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a pag. 17 articolo sulla GEDI 2011 del nostro CL

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  • 1. Mensile dell’Associazione Intercultura Via Venezia, 25 - 00184 Roma Allegato al numero 289 29 settembre 2011 di Quíc Intercultura IV Giornata del dialogo interculturale indicePoste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2 - DCB Roma. In caso di mancato recapito restituire al mittente che si impegna a pagare la tariffa dovuta. GIORNATA EUROPEA DEL DIALOGO Un giorno INTERCULTURALE 2011 PAG. 2-3 tra i colori FILO DIRETTO CON I CENTRI LOCALI del confronto PAG. 4-5 IL MONDO COME UN LIBRO PAG.6-7 PADOVA GUARDA OLTRE I COLLI PAG.8 IN MANO LE CHIAVI DI CASA PAG.9 TRIESTE È PIÙ A EST DI NAPOLI? PAG. 10 ADRIATICO MARE DI INIZIATIVE PAG. 11 CANARINI LEGGONO NELLA CAPITALE PAG. 12-13 SONO QUI, NEL MIO VILLAGGIO PAG. 14 BENZINA AL MOTORE DEI CENTRI LOCALI PAG.15 IL DIALOGO NEL TACCO D’ITALIA PAG. 16-17 UN SOGNO NASCOSTO TRA PARETI DI LEGNO PAG.18-19Direttore responsabile Carlo Fusaro Reg. 6/3/85 Tribunale di Roma al n.134. L’ISOLA MODELLATA DAI POPOLI PAG. 20 Catania Gedi 2011 Quíc Per inviare lettere, commenti, articoli, scrivere a: “Quic” c/o Intercultura, Via Gracco del Secco, 100 - 53034 Colle Val d’Elsa (SI) - Tel. 0577 90 00 01 - Fax 0577 92 09 48 e-mail: quic@intercultura.it - Qualsiasi originale non verrà restituito - Stampa: Vanzi Moduli, Colle di Val d’Elsa (SI)
  • 2. 29 settembre 2011 SUPPLEMENTO A QUIC 289 Giornata Europea del Italia Oltre 400 città in Europa hanno ospitato il 29 settembre 2011 la “Giornata europea del dialo- go interculturale”, un’iniziativa promossa da Intercultura e dalle associazioni consorelle in Europa e nel Mediterraneo, per celebrare la ricor- renza “2008 Anno Europeo del Dialogo intercul- turale”, promossa dall’Unione Europea. Una moltitudine di piccole e grandi manifes- tazioni, dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest del continente europeo hanno testimoniato anche quest’anno che il dialogo tra persone di estrazione culturale diversa non è un lusso per pochi, ma una necessità fondante dellUnione Europea e della pacifica convivenza con il resto del pianeta. In Italia, oltre 80 Centri locali hanno organizza- to incontri nelle scuole, dibattiti in librerie e cir- coli culturali, stand nelle fiere e feste di piazza. Nelle pagine successive pubblichiamo i contribu- ti giunti da alcuni Centri locali d’Italia, con alme- no una testimonianza per ognuna delle dieci “zone” che rappresentano l’organizzazione geo- grafica di Intercultura nella nostra penisola.CENTRI LOCALI CHE HANNO CELEBRATO LA GIORNATA DEL DIALOGO INTERCULTURALE Alessandria Crotone Metapontino Reggio Emilia Ancona Cuneo Milano 1 Rieti Aosta Firenze Monza Rimini Arese Foggia Murgia Sud Roma Est Arezzo Gela Napoli Roma Ovest Ascoli Genova Nettuno Roma Sud Augusta Giarre Novara Salerno Avezzano Gorizia Ogliastra Saronno Bari Irsina Olbia Savona Benevento Isernia Oristano Sciacca Bergamo Ivrea Ozieri Siracusa Brescia Jesi Padova Taranto Brindisi LAquila Palermo Terralbese Cagliari Latina Parma Trani Caltagirone Lecco Pesaro-Urbino Varese Caltanissetta Legnano Pescara Vercelli Caserta Livorno Piacenza Vibo Valentia Catania Macerata Pordenone Vicenza Cesena Mantova Portogruaro Viterbo Como Marsala Potenza Cremona Messina Reggio Calabria 2
  • 3. Dialogo Interculturale 2011 Europa Continuare a farci vedere, a farci sentire Non dimentichiamo che la Gedi è anche e soprattutto un momento che ci ha unito ai volontari di tutta Europa che in circa 400 città hanno festeggiato il loro Intercultural Dialogue Day. Quest’anno, anche grazie ai social network e agli stru- menti on line messi a disposizione dall’EFIL, è stato possibile per i volontari sparsi in tutto il continente interagire e condi- videre progetti e idee, come per esempio è avvenuto quotidia- namente sulla bacheca dell’ “Intercultural Dialogue Day”, in Facebook. In molti hanno iscritto, sempre attraverso lo spazio facebook, il proprio progetto alla competizione sulla migliore Giornata del dialogo interculturale. Il progetto che si è aggiudicato il primo premio, ricevendo più voti da parte dei volontari di tutta Europa, è stato quello di Catania, dal titolo “Sicilia: Incontro di culture”. Il momento clou della manifestazione ha visto studenti italiani e stranieri incontrarsi per decorare un puzzle rappresentante la Sicilia. (Complimenti ai volontari catanesi!) Il secondo posto se lo è aggiudicato la “Culture Hunt” (cac- cia alla cultura), organizzata a Instanbul, e al terzo posto del Quando: settembre 2011, ore 17,30 - 20 podio si è posizionato il Freeze book di Milano e Roma, otti- dove: Community Youth Center “Avangard”, mo esempio di cooperazione tra volontari in Italia e in Kirov, Russia. Europa, dal momento che in contemporanea erano coinvolte chi: 25 volontari, 300 partecipanti. anche Lisbona, Amburgo, Krasnodar e Praga. cosa: International dialogue day, rappresen- Condividere idee e progetti non è stata solo una variante tate tutte le nazionalità che vivono a kirov divertente e vivace della IV Giornata del dialogo intercultura- come: performances, workshops e spettacoli le. Il dialogo interculturale è un progetto che i volontari di tutta Europa (e di tutto il mondo AFS) condividono sempre. Da Lisbona a Kirov Sabrina Barbante manifesto per l’idd: ungheria Sopron -Széchenyi Luoghi comuni, parole a cui ci siamo abituati da tempo. Eppure per anni ci è sembrato che l’unico canale attraverso il quale veicolare l’esistenza del nostro movimento di volontariato fosse il “passaparola”. Ma questo è il passato. Oggi, quando celebriamo la Giornata europea del dialogo interculturale, l’ultimo giovedì di settembre, le sedi istituzionali e gli istituti scolastici fanno a gara per averci loro ospiti, per fregiarsi del nostro nome fra le organizzazioni che collaborano con loro, per veder pubblicamente riconosciuto il loro contributo all’in- contro fra le culture. Perché hanno compreso che lo scontro, l’opposto dell’incontro, non paga. Noi non dobbiamo fare altro che continuare a farci vedere e continuare a farci sentire. Sergio Trotta 3
  • 4. 29 settembre 2011 SUPPLEMENTO A QUIC 289 Filo diretto con i Cen Ripercorriamo le zone d’Italia a partire da ovest Ivrea - Itineranze Se negli anni precedenti le nostre “Giornate” erano state rivolte al “pubbli- co” in genere, intendendo con ciò spetta- coli e manifestazioni anche per strada, con il coinvolgimento delle scuole ma anche del mondo esterno (attività commerciali e culturali in genere), questa quarta edizio- ne a Ivrea è stata studiata per i ragazzi tre- dicenni. Abbiamo avuto 600 spettatori di 13/14 anni provenienti dalle scuole medie del circondario, venuti ad assistere allo spetta- colo “Itineranze” di Renata Adua Ruata, messo in scena da una ventina di ragazzi del nostro Liceo scientifico Gramsci: una storia di emigrazione agli inizi del ‘900. nordIvrea UNA GIORNATA PER IL DIALOGO, AL ovest GRAMSCI, CON IL TEATRO E INTERCULTURA Lo spettacolo “Itineranze” ci ha permesso di avviare con i nostri giovani spettatori una riflessione sulla necessità del dialogo interculturale oggi come in passato, pena la non integrazione. In questo confronto i giovani sono stati intelligentemente aiutati da Michela, la nostra volontaria, che ha guidato una discussione/riflessione partendo dal testo e ponendo alcune domande nella giusta sequenza, guidandoli così ad alcune conclusioni di carattere interculturale. Lo spettacolo invece era il frutto di una valida col- laborazione fra il Liceo scientifico e l’associazione “Liberi Pensatori Paul Valery”, dopo l’idea lanciata da Intercultura. L’attenzione e la partecipazio- ne dei ragazzi ci ha veramente impressionato, permettendoci così di crede- Aosta re in una prossima generazione di “interculturalini” aperta e interessata in modo intelligente al mondo e alle persone che lo abitano. Novara Al di là del messaggio che lo spettacolo ha voluto lanciare, ci è sembrato Cuneo (Ceva) significativo quello che questo tipo di manifestazione in questa giornata Ivrea ha messo in evidenza: il credito che Intercultura incontra presso le scuole del circondario, frutto di un lavoro di sensibilizzazione condotto in modo Vercelli continuativo ormai da tanti anni. E’ stata in effetti la stretta collaborazio- Genova ne fra Intercultura con il corpo docente e i dirigenti scolastici del Liceo e Alessandria di tutte le scuole medie del Canavese a garantire il successo dell’iniziativa, senza con ciò nulla togliere agli “attori” e alle due registe, bravissime nel guidare e sensibilizzare i ragazzi, ciascuno per la propria parte. Lo spettacolo, che avrebbe dovuto essere presentato una sola volta nella mattinata del 29, è stato talmente richiesto da rendere necessaria una seconda esibizione. Piccole cose che fanno molto piacere e ripagano del lavoro svolto. Renata Gallo, Centro locale di Ivrea 4
