale al fine di renderli un po' più evidenti e quindi,per certi aspetti di... convalidarli: a)La teoria della R.G. prevede che in prossimità di una massa gli orologi vadano più lenti.[Il valore del tempo assoluto diminuisce considerevolmente quando lo spazio tende a dilatarsi,e viceversa.Una forte curvatura dello spazio , implica una forte dilatazione dello stesso.Attorno ad una massa lo spazio è assai curvo,ne consegue che gli orologi debbano andare più lentamente]. b)La teoria della R.G. prevede che in prossimità di una massa,le aste graduate (lunghezze) si accorcino. Un aspetto interessante quindi della realtà fisica in cui il nostro simpa- ticissimo viaggiatore del tempo potrebbe ritrovarsi, a distanza di qualche millennio dal suo intervallo temporale iniziale (ossia dal suo modello di spazio iniziale),è che essa potrebbe farlo apparire (dinanzi agli occhi del Padre Eterno,l'unico osservatore non soggetto a vincoli spazio-tempora- li),con una „statura“ diversa per ogni differente modello di spazio-tempo. Cosa di cui egli ovviamente non potrebbe mai rendersi conto. Tutte queste considerazioni e deduzioni „logiche“ sulla natura dei viaggi nel tempo,possiamo accettarle unicamente se diamo per scontato l'assunto iniziale sull'oscillazione ciclica della curvatura dello spazio-tempo dell'Uni- verso; altrimenti esse non avrebbero alcun senso. ...Dulcis in fundo: Con un semplice ragionamento analogico potremmo giungere alla seguente conclusione: Se la contrazione delle lunghezze nella teoria della Relatività Generale,rispecchia in un certo qual modo la Contrazione di Lorentz prevista per corpi in moto lineare ad alta velocità,poichè per entrambe si presenta una determinata dilatazione dello spazio (affinchè esse possano manifestarsi) e considerando il fatto che per ogni valore della Contrazione
  142. di Lorentz corrisponde un rispettivo aumento relativistico della massa del corpo in questione,si potrebbe dedurre che tale aumento relativistico della massa abbia una certa corrispondenza persino con la contrazione delle lunghezze prevista in prossimità di una massa,ossia dove lo spazio è più curvo e quindi più dilatato.Sto semplicemente dicendo che la massa di un corpo potrebbe variare a dipendenza della curvatura dello spazio in cui essa si trovi. La massa di un corpo che si allontani dalla Terra, dovrebbe quindi in linea di principio,diminuire sensibilmente.Tale diminuzione,comunque,a causa della sua entità infinitamente piccola,resterà sicuramente imponderabile ancora per parecchi anni per il genere umano.Massa inerziale e massa gravitazionale potrebbero quindi non essere uguali,ma poichè sulla Terra la variazione della Costante Gravitazionale è troppo piccola per essere misurabile,nessuno finora ha mai potuto arguire tale possibilità. In ultima analisi,potremmo azzardare l'ipotesi che la frequenza delle onde stazionarie che definiscono i livelli energetici degli atomi che costituiscono un determinato corpo che si allontani dalla Terra,a causa della diminuzione della curvatura dello spazio e quindi di una lieve contrazione dello stesso, tenda ad aumentare sensibilmente .In tal caso il corpo in questione tende- rebbe a manifestare un determinato comportamento(seppur minimo) radioat-tivo, il che porterebbe ad una inevitabile ed ovviamente imponderabile dimi-nuzione della sua massa.Da tale ipotesi,ne consegue un'altra ancora più bizzarra: L'aumento della frequenza delle onde stazionarie, comporterebbe un pro- porzionale aumento delle interferenze quantiche del sistema preso in con- *5 siderazione.La velocità di decoerenza di tale sistema,a causa di un suo *5 In un modello di „misura“,ciò che produce la riduzione del pacchetto d'onde,è l'interazione del sistema con ciò che le sta attorno (ad esempio lo stesso „apparecchio di misurazione“).Più generalmente,gli oggetti quantici non sono mai completamente isolati da ciò che li circonda,dove per „ciò che li circonda“ si intende tutto ciò che interagisce con il sistema (un apparecchio,delle molecole d'aria,dei fotoni, ecc...).Le multiple interazioni tra l'oggetto quantico e „ciò che lo circonda“,causano una distruzione molto rapida delle interferenze quantiche del sistema.Le interferenze sono un fenomeno ondulatorio,e caratterizzano un comportamento quantico.La distruzione delle interferenze,comporta a sua volta una soppressione delle superposizioni di stati che caratterizzano l'oggetto quantico; esso quindi,disponendo unicamente di alcuni stati semplici,assume immediatamente un comportamento classico.In un oggetto macroscopico (un gatto per esempio),ogni suo atomo interagisce con tutti gli altri atomi dell'ambiente che gli sta attorno.Tutte queste interazioni provocano spon-
  143. pro-gressivo allontanamento dalla Terra, tenderebbe quindi a diminuire;questo perchè vi sarebbero,in tale sistema,molte più interferenze quantiche da eli-minare.Il corpo in questione,potrebbe quindi in questo caso presentare un de-terminato comportamento quantico-classico. Tornando per l'ennesima ed ultima volta al nostro carissimo viaggiatore del tempo (Mr.Jack-fly-A ),potremmo addirittura immaginare che egli,in deter-minati modelli di spazio in cui venisse malauguratamente „proiettato“, assu-ma un comportamento quantico-classico.Dinanzi agli occhi di un eventuale troglodita oppure di un eminente scienziato del 2600,egli potrebbe quindi apparire e sparire;esattamente come la luce di una lampadina ad inter-mittenza.Tali ipotesi o considerazioni,potrebbero sicuramente far ricordare a qualcuno,le parti più salienti del libro di Charles Berlitz: Esperimento Phila-delphia.E se fossimo quotidianamente invasi da „orde di turisti provenienti dal futuro“, contrariamente a quanto sostiene Hawking,ma non ce ne accor-gessimo per il semplice fatto che non siamo in grado di vederli? ...Thank' you God A volte ciò che non ci è dato di concepire,è il risultato di un'interazione tra mondi consimili,ma sfortunatamente posti in modelli di spazio differenti. Credete voi forse che il tre-barre di Oscar Reutersvärd sia un oggetto impos-sibile da concepire per un individuo che si ritrovi a vivere in un modello di spazio iperbolico? (Provate a giocherellare con un suo modello in gomma-piuma).La mente umana sarebbe in grado di concepire anche l'impossibile, se solo potesse uscire da determinati modelli (o strati) di spazio olografico entro i quali si trova costantemente intrappolata.La quantità immensa di in-formazione che costituisce la mente di un essere umano (di media età, intel-ligenza e cultura), è strettamente vincolata,nel taneamente un „ronzio“ di interferenze quantiche,che spariscono quasi istan- taneamente.Ecco perchè la fisica quantica non si applica alla nostra scala: i siste-mi non sono mai isolati.Questo fenomeno è stato battezzato „decoerenza“,poichè è la distruzione della coerenza degli stati quantici che elimina le interferenze.La velocità di decoerenza aumenta con la grandezza del sistema.Un gatto per esempio,formato da circa 1027 particelle, “decoerisce“ in 10-23 secondi.Ciò spiega perchè non si sono mai visti dei gatti „morti-viventi“,e infine perchè la decoerenza sia così difficile da osservare.(Tratto dalla rivista: Science &Vie,febbraio 1999,pp.47;50).
  144. modo di muoversi attraverso altre strutture olografiche della realtà ad essa circostante,da determinati sche-mi biofisici che hanno avuto modo di concretizzarsi e quindi di assumere un aspetto ben definito e più o meno costante nel tempo (mi riferisco ovvia-mente al fenomeno dell'autopoiesi e alle rispettive analogie con quello dei sistemi dissipativi di Prigogine),durante il susseguirsi di milioni di anni di evoluzione.Tali vincoli,tra la mente umana e le sue potenziali capacità migratorie attraverso altri strati olografici, si fanno comunque via via sem-pre più deboli e inconsistenti man mano che il grado di elaborazione analo-gica del pensiero umano assume valori più alti,a scapito della vecchia im-pronta mnemonica di stampo binario. Il giorno in cui a gran parte dell'umanità sarà concesso di accedere alle meraviglie della psicocinesi e della chiaroveggenza non è indubbiamente assai vicino,ma neppure molto lontano.L'evolversi del sistema mente-corpo- realtà ad esso circostante,è il risultato di una costante interazione tra questi tre elementi (integrati nell'olomovimento di Bohm),paragonabile a quella che definisce i fenomeni non lineari della dinamica classica e a quella che definisce i fenomeni non-locali della meccanica quantistica.Questo con- tinuum evolutivo di tale modello olografico della realtà potrebbe tuttavia,in un futuro assai lontano,entrare in risonanza con altri modelli di stato olo- grafico in cui ogni entità fisica (sia essa animata o inanimata)si presen- terebbe,grazie ad una perfetta sintonia di frequenza (vibrazione) tra le parti interagenti del sistema, scevra da ogni vincolo inerente alla sua natura,in quanto a massa,densità,moto e posizione e da ogni vincolo inerente alla natura dell'ambiente ad essa circostante (attrazione gravitazionale,pressione atmosferica, ecc ...) . Solo accettando questa premessa,possiamo immaginare un futuro in cui l'uomo sia in grado di spostare gli oggetti a distanza con la sola forza del pensiero o di visualizzare determinati eventi ancor prima che si verifichino.Ogni entità biologica altamente pensante(mi riferisco soprat-tutto al genere umano poichè,parafrasando Leibniz,non potremmo di certo includere le monadi nell'insieme delle entità biologiche altamente pensanti) di questo pianeta,la si può immaginare come un immenso accumulo di informazione (o bytes di *6 memoria) super-organizzata,dinamica e in continuo evolversi, *6 In genere la capacità di memoria di un comune cervello umano è valutata attorno ai 1015 bit;tale informazione si ritiene che venga immagazzinata nelle connessioni sinaptiche. Considerando che durante un unico evento mentale,è attiva soltanto una parte del cervello che oscilla tra l'uno e al massimo il dieci per cento del suo volume totale,possiamo facilmente intuire quanto sia
  145. estremamente vasta l'informazione potenziale latente nel cervello umano.In ogni caso, l'informazione potenziale relativa alla mente umana,rimane sempre la punta di un iceberg,se paragonata all'informazione potenziale relativa al sistema mente-corpo o a quello ancora più complesso mente-corpo-ambiente ad esso circostante. Per capire pienamente il significato di quest'ultima considerazione,è necessario porsi la seguente domanda: Che cos'è l' informazione e da dove essa trae origine? La meccanica ci dimostra che il numero di bit codificabili in una regione limitata,è paragonabile al numero di stati quantistici possibili in tale regione.Il limite di Bekenstein, determina il limite fondamentale al numero degli stati quantistici possibili in una regione limitata.Se l'informazione I è legata al nume- ro degli stati possibili N dall'equazione: I = log2 N, allora il limite di Bekenstein alla quantità di informazione codificata all'interno di una sfera di raggio R e di energia totale E è: I ≤ 2πER / ( hc ln 2).In genere si adotta, come limite superiore al numero di bit,codificabili da parte di un'entità fisica qualunque che abbia una massa di cento chili e un volume di circa 4,2 m3, il valore: I Ρ 2,57686 x 1045 bit.Detto ciò,qualcuno potrebbe giustamente ancora chiedersi cosa sia questa dannata (benedetta?) informazione e da dove essa tragga origine;ma forse tutto si chiarirebbe nella sua mente se si ponesse a questo punto la seguente domanda: Che cos'é l'energia? Ebbene la sconcertante ipotesi-conclusione alla quale è possibile giungere con un semplice ragionamento analogico, è che in definitiva l'energia non rappresenti nient'altro che una forma complessa di informazione.Fu assai difficile per i fisici di inizio secolo accettare l'idea che la massa non sia nient'altro che una forma complessa di energia,e suppongo che per la comunità scientifica ortodossa del duemila sarà altrettanto difficile accettare l'idea che il costituente fondamentale dell'energia possa essere della pura e semplice...informazione. „(...)tutte le entità presenti nell'Universo attuale,codificano una quantità di infor- mazione di gran lunga inferiore alla quantità permessa dalla teoria quantistica dei campi. Per esempio,se un atomo di idrogeno dovesse codificare tutta l'in- formazione che gli è consentita dal limite di Bekenstein,potrebbe codificare circa 4 x 106 bit di iformazione (...)Quindi un atomo di idrogeno potrebbe codificare all'incirca un megabyte di informazione,mentre di norma co-difica molto meno di un bit.La massa dell'idrogeno non viene di certo utilizzata in modo efficiente!Se si assume che il raggio sia quello di un protone (R= 10-13 cm),la quantità di iformazione codificabile nel protone è costituita da soli 44 bit!Questo valore è davvero piccolo rispetto alla complessità del protone - tre quark valenza,innumerevoli quark e gluoni virtuali- che è di fatto tanto complesso che non siamo ancora riusciti a calcolarne lo stato di base dai principi fondamentali
  146. un'informazione che si rinnova costantemente e talvolta accresce entro determinati limiti;supporre quindi che possa innescarsi in un futuro assai lontano una sorta di interazione o risonanza energetica tra i vari stati olografici che compongono il nostro Universo, dando così luogo a dei feno- meni che trascendono ogni principio di ordine fisico tra le diverse forze ele- mentari della natura (materializzazione degli oggetti con la sola forza del pensiero,psicocinesi,ecc...),non sarebbe a questo punto (a mio avviso)troppo azzardato.Tutti gli eventi fisici che rientrano nella categoria dei cosiddetti fenomeni paranormali,poichè sostanzialmente indefinibili e quindi inconce- pibili da un punto di vista che rispecchi i canoni della fisica ortodossa, ab- bracciando l'ipotesi di un Universo olografico trovano immediatamente una spiegazione logica (difficile da capire e di non facile intuizione;a tal pro- posito vi consiglio vivamente la lettura del libro: The olographic Universe,di Michael Talbot,1991). È risaputo ormai da tempo immemorabile,che l'energia di un sistema dato si conserva sempre (nulla si crea e nulla si distrugge,tutto si trasforma),e ciò sta alla base del primo principio della termodinamica.Non tutte le forme di ener-gia comunque sono in grado di auto-organizzarsi,ovviamente mi riferisco al calore e ad altre forme di energia dispersiva.La domanda da un milione che vi pongo quindi a questo punto è la seguente:se l'informazione rappresenta in definitiva il costituente fondamentale dell'energia,può essa stessa auto-orga-nizzarsi attraverso strutture caotiche e dispersive di energia? Bè, accettando l'assunto che tutti i fenomeni di natura *7 paranormale siano effettivamente del tutto reali per il soggetto che li percepisce, sembrerebbe proprio di sì. utilizzando il Modello Standard, anche utilizzando i supercomputer più avanzati!“ (Frank J. Tipler,fisico) *7 Tra cui troviamo le esperienze di pre-morte,il fenomeno delle personalità multiple, la visualizzazione dei campi energetici umani,i viaggi extracorporei della mente in cui non vi è alcun ordine relativo alla „natura“ dello spazio e del tempo (nel senso che ogni luogo è all'istante accessibile come pure ogni intervallo di tempo,sia esso appartenente ad un passato assai remoto oppure ad un futuro assai lontano),le guarigioni spontanee da malattie pressochè incurabili,il fenomeno delle stigmate e tanti altri „miracoli“ inspiegabili da un punto di vista scientifico prettamente ortodosso.
  147. „Noi non siamo esseri umani che vivono un'esperienza spirituale. Noi siamo esseri spirituali che vivono un'esperienza umana.“ Pierre Teilhard de Chardin È l'informazione che crea le configurazioni energetiche ordinate e dinamiche (o strutture dissipative) „entro“(con) le quali sceglie di „vivere“;essa comun-que potrebbe „sopravvivere“ benissimo anche attraverso... ma forse sarebbe meglio dire ...con le sembianze del caos energetico,senza dover necessaria-mente creare delle strutture ordinate.Quindi quale potrà mai essere il „moti-vo“ che spinge l'informazione a creare determinate strutture energetiche? Bè,una risposta a questa domanda impossibile potrebbe essere la seguente: ogni tanto anche l'Universo,ossia Dio,pensa;e tutto ciò che ha forma e struttura quindi,non rappresenta nient'altro che una parte dei suoi ricordi. Incancellabili sino al giorno della sua morte (morte termica dell'Universo)? E se essi continuassero ad esistere in eterno assumendo altre forme e carat- *8 teristiche fisiche,una volta raggiunto il Punto Omega ?Come sarà il pros- simo Universo, anch'esso costituito da luce,stelle,pianeti e Buchi Neri, oppu- re soltanto da luce?Dio rinascerà sano o menomato?Su queste e tante altre domande appartenenti alla categoria dei processi psichici OTW (Out of This World) si potrebbe speculare all'infinito. Tutta la radiazione elettromagnetica ad alta frequenza (dai raggi X sino ai raggi γ ) è in grado di influire notevolmente sulle strutture quantiche di un sistema;essa è in grado quindi di far variare determinati schemi di ordine dinamico relativi alle particelle elementari che costituiscono gli atomi di qualsiasi forma complessa di energia (corpi ponderabili),portando così l'entità fisica in questione ad assumere altri aspetti fisici di tipo abnorme (poichè insoliti ed originali),talvolta osservabili (come nel caso dei tumori per le entità biologiche ad esempio) e talvolta difficilmente osservabili se non addirittura inosservabili persino con gli strumenti fisici più evoluti (irra-diando una pietra con raggi γ per ventiquattr'ore di seguito,essa in *8 Secondo F.J.Tipler,quest'ultima,sarebbe un'ipotesi tutt'altro che da scartare.(Si veda:La fisica dell'immortalità,Frank J.Tipler,trad.it.Mondadori,Milano,1995.).
