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L'Informatore Agrario - Fieragricola 2012   come costruire un mercato contadino - marco boschetti
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L'Informatore Agrario - Fieragricola 2012 come costruire un mercato contadino - marco boschetti

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  • 1. Come costruire un mercato contadino Marco Boschetti, Direttore Consorzio Agrituristico Mantovano Giovedì 2 febbraio 2012 Fiera Agricola di Verona, Salone della multifunzionalità
  • 2. I mercati contadini del Cons. Agrit. MN
    • Il Cons. Agrit. MN gestisce 20 mercati contadini, il primo è sorto a Mantova nel 2006.
  • 3.  
  • 4. Il quadro normativo
    • Decreto 20 novembre 2007 Ministero politiche agricole alimentari e forestali.
    • “ Attuazione articolo 1, comma 1065, della legge 27 dicembre 2006, n° 296, sui mercati riservati all’esercizio della vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli” (Gazzetta Ufficiale n° 301, del 29 dicembre 2007).
    • Circolari regionali (per esempio Direzione generale agricoltura Regione Lombardia 11 dicembre 2008).
    • Disciplinari a regolamentazione dei mercati approvati a livello comunale.
    • Normative igienico sanitarie e sulla etichettatura prodotti.
    • Normative fiscali vigenti.
  • 5. Art 1 DM 20 novembre 2007
    • Definisce le linee di indirizzo per la creazione di un mercato.
    • Indica nel comune l’ente che istituisce e autorizza i mercati. La istituzione di un mercato può essere richiesta di imprenditori singoli, associati o attraverso le organizzazioni di categoria.
    • Le richieste di istituzione di un mercato, complete in ogni loro parte, si intendono accolte dopo 60 gg dalla loro presentazione.
    • Possono essere costituiti su area pubblica, in locali aperti al pubblico nonché su aree private.
    • I Comuni possono promuovere azioni di informazione e di educazione sulle caratteristiche qualitative dei prodotti posti in vendita.
    • Spetta al Comune redigere il disciplinare di mercato che può essere approvato di giunta e/o di consiglio.
  • 6. Art 2 DM 20 novembre 2007
    • Sono mercati riservati agli imprenditori agricoli ai sensi dell’art. 2135 del codice civile, iscritti al Registro delle imprese.
    • Le aziende agricole debbono aver sede nell’area territoriale indicata dal regolamento comunale
    • Debbono possedere i requisiti di cui all’articolo 4, comma 6, del d.lgs. 228/2001 “ Non possono esercitare l'attività di vendita diretta gli imprenditori agricoli, singoli o soci di società di persone e le persone giuridiche i cui amministratori abbiano riportato, nell'espletamento delle funzioni connesse alla carica ricoperta nella società, condanne con sentenza passata in giudicato, per delitti in materia di igiene e sanità o di frode nella preparazione degli alimenti nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività. Il divieto ha efficacia per un periodo di cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna ”.
  • 7.
    • L’attività di vendita può essere esercitata dai titolari dell’impresa, dai soci, dai familiari coadiuvanti, nonché dal personale dipendente di ciascuna impresa.
    • Si applicano le normative di cui al regolamento 852/2004 per gli aspetti igienico-sanitari.
    Art 2 DM 20 novembre 2007
  • 8. Art 3 DM 20 novembre 2007
    • La disciplina amministrativa non è soggetta alla legge quadro sul commercio (D.Lgs 114/1998) e neanche alle singole leggi regionali di recepimento. Ad esempio in Lombardia, la normativa sui mercati non è soggetta alla L.R. 15/2000, modificata dalla circolare Direzione generale agricoltura 8/5/70 del 2008, articolo 4, allegato A, comma 6, che fissa nel 3% il numero massimo dei posteggi riservati agli agricoltori nei mercati ambulanti (ampliamento sino al 5% ma questo deve essere richiesto alla Regione).
    • L’attività di controllo del disciplinare e della trasparenza dei prezzi è demandata al Comune, polizia annonaria e Gom (Gruppo operativo dei vigili municipali).
    • In caso di più violazioni anche in tempi diversi può essere disposta la revoca dell’autorizzazione al mercato.
  • 9. Art . 4 Art 1 DM 20 novembre 2007
    • All’interno dei mercati è ammessa la trasformazione dei prodotti da parte degli imprenditori agricoli e possono essere realizzate attività culturali, ricreative e didattiche legate ai prodotti alimentari.