  • 5. ntri locali protagonisti Aosta Ceva (Cn) Novara INTERCULTURA IN MUSICA 2011 DIVERSITÀ CULTURALE, UNA RIC- Cittadella dei giovani CHEZZA NECESSARIA: è questo il tema che hanno affrontato, nell’aula Magna Ragazzi che partono, del Liceo delle Scienze Umane “Contessa ragazzi che tornano, Tornelli Bellini” di Novara i ragazzi delle ragazzi che suonano. classi terze. All’incontro erano presenti Constantin, reduce da un anno in La serata è stata piacevolissima, fra una Thailandia, Erwin studente Olandese che testimonianza e l’altra dei ragazzi valdo- frequenterà un programma scolastico stani rientrati da un programma all’estero annuale al liceo Galilei di Borgomanero, LA PRIMA VOLTA DELLA GEDI A CEVA Cristina studentessa cilena che frequente- e delle quattro ragazze straniere appena Quest`anno, carichi di emozione e adre- arrivate, ospiti di famiglie e scuole valdo- rà la IV al liceo Fermi di Arona e Miguel, nalina tipica di tutte le prime esperien- un ragazzo portoghese che frequenterà stane. Abbiamo così scoperto… ze, il Centro locale di Cuneo ha festeg- come si svolge la cerimonia del lan- un programma scolastico al Liceo delle giato a Ceva, in Valle Tanaro, la IV Scienze Umane C.T. Bellini di Novara. cio del cappello al termine del colle- Giornata europea del dialogo intercul- ge in California; Nel corso della mattinata c’è stato un col- turale. legamento tramite Skype con Matteo che in Giappone gli studenti indos- L`appuntamento è stato fissato il 30 sano la divisa e devono rispettare Quirino studente del liceo scientifico settembre 2011 presso l`Istituto di Antonelli di Novara che sta frequentando scrupolosamente numerose regole; Istruzione Superiore G. Baruffi. La scuo- che in Argentina e in Irlanda ci sono la quarta superiore in Nuova Zelanda e ha la vanta una dirigenza particolarmente raccontato personalmente le prime panorami mozzafiato; sensibile ai temi interculturali, ed è come si svolge la festa di Santa impressioni. I volontari di Intercultura divenuta, oggi, uno degli istituti scola- attraverso questa iniziativa hanno aiutato Lucia in Svezia; stici maggiormente vicini al nostro che in Serbia si va a scuola una set- i presenti a riflettere sui temi dell’educa- Centro locale, anche grazie alla borsa di zione interculturale e della costruzione di timana al mattino e una al pomerig- studio – siamo alla settima edizione – gio; un mondo in cui il dialogo tra persone di offerta a uno studente locale dal Banco culture diverse sia un elemento fonda- come sono fatte le caratteristiche Azzoaglio. Abbiamo deciso di trascorre- case in legno norvegesi; mentale della vita. Si è voluto anche atti- re unintera mattinata insieme ai ragaz- rare l’attenzione dei partecipanti facendoli cosa si studia nelle scuole turche; zi delle classi terze e quarte del piccolo che in Costa Rica le classi hanno solo divertire stimolando la presa di consapevo- Istituto di Ceva realizzando un incontro lezza sugli stereotipi attraverso alcuni gio- una o due pareti e l’insegnante di con studenti italiani per parlare di ste- Inglese non perde la sua autorità chi (Intercultural speed dating e la Punta reotipi, pregiudizi e differenze culturali. dell’Iceberg). Sono stati coinvolti tutti i anche se un giorno si veste da farfalla. Il programma è stato vario e interessan- presenti facendo in modo che si ponesse- te e ad animare l`evento sono stati i ro delle domande sui Paesi che conosceva- La musica degli Alpacha ha allietato la volontari del Centro Emanuele, Nadine, serata diventando un allegro intermezzo no di meno approfondendo inoltre il valo- Valeria e il sottoscritto, sotto la visione re e l’importanza della diversità culturale alle testimonianze e dimostrando cosa e dietro la regia dell`impeccabile riescono a fare quattro giovanissimi della nostra società attraverso le interviste Roberto Ferrero (Animatore di Zona del ai partecipanti agli scambi di Intercultura. ragazzi appasionati di musica. Nordovest), nonché la presenza di L’ospitalità del liceo Bellini è stata ottima e Carolina, ragazza boliviana, che in potremo annoverare questo Istituto come Viviana Lettry quell`istituto sta frequentando il suo Presidente Centro locale di Aosta una scuola… interculturale. anno interculturale. In attesa di ripetere l’iniziativa nel 2012, Rosa Biasco, Responsabile ospitalità è tanta la soddisfazione del piccolo Centro locale di Novara gruppo di volontari per avere provato in modo positivo ad attirare l’attenzione sull’esperienza di Intercultura e sulla sua potenzialità educativa, ma soprattutto a gettare il seme della speranza e dell’ot- timismo per un mondo di domani che si prospetta sempre più multiculturale e aperto. 5 Marco Bozzolo, Centro locale di Cuneo
  • 6. 29 settembre 2011 SUPPLEMENTO A QUIC 289 Il mondo come un libro: pae Milano s’inventa (con Roma) il flashmob “freezebook” Milano - Freezebook Originali iniziative hanno preso piede a fianco dell’evento principale Gedi che ha caratterizzato tutta Europa. A Milano e Roma e in contemporanea con altre città del Vecchio Continente i volontari hanno organizzato il flash-mob battezzato con il nome di “freezebook”. Il tema è stato infatti quello della lettura “congelata”. Invece di ballare in molti si sono bloccati con un libro in mano e gli occhi sulla pagina. Anche questa idea (la lettura era in lingue diverse), nella sua particolare impostazione, è stata un modo per pro- muovere il dialogo interculturale! nordMilano IN PIAZZA DUOMO SI CONGELA IL LIBRO centro Sabato 1 ottobre siamo riusciti ad unire quasi 250 persone (300 per gli organizzatori, 200 per la questura!) che hanno raccolto la nostra sfida e si sono messi in gioco. E’ stato bello vedere i ragazzi, i retur- nees, le famiglie e tutti i volontari buttarsi a capofitto in questa avventu- ra. Dopo una visita per la città con alcuni Centri locali ci siamo ritrovati tutti in Piazza della Scala per prepararci al Freezebook. Spiegato lo svol- gimento del flashmob, indossate le magliette gialle di Intercultura, carica- ti di tanto entusiasmo ed energia ci siamo avviati verso il luogo simbolo di Milano: Piazza Duomo. In pochi secondi il fulcro della città è stato invaso dai “canarini”. Alle 16.30 in punto, il primo fischio e via al “congelamen- to”. In un solo istante si è creato un silenzio paradossale. “E’ come se il tempo si fosse fermato” ha detto una signora anziana passandoci accanto. Al secondo fischio i passanti potevano udire la lettura in diverse lingue, dal maori al cinese, dal croato al thailandese per non dimenticare islandese, finlandese ecc. Terminata la lettura abbiamo salutato un’altra città coin- volta nel flashmob con un assordante “Ciao Praga!”. Per concludere in bel- Arese Lecco lezza, e per non abbandonare le tradizioni, abbiamo fatto uno dei più Bergamo Legnano famosi energizer: il funky chicken. Brescia Milano 1 Abbiamo visto negli occhi di tutti una luce di gioia e di soddisfazione. La Como Varese partecipazione è stata veramente entusiasta e sicuramente non siamo pas- sati inosservati. Grazie ai volantini siamo riusciti a spiegare il motivo del nostro ritrovo e a promuovere la nostra Associazione e la nostra mission. Ancora una volta abbiamo avuto la conferma che AFS può fare grandi cose! Una carica fortissima nasce dentro quando ci si sente parte di un gruppo così grande di persone che lottano per gli stessi valori ed ideali. Infine ci piacerebbe poter ringraziare tutte le persone che ci hanno dato una mano in questi giorni. Purtroppo non ci è possibile elencarle tutte per- ché quest’articolo rischierebbe di diventare un lungo elenco telefonico, quindi un grazie di cuore a tutti! 6 Dragana Kladarin, Centro locale di Bergamo Annalisa Lerose, Centro locale di Mantova
