Valentino Patussi, Anna Muran. Il lavoro in quota : documento aggiornato al DGLS 106/2009
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    Valentino Patussi, Anna Muran. Il lavoro in quota : documento aggiornato al DGLS 106/2009 Valentino Patussi, Anna Muran. Il lavoro in quota : documento aggiornato al DGLS 106/2009 Presentation Transcript

    • Alcol e Lavoro in Friuli Venezia Giulia Pordenone 2009 Il lavoro in quota Dr. Valentino Patussi, Dott.ssa Anna Muran Dipartimento di Prevenzione S.C. Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro Documento aggiornato al D.lgs. 106/09 Azienda per i Servizi Sanitari n° 1 “Triestina”
    • un aspetto: g/l EFFETTI DELL’ALCOL A LIVELLI CRESCENTI DI ALCOLEMIA iniziale tendenza ad operare in modo più rischioso: riflessi leggermente 0,2 rallentati rallentano le capacità di vigilanza ed elaborazione mentale – le percezioni, i 0,4 movimenti o le manovre vengono eseguiti bruscamente con difficoltà di coordinazione si riduce la visione laterale – e’ ritardata la percezione degli ostacoli, della 0,5 segnaletica, degli stimoli sonori, luminosi e uditivi e della conseguente capacità di reazione. Non vi è percezione di aver raggiunto tale limite i movimenti e gli ostacoli vengono percepiti con notevole ritardo e la facoltà 0,6 visiva laterale è fortemente compromessa i tempi di reazione sono fortemente compromessi – l’esecuzione dei normali 0,7 comportamenti alla guida è priva di coordinamento, confusa e conduce sempre a gravi conseguenze si riduce la capacità di adattamento all’oscurità – e’ sensibilmente compromessa la valutazione degli ingombri stradali, delle traiettorie dei veicoli 0,9 e delle percezioni visive simultanee (per esempio di due veicoli se ne vede solo uno) il livello della capacità visiva e di attenzione ed i tempi di reazione diventano 1 assolutamente inadeguati – si manifesta chiaramente lo stato di ebbrezza caratterizzata da euforia e disturbi motori che rendono precario l’equilibrio lo stato di euforia viene sostituito da uno stato di confusione mentale e di >1 totale perdita della lucidità accompagnata da forte sonnolenza
    • un aspetto: dopo l’assunzione di alcol, l’alcolemia raggiunge il suo picco massimo entro 30/45 minuti a stomaco vuoto, 60-90 a stomaco pieno, ma ciò è in relazione, oltre che al sesso del lavoratore e a fattori antropometrici dello stesso, anche alla situazione in cui opera, la fatica fisica ed il caldo modificano peraltro la velocità di assorbimento Problema dell’interazione con molti farmaci e della sommazione dei rischi dovuti alla stanchezza e al sonno, con effetti rilevanti sul livello di vigilanza
    • un aspetto: Principali effetti sul controllo posturale e sul movimento abuso alcolico: alterazioni dell’equilibrio legato agli effetti sull’apparato vestibolare dell’orecchio interno alcolismo cronico: situazione di conflitto tra equilibrio dinamico e di movimento per gli effetti sui nuclei vestibolari ed il cervelletto Aumento del rischio di cadute
    • un altro aspetto:
    • un altro aspetto:
    • un altro aspetto: grazie a Orpelli, Chiarle e Lapel per le foto
    • Parlare di alcol e lavoro …. non deve mai diventare una scusa La sicurezza sul lavoro si base su una scala gerarchica di interventi che non deve mai essere dimenticata:  Sicurezza delle strutture  Sicurezza degli impianti  Sicurezza delle macchine  se permane un rischio residuo, utilizzo di idonei DPI  Sicurezza in funzione dei rischi trasversali • organizzazione del lavoro • salute dei lavoratori • fattori psicologici • fattori ergonomici • “condizioni di lavoro”, ecc. lavoro