    • E’necessario che i comuni adottino un disciplinare di mercato che regoli le modalità di vendita, finalizzato alla valorizzazione della tipicità e della provenienza del prodotto stesso.
    • I comuni possono favorire la fruibilità dei mercati mediante la possibilità per altri operatori commerciali di fornire servizi destinati ai clienti del mercato.
  • 10. Compiti delle Regioni
    • Recepiscono le comunicazioni di apertura e di cessazione di un mercato.
    • Promuovono azioni di informazione per i consumatori sulle caratteristiche qualitative dei prodotti agricoli posti in vendita.
    • Potrebbero fissare degli standard qualitativi agganciandoli a incentivi per qualificarli ulteriormente.
  • 11. Compito del Ministero
    • Effettua un monitoraggio annuale dei mercati di vendita diretta, dei prodotti agricoli autorizzati e delle attività svolte.
    • Promuove azioni di informazione dei consumatori.
  • 12. Obiettivi dei mercati contadini
    • Favorire l’incontro tra produttori e consumatori, tra città e campagna.
    • Creare nuove opportunità economiche per i produttori agricoli.
    • Calmierare i prezzi dei prodotti agricoli attraverso l’accorciamento della filiera.
    • Incentivare i consumi stagionali e locali.
    • Incentivare un consumo consapevole.
    • Far rivivere i centri storici e/o gli angoli degradati delle città.
    • Sviluppare una cultura a km zero.
  • 13.
    • I mercati agricoli (o mercati contadini come dir si voglia) sono forse l’espressione più completa di un rapporto diretto fra produttori e consumatori e rispondono alla crescente domanda dei consumatori per prodotti di qualità, affidabili, naturali e con forti legami con il territorio di produzione. Riprendono un’antica tradizione di scambio tra città e campagna.
    Obiettivi dei mercati contadini
  • 14. Quali sono i prodotti che possono essere posti in vendita?
    • Prodotti facenti parte della prima parte della tabella A del decreto 633/72 (iva) e degli elenchi dei prodotti connessi di cui alla circolare 44/2004 e successivi aggiornamenti, posti nell’ambito territoriale definito dal disciplinare di mercato.
    • Prodotti esclusivamente aziendali o con percentuali di prodotti provenienti da altre aziende agricole, stabilite dal disciplinare di mercato e sino ad un massimo del 50%.
  • 15.
    • Le aziende possono acquistare prodotti agricoli da altre aziende agricole, per integrare i propri prodotti, con il limite di prevalenza del 50% rispetto al proprio prodotto e comunque per un importo non superiore a 160.000 euro per gli imprenditori privati e di 4 milioni di euro per le società.
    • Posso acquistare mele se produco mele oppure se produco mele posso anche acquistare pere se vi è un’attività di manipolazione e/o di trasformazione.
    • Noi abbiamo scelto di puntare sulla vendita di soli prodotti aziendali
    Quali sono i prodotti che possono essere posti in vendita?
  • 16. Un po’ di storia… Negli Stati Uniti
    • I mercati contadini nascono negli Stati Uniti ma non in California negli anni ’90 a cura del titolare di un ristorante ma a Madison, capoluogo del Wisconsin e città gemellata con Mantova, il 30 settembre del 1972, anche se questo nasce sulla scia di una radicata tradizione: dal 1850 al 1920 gli agricoltori locali hanno sempre venduto i loro prodotti direttamente, in un’area in prossimità dell’attuale piazza del Campidoglio ( Capitol Square ).
    • Per maggiori informazioni: www.dcfm.org
  • 17.
    • Negli Usa i mercati sono oggi circa 4.000 e nel 2011 l’incremento sul 2010 è stato del 17%.
    • I prodotti trasformati devono provenire per la maggior parte da materie prime aziendali e ogni venditore firma un contratto con cui permette al direttore del mercato di ispezionare l’azienda.
    Un po’ di storia… Negli Stati Uniti
  • 18.