  • 7. ese che vai, racconto che trovi Brescia QUESTIONE DI EQUIVOCI Como CONVERSAZIONE INTERATTIVA Paese che vai, gesti che trovi. E spesso, senza saperlo, i gesti Vorrei condividere con voi alcune riflessioni conseguenti ad mettono in imbarazzo più delle parole. In Largo una semplice attività Gedi che ho condotto, insieme ad altri Formentone lassociazione Intercultura ha coinvolto decine volontari del Centro locale di Como, presso due scuole medie di ragazzi in attività per mettere alla prova le loro cono- inferiori della città. scenze sulle abitudini del mondo. “Gesti che per noi hanno Il nostro intervento, ripetuto due volte, di fronte un significato, possono averne uno completamente diverso a due classi terze, consisteva di tre fasi: per altre culture - ha sottolineato il presidente del Centro proiezione del video clip “Azulejos”, sottoti- locale Stefano Lodetti: per evitare di fare gaffes o manca- tolato in italiano e discussione; re di rispetto, è importante educare alla mondialità, soprat- scelta di cinque valori prioritari in una lista di tutto in una città ricca di culture come Brescia”. dieci e discussione; I ragazzi hanno imparato molte divertenti curiosità, legate lettura del racconto “Stellaluna” (vedi manuale orientation a quattro sfere dellinterazione: i gesti, la vista, la lingua e 2003) e discussione; la cultura. I primi sono quelli che nascondono più insidie: La quantità e qualità di conversazione interattiva che ne è il classico gesto dell“ok”? “Nei paesi anglosassoni nasce scaturita, mi ha fatto riflettere su alcuni punti positivi e, per per dire che il cibo ti piace, essendo maleducato parlare con me, inaspettati: la bocca piena. In America Latina, invece, soprattutto in i ragazzi di 12-13 anni sono significativamente pronti a Brasile, è considerato un insulto, così come in alcuni paesi partecipare ad attività del tipo proposto; mediterranei”. In Australia e in alcuni stati europei del sud alcuni loro contributi, non sporadici, sono stati sorpren- significa che una persona vale “zero”; in Cina indica il dentemente puntuali e profondi; numero 3 e nel mondo arabo viene usato come gesto di il livello di interculturalità presente tra loro è assolutamen- timore. te non trascurabile: almeno il 10% non “autoctono” e I ragazzi sono stati messi alla prova anche sulla vista, con decisamente pronto su certe tematiche proposte. un gioco utile a sfatare molti luoghi comuni, mostrando Tutto ciò mi ha fatto pensare che: che spesso bisogna andare oltre la prima impressione. A non è vero che siamo sempre e tristemente in presenza di tutti sono state mostrate delle fotografie di luoghi, situa- scolaresche impreparate, disinteressate e pigre; zioni o cibi. Un esempio su tutti, alla vista dei grattacieli, si conferma che almeno alcuni docenti, probabilmente nel che tutti hanno associato a New York, è stato svelato che solco di quanto già fanno le famiglie, fanno bene il loro si trattava del Cairo. Altre prove hanno riguardato la lingua, mestiere, anche stimolando interessi non propriamente facendo ascoltare spezzoni di frasi, numeri o nomi, stimo- “scolastici”; lando a indovinare lidioma. Infine la cultura, che ha tratto c’è, per Intercultura, un terreno fertile su cui seminare, in inganno tanto quanto i gesti: “Lo sapevate che il gesto senza attendere la frequenza a scuole medie superiori. per noi tenero di toccare in testa un bimbo, per un buddi- Tali riflessioni sono simili a quelle espresse sullo stesso tema da sta potrebbe essere indesiderato?” hanno chiesto gli educa- due volontarie slovene, che ho incontrato ad un seminario e tori. “Sì, perchè i buddisti credono che lanima sia conte- workshop europeo a Strasburgo due anni or sono. Infatti loro, nuta nel capo, quindi non può mai essere toccato”. in quella sede, avevano elaborato un progetto che prevedeva di organizzare, durante le vacanze estive, dei brevi campi per Centro locale di Brescia, da www.bresciaoggi.it ragazzini di appunto 12-13 anni, proponendo attività di “sco- perta interculturale”. Purtroppo mi risulta che il progetto non sia ancora partito, soprattutto per mancanza di energie umane e finanziarie. Edoardo Laurenti, Centro locale di Como Varese Grazie alla collaborazione delle due nuovissime volontarie Irene Pasqua e Irene Fusilli l’evento si è svolto al liceo Marie Curie di Tradate con i rappresentanti di istituto. L’idea è stata quella di festeggiare il dialogo interculturale sotto forma di assemblea coin- volgendo gli studenti di seconda e terza di tutti gli indirizzi. La parola è stata data a chi ha trascorso un periodo di studio all’este- ro, ma soprattutto agli studenti stranieri presenti nella scuola: Charlotte dall’Australia, che quest’anno frequenta la prima, Barbara, dal Brasile, inserita in una seconda e Yuan, dalla Cina, ora in quarta. Questi ragazzi hanno parlato della loro scelta e 7 loro del paese in inglese, supportati dalla traduzione delle volontarie di Intercultura. Un grazie agli organizzatori! Tuttavia penso che potrebbeMatarese, Centro spunto per Vera essere un valido locale di Varese
  • 8. 29 settembre 2011 SUPPLEMENTO A QUIC 289 Padova guarda oltre i colli Un incontro-workshop per dirigenti scolastici e docenti CONDUTTORI Barbara Lessi – Liceo Scientifico Cattaneo Internazionalizzazione dell’Offerta formativa Monselice Patrizia Tomain – Istituto “Da Piazzola” e mobilità studentesca individuale Giulio D’Ambrosio – Referente scuola Intercultura Verona Orio Marzaro – Responsabile Regionale ANP La scuola che abbraccia lo scambio di gio- vani come potente strumento di confron- to interculturale partecipa a pieno titolo alla promozione della “società della cono- scenza” e alla realizzazione degli obiettivi strategici definiti dal trattato di Lisbona. Imparare a leggere e ad utilizzare altri codici, imparare ad orientarsi al di fuori del proprio ambiente sociale e a convivere con regole e principi diversi, richiede un impe- Appena a sudovest di Padova, i Colli Euganei sono una singolare formazione vulcani- gno molto serio e responsabile. ca isolata in mezzo alla Pianura Padana. La cima più alta misura 603 metri.Padova PROGETTO INTERNAZIONALE IN CANTIERE nord est Questanno la Giornata europea del dialogo interculturale ha fatto tappa anche nella città dei “Tre senza” (Santo senza nome, il Prato senza erba e il Caffè senza porte!). Per la IV edizione di questo importan- te evento il Centro locale di Padova in collaborazione con lAnimatrice di Zona del Triveneto Cristina Bertelli, il referente scuola Intercultura Verona Giulio dAmbrosio, il responsabile regionale ANP Orio Marzaro, e le profes- soresse Barbara Lessi del Liceo Scientifico Cattaneo e Patrizia Tomain dellIstituto “Da Piazzola” di Piazzola sul Brenta hanno organizzato un pomeriggio di incontro e dialogo con diversi professori di Licei ed Istituti superiori della provincia ospitante e limitrofi. Durante il pomeriggio, temi importanti come la “Mobilità Individuale nella Cornice Europea” e “Mobilità Studentesca per Internazionalizzare la Scuola Italiana” sono stati presentati dai relatori esterni, successivamente il nostro amico e volontario Giulio ha illustrato ai professori incuriositi il progetto educativo dellAssociazione. Un breve coffe break ha accesso lentusiasmo tra i partecipanti che è stato Padova Portogruaro ancor di più alimentato con le testimonianze dei nostri ragazzi di Padova, Pordenone Vicenza Gregorio (USA 2009/10) e Qi (ospite presso la famiglia Risso 2011/12). Accompagnati dal tramonto che scendeva sui nitidi Colli Euganei, riuniti in un grande cerchio, gli ospiti hanno potuto esprimere la propria idea, con- Al centro di un’esperienza di studio sigli, perplessità ed addirittura scetticismo permettendo un dialogo costrut- all’estero c’è lo sviluppo di competenze tivo derivato dalle diverse esperienze che insieme hanno portato ad una interculturali oltre che competenze di positiva e costruttiva chiusura dellincontro. Speranzosi in nuove relazioni apprendimento: un percorso fortemente anche con i professori del territorio (e non solo gli studenti) il Centro loca- incoraggiato dall’Unione Europea per la le di Padova ringrazia tutti i volontari e invitati per lottima riuscita del- piena realizzazione dei suoi cittadini, la levento. cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione. Caterina Buja Presidente, Centro locale di Padova 8