    • E’ l’elevato rischio, intrin- seco al lavorare in quota, che aumenta in maniera espo- nenziale il rischio aggiuntivo legato all’assunzione di alcolici
    • Le cadute dall’alto rappresentano il 2% delle forme di infortunio sul lavoro in Friuli Venezia Giulia (dati INAIL biennio ′02 - ′03)
    • .. ma rappresentano il 13% delle forme di infortunio sul lavoro in Friuli Venezia Giulia.. che comportano lesioni gravi (dati INAIL biennio ′02 - ′03)
    • .. e il 20% delle forme di infortunio sul lavoro mortali in Friuli Venezia Giulia (dati INAIL biennio ′02 - ′03)
    • % di eventi comportanti postumi permanenti tra le cadute dall’alto ed altre forme di accadimento 16 14,1 14 12 10,3 10 % 8 6,9 6 3,6 4 2 0 cadute dall'alto investito da alla guida di totale non cadute dall'alto su su su su 581 casi 224 casi 520 casi 17.294 casi su 17.875 eventi occorsi in provincia di Trieste nel periodo 2000-2006 – dati EpiWork
    • COMPARTO COSTRUZIONI Infortunati I.I. italiani Occupati italiani italiani 1.021 110 10,8 Occupati non Infortunati non I.I. non italiani italiani italiani 212 47 22,0 P < 0,000 dati medi 2001-2004 su 60 aziende campionate in F.V.G.
    • COSTRUZIONI Belgio m igranti Germania 17% Francia Svizzera Canada Argentina India Bangladesh Nigeria Senegal italiani italiani Ghana 83% migranti Tunisia Algeria Marocco Romania Albania Macedonia ex Jugoslavia Bosnia Slovenia R. F. Jugosl. Croazia 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 3,0 3,5 4,0 % sugli occupati nel comparto
    • COSTRUZIONI 2004 Indicatori infortunistici in funzione di nati in Italia o all’estero ore n° gg. occupati I.I. I.F. I.G. equivalenti infortuni inabilità italiani 1.676 2.849.200 157 4.242 9,4 55,1 1,5 stranieri 351 596.700 53 984 15,1 88,8 1,6 stranieri* 306 520.200 51 939 16,7 98,0 1,8 complessivo 2.027 3.445.900 210 5.226 10,4 60,9 1,5 *esclusi i nati in paesi europei, Argentina e Canada
    • razza religione bianchi cattolica Consumo alcolici neri musulmana Asia del sud induista Il 73% dei musulmani dichiara di essere astinente, a differenza del 30% soltanto dei cristiani. Ma esistono forti differenze tra i diversi paesi di religione musulmana
    • sesso maschi Consumo alcolici ma spesso l’abitudine al consumo non è correlata alla frequenza dei problemi alcol-correlati femmine
    • Area-nazione Cina: maschi 86% femmine: 26-36% Messico: maschi 70% femmine: 26-36% Consumo alcolici Namibia: maschi 61% femmine: 50% Nigeria: maschi 54% femmine: ?% India: maschi 21-38% femmine: 3% ma spesso l’abitudine al consumo non è correlata alla prevalenza dei “forti bevitori” e dei problemi alcol-correlati
    • I Cinesi (e i Giapponesi) hanno una minore tolleranza all’etanolo, per cui anche piccole quantità di alcol provocano vasodilatazione con arrossamento del viso e aumento della frequenza cardiaca. Ciò in quanto vi è una carenza di acetaldeide-deidrogenasi mitocondriale e l’accumulo di acetaldeide diventa tossico (analogamente all’effetto Antabuse, il disulfiram infatti inibisce l’acetaldeide-deidrogenasi)
    • INFORTUNI PER CADUTA DALL’ALTO IN FUNZIONE DEL COMPARTO Costruzioni Servizi Non riportato Metalmeccanica Altro Trasporti Ind. del legno Commercio Ind. Alimentare Sanità 0 50 100 150 200 250 300 350 n° casi (dati INAIL biennio ′02 - ′03)
