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Agronotizie - 12 mesi di zootecnia - rivista agricoltura 2011
 

Agronotizie - 12 mesi di zootecnia - rivista agricoltura 2011

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Quest'anno Agronotizie http://www.agronotizie.it ha dedicato particolare attenzione ai temi della zootecnia: dalle quote latte ai problemi degli allevamenti, dalle tecnologie all'andamento dei ...

Quest'anno Agronotizie http://www.agronotizie.it ha dedicato particolare attenzione ai temi della zootecnia: dalle quote latte ai problemi degli allevamenti, dalle tecnologie all'andamento dei prezzi. Angelo Gamberini, che da oltre tre anni collabora con la redazione della nostra testata, ha raccontato le vicende, le storie ed i protagonisti del  settore, con uno sguardo attento alle problematiche di tutti i comparti: dall'avicunicoltura all'allevamento dei bovini da carne, passando per la suinicoltura.

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    Agronotizie - 12 mesi di zootecnia - rivista agricoltura 2011 Agronotizie - 12 mesi di zootecnia - rivista agricoltura 2011 Document Transcript

    • 12 mesi di zootecnia su Agronotizie Una selezione degli articoli pubblicati nel corso del 2011 a cura di Angelo GamberiniGià da tempo Agronotizie, il setti-manale di notizie edito da Image INDICELine, dedica grande impegno nelfornire ai suoi lettori notizie di calano i margini ………………..18attualità, economia e tecnica di AGROALIME TARE Etichette, il coniglio non vuole es-interesse per gli operatori del setto- sere dimenticato……………….. 19re agricolo. Uno sforzo premiato La gallina dalle uova uguali …...20dal continuo accrescersi della Quando un allarme tira laltro …. 3 Tra galline infelici e uova fuori“Community” che ha dato la pro- Così il Parmigiano Reggiano ha norma …………………………..21pria adesione al network Image sconfitto la crisi…………………. 4 Allevamenti cunicoli senza farmaciLine e che rapidamente si sta avvi- Una rete contro le emergenze ali- ………………………………….22cinando a quota 110mila. Un nume- mentari………………………….. 5 Conigli, crisi senza fine……….. 23ro importante, che fa di Agronotizie Attenti a quei due (formaggi) …...6e degli altri strumenti di informa- Dalla Ue un giro di vite per gli anti-zione che fanno capo ad Image Li- biotici …………………………....7 BOVI Ine, uno dei più importanti punti di Nuovi assetti in vista nel settoreriferimento nell’aggiornamento e mangimistico …………………....8nell’informazione in campo agrico- Mozzarella di bufala, nel Consor- A Montichiari trionfa la Spagna. 24lo. Un risultato di rilievo, conforta- zio entrano gli allevatori …….…..8 Senza soldi allevatori alla deriva 25to dalle molte espressioni di apprez- Lattiero-caseario, si ferma la corsa 150 anni di allevamento: buon com-zamento da parte dei lettori che dei prezzi…………………….…. 8 pleanno Bruna!............................ 26ogni giorno giungono in Redazione. Dove vanno i formaggi Dop …...10 Sostegni negati ad Aia, situazioneIl panorama informativo offerto da Formaggi verso Oriente ……......11 insostenibile ...………………….26Agronotizie copre a 360 gradi gli Grana Padano, è boom nella produ- Zootecnia e Pac post-2013, le ri-argomenti di interesse agricolo e zione e nellexport ………….…..12 chieste del comparto ……….…..28già da qualche anno è stato comple- Alla guida della Bruna ………....29tato da una sezione dedicata alla AVICU ICOLI Gli allevatori scendono in piazza 31zootecnia, con uno sguardo puntua- Una boccata di ossigeno per il siste-le e attento ai problemi degli alleva- ma allevatori …………………...30menti. Crisi del settore bovino, si passa alPer evidenziare l’attenzione rivolta Per i coniglicoltori torna lo spettro gioco di squadra ………………..32anche al comparto della zootecnia della crisi ……………………....13 Te lo do io il Piano Carni ………33abbiamo raccolto in queste pagine Benessere delle ovaiole e agroener- Così si misura il benessere animalealcuni degli articoli più significativi gie in scena a Forlì ……………..13 …………………………………..34pubblicati su Agronotizie nel corso De Castro in Fieravicola, le risposte No soldi, no selezione ………….35del 2011 in tema di allevamenti e passano dal Parlamento Ue …….14 Carta didentità elettronica per iprodotti agroalimentari di origine Fieravicola, prepararsi al “governo bovini …………………………..36animale. Per favorirne la ricerca e dellinstabilità” ………….…….15 Boccata dossigeno per lAia …...36rendere più agevole la lettura, gli Fieravicola, tutto esaurito …..….16 Lelettronica in aiuto del benesserearticoli sono stati suddivisi per Mercato cunicolo in cerca di regole animale …………………………37argomento e inseriti per ogni capi- ………………………………….17 Cremona, appuntamento con latolo in ordine cronologico. Avicoltura, cresce la produzione ma Limousine ……………………...37 1
    • Allevatori del Lazio, soldi in arrivo delle associazioni ……………...61 …………………………….…...81………………………………….38 Multe latte, svanisce lultima spe- Suini, si inasprisce la lotta alla ma-Una mostra e un film per la Pie- ranza ……………………….…..62 lattia di Aujeszky ………………82montese………………………... 38 Più che a Parmalat pensiamo agli Crisi suina, le risposte della allevamenti ………………….….62 Rassegna ………………………83 A Bruxelles la protesta degli alle- Gestire linstabilità, parola dordine vatori……………………….….. 63 per la suinicoltura ……………...84 CAR E Cresce il latte nel mondo …...….64 La crisi suina da un tavolo allaltro Il latte italiano non sa fare sistema………………………………….85 ………………………………….64 Suini sotto costo, ma non è unaInfluenza e vacca pazza, quanti Lesattore bussa alla porta degli promozione……………………. 86inutili danni …………………….40 allevatori ..……………………..65 Prosciutti e carne di qualità,Bruxelles si divide sulla carne clo- Quote latte e multe, incubo (quasi) la risposta è nei geni……….….. 87nata ……………………………..41 finito …………………………...66 Suini, dalla cooperazione la rispostaClonazione sì, no, forse. E i prezzi Quote latte e multe, sono questi i alla crisi ………………………..88soffrono …………………….….42 numeri…………………………. 67 Così si fronteggia la crisi suinicolaCarne clonata, il Parlamento Ue Cè un contratto nel futuro del latte ………………………………….89pretende letichetta …….……….43 europeo ………………………...68 Cè un suino intermedio nel futuro“Non vogliamo essere i mezzadri Quote latte e multe, linfinito tira e della suinicoltura ……………….89della carne”……………………. 44 molla …………………………..69 Crisi suinicola, gli allevatori minac-Per le carni costi alti e prezzi bassi Quote latte, tutti colpevoli …….69 ciano lo sciopero ……………….90………………………………….45 Cremona, protagoniste le vacche e Il made in Italy sulla pelle dei sui-Carni bovine strette fra Pac e buro- la Pac …………………………..70 nicoltori ………………………..91crazia …………………………..46 Il mondo chiede più latte ……....71 Così Anas risponde alla crisi dellaQuel Coli che non cè ………….47 Latte in Lombardia, cè il prezzo.72 suinicoltura …………………….92Per le carni arriva lorigine in eti- Il Pacchetto latte apre alla pro- E tempo di alleanze fra industrie echetta …………………………..48 grammazione …………………..73 suinicoltori ………………….….93Carni bovine, è tempo di passare ai Bruxelles, la rivoluzione del Suini, i numeri della crisi ….…..93fatti……………………………. 48 Pacchetto latte ………………...74 Anche i suini hanno unCrescita e innovazione nel futuro “classificatore” …………….…..94delle carni ……………………..50 Malattia di Aujeszky dei suini, nonLa ricerca in aiuto dei bovini da OVI I cè tempo da perdere ……….…..95carne …………………………..51 Tre ministri e una crisi, quella deiLa carne bovina rischia (in Italia) suini ……………………….…...96lestinzione …………………….52 La crisi della pastorizia arriva in Per i suini è tempo di ripresa…. 97Zootecnia, efficienza e crescita dei Parlamento …………………….75 Mangimi e suini sono ora alleati sulconsumi ……………………….53 I pastori chiedono aiuto alla Ue 76 mercato ………………………..98 Benessere animale, ora si pensa Ancora un piano anti-crisi per i LATTE anche a pecore e capre ………..76 suini …………………………...99 E ancora crisi per il latte ovino .77 Latte in mangiatoia, ora si può .100 Pecore e suini, due facce della stes- Lexport, un salvagente per la suini-Quote latte e multe, ancora una sa crisi ………………………...77 coltura ………………………...101proposta di rinvio ……………..54 Sardegna, quando la prevenzione Peste suina (africana), un insucces-Latte, quel prezzo che divide ....55 sposa la genetica ………………78 so italiano ……………………..102I soldi degli allevatori ………...56 Latte ovino, crisi senza fine…... 79 I suini e la crisi tra un addio e unQuote latte e Milleproroghe, tanto Per i suini è ancora tempo di crisi arrivederci …………………….103rumore per nulla ……………....57 ………………………………..80 Stop ai suini dalla Sardegna….. 104Prezzo del latte, servono nuoveregole ………………………….58 SUI IParmalat insegna che il latte italia-no vale di più ………………….59Prezzo del latte, la rivoluzione parte La Ue apre allo stoccaggio privatodal Piemonte …………………..60 per i suini ……………………...80Pacchetto latte, piovono le critiche Al via lammasso privato per i suini 2
    • AGROALIMENTARE relli, direttore dell’Unione naziona-Quando un allarme tira laltro le dell’Avicoltura, ha ricordato che siamo in una fase di sovrapprodu- zione di uova e che dunque non c’èIn pochi giorni si è passati dallin- (contaminate) a colazione, pranzo motivo per acquistare merce all’e-fluenza suina alla Bse e poi alla e cena per settimane. E nemmeno stero. Anche dalle altre associazionidiossina. Un crescendo che alimen- importa che per le uova siamo auto- di settore, come Assolatte e Assica,ta ansie e preoccupazioni il più sufficienti e dunque che le importa- rispettivamente per il mondo delledelle volte inutili zioni siano ridotte a casi isolati. industrie del latte la prima e per Come se non bastasse si è lanciato quelle della trasformazione delleAgronotizie 320 - 13/01/2011 subito il sospetto che ad essere con- carni la seconda, sono arrivati mes- taminate siano non solo le uova, ma saggi tranquillizzanti sulla sicurez- anche il latte e la carne, prodotti che za dei prodotti che giungono sullePrima un caso di influenza A H1N1 invece importiamo in quantità pro- tavole dei consumatori italiani.(quella impropriamente definita prio dalla Germania. La notizia che“suina”) in Veneto, seguito da un i suini di un allevamento tedesco Tutti a tranquillizzare, ma intantoaltro in Puglia, poi un decesso in (uno solo, si badi bene) sono stati più se ne parla e più cresce l’an-Toscana attribuito alla Bse, forse contaminati dalle diossine ha poi sia dei consumatori che nell’incer-più nota come “vacca pazza”. Si è gettato altra benzina sul fuoco. tezza sul da farsi potrebbero reagi-aperto così il 2011 rispolverando re, come già accaduto in passato,l’ansia da allarme alimentare che “astenendosi”. Meno uova sul piat-in momenti di penuria di fatti im- to e meno latte nelle tazze. E giàportanti, come accade durante le che ci siamo anche meno carne. Un In Italia più sicurezzafeste di fine anno, trova subito am- altro duro colpo alle stalle e aglipia eco su giornali e Tv. Poi ci si è allevamenti italiani, che con diossi-ricordati che l’ecatombe annunciata I fatti sono noti, quasi inutile riper- ne, influenze e prioni non hannoper colpa di vacca pazza c’è stata correrli. Un’industria tedesca che nulla a che fare.solo nella fantasia di qualcuno e lavora sostanze dalle quali residua-che l’influenza suina come quella no diossine e che al contempo pro-aviaria ha preoccupato solo i polli duce grassi per la produzione di(con le piume e senza…). Così l’al- mangimi, ha visto la contaminazio-larme è presto rientrato, per spostar- ne di questi ultimi. E invece di cor- Avanti con le etichettesi immediatamente dopo sulla con- rere immediatamente ai ripari etaminazione da diossine (ce ne denunciare l’accaduto ha preferito il Ma come dice l’adagio, non tutti isono almeno 200 fra loro differenti) silenzio. Cosa grave e con le conse- mali vengono per nuocere. L’occa-nelle uova tedesche. E visto che guenze oggi note, fra le quali la sione è buona per ribadire la neces-talune diossine sono davvero peri- chiusura di 4709 allevamenti tede- sità di riportare sulle etichette ilcolose i media ci si sono buttati a schi. Non a caso questi “incidenti” luogo di origine dei prodotti. Col-capofitto. Poco importa che per avvengono con maggiore frequen- diretti sulla scia di questo ennesimocorrere davvero qualche rischio za dove i servizi veterinari non caso di allarme alimentare ha riba-bisognerebbe mangiare uova sono ben strutturati e capillari dito la necessità di indicare la pro- come avviene invece in Italia, un venienza su tutti i prodotti. Anche campo nel quale il nostro Paese può la Cia insiste per l’obbligo di trac- vantare un’ottima ed efficiente or- ciabilità per tutti i prodotti alimen- ganizzazione. tari e sulla stessa lunghezza d’onda Confagricoltura ribadisce che i nu- In Italia è stata una corsa a sdram- merosi controlli ai quali sono sotto- matizzare il problema. Il ministro posti i prodotti della filiera agricola della Salute, Ferruccio Fazio, ha italiana sono un’ulteriore garanzia subito spiegato che dalla Germania di sicurezza. Sull’argomento è sce- non importiamo uova, se non in so in campo anche il presidente modeste quantità, perfettamente della commissione Agricoltura delLa contaminazione delle uova tedesche tracciabili. E poi Nas dei Carabinie- Parlamento Europeo, Paolo Derischia di ripercuotersi sulla zootecnia ri e tutti gli organismi di controllo Castro. Evitare allarmismi, que-italiana, che di questi problemi non ne ha sono in allerta per evitare l’arrivo di sto l’invito di De Castro, che alFonte immagine: epSos.de prodotti contaminati. Rita Pasqua- contempo sollecita il Governo ita- 3
    • liano a difendere le norme europee vicenda che su ogni uovo è stampi- l’Associazione per la scienza e lein tema di rintracciabilità. “La boc- gliata una sigla dalla quale si può produzioni animali (Aspa) si è mes-ciatura – ha affermato De Castro - sapere in quale nazione l’uovo è sa a disposizione di tutti, mediada parte dei ministri della Salute stato prodotto e persino quale sia il compresi, per dare supportoUE, della norma sulletichettatura tipo di allevamento (a terra, in bat- scientifico alla comprensione delobbligatoria dei prodotti agricoli, teria, biologico) nel quale sono te- fenomeno, per valutarlo in terminiapprovata con la consueta intra- nute le galline. L’importante, ades- reali e per prevenirlo. Prima di gri-prendenza dal Parlamento Europe- so, è che non monti su questo epi- dare “al lupo” meglio allora consul-o, è stata unoccasione persa. sodio un allarmismo ingiustifica- tarsi con chi può fornire informa- to. A lanciare l’allarme è la Cia, zioni certe e documentate ancheIntanto anche i consumatori più che chiede un’informazione più sotto il profilo scientifico.disattenti hanno appreso da questa chiara e responsabile da parte di tutti. Torna utile ricordare che del mercato, confermando il fattoCosì il Parmigiano Reggiano che una gestione ordinata dei flussi produttivi resta la più efficace armaha sconfitto la crisi per la tutela dei redditi dei produt- tori”. I numeriQualità e governo della produzione euro/kg.uniti alla spinta sui mercati esteri. Il buon andamento del Parmigiano-Queste le carte per ridare tonicità E quanto emerso dallannuale in- Reggiano è confermato anche daal mercato contro con la stampa che il Consor- altri valori: le giacenze, a novem- zio del Parmigiano Reggiano ha bre, risultavano in calo del 13,3%Agronotizie 282 - 21/01/2011 organizzato per tratteggiare la situa- sull’anno precedente, e alla flessio- zione del settore e anticipare le ten- ne dei consumi interni, pari all’- denze per il futuro. 1,2%, corrispondeva un incremen-La lunga crisi del Parmigiano Reg- to dell’export del 12%, ovverogiano è ormai un ricordo. Interrotta “Dopo anni di quotazioni al di sotto cinque punti in più rispetto al 7%a fine 2009 la lunga stagione di dei costi di produzione – sottolinea del 2009; la quota indirizzata oltre iprezzi in flessione, il 2010 ha con- il presidente del Consorzio del Par- confini nazionali sale così al 30%,fermato il trend di crescita con una migiano-Reggiano, Giuseppe Alai ed incrementi record si sono regi-risalita dei prezzi che ha raggiunto – il 2010 ha finalmente segnato una strati negli USA (secondo mercatouna media 9,14 euro/kg, con un decisa inversione di tendenza, ed è dopo la Germania) con il 30% e inincremento del 19% sull’anno pre- un evento tutt’altro che casuale: tre Giappone (+20%), mentre nella UEcedente e un +23,5% sul 2008, anni di flessione produttiva, l’otti- la crescita è stata dell’8,9%, delquando la media risultò pari a 7,40 mo andamento tutto analoga a quella del 2009. delle esportazio- ni e le azioni di Le iniziative ritiro effettuate nel 2008 e nel “ el 2010 – sottolinea Alai – si 2009 da parte sono aggiunte decisioni e atti im- dell’Agea, asso- portanti per lo sviluppo del com- ciate a quelle parto e la tutela dei consumatori. messe in atto Le riforme statutarie adottate ad dallo stesso Con- aprile hanno ampliato il peso dei sorzio per le a- consorziati nel governo del Consor- zioni promozio- zio (già protagonisti della prima nali sui mercati assemblea non più limitata ai soli esteri (131.000 delegati), con una maggiore corre- forme nel bien- sponsabilità e più alti livelli di coe- nio), hanno con- sione sulle decisioni e sulle azioni sentito una forte che riguardano quasi 3.500 alleva-Un momento dellincontro con la stampa organizzato dal Con- riduzione dellesorzio del Parmigiano Reggiano menti; la creazione della società scorte e il conse- commerciale “I4S”, interamente guente rilancio 4
    • controllata dal Consorzio, ha offer- Le novità quelle provenienti da altre filiereto uno strumento in più per la ge- produttive”. "Una misura cautelati-stione dei rapporti con Agea (alla “Un insieme di norme giunte a va importante – continua Bertozzi –quale ha consegnato quasi 32.000 buon fine dopo sette anni – eviden- per evitare l’introduzione, nellaforme oggetto di ritiro) e con il zia il direttore del Consorzio, Leo filiera del Parmigiano-Reggiano, dimondo degli esportatori (con ritiri Bertozzi – che tra le novità più animali che potrebbero essere statiappositi di prodotto selezionato a importanti registra il confeziona- alimentati con prodotti non previsti18 mesi col marchio Extra destina- mento del Parmigiano-Reggiano o espressamente vietati dal discipli-to all’estero), mentre le modifiche nella zona di produzione ed il raf- nare, quali, ad esempio, prodottidel disciplinare di produzione, che forzamento del legame con il terri- insilati. Viene inoltre ribadito ilfinalmente ha avuto il via libera torio sia per quanto riguarda l’ali- divieto di additivi e l’obbligo, neidalla UE, aggiungono forti impegni mentazione delle bovine (sale la caseifici, di utilizzare, anche perdei produttori ad esclusivo benefi- quota di foraggio aziendale) che la altre produzioni, esclusivamentecio della tutela dei consumatori e loro provenienza, con una latte prodotto secondo il disciplina-dell’immagine del prodotto”. “quarantena” di quattro mesi per re del Parmigiano-Reggiano".Una rete contro le emergenze alimentariEntra in vigore il regolamento co- puntigliosa meticolosità le procedu- stati membri sono tenuti a garanti-munitario che prevede lallarme re da applicare per dare pratica at- re una efficace e soprattutto rapi-rapido per alimenti e mangimi tuazione ad un “vecchio” regola- da comunicazione fra i “punti di mento del 2002 (il 178/2002) con il contatto” degli stati membri e ilAgronotizie 282 - 27/01/2011 quale era già stato istituito il siste- “punto di contatto” della Commis- ma di allarme rapido per gli alimen- sione, che funge da fulcro di raccol- ti e i mangimi. A partire dalla fine ta e diffusione delle informazioni suEntrerà in vigore il 30 gennaio il di gennaio ogni paese membro ogni possibile pericolo di naturaregolamento Ue 16/2011 della della Ue sarà parte della “rete” di alimentare. Con puntigliosità il re-Commissione con il quale si detta- allerta e dovrà istituire un proprio golamento prevede anche i tempino le procedure per lallarme rapido “punto di contatto” che dovrà farsi di notifica che per gli “allarmi”per gli alimenti e i mangimi. Come carico di ricevere ed inviare ogni dovranno avvenire senza ritardiin risposta allo scandalo diossina notifica di allarme e di informazio- ingiustificati e in ogni caso entro lescoppiato in Germania a inizio an- ne. La prima individua un rischio 48 ore dalla verifica dellesistenzano, questo regolamento detta con che richiede o potrebbe richiedere di un rischio. Ed entro le 24 ore unazione rapida in un altro paese successive tutta la “rete” dovrà es- membro. La seconda, cioè la notifi- sere a sua volta a conoscenza delle- ca di informazione, si riferisce inve- sistenza del problema. In questo ce ad un rischio che non richiede lasso di tempo il “punto di contatto” interventi immediati ma più sempli- della Commissione controllerà la cemente uno stato di allerta. A que- correttezza e la completezza della ste due tipologie si aggiunge la no- informazione di allarme prima di tifica di respingimento alla fron- trasmetterla a sua volta ai singoli tiera per una partita di alimenti (e stati membri. dunque anche di materie prime). Un episodio questultimo non infre- Mangimi italiani, sicuri quente e dal quale può derivare il peregrinare di carichi alla ricerca di Mai più scandali alla diossina o a acquirenti meno scrupolosi, situa- causa di altre contaminazioni, que- zione quanto mai rischiosa per le sto limpegno che la Ue si è presa filiere produttive che ne possono varando il regolamento. Scandali essere coinvolte anche a loro insa- che non hanno mai riguardato le puta. nostre produzioni di mangimi, sot- tolinea Silvio Ferrari, presidente diPer la produzione di mangimi le Come “funziona” Assalzoo, lassociazione che riuni-industrie italiane si sono date da sce le industrie di questo settoretempo un codice di buona fab- Con il nuovo regolamento tutti gli “L’industria mangimistica italianabricazione 5
    • - afferma Ferrari - fin dagli scandali delle pratiche di buona fabbricazio- che la quasi totalità (98,2%) dei 14della Bse e del caso della diossina ne (il Codex Assalzoo) che i mangi- milioni di tonnellate di mangimiin Belgio e anche oggi con il caso misti sin dai primi anni 90 si sono utilizzati negli allevamenti italiani èdiossina in Germania, è rimasta dati e che si affiancano alle già se- realizzata dalle industrie italiane, ilsempre estranea da tali emergenze vere norme legislative che sovrin- che favorisce un ottimale controllodimostrando la serietà delle azien- tendono la produzione di mangimi della filiera.de nazionali.” Il merito è anche nel nostro paese. E bene ricordare Produzione sotto controlloAttenti a quei due (formaggi) La lunga stagione di crisi dei due formaggi grana ha ribadito quantoParmigiano Reggiano e Grana le. Per invertire la tendenza furono sia importante allineare la produzio-Padano continuano ad essere i pro- ritirate dal mercato 200mila forme ne ai consumi, evitando surplustagonisti del favorevole momento di (fu uno dei pilastri del piano anticri- produttivi che per quanto modestiun mercato che ha sempre più con- si formulato con lallora ministro possono innescare veri e proprinotati globali Luca Zaia) e si puntò sullincre- “terremoti” sui mercati. Un compito mento delle esportazioni. Formula che i Consorzi di tutela vorrebberoAgronotizie 284 - 10/02/2011 azzeccata, visto che dalla fine del assolvere, ma che si scontra con le 2009 ad oggi i prezzi dei due Dop norme antitrust, un conflitto la cui hanno iniziato la loro risalita, che soluzione può venire dal legislatore continua ancora oggi. Le ultime quotazioni del Parmi- La situazione dei GranaBella coppia quella del Parmigiano giano Reggiano hannoReggiano e del Grana Padano. Poco già raggiunto e supe- Parmigiano Grana Pa-più di un anno fa erano stretti nella rato quota 11 euro al Reggiano danomorsa di una crisi da lasciare senza kg per le stagionature di Produzione 2009 2,94 4,22fiato e ora i loro prezzi fanno regi- 12 mesi, come si può (milioni di forme)strare un aumento dopo l’altro. constatare dai dati ri-Cosa è successo? Anzitutto si erano portati da Clal. Un annosbagliati quanti vedevano una con- fa si era fermi a 8,60 Produzione 2010 3,01 4,34nessione fra crisi economica, prez- euro per kg e prima (milioni di forme)zo dei formaggi e calo dei consumi. ancora, al picco dellaOra il prezzo è salito, e molto, ma i crisi, un chilo di prodot- Prezzi 2009 (euro 7,34** 6,33*consumi non ne stanno risentendo, to faticava a raggiunge- kg)anzi tengono a dispetto della crisi re i 7 euro. Meno dieconomica che invece è tuttaltro quanto costasse produr- Prezzi 2010 (euro 9,09** 7,23*che conclusa. Vero al contrario che lo. Analoga la situazio- kg)si era in presenza di un eccesso ne per il Grana Pada-produttivo che per quanto modesto no. Oggi le quotazioni * prodotto di 15 mesi e oltre - ** prodotto diaveva innescato una spirale di prez- per le stagionature più 12 mesi e oltrezi al ribasso che pareva inarrestabi- lunghe (20 mesi e oltre) si stanno europeo e già il “pacchetto” latte e proiettando ai qualità, allesame in questi mesi, massimi di 9 euro potrebbe essere il contenitore ap- (8,95 euro il 3 propriato per una soluzione definiti- febbraio sulla va. Anche in questo caso il gioco di piazza di Manto- squadra e le alleanze fra quanti han- va) e solo un no a cuore le sorti del settore saran- anno fa erano no fondamentali. Vedremo. ferme a poco più Intanto si può prendere atto che la di 6 euro. Identi- produzione di Parmigiano Reg- ca anche per il giano e di Grana Padano, nono- Grana Padano la stante il buon andamento dei ricetta per uscire prezzi, è rimasta costante. E il dalla crisi, ritiro segno, da accogliere con una certaLequilibrio del mercato del latte dipende anche del prodotto e soddisfazione, della maturità e deldalla possibilità di governare la produzione dei promozione del- senso di responsabilità dimostratodue più importanti formaggi Dop del nostro Paese lexport. dagli operatori del settore. A fine 6
    • 2010 il numero di forme di Grana Cina che nel volgere di pochi anni zionale si mantiene su livelli so-Padano era di 4,34 milioni, sostan- ha quasi triplicato la sua produzione stenuti mentre le scorte di prodottizialmente stabile rispetto ai 4,22 di latte (38,8 milioni di tonnellate), lattiero-caseari sono già impegnatemilioni di forme del 2009. Analoga diventando così il terzo produttore con gli acquirenti abituali. Una si-la situazione del Parmigiano Reg- mondiale, dietro a India (105 milio- tuazione che contribuisce a mante-giano che dai 2,94 milioni di forme ni di tonn) e Usa (86,17 milioni di nere in tensione i prezzi, anchedel 2009 si è portato a 3,01 milioni tonn.). Levoluzione dei prezzi sarà quelli del latte. Intanto gli allevatoria fine 2010. Anche se bisogna regi- legata al ritmo di crescita della pro- non sono ancora riusciti a raggiun-strare una certa ripresa produttiva a duzione e soprattutto allevoluzione gere un accordo con Assolatte perinizio 2011. Speriamo che i casei- della domanda di alimenti (e dun- fissare un prezzo che metta daccor-fici non si facciano “prendere la que anche di latte) nei paesi e- do produttori e industrie. E quantomano”, perché le prospettive, sui mergenti. Un equilibrio difficile da accade in Lombardia, regione guidamercati internazionali non sono raggiungere e mantenere. In Italia, per il latte italiano, dove la fornituratutte allinsegna dellottimismo. il prezzo del latte spot continua ad del latte è da quasi un anno affidataAttenti al prezzo essere alto (max 42,79 centesimi al ai singoli contratti fra le parti. Men- litro) anche se con qualche cedi- tre gli allevatori “sentono” che ilLe analisi sullandamento del mer- mento rispetto ai massimi dello mercato è finalmente dalla lorocato lattiero-caseario mondiale sono scorso settembre quando si era arri- parte, le industrie del latte intuisco-concordi nel prevedere una forte vati a superare i 44 centesimi al no forse che la situazione sta pervolatilità dei prezzi, anche di quel- litro. Che siano i primi segnali di ribaltarsi e i prezzi per scendere.li del latte. Difficile allora azzardare una inversione di tendenza? Diffici- Per il momento, però, il mercatoprevisioni, tanto più che la fisiono- le rispondere. sembra dar ragione agli allevatori.mia del settore sta subendo radi- Al momento, è anche questa una-cali mutamenti, a iniziare dalla nalisi di Clal, la domanda interna-Dalla Ue un giro di vite per gli antibioticiIl Parlamento Europeo invita a questo il contenuto della risoluzioneridurre limpiego di antimicrobici approvata nei giorni scorsi dal Par-negli allevamenti per contrastare lamento Europeo e preparata dallaumento dei casi di resistenza ai presidente della Commissione Agri-farmaci negli animali e nelluomo coltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro. De Castro haAgronotizie 298 - 19/05/2011 spiegato che: “se utilizzati corretta- mente, gli antibiotici sono uno stru- mento utile, ma chiediamo allaCresce la resistenza dei patogeni Commissione risposte concrete pernei confronti degli antibiotici, un un uso più efficiente ed efficace hanno anche chiesto un aumentoproblema che riguarda sia luomo, degli antimicrobici al fine di ridur- del bilancio dellUfficio veterinariosia gli animali e il Parlamento Euro- re la resistenza negli animali”, un europeo (Food and Veterinarypeo chiede più ricerca e un mi- problema, ha aggiunto: “che può Office - Fvo) e dellAutorità per laglior sistema di controllo degli avere conseguenze anche sulla sa- sicurezza alimentare (Europeaneffetti degli antibiotici sugli ani- lute umana”. Food Safety Authority - Efsa) permali dallevamento e su quelli daf- sostenere la ricerca scientifica e perfezione per contrastare laumentare Meno antibiotici meglio controllare il rispetto deldellantibiotico-resistenza da parte divieto alluso auxinico degli anti-dei microrganismi. Lobiettivo al biotici deciso nel 2006. Infine, I deputati inoltre chiedono ladozio-quale puntano gli eurodeputati è ne negli allevamenti di condizioni lAula ha chiesto alla Commissionequello di una limitazione alluso che consentano di ridurre la prescri- di preparare un piano dazione perdegli antimicrobici negli alleva- contrastare il fenomeno dellantibio- zione di antimicrobici. Al contempomenti. Parte da qui la richiesta ai tico-resistenza in tutti gli animali, propongono più stimoli alla ricercagoverni nazionali di “attuare un compresi quelli da compagnia, e di su nuovi prodotti e su metodi al-monitoraggio e una sorveglianza concentrare gli sforzi sul nesso tra ternativi che pur mantenendo unregolari e sistematici della resisten- forte controllo sulle patologie degli salute degli animali e uso degli anti-za antimicrobica sia negli animali animali consentano una riduzione microbici, e quindi tra salute deglidestinati alla produzione di alimen- animali e quella delluomo. dellimpiego di antibiotici.I deputatiti che in quelli da compagnia”. E 7
    • complementari. La loro unione raf-Nuovi assetti in vista forza entrambe e migliora l’accessi- bilità dei clienti a una gamma am-nel settore mangimistico pliata di prodotti e servizi. “Per gli operatori del settore è im-Cargill annuncia la propria inten- “Siamo entusiasti del potenziale portante poter contare su fornitorizione di acquisire le attività mangi- futuro del risultato di questa opera- che hanno facile accesso alle ricer-mistiche di Raggio di Sole S.p.A. in zione. L’unione di un’organizzazio- che e alle tecnologie più recenti,Italia ne impegnata e di grande esperien- che possono tradurre queste espe- za come quella di Raggio di Sole rienze e risorse in benefici.” com-Agronotizie 302 - 26/05/2011 S.p.A., con solide relazioni con i menta Scott Ainslie, Vice Presiden- clienti, integrata alle risorse e ca- te di Cargill Animal Nutrition. pacità già esistenti in Cargill, con- “Insieme, Cargill e Raggio di Sole sentirà la creazione di una nuova sono dei partner tecnologicamenteCargill annuncia la propria inten- realtà in grado di offrire a livello avanzati, in grado di collaborarezione di acquisire Raggio di Sole nazionale un’ampia gamma di pro- con successo con i clienti, a tutti iS.p.A., un’azienda leader sul mer- dotti e servizi capaci di soddisfare livelli del mercato mangimisticocato mangimistico italiano con un in modo esaustivo i bisogni dei italiano.”marchio noto e rispettato, un ampio clienti.”portafoglio di prodotti commercia- Il Presidente di Raggio di Solelizzati attraverso una vasta rete di- Le culture aziendali di Raggio di S.p.A, Luisa Bonati, ha commenta-stributiva e quattro stabilimenti Sole e Cargill sono molto vicine: to: “Sono estremamente soddisfattaproduttivi. entrambe hanno una lunga tradizio- che l’azienda possa continuare con ne di eccellenza sul mercato italia- Cargill. Abbiamo lavorato moltoQuesta acquisizione rappresenta per no, con dei marchi di alto livello e per rendere Raggio di Sole la gran-Cargill l’estensione naturale della un impegno concreto e costante per de realtà che rappresenta oggi nelpropria attività nella nutrizione ani- la qualità, linnovazione e il servizio panorama mangimistico italiano emale in Italia, rafforzando la pro- al cliente. Continua Ferrari: sono certa che, insieme a Cargill,pria offerta nel settore dei bovini da “Questa operazione inoltre confer- la nostra organizzazione, capace elatte e creando nuove opportunità in ma l’impegno di Cargill nell’espan- professionale, potrà proseguire nelaltri segmenti. In particolare amplia sione nel settore mangimistico ita- suo impegno verso la qualità e l’ec-la rete delle rivendite agricole, con- liano. Siamo presenti in questo pae- cellenza. Sono inoltre convinta chesentendo così a Cargill di presen- se da più di 50 anni e siamo lieti di l’impegno di Cargill a far crescereziare in questo comparto in evolu- aggiungere Raggio di Sole al no- l’azienda porterà benefici anche aizione. stro portfolio.” nostri clienti.”Silvio Ferrari, Presidente di Car- Raggio di Sole e Cargill hanno Loperazione è soggetta allapprova-gill S.r.l. in Italia, ha commentato: competenze e copertura dei mercati zione delle Autorità competenti.Mozzarella di bufala, nelConsorzio entrano gli allevatoriEletto un comitato paritetico dove stanza di 30 anni dalla costituzioneproduttori e trasformatori sono dellorganismo di tutela ed è stata Un momento dellassemblea delrappresentati in uguale misura decisa dallassemblea dei soci che si ConsorzioAgronotizie 306 - 14/07/2011 è svolta a inizio luglio. A conclu- sione dellassemblea sono stati scel- e opererà in modo indipendente dal ti gli undici membri del consiglio consiglio e sarà l’unico soggettoAdesso, insieme ai trasformatori, ci che resterà in carica per il prossi- abilitato a presentare proposte disono anche gli allevatori. E questa mo triennio e per la prima volta è modifica allo statuto e al disciplina-una delle novità più significative stato eletto un “Comitato Pariteti- re di produzione. Nelle prossimedel nuovo consiglio di ammini- co” composto da tre allevatori e settimane il consiglio avrà il compi-strazione del Consorzio di tutela altrettanti caseifici. Il comitato to di eleggere al proprio interno ildella Mozzarella di Bufala Campa- paritetico sarà guidato dal direttore nuovo presidente del Consorzio dina Dop. La svolta è avvenuta a di- del Consorzio, Antonio Lucisano, tutela. 8
    • tendere che da Bruxelles siano defi-Lattiero-caseario, niti gli strumenti per una program- mazione produttiva.si ferma la corsa dei prezzi ...il Parmigiano ReggianoLoperazione perfezionata dopo il il Grana Padano (+6,22%). Più al- Intanto il Parmigiano-Reggiano, ivia libera dellAntitrust. Un nuovo larmante ancora il confronto fra la cui problemi non sono dissimili dapolo che promette soluzioni interes- produzione del mese di luglio e quelli del “cugino” Grana Padano,santi per il mondo degli allevamen- quella dello stesso mese del 2010. si è dato un nuovo disciplinare diti Le rilevazioni riportate da Clal di- produzione, entrato in vigore a fine cono che per il Parmigiano- agosto. Più stringenti i vincoli (giàAgronotizie 310 - 01/09/2011 Reggiano la crescita si è spinta ad forti anche in precedenza) per alle- un +13,40%, mentre il Grana Pada- vatori e caseifici. I primi vedono no è andata anche oltre (+14,08%). aumentare dal 35% al 50% la quota di foraggi che deve essereLa corsa del Parmigiano-Reggiano Non stupisce allora che i prezzi prodotta allinterno dei singoli alle-e del Grana Padano si è arrestata. siano calati. In agosto il prezzo del vamenti. Per i secondi scatta lob-Dopo la lunga crisi che solo nelle- Parmigiano-Reggiano di 12 mesi bligo di confezionamento in zona distate dello scorso anno aveva allen- è sceso di 30 centesimi di euro origine. “Sulla filiera produttiva –tato la presa consentendo una ripre- rispetto a giugno (10,60 euro al kg spiega il presidente del Consorziosa dei prezzi, il mercato sta ora ce- contro 10,90 euro) analogamente a del Parmigiano-Reggiano, Giusep-dendo. I prezzi restano su livelli quanto accaduto per il Grana pe Alai - saranno più agevoli lasoddisfacenti, ma dopo mesi di con- Padano (8,90 euro al kg contro vigilanza e i controlli”. I nuovi vin-tinua crescita questa inversione di 9,18 euro per il prodotto di 14-16 coli continuano con latendenza getta qualche ombra sul- mesi). “quarantena” prevista per le bo-la possibile evoluzione del merca- vine che provengono da altre fi-to. A far scattare le riduzioni non è Il Grana Padano e... liere produttive. Si dovrà attenderela crisi economica che deprime i quattro mesi prima che il loro latteconsumi e nemmeno la flessione possa essere trasformato in Parmi-delle esportazioni, che al contrario Commentando la situazione di mer- cato il direttore generale del Con- giano-Reggiano. “Una misura cau-viaggiano con il segno più davanti. sorzio del Grana Padano, Stefano telativa importante – osserva il di-La colpa, se di questo si può parla- Berni, ha confermato che la flessio- rettore del Consorzio, Leo Bertozzire, è solo della spinta sulla produ- ne dei prezzi era largamente previ- – per evitare l’inserimento, nellazione, che allettata dai buoni prezzi sta a causa dellaumento produttivo, filiera del Parmigiano-Reggiano, didegli ultimi mesi non ha saputo bovine che potrebbero essere state“resistere” alla tentazione di mette-ben oltre il 2,5% auspicato dal Con- sorzio e per la contemporanea ridu- alimentate con prodotti non previstire più latte nelle caldaie. E ora per zione dei consumi interni, in parte o espressamente vietati dal discipli-il Parmigiano-Reggiano la produ- indotta dallaumento dei prezzi. Ma nare.”zione di forme è del 6,04% in piùrispetto a 12 mesi fa, come pure per dal prossimo ottobre, a parere del direttore del Gli effetti Consorzio, lo scenario do- La riduzione della produzione non è vrebbe evolve- lobiettivo che il nuovo disciplinare re in modo si era prefisso, ma i vincoli ancora positivo. Per più stringenti sulla produzione po- quei mesi è trebbero avere come conseguenza infatti prevista una riduzione della spinta produt- una riduzione tiva. Che sarebbe la benvenuta per della spinta evitare una nuova difficile situazio- produttiva. ne di mercato, in attesa che i pro- Sullo sfondo getti di riforma del settore lattiero resta la neces- caseario allesame di Bruxelles sità di poter offrano ai Consorzi gli strumenti allineare la per programmare la produzione. O produzione sui mercati sarà ancora la stagione alle richieste delle altalene.I prezzi in crescita hanno favorito un incremento del mercato,della produzione ma occorre at- 9
    • fatta attendere la risposta di Gior-Dove vanno i formaggi Dop gio Cermesoni, direzione acquisti prodotti freschi Gruppo Finiper, che ha sottolineato come nelle scelte deiUnanalisi di Ismea presentata a esportazioni. Nel complesso i dati consumatori pesi la capacità deiCheese evidenzia le logiche del dellOsservatorio Ismea-Mipaaf sui prodotti ad esprimere valori di tipi-consumo, che soffre la crisi e si prodotti a marchio di origine (Dop e cità e legame con il territorio. In-salva con lexport. Ma i Dop Igp) indicano per il 2010 una pro- somma bisogna farsi conoscere,minori restano nellombra duzione complessiva di 450mila un compito tuttaltro che semplice e tonnellate (il 40% dellintero setto- che richiede forti investimenti nellaAgronotizie 313 22/09/2011 re) per un fatturato allorigine che comunicazione, fondi che i Consor- supera i 3 miliardi di euro. Numeri zi di tutela non dispongono. Salvo che mettono lItalia ai vertici della unire le forze. Cosa che non pare graduatoria Ue grazie al lavoro di né semplice né immediata. A menoUneta di oltre 45 anni, una famiglia 35mila allevamenti e di 1700 casei- che non si decida di rivedere com-numerosa, un profilo socio- fici. pletamente tutta lorganizzazioneeconomico non elevato e abita nei del comparto. Un obiettivo che ri-piccoli centri del Nord-Ovest. Ecco Cosa si è detto chiede un forte impegno di pro-il profilo del “grande” consuma- grammazione nella politica agri-tore di formaggi, capace di spen- All’incontro, organizzato da Cheese cola del nostro Paese. Una meta chedere più del doppio rispetto alla oggi, purtroppo, non sembra a por- in collaborazione con Slow Food,media (che in Italia è di 360 euro) e tata di mano. ha partecipato fra gli altri Giorgio Calabrese, do- cente presso l’U- niversità di Pia- Mangimi, Cargill cenza e di Tori- no, che ha ribadi- ha acquisito to limportanza per il consumato- Raggio di Sole re di conoscere le materie prime utilizzate, perché Con il via libera dell’Autorità Anti- il valore nutrizio- trust, Cargill ha perfezionato il 15 nale di un for- luglio lacquisizione di Raggio di maggio è diverso Sole Mangimi S.p.A., società italia- a seconda che na di alimentazione animale. nella sua produ- “Diamo il benvenuto nel gruppoGrande folla e tanti stand per celebrare nelle strade zione siano uti- Cargill ai dipendenti di Raggio didi Bra la quattro giorni dei formaggi lizzate caseine e Sole Mangimi - ha detto Silvio Fer- latte in polvere rari, presidente di Cargill srl - Si piuttosto che latte. “E su questo tratta di un team di grande espe-persino il triplo quando si tratta di punto – ha affermato Calabrese – rienza e professionalità che arric-formaggi a marchio Dop. E questo chisce la nostra organizzazione in noi nutrizionisti dobbiamo essereuno dei molti elementi emersi dal- Italia. Avvieremo ora il processo di chiari.” Sul tema dei mercati è in-lanalisi Ismea-Gfk-Eurisko, presen- integrazione delle attività.” La nuo- tervenuto Piero Sardo, presidentetata da Fabio Del Bravo, responsa- va acquisizione rafforza le compe- Fondazione Slow Food per la Bio-bile Area Mercati Ismea, in occa- diversità Onlus, che ha invitato a tenze e le risorse di Cargill. Con lasione di Cheese, la manifestazione riflettere sulla forte presenza negli forza di un brand noto e stimato ededicata al mondo dei formaggi che con l’ampio portafoglio di prodotti acquisti dei due grandi formaggisi è svolta a Bra, in provincia di che Raggio di Sole Mangimi ha grana mentre per le “piccole” DopCuneo. A proposito di marchi Dop, saputo sviluppare, nascerà una nuo- i consumi tendono a rimanerelindagine ha evidenziato che questa va realtà nazionale in grado di offri- relegati allambito locale. Nellatipologia di prodotti concentra su di diffusione delle Dop “minori” un re soluzioni per soddisfare in modosé il 35% della spesa, con una netta ruolo importante è quello che può ottimale i bisogni dei clienti. Cargillprevalenza (93%) dei formaggi a essere svolto dalla Gdo nella quale i è presente in Italia dal 1962 e conpasta dura. Un consumo che seb- questa operazione segna una nuova piccoli produttori, come testimonia-bene consolidato fa registrare que- tappa nello sviluppo del settore to da Salvatore Cucchiara chestanno un calo degli acquisti (- della nutrizione animale nel nostro produce pecorino Siciliano, hanno1,4% per i prodotti Dop), compen- però difficoltà ad entrare. Non si è paese.sato dal positivo andamento delle 10
    • Formaggiverso OrienteIl Giappone importa considerevoliquantità di formaggi, ma i prodottiitaliani sono agli ultimi posti. Cèspazio per recuperareAgronotizie 315 - 06/10/2011Fresco e di elevata qualità. Questele caratteristiche delle quali si“nutre” la gastronomia giapponese.Che non è solo sushi, tempura esukiyaki, un piatto assai composito Le tante eccellenze della tradizione casearia italiana, e non solo idove trionfano carne bovina e tofu. formaggi più blasonati come il Parmigiano Reggiano di questa fo-C’è molto latte, anche questo da to, possono trovare nel Giappone un mercato interessanteconsumare fresco, e una quota nonmodesta di formaggi. Ma di latte inGiappone se ne produce poco, interessante per chi, come lindu- to allandamento del mercato casea-solo 7,7 milioni di tonnellate per stria lattiero casearia italiana, guar- rio. Che fare, dunque?una popolazione doppia di quella da allexport per dare alle sue pro-italiana. Sarà per questo che gli duzioni una prospettiva di crescita.allevatori giapponesi il latte lo Perché in Italia il consumo di for-vendono a caro prezzo, oltre 70 maggi è ormai stabile da tempo Parola dordine, exportcentesimi al litro, contro i circa 40 intorno ai 23 kg pro-capite, per uncentesimi che entrano nelle tasche totale di quasi 1,4 milioni di tonnel-degli allevatori italiani. E gran parte late, e ogni spinta sulla produzione Una leva è certamente quella deldella produzione giapponese (oltre può tradursi in un eccesso di offer- contenimento della produzione,il 50%) se ne va in consumo fresco ta che avvilisce il mercato gene- oggi difficile da attuare a causa dei(latte alimentare e prodotti freschi), rando crisi dalle quali è poi difficile limiti che le autorità antitrust im-quasi a sottolineare che anche il uscire. Quanto accaduto nel recente pongono alle iniziative di controllolatte rispetta i canoni fondanti della passato per due grandi formaggi da parte dei Consorzi di tutela. Ilcultura gastronomica giapponese, della nostra tradizione casearia, il Pacchetto qualità e il Pacchettoche non disdegna tuttavia i formag- Parmigiano Reggiano e il Grana latte che Bruxelles si appresta agi. Formaggi che il Giappone pro- Padano, sono lì a dimostrarlo. Dopo licenziare dovrebbero offrire nuoviduce in modeste quantità, appena due anni di prezzi da svendita, il strumenti in questa direzione, ma127mila tonnellate, mentre in Italia, mercato è tornato a salire grazie ad altrettanto efficace è una spintaper fare un confronto, la sola produ- una riduzione della spinta produtti- sullexport, strumento principe perzione di formaggi Dop sfiora le va ed al contemporaneo espandersi offrire al settore caseario opportu-500mila tonnellate. Per soddisfare il della quota destinata allexport. Un nità di crescita altrimenti compro-consumo interno (che si spinge a export indirizzato in prevalenza messe.238mila tonnellate), il Giappone al mercato europeo che assorbe ladeve fare ampio ricorso alle impor- maggior parte delle quantità com- Ecco allora che il Giappone e latazioni, ammontate nel 2010 a 199- plessivamente esportate dei due sua “voglia” di formaggi può di-mila tonnellate. E in prospettiva formaggi (in totale circa 70mila ventare uninteressante opportu-questa cifra potrebbe aumentare. tonnellate, in costante crescita negli nità. Tanto più che le importazioni ultimi anni). Ma ora i magazzini, giapponesi in questo comparto han- complice la risalita del prezzo di no il segno più davanti. Ma i nostri mercato, si stanno di nuovo riem- formaggi non figurano ai primi po- piendo e lo spettro di una nuova sti nellimport giapponese. Prima diUn mercato da valorizzare noi ci sono lAustralia e la Nuova crisi preoccupa non solo i caseifici, ma anche gli allevatori, visto che il Zelanda che da sole coprono oltre ilDunque il Giappone è un mercato prezzo del latte è in gran parte lega- 50% delle importazioni di formaggi 11