  • 9. In mano le chiavi di casa In occasione della quarta Gedi sono stati pre- sentati a Parma i nove partecipanti al program- ma di studio in Italia ospiti nella città emiliana. Sono (da destra verso sinistra): Camila (Paraguay), Hjoerdis (Isole Far Oer), Deborah (Brasile), Florencia (Chile), Jenna (Finlandia), Julia (Colombia), McKenzie (Stati Uniti), Prompone (Thailandia), Yuki (Giappone). Non c’è che dire, proprio un gruppo ben assortito! E a proposito di ragazzi che sono ospitati nel nostro Paese grazie ai programmi Intercultura, le Gedi 2011 ha visto sempre a Parma (in con- temporanea con Bari), la presentazione della ricerca della Fondazione “Interpretare il succes- so, l’integrazione e il successo scolastico degli studenti esteri in Italia”, di Alberto Fornasari. (vedi la pagina seguente) centroParma FRAMMENTI DI MONDO NELLE STANZE PADANE Sono arrivati in Italia l11 settembre, ragazzi e - soprattutto - ragaz- ze di 17 anni in media, da ogni parte del mondo. Maglietta gialla con sopra il logo dellassociazione. Nessuno di loro ha lo sguardo spaesato. Sanno poche parole ditaliano, e allinizio si aiutano un po con linglese. Ma per Natale lo parleranno perfettamente, assicurano i responsabili delle sedi locali di Intercultura. Americani che sbarcano in Sicilia, sudamericani di casa in Veneto, finlandesi sotto il sole della Puglia, giapponesi sulle coste della Liguria. Per dieci mesi frequenteranno il nuovo anno scolastico a Parma, divisi tra licei, istituti tecnici e professionali. Li ospitano le famiglie italiane che si offrono volontarie. Vitto, alloggio e Arezzo Livorno affetto a carico loro. Intercultura copre le spese scolastiche, mediche e di Cremona Mantova trasporto. Li accolgono come figli, da incoraggiare di fronte a una scuola tutta diversa, da rimproverare se rientrano tardi la sera. “Ho quattro figli Firenze Parma naturali e cinque stranieri - racconta Maria Grazia Cucchi, responsabile del- lospitalità della sede Intercultura di Parma, da cinque anni mamma inter- nazionale a tempo pieno - e ogni volta si crea un legame molto forte, anche i loro nuovi fratelli e amici italiani". Si commuove non appena rive- de la sua ultima figlia thailandese in video. “Cè da sperare che tornino - si augurano i volontari del progetto - e magari si stabiliscano qui. Possono aiutare il nostro Paese ad aprirsi agli stranieri". Qualcuno in effetti lo fa. Cerca di avvicinarsi allItalia quando è il momento di scegliere luniversità. Oppure ci torna in vacanza, ma non come semplice turista. 9 Fonte: Repubblica Parma online
  • 10. 29 settembre 2011 SUPPLEMENTO A QUIC 289Trieste è più a est di Napoli? COSA SUCCEDE DIETRO AI BANCHI Sempre a Parma il 29 settembre è stato il giorno in cui ha avuto luogo la presenta- zione della ricerca voluta dalla Fondazione Intercultura Onlus e realizzata da Alberto Fornasari, Francesco Schino e Maria Chiara Spotti: quali sono gli elementi che caratte- rizzano il successo e il buon inserimento scolastico degli studenti esteri in Italia gra- zie ad un programma Intercultura e qualiinvece gli aspetti più problematici? Il perno della discussione siè incentrato sul fatto che la presenza di alunni esteri, le loro“carriere” scolastiche, i loro successi e i loro fallimenti dovrebbe-ro essere assunti come momenti di verifica delle effettive capa-cità della scuola di agire in termini multi e interculturali. Unaquestione che apre una serie di problemi di organizzazione dellascuola, di metodologia e didattica sensibilmente complessi eimpegnativi sia sul piano dell’impostazione curricolare, sia delle A MANTOVA UN QUIZ INTERCULTURALEdinamiche relazionali e richiede interventi mirati, innovativi e Chissà quanti grandi e piccoli mantovani ora, dopo aver affron-professionalità mature. tato il difficilissimo test del quoziente interculturale, ringrazie-Il lavoro di ricerca si è svolto nel secondo quadrimestre del- ranno Intercultura per aver insegnato loro che, per esempio, inl’anno scolastico 2009-2010 in due Regioni campione (Puglia Bulgaria scuotere la testa da destra verso sinistra vuol dire “sì".e Emilia Romagna), attraverso la somministrazione di questio- In occasione della Gedi 2011 e allinterno del vasto program-nari a studenti stranieri di Intercultura e a studenti italiani, ma di eventi volti a promuovere le attività di Intercultura nellaInterviste a presidi e docenti, focus group. nostra provincia, il Centro locale di Mantova ha voluto aderireTra gli elementi di maggiore interesse emersi dalla ricerca è alla Giornata delle Idee (promossa e organizzata dallo Sportellopossibile notare, da un lato, la complessità nel trovare una Giovani della Provincia di Mantova) organizzando un diverten-definizione univoca di “successo scolastico”, dall’altro, quanto te e partecipatissimo quiz interculturale. Numerosi candidati sile pratiche virtuose e un buon inserimento degli studenti pro- sono sottoposti per tutta la giornata di domenica 25 settem-venienti da altri Paesi all’interno del gruppo classe possano bre ad una serie di domande e sfide riguardanti le abitudini, iavere delle importanti e positive ricadute sui compagni italia- costumi e le geografie di altri paesi del mondo. Anche se nes-ni, sulla loro motivazione e senso di coesione. suno sapeva che Napoli si trova più a est di Trieste o che dalNella ricerca svolta, emerge come fondamentale il ruolo delle 1949 la Costarica ha rinunciato allesercito militare, i risultatifamiglie ospitanti nel facilitare il percorso di inserimento degli non sono stati affatto deludenti. In ogni caso ad ogni giovanealunni di Intercultura nella vita scolastica e nell’affiancarli nelle o anziano partecipante è stato consigliato di migliorare le pro-fasi critiche che si trovano ad affrontare. prie conoscenze sulle altre culture e sono stati illustrati i pro-L’altro aspetto molto importante che emerge dal lavoro è rela- grammi di scambio culturale allestero o di ospitalità previstitivo alla ricaduta sul gruppo classe della presenza di uno o più per il prossimo anno scolastico. Molti passanti, dopo averstudenti esteri. Infatti, se da un lato gli insegnanti sono con- risposto correttamente ad almeno un paio di domande, hannosapevoli dell’importanza di una didattica stimolante e di un potuto assaggiare bibite e dolci dal mondo, tra cui dei buonis-sistema che valorizzino l’individuo e le sue potenzialità e atti- simi (ipercalorici) peanut-butter cookies cucinati dalla nostratudini, è anche vero che spesso risulta preponderante negli stu- ospite Shantè, dallOhio. Ciò che ha impedito a numerosi par-denti il sentimento di noia e disinteresse per certe discipline e tecipanti di raggiungere i premi più ambiti è stato il dovermetodologie didattiche. Questo stato d’animo è deleterio per il indovinare le lingue utilizzate dai nostri volontari e dalla fin-successo degli studenti, sia dal punto di vista del rendimento landese Linnea, ospite da noi per un anno: alcuni hanno con-quanto nella soddisfazione generale dello studente come indi- fuso il turco con il finlandese o larabo con il turco. Una gior-viduo. nata memorabile che ci ha fatto divertire ma anche riflettere:All’interno di questo scenario si è notato come, la presenza di a voi tutti, amici di Intercultura e non, un invito a promuove-studenti Intercultura negli istituti, abbia spesso compattato la re sempre più il dialogo tra tutte le culture e ad essere in ogniclasse, aumentato la motivazione e il senso di coesione, stimo- circostanza costruttori di pace.lato la curiosità.Ciò che emerge quindi in ultima analisi è che l’inserimento di Lorenzo Pirovano studenti esteri nelle classi italiane, se fatto in maniera 10 strutturata, potrebbe essere una risposta concreta ad alcu- Centro locale di Mantova ne problematiche tipiche della scuola superiore italiana.