  148. ogni caso manterrà sempre la stessa forma,anche se la osservassimo per un tempo infinitamente lungo).Ciò che spicca da queste considerazioni,è che la radia-zione elettromagnetica ad alta frequenza,è in grado di influire in modo signi-ficativo solo su entità biologiche (ossia forme complesse di energia aperte e dinamiche) e probabilmente su tante altre strutture dissipative (siano esse animate o meno);vale a dire sulle forme complesse di energia più fragili e delicate della natura.Irradiando un'entità biologica con raggi ad alta frequen-za, noi aumentiamo la quantità di interferenze quantiche del sistema: [Entità biologica(E.B) - ambiente ad essa circostante],così facendo portiamo il sistema (e in special modo l'E.B) ad assumere una velocità di decoerenza meno elevata.Tale condizione che viene a crearsi (“sfavorevole“ ovviamente all'E.B),fa sì che l'entità in questione,estenda il proprio comportamento quantico su strati più alti della propria „corteccia energetica“. Anche se tale fenomeno si estenderebbe pur sempre a pochi gruppi atomici e mai ad intere molecole,esso a distanza di tempo (talvolta anche lustri;dipende sempre dall'intensità dell'irragiamento e dalla struttura biologica dell'entità in ques-tione), manifesterebbe comunque tutta la sua influenza su larga scala;come nel caso dei tumori ad esempio.Come ogni sorta di effetto farfalla,non può quindi essere privisto da alcuna diagnosi o misurazione fisica,...prima che esso faccia il suo ingresso nella realtà classica Newtoniana. Torniamo ora al concetto di energia e assumiamo il fatto che essa sia real- mente costituita da...“particelle indivisibili di informazione“.Qualcuno a questo punto potrebbe credere che anche gli organismi vegetali e addirittura le pietre abbiano una sorta di coscienza,o che comunque siano in grado di percepire in un certo qual modo tutto ciò che li circonda.Occorre quindi,al fine di riuscire a sostenere una certa coerenza tra tutti gli assunti esposti finora,distinguere l'informazione in due classi distinte: a)informazione potenziale (che costituisce ogni entità fisica ponderabile) b)informazione dinamica Qualsiasi sorta di coscienza quindi,è da intendersi come la manifestazione di un ordine elevato e dinamico di informazione.L'informazione dinamica la si può immaginare a questo punto come una sorta di risonanza derivante dall'informazione potenziale.Se è vero che questi due tipi di informazione creano alla fin fine un unicum,in cui le leggi della fisica classica (dominio dell'informazione dinamica) interagiscono con quelle della meccanica quan- tistica (dominio dell'informazione potenziale),ne consegue che la nostra co- scienza razionale (informazione dinamica) può attingere in ogni istante informazione dal nostro inconscio(informazione potenziale),e viceversa.
  149. ...e fu così che Jung ritrovò la pace perduta. Domandina da un milione:l'informazione potenziale di un'entità biologica (organica)è superiore,inferiore oppure identica all'informazione potenziale di un'entità inorganica?Carbonio,Azoto,Ossigeno e Idrogeno si possono con-siderare forse delle...“monadi“ assai più evolute di altre monadi(elementi)? Come si identifica l'informazione potenziale di un elemento,in base alla pro-pria massa e numero atomico forse?Confrontiamo un attimino i valori di queste due grandezze fisiche relative ai costituenti fondamentali della vita (C,N, O,H) sopraccitati: N.atomico N.di massa Carbonio(C) 6 12.01 Azoto(N) 7 14.008 Ossigeno(O) 8 16.002 Idrogeno(H) 1 1.008 Abbiamo quindi sei neutroni e sei protoni per il Carbonio,sette neutroni e sette protoni per l'Azoto,otto neutroni e otto protoni per l'Ossigeno.Bè, mi sembra che il gioco delle simmetrie sia perfetto;l'Idrogeno tra l'altro,essendo costituito da un solo protone (escludendo ovviamente il trizio,un suo isoto-po) e quindi concepibile come una sfera,rappresenta *9 addirittura l'emblema del concetto di simmetria. Dove occorre ricercare quindi il valore dell'in-formazione potenziale che costituisce e caratterizza l'atomo di un determi-nato elemento,nella bellezza della „simmetria“ tra neutroni e protoni che ne formano il nucleo?...Potrebbe essere un'idea.Se così fosse comunque,ci si potrebbe aspettare grandi cose dall'interazione tra gli elementi Calcio,Helio, Silicio(Ca→N.atomico20,N.di massa 40.08; He→N.atomico 2,N.di massa 4.003;Si→N.atomico 14,N.di massa 28.06) e l'Idrogeno. *9 In questo „gioco di simmetrie“,basato unicamente sulla parità numerica tra protoni e neutroni (costituenti dei nucleoni), una componente importante che dovremmo tenere in considerazione,è rappresentata dal fatto che la forza nucleare (per i nuclei leggeri),permette di raggiungere la massima stabilità se il numero dei neutroni,è all'incirca uguale al numero dei protoni.
  150. L'informazione ama le simmetrie e gli analogismi, poichè è solo grazie a loro che riesce ad acquisire valori sempre più alti e a manifestarsi quindi in tutta la sua pienezza e bellezza nella realtà fisica in cui viviamo. Considerate per un istante la bellezza costituita dalle simmetrie di un fiocco di neve;Idro-geno e Ossigeno talvolta,combinandosi,possono fare miracoli. Ma tali mira-coli sarebbero possibili senza le simmetrie neutrone-protone che caratteriz-zano i nuclei di questi due elementi?In quale realtà nascono e prendono for-ma i miracoli,in quella quantistica o in quella classica soggetta alle leggi di Newton? Solo una mente che lavora in modo analogico,è in grado di carpire dall'ambiente ad essa circostante,costituito dall'inconscio collettivo (infor-mazione dinamica) e da ogni tipo di entità fisica (informazione potenziale),la più alta quantità di informazione di sintonia (potenziale + dinamica) soppor-tabile da un comune cervello umano (o da un comune corpo umano, ammes-so che non sia soltanto il nostro organo superiore a captare tale informazio-ne.Anche su questo comunque,si potrebbe speculare all'infinito). Ma la macchina analogica può avere anche degli svantaggi,poichè quando non si è più in grado di porle dei limiti ed essa acquisisce molta più informa-zione di quanto le è consentito,subentra inevitabilmente la follia.Una delle migliori macchine analogiche di inizio secolo,è sicuramente rappresentata dalla figura di Albert Einstein. Se fossimo in grado di costruire una macchina (computer) i cui circuiti mne- monici,costituiti prevalentemente dagli elementi Ca,He e Si,interaggissero tra loro secondo schemi analogici (attingendo così informazione potenziale l'uno dall'altro,e informazione di sintonia dall'ambiente ad essi circostante), molto probabilmente essa potrebbe simulare l'intelligenza umana ancor pri- ma di raggiungere i 1000 teraflops di velocità di elaborazione dell'informa- zione.Oltre questa velocità,non sarebbe affatto da scartare l'idea che essa possa iniziare ad autoalimentarsi.In tal caso non basterebbe più...“staccare la spina“per disattivarla;perchè? Ragazzi,se una pianta riuscisse ad auto- alimentarsi attingendo tutta l'energia necessaria esclusivamente dai raggi solari...le crescerebbero le gambe.Un computer comunque,per quanto „po- tente“ esso possa essere,essendo una struttura energetica chiusa,non potrà mai modificare la sua configurazione fisica (ossia generare autonomamente altre parti,in aggiunta o sostitutive,del proprio modello fisico). Se gli analogismi non stessero alla base di tutta l'informazione potenziale, costituendone il volto che a noi si offre nella realtà classica Newtoniana,non saremmo sicuramente in grado di diagnosticare alcuna malattia osservando i colori dell'iride dell'occhio dell'essere umano che ne è affetto oppure le ano-malie cutanee su uno dei suoi orecchi(ovvero l'immagine del feto umano
  151. in base analogica e quindi tutta da decodificare e interpretare) e ne tanto meno di intuire un potenziale futuro osservando la disposizione casuale dei Taroc-chi.Se anche nella casualità vi è un ordine intrinseco (come è stato scoperto in questi ultimi decenni studiando i comportamenti del caos),ciò significa che essa debba necessariamente rappresentare un'immagine simbolica (ap-partenente alla realtà Newtoniana) di un potenziale continuum spazio temporale predefinito,in cui è possibile scorgervi eventi passati,presenti e futuri.La stessa cosa vale per l'aspetto caotico di cui solitamente sono rives-titi i sogni.L'unica differenza tra sogno e sincronismo,è che il primo nasce da una realtà quantistica e si manifesta unicamente in tale realtà, mentre il se-condo, il sincronismo,nasce anch'esso fondamentalmente da una realtà quan-tica,ma a distanza di tempo si manifesta in tutta la sua completezza nella realtà classica Newtoniana.Sogni e sincronismi,rappresentano quindi un'im-magine simbolica (tutta da decodificare) degli eventi che hanno caratterizza-to,caratterizzano e caratterizzeranno la nostra vita.Con l'aumentare del grado (velocità) di elaborazione analogica dell'informazione del pensiero umano, non sarebbe per nulla azzardato credere che col trascorrere dei millenni,gran parte dell'umanità potrà finalmente accedere alle meraviglie della chiaro- veggenza e di tante altre meraviglie appartenenti al regno (per ora) del ...pa-ranormale.Forse tra qualche millennio molti individui saranno in grado di scrutare,oltre il proprio futuro e quello di poche altre persone,anche quello dell'intera umanità. Consideriamo ora un essere umano la cui bellezza spicchi grazie alla perfetta armonia e simmetria di tutti i suoi lineamenti (bellezza macroscopica) e gra-zie alla perfetta „simmetria cellulare“ che caratterizza tutto il suo organis-mo,ma evidente ovviamente dinanzi ai nostri occhi,solo a livello cutaneo (bellezza microscopica)*10.Se è vero che l'informazione potenziale ama inte-grarsi soprattutto in entità fisiche dotate di una notevole simmetria tra i suoi componenti,il valore dell'informazione potenziale insita *10 Un bambino che abbia pochi mesi d'età quindi,siccome ha una bellezza microscopica estremamente elevata e solitamente ha anche una certa bellezza macroscopica,dovrà essere necessariamente costituito da unà quantità di informazione potenziale di gran lunga superiore a qualsiasi essere umano adulto,in grado di attirare notevolmente la propria risonanza di informazione dinamica.Tale assunto spiegherebbe perchè un bambino di pochi mesi abbia una coscienza razionale estremamente limitata...egli vive ancora prevalentemente nel mondo dei sogni.
  152. in questo individuo dovrà essere piuttosto grande rispetto all'informazione potenziale insita in molte altre persone di discreta bellezza. Ammettendo che l'interazione su scala quantica che sussiste tra l'informazione dinamica (coscienza razionale) e quella potenziale(inconscio),insite nel sistema mente-corpo di ogni individuo,possa estendersi anche all'ambiente ad esso circostante,si potrebbe facilmente dedurre che l'informazione dinamica di ogni individuo tenda ad essere attratta (più che dalla propria informazione potenziale,se questa non ha un valore sufficientemente grande),dalla notevole informazione poten-ziale insita in altri individui dotati di una certa bellezza macro-micro-scopica.(Una buona analogia con questo fenomeno la si può ricavare dalla teoria della Relatività Generale,la quale vuole che le masse piccole vengano attratte da masse più grandi).Ecco forse spiegato in „termini quantici“ come nasce l'attrazione fisica (o impulso sessuale) verso l'altro sesso...ossia come nascono i dolori.Tra due individui dotati della stessa quantità (o valore) di informazione dinamica,prende forma talvolta quel fenomeno denominato... amore.Il concetto di un'iformazione dinamica,ossia di un'entità impondera-bile che trascende ogni definizione di ordine (inteso come categoria) quanti-co,in grado di auto-organizzarsi attraverso strutture caotiche costituite preva-lentemente da informazione potenziale(vale a dire da forme complesse o dis-persive di energia),è identificabile con quello un po' più arcaico espresso semplicemente con la parola...anima.Nella fenomenologia dell'amore,la co-siddetta „anima gemella“,è rappresentata da un determinato modello di in-formazione dinamica,simile in „tutto e per tutto“ al modello di informazione dinamica con il quale,se lo incontra,è destinato ad unirsi (e quando ciò accade,non vi è alcun Santo in Paradiso in grado di impedirlo).Lo stesso discorso vale anche per le amicizie,... quelle sincere ovviamente. In teoria le persone „belle“ dovrebbero avere quindi un inconscio molto più „invasivo“ rispetto alle persone di discreta bellezza,ossia molto più vicino al...mondo dei sogni.Considerando che questo mondo è assai più vicino ad una realtà fantastico-virtuale più che ad una realtà puramente fisica,esso eserciterà quindi una forte attrazione sulla propria risonanza di informazione dinamica (ossia sulla risonanza che da esso scaturisce).Una buona analogia in grado di rispecchiare perfettamente quest'assunto,la possiamo ricavare an-cora una volta dalla teoria della Relatività Generale,la quale vuole che l'in-tensità di un campo gravitazionale,aumenti con l'aumentare della massa; la massa ovviamente in questo caso,occorre identificarla con l'inconscio (infor-mazione potenziale).L'inconscio quindi non è più da considerarsi come un'entità insita esclusivamente nel cervello di un essere umano, bensì come un'entità che costituisce l'intero corpo
  153. umano,in quanto informazione potenziale.Assumendo che il livello di intelligenza umana (inteso come velo-cità di elaborazione dell'informazione prevalentemente in modo analogico) sia direttamente proporzionale al livello (o valore) di informazione dinamica che costituisce in definitiva la mente di un individuo (anima), possiamo fa-cilmente intuire perchè le persone „troppo belle“ non siano quasi mai dotate di una grande intelligenza.Qualcuno ora potrebbe giustamente chiedersi:Ma come è possibile che delle persone dotate di una grande intelligenza,provino una forte attrazione fisica (intesa come impulso sessuale) verso persone dell'altro sesso caratterizzate da una notevole bellezza,anche quando essi riconoscono in queste ultime una stupidità piuttosto rilevante? Ebbene questo è un fenomeno naturale che accade spesso,ma occorre ricor- dare che è solo l'informazione dinamica (coscienza razionale) che tende ad essere attratta da questi individui,dotati di una notevole bellezza.In tale con- testo,emerge quindi il ruolo importante che riveste l'inconscio (informazione potenziale) dell'individuo dotato di grande intelligenza.L'inconscio di quest'ultimo,essendo più vicino alla realtà fisica delle cose,ed esercitando inoltre una scarsa attrazione sulla propria risonanza costituita da informazio-ne dinamica,è in grado di „comunicare“ meglio con quest'ultima e renderla quindi consapevole dei rischi e pericoli che andrebbe incontro se accettasse di sprofondare tra le braccia di Venere.(Vi siete mai chiesti perchè tra le braccia di una bella donna si ha come la sensazione di essere più stupidi del solito? Bè,non è solo una sensazione...è che si diviene effettivamente più stu-pidi). Tutto ciò che vi ho esposto finora rappresenta la norma.L'eccezione,(anche se a molti potrà sembrare un paradosso) è data dal fatto che al mondo, esis- tono anche parecchie persone estremamente „brutte“ e altrettanto stupide, come pure parecchie persone assai belle e per di più molto intelligenti. Mis- teri della natura. Non dobbiamo comunque dimenticare che nella società in cui viviamo,tal- volta per sopravvivere si è quasi costretti a fingersi stupidi,quando in realtà non lo si è affatto,o viceversa intelligenti,quando in realtà si è stupidi. Lasciarsi trasportare da questo stupido gioco di inversione dei ruoli,creato dalle civiltà più progredite di questo pianeta,significa vivere in perfetta disarmonia con la propria struttura biologica e con l'ambiente ad essa circos-tante;e quando l'anima soffre (ossia quando l'informazione dinamica non ba-da o si ostina a non seguire i consigli dell'inconscio),i sincronismi della vita cominciano a diminuire,lasciando il passo ad un numero sempre più cospi-cuo di incidenti e malattie psicofisiche (le malattie sono sempre psicofisi-che, non esistono malattie unicamente fisiche oppure unicamente
  154. psichiche). Quando il dolore diviene troppo grande per poter essere sopportato,essa (l'anima) solitamente manifesta la volontà di lasciare questo mondo materia-le e insignificante (poichè così esso appare ad un anima in pena),concretiz-zandola con il cancro o il suicidio. Il desiderio sessuale,credo che nasca da una necessità intrinseca dell'infor- mazione dinamica di mantenere costantemente una determinata tensione e intensità,in grado di assicurarle un perfetto equilibrio con tutta l'informazio- ne potenziale con la quale principalmente interagisce (corpo) e con l'infor- mazione di sintonia dell'ambiente ad essa circostante.Si ricordi che l'infor- mazione di sintonia è costituita dall'informazione potenziale di ogni entità fisica(ossia quella insita persino nelle pietre),più quella dinamica collettiva (Jung la definì „inconscio collettivo“,ma siccome ho già usato il termine „inconscio“ per definire l'informazione potenziale di un essere umano, sareb-be un po' un contro senso usarlo nuovamente per definire l'informazione dinamica collettiva...rappresentata dalle anime degli esseri umani ancor vivi oppure defunti da secoli.).Qualsiasi malattia o disturbo psico-fisico,trae fon-damentalmente origine quindi da un costante „mancato raggiungimento“ di tale equilibrio.Quest'ultima constatazione,come in molti potranno notare, è in perfetta sintonia con le basi della psicanalisi Freudiana.Quando l'infor-mazione dinamica(anima) di un individuo,si „impone“ di raggiungere un determinato obbiettivo,solitamente tende a soffocare il desiderio sessuale al fine di giungere ad una determinata tensione-intensità (definita da un com-plesso schema dinamico- organizzativo),in grado di innescare tutti i processi di elaborazione analogica dell'informazione di sintonia,che le consentiranno quindi di raggiungere un determinato livello di intelligenza,necessario per il conseguimento dello scopo finale della sua esistenza terrena. Lo scopo finale dell'anima,da essa prestabilito nell'istante in cui decide di reincarnarsi,ossia dal momento in cui il feto ha già assunto una certa dimen-sione,potrebbe essere per esempio quello di capire cosa si provi a vivere un'esistenza contrassegnata da un'estrema povertà e sofferenza, oppure cosa si provi ad essere estremamente ricchi;potrebbe essere quello di capire cosa si provi ad amare profondamente ed essere profondamente amati,di capire cosa si provi ad essere un Don Giovanni dedito esclusivamente alla vita mondana e al sesso promiscuo, di capire cosa si provi a diventare delle cele-brità...ma talvolta,per chissà quale motivo,l'anima cambia idea e decide di tornare nell' Aldilà;se ciò avviene nei primi tre mesi di vita (e solitamente questa è la norma,poichè è raro che l'anima decida di lasciare spontanea-mente il proprio corpo dopo dieci,venti