    • in Giappone. Seguite da Francia e composto da soli 5 formaggi, i due ne. Il risultato è la preclusione deiStati Uniti per un altro 16%. Poi grandi “Grana” (da soli fanno oltre mercati esteri, che richiedono inve-arriva lItalia, al quinto posto nella il 50% di volume e di fatturato) e ce organizzazione e investimenti. Ilgraduatoria, con un modesto 6% poi Mozzarella di bufala campana, Consorzio di tutela del Parmigiano(secondo i dati di Assolatte). Nume- Pecorino Romano e Gorgonzola. Reggiano e quello del “cugino”ri che lasciano intendere che ci sia- Ben poco della “torta” resta per gli Grana Padano hanno saputo darsino buone opportunità di crescita per altri 37 formaggi Dop che la Peni- obiettivi comuni sul fronte delle-i nostri formaggi anche nel paese sola esprime. Non perché siano xport ed hanno raggiunto buonidel Sol Levante. A proposito di meno “buoni” dei loro cugini di alto risultati ed altri ancora potrannoexport italiano in campo caseario, lignaggio. La loro “colpa” sta nella ottenerne su nuovi mercati, comeuna recente indagine di Ismea ha frammentazione del settore che quello giapponese. Un esempio chemesso in evidenza che delle 125mi- conta un elevato numero di caseifi- gli altri Consorzi potrebbero imita-la tonnellate di formaggi Dop che ci, spesso di piccole dimensioni, e re.lItalia vende allestero, il 97% è nella scarsa capacità di aggregazio-Grana Padano, è boom nellaproduzione e nellexportIl record produttivo non dovrà es- pensato lexport, cresciuto del 5%.sere superato il prossimo anno, “Una conferma - ha detto il presi-pena il riaccendersi della crisi. dente del Consorzio, icola Cesa-Questo lallarme lanciato dallas- re Baldrighi - dellinteresse cre-semblea del Consorzio di tutela scente vero il prodotto Dop più consumato al mondo”. di quanto apparisse il 2011”.Agonotize 324 - 07/12/2011 Produzione in aumento Export, valvola di sfogoIl prezzo del Grana Padano, dopo Laumento delle esportazioni ha Lobiettivo è dunque quello di con-una leggera flessione fra luglio e portato a 1,4 milioni il numero tenere la produzione, ma al con-agosto, si è stabilizzato e viaggia delle forme destinate ai mercati tempo agire sulla leva dellexportintorno ai 9 euro al chilogrammo esteri, in pratica oltre il 30% della che vede primeggiare per quantitàper il prodotto a più lunga stagiona- produzione complessiva. E senza importate la Germania (+8,2% ri-tura, ben al di sopra delle quotazio- questo straordinario successo sui spetto al 2011) e con forti incre-ni registrate nello stesso periodo mercati stranieri il settore sarebbe menti nelle importazioni da partedello scorso anno, che pure segnava con tutta probabilità alle prese con della Russia (+31,5%) e del Canadarialzi continui. Gli operatori sono una crisi pesante come quella che si (+ 22%). Per la promozione suidunque soddisfatti, come pure gli è protratta dal 2008 al 2009, quando mercati esteri il Consorzio ha deci-allevatori che grazie al buon anda- le quotazioni del prodotto più fre- so di stanziare 10 milioni di euromento del settore riescono a spunta- sco erano scese sotto i 6 euro per che si aggiungono ai 25 milionire qualche centesimo in più per il kg. Diventa allora fondamentale che saranno investiti nella comuni-latte prodotto. Ma il rischio di cade- riuscire a contenere la produzio- cazione a livello nazionale. “Lare di nuovo nei vortici di una crisi ne e in questo senso sarà di grande promozione e la comunicazione - hada eccesso di produzione sono die- aiuto il “pacchetto latte” varato in tenuto a precisare Baldrighi - rap-tro langolo. I dati emersi dallas- questi giorni a Bruxelles e che con- presentano per noi un motore moltosemblea del Consorzio di tutela del sente ai Consorzi, come anticipato importante: bisogna fare bene eGrana Padano, che si è svolta a da Agronotizie, di intervenire sui farlo sapere, soprattutto per tutela-Desenzano del Garda nei giorni livelli produttivi. “Il 2012 dovrà re i consumatori e il mercato dall’-scorsi, indicano un aumento della essere l’anno delle conferme delle attacco dei similari, tipo quelli pro-produzione del 6%, tanto da parlare quantità prodotte - ha affermato dotti nei paesi dell’Est, che nondi un “record storico” di oltre 4,6 Baldrighi - e il record raggiunto dichiarano in etichetta da dovemilioni di forme. Ad evitare che questanno non dovrà essere supe- provengono e che usando nomileccesso di offerta pesasse troppo rato e verranno individuati gli stru- italiani con a fianco il terminesui consumi interni, da tempo stabi- menti e i percorsi per affrontare un “Gran”, confondono e ingannano ili e privi di segnali di ripresa, ci ha anno che si presenta meno agevole consumatori stessi”. 12
    • AVICU ICOLIPer i coniglicoltori tornalo spettro della crisiCrollano le quotazioni del vivo e prezzo del coniglio vivo è così crol-lAnlac lancia lallarme temendo lato a 1,81 al kg. Ben 20 centesimilipotesi di un cartello sui prezzi meno di quanto veniva pagato nello stesso periodo dello scorso anno.Aghronotizie 280 - 13/01/2011 Un crollo verticale e brusco che con rilevante potere di mercato. Il preoccupa e non poco gli allevatori secondo aspetto è dovuto all’ incre- di conigli. dibile aumento dei costi di produ- zione che durante il 2010 ha supe-Per gli allevatori di conigli si profi- “Un fatto storico per le quotazioni rato il 20% e che non giustifica,la nuovamente lo spettro di una del coniglio vivo che - secondo il dunque, una diminuzione così fortecrisi. Dopo un 2010 trascorso per Presidente dell’Anlac del prezzo del coniglio all’origine.gran parte con quotazioni al di sotto (Associazione nazionale liberi alle- In questa situazione è anche scan-dei due euro al chilo, gli allevatori vatori di conigli, aderente ad Agci daloso - continua De Bonis - che ilavevano ripreso fiducia a fine Agrital) Saverio de Bonis - non si Piano di settore, voluto da una ri-anno quando i prezzi all’origine era mai verificato prima; questa soluzione del Senato, predispostoavevano dato qualche segnale di diminuzione fa gridare allo scanda- dal Ministero con il consenso dellerecupero. La piazza di Verona, che lo poiché riporta il prezzo all’origi- organizzazioni sindacali e appro-fa da riferimento per il mercato ne sotto il costo di produzione, in vato dalla Conferenza delle Regio-nazionale, aveva fatto segnare quo- un momento di agonia per i liberi ni, non riesca ad essere varato; altazioni sopra i due euro già ad otto- allevatori italiani, rendendo sempre suo interno tra le misure a costobre per raggiungere a novembre più evidente l’ ipotesi di un cartello zero vi sarebbe la riforma più im-quota 2,19 euro al chilo e poi in sui prezzi d’acquisto, specie se si portante: quella del sistema di rile-dicembre prezzi di 2,24 euro al chi- considerano due aspetti fra loro vazione prezzi con l’attuazione dilo. Ma con il nuovo anno è arrivata correlati. Il primo relativo al rap- una commissione unica nazionaleuna vera doccia fredda quando la porto tra domanda e offerta, con il (cun); ma a quanto pare le organiz-Commissione Prezzi della borsa calo di quest’ultima derivante dalla zazioni non avrebbero deciso lemerci di Verona ha abbassato il chiusura di molti allevamenti italia- designazioni dei rappresentanti, ilprezzo di oltre 40 centesimi al kg ni, e con il boicottaggio delle vendi- che ci sembra unicamente un prete-nella sua prima seduta dell’anno. Il te da parte di grossisti-macellatori sto”.Benessere delle ovaiole e agroenergie in scena a Forlì stri agricoli della Ue, il 21 febbraio.Lavicoltura si dà appuntamento a E saranno guai per gli allevamenti,FierAvicola dal 7 al 9 aprile per e sono molti, che ancora non si so-dibattere i temi del momento e per no mossi per ammodernare le pro-toccare con mano le innovazioni prie strutture alle imposizioni co-tecnologiche munitarie. Eppure la direttiva Ue, la 74 del 1999, è “vecchia” di 12 anniAgronotizie 288 - 10/03/2011 ed è difficile sostenere la necessità di un rinvio. Un argomento, questoMancano pochi mesi al primo gen- dell’entrata in vigore delle norme stico di Forlì dal 7 al 9 aprile. Ilnaio 2012, quando per le galline comunitarie in tema di benessere dibattito sulla direttiva 74/1999ovaiole scatterà il divieto di alleva- delle galline ovaiole, che “terrà inizierà venerdì pomeriggio 8 aprilemento in gabbia. E non ci saranno banco” alla prossima edizione del con un incontro organizzato da Fie-rinvii. E’ stato ribadito anche a Bru- Salone internazionale dell’avicoltu- ra di Forlì e da Assoavi, in occasio-xelles, all’ultimo incontro dei mini- ra in programma nel quartiere fieri- ne del quale si farà il punto della 13
    • situazione e si analizzeranno le gramma degli incontri continua con e lavorazione di uova e ovo-possibilità di adeguamento che si i simposi delle più importanti prodotti. Per il settore del confezio-presentano agli allevatori italiani e associazioni scientifiche del settore namento, sia di uova sia di carni, ènon solo. Il dibattito sarà preceduto avicunicolo (Asic-Associazione attesa anche la presenza di alcunida una tavola rotonda in cui il presi- Scientifica Italiana di cunicoltura, operatori internazionali, leader indente della Commissione Agricol- Sipa-Società Italiana di Patologia Europa, e non solo. Si sta poi defi-tura del Parlamento europeo, Paolo Aviare, Wpsa- World’s Poultry nendo in questi giorni la partecipa-De Castro affronterà il tema della Scientific Association) che hanno zione delle delegazioni di buyercompetitività delle imprese nel con- scelto anche quest’anno Forlì come stranieri che approderanno allatesto internazionale, confrontandosi sede dei loro appuntamenti. 47esima FierAvicola e che contri-con alcune realtà imprenditoriali buiranno nel sottolineare il respiroche operano nella produzione di Tecnica e innovazione internazionale della manifestazionecarni, uova e mangimi. forlivese Farà cornice alle attività convegni-Rifiuti ed energia stiche la nutrita partecipazione di Un occhio ai consumi espositori che presenteranno negliAltro argomento al centro dei dibat- spazi della Fiera di Forlì il meglio Nella tre giorni dedicata all’avicol-titi della tre giorni forlivese, è quel- delle loro innovazioni e le loro ulti- tura ci sarà anche lo spazio per lalo dei rifiuti organici e delle agro- me proposte dedicate al mondo promozione dei consumi. A Forlì,energie, temi ai quali nella mattina degli allevamenti avicoli e cunicoli. infatti, sono statti invitati i profes-di sabato 9 aprile sarà dedicato un Il panorama degli oltre 150 espo- sionisti della tavola che si cimente-incontro durante il quale saranno sitori sarà l’occasione per conosce- ranno con l’eccellenza della produ-esposte le riflessioni del Copa- re le novità nelle attrezzature e nel- zione nazionale avicola, cunicola eCogeca e le esperienze del Crpa. l’impiantistica per allevamenti, con gli ovoprodotti. L’interpretazio-Un contributo alla discussione giun- nella produzione di mangimi, nella ne delle ricette sarà affidata all’e-gerà anche da Avitalia oltre che salute per gli animali. Significativa stro ed alla maestria dei più notidalla Regione Emilia Romagna e la presenza di imprese che si occu- chef italiani.dalle esperienze di alcune imprese pano di lavorazione e macellazio-che operano in questi settori. Il pro- ne di carni, oltre che di produzione labbondanza. Ieri la necessità eraDe Castro in Fieravicola, il contenimento delle eccedenze, ora di latte, ora di zucchero. Oggi accade il contrario. La domanda dile risposte adesso passano alimenti, cereali e carne, cresce assai più di quanto previsto condal Parlamento Ue lincremento demografico mondiale. Colpa, o merito, dellaumento del reddito delle popolazioni di alcuniIl presidente della Commissione ta e al loro posto subentreranno gli paesi emergenti dove nuove abitu-Agricoltura ha invitato il mondo allevamenti a terra o quelli con nuo- dini alimentari stanno prendendoagricolo ad organizzarsi e a supe- ve gabbie di dimensioni maggiori e il sopravvento. Nuove condizionirare una visione romantica della- “arricchite” di accorgimenti atti a che generano una forte instabilitàgricoltura garantire il welfare delle galline. dei mercati, si pensi allaltalena del Alle preoccupazioni degli allevatori prezzo dei cerali, con la quale biso-Agronotizie 293 - 14/04/2011 per i costi di aggiornamento degli gna imparare a convivere e non sarà impianti che mal si conciliano con semplice. crisi economica e riduzione deiNessun rinvio nellapplicazione consumi, De Castro ha risposto con Globalizzazione, pro e controdelle norme comunitarie sul benes- un accorato invito a guardare consere delle ovaiole. Non ha usato giri occhi nuovi allUnione Europea e Sono anche questi gli effetti delladi parole il presidente della Com- al Parlamento Europeo, dove le globalizzazione, opportunità emissione Agricoltura del Parlamen- istanze dei produttori possono tro- minaccia al contempo, alla qualeto Europeo, Paolo De Castro, nel- vare ascolto, ma prima occorre or- non si può certo reagire chiedendolaffrontare il tema che stava a cuo- ganizzarsi e concordare le linee di la chiusura delle frontiere ai prodot-re ai tanti che si erano dati appunta- azione. Siamo entrati, sostiene a ti extra Ue. Ma si può pretenderemento a Fieravicola di Forlì. Con il ragione De Castro, in una nuova lapplicazione del principio diprimo gennaio del prossimo anno le era che ha sostituito quella che reciprocità, affinché negli altrivecchie gabbie andranno in soffit- sino a ieri si poteva definire del- 14
    • nizzazione. Per troppo tempo, ha sostenuto De Castro, abbiamo af- frontato i problemi avendo della- gricoltura una “visione romanti- ca”. I cambiamenti, ed è questo un principio che vale anche per per le trasformazioni da attuare negli alle- vamenti, possono essere visti come unopportunità per stimolare i con- sumi. Ma bisogna saper comuni- care e anche in questo caso molto dipende dalla capacità di sapersi organizzare, magari favorendo u- nalleanza fra agricoltori e industrie. Una via di uscita Intanto per i molti che devono an-Paolo De Castro al taglio del nastro per linaugurazione di Fieravi- cora mettersi in regola con le nuovecola a Forlì norme in tema di benessere delle ovaiole arriva una via di uscita,paesi vengano applicate le stesse dellItalia, con un meno 3,5%. Una illustrata in occasione di Fieravicolaregole che valgono nei confini eu- grande responsabilità è ora nelle da Davide Barchi della Regioneropei. Un norma su questo argo- mani delle organizzazioni agrico- Emilia Romagna. Per gli allevatorimento è già stata valutata dal Parla- le, ha sottolineato De Castro, per che sottoscriveranno limpegnomento Europeo e ora ci si attende recuperare il terreno perduto. Un allammodernamento dei loro im-che il Consiglio la traduca in legge. esempio per tutti, la perdita del pianti in tempi definiti, non scatte-Utile ad evitare la concorrenza slea- mercato tedesco degli agrumi dove ranno sanzioni anche dopo il pri-le dei prodotti di importazione, ma le produzioni italiane (pur preferite mo gennaio 2012. on si tratta diper lItalia non basta. A preoccupare dai consumatori) sono state sostitui- un rinvio, è stato ribadito, e gliPaolo De Castro è la distanza che te da quelle spagnole. Una confer- allevamenti saranno costantementesepara la nostra agricoltura da ma della nostra difficoltà nellaf- monitorati per verificare il rispettoquella degli altri paesi. I dati Eu- frontare in modo organico il merca- dei tempi pattuiti. Unopportunitàrostat lo confermano. Il reddito to. per gli allevatori dellEmilia Roma-degli agricoltori Ue è cresciuto in gna e della Lombardia, Regioni chemedia del 13%. La Germania ha Primo, organizzarsi hanno reso possibile questo percor-fatto segnare un più 30% e la Fran- so.cia un più 22%. Netto il distacco La parola dordine è dunque orga- ne alla salute e crisi economica,Fieravicola, prepararsi al come emerge dai dati elaborati da Ismea e illustrati da Claudio Fede-“governo dellinstabilità” rici e Marianna Giordano, hanno profondamente modificato lequili- brio dei consumi di carne. Pena-Le analisi di Ismea presentate al vedono le aziende uscire rafforzate lizzate le carni rosse e quelle bovinesalone forlivese indicano i punti dalla crisi. Ma la ripresa è minac- in particolare, scese a 23,5 kg pro-nevralgici ai quali guardare per ciata da vari fattori negativi e fra capite, superate dalla carne suinaprevedere le mosse del mercato. questi linvecchiamento della popo- (che ha raggiunto e superato i 39,5Ma prevalgono le incertezze lazione che in Italia si aggiunge al kg). Migliorata anche la situazione mancato incremento del reddito del comparto avicolo che dopo laAgronotizie 293 - 14/04/2011 pro-capite. E questo lo scenario crisi da influenza aviare è tornato con il quale deve confrontarsi il nel 2010 ad un consumo di oltre 19 comparto avicolo, argomento al kg pro-capite. A guidare la crescitaSiamo ottimisti, ma con qualche centro dellincontro organizzato da nel consumo di prodotti avicoli è laperplessità su cosa ci attende nel- Avitalia e Ismea (Istituto di servizi carne di pollo, seguita dalle uova.limmediato futuro. Lo dice uninda- per il mercato agricolo alimentare) In controtendenza invece il tac-gine Eurisko e lo confermano le in occasione di Fieravicola a Forlì. chino e il coniglio, entrambi con ilanalisi di alcuni economisti che Destrutturazione dei pasti, attenzio- segno meno davanti. Se per le carni 15
    • di tacchino la flessione coincide primo posto) e con un reddito me- avicoli come conseguenza dellacon una loro minore diffusione, per dio-basso. E poi il Sud, che più instabilità a livello mondiale deile carni di coniglio la flessione dei risente gli effetti della crisi econo- prezzi delle materie prime per lali-consumi viene collegata al minor mica, ad essere in vetta alla classifi- mentazione degli animali.“servizio” (porzionati e pronti a ca delle aree a maggior incrementocuocere) e al prezzo più alto. nei consumi avicoli. Le conclusioni sono facili da trarre. Lincremento che i consumi avicoli hanno segna- Innovazione e qualità to è guidato dalla coincidenza di due fattori, la “quantità” di servi-Le previsioni Per Guido Sassi, presidente di Avi- zio e il buon rapporto fra qualità e prezzo. Luscita dalla crisi potreb- talia, il possibile cambiamento delleLe tendenze del consumo da sole be dunque spostare le attuali prefe- abitudini alimentari va messo fra lenon forniscono elementi sufficienti renze verso altri comparti, inter- sfide da affrontare e superare insi-a tracciare la direzione che può rompendo così la fase di crescita stendo sulla qualità delle produzioniprendere la domanda di carni avico- del settore avicolo. Difficile, come italiane, che già oggi possono van-le. Occorre tenere in considerazione sempre, fare previsioni e linvito tare le migliori tecniche di alleva-altri fattori, come la composizione che arriva dai ricercatori di Ismea è mento e una forte attenzione aldelle famiglie e la distribuzione quello di affidarsi ad un “governo benessere degli animali. Prerequi-geografica dei consumi. A guidare dellinstabilità”, anche in previsio- siti ai quali aggiungere innovazio-gli acquisti di carni avicole figurano ne degli altalenanti andamenti dei ne, versatilità e facilità di prepara-ai primi posti famiglie governate da costi di produzione dei prodotti zione.persone adulte (ultrasessantenni al quale si è discusso an- che nei convegni cheFieravicola, hanno animato la tre giorni avicola forlivese.tutto esaurito Fra le innovazioni spic- cava lintroduzione dei “robot” per la movi- mentazione delle uovaRecord di partecipazione per il nei centri di imballag-salone forlivese dedicato allavicol- gio. Bracci meccanicitura. Al centro degli incontri il te- “intelligenti” capaci dima del benessere delle ovaiole trattare con precisione e con la necessaria “ deli-Agronotizie 293 - 14/04/2011 catezza” le uova da avviare alla commer- Folto il pubblico di visitatori in occasione cializzazione. Non po- della Fiera di ForlìOltre 200 espositori, il 20% in più tevano mancare le pro-rispetto alla precedente edizione. Si poste, numerose e arti-è presentata così Fieravicola 2011, colate, sulla produzione di energia forlivese non sono mancate le pro-il salone biennale dedicato al setto- da fonti rinnovabili per soddisfare poste innovative delle aziende far-re avicunicolo che si è tenuto a For- le esigenze degli allevamenti, dove maceutiche e dei centri impegnatilì dal 7 al 9 aprile. Una partecipa- sistemi di climatizzazione e impian- nella selezione genetica, dove dazione che ha superato persino le ti automatici di distribuzione degli tempo si sono raggiunti livelli diprevisioni, tanto da dover alimenti sono “avidi” consumatori eccellenza.“sfrattare” lesposizione di animali di energia elettrica e gasolio. Arti- Tanti convegnivivi, specie avicole e conigli, per colata, come sempre, la presenza difar posto agli stand delle industrie industrie del settore mangimistico Il momento espositivo è stato af-produttrici di mezzi e attrezzature che nel settore avicolo sono prota- fiancato da una ricca sequenza diper gli allevamenti. Nel quartiere goniste della filiera produttiva attra- incontri e dibattiti che hanno af-fieristico forlivese è stato così pos- verso una forte diffusione dei con- frontato temi di attualità, comesibile toccare con mano le ultime tratti di allevamento. E grazie a quello delle nuove norme in temainnovazioni destinate al settore e in questa particolare “formula” che le di benessere delle ovaiole e di evo-particolare le gabbie arricchite in produzioni avicole hanno conqui- luzione dei consumi di prodottiregola con le nuove norme comu- stato un elevato grado di standar- avicoli, dei quali si parla anche innitarie sul benessere delle galline dizzazione e di ottimizzazione dei questo numero di Agronotizie. Nonovaiole. Un tema questultimo del risultati. A completare la rassegna sono mancati gli approfondimenti 16
    • di carattere scientifico e fra questi segnalando fra laltro lincremento da Forlì, ha dato i natali a Pellegri-lincontro organizzato dallAsic di alcune patologie come il botuli- no Artusi) hanno molte cose da(Associazione scientifica italiana di smo aviare che rischia di divenire a dire. E Fieravicola si è offerta comeconiglicoltura) dove fra i molti ar- livello europeo una delle nuova palcoscenico dal quale alcuni gran-gomenti affrontati ricordiamo i ri- sfide che lavicoltura dovrà affron- di chef hanno proposto ricettesultati raggiunti con limpiego della tare. pazio alla gastronomia originali a base di uova e carnitomografia computerizzata per la avicole. Un modo anche questo perselezione indirizzata al migliora- Una sfida certo più facile da affron- promuovere i consumi, uniniziativamento delle caratteristiche della tare è quella sul fronte della cultura che è stata apprezzata dai molticarne di coniglio. La Società italia- gastronomica declinata in chiave visitatori di Fieravicola.na di patologia aviare (Sipa) dal avicola. Un terreno dove le scuolecanto suo ha affrontato molti argo- artusiane (Forlimpopoli, a due passimenti di interesse per il settore,Mercato cunicolo in cerca di regoleGli allevatori denunciano la scarsa Anlac, Saverio Detrasparenza delle contrattazioni e Bonis, ha denunciatochiedono sia avviato il piano di la scarsa trasparenzasettore del mercato cunicolo. “E sempre più evi-Agronotizie 295 - 28/04/2011 dente - ha detto De Bonis - l’ipotesi di un “cartello” sui prezziRallentano i consumi di carni cuni- di acquisto, un pro-cole, come ciclicamente avviene blema segnalato dallaquando si avvicina la bella stagione. nostra associazioneI prezzi all’origine, fermi a poco all’ Antitrust con pro-meno di due euro (1,97 euro kg/ ve documentali strin-peso vivo sulla piazza di Forlì), genti. Anche la Com-sembrano non risentirne e rispetto missione esecutivaallo scorso anno possono ancora europea, a seguito divantare un aumento del 13%. Se il una petizione rimastamercato si mostra indifferente alla ancora aperta, haflessione della domanda, il merito è rilevato in pubblica Gli allevatori denunciano la scarsa trasparenzatutto della scarsa offerta di prodot- audizione che oc- delle contrattazioni e chiedono sia avviato il pia-to, ma basta poco per far precipi- corre indagare e chetare di nuovo il settore in una si- sarebbe utile e giusto intervenire in Attenti alle micotossinetuazione di crisi. Gli allevatori tempi più rapidi da parte dell’Auto-guardano dunque con preoccupa- rità antitrust italiana che da cinque Si è parlato diffusamente anche deizione ai prossimi mesi, privi come mesi non ci ha ancora dato una cereali, che hanno un ruolo di pri-sono di strumenti di controllo risposta.” mo piano nell’alimentazione deldelle dinamiche di mercato. Un coniglio. Gli allevatori si sono dettitema che è stato ribadito in occasio- preoccupati per i livelli di mico-ne del recente congresso organizza- tossine, in particolare nelle derrateto da Anlac (Associazione naziona- Fra i molti gli argomenti affrontati di importazione. “Gli agricoltori e ile liberi allevatori di conigli), che si consumatori - ha detto De Bonis - durante l’incontro, anche quelloè tenuto a Matera sul tema della difficoltà a far decollare il esigono controlli accurati in Euro-“Mercato, giustizia e sicurezza piano di settore al cui interno figu- pa”. A conclusione del convegno,agroalimentare: il caso delle filiere che ha registrato la presenza fra gli ra l’istituzione, sulla falsariga dicerealicole e cunicole”. quanto attuato in campo suinicolo, altri del leader dell’Italia dei Valori, di una commissione unica centrale Antonio Di Pietro, sono state rac-Occorre trasparenza (Cun) alla quale demandare il com- colte le prime firme per una petizio- pito di fissare il prezzo del coniglio, ne, da sottoporre alla Ue, lanciataNel suo intervento il presidente di in trasparenza e senza distorsioni. dal Comitato AntiTossine. 17
    • Avicoltura, cresce la produzionema calano i marginiLe analisi di Una (Unione nazione quale ancora si stenta ad uscire. tati meno positivi invece per ledellavicoltura) evidenziano i punti carni di tacchino la cui produzionedi forza del settore, che sconta però si è ridotta del 4,58% a fronte di unlimpatto dellaumento dei costi di consumo anchesso in flessione delproduzione 5,25%. Carne preferitaAgronotizie 296 - 05/05/2011 “L’avicoltura italiana – ha detto il presidente di Una, Aldo Muraro nel commentare i dati del settore - I numeriAnno positivo il 2010 per il com- ha saputo reagire bene alla crisi e iparto avicolo. Lo ha anticipato una- prodotti avicoli continuano a svol- Un esame di tutti i prodotti dellavi-nalisi di Ismea presentata in occa- gere un ruolo determinante nell’ali- coltura evidenzia una crescita pro-sione di Fieravicola e della quale si mentazione degli italiani, grazie duttiva del 2% (1,2 milioni di ton-è parlato anche su Agronotizie. Ora anche alla loro capacità di coniu- nellate) e il consumo totale si è col-la conferma arriva da Una, lUnione gare gusto, sicurezza e praticità locato a 1,12 milioni di tonnellate,nazionale dellavicoltura, che ha d’uso alle esigenze economiche pari a 18,58 kg pro-capite.diffuso in questi giorni i dati econo- della popolazione. Per il 2011 lemici del settore relativi allo scorso produzioni avicole dovrebbero as- In flessione la produzione delleanno. Spicca la crescita del consu- sestarsi su valori prossimi a quelli uova (12,8 miliardi, -2,06%) edmo di carni avicole che sfiora i 19 del 2010.” arretra anche il consumo (12,9 mi-kg pro-capite e che cancella defini- liardi, -1,27%). Su questo settore,tivamente la crisi del 2005 da in- Entrando nel dettaglio dei vari com- sottolinea lUnione dellavicoltura,fluenza aviare mediatica (giornali e parti produttivi spicca la crescita pesa il processo di adeguamentotv paventarono un allarme inutile delle carni di pollo la cui produzio- degli allevamenti alla normativaancorché inesistente). Merito della ne è aumentata del 5,2% assecon- europea sul benessere delle ovaio-capacità del settore di imporsi con dando la maggior richiesta del con- le.un prodotto di buona qualità e a sumo interno (che si è portato aprezzi bassi, entrambi vincenti in 11,96 kg pro-capite) e incentivando Interessante è poi lanalisi economi-un periodo di crisi economica dalla lexport, cresciuto del 40,9%. Risul- ca proposta da Una, che ha eviden- ziato la stabilità del fatturato del settore negli ultimi dieci anni. No- nostante gli aumenti dei costi di produzione sopportati dagli alleva- tori, la spesa degli italiani per polla- me e uova, tenuto conto del tasso di inflazione, è dunque rimasta prati- camente immutata. La conseguenza è però una minore redditività de- gli allevamenti e anche nel 2010, a fronte di un aumento dei costi del 5%, i prezzi, sono rimasti allineati a quelli dellanno precedente. Uno scenario che potrebbe replicarsi anche nel 2011, vista la difficoltà a trasferire sui prezzi di vendita lau- mento dei costi di produzione, ali- mentato dalla crescita dei prezzi delle materie prime per i mangimi, la cui corsa difficilmente si arreste- rà prima dellestate, con i nuoviSono sopratutto le carni di pollo a raccogliere le preferenze dei con- raccolti.sumatori 18
    • ovviamente dei nostri allevatoriEtichette, il coniglio non I coniglicoltori non ci stannovuole essere dimenticato Per ovviare alla “dimenticanza” del Coreper è scesa in campo Anlac, associazione liberi allevatori diA Bruxelles si parla di origine delle in etichetta lorigine per le carni conigli aderente all’Agci-Agrital,carni in etichetta, ma ci si dimenti- fresche di “tutte” le carni, dunque che in un suo comunicato pone dueca delle carni cunicole. Puntuale la bovini e pollame (per le quali que- inquietanti interrogativi: “è unaprotesta degli allevatori sto obbligo è già in vigore) e poi semplice distrazione o una precisa per le carni di suino e degli ovi- volontà politica? E se così fosse èAgronotizie 304 - 30/06/2011 caprini. Lelenco dovrebbe com- giustificato discriminare il coniglio prendere “tutte” le carni, ma a proprio oggi che il passaparola va quanto pare ci si è dimenticati di nella direzione del mangiare italia- quelle di coniglio, colpa forse dello no come garanzia”?Si chiama Comitato dei rappresen- scarso interesse verso questo com-tanti permanenti (noto con lacroni- parto da parte della Ue, visto che ilmo Coreper) ed è un organo del settore ha una certa importanza “Al presidente della CommissioneConsiglio della Ue che fra le sue economica solo in alcuni paesi e agricoltura Paolo De Castro - di-attività annovera quella di preparare fra questi Italia, Francia e Spagna. chiara il presidente di Anlac Save-gli incontri dello stesso Consiglio. In Italia il settore è prossimo al- rio De Bonis - non può essere sfug-Una sorta di “pre-consiglio” che lautosufficienza, ma ciò non toglie gita una risoluzione unanime delnon ha funzioni decisionali, ma solo che lindicazione dellorigine in Senato, del 12 maggio 2009, condi indirizzo nelle politiche in di- etichetta sia importante per dare cui l’ Italia aveva già chiesto l’scussione. Nei giorni scorsi dal una corretta informazione al consu- obbligo di etichettatura dell’origineCoreper è uscita unindicazione in matore e, perché no, per ridurre la anche per il coniglio.”merito alletichettatura delle car- concorrenza del prodotto di im-ni con la quale si predisponeva il portazione che in più di una occa- Il Piano cunicolovia libera per una proposta di rego- sione è stata la leva per bruschelamento per lobbligo di indicare oscillazioni del mercato, a danno Il comunicato dellAnlac continua ricordando che il Piano di settore cunicolo, ancora però da attua- re, prevede l’ adozione dell’eti- chettatura obbligatoria. Un inter- vento, si sottolinea, che dovrebbe rientrare nell’azione applicativa del “Ddl competitività” e dell’applica- zione della norma generale sull’eti- chettatura di origine in esso previ- sta. “ oi invitiamo - conclude il presidente De Bonis - a nome di tutti gli allevatori italiani, sia il presidente della Commissione Agri- coltura Ue, De Castro, sia il mini- stro dellAgricoltura Saverio Ro- mano, ad emendare il regolamento europeo prima della seduta plena- ria di luglio, quando sarà votato in seconda lettura, rispettando così quell’interesse nazionale sancito dal pronunciamento delle istituzio- ni, al fine di evitare inutili ricorsi presso la Corte di giustizia europe- a. Occorre “tutelare doverosamen- te” un comparto leader a livello europeo e quarto settore della zoo-Si insiste, a ragione, affinché anche per le carni di coniglio sia ripor- tecnica nazionale”.tata lorigine in etichetta 19
    • xelles potrebbero arrabbiarsi...),La gallina dalle uova uguali purché si impegnino a realizzare i cambiamenti necessari entro tempi certi. Dunque per le galline si pro- essuna differenza nelle qualità ovaiole, argomento del quale Agro- spettano tempi più “felici”, unnutrizionali fra il prodotto ottenuto notizie si è più volte occupato. As- benessere che non avrà a quantonegli allevamenti a terra e quelli in salzoo, lassociazione che riunisce pare influenza sulla qualità dellebatteria le industrie mangimistiche, nel uova, ma che alleggerirà il portafo- commentare i risultati della ricerca glio degli allevatori. Questo è certo.Agronotizie 313 - 22/09/2011 statunitense, ha tenuto a sottolinea- re lequivalenza (almeno in termini nutrizionali) che si ha nelle uova prodotte negli allevamenti a terra Coniglicoltura,Contrordine, nelle uova cè meno (circa 2,5 miliardi di pezzi, il 20%colesterolo di quanto si creda. Tan- della produzione italiana) rispetto a Annus Horribilisto che il dipartimento dellagricoltu- quelle ottenute negli allevamenti inra statunitense si è visto costretto a batteria, che continuano ad essere laricalcolare nelle linee guida allali- quota più significativa della nostra Da gennaio le quotazioni sono pre-mentazione i livelli di colesterolo produzione che assomma a 12,8 cipitate e gli allevatori produconoritenuti presenti nelle uova. E que- miliardi di pezzi. Un settore, que- in perdita. Colpa di manovre spe-sta una delle novità alle quali sono sto delle uova, fra i pochi della no- culative, denuncia lAnlacarrivati i ricercatori statunitensi stra zootecnia che possa vantare didella North Carolina State aver raggiunto lautosufficienza. Agronotizi e 314 - 29/09/2011 Mangimi e qualità Anno difficile questo 2011 per gli "Da questo studio - spiega Giorda- allevatori di conigli. Si erano lascia- no Veronesi, presidente onorario di ti alle spalle un 2010 che promette- Assalzoo - emerge un dato di gran- va bene con quotazioni che a di- de rilevanza che sfata il mito della cembre superavano i due euro, ma negatività dellallevamento avicolo poi già a gennaio i prezzi allorigine e mette in evidenza la qualità di sono crollati ben al di sotto dei due tutte le uova prodotte dal comparto euro. E non si sono più ripresi. A avicolo italiano.” La ricerca statu- febbraio il prezzo minimo della nitense, è il parere espresso da As- piazza di Verona era persino sceso salzoo, conferma la validità dello sotto 1,5 euro (1,47 euro/kg per iCentrale il ruolo dei mangimi per soggetti sino a 2,5 kg di peso vivo). schema alimentare basato suiottenere uova di qualità mangimi, che per quanto riguarda Prezzi assai distanti dal costo di lItalia sono strettamente controllati produzione che si colloca, secondo iUniversity, i cui esiti sono stati e validati da complessi processi di calcoli di Anlac, intorno ai due eu-pubblicati su “Poultry Science”. Ma controllo e in molti casi prodotti da ro. Di settimana in settimana glile novità non si fermano qui. La aziende che rispettano il “Codex allevatori hanno continuato a spe-ricerca ha anche messo in evidenza Assalzoo”, un insieme di regole che rare in una ripresa del mercatoche le uova prodotte da galline alle- vanno oltre quelle stabilite dalla che però non è arrivata. Ancora invate a terra hanno uguali caratteri- legge e che i mangimisti si sono luglio il prezzo allorigine era fermostiche nutritive rispetto alle uova imposti a maggiore garanzia della a 1,47 euro al chilo e solo in agostoottenute da galline allevate in bat- qualità e sicurezza dei prodotti di si è registrato qualche timido segna-teria e comunque alimentate con origine animale. le di ripresa con i prezzi che hannomangimi. Una conferma che mette Il capitolo benessere recuperato qualche centesimo, spin-sullo stesso piano queste due tipo- gendosi oltre 1,6 euro al chilo, perlogie di allevamento alla vigilia del sfiorare a fine settembre il minimo Lequivalenza nutrizionale delleprimo gennaio del 2012, quando di 1,7 euro. E gli allevatori conti- uova prodotte nei due diversi siste-scatterà lobbligo deciso da Bruxel- nuano così a produrre in perdita, mi di allevamento, a terra o in bat-les di trasformare gli allevamenti di teria, lascia comunque aperto il una situazione che si protrae daovaiole dotandoli di gabbie più am- capitolo del benessere delle ovaiole inizio anno e che sta mettendo apie oppure di rinunciare a queste dura prova la sopravvivenza del che impone dal prossimo gennaioper passare allallevamento a terra. settore. ladeguamento degli impianti diE quanto prevede il decreto legisla- allevamento. Agli allevatori po-tivo 267/03 con il quale lItalia ha trebbe essere concessa una proroga A parere dellAnlac (Associazionerecepito le norme comunitarie in (ma guai a chiamarla così, a Bru- nazionale liberi allevatori di coni-materia di benessere delle galline gli) la pesante situazione di mercato 20
    • è la conseguenza di manovre specu- cambiamento. Il presidente di An- dal parere che l’Antitrust italianalative che la stessa associazione ha lac, Saverio De Bonis, ha allora gli ha inviato, dove si auspica unpiù volte denunciato, coinvolgendo invitato il ministro dellAgricoltura riesame in senso proconcorrenzialevarie istituzione, come lAntitrust e ad intervenire rendendo operativo il dell’attuale processo di formazionela Commissione Petizione della Ue. piano di settore già concordato. “Il dei prezzi alla produzione, al fine diSui problemi del settore, ricorda ministro Romano – ha dichiarato adeguare il sistema alla normativalAnlac, ci sono anche le risoluzioni De Bonis – deve dare ascolto alle posta a tutela della concorrenza.”approvate dal Senato e dalla Came- risoluzioni parlamentari per aiuta-ra. Ma la situazione resta pesante e re le imprese ad affrontare la crisiallorizzonte non si vedono segni di e a non subirla confortato inoltreTra galline infelici e uova fuori normaMolte le nazioni europee che non uova prodotte insaranno in regola con le regole sul questi allevamen-benessere delle ovaiole che scatte- ti dopo il primoranno il primo gennaio 2012 gennaio? Saranno distrutte? Ma daAgronotizie 316 - 13/10/2011 chi e come? E con quali conse-Mancano poco più di due mesi al guenze sullopi-primo gennaio 2012, data nella qua- nione pubblica?le diverranno operativi i dettamidella direttiva comunitaria 74/1999,recepita in Italia con il Decreto Le-gislativo 267/03 , che rivoluziona i Distorsione della Procedure di infrazione e distruzione delle uovasistemi di allevamento delle galline concorrenza fra le ipotesi allo studio per chi non è in regolaovaiole. Indirizzata al consegui-mento del benessere delle galline, la Fonte immagine: Veganlink Antifadirettiva prevede labolizione delle Il Commissariogabbie o in alternativa lintroduzio- europeo alla Sa- Le conseguenzene di gabbie “arricchite”, con spazi lute, John Dalli, ha risposto agliassai più ampi di quelli attuali a interrogativi posti dagli Eurodepu-disposizione di ogni animale. Gli tati assicurando che la Commissio- Procedure di infrazione o meno, resta per i produttori di uova euro-allevamenti europei hanno avuto a ne adotterà procedimenti di infra- pei la difficoltà di competere con ledisposizione 12 anni per aggior- zione contro i Paesi che con linizio produzioni extra Ue, ottenute senzanare gli impianti di allevamento, del nuovo anno non saranno in gra- tenere in alcun conto le misure perma a quanto pare in molti hanno do di rispettare le regole. Ma le il benessere animale. Le nuove re-sperato in una proroga che non arri- procedure di infrazione, è stato o- gole potrebbero anche favorire unaverà. Ora il rischio è che dal primo biettato, sono lunghe e per questo migrazione degli impianti di pro-gennaio si producano uova in im- non sempre efficaci. Alla fine po- duzione in nazioni dellEst europeo.pianti non aggiornati e dunque trebbero essere avvantaggiati i Non mancheranno, infine, riper-“fuori legge”. Il problema ha desta- produttori che non si sono messi cussioni sul prezzo delle uova alto lattenzione di molti eurodeputati, in regola, mentre quelli che hanno consumo che presumibilmente au-che hanno manifestato le loro pre- aggiornato gli impianti si ritrovano menteranno a fronte dellincrementooccupazioni. Si teme in particolare ad aver effettuato investimenti im- dei costi di produzione.che questa situazione possa minare portanti che migliorano il benesserela fiducia dei cittadini nei confronti delle ovaiole, ma deprimono la pro- La situazionedel processo normativo dellUnione duttività degli animali. Chi si èoltre che sulla qualità delle produ- messo in regola finirebbe così perzioni avicole. Una situazione ogget- subire una concorrenza sleale da Al momento, ha ricordato il Com-tivamente complessa, visto che in chi in regola non è. Tanto che è missario Dalli, la Commissione è inmolti Stati, e fra questi lItalia, gli stata avanzata la richiesta di un attesa dallo scorso aprile dei datiallevamenti che ancora devono sostegno a vantaggio degli alleva- aggiornati sulla situazione degliaggiornarsi sono la maggior parte menti rispettosi delle nuove nor- allevamenti da parte di Italia, Gre-di quelli in attività. E che si farà, si me per fronteggiare una situazione cia, Lettonia, Spagna e Ungheria. Asono chiesti gli eurodeputati, delle di mercato che finirà con il premia- questi si aggiungono Belgio, Bulga- re i comportamenti scorretti. ria, Cipro, Francia, Polonia e Ro- 21
    • mania che già hanno comunicato presenta molti aspetti critici, sia commercializzazione. E cè ancheche si presenteranno allappunta- economici, sia sociali e infine poli- da tener conto delle reazioni delmento del primo gennaio in difet- tici. Una delle possibili soluzioni, consumatore. Dipenderà da cometo, dunque con parte degli alleva- ancora a livello di ipotesi, è quella accoglierà la notizia che luovo chementi ancora da aggiornare. Il pri- di limitarne il consumo ai soli sta per mettere nel piatto èmo gennaio 2012 saranno molti territori di produzione. “illegale”. E cè da scommettere chepertanto gli stati membri che non in molti crederanno che si trattasaranno in regola con la direttiva I rischi di uova “cattive”. Al contrario lasul benessere delle ovaiole. Teori- sicurezza alimentare sarà comunquecamente, ha sostenuto Dalli, le uo- garantita (e non potrebbe essere Quella prospettata dal commissariova prodotte fuori dal rispetto del- altrimenti). Ma a far scattare un alla Salute è una soluzione che nonle regole dovrebbero essere di- nuovo, inutile e ingiustificato allar- assolve dalle procedure di infrazio-strutte, una soluzione corretta dal ne e che pone seri vincoli alla me alimentare basta poco. E luovopunto di vista giuridico, ma che “illegale” è assai più di poco.Allevamenti cunicoli senza farmaciPoche le specialità farmaceutiche dite. E in campo zootecnico non si Problema anticodisponibili per la prevenzione e la può fare leva sul prezzo finale delcura del coniglio in produzione farmaco, costretto a costare il meno Il problema non è di oggi e si trasci-zootecnica possibile, per non essere messo na da tempo senza trovare unade- fuori mercato (diverso è il caso guata soluzione. E di questi giorniAgronotizie 320 - 17/11/2011 degli animali da compagnia, dove però la presa di posizione di Aisa, laspetto etico sopravanza quello lassociazione delle industrie della economico). Nellallevamento del salute animale aderenti a Federchi-Pochi allevamenti di conigli e pochi coniglio solo Italia, Francia e Spa- mica, che ha voluto denunciare lafarmaci. La connessione tra questi gna, a livello europeo, sono inte- difficile situazione del settore. Ed èdue fatti è presto spiegata. Predi- ressate allallevamento del coni- proprio in Italia, leader in europasporre un farmaco specialistico, glio da carne. Altrove, in particola- nella produzione di carne cunicolacome un antibiotico, un coccidio- re nei paesi del Nord Europa, il (circa 230mila tonnellate, il doppiostatico o una qualsiasi altra catego- coniglio è visto più come un anima- della Spagna e almeno quattro volteria di farmaci, costa investimenti le da compagnia piuttosto che come più della produzione francese) chemiliardari. Prima nella ricerca e produttore di proteine nobili. Come il problema della scarsità di farmacipoi nelle prove da attuare per le conseguenza le industrie farmaceu- autorizzati si fa sentire di più. Lanecessarie autorizzazioni allimmis- tiche, pur disponendo di molecole forte specializzazione degli alleva-sione in commercio. Costi che pos- utilizzabili in coniglicoltura, non menti e gli importanti successi nelsono essere sostenuti solo potendo procedono alla richiesta di autoriz- miglioramento genetico degli ani-contare su grandi volumi di ven- zazione allimpiego in questo setto- mali, non hanno messo al riparo re, perché i costi dalle malattie di questa specie ani- delle procedure male, che come e più delle altre (il rendono la partita coniglio è un “ansioso congenito”) diseconomica. E è soggetta a malattie infettive e finisce che i vete- non. Per malattie importanti come rinari devono la mixomatosi e lenterite emorragi- arrampicarsi ca, evidenzia Aisa, esistono vaccini sugli specchi per specifici. Ma resta scoperta la trovare soluzio- prevenzione di molte altre patolo- ne alle patologie gie. Lindustria farmaceutica italia- del coniglio e gli na da tempo chiede una semplifica- allevatori di con- zione delle autorizzazioni allim- seguenza sono in missione in commercio (Aic) per il molti casi senza settore cunicolo. Per giunta queste presidi farmaceu- procedure sono più complesse e tici adeguati a lunghe in Italia rispetto ad altriPredisporre farmaci specifici costa troppo per un proteggere i loro paesi. In ballo cè anche la tutela delsettore relativamente piccolo come quello dellalle- animali. benessere degli animali, certamentevamento cunicolo Fonte immagine: peet-astn compromesso da patologie per le 22