  • 11. Adriatico mare di iniziative I giovani e la diversità culturale un fotoreportage da Ancona Continuiamo il viaggio in Italia virando verso Ancona: nel capoluogo marchi- giano la Gedi 2011 è stata celebrata con un dibattito nell’Aula dell’Assemblea Legislativa delle Marche, in via Tiziano. In questa pagina riportiamo un sinteti- co fotoreportage a cura dei volontari del Centro locale di Rimini che hanno preso parte alla giornata nella città dorica. centro est Rebecca, studentessa dalla Nuova Zelanda e Clohe, Ancona ospite del Centro locale di Pesaro Urbino, saltano davanti a Clemente XII. Siamo alla fine di una lunga giornata... ... iniziata in treno per i volontari di Rimini in viaggio verso Ancona (ore 8,30). Alle 10 l’arrivo nell’Aula di via Tiziano e i saluti del Dottor Ancona Vittoriano Solazzi, funzionario del- Macerata l’assessorato all’istruzione della Jesi Regione Marche. Il dibattito è entra- to nel vivo a metà mattinata con il Ascoli tema “giovani e diversità culturale” Pesaro Urbino coordinato da Valeria Gallerani, Pescara Responsabile Regionale Marche Intercultura, seguito da un confron- to sulla diversità culturale insegnata attraverso l’accoglienza di studenti di tutto il mondo, nelle Marche, con Intercultura. Alcune studentesse ospiti nei Centri locali marchigiani hanno presentato il loro paese di provenieneza (nella foto a sinistra, Julia - Russia, Xin - Cina e Rebecca - Nuova Zelanda). La giornata si è conclusa con una passeggiata al Passetto. A fare da Cicerone i volontari anconetani. I volontari del Centro locale di Rimini 11
  • 12. 29 settembre 2011 SUPPLEMENTO A QUIC 289Canarini leggono nella Capitale Il primo flashmob dedicato alla Gedi, insieme a Milano e ad altre capitali europee, è stato un momento di buona visibilità (per Intercultura) e di grande aggregazione (dei Centri locali dell’Italia centrale e non solo). Da dove nasce l’iniziativa è noto: durante il VSS 2011 un grup- po di volontari europei buontemponi si è messo d’accordo per celebrare la Gedi tutti insieme in maniera originale e anticonformista. centroRoma FREEZEBOOK, IL FLASHMOB IN PIAZZA ovest Tutte sparse per Piazza di Spagna, teoricamente in inco- gnito (praticamente con maglie gialle visibili ovunque sulla scali- nata), al trillo robusto del fischietto di Irene, più di 100 persone si sono definitivamente palesate nel loro colore canarino (con qualche macchiolina blu qua e là) e si sono “congelate”. Francesca poi ha iniziato la lettura del primo articolo della dichiarazione dei diritti umani e mano mano tutti, ma dico tutti, hanno cominciato a leggere ad alta voce, in lingue diverse, un tema importante che riguardava la pace. Un brusio sempre più forte si è Nettuno Roma Sud alzato dalla scalinata di Trinità dei Monti, tutta ormai colorata di “giallo Latina Avezzano interculturale”, tutti hanno cominciato a passeggiare sulle scale facendosi Rieti L’Aquila sempre più vicini e scendendo sempre di più. Tanti passanti e curiosi, turi- sti o romani che fossero, hanno fotografato, applaudito, sorriso e soprat- Roma Est Viterbo tutto hanno cercato di capire cosa significasse quel flashmob, fino a che i Roma Ovest volontari non hanno dispiegato un grande cartello: Giornata europea del dialogo interculturale. Al grido “ciao Amburgo” (il formato finale sarà un video unico dove tutte le città si salutano l’un l’altra in un susseguirsi di flashmob), l’evento è fini- to… Ma non per molto, a dir la verità: già a piazza del Popolo quasi tutti i partecipanti si sono riuniti per giocare, per fare energizers, per celebrare con la gioia e la passione propria dei ragazzi, quel dialogo tra i popoli del quale si sente un gran bisogno. Senza dimenticare il sostegno dell’ufficio di Intercultura di Roma che ha inviato ben due rappresentanti. In buona sostanza, se è stata la prima volta di Roma (Est, Ovest e Sud), posso ben dire che è stata la prima volta tutti insieme anche di: Latina, Terni, Avezzano, L’Aquila, Napoli, Nettuno, Artena, Frosinone, Castelli Romani (spero di La presenza di Dacia Maraini all’incontro della Fondazione Intercultura il 29 non aver dimenticato nessuno) e anche per settembre per la Giornata del dialogo interculturale, insieme ai “giovani viag- me! giatori” AFSers, ha senz’altro donato lustro ed emozione all’evento. Da sem- pre in viaggio con la famiglia tra il Giappone (dove visse l’orrore del campo Renata Montesanti di concentramento) e l’Italia (in particolare la Sicilia, dove la povertà ha fatto Centro locale Roma Sud da corollario alla sua adolescenza), Dacia Maraini ha prodotto opere dalla prosa al teatro alla poesia ed è oggi una tra le più conosciute scrittrici italia- 12 ne, e probabilmente la più tradotta nel mondo. Nella foto con Roberto Ruffino.
  • 13. L’eco della stampa capitolina sullaGedi 2011 (in due tra gli articoli piùrappresentativi) usciti online e in edicola
  • 14. 29 settembre 2011 SUPPLEMENTO A QUIC 289 Sono qui, nel mio villaggio La giornata Gedi dello scorso settembre non è stato un momento qualunque della normale vita di un Centro locale, ma il primo step di un percorso nato l’anno precedente e che si è svi- luppato attraverso momenti di aggregazione. Siamo partiti dalla consapevolezza che la Giornata del dialogo interculturale non si possa in alcun modo comparare ad una qualsiasi gior- nata di educazione interculturale, in quanto implica altri messaggi da trasmettere. Così, a partire dal Settembre del 2010, il Centro locale di Salerno ha cominciato un cammino lento ma costante verso altre realtà della vita associativa e del volontariato. Il primo passo è venuto quasi da sé dopo lo scorso Gedi che aveva avuto lat- tenzione di un missionario Saveriano, che cerca- va chi, sul territorio di Salerno, si occupas- se di politiche interculturali. sudSalerno LA SALA DEI MARMI È STATA GREMITA ovest Durante lo scorso anno mi sono recata personalmente a diverse riunioni presso lIstituto Saveriano con padre Oliviero ed alcuni volontari di unassociazione che lavora nel campo del dialogo interculturale. Altri rapporti sono stati posti in essere con Legambiente Orizzonti di Salerno, con lAnpi - Associazione Partigiani dItalia -, con la Bottega Equazione che fa commercio equo e solidale. Durante lanno il Centro locale ha svolto attività comuni come in occasione della mani- festazione “Millumino di meno”, o Favole dal mondo o Diritto di citta- dinanza. Dove non ha potuto la volontá ha fatto la casualità e così è capitato con lincontro fortuito con il coro di un Liceo classico di Salerno, avvenuto durante le orientation a causa di un malinteso che ci Caserta vedeva occupare la stessa sala alla stessa ora, si sia rivelato un meravi- Crotone glioso spunto per attività presenti e future. Il rinnovato coinvolgimento dellAmministrazione comunale ha prodotto Napoli la concessione del Salone dei Marmi, il più nobile degli spazi comunali Salerno (segnale questo di grande impatto su chi è stato invitato a partecipare) Isernia e levento è stato pubblicizzato, oltre che da parte di noi volontari, anche sul sito del Comune di Salerno. La paura era quella di lasciare un Vibo Valentia così grande salone semivuoto. Ma alla fine tutto è andato come e meglio di quanto non ci aspettassimo: il salone si è riempito di giovani e meno giovani, tutti molto interessati al tema. Dopo i saluti Padre Oliviero ha parlato degli stereotipi e dei pregiudizi verso il popolo africano narran- do una storia dal titolo “Sono qui, nel mio villaggio”, coinvolgendo i ragazzi nella comprensione dei contenuti. Il filmato realizzato da parte dellEfil nel 2008 è stato proiettato e la scelta di questo filmato è stata orientata dalla consapevolezza che Intercultura e la sua mission sia solo una delle tante sfaccettature di tante realtà associative tutte volte ad aumentare, attraverso la conoscenza, la tolleranza, la compartecipazio- ne, laccettazione di chi è diverso per nascita, appartenenza, religione. I ragazzi rientrati dallanno scolastico allestero hanno quindi condiviso la propria esperienza con i ragazzi delle classi presenti che hanno ascol- tato con interesse partecipando ora con stupore, ora con divertimento, ai racconti. Le esperienze più gettonate, sono state quelle di 14 Antonio, studente in AFS Cina ed Olmina, studentessa per un inte-