  155. o trent'anni di vita...quando si è in ballo... occorre ballare),tale fenomeno viene comunemente accettato (più che spiegato)dalla comunità scientifica ortodossa e definito con il termine: morte bianca. Mentre se ciò avviene in età più avanzata,esso viene (a rigor di logi-ca) considerato come qualcosa di innaturale,assai misterioso e ovviamente quindi,scientificamente inspiegabile.Possiamo accettare l'idea quindi che l'anima in taluni casi,voglia sperimentare cosa si provi nell'atto del suicidio, oppure cosa si provi a morire investiti da un'automobile o uccisi da una pal-lottola;ma difficilmente possiamo farci un'idea del perchè l'anima in raris-simi altri casi, decida di lasciare il proprio corpo in modo spontaneo e natu- rale.Forse esiste un tipo di sofferenza talmente grande(anche quando il cor- po ci appare in un perfetto stato fisico),che ovviamente l'anima ha deciso di sperimentare nello stesso giorno della propria reincarnazione,in grado di farle abbandonare un corpo biologicamente funzionale,per sempre oppure per un determinato intervallo temporale,in modo spontaneo e naturale. Come potremmo spiegare altrimenti la morte di individui sottoposti a torture atroci, nonostante che al momento del distacco dell'anima, essi abbiano an- cora a disposizione un corpo biologicamente funzionale?Non è per nulla dif- ficile immaginare per quale motivo le anime di questi individui non tornino quasi mai più indietro nella realtà fisica. sembrerà forse un'idea assurda,ma quando un'anima decide di reincarnarsi, essa alla fin fine è come se avesse deciso di soffrire ancora...di imparare an- cora. Ma imparare che cosa?Si chiederà sicuramente qualcuno.Chi è colui che muove i fili di questo stupido gioco dell'esistenza umana?Credo proprio che non lo scopriremo neppure quando andremo in Paradiso, poichè proba- bilmente neanchè Dio,conosce lo scopo della sua esistenza.Considerate per un istante la fantastica ipotesi che le immagini di un determinato videogame possano uscire dallo schermo del vostro PC e comunicare con voi,esse ri- marrebbero ovviamente sconcertate nell'apprendere la loro „reale“ natura fisica e lo scopo della loro esistenza.Di fronte al Dio onnisciente che le ha create (ossia voi) e che sarebbe in grado di farle sparire nel nulla quando e come vuole,esse accetterebbero sicuramente a testa bassa la loro condizione di inferiorità ed ignoranza.Ciò che emerge da queste considerazioni è questo: se esse (le immagini) non sono per nulla consapevoli del fatto che voi non siete degli esseri onniscienti,voi in ogni caso lo siete (consapevoli).E se il nostro Universo,ossia Dio,fosse consapevole del fatto di non essere un'Entità Onnisciente? Chi stà al di là del nostro Universo e muove i fili di quest'ulti-mo?E se ci fosse ancora „qualcuno“ oltre Colui che sta al di là del nostro Universo?Ecco quindi che arriviamo al concetto di Infinito, un concetto oltre il quale nessuna forma di informazione potenziale o dinamica
  156. è in grado di arrivare.Anche riuscendo a concepire il concetto di Vuoto di Informazione, esso stesso,essendo da noi creato, deve necessariamente esistere. L'inesis-tenza non può non esistere. Si prenda ancora in considerazione il modello umano, come base di sviluppo concettuale della meccanica dell'Informazione,ovvero dei principi naturali che regolano gli infiniti schemi di interazione fra tutti gli strati olo- energetici che costituiscono l'intero Universo. Il processo di invecchiamento di un essere umano,inizia fondamentalmente nel momento in cui esso viene strappato dal grembo materno e dato alla luce della realtà terrena.Se si considera tale processo,come una continua ed ine- sorabile rottura di simmetrie cellulari,esso in sostanza non rappresenterebbe nient'altro che una conseguenza del secondo principio della termodinamica (entropico).Ora ,assumendo che l'informazione dinamica(coscienza razio-nale) di un essere umano possa svilupparsi e continuare ad accrescere, solo col verificarsi di un progressivo distaccamento dalla propria informazione potenziale(corpo fisico) dalla quale è costantemente generata,potremmo de-durre che tale fenomeno sia in stretta correlazione con il principio entropico. Generalizzando,si arriva alla conclusione che l'intelligenza umana, non se-gue il principio d'entropia nel senso comune del termine,andando quindi costantemente verso uno stato di maggior disordine (o disorganizzazione), ma lo segue in modo inversamente proporzionale;ossia essa accresce,con l'aumentare del disordine energetico.Se l'Universo quindi sta andando verso un'inevitabile morte termica,l'informazione dinamica che continua di pari passo,a svilupparsi ed accrescere (col trascorrere dei millenni),attraverso l'evoluzione di migliaia e migliaia di speci animali (che popolano il nostro pianeta e probabilmente anche molti altri in altre galassie e sistemi solari),sta andando verso la perfetta organizzazione, verso la Grande Unificazione...o come direbbe Tipler,verso il Punto Omega. È risaputo ormai da parecchio tempo (grazie al lavoro di S.Grof),che l'assun-zione di determinate dosi di LSD da parte di individui senza alcun apparente disturbo psico-fisico,è in grado di portare questi ultimi a vivere delle espe-rienze in cui la loro informazione potenziale (i.p.) prevale nettamente su quella dinamica (i.d.). Tale fenomeno,potrebbe essere quindi essenzialmente dovuto a due possibili cause relative ad un'alterazione momentanea della lo-ro i.p.: la prima sussiste in una possibile amplificazione della forza di attra-zione dell'i.p.,su quella dinamica;la
  157. seconda,in una possibile diminuzione della produzione di tale risonanza (i.d.) da parte dell'i.p. . È assai probabile che la prima causa (ossia l'amplificazione della forza di at-trazione dell'i.p.),sia quella più vicina alla realtà effettiva delle cose.Infatti se l'i.d. non avesse,durante l'intervallo di tempo in cui si trova inglobata nell'i.p. (a causa dell'effetto dell'LSD),un valore piuttosto alto di tensione-intensità,essa non sarebbe in grado di interagire fruttuosamente[durante un determinato intervallo di tempo(incluso in quello più ampio definito dall'as-sunzione del farmaco) in cui venga applicata l'ipnosi regressiva],con la pro-pria i.p. e neppure con quella dinamica di antico stampo (ossia con quella costituita dalla somma delle informazioni dinamiche delle vite precedenti) in essa inglobata (nell'i.p.) sin dal giorno in cui nacque l'individuo in questio-ne;e quindi non potrebbe affiorare nella realtà fisica vissuta da quest'ultimo, alcun ricordo risalente al periodo di prenascita (ossia quand'egli si trovava ancora nel grembo materno) come neppure alcun ricordo risalente ad antiche vite passate. “Ogni stato emotivo causa una modificazione della coscienza,modificazione che Pierre Janet ha definito “abaissement du niveau mental”: ciò significa che subentra un certo restringimento della coscienza e al tempo stesso un rafforzamento dell’inconscio,come anche i profani della materia possono facilmente constatare specialmente in presenza di affetti intensi.Il tono dell’inconscio si alza in una certa misura,il che provoca facilmente un gra- diente dall’inconscio nella coscienza.Di conseguenza la coscienza cade sotto l’influenza di impulsi e contenuti inconsci istintivi”. Carl Gustav Jung Queste constatazioni,restano in ogni caso delle semplici ipotesi,poichè non è da escludere il fatto che l'informazione dinamica,durante un'esperienza do- vuta all'assunzione di LSD,venga effettivamente prodotta (o generata) dall'i.p. in quantità assai ridotte.Oppure che i due fenomeni (amplificazione del potere d'attrazione dell'i.p. + diminuzione della capacità di produzione di i.d. da parte di i.p.),avvengano,durante queste esperienze,contemporanea- mente. Considerando il fatto che l'entropia (∆S) di un sistema, aumenta quando au- menta l'energia (∆E) ;il rapporto ∆E/∆S (ossia la derivata dell'energia rispet-to all'entropia)rappresenterà quindi una quantità importante che denomine-remo con la lettera T.
  158. A questo punto,identificando T con la temperatura assoluta otterremmo: Eq.1 T = 1 . ∆E ; dove K è la costante di Boltzmann K ∆S Assumendo che E = (i.p) . (i.d) ,ossia che l'energia sia uguale al prodotto dell'informazione potenziale per quella dinamica,otterremmo la seguente equazione: Eq.2) (i.d) = E = T . K . ∆S i.p i.p Notiamo,osservando quest'ultima equazione,che con l'accrescere del valore dell'entropia (∆S),si ha un proporzionale aumento dell'informazione dinami- ca.Tale equazione,porta così a convalidare maggiormente l'ipotesi di Tipler sul „raggiungimento finale“ del Punto Omega. L'attività del cervello di un essere umano,è definibile in base alla quantità e al tipo di onde elettromagnetiche che esso emana e quindi immette nell'am- biente ad esso circostante.Tali onde,sono costituite da un immenso numero di particelle di energia infinitamente piccole che si disperdono nell'ambiente in cui è situato l'individuo in questione.Queste particelle,sono tuttavia costi- tuite fondamentalmente da informazione potenziale.Assumendo(come abbia- mo precedentemente ipotizzato) che l'informazione dinamica venga costan- temente generata dall'informazione potenziale,si potrebbe addirittura dedurre che le particelle succitate,siano „schermate“ da una certa quantità di infor-mazione dinamica (ovviamente inosservabile e inquantificabile da alcuno strumento fisico);ossia che esse siano „racchiuse“ dentro un sottilissimo „strato sferico“ di informazione dinamica.Ecco che arriviamo quindi inevi-tabilmente al concetto di informazione dinamica collettiva (o di inconscio collettivo,come l'avrebbe definita Jung). L'anima di un essere umano (ossia la propria informazione dinamica),è quin-di concepibile come qualcosa di dinamico che si rigenera costantemente e si disperde nell'ambiente (probabilmente rimanendo pur sempre collegata alla sorgente-corpo) ad essa circostante. L'informazione dinamica collettiva,dovrà quindi essere costituita da una cer-ta percentuale di „pensieri umani“ (ossia di „pensieri“ di esseri umani
  159. ancor vivi) e da una restante percentuale di informazione dinamica costituita da forme complesse-complete di „pensieri umani“ (ossia di anime di esseri umani defunti).A tale conclusione,si arriva ovviamente solo se accettiamo l'ipotesi che l'informazione dinamica di un essere umano,nel momento in cui cessano tutte le sue funzioni vitali,sia in grado di auto- organizzarsi perfetta-mente, assumendo così una forma assai complessa,e quindi di dissociarsi automaticamente dall'informazione potenziale che l'ha costantemente gene-rata. Ciò che gli esseri umani sono soliti definire con il termine: „sofferenza“,non è nient'altro che una condizione di disequilibrio di un sistema i.d - i.p,oppure di un sistema i.d -i.d,oppure di un sistema i.p - i.p.(Versando mezzo litro di acqua a 60° C,in un litro di acqua a soli 10°,il sistema i.p- i.p considerato soffrirà sino a quando non verrà raggiunto l'equilibrio termico. Tenete ben presente che tale sistema è composto da mezzo litro d'acqua (i.p) e da un litro d'acqua + l'ambiente ad esso circostante ,la cui somma equivale ancora una volta ad i.p). Se prendiamo in considerazione una singola entità biologica „pensante“,tale sistema sarà quindi costituito dalle componenti: mente *11 (anima o i.d) - corpo (i.p) - ambiente ad essa circostante (i.p + i.d) Ogni entità biologica,rappresenta una piccola parte integrante del sistema i.d - i.p che costituisce l'intero Universo.In un essere umano,qualsiasi turba psi-chica (dalla schizofrenia sino alla depressione),è dovuta fondamentalmente ad una condizione di disequilibrio del sistema : [mente - corpo - ambiente ad esso circostante].Una determinata forma di sofferenza,per un comune essere umano,può durare addirittura per tutto l'arco della sua vita,se egli non com-pie il minimo sforzo per cercare di seguire i „consigli“ del suo inconscio (i.p) e di trovare quindi l'ambiente „giusto“ che gli permetta di vivere serenamente.Ovviamente,non sempre è possibile „muoversi liberamente“ quando e come ne abbiamo voglia;ma l'inconscio (concepibile come un'an-tenna in grado di assorbire costantemente informazione di sintonia) comun-que,se lo si „ascolta“ nel migliore dei modi,è in grado di fornirci le indica-zioni/soluzioni necessarie *11 Non dimentichiamoci del fatto che sulla Terra,l'ambiente circostante all'entità biologica presa in considerazione,è costituito a sua volta da innumerevoli entità biologiche „altamente pensanti“ (esseri umani) e da moltissime altre entità biologiche meno evolute (animali e vegetali);un ambiente quindi,ricco di informazione dinamica.
  160. per uscire da una determinata condizione di disequilibrio energetico.Tali indicazioni,se le si segue „alla lettera“,non sem-pre sono ad effetto immediato; anzi,nella maggior parte dei casi occorrono decenni per riuscire a ritrovare quella perfetta armonia perduta o addirittura mai „goduta“ sin dalla nascita. In genere le persone con la maggior predisposizione alla sofferenza sono quelle: o molto stupide,oppure „troppo intelligenti“.E ciò,purtroppo,è dovuto al fatto che l'intera civiltà umana è costituita per la maggior parte da indivi-dui di intelligenza mediocre. Quando l'informazione dinamica di un essere umano non riesce a comunica- re con il proprio corpo (i.p o inconscio,che dir si voglia),o i tempi di attesa per uscire da una determinata condizione di disequilibrio (sofferenza) si rive-lano troppo lunghi per l'individuo in questione (tutto dipende dall'intensità dell'informazione dinamica: più essa è grande,e più sarà in grado di soppor-tare tempi d'attesa via via più lunghi),subentrano inevitabilmente malattie come il cancro o l'atto estremo del suicidio. La condizione di disequilibrio energetico del sistema i.p-i.d inerente ad una specie animale (ad esempio quella umana);termina unicamente nel momento in cui essa si estingue.Il Paradiso Terrestre non può esistere,perchè andrebbe contro il secondo principio della termodinamica.L'unica condizione di equi-librio assoluto,è quella definita esclusivamente da informazione dinamica.Se l'anima umana non fosse costantemente alla ricerca dell'equilibrio assoluto, non avrebbe combattuto guerre per migliaia d'anni,creando alla fine la bom-ba atomica. Dawkins ha ragione nel sostenere che che i geni (DNA) umani si comportino in modo egoistico;l'unico sistema di cui dispone l'informazione dinamica di una specie ,per raggiungere il suo scopo finale (ossia l'equilibrio assoluto),è quello di indurre i geni ad assumere un comportamento egoistico, selezio- nandoli a favore di una maggiore intelligenza (cocepibile a sua volta come una maggior tensione dinamica... l'informazione dinamica dell'Universo è un bambino che pian piano sta crescendo).La specie umana comunque sarà destinata ad attraversare degli stadi di equilibrio energetico,forse secondo intervalli di tempo ciclici e più o meno regolari;poichè l'egoismo dei nostri geni,col tempo,imparerà a celarsi sempre meglio al fine di rendere meno sofferta l'esistenza degli individui che li ospitano e di condurli quindi dol- cemente verso l'equilibrio assoluto.Quando tutto finirà,forse non ce ne accor-geremo nemmeno. No one here gets out alive
  161. Ciò che viene comunemente definito come „volontà soggettiva“ (relativa ad un individuo),non è nient'altro che un complesso gioco di cause-effetto (le cui origini si perdono nella notte dei tempi) di un sistema,le cui componenti prendono il nome di: mente - corpo - ambiente ad esso circostante.Ogni *12 scel-ta o decisione che ogni essere umano è „costretto“ a prendere quotidiana-mente durante l'arco della propria vita,è il risultato di uno scambio di informazione tra le componenti: mente-corpo-ambiente ad esso circostante, del sistema a cui appartiene,in accordo con il secondo principio *13 della termo-dinamica .Un essere umano è sempre alla ricerca di qualcuno che lo com-prenda,poichè la com-prensione reciproca non è nient'altro che uno scambio di informazione (dinamica per le amicizie;e dinamica + potenziale tra due persone che si amano in modo profondo ed intimo...quindi anche tra due omosessuali) necessario per conseguire un determinato equilibrio nel sistema [mente - corpo - amb.ad esso circostante] di un individuo. Un buon livello di equilibrio energetico lo si può raggiungere andando fre- quentemente dal proprio analista...ammesso che egli riesca a capirvi (a me per esempio fanno solo innervosire);mentre quello ottimale,è raggiungibile unicamente se si ha l'immensa fortuna di trovare il vero amore,ossia la per- fetta armonia che nasce da uno scambio totale di informazione.Non esiste alcuna malattia letale per un essere umano,se ad egli è concesso di curarsi con la sola forza dell'amore. Bibliografia Libri: Frank J.Tipler,The physics of Immortality. *12 Per fare un esempio,siccome a me piacciono le bionde,forse ciò è dovuto al fatto che in molte altre vite precedenti io mi sia sposato con donne dai capelli chiari (...col tempo poi ho capito che portano solo guai).I gusti non nascono dal nulla;ogni effetto ha la sua causa. *13 Ma siccome in questo contesto entra in gioco anche l'informazione dinamica,occorrerebbe parlare di secondo principio della termo-mente- dinamica.