    • quali è difficile fare prevenzione e saranno capaci i vantaggi saranno situazione è per molti insostenibileche sono ancora più difficili da de- per tutti, consumatori compresi, che e si rende indispensabile, sostienebellare per lassenza di adeguati avranno nel piatto carni ancora più Anlac, una moratoria e una ri-presidi farmaceutici. Un problema, sicure. strutturazione dei debiti con lemette in luce la stessa Aisa, che si banche. Un’emergenza verso laripercuote alla fine sulla redditivitàdegli allevamenti e sulla qualità Conigli, crisi quale si lamenta la disattenzione della politica agricola italiana, men-delle produzioni. tre restano in alto mare le misureCosa serve senza fine già previste dal piano di settore e in primo luogo la Cun, la commis- sione unica nazionale per la defini- Le aziende sono sepolte dai debiti zione del prezzo. “ on si può pen-La richiesta è dunque quella di apri- e le richieste degli allevatori so-re per il settore della coniglicoltura sare di stravolgere il Piano per no disattese modellarlo su interessi particolari -un canale semplificato per lintro- Agronotizie 318 - 27/10/2011 ha dichiarato fra l’altro il presidenteduzione di farmaci dedicati a que- di Anlac, Saverio De Bonis - ed èsta specie animale. Una richiesta Il piano cunicolo non fa passi avanti urgente accogliere le raccomanda-che già in passato è stata espressa e dall’Anlac, l’associazione nazio- zioni dell’Antitrust e focalizzarsidal mondo degli allevamenti. Vistoche hanno un obiettivo comune, nale liberi allevatori di conigli, ade- sulla fase di emergenza finanziariaindustrie e allevatori dovrebbero rente ad Agci Agrital, arriva un in cui versano gli allevatori.” accorato allarme per la situazioneunire le energie e gli sforzi per debitoria degli allevamenti. Laarrivare ad una soluzione. Se ne 23
    • BOVI IA Montichiari trionfa la SpagnaBilancio positivo per Fazi, la mani- nale dedicatafestazione agricola e zootecnica alla razza friso-che ha visto proclamare come mi- na organizzataglior vacca del 2011 una bovina da Anafi, dalleallevata nella penisola iberica Associazioni provinciali alle-Agronotizie 285 - 17/02/2011 vatori di Brescia e Verona, in collaborazioneanti visitatori, almeno 40mila se- con i quartiericondo gli organizzatori, numerosi fieristici diconvegni e tavole rotonde a far da Montichiari ecornice alle mostre zootecniche ed Verona. Adalle tante attrezzature e mezzi di aggiudicarsi il Un momento dellEuropean Open Holstein Showproduzioni per lagricoltura e per la titolo di campio- che si è svolto a Montichiari, nei pressi di Bresciazootecnia che hanno letteralmente nessa è statariempito ogni angolo a disposizione Llera Arieldel quartiere fieristico del Garda. Goldwyn Et, vacca allevata nel menzione d’onore delle vacche,Questi i tratti salienti della 83esima Nord della Spagna, a Valdaliga in assegnata a La Flor Aslin Titanic,edizione di Fazi, la Fiera agricola Cantabria (nell’allevamento Llera dell’azienda Ganaderia La Flor dizootecnica italiana che si è svolta a Her Holsteins) e giudicata miglior Cayon, sempre in Cantabria.Montichiari dall11 al 13 febbraio e mammella vacche giovani. Così ha Se i capi italiani non hanno conqui-che si è conclusa con un bilancio deciso il giudice canadese David stato questa volta i vertici dellanettamente positivo. "Un segnale Crack, dopo aver selezionato quasi classifica, forse steccando l’acutoassolutamente confortante - com- 150 capi, rappresentativi di 45 alle- da solisti, nel complesso hannomenta il direttore del Centro Fiera vamenti. saputo confermarsi comunque fra idel Garda, Ezio Zorzi - e che riten- In un podio decisamente internazio- migliori produttori a livello interna-go debba essere letto con il forte nale, come campionessa riserva zionale. Primo allevatore è risultatolegame del territorio con l’agricol- vacche è stata selezionata Krista 37, Giuseppe Quaini, allevatore di Ca-tura e la zootecnia. È un settore che allevata da Jorg Seeger a Oldem- stelverde (Cremona), mentre comein questo momento ha qualche dif- burg (Germania). L’animale di Jorg primo espositore si è affermata laficoltà, soprattutto per quanto ri- Seeger ha vinto anche la categoria società agricola Al.be.ro. di Bor-guarda la suinicoltura, ma che con- miglior mammella vacche adulte. Si ghetto (Piacenza) degli allevatoritinua ad investire per crescere". ritorna in Spagna, invece, per la Bertola e Rossetti.L’agricoltura e la zootecnia, però,richiedono maggiore attenzione,anche su un piano economico. Per-ché fare qualità, garantire la salubri- E gli allevatori restano al verdetà delle produzioni, rappresentare Per il finanziamento al Sistema Aia la Conferenza Stato-Regioni riman-l’eccellenza del Made in Italy ha da al Governo la soluzione del problemadei costi che non possono essere Agronotizie 287 - 03/03/2011trascurati. È il messaggio che haportato il presidente dell’Associa-zione italiana allevatori, Nino An- Mancano allappello più di quattro glioramento genetico del bestiame.dena. miliardi di euro. A tanto ammonta- Le ultime speranze erano riposte no i tagli delle risorse trasferite sul Milleproroghe, ora approvatoLe campionesse dallo Stato alle Regioni per leser- fra molte difficoltà, che di tutto si èAnche quest’anno, la zootecnia è cizio delle funzioni delegate. E occupato fuorché di questo proble-stata la regina di Montichiari, che sotto la mannaia dei tagli è finito ma. Con il risultato che al sistemaha ruotato attorno alla nona edizio- anche il Dpcm (Decreto presidente degli allevatori guidato da Aiane dello «European Open Holstein del Consiglio dei ministri) che de- (associazione italiana allevatori)Show» , manifestazione internazio- stinava i fondi alle attività di mi- sono oggi negate le risorse econo- 24
    • miche necessarie a portare avanti il un invito però respinto al mitten- penalizzare in modo irreversibilecompito della selezione degli ani- te. Tutti, a iniziare dal presidente tutto il settore della zootecnia e imali da reddito, materia di interesse della Conferenza, Vasco Errani, al comparti strettamente dipendentipubblico che lo Stato ha affidato coordinatore degli assessori allA- dalle attività di miglioramento ge-alla stessa Aia. Lorganizzazione gricoltura, Dario Stefàno, si sono netico a partire dalle attività didegli allevatori, lo ricordiamo, è un detti preoccupati e attenti alle esi- prevenzione e sicurezza alimenta-sistema complesso, ma efficiente, genze del settore, ma i cordoni della re.” Mentre Lombardia, Piemonte,che si articola nelle associazioni borsa sono rimasti chiusi. Veneto ed Emilia-Romagna (danazionali di razza e di specie che si sole rappresentano l80% del lat-occupano della selezione e dei Libri te italiano e oltre il 70% del patri-Genealogici, mentre alle associazio- Lappello al Governo monio bovino) si sono dette impos-ni provinciali allevatori è affidato il sibilitate a reperire fondi per la zoo-controllo dei risultati produttivi. Intanto le quattro regioni a mag- tecnia, dal Lazio è arrivato unLazzeramento dei sostegni finan- giore vocazione zootecnica, Lom- messaggio di segno opposto.ziari pone serie preoccupazioni al Lassessore allAgricoltura di questa bardia, Piemonte, Veneto ed Emi-proseguimento delle attività di Regione, Angela Birindelli, si è lia-Romagna hanno insieme firmatoselezione e controllo degli alleva- detta sin dallinizio disponibile a un appello rivolto al Governo permenti, un problema affrontato nel- raddoppiare i sostegni al Sistema un incontro alla presenza delle Or-lultima Conferenza Stato-Regioni, ganizzazioni Professionali e delle allevatori, passando da 1,5 a 3 mi-che si è svolto allindomani dellap- rappresentanze del mondo agricolo lioni di euro. Eppure il Lazio ha benprovazione del Milleproroghe. In- pochi interessi in campo zootecni- al fine di trovare una soluzionecontro che si è chiuso con un nulla co, visto che in questa regione si immediata alla grave situazione didi fatto. Il ministro dellAgricoltura, produce appena il 3,4% del latte emergenza. “Escludere dal soste-Giancarlo Galan, aveva invitato le gno finanziario le Associazioni Al- nazionale. Meno interessi, maRegioni a trovare nelle pieghe dei levatori - recita il documento sigla- maggiore sensibilità ai problemipossibili risparmi le risorse da de- della zootecnia, verrebbe da dire. to dalle quattro regioni - significastinare al mondo degli allevamenti,Senza soldi allevatori alla derivaA rischio anni di lavoro nel miglio- (Aia) sono state negate le risorseramento genetico. Aia si mobilita per continuare ad occuparsi di sele-per denunciare i rischi conseguenti zione e miglioramento genetico eallazzeramento dei sostegni alle della tenuta dei Libri Genealogiciattività di selezione degli animali in produzione, un compito di interesse pubblico cheAgronotizie 288 - 10/03/2011 lo Stato ha affidato alla stessa Aia. Non che mancassero segnali preoccupanti. La crisi economica, laA ripercorrere le cronache dei gior- necessità di ottimizzare le risorse,ni, convulsi, dell’approvazione del taluni rilievi nel passato da parte diMilleproroghe, convertito in legge a Bruxelles (aiuti indebiti?), già face-fine febbraio, si scopre che a tifare vano intuire che una stretta sarebbeper gli allevatori c’era buona par- arrivata e che gli allevatori avrebbe-te dell’arco parlamentare. Nel ro dovuto “tirare la cinghia”. Edproporre emendamenti in favore del erano pronti agli inevitabili sacrifi-finanziamento delle attività di sele- ci, forti di una riorganizzazionezione del bestiame troviamo infatti, interna che avrebbe potuto assor- Il logo dellAssociazione allevato-fra gli altri, le firme di Amato Be- bire almeno in parte l’urto di una ri, la cui operatività è messa inrardi e Monica Faenzi (Pdl), quella riduzione, anche rilevante, dei cir- forse dalla mancanza di sostegnidi Giuseppina Servodio (Pd), di ca 65 milioni di euro ricevuti nelPierfelice Zazzera (Idv) e di Teresio 2010. I più pessimisti erano arrivati La mobilitazione degli allevatoriDelfino (Udc). Tutte richieste rien- ad azzardare che i sostegni si sareb-trate sul nascere, perché ritirate o bero ridotti ad appena 25 milioni. Nemmeno la Conferenza Stato Re-perché dichiarate inammissibili. essuno, però, aveva ipotizzato gioni dei giorni scorsi ha dato rispo-Con il risultato che al- l’improponibile “risorse zero”. ste soddisfacenti. E gli allevatori sil’Associazione italiana allevatori 25
    • vedono costretti a mobilitarsi per na. Un compito che gli è stato affi- nanziaria certa, i partecipanti alfar conoscere all’opinione pubblica dato dai vertici delle associazioni vertice romano hanno inoltre con-il ruolo dell’associazione allevatori periferiche degli allevatori riuniti a venuto che l’attuale sistema dellanon solo in campo genetico, ma Roma per decidere come affrontare selezione, alla base dei successianche per le ricadute del suo opera- questa difficile situazione. “Il finan- ottenuti in oltre 60 anni di attività, èto nella sicurezza alimentare e nella ziamento delle Apa - ha ribadito da unico ed è strategico che rimangaqualità degli alimenti, oltre che parte sua il presidente Andena - è uniforme su tutto il territorionella tutela del benessere animale e interesse di tutta la società e del nazionale. La selezione - ribadiscedell’ambiente. E’ questo il compi- nostro made in Italy”. Preso atto un comunicato diramato da Aia - èto, tutt’altro che semplice, che delle difficoltà in cui versa il Siste- un patrimonio del made in Italy edgrava ora sulle spalle del presi- ma zootecnico nazionale per la pro- è una componente fondamentaledente degli allevatori ino Ande- spettata mancanza di copertura fi- della competitività del nostro Paese.150 anni di allevamento:buon compleanno Bruna!La razza Bruna è allevata in Italia al paesaggio della Puglia e del Suddal 1861 circa, con un contributo Italia". Ed è con lo stesso spirito diimportantissimo per leconomia. I riconoscenza verso lattività dellA-numeri a Zoosystem tour, appena narb che Fieragricola ha collaboratoconcluso a oci (Ba) in partnership a questo primo Zoo- system tour, che si è svolto lo scor-Agronotizie 289 - 16/03/2011 so fine settimana. Ironia della sorte, dopo tanti succes-Il Veneto del Sud. Lappellativo che si di allevatori pugliesi a Verona, La razza Bruna è allevata in Ita-negli anni ha conquistato la Puglia nel ring di Fieragricola, la regina lia dalla seconda metà dell800– attirando peraltro cospicui investi- della mostra zootecnica viene damenti anche di aziende venete – Lecco. "Si chiama Taverna Miriam, grammi di latte e 103 chilogrammicalza a pennello anche in ambito capo allevato dalla blasonata a- di proteine. "Senza dimenticare –zootecnico: quella pugliese vale zienda Ciappesoni di Bulciago" ricorda il direttore di Anarb, Enrico148 milioni di euro per la produ- dichiara Laterza. Santus, uno dei relatori del conve-zione del latte, oltre a 50 milioni di gno dedicato proprio alle prospetti-euro per la carne. Senza contare gli Centro Sud premiato comunque in ve della Bruna – che il calo produt-occupati: 15.000 addetti (di cui un tivo in condizioni di temperature molte altre categorie: miglioreterzo dipendenti) e un indotto di meteo elevate non arriva ai due mammella (con lazienda Terranuo-almeno altre 15.000 persone. chilogrammi per animale, contro va di Gioia del Colle), campionessa manze e giovenche (allAgricola gli otto di altre razze".Con una coincidenza particolare: la San Pietro di Noci), trofeo dei pre-Bruna è allevata in Italia da 150 sidenti allAssociazione provinciale Inoltre, la Bruna è lunica razza cheanni circa. Più o meno, insomma, allevatori di Bari, Bruna dellanno può contare su un progetto inter-dallUnità dItalia, anche se la razza (azienda Palmino Ferramosca di nazionale – al quale aderiscono,vanta una storia di 500 anni. Tramutola, Potenza), premio latte oltre allItalia, Austria, Francia, qualità (azienda Petruzzi di Mono- Germania, Svizzera, Slovenia e"Abbiamo deciso di scegliere oci poli). Stati Uniti - dedicato alla genomicacome vetrina per la 43ª Mostra e allo studio del Dna. I vantaggi dinazionale della razza Bruna, la conoscere informazioni approfondi- Al Foro boario di Noci trionfanoprima che si svolge al di fuori dei te su aspetti legati alla genomica bellezza e funzionalità, eleganza econfini di Veneto e Lombardia – avranno vantaggi pratici in termini produttività. E si discute anchecommenta il presidente di Anarb, delle caratteristiche e del futuro di fecondazione artificiale, consan-Pietro Laterza - per il contributo guineità, produttività, agevolando della Bruna, una razza che nel giroimportantissimo che la razza Bruna di dieci anni ha registrato un incre- gli obiettivi di ciascun allevatore, inporta alleconomia, allambiente e mento annuo di quasi 800 chilo- termini di miglioramento genetico e di selezione dei capi. 26
    • Sostegni negati ad Aia,situazione insostenibilePer lAssociazione degli allevatori degli Allevatori - affermamancano le risorse per svolgere le da parte sua il direttorenormali attività. A rischio il pro- generale Aia Paologresso genetico e il futuro di 4000 Scrocchi - conosce e puòfamiglie di lavoratori gestire al meglio le attivi- tà di raccolta dati pro-Agronotizie 293 - 14-04/2011 duttivi effettuate costan- temente nelle stalle na- zionali. L’attestazione della validità assoluta dei“Un errore strategico irrecuperabi- nostri controlli funzionalile smantellare il sistema zootecnico è testimoniata dal recenterappresentato da Aia, Ana, Ara e importante conseguimen-Apa che da oltre sessanta anni è to della certificazione diprotagonista dell’attività di miglio- qualità ICARramento genetico a favore dell’inte- (International Comitteera collettività nazionale e che ga- For Animal Recording,rantisce i più elevati livelli di sicu- l’organismo internazio-rezza alimentare per i consumatori, nale che definisce, tra Il presidente di Aia, ino Andena, lan-rispettando al contempo i requisiti l’altro, gli standard ope- cia un appello al mondo politico perdi benessere animale e qualità delle rativi per la raccolta dei sbloccare la situazioneproduzioni. Un sistema invidiato in dati del controllo funzio-Europa e al Mondo e che ha l’in- nale). In particolare, lacontestabile pregio di aver creato e suddetta certificazione riguarda sia “Sono contento - continua Rosati -mantenuto omogenei i controlli l’attività di identificazione degli nel constatare che l’Aia per l’Italiafunzionali nelle aziende zootecniche animali sia quella di controllo fun- è stata tra le prime ad aderire alledi tutto il Paese”. zionale e l’Aia è stata tra le prime nostre indicazioni ed ottenuto la organizzazioni al mondo a potersi certificazione di qualità ICAR”.Questo il commento del presidente fregiare di questo prestigioso rico- “Siamo amareggiati - concludedell’Associazione Italiana Allevato- noscimento, che altri paesi a zoo- Nino Andena - che vengano messi ari (Aia), ino Andena, sul pesante tecnia evoluta - come gli Usa e il repentaglio posti di lavoro nono-clima di incertezza che continua Canada, spesso suggeriti quali e- stante che l’attività del sistema al-ad esistere in merito alla prosecu- sempi da seguire - non hanno anco- levatori accolga plausi bipartisanzione dell’attività del Sistema Al- ra ottenuto. Inoltre, questa certifi- in Parlamento e venga apprezzatalevatori sul territorio, messa a ri- cazione assicura la massima atten- in ogni sede pubblica per il suoschio dalla mancanza di sicurezza dibilità del dato di controllo funzio- ruolo chiave nel garantire competi-riguardo ai finanziamenti pubbli- nale risultante dalla nostra attivi- tività alle imprese zootecniche ita-ci per l’attento e quotidiano lavoro tà”. liane e ne venga evidenziato il fon-di raccolta dei dati di controllo fun- Il segretario generale dell’ICAR, damentale contributo per la sicu-zionale e per la selezione animale. Andrea Rosati, a tal proposito sot- rezza alimentare. on riusciamo“Riteniamo inconcepibile ed autole- tolinea: “la certificazione di qualità inoltre a capire le motivazioni persionistico per il Sistema Paese - ICAR garantisce la rispondenza le quali non si riesca a convocarerimarca Andena - un atteggiamento delle attività legate al controllo l’incontro fra Governo e Regionicome quello attuale che non solo funzionale alle norme internaziona- per definire la delicata questionemette in discussione la consolidata li stabilite dallo stesso Comitato, del finanziamento delle Associazio-esperienza acquisita dal sistema norme miranti a rendere il dato ni provinciali allevatori (Apa), maallevatoriale dal dopoguerra ad attendibile e confrontabile a livello al tempo stesso non possiamo ac-oggi, ma nega gli inconfutabili ri- internazionale. In particolare, il cettare che il destino di 4.000 fami-sultati conseguiti anche a livello servizio di certificazione fornito da glie di lavoratori sia messo a ri-internazionale nel campo del mi- ICAR rappresenta un vero e pro- schio a causa di dinamiche del con-glioramento genetico”. prio riconoscimento internazionale fronto politico che non appartengo-“ essuno in Italia meglio dei tecni- della correttezza delle attività dei no al nostro modo di essere e dici operanti nell’Organizzazione controlli e della loro attendibilità”. lavorare”. 27
    • genze del comparto laddove l’enteZootecnia e Pac post-2013, pubblico non può più sostenere da solo il settore. ella Conferenzale richieste del comparto Veneta per l’Agricoltura abbiamo fatto una riflessione: nonostante la crisi, il primario si dimostra un settore solido, ciò significa che è fondamentale investire di più sull’-Oltre 250 allevatori e associazioni in modo forte e positivo sulle future agricoltura in Italia. Gli Stati gene-del settore zootecnico allincontro politiche agricole hanno animato il rali dell’Agricoltura veneta hannoorganizzato da Azove e Fedagri corso dei lavori perché, a fronte di messo insieme oltre 1.500 operatoriConfcooperative un cauto ottimismo basato su al- per costruire una visione strategica cuni segnali positivi dei mercati, è comune per il Veneto. Anche il mi-Agronotizie 295 - 28-/04/2011 forte il senso di oppressione della nistro Romano sta lanciando gli burocrazia che si teme possa au- Stati Generali del settore a livello mentare con la nuova Pac e che nazionale, è una scelta importante".Si è concluso il convegno nazionale vengano meno gli aiuti finora ga-sul futuro della Pac 2013 e la pro- rantiti al comparto. Giuseppe Borin, presidente Con-duzione zootecnica organizzato a L’analisi si è soffermata in partico- sulta bovina FedagriPadova da Fedagri Confcooperative lare su tre aspetti: il mercato, la “Alla Pac chiediamo il manteni-in collaborazione con Azove. Politica agricola comunitaria e lo mento del budget e la giusta atten-Oltre 250 persone hanno assistito ai stato di salute della zootecnia da zione alla distribuzione tra Paesi:lavori che hanno coinvolto tecnici carne in Italia. attualmente l’Italia paga più didel settore e rappresentanti delle quanto riceve dall’Europa. E’ fon-istituzioni: Maurizio Gardini, pre- damentale che vengano mantenutisidente di Fedagri, Giuseppe Bo- gli aiuti a titolo speciale, con para-rin, direttore di Azove e presidente metri da individuare quali la consi- Gli interventidella Consulta Bovina di Fedagri, il stenza dei capi o la perdita del red-professor Vasco Boatto docente di dito. Il passaggio dovrà essere gra-Economia agraria all’Università di Paolo De Castro, presidente duale individuabile nei 3 o 5 anniPadova, Felice Assenza, dirigente Commissione europea Agricoltu- ipotizzati.Mipaaf - Politiche comunitarie e ra Come rappresentante di Azove,internazionali di mercato, l’assesso- “Gli allevatori devono essere con- realtà cooperativa e unica Organiz-re regionale all’Agricoltura Franco sapevoli che la riforma Pac non ci zazione di Produttori in Veneto, perManzato e il presidente della Com- consentirà di mantenere livelli di noi è fondamentale il riconoscimen-missione Agricoltura al Parlamento aiuti diretti differenziati per setto-europeo, Paolo De Castro. Presenti re. Per questo occorre trovare nuo- to delle Op come strumenti di ge- stione dei mercati, capaci di pro-in sala anche i parlamentari europei vi strumenti per salvaguardare le grammare l’offerta, migliorare laGiancarlo Scottà e Sergio Berlato. carni bovine, da ricercare attraver- commercializzazione ed intervenire so i risparmi attivabili elevando i limiti minimi per accedere ai con- con appositi fondi mutualistici".Preoccupazione e voglia di incidere tributi oltre che da meccanismi nuovi simili all’- Maurizio Gardini, presidente attuale "articolo Fedagri Confcooperative 68" che prevede “Gli interventi della prossima Pac premi specifici dovrebbero tener conto delle pecu- per alcune filie- liarità del comparto zootecnico, re". caratterizzato da forti squilibri tra domanda ed offerta, dall’aumento dei costi di produzione e degli oneri Franco Manza- burocratici (si pensi all’attuazione to, assessore delle norme per il rispetto della Agricoltura Re- direttiva nitrati o per la riduzione gione Veneto di gas serra), oltre che dall’aumen- “In questo mo- to dei prezzi delle materie prime mento è fonda- per lalimentazione dei bovini, co- mentale fare si- me mais e altri seminativi. nergie con altri operatori del Per questo auspichiamo che in sede settore per far di riforma comunitaria venganoPadova, convegno su zootecnia e Pac post 2013 fronte alle esi- introdotti nuovi strumenti di mer- 28
    • cato, gestiti direttamente dalle Op, da quelli di Paesi a forte vocazione te.che potrebbero compensare leven- zootecnica come Germania, Fran- In Veneto si registra una riduzione cia e Inghilterra. Il contesto globaletuale perdita di valore dei diritti di delle macellazioni e un calo dell’in-pagamento unico aziendale al ter- è a tinte fosche, in particolare ci gresso di bovini vivi: 621.278 nelmine di un adeguato periodo transi- preoccupa la volatilità dei prezzi. 2010 contro gli 817.034 del 2005.torio che ci traghetti verso la Pac Per questo, per la prima volta an- In particolare si registrano fortidel futuro”. che all’interno del G20, l’agricoltu- contrazioni nelle province più voca- ra sta svolgendo un ruolo fonda- te alla zootecnia.Professor Vasco Boatto mentale e ci si sta concentrando In media hanno guadagnato le gran-“E un momento cruciale per il sulle manovre da attuare per il con- di aziende e in genere le realtà or-futuro del comparto, che si ritrova tenimento della volatilità dei prez- ganizzate in filiera fino al consumo,ad affrontare una riforma legittima zi”. perdono invece le aziende più pic-di cui non si avvertiva l’esigenza, cole e comunque non organizzate inall’interno di uno scenario econo- I numeri filiera.mico caratterizzato da luci ed om-bre. Tra i segnali positivi c’è da el mondo cresce la domanda di La produzione negli ultimi 10 anniregistrare una ripresa della doman- carni bovine e cresce l’offerta di cresce in Brasile e India, mentreda e dei prezzi cui si contrappone Asia a e America latina. L’Unione rimane sostanzialmente stazionariaun preoccupante aumento del costo Europea registra invece una leggeradelle materie prime. Veneto, Lom- la situazione in Europa. Il Consu- flessione e in Italia il calo neglibardia, Piemonte sono le tre regio- mo interno di carne di manzo e vi- ultimi 10 anni è del 10%.ni che continuano a trainare il tello è del 21% negli Stati Uniti, del Nel nostro Paese gli animali da 15 % in Europa e del 13 % in Brasi-comparto in Italia e la Francia meno di 1 anno a più di 2 anni sono le mentre non si è ancora verificatocontinua ad essere il primo mercato 6.100.000 suddivisi al 72% al Nord,di riferimento nell’acquisto di ani- il previsto aumento dei consumi nei il 20% al Sud e solo l’8% al Centro. nuovi Paesi emergenti (Cina, Rus- Oggi l’Europa importa circa il 45-mali vivi da ristallo". sia, Argentina, India e Messico). %-50% del fabbisogno.Felice Assenza, dirigente del Mi- Dati Ismea testimoniano come il In Italia il consumo di carne bovi- 51% del valore lungo la filiera pro-paaf“In Europa ci stiamo muovendo na, dopo la forte crisi del biennio duttiva sia intercettato dalla distri-alla ricerca di alleanze con altri 2008-2009, fa registrare un avvio di buzione, il 24% dalla materia pri-Paesi, ma nell’ambito della zootec- ripresa, con una ripresa anche nelle ma, il 13 % dall’industria e il 12% importazioni delle carni fresche e dall’importazione.nia da carne ci sono delle difficoltà refrigerate e un aumento dell’espor-perché i nostri interessi divergono tazione delle carni italiane congela-Alla guida della BrunaRinnovo dei vertici di Anarb, las- qui svolto.sociazione degli allevatori dei bovi-ni di razza Bruna, che archivia tre “Con una punta di orgoglio - haanni di buoni risultati ricordato Pietro Laterza - possiamo enumerare alcuni importanti tra-Agronotizie 296 - 05/05/2011 guardi raggiunti in questi 36 mesi di intenso lavoro, senza sottacere le criticità esistenti e, in alcuni casi,Tre anni di attività intensa e con un ancora perduranti.” “Siamo stati inbilancio positivo quelli del Comita- prima linea - ha proseguito Laterzato direttivo di Anarb (Associazione - nel creare un progetto mondialenazionale allevatori di razza Bru- sulla genomica, che oggi è di esem-na), guidato dal presidente Pietro pio per tutte le razze. Abbiamo insi-Laterza e giunto alla conclusione stito nella promozione del concettodel suo mandato triennale. Lassem- di “diversità del latte”, sia verso i stimento a lungo termine, con l’in-blea dei soci per il rinnovo delle consumatori con il marchio disola- stallazione di un importante im-cariche, che si è svolta a fine aprile, bruna®, sia verso i trasformatori pianto fotovoltaico, presso la sede,è stata loccasione per ripercorrere grazie al test kappa. Abbiamo e- e con la completa conversione del-le principali tappe del lavoro sin splorato, inoltre, nuove vie di inve- l’intero impianto di raffreddamento 29
    • e di riscaldamento per sfruttare al nella Penisola e in Europa.” Intan-stati eletti: Daniele Pennatimassimo l’energia prodotta in lo- to, come si può leggere dalla docu-(Verbania), Giovanni Giudicico.” mentazione presentata allassemblea(Bergamo), Fausto Pedranzini (Sondrio), Alois Hellrigl (Bolzano), di Anarb, i dati produttivi del 201-A sottolineare questi risultati, la 0 evidenziano un incremento di Peter Zischg (Bolzano), Silvanodecisione di trasferire presso A- 0,02 della percentuale di proteine Rauzi (Trento), Martini Barzolainarb la sede della Federazione Marcello (Belluno), Lorenzo Rigoni del latte della razza Bruna (che pas-europea della razza Bruna, che sa da 3,52% a 3,54%) e un aumento (Vicenza), Corrado Barellaaveva sede in Svizzera. Nel 2010 di 0,03 della percentuale di grasso(Parma), Pierluigi Morellisono state prese decisioni importan- (da 3,94% a 3,97%). Confermato (L’Aquila), Palmino Ferramoscati anche per l’attività espositiva, con inoltre landamento positivo della (Potenza), Francesco DOnghiala storica deliberazione di organiz- qualità del latte di Bruna. Indica- (Taranto), Pietro Laterza (Bari),zare una mostra nazionale, una pri- tiva al riguardo lalta percentuale di Maurizio Maccarone (Enna) e Gio-ma assoluta per il comparto latte, vanni Molinu (Sassari). Per il Col- geni “BB” della k-caseina. Il diret-nel Sud d’Italia, presso il Foro Boa- tore Anarb, Enrico Santus, ha poi legio Sindacale sono stati eletti:rio di Noci, in provincia di Bari. illustrato una approfondita sintesiFranco Pollani e Andrea Buti come sindaci effettivi, Giovanni Cappello delle attività svolte e dei risultati e Pietro Francesco Meschini quali raggiunti nel 2010 da parte dell’in-Parlano i numeri tera struttura Anarb. sindaci supplenti. Infine, Alessan- dro Nardone e Filippo Sembianti“Gli elementi di criticità - ha con- sono stati designati componenti delcluso Laterza - non vanno accanto- Gli eletti Collegio probiviri. A loro il compi-nati. Il numero dei capi di Bruna to di designare il presidente cheallevato in Italia non è riuscito a A conclusione dei lavori l’assem-discostarsi da un trend generale di blea ha nominato il nuovo comitato dovrà guidare la crescita dellas- direttivo dell’Associazione. Sono sociazione per i prossimi tre anni.diminuzione delle vacche da latteGli allevatori scendono in piazzaSi terrà il 19 maggio la protesta - ha dichiarato il segretario generaleper il mancato finanziamento delle della Fai-Cisl Augusto Cianfoni -attività dellassociazione allevatori sono lesito annunciato di tante(Aia) demagogie e di non poche cattive gestioni diffuse negli ultimi anni.”Agronotizie 296 - 05/05/2011 “Le demagogie - continua Cianfoni - sono quelle di una politica pastic- ciona come quella che nel 2001Ancora nessuna schiarita alloriz- riformò il titolo V della Costituzio-zonte per il finanziamento delle ne creando la babele nella sussidia-attività dellAssociazione italiana rietà innescando un conflitto per-allevatori (Aia) nel campo della manente tra Stato e Regioni. elselezione e della tenuta dei Libri caso specifico delle associazioniGenealogici. Un problema sul quale allevatori, il miglioramento geneti-più volte Agronotizie ha puntato co e i relativi controlli sarebberolattenzione per sottolineare il ri- dovuti restare nelle competenzeschio di annullare i progressi sin qui dello Stato.”compiuti e che hanno portato lazootecnia italiana a primeggiare in Risorse e riforma Il logo di Aiacampo genetico. Le difficoltà ri-guardano ora anche i lavoratori La richiesta ora è quella di un de- sparente concorso tra pubblico eimpegnati nel “sistema allevatori” e privato." creto durgenza che metta a disposi-già i sindacati hanno deciso una zione le risorse necessarie alle atti-manifestazione nazionale per il 19 vità di Aia e che consenta al con- Posizioni analoghe sono sostenutemaggio. “I pesanti problemi oggi da Flai Cgil, che aderisce alla mani- tempo, conclude Cianfoni, di attua-vissuti dalle associazioni degli alle- re “una radicale riforma del siste- festazione del 19 maggio. "Comevatori o meglio dai loro dipendenti ma dalla quale scaturisca un tra- Flai Cgil - si legge in una dichiara- 30
    • zione del segretario Giovanni Min- alle funzioni delegate alle regioni e vocazione di un tavolo interministe-nini - ci siamo impegnati, sin dal- per la mancanza di quel Dpcm che, riale che avrebbe dovuto affrontarelapprovazione della legge finanzia- fino allo scorso anno, ne finalizzava il problema, tavolo che non è mairia della scorsa estate, a richiedere specificamente una quota parte al stato convocato. La protesta degliil ripristino delle risorse destinate finanziamento alle attività di sele- allevatori servirà anche a ricordareal sistema, risorse “evaporate” per zione e miglioramento genetico e gli impegni presi e non assolti.leffetto congiunto dei tagli operati tenuta dei libri genealogici.” Min-dal governo alle risorse destinate nini ricorda poi limpegno alla con- tempo la conferma dellistituzioneUna boccata di ossigeno di un tavolo tecnico dal quale defi- nire un progetto di rilancio com- plessivo dellassociazione allevato-per il sistema allevatori ri. Il primo appuntamento è già fis- sato per il 27 maggio.Dal ministero dellAgricoltura arri- mo certo considerare finita l’emer- Le campionessevano 25 milioni per sostenere le genza - conclude Andena - e confi-attività dellassociazione allevatori diamo che la decisione del Mipaaf del latte si ripercuota positivamente anche aAgronotizie 298 - 19/05/2011 livello regionale, dando modo di Appuntamento allallevamento Sab- reperire le altre risorse necessarie biona di Brembio per la Giornata per continuare il lavoro che Aia, allAperto azionale Purina®“L’impegno del ministro Saverio Ara e Apa portano avanti da oltreRomano per risolvere il problema 60 anni in ogni provincia italiana, Agronotizie 302 - 16/06/2011del finanziamento al sistema alleva- al servizio degli allevatori e deltori - dichiara il presidente di Aia consumatore”. E una storia lunga quasi 40 anni ino Andena - si è tramutato in quella dellallevamento Sabbionarealtà. E i 25milioni di euro di ri- I commenti nel campo della selezione dellasorse che il Mipaaf ha reperito so- bovina da latte. Iniziata nel 1973no la testimonianza concreta di con un gruppo di 100 manze ameri- Commenti positivi sono giunti dalquella attenzione ai problemi del segretario generale della Uila Uil, cane e canadesi, lattività di selezio-nostro settore che Romano ha di- Stefano Mantegazza, che ha di- ne è proseguita senza soste in questimostrato sin dai primi giorni del anni ed oggi lazienda vanta una chiarato: "finalmente, dopo mesisuo insediamento in via XX Settem- presenza di 1100 capi con 450 senza stipendio e una grande pre-bre”. occupazione per il loro futuro, gli vacche in lattazione. Di tutto ri- oltre tremila dipendenti delle asso- spetto le medie produttive, 107La dichiarazione del reperimento ciazioni allevatori ricevono un pri- quintali di latte per capo al 3,80%delle risorse per il sistema allevatori mo aiuto concreto." Decisivo lin- di grasso e 3,40% di proteine. Oggigiunge mentre all’Aia è in corso la tervento del ministro Saverio Ro- lallevamento Sabbiona si è arric-Giunta esecutiva. “Con una stretta mano secondo il parere di Augusto chito di una nuova stalla, intitolatadi mano - commenta Andena - il Cianfoni, segretario generale della “La Nuova Casa delle Campiones-ministro Romano mi aveva assicu- Fai Cisl, che si è detto "grato nei se”. Linaugurazione ufficiale av-rato che avrebbe fatto tutto il possi- confronti del ministro Romano per verrà il 23 giugno in occasionebile per risolvere il problema finan- avere interrotto, con ammirevole della “Giornata allAperto Naziona-ziario. Oggi posso affermare che è senso dello stato, lo stillicidio tra le Purina®” che si terrà presso la-un uomo di parola e per questo lo governo nazionale e regioni riguar- zienda Sabbiona di Ireneo e Fran-ringrazio.” do alle risorse e al destino delle cesco Ciserani a Brembio, nei pres- associazioni degli allevatori." si di Lodi. Sabbiona collabora dalUn primo passo per sbloccare la Lassessore allAgricoltura dellE- 96 con Purina® per la gestionesituazione di stallo in cui le Apa si milia Romagna, Tiberio Rabboni, alimentare della mandria. Il pro-sono venute a trovare, a causa della invita il ministro a presentare a bre- gramma della giornata prevede allemancata erogazione dei finanzia- ve alle regioni una proposta di co- 14,30 la registrazione dei parteci-menti che consentono loro di poter pertura finanziaria e di riorganizza- panti. Si prosegue alle 15 con lasvolgere le attività in cui sono im- zione del sistema allevatori. Da sfilata delle vacche, ring e aggior-pegnate sul territorio. “ on possia- parte del ministero arriva nel frat- namento giudici, esperti ed alleva- tori. 31
    • sa del settore della carne bovina èCrisi del settore bovino, stato salutato con soddisfazione ed è una premessa importante per daresi passa al gioco di squadra una reale svolta alle politiche di sostegno agli allevamenti, altrimen- ti a rischio chiusura.LItalia sta lavorando insieme ad misure che possano salvaguardare Per il presidente della Cogeca, Pao-un gruppo di altri Paesi per defini- il settore. Romano ha sottolineato lo Bruni, per rispondere ai proble-re una strategia che ridia slancio quindi "la necessità di agire in ma- mi degli allevamenti occorre pro-agli allevamenti. Le proposte del niera tempestiva a partire dallisti- muovere le Organizzazioni dei Pro-ministro Romano al Consiglio in- tuzione di un gruppo di alto livel- duttori alle quali affidare la gestio-formale dellAgricoltura che si è lo che elabori le misure più oppor- ne di talune misure di mercato e insvolto in Ungheria tune per fare fronte alle problemati- particolare occorre lasciare loro la che del settore, consentendogli di possibilità di programmare la pro-Agronotizie 300 - 01/06/2011 entrare in una fase di rilancio e rin- duzione. Una proposta che certa- novata competitività". mente troverà il favore dei consorzi "LItalia - ha spiegato il ministro - dei circuiti Dop. sta lavorando insieme a Belgio,"Dobbiamo rispondere in maniera Grecia, Olanda, Spagna, Austria,rapida ed efficace alla crisi che sta Francia, Polonia, Irlanda, Porto- Bovini da carne,attraversando il settore della carne gallo e Finlandia, per elaborare unbovina. Si tratta di un problema che memorandum che raccolga idee e aiuti in ritardoriguarda, in tutta Europa, mezzo proposte in grado di far uscire ilmilione di allevamenti, migliaia di settore dalla crisi che sta attraver- Entro il mese di giugno dovrebbestabilimenti di macellazione tra- sando". Romano ha quindi eviden- concludersi liter per la correspon-sformazione e che rischia di avere ziato i rischi legati alla chiusura sione dei premipesanti ripercussioni dal punto di di accordi bilaterali con i Paesivista occupazionale". Lo ha dichia- del Mercosur che "potrebbero met- Agronotizie 303 - 23/06/2011rato il ministro dell’Agricoltura tere seriamente a rischio la soprav- vivenza delle nostre aziende". Pareri favorevo- Prezzi bassi e costi alti. Ne soffrono li un po tutte le produzioni agricole, e L’intervento del fra queste la filiera della carne ministro dell’A- bovina pare essere la più colpita. gricoltura ha rac- Colpa dei molti problemi che deve colto il plauso del affrontare chi si cimenta in questa vicepresidente di difficile attività, a iniziare dalla Assocarni, lasso- scarsa disponibilità di aree a pasco- ciazione dellin- lo alla mancanza di ristalli, di ani- dustria italiana mali giovani da ingrassare. Così della carne, Luigi finisce che in molti casi la carne Scordamaglia italiana nasce altrove (per lo più in che ha espresso Francia) per giungere nelle nostreLa crisi degli allevamenti coinvolge almeno mezzo "piena soddisfa- stalle dove proseguire e terminare ilmilione di aziende zootecniche zione per latten- periodo di allevamento e di finis-Fonte immagine: Meiaponte Farms zione manifestata saggio. Certo non mancano gli alle- dal ministro a vamenti a ciclo completo, relegati ilSaverio Romano da Debrecen favore del settore bovino". "E’ mol- più delle volte a terreni marginali(Ungheria) dove si è svolto il Con- to positivo - ha sottolineato Scorda- dove il vantaggio del pascolosiglio informale dei ministri dellA- maglia - il fatto che il ministro Ro- (quando cè...) viene compromessogricoltura dellUnione europea. mano abbia sin da subito richiesto dalla mancanza di infrastrutture."Cè una forte preoccupazione ed la creazione di un gruppo ad hoc di Non stupisce allora se il numeroapprensione - ha sostenuto - circa alto livello che consenta di indivi- degli allevamenti, anche di bovinile conseguenze che questa crisi può duare le opportune misure per af- da carne va progressivamentegenerare e per questo è necessario frontare le problematiche e ridare riducendosi, mentre per quelli cheche tutte le istituzioni svolgano un slancio e competitività al settore". riescono a sopravvivere si riduconolavoro corale e sinergico per af- Il gioco di squadra con gli altri pericolosamente i margini.frontare la situazione ed attuare Paesi della Ue interessati alla ripre- 32
    • Aiuti che non arrivano no ammissibile al beneficio della fogli, sperando che non aggiungano misura specifica, non può ancora ritardo al ritardo.Difficoltà che in molti casi si rie- essere stabilito dal coordinamentoscono a superare solo grazie ai so- di Agea in quanto gli organismi La replica degli allevatoristegni, pur se modesti, messi a di- pagatori non hanno ad oggi com-sposizione del settore. E il caso dei pletato listruttoria sul numero dei La vicenda sembrerebbe dunque50 milioni di euro destinati agli capi ammissibili.” Solo a fine mag- avviarsi alla conclusione, ma gliallevatori di bovini e previsti dal- gio, afferma la nota di Agea, la ban- allevatori riuniti nel Consorzio Ita-larticolo 68 del regolamento Ce ca dati dellIstituto Zooprofilattico lia Zootecnica non sono per nulla73/2009. Una boccata dossigeno di Teramo ha messo a disposizione soddisfatti. Il presidente del Con-che però tarda ad arrivare mettendo degli organismi pagatori gli ele- sorzio, Fabrizio Barbisan, ha criti-a dura prova la pazienza (e la resi- menti utili per la determinazione cato con vigore laver atteso tantostenza) degli allevatori. Lattesa si dei capi ammissibili ad aiuto. tempo facendo trascorre tutto ilprotrae dal 2009 e in questi giorni “Fintanto che le operazioni di veri- 2010 senza che nessuno si premu-gli allevatori hanno puntato il dito fica non saranno terminate - conti- rasse di sollecitare e coordinare ilcontro Agea, indicata come la re- nua il comunicato - il coordinamen- flusso di dati necessario alleroga-sponsabile di questi ritardi. to di Agea non potrà definire lim- zione degli aiuti. Chi doveva preoc- porto a capo da erogare.” Ma non cuparsi di organizzare il lavoro ed si dovrà ancora attendere molto. evitare ritardi nei pagamenti haLa risposta di Agea Questa ultima parte delliter buro- delle responsabilità delle quali cratico dovrebbe, infatti, conclu-Non si è fatta attendere la risposta tenere conto “vista anche - afferma dersi entro il mese di giugno. Poidi Agea che ha affidato ad un suo Barbisan - la gravissima situazione toccherà agli organismi pagatori,comunicato il compito di puntualiz- economica in cui si dibatte la zoo- cioè le Regioni oppure la stessazare la situazione. “Limporto unita- tecnia bovina da carne in italia". Agea per le regioni dove non sonorio - si legge nel comunicato - da presenti OP, mettere mano al porta-riconoscere per ciascun capo bovi-Te lo do io il Piano CarniIl consorzio Italia Zootecnica ha al ministero dellAgricoltura in unmesso a punto un progetto per ri- incontro presenziato dai consiglierilanciare la carne bovina italiana. E Antonello Colosimo e Sebastianoha escogitato anche come trovare i Sanzarello. “ on siamo andati consoldi il cappello in mano per chiedere sostegni pubblici - ha tenuto a pre-Agronotizie 305 - 07/07/2011 cisare Barbisan - ma conti alla ma- no abbiamo dimostrato che si pos- sono mettere insieme oltre 11 milio- ni di euro “privati” da destinareProprio una bella idea quella messa alla promozione della carne bovi- Il logo di Italia Zootecnicainsieme da Italia Zootecnica per na.”rilanciare le carni bovine in Italia.Più che unidea è un vero e proprio Ecco i soldiprogetto di “piano carni” che si chilo di carne. Si ottengono cosìbasa su un marchio condiviso Il come è presto detto. Con un mo- 0,011 euro per ogni chilogrammo di(Sigillo Italiano è una delle propo- carne, che moltiplicati per circa un desto prelievo da ogni stadio dellaste), con un disciplinare di produ- milione di tonnellate di carne por- filiera si possono mettere insieme izione unico, un sistema qualità rico- tano agli 11 milioni di euro con i capitali necessari per dare sostegnonosciuto dal Mipaaf e per finire una quali la carne bovina potrebbe rial- al settore con un esborso che pertracciabilità garantita da un sistema ogni singolo addetto si può conside- zare la testa.di di identificazione elettronica rare insignificante. Lesempio pro-degli animali e dal controllo del Cosa serve posto prevede per lallevatore unDNA degli stessi animali. Sembra esborso di 0,006 euro per kg di car-un disegno ambizioso, ma il presi- ne. Al macellatore si chiedono Ma serve un organismo (il nome cèdente di Italia Zootecnica, Fabiano 0,002 euro per chilogrammo e per il già, IntercarnePro) che possa deli-Barbisan, è certo di poterlo realiz- commerciante/distributore la quota berare i prelievi e poi unzare. Talmente certo che il progetto, è di 0,003 euro, sempre per ogni “Osservatorio Economico” pernei suoi dettagli, è stato presentato 33