  • 15. set- SUP-Come cambiano le prospettive: un confronto tra classi ro anno in Thailandia, per la estrema diversità di quelle culture dalla nostra. Le differenze culturali sono state presentate e rese così normali dal sentimento di forte partecipazione e coinvolgi- mento allinterno delle dinamiche familiari e scolastiche che i ragazzi hanno condiviso con i presenti. La dieta alla quale Antonio si è dovuto abituare ed i suoi racconti coloriti hanno generato ilarità ed ammirazione; così come il racconto di Olmina e delle sue due madri thailandesi, ha reso del tutto naturale quel- lo che a noi, normalmente, sembrerebbe inaccettabile, come appunto la poligamia. Naturalmente anche i racconti degli altri, Pietro, Sissi, Imma, Carmine, sono stati orientati verso la compar- tecipazione delle diverse condizioni scolastiche e familiari vissute. Ognuno di loro ha posto laccento sul cambiamento di prospet- tiva in cui oggi vivono il presente e pensano al futuro. Olmina si è anche cimentata nel canto con lInno Nazionale della Thailandia. Le telecamere della televisione locale della Curia, chia- mata da parte del prof. Polverino, neocoordinatore dei progetti Intercultura per il liceo scientifico Da Procida ed anche direttore dellemittente, sono arrivate prontamente per raccontare levento nel telegiornale del pomeriggio. La conclusione è stata una sor- presa preparata ai presenti: infatti il Coro del Liceo Classico De Sanctis di Salerno diretto dal maestro Giuseppe Lazzazzera, ha eseguito alcuni brani rappresentativi di diverse culture, tra cui lo Shalom che ha dato suggello ad una bellissima mattinata svoltasui temi della pace e dellintegrazione. I contenuti, foto e filmati, sono stati condivisi sul sito dellEfil alla pagina Facebookdedicata allevento e su quella del Centro locale di Salerno. Mina Felici, Responsabile ospitalità Centro locale di Salerno Benzina al Caserta motore deiUn pomeriggio che è stato segnato da testimonianze diverten-ti, emozionanti e interessanti. Il momento più toccante è statosenza dubbio il racconto di Roberto Magrì, nostro AFSer in Centri localiEgitto al momento dell’inizio delle rivolte: con spirito acuto ematuro, ci ha raccontato di una realtà complessa e sconosciu-ta ai più.La Gedi, organizzata quest’anno a Caserta presso la libreriaFeltrinelli, ha rappresentato un passo importante verso l’obiet-tivo più volte ricordato a livello nazionale: rendere i Centrilocali poli culturali integrati con la città. Per la prima volta abbiamo creato un momento di incontro e confronto con varierealtà associative locali ed esponenti della società civile. Un momento di crescita e di riflessione che ci permette, per unavolta, di andare oltre la dinamica “invio-ospitalità” e di concentrarci sulla nostra “mission”: promuovere l’educazione e loscambio interculturale a partire dal nostro territorio. Abbiamo messo a confronto Intercultura con altre realtà che operanonel campo dell’interculturalità come il Cidis, che si occupa di assistenza ai migranti, o Giosef associazione culturale giova-nile casertana. Abbiamo anche colto l’occasione per incontrare nuovamente chi ha contribuito alla crescita del nostro Centrolocale; ad esempio, la prof.sa Noemi Lanna, attualmente docente all’Università Orientale di Napoli e una delle prime borsi-ste Intercultura del nostro Centro, ci ha raccontato della sua lunga esperienza in Giappone e del confronto con la culturamillenaria dell’impero nipponico.Il filo conduttore dell’incontro è stato l’individuare “il valore sociale e individuale dell’esperienza interculturale” e dobbia-mo ammettere che la soddisfazione più grande è stata poter vedere l’emozione negli occhi di chi raccontava le proprie sto-rie e di chi le riviveva ascoltandole. Camilla Cafiero, Responsabile invio Centro locale di Caserta 15
  • 16. 29 settembre 2011 SUPPLEMENTO A QUIC 289Il dialogo nel tacco d’Italia Anche il Centro locale di Trani ha voluto invitare scuole, studenti, famiglie e asso- ciazioni ad unirsi per riflettere su questo giorno così importante, arricchendo il confronto e scoprendo nuove culture. La “giornata europea” si è tenuta ad Andria nel chiostro San Francesco dalle ore 18.30 alle 24.00. Per sensibilizzare ancor più le famiglie e i giovani sono stati invitati tre professori di Andria (prof. Farina, prof. Palumbo e prof. Fortunato) per presentare in modo genera- le che cosa è realmente Intercultura e sopratutto non renderlo un lusso per pochi ma un bisogno per molti. sudTrani est LA VITA E IL ROCK SUL SOLITO PALCO Durante questo incontro sono stati presentati i sei ragazzi ospiti del centro locale, di cui cinque annuali e un trimestrale, arrivati da tutti gli angoli del mondo (Canada,Costarica,Thailandia, Francia, Nuova Zelanda e Russia). Lo spazio principale è sato dedicato alle testimonianze dei sei ragazzi: hanno parlato di sé e del proprio paese raccontandosi e mettendosi in gioco. Ritengo che siano incontri che davvero cambiano il mondo! Partendo dalle parole di Martin Buber “Io sono ciò che l’altro mi fa essere" vorrei esprimere a pieno il senso di Intercultura e quello di un 29 settem- bre 2011 in cui qualcosa è cambiato. Ritengo che si debba fare lo sforzo di mantenere sempre una capacità... quella di sorprendersi per le cose che il mondo ci riserva. Ma non finisce qui! Dopo il meeting, rullo di tamburi: Intercultura presen- ta due gruppi emergenti pugliesi per unire ancor più la città al dialogo Bari Brindisi inteculturale. Foggia Taranto Una giornata piena di emozioni, piena di riflessioni ed incontri! Intercultura incontri che cambiano il mondo? (Il mio è cambiato). Metapontino Trani Irsina Potenza Roberta Di Cosmo, Centro locale di Trani Murgia Sud 16
  • 17. Brindisi IL VALORE DELLALTRO E IL SUCCESSO SCOLASTICO Negli scorsi giorni sono arrivati a Bari e provincia, per vive- re e studiare nelle scuole superiori della zona, altri nove stu- denti provenienti da diversi paesi. Per Antonella Silvestri, presidente del gruppo volontari di Bari si tratta di un vero patrimonio per le scuole e gli studenti baresi e la sua valu- tazione fa rima con quella di Alberto Fornasari, autore della ricerca Interpretare il successo, voluta dalla Fondazione Intercultura, presentato nel Palazzo di Città in Piazza del Ferrarese (e a Parma), in occasione della Gedi 2011. “Una buona pratica - dice Fornasari - sarebbe l’adozione di un documento di accoglienza. Gli stranieri non devono più esse- re trattati come unemergenziale, ma come valore aggiunto. E questo vale soprattutto per i figli degli immigrati. L’arrivo 29 SETTEMBRE UN GIORNO COME UN ALTRO? dello straniero in classe apre una finestra sul mondo, relati- I volontari dei Centri locali di Brindisi e di Taranto controbattereb- vizzando la cultura di appartenenza. Ciò non può che rende- bero con un secco ‘no!’ al titolo di questo articolo. I due Centri re meno provinciali, contribuendo ad aprire delle finestre sul hanno voluto unire le loro forze per ottenere una giornata ricca di mondo. La figura del mammone - afferma Fornasari - spa- testimonianze che hanno permesso al mondo di Intercultura di far risce. Abbiamo dimostrato in questa ricerca che in quelle capolino nel Liceo Scientifico E. Fermi di Brindisi. Il Presidente del scuole in cui si attivano programmi di tipo interculturale si Centro locale di Brindisi ha dato il via alle danze introducendo il registrano casi di successo scolastico". videoclip “Incontri che cambiano il mondo” e presentando i Programmi di Invio e Ospitalità a studenti e docenti. Dopo il suo intervento, le studentesse straniere ospitate dal nostro Centro si Bari sono mostrate e presentate agli occhi sbalorditi e colmi di curiosi- tà degli studenti del Liceo. In seguito il