    • Il Dipartimento agricoltura del governo statunitense è impegnato nella promozione dei mercati contadini e di tutte le forme di vendita diretta. Ogni anno il Dipartimento dell’agricoltura del governo americano promuove la settimana nazionale dei mercati contadini, per riconoscere la loro importanza e per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della vendita diretta. A New York l’associazione Greenmarket gestisce 54 mercati visitati da 250.000 persone all’anno. www.grownyc.org
    Un po’ di storia… Negli Stati Uniti
  • 19. Un po’ di storia… In Francia
    • Le prime esperienze sono state realizzate 15 anni fa nel dipartimento dell’Aveyron. La formula ha poi subito delle evoluzioni: da “Marché de Pays” la denominazione si è trasformata in “Marché de Producteurs de Pays” ed infine in “Marché paysan”.
    • Non si è trattato di una semplice evoluzione linguistica ma di una precisa strategia di marketing in quanto nei “Marché paysan” sono presenti solo produttori agricoli che vendono esclusivamente i loro prodotti, mentre negli altri casi possono essere presenti anche artigiani e commercianti con prodotti locali.
  • 20.
    • Le varie formule, comunque, continuano a sussistere. Il ruolo di promozione e di coordinamento viene svolto, spesso, dalle Chambres d’Agriculture, attraverso l’adozione di una carta degli impegni e di un regolamento che devono essere condivisi, di uno stesso logo e di campagne promozionali. I mercati contadini necessitano di un’autorizzazione alla vendita e di un’autorizzazione per l’uso del suolo pubblico.
    • Per saperne di più: www.marches-producteurs.com , www.paisalp.free.fr , www.accueil-paysan.com , www.fncivam.free.fr .
    Un po’ di storia… In Francia
  • 21. Un po’ di storia… Nel Regno Unito
    • I primi mercati sono sorti nel 1997 e oggi si contano oggi più di 700 farmers market s, frequentati da 15 milioni di consumatori all’anno, con un giro di affari di 166 milioni di sterline all’anno (Fonte: National farmers’ retail & markets association FARMA ), con una alta percentuale di fedeltà da parte dei clienti.
    • Ogni anno indice un concorso che premia il migliore mercato contadino dell’anno.
  • 22.
    • I farmers market s sono disciplinati da una specifica normativa, che prevede, per le imprese partecipanti, il rispetto di alcuni parametri sulla compatibilità ambientale e il benessere animale, oltre ad uno specifico schema di controllo e di certificazione dei prodotti.
    Un po’ di storia… Nel Regno Unito Per maggiori informazioni: www.growingcommunities.org , www.farmersmarkets.net , www.nfu.org.uk , www.swcottishfarmersmarketsco.uk , www.ayrshirefarmersmarkets.co.uk
  • 23. Un po’ di storia… In Germania
    • Sono oltre 5.000 i mercati contadini ( Bauernmärkte ) attivi, Il primo mercato è sorto a Neumarkt nel 1988, nel 1989 a Monaco e nel 1992 a Coburgo in Baviera.
    • Nel 1998, il Ministero per l’alimentazione, l’agricoltura e l’ambiente della Baviera ha promosso un progetto pilota di ottimizzazione dei mercati contadini bavaresi, ed ogni anno, dal 1994, nei primi giorni dell’anno, si tiene a Monaco “La conferenza sui mercati contadini bavaresi”, promossa dall’associazione “ Bayerische Bauernverband ”, che ha il compito di fare nuove proposte, di curare la formazione per i dirigenti dei mercati contadini e di curare l’immagine complessiva dei mercati.
  • 24.
    • Nel 2004 il Ministero dell’agricoltura della Baviera ha avviato un progetto pilota per sviluppare la certificazione dei mercati elaborando criteri e check list per conseguire il marchio qualità e qualificare il mercato.
    • Lo scopo di questa certificazione è sottoporre il mercato ad un processo di qualificazione, dettato dai consigli di un supporto esterno, ovvero deve riconoscere i propri punti deboli e punti di forza, elaborare nuove strategie, operare in favore della crescita delle proprie capacità commerciali.
    Un po’ di storia… In Germania
  • 25. Un po’ di storia… In Italia
    • La prima esperienza nasce a Taranto su suolo privato il 12 maggio 2005.
    • Su suolo pubblico le prime esperienze si hanno a Bolzano, Modena e nell’ottobre del 2006 a Mantova.
    • L’obiettivo del Governo era 100 mercati entro il 2008 e 500 mercati nel giro di qualche anno. A quasi 5 anni dall’entrata in vigore del decreto i mercati sono concentrati prevalentemente al nord e sono circa 300. La Lombardia con i suoi 71 mercati si conferma la Regione leader.