    • superare le “chiacchiere” delle Bor- rilanciare lallevamento della vacca nasconderlo, sono molte e alcunese merci tradizionali. Lelenco delle nutrice da carne e poi sviluppare la davvero complicate, a iniziare dallacose da fare continua con la neces- tracciabilità totale. E alla fine con- frammentazione del sistema carnesità di far funzionare linterprofes- frontarsi con il mercato. in Italia. Ma non per questo il pro-sione della carne bovina in Italia, getto è irrealizzabile. Ora la pros-ottenere dal Mipaaf il riconosci- Difficile ma non impossibile sima mossa spetta al ministero del-mento del Consorzio LItalia Zoo- lAgricoltura con lapertura di untecnica, dare un unico disciplinare Un progetto entusiasmante, non cè tavolo tecnico dove discutere edi produzione per gli allevatori, dubbio. Ma le difficoltà, inutile affinare queste proposte.Così si misura il benessere animaleLIstituto Zooprofilattico dellaLombardia e dellEmilia-Romagnaha messo a punto un sistema divalutazione del welfare nelle bovi-ne da latteAgronotizie 307 - 21/07/2011“Il consumatore vuole essere sicuroche quello che mangia proviene daanimali trattati bene e che hannovissuto in allevamenti rispettosidella loro condizione.” Così diceLuigi Bertocchi del Centro di Re-ferenza Nazionale per il BenessereAnimale presso l’Istituto Zooprofi-lattico della Lombardia e dell’Emi-lia Romagna, intervistato da Cre-monafiere. Ed è proprio dal Centrodi referenza che è stato messo a Il benessere animale sarà uno degli argomenti al centro della prossi-punto un sistema di valutazione del ma Fiera Internazionale del Bovino da Latte (Cremona, 27-30 otto-benessere animale attualmente insperimentazione presso oltre 300 gue Bertocchi - non solo sarà possi- pur in un momento di crisi del set-allevamenti di bovini da latte in bile riportare sull’etichetta di latte tore, gli allevatori hanno saputoLombardia, Emilia Romagna, Ve- e formaggi che il prodotto proviene cogliere il valore del sistema dineto, Trentino; nel progetto compa- da animali allevati nel rispetto di valutazione che stiamo mettendo are anche un importante marchio quanto stabilito dalla normativa punto. Lo testimonia anche la ri-della grande distribuzione organiz- comunitaria sul benessere, ma at- chiesta di collaborazione che ci èzata “che ha saputo intercettare traverso le valutazioni scientifiche arrivata dall’Aia (Associazionel’esigenza del consumatore”, sotto- svolte dal nostro personale si potrà Italiana Allevatori) che ha chiestolinea ancora Bertocchi. dimostrare il livello delle condizio- di essere inserita nel sistema di ni di benessere in cui le vacche valutazione del benessere a vantag-Come “funziona” sono state allevate. In sostanza, il gio di tutti i suoi iscritti”.Il sistema di valutazione sul benes- sistema di valutazione rappresente-sere delle vacche da latte prevede rà un ulteriore valore aggiunto a Appuntamento a Cremonauna serie di osservazioni, 54 per quanto prevede la normativa”. En- L’allevamento, e dunque tutti glil’esattezza, sulla base dei parame- tro la fine di quest’anno si conta aspetti relativi al benessere animale,tri scientifici e normativi da cui di ultimare la sperimentazione e saranno poi protagonisti alla Fierasono state elaborate le linee guida partire con l’applicazione completa Internazionale del Bovino da Latteper l’etichettatura che nel maggio entro l’inizio del 2012. (Cremona, 27-30 ottobre 2011),dello scorso anno il Comitato eco- “Riceviamo numerose richieste di dove sono in programma numerosinomico-sociale europeo ha pubbli- allevatori che vorrebbero essere incontri con specialisti internazio-cato sulla Gazzetta Ufficiale. inseriti nella sperimentazione. E’ nali per confrontarsi e approfondire“Attraverso questo Sistema - prose- evidente - conclude Berticchi - che i temi più urgenti del comparto. 34
    • Regioni non aveva fornito rispostaNo soldi, no selezione al problema. pere il funzionamento del Selezione a rischioIl sistema allevatori attende ancora “sistema allevatori”. Ma a quantoche vengano messe a disposizione pare il problema è tuttaltro che Il rischio che si corre, si è detto ale poche risorse finanziarie che risolto, come ha denunciato il presi- chiare lettere nellassemblea di Aia,erano state promesse. Se ne è parla- dente di Aia, ino Andena, duran- è quello di interrompere un per-to durante lassemblea di Aia te i lavori dellassemblea. “I 25 mi- corso virtuoso nel campo della lioni di euro reperiti - ha detto An- selezione e del miglioramento ge-Agronotizie 307 - 21/07/2011 dena - non sono stati erogati e con- netico che si sta portando avanti da fidiamo che a breve il ministero circa 60 anni. Un progresso al quale dell’Economia dia il suo via libera, le nuove conoscenze, come quelle sbloccando la situazione”. Lincer- nel campo della genomica, potreb-Unoccasione per fare il punto sulla tezza sulla disponibilità di queste bero imprimere unulteriore accele-situazione degli allevamenti, evi- risorse, ha rimarcato Andena, ral- razione.denziare i problemi sul tappeto e lenta le attività e mette in crisi i Innovazioni, queste ultime, cheindividuare le strategie per risolver- servizi resi agli allevatori. Ma la preludono a traguardi importanti nella selezione di ani- mali più produttivi, più longevi e più resi- stenti. Traguardi che oggi sono messi in di- scussione dalle difficol- tà finanziarie. “È un processo continuo - dice Andena - che non si può fermare perché vanifi- cheremmo il lavoro svolto sino ad oggi e che ci vede impegnati in prima linea insieme alle associazioni di specie e di razza.” on cè solo la selezio- ne Le attività di Aia, ha poi voluto ricordare il presi- el corso dell’assemblea generale Aia è stato conferito il premio Italialleva dente di Aia, non si li-“Latte e carne 100% Italiani”. Il premio è andato all In.al.pi. (nella foto da sini- mitano alla selezione estra il presidente di Inalpi, Ambrogio Invernizzi) alla Co.pro.car (secondo da al miglioramento geneti-sinistra Andrea Masci, presidente di Coprocar). Alla consegna dei premi era co, ma si allargano al-presente (terzo da sinistra) il Sottosegretario Roberto Rosso e al suo fianco il lassistenza tecnica aglipresidente di Aia, ino Andena. allevatori, ai temi del benessere animaleli. Questo il filo conduttore dellan- partita pare non riguardare più il (sono stati organizzati centinaia dinuale assemblea dellAssociazione ministero dellAgricoltura, ha preci- corsi per gli allevatori), alla sicu-italiana allevatori (Aia), che si è sato il Sottosegretario per le Politi- rezza alimentare. A questo propo-svolta il 14 luglio, come da tradi- che agricole Roberto Rosso, inter- sito sono stati ricordati i successizione a Roma. Questa volta latten- venuto allincontro degli allevatori, ottenuti dai prodotti a marchio Ita-zione si è rivolta al problema dei ma passa nelle mani delle Regioni. lialleva che garantiscono al consu-mancati sostegni alle attività di Per avere una risposta bisognerà matore il 100% di origine italiana.Aia. Una via di uscita sembrava a allora attendere il 28 luglio, data “Una risorsa importante per il si-portata di mano con limpegno del fissata per la prossima Conferenza stema Italia - ha detto Andena - cheministro dellAgricoltura, Saverio Stato-Regioni. Attendersi una rispo- i ritardi nell’erogazione dei finan-Romano, a reperire 25 milioni (in sta positiva è forse peccare di trop- ziamenti stanno realmente compro-realtà ne servirebbero circa 60), po ottimismo, visto che già in pas- mettendo.”indispensabili per non interrom- sato la stessa Conferenza Stato- 35
    • Carta didentità elettronicaper i bovini definisce il furto di animali. LaLa Commissione Ue approva il semplificazione delle procedure diprogetto di identificazione dei bovi- registrazione dovrebbe poi rifletter-ni tramite microchip si in una significativa riduzione dei costi di gestione.Agronotizie 310 - 08/09/2011 Le tappe Il passaggio dal vecchio sistema“Un passo avanti nel rafforzamento non è però cosa semplice, tanto chedella sicurezza della catena alimen- la proposta della Commissione pre-tare della Ue.” Così il Commissario vede che lintroduzione dellidentifi- Le marche auricolari per lidenti-europeo per la Salute, John Dalli, cazione elettronica avvenga su base ficazione degli animali ora in usoha commentato la decisione della volontaria, lasciando ai singoli hanno molti limitiCommissione di introdurre negli stati membri la decisione di intro-allevamenti di bovini lidentifica- durre un regime obbligatorio a li-zione elettronica degli animali. vello nazionale. Ora la parola pas-Con lapplicazione sottocutanea di del nuovo sistema dipenderà dai sa al Parlamento Europeo e alun microchip, come già avviene per Consiglio e la data di introduzione tempi con i quali queste due istitu-molte specie animali da compagnia, zioni europee si esprimerannocome ad esempio i cani, sarà possi-bile identificare con precisione econ facilità ogni animale. Oggi li-dentificazione, obbligatoria ai fini Boccata dossigeno per lAiadel controllo della filiera bovina eper la gestione dellanagrafe bovina,si effettua con lapposizione di particolare.marche auricolari nelle quali sono Confermata la disponibilità di 25riportati i dati dellallevamento e milioni di euro per sostenere ledellanimale. Molti i loro limiti, dai Con l’intesa del 27 luglio si con- attività del sistema allevatori cretizza quel “faremo la nostraproblemi di lettura che obbliganoad avvicinarsi agli animali (si pensi parte” enunciato dal presidente Agronotizia 309 - 04/08/2011 della Conferenza Stato-Regioni,alle difficoltà per quelli allaperto),ai frequenti smarrimenti di queste Vasco Errani, in occasione del-targhette che con una certa facilità l’incontro del 24 febbraio scorso.possono staccarsi. Per di più tutte le Nella Conferenza Stato-Regionioperazioni di registrazione dei dati Nel contempo, Andena non ha del 27 luglio è stata sancita l’intesavanno compiute manualmente, cosa mancato di sottolineare che il prov- sulla rimodulazione finanziariache avviene spesso con ritardo. La vedimento è un primo passo per delle risorse destinate alle Associa- l’anno in corso per lo svolgimentosostituzione delle marche auricolari zioni allevatori, garantendo la di-con i microchip evita questa serie di di attività che, per la loro stessa sponibilità al Sistema di 25 milioniinconvenienti, in quanto la lettura natura, hanno bisogno di una con- di euro per l’anno 2011. Lo ha anti-può avvenire ad una certa distan- tinuità e certezza a carattere plu- cipato il presidente del-za dagli animali e i dati raccolti riennale, nel medio-lungo termine. l’Associazione italiana allevatori, Il presidente di Aia ha poi sottoli-possono essere immediatamente ino Andena, nel corso dellatrasferiti al centro di gestione della- neato che, già a partire dal prossi- Giunta esecutiva Aia che si è riuni-nagrafe, che per lItalia è presso mo anno, proprio per questo, vanno ta a Roma ripristinate le risorse in un provve-listituto Zooprofilattico G. Capora-le di Teramo. Anche linserimento dimento quale quello rappresentatodel microchip è cosa quanto mai Andena ha espresso un sincero da un Dpcm, per non far restare lesemplice, veloce e indolore. A que- ringraziamento per il senso di re- strutture sul territorio impastoiatesti vantaggi lidentificazione elettro- sponsabilità dimostrato da tutti i in empasse procedurali dannose pernica aggiunge quella di essere un rappresentanti delle Istituzioni e il sistema.deterrente allabigeato, come si dal coordinatore Dario Stefàno in 36
    • nessere degli animali – puntualizzaLelettronica in aiuto Fustini – e questo riguarda anche l’alimentazione. Tutti i traguardidel benessere animale raggiunti in questi ultimi anni sono il risultato di un lungo lavoro lega- to alla ricerca scientifica, iniziatoCè anche un collare elettronico un’altra, relativamente più recente, almeno un paio di decenni fa, quan-che verifica il regolare svolgersi oggi adottata da un numero ancora do alcuni strumenti e ancor piùdella ruminazione, segno di una circoscritto di aziende. Parliamo diversi obiettivi non erano nemme-buona condizione di salute e di del collare elettronico in grado di no ipotizzabili”.benessere. Anche di questo si parle- misurare il tempo di ruminazionerà alla prossima fiera di Cremona della bovina, uno strumento inno- Dal 27 al 39 ottobre prossimi Cre- vativo che funziona con lo stesso monaFiere ospiterà la 66ma edizio-Agronotizie 313 - 22/09/2011 principio del pedometro che rileva i ne della Fiera Internazionale del calori – afferma il veterinario – Il Bovino da Latte, la kermesse dive- suo impiego garantisce un monito- nuta ormai appuntamento irrinun- raggio in base al quale, calcolando ciabile per tutti gli operatori delUn elevato contenuto di fibra, nella per l’appunto il tempo di rumina- settore; qui gli allevatori potrannorazione alimentare delle bovine da zione, è possibile stabilire lo stato trovare e toccare con mano novitàlatte, fa bene. Lo dimostrano le più sanitario dell’animale e intervenire tecniche e scientifiche provenientirecenti prove sperimentali, lo testi- laddove se ne ravvisi la necessità”. da tutto il mondo, e certamente chemonia la qualità del latte prodotto. anche sui temi dell’alimentazione “La redditività aziendale, che si sapranno trovare le risposte più“Molti allevatori si stanno orien- traduce in ottima caseificazione e idonee per la conduzione di un alle-tando verso questa soluzione – resa in formaggio del latte prodot- vamento moderno ed efficiente.commenta Mattia Fustini, veteri- to, passa necessariamente dal be-nario responsabile dell’allevamentosperimentale esistente presso lafacoltà di Veterinaria dell’Universi-tà di Bologna – che non solo per- Cremona, appuntamentomette di contenere i costi alimenta-ri, voce che copre oltre il 55% diquelli totali, ma soprattutto, con con la Limousineuna razione composta per il 50- ordinario successo in tutto il mon- Ottava edizione della mostra na-60% da foraggio, l’animale rumina do. “Tra queste novità la Limousi- zionale del Libro Genealogico didi più favorendo una condizione di ne con le sue eccezionali qualità questa razza in occasione dellabenessere che si traduce in un mi- materne e la qualità della sua car- fiera di Cremonaglior stato sanitario”. ne, idonea a soddisfare le esigenze Agronotizie 315 - 06-10/2011 del consumatore moderno - affer-Per ottenere questi risultati è indi- ma Roberto ocentini, presidentespensabile però somministrare fo- di Anacli - rappresenta una delleraggi di ottima qualità, requisito Nuovo appuntamento a Cremona realtà più originali, importanti eche si determina anche individuan- con la razza Limousine. Loccasio- significative, potendo costituiredo la giusta epoca di sfalcio e le più ne è data dalla ottava edizione della un’opportunità di redditività, ca-adeguate tecniche di fienagione e mostra nazionale del Libro Genea- pace di contribuire alla valorizza-stoccaggio. logico di questa razza che si terrà zione zootecnica di tutto il Paese, nel recinto fieristico cremonese in in ragione della sua versatilità e“Per ottenere questi risultati – con- occasione della prossima Fiera della qualità della sua car-tinua Fustini – molte aziende si internazionale del bovino da latte ne.Lappuntamento si preannunciastanno dotando di attrezzature sem- in programma dal 27 al 30 ottobre. di particolare interesse anche perpre più innovative da un punto di Il concorso, organizzato da Anacli, via della forte espansione dellavista tecnologico. Basti pensare ai lAssociazione nazionale allevatori razza in Italia cove attualmentemoderni impianti di essicazione che delle razze bovine Charolaise e conta 16mila vacche iscrite alpermettono di eliminare quei fattori Limousine, si terrà giovedì 27 otto- Libro, diffuse lungo tutto lo Stiva-di rischio predisponenti la diffusio- bre nel Palazzetto delle Sport di le. Alla diffusione della razza con-ne, ad esempio, delle micotossine Cremona, dalle ore 9,30 alle ore tribuisce in maniera significativasalvaguardando invece tutte le mi- 15.30. Un appuntamento imper- lAnacli alla quale il Mipaaf hagliori caratteristiche dell’alimento. dibile per tutti coloro che vogliano affidato, sin dal 1999, la gestioneA questa tecnologia se ne aggiunge apprezzare il valore genetico di una del Libro Genealogico. razza ben radicata in Italia, di stra- 37
    • Allevatori del Lazio, soldi in arrivoConfermato dalla Regione lo stan- missione Agricoltura della Regione disposizione le risorse finanziarieziamento per le attività dellasso- Lazio i responsabili di Aral hanno per gli allevatori destinando 3 mi-ciazione regionale espresso la loro preoccupazione lioni al sistema Aia regionale. Una per la chiusura anticipata del prima tranche di 1,4 milioni, haAgronotizie 317 - 20/10/2011 bilancio regionale, che metterebbe fatto sapere lAssessore, è stata a rischio le risorse destinate al siste- già pagata e la seconda figura fra ma allevatoriale. Prima ancora le gli impegni prioritari della regione.Sino allultimo si era temuto il bloc- principali rappresentanze sindacali Ma gli allevatori continuano adco delle attività dellAssociazione avevano stigmatizzato il mancato essere preoccupati sullesito di que-allevatori (Aia) a causa della assen- assegnamento dei contributi pubbli- sta seconda tranche di finanziamen-za di finanziamenti. Poi a fine ci (circa 1,5 milioni di euro), che ti, sebbene con una successiva notaluglio, come riportato da Agronoti- oltre a compromettere loperatività dellassessorato allAgricoltura siazie, la Conferenza Stato-Regioni dellassociazione allevatori metteva stata confermata liscrizione nelaveva garantito la disponibilità di in forse anche la corresponsione bilancio regionale 2011 del comple-25 milioni. Pochi rispetto al passa- degli stipendi ai dipendenti della tamento degli aiuti previsti per glito, quando lassociazione poteva stessa associazione. allevatori. A queste note rassicuran-contare su disponibilità di oltre il ti si aggiunge la conferma, pronun-doppio, ma sufficienti a La conferma ciata dallassessore al Bilancio della“sopravvivere”. Sempre che non ci regione Lazio, Stefano Cetica,si mettano di mezzo politica e bu- dello sblocco immediato dei fondi. Ma subito è arrivata la smentitarocrazia, che a quanto pare sono le dellassessore regionale allAgricol- Insomma i soldi ci sono, speriamoresponsabili dei ritardi e delle pre- tura, Angela Birindelli, che ha sot- che alla fine riescano anche ad arri-occupazioni di Aral, lassociazione vare nelle casse dellassociazione tolineato come il Lazio sia stato fradegli allevatori del Lazio. Ma ecco allevatori. le prime regioni (e poche altre sela “cronaca” degli ultimi giorni. ne sono aggiunte) a mettere aNel corso di una audizione in com- li agli allevamenti. Un valido stru-Una mostra mento per conoscere più da vici-e un film no una razza che si è imposta nel panorama internazionale per la pro-per la Piemontese duzione di carne di pregio. Cremona,Appuntamento a Cuneo con la 32e-sima mostra di questa razza bovina life is Brownalla quale è anche dedicato un vi-deo Audiovisivi della Facoltà di Veteri- naria di Torino. Il film si compone L’esposizione della selezione nazio- di un video divulgativo di imposta- nale della razza Bruna vedrà inAgronotizie 318 - 27/10/2011 zione generale sulle caratteristiche mostra alla fiera di Cremona bovi- della razza e di sette schede di ap- ne in lattazione figlie di tori italianiSi terrà a Cuneo, in località Ronchi, profondimento, a carattere didatti-dal 4 al 6 novembre la 32esima co, sui vari aspetti dellallevamento Agronotizie 318 - 27/10/2011edizione della mostra nazionale e dellattività di selezione.bovini di razza Piemontese. Ricco il E al via la 66esima edizione dellaprogramma della manifestazione Il video verrà presentato in un cofa- Fiera internazionale del bovino dache vedrà sfilare soggetti di alta netto doppio contenente due DVD, latte di Cremona, che dal 27 al 30genealogia che parteciperanno ai ciascuno a sua volta contenente 4 ottobre si trasforma in una vetrinanumerosi concorsi in programma. filmati che spazieranno dalle carat- sulle eccellenze italiane nel campoIn occasione della manifestazione teristiche della carne di Piemon- della selezione delle bovine da latte.Anaborapi, lassociazione degli tese alle tecniche di allevamento. Una vetrina dalla quale non potevaallevatori di questa razza, presente- Non mancheranno approfondimenti certo mancare la razza Bruna cherà un film documentario realizza- sulle attività di selezione e sui ser- con la regia di Anarb (Associazioneto in collaborazione con il Centro vizi che Anaborapi rende disponibi- nazionale allevatori bovini della 38
    • razza Bruna) sarà presente con un’- nata di domenica 30 ottobre, presso cordato che la Bruna può vantareesposizione della selezione nazio- lo stand Anarb, parteciperanno alla alte rese alla caseificazione e otti-nale che vedrà in mostra le bovine designazione della “Regina della me caratteristiche sensoriali deidi razza Bruna in lattazione figlie selezione nazionale”. formaggi, come comprovano nu-di tori italiani. Liniziativa è volta merose esperienze scientifiche.a valorizzare la genetica italiana, Dal giovedì al sabato i visitatori Merito delle peculiari caratteristi-soprattutto agli operatori esteri, potranno apprezzare al meglio le che del latte di questa razza, parti-sottolineandone i punti di forza, incaratteristiche dei soggetti esposti colarmente idoneo per la caseifica-particolare la longevità funzionale e nell’area Anarb, come pure la fre- zione, con un elevato contenutole produzioni di qualità. schezza e la genuinità di alcuni fra i della k-caseina B (miglior razza migliori formaggi tipici di qualità, per il genotipo k BB) ed un bassoLa manifestazione sarà occasione di marchiati disolabruna®, frutto numero di cellule somaticheincontro anche per i ragazzi del della sapiente lavorazione del latteBruna junior club, che nella matti- delle bovine brune. Peraltro va ri- 39
    • CARNE mente affollate, in altri paesi, comeInfluenza e vacca pazza, ad esempio in Polonia, di vaccini non cè stato alcun bisogno. Perchéquanti inutili danni si era intuita la portata della minac- cia. Inesistente.Mentre il Parlamento Europeo si Bruxelles vuole rimediareinterroga su come arginare infon- Pecoraro Scanio, già ministro del-dati allarmismi, Coldiretti ricorda lAgricoltura e impegnato leader Ora i deputati del Parlamento euro-il decennale della fiorentina fuori- ambientalista), i consumi di prodot- peo vogliono correre ai ripari perlegge ti tipici in questi anni sarebbero evitare il ripetersi di episodi analo- aumentati di oltre sei volte. Merito, ghi e hanno approvato una risolu-Agronotizie 288 - 10/03/2011 si è affermato durante lincontro, di zione che si basa su tre pilastri: “vacca pazza”, spartiacque fra un collaborazione, trasparenza e modello di sviluppo rivolto solo al definizione del rischio. La colla-Curiosa coincidenza. Il 9 marzo è contenimento dei costi e il successi- borazione è quella che si richiedestato “celebrato” (ma gli allevatori vo più attento alla qualità. Sarà, ma agli stati membri che nel ripetersi dipreferirebbero forse dimenticarse- di qualità si parlava anche dieci emergenze sanitarie (vere e nonne) il decennale del divieto di ma- anni fa e non è un caso se vacca immaginarie, si spera…) devonocellazione dei bovini adulti e delle pazza ha colpito meno in Italia che coordinarsi nelle strategie di pre-bistecche con l’osso, le classiche altrove. La cosa certa è che a pagare venzione e nell’acquisto di vaccinifiorentine. Tutto per colpa di vacca le conseguenze di un esagerato al- in modo da operare i maggiori ri-pazza, morbo che stando al solito larmismo sono stati, come sempre, sparmi possibili. La trasparenzaesagerato allarmismo dei media gli allevatori. E ancora oggi il mer- viene chiesta nei processi di valuta-avrebbe dovuto decimare l’umanità cato non li sta certo ripagando del zione e di comunicazione delle e-ma che invece (e per fortuna) si è danno subito. mergenze sanitarie. Gli esperti chia-mantenuto nella “norma” (un mala- mati ad esprimere le loro valutazio-to ogni milione di persone, più o Da vacca pazza allinfluenza sui- ni dovranno dichiarare se si trovanomeno come la Creutzfeldt Jacob, na in una situazione di conflitto didalla quale vacca pazza deriva). Per interessi. E per essere ancora piùricordare i dieci anni da quegli epi- E mentre a Roma si parla di vacca sicuri che non ci siano “tentazioni”,sodi Coldiretti ha organizzato a pazza, curiosa coincidenza, si dice- i deputati consigliano di garantire alRoma un incontro per analizzare va, il Parlamento europeo si interro- Centro europeo per la prevenzionecome siano cambiate nel frattempo ga sui danni causati dall’influenza e il controllo delle malattie il soste-le abitudini alimentari degli italiani. suina. Danni economici, si badi gno necessario per eseguire i propriA quanto emerge dalla analisi di bene e non sanitari. Perché l’in- compiti in totale indipendenza. In-Coldiretti e di UniVerde fluenza da H1N1 (la suina, appun- somma, chi grida al lupo non può(questultima presieduta da Alfonso to) ha visto 2900 decessi contro i essere un venditore di armi… 40mila che annualmente sono causati da una comu- Infine la richiesta al- ne influenza. Ma tutti ri- l’Organizzazione mondiale della cordano i titoli strillati Sanità di rivedere la definizione di dai giornali, le allarmanti pandemia. Tutti ricordiamo questo notizie riportate da ogni termine abbinato alla parola in- media, dalle reti televisive fluenza suina, abbinamento che ha nazionali ai bollettini di contribuito ad alimentare un inutile quartiere. E poi la corsa ai ed esagerato allarmismo. Dunque si vaccini e agli antivirali. valuti non solo la diffusione geo- Miliardi spesi inutilmen- grafica (che è il criterio in base al te. Senza contare i danni quale una malattia è pandemica o agli allevamenti, con i con- meno) ma si tenga conto anche del-Troppi i falsi allarmi che hanno per pro- sumi di carne suina la gravità della malattia. Insomma,tagonisti gli alimenti e in particolare le (comunque incolpevole) se allarme deve essere, che sia al-carni azzerati. E mentre in Italia meno vero…Fonte immagine: Mc Pig le farmacie erano inutil- 40
    • Bruxelles si divide sulla carne clonataLa proposta di indicarne la presen- vivace, tanto che il presidente della brio-transfer) su una femmina dellaza in etichetta si scontra con gli delegazione del Parlamento Gianni stessa specie. Quest’ultima avrà ilaccordi sul commercio mondiale. Pittella e la relatrice Kartika Lio- solo compito di fare daMa gli animali clonati, dice la tard hanno affidato ad un comuni- “incubatrice” e portare a termine lascienza, sono sicuri. O forse no cato il compito di bollare come gravidanza. L’animale che ne avrà “incomprensibile che il Consiglio origine avrà il corredo genetico deiAgronotizie 290 - 24/03/2011 sia pronto a chiudere gli occhi di genitori e nel caso della clonazione fronte alle preoccupazioni dei citta- sarà l’esatta copia dell’unicoParlamento e Consiglio europeo dini, alle questioni etiche e a quelle “genitore” dal quale ha ricevuto ilsono ai ferri corti. Motivo del con- legate al benessere degli animali nucleo di una cellula somatica.tendere è la carne (e il latte) degli che la clonazione solleva."animali clonati. La vicenda prende I vantaggile mosse dalla iniziale volontà del Alla scoperta della clonazione Dunque nessuna manipolazioneParlamento Europeo di mettere Sulla clonazione sembrano replicar- genetica se non una trasmissioneal bando qualunque prodotto ali- si le divisioni, a volte preconcette, pilotata del corredo genetico. Unamentare derivato da animali ottenuti che dividono favorevoli e contrari sorta di “fotocopia”, identica all’o-per clonazione. Una posizione rigi- agli Ogm. Anche se, per quanto riginale. Un procedimento assaida poi stemperata nel compromesso riguarda la clonazione, i riflessi simile a quello che da secoli si at-nel quale si apriva la possibilità di etici e soprattutto quelli economici, tua nel regno vegetale con la ripro-consumo per i prodotti ottenuti dai sembrano essere di gran lunga infe- duzione per talea. Metodo che tra-discendenti degli animali clonati, riori. Tentiamo, anche se in sintesi, sferito al mondo animale si portapurché fosse indicata lorigine in di ricordare cosè la clonazione e appresso numerose implicazioni dietichetta. Ma il 17 marzo arriva da quali vantaggi (o svantaggi) può carattere pratico. Si pensi alla possi-Bruxelles la replica del Commissa- portarsi dietro. bilità di “replicare” i riproduttori,rio alla Salute, John Dalli, secondo Tutti ricordano la pecora Dolly, il maschi o femmine, che offrono leil quale la proposta si scontra con primo clone animale ottenuto dai migliori prestazioni produttive. Congli accordi sul commercio inter- laboratori inglesi. Non tutti ricorda- i metodi tradizionali occorre unnazionale. Nessun divieto, dunque, no però il primato italiano ottenuto lungo lavoro di selezione genetica,e via libera a carne e latte prove- con Galileo, il primo toro al mon- dagli esiti non sempre certi. Pro-niente dagli animali clonati. Sempre do ottenuto grazie alla clonazione blemi che la clonazione supera d’unche non si riesca a raggiungere un nei laboratori guidati da Cesare sol balzo.accordo seguendo le regole della Galli, un ricercatore italiano che“procedura di conciliazione”. La oggi continua la sua attività nel I problemidata ultima per arrivare ad un campo della riproduzione zootecni- Sin qui i vantaggi. Ma c’è un rove-testo condiviso è la fine di marzo ca nel centro specialistico Avantea. scio della medaglia. Si corre anzi-e già è stata fissata la data del 28 Le esperienze scientifiche condotte tutto il rischio di aumentare inmarzo per un incontro dal quale si in Italia hanno dato un contribu- modo esponenziale la consangui-uscirà con una decisione definitiva. to significativo allo sviluppo della neità e al contempo si minaccia laIl dibattito su questo argomento è clonazione animale, una tecnica che preziosa diversità genetica, mirabo- consiste nel pri- lante strumento che la natura ha vare una cellula messo a salvaguardia della vita. Per uovo del nucleo e questi motivi gli allevatori hanno sostituirlo con il riservato a questa nuova tecnica nucleo di una una tiepida accoglienza e ancora cellula somatica oggi la guardano con un certo di- dell’animale che stacco. Perché la clonazione, questo si intende uno dei timori, potrebbe scardinare “replicare”. Si l’equilibrio del processo di sele- ottiene in questo zione e miglioramento genetico modo un embrio- attuato seguendo i metodi naturali. ne che può essere A complicare il quadro cè la mino- impiantato (come re vitalità degli animali clonati, si fa con gli em- più cagionevoli e più facile preda brioni fecondati alle malattie. Un problema eviden- naturalmente e ziato anche da Efsa, l’autorità euro- destinati all’em- pea per la sicurezza alimentare, che 41
    • chiamata ad esprimere un parere monio genetico. Unopportunità cosa che determina incertezza nel-sulla clonazione animale ha riscon- che si fa tanto più allettante quanto la valutazione del rischio.trato in alcuni casi un peggiora- più è arretrato il livello di progressomento anche grave della salute genetico delle popolazioni animali La risposta della scienzadei giovani bovini e dei suinetti che si hanno a disposizione. Ed è il La scienza, anche in questo caso,clonati. Svanisce così la convenien- caso di alcuni paesi ad economia non può responsabilmente fornireza ad utilizzare la clonazione per la emergente, specie del Sud America, certezze assolute. La complessitàriproduzione di massa che portereb- dove la clonazione ha trovato terre- degli argomenti biologici è tale chebe a mandrie con una minore resi- no fertile. difficilmente uno scienziato potràstenza alle malattie. Ecco perché la esprimere su questo e su altri argo-clonazione resta interessante solo E la salute? menti (si pensi agli Ogm!) risposteper la riproduzione di animali di Linterrogativo, ora, è sulla salubri- definitive. Alla scienza e alla ricer-alto pregio genetico (e dunque tà dei prodotti ottenuti da questi ca si possono chiedere pareri checostosi) o per la salvaguardia di animali clonati, o per meglio dire poi la politica dovrà interpretare. Edrazze in via di estinzione, un campo dalla loro progenie. Anche a questo è quello che si appresta a fare Bru-dove il tornaconto economico non quesito Efsa ha dato risposta affer- xelles entro fine mese sul tema del-ha peso. mando che nulla lascia supporre la clonazione. Con laugurio cheGenetica con il turbo che esistano differenze in termini siano messe da parte le posizioniDunque linteresse verso la clona- di sicurezza alimentare nella carne preconcette e si consenta alla ricer-zione resta confinato alla duplica- e nel latte dei cloni e della loro pro- ca di andare avanti. Forse non cizione di soggetti di alto pregio ge- genie rispetto agli animali allevati darà risposte definitive, ma potrànetico e capaci di trasmettere alla in modo tradizionale. Ma è ancora allontanare dubbi, nelluna o nellal-prole caratteristiche di alta produtti- lEfsa a ricordare lesiguità del nu- tra direzione.vità. Un modo per accelerare la mero di studi disponibili e le ridottediffusione di un particolare patri- dimensioni dei campioni esaminati,Clonazione sì, no, forse.E i prezzi soffronoBruxelles ha deciso per il via liberaalla carne clonata e scattano le lalbero genealogico di ogni bovi-polemiche. Che confondono i con- no e di ogni suino destinato al ma- cello. Un controllo difficile da Il timore di ripercussioni sui com-sumatori e possono nuocere al mer-cato realizzare nella Ue e ancor di più merci internazionali ha convinto nei paesi abituali nostri fornitori. Bruxelles a non imporre le etichette Sullargomento già Agronotizie sulle carni clonateAgronotizie 291 - 31/03/2011 della scorsa settimana è intervenu- Fonte immagine: McPig to ricordando che il problema nonAlla fine è prevalsa la tesi sostenuta coinvolge direttamente gli animali riprese chiamata ad esprimersi indal Commissario europeo alla Salu- clonati, ma solo la loro progenie. proposito, non ci sono rischi adte, John Dalli, e dunque via libera Perché sarebbe un non senso clo- utilizzare carni di animali clonati,alla carne e ai prodotti alimentari nare un animale spendendo deci- e tanto meno se si tratta della loroottenuti a partire da animali clo- ne di migliaia di euro per poi far- progenie. Anche se poi le certezze,nati e soprattutto dalla loro proge- ne bistecche. Lunico interesse del- è sempre Efsa a dirlo, diminuiscononie. La discussione è stata accesa, la clonazione è la replicazione di a causa della esiguità degli esami econ da una parte il Parlamento Eu- grandi riproduttori, capaci di trasfe- dei risultati sin qui condotti. Ma siropeo, disponibile ad accettare le rire nei loro discendenti caratteristi- sa, in biologia è difficile districar-carni clonate purché ne fosse indi- che produttive eccellenti. E sono si con assoluta certezza fra il no ecata in etichetta la presenza, e la questi ultimi, dunque la progenie, a il sì.contrarietà del Consiglio, preoccu- finire sulle nostre tavole.pato per le conseguenze che una Intanto lapertura di Bruxelles hatale imposizione avrebbe creato Preoccupazioni e certezze suscitato molte proteste a iniziarenei commerci internazionali. Per- da Gianni Pitella, capo delegazio-ché indicare la presenza in etichetta Quali sono i rischi per i consumato- ne parlamentare nella trattativa checomporterebbe la conoscenza del- insieme alla relatrice Kartika Lio- ri? A detta di Efsa che è stata più 42
    • tard ha firmato una dichiarazione scelta consapevole da parte dei nel preconcetto e nella contrappo-nella quale definisce “frustrante che consumatori e di rispetto della sizione fra favorevoli e contrari.il Consiglio non abbia voluto ascol- biodiversità. Posizione analoga Lasciamo che gli studi e le ricerchetare lopinione pubblica ed accetta- quella espressa da Cia che ha riba- vadano avanti e che gli organismire misure fortemente necessarie per dito il suo dissenso alla clonazionescientifici, come lEfsa, possanoproteggere i consumatori ed il be- sia sotto il profilo della sicurezzacontinuare il loro lavoro e scioglie-nessere animale". re, se vi sono, gli ultimi dubbi. Poi alimentare, sia sotto il profilo etico. si decida di conseguenza. SenzaTutti contrari Evitare polemiche inutili polemiche che possono solo confondere i consumatori che reagi- scono nellunico modo possibile,In Italia Coldiretti si è espressa ri- Non è la prima volta che le decisio- rifuggendo la carne, con linevitabi-cordando che la maggior parte dei ni prese a Bruxelles vengono messeconsumatori (come intuibile) è con- in discussione e ciò è sicuramente le crollo dei prezzi di mercato. Ed ètraria alla clonazione. La commer- un bene. Un dibattito aperto e questo che, nellinteresse degli alle- vatori, bisogna evitare. Cloni o noncializzazione di prodotti ottenuti da franco non può che essere utile a cloni.animali clonati, è ancora Coldiretti sciogliere dubbi e perplessità. Pur-a rilevarlo, pone un problema di chè, come per gli Ogm, non si cada legislativa al riguardo. RicordiamoCarne clonata, il Parlamento che il mancato accordo sulle norme da applicare ai “nuovi alimen-Ue pretende letichetta ti” (novel food), categoria alla quale appartengono le carni clonate, era stato motivato dal Consiglio con l’esigenza di evitare distorsioni neiChiesta una nuova proposta legi- Consiglio dei ministri della Salute. commerci internazionali. Una posi-slativa per sancire lobbligo di indi- A fine marzo, come riportato anche zione contestata nel corso dellacare la presenza di carni clonate da Agronotizie, il Commissario alla sessione plenaria dall’eurodeputata Salute, John Dalli, aveva comuni- Kartika Liotard, relatrice del dos-Agronotizie 298 - 19/05/20011 cato il via libera alla carne ed ai sier novel food, secondo la quale la prodotti alimentari ottenuti dalla posizione espressa dal Parlamento progenie di animali clonati. Una non è in contrasto con le regole decisione di segno opposto rispet- dell’Omc (organizzazione mondiale to alla volontà del Parlamento Ue, dei commerci). Inoltre, ha sostenutoSulla clonazione animale il Parla- disponibile ad accettare prodotti di la relatrice, i vincoli all’utilizzomento europeo torna alla carica animali clonati solo a condizione degli animali clonati e della lorodopo la “bocciatura” ricevuta dal che ne venga indicata la presenza in progenie nell’alimentazione umana etichetta. Il potrebbe trovare giustificazione mancato ac- anche nelle valutazioni etiche cordo è stato espresse in merito da parte dei con- giudicato sumatori. Non si è fatta attendere la “deplorevole” risposta del Commissario alla Salu- da parte del te, John Dalli, che ha assicurato gli vicepresidente eurodeputati in merito alla presenta- del Parlamento zione della nuova proposta legislati- Europeo, va che avverrà senza ritardi ingiu- Gianni Pittel- stificati. la, che ha ap- profittato della Le preoccupazioni nei confronti sessione plena- delle produzioni animali provenien- ria del Parla- ti da animali clonati non destano mento, riunito infatti preoccupazioni sotto il a Strasburgo il profilo sanitario ed anche l’Efsa 12 maggio, per (Autorità europea per la sicurezza chiedere alla alimentare) , chiamata ad esprimer-Il dibattito sulle carni di animali clonate si snoda fra Commissione di si sull’argomento, ha espresso pare-interessi economici e principi etici formulare una ri sostanzialmente positivi, ricor-Fonte immagine: Masolino nuova proposta dando comunque la necessità di 43
    • continuare gli studi in proposito. economicamente solo per replicare per primo è riuscito ad ottenere la riproduttori di ottimo valore geneti- clonazione di un bovino (il toroSalute e commerci co. Etichettare le carni derivate Galileo) e nel cui centro, all’avan- dalla progenie di questi animali guardia in questo settore, si stanno clonati, come chiede il Parlamento conducendo ricerche sugli xeno-Tanta attenzione da parte di Bruxel- europeo, potrebbe dunque ridurre trapianti. Parola difficile che indi-les verso la clonazione (sino a ierioggetto di discussione solo fra gli gli effetti della liberalizzazione ca la possibilità di ottenere dagliaddetti ai lavori) prende forse le degli scambi, ma a quanto pare animali organi idonei al trapianto nessuno a Bruxelles si sbilancia nel sull’uomo. Risultati interessantimosse dalle proposte di liberalizza- dare alla crociata anti-clonazione sono già stati ottenuti per la curazione degli scambi fra Ue e Merco- una valenza commerciale, che dun- del diabete ed altri sono in corsosur (Argentina, Brasile, Paraguay e que avrebbe solo motivazioni sul rene. Ma avendo a che fare conUruguay), che preoccupa non pocoil settore delle carni. Ed è proprio “etiche”. Sarà anche vero, ma ci animali Ogm e per di più clonati, ilnei paesi dell’America Latina, Bra- teniamo il dubbio. lavoro del centro, che ovviamente si svolge nel completo rispetto di leg-sile e Argentina soprattutto, che c’è gi, protocolli e regolamenti, sembragrande interesse alla clonazione dei Freno alle ricerche trovare ogni giorno nuove difficoltàriproduttori di alto valore genetico e persino atteggiamenti ostili. Ora èper accelerare il miglioramento Nel frattempo l’attenzione rivoltagenetico delle mandrie. essuno, all’argomento clonazione, seppure arrivato, dopo lunga attesa, il via indirettamente, sembra aver interfe- libera al proseguimento delle ricer-infatti, si sognerebbe di fare bi- che da parte del Consiglio superiorestecche con un animale clonato, rito con le attività di ricerca di Ce- della Sanità. Ma cè da dubitare cheoperazione costosa e accessibile sare Galli, il ricercatore italiano che la caccia alle streghe sia finita… carni bovine che si trova ad affron-“Non vogliamo essere tare ad armi impari il mercato e che vede con preoccupazione lei mezzadri della carne” proposte in discussione per la rifor- ma della Pac. “Possibile che anche quando cerchi di proporre soluzioni che allo Stato non costano niente -Così il presidente di Unicarve, las- Con i suoi 870 associati rappresenta si è sfogato Barbisan - chi governasociazione produttori carni bovinela quasi totalità (90%) delle aziende sia sordo e cieco?”. Barbisan è poivenete, rilancia lesigenza di unavenete che si dedicano all’alleva- passato a raccontare le lunghe peri-strategia per il futuro del settore mento del bovino da carne. E’ que- pezie che hanno accompagnato, fra sto il biglietto da visita di Unicarve, molte e inutili carte, le proposte diAgronotizie 300 - 01-06-2011 l’associazione produttori di carne Unicarve e che in sintesi propone- bovina nata circa quindici anni fa vano di affiancare al “classico” dalla fusione dei preesistenti orga- sistema dell’etichettatura facoltativa nismi associativi degli allevatori. il sistema di qualità superiore na- Negli ultimi gior- zionale zootecnia. “Secondo noi - ni di maggio i ha affermato Barbisan - quella era soci di Unicarve l’occasione per collegare l’art. 68 a si sono incontrati un piano carni nazionale, per non per la loro assem- continuare la strategia dei contri- blea dedicata fra buti che invece di dare un aiuto l’altro al rinnovo alla nostra zootecnia, l’hanno im- delle cariche di- poverita". "il nostro obiettivo - ha rettive, che ha continuato il presidente dellUnicar- visto riconfer- ve - non erano e non sono i 20 o 30 mato alla presi- euro in più da dare all’allevatore denza Fabiano per capo prodotto, ma costruire un Barbisan. L’as- percorso che mettesse in condizione semblea è stata chi produce carne, di vedersela anche l’occasione pagata per il valore che ha e nonUn momento dellassemblea Unicarve che ha ri- per fare il punto trovarci a dare la colpa alla grandeconfermato alla presidenza Fabiano Barbisan sulla situazione distribuzione organizzata, che altro del comparto non fa che il suo lavoro e bene: 44
    • pagare il meno possibile i prodotti cipato Mario Catania, capo dipar- interessi dei propri associati.” Iche acquista e allungare i paga- timento delle politiche europee e rappresentanti delle Organizzazionimenti il più possibile! C’è solo un internazionali del Mipaaf, profondo professionali presenti all’incontrosistema per non fare i mezzadri conoscitore dei “meccanismi” alla hanno dichiarato di trovarsi d’ac-della carne: avere un prodotto che base delle decisioni che sono prese cordo con le proposte di Unicarve,non sia facilmente sostituibile nei a Bruxelles. E da lui che è giunta la in particolare per un piano carnebanchi frigorifero dei punti vendi- conferma del progressivo impove- che privilegi i percorsi di qualitàta.” rirsi, sino al loro totale annulla- e informazione al consumatore. mento, nel volgere di pochi anni, Ora bisogna vedere se ci sarà accor-“Vogliamo dar vita - ha concluso dei sostegni finanziari destinati al do anche nei fatti e non solo nelleBarbisan - a un piano carni nazio- settore delle carni bovine. Impor- parole. Non c’è tempo da perdere,nale che veda coinvolti coloro i tante è allora portare avanti nelle la riforma della Pac è alle porte e aiquali vogliono veramente aiutare la sedi comunitarie le istanze dei no- confini della Ue premono gli ac-zootecnia bovina da carne ed emar- stri allevatori, “istanze - ha ricorda- cordi Mercosur che potrebberoginando i cosiddetti perditempo to Catania - che tardano ad arriva- spalancare le porte alle carni cheche delle riunioni e dell’aria fritta re sul tavolo del ministero visto che provengono dal Sud America. E perhanno condito la loro esistenza". ancora una volta le rappresentanze la malandata bovinicoltura da carne sindacali ed economiche non sono italiana potrebbe essere il colpo di riuscite, su richiesta esplicita del grazia.Le sorprese della Pac ministero, a produrre un documen- to comune di salvaguardia degliAll’assemblea di Unicarve ha parte-Per le carni costi alti e prezzi bassiLassemblea di Uniceb, lunione dei luglio 2011, dacommercianti di bestiame, ha pun- 48 a 72 mesi del-tato il dito sulle difficoltà contin- l’età dei bovini agenti e sulle sfide future partire dalla qua- le diviene obbli-Agronotizie 300 - 01/06/2011 gatorio il test Bse. Connesso alla Bse cè poi ilCosti di produzione che aumentano, divieto, ancora inprezzi penalizzati dal difficile rap- vigore, di impie-porto con la distribuzione organiz- go delle farinezata, mercato dei cereali in tensione animali nellali-ed esportazioni in sofferenza a cau- mentazione del Lemergenza vacca pazza, sebbene superata, conti-sa delleuro forte. Questo lo scena- bestiame, cosa nua a far sentire i suoi effetti sui costi di produzio-rio con il quale deve fare i conti il che determina un ne delle carni bovinemondo della carne e sul quale si è aumento dei costipuntato lo sguardo in occasione in due settori, quello della macella- vrebbe emergere è quello delledella 42esima assemblea di Uniceb, zione e dellalimentazione animale. carni suine, sostenuto da una ripre-lunione che riunisce le imprese che Il divieto, ha ricordato Fossato, sa del consumo, mentre per quantooperano nel commercio di carni e dovrebbe però essere rivisto, alme- riguarda il settore delle carni bovinebestiame. Da Verona, dove si è no per quanto riguarda le specie si delinea un aumento delle impor-svolto lincontro il 27 maggio, il monogastriche, entro fine anno. tazioni nette.presidente di Uniceb, Renzo Fossa- Inoltre, ha tenuto a sottolineareto, ha toccato molti aspetti che ri- Fossato, non si può pensare che Definire le strategieguardano il settore e fra questi la l’etichettatura di origine o posizioniforte incidenza dei costi relativi intransigenti contro gli Ogm possa- Altra variabile da tenere in conside-alle misure di prevenzione per la no dare una risposta a tutti i proble- razione nellanalisi delle prospettiveBse (vacca pazza) sui prezzi della mi dell’agricoltura. Passando alla- è la progressiva riduzione dei ter-carne, anche se ha tenuto a sottoli- nalisi delle prospettive di mercato, reni disponibili per le colture inneare che vi sono delle aperture il presidente di Uniceb ha eviden- quanto sempre più impiegati per laquali l’elevazione, a partire dal 1° ziato come l’unico settore che do- produzione di bio-carburanti, una 45