  162. [trad.it.La fisica dell'Immortalità,A.Mondadori,Mila-no,1995]. Barrow J.D.,Impossibility,The limits of Science and the Science of Limits,Oxford University Press,1998. [trad.it.Impossibilità,Rizzoli,Milano,1999]. Richard Dawkins,The Selfish Gene,Oxford University Press,1976. [trad.it.Il gene egoista,A.Mondadori,Milano,1995]. J.P.Briggs,F.David Peat,Looking Glass Universe, Simon & Schuster,New York,1984. [trad.it.L'Universo oltre lo specchio,RED,Como,'98]. Robert H.Hopcke,There are no accidents,Riverhead Books,The Putnam Berkley Group,New York,1997. [trad.it.Nulla succede per caso,A.Mondadori,Milano, 1998]. M.Von Franz,Psyche und Materie,Daimon Verlag, Einsiedeln,CH,1988. [trad.it.Psiche e materia,Bollati & Boringhieri,Torino 1992]. Michael Talbot,The Olographic Universe,1991. [trad.it.Tutto è uno,Urra,Milano,1997]. C.G.Jung,La sincronicità (1952);Gli archetipi dello inconscio collettivo (1934/1954),Bollati & Borin-ghieri,Torino,1998]. Hawking S.W.,A Brief History of Time,Bantam,New York,1988. [trad.it.Dal Big Bang ai Buchi Neri.Breve storia del Tempo,Rizzoli,Milano,1989]. Grof Stanislav,Psychology of the Future,S.U.N.Y,2000. [trad.it. Psicologia del futuro,RED Edizioni,2001]
  163. STARGATE “You cannot petition the Lord with prayer” J.M. Non aprite quella porta… In questo preciso istante il mio pensiero sta analizzando una serie infinita di possibili strutture …mi chiedo quale sceglierà per iniziare a modellarsi e quindi a dare i suoi frutti. Vedo una scala .In cima a questa scala vi è una porta.Cosa ci sarà dietro quella porta? Proviamo a salire…ecco la porta,sono dinanzi a essa. Poggio la mia mano sulla maniglia.Chissà,sarà aperta oppure chiusa?Mi bas- terà fare una leggera pressione sulla maniglia per scoprirlo…et voilà,ecco che la porta inizia ad aprirsi… Il luogo in cui mi ritrovo è davvero incantevole,forse è bene che io vi riman- ga …almeno per un po’,diciamo…qualche minuto. Uno ….due….tre….quattro minuti…ora è meglio che io rientri a casa, si è fatto tardi.Tornero’ domattina.Esco.Richiudo la porta e scendo le scale. Ed eccomi il giorno dopo.La stessa scala;la stessa porta.Salgo le scale.Sono dinanzi alla porta.Chissà,quest’oggi sarà ancora aperta oppure no?Mi basterà fare una leggera pressione sulla maniglia per scoprirlo…et voilà,ecco che la porta inizia ad aprirsi… Il luogo in cui mi ritrovo è sempre lo stesso.Vi rimango solo tre minuti,poi esco.Richiudo la porta e scendo le scale.Tornero’ domattina. Passano le ore… ……………il giorno dopo………
  164. Ci risiamo,ecco la scala ed ecco la porta.Salgo le scale.Sono dinanzi alla porta e penso: “Molto probabilmente sarà aperta”. In modo piuttosto disinvolto poggio la mano sulla maniglia…et voilà,per la terza volta consecutiva la porta era effettivamente aperta.Non ne sono affatto meravigliato.Ancora lo stesso luogo.Vi rimango per circa due minuti.Poi esco,richiudo la porta e scendo le scale,promettendomi di ritornare in quel posto l’indomani. Il giorno successivo… Ecco la solita scala e la solita porta.Inizio a salire le scale. “Allora,vediamo…oggi devo andare dal barbiere,andare in posta a spedire delle lettere,controllare la posta elettronica,passare da mia madre a riportarle la pirofila…ma comunque ora entriamo in questo stupendo luogo di pace dall’aspetto idilliaco”.Mi mancano tre gradini e avrò raggiunto la porta;mi vedo già oltre la soglia,all’interno di quel luogo ameno.Ho la certezza inconscia pressoché assoluta che tra pochi istanti poggerò la mano su quella maniglia e aprirò quella porta,niente e nessuno potrà ostacolarmi.Abbozzo un sorriso e in modo assai deciso abbasso la maniglia gettandomi in avanti con impeto…colpo di scena!…la porta non è aperta,e io per poco non ci ho sbattuto contro la testa. Ancora una volta,come accade spesso a tutte le persone nell’arco di una vita (…o di più vite), gli ultimi pezzi di un semplice puzzle sembrano non voler combaciare con le proprie aspettative.Delle aspettative inconsce che rispon- dono soltanto ad una logica,quella propria e soggettiva di ogni essere umano. Ragazzi,la logica dell’Universo è assai più complessa. Ogni volta che le nostre aspettative si trasformano in qualcosa di più “soli- do”,ossia in strutture mentali che non danno più spazio ad ogni sorta di dub- bio,e che quindi definiscono un potenziale futuro come qualcosa che in defi- nitiva non ha più nulla di potenziale,poiché viene dato quasi completamente per scontato;ebbene in questo preciso istante,tutte le funzioni d’onda che il nostro sistema (corpo-mente-anima) è riuscito a far collassare in precedenza a proprio favore (creando quindi una realtà “positiva”),cambiano completa- mente direzione per dar spazio invece ad una realtà meno favorevole.Lo sapete che cosa significa questo? Significa che sono le nostre aspettative,i nostri desideri più accesi,le nostre stupide convinzioni,le nostre stupide illu- sioni…a far sì che la realtà muti attorno a noi nel modo più sfavorevole!Per farvi un banalissimo esempio,per quale motivo credete che le borse abbiano iniziato il loro lento ed inesorabile declino,esattamente allo scoccare dell’an-
  165. no 2000?Ragazzi,il primo gennaio del 2000,l’euforia degli investitori era alle stelle! Le aspettative di milioni e milioni di investitori,avevano ormai raggiunto il massimo della positività,poiché tutti credevano in una crescita spropor- zionata in tutti i mercati finanziari (soprattutto nell’ambito delle tecnologie e delle telecomunicazioni).Ma per quale motivo credete che da duemila anni a questa parte,tutte le religioni del mondo professino sempre le stesse cose? Qualcuno,già duemila anni fa ,si era accorto che l’unica salvezza per l’uomo, può scaturire solo da una mancanza assoluta di stupide illusioni e desideri ;e questo molto tempo prima che tutti gli scienziati del mondo “scoprissero” la meccanica quantistica e che quindi cambiassero completamente il loro con- cetto di realtà. Questa strana legge cosmica,vale in tutti gli ambiti della sfera umana.Chi desidera ardentemente la ricchezza sfrenata,non la otterrà mai;chi desidera arduamente un partner per la vita (il vero amore,come si suol dire),non lo troverà mai!…e via di seguito. Tutto il veleno che non vi occorre… Il cuore è una fabbrica di desideri,ma si realizzano solo se si è in grado di custodirli segretamente dentro di esso;nel momento in cui i desideri affiora- no troppo in superficie,andando ad intaccare il cervello,ogni potenziale rea- lizzazione di questi ultimi svanisce (e quelle poche volte in cui si realiz- zano,il prezzo che si paga non è indifferente).Ma come è possibile(si chiede- rà sicuramente qualcuno) custodire segretamente i desideri nel proprio cuore, sperando che questi si realizzino,senza che il nostro “organo supremo” e il nostro corpo si mettano in moto per realizzarli?Ebbene a questa domanda io risponderei così: Vi sono due modi per portare la nostra anima verso ciò che più di ogni altra cosa desideriamo;il primo è quello di analizzare tutti i “dati apparenti” che la realtà in cui noi viviamo (ambiente familiare,ambiente di lavoro,circoli,bar conosciuti,amici,parenti,…) è in grado di fornirci,utilizzan- do in seguito il cervello per elaborare un piano del tutto razionale atto a rag- giungere il nostro obiettivo e in ultimo il nostro corpo per attuarlo.Il secondo modo è quello di sdraiarsi su un letto comodo e di lasciare che il nostro corpo (cervello compreso ovviamente),assorba tutta l’informazione che l’in- tero cosmo è in grado di fornirci;nel momento in cui la nostra anima ha deci- so in quale parte del globo terrestre trasferirsi,occorre semplicemente far sì che il nostro corpo e la nostra mente (pensiero razionale) si alzino contem- poraneamente dal letto e la seguano…senza muovere alcuna obiezione.
  166. Usando il primo metodo,avreste sicuramente un venti per cento di probabi- lità di realizzare i vostri sogni;usando il secondo,le probabilità si aggirano at- torno al settanta per cento. Il punto ora è questo: nessuno è in grado di conoscere quali siano di preciso i sogni,le aspirazioni,i desideri più grandi che si nascondono all’interno del proprio nucleo inconscio.Seguire la propria anima quindi,significherebbe an- dare incontro a dei potenziali eventi di cui non possiamo assolutamente co- noscerne (neanche in minima parte) gli sviluppi,siano essi positivi o negativi per il diretto interessato,o per altre persone coinvolte. In questo caso,ciò che compiremmo,sarebbe esclusivamente un atto di fe- de,senza (come già detto)conoscerne gli esiti. Esiste un antico proverbio cinese che recita come segue:“Dio ti punisce, quando ti fa ottenere ciò che desideri”. Ora,secondo voi,in quale dei due casi Dio potrebbe provvedere a punirci? Nel primo caso,in cui sappiamo esattamente ciò che desideriamo e che alla fine otteniamo,oppure nel secondo caso,in cui non sappiamo esattamente ciò che desideriamo,ma che alla fine (con un buon settanta per cento di proba- bilità) ci verrà implicitamente rivelato e quindi offerto su un piatto d’argen- to?La risposta,credo che possiate darvela da soli. Se qualcuno ritiene che io non sia stato abbastanza chiaro,posso ancora ag- giungere questo: il primo metodo,quello basato sui “dati apparenti” (…in- gannevoli) e sul pensiero razionale che attorno ad essi prende forma,non fa di certo la felicità dell’anima (come forse ho inizialmente ed erroneamente lasciato presupporre),ma solo quella “fisica” e in parte psichica.Il secondo metodo invece,basato sull’informazione cosmica e sul nucleo inconscio, potrebbe porre l’anima,se non in uno stato di “felicità”,perlomeno in un am- biente ad essa più consono,e quindi assai più correlato alla natura dell’essere umano in questione. Sento già le voci di molti uomini saggi che mi stanno ammonendo…”Solo un pazzo potrebbe abbandonare tutto ciò che ha costruito in tanti anni di sacrifici e duro lavoro,per andare a morire di fame chissà dove!” …”Di solito le persone che si comportano in quel modo,presto o tardi finiscono al manicomio!”…”Se Dio ci ha dato il dono del cervello,forse è perché ogni tanto occorrerebbe usarlo!”…e via dicendo. Bè,tutto sommato non hanno neppure tutti i torti.Chi lascia la strada vecchia per quella nuova,sa quello che lascia ma non sa quello che trova,recita un vecchio proverbio.Di solito chi segue costantemente questo proverbio,non potrà aspettarsi molto dalla vita.Il Sacro Graal della ...felicità ,è solo per i più impavidi.
  167. C’è invece chi è convinto che la vera rivoluzione stia nella normalità;bè,per certi aspetti potrebbe anche essere vero.Ma la vita,quella vera,quella che a volte stando bene attenti,la si sente scorrere nelle proprie vene con un ritmo incalzante,potrà mai rivelarsi in una realtà fatta di comfort,routine, pondera- tezza e di uno spietato razionalismo hegeliano?Quali sogni si potranno mai realizzare,in una simile realtà;forse quelli in cui Dio ti punisce una volta rea- lizzati?E il vecchio saggio a questo punto se ne esce con la sua risposta : “Occhio ragazzo,Nicholson insegna,solo poche persone riescono a volare sul nido del cuculo senza farsi male”. Occorre soffrire,per poter apprendere… Circa un anno fa,conobbi una ragazza di qualche anno più giovane di me;suo padre era di origine rumena,mentre la madre aveva origini serbo-croate.Un metro e settantatre di altezza,cinquantotto chili senza scarpe e vestiti,occhi e capelli castani e una mente affilata come un rasoio.La classica femme fatale dal fascino slavo,in grado di incantare chiunque (compreso l’idiota che in questo momento sta scrivendo).Senza entrare nei dettagli,in un modo o nell’altro riuscii a fare colpo su di lei e nel giro di qualche settimana portai tutti i miei stracci a casa sua,iniziando così a convivere con Miss Universo. All’inizio le cose sembravano andare bene,ma ogni volta che mi guardava negli occhi e diceva d’amarmi e di volere restare con me per tutta la vita (…ed anche “oltre”),nella buona e nella cattiva sorte,poiché l’amore che lei nutriva per me (a suo dire) era pressoché sconfinato,ebbene ogni qualvolta se ne usciva con queste idiozie,io avvertivo sempre ed immancabilmente uno strano malessere nella zona del plesso solare,che saliva verso l’alto fino ad arrivare ad intaccare il cuore.Era come se lei “succhiasse”,ogni volta che posava lo sguardo su di me,una parte del mio elan vital.Fu così che iniziarono,da li a poco,quelle che lei riteneva fossero esclusivamente,delle mie stupide paranoie e nient’altro.Presto finii in uno stato di profonda depressione;stavo male,e non sapevo chi ringraziare per questo mio strano ed ingiustificato malessere…ora lo so: solo me stesso! Ragazzi,quando si avverte uno strano malessere nella zona del plesso solare, occorre interpretarlo come un campanello d’allarme!Il nostro inconscio in quel momento (oppure il sistema corpo-mente-anima,se preferite),ha già “filtrato” ed elaborato tutta l’informazione cosmica,la quale a sua volta,è stata in grado di definire a livello inconscio appunto,tutta una serie di poten-
  168. ziali futuri (che si potrebbero realizzare quindi),del tutto sfavorevoli alle aspettative della persona-vittima in questione. I suoi genitori non erano mai stati molto aperti nei miei confronti,anzi, senti- vo in loro un certo odio e disprezzo nei mie confronti.Non che me l’avessero mai confermato esplicitamente o fatto capire in altri termini,ma comunque lo sentivo;ogni volta che li incontravo la “tensione” nell’aria era palpabile. Questo stato di cose,continuava ad opprimermi sempre di più;finchè un gior- no decisi (come qualsiasi yankee che si rispetti,pronto a farsi giustizia da solo e senza mezzi termini),di rompere il ghiaccio prendendo il toro per le corna.Litigai con i suoi genitori(questo scontro avvenne in assenza della mia “dolce metà”),e da buono psicologo autodidatta,feci emergere tutto ciò che vi era di marcio in questa storia dai contorni…dai contorni …non mi viene l’aggettivo…trovatelo voi. Secondo loro,per una semplice questione di differenze culturali e di …edu- cazione (secondo questi signori io non ero sufficientemente educato per la loro principessina),io non rappresentavo l’uomo ideale per la loro pargoletta dai modi fini e raffinati. IL giorno seguente rividi quella che sarrebbe dovuta diventare la mia futura moglie,Miss Universo.Mi guardò negli occhi con evidente disprezzo e sfoderando tutto il suo orgoglio mi disse:”Questa volta l’hai fatta davvero grossa,ma come ti sei permesso di aggredire in quel modo i miei genito- ri?Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ti chiamerò io per dirti quando passare a casa mia a prendere la tua roba.Se tu non avessi litigato con i miei,molto probabilmente ci saremmo anche sposati e avrem- mo avuto dei bambini.Addio”. Una risposta che stava a significare che c’era ben altro sotto,da parecchi mesi a quella parte,ma che lei ovviamente,per paura di perdere il suo cagnolino sempre pronto a soddisfare ogni suo desiderio,non ebbe mai il coraggio di rivelarmi.Tutto ciò avvenne mentre io,da perfetto idiota,mi dimenavo davanti a lei in un mare di lacrime,sup- plicandola di ripensarci e di perdonare l’enorme sbaglio che secondo lei commisi,nel litigare con i suoi. Sul suo volto,non scivolò neanche mezza lacrima. In quell’istante capii di aver interagito per un intero anno della mia vita,con una donna impietosa,assolutamente fredda,meschina e senza un bricciolo di cuore. Qualche giorno dopo la nostra separazione,le scrissi questa lettera: “Forse non avrei dovuto desiderare troppo il tuo amore;forse non avrei dovuto desiderare troppo l’amore dei tuoi genitori;forse non avrei dovuto deside- rare troppo una vita semplice ed equilibrata.Così facendo,non ho fatto altro