  • 26. Cosa fare per realizzare un buon mercato contadino
    • I fattori che possono determinare il successo di un mercato:
    • La localizzazione.
    • Unitarietà del soggetto gestore.
    • Completamento delle referenza merceologiche.
    • Rapporto qualità prezzo.
    • Formazione degli operatori.
    • Continuità di partecipazione.
    • Identità e controlli.
    • Creazione di un movimento
    • a sostegno.
    • Spirito di gruppo.
  • 27. Localizzazione
    • Ottenere un’ubicazione piuttosto centrale, come ad esempio la zona pedonale o la tradizionale piazza del mercato. In molti casi, il nome della piazza conserverà ancora il ricordo di questa antica funzione (piazza delle erbe). Deve essere un luogo facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici, con possibilità di parcheggio e tranquillo dal punto di vista dell’ordine pubblico.
    • Una volta scelta la localizzazione è opportuno che questa sia indicata da una cartellonistica permanente che segnali il giorno di mercato, l’ora di inizio e di chiusura del mercato.
  • 28. Periodicità
    • Il “Mercato contadino” deve aver luogo ogni settimana. Riproporlo nello stesso luogo e nello stesso giorno, con continuità e regolarmente, è sicuramente una condizione vantaggiosa. I giorni migliori sono il sabato e la domenica, dalle ore 8 alle 13, momenti in cui tanti clienti sono propensi a fare acquisti.
  • 29. Ente gestore
    • Il mercato deve essere autogestito e per questo è necessario costituire una “Associazione del Mercato contadino o un consorzio”, autonomi, unitari, dotati di un regolamento condiviso e di un proprio comitato di gestione.
    • La selezione dei partecipanti è un momento molto delicato e decisivo. Le aziende che intendono partecipare al mercato debbono presentare domanda, utilizzando un apposito modulo, allegando la fotocopia del fascicolo aziendale previsto dal DM 503/99, la relativa visura camerale per attestare le coltivazioni e gli allevamenti aziendali distinti per quantità e periodi di produzione, un impegno alla partecipazione.
  • 30. La copertura assicurativa
    • Dal punto di vista assicurativo è opportuno che l’ente gestore attivi una polizza di responsabilità civile del mercato per coprire i danni che potrebbero essere causati dalle attrezzature allestite per il mercato ma anche dai prodotti posti in vendita dalle aziende, perché si potrebbero determinare situazioni di corresponsabilità.
  • 31.
    • Ogni singola azienda agricola, deve, inoltre, attivare una polizza di responsabilità civile che copra anche il rischio derivante dalla commercializzazione di prodotti. Alcune polizze tradizionali di responsabilità civile dell’azienda agricola già prevedono questo tipo di copertura ma se l’attività di vendita diretta di prodotti assume sistematicità e continuità e presenta volumi e una specifica organizzazione economica allora è opportuno attivare una specifica polizza prodotti.
    La copertura assicurativa
  • 32. Logistica
    • Interventi infrastrutturali minimali quali l’allacciamento per l’energia elettrica necessaria per l’alimentazione dei frigoriferi, indispensabili per la vendita di carni e di formaggi, e delle illuminazioni, utilizzate nei periodi invernali.
    • Per forniture temporanee l’allacciamento va richiesto all’Enel settimana per settimana. In questo caso il costo varia in base alla potenza richiesta e per 25 kw, per un giorno, l’importo è attorno ai 200 euro.
  • 33. Logistica
    • Per forniture fisse è necessario inoltrare richiesta di allacciamento all’Enel tramite fax al numero 8000900150 ed il costo varia in base alla potenza richiesta che a sua volta varia in base al numero degli espositori e al consumo atteso (media 10 KW). Ciò comporta, preliminarmente la messa in opera di contenitori in vetroresina per la sistemazione del gruppo di misura (contatore), di tubazioni interrate e di derivazioni ai singoli stand.
  • 34. Logistica
    • Ordinanza del Ministero della Salute 3 aprile 2002, “Requisiti igienico sanitari per il commercio dei prodotti alimentari sulle aree pubbliche”.