    • riduzione che si scontra con lau- particolare riferimento allevoluzio- Giuseppe Facelli (Ministero dellamento demografico e con la neces- ne della Pac dopo il 2013, alleti- Salute), Jean-Luc Meriauxsità di garantire una sicurezza di chettatura di origine dei prodotti (Uecbv), Mario Catania (Mipaaf),approvvigionamento ai circa 500 alimentari, alla proposta di regola- si è concluso con lauspicio che lemilioni di consumatori della Ue. mento sulle norme di commercia- istituzioni comunitarie si impegnino lizzazione dei prodotti agricoli ed per garantire la “sicurezza ali-In tema di politica agricola comuni- alle implicazioni dei possibili ac- mentare” conciliando corrette poli-taria, molto atteso allassemblea di cordi in seno al Mercosur ed al tiche a sostegno di una agricolturaUniceb lintervento di Paolo De Wto (organizzazione mondiale dei “attiva” e di un ricorso intelligenteCastro nella sua veste di presidente commerci) con le relative ricadute alle biotecnologie, evitando che ladella Commissione Agricoltura del per il comparto zootecnico. produzione di energie rinnovabiliParlamento Europeo. De Castro ha possa in qualche modo entrare inaffrontato le principali problemati- Laffollata assemblea di Uniceb, competizione con la produzione diche attualmente in discussione con che ha visto gli interventi di Pier cibo.Carni bovine strette fra Pac e burocraziaDifesa del budget italiano e mante- (fuori dallartico-nimento del premio accoppiato. E lo 68) per glipoi un apparato burocratico più allevamenti dileggero. Queste le richieste emerse bovini. Questa ladallincontro promosso da Assocar- richiesta avanzatani e Pfizer Animal Health sul tema da Luigi Scorda-della riforma della politica agrico- maglia che ha poila comunitaria ricordato la ne- cessità al con-Agronotizie 303 - 23/06/2011 tempo di allegge- rire e semplifi- care il pesante apparato buro-Il mondo della carne è preoccupato cratico che gravaper le scelte che si stanno delinean- sulle aziendedo a proposito di riforma della della filiera. Le Le richieste che vengono dal mondo delle industriePac. Preoccupazioni che hanno proposte scaturite non sono distanti da quelle che emergono dagli alle-indotto Assocarni (lassociazione dallincontro non vamentiche riunisce le industrie della carne) si fermano qui. I Fonte immagine: Meiaponte Farmse Pfizer Animal Health, multinazio- risultati ottenutinale farmaceutica con forti interessi nel controllo della Bse (vacca paz- mento intensivo le emissioni sonoin campo zootecnico, a darsi appun- za) suggeriscono la necessità di inferiori rispetto a quelle che sitamento a Roma il 21 giugno per rivedere taluni vincoli, come lob- riscontrano laddove si pratica lalle-dibattere questo tema. Ne è uscito bligo di distruzione dellintero inte- vamento estensivo. In tema di am-un incontro affollato al quale hanno stino bovino. Un obbligo che appe- biente è stata avanzata la richiestafatto gli “onori di casa” il vicepresi- santisce i costi di macellazione e di ridurre gli incentivi (definiti esa-dente di Assocarni, Luigi Scorda- che potrebbe essere rimosso dopo gerati ed irrazionali) per lutilizzomaglia e il presidente della multi- che lOie (Organizzazione mondiale energetico di terra fertilenazionale farmaceutica Juan Ra- per la salute animale) ha sancito (fotovoltaico) e mais (biogas) chemon Alaix. Gremito il palco e ludi- lassenza di rischio. vengono sottratti allalimentazione.torio da molte presenze (difficile Ambiente e allevamenti Un cenno è andato anche alle tecno-qui ricordarli tutti) di quanti hanno logie innovative, per le quali, conresponsabilità in fatto di scelte di Scordamaglia ha voluto anche repli- un chiaro riferimento agli Ogm, sipolitica agricola. Precise le richieste care alle accuse di inquinamento chiede di rivedere divieti che fini-che si sono levate dallincontro con che a volte vengono rivolte agli rebbero per togliere al nostro Paeseal primo posto la necessità di difen- allevamenti intensivi. Recenti studi, opportunità di progresso scientifico.dere il budget agricolo italiano e infatti, hanno dimostrato che nelledi mantenere un premio accoppiato aree dove è più diffuso lalleva- 46
    • Le proposte e confuse sovrapposizioni e confer- Benefici, aggiungiamo, che potreb- mando un modello di controllo bero riverberarsi anche sul mon-Le richieste perorate dal vicepresi- ufficiale italiano che ha dimostra- do degli allevatori e sullinteradente di Assocarni sono continuate to di funzionare bene. Tutte richie- filiera che dunque dovrebbe portarecon linvito ad evitare che il costo diste, ha sottolineato Scordamaglia, la avanti queste istanze in modo allar-sovrastrutture burocratiche inca- cui attuazione potrebbe essere im- gato. Disperdersi nella difesa diricate dei pagamenti degli aiuti fini- mediata e a costo zero, ma che che quelle che a torto sono consideratesca con lessere superiore allo stesso porterebbero alle aziende agroali- prerogative di una sola parte piutto-valore degli aiuti distribuiti. Cè poimentari italiane benefici superiori a sto che dellintero sistema, può es-la necessità di coordinare lattività qualsiasi forma di sostegno o aiuto. sere inefficace. Insomma la barca èdi controllo dei diversi organismi la stessa e tanto vale remare tuttivalorizzandone le diverse specifi- Divisi si perde nella stessa direzione.che professionalità, evitando inutili to del presidente di Aia, ino An-Quel Coli che non cè dena, a scegliere prodotti garantiti dal marchio Italialleva. “Perchè con Italialleva - afferma Andena - il (anche in questo caso ingiustificata) consumatore ha invece la certezzaGli episodi che hanno coinvolto la si è spostata sulle carni. Un settore che la carne utilizzata sia statacarne francese ripropongono lanecessità di etichette chiare in me- quello delle carni, che già deve ve- prodotta in stalle italiane.”rito alla provenienza. dersela con una situazione di mer- cato difficile che colpisce in modo E scesa in campo anche lUniceb,Agronotizie 303 - 23/06/2011 trasversale il settore bovino e lunione degli importatori e dei quello suino. Un altro episodio di commercianti di carne ha rinnovato allarmismo alimentare che come i linvito (inascoltato) ad evitare al-Alla fine è arrivata anche la confer- precedenti prende le mosse oltre larmismi, ed ha ricordato che tutti ima che negli hamburger italiani non confine e proprio per questo ripro- prodotti a base di carne, in partico-cè traccia di E. Coli. Ma intanto la pone la necessità di disporre di eti- lare quella bovina, che giungononotizia che in Francia alcuni bambi- chette chiare anche in merito alla sulle tavole degli italiani sono sot-ni erano finiti allospedale a seguito provenienza. toposti a controllo. Un sistema didel consumo di carne ha fatto il giro controllo che funziona come di-di tutti i media. E i toni allarmistici Letichetta, indispensabile mostra la frequenza con la quale gliche sempre (purtroppo) accompa- allarmi alimentari abbaino originegnano queste informazioni hanno Per la carne bovina, ricorda Coldi- fuori dai nostri confini.contribuito e non poco a mettere il retti, lobbligo di indicare in etichet-consumatore sul “chi va là”. Così ta la provenienza è già in vigore, Controlli efficacidopo ortaggi e frutta la paura ma basta laggiunta di qualche altro ingrediente, cosa In più, viene da aggiungere, lItalia frequente nei vanta un efficiente sistema di vigi- prodotti a base di lanza veterinaria e un altrettanto carne, per supera- efficiente servizio di indagini di re questo vincolo laboratorio capaci di fornire rispo- e rendere ste certe in tempi rapidi. In appena “anonima” lori- due giorni dal sequestro delle parti- gine. Vuoti nor- te di carne sospettate di veicolare mativi e triango- lE,coli si è avuto dallIstituto zoo- lazioni commer- profilattico delle Venezie il respon- ciali, ha denun- so di “non colpevolezza”. Le incer- ciato tezze, le conferme e le smentite, i lAssociazione ritardi e le reticenze che hanno ac- italiana allevato- compagnato lepisodio di contami- ri, non permetto- nazione da Coli in Germania segna- no al consumato- no la differenza con le nostre strut- re di sapere cosa ture preposte alla tutela della salute.LItalia si conferma allavanguardia per il suo si- mette nel piatto. Delle quali possiamo vantare effi-stema di vigilanza Ecco allora linvi- cacia ed efficienza. Evviva..Fonte immagine: agriculturasp 47
    • Per le carni arrivalorigine in etichettaRaggiunto il compromesso fra Par- alimentilamento e Consiglio europeo. Ma i confezionatiprodotti trasformati sono esclusi nei punti vendita e neiAgronotizie 305 - 07/07/2011 locali attigui alla distribu-Per la dichiarazione in etichetta zione.dellorigine delle carni Parlamento- Occorre ancora tempo prima che le etichette con laeEuropeo e Consiglio sono final- Qualche dichiarazione di origine per le carni siano operativemente giunti ad un compromesso. critica Fonte immagine: McPigPer le carni suine, ovicaprine e delpollame scatterà lobbligo di indi- Soddisfattocarne lorigine. Saranno invece eso- invece il ministro dellAgricoltura,nerati i prodotti che pur essendo Saverio Romano, che ha ricordato dimento sollecitando una maggio-a base di carne contengono anche come la decisione presa a Bruxelles re considerazione per il settorealtri prodotti. Ma è presto per met- cunicolo dove letichettatura rimane segua la strada già tracciata dallIta-tersi a guardare le etichette speran- lia in merito alletichettatura dei volontaria. La “dimenticanza” deldo di trovare queste indicazioni prodotti. Per il presidente di Coldi- legislatore europeo nei riguardi delsullorigine. settore cunicolo era peraltro già retti, Sergio Marini, lestensione stata oggetto di forti critiche da dellobbligo di etichettatura di origi-Laccordo dovrà essere ratificato parte di Anlac, come riferito da ne è un passo avanti che va peròdal Consiglio, cosa che avverrà non esteso al più presto anche ai prodot- Agronotizie, critiche alle quali siprima dellautunno ed è previsto un ti trasformati, una valutazione so- erano aggiunte quelle di Avitalia.periodo di circa tre anni per con- stanzialmente condivisa dalla Cia. Non resta che sperare che nellasentire alle imprese di mettersi in Il presidente di Fedagri- formulazione finale dei provvedi-regola. Perché nelle etichette do- menti comunitari si dia conto delle Confcooperative, Maurizio Gardi-vranno figurare oltre allorigine attese del settore cunicolo. ni, è entrato nel merito del provve-anche le informazioni di caratterenutrizionale.Parziale soddisfazione Carni bovine, è tempo di passare ai fattiLaccordo soddisfa solo in parte le Assocarni si dice preoccupata della ha lanciato il progetto di un pianoattese degli allevatori che speravano situazione e il ministro dellAgricol- per risollevare le sorti del settoreche lindicazione di origine fosse tura auspica soluzioni condivise. del quale si è parlato anche su A-allargata a tutti i prodotti a base di Gli allevamenti, intanto, chiudono. gronotizie. Al coro di preoccupa-carne e di latte. Così non è stato E dal Veneto si denuncia la difficile zioni per la sorte degli allevamen-anche per la posizione contraria situazione dellassociazione alleva- ti di bovini da carne si sono aggiun-delle industrie del settore, preoc- tori te le industrie del settore, macellato-cupate per le complicazioni che unanorma più estensiva potrebbe com- ri e trasformatori riuniti in Assocar- Agronotizie 306 - 14/07/2011 ni. Loccasione per denunciare leportare. Nonostante la semplifica-zione prevista ora dal legislatore difficoltà del settore è venuta daleuropeo, il presidente di Federali- recente incontro voluto dalla stessamentare, Filippo Ferrua, ha e- Che per la carne bovina sia stagione Assocarni per analizzare le criticitàspresso preoccupazioni per la facol- di crisi, e non da oggi, sono tutti del settore e per elaborare un pianotà concessa ai singoli paesi membri daccordo. Lo vanno ripetendo gli nazionale per il rilancio della zoo-di introdurre in etichetta ulteriori importatori e i commercianti di car- tecnia da carne. A fare gli onori diinformazioni rispetto a quelle pre- ni riuniti nellUniceb, lo dicono a casa il presidente di Assocarni, Lui-viste a livello comunitario. Perples- gran voce gli allevatori attraverso le gi Cremonini, e il vicepresidentesità sono state poi espresse per la loro associazioni. Molte potrebbero Luigi Scordamaglia. La presenzaderoga concessa a favore degli essere citate e fra queste Italia Zoo- del presidente dellAssociazione tecnica che proprio nei giorni scorsi allevatori, ino Andena, lascia ben 48
    • bili almeno 25 milioni. Ma la ma- novra finanziaria ha rimesso tutto in discussione e dal Veneto si è alzata la voce dellassessore regionale allAgricoltura, Franco Manzato, che chiede al ministro quali solu- zioni intende adottare per rendere possibile le attività dellassociazio- ne allevatori. Intanto, informa un comunicato dello stesso Manzato, la Regione Veneto metterà a di- sposizione 4,1 milioni di euro che permetterà loperatività delle sedi provinciali (Apa) dellassociazione allevatori. “Si tratta di una partita importante - si legge nel comunica- to - ai fini della garanzia qualitati- va e quantitativa delle produzioni animali, della tutela delle risorse genetiche nazionali anche rispetto alle strategie commerciali dei paesi esportatori”. Tanti i fronti aperti Complessa dunque la partita che il ministro Romano si trova a dover giocare sul fronte della zootecnia. Alla crisi degli allevamenti di bovi-Si moltiplicano gli allarmi per la difficile situazione degli allevamen- ni da carne si aggiunge la necessitàti di bovini da carne di trovare risorse per le attività diFonte immagine: Lapsus selezione, ma le difficoltà econo- miche del Paese non lasciano mol- ti margini di manovra. Cè poi dasperare sulla possibilità che nel smantellamento della produzione di risolvere la pesante situazione delpredisporre piani e strategie per le carne bovina. settore suinicolo, le preoccupazionicarni bovine non si lavori a compar- del mondo cunicolo, i malumori pertimenti stagni, allevatori da una Il Veneto e l’Aia le ultime mosse su quote latte eparte, industrie dallaltra e magari multe, laltalena dei mercati cereali-commercianti e importatori da u- Non si può che essere daccordo, coli e delle materie prime per lali-naltra ancora. Il ministro dellAgri- ma sul come raggiungere questo mentazione del bestiame, solo percoltura, Saverio Romano, interve- risultato non sembra, per il momen- citare alcuni dei problemi sul tappe-nendo allincontro ha ribadito che è to, esserci un disegno preciso né, to. Da Bruxelles arriva l’approva-“fondamentale coinvolgere tutte le per usare le parole del ministro, zione all’origine in etichetta per laistituzioni e tutti i soggetti che com- “soluzioni condivise”. Mentre la carne. Potrà essere un aiuto, mapongono la filiera produttiva bovi- crisi della carne bovina attende che insufficiente. Ancora da Bruxellesna italiana, a livello nazionale e i buoni propositi si tramutino in giunge il via libera a meccanismi diregionale, per trovare soluzioni proposte concrete prima e in fatti controllo dellofferta per i prodotti acondivise e creare nuove sinergie poi, resta sullo sfondo la difficile marchio. Ottimo, per non dire indi-che consentano di garantire un situazione dellAssociazione ita- spensabile. Ma anche questo nonforte rilancio di tutto il comparto e liana allevatori, privata del soste- sarà sufficiente. Serve altro, serveciò anche attraverso un’opera di gno (circa 60 milioni di euro) alle davvero un gioco di squadra frasburocratizzazione delle procedure sue attività fra le quali rientrano la tutte le componenti delle filieree delle pratiche che gravano sui selezione e la tenuta dei Libri Gene- zootecniche. E qui che lopera diproduttori.” E per dare forza al suo alogici degli animali di interesse mediazione del ministero puòpensiero ha ricordato che il patri- zootecnico, bovini da carne, ovvia- rivelarsi risolutiva. Purché ci si diamonio bovino italiano negli ultimi mente, compresi. Una via di uscita da fare e presto. Ogni giorno altriventi anni si è ridotto del 30%. Di pareva giunta con limpegno del allevamenti chiudono, strangolatiqui la necessità, ha sostenuto il mi- ministro Romano a rendere disponi- dalle ferree regole del mercato.nistro, di arrestare il progressivo 49
    • ponenti della filiera per limpossibi-Crescita e innovazione lità di ripartire gli aumenti sul con- sumatore. Agli aspetti economici sinel futuro delle carni sono aggiunti gli effetti delle cam- pagne di dissuasione allacquisto di carni. Il consumo complessivo di carne in Italia non lascia spazio a ipotesi di crescita ed oggi è attesta-Lacquisizione di Castel Carni da pararsi a questi nuovi scenari Uni- to su circa 80 kg procapite, nei qua-parte di Unipeg rientra fra le stra- peg, il gruppo cooperativo di Reg- li figurano carni bovine per 23 kg,tegie per il superamento delle sfide gio Emilia leader nel settore delle carni suine per poco meno di 40 kgche il comparto delle carni dovrà carni bovine, ha messo in tavola il e oltre 20 chili di carni avicunicole.affrontare suo asso acquisendo il 100% di Castel Carni, azienda modenese La situazione dentro e fuori la UeAgronotizie 323 - 24/11/2011 forte nella lavorazione delle carni suine e non solo. Presentando i det- Allargando lo sguardo allUnione tagli di questa operazione, il presi- europea, la produzione di carne dente di Unipeg, Fabrizio Guidet- bovina si attesta su circa 8 milioniE una sfida difficile quella che il ti, ha tratteggiato gli scenari che il di tonnellate, con un consumo dimondo della carne dovrà affrontare mondo della carne si trova ad af- 8,5 milioni che viene soddisfattonellimmediato futuro. Lo scenario frontare. E gli indicatori economici dunque facendo ricorso ad impor-che si va delineando è quello di prevedono per lItalia un calo dei tazioni extra Ue. Equilibrio fraunEuropa che si appresta ad essere consumi di carni bovine intorno al domanda e offerta lo si riscontra neldeficitaria di carne mentre gran 5%, mentre restano stabili i consu- comparto suinicolo la cui produzio-parte del mondo accresce la sua mi di carni suine e avicole. Nume- ne (circa 20 milioni di tonnellate)richiesta di carne. uove minacce e rosi i fattori che frenano il comparto cresce in sintonia con laumentonuove opportunità, dunque, e bi- delle carni bovine. Laumento dei delle richieste. Situazione analogasogna attrezzarsi per superare le prezzi allorigine (+ 12% nel 2011) per il comparto avicolo, con unaprime e cogliere le seconde. Il co- ha dato respiro agli allevamenti, ma produzione di circa12 milioni dime, però, non è semplice. Per pre- ha eroso i margini delle altre com- tonnellate. Sui mercati extracomunitari si assiste intanto ad una crescita degli acquisti di carni suine nei paesi dellEst a forte crescita econo- mica, come India e Cina. Sullo sce- nario dei consumi di carne, in parti- colare quelle bovine, si potrebbero poi presentare nei prossimi anni i paesi dellAfrica che si affacciano sul Mediterraneo. Un bacino di 280 milioni di abitanti che si apprestano a conoscere (così si spera) demo- crazia e sviluppo economico. Un processo che si accompagnerà ad un mutamento degli stili di vita, con un aumento dei consumi di carni, bovine in primo luogo. Il mondo chiederà più carneUn momento della presentazione del nuovo assetto di Unipeg dopo Uno scenario dunque caratterizzatolacquisizione di Castel Carni. In piedi il presidente di Unipeg, Fa- da alcune criticità come la riduzio-brizio Guidetti, mentre illustra la nuova fisionomia del gruppo. Alla ne dei consumi domestici e le diffi-sua destra Ivano Lugli, vice presidente di Unipeg e procedendo ver- coltà nel comparto della macella-so sinistra Giuliano De Maria, cui si deve lattuale assetto di Castel zione, ma dove si intravedonoCarni e che oggi assume la delega alla gestione dellazienda. A sini- nuove opportunità con lallargarsistra della foto, infine, Luciano Malferrari, consigliere Unipeg con della domanda mondiale di carni edelega al coordinamento delle attività commerciali di Castel Carni con laumentare della richiesta di 50
    • nuovi prodotti a base di carne. Op- l11% della quota di mercato nel a cuocere distribuiti con il marchioportunità che per essere colte ri- comparto della macellazione bovi- Fiocco Rosa o con le private labelchiedono aziende ben strutturate na, superata in Italia solo da un della Gdo.e di dimensioni adeguate, capaci gruppo privato (Inalca con il 13%)di investire nella ricerca e nella e a grande distanza da chi occupa lamessa a punto di prodotti con un terza posizione (Vercelli, 2,7%).alto contenuto di servizi per soddi- Principali canali di sbocco delle Le prospettivesfare le mutate esigenze dei consu- produzioni Unipeg sono la Gdomatori. Sono questi gli “enzimi” (grande distribuzione organizzata)che hanno condotto Unipeg ad ac- dove è presente sia con il proprio Con lentrata di Csatel Carni nellor-quisire unazienda privata come marchio (CarniAsso), sia con i mar- bita di Unipeg ci si aspetta ora unaCastel Carni che ha fatto della ri- chi della stessa Gdo (private label). crescita del fatturato (per il 2014cerca e dellinnovazione di pro- Forte la penetrazione nelle macel- si punta ad 80 milioni) e soprattuttodotto la sua bandiera. Qualche lerie tradizionali, dove passa oltre una spinta allinnovazione di pro-numero può essere di aiuto per me- il 21% delle produzioni Unipeg. dotto nel comparto delle carni bovi-glio delineare i contorni di questa astel Carni si presenta con un fattu- ne presidiato da Unipeg. Nuovioperazione. Unipeg nasce nel 2004 rato di 60 milioni di euro e con una prodotti per conquistare nuovedalla fusione di Unicarni e di Mclc produzione di 18mila tonnellate di fasce di acquirenti contrastandoPegognaga e oggi vanta un fatturato carni processate per anno. Ma il suo così il calo dei consumi e maggioriprossimo ai 390 milioni di euro, fiore allocchiello non sono i volumi dimensioni per competere sui mer-con un volume di carni processate lavorati, ma la forte spinta allinno- cati internazionali, dove il settoredi oltre 113mila tonnellate. Numeri vazione nella trasformazione delle delle carni dovrà giocare la suaimportanti che portano questo carni, suine in particolare, per la prossima sfida. Che non sarà sem-gruppo cooperativo a detenere preparazione di porzionati e pronti plice.La ricerca in aiuto dei bovini da carneDal progetto SustainBeef le rispo- filano allorizzonte. E con questa venti dei relatori intervenuti allin-ste per ridurre limpatto ambientale visione che Azove (Organizzazione contro per illustrare i dati emersie al contempo migliorare la redditi- produttori carni bovine del Veneto) dalla ricerca. Una ricerca, ha ricor-vità degli allevamenti ha dato vita al progetto dato Luigi Gallo dellUniversità di “SustainBeef”, i cui risultati sono Padova, che si è svolta coinvolgen-Agronotizie 323 - 24/11/2011 stati resi noti nel corso di un incon- do 19 aziende per un totale di tro che si è svolto recentemente. 24mila capi allevati. Si sono stu- diati gli aspetti strutturali, le razioniSi respira aria di recupero sui mer- La ricerca e i parametri produttivi. Fra i daticati della carne bovina e i prezzi emersi, la conferma che ad un mag-pagati agli allevatori per i vitelloni gior consumo di proteina grezza da Nucleo del progetto la ricerca dia fine ciclo si collocano su prezzi parte degli animali scaturisce una soluzioni tecniche e managerialiche arrivano a superare i 3 euro al maggiore produzione di azoto. Su capaci di ridurre i costi di alleva-chilo per le razze più pregiate. Prez- questo parametro si può dunque mento e al contempo contenere alzi che sono in media superiori a intervenire per ridurre le emissioni minimo limpatto degli alleva-quelli dello scorso anno. Ma gli menti sullambiente. Alla base di azoto nel terreno.allevatori sono preoccupati. Allo- degli studi i dati e le analisi cherizzonte si profila una riforma della Proteine e azoto Azove ha raccolto in oltre dieciPac penalizzante per il comparto anni e che ha messo a disposizionedelle carni bovine. E poi bisogna dellUniversità di Padova per le Una conferma è venuta da Giovan-fare i conti con i vincoli previsti necessarie valutazioni. Il progetto ni Bittante, già preside della facol-dalla direttiva nitrati. Le deroghe SustainBeef, hanno spiegato Giu- tà di Agraria dellAteneo patavino,accordate a poco servono. La favo- seppe Borin e Pierluigi Lovo, ri- che ha evidenziato la possibilità direvole congiuntura di mercato non spettivamente direttore e presidente mantenere buone performancedeve essere motivo per abbassare la di Azove, intende dare nuove ri- produttive pur in presenza di unaguardia, ma anzi è il momento più sposte al comparto della zootec- riduzione della percentuale difavorevole per studiare le mosse nia da carne puntando in particolare proteina nella razione alimentare.per mettere al riparo gli alleva- sulla riduzione dei costi. Su questa Il risultato è un risparmio sui costimenti dalle nuove sfide che si pro- direttrice si sono articolati gli inter- di alimentazione, una minore im- 51
    • missione di azoto nel terreno e an- Salute animale tale anche in questo caso è la pre-che una diminuzione delle emis- venzione e la diagnosi precoce.sioni di metano. Si è poi passati Le ricerche non hanno trascurato gliallesame degli aspetti produttivi e aspetti sanitari dellallevamento che Indirizzare gli allevamentiqualitativi, argomento affrontato, dahanno visto allopera i veterinari diMassimo Marchi, sempre del- Azove e dellIstituto zooprofilattico Ora si tratta di trasferire sugli alle-lUniversità di Padova. Significati- delle Venezie. Un capitolo impor- vamenti le conoscenze acquisite dalvo il dato emerso sul periodo di tante a questo proposito è quello progetto SustainBeef e qui entra iningresso degli animali in stalla che delle patologie articolari , causa di gioco il ruolo di Azove, realtà cheha messo in evidenza come i mi- notevoli perdite economiche negli per dimensioni e organizzazionegliori risultati economici si realizzi- allevamenti di bovini da carne. può indirizzare la ricerca, come èno con le partite entrate in stalla fra Massimo Morgante, della Facoltà avvenuto in questo caso, e che puòmaggio e agosto. di Veterinaria dellUniversità di orientare la produzione finaliz- Padova, ha riferito che le cause di zando il lavoro degli allevatori al-Fra le razze che hanno fatto parte queste patologie non sono esclusi- lottenimento di margini miglioridellindagine figurano la Charolaise vamente riconducibili a cause batte- prestando al contempo attenzionee la Limousine, con questultima riche, ma riconoscono alla loro ori- allambiente e al benessere anima-che a sorpresa ha mostrato carcasse gine anche altre cause di origine le.meno conformate. genetica e metabolica. Fondamen- del settore per il 2010. Ma per que-La carne bovina rischia stanno si teme che laumento dei costi, in particolare dellalimenta- zione per il rincaro del mais (+ 65%(in Italia) lestinzione nella prima metà dellanno), possa annullare anche i benefici del soste- gno comunitario. é si può contare su una ripresa delle quotazioni diI nostri allevamenti sopravvivono Lo stesso studio mette in evidenza mercato tale da mettere “in sicurez-solo grazie ai premi comunitari, che almeno dal 2008 il prezzo dei za” gli allevamenti. I consumi diche la riforma della Pac potrebbe vitelloni è al disotto del costo di carni bovine sono stabili o peggioannullare o ridurre in gran parte produzione. In queste condizioni in flessione, cosa che certo non gli allevamenti di bovini da carne favorisce una spinta sulle quotazio-Agronotizie 325 - 15/12/2011 dovrebbero aver già chiuso i batten- ni. Al contrario continuano le ten- ti da un pezzo. Invece sono ancora sioni sui prezzi delle materie pri- in attività, almeno la maggior parte. me per lalimentazione, sempre più Come si spiega? Tutto merito dei volatili e altalenanti sotto le spinteOgni chilo di carne bovina che esce premi Pac che consentono la so- dei mercati globali e delle specula-da un allevamento di vitelloni costa pravvivenza degli allevamenti, zioni finanziarie.più di due euro. Lo conferma un offrendo un pur risicato margine diattento studio recentemente pubbli- redditività. E ancora lo studio del Attenti alla Paccato dal Crpa (Centro ricerche pro- Crpa a sottolinearlo. Solo grazie alduzioni animali di Reggio Emilia). pagamento unico aziendale e del Il mercato preoccupa, ma non spa- premio accoppia- venta. Allevatori e operatori del to alla macella- settore sono avvezzi agli sbalzi di zione, infatti, gli “umore” e al saliscendi dei prezzi. allevamentii han- La “tempesta perfetta”, quella capa- no ottenuto unin- ce di spazzare via le ultime speran- tegrazione del ze di sopravvivenza dei nostri alle- reddito azienda- vamenti, è invece dentro alla rifor- le sufficiente a ma della Pac. I nostri allevamenti, remunerare i co- per la loro particolare fisionomia, sti di produzione, potrebbero vedere una forte ridu- lasciando un pic- zione degli aiuti che hanno sin qui colo margine percepito. Spesso si tratta di stalleProdurre un chilo di carne bovina costa oltre due positivo. Questa è da ingrasso, che si riforniscono dieuro la “fotografia” vitelli importati al peso di circa 300 52
    • chilogrammi e poi portati sino al Italia, la riforma della Pac non de- coincide con un un peggioramentofinissaggio con pesi di oltre 600 dica attenzione. E il risultato sarà della nostra bilancia commerciale.chili. Stalle che in molti casi non un taglio degli attuali premi. Taglio E questo lo scenario al quale biso-hanno a disposizione grandi su- che porterà alla chiusura delle gna prepararsi. E che si potrebbeperfici di terreno agricolo e che stalle da carne, visto che è solo evitare se a Bruxelles si riuscisse aper lalimentazione si rivolgono ad grazie ai premi comunitari che si far valere le ragioni degli alleva-acquisti esterni allazienda. A que- realizza un margine, come dimostra menti da carne italiani. Un risultatoste tipologie di allevamento, che lanalisi del Crpa. Stalle chiuse e che in passato è stato raggiunto soloperaltro trovano diffusione solo in aumento delle importazioni, che poche volte.Zootecnia, efficienzae crescita dei consumiDal rapporto Fao emerge che il alternative tecni-consumo di carne crescerà di circa camente o econo-il 73% entro il 2050. ecessari micamente fatti-nuovi sistemi dallevamento rispet- bili alla produ-tosi dellambiente zione intensiva per realizzareAgronotizie 325 - 15/12/2011 lofferta di pro- dotti alimentari zootecnici neces-La crescita della popolazione e del saria a soddisfa-reddito mondiale stanno alimentan- re i bisogni delle città in espansio- bestiame.do un trend di progressivo au- ne", sostiene il rapporto.mento del consumo pro-capite di Maggiore efficienza per soddisfa-proteine animali nei Paesi in via Ma tali sistemi sono fonte di preoc- re la domandadi sviluppo, riferisce il rapporto cupazione sia per il loro impattoWorld Livestock 2011: Lvestock in ambientale, come linquinamento La crescita della produzione zootec-food security (La Zootecnia nel delle falde acquifere e lemissione nica degli ultimi 40 anni è statamondo 2011). di gas serra, sia in quanto potenzia- dovuta allaumento del numero li incubatori di malattie, segnala il dei capi di bestiame allevati.Si stima che il consumo di carne rapporto, avvertendo che "una sfida Ma "è difficile immaginare di potercrescerà di circa il 73% entro il inderogabile è quella di rendere la soddisfare la crescente domanda2050 , mentre il consumo di pro- produzione zootecnica intensiva più prevista in futuro allevando il dop-dotti caseari salirà del 58% rispet- sostenibile a livello ambientale". pio del pollame, l80% in più dito ai livelli odierni. Gran parte della piccoli ruminanti, il 50% in più didomanda futura di prodotti dalle- Secondo la Fao, allo stato attuale bovini e il 40% in più di suini, evamento - in particolare nelle aree delle conoscenze e della tecnologia continuando a sfruttare lo stessometropolitanee in espansione, in cui vi sono tre modi di farlo: ridurre livello di risorse naturali di ades-si concentra la maggior parte della il livello di inquinamento prodotto so", afferma il rapporto Fao.crescita della popolazione - verrà dagli scarti e dai gas serra; ridurresoddisfatta dalluso di sistemi dal- la quantità di acqua e cereali ne- Al contrario, gli aumenti produttivilevamento intensivo su larga sca- cessaria a produrre ogni dato am- dovranno scaturire da una maggio-la, afferma il rapporto Fao. montare di proteine animali e rici- re efficienza dei sistemi zootecnici clare i sotto-prodotti agro- nel convertire le risorse naturali in"Allo stato attuale, non esistono industriali tra le popolazioni di cibo e nel ridurre gli sprechi. 53
    • LATTEQuote latte e multe, ancorauna proposta di rinvioSi riapre la polemica sui pagamenti menti sopravvissuti, vi saràdelle rate che un emendamento al anche la proroga al paga-milleproroghe vorrebbe rimanda- mento delle multe latte, chere di altri sei mesi intanto ha superato la prima “scrematura”. Al primo vaglio di ammissibilità sonoAgronotizie 283 - 03/02/2011 stati eliminati 542 emendamenti, ma Le posizioni resta per il momento la proposta per il rinvio delle multe La proposta di rinvio delle Fonte immagine: ShlabotnikRiecco le quote latte, dove meno te multe ha già aperto un con-le aspetti. Questa volta tornano con fronto serrato allinternoil “milleproroghe”, il decreto che del Governo, con la Legasi vara per correggere eventuali che spinge per la proroga e il mini- lioni di euro. Più in dettaglio silacune lasciate nel Bilancio dello tratta di 541 allevatori che non han- stro dellAgricoltura, GiancarloStato a fine anno. Anche questa no mai fatto domanda di rateizza- Galan, che invece è contrario, co-volta, come sempre, è assalto a que- zione, ai quali si aggiungono 494 me già si dichiarò sei mesi fa, quan-sto decreto nel quale ognuno tenta do fu concesso di rimandare il pa- produttori che pur avendo inoltratodi inserire richieste e proposte di gamento delle rate dal 30 giugno al la richiesta non hanno poi conclusoogni tipo (non a caso si chiama liter di accettazione. Sono 232 gli 31 dicembre 2010. A fianco del“milleproroghe”). Sono oltre 1500 allevatori le cui domande sono state ministro si è schierata Coldiretti pergli emendamenti giunti da ogni accettate, mentre per altri 442 sono la quale “non esistono motivazioniangolo del Parlamento e si va dal- ancora in corso le procedure di per unulteriore proroga del paga-lennesimo condono edilizio ai fon- mento delle multe” e sulla stessa riesame da parte di Agea e deldi per leditoria passando per talune lunghezza donda si è detta Confa- Commissario straordinario. La parteaperture alla caccia. restante di allevatori è rappresentata gricoltura per la quale “non si pos- da quanti hanno azzerato il loro sono accettare ulteriori dilazioni”,E fra le tante proposte ecco quella debito grazie alle sospensive o al come pure la Cia che ha sentenziatodi rinviare di altri sei mesi (un versamento delle multe e dai pochi “basta premiare i furbi che nonprimo rinvio era già stato accordato hanno rispettato le regole”. Unal- che hanno debiti inferiori ai 25milafra mille polemiche) il pagamento zata di scudi che ha rafforzato le euro.delle multe latte rateizzate il cui richieste del ministro Galan neltermine era scaduto con il 31 di- suo appello al senso di responsabili- Il futurocembre del 2010. Prima della sua tà dei parlamentari. “Tanto più - haapprovazione definitiva il decreto sottolineato il Ministro – che il ter- Ora non resta che attendere la con-subirà una forte “cura dimagrante” mine di pagamento è già scaduto e clusione delliter legislativo delpassando attraverso una serie di le ingiunzioni sono arrivate”. decreto milleproroghe per sapereverifiche per valutare lammissi- come finirà questa ennesima vicen-bilità delle tante, troppe, richie- da legata alle quote latte. Con una La situazioneste. Si è iniziato martedì uno feb- certezza, di quote latte si parleràbraio, dove sono caduti sotto la ancora, almeno sino ad aprile 2015scure dellammissibilità 542 emen- Il 21 gennaio, infatti, sono scaduti i quando finalmente saranno tolti idamenti (e fra questi il condono termini previsti dalla legge 33- vincoli alla produzione di latte.edilizio) e si continuerà nei prossi- /2009 per la rateizzazione delle Sperando che il rimedio non siami giorni valutando contenuti e multe. Gli allevatori interessati, peggiore del male...ma questa ècosti di ogni voce e vedremo se alla informa Agea, sono poco meno di unaltra storia.fine, fra le poche decine di emenda- 2000 per un totale di 548,75 mi- 54
    • nel resto dItalia, dove si guardaLatte, quel prezzo che divide alla Lombardia come capofila nella produzione di latte. Certo è che in questi sei mesi il prezzo dei due principali formaggi italiani, il Par- migiano Reggiano e il Grana Pada-Raggiunto un accordo in Lombar- di Coldiretti e Cia. Manca la firma no è cresciuto di circa il 20%. Edia che vede però forti contrapposi- di Confagricoltura che ha giudicato molti allevatori speravano che an-zioni fra le rappresentanze degli insoddisfacenti i termini dellac- che il prezzo del latte potesse cre-allevatori cordo. Proprio come accadde poco scere in uguale misura. A favore di più di sei mesi fa, ma a ruoli inver- un aumento più sostenuto del prez-Agronotizie 285 - 17/02/2011 titi, quando fu invece Confagricol- zo cè anche la favorevole congiun- tura a siglare con Italatte un accor- tura sui mercati internazionali. do giudicato insoddisfacente da La domanda mondiale di latte è in Coldiretti. In base a quellaccordo, crescita e le scorte sono ai minimi eGli allevatori dovranno aspettare il scaduto a dicembre, il latte veniva comunque già impegnate. Se ne èprossimo mese di luglio per riceve- pagato fra un minimo di 36,50 cen- parlato anche la scorsa settimana sure 40,02 centesimi per ogni litro di tesimi e un massimo di 37,30. Il Agronotizie, commentando landa-latte venduto. Prima di allora do- nuovo accordo non è piaciuto mento del mercato dei formaggi.vranno accontentarsi di soli 39 cen- nemmeno all OC Latteitalia Specchio fedele di questa situazionetesimi. E i soldi arriveranno a ses- (erede di Unalat) che lo giudica è landamento del prezzo del lattesanta giorni dalla consegna delle insoddisfacente rispetto al mercato spot, quello venduto fuori dai con-partite di latte. Questo, in sintesi, attuale e alle sue prospettive di au- tratti commerciali la cui quotazionelaccordo raggiunto in Lombardia mento. è puntualmente riportata dalla Ca-per la definizione del prezzo del mera di Commercio di Lodi. Lulti-latte sino a settembre. Un accordo ma rilevazione riporta per fine gen-parziale, perchè a firmarlo non cè naio punte di 41,5 centesimi, ma laAssolatte (lassociazione delle indu- tendenza è quella di ulteriori au- Il mercatostrie lattiere), ma solo Italatte che menti. Almeno per il momento,per quanto importante (società del perchè resta sul mercato del lattegruppo Lactalis, nota con molti e Al di là delle continue divergenze una forte volatilità che rendenoti marchi come Galbani, Inver- che purtroppo animano il mondo quanto mai difficile fare previsioni.nizzi e Cademartori) non rappresen- agricolo, registriamo che il nuovota comunque la totalità del latte accordo rappresenta comunque unlombardo. In rappresentanza degli miglioramento rispetto al preceden-allevatori troviamo poi solo le firme te. E vedremo che influenza avrà Ci vorrebbe un indice Una situazione, dunque, che rende sempre più problematico raggiun- gere un accordo sul prezzo che metta daccordo allevatori e indu- strie. Un aiuto potrebbe venire dal- lormai antico progetto di legare il prezzo del latte ad un “paniere” composto dallandamento dei costi delle materie prime per lalimenta- zione degli animali e dal prezzo di mercato dei formaggi. Un progetto, questo dellindicizzazione del prez- zo, che risolverebbe molti problemi. Se ne parla da tempo, ma non si giunge mai ad una conclusione. Proprio come accade per lunità delle rappresentanze agricole, da molti invocata ma solo a parole. Intanto le industrie del latte ringra-Lintesa sul prezzo è stata siglata fra gli allevatori di Coldiretti e Cia ziano...e una tra le più importanti industrie lattiere 55
    • I soldi degli allevatoriMentre il Milleproroghe continua do degli allevatori la cui associa-la sua corsa contro il tempo per zione ha dato ampia dimostrazioneessere approvato prima della sca- di efficienza e professionalità neidenza, il sistema allevatori deve suoi 60 e passa anni di attività. Og-fare i conti con lassenza di soste- gi al sistema Aia fanno riferimentogni oltre 76mila allevamenti per un totale di capi bestiame che supera iAgronotizie 286 - 24/02/2011 5 milioni. Quasi tutto il latte pro- dotto in Italia (circa l80%) viene sottoposto a controlli nei 24 labo-E adesso? Dopo lo stop al ratori dellassociazione allevatori e i“Milleproroghe” promosso dal Qui- risultati di oltre 16 milioni di analisi Per lAssociazione allevatori po-rinale e la sua nuova formulazione, sono utilizzati anche nei programmi trebbe defilarsi un grave proble-il rinvio del pagamento delle multe di miglioramento e selezione. Un ma se non saranno resi disponibi-latte, almeno per il momento, sem- lavoro imponente realizzato anche li i finanziamenti alle attività dibra riconfermato. Ma lultima paro- grazie al contributo degli allevatori selezione e controllo degli alleva-la sarà detta nel pomeriggio di saba- e al sostegno finanziario dello Sta- menti Fonte immagine: Poolieto 26 febbraio, quando liter legisla- to. Un sostegno destinato a contrar-tivo sarà completato. Sempre che si si anche in relazione alle difficoltàfaccia in tempo, perché il decreto generate dalla crisi economica in attuazione che tengono conto didovrà essere votato alla Camera e atto e che ha indotto il “sistema vari aspetti, non ultime le specifici-poi tornare al Senato dopo aver allevatori” a mettere in atto già da tà regionali.” Parole dure arrivanosuperato lesame delle Commissio- tempo una profonda riorganizza- anche dal segretario generale dellani. Insomma una vera e propria zione interna, indirizzata a miglio- Fai-Cisl, Augusto Cianfoni, checorsa a ostacoli. Si farà in tempo? rare lefficienza, comprimendo al “condanna senza reticenze i com-La posta in palio è la decadenza del contempo i costi. Riorganizzazione portamenti irresponsabili di chi,decreto legge e il suo annullamento. che per quanto efficace non risolve insidiando il sistema associativoSe così fosse cè da chiedersi quali lazzeramento delle coperture finan- degli allevatori, sta costruendo unsaranno le conseguenze per gli ziarie alle attività dellassociazione grave pregiudizio su tre mila postiallevatori che non hanno rispettato allevatori che lo scorso anno hanno di lavoro altamente specializzati.”la scadenza del 31 dicembre 2010. ancora potuto contare su un contri- Una situazione difficile che ha in-Potranno risolvere il ritardo pagan- buto di circa 65 milioni di euro. dotto la stessa Fai-CIsl, insieme addo una “mora”? O dovranno rinun- altre sigle sindacali, ad indire unociare al programma di rateizzazione I commenti sciopero nazionale di 8 ore per l11e pagare tutto e subito? O si prov- marzo.Le preoccupazioni degli alle-vederà ad un nuovo rinvio? Ma vatori sono approdate in Regione “Sono momenti particolarmenteinutile ora fare congetture, aspettia- Lazio dove lassessore allAgricoltu- difficili - dichiara ino Andenamo cosa accadrà sabato pomerig- ra, Angela Birindelli, ha annuncia- presidente di Aia - per il sistemagio. zootecnico nazionale. L’amarezza è to laumento della cifra stanziata per il 2011 in favore del comparto zoo- ancora maggiore - aggiunge Ande-Il sostegno allAia tecnico nazionale, che passa da 1,5 na - perché vediamo calpestata la a 3 milioni di euro. Con queste ri- dignità di un sistema che in prima sorse, ha affermato lassessore, siIntanto preoccupa lassenza, prima e persona si è messo in discussionedopo lo stop al Milleprorghe, dei decidendo di riorganizzarsi. E’ conta di garantire la continuità deisostegni alle attività del- difficile frenare la delusione se pen- servizi e dei controlli affidati allAs- sociazione allevatori. Una iniziativalAssociazione italiana allevatori siamo che a luglio 2010 la Confe- lodevole anche per il significato,(Aia). E non si tratta solo di selezio- renza Stato-Regioni ha validato il ma che non modifica il quadro dellane e miglioramento genetico, pur testo del Programma annuale dei situazione. Gli allevatori, e i pro-importanti, ma di un articolato lavo- controlli 2010 e successivamentero di controllo che riguarda tutta la reso operativo con DM, nel quale il grammi di selezione e miglioramen-filiera produttiva sia del latte, sia processo di ristrutturazione appro- to genetico, attendono una rispo- sta a livello nazionale. Potrà questadella carne. Ed è stravagante che vato dal Sistema Allevatori è defini- risposta venire dalla Conferenzamentre si porta avanti un forte im- to come funzionale agli obiettivi di Stato Regioni che si sta svolgendo apegno per avere etichette trasparen- efficienza ed efficacia raccomanda- Roma mentre scriviamo queste ri-ti, dove sia indicata lorigine dei ti, considerando che tale percorsoprodotti, si tolgano risorse al mon- esige tempi di messa a punto ed ghe? Non resta che aspettarne la conclusione. 56