    • “tipo di lavoro” a maggior criticità (base dati INAIL) 37,3 produzione circolazione attività di servizio immagazzinaggio 6,8 Costruzioni altre attività complementari agricolo/forestali manutenzione/riparazione montaggio/Installazione mancanza informazione 0 50 100 150 200 250 300 350 % Prevalenza degli infortuni sul lavoro nelle diverse attività (dati INAIL biennio ′02 - ′03)
    • “tipo di lavoro” a maggior criticità (base dati INAIL) produzione 26,0 circolazione attività di servizio immagazzinaggio Costruzioni 20,9 altre attività complementari agricolo/forestali manutenzione/riparazione montaggio/Installazione mancanza informazione 0 50 100 150 200 250 300 350 % Prevalenza delle cadute dall’alto nelle diverse attività, sul totale (dati INAIL biennio ′02 - ′03)
    • “tipo di lavoro” a maggior criticità (base dati INAIL) 37,3 produzione 26,0 circolazione attività di servizio immagazzinaggio 6,8 Costruzioni 20,9 altre attività complementari agricolo/forestali manutenzione/riparazione montaggio/Installazione mancanza informazione 0 50 100 150 200 250 300 350 % Prevalenza degli infortuni sul lavoro nelle diverse attività Prevalenza delle cadute dall’alto nelle diverse attività, sul totale (dati INAIL biennio ′02 - ′03)
    • “tipo di lavoro” a maggior criticità (base dati INAIL) produzione 70 circolazione attività di servizio immagazzinaggio Costruzioni 308 altre attività complementari agricolo/forestali manutenzione/riparazione montaggio/Installazione mancanza informazione 0 50 100 150 200 250 300 350 % Rapporto tra la prevalenza delle cadute dall’alto nelle diverse attività sulla prevalenza degli infortuni sul totale
    • “tipo di lavoro” a maggior criticità (base dati INAIL) produzione circolazione attività di servizio immagazzinaggio Costruzioni altre attività complementari agricolo/forestali manutenzione/riparazione montaggio/Installazione mancanza informazione 0 50 100 150 200 250 300 350 % Prevalenza degli infortuni sul lavoro nelle diverse attività Prevalenza delle cadute dall’alto nelle diverse attività, sul totale Rapporto tra la prevalenza delle cadute dall’alto nelle diverse attività sulla prevalenza degli infortuni sul totale
    • Le forme di accadimento più frequenti negli eventi mortali nel settore delle costruzioni sono quelle della caduta dall’alto e dell’incidente stradale
    • I pochi studi in letteratura disponibili evidenziano, tra gli infortuni mortali dovuti a cadute dall’alto nel settore delle costruzioni, una prevalenza del 9 - 9,5 % di infortunati che presentavano una alcolemia elevata Colak et al. - Ind. Health, 2004 Baker et al. - JAMA, 1982 Shannon et al. - Am J Ind Med, 1993 Missliwetz - Am J For Med Pat, 1995
    • In letteratura le cadute dall’alto nel settore delle costruzioni vengono riferite più frequenti tra i lavoratori con esperienza inferiore all’anno, ma relativamente agli altri lavori in quota non si sa quasi nulla
    • Sarà una questione di prospettive… prospettive oppure.. manca un denominatore utile a raggruppare le altre lavorazioni a rischio, perché distribuite soprattutto tra piccole imprese e lavoratori artigiani ..
    • L’associazione tra infortuni (in generale) che hanno comportato lesioni midollari e assunzione di alcolici al momento dell’evento è ben documentata, ed identifica la guida (66% degli eventi con evidenza di assunzione di alcolici) e le cadute dall’alto (33%) come cause principali Garrison et al. - J Spinal Cord Med, 2006
    • Cosa fare nell’ambito del contesto normativo attuale?