  169. che far collassare tutte le funzioni d’onda nella direzione sbagliata,e il futuro che ne è scaturito,è stato per me tutt’altro che favorevole. Ma come può un essere umano rinunciare al desiderio d’amore,proprio nel momento in cui ritiene di averlo trovato? Forse è proprio qui che sta’ il segreto.L’incanto dura solo fintantoché si vive nell’inconsapevolezza dell’IO-DOVE-QUANDO;nel momento in cui si aprono gli occhi e al contempo le porte della percezione,l’amore, l’incan- to,svanisce in un batter d’occhio.L’incontro con l’anima gemella, quella che non tutti hanno la fortuna di incontrare nell’arco di una vita,può avvenire solo in un momento di grande sofferenza (…o viceversa),in cui tutte le porte della percezione sono completamente aperte;un momento…un istante in cui il tempo sembra cristallizzarsi,in cui il ticchettio dell’orologio sembra cessa- re di colpo,è come il passaggio tra la vita e la morte…in cui il silenzio regna sovrano,e nella propria mente,nel proprio Universo,si ode solo un coro di voci che ripete sempre lo stesso ritornello…Amazing Grace,una melodia dolce che ti penetra nelle ossa facendoti tremare e piangere al contempo dalla gioia.In questo preciso istante,in cui il cielo sembra tingersi improv- visamente di rosso,blu,bianco e di tutti gli altri colori della vita,si ha la con- sapevolezza assoluta che la persona che vi sta accanto,vi seguirà per il resto della sua esistenza terrena”. La vita è come un quadro di Pollock,se si scava fino in fondo,anche nel caos è possibile riscontrare un certo ordine,una certa logica degli eventi, che man mano che si susseguono, definiscono la vita di ogni essere umano. Diamo ancora un’occhiata alle ultime cose che Miss Universo mi disse pri- ma di pronunciare l’ultima parolina magica che pose fine all’incantesi- mo:”…Se tu non avessi litigato con i miei,molto probabilmente ci saremmo sposati e avremmo avuto anche dei bambini…”.Bè,ora,col senno di poi,ci rido sopra;ma vi assicuro che in quel momento,ero talmente sconvolto che avrei persino accettato di porgere le mie scuse ai suoi genitori,pur di conti- nuare a restare con lei.Quanta cecità,quanta incoscienza da parte mia,quanta ingenuità…ad occhi chiusi,accecato dagli ultimi lampi di passione,stavo per commettere il più grosso errore della mia vita!Fortunatamente aprii gli occhi e non commisi quello stupido errore. Analizziamo ora l’ipotesi in cui io avessi porto le mie scuse ai suoi genito- ri.Nel migliore dei casi,essi avrebbero accettato le mie scuse,continuando co- munque (e forse maggiormente) a nutrire un certo odio-disprezzo nei miei confronti.Miss Universo dal canto suo,avrebbe anch’essa nutrito un certo as- tio nei miei confronti,almeno per un po’ di tempo,finchè la tensione tra noi due non sarebbe pian pianino scemata.Ma quanto avrebbe potuto durare
  170. questo stato di cose?Questa relazione fasulla,in cui i suoi genitori non pote- vano far altro che influire negativamente nei nostri confronti?Forse il tempo di sposarci e di mettere al mondo qualche bambino?Bè,la risposta credo che già la conosciate. Tutti i nodi presto o tardi vengono al pettine.Volendo prendere il toro per le corna,e subito,io non ho fatto altro che accelerare i tempi di un’inevitabile separazione;evitando così le conseguenze più disastrose (molti sanno cosa comporti una separazione legale,soprattutto quando ci sono di mezzo anche dei figli). Esistono dei passaggi,nella vita di ogni essere umano,ai quali le nostre anime non possono sottrarsi,per il semplice motivo che sono state esse stesse...a ”programmare” tali passaggi! Pochi mesi dopo la nostra separazione,nel momento in cui stavo iniziando a ritrovare un certo equilibrio psico-fisico,scrissi al mio analista la seguente lettera: “Egregio Dott.M., le scrivo questa lettera,affinchè lei possa rendersi conto,di come io (col sen- no di poi) veda la realtà a me circostante,e quindi,di conseguenza,possa analizzare nel modo più completo ed oggettivo possibile,l’intero contesto fisico-psicologico a cui io ho “malauguratamente” preso parte (dico malau- guratamente tra virgolette,poichè ritengo che ogni esperienza negativa della vita,debba essere vista e interpretata come una sorta di insegnamento,atto a migliorare ogni approccio che qualsiasi essere umano presto o tardi è costretto ad affrontare,con tutte le avversità della vita). Lei è uno psicologo,e quindi,saprà meglio di me che l’uomo ha bisogni e motivazioni di cui non è consapevole (Freud costruì tutto il suo sistema analitico intorno a questa intuizione di base).Il punto è che nessuno sa quali siano i “veri” bisogni dell’uomo.Lo stesso Freud cambiò idea per ben tre volte sulla natura dei desideri e degli istinti dell’uomo.Inizialmente parlò di istinto sessuale e di sopravvivenza;poi parlò di piacere e di aggressività; infine di istinto vitale e di pulsione di morte.Da allora,gli psicoterapeuti, hanno sempre tentato di comprendere quali siano i “veri” bisogni dell’uo- mo. Per esempio Rank enfatizzò il bisogno di una volontà forte e costruttiva, Adler parlò di ricerca del potere,Ferenczi del bisogno di amore e di accetta- zione (e forse il mio caso rientra proprio in questa scuola-sfera della psico- terapia...ma solo apparentemente,sia ben chiaro),Horney del bisogno di sicurezza,H.S.Sullivan di soddisfazione biologica e di sicurezza,Fromm del
  171. bisogno di significato,Perls del bisogno di crescere e maturare,Rogers di auto-difesa e di auto-miglioramento,Glasser di bisogno di amore e rispetto di sè,e via dicendo. Ciò che se ne deduce,alla fine,è che l’uomo è inconsapevole di alcuni aspetti del proprio sè (vale a dire della sua Ombra,per usare un termine Junghia- no);ed oltre a ciò,volendo scavare fino in fondo,risulta chiaro ed evidente che ciascuna delle principali scuole di psicoterapia,si rivolge ad un diverso livello dello “spettro della coscienza”.Tutte queste scuole quindi,arrivano a conclusioni complementari. Il profilo psicologico della ragazza con la quale io ho convissuto per circa un anno,come lei giustamente mi ha fatto notare durante una delle nostre sedute,è sì contraddistinto da una marcata ambizione nei confronti di tutto ciò che la vita stessa è in grado di offrirci,ma oltre a ciò,è contraddistinto anche da un marcato atteggiamento proiettivo di qualità negative (quali snobbismo,malizia,falso pudore,ecc...). Tutte queste proiezioni di qualità negative,che hanno sempre caratterizzato la natura della mia ex compagna,sono sempre (ovviamente) entrate in con- flitto con le proiezioni che invece caratterizzano la mia natura;ossia pro- iezioni di qualità positive,quali la gentilezza,la forza,la saggezza,ecc... Questa interazione forzata,tra due nature così diverse fra loro,ossia tra me e la mia ex compagna,influenzata oltretutto dagli sviluppi tutt’altro che positivi dell’interazione tra me e il padre della mia ex compagna (anch’egli dominato da un atteggiamento definito quasi esclusivamente da una quantità sproporzionata di proiezioni di qualità negative - cosa assai insolita per un medico - ;di cui egli non può rendersene conto,poichè tutto questo materiale negativo è stato da parte sua dissociato, alienato,ripudiato,gettato via,ma che nonostante ciò,tale riserva di potenziale,è sempre rimasta a sua disposizione in forma di proiezioni.Il motivo di questo suo profilo-atteggia- mento psicologico nei confronti della società,che del resto caratterizza anche sua figlia,la mia ex compagna,credo sia dovuto in parte a tutte le avversità della vita che ha dovuto affrontare come straniero,in terra -a lui- straniera) ,non poteva far altro che risolversi,presto o tardi,in un’inevitabile separazione. L’implausibile ipotesi che da tutto ciò scaturisce,è che tutto ciò che vediamo negli altri o nel mondo sia soltanto proiezione. Cosicchè noi potremmo riassimilare o recuperare le nostre proiezioni pro- iettandoci a nostra volta completamente nell’altra cosa o persona.In teoria, occorrerebbe attuare l’opposto della alienazione,vale a dire l’identificazio- ne.Come lei ben saprà,un lavoro da parte mia di identificazione con la compagna da me scelta per la vita,non avrebbe mai potuto aver luogo,
  172. poichè fortemente contro corrente rispetto alla mia natura.Un tale lavoro, solitamente lo si compie solo quando si ha interesse a psicanalizzare un determinato soggetto per fini terapeutici. Ciò che vi è di più assurdo in tutto ciò,è che alla fine da lei ci sono finito io,e non la mia ex compagna! Ma alla fine tutto si bilancia,facile e difficile si completano,alto e basso pog- giano l’uno sull’altro,avanti e dietro si susseguono...non esistono montagne senza valli,e coloro che tentano di eliminare le valli,saranno costretti a demolire le montagne.Coloro che dicono di volere la giustizia senza il suo correlativo,l’ingiustizia,o un buon governo senza mal governo,non compren- dono i grandi principi dell’Universo,nè la natura di tutta la Creazione. L’odio del male rinforza il male,e l’opposizione rinforza ciò a cui ci si oppone.È una legge la cui esattezza è matematica.La continua denuncia del male e dei suoi emissari non fa che incoraggiare la sua crescita nel mondo,una verità rivelata a sufficienza nei Vangeli,ma alla quale restiamo ostinatamente sordi. Ciò che la mia ex compagna e i suoi genitori dovrebbero comprendere (ma dubito fortemente che un giorno riescano a farlo),è che il cinismo moderato è da sempre caratteristico delle persone di grande cultura e umanità.Tutta la possibilità di autentico affetto tra gli esseri umani dipende dal saper conoscere ed accettare un elemento di irriducibile furfanteria,in sè stessi e negli altri.(È davvero un peccato,che un tale modo di essere e vedere la realtà,sia una caratteristica quasi esclusiva dei popoli anglosassoni;frasi come ...che gran figlio di...! e simili,in determinati contesti, possono venire intese come un complimento solo in città come New York o Los Angeles). La forza del fanatismo,per quanto “efficace” possa essere,viene sempre comprata al prezzo dell’inconsapevolezza,e sia che abbia o meno una buona causa,si rivela invariabilmente distruttiva,perchè opera contro la vita: essa nega l’ambivalenza del mondo naturale. “Potrei vivere nel guscio di una noce,e credermi Re di uno spazio infinito,se non fosse per certi sogni cattivi”.Shakespeare aveva visto giusto,sono proprio i bad dreams,ovvero le ambizioni,a mutare il destino di ogni essere umano (...e di conseguenza quello dell’intera umanità!)nel modo più sfavorevole che si possa immaginare.Il mio fortunatamente,sta riprendendo la giusta direzione...la “selva oscura”,è ormai un vago ricordo del mio passato. Sinceramente, F.Intilla
  173. L’anima creatrice… Secondo voi che cos’è l’ispirazione?Chissà quanta gente dotta in questo mo- mento,con un sorrisino pieno di orgoglio e sicurezza di sé,ricorderà quella famosa affermazione di Edison…e visto che questo è un libro per gente dot- ta,a che servirebbe scriverla? Volete davvero sapere che cos’è l’ispirazione?Ebbene ora andrò a rivelarve- lo… L’ispirazione è il momento in cui la vostra anima precede il vostro corpo,la vostra mente!…è il momento in cui vi ritrovate davanti ad una pietra grezza con uno scalpello in mano…davanti a dei fogli bianchi con una penna in mano…davanti ad una tela con un pennello in mano…davanti ad un piano- forte con le dita sulla tastiera…,e non vi è modo di capire come abbiate fatto a ritrovarvi li!Un attimo prima eravate in un altro luogo,facendo altre cose,e poi improvvisamente vi trovate nel punto esatto in cui tutte le forze dell’Uni- verso confluiscono per dar esito ad un atto di creazione!E inizialmente la vostra mente rimane allibita,arrivando a porsi la seguente domanda: ma io che diavolo ci faccio qui?Poi,in una frazione di secondo,arriva dal cielo una risposta,e le vostre mani,come per magia,iniziano a muoversi ininterrotta- mente secondo degli schemi che appartengono ad una logica Divina,caoti- ca,irrazionale…e in quel preciso istante,ogni consapevolezza del Io-Dove- Quando,svanisce nel nulla!Ogni senso d’identità viene smarrito,un’energia dirompente pervade tutto il vostro corpo,e voi siete il dipinto,la musica,la pietra,l’amore…voi siete l’intero Universo,voi siete Dio! Carmina Burana……….introduction………. Ambizione è sinonimo di desiderio,e i desideri,come abbiamo visto prece- dentemente,sapete a cosa portano.Occorre abbandonare ogni stupida illusio- ne,ogni stupido desiderio,per poter accedere alle porte dell’Infinito!Per poter …non osservare…ma essere,l’Aleph…il punto Omega…un’unghia,un albe- ro,un pianeta,una stella!Per poter vedere l’Eternità in un’ora,e l’Universo in un granello di sabbia.Eppure è così semplice,ripulire le porte della percezio- ne,basterebbe compiere un semplice atto di fede. Blake aveva visto giusto;e camminando sulle sue impronte,anche Huxley ,Grof,Castaneda e molti altri. Stargate è la parola magica…chi oltrepassa almeno una volta nella vita questa soglia,non vedrà più la realtà come ha sempre creduto che fosse…ma la vedrà come realmente è: infinita,spettrale,senza spazio e ne tempo.
  174. Sottile è il Signore… Restiamo ancora un attimino sul concetto di amore.Quanti di voi si saranno sentiti dire almeno una volta nella vita,da parte di amici,parenti o addirittura dai propri genitori,la seguente idiozia:”Se non esci mai di casa,non potrai mai incontrare l’anima gemella!”.Ebbene ragazzi,questa è la più grossa men- zogna,la più grossa idiozia,alla quale purtroppo miglioni e miglioni di perso- ne credono e ahimè,sulla quale tutta la loro sfera sentimentale prende forma, imboccando le direzioni più stupide,più sfavorevoli e più malsane che una povera anima umana possa mai seguire nel corso di una vita (…o di più vite!).Believe me. Nessuno può sfuggire al proprio destino,nessuno può sfuggire ai meccanismi sincronistici (e quindi apparentemente casuali…ma solo apparentemente,sia ben chiaro) dell’Universo (…Jung insegna),nessuno può sfuggire alla poten- za di Dio! Ma forse è bene che vi faccia un banalissimo esempio,raccontandovi una storia di pura fantasia (ma che in ogni caso non mi stupirebbe,se fosse acca- duta realmente!): Jack era un uomo di trent’anni, alto,robusto,affascinante e faceva il broker a Manhattan.Conduceva una perfetta vita da scapolo e abitava in un bellissimo loft a Long Island,nel Queens.Aveva una Chevrolet Corvette e un sostanzioso conto in banca.Le sue giornate lavorative iniziavano alle 7.30 A.M,con un toast francese scaldato in tutta fretta nel forno a micro-onde,e un decilitro di caffè bollente addolcito con quattro cucchiaini di zucchero.Alle 8.45 A.M le sue chiappe erano già poggiate su una comoda sedia rivestita di stoffa,a qualche ventina di metri d’altezza dal suolo ancora umido e quasi del tutto in ombra di Wall Street,in mezzo a miglioni di metri cubi di cemento,in attesa che la campanella del New York Stock Exchange,alle 9.00 esatte,desse il via agli scambi.Dopo l’inferno delle prime quattro ore di scambi,in cui i titoli solitamente raggiungono i picchi massimi della giornata,vi era la solita pausa pranzo che consisteva in un hot-dog ancora fumante affogato in un decilitro di ketchup e senape e patatine francesi,il tutto ingurgitato in posizione eretta all’angolo tra la Broadway e Pine Street.Ancora un piccolo sacrificio tra le due e le quattro PM e poi,a fine scambi, vi era la solita birra nel Greenwich con i soliti stronzi,che dopo aver perso i soliti dieci bigliettoni con qualche titolo spazzatura,non vedevano l’ora di imprecare e di gettare fiumi di merda sugli analisti della Merryl.