    • di fine anno.Quote latte e Milleproroghe, Una situazione analoga si è verifi-tanto rumore per nulla cata per gli allevatori del “secondo gruppo”. Complessivamente si trat- ta di 232 allevatori dei quali solo una sessantina non avrebbero salda-La maggior parte degli allevatori ridotta a soli 5 milioni. Soldi per di to a dicembre la loro prima rata.ha saldato il debito in dicembre e il più che verrebbero recuperati dai Preso atto che la maggior parte de-costo del rinvio delle multe riguar- fondi destinati al sostegno di talune gli allevatori aveva pagato le ratederebbe solo gli interessi maturati gravi patologie come lassistenza ai entro dicembre, i conti sul costosino alla nuova scadenza malati oncologici. Un argomento della “operazione rinvio” sono così che come intuibile ha gettato altra passati da 30 a 5 milioni di euro. AAgronotizie 287 - 03/03/2011 benzina sul fuoco delle polemiche. giugno, e mancano solo pochi mesi, tutti dovranno mettere mano al portafoglio e adempiere al paga-E deciso. La scadenza per pagare le mento, chi della settima e chi dellarate delle multe latte slitta al 30 prima rata. Dunque i costi dellinte- Il “puzzle” delle rategiugno. E quanto prevede il com- ra operazione andrebbero spostatima 12-duodecies del non sul capitale (i cinque milioni),“Milleproroghe” il cui testo ha su- Ma come stanno realmente le cose? ma solo sugli interessi. Chi si èperato lultimo passaggio alla Ca- Proviamo a rimetterne insieme i cimentato in questi calcoli affer-mera ed ora è legge dello Stato “pezzi” fondamentali. Al rinvio, ma che il costo degli interessi si(legge 26 febbraio 2001, n.10). Una come anticipato anche da Agronoti- aggira sui 200mila euro. E a paga-decisione sofferta e accompagnata zie, sono interessati due gruppi di re dovrebbe essere lo Stato vistoda un coro di proteste come ormai è allevatori, al primo gruppo appar- che per il primo gruppo (quelli della tengono quelli che hanno aderitoprassi quando si parla di quote latte. legge 119/2003) la rateizzazioneDecisione iniqua secondo Confagri- alla rateizzazione decisa nel 2003 e non prevede costi per gli allevatori,coltura che si dice indignata della che oggi sono alle prese con la set- che quindi non sono tenuti a pagareproroga. tima rata delle multe. Nel secondo interessi. Per il secondo gruppo, che gruppo (meno numeroso) troviamo invece non gode di questa agevola- gli allevatori che hanno approfittato zione, al costo della rata si dovreb-Decisione grave per Coldiretti tanto della nuova “finestra” del 2009, con bero aggiungere gli interessi che nelpiù che nello stesso provvedimento la quale si è offerta unaltra possibi- frattempo sono maturati. Interessisono state escluse misure impor- lità (pagando però gli interessi) di che in questo caso non peserebberotanti come il sostegno alle attività rateizzare le multe. Per questi ultimidellassociazione allevatori o il sui conti dello Stato. si tratta di pagare la prima rata delbonus gasolio. Ad alimentare le loro debito, che già era stato rinvia- Bruxelles ci guardapolemiche ha contribuito la ridda di to dal 30 giugno del 2010 al 31ipotesi sui costi di questa proroga, dicembre dello scorso anno. Ora ilprima valutata in 30 milioni e poi Tanto rumore (e fatica) per nulla, o rinvio riguarda tutti gli allevato- ri, ma la decisio- per poco, verrebbe da dire. Ma non la pensano così a Bruxelles dove ne arriva solo già lo scorso anno non piacque la adesso, a grande decisione di rinviare da giugno a distanza dalla dicembre il pagamento delle rate. scadenza del 31 dicembre 2010, Tanto che nello scorso ottobre è con il risultato stata recapitata al ministero dellA- gricoltura una richiesta di chiari- che molti alleva- tori hanno già menti da parte del Commissario Dacian Ciolos. La risposta italiana saldato il loro è partita solo da pochi giorni e ve- debito a fine an- no. La gran parte dremo se le spiegazioni saranno (9.740) degli tali da evitare laccusa di aver infranto le norme comunitarie. 11.326 allevatori Incrociamo le dita, perché se infra-Ora si teme che questo secondo rinvio delle multe del primo gruppo zione cè stata la prima volta cèpossa far scattare le sanzioni di Bruxelles nei con- ha così provve- anche in questo secondo caso. E ilfronti dellItalia duto a pagare la settima rata en- conto potrebbe essere ben piùFonte immagine: Joe Shlabotnik salato degli interessi che il rinvio tro la scadenza dei pagamenti ci è costato. 57
    • Prezzo del latte, servono nuove regoleLe trattative si spostano in Lazio, (circa 230 euro tonnellata) e la soia latte italiano e viene al sesto postodove si ripresentano le difficoltà ha fatto un balzo in avanti di quasi nella graduatoria delle regioni anel trovare un accordo fra allevato- il 40% (circa 550 euro tonnellata). vocazione lattiera della Penisola.ri e industrie. E tempo di ripensare Il risultato è che dare da mangiare Dal prezzo del latte dipende il futu-ad un prezzo legato agli indici di alle vacche costa di più visto che il ro di oltre 1700 aziende e le deci-mercato prezzo dei mangimi, stando ai cal- sioni che saranno prese nel Lazio coli della Coldiretti, è cresciuto del condizioneranno gli analoghi ac-Agronotizie 289 - 16/03/2011 17%. cordi in scadenza in Toscana e in Campania. In queste due Regioni Il prezzo nel Lazio, in Toscana e andranno in scadenza a fine aprileSale il prezzo del petrolio, complice in Campania gli accordi sul prezzo del latte fissa-la difficile situazione nel Magreb, e to a 39 centesimi al litro per la To-cresce il prezzo del latte. E sempre scana e a 40 centesimi per la Cam- Costi in salita e mercato dei for-così, oro nero e oro bianco viag- pania. E già si annuncia difficile maggi in ripresa dovrebbero esseregiano a braccetto sui mercati. Non gli ingredienti giusti per nuovi ac- trovare un punto di incontro nellaci sono connessioni dirette fra que- cordi fra allevatori e industrie del nuova trattativa.sti due prodotti, ma è pur vero che settore allinsegna di prezzi del latteil costo dellenergia si riflette su Ci vuole un “indice” più alti. Ma non è così. Poche setti-gran parte delle attività produttive, mane fa, in Lombardia, si è fatico-latte incluso. Così il prezzo del samente raggiunto un accordo fra Ma perché, viene da chiedersi, tantalatte spot, quello venduto fuori dai Coldiretti e Italatte (dunque un ac- resistenza da parte delle industriecontratti fra allevatori e industrie, è cordo parziale, che riguarda solo nellaccordare gli aumenti richiestitornato a salire e sulla piazza di alcuni dei protagonisti della filiera, dagli allevatori? La forbice fraLodi (che fa da riferimento per que- per quanto importanti) che ha fissa- prezzo del latte e mercato dei for-sto prodotto) si torna a parlare di to a 39 centesimi di euro il prezzo maggi si è allargato e sembra offrireoltre 43 centesimi al litro. In fer- del litro di latte alla stalla. Aumenti spazi di manovra sufficienti ad au-mento anche il mercato dei formag- menti che non assottigliano i margi- modesti e non condivisi da altregi. Il prezzo del Grana Padano, vali- rappresentanze agricole. Ora le ni, legittimi, delle industrie. Indu-do termometro del settore, è cre- difficoltà a raggiungere un accordo strie che hanno tutto linteresse asciuto rispetto ad un anno fa di qua- fra allevatori e industrie si ripresen- favorire una produzione naziona-si il 30%. Cresce il prezzo del lat- ta nel Lazio, con protagonista la le di qualità, indispensabile per late, ma crescono anche i costi per Centrale del latte, che per gli alle- produzione di formaggi Dop. Unaprodurlo. Unocchiata al mercato vatori di questa Regione è uno dei qualità che va sostenuta conceden-del mais e della soia, componenti principali interlocutori. Le posizio- do agli allevatori un prezzo equo. Aindispensabili dellalimentazione ni sono distanti, con gli allevatori spaventare le industrie è la volati-della vacca, è sufficiente per capire che chiedono di allineare il prezzo lità del mercato del latte, semprecosa accade. Rispetto ad un anno fa alla nuova realtà di mercato, richie- più globale ed esposto ad ogniil mais costa oltre il 70% in più ste che però non “refolo di vento” capace di agitare trovano ascolto. prezzi e tendenze. E spaventano i In segno di prote- dati sulla produzione mondiale, sta gli allevatori tutti di segno più. Un ingrediente hanno persino che potrebbe far scendere i prezzi minacciato di se non ci sarà un aumento della gettare il latte domanda altrettanto consistente. nel Tevere. Mi- naccia che re- Fissare un prezzo, per un anno o sponsabilmente anche solo per alcuni mesi, è dun- non è stata porta- que difficile come dimostra lassen- ta a termine, ma za di accordi regionali e la difficoltà il problema prez- a raggiungere intese anche solo zo è tuttaltro che aziendali. Se il mercato è volatile, e risolto. Il Lazio tale resterà a detta di esperti ed eco- rappresenta poco nomisti, non resta che allinearsi aLindicizzazione del prezzo del latte può essere una più del 3% della queste mutate condizioni. Lo stru-risposta alla volatilità del mercato del latte, sempre produzione di mento cè e si chiama indicizzazio-più globale 58
    • ne del prezzo, se ne parla da anni di simulazione per calcolare il come tale può nascondere qualchema senza giungere ad un risultato prezzo del latte. Limportante è insidia. Sempre meglio dellincer-concreto. Un esempio, pur limitato fissare i parametri giusti che ricono- tezza del presente e delle vecchie,ad una funzione di orientamento, lo scano ad ognuno, allevatori e indu- superate, regole del gioco.si può consultare su Clal, dove è strie, un margine soddisfacente e ilstato messo a punto uno strumento gioco è fatto. E una nuova sfida eParmalat insegna che il latteitaliano vale di piùLe vicende dellazienda di Collec- sembrano, al momento, limitati, e e dei rapporti fra industrie e alleva-chio, contesa tra Francia e Italia, l’Italia corre il serio rischio di per- tori. Partiamo dal prezzo del latte,devono indurre ad una maggiore dere un altro pezzo importante del fermo al palo dei 39-40 centesimi alattenzione al Made in Italy “Made In Italy”. E così Coldiretti litro, immobilizzato dalle tensioni Lombardia invoca garanzie per il sui mercati internazionali, in baliaAgronotizie 290 - 24/03/2011 latte italiano visto che nelle mani di un difficile equilibrio fra pro- francesi potrebbe finire il 10% del duzione mondiale ed evoluzione latte munto in Lombardia. La Cia dei consumi. E poi si aggiungono i chiede l’intervento del Governo venti della speculazione che soffia-Curiosa vicenda questa di Parmalat. perché “non si può assistere passi- no sul latte come sulle altre com-Gioiello dellagroalimentare prima, vamente – ha dichiarato il presiden- modities agricole. Non cè da stu-emblema dei crack poi, conteso te Giuseppe Politi – all’assalto pirsi se il prezzo del latte èvessillo del Made in Italy oggi. dello straniero in questo importante “volatile”, cioè instabile e altale-Guidata da Enrico Bondi che lha settore”. E per il presidente di Co- nante, volatilità che giustifica inportata fuori dalle tormentate vicen- pagri, Franco Verrascina, siamo di qualche modo le resistenze dellede del dopo Tanzi, lazienda di Col- fronte al “saccheggio” del Made in industrie del latte nel negare ailecchio è ora di fronte ad impor- Italy. Ma già in precedenza il pos- produttori aumenti anche quando iltanti svolte che si concluderanno sbile passaggio di Parmalat in mani mercato è in ripresa, come in questiprima dellestate, con lassemblea francesi aveva suscitato l’attenzione mesi.degli azionisti. E sono in molti che del mondo politico, a iniziare dal La vicenda Parmalat dice però chea colpi di azioni vogliono prendere ministro dell’Economia, Giulio il business del settore lattiero casea-in mano le redini dellazienda. Fra i Tremonti, che si era detto alla ri- rio, a dispetto di questa “volatilità”contendenti alla “scalata” figurava- cerca di strumenti legislativi capaci del latte, è assai allettante. In Italiano alcuni fondi esteri con un pac- di mettere al riparo l’italianità da vale poco meno di 22 miliardi dichetto di azioni importante, il 15% acquisizioni “ostili”. Vedremo se il euro, ma di questo valore solo unao poco più. Azioni che ora sono decreto legge varato in estremis il parte modesta, appena il 23%, vapassate nelle mani del gruppo 23 marzo potrà rimettere in gioco nelle tasche degli allevatori. Allefrancese Lactalis, e nei cui forzieri una cordata italiana. Una vicenda, industrie del latte resta la fetta piùera già presente il 14,3% delle azio- questa di Parmalat, della quale si rilevante (41%) mentre il rimanenteni Parmalat. La multinazionale sono occupati tutti i media e chi 36% è a vantaggio della distribuzio-francese, che ha già forti interessi in volesse approfondire largomento ne. Se lo squilibrio in favore di que-Italia dove possiede marchi impor- non ha che limbarazzo della scelta, stultima è evidente, la quota appan-tanti, ha ora in mano oltre il 29% dal “Corriere della Sera”, a “Il Sole naggio delle industrie è significati-di Parmalat e si candida alla guida 24 Ore”. Molte indicazioni si pos- va e da sola varrebbe a spiegaredel gruppo. Fra gli azionisti sono trovare anche su “Corpo 8” linteresse verso lacquisizione di un“minori” si annoverano importanti di questa settimana, inutile dun- gruppo come Parmalat.nomi come Intesa San Paolo e As- que ripetere cose che si possonosogestioni e si è insistentemente leggere ovunque. Il business del Made in Italyricordato il possibile coinvolgi- Ma cè di più. Parmalat vuol diremento della famiglia Ferrero, il Il mercato del latte produzione italiana e il “Made in“cavaliere bianco” che potrebbe Proviamo a osservare allora il qua- Italy” piace. Piace in molti settorisalvare l’italianità del gruppo Par- dro d’insieme da un altro punto di come quello della moda e delmalat. Ma gli spazi di manovra vista, quello del mercato del latte fashion, tanto che solo pochi giorni 59
    • fa il marchio Bulgari è finito, senza latte delle vacche italiane, che va di Enrico Bondi. Che adesso si vor-che nessuno battesse ciglio, nelle pagato per quel che vale. E i mar- rebbe persino estromettere. Fonda-mani del gruppo francese (sempre gini ci sono, lo dice la catena del mentale il sostegno pubblico nellaloro...) Lvhm. E piace anche il valore. Magari riducendo lo squili- promozione del Made in Italy, ma“sapore” dellagroalimentare Made brio a vantaggio delle industrie e non basta. Le industrie devonoin Italy. Non è un caso se proprio della distribuzione. Queste cose gli essere in grado di coordinare i loroLactalis ha già fatto ampiamente allevatori le sanno, ma forse è giun- sforzi e di attuare sinergie. E piace-shopping in Italia accaparrandosi to il momento di “alzare la voce” rebbe vedere la discesa in campo,marchi storici fra i quali Galbani, e di far sentire di più il loro peso con forza e convinzione, delleInvernizzi, Cademartori e Vallelata. nelle trattative con le industrie. Poi associazioni di settore, come As-Oggi anche Parmalat rischia di an- occorre mettere mano ad una seria solatte e Federalimentare. Perché idare allombra della torre Eiffel, valorizzazione del Made in Italy singoli difficilmente potranno averesempre che il decreto "antiscalate" agroalimentare sui mercati interna- risorse e competenze sufficienti.varato il 23 marzo dal Governo non zionali. Lo spazio cè e se così non Con leccezione di qualche granderibalti le carte. Ma il segnale è chia- fosse fatichiamo a capire tanto af- multinazionale. Magari francese.ro, il “Made in Italy” ha un forte fanno per acquisire il controllo di Che del “Made in Italy” valorizzeràrichiamo e un valore intrinseco che unazienda lattiera il cui “appeal” è solo quel che le conviene.non è ancora stato utilizzato appie- nel nome piuttosto che nei fatturati,no. Alla base di tutto cè però il per quanto migliorati sotto la guidaPrezzo del latte, la rivoluzioneparte dal PiemonteRaggiunto laccordo per il sistema ti per raggiungere questo risultato,indicizzato. Intesa siglata anche nel con il quale è stata scritta “una pa-Lazio, ma seguendo gli schemi tra- gina importante - ha detto lo stessodizionali Sacchetto - per quel che concerne i rapporti allinterno del sistemaAgronotizie 291 - 31/03/2011 lattiero caseario piemontese”. I termini dellintesaFinalmente per il stabilire il prezzo Laccordo si basa sullimpiego di un Il Piemonte si candida come ca-del latte si ricorre ad un indice che paniere composto da 15 voci fra le pofila per lindicizzazione deltiene conto dellandamento del mer- quali figurano quotazioni nazionali prezzo del latte alla stallacato e dei costi di produzione. Se ne e internazionali di prodotti caseariparla da tempo e anche su Agrono- ed elementi che entrano fra le vocitizie a più riprese è stata sostenuta qualità valutati anche in base alla di costo nella produzione del latte.lesigenza di ricorrere allindiciz- destinazione finale del latte. Lac- A cadenza mensile lOsservatoriozazione del prezzo del latte. Ora il cordo entra in vigore il primo sul mercato dei prodotti zootecniciprezzo potrà seguire gli andamenti dellUniversità del Sacro Cuore di aprile ed è stato sottoscritto per ladel mercato e dare maggiori soddi- Piacenza provvederà allaggiorna- parte industriale da Inalpi e dal Ca-sfazioni a tutti, allevatori e industrie seificio Pugliese. Soddisfazione da mento dei dati che costituiscono ildel settore. Avviene in Piemonte, parte di Coldiretti, Confagricoltura, paniere e alla definizione del prezzoregione che è solo al quarto posto Cia e Copagri (finalmente tutte in- del latte. A garanzia del regolare(870mila tonnellate), nella produ- sieme...) che hanno siglato laccor- andamento dellaccordo vigilerà unazione di latte, ma limportante è che commissione paritetica che avrà il do in rappresentanza degli allevato-qualcuno abbia intrapreso questa compito di monitorare il meccani- ri.via. Altri seguiranno, è solo que- smo di indicizzazione e deciderestione di tempo. Nel raggiungere Il prezzo nel Lazio gli eventuali aggiornamenti che silobiettivo un ruolo chiave è stato rendessero necessari.svolto dalla Regione Piemonte e Resta invece legato agli schemidallassessore allAgricoltura, Clau-dio Sacchetto, che si sono adopera- Nel definire il prezzo finale del latte tradizionali laccordo siglato nel entrano poi in gioco parametri di Lazio con la mediazione del- 60
    • lassessorato allAgricoltura, guidato coglie consensi unanimi, tanto che liano (4,3 milioni di tonnellate) eda Angela Birindelli, dove alleva- già si parla di una riapertura delle dove il prezzo è fermo sotto quotatori e industrie hanno fissato a 42 trattative nel prossimo agosto. E 40 centesimi al litro. Quando anchecentesimi al litro il prezzo del chissà che in quelloccasione anche lì si passerà al prezzo indicizzato lalatte. Prezzo che sale di un centesi- il Lazio segua lesempio del Pie- “rivoluzione” potrà dirsi completa-mo per il prodotto di alta qualità. E monte. Ma la vera svolta la si at- ta.uno dei prezzi più alti pagati in Ita- tende dalla Lombardia, dove silia, ma nonostante questo non rac- produce quasi la metà del latte ita-Pacchetto latte, piovono lecritiche delle associazioniBruxelles - Dopo la presentazione di un meccanismo di "soft lan-della Commissione europea, il ding", di atterraggio morbido, per idocumento è allesame del Parla- produttori dopo il 2015, quando ilmento e del Consiglio. E i giovani sistema delle quote sarà definitiva-agricoltori del Ceja chiedono un mente smantellato.atterraggio morbido per i pro-duttori dopo il 2015 Unesigenza non recepita dal testo della Commissione, ma fatta pro-Agronotizie 292 - 07/04/2011 pria dal Consiglio dei ministri agri- coli e dal rapporto Nicholson.Dopo la sua presentazione nel di- Il principio più importante contenu-cembre dello scorso anno, il "pac- Bruxelles, critiche dalle associa- to nelle proposte dellEsecutivo è lachetto latte" della Commissione zioni di categorie al pacchetto necessità di agire per rafforzare ileuropea è allesame del Parlamento latte potere contrattuale dei produttorie del Consiglio. nella filiera attraverso laggrega- zione dellofferta, anche interpro-Piovono critiche dalle associazioni fessionale. anche gli stessi produttori.di categoria, Coordinamento Via Ma, come si legge nel rapportoCampesina e European Milk icholson, il "pacchetto" non spe- Secondo il presidente della Com-Board in testa. Con un documento cifica come fare in concreto per missione Agricoltura del Pe Paolocongiunto, le due organizzazioni distribuire meglio il valore aggiunto De Castro, il testo dellesecutivo vadei produttori hanno bollato come nelle varie fasi della catena, né si fa emendato per "mettere in condizio-"insufficienti" per un reale rilancio accenno al ruolo della Grande di- ne i consorzi di tutela Dop e Igp didel settore sia le norme proposte stribuzione organizzata nelle orga- fare una reale programmazionedalla Commissione, sia gli emenda- nizzazioni interprofessionali. dellofferta, vincolare le Organizza-menti presentati dalleurodeputato zioni dei produttori ad avere unef-nordirlandese James Nicholson, fettiva disponibilità del prodotto,rapporteur per il Parlamento. accentuare il carattere interprofes- sionale delle Organizzazioni". Gli ostacoli Anche il Consiglio sta lavorando su Gli ostacoli di carattere tecnico da questo aspetto.Perplessi anche i giovani superare sono molti, ma limpres- sione che si ricava dal dibattito diAnche i giovani agricoltori del Ma la spaccatura tra gli Stati questi mesi è che senza interventi diCeja hanno espresso le loro per- membri - Italia e Francia da un sistema, cioè sulla filiera intera,plessità presentando una piattafor- lapplicazione pratica del principio lato, Germania e Regno Unito dal-ma di richieste di modifica che laltro - potrebbe impedire sviluppi del potere contrattuale rischia diprevedono innanzitutto ladozione concreti. avere effetti limitati e scontentare 61
    • Multe latte, svanisce lultima speranzaLe discrepanze fra produzione e mirata solo a mettere sul chi va là le aziende con un numero di animalianagrafe bovina lasciavano spazio amministrazioni locali nei confronti incompatibile rispetto alla produ-a dubbi sulla correttezza dei calco- di anomalie che potrebbero celare zione fatturata. E a sgombrare illi. Ma nessuna segnalazione è mai comportamenti anomali che merita- campo dagli equivoci arriva anchegiunta ad Agea no attenzione e ulteriori accerta- la precisazione che solo a partire menti. Nel comunicato di Agea, dalla campagna lattiera 2007/2008 ricco di riferimenti normativi, si l’anagrafe bovina ha assunto carat- ricorda infatti che spetta a Regioni tere certificatorio. Prima di questa e Province autonome il compito data i “numeri” dell’anagrafe era- di verificare la coerenza fra quanti- no considerati “non completa- tativo di latte dichiarato e numero mente affidabili”. Anche le ultimeLa vicenda non è nuova. Già tempo di vacche allevate. Ma ad Agea non speranze di evitare le multe sembra-fa i Carabinieri del Nac (nuclei Ca- sono mai giunte segnalazioni di no così sfumare.rabinieri antifrodi) avevano messoin evidenza alcune discrepanze fra idati dell’anagrafe bovina e le pro-duzioni di latte dichiarate ai fini del Più che a Parmalatconteggio dei limiti produttivi im-posti dalle quote. Stando a questi pensiamo agli allevamentiaccertamenti vi sarebbero menovacche di quelle che risultano in Ci si preoccupa della italianità del Parmalat era nel frattempo di-attività e la produzione di latte latte, ma a rischio cè il futuro delle ventata una bella azienda, unsarebbe dunque inferiore rispetto a nostre stalle “buon partito” per possibili acquisi-quella conteggiata ai fini delle quo- zioni. Ci voleva Lactalis, colossote. Dunque nessuna multa sarebbe Agronotizie 295 - 28/04/2011 francese del settore lattiero casea-dovuta. Questa almeno è la tesi rio, per far capire agli italiani quan-sostenuta dai “cobas” del latte che to valesse Parmalat. E da quel mo-chiedono l’azzeramento delle multe Chissà cosa ne pensa Enrico Bon- mento è stato tutto un fiorire di pro-e il riconteggio delle produzioni. di. Lo avevano nominato commis- poste e controproposte per evitareUna delegazione di allevatori ha sario straordinario di una Parmalat lo “scippo francese”, al grido diportato questa richiesta all’attenzio- nel pieno della bufera. E magari salviamo il Made in Italy. Appellone di Agea (Agenzia per le eroga- qualcuno pensava persino che tardivo e anche poco comprensi-zioni in agricoltura) e del Commis- non ce lavrebbe fatta a risollevare bile. Parmalat, come la maggiorsario di Governo per le quote latte, le sorti del colosso del latte travolto parte dellindustria casearia italiana,Paolo Gulinelli. Ma la risposta del dai debiti e dallo scandalo. Eppure ricorre a quote importanti di lattepresidente di Agea, Dario Fruscio, dopo poco Parmalat ricominciava, importato per far fronte alle richie-non lascia molte speranze. “Il pre- lentamente, a macinare utili. Tanto ste del mercato. Non serve la di-lievo - si legge nel comunicato di che Enrico Bondi, dismesso il vesti- chiarazione in etichetta per sapereAgea - è calcolato sulle dichiara- to di Commissario, indossava poco che molto del latte a lunga conser-zioni di commercializzazione di dopo quello di amministratore dele- vazione consumato in Italia (e nonacquirenti e produttori basate e- gato. E continuava a far crescere solo quello...) proviene da vacchesclusivamente su documenti fiscali il gruppo sino ad arrivare alla quo- allevate Oltralpe e anche più in là,(fatture); le altre informazioni pre- tazione in borsa. Se ne è parlato dove i prezzi sono più bassi.senti nelle banche dati, come il nu- poco, ma quello raggiunto da Bondimero di capi risultante nellanagra- è stato un gran risultato. Passato La contromossafe zootecnica, sono utilizzate sol- quasi in silenzio, nonostante nellatanto come elemento di riscontro cassaforte di Parmalat si fosse E mentre in Italia ci si struggeva neldella coerenza del quantitativo di raccolto un bel gruzzolo, circa 1,4 mettere insieme una cordatalatte prodotto e fatturato da ciascu- miliardi di euro. Ci ha pensato la (sempre più sfilacciata) disponibilena stalla in relazione ai capi pre- scadenza del mandato a Bondi a far ad acquisire il controllo di Parmalat,senti e idonei a produrre latte.” tornare Parmalat sotto i riflettori ecco arrivare da Lactalis una con- della cronaca, solo quella finanzia- tromossa inattesa, lOpa, loffertaI controlli alle Regioni ria però, più attenta a registrare i pubblica di acquisto delle azioni cambi nei vertici delle società. A Parmalat ad un prezzo assai allet- nessuno era venuto in mente cheUna funzione di riscontro, dunque, tante, oltre il 21% in più rispetto 62
    • alla quotazione media degli ultimi Cademartori, Invernizzi, tanto per cora maggiore e la tentazione didodici mesi. Lobiettivo è il control- citare i marchi più noti. giocare al ribasso sul prezzo dello totale di Parmalat, con una spesa latte potrebbe prevalere.complessiva di circa 4,5 miliardi di In questa ipotesi Lactalis si trove-euro. on entriamo nei dettagli, rebbe in una posizione dominante Ci vorrebbe Bondine sono pieni i quotidiani di questi e cè da chiedersi quale sarà il suogiorni e chi ne volesse sapere di più atteggiamento nei confronti degli Ma inutile adesso fasciarsi la testa.può dare unocchiata a “Corpo 8” allevatori italiani, quando sarà il Gli allevatori, in ogni caso, farebbe-in questo numero di Agronotizie. momento di definire il prezzo del ro bene a chiedere alle loro organiz- latte. Faticosamente in Lombardia zazioni di attrezzarsi per fronteg-Un gigante (dove Lactalis è presente in modo giare una sfida che sarà comunque significativo) si è raggiunto un ac- dura. Altro che dividersi su ogniFare previsioni è prematuro, anche cordo per fissare a 39 centesimi il cosa come ancora continuano ase appare sempre più probabile il prezzo di un litro di latte fare. Anche alla zootecnia italiana,passaggio di Parmalat nellorbita di (diventeranno 40,02 centesimi solo in una crisi non meno devastanteLactalis. Che in questo caso diver- a luglio). Poco, tantè che alcune rispetto alla Parmalat del dopo-rebbe il primo gruppo lattiero sigle sindacali hanno espresso forti Tanzi, servirebbe una “guida”caseario dEuropa e un “gigante” critiche facendo anche mancare la come quella di Enrico Bondi. Chedel settore in Italia, dove già ha propria firma. Con lacquisizione di avrà altro di cui occuparsi e chefatto incetta (e nessuno se ne faceva Parmalat il potere contrattuale di difficilmente accetterebbe. Peccato.cruccio...) di aziende come Galbani, Lactalis (già enorme, rispetto a quello degli allevatori) sarebbe an-A Bruxelles la protesta degli allevatoriLobiettivo è quello di migliorare i manifestazionecontenuti del Pacchetto latte. Pre- anche una dele-sente anche una delegazione italia- gazione di alleva-na tori italiani asso- ciati a Copagri eAgronotizie 296 - 05/05/2011 Apl (Associazione produttori latteA fine maggio il Parlamento euro- della pianurapeo prenderà un decisione in merito padana). A parerealla relazione di James icholson a di Roberto Ca-proposito della legislazione propo- valiere, membrosta dalla Commissione europea per del direttivo del-il mercato del latte. E i motivi di lEmb e responsa-preoccupazioni per quanto si andrà bile nazionale dela decidere sono molti. Secondo i settore lattiero Gli allevatori si sono fatti accompagnare dalle Fai-produttori di latte aderenti allEmb caseario di Copa- ronikas, i modelli di vacca a grandezza naturale(European milk board), i contenuti gri, ci sono anco- Fonte immagine: Marco Papaledi questa proposta non sono tali da ra buone possibi-permettere un rafforzamento della lità per migliorare il pacchetto latte. latte e di allineare produzione eposizione degli allevatori nei con- domanda. Dalla sede del Parlamen-fronti del mercato. Per questo moti- Da parte degli allevatori si teme in to gli allevatori hanno marciatovo gli allevatori hanno deciso di particolare una nuova crisi del mer- verso la Commissione Europa perportare la loro protesta sotto le fine- cato del latte verso la quale gli alle- manifestare il proprio dissenso neistre del Parlamento Europeo, a Bru- vatori sarebbero privi di ogni dife- confronti delle posizioni liberistexelles, facendosi accompagnare da sa. Fra le richieste portate avanti del Commissario Karl de Gucht,14 Faironikas (una per ogni delega- dagli allevatori aderenti allEmb che a parere degli allevatori del-zione presente), i modelli di vacca a figura la creazione di una struttura lEmb portano vantaggi solo allegrandezza naturale. Presente alla capace di monitorare il mercato del industrie di trasformazione. 63
    • Cresce il latte nel mondoStabile la produzione in Italia ma stalle o vendere l’attività. Già qual-resta lincognita sullevoluzione dei che segnale di ripresa si era regi-mercati internazionali. Dalla Fiera strato durante l’ultima edizionedi Cremona le prime anticipazioni della Fiera Internazionale del Bovi- no da Latte di Cremona, uno dei piùAgronotizie 298 - 19/05/2011 importanti appuntamenti mondiali per il settore, che aveva visto cre- Già si pensa alla prossima fiera di scere in modo esponenziale i visita- Cremona per fare il punto sullaLe difficoltà per gli attori delle fi- tori esteri; un chiaro segnale delliere lattiero-casearie nel mondo fermento internazionale e soprattut-sono ancora elevate, soprattutto in to un grande stimolo per le imprese co, genetico, politico, ed economi-Paesi come l’Italia in cui l’eccellen- italiane per trovare nuove strade co.za del prodotto presuppone costi di commerciali.produzione molto elevati che ne E il confronto tra i protagonisti delgarantiscano la qualità e la sicurez- E anche quest’anno la Fiera Inter- settore non si ferma: si è appenaza. nazionale del Bovino da Latte si sta concluso nella sala convegni della già preparando per la prossima Fiera di Cremona lincontro che leCiò nonostante, il settore si sta bat- edizione, in programma a Cremo- sigle sindacali di settore Fai, Flai etendo molto duramente contro la na dal 27 al 30 ottobre 2011; un Uila hanno organizzato per portarecrisi economica internazionale, appuntamento da non mancare per avanti le loro proposte per risolle-anche se l’attuale prezzo del latte tutti gli operatori della filiera, per- vare il comparto, argomento delancora non soddisfa gli allevatori. ché sarà il posto in cui avere una quale si occupa anche questo nume-E i risultati si stanno vedendo anche panoramica dettagliata del compar- ro di Agronotizie.a livello mondiale, dove la produ- to da tutti i punti di vista: tecnologi-zione di latte è in aumento rispettoal 2010; tra i Paesi produttori, ilterritorio che sta mettendo a segno i Il latte italiano non sa fare sistemarisultati migliori da questo punto divista è il Centro e il Sud America, La fragilità della filiera lattierodove si registrano ottime perfor- casearia al centro dellincontro deimance di Argentina (+16,56%), sindacati dellagroalimentareUruguay (+8,14%) e Brasile (+7%). Agronotizie 298 - 19/05/2011Bene anche l’Europa a 27(+2,89%), la Nuova Zelanda(+3,21%) e gli USA (+2,19%), Solo una boccata dossigeno permentre gli unici segni negativi di sostenere le attività del sistema alle-rilievo arrivano da Paesi importatori vatori guidato da Aia (se ne parlacome il Giappone (-3,4%) e Russia anche su questo numero di Agrono-(-2,2%). Buone notizie, dunque, a tizie), mentre la francese Lactalis èlivello globale. Sostanzialmente pronta a “bersi” Parmalat. Due vi-stabile anche la produzione in cende fra loro slegate, ma con inItalia, che nei primi mesi dell’anno comune lincerto futuro dei lavo-ha segnato un comunque positivo ratori impegnati nelluna e nellal-+1,28%. tra. Quanto basta per far scendere in Anche il mondo del latte sconta le campo i sindacati del settore agroa- divisioni del mondo agricolo limentare (Fai, Flai e Uila) che a Cremona hanno dato appuntamento al “gotha” del settore lattiero- del settore (impossibile ricordarliSegnali positivi caseario. Ne è scaturito un incontro tutti) che hanno accolto linvito dei affollato, complice la presenza del sindacati per affrontare i temi caldiIl settore sta quindi rialzando len- ministro dellAgricoltura, Saverio del momento. Si è così puntato iltamente la testa dopo le batoste Romano, e del presidente della dito contro lannosa difficoltà deldegli ultimi anni, che hanno costret- Comagri del Parlamento europeo, settore di “fare sistema” che hato molti allevatori a chiudere le Paolo De Castro, e dei tanti “big” innescato un complicato rapporto 64
    • fra chi produce latte, chi lo trasfor- a fronteggiare le emergenze. La (divisi), ad organizzare il podioma e chi lo commercializza. La qualità, infatti, non è bastata a scon- cremonese dal quale lanciare lap-frammentazione del comparto giurare la chiusura delle stalle, il pello per il salvataggio del latte.non è stata sconfitta nemmeno dalle cui numero si è dimezzato dal 2000 Difficile con queste premesse im-Organizzazioni dei Produttori, trop- ad oggi, passando da 75mila unità maginarsi una svolta nelle strategiepe volte tali solo sulla carta. E ora produttive a sole 40mila. Ma le per il settore lattiero o più in gene-ci si trova a fare i conti con il stalle “professionali”, ha ricordato rale nella politica agricola. Di una“pacchetto qualità” e con il De Castro, sono assai meno, forse svolta cè invece grande bisogno.“pacchetto latte” che la Ue promuo- non più di 15mila. Dietro langolove e che affida ai contratti di filiera Le divisioni si pagano(e dunque alle forme organizzate Allorizzonte cè la riforma delladei produttori) un ruolo chiave. E Senza una strategia per il futuro Pac e poi, nel 2015, con lazzera-così il latte italiano non solo è più altre aziende crolleranno sotto il mento delle quote latte, il mercatofragile di fronte al mercato globale, peso del mercato. La parola dordi- sarà definitivamente libero. Proprioma rischia di essere escluso dai ne scaturita dal convegno di Cre- ora che negli Usa stanno pensandovantaggi di questi “pacchetti” o di mona è allora “fare sistema” con un ad introdurre le quote come mezzocoglierne solo una parte. progetto di filiera dove si incontrino per superare la volatilità del prezzoSe la qualità non basta produzione, trasformazione e lavoro del latte. Ma indietro non si torna, per valorizzare al meglio le nostre ha ribadito anche De Castro. Biso-Basterà la qualità evocata dal mini- produzioni. Facile a dirsi, un po gna prepararsi allora al dopo-stro Romano a mettere in sicurezza meno a tradursi in concreto. Anche quote finché siamo in tempo. E seil latte italiano dalle difficoltà del il convegno di Cremona si è perce- Parmalat parlerà francese, comemercato? Le convinzioni del mini- pita lincomunicabilità che ancora probabile, ci sarà da vigilare. Per ilstro vacillano di fronte alla consta- affligge i sindacati agricoli. Non a latte italiano e per la sorte dei lavo-tazione che i pur ottimi requisiti del caso sono stati i sindacati dei lavo- ratori.nostro latte non sono valsi ad oggi ratori (uniti) e non quelli agricoliLesattore bussa alla porta degli allevatoriProteste e polemiche dopo la con- che, riportano le cronache di questisegna delle prime cartelle esatto- giorni, è stato persinoriali con le multe per il troppo latte “sequestrato” dagli allevatori aiprodotto. E siamo solo agli inizi quali aveva notificato la multa. Cer- to, gli animi sono accesi e l’entitàAgronotizie 299 - 26/05/2011 della cartella esattoriale consegnata, 587mila euro (ma in arrivo ce ne sarebbero anche di più pesanti), suona come una condanna allaDopo tanto parlarne, ecco arrivare chiusura della stalla. Ma certi com-le cartelle esattoriali destinate a chi portamenti non possono trovare Gli allevatori non in regola con lenon è in regola con il pagamento giustificazione. quote insistono nel consideraredelle multe latte. I destinatari sono errati i calcoli sulla produzionegli allevatori che pur avendo pro- La rabbia, il torto e la ragione italiana di lattedotto più latte del dovuto non han- Fonte immagine: joe shlabotnikno aderito ai programmi di ra- Sebbene ingiustificabile, c’è dateizzazione e che non hanno ri- chiedersi però dove nasca tanta allevatori hanno aderito, e la cuicorsi in sospeso. I loro debiti sono efficacia ha sofferto del continuo “rabbia”. Occorre allora un breveoggi “esigibili” ed Agea ha affidato rinvio delle scadenze (prima il 31 “riassunto” delle ultime tappe diagli esattori di Equitalia il compito dicembre 2010 e poi il 30 giugno di questa lunga e tormentata vicendadi notificare gli importi delle multe delle quote latte. Partiamo allora quest’anno, ormai alle porte). Men-consegnando le cartelle di paga- dalla legge 33/2009, con la quale si tre gli allevatori erano alle presemento, anticamera di una possibile con la scelta se aderire o meno alla è data agli allevatori la possibilità diipoteca o del pignoramento dei be- proposta di rateizzazione, dai Nac ottenere un aumento gratuito dellani. E con la consegna di una delle (nucleo dei Carabinieri che fa capo quota a fronte dell’impegno a paga-prime cartelle esattoriali, puntuale, al ministero dellAgricoltura) usci- re le multe in forma rateizzata.è scattata la polemica. A farne le Una proposta alla quale non tutti gli vano i risultati di una indagine chespese è stato un esattore di Equitalia metteva in dubbio i "numeri" della 65
    • produzione di latte. LItalia, si po- gine dei Nac, benché confutata a sta rispetto al suo predecessore,trebbe desumere dalla relazione dei più riprese da Agea, è presto dive- Giancarlo Galan, ma come que-Nac, avrebbe prodotto meno latte nuta la nuova bandiera degli alleva- st’ultimo è tuttavia deciso a far ri-rispetto a quanto risulta ufficial- tori “irriducibili”, che si sentono spettare le regole e dunque a farmente. Dunque non avrebbe mai legittimati a produrre quanto vo- pagare il dovuto. Difficile trovaresuperato i vincoli imposti dalla Ue e gliono e a non pagare multe. Intanto un punto di equilibrio. Cè chi ipo-nessuna multa, di conseguenza, sono in arrivo circa 600 cartelle tizza come soluzione lapertura disarebbe dovuta. esattoriali anche con importi mi- una nuova rateizzazione (sarebbe lionari. Insomma, benzina sul fuo- la terza e non mancherebbero leI “numeri” sono corretti co che il ministro dell’Agricoltura critiche). E sempre che Bruxelles sarà chiamato a spegnere. Saverio non si metta di traverso. Romano si è già detto più possibili-Questa "interpretazione" dellinda-Quote latte e multe, incubo (quasi) finitoPer il secondo anno la produzione ne delle restitu-italiana di latte è rimasta nei limiti zioni come laimposti dalla Ue. Resta il nodo volontà didelle multe pregresse “perseguire l’o- biettivo di farAgronotizie 300 - 01/06/2011 pervenire il mas- simo sostegno alle aziende che producono latteNessuna multa per gli allevatori che in un momento dihanno prodotto più latte rispetto particolare criti-alla loro quota individuale. Per il cità”. Per rag-secondo anno, infatti, lItalia non ha giungere questosuperato il tetto produttivo imposto risultato Agea hadalla Ue con il regime delle quote accelerato ilatte. Per lannata lattiero casearia tempi per il Agea ha accelerato i calcoli consentendo unantici-2010-2011 (che si è conclusa il 31 calcolo delle pazione dei rimborsi agli allevatorimarzo di questanno) la produzione quantità di Fonte immagine: George Donnellycomplessiva di latte si è fermata a latte vendute,quota 10,61 milioni di tonnellate, cosa che ha consentito non solo di scio - conferma, anche in questa266mila tonnellate in meno rispetto anticipare le restituzioni, ma di evi- circostanza, la sua vicinanza e laalla quota nazionale, salita a 10,87 tare al contempo la trattenuta sua solidarietà, nei termini possibilimilioni di tonnellate dopo laumen- (che viene operata dagli acquirenti) e leciti, alle condizioni, in questato ottenuto nel 2009 dallallora mi- della quota di prelievo mensile del fase particolarmente tesa, sia finan-nistro dellAgricoltura, Luca Zaia. mese di marzo, in scadenza a mag- ziarie che di margine economico diA rendere noti i dati produttivi è gio. In questo modo gli allevatori tale categoria.”Agea, che ha così confermato non già dal mese di marzo hanno potutosolo lassenza di multe a carico percepire per intero il corrispetti- on per tuttidei produttori, ma anche la resti- vo del latte venduto senza esseretuzione delle somme trattenute in penalizzati dalle trattenute. I van- Lincubo quote non è però finito perattesa della conclusione dellannata taggi, sottolinea Agea in suo comu- tutti. Restano da pagare le multelattiero casearia. La restituzione nicato, non si fermano agli allevato- maturate negli anni precedentidelle trattenute di legge, ha tenuto a ri, ma si estendono agli acquirenti che molti allevatori stanno pagandosegnalare Agea, sarebbe dovuta che hanno così la possibilità di a rate dopo aver aderito ad una del-avvenire più avanti, entro il 31 ago- svincolare le fideiussioni loro pre- le due opportunità di rateizzazionesto, ma si è preferito anticipare i state a garanzia delle somme tratte- sancite prima dalla legge 119 deltempi in considerazione delle diffi- nute ai produttori. 2003 e poi con la più recente leggecoltà che da tempo incontrano gli 33/99. In sospeso, infine, resta laallevamenti di bovine da latte. Il “La sollecitudine e l’attenzione di difficile posizione di alcune centi-presidente di Agea, Dario Fruscio, Agea verso il mondo della produ- naia di allevatori (poco più di 600)ha commentato questa anticipazio- zione del latte - ha dichiarato Fru- 66
    • che di rate e multe non vogliono semplice mettere daccordo il condizioni di esasperazione in cuisentirne parlare. Il loro debito con rispetto della legge e il salvatag- tale categoria produttiva si ritienelerario è diventato in molti casi gio di queste aziende, altrimenti a sia stata posta. Ferma restando laesigibile e sono arrivate le prime rischio chiusura. Un problema che cornice articolata e complessa dellecartelle esattoriali, con linevitabi- non è sfuggito al presidente di Agea disposizioni normative nazionali ele coro di proteste delle quali si è che a questo proposito ha auspicato regolamentari europee che discipli-occupato anche Agronotizie la scor- “che attraverso iniziative e fatti nano la materia oggetto di cosìsa settimana. I debiti contratti con veramente concludenti si possa radicale contrapposizione.”lerario raggiungono in qualche giungere su un terreno di maggiorcaso cifre milionarie. on sarà dialogo che tenda a risolvere leQuote latte e multe,sono questi i numeriAgronotizie ha chiesto ad Agea di delle multe dovute allafare il punto della situazione in Ue? E a partire davista delle prossime scadenze quale anno?Agronotizie 3302 - 16/06/2011 “L’Italia - ci ha risposto Gianluca Marchi - ha pagato 1.870 milioni di euro per le campagne 1988/89 – non aver raggiunto la soglia minima 1992/93, posti a carico dell’erario. rateizzabile prevista dalla legge diMancano ormai pochi giorni al 30 Per le campagne 1995/96 - 2008/09 25.000 euro. A breve è da definiregiugno, data ultima (dopo due rinvii l’importo pagato alla UE ammonta la posizione di 1.041 produttori chedecisi fra molte polemiche) per a 2.537 milioni di euro, di cui 2.268 hanno richiesto la rateizzazione dipagare le rate dovute dagli allevato- sono stati imputati ai produttori. Di 452 milioni di euro, ma non hannori che hanno prodotto più latte ri- questi ne sono stati riscossi 230 e sottoscritto nei termini il contrattospetto alla propria quota produttiva. rateizzati, con la legge 119/2003, loro proposto.”In questi giorni sono anche arrivate altri 346 (in corso di versamento).le prime cartelle esattoriali allindi- Con il 30 giugno scade la secondarizzo dei produttori le cui multe proroga per pagare le rate stabili- Agea ha recentemente affidato asono diventate esigibili. Altri alle- te dalle due leggi citate. Qual è Equitalia il compito della riscos-vatori, invece, sono ancora in attesa l’importo delle multe a questa sione delle multe latte divenutedi conoscere se e quanto dovranno scadenza e quanti sono gli alleva- “esigibili”. Quanti sono gli alleva-pagare quando le sospensive ancora tori interessati? tori in questa condizione e qual èin atto avranno una risposta. Un l’importo complessivo di questetema “caldo”, dunque, questo delle “Per quanto riguarda la settima rata multe? Inoltre quali sono gli annimulte e a volte cè confusione sui - puntualizza Marchi - stabilita dal- ai quali queste multe si riferisco-“numeri” di questa lunga e tormen- no? la legge 119/2003, 10.096 produtto-tata vicenda delle quote latte. Per ri hanno già versato l’importo do-cercare di fare chiarezza Agronoti- vuto (19 milioni), mentre 1.231zie si è rivolta alla “fonte”, cioè ad “La legge 33/2009 - precisa Marchi produttori devono ancora provvede-Agea (Agenzia per le erogazioni in - ha previsto una ulteriore possibili- re al versamento di circa 5 milioni.agricoltura), rivolgendo al respon- tà di rateizzare tutte le somme do- Per quanto riguarda la rateizzazionesabile dellufficio stampa, Gianluca vute. A 2.581 produttori sono state della legge 33/2009, hanno sotto-Marchi, alcune domande. Eccole. intimate le somme esigibili, per un scritto il contratto 329 produttori. importo di 854 milioni di euro, rife- riti a tutte le campagne imputate. L’importo della prima rata ancoraPer la campagna lattiero casearia Agea ha attivato la riscossione da da versare ammonta a 2,7 milioni,2010/2011, così come per quella parte di Equitalia per circa 59 mi- ma per 255 di loro è in scadenzaprecedente, l’Italia non ha supe- lioni di euro, riferiti a 624 produtto- alla stessa data anche il versamentorato la quota latte nazionale fissa- ri che non hanno richiesto la rateiz- della seconda rata, pari a circa 5ta dalla Ue. Resta però aperto il zazione ed a 40 produttori che han- milioni.”problema delle multe per il passa- no avuto la richiesta respinta perto: quale è l’entità complessiva 67