    • Allacciamenti o accordi con bar vicini, oppure panni di carta a perdere e amuchina per pulire i coltelli. Per la vendita delle carni, bovine, suine e avicole, è necessario richiedere ai servizi veterinari l’autorizzazione per la vendita su area pubblica di carni ottenute da animali allevati in azienda e macellati, sezionati, confezionati sottovuoto ed etichettati in impianti riconosciuti.
  • 35. Logistica
    • Opportunità di carrelli attrezzati ed a norma per la vendita di carni e formaggi. Il loro costo è attorno ai 16.000 euro e sono da preferirsi agli automercati in quanto non hanno problemi di accesso e di sosta nei centri storici.
    • Per gli stand si possono utilizzare gazebi ignifughi ed idrorepellenti di 3 metri per 3 o di 3 metri per 4,5, dotati di zavorre che possono essere costituite anche da sacchetti di sabbia, per stabilizzarne l’assetto in caso di cattivo tempo e di vento.
    • Essendo poi i mercati collocati in centro storico è opportuno poter predisporre delle rastrelliere per le biciclette dei clienti.
  • 36. Identità e controllo
  • 37. Assortimento merceologico
    • Il “Mercato contadino” deve presentare il massimo degli espositori che presentino però prodotti diversificati. Il numero minimo di espositori dovrebbe essere di 10 ed il massimo di 40 e deve essere rappresentato il massimo delle referenze merceologiche. In questo modo il mercato diventa molto più interessante agli occhi dei clienti. Importante: non ci devono mai essere più di 3-5 offerenti per ogni prodotto ed i partecipanti devono sottoscrivere un impegno contrattuale per la continuità…
  • 38. Immagine
    • L’aspetto del “Mercato contadino” deve essere sempre uniforme: stessi colori, stessi gazebi, stesse bancherelle, stesso abbigliamento, stessi grembiuli, per dare un’immagine uniforme. Come segnale di trasparenza ogni venditore dovrebbe avere un cartellino con il proprio nome in modo che sia facilmente riconoscibile.
    • L’uniformità dell’immagine, la pulizia, l’ordine con cui i prodotti sono esposti, la mancanza di cassette mezze vuote e la sensazione di abbondanza sono alcune delle condizioni più importanti per rendere il mercato più invitante.
  • 39. Immagine
    • I mezzi di trasporto dei produttori non si devono vedere, le cassette vuote devono essere bene accatastate e le cassette con i prodotti non devono appoggiare per terra ma su dei ripiani. Sarebbe anche opportuno che anche le casette fossero dello stesso tipo, magari in legno.
  • 40. Immagine
    • E’ opportuno, poi, che siano anche esposti manifesti e fotografie sulle coltivazioni e sugli allevamenti aziendali per rendere sempre più trasparente il rapporto con i consumatori e rafforzare il carattere rurale del mercato. Proprio per questo è necessario non utilizzare termini commerciali quali “offerta speciale”,”sconto” ma piuttosto usare il termine “Oggi vi consigliamo”.
    • E’ fondamentale poi che vi sia spirito di gruppo e un’atmosfera positiva!
  • 41. Immagine
  • 42. La vendita
    • I consumatori sono la risorsa principale del mercato per cui non ci devono essere incertezze sulla chiarezza dei prezzi, sulla categoria, sull’origine dei prodotti, predisponendo cartellini prezzi trasparenti e completi che indichino la denominazione dei prodotti, la loro origine, la qualità del prodotto e il loro prezzo, così come è necessario garantire la massima igiene e adeguare le etichette dei prodotti trasformati posti in vendita alle norme sulla etichettatura e sulla tutela dei consumatori. Per i trasgressori, tra l’altro, sono previste pesanti sanzioni.
  • 43. La vendita
    • Se il volume di vendite di ortofrutta è superiore ai 60.000 euro è obbligatoria l’iscrizione alla Banca nazionale dati degli operatori ortofrutticoli gestita da Agecontrol che effettua i controlli di conformità per le categorie di vendita.
  • 44. La bilancia
    • Uno degli obblighi più importanti di tutela dei consumatori è costituito dalla vendita a peso netto, così come disposto dalla legge 5 agosto 1981, n° 441 (Gazzetta ufficiale 10 agosto 1981, n° 218). L’articolo 1 della legge 441/81 stabilisce che debbono essere vendute a peso ed al netto della tara le merci il cui prezzo sia fissato per unità di peso. Si intende tara tutto ciò che avvolge o contiene la merce da vendere, o che è unita con essa e con essa viene venduta.