  175. E alla fine via…casa,dolce casa,dove ad aspettarlo vi erano solo le ultime bollette ancora da pagare,qualche avanzo del giorno prima in frigorifero e alcuni messaggi in segreteria di qualche zoccola di turno,in cerca di qualche pollo da spennare…e magari a vita.Le donne non gli mancavano di certo,e forse ne aveva anche troppe.E infine vi era il week-end,che solitamente,quando era libero da qualsiasi impegno galante,trascorreva con i suoi genitori in una piccola casa del Woodside,discutendo con suo padre delle solite stronzate inerenti agli anni d’oro dei Giants e al futuro del Superbowl. Jack in teoria aveva tutto…un bellissimo loft nel Sunnyside,una bella macchina,molti soldi da sperperare e un sacco di donne avvenenti alle quali non doveva neppure fare troppo il filo per portarsele a letto.Tanto volevano sempre tutte una cosa sola:i suoi soldi;e di soldi Jack,ne aveva veramente tanti. Ma in mezzo a tutto questo ben di Dio,a Jack,mancava ugualmente qualcosa.Qualcosa che non avrebbe mai potuto comprare neanche con tutto l’oro del mondo;qualcosa in cui,col passare degli anni,aveva quasi smesso di credere,ma che al contempo,lasciava in lui una ferita aperta in grado di portarlo di giorno in giorno, in uno stato di depressione sempre più profondo.Questo qualcosa in genere,viene espresso con una semplice parolina di cinque lettere: AMORE. Era questo che a Jack mancava,l’amore…l’amore vero,quello profondo, onesto,caldo,sincero…una perfetta fusione tra egli ed una compagna ideale,in cui in ugual misura,si da e si riceve incondizionatamente,senza false premesse,aspettative o vincoli di ogni sorta. E così,un giorno,al termine di una delle sue tante sedute infruttuose con il suo psicanalista,salì come al solito sulla sua Chevrolet e si diresse verso casa.La sua disperazione era ormai giunta alle stelle,desiderava tanto una compagna per la vita,ma il buon Dio,sembrava non voler dar ascolto alla sua richiesta d’aiuto. [Si consideri che nei momenti di grande sofferenza psichica,solitamente le “porte della percezione” sono assai più “aperte” del consueto,ossia,di quando un individuo gode di un certo equilibrio psico-fisico] Poco prima di arrivare a casa,fermò l’auto davanti a un drug-store. L’inten-to era quello di entrarvi e comprare i soliti psicofarmaci.Girò la chiavetta e il motore della sua possente Chevrolet Corvette color rosso amaranto,smise di commutare l’energia termica in lavoro meccanico utile.Sospirò con lo sguardo ancora sul volante,e poi alzò lentamente il suo volto carico di tristezza,finchè il suo raggio visivo non fu perfettamente orizzontale, permet-
  176. tendogli così di leggere senza alcun impedimento,la scritta a caratteri cubi- tali,stampata sul lunotto dell’auto parcheggiata proprio di fronte alla sua: CALIFORNIA DREAMIN’. In quel momento Jack,rivide tutta la sua vita in un batter d’occhio;e di li a poco,iniziò a porsi una serie interminabile di domande:”Ma che senso ha tutto ciò?Ho tutto,Cristo ho proprio tutto…ma in realtà non ho nulla!Non ho nulla,io non ho nulla… Il grande, magnifico ed onnipotente Jack…Jackass…non ha proprio nulla! La mia vita è vuota,stupida,insignificante.Ma che diavolo ci faccio qui?Che diavolo ci faccio io qui?..Fanculo…mi senti Dio?Fanculo! …fanculo, fancu- lo,fanculo e fanculo ancora una volta!”.Guardò l’ingresso del drug-store, poi iniziò ad osservarsi le mani.Smise di osservarsi le mani e fissò quella scritta sul lunotto dell’auto di fronte a sé…la fissò intensamente per qualche secondo,poi d’improvviso,portò la mano destra sulla chiavetta d’accensione e riaccese il motore.Uscì dal parcheggio e qualche isolato più avanti imboc- cò la 495ma in direzione est;circa sette km più avanti imboccò la 678ma in direzione sud.A circa dodici km più a sud,la 678ma non poteva che termina- re in un solo posto…al Kennedy Airport!…e Jack,era proprio li che voleva andare! Non aveva con sé niente di niente,tranne il suo cappotto di lana,il passapor- to, un paio di shades [occhiali da sole;da:sunglasses…nella grande mela marcia si chiamano così]e la sua MasterCard coperta fino a centoventimila dollari. In circa trenta minuti arrivò al Kennedy Airport;parcheggiò l’auto in sosta vietata e nel giro di pochi minuti si ritrovò davanti ad una lunga serie di check-in relativi ad una moltitudine di compagnie aeree.La prima cosa che fece,fu di informarsi sull’orario di partenza del primo volo per…Los Angeles! Miracolosamente,trovò un posto libero proprio sul primo volo che sarebbe partito nel giro di un paio d’ore.Acquistò un biglietto di sola anda- ta,e si sedette tra gli altri viaggiatori in attesa dell’imbarco. Quattro ore dopo,mise piede a Los Angeles. In tasca,in contanti,aveva circa settanta dollari;prese un taxi e si fece portare in un Travelodge nei pressi di Venice Beach;per sua fortuna,trovò subito una stanza.Erano le ventitre esatte di un giovedì d’inizio settembre;un giorno che Jack,avrebbe ricordato per il resto della sua vita.Si tolse il cappotto di lana e si sdraiò con un tonfo sul letto.Fece un lungo sospiro con la bocca semiaperta,incrociò le mani sul ventre e chiuse gli occhi.Era spossato.Pensò al suo posto di lavoro a New York,consapevole che al suo rientro…qualora fosse mai ritornato…l’osso,l’avrebbe già afferrato al volo qualcun altro.
  177. Ma in ogni caso,non aveva alcun ripensamento,alcun dubbio o preoccu- pazione di ogni sorta…poiché in cuor suo sapeva di aver fatto la cosa gius- ta;Jack in quel preciso istante,sapeva di essere la persona giusta,nel posto giusto e al momento giusto! Qualcosa di non ben definito,nella sua mente,continuava a rassicurarlo cer- cando di convincerlo sempre più,che tutto ciò che aveva compiuto nel giro di poche ore,apparteneva ad una sorta di disegno Divino.Doveva essere fatto, punto e basta! Iniziò così a vagabondare a piedi o in bicicletta per le strade di Los Ange- les,senza alcuna meta,senza alcun progetto per il suo futuro,sentendosi come una sorta di “barbone di lusso”;con i soldi che aveva da parte,poteva benis- simo vivere in quel modo per almeno sei o sette anni.Nei primi giorni,si pre- occupò di farsi recapitare le fatture dei premi assicurativi contro malattie e infortuni, presso il Travelodge in cui alloggiava.Durante le prime settima-ne, chiamava spesso i suoi genitori,cercando invano di sedare la loro colle-ra e disperazione…l’aveva combinata davvero grossa,e ne era pienamente consapevole.Ma era consapevole,in cuor suo,anche di un’altra cosa;ossia che nonostante il dolore che aveva causato ai suoi genitori con quel suo folle gesto, in ogni caso non sarebbe mai più tornato indietro sui suoi passi. Col passare dei mesi,le sue telefonate a New York,a casa dei suoi,divennero sempre più rare;Jack si limitò presto a spedir loro qualche cartolina di tanto in tanto,rassicurandoli sempre sul suo perfetto stato di salute. Quando non passeggiava per Main Street o su Santa Monica Blvd,trascor- reva le sue giornate accovacciato da qualche parte sulla incantevole spiag- gia di Venice,leggendo romanzi di Asimov o di Clark,aveva sempre amato la fantascienza. Il primo inverno per Jack,non fu poi così tremendo come egli aveva inizial- mente previsto,immaginato…quando faceva troppo freddo,invece di gironzo-lare come un cane bastonato per Venice,se ne stava rintanato nella sua stan-za al Travelodge, leggendo o ascoltando delle vecchie canzoni di Garth Brooks,di John Den- ver,dei Beach Boys,dei Doors…gli piaceva la musica country,ma amava anche la west coast music degli anni sessanta…anni in cui,stando a quanto gli raccontava spesso suo padre,portarsi a letto una donna era facile quanto andare a bersi una birra al bar. Alle porte dell’estate,Jack iniziò a sentirsi maledettamente triste e sconsola- to,ancor più di quanto lo era a New York,poche ore prima che s’imbarcasse per Los Angeles.Nella sua mente,aveva iniziato a farsi avanti qualche ragio-
  178. nevole dubbio su quella sua improvvisata,repentina e irrazionale partenza da New York, dove aveva lasciato senza preavviso chiunque ed ogni cosa, persino un lavoro sicuro da centomila dollari l’anno.Ma piangere sul latte versato,a quel punto era davvero inutile,e di questo se ne era fatto una ragione. Era partito con la speranza,alimentata principalmente da quel singolare evento1 (che egli reputò come un vero e proprio segno del destino) della scritta sull’automobile davanti al drug-store nel quale stava per entrare,di incontrare la sua anima gemella;ma purtroppo,durante i suoi primi sette mesi di soggiorno a Los Angeles,non ebbe il piacere di conoscere neanche una donna,che avrebbe potuto seppur lontanamente dargli l’impressione di rispecchiare le caratteristiche di una potenziale anima gemella. Era pienamente consapevole della sua nuova immagine;era cosciente del fatto che davanti agli occhi di qualsiasi donna o ragazza che avesse incon- trato e conosciuto,egli sarebbe apparso unicamente come un perdente.Come qualcuno che assai presto,davanti alla triste insegna Salvation Army,avreb- be fatto la fila insieme a tanti altri per una minestra e un pezzo di pane. Col passare del tempo,si era convinto quasi completamente che nessuna donna sana di mente avrebbe mai accettato di intraprendere una relazione sentimentale con lui,perlomeno fin quando non avrebbe mostrato il minimo interesse nel cercarsi un nuovo impiego.Il punto è che ad egli mancava la motivazione,per cercarsi un nuovo impiego.E tale motivazione,ossia la voglia di tornare a combattere per una vita dignitosa,era convinto di poterla riacquisire unicamente con l’appoggio,la comprensione e l’amore incondi- zionato di una compagna disposta a seguirlo nella buona e nella cattiva sorte.Jack si trovava quindi tra il martello e l’incudine,e ciò gli impediva di decidere quali pesci pigliare.Era una situazione davvero assurda,dalla qua- le non sapeva più come uscire.Tornare a New York non sarebbe servito a nulla;era nella sua mente che avrebbe dovuto scattare qualcosa,il problema era dentro di lui,ne era cosciente,ma non sapeva in che modo estirparlo. Ciò che inizialmente gli apparve come un segno del destino (la scritta sull’automobile:California Dreamin’),ora gli appariva come un tranello, come una beffa da parte dell’Onnipotente. Luglio,iniziò con delle giornate in cui la temperatura verso le due del pome- riggio,saliva fino a trenta-trentadue gradi Celsius;ed è proprio durante una 1 Singolare e dai contorni simbolici solo per lui ovviamente,ovvero dal suo punto di vista,prettamente soggettivo e strettamente correlato al contesto-situazione in cui egli in quel frangente venne suo malgrado a trovarsi.
  179. di queste giornate che Jack,ormai sempre più depresso e senza più alcuna motivazione per continuare a vivere,decise d’intraprendere l’ultimo viaggio della sua vita.Uscì verso le nove del mattino dalla sua stanza al Travelodge e si diresse verso il Boardwalk di Venice;lungo il tragitto che separava il suo Motel da Venice Beach,passò davanti a un piccolo negozio di liquori.Lo superò di qualche metro e poi improvvisamente si fermò;si accertò (con esito positivo) di avere con sé la sua carta d’identità,si voltò e con passi decisi ripercorse quei pochi metri che lo separavano dall’entrata di quel negozio.Pose la mano sulla maniglia della porta a vetro ed entrò senza alcu- na esitazione.Due giovani messicani lo guardarono in modo assai distacca- to, neutro;Jack comprò una bottiglia di whiskey e uscì da quel negozietto, incamminandosi nuovamente verso la spiaggia di Venice. Quindici minuti dopo giunse sul Boardwalk di Venice;camminò per altri dieci minuti verso sud ,tra poca gente dal volto ancora assonnato e poi si fermò davanti all’ingresso di un altro negozio.Non si trattava questa volta di un negozio di liquori,e ne tanto meno di un drug-store nel quale avrebbe potuto entrare per acquistare degli psicofarmaci.Vi entrò e posò il sacchetto di carta contenente la bevanda omonima poco prima acquistata,su uno stretto bancone rivestito da una lucente formica bianca. Fissò per qualche istante il personaggio che stava dall’altra parte del ban- cone,un tizio alto e robusto sulla quarantina e poi se ne uscì con questa stronzata : “Io …avrei un problema…”, disse in tono assai blando.L’unica risposta che quel tizio al di là del bancone avrebbe mai potuto dargli,che ovviamente non tardò a raggiungere le sue orecchie,fu la seguente:”Amico tutti hanno un problema a Los Angeles”.Jack sorrise con occhi mesti e smarriti alla battuta e poi continuò la frase :”…mi occorrerebbe una muta e una tavola da surf,solo per quest’oggi…”. Circa venti minuti dopo,Jack poggiò accanto a sé la tavola da surf che ave- va appena noleggiato,un grosso sacchetto di carta nel quale aveva infilato il whiskey e la muta anch’essa appena noleggiata, e infine poggiò le sue chiappe sulla sabbia ancora umida di Venice Beach.Si accese una sigaretta e cominciò a contemplare l’oceano;poi si guardò attorno per accertarsi che non ci fossero dei poliziotti nelle vicinanze o persone comuni che avrebbero potuto infastidirlo con qualche osservazione da “cittadino modello”, estras- se la bottiglia di Jack Daniel’s che aveva nel sacchetto grande e la aprì lasciandola comunque nel suo piccolo sacchetto di carta con il quale gli era stata venduta. Fece altri sei tiri di fumo,poi spense la sigaretta nella sabbia e cominciò a sorseggiare il whiskey.Nel giro di un’ora Jack si scolò l’intera bottiglia.
  180. Ormai completamente ubriaco,con la mente totalmente annebbiata e per di più con qualche sintomo allucinatorio ,afferrò la tavola accanto a sé e si alzò da terra barcollando.In quel preciso istante, un ragazzino dai capelli biondi gli passò accanto e con un sorriso beffardo gli fece la seguente rac- comandazione:”Hey amico,se fossi in te non uscirei con quel fossile2”. Jack,non capì neppure le semplici parole di quel ragazzino;era talmente andato che udì solo una sorta di eco di cui non riuscì a localizzarne l’origi- ne,e forse non notò neppure la sagoma del ragazzino che gli passò ac- canto.Qualche istante dopo,si ritrovò tra le acque gelide e fortunatamente quel giorno poco mosse del Pacifico.Tutti i suoi ricordi terminarono li,tra le onde dell’oceano,a poche ventine di metri dalla sabbia fine e ormai tiepida di Venice Beach. Trascorsero altre sedici ore… Quando Jack riaprì gli occhi,osservò le pareti della stanza in cui si trovava e poi il letto nel quale era stato comodamente adagiato,deducendone che si trovava in una camera d’ospedale. Indubbiamente qualcuno, sedici ore prima,accortosi del suo stato,era riusci- to a strapparlo dalle acque gelide del Pacifico. Jack era ancora vivo,ma in quel momento egli non sapeva se rallegrarsene oppure mettersi a piangere.L’unica cosa che continuava a chiedersi,era a quale scopo Dio l’avesse salvato. Rimase in quella camera,sotto stretta sorveglianza,per altre sei ore,poi,ver- so le sette di sera un’infermiera gli chiese se volesse mangiare in camera oppure al piano terra,nella sala mensa. Jack,decise di andare a cenare in sala mensa,e così fece.Si mise addosso un training ,che gli era stato gentilmente offerto dall’ospedale,e si fece accom- pagnare dall’infermiera al pian terreno,fino all’ingresso della sala mensa.A quel punto l’infermiera lo lasciò ed egli entrò senza alcuna esitazione in un’enorme sala gremita per la maggior parte di pazienti,oltre che dal personale medico dell’ospedale,tutti seduti a dei tavoli da sei-otto persone e intenti a consumare la prima portata del pasto serale del giorno.Jack andò a prendere la sua razione di cibo al bancone che delimitava la sala dal locale cucina,e poi andò a sedersi in uno dei pochi posti rimasti ancora liberi tra i 2 Il tizio che gli aveva noleggiato la tavola da surf,gli aveva rifilato una vecchia tavola in legno della Bear (con questo non voglio dire che le tavole della Bear siano delle “cattive” tavole,ma semplicemente che dopo trent’anni di vita qualsiasi tavola di qualsiasi marca ,non dovrebbe più stare in acqua, ma in un museo…tipo quello del surf ,di Santa Cruz).