    • per i piccoli produttori, la possibili-Cè un contratto nel futuro tà di controllare l’offerta potrebbe essere una risposta concreta alledel latte europeo ricorrenti crisi di mercato dei no- stri principali formaggi, Parmigiano Reggiano e Grana Padano in testa.Procede al Parlamento Ue la di- squilibrio fra produttori e indu-scussione sullobbligatorietà dei strie del settore in quanto a potere Si tratta solo di una prima serie dirapporti contrattuali fra allevatori contrattuale, gli allevatori devono proposte (che la Comagri ha appro-e industrie. Avanza il progetto di essere messi nelle condizioni di vato con 34 voti favorevoli e tretenere sotto controllo la produzione aderire ad organizzazioni dei pro- contrari), alle quali potranno ag-dei formaggi Dop duttori (OP) attraverso le quali de- giungersene altre prima che si con- vono essere negoziate le vendite di cluda l’iter legislativo, quando laAgronotizie 304 - 30/06/2011 latte. Il compito delle OP sarà quel- relazione sarà messa ai voti, entro lo di garantire che agli allevatori la fine dell’anno, dal Parlamento vada una più equa ripartizione del europeo.Misure per l’agricoltura delle regio- prezzo pagato dai consumatori,ni ultra-periferiche, interventi per le indispensabile per coprire l’aumen- I pareriisole minori del Mar Egeo, abroga- to dei costi e l’aumento della do-zione di norme obsolete. Questi manda di latte.alcuni dei temi in discussione alla La relazione approvata da ComagriCommissione Agricoltura e Svilup- Serve un contratto raccoglie intanto il favore di Confa-po Rurale del Parlamento europeo gricoltura dell’Emilia-Romagna chenella seduta del 27 giugno. Senza saluta con soddisfazione la presa di Tutto il latte commercializzato do- coscienza da parte del Parlamentonulla togliere a questi argomenti, il vrà essere oggetto di un contratto“clou” della giornata si è tutto con- europeo della necessità di un riequi- scritto nel quale, prima della conse- librio dei rapporti di filiera. Uncentrato nella approvazione del gna, sia indicato il prezzo del latte passo importante, lo ha definitoprogetto di relazione (relatore Ja- per un periodo di almeno 12 mesi. Roberto Cavaliere, responsabilemes icholson), che ha per titolo Volumi di produzione e prezzi medi del settore lattiero caseario di Copa-“Modifica del regolamento (CE) n. pagati dal primo acquirente (in pra- gri, che a proposito della program-1234/2007 del Consiglio per quanto tica le industrie del latte e i caseifi-riguarda i rapporti contrattuali mazione delle produzioni Dop e Igp ci) dovranno essere dichiarati con ha invitato i Consorzi di tutela anel settore del latte e dei prodotti cadenza mensile. Questi “numeri” svolgere al meglio il loro compitolattiero-caseari.” Tradotto dal serviranno per il lavoro di una che è anche quello di vigilare sulle“burocratese” europeo, si tratta del- “Agenzia di monitoraggio” (è troppe truffe. Apprezzamento èla importante proposta con la quale questa una richiesta degli eurodepu-si vogliono creare le premesse per giunto da parte delle centrali coo- tati) che avrà il compito di segnala- perative che vedono accolte molteconsentire agli allevatori di perce- re con tempestività eventuali squili- delle loro richieste, in particolarepire un prezzo più equo per il bri nel mercato del latte. per quanto riguarda la programma-latte prodotto. Per correggere lo zione produttiva dei formaggi a marchio. Resta però sullo sfondo, a parere di Maurizio Gardini, presi- Offerta sotto dente di Fedagri Confcoopertaive, controllo la necessità di chiarire il ruolo delle OP e le loro funzioni. "Le OP - sostiene Gardini - devono essere Non meno im- imprese a tutti gli effetti e per far portante la pro- questo devono vendere il prodotto posta di un siste- dei propri soci, altrimenti gli alle- ma di gestione vatori rimarranno sempre relegati dell’offerta per i nel ruolo di meri fornitori di mate- prodotti lattiero ria prima senza possibilità alcuna caseari che pos- di poter aggiungere valore ai loro sono fregiarsi di prodotti". Ora bisogna attendere un marchio Dop cosa dirà il Parlamento Ue quando o Igp. Pur se conOra bisogna attendere la discussione in “Plenaria” il vincolo di evi- in sede di “Plenaria” procederà allae lapprovazione definitiva che si prevede per il tare distorsioni approvazione definitiva della pro-tardo autunno (nella foto il palazzo Berlaymont, a della concorrenza posta.Bruxelles) Fonte immagine: Tiseb o penalizzazioni 68
    • ni di pagamento non si passi alleQuote latte e multe, “trattenute alla fonte”, con una sorta di compensazione fra multe dovutelinfinito tira e molla e sostegni elargiti. Una strada però già abbandonata in passato. elle pieghe della manovra di bi- della manovra. Al coro di proteste Chi paga e chi nolancio arriva lo stop ad Equitalia risponde una precisazione del mi-per le riscossioni. Ma Bruxelles nistero dellAgricoltura nella quale Pare proprio che gli “irriducubili”pone dei paletti e il Quirinale chie- si legge che le norme inserite nel delle quote latte possano tirare unde lumi decreto legge del 30 giugno non sospiro di sollievo. Anche se cè da interrompono lazione di recupe- registrare la presa di posizione delAgronotizie 305 - 05/07/2011 ro delle multe già avviate da Equi- Quirinale che proprio sul tema talia. In pratica, precisa il ministero, delle quote latte ha chiesto un chia- le cartelle esattoriali saranno trasfe- rimento prima di dare il via libera alCi si aspettava una terza opportuni- rite ad Agea, che dovrà provvedere decreto legge. La risposta è giuntatà di rateizzare le multe latte. Que- al recupero dei crediti. Una decisio- dal ministro Giulio Tremonti conste almeno le conclusioni alle quali ne presa in considerazione che Age- la precisazione che la riscossionegli osservatori erano giunti dopo le a, essendo “organo pagatore nazio- delle multe sarà assicurata dalledichiarazioni del ministro dellAgri- nale”, costituisce lente competente ingiunzioni di pagamento. Ricordia-coltura, Saverio Romano, che si nel settore agricolo e lattiero casea- mo che ad essere coinvolti nelleera detto pronto a trovare una solu- rio. iscrizioni a ruolo sono (meglio direzione al problema. Poi è arrivato il erano?) 664 allevatori ai quali ècommissariamento di Agea, istitu- Il compito di Agea chiesto il pagamento di 59 milionizione che fra i suoi compiti annove- di euro. Per i circa 12mila allevato-ra quello della verifica delle quote Ora si tratta di vedere se Agea è in ri che invece hanno deciso di paga-latte e del calcolo delle multe. E grado di allargarsi dal pagamento re il debito, anche se a rate, nonpoco dopo la decisione, contenuta delle provvidenze per lagricoltura resta che mettere mano al portafo-nelle pieghe della recente manovra alla riscossione dei crediti. Le pre- glio, cosa che in molti già hannofinanziaria, di sospendere il man- messe non sembrano le migliori fatto. Altri ancora hanno da tempodato ad Equitalia per la riscossione dopo la cura dimagrante imposta regolarizzato la loro posizione, siadelle multe divenute esigibili. Molti af Agea dai tagli al finanziamento pagando le multe sia acquistandohanno interpretato questi due fatti pubblico e la conseguente riduzio- quote (che oggi non valgono piùcome la risposta del ministro Ro- ne del personale. Senza dimenticare nulla, o quasi...). Altri ancora, e nonmano al problema delle multe. che Agea è “attrezzata” per di- sono pochi, attendono che la loroAltro che rateizzazione, in pratica posizione sia chiarita. stribuire soldi e non per riscuo-un rinvio “sine die” ai debiti degli terne. A meno che dalle ingiunzio-allevatori non in regola con il regi-me delle quote.Coro di proteste Quote latte, tutti colpevoli Alcuni allevatori sono stati con- decisioni della quarta sezione pena-Immediate le prese di posizione dannati dal Tribunale di Mila- le del Tribunale di Milano riguar-contro questa eventualità. “Un no. Ma le responsabilità non dano nel complesso una quindici-provvedimento che ormai prelude riguardano solo i produttori di na di allevatori ai quali è statoad un condono tombale – ha detto il latte contestato il reato di truffa e chepresidente di Cia, Giuseppe Politi - dovranno risarcire quanto dovutoche premia i furbi delle quote lat- Agronotizie 315 - 06/10/2011 (si parla di 30 milioni di euro date”. Una difesa di casta a discapito restituire ad Agea). Senza contare idella maggioranza degli allevatori risarcimenti per le parti civili, fra leonesti, si legge in un documento di Rieccole le quote latte. E questa quali Coldiretti e Confagricoltura.Confeuro. Una beffa per gli alleva- volta non ci sono solo le multe da Inutile entrare nei dettagli dellatori onesti, afferma il presidente di pagare, ma bisogna fare i conti con vicenda della quale si sono occupa-Confagricoltura, Mario Guidi. E le sentenze di condanna inflitte agli ti molti quotidiani (La Stampa,ancora Guidi, insieme al suo vice allevatori dal Tribunale di Milano. Corriere della Sera, Giornale, perAntonio Piva, che affida ad un Con pene anche molto severe, citarne alcuni) ai quali rimandiamocomunicato il compito di chiedere come i cinque anni e mezzo di re- per chi volesse conoscere i nomial Governo lo stralcio del provve- clusione inflitti ad uno degli alleva- delle persone coinvolte. Non è didimento sulle quote latte dal corpo tori coinvolti nella vicenda. Le questo che ci vogliamo occupare. E 69
    • nemmeno esprimere giudizi, a quel- tombola natalizia e i dati produt- pre a malapena il 50% del consu-li ci pensa la magistratura, che già tivi alle estrazioni del lotto. Con mo di latte in Italia, quando ad altriper episodi analoghi di qualche un susseguirsi interminabile di ri- Paesi era concesso di produrre ilanno fa, a Torino, aveva emesso corsi ai Tar da parte di molti alleva-doppio o il triplo delle proprie ne-sentenze di condanna a carico degli tori. Solo una manciata di mesi fa cessità. Ma si sa, non è da oggi cheallevatori. Analogo anche in quel unindagine dei Carabinieri met- la politica italiana è disattenta neicaso il “modus operandi” per evi- teva di nuovo in dubbio dati e confronti delle “cose” agricole. Intare le multe. Un meccanismo pe- produzioni delle vacche italiane. questa contorta e confusa situazioneraltro non complicato. Ci si affidava Poi il dubbio è rientrato, ma serve a molti allevatori hanno pensato, aa cooperative “compiacenti” (o ricordare quanta confusione su que- torto evidentemente, di poter fare aappositamente create) che in qualità sto argomento è regnata per tanto, modo loro. E sono stati condannati.di primi acquirenti del latte avreb- troppo, tempo. Con tanta amarezza Spiace però che non possano esser-bero dovuto applicare le multe e per quegli allevatori, e sono la mag- ci giudizi per chi, avendo responsa-versarle ad Agea. Cosa che ovvia- gior parte, che nel frattempo si sono bilità in campo agricolo, ha lasciatomente non avveniva. E il giudice messi in regola magari indebitando- che la vicenda quote latte potessechiamato a valutare loperato di si per acquistare quote. trasformarsi in un inestricabilequesti allevatori e responsabili di groviglio. Nessun tribunale potràcooperative ha applicato la legge e esprimersi, illeciti non ce ne sono.condannato. Con il plauso di Col- Ma ad emettere un giudizio po-diretti che allindomani della sen- trebbero essere tutti gli allevato- Il peccato originaletenza del tribunale di Milano ha ri, quelli che si sono indebitati peraffidato ad un comunicato il compi- mettersi in regola e quelli che, sba-to di dire “giustizia è fatta”, aggiun- E su tutto resta il “peccato origina- gliando, hanno cercato altre vie. Egendo subito dopo che è “triste per le”, aver accettato supinamente, nel sulla sentenza ci sono pochi dubbi.quei produttori che si sono lasciati 1984, quando le quote latte nacque- Tutti colpevoli.trascinare in questa vicenda”. “Una ro, una quota produttiva che co-sentenza epocale” ha fatto eco Con-fagricoltura. Ma a dire il vero, unasentenza analoga, lo abbiamo detto,già era venuta dal tribunale di Tori- Cremona, protagonisteno, con un giudizio che in quel casoriguardava fra agli altri lex euro- le vacche e la Pacparlamentare leghista GiovanniRobusti, che i più attenti alle vicen- Il dibattito su quote e multe chede del latte ricorderanno alla guida in passato animava la fiera èdegli allevatori quando nel gennaio stato sostituito dalle preoccupa-del 1997 bloccarono con i loro trat- zioni sulla riforma proposta datori laeroporto di Linate. Bruxelles Agronotizie 319 - 03/11/2011Le multe e le proteste Bovine da latte di alta genealogia, tecnologie allavanguardia per leGià, le proteste, ormai solo un ri- stalle e per gli allevamenti suini, un non si è parlato di quote latte ecordo. Perché in quegli anni, dopo folla di visitatori da tutta Italia e multe. A preoccupare gli allevatoriaver per lungo tempo illuso gli alle- dallestero. Ecco i principali ingre- sono ora le proposte di riformavatori che le quote e le multe non dienti che hanno decretato il suc- della Pac che la Commissione hasarebbero mai state un loro pro- cesso della 66esima edizione della presentato a Bruxelles. Proposteblema, arrivò la doccia fredda. Bru- fiera internazionale del bovino da “senza anima” le ha definite il mini-xelles passava allincasso facendo latte di Cremona, che si è svolta stro dellAgricoltura, Saverio Ro-piazza pulita del “bacino unico” contemporaneamente a Italpig ed mano, intervenendo allincontro dicon il quale lItalia aveva salvato gli Expocasearia, ospitate anchesse in Cremona, aggiungendo che “la ri-allevatori dalle multe (facendole contemporanea nel quartiere fieri- forma disincentiva la produzione eperò pagare a tutti gli italiani...). stico cremonese. E poi un fitto ca- allontana dalle campagne.” Ed ec-Aiuto indebito, sentenziò Bruxelles, lendario di incontri, dibattiti, co la proposta italiana, il trasferi-e si passò alle quote produttive meeting e tavole rotonde, e fra i mento del greening (il sostegnoindividuali. Ma i conti per molti tanti la ottava edizione degli Stati alla non coltivazione per una pre-anni non sono tornati, il numero generali del latte, levento clou sunta tutela ambientale) sul se-delle vacche assomigliava alla della manifestazione. Ma differen- condo pilastro. Sarà questa la mo- za degli anni passati questa volta difica che il ministro Romano pre- 70
    • senterà il 18 novembre al Commis- questo argomento si è soffermato prete della necessità di organizzaresario Dacian Ciolos. Lobiettivo è Guidi chiedendo più attenzione lofferta indirizzandola verso nuoviquello di lasciare ai singoli paesi il allagricoltura nella riforma dellIce. sbocchi internazionali.compito di stabilire i criteri con i Sulla stessa lunghezza donda ilquali sostenere le politiche di tutela vicepresidente di Confagricoltura, Vacche in passerellaambientale. Vedremo come sarà Antonio Piva (che è anche il presi-accolta questa proposta italiana. dente di CremonaFiere), il quale ha Ignare del dibattito che si svolgeva tenuto a sottolineare il ruolo del nelle sale convegni (nella quattroSempre divisi latte italiano quale “ingrediente” giorni cremonese si sono tenuti ben del successo allestero delle nostre 33 incontri) le bovine da latte pre-Il ministro Romano incontrerà Cio- eccellenze casearie. senti in fiera sfilavano sul ring alle-los allindomani dello svolgimento stito in fiera per partecipare ai nu-degli Stati Generali dellagricoltu- Export, via di uscita merosi concorsi in programma. Adra che si volgeranno sempre a Cre- aggiudicarsi il titolo di campiones-mona l11 e il 12 novembre. E da Che lexport debba essere la parola sa per la categoria vacche (la piùCremona il ministro Romano ha dordine per affrontare il futuro è ambita) è stata la Frisona italianalanciato un appello. “Per vincere il emerso dalle evidenze sui consumi Bonnyfarm Veronique, una Gol-negoziato Pac - ha sostenuto Roma- interni, oggetto dellintervento di dwin x Leader x Astre, di proprietàno - le organizzazioni professionali Roberto Fiammenghi, di Coop di Alberto, Giovanni e Mariodovranno sottoscrivere un docu- Italia. Quando a fine anno saranno Chiappini, allevatori con la Amento unitario e condiviso.” Sarà tirate le somme sullandamento dei maiuscola di Ghedi in provincia dipossibile? Agli Stati Generali del consumi di prodotti agroalimentari, Brescia. Una menzione donore,latte la posizione defilata di Coldi- ha ricordato Fiammneghi, si avrà sempre per la categoria vacche, èretti lascia capire che limpresa non infatti la conferma di una contra- stata attribuita a Albasse Goldsunsarà poi così facile. Intanto il presi- zione del mercato interno di circa Ostrica, una Goldsun x Mtoto xdente di Confagricoltura, Mario l1,5%. La crescita sarà dunque Juror dellallevamento Beltramino,Guidi, ha assicurato la disponibilità affidata al solo export. Ma il sud di Buriasco in provincia di Torino.della sua organizzazione. E per dellEuropa, ha affermato Paolo Molto apprezzata poi la manifesta-Mario Lanzi, presidente di Cia Bruni, presidente di Cogeca zione "Life is Brown", lesposizioneLombardia, è necessario porre fine (lorganizzazione che rappresenta la interamente dedicata al made inad una eccessiva frammentazione cooperazione a livello europeo), Italy organizzata da Anarb, lasso-sul fronte della rappresentanza e stenta a raccogliere la sfida dellin- ciazione degli allevatori della razzadelle strutture di servizio. La sfida ternazionalizzazione dei mercati. Bruna. Il titolo di regina della sele-da superare non riguarda solo Bru- Per questo si rende sempre più ne- zione è andato a ikita, una Brunaxelles, ma si sposta sui mercati in- cessario, è il parere espresso da figlia di Picasso dellallevamentoternazionali dove lagricoltura dovrà Maurizio Gardini, presidente di Michel Quistini di Bergamo.recuperare competitività pensan- Fedagri Confcooperative, che ildo sopratutto alle esportazioni. Su mondo cooperativo si faccia inter-Il mondo chiede più latteLo evidenziano i dati presentati da Cremona. La ricerca di Ismea evi-Ismea in occasione della fiera di denzia che nel 2010 la produzioneCremona. In aumento la produzio- mondiale di latte è aumentatane nella Ue e negli Usa oltre che in(+2%), ma la domanda è cresciuta aOceania ritmi ancora più sostenuti, in parti- colare per le polveri, e soprattuttoAgronotizie 319 - 03/11/2011 nei paesi del Sud-Est asiatico; nel 2011 si confermano le stesse dina- Il Parmigiano Reggiano, insiemeBene lexport, produzione in au- miche, anche se la domanda di pol- al Grana Padano, guida la gra-mento, ma forte calo della domanda veri sta aumentando in misura espo- duatoria dei nostri formaggi piùinterna: è quanto emerge dalla ri- nenziale. esportaticerca sul mercato lattiero caseariocondotta da Ismea, presentata da Il latte nella UeMariella Ronga nell’ambito della sono aumentate del +2,5% nel66esima Fiera Internazionale del periodo gennaio-luglio 2011 grazie Nell’Ue-27 le consegne di latteBovino da latte che si è svolta a a condizioni climatiche favorevoli e 71
    • all’aumento dei prezzi alla stalla nonostante il maggior numero di rappresentato da formaggi Dop; la(+16% in media). In Italia il prezzo forme prodotte di Grana (+2,8%) e tendenza dell’export di formaggimedio alla stalla è pari al +20% Parmigiano (+2,4%). Nel 2010 i Dop nel 2010 è favorevole : +16%rispetto al livello del 2010. Sempre costi agricoli hanno subito un in valore e +5% in volume. Grananello scorso anno, la maggiore di- lieve incremento (+0,5% rispetto al Padano e Parmigiano Reggianosponibilità di materia prima è stata 2009), ma per l’allevamento bovino da soli sviluppano i tre quarti delimpiegata nella produzione di for- i costi sono aumentati ad un ritmo totale del valore dei formaggimaggi (+2,5%), mercato in cui l’Ue molto più sostenuto (+6%). Sono Dop esportati; nel 2010 le esporta-ha confermato la propria cresciuti soprattutto i costi dell’a- zioni di Grana Padano e Parmigianoleadership (export +17%), fornen- limentazione del bestiame (+8%), Reggiano sono aumentate del +10%do circa la metà dei volumi scam- in particolare orzo e cruscami. Nei in volume. I dati relativi a Granabiati a livello internazionale. Nel primi nove mesi del 2011 i costi Padano e Parmigiano Reggiano2011, la forte crescita della do- sono aumentati ad un ritmo ancora parlano di un +4% nei primi settemanda mondiale di latte scremato più accelerato (+13%). Nel 2010 i mesi del 2011.in polvere ha favorito la crescita prezzi all’origine di latte e deriva-della produzione interna e favorito ti sono cresciuti (+13,5% rispetto Le previsioni per i prossimi mesile esportazioni (+33%) al 2009) ad un ritmo superiore ri- parlano di una produzione in au- spetto al totale agricoltura (4,5%) e mento (UE-27, Argentina, Brasile,Il latte in Italia zootecnia (5,2%); l’incremento ha USA, Oceania), grazie a condizioni riguardato soprattutto i prezzi dei climatiche favorevoli e a prezzi alla formaggi duri (+17%) e delle mate- stalla stimolanti, e di una crescita diIn Italia la produzione di latte è in rie grasse (+31%). E nei primi nove consistenza degli stock (burro, latteaumento (+1,8% nella prima parte mesi del 2011 la crescita dei prezzi scremato in polvere) nell’Ue e neglidel 2011) grazie alla maggiore ri-chiesta dell’industria, alla ripresa si è fatta ancora più sostenuta Usa. Sul piano della domanda sidelle esportazioni e al lieve miglio- (+19,7%). prevedono a livello internazionaleramento dei margini aziendali. Sul una crescente richiesta di derivatifronte della trasformazione indu- Lexport del latte da parte dei paesi emer-striale, nel 2010, sono aumentate genti (latte in polvere, siero), unle produzioni di yogurt e burro, Quanto all’export il 68% circa del aumento dei prezzi al dettaglio e unma sono rimasti stabili i formaggi, valore realizzato sui mercati esteri è rallentamento della domanda dome- stica.Latte in Lombardia, cè il prezzoLe Organizzazioni professionali e gruppo Lactalis, nota con molti eItalatte hanno siglato un accordo noti marchi come Galbani, Inver-per i prossimi sei mesi nizzi e Cademartori, ai quali ha da poco aggiunto anche quello di Par-Agronotizie 319 - 03/11/2011 malat) non rappresenta comunque la totalità del latte lombardo.Laccordo sul prezzo del latte in Ci sono tuttiLombardia è stato raggiunto. Per ilperiodo da ottobre a dicembre gli Questa volta laccordo è stato sigla-allevatori riceveranno 403 euro to anche da Confagricoltura e non circa 440 euro. Laver ottenuto unogni mille litri di latte venduto. E aumento del prezzo per i primi mesi solo da Coldiretti e Cia come avve-per i primi tre mesi del prossimo del 2012 apre buone speranze sul- nuto in precedenza. Segno di unin-anno, sino a marzo, dunque, il landamento delle quotazioni dei tesa allargata e condivisa che la-prezzo salirà a 407 euro. Laccor- due grandi “grana”, il Parmigiano scia ben sperare, visto che la zoo-do precedente partiva da 390 euro tecnia da latte ha di fronte sfide ben Reggiano e il Grana Padano. Laper fermarsi ad un massimo di 400 più impegnative di questa. Il prezzo spinta sulla produzione di questieuro per mille litri. Anche questa due formaggi che si è registrata che è stato deciso è peraltro fra ivolta si tratta però di un accordo negli ultimi mesi lascerebbe infatti più alti nei paesi della Ue ed èparziale perché a firmarlo non cè temere una flessione delle quotazio- allineato alle quotazioni del latteAssolatte (lassociazione delle indu- spot (quello venduto fuori dai con- ni che trascinerebbe verso il bassostrie lattiere), ma solo Italatte che tratti) che sulla piazza di Lodi è da anche il prezzo del latte. Ma cosìper quanto importante (società del non sarà, stando alle previsioni del- tempo assestato su una media di 72
    • le industrie del latte. Queste almeno cati. Intanto registriamo la delusio- mente la capofila alla quale tuttisono le conclusioni che si possono ne di chi sperava che dopo lesem- guardano per decidere le politichetrarre dall’aumento di prezzo che pio piemontese, dove lindicizza- del settore zootecnico. Vedremo segli allevatori sono riusciti a strappa- zione del prezzo è già attuata, a marzo 2012, quando laccordore. anche in Lombardia si potesse se- appena siglato dovrà essere rinno- guire una strada analoga. Non è vato, i tempi saranno maturi per on parte lindice andata così. Peccato, perché la questo salto di qualità che chiude- Lombardia, dove si produce il 40% rebbe la stagione delle incertezze di tutto il latte italiano, è inevitabil- contrattuali.Vedremo come evolveranno i mer- trovare strumenti di “governo” dellaIl Pacchetto latte apre produzione che non entrino in conflitto con le norme antitrust.alla programmazione E pensando a questi aspetti e alla tutela dei produttori di latte che il legislatore europeo ha previsto cheConclusi i lavori di preparazione e Parlamento. nellindirizzare la produzione i Con-delle misure in favore del compar- sorzi di tutela abbiano il sostegnoto. Accolti gli emendamenti del Ora i giochi si sono conclusi e il dellintera filiera, e in particolareParlamento e fra questi la possibi- presidente della commissione Agri- degli allevatori la cui rappresentan-lità per i Consorzi di pilotare le coltura del Parlamento europeo, za allinterno dei consorzi è spessoproduzioni Paolo De Castro non nasconde la sbilanciata a favore delle industrie sua soddisfazione nellanticipare di trasformazione.Agronotizie 323 - 24/11/2011 che fra i molti emendamenti accolti figurano le richieste del Parlamento Via libera ai contratti in tema di programmazione dellaPacchetto latte, si parte. Accolti gli produzione. Con la prossima ap- Confermata poi la volontà espressaemendamenti (oltre 30) presentati provazione dei regolamenti comu- sin dalle fasi iniziali nel prevederedal Parlamento europeo, si è ora nitari sarà così data possibilità ai che le compravendite di latte av-pronti a dare il via libera allappli- Consorzi di tutela dei formaggi vengano attraverso contratti con lecazione dei sostegni destinati al Dop di “governare” la produzio- aziende di trasformazione. Prez-settore lattiero per superare la fase ne, evitando che spinte produttive zo, quantità fornite, durata del con-di crisi, che peraltro i mercati han- incontrollate possano generare ci- tratto sono gli elementi attorno aino, per il momento, messo dietro le cliche stagioni di crisi dei prezzi quali dovranno necessariamentespalle. Dei contenuti di questo come quelle che sino ad oggi hanno ruotare i rapporti fra allevatori e“pacchetto” e del suo omologo sulla imperversato sul mercato lattiero industrie del latte. Con un ruolo diqualità (anchesso in dirittura di caseario primo piano svolto dalle organizza-arrivo) si discute da tempo, com- zioni dei produttori, sulla falsarigamentandone laltalena dei contenuti Allevatori protagonisti di quanto già si verifica per lorto-nei vari passaggi fra Commissione frutta, che su questo fronte si trova E ancora fresco in vantaggio rispetto al mondo del il ricordo delle latte. difficoltà vissute dai due grandi Ci sarà un Osservatorio formaggi “grana”, il Parmi- Sullo sfondo resta la volatilità dei giano Reggiano e mercati internazionali del latte, il Grana Padano, dove il prezzo è in balia di molte- una crisi lunga e plici fattori, al pari delle altre com- difficile che si modities agricole. Lo scenario è teme possa riaf- complesso ed è difficile fare previ- facciarsi con lau- sioni. Laumento dei consumi di mento delle pro- latte nei paesi con economie in forte duzioni degli crescita possono modificare profon- ultimi mesi. Una damente gli andamenti di mercato. ei primi giorni di dicembre sarà reso noto il via ulteriore prova Così come eventi climatici avversilibera al pacchetto latte predisposto a Bruxelles della necessità di possono modificare gli andamenti 73
    • produttivi facendo scattare impre- pesanti e non tutte di segno posi- vo, a sua volta in possesso deglivedibili rialzi o al contrario favo- tivo. E per questo che il “pacchetto strumenti per governare le produ-rendo una caduta dei prezzi. Per latte” si è arricchito di un nuovo zioni, le crisi del mercato del latterestare in Europa, non bisogna poi strumento, lOsservatorio sul mer- dovrebbero avere le ore contate.dimenticare lappuntamento ormai cato del latte. Da Bruxelles verrà Purché le previsioni siano azzecca-prossimo con il 2015, anno nel monitorato landamento del mer- te, ma questo è un altro problema.quale le quote cesseranno di esi- cato lattiero caseario nel tentativo Per il momento accontentiamocistere e ognuno dei 27 Paesi della di predisporre previsioni sullanda- della possibilità di governare leUe sarà libero di spingere sulla pro- mento dei prezzi. Con le informa- produzioni che il “Pacchetto Latte”duzione. Le ripercussioni sul mer- zioni che lOsservatorio sarà in gra- regala ai Consorzi di tutela. E spe-cato del latte potrebbero essere do di trasferire al mondo produtti- riamo ne facciano buon uso. domanda e offerta. Perché possanoBruxelles, la rivoluzione assumere tale ruolo, però, dovranno rappresentare almeno 2/3 dei pro-del Pacchetto latte duttori di prodotti caseari che rica- dono all’interno delle suddette cate-Raggiunto dal trilogo Commissio- gorie. Non solo: questi produttorine-Consiglio-Parlamento Ue lac- contratti collettivi con le aziende dovranno fornire almeno 2/3 delcordo sulla programmazione pro- di trasformazione. A essere stipu- latte destinato alla produzione diduttiva e sullimmissione dei for- lati saranno innanzitutto i prezzi, in tali formaggi.maggi Dop sui mercati. Le organiz- base a quelli di mercato, tenendozazioni ringraziano conto anche di altri fattori che pos- Reazioni sono ripercuotersi negativamenteAgronotizie 324 - 07/102/2011 sull’andamento della domanda. La filiera lattiero-casearia – ha I contratti, da siglare prima della commentato Paolo De Castro, pre- compravendita, serviranno per defi- sidente della Commissione Agricol-Come anticipato alcune settimane nire anche quantità fornite, modali- tura del Parlamento europeo - avràfa da Agronotizie, è partira la rivo- tà della raccolta e della distribuzio- finalmente un sistema di regoleluzione nel settore del latte: le ne dei prodotti e durata dell’intesa. riorganizzato e coerente con loistituzioni europee hanno tratto Per quest’ultima, d’accordo con la scenario attuale. De Castro hainsegnamento dalla crisi attraversa- filiera, ogni Stato potrà indicare in anche salutato con favore l’esito delta nel 2009 e hanno raggiunto un sei mesi la lunghezza minima. primo importante trilogo (il sistemaaccordo per rafforzare il potere di consultazione tra le istituzionicontrattuale dei produttori di Formaggi Dop e Igp comunitarie) dall’entrata in vigorelatte e prodotti caseari. L’obietti- del Trattato di Lisbona, che pervo: assicurare prezzi più equi e più Regole specifiche riguardano i pro- l’agricoltura ha introdotto pari pote-stabili per sostenere gli allevatori e dotti caseari tutelati da Denomi- ri nel processo decisionale a Parla-aiutarli al superamento del regime nazione d’origine protetta (Dop) e mento e Consiglio europei. La Con-delle quote latte, che sarà abbando- Indicazione geografica protetta federazione italiana agricoltorinato nel 2015, pilotando le produ- (Igp). Le Op potranno gestire la (Cia) ha commentato laccordo dizioni. produzione di questi formaggi, pro- autogoverno dei produttori definen- grammando i volumi di modo da dolo “la strada maestra per regola-Riconoscimento delle organizza- garantire un equilibrio adeguato tra re il mercato, una buona opportuni-zioni tà da estendere però a tutte le filie- re agroalimentari.I produttori potranno riunirsi in Op(Organizzazioni di produttori): una Tempistichemisura introdotta per promuoverel’aggregazione e, così facendo, raf- L’intesa dovrà ora essere approvataforzare il peso di chi produce all’in- dal Parlamento europeo riunito interno della catena alimentare. sessione plenaria, probabilmente nel mese di febbraio, nonché dal egoziazione dei contratti Consiglio dell’Ue, che rappresenta i governi dei Paesi membri. Pacchetto latte, al via la program-Come per l’ortofrutta, le Op saran- Le nuove regole dovrebbero quindi mazione della produzione dei for-no autorizzate a negoziare, per con- entrare in vigore già nel 2012 e si maggi Dopto dei produttori che rappresentano, applicheranno fino al 2020. Fonte immagine: Morguefile.com 74
    • OVI ILa crisi della pastoriziaarriva in ParlamentoIl ministro Giancarlo Galan ha Le rispostefatto il punto della situazione ri-spondendo ad una interrogazione Della crisi del mon-parlamentare do della pastorizia si parla da tempo eAgronotizie 282 - 27/01/2011 non sono mancati impegni, in partico- lare da parte dellaGli allevatori sardi di ovini sono Regione Sardegna Una nuova riunione del tavolo di filiera del set-ancora lì a chiedersi i motivi del per trovare soluzio- tore ovino è attesa per il prossimo febbraiotrattamento subito a fine anno, ni, a iniziare dal Fonte immagine: Blumblaunquando sbarcati per dirigersi a Ro- sostegno al prezzoma, sono stati bloccati e rispediti a del latte (purché conferito in forme plessivo assomma a 14 milioni dicasa, senza poter far sentire le loro organizzate), aiuti diretti agli alle- euro e un primo bando per un am-ragioni sotto alle finestre del vatori (ma le risorse sono modeste) montare di 7 milioni di euro per“Palazzo”, come avrebbero voluto. e “governo” della produzione in- l’assegnazione di mille tonnellate diUna protesta che prendeva le mosse centivando utilizzi del latte diversi prodotto è già in corso di assegna-dalla crisi che imperversa sul set- dalla trasformazione in pecorino. zione da parte di Agea. Non è man-tore e che ancora non molla la Interventi importanti e non sempre cato un cenno al Tavolo di filierapresa. Quella protesta, che il movi- semplici da attuare, ma che hanno il dove il ministero ha contribuito allamento dei pastori sardi aveva an- “difetto” di avere ricadute non im- messa a punto del contratto quadronunciato come composta e civile, mediate sui mercati. Gli allevatori, grazie al quale potranno essere piùnon cè stata, ma in compenso lac- con il portafoglio vuoto e i credi- trasparenti i rapporti commercia-caduto ha trovato larga eco sui me- tori alla porta, avrebbero invece li oltre che premiata la qualità e unadia, televisioni comprese, permet- bisogno di risposte celeri. Tanto che produzione che non abbia gli attualitendo di far conoscere le richieste l’urgenza della crisi ha indotto il picchi stagionali, ma sia megliodei pastori ancor più e meglio che Parlamento ad affrontare l’argo- distribuita nell’anno. Il Consorziose la protesta si fosse svolta nei mento con una interrogazione di tutela del Pecorino Romano hamodi consueti. Una visibilità che rivolta al ministro dell’Agricoltu- già presentato un progetto di pro-non ha però portato ai risultati spe- ra, Giancarlo Galan. mozione sul mercato europeo, tutterati e la crisi è ancora tutta lì, con il iniziative che si affiancano ai prov-prezzo del latte ovino che non ne vedimenti dalla Regione Sardegna Lintervento di Galanvuole sapere di tornare su livelli con una specifica legge regionaleremunerativi . Ed è ancora pesante dedicata agli interventi straordinariil surplus di pecorino che affolla i Nella sua risposta Giancarlo Ga- per il settore ovicaprino. “Per assi-magazzini di stagionatura e che non lan si è detto consapevole dell’im- curare la massima attenzione allatrova sbocchi di mercato dopo il portanza di questo settore e delle questione – ha concluso Galan incrollo delle esportazioni, specie difficoltà che gli allevatori stanno risposta allinterrogazione parla-quelle indirizzate ai mercati statuni- attraversando e ha ricordato che già mentare – nel mese di febbraio ètensi, principali consumatori del nello scorso novembre, su iniziativa mia intenzione convocare una nuo-pecorino. Una situazione difficile dello stesso ministro, sono stati va riunione del Tavolo di filieraper non dire drammatica per molti stanziati 4 milioni di euro per so- nazionale.” Sarà un’occasione, siallevatori e in particolare per quelli stenere il rilancio della filiera ovi- spera, per imprimere un’accelera-della Sardegna, regione dalla quale caprina. Il ministro ha voluto ricor- zione agli interventi in favore delesce la maggior parte del latte ovino dare l’azione relativa ai formaggi settore. Che ci sia bisogno di fare inprodotto in Italia. ovini da destinare agli indigenti, fretta lo impone la gravità della come avvenne per la crisi dei for- situazione. maggi grana. L’intervento com- 75
    • I pastori chiedono aiuto alla UeAppello di Copa-Cogeca per frena- 2011". "Anche se i prezzi sono ab-re labbandono degli allevamenti. bastanza buoni - ha aggiunto Em-In Italia la crisi del latte ovino non manuel Coste - e si prevede chesi placa e gli allevatori minacciano restino positivi, i costi di produzio-di portare la loro protesta a Bru- ne sono aumentati rapidamentexelles strangolando i produttori.” Di fron-Agronotizie 299 - 26/05/2011 te a questa situazione si richiede dunque che la Ue si faccia carico di Si riduce il numero di allevamen- una politica capace di fermare ti ovini nella UeSono necessarie misure urgenti per labbandono della produzione distimolare la produzione di carne carne ovina per garantire ai consu- I problemi dellallevamento ovinoovina nella futura politica agricola matori un adeguato livello di ap- non si fermano alla carne, ma coin-comune (Pac). E questo lappello provvigionamento interno. volgono, specie per quanto riguardalanciato da Copa-Cogeca prenden- lItalia, la produzione del latte desti-do spunto dallallarmante diminu- La carne.. nato alla trasformazione. Il settore èzione della produzione europea. da tempo in crisi e il prezzo delLa questione è stata discussa in Il Segretario generale del Copa- latte è fermo a 60 centesimi al litro,questi giorni nel gruppo consultivo sotto il costo di produzione. Gli Cogeca, Pekka Pesonen, ha sottoli-della Commissione europea. Inter- allevatori che fanno capo al Movi- neato che "il Copa-Cogeca chiedevenendo a Bruxelles, il presidente mento dei pastori guidato da Felice quindi alla Commissione europeadel gruppo di lavoro del Copa- di garantire che vi siano abbastan- Floris, denuncia lassenza di risul-Cogeca, Emmanuel Coste, ha av- za misure in seno alla Pac per sti- tati delle iniziative anticrisi deivisato che "la produzione europea mesi scorsi. La protesta dalla Sarde- molare la produzione e il consumocontinua a scendere anche se le gna minaccia ora di spostarsi a Bru- e per incoraggiare i giovani agri-importazioni verso lUe sono dimi- xelles, dove si dovrà dunque parlare coltori a entrare nel settore.”nuite dell11% nel 2010 rispetto al non solo della carne ovina, ma an-2007. Inoltre, è previsto che questa che del latte.tendenza al ribasso continui nel ...e il latteBenessere animale, ora sipensa anche a pecore e capreLa Ue sostiene gli studi su piccoli svolto dal Dipartimento di Scienze adattative che questi possono mette-ruminanti, tacchini, equidi. Alle Animali dellUniversità di Milano re in atto. Conclude il progetto laricerche partecipano anche studiosi al quale è affidato il compito di creazione di una “scuola scientifi-italiani coordinare uno dei quattro settori di ca” finalizzata alla ricerca e alla ricerca sui quali si impernia il pro- formazione sul benessere animale.Agronotizie 302 - 16/06/2011 getto. Protagonisti delle attività di ricerca sono i piccoli ruminanti Un passo avanti (pecore e capre), gli equidi (cavalliLUnione Europea ha deciso di e asini) e i tacchini. I gruppi di la- Con il sostegno agli studi coordinatistanziare 4,5 milioni di euro per voro si articoleranno su quattro da Awin continua il percorso dellasostenere le ricerche sul benessere diverse aree fra loro complementa- Ue nella conoscenza del benessereanimale portate avanti da Awin, ri. Una di queste è la messa a punto animale, percorso iniziato da tem-acronimo di “Animal Welfare Indi- degli indicatori precoci delle pro- po e che ha trovato unaccelerazionecators”, un sodalizio scientifico che blematiche legate al benessere e nel luglio del 2009 sotto la presi-riunisce esperti di questa materia a degli indicatori di dolore. Altra denza svedese della Ue. Ricordia-livello internazionale. Il progetto, area di studio è quella relativa alle mo che per altre specie animali,guidato da Adroaldo Zanella dello conseguenze degli stati patologici come ad esempio polli da carne eScottish Agricoltural College, vede sul benessere. Una terza area di galline ovaiole, già si è arrivati ala collaborazione di ricercatori pro- indagine riguarda i fattori di alleva- stabilire quali debbano essere levenienti da Brasile, Stati Uniti, Eu- mento che possono influenzare lo condizioni di allevamento capaciropa. Un ruolo significativo sarà sviluppo degli animali e le strategie 76
    • di garantire adeguati livelli di Valutazione oggettive che la misurazione del benesserebenessere agli animali. Dal prossi- animale, come a volte è accaduto inmo gennaio, in particolare per le Ora gli studi si trasferiscono su altri passato, possa essere dettata dagalline ovaiole, saranno ammesse animali di interesse zootecnico e valutazioni empiriche, magari consolo gabbie di dimensioni adeguate lobiettivo anche in questo caso è una visione antropomorfa del pro-o sistemi di allevamento a terra. quello di riuscire ad individuare blema, dove il benessere animale siAnche per suini e vitelli sono state indicatori di benessere concreti e confonde con quello delluomo.definite in passato le condizioni da rilevabili. Limportante è evitarerispettare negli allevamenti. alla domanda di mercato. Quella delE ancora crisi per il latte ovino pecorino, si sa, è una crisi da ec- cesso di offerta dopo il crollo delle esportazioni,Gli allevatori tornano in piazza per in particolaremanifestare le forti difficoltà del negli Usa. Ri-settore durre la produ- zione potrebbeAgronotizie 307 - 27/07/2011 essere dunque la chiave diSostegni al prezzo del latte ovino, volta non soloutilizzo del latte per impieghi diver- per uscire dallasi dalla trasformazione in pecorino, Una delle manifestazioni promosse dal Movimento attuale crisi, maofferte di formaggio agli indigenti dei pastori sardi anche per evita-per alleggerire le eccedenze. E poi re che situazio-il (solito) “tavolo di filiera” che fare di meglio? Vedremo. ni analoghe si ripresentino. Maavrebbe dovuto rendere più traspa- serve tempo. Quanto proposto arenti i rapporti commerciali. Que- Schiarite da Bruxelles Bruxelles deve essere tradotto insti alcuni degli interventi che a ini- atti normativi che devono poi esserezio anno erano stati messi insieme Intanto arriva da Bruxelles la noti- attuati sul campo dagli enti di tute-per tentare una risposta alla crisi la. Quanti allevamenti ovini soprav- zia che nel prossimo futuro i Con-della pastorizia. Tutto inutile, o viveranno in attesa di questi tempi sorzi di tutela avranno la possibilitàquasi. Il prezzo del pecorino non migliori? Pochi se non si correrà di guidare i livelli di produzionesale e con lui resta fermo il prezzo per allinearsi, per quanto possibile, presto ai ripari.del latte (circa 60 centesimi di euroal litro) pagato agli allevatori, chenon copre nemmeno le spese diproduzione. Gli allevatori, ancora Pecore e suini, due facceuna volta, si trovano con il portafo-glio vuoto e i creditori alla porta. della stessa crisiEd è di nuovo protesta. Protestanogli allevatori che si riconoscono nel Senza unadeguata organizzazione Alla mai risolta crisi del pecorinoMovimento pastori sardi guidato da dellofferta, lagricoltura sarà sem- e del prezzo del latte fermo a circa pre in balia del mercato e alla 60 centesimi al litro, si sono ag-Felice Floris e protestano gli alle- mercé degli altri protagonisti della giunte le richieste di rimborso (convatori del “Movimento dei forco- filiera, industrie e distribuzione tanto di interessi) di alcune formuleni” (nome emblematico...) che in-sieme hanno marciato per le strade di aiuto concesse agli allevatori edi Messina il 20 luglio per gridare Agronotizie 308 - 28/07/2011 ad altre categorie produttive. Que-la loro preoccupazione per il futu- sti aiuti sono stati “bocciati” daro delle loro aziende. E si replica il Le pecore a Cagliari, i suini a Mila- Bruxelles che ha stabilito che deb-26 luglio a Cagliari dove gli alle- no. Uniti nello stesso giorno, il 26 bano essere restituiti. Quasi unavatori di ovini torneranno a riven- luglio, da una protesta per una crisi beffa di fronte alle promesse, anco-dicare azioni concrete per uscire che ha origini diverse, ma identici ra disattese, di aiuti agli allevamen-dalla crisi. Quelle decise quando era effetti, il fallimento e la chiusura ti colpiti dalla crisi. Così la protestaministro dellAgricoltura Giancarlo degli allevamenti. Iniziamo dalla è salita di tono sfociando in qual-Galan non hanno dato, evidente- manifestazione che si è svolta a che tafferuglio, inutile e contro-mente, i frutti sperati. Riuscirà lat- Cagliari, organizzata dal Movimen- producente. Poi la decisione deltuale ministro, Saverio Romano, a to dei pastori sardi di fronte al presidente del Consiglio Regionale, “palazzo” della Regione Sardegna. Claudia Lombardo, di accogliere 77