  • 45. La bilancia
    • Le bilance devono essere sottoposti a verifica periodica inoltrando apposita domanda all’ufficio metrico che ha sede presso la Camera di Commercio. Lo strumento già verificato è riconoscibile da una etichetta di colore verde apposta dal costruttore o nel corso della precedente verifica, che riporta la data entro cui deve essere effettuata la successiva verifica.
  • 46. Animazione
    • Una delle funzioni del mercato contadino è anche di animare gli spazi urbani in cui è inserito. I mercati, storicamente, sono luogo di incontro delle persone per cui l’animazione può costituire un forte motivo di richiamo.
    • Ogni mese, ad esempio, è consigliabile la presentazione di un nuovo prodotto con momenti di animazione, ma si possono anche realizzare interventi con consorzi di tutela, associazioni ambientalistiche, artisti di strada, musei rurali.
  • 47. Catalogo
    • I clienti del mercato contadino devono poter contare su di una disposizione stabile dei punti vendita e su di uno strumento che informi sulle caratteristiche e sugli indirizzi delle varie aziende presenti al mercato. Per questo può essere utile predisporre un catalogo del “Mercato contadino”, facile da leggere e molto chiaro, con la planimetria dell’area e con la descrizione di tutti gli espositori, dei prodotti posti in vendita e delle opportunità di visita in azienda.
  • 48. Promozione
    • Cartello leggibile centrale : il primo strumento è innanzitutto un cartello fisso, posizionato nei pressi del mercato e di dimensioni tali da assicurarne la visibilità. Il cartello deve dare le informazioni essenziali sugli orari e sulle caratteristiche del mercato.
  • 49. Promozione
    • Volantinaggio porta a porta
    • Pubblicità televisiva locale
    • Pubblicità testate locali
    • Pubblicità urbana
    • Pubblicità ai parcheggi urbani
    • Pubblicità a domicilio
    • Pubblicità politica e passa parola
  • 50. Inquadramento fiscale e documenti da tenere sempre a disposizione al mercato
    • L’imprenditore agricolo che si reca
    • in luogo aperto al pubblico al di fuori del fondo
    • deve essere in possesso di:
    • a) Caso della vendita di prodotti propri rientranti nella prima parte della tabella A) allegata al Dpr. 633/72 (prodotti agricoli)
    • se il produttore è in regime agricolo: apposito registro dei corrispettivi regolarmente numerato progressivamente prima della messa in uso e diverso da quello utilizzato per le vendite in azienda, su cui annotare l’incasso giornaliero suddiviso per aliquota;
    • se l’agricoltore è in regime normale: registratore di cassa o in alternativa blocchetto delle ricevute fiscali;
    • se l’agricoltore è esonerato nessun registro;
  • 51.
    • b) Per la vendita di prodotti trasformati o manipolati (salami, carne macellata, confetture, mostarde, fiori essiccati, ecc) che non rientrino comunque nella prima parte della tabella A allegata al Dpr. 633/72 tutti gli imprenditori agricoli, indistintamente, devono obbligatoriamente emettere ricevuta fiscale o scontrino fiscale o fattura immediata. In questo caso gli incassi possono essere annotati entro il 15 del mese successivo.
    • Sarebbe opportuno, poi, conservare sempre con sé al mercato la documentazione relativa agli aspetti igienico sanitari quali il piano di autocontrollo Haccp e gli attestati igienico sanitari.
    Inquadramento fiscale e documenti da tenere sempre a disposizione al mercato
  • 52. Formazione
    • La formazione è strategica e
    • riguarda i seguenti temi:
    • come predisporre lo spazio di vendita;
    • i rapporti con i consumatori;
    • come usare i prodotti in cucina;
    • come calcolare il prezzo di vendita
  • 53. Monitorare l’andamento del mercato
    • Verificare costantemente la soddisfazione dei nostri clienti attraverso questionari.
    • Rilevare periodicamente i prezzi di vendita e compararli con la Gdo.
    • Verificare il rispetto dei parametri del disciplinare di mercato.
    • Condurre ricerche sulla qualità dei prodotti posti in vendita.
  • 54. Monitorare l’andamento del mercato
  • 55. Grazie per l’attenzione! Marco Boschetti boschetti@agriturismomantova.it Mobile 329 21 27 504