    • Dunque.. Il legislatore ha introdotto il divieto di assunzione e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche nella attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumità o la salute dei terzi, L. 125/01 con la possibilità di effettuare controlli Conferenza Stato-Regioni alcolimetrici ai lavoratori 16.3.2006
    • Dunque.. Il legislatore ha previsto che il datore di lavoro valuti tutti i rischi per la salute e sicurezza, programmi l’attivita’ di prevenzione, elimini i rischi e, ove ciò non sia possibile, li riduca al minimo in base al progresso tecnico, effettui il controllo sanitario dei lavoratori, allontani il lavoratore dall’esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e lo adibisca, ove possibile, ad altra mansione, dia una informazione e formazione adeguata ai lavoratori, ai dirigenti ai preposti e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza…. D. Lgs. 81/2008
    • Dunque.. i controlli alcolimetrici nei luoghi di lavoro possono essere effettuati esclusivamente dal medico competente, ovvero dai medici del lavoro dei servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro con funzioni di vigilanza L. 125/01
    • Dunque.. La sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente: Le visite mediche comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal MC. Nei casi ed alle condizioni previste dall’ordinamento le visite sono altresì finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti D. Lgs. 81/2008
    • Dunque.. La sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente: 4.bis Entro il 31 dicembre 2009, con accordo in 2009 Conferenza Stato - Rgioni, e gioni adottato previa consultazione delle parti sociali, vengono rivisitate le condizioni e le modalita’ per l’accertamento della tossicodipendenza e della alcol dipendenza. dipendenza D. Lgs. 81/2008
    • Dunque.. Tra le attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, ai sensi dell’art. 15 della legge 30 marzo 2001, n. 125, l’accordo Stato-Regioni fa rientrare tutte le mansioni L. 125/01 che prevedono attività in quota, oltre i due Conferenza metri di altezza Stato-Regioni 16.3.2006
    • Dunque.. Tale obbligo viene ribadito nel D.lgs. 81/08, all’art. 111, comma 8, relativamente alla prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota : “il datore di lavoro dispone affinché sia vietato assumere e somministrare bevande alcoliche e superalcoliche ai lavoratori addetti ai cantieri temporanei e mobili e ai lavori in quota” D.lgs. 81/08
    • Dunque.. la valutazione dei rischi dovrà pertanto analizzare complessivamente le lavorazioni svolte e valutare se, in caso del rischio aggiuntivo legato alla condizione di abuso o alcoldipendenza dei lavoratori addetti, vi possano essere conseguenze per i lavoratori interessati o per soggetti terzi (lavoratori e non) D.lgs. 81/08
    • Dunque.. se vi sono lavorazioni che prevedono lavori in quota, oltre i 2 metri, le stesse vanno descritte e devono essere indicati i lavoratori esposti In caso di lavori nel settore costruzioni riportare tali informazioni nei documenti di cantiere (POS, PiMUS) e/o delle interferenze (DUVRI) D.lgs. 81/08
    • Dunque..  analisi retrospettiva degli eventi a potenziale rischio infortunistico (c.d. “eventi mancati”) e infortuni occorsi, con potenziale attribuzione (anche parziale, come cofattore) al rischio legato ad eventuali condizioni di alcoldipendenza od abuso alcolico dei lavoratori.  contributo del medico competente, sulla base delle anamnesi raccolte e dei risultati degli accertamenti svolti nell’ambito della sorveglianza sanitaria (in forma anonima, collettiva) D.lgs. 81/08
    • Dunque..  effettuare l’informazione e formazione dei dirigenti, dei preposti, dei Rappresentanti dei lavoratori e dei lavoratori stessi.  disporre la proibizione in azienda dell’assunzione, somministrazione, distri- buzione e vendita di alcolici, dandone informazione a tutti i lavoratori D.lgs. 81/08