    • una delegazione degli allevatori Ma non cè solo ilnegli uffici della Regione per ascol- “caro-mangimi”tarne le richieste. E sono state nuo- dietro alle diffi-ve promesse di intervento. Gli ani- coltà che hannomi si sono calmati, ma altra cosa è fatto chiuderetrovare una soluzione alla crisi del migliaia di alle-pecorino, ancora tutta da risolvere. vamenti di suini, passati nel volge-Suini a Piazza Affari re di dieci anni da quasi 200mila a meno di 30mi-“Formula” diversa quella scelta la. Laltro puntodagli allevatori di suini per manife-stare le proprie preoccupazioni. dolente è quelloGuidati da Coldiretti, i suinicoltori delle importa- Un momento della manifestazione che ha visto pro- zioni. Troppeprovenienti da molte regioni italia- cosce di suino, sine si sono dati appuntamento a è detto davanti a “Piazza Affari”, Le promesse della presidente Clau-“Piazza Affari”, sede dalla Borsa, a varcano i confini per trasformarsi in dia Lombardo e le conclusioni delsottolineare idealmente lintreccio prosciutti “Made in Italy”. E a poco “tavolo suinicolo” poco potrannofra le difficoltà degli allevamentie le speculazioni che agitano i mer- servirà la norma europea sullorigi- se non si interviene sulla “causa ne in etichetta, che riguarda la scatenante”, leccesso di produ-cati delle materie prime per lali-mentazione del bestiame. Un dato carne, ma non i prodotti trasfor- zione. Cè troppo pecorino e trop- mati, come i prosciutti. Un punto po latte di pecora è avviato a questaper tutti, il prezzo del mais (unodegli “ingredienti” base dei mangi- sul quale gli allevatori chiedono produzione e ci sono troppi pro-mi) che nel volgere di 12 mesi è una correzione di rotta. Anche di sciutti che entrano nel circuito Dop. questo si discuterà al “tavolo suini- Senza un “governo” della produ-cresciuto di circa il 60%, colo” che il ministro dellAgricoltu- zione la crisi non troverà soluzio-“schizzando” da 160 a 260 euro per ra, Saverio Romano, ha fissato per ne. Così è stato per tanti altri pro-tonnellata. Inevitabili le conseguen- il 29 luglio. dotti degli allevamenti e non solo.ze sul prezzo dei mangimi, aumen-tati del 17%. Per gli allevatori un Prima è toccato al Parmigiano-ulteriore costo che secondo le stime Frenare la produzione Reggiano e al Grana Padano, ora è il turno delle pesche. E poi sarà didi Coldiretti (che prende in esame nuovo la volta dei formaggi e via dianche laumento della bolletta ener- Gli allevatori di suini, come quelli questo passo (già ci sono i primigetica) raggiunge quota 300 milioni di pecore, lamentano laumento dei segnali...). Per il Prosecco si è deci-di euro. Davvero troppo per un set- costi e la caduta dei prezzi delletore già alle prese con prezzi di loro produzioni. In più arrivano le so di contingentare la produzionemercato che non coprono nemmeno importazioni fuori controllo e le per evitare il crollo dei prezzi da eccesso di offerta. Lo si prendale spese di produzione. speculazioni sulle “commodities”, come esempio. certamente concause della crisi cheSettore al collasso ha portato in piazza gli allevatori. parassitosi e la temibile Scrapie,Sardegna, quando la una encefalopatia spongiforme pa- rente prossima del morbo della “vacca pazza”. LAgris, Agenziaprevenzione sposa la genetica regionale per la ricerca in agricoltu- ra, si è infatti aggiudicata per ilIl sostegno di Bruxelles per i pro- e non riesce nemmeno a ripagare i prossimo triennio un finanziamen-getti di selezione di ovini resistenti costi di produzione. Tutta colpa del to europeo complessivo di 800mi-alle malattie crollo delle esportazioni di pecorino la euro nel campo della resistenza e delleccesso di produzione che genetica alle malattie degli animali.Agronotizie 311 - 08/09/2011 tiene il mercato sotto scacco. Se i In particolare, 350mila euro saran- problemi di mercato sembrano al no destinati allattuazione del pro- momento non trovare ancora una getto "Sustainable Solutions forIn Sardegna gli allevatori di ovini soluzione, qualche nota positiva Small Ruminants" per supportare lesono ancora alle prese con la crisi arriva sul fronte della prevenzio- ricerche nel campo dellindividua-del latte il cui prezzo è da tempo ne delle malattie che possono col- zione dei geni che modulano labloccato a poco più di 60 centesimi pire le greggi e in particolare alcune resistenza genetica alle principali 78
    • patologie ovine, mentre 450mila na. Attraverso la selezione di ceppi questi animali capaci di esprimereeuro saranno destinati al recluta- geneticamente resistenti a talune maggiore resistenza alle patologie.mento di due giovani ricercatori patologie si ottengono risultati di "L’Agris, che ha supportato daleuropei per la messa a punto di grande importanza nella riduzione punto di vista tecnico-scientifico lamodelli di controllo delle infezioni dei costi per i trattamenti sanitari Regione nella stesura e applicazio-di nematodi gastro-intestinali negli e si evitano le perdite economiche ne del Piano di selezione per laovini. che gli allevatori subiscono in pre- resistenza alla Scrapie - ha sottoli- senza di malattie degli animali. neato il commissario straordinarioAddio, quasi, alla Scrapie di Agris, Efisio Floris - è allavan- guardia nelle ricerche per il con-Le ricerche nel campo stanno di- I benefici trollo delle principali patologieventando sempre più numerose ovine e, in particolare, le mastiti, laanche sullonda degli ottimi risultati Da non sottovalutare è poi il mi- paratubercolosi e i nematodi ga-che la selezione genetica ha avuto glioramento della qualità delle pro- stro-intestinali".nella quasi completa eradicazione duzioni e laumentata sicurezzadalla Sardegna della Scrapie ovi- alimentare dei prodotti ottenuti daLatte ovino, crisi senza fine on si risollevano le sorti del setto- ha rimesso sotto ai riflettori dello-re e gli allevatori continuano nelle pinione pubblica i problemi degliloro proteste allevamenti di pecore. Peccato che le stanze del “Palazzo” fosseroAgronotizie 320 - 17/11/2011 vuote o al massimo con gli “inquilini” affaccendati nel traslo-Prima fu il movimento dei pastori co, dopo le dimissioni del Governo. Il prezzo del latte ovino è ancorasardi. Sue le proteste per la crisi E suonava quasi a beffa che linvo- inferiore ai costi di produzionedella pastorizia che sfociarono in cazione di interventi per il settore Fonte immagine: Blumblaunmanifestazioni di piazza più che fosse rivolta ad un ministero, quello“vivaci”. A fine 2010 tentarono di dellAgricoltura, che i rumors di Solidarietàportare la protesta sotto le finestre quel giorno davano persino per sop-del “Palazzo”, a Roma. Ma furono presso. Per il momento la manifestazionebloccati ancor prima di giungere degli allevatori ha raccolto la soli-nella capitale e costretti a rientrare. Come ieri darietà del presidente della commis-Seguirono “tavoli di crisi”, impegni sione Agricoltura della Regioneministeriali (cera ancora Galan), Lazio, Francesco Battistoni. Suo Lesistenza del ministero è stataprogetti di promozione del pecori- lauspicio che si possa trovare un confermata, ma i problemi del set-no. Ma la crisi è ancora lì, più punto di incontro fra le imprese tore sono ancora lì, come ieri. Latenace e forte di prima. Il prezzo trasformatrici e gli allevatori per produzione di pecorino resta su-del latte ovino continua ad essere periore alla domanda di mercato raggiungere un equilibrio sul prez-pagato poco più di 60 centesimi al zo. Il Lazio, ha ricordato Battistoni, dopo il crollo delle esportazionilitro, quando il solo produrlo costa ha approvato una legge sul “Made negli Usa, che erano la principale85 centesimi di euro. E continua in Lazio” che avrebbe lobiettivo di destinazione delle nostre produzio-inesorabile la chiusura di centinaia favorire il rilancio dei prodotti agri- ni. I progetti di indirizzare la produ-di allevamenti che a questa lunga zione verso produzioni alternati- coli locali. Tutte iniziative lodevoli,stagione di crisi non possono fare ve, formaggi freschi e altre tipolo- per carità, anche se poi ci chiedia-fronte. Ora sono scesi in piazza i mo quale possa essere il reale im- gie, diverse dal pecorino, a quantosindacati agricoli “ufficiali”, Col- patto sul mercato. Più utile, ne sia- pare non trovano applicazione.diretti, Confagricoltura e Cia, che mo convinti, sarebbe lindicazione Intanto gli allevatori sono costretti asono riusciti nel portare la protesta in etichetta dellorigine del latte. spingere sulle mungiture nel tenta-alle porte di Roma. Lunedì 14 no- Se ne continua a parlare in Italia e a tivo di fare cassa per fronteggiarevembre il corteo dei trattori mossi i debiti, nella speranza che domani Bruxelles. Ma le industrie del set-dai pastori del Lazio (ma alla prote- tore sono contrarie. E come sem- il mercato si riprenda. Unattesasta hanno aderito anche le altre re- pre le industrie sanno tutelare i pro- vana e che si protrae da oltre ungioni vocate allallevamento ovino, pri interessi. Quando gli agricoltori anno.come Toscana Sicilia e Sardegna) saranno in grado di fare altrettanto? 79
    • SUI I tre importanti pub-Per i suini è ancora tempo di crisi blicazioni: un an-Unanalisi del Crefis fotografa il mere di Commer-perdurare delle difficoltà che po- cio di Brescia,trebbero in futuro anche aggravarsi Mantova e Cre- mona e la Provin-Agronotizie 281 - 20/01/2011 cia di Mantova, con il coordina-La crisi che da molti mesi attanaglia mento di Union-il settore suinicolo italiano perdura, camere Lombardia. nuario sul settore suinicolo naziona-anzi si aggrava. È una dura realtà, le, rapporti congiunturali trimestralicon la quale devono fare i conti gli LOsservatorio si propone di contri- sull’andamento delle filiere,allevatori di suini, quella che emer- buire al rafforzamento della com- newsletter mensili per gli operatorige dalla presentazione del Rapporto petitività delle filiere suinicole delle filiere consultabili sul sitocongiunturale del Crefis – Centro nazionali e di lavorare per una loro www.crefis.it.ricerche economiche sulle filiere crescita sostenibile anche attraversosuinicole. La Ue apre allo stoccaggio“Questa edizione del Rapporto – haprecisato Gabriele Canali direttore privato per i suinidel Crefis – pur concentrandosi sui Lo scandalo diossina ha accentuatomesi estivi, allarga lo sguardo al- la crisi del settore e Bruxelles cerca mare in prosciutti. I dati diffusi dalultimo biennio per avere preziosi ora di correre ai ripari Anas lo scorso anno dicono che atermini di confronto. In questo am- fronte dei 26 milioni di cosci pro-bito emergono indicazioni signifi- Agronotizie 282 - 27/01/2011 dotti in Italia ne abbiamo importaticative dallanalisi dei prezzi estivi 55 milioni. Come dire che ogni tredei suini da macello che, pur se- prosciutti, solo uno è nato in Ita-gnalando una lieve ripresa rispetto Viene da lontano la crisi della suini- lia da suini pesanti. Gli altri sonoal trimestre precedente, risultano coltura italiana. E dura da tempo, “prosciuttini” ottenuti da suini leg-inferiori rispetto alle quotazioni troppo tempo. Eppure avrebbe tutte geri e meno costosi da allevare e didellestate 2009. le carte in regola per essere immune prezzo più basso. Certo non del dalle turbolenze di mercato. Tutta circuito Dop, ma spessoSegno che la crisi è di lunga durata (o quasi) imperniata sulla produzio- “naturalizzati” e ritenuti italiani dae, soprattutto, in peggioramento. ne del suino pesante (130-160 chili chi li acquista.Unico tenue segnale positivo – con- e oltre) da destinare alla produzione di prosciutti e insaccati di qualità I “numeri”clude Canali – viene dalle coscedestinate al prosciutto crudo tipico, (in prevalenza del circuito Dop), lai cui prezzi sono un po più alti ri- nostra suinicoltura può vantare Ecco uno dei motivi, ma non luni-spetto allanno scorso. caratteristiche che non si riscon- co, della crisi che strangola la no- trano in nessuna altra parte. Né stra suinicoltura, costretta a spen- in Europa e forse nel mondo. Una dere molto per allevare suini pe- tipicità costosa da realizzare e che santi, ma pagata come se sfornas- dovrebbe essere premiata con il se solo suini leggeri. Meglio allora,Le documentazioni prezzo. Ma non è così. Nel nostro sostengono alcuni, trasformare i Paese sono allevati 9 milioni di nostri allevamenti e puntare sulCrefis è frutto della collaborazione suini, che non bastano però a soddi- suino da carne da macellare ad 80 otra Smea – lAlta Scuola in econo- sfare le esigenze del consumo, spe- 90 chili, come fanno in Germania, omia agro-alimentare dellUniversità cie di carne. Finiamo così per im- in Belgio o in Francia o negli altriCattolica – l’assessorato Agricoltu- portare quantità considerevoli di paesi grandi produttori di suini daira della regione Lombardia, le Ca- carni, ma anche di cosci da trasfor- quali importiamo carni per quasi un 80
    • milione di tonnellate. Faci- dirsi conclusa pur conle a dirsi, ma perderemmo questi aiuti della Ue. Nela tipicità dei nostri pro- sono convinti anche insciutti e dei nostri insac- Confagricoltura che allin-cati che valgono, come si dirizzo del ministero halegge da una recente inda- mandato una serie di ri-gine del Crefis, 7,36 mi- chieste che vanno dallaliardi di euro, dei quali programmazione dellacirca uno realizzato attra- produzione (ci sono troppiverso lexport. prosciutti, specie anonimi) ad un più facile accesso alPer affrontare le difficoltà credito, passando da unadel settore è stato istituito migliore organizzazionepresso il Mipaaf un tavolo dellofferta ad una diversi-di crisi, poi ha preso corpo LItalia ha una forte specializzazione nella produ- ficazione produttiva.il Cun (Commissione unica zione del suino pesante, che non viene valorizzata “Occorre - a detta delnazionale per i suini da presidente di Confagri- dal mercato in misura sufficientemacello) che avrebbe do- coltura, Federico Vec-vuto risolvere le distorsioni chioni - una riorganizza-nella formulazione del prezzo di sioni. Si è così deciso di accogliere zione produttiva che le altre suini-mercato. Iniziative lodevoli, ma di una proposta avanzata dal Belgio colture europee hanno già avviato.”scarsa efficacia. per la riapertura delle misure per La richiesta di una nuova e più effi- lo stoccaggio privato delle carni. cace politica a favore del settore Come per gli altri settori in crisi (il suinicolo arriva anche dalla Cia cheSi apre lo stoccaggio latte fra questi), si è poi decisa li- allindomani delle decisioni prese a stituzione di un gruppo di lavoro Bruxelles invoca la rapida convoca-Poi è arrivata la diossina (in Germa- incaricato di studiare le misure a zione del tavolo di filiera per trova-nia), i consumi in quel Paese sono medio termine per favorire la ripre- re risposte alle difficoltà del mondocrollati e con loro i prezzi. E la crisi sa del settore, come le innovazioni suinicolo.della suinicoltura da italiana è di- per aumentare lefficienza degliventata europea. LItalia, evidente- allevamenti e la promozione dei Ben vengano i “tavoli”, ma perchémente, non è riuscita a farsi ascolta- consumi.re da Bruxelles, ma la Germania sì, abbiamo dovuto attendere che fosse il Belgio a chiedere aiuto perche con i suoi 27 milioni di suini è La posizione italiana i propri suinicoltori? Eppure in Ita-il paese della Ue con il più alto pa-trimonio suinicolo, seguita da Spa- lia gli allevamenti sono in difficoltàgna (23,4 milioni), Polonia (18,5 Il ministro Giancarlo Galan si è da anni e in condizioni non meno difficili dei colleghi del Nord Euro-milioni) e Francia (14,2 milioni). Al detto favorevole alle proposte del pa. A Bruxelles non ci ascoltano, siConsiglio dei ministri agricoli della Belgio che peraltro hanno riscosso lunanimità da parte dei membri del dice. O siamo noi a non parlare?Ue che si è tenuto il 24 gennaio la Chissà.crisi della suinicoltura è divenuta Consiglio. Ma la crisi, almeno perargomento centrale delle discus- la suinicoltura italiana, non puòAl via lammasso privato per i suiniDal primo febbraio disponibili gli stoccaggio privato delle carni (se ne da un minimo di tre mesi ad unaiuti della Ue, ma occorrono anche è parlato anche la scorsa settimana massimo di 5. Se le difficoltà diinterventi nazionali per superare le su Agronotizie) nel tentativo di mercato dovessero continuare ladifficoltà, più forti in Italia che ridare sostegno ai mercati, dopo il Commissione potrebbe prendere inaltrove calo dei consumi che ha fatto preci- esame la possibilità di ampliare il pitare i prezzi. Già dal primo feb- periodo di stoccaggio. Al termine diAgronotizie 283 - 03/02/2011 braio è così operativo il regola- questo periodo la carne potrà essere mento Ue n. 68/2011 del 28 gen- immessa sul mercato europeo o suCi ha pensato lo scandalo diossina naio che definisce le misure di aiuto quello internazionale. L’importoad aggravare la già difficile situa- per lo stoccaggio. Hanno accesso a degli aiuti varia in funzione delzione della suinicoltura europea e questi sostegni gli operatori che periodo di stoccaggio e dei tagliche in Italia è persino più pesante assumendone i costi e i rischi sono stoccati.che negli altri paesi. Bruxelles ha disponibili ad immagazzinare lacosì deciso di riaprire gli aiuti allo carne suina per un periodo che va 81
    • I commenti e le proposte del “pacchetto” qualità. punto di un listino specifico in Borsa merci per i suini iscritti alL’apertura dell’aiuto all’ammasso A tirare per la giacca il ministro Consorzio del suino pesante pa-privato è stata accolta con favore da Giancarlo Galan per interventi a dano. Al pari dei colleghi suinicol-Fedagri che per voce del presidente favore della suinicoltura arriva an- tori di Padova, anche da Mantovadel settore zootecnico, Giovanni che l’Associazione mantovana alle- arriva la richiesta di aiuti per que-Bettini, ha chiesto che alle misure vatori che ha ricordato al ministro gli allevatori che decidono di ri-comunitarie si affianchino inizia- l’impegno degli allevatori di alline- durre la produzione. Una bellative di carattere nazionale. Fra are la genetica in allevamento alle idea per ridare tonicità al mercatoqueste un valido sistema di etichet- nuove modalità di valutazione dei allentando la pressione produttiva.tatura e l’autodisciplina delle pro- cosci, impegno che imporrebbe uno La difficoltà sarà quella di trovare iduzioni Dop, richieste che devono slittamento dei controlli sulle cosce. fondi necessari a sostenere il pro-però fare i conti con quanto si sta Fra le richieste degli allevatori getto. La situazione delle casse del-discutendo a Bruxelles nell’ambito mantovani figura anche la messa a lo Stato non lascia spazio all’ottimi- smo. testimoniano i controlli condotti dalSuini, si inasprisce la lotta Centro di Referenza nazionale per lAujeszky, che ha sede presso lIsti-alla malattia di Aujeszky tuto Zooprofilattico della Lombar- dia e dellEmilia-Romagna. I casi di sieroprevalenza della malattia negliAvviato il nuovo programma di per primo la individuò. E da allora allevamenti Lombardi (dove glilotta a questa patologia che può ha fatto la sua comparsa negli alle- allevamenti sono assai diffusi) èmettere in difficoltà anche gli vamenti di tutto il mondo, causando infatti passato dal 39% nel 2004scambi commerciali danni enormi per la facilità con la (era l83% nel 1997) al 46,6% nel quale il virus che ne è responsabile 2009.Agronotizie 287 - 03/03/2011 riesce a trasmettersi e per la sua resistenza allambiente esternoQualche starnuto, nasi che colano, (sopravvive egregiamente anche a -casi di aborto fra gli animali in gra- 8 gradi, ma per fortuna teme la luce Pericoli sanitari e commercialividanza e maschi meno fecondi e e il caldo).poi una caduta delle prestazioniproduttive. Questi i sintomi princi- Pericolosa e invadente, è una ma- Laggravarsi del quadro comportapali fra i suini adulti. Per i suinetti i lattia con la quale tutti i paesi a problemi non solo per i danni im-sintomi sono analoghi ma la pro- mediati sugli allevamenti, ma so- suinicoltura avanzata hanno ingag-gnosi è infausta, con mortalità assai giato da anni una lotta senza quar- prattutto per le conseguenze suielevata. Eccola la malattia di Au- commerci intra ed extra europei, tiere. E in molti casi si è raggiuntojeszky, dal nome del veterinario che potrebbero subire uno stop a il successo, tanto che nella Ue nu-ungherese che nel lontano 1902 causa della presenza della malattia merosi sono i paesi che possono sui nostri territori. Facile immagi- vantarsi di aver debel- nare le conseguenze, specie in alcu- lato la malattia acqui- ni comparti come quelli del pro- sendo lo status di “paese sciutto e non solo. Di qui la necessi- indenne”. Fanno però tà di correre ai ripari, non prima eccezione Spagna e Italia però di aver analizzato le cause del dove la malattia di Au- “ritardo” italiano nelleradicare jeszky è ancora in cima questa malattia. Fra i fattori di com- alle preoccupazioni degli plicazione vi è la particolare tipolo- allevatori. Non che si sia gia dei nostri allevamenti, unici in stati con le mani in ma- Europa nella produzione del sui- no, anzi. Dal 1997 è ope- no pesante, che comporta un ciclo rante un piano di control- di ingrasso di nove mesi, contro i lo che aveva portato ad sei degli altri paesi europei. A com- una significativa riduzio- plicare la situazione cè anche la ne dei casi di malattia. parziale applicazione dei piani vac- Ma il quadro si è ag-Nota anche con il nome di Pseudorabbia rag- cinali nei reparti di ingrasso e lim- gravato a partire dal possibilità di utilizzare vaccini atte-giunge unalta mortalità fra i suinetti 2007 ed è ancora peg-Fonte immagine: Fabry Mondino Photography giorato nel 2009 come nuati, contrariamente a quanto con- 82
    • cesso in altri paesi dela Ue. accompagnate dal “Modello IV” Si prevede che occorrano almeno dove verranno annotate date e nu- tre anni per completare il pianoIl nuovo programma mero delle vaccinazioni. La certifi- di eradicazione dellAujeszky e in cazione potrà essere fatta diretta- questo periodo si procederà con la mente dallallevatore nei casi in cui dichiarazione di indennità nelleOra si cambia. Il 28 febbraio è en- non sia obbligatoria la preventiva province i cui allevamenti sarannotrato in vigore il nuovo piano dieradicazione dellAujeszky le cui visita clinica del veterinario ufficia- esenti dalla malattia. Per le aziendelinee dazione sono tratteggiate nel le. Lassociazione degli allevatori che avranno raggiunto la qualifica suini (Anas), ritiene tuttavia possi- di “allevamento indenne” scatteràDecreto del ministro della Salute bile la visita del veterinario ufficia- lobbligo di rifornirsi solo da alle-del 30 dicembre 2010. Fra le novità le anche quando ciò non sia espres- vamenti a loro volta indenni epiù importanti vi è la possibilità di samente stabilito dalle norme, cosa sarà vietato introdurre soggetti pro-impiegare sui riproduttori i vacci-ni attenuati deleti, vaccini di nuo- che consentirebbe allo stesso veteri- venienti da stalle di sosta, fiere ova generazione che allefficacia nario di certificare sul Modello IV mercati. Poi appuntamento al 201- le avvenute vaccinazioni, evitando 3, quando sarà obbligatorio destina-associano la possibilità di ricono- così allallevatore un aggravio re alla riproduzione solo animaliscere gli animali vaccinati da quelli delle già complessa burocrazia provenienti da allevamenti indenni.infetti. Altro punto chiave del pro- che pesa sugli allevamenti. E finirà, si spera, lincubo di vedersigramma di eradicazione è la certifi- bloccare le esportazioni per colpacazione che deve accompagnaregli animali nei loro spostamenti. I tempi dellAujeszky.Le movimentazioni saranno cosìCrisi suina, le risposte della RassegnaAppuntamento a Reggio Emilia con pesante. Un controsenso vi-la Rassegna suinicola internaziona- sto che allevare suini pesan-le per discutere i progetti che mira- ti costa assi più che allevareno a risolvere i problemi che afflig- suini magri. Colpa dellec-gono il settore cesso di offerta di suini pe- santi che vanno ad “intasare”Agronotizie 292 - 07/04/2011 il mercato del prosciutto. Questa una delle spiegazioni.Crisi difficile quella della suinicol- Che stride con la massicciatura italiana. I prezzi non ne vo- importazione di cosci che ilgliono sapere di riprendersi e gli più delle volte diventanointerventi discussi nei vari tavoli di “Made in Italy” dopo averfiliera sembrano inefficaci. Il Cun, varcato la frontiera. Ma tantèla Commissione unica nazionale per e la crisi resta lì a soffocareil settore suino che avrebbe dovuto imprese suinicole di primor-favorire una più equilibrata defini- dine che producono la mate- cancelli del quartiere fieristico di Reggiozione del prezzo, continua a regi- ria prima della quale si fa Emilia si apriranno dal 14 al 16 aprilestrare un mercato debole dove il vanto la nostra salumeria. per la 51esima edizione della Rassegnasegno meno la fa da padrone. A suinicola internazionalesoffrire è soprattutto la produzione La propostadel suino pesante, quello di 130 kg una ripresa del mercato. Sembrae oltre di peso vivo, le cui carni luovo di Colombo, ma il percorso Per uscire dal tunnel il neo presi-sono destinate alla trasformazione. non è privo di trappole e traboc- dente di Anas (Associazione nazio-Una produzione tipica italiana chetti. Al primo posto la spietata nale allevatori suini), Andrea Cri-questa del suino pesante, pratica- concorrenza del prodotto di impor- stini, ha allora lanciato una propo-mente sconosciuta negli altri paesi a sta. Abbandonare, in parte, la pro- tazione, realizzato in Paesi del Nordforte suinicoltura, dove si produco- duzione del suino pesante per dedi- Europa che possono vantare costino solo suini magri, di circa 100 kg di produzione più bassi dei nostri. carsi a quella del suino da macel-di peso. Una produzione per la qua- Il dibattito su questo tema è aperto leria. Le aziende suinicole a rischiole siamo deficitari (importiamo e sarà certo uno degli argomenti al chiusura avrebbero una nuova pos-molta della carne suina che consu- centro della prossima Rassegna sibilità di riprendersi e al contempomiamo) e che vanta quotazioni per- si alleggerisce la filiera del pro- Suinicola Internazionale di Reggiosino migliori di quelle del suino sciutto Dop, lasciando spazio ad Emilia che aprirà i battenti dal 14 al 83
    • 16 aprile. Unoccasione per Anas li che faranno da cornice alla espo- Non poteva mancare fra gli argo-per divulgare i progressi ottenuti in sizione di animali vivi e di mezzi e menti quello della qualità, al centrocampo genetico, strumento indi- attrezzature per il settore suinicolo dellincontro organizzato dal CRPA che affolleranno il quartiere fieristi-spensabile per il rilancio del settore. (Centro ricerche produzioni anima- co di Reggio Emilia. Fra gli appun- li) sabato 16 aprile, dove si parleràGli appuntamenti tamenti di spicco figura la tavola di marcatori genetici e qualità del rotonda in programma nella mattina prosciutto crudo. Ma il programmaMolte le iniziative in programma e di venerdì 15 aprile sul tema “La della “Rassegna” non si esaurisce nuova Pac e la filiera suinicola ita- qui, molti gli appuntamenti di carat-fra queste la presentazione, venerdì liana” che sarà presieduta dal presi- tere tecnico ed economico affrontati15, del programma “Rigener@” dente della Commissione Agricol- durante la tre giorni suinicola. Ec-messo a punto da Anas per ripro- tura del Parlamento Europeo, Paolo cone di seguito una sintesi, mentredurre in allevamento scrofe di altovalore genetico, produttivo e sanita- De Castro. “Quale innovazione di per il programma completo riman-rio. Molti poi gli eventi congressua- prodotto” è il tema che sarà affron- diamo a quanto pubblicato sul sito tato la mattina di giovedì 14 aprile. della “Rassegna”. sul quale lItalia è fortemente defici-Gestire linstabilità, parola taria e dove le importazioni copro- no quasi la metà del nostro fabbiso-dordine per la suinicoltura gno. Resta da verificare se gli alle- vamenti da carne italiani saranno in grado di competere in terminiDalla Rassegna suinicola di Reggio che si è tenuto in occasione della di costi di produzione con quelli delEmilia le indicazioni su come af- Rassegna suinicola internazionale Nord Europa dai quali oggi ci rifor-frontare la crisi del settore che si è svolta a Reggio Emilia dal niamo. 14 al 16 aprile. Per trovare le solu-Agronotizie 294 - 21/04/2011 zioni adatte occorre analizzare le Etichette e nuova Pac cause di questa crisi, che origina dalla peculiare specializzazione La partita è tutta da giocare e non siSono ormai cinque anni, con poche italiana nella produzione del suino potrà contare sulla stabilità dei mer-e rare interruzioni, che gli allevatori pesante, destinato alla trasformazio- cati, ha ricordato nel suo interventodi suini continuano a produrre in ne in prosciutti e salumi per il cir- il presidente della Commissioneperdita. Colpa dei costi crescenti e cuito Dop, divenuto una sorta di Agricoltura del Parlamento Europe-dei prezzi del suino pesante in co- mono prodotto dei nostri alleva- o, Paolo De Castro. Siamo entrati,stante flessione. Una situazione menti. Limpossibilità di diversifi- ha ricordato De Castro, in una nuo-insostenibile, ha ribadito il presi- care la produzione ha così portato va fase dove le eccedenze alimen-dente dei suinicoltori (Anas), An- ad un eccesso di produzione la cui tari del passato sono state sosti-drea Cristini, intervenendo in oc- conseguenza è il crollo dei prezzi. tuite da una una situazione defici-casione del convegno “La nuova Un tunnel dal quale si esce o chiu- taria per laumento della domandaPac e la filiera suinicola italiana” dendo una parte degli allevamenti o mondiale di derrate alimentari, lat- indirizzando la te, carne e cereali al primo posto. produzione ver- Bisogna dunque attrezzarsi per so un animale una “gestione dellinstabilità”, più leggero di cosa che la nuova Pac si appresta a non oltre 130 kg fare utilizzando due leve, la prote- (il suino interme- zione degli agricoltori e la gestione dio, lo ha definito del mercato. Gli strumenti sono Cristini). Scartata contenuti in due strumenti legislati- la prima ipotesi vi in fase di approvazione, il pac- per le ovvie con- chetto qualità e il pacchetto latte. siderazioni di Il primo interviene ad esempio sulla carattere econo- etichettatura e il secondo promuo- mico e sociale, vendo linterprofessione e nuovi non resta che strumenti contrattuali. Un punto di aprire alla produ- grande interesse per lItalia sarà il zione di suini superamento dei problemi legatiUn momento dellincontro sulla nuova Pac e la filie- leggeri per la alla programmazione delle produ-ra suinicola produzione di zioni, strumento che affidato ai carne, segmento 84
    • Consorzi Dop potrebbe restituire Ma altri ancora saranno i banchi di unarmonizzazione dei tempi ditonicità al mercato, ma sino ad oggi prova sui quali i suinicoltori do- pagamento. Ci sarà poi da fare ibloccato a livello nazionale dalle vranno misurarsi a livello nazionale conti con la nuova Pac, dopo il 201-norme antitrust. e non solo europeo. LAssessore 3. Ormai è certo, gli aiuti ci saranno allAgricoltura della Regione Emilia ancora, ma saranno sganciati dallaPer letichettatura, ha ricordato De Romagna, Tiberio Rabboni, ha produzione (disaccoppiamento).Castro, ha grande significato lap- lanciato in occasione della Rasse- Lobiettivo è quello del riequilibrioprovazione dellemendamento 101 gna suinicola internazionale la pro- delle risorse, che sino ad oggi han-(che vede come prima firma quella posta di un accordo quadro fra no premiato le agricolture del Norddello stesso De Castro) grazie al allevatori e industrie del settore. Europa. Ma la peculiare situazionequale per tutte le carni (comprese Uno strumento che potrebbe aiuta- dellagricoltura italiana richiede aquelle di suino) scatterà lobbligo, re, fra laltro, ad aprire un dialogo sua volta risposte mirate e interven-a conclusione delliter legislativo costruttivo con la Gdo (grande di- ti per ammorbidire limpatto cheche si concluderà entro lestate, di stribuzione organizzata), dalla quale la nuova Pac potrà avere per leindicare in etichetta la provenienza. passa una parte rilevante del consu- nostre produzioni. Ed è oggi che mo di carni suine e di prodotti della occorre presentarsi a Bruxelles con salumeria. Anche su questo fronte proposte adeguate. Domani, a rego- Alleanze indispensabili la Ue si sta muovendo per favorire le fatte, inutile lamentarsi.La crisi suina da un tavolo allaltroIn occasione della Rassegna suini- confronto con uncola il ministro dellAgricoltura ha settore in forteriproposto un piano nazionale di difficoltà e dun-settore per affrontare le difficoltà que in attesa didel momento risposte precise. Risposte difficiliAgronotizie 294 - 21/04/2011 da formulare, tanto più per unLe crisi, si sa, aumentano la voglia ministro frescodi partecipazione. Si riempiono le di nomina e sinofiere e si affollano le sale convegni. a ieri lontanoLuoghi dove è possibile dibattere i dai temi dell’a-problemi e cercare, quando possibi- gricoltura. Ine-le, vie duscita. Alla regola non si è sperienza chesottratta la 51esima edizione della non gli ha impe- Laffollato incontro con il ministro dellAgricoltu-Rassegna suinicola internazionale dito di schierarsi ra, Saverio Romanodi suinicoltura che si è svolta a con determina-Reggio Emilia dal 14 al 16 aprile. zione contro gli Ogm. “Non per l’esigenza di uscire dalla gestioneLe difficoltà che da tempo affliggo- motivazioni scientifiche”, ha tenuto delle emergenze per entrare in unano il settore sono così state al cen- a precisare il ministro di fronte ai fase di programmazione e di defini-tro della manifestazione, catalizzan- suinicoltori riuniti a Reggio Emilia, zione delle strategie politiche chedo lattenzione dei 12mila visitatori ma per una valutazione di opportu- accompagnino le scelte in campoche hanno diviso la loro attenzione nità. I consumatori di tutto il mon- agricolo. Le scelte devono esserefra i dibattiti e i numerosi stand do, ha sostenuto Romano, sono alla quelle della protezione della quali-(230 il numero degli espositori pre- ricerca di qualità e salubrità e si tà e in questo ambito l’etichettaturasenti) dai quali le aziende del setto- dicono contrari agli Ogm. Garan- dei prodotti suini è fondamentale.re hanno messo in mostra mezzi, tendo filiere Ogm free i prodotti Su questo tema bisogna però regi-attrezzature e proposte per gli alle- italiani si troveranno in una posi- strare la posizione critica di moltivamenti dei suini. Affollato, e non zione di vantaggio sui mercati Paesi europei, disponibili però apoteva essere diversamente, lincon- mondiali. Questa la tesi. Che non ha dare il via libera alletichettaturatro con il ministro dellAgricoltura, convinto tutti, come sempre capita delle sole carni suine che potrebbe-Saverio Romano. Ospite del gran- quando si parla di Ogm. ro così avere lindicazione dellori-de stand allestito dallAssociazione Primo, programmare gine. Gran parte della carne suinanazionale allevatori suini (Anas), al consumata in Italia è però di impor-ministro va riconosciuto il Entrando nel merito dei problemi tazione (i nostri suini pesanti vanno“coraggio” della disponibilità al del settore, il ministro ha ribadito al circuito della trasformazione) ed 85
    • è giunto il momento di diversifica- nicoltura il ministro si è detto pron- in misura modesta (+2,4%), cosare le nostra produzione dando to ad istituire un tavolo di filiera dal che ha penalizzato gli allevamentispazio al suino leggero per la pro- quale mettere a punto un piano di a ciclo chiuso e i produttori diduzione di carne fresca. Duplice il settore capace di trovare un punto suinetti, ma che ha per contro favo-vantaggio, un alleggerimento nella di sintesi fra gli interessi, a volte rito gli ingrassatori. Lanalisi delproduzione del suino pesante, oggi contrapposti, dei vari protagonisti Crpa evidenzia infatti che questul-superiore alle richieste dellindustria della filiera, produzione, trasforma- tima categoria ha registrato un au-e allorigine della crisi, e una ridu- zione e distribuzione. Questi gli mento dei costi di produzione piùzione della nostra dipendenza dal impegni che il ministro si è assunto contenuto rispetto ai colleghi delprodotto di importazione che copre in occasione della “Rassegna”. I ciclo chiuso e del ciclo aperto, conil 40% dei fabbisogni in carni suine suinicoltori sono ora ansiosi di un aumento pari all’1,5%, graziefresche. vedere i risultati. Di “tavoli” e appunto al contenimento dei prezziUn “tavolo” per la filiera “piani” ne hanno già visti in passa- d’acquisto dei magroncelli. to. Ma la crisi è ancora lì.Per affrontare i problemi della sui- on siamo concorrenzialiSuini sotto costo, ma Il Crpa evidenzia inoltre come, nei confronti dei principali Paesi euro- pei, i suinicoltori italiani sostenga-non è una promozione... no un costo di produzione superiore mediamente del 19%. Il divario è da attribuire al maggior onere perLe analisi presentate dal Crpa in in occasione della Rassegna suini- la produzione del suino pesanteoccasione della Rassegna suinicola cola internazionale di Reggio Emi- rispetto ai suini leggeri europei e adevidenziano il divario fra prezzi di lia. Tutta colpa della crescita dei un livello di efficienza tecnica infe-mercato e costi di produzione costi di produzione negli alleva- riore degli allevamenti nazionali. I menti a ciclo chiuso, costi che nel costi di produzione più bassi si rile-Agronotizie 294 - 21/04/2011 2010 sono aumentati in media del vano in Danimarca e in Francia con 4,6% rispetto al 2009, in particolare 1,41 e 1,37 euro al kg peso morto in seguito all’incremento delle spe- rispetto a 1,73 euro al kg dell’Italia. se per lalimentazione dei suini La forte competitività dei produt- (+6,6%). Il costo complessivo, rile- tori suinicoli danesi e francesi è va il Crpa, si è così portato a 1,36 da attribuire all’elevata produttivitàCinque centesimi al chilo, otto euro euro per kg peso vivo, mentre il delle scrofe, che arrivano a produr-per un suino di 160 kg. A tanto am- prezzo medio del suino pesante nel re 27 suinetti svezzati per scrofa.monta la perdita per ogni suino 2010 è rimasto fermo al 2009.pesante che esce dagli allevamentiitaliani. E quanto emerge dallanali- La crescita dei costi non ha rispar- Sono “numeri” che devono far ri-si condotta dal Crpa (Centro ricer- miato la produzione dei magron- flettere in vista della svolta che lache produzioni animali) presentata nostra suinicoltura è invitata a pren- celli, categoria di dere affiancando al tradizionale suini di circa 35 suino pesante la produzione di un kg di peso, desti- suino leggero, da macelleria. La nati agli alleva- concorrenza del prodotto di impor- menti da ingras- tazione, come dimostrano le analisi so. In questo set- del Crpa, è molto forte e gli alleva- tore si è registrato tori italiani dovranno dimostrare un + 4,5% dei grandi capacità manageriali per costi, sospinti in poterla fronteggiare. particolare dalla voce alimentazio- ne a sua volta in Attenti allimport crescita del 5,3%. Il prezzo medio Intanto sul fronte dellimport il dei suinetti, stan- 2010 ha fatto registrare per le do alle rilevazioni carni suine un nuovo record. LI-Lingresso della 51esima edizione della Rassegna di Anas talia ha infatti importato 1,04 mi-suinicola di Reggio Emilia, tribuna dalla quale il (Associazione lioni di tonnellate, con un incre-Crpa ha fatto conoscere i risultati delle sue analisi nazionale alleva- mento del 12,8% rispetto allannosul settore suino tori suini), nel precedente. L’aumento - spiega il 2010 è cresciuto Crpa - riguarda in prevalenza le 86
    • cosce fresche per la produzione del to di importazione. Molto dipenderà denza che nel 2010 i macelli hannoprosciutto crudo non Dop e del pro- dalla capacità degli allevatori italia- incassato lo 0,2% in più rispettosciutto cotto (+15% rispetto al 200- ni di raggiungere standard pro- allanno precedente. Stabili (nelle9). Nel contempo anche l’export dei duttivi di elevata efficienza. E gli perdite) gli allevatori, mentre l’in-prodotti lavorati è aumentato in esempi non mancano. Un aiuto po- dustria di trasformazione ha vistomodo significativo (+8,2%). Si trat- trà poi venire dallindicazione in calare le proprie entrate dello 0,2%.ta per lo più di prosciutti crudi etichetta della provenienza delle Per i dettaglianti, infine, si registra(+7,4%), salami (+13,8%) e morta- carni suine. In questi giorni la Ue un incremento del fatturato pari allodella (+15,9%). ha compiuto un passo avanti in que- 0,8%. Un riequilibrio si rende ne- sta direzione e una decisione defini- cessario. Per attuarlo sarà indispen-I dati emersi dallanalisi del Crpa, in tiva sarà presa entro la prossima sabile (e non facile) coinvolgereparticolare sul fronte dellimporta- estate, come spiegato in dettaglio nelle politiche di settore anche lazione, lasciano immaginare con- anche in questo numero di Agrono- Gdo, la grande distribuzione orga-crete possibilità di sviluppo per le tizie. Altro fronte sul quale lavorare nizzata, oggi protagonista indiscus-produzioni italiane, a condizione è quello della distribuzione del sa nel rapporto con il consumatore.che si realizzi una efficace competi- reddito lungo la catena del valore.tività fra prodotto italiano e prodot- Lanalisi del Crpa ha messo in evi-Prosciutti e carne di qualità,la risposta è nei geniUna ricerca affidata al Crpa evi-denzia i rapporti fra genotipo dei sero abbandonare la produzionesuini e proprietà dei tagli destinati del suino pesante e al contempoal consumo e alla trasformazione ottenere carni tenere e di qualità anche per il consumo fresco, cèAgronotizie 295 - 28/04/2011 una via di uscita. La risposta arriva dalle ricerche condotte dal Crpa nell’ambito di un progetto finalizza-Gli allevatori di suini si accingono to ad indagare i rapporti fra basead una importante svolta. Abbinare genetica e qualità delle carni e deialla produzione del suino pesante prosciutti. La ricerca, sostenutadestinato alla trasformazione anche dalla Regione Emilia Romagna equella di un suino “intermedio” (o alla quale hanno collaborato Uni- Una curiosa rappresentazione delleggero, comunque non più di 130 versità, enti di ricerca e imprese D Akg) per la produzione di carne. L’o- private, si è posta l’obiettivo di ap- Fonte immagine: Mknowlesbiettivo è quello di alleggerire il profondire gli effetti del genotipomercato del prosciutto Dop, dove sulle proprietà dei tagli destinati al che presentano prosciutti con mag-c’è un eccesso di offerta che pena- consumo fresco oppure alla stagio- giori pesi, minori cali e quindi unalizza i prezzi, e al contempo propor- natura. In pratica si è voluta verifi- più elevata resa di stagionatura.re una carne suina “Made in Italy”, care la compatibilità e l’eventuale Altri geni (il PRKAG3 e CAST)visto che quella che si consuma correlazione fra tenerezza dei sembrerebbero invece legati adoggi è per gran parte di importazio- tagli da consumo fresco e l’idonei- alcune caratteristiche tecnologichene. Sin qui il progetto, semplice tà delle cosce a fornire prosciutti della carne fresca e con parametrinella sua essenza, ma assai compli- capaci di soddisfare le richieste dei del prosciutto stagionato.cato da realizzare per le molteplici disciplinari di tutela e degli stagio-implicazioni, non ultime quelle di natori. La ricerca ha utilizzato tec- I risultatinatura genetica, alla base sia della niche di genetica molecolare ed haproduzione di un prosciutto di qua- preso le mosse a partire da sei geni Le ricerche hanno preso in conside-lità, sia di una carne di eccellenza. per i quali già erano stati segnalati razione numerosi elementi, dai fat- gli effetti sulle caratteristiche quali- tori che influenzano l’assorbimen-Carne e prosciutti tative della carcassa e della carne. to del sale da parte della coscia, al Fra questi il gene Titina (TTN) par- tempo post-mortem prima della rebbe contraddistinguere i soggettiPer quegli allevatori che non voles- salagione (i prosciutti salati a 96 ore 87
    • dalla macellazione tendono ad as- si riscontrano con modulazioni di- la messa a punto di marcatorisorbire meno sale) sino ai rapporti verse nei genotipi corrispondenti ai genetici che con un semplice esamefra genotipo e pH, colore e marez- polimorfismi per TTN, CAST638 e di routine consentano di sapere inzatura dei prosciutti, proprietà della PRKAG3. anticipo se abbiamo di fronte ani-carne. In conclusione i risultati de- mali capaci di fornire prosciuttigli studi hanno dimostrato che non Le ricerche non possono ancora di qualità e carni tenere e apprez-c’è incompatibilità fra la tenerez- dirsi concluse, ma le prime indica- zate (e magari pagate per quantoza dei lombi per il consumo come zioni tracciano già una rotta interes- valgono). O se al contrario bisognacarne fresca e la qualità dei pro- sante per raggiungere l’obiettivo rimettere mano alla selezione.sciutti stagionati, caratteristiche che finale. Ora non resta che aspettare nimi e massimi per i mercati finan-Suini, dalla cooperazione ziari. Inoltre, vorremmo che la po- sizione degli agricoltori dell’Uela risposta alla crisi nella catena alimentare sia consoli- data affinché ricevano un miglior reddito dal loro prodotto. Questo obiettivo può essere raggiunto tra l’altro grazie a una concentrazioneLe richieste della Cogeca a livello vo allargato sulla carne suina. dell’offerta tramite le organizzazio-europeo per aiutare il settore a ni di produttori, come le cooperati-superare la lunga stagione di diffi- Il gruppo è stato creato per trovare ve”.coltà soluzioni al fine di migliorare la situazione catastrofica del settore Sì alle farine animaliAgronotizie 298 - 19/05/2011 europeo della carne suina. Rivol- gendosi al Ministro ungherese dell’- Pekka Pesonen, Segretario genera-In occasione di una riunione di alto agricoltura, Sandor Fazekas, Bruni le del Copa-Cogeca, ha dichiarato:livello con la Presidenza ungherese ha dichiarato: “Il settore è in crisi “Suggeriamo anche di