Vice-Presidente “CSV Poiesis” di Brindisi e Presidente “Retinopera Salento” Rino Spedicato ci ha deliziati con un’accurata esposizione sul mondo del volontariato nella nostra area e ha esortato gli studenti ad entrare in contatto con questa porzione della società, purtroppo, ancora in penombra. Ha concluso il suo intervento con una signi- ficativa frase di Don Luigi Ciotti: “Il mio sogno è che il volontaria- to sparisca perché ciò vorrebbe dire che la solidarietà non è più una virtù di pochi, non rappresenta leccezione, ma la regola di tutti”. Piazza del Ferrarese Anna Maria Quarta, Preside del Liceo Scientifico che ci ha gentil- mente ospitati e volontaria del Centro locale di Brindisi, ha quindi Ma cosa si intende per “successo”? discusso il tema dell’interculturalità e ha intervistato Silvia Caramia Niente che riguardi un mero calcolo di voti, o almeno non solo e Vittorio Cafagna, ex borsisti Intercultura nell’anno 2010-2011. È quello. Il successo nella scuola, come ha perfettamente riassun- stata la volta del Presidente del Centro locale di Taranto Concetta to una ragazza straniera che ha trascorso un anno in una scuo- Cistone che ha parlato dei Programmi di Ospitalità offrendoci la la italiana, “significa avere dei compagni che diventano tuoi sua testimonianza di madre ospitante ormai da svariati anni. amici”. Risulta insomma con sufficiente chiarezza come esito Durante le fasi finali dell’incontro la Prof.ssa Carmela Arigliano, positivo e successo scolastico non abbiano lo stesso significato, docente del Liceo Fermi direttamente coinvolta nel Progetto non siano espressioni equivalenti: mentre con esito positivo si Intercultura, ha esposto l’esperienza dello scambio di classe vuole indicare il raggiungimento di livelli ritenuti basilari, con la avvenuto con una classe del Gymnasium di Cham (Germania) seconda espressione si vogliono individuare risultati apprenditi- presentando anche uno dei docenti tedeschi accompagnatori, il vi di alto profilo. Questione strettamente connessa al successo quale ha dimostrato la sua gratitudine e soddisfazione per scolastico è poi quella relativa alle procedure valutative adotta- quanto riguarda l’ospitalità e il calore italiani. “The last, but not te dagli insegnanti. La ricerca condotta è stata impostata in the least” è stato Carmelo Caramia, responsabile sviluppo e for- termini quanti-qualitativi: oltre a raccogliere dati e porre la que- mazione del Centro locale di Brindisi, che ha dato agli studenti stione partendo da basi statistiche individuando tutti i casi di informazioni concernenti la Sede nazionale di Intercultura, i successo scolastico di alunni stranieri partecipanti al programma Centri locali e le attività che essi svolgono sul territorio. La di Intercultura e presenti per un anno nella scuole italiane, ha Giornata si è conclusa con la consegna di opuscoli con foto e inteso rilevare processi, modalità, condizioni significative che informazioni sulla nostra meravigliosa terra agli studenti e consentano di comprendere e valorizzare scelte educative, orga- docenti stranieri a cura della Preside Anna Maria Quarta. nizzative e didattiche che concorrono al buon esito dell’espe- Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazio- rienza scolastica di questi alunni. Il mio sentito grazie va a tutti ne di questa meravigliosa giornata colma di emozioni all’inse- coloro che, con me, hanno collaborato alla realizzazione della gna della conoscenza dell’“altro”. serata. Simona Milazzo Responsabile Invio Centro locale di Brindisi Antonella Silvestri, Presidente Centro locale di Bari
  • 18. 29 settembre 2011 SUPPLEMENTO A QUIC 289Un sogno nascosto tra pareti di legno Nella cittadina di San Niccolò D’Arcidano, da oltre venti anni, è presente una folta Comunità Rom. In questo ventennio non sono mancati i problemi di convivenza, talvolta culminati in eventi tragici, come l’incendio del Campo dello scorso agosto. Fin dai primi anni, l’Amministrazione Comunale ha avviato una serie di programmi d’integrazio- ne scolastica, sociale ed economica e recente- mente ha ottenuto dei finanziamenti per la costruzione di un borgo di case di legno da destinare ai Rom. Cagliari Sardegna Ogliastra OristanoTerralba In occasione dell’inaugurazione del borgo, in collabo- Olbia razione con il Sindaco Emanuele Cera, abbiamo organizzato la nostra Ozieri Giornata del dialogo interculturale. Dopo la festa, i dolci e il caffè prepa- rati dai Rom, con l’introduzione del Sindaco è iniziato il convegno che ha Terralbese incentrato il dibattito sul lavoro fatto ma soprattutto su ciò che bisognerà ancora fare per costruire una vera integrazione condivisa da tutti. Con il nostro intervento, si sono introdotte le tematiche e il percorso educativo di Intercultura. Si è evidenziata la necessità di camminare verso un dialogo sempre più basato sul rispetto reciproco degli usi e abitudini, dei modi di fare; in sintesi rispetto della cultura di ognuno di noi. Piena condivisione da parte nostra per il lavoro fatto dall’amministrazione per l’inserimento scolastico dei bambini, perché la scuola è uno degli stru- menti principali d’integrazione, che anche Intercultura utilizza, da oltre cinquanta anni, con percorsi personalizzati. Sono intervenuti al dibattito il Prefetto, dott. Russo, l’Assessore Provinciale al Lavoro e Politiche Sociali, Alessandro Murana, il Vescovo Monsignore Giovanni Dettori, che hanno sottolineato l’importanza di questa giornata, sia per l’aspetto logistico (nuove case) ma soprattutto per i percorsi d’integrazione vera proposti, con rispetto, responsabilità e solidarietà. Atteggiamenti che dovrebbero essere al centro del nostro vivere quotidiano. E’ stata una bellissima giornata di con- fronto: senza nascondere le difficoltà, si sono evidenziate le opportunità. Tutti hanno concordato che se al centro del nostro vivere c’è il rispetto reci- proco, il buon senso, la voglia di superare le difficoltà con il dialogo, c’è una crescita e un miglioramento di tutti. Perciò è necessario lavorare affin- ché ognuno di noi diventi cittadino del mondo. Questa è la vera scommes- sa per un mondo migliore, per un mondo in Pace! Roberto Marongiu, Presidente Associazione 18 Regionale Sarda Intercultura
  • 19. Oristano CagliariAll’Othoca si promuove la non-routine IL MONDO E I SUOI GESTI Venerdì 30 settembre, con un giorno di ritardo, si è celebrata anche a Cagliari la Giornata europea del dialogo interculturale. L’incontro si è tenuto alle ore 10 nell’aula magna del liceo scientifico “A. Pacinotti”, grazie alla pervenuta richiesta del Centro locale alla scuola e alla gen- I giovani e la diversità culturale tile disponibilità della stessa ad accogliere con grande partecipazione l’evento. Sono stati invitati tutti gli studenti iscritti alla suddetta scuola singolar- mente e non per classe. Questo meccanismo si è rivelato molto positivo, in quanto l’assemblea avendo scelto di partecipare, se pur giovane, era molto interessata e attenta.Nellaula magna dellIstituto tecnico industria- Il tema della giornata, proposto dal Centro, era la gestualità; il program-le “Othoca", davanti a centosettanta studenti ma, abbastanza articolato, cominciava con la presentazione di Interculturadelle classi terze, attenti e curiosi, Eleonora attraverso il video “Incontri che cambiano il mondo”. Dopo una celere pre-Littarru, studentessa della quinta appena rien- sentazione dei membri del Centri locali presenti, è stata data la risposta atrata dal programma semestrale in Argentina e “Che cos’è la Gedi?” argomentando il discorso e spiegando il progettoLaura Pilloni, studentessa del Liceo Classico De della nostra associazione. In seguito è stato dato spazio ai ragazzi stranie-Castro di Oristano, hanno comunicato la loro ri: Rebecca, Nicole, Zulia, Mathilde, Nayumi, Ogt, Elvis, Lukas e ai dueesperienza interculturale. “Volevo uscire dalla returnees Davide Zanetti e Gaia Serrau, rispettivamente un anno inroutine, dal consueto. Volevo confrontarmi con Costarica e uno