  181. circa venti tavoli ormai quasi pieni che coprivano almeno due terzi della superficie dell’intera sala.Di fronte ad egli,c’era ancora miracolosamente un posto libero. Iniziò a mettere in bocca e a masticare lentamente i primi bocconi di car- ne,con l’aria di chi avesse appena perso l’intera famiglia in un incidente aereo.In quel mentre,a circa venti metri da egli, un’infermiera varcò l’in- gresso della sala mensa spingendo una carrozzella sulla quale vi era seduta un’incantevole donna sulla trentina dai lunghi capelli biondi lisci e setati;subito l’infermiera posò lo sguardo su quel posto libero di fronte a Jack e si rivolse alla paziente in carrozzella. “Guardi signorina Dunne,mi sembra di vedere ancora un posto libero la infondo,vicino a quel tizio con il training azzurro” [Jack].La signorina Dunne,si ravviò con una mano i capelli e poi disse la sua:”Mmm…da lon- tano si direbbe un bel ragazzo;scommetto che non esiterà nemmeno un minuto a farsi avanti sfoderando tutto il suo Ego nella speranza di apparire simpatico ed interessante…oh Dio,mi sento già assalita dalla noia ancor prima di sedermi a quel tavolo”. L’infermiera le sorrise e la accompagnò fino al posto libero di fronte a Jack;spostò la sedia e vi mise al suo posto la carrozzella,poi si diresse verso il bancone della cucina per prenderle la prima portata.Si salutarono en- trambi con un salve assai sommesso;Jack le abbozzò un sorriso e poi tornò immediatamente serio , riponendo nuovamente lo sguardo sul suo piatto e rialzandolo di tanto in tanto , per osservare con aria smagata il resto del mondo attraverso le vetrate della sala mensa.Dopo qualche istante, l’in- fermiera tornò al loro tavolo e posò davanti alla signorina dai capelli dorati il vassoio con la prima portata. Jack,le abbozzò ancora un sorriso e si servì nuovamente delle corde vocali. “Buon appetito”,le disse. Lei lo ringraziò con un semi-sorriso ,e poi prese a mangiare. Quella donna gli piaceva moltissimo,persino l’energia che emanava,sem- brava essere positiva.E la cosa più incredibile per Jack,è che non sembrava nemmeno stupida;anzi,nonostante non avessero ancora intrapreso un vero e proprio dialogo,gli appariva come una donna assai colta e intelligente.Era come se il suo sesto senso,gli stesse facendo capire che con quella donna,se- dutasi per puro caso proprio di fronte a lui,avrebbe potuto discutere di qual- siasi cosa. Senza neppure presentarsi,la signorina Cathrine Dunne,fissò Jack per un istante e poi se ne uscì con questa frase:”Guardi che Dio se la gode un mucchio nel vederla così triste e sconsolato.”.Al che egli rispose: ”Mmm… non credevo che Dio fosse così stronzo”.Ed essa ribattè:”Oh…lo è più di
  182. quanto lei possa immaginare”,stese il suo braccio destro verso di lui e si presentò con un sorriso smagliante:”Piacere,mi chiamo Cathrine…Cathrine Dunne”.Jack le strinse la mano e si presentò a sua volta:”Jack…Jack Caster… come il generale”. Jack e Cathrine,rimasero seduti a quel tavolo per circa quattro ore, come se una forza misteriosa li avesse costretti ad un “dialogo forzato” ma al contempo maledettamente armonioso e rasserenante per entrambi. Verso mezzanotte,Jack accompagnò Cathrine fino all’ingresso della sua ca- mera,salutandola e augurandole la buona notte con un sorriso e una stretta di mano.Tornò poi nella propria camera,si infilò a letto,ma non chiuse occhio per tutta la notte. Anche Cathrine quella notte non riuscì a dormire. La mattina seguente,i due si rividero nuovamente in sala mensa,questa volta per la colazione.Si sedettero entrambi allo stesso tavolo,uno di fronte all’al- tro,e nel momento in cui i loro sguardi si incrociarono per l’ennesima vol- ta,capirono entrambi che avrebbero trascorso ancora molto,anzi moltissimo tempo , insieme. Jack,aveva finalmente trovato la donna della sua vita. L’insegnamento che occorre trarre da questa storia strappa lacrime e dai contorni surreali, è che nulla succede per caso. Tutti gli eventi,compresi quelli che ci appaiono più casuali e qundi privi di qualsiasi significato intrinseco, appartengono ad un Piano Divino che non può essere in alcun modo decifrato da una comune mente umana.Persino gli eventi più tragici e dolorosi appartengono a questo Piano Divino;è solo dopo il Male,che può sopraggiungere il Bene…e viceversa! Dice Lao Tzu: Esiste differenza tra il sì e il no? Esiste differenza tra il bene e il male? Devo temere ciò che temono gli altri? Sciocchezze! Avere e non avere emergono insieme Facile e difficile si completano Lungo e corto si bilanciano Alto e basso poggiano l’uno sull’altro Avanti e dietro si susseguono.3 3 Lao Tzu ,Tao Te Ching,il libro della via e della virtù,Milano,Mondadori,
  183. Ma non addentriamoci troppo, per ora,in questo tipo di riflessioni. Nel breve racconto che vi ho esposto poc’anzi,è possibile notare facilmente in che modo in alcuni casi,si manifestino dei veri e propri sincronismi.In questo caso specifico (come del resto in tanti altri),entrambi gli individui in questione (Jack e Cathrine) non furono sfiorati dalla benché minima inten- zione-volontà di volersi conoscere (anzi,Cathrine addirittura avrebbe preferi- to evitare di sedersi a quel tavolo,poiché credeva di dover interagire,suo mal- grado,con un individuo poco digeribile).La loro mente,poco prima che i loro corpi si avvicinassero,era sgombera da qualsiasi genere di aspettativa o desiderio nei confronti di chi stavano per conoscere (Cathrine stava per conoscere Jack,e viceversa).In questo caso,si può parlare di vere e proprie “forze esterne” che hanno spinto i corpi (e successivamente le menti)dei nos- tri due simpaticoni ad interagire l’uno con l’altro.Cathrine è stata avvicinata al tavolo di Jack per una semplice scelta dell’infermiera che la stava accom- pagnando;che a ben guardare è stata a sua volta una scelta quasi del tutto ob- bligata, dettata dalle condizioni dell’ambiente in quel preciso momento (in- fatti il posto di fronte a Jack,era uno dei pochi rimasti liberi ,e fu l’unico a poter essere individuato dal campo visivo dell’infermiera da quel punto della sala!). Per quanto riguarda Jack ,egli non aveva altra scelta che rimanere li.Anche la sua in questo caso fu una scelta quasi del tutto obbligata, ed i motivi sono i seguenti: a) La sala mensa era assai gremita e quindi molto difficilmente (anche se nella sua mente fosse frullata l’idea di cambiare posto) avrebbe trovato un altro posto a sedere;di questo egli ne era pienamente consapevole.In questo caso l’azione di “forze esterne” è stata determinante. b) Per una semplice questione di rispetto ed educazione,egli difficilmente si sarebbe alzato da quella sedia proprio nel momento in cui stava per sedersi qualcuno di fronte a lui.In questo caso è stata determinante l’azione di una “forza interna”, relativa alle funzioni più “alte” della sua sfera psichica, che a loro volta governano tutti i processi del comportamento. c)La donna che si era seduta di fronte a lui,era assai attraente;e per giunta rispecchiava i canoni di bellezza fisica a lui più congeniali.Qualcuno ora potrebbe erroneamente pensare che ciò,ovvero il fascino assai marcato di questa donna,sia da intendersi come una sorta di “forza esterna” nei con- fronti del povero Jack;ebbene ciò è assolutamente falso.Sono stati gli impulsi più primordiali di Jack,ossia quelli legati principalmente alla sua libido,a 1978
  184. determinare una sorta di forza in grado di tenerlo saldamente incollato a quella sedia.Anche in questo caso quindi,è stata determinante l’azione di “forze interne”. Ragazzi, quando le cose debbono accadere,accadono.Punto e basta.Parlare di volontà soggettiva,è sempre altamente aleatorio. “Veniamo trascinati dal fato verso ciò che ci rifiutiamo di avvicinare camminando a testa alta”. Carl Gustav Jung In Introduction to Tantra : A Vision of Totality,vi è una bellissima consi- derazione sul modo in cui,al Livello Egoico,la nostra coscienza interagisce con le altre Bande-livelli (biosociale,esistenziale e transpersonale)che ne de- finiscono l’intero spettro.Secondo il Lama Yeshe : ”Il nostro Ego(...) la mente nevrotica che si afferra a un solido senso di iden- tità personale per trovare sostegno,è estremamente potente,e lotterà contro qualsiasi visione possa minacciare la sua sicurezza.E’ profondamente tur- bato dalla possibilità che l’Io,come qualsiasi altra cosa,sia semplicemente frutto del pensiero concettuale. Pertanto,dobbiamo attenderci enorme resis- tenza quando meditiamo sulla non-esistenza autonoma dell’Io.È una cosa naturale,si tratta soltanto del nostro Ego profondamente radicato che lotta contro il proprio annichilimento”. Facendo alcune ipotesi,più che considerazioni,sulla natura delle varie Bande- livelli che definiscono l’intero spettro della nostra coscienza e i modi in cui interagiscono fra loro, possiamo giungere tranquillamente alla conclusione che siano in ultima analisi questi ultimi (Bande-livelli e relative interazioni reciproche) a deteterminare lo status psichico del soggetto in questione e di conseguenza la conformazione del terreno sul quale avrà modo di nascere oppure no,ogni singolo evento sincronistico.Occorre quindi essere predispos- ti,affinchè possa innescarsi un evento sincronistico all’interno della nostra sfera psico-fisica e quindi avviarci verso un determinato tipo di evoluzione, sia essa positiva o negativa.Ogni status psico-fisico comunque,predispone ad un determinato evento sincronistico;non si è mai immuni quindi dai sincro- nismi,poichè anche in essi,esiste una sorta di livello gerarchico.Si parte dal sincronismo più semplice,quello per esempio in grado di cambiarci una giornata noiosa con una molto più allegra e interessante,magari dopo un incontro ...”del tutto casuale”...al mercato,con un amico di vecchia data che
  185. non vedavamo più da molto tempo;fino al sincronismo più complesso e significativo in grado di cambiare, a volte, l’intero percorso della nostra vita.(come ad esempio quello che da l’avvio al fenomeno dell’innamora- mento). Un Universo di...Informazione... In Arkhétypon, sostenni fermamente l’idea che il costituente fondamentale dell’energia sia l’informazione. Da questa considerazione,ne dedussi delle altre ancora più importanti;ossia: . Qualsiasi entità fisica (organica o inorganica) ponderabile di questo Uni- verso ,oltre a rappresentare una forma complessa di energia (energia allo “stato solido”),rappresenta anche una forma complessa di informazione,che io ho denominato informazione potenziale. . Tutte le forme dispersive di energia (ad esempio un gas oppure il fumo di una sigaretta),anche se difficilmente ponderabili,sono costituite da migliardi di atomi,ed ogni atomo è da considerarsi come una forma complessa d’informazione. . Qualsiasi particella subatomica,è a sua volta da considerarsi come una forma complessa di informazione. . I fotoni,ossia i quanti di energia,poichè privi di massa e quindi imponderabili,rappresentano la forma complessa d’informazione più piccola conosciuta dall’uomo. Qualcuno a questo punto potrebbe facilmente commettere l’errore di credere che l’intero Universo sia costituito fondamentalmente da informazione po- tenziale.No signori,le cose non stanno affatto così.Esiste un’altra forma d’in- formazione,che io ho denominato informazione dinamica,e che a sua volta rappresenta il costituente fondamentale delle seguenti “parti” dell’Universo; ossia: _dell’inconscio collettivo Junghiano; _di ogni singolo pensiero che prende forma all’interno di un cervello umano. _di ogni singolo pensiero che prende forma all’interno di un cervello non umano.
  186. _di ogni parola,frase o discorso di senso compiuto pronunciato da un essere umano.Se lo farà in presenza di uno o più esseri umani (o di macchine, ro- bots,computers,ecc...)in grado di assimilare anche soltanto una misera per- centuale di tale informazione,si parlerà di informazione dinamica attiva;men- tre se lo farà in assenza di esseri umani o “di macchine intelligenti”, si parle- rà di informazione dinamica non-attiva.Tale informazione dinamica ,non- attiva,a mio avviso è in grado di congiungersi con l’inconscio collettivo Jun- ghiano. La stessa cosa vale per ogni parola,frase o discorso di senso compiuto che viene trasmesso con i mezzi di comunicazione conosciuti (libri ,televisione, radio,ecc...).Affinchè si possa parlare di informazione dinamica attiva,occor- re che qualcuno legga e capisca almeno in minima parte ciò che vi è scritto in un libro,oppure ciò che vien detto in televisione,o per radio,ecc... . L’informazione dinamica non-attiva contenuta in un libro, qualora quest’ul- timo non venisse mai letto da nessuno,non è comunque in grado di congiun- gersi con l’inconscio collettivo...o almeno non credo ...ragazzi non chiede- temi troppo...anche la mia intelligenza ha un limite!. Per farvi comprendere nel migliore dei modi il concetto di informazione di- namica,forse è bene che vi faccia un banalissimo esempio di come essa operi all’interno dell’Universo.Restiamo quindi con i piedi per terra e osserviamo semplicemente cosa accade nel momento in cui prendiamo un libro tra le mani e iniziamo a leggerlo.Se si tratta di un saggio scientifico,ogni singolo concetto che viene espresso in tale libro,nel momento in cui viene da parte nostra compreso e quindi assimilato,va a costituire nella nostra mente un cer- to numero di bit di informazione.Ciò che se ne deduce da questa conside- razione,è che più aumenta la quantità di informazione all’interno della nostra scatola cranica ,e più la quantità di energia di cui dispone il nostro cervello aumenta.Questo per il semplice fatto che informazione ed energia rappre- sentano la stessa cosa! Parlare di informazione o parlare di energia,significa parlare sempre della stessa identica cosa!Si tratta di una pura e semplice dicotomia,equiparabile a quella che sostenne per primo Einstein nel momento in cui scoprì che massa ed energia sono la stessa identica cosa,poichè la massa non è nient’altro che una forma complessa di energia.Oggi gli scienziati hanno finalmente capito che a sua volta l’energia non è nient’altro che una forma complessa di in- formazione! Oggi i fisici parlano di informazione,codificabile da un atomo di qualsivo- glia elemento;in un futuro non molto lontano i fisici parleranno di quanta
  187. informazione costituisce,rappresenta,un determinato elemento.Si arriverà quindi a dire che un Joule di energia (o un elettronvolt di energia)equivale a tot bit di informazione. Ogni essere umano,è quindi da considerarsi come una forma complessa di energia;il che equivale a dire che esso è costituito da una certa quantità di informazione potenziale (corpo) e da una certa quantità di informazione di- namica (mente). In Arkhétypon,diedi anche un nome al sistema che prende forma dalla somma di questi due tipi di informazione (potenziale + dina- mica),e lo denominai : informazione di sintonia. Riferendomi poi ad una par- ticolare struttura della mente umana, dissi:”Solo una mente che lavora in modo analogico,è in grado di carpire dall’ambiente ad essa circostante, costituito dall’inconscio collettivo (informazione dinamica) e da ogni tipo di entità fisica (informazione potenziale),la più alta quantità di informazione di sintonia (potenziale + dinamica) sopportabile da un comune cervello umano (o da un comune corpo umano,ammesso che non sia soltanto il nostro organo superiore a captare tale informazione...)”. Poc’anzi,abbiamo quindi stabilito che la quantità di energia che costituisce la mente di un essere umano,è equiparabile alla quantità di informazione (o bit di memoria) di cui tale mente è in ultima analisi costituita.Per concludere, possiamo dire che la quantità di energia di cui è costituito un corpo umano,è incrementabile sostanzialmente in due modi: Il primo,è quello di carpire la maggior quantità di informazione possibile (con l’istruzione e l’apprendimento in qualsiasi campo,sia esso scientifico, politico,militare,ecc...),al fine di accrescere la propria informazione dinami- ca. Il secondo invece, è quello di potenziare le proprie capacità fisiche (per esempio praticando dello sport,o del body building) al fine di accrescere la propria informazione potenziale. Aumentare la propria massa muscolare, si- gnifica incrementare la propria energia muscolare (non dimenticate che mas- sa ed energia sono la stessa identica cosa),il che significa in definitiva au- mentare la propria “informazione potenziale muscolare”.Detto così sembra qualcosa di ridicolo,ma vi assicuro che questa è la realtà effettiva delle cose. Un buon livello energetico,si acquisisce quindi nel momento in cui incre- mentiamo contemporaneamente, sia l’informazione potenziale che quella di- namica.
  188. Il cucchiaio magico... Uno dei risultati più sensazionali della Teoria della Relatività Generale,è che in vicinanza di masse pesanti,qualsiasi previsione che si basi sulla geometria euclidea , è da considerarsi del tutto inattendibile.Fu da questa importante scoperta,che si arrivò all’idea di uno spazio curvo.E’ risaputo ormai da pa- recchio tempo,che non esiste alcuna “colla gravitazionale” 4(come si sosteneva erroneamente ai tempi di Newton e Keplero) tra stelle e pianeti che popolano il nostro Universo. La Terra,non ruota attorno al Sole a causa di un non ben identificato effetto gravitazionale,ma vi ruota perchè tale “strada” è l’unica che essa può per- correre in vicinanza della nostra stella.Ciò è dovuto al fatto che lo spazio, at- torno al Sole,è curvo.La geometria dell’Universo,non ha assolutamente nul- la... di euclideo.Ma questo per la gente comune,non è affatto un concetto facile da comprendere.Ciò comunque,a mio avviso, non dovrebbe assoluta- mente spaventarvi;ma se dovessi sbagliarmi,posso tranquillizzarvi rendendo- vi attenti sul fatto che in commercio vi siano migliaia di libri che trattano in dettaglio (per i profani,e quindi in modo assai semplice) gli svariati temi della Relatività Ristretta e Generale. L’intero Universo è strutturato secondo campi di energia, caratterizzati a loro volta da una propria forma e intensità. Qualsiasi oggetto “solido” che appar- tiene al nostro Universo (dalla scatola di fiammiferi fino alla stella più enor- me che sia mai stata individuata),non è nient’altro,fondamentalmente,che un campo di energia.Noi stessi,non siamo altro che campi di energia...ovvero onde di probabilità.Considerando il fatto che circa il 98% di un atomo è costituito da uno “spazio vuoto”,e che ogni cosa nell’Universo (compreso l’uomo) è costituita a sua volta da atomi,a qualcuno ovviamente potrebbe sorgere qualche dubbio sulla nostra “reale esistenza”.Forse aveva ragione Minsky,nel sostenere che in definitiva l’Universo...non esiste! Se poi vogliamo davvero chiudere in bellezza,basta semplicemente consi- derare il fatto che la risultante tra i due potenziali gravitazionali (positivo e negativo) che costituiscono l’intero Universo...è nulla!E’ da quest’ultima considerazione,che molti scienziati hanno cominciato a dubitare sulle origini dell’Universo dovute ad un Big Bang ; ritenendo che esso (l’Universo) possa essersi benissimo generato dal ...nulla!E quindi senza alcun Big Bang ini- ziale. 4 In astrofisica comunque,per questioni di praticità inerenti alle operazioni di calcolo,vengono ancor oggi accettate e largamente usate un sacco di costanti e unità di misura che si rifanno alle prime leggi di Newton sulla gravitazione.