    • Dunque.. vietare l’assunzione e somministrazione di alcolici anche nelle mense, nonostante ciò sia ancora possibile ai sensi dell’Allegato IV, del D.lgs. 81/08 : 1.11.3.2. E' vietata la somministrazione di vino, di birra e di altre bevande alcooliche nell'interno dell'azienda. 1.11.3.3. E' tuttavia consentita la somministrazione di modiche quantità di vino e di birra nei locali di refettorio durante l'orario dei pasti. D.lgs. 81/08
    • Dunque.. L’obbligo per i lavoratori di sottoporsi al controllo alcolimetrico deriva non solo dalla L. 125/2001, ma soprattutto dal D.Lgs. 81/2008 art. 20, comma 2 lett. b) e i) I lavoratori devono in particolare: “Osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti ai fini della protezione collettiva e individuale” “Sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto o comunque disposti dal L. 125/01 medico competente” D.lgs. 81/08
    • Dunque.. nota formale ai lavoratori affinche’ non assumano alcolici, neppure prima di iniziare il lavoro o durante le pause pranzo, in quanto ciò comporta un rischio aggiuntivo. Ribadire in tale documento che il medico competente ha facoltà di effettuare controlli alcolimetrici e che il riscontro di livelli elevati di alcol può comportare un’allontanamento L. 125/01 dalla mansione e procedimenti disciplinari D.lgs. 81/08
    • Dunque..  valutare, nell’ambito delle lavorazioni presenti in azienda, oltre che quelle a rischio anche quelle potenzialmente non a rischio (se presenti), al fine di collocarvi utilmente i lavoratori che risultassero portatori di problemi alcol correlati  individuare le figure del Sistema di Gestione e Sicurezza del Lavoro (SGSL), formate, referenti per il problema, definendo gli strumenti della loro specifica attività e la tracciabilità delle loro azioni. L. 125/01 D.lgs. 81/08
    • Dunque.. Definire una specifica procedura, condivisa, che preveda che la richiesta di intervento del medico competente possa essere effettuata o dal Datore di lavoro o da un dirigente delegato e formato specificamente, possibilmente sulla base di criteri proposti dagli SPSAL e dai Servizi di Alcologia delle A.S.S. regionali L. 125/01
    • Dunque.. Il preposto secondo le sue attribuzioni e competenze deve sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro.. ed in caso di persistenza dell’inosservanza, informare i loro superiori diretti D.lgs. 81/08
    • elementi sulla base dei quali può essere ipotizzata una situazione di abuso alcolico o dipendenza:  alito “alcolico”  ha portato alcolici in azienda  e’stato visto bere alcolici sul lavoro o in pausa pranzo Fascia A  difficoltà di equilibrio  evidente incapacità a guidare un mezzo  si addormenta sul posto di lavoro senza riuscire a restare sveglio anche se richiamato  tremori agli arti superiori
    • elementi sulla base dei quali può essere ipotizzata una situazione di abuso alcolico o dipendenza:  Incapacità a comprendere un ordine semplice  difficoltà a parlare  instabilità emotiva Fascia B  ha provocato incidenti-infortuni con modalità ripetute  assenteismo  almeno tre assenze dal lavoro al rientro dal week-end
    • elementi sulla base dei quali può essere ipotizzata una situazione di abuso alcolico o dipendenza:  ridotta capacità ad eseguire lavorazioni fini  calo del rendimento Fascia C  disattenzione  ripetuti allontanamenti dalla postazione lavorativa  litigiosità con i colleghi di lavoro  frequenti ritardi all’entrata
    • elementi sulla base dei quali può essere ipotizzata una situazione di abuso alcolico o dipendenza: richiedere la valutazione del medico competente con: A un elemento della fascia A o B due elementi della fascia B o C tre elementi della fascia C
    • Dunque.. ricordiamo anche l’art. 54 del C.P.: “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo. Questa disposizione non si applica a chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo.…” art. 54 C.P.