in Thailandia. Il conduttore ha fatto sì che ogni ragazzogente nuova e nuove culture per ampliare i miei mostrasse la sua presentazione pilotando il discordo verso il tema dellaorizzonti, volevo avere amici di tutto il mondo" gestualità attraverso la proiezione di immagini e disegni.ha detto Eleonora mentre la platea guardava Si è rivelata molto importante la libertà di interazione che è stata conces-scorrere le sue diapositive proiettate sullo sa ai ragazzi della scuola nei confronti dei ragazzi stranieri e dei returne-schermo. “Oggi sono molto soddisfatta e mi es, in quanto le loro domande sono state accolte con simpatia e interes-sento molto arricchita" ha concluso Eleonora. se e hanno dato ulteriori spunti per la conduzione della giornata. LeLaura si è emozionata al ricordo del paesaggio curiosità erano varie, ma molte hanno centrato il tema come per esempionorvegese, del suo clima freddo ma mitigato la domanda “quali sono i gesti più strani e incomprensibili che facciamodal mare e del calore della sua famiglia. “Ho noi italiani?” Il più votato è stato “puntare il dito indice sulla guanciatrovato una scuola nuova, interessante la pos- facendolo oscillare a destra e a sinistra”; per tutti noi è scontato… signi-sibilità della scelta delle materie, molto attrez- fica gradimento, in parole povere “mi piace”, ma Rebecca, la nostra ragaz-zati e ben funzionanti i laboratori" ha afferma- za Costaricana ha impiegato qualche settimana per capirlo.to Laura. Sul progetto educativo e sui pro- Ha partecipato all’evento anche Giuseppina Primavera, nonna cagliaritanagrammi di Intercultura le figure-chiave del di Intercultura, la quale è stata invitata a dare il suo apporto alla giorna-Centro locale Rossana Orrù, Carmen Cao e ta. Inoltre erano presenti all’assemblea: il Preside del liceo, SilvanoAntonio Pinna hanno fornito ulteriori dettagli. Deplano, e la rappresentante del provveditorato Rosalba Atzei. I tre ospitiAl termine della riunione gli opuscoli rosso e sono stati ringraziati con omaggi floreali e il libro “Incontri che cambia-verde finiscono in un battibaleno. La semina è no il mondo”.iniziata... La giornata si è conclusa alle ore 13.30 con la proiezione del video “Where Antonio Pinna, Responsabile scuola the hell is Matt?” spiegandone l’attinenza con l’interculturalità. Al termi- Centro locale di Oristano ne dell’incontro circa 30 ragazzi, interessati ai programmi e al Progetto Educativo, ci hanno lasciato i propri recapiti per avere informazioni sulle attività future promosse dal Centro locale. Posso concludere col dire che è stata una “festa” molto interessante per tutti i ragazzi e un’attività molto soddisfacente per i volontari del Centro, motivati a riproporre l’evento in futuro anche in altri ambiti sociali. Lucia Cannas, Responsabile invio Centro locale di Cagliari 19
  • 20. 29 settembre 2011 SUPPLEMENTO A QUIC 289 L’ISOLA modellata dai popoli Gela Catania Si è tenuta oggi, giovedì 29 settembre 2011 presso l’auditorium del Liceo Scientifico Statale Elio Vittorini di Gela una giornata intera- mente dedicata all’Intercultura e in particolar modo ai nuovi ragaz- zi che sono con noi quest’anno: Sofia Evans che viene dal Cile e Stella Yang dalla Cina. A partecipare sono stati tutti gli studenti che Primo premio grazie al mega puzzle! fanno parte del corso linguistico, e il biennio delle classi dello scien- Un caldo sole dottobre, arrivato imprevisto a conclusione di tifico. La giornata è iniziata alle ore 9.30 dopo la prima ora di lezio- una settimana di piogge alluvionali, ha riscaldato lo scenario ne, inizialmente con la presentazione dei nostri nuovi studenti stra- della IV Giornata europea del dialogo interculturale catanese, nieri. Poi ha preso la parola la diretta responsabile Vincenza svoltasi quest’anno nel piazzale della splendida Villa Bellini, Romano, la quale insieme ai circa 200 studenti delle nove classi delle scuole ricorda che questaAugusta Messina secondarie che quest’anno ospitano i nostri nove AFSers. Il giornata europea Sicilia dedicata al dialogo titolo assegnato alla Giornata, “Sicilia: incontro di culture”,Caltagirone Palermo era stato interpretato e tradotto, nell’ideazione di Rita Toro,Caltanissetta Reggio C. interculturale ci la vulcanica volontaria del nostro Centro locale, e dalla sua permette di uscireCatania Sciacca fuori dal nostro habi- collega e amica Nerina Longhitano, docente esperta in Arte,Gela Siracusa ormai convinta neo volontaria, in un puzzle di 54 mq. tat naturale per com-Giarre Il pannello, raffigurante una gigantesca Sicilia costituita dalle prendere una grande nove bandiere dei paesi dei nostri borsisti AFS, voleva significareMarsala ricchezza. Intorno e confermare la lunga storia della nostra isola, da sempre aperta alle ore 10.30 l’ap- allaccoglienza di popoli provenienti da ogni parte del mondo. puntamento con la Mentre i ragazzi completavano, nella tecnica da loro prescelta, i proiezione del film 78 cartelloni disegnati da volontari e studenti stranieri nei giorni Gran Torino di Clint precedenti, si sono alternati al microfono i volontari del Centro Eastwood, e successi- locale che, raccontando le loro testimonianze e intervistando vamente un dibattito AFSers, tutor, famiglie ospitanti e returnees, hanno offerto uno aperto tra i presenti spaccato completo dei singoli settori dell’Associazione ai parteci- per discutere a proposito delle riflessioni ed emozioni personali che panti alla manifestazione, ai passanti, persino ai vigili urbani… hanno suscitato determinate scene del film con ulteriori commen- che, attirati dalla pacifica e gioiosa manifestazione mattutina, si ti al riguardo. sono avvicinati numerosi al banchetto informativo dove hanno Noemi Di Fede, Centro locale di Gela potuto ritirare brochures e soddisfare la loro curiosità. L’arrivo delle televisioni locali, del Sindaco e delle altre autorità politiche è magicamente coinciso con il momento solenne dell’assem- blaggio del mega puzzle. Al microfono venivano designati, in una sorta di battaglia navale, i numeri e le lettere dei pannelli che venivano via via posizionati al posto loro deputato. “E’ grazie a manifestazioni come questa che si incrementa la cultura della tolle- ranza e del rispetto reciproco!” ha detto il nostro Sindaco mentre eravamo messi tutti in posa per la foto conclusiva poco prima di con- cludere con gli inni europeo ed italiano. Stavolta, però, un ulteriore felice epilogo: finita la Giornata, di corsa a casa a caccia di prefe- renze sulla pagina Facebook creata dall’EFIL per il miglior IDD. Da allora, un tam-tam mediatico martellante, fatto di messaggi palesi e nascosti (molti dei nostri amici Facebook erano volontari ideatori di altri IDD in Europa!), un “vota Antonio, vota Antonio…” di decur- tisiana memoria che ha coinvolto amici e volontari fan da tutto il mondo (persino dall’America, dall’Africa, dall’Australia…) che ha avuto il merito di prolungare ancora per due settimane il piacere dell’adrenalina accumulata prima dell’evento. Mezz’ora prima della mezzanotte del 12 ottobre, ora designata per la fine della compe- tizione, molti volontari del Centro locale erano ciascuno a casa loro, ma telematicamen- te collegati, per celebrare la vittoria. Postate foto e video, abbiamo voluto stappare i nostri vinelli messi al fresco in un ideale party comune. La magia dell’Intercultural Dialogue Day si è ripetuta ancora: ci coglie sempre troppo presto… e anche per questo ci carica di tanta fatica supplementare… ma la città ormai se l’aspetta e a noi, ogni volta, lascia in bocca il sapore buono dell’aver lavorato in modo divertente e creativo per un progetto comune. Alla prossima! 20 Viviana Dalmas, Responsabile scuola Centro locale di Catania In copertina Federica Consiglio, studentessa del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Catania, compagna di classe della ragazza brasiliana ospite Giuliana Almasio. Foto pubblicata per gentile concessione dell’autore Andrea Rapisarda http://rapis60.redbubble.com