  189. Così, come nell’Universo esistono delle “strade obbligate” tra stelle ,comete e pianeti; anche sulla Terra esistono tali “strade” (obbligate) tra tutte le entità organiche e inorganiche che la popolano.In Arkhétypon,considerai tali “strade” come dei cunicoli energetici, nei quali qualsiasi entità fisica (uomo compreso)vi si ritrova intrappolata ed è costretta a seguire un determinato percorso,seguendo degli schemi predefiniti. A partire da queste ipotesi-considerazioni,è quindi possibile mettere in discussione il concetto di volontà soggettiva e il concetto di tempo.Nel momento in cui tali concetti vengono messi in discussione,giungiamo inevi- tabilmente all’idea di un futuro predeterminato; la freccia del tempo scom- pare e iniziamo ad intravedere un ponte tra la realtà quantistica e quella ma- croscopica Newtoniana. Quella scomposizione in passato,presente e futuro che usiamo per definire una determinata freccia del tempo,esiste solo nelle nostre teste;nella realtà assoluta delle cose questa freccia del tempo non esiste,non esiste uno scorre- re del tempo,ma soltanto un unicum spazio-temporale a più dimensioni.E’ vero che ogni valore del tempo è relativo al sistema inerziale a cui si riferi- sce (e la Relatività Ristretta è li a dimostrarcelo), ma un valore assoluto del tempo (che inglobi tutti questi tempi “relativi” al proprio sistema inerziale), come sostenne H.Bergson e poco più avanti I.Prigogine,deve necessariamen- te esistere. Nelle ultime pagine del libro Tra il Tempo e l’Eternità,Ilya Prigogine e Isa- belle Stengers,a conclusione di un discorso sulla distribuzione dei tempi me- di nello spazio-tempo,si espressero così: “Contrariamente a quanto sembra risultare dalla Relatività Ristretta,esiste dunque un tempo universale che parte dall’osservazione di un fenomeno fisi- co relativistico,in questo caso la propagazione dell’onda.[Qui Prigogine si riferisce all’esempio di un isola e all’osservazione dell’”onda di modernizza- zione” che la concerne.Tale onda permetterebbe di rompere l’omogeneità dello spazio-tempo dell’isola.N.d.A].Nella descrizione minkowskiana,gli os- servatori si osservano reciprocamente.Qui essi osservano,in più,l’evoluzione del campo,sistema dinamico instabile che permette l’introduzione di un tem- po interno.(...)L’introduzione di processi dinamici instabili permette così di riconciliare l’idea fondamentale di Einstein di tempi molteplici legati a osservatori diversi con l’esistenza di un divenire Universale,sostenuta da Bergson”. Si è detto fin qui, che parlare di massa, oppure di energia o di informazio- ne,significa parlare sempre della stessa identica cosa;ovvero di un’ ”entità”
  190. che costituisce l’intero Universo in tre differenti stati di esistenza.(Per esem- pio per una pietra si parla di massa;per i raggi del Sole si parla di energia- quanti di luce-;mentre per la mente si può benissimo parlare di informazio- ne).Ma dove potremmo collocare il Tempo,quello assoluto bergsoniano?In Dio = mc2 ,proposi l’idea che il Tempo,sia da intendersi come una sorta di risonanza energetica prodotta dai tre differenti stati dell’energia(massa ,en- ergia, informazione), mente compresa.Mentre per il pensiero umano,sostenni la seguente ipotesi: “Il pensiero umano (e forse non solo il nostro),può essere solo in parte influenzato dall’illusorio “scorrere del tempo” che noi percepiamo nella realtà fisica in cui viviamo;esso può superare le barriere spazio-temporali, pochè esso non è il frutto di una quantità impressionante di interazioni energetiche che definiscono la nostra realtà fisica,bensì una risonanza multidimensionale di tali interazioni”. Sia il Tempo che i pensieri umani,secondo queste ipotesi,non sarebbero nient’altro che una sorta di risonanza energetica. La mente,ovvero l’informazione dinamica,sarebbe in grado di generare quin- di,oltre ai propri pensieri,anche il Tempo! L’illusorio “scorrere del tempo” quindi,varierebbe da soggetto a sogget- to.Come del resto sosteneva già Einstein all’inizio del secolo scorso;tutti ricorderanno sicuramente quella famosa spiegazione assai ironica che egli diede a un giornalista, smanioso di capire nel migliore dei modi il concetto di Relatività.In Dio = mc2, proposi persino una teoria personale sul concetto di tempo biologico. E dopo questa breve digressione sui ...misteri del Tempo,vorrei tornare un’attimino sui miei passi riprendendo il discorso sui campi di energia che costituiscono l’intero Universo.Il modo in cui siamo abituati a vedere la realtà che ci circonda,non vi aiuterà di certo a capire facilmente ciò che sto per spiegarvi,ma di questo non vi dovete preoccupare,anch’io inizialmente faticai a vedere la realtà delle cose con altri occhi.Non scoraggiatevi quindi, se ciò che sto per esporvi vi sembra tratto da un romanzo di fantascienza o dall’introduzione un po’ pompata di un manuale di Yoga.Nella vita vi è un tempo anche per capire,ma nessuno vi impone...dove e quando (capire);sarà il vostro fato a determinare principalmente il se ,e secondariamente il dove e il quando. Ma veniamo al dunque... Osservate attentamente questi due disegni schematici riportati qui di seguito, e le varie formule che li accompagnano:
  191. dove ”m” sta per massa;”E ” sta per energia;”c ” sta per velocità della luce; “F “ sta per forza e “g ” sta per accellerazione gravitazionale (intensità del campo terrestre). Ora,supponiamo di avere un sostegno cilindrico di forma allungata confic- cato nel suolo (vedi fig.1),in grado di sopportare qualsiasi tipo di forza venga su di esso applicata, senza mai rompersi o piegarsi. Poggiamo quindi su di esso una sbarra di metallo,un parallelepipedo allungato con base quadrata, esattamente nel suo punto mediano (asse centrale orizzontale),affinchè “sporgano” da ambedue i lati del sostegno due bracci della stessa misura.A questo punto applichiamo una forza F1 su ambedue le estremità di questa sbarra di metallo,che abbia un valore sufficientemente grande da riuscire a
  192. piegare appunto quest’ultima.La forza (F1) applicata su entrambe le estremità della sbarra in metallo,è da intendersi come il prodotto di una massa (m) fittizia, per l’accellerazione del campo gravitazionale (g).In questo caso quindi,occorre considerare una massa qualsiasi,ossia una certa quantità di energia...allo stato solido, che ”preme”,andando così ad invadere un’altra quantità di energia (ossia la sbarra).Nel momento in cui applichiamo questa forza,assistiamo ad uno scambio di particelle elementari.La quantità di energia più grande (F1),va a “cozzare” contro una quantità di energia più piccola,costituita da una sbarra.Nel momento in cui questo processo termina,e viene ristabilito l’equilibrio energetico,noi crediamo che la sbarra si sia piegata,ma in realtà c’è semplicemente stato uno scambio di particelle tra due potenziali energetici (o quantità di energia,che dir si voglia),tra due campi di energia,uno più “forte” e l’altro più “debole”.C’è stata una deformazione del tessuto spazio-temporale circoscritta all’evento (ai mate- riali dell’esperimento), proprio in concomitanza di questo scambio di parti- celle.La forza che è stata applicata (F1),può essere considerata come energia! Infatti E = (F . c2 ) / g ; e la si può esprimere per esempio in Mev o in Gev (rispettivamente Mega o Giga elettronvolt)...oppure in Joules. Anche se espressa in newton, la forza rimane sempre una forma di energia dinamica,ovvero il frutto di uno scambio fra particelle elementari.Tant’è vero che F = (E . g ) / c2 ! Non è il cucchiaio a piegarsi ; è lo spazio attorno ad esso che si deforma. ...insegna loZen.... Un lavoro ingrato... Nessuno è in grado di sapere quale sia il vero senso della vita,ma qualcuno perlomeno, è stato in grado di capire cosa rappresentino in definitiva,le varie attività che da secoli governano e modellano l’esistenza umana.Verso la fine del libro “Il principio antropico”,gli autori, J.D.Barrow e F.J.Tipler ,a tal proposito si espressero così: “(...)tutte le attività della vita,siano esse ricerca scientifica,produzione eco- nomica o meditazione mistica,sono una forma di elaborazione della infor- mazione.(...)Un limite superiore alla quantità totale di informazione che può essere prodotta usando la totalità delle risorse materiali di un sistema solare è 1070 bit.Dato che 1019 bit / s (1010 bit / persona al secondo x 109persone) rappresenta un limite inferiore per il ritmo di elaborazione
  193. dell’informa-zione nella nostra civiltà,il nostro sistema solare sarà completamente consu-mato in meno di 5000 anni se la scienza continua a crescere in modo espo-nenziale al ritmo attuale per tutto questo lasso di tempo.Pertanto tra poche migliaia di anni,qualunque siano le attività a cui essa si dedica,una civiltà avanzata avrà bisogno di nuove risorse.” Aggiungendo,qualche decina di pagine più avanti: “(...)Pertanto,tutto quanto un essere intelligente fa,e non solo i suoi pensieri, non è altro che elaborare informazione in una forma o in un’altra.Ne con- segue che tutti i pensieri e le azioni immaginabili di ogni possibile forma di vita, sono in ultima analisi soggetti ai vincoli imposti dalle leggi fisiche che regolano l’elaborazione dell’informazione.” Ogni entità biologica di questo pianeta,è da considerarsi come una sorta di “mezzo di scambio energetico”.Queste entità,rappresentano in ultima analisi delle strutture (o dei sistemi,che dir si voglia) aperte (assai fragili) verso l’ambiente ad esse circostante, in grado di carpire da tale ambiente tutta l’en- ergia che necessitano per vivere. Nel momento in cui un essere umano assume del cibo,egli non fa nient’altro che elaborare (parafrasando Barrow e Tipler) informazione allo “stato soli- do”(il cibo appunto),in altre forme di informazione meno complesse,passan- do dall’energia calorica fino a della pura e semplice informazione dinamica, la quale in definitiva costituisce tutti i nostri pensieri. Nulla si crea e nulla si distrugge,tutto si trasforma...diceva qualcuno qualche secolo fa.A questo punto,sarebbe comunque sbagliato credere che siano sol- tanto le entità biologiche ,in grado di autoalimentarsi (in quanto strutture aperte) e di riprodursi. Anche se potrà sembrarvi incredibile,non vi è soltanto la chimica del Carbonio,ad essere in grado di generare entità fisiche di questo tipo; ovvero delle strutture aperte in grado di autoalimentarsi e di riprodursi. Nel 1950,Von Neumann,ipotizzò una macchina in grado di autoriprodursi,il cui ciclo di replicazione risultava sorprendentemente simile a quello dei virus.Ne Il principio antropico,Barrow e Tipler spiegano con le seguenti parole il funzionamento di una macchina di Von Neumann: “Nello schema di Von Neumann una macchina che si autoriproduce è composta di due parti, un costruttore e un deposito d’informazione che contiene le istruzioni per il costruttore.Quest’ultimo è una macchina che manipola la materia quanto è necessario per fare le varie parti della
  194. macchina autoreplicante e assemblarle nell’assetto finale.La complessità del costruttore dipende tanto da quella della macchina autoreplicante che dai materiali disponibili nell’ambiente.Il modello più generale di costruttore, detto costruttore universale,è una macchina,o se preferite un robot,capace di fare qualunque cosa purchè le si diano le istruzioni appropriate.(...) Il deposito di informazione è costituito dalla memoria di un calcolatore contenente istruzioni dettagliate su come il costruttore deve manipolare la materia: per prima cosa fornisce le istruzioni per fare una copia di un costruttore senza deposito di informazione,o di un costruttore con una memoria di calcolatore vuota.Il deposito di informazione viene quindi duplicato,ovvero si registra l’informazione contenuta nella memoria del calcolatore.Da ultimo,il deposito di informazione e il costruttore vengono assemblati,così da formare una copia della macchina originale.La copia possiede tutta l’informazione dell’originale,ed è dunque capace di autoriprodursi nello stesso ambiente”. Qualcuno a questo punto però,potrebbe obiettare sul fatto che la macchina di Von Neumann sia da intendersi come un’entità fisica aperta verso l’ambiente ad essa circostante(nonostante il fatto che sia in grado di autoriprodursi);e infatti avrebbe tutte le ragioni di questo mondo per farlo.La macchina di Von Neumann descritta da Barrow e Tipler,è certamente in grado di autoripro- dursi,ma non è assolutamente in grado di autoalimentarsi,condizione essen- ziale per poter parlare di un’entità fisica aperta verso l’ambiente ad essa circostante.Tale macchina,per produrne delle altre simili ad essa in tutto e per tutto,deve compiere un lavoro,il che significa consumare dell’energia. Essa quindi potrà produrre soltanto un numero limitato di macchine, un numero che sarà in relazione ovviamente alla propria autonomia (ossia alla durata delle proprie batterie!).Le macchine che vengono prodotte,saranno a loro volta vincolate dalla quantità di energia di cui inizialmente dispongono, destinata a scemare man mano che esse ne producono delle altre.Per poter parlare quindi di una macchina, simile in tutto e per tutto ad un sistema vi- vente,ossia ad un’entità fisica aperta verso l’ambiente ad essa circostante e in grado quindi di autoalimentarsi e secondariamente di riprodursi,occorre che quest’ultima sia in grado di carpire costantemente energia dall’ambiente ad essa circostante ...senza mai usufruire di alcun intervento da parte dell’uo- mo!È sulla base di questi principi,che potremo elaborare,in un futuro sicu- ramente non molto lontano,una sorta di macchina ...a moto perpetuo.Per le macchine in grado di auto-replicarsi comunque,occorrerà aspettare ancora molto...moltissimo tempo.
  195. La creazione di tali machine,in grado di rispecchiare dei veri e propri sistemi viventi,non è comunque impossibile.Una soluzione potrebbe essere quella di far sì che esse si alimentino con l’energia solare;ma purtroppo con la tecno- logia di cui disponiamo oggigiorno,esse comunque non riuscirebbero ad ac- cumulare costantemente quantità sufficientemente elevate di tale energia per potersi riprodurre.Occorrerà aspettare quindi ancora qualche centinaio d’an- ni, per produrre delle simili macchine.Finchè l’uomo non sarà in grado di progettare e produrre in serie,dei motori ad annichilazione totale,il film Terminator non avrà mai nulla di profetico.Credetemi. Ammesso comunque che un giorno la scienza arrivi a creare dei mostri simili,ovvero delle macchine in grado di autoriprodursi,c’è da augurarsi che esse operino sempre e in qualunque caso per il bene dell’umanità. “Le scienze,ognuna tesa nella propria direzione,finora non ci hanno nuociu- to gran che;ma un giorno,il confluire di frammenti di conoscienza dissociati schiuderà panorami della realtà talmente terrificanti...che o impazziremo per la rivelazione,o fuggiremo dalla sua luce mortale,cercando rifugio nella pace e nella sicurezza di nuovi secoli bui”. H.P. Lovecraft Gli scienziati,negli ultimi decenni,si sono avvicinati moltissimo all’equa- zione che sta alla base di tutto il Creato,ossia: massa = energia = informazione;essi però purtroppo,considerano ancora l’in- formazione come qualcosa di ben distinto dall’energia.Qualcosa che è sì,in stretta correlazione con l’energia, ma le cui proprietà intrinseche hanno poco a che vedere con tale entità (energia). Il fisico svizzero Daniel Spreng ,è riuscito a dare del suo meglio ideando una sorta di triangolo,omonimo tra l’altro (Triangolo di Spreng),che definisce le relazioni simbiotiche tra energia,tempo e informazione.In tale triangolo, qualsiasi combinazione di due delle tre variabili sopraccitate,è in grado di modificare il valore della variabile restante (o viceversa;ossia: qualsiasi va- riazione in una di queste tre entità-variabili,è in grado di compiere una modi- ficazione combinata nelle altre due).
  196. t=0 Massima disponibilità di energia.(uomo moderno;era industriale) Massima disponibilità di informazione. (Filosofo meditabondo) I=0 E=0 Massima disponibilità di tempo (uomo primitivo) Ogni punto del triangolo rappresenta una possibile combinazione di informa- zione,tempo ed energia necessaria per adempiere un determinato lavoro.Il vertice superiore del triangolo,rappresenta il punto di massima energia;men- tre quello in basso a destra,definisce il punto in cui l’energia “richiesta” è apparentemente nulla.Il vertice in basso a sinistra del triangolo,rispecchia il mondo dell’uomo primitivo,in cui,essendo pressochè nulla l’informazione necessaria a costruire strumenti in grado di ridurre il lavoro fisico,occorreva spendere molto più tempo ed energia in qualsiasi ambito dell’attività umana.Il filosofo meditabondo,o il fisico intento ad elaborare la tanto desiderata Teoria del Tutto,si trovano in E=0;punto in cui occorre impiegare molto tempo e informazione al fine di giungere a dei risultati concreti.Il mondo attuale,moderno e assai avanzato da un punto di vista tecnologico,lo troviamo in prossimità del vertice superiore del triangolo di Spreng,dove egli ha dato al tempo un valore nullo;poichè in tale contesto,in cui vengono impiegate grandi quantità di energia e informazione,ogni attività umana vie- ne notevolmente accellerata.
  197. Bibliografia Libri: John d.Barrow – Frank J.Tipler, The Anthropic Cosmological Principle. [trad.it. Il Principio Antropico,Adelphi,Milano,2002] Ken Wilber, The Spectrum of Consciousness. [trad.it. Lo Spettro della Coscienza,Edizioni Crisalide,Spigno Saturnia,1993] Jenny Randless,Time Storms. [trad.it.Ritorno dal futuro,Armenia,Milano,2002] Ilya Prigogine – Isabelle Stengers,Entre le temps et l’éternité, Librairie Arthème Fayard,Paris,1988. [trad.it.Tra il Tempo e l’Eternità,Bollati Boringhieri,Torino, 1989]

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