    • Dunque.. ricordiamo anche l’art. 40 del C.P.: “Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l'evento dannoso o pericoloso, da cui dipende la esistenza del reato, non e' conseguenza della sua azione od omissione. Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo” art. 40 C.P.
    • Legge 30 marzo 2001, n. 125 Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati Aspetti critici  La L. 125/01 non prevede una soglia relativa al livello di alcolemia rilevata, prevedendo come reato l’assunzione e la somministrazione. Più correttamente il codice della strada identifica come rischio la concentrazione di alcol nel sangue ed individua per chi guida, come compromesso, la soglia di alcolemia di 0,5 g/l, consentendo cioè l’assunzione di modeste quantità di bevande alcoliche. Tale soglia peraltro è in via di revisione e abbassamento.
    • Legge 30 marzo 2001, n. 125 Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati Aspetti critici  Ma gli effetti dell’alcol sull’organismo umano, in termini di diminuzione dei riflessi e della percezione del rischio, iniziano a bassissimi livelli di alcolemia, ed è per tale ragione che la tolleranza del risultato non può che essere zero. L’effettuazione dei controlli alcolimetrici è uno strumento per verificare l’effettivo rispetto del divieto di assunzione
    • Legge 30 marzo 2001, n. 125 Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati Effettuazione dei controlli alcolimetrici E’ bene effettuare i controlli alcolimetrici non prima di 3-4 ore dall’inizio del turno lavorativo o verso la fine dello stesso, perché un’eventuale positività sarà inevitabilmente legata ad un’assunzione di alcol dopo l’inizio del lavoro, per evitare contenziosi, basati sul fatto di aver assunto alcolici prima di intraprendere l’attività a rischio.
    • PROTOCOLLO DI INTERVENTO LAVORATORE IN CONDIZIONI DI ABUSO ALCOLICO Coinvolgimento del MC che attiva un colloquio con il lavoratore ed eventuale valutazione alcolimetrica (solo nei casi previsti dall’art. 15 della L.125/01). Il MC comunque attiva la rete dei referenti (MMG, Alcologia, SPSAL, etc.) per favorire il percorso di cura. Laddove non sia previsto il medico Competente tale azione dovrebbe essere svolta dal MMG e/o dallo SPSAL
    • PROTOCOLLO DI INTERVENTO LAVORATORE IN CONDIZIONI DI ABUSO ALCOLICO Se il lavoratore rifiuta di sottoporsi all’esame alcoli- metrico in presenza di evidenti segni di abuso alcolico e non intende aderire ad un percorso di cura è possibile la richiesta della valutazione ex art. 5 della L.300/70 Il lavoratore può essere allontanato dal lavoro solo dal Datore di lavoro e dal dirigente delegato (CCNL, D.Lgs. 81/08, L.125) in accordo con il MC e/o lo SPSAL
    • PROTOCOLLO DI INTERVENTO IN CONDIZIONI DI ABUSO ALCOLICO Quindi se il medico competente ritiene il lavoratore in condizioni di non poter essere adibito al lavoro in quota deve informare il datore di lavoro od il dirigente incaricato al fine di allontanare il lavoratore dalla mansione e dovrebbe attivare la “rete”, cioe’ l’equipe interdisciplinare al fine di garantire, con o senza il passaggio attraverso un giudizio d’idoneità, la “presa in carico” terapeutica e riabilitativa
    • PROTOCOLLO DI INTERVENTO LAVORATORE IN CONDIZIONI DI ABUSO ALCOLICO Nel tempo che intercorre fra il sospetto di una condizione di abuso alcolico e la presa in carico del lavoratore, lo stesso deve essere adibito a mansioni che non comportano rischi aggiuntivi derivanti dal proprio stato di salute, individuate in collaborazione con il datore di lavoro ed il S.P.P. aziendale. In assenza di tale tipo di mansioni e/o se ritenuto possibile dal MMG, il lavoratore può essere sospeso dal lavoro
    • Grazie dell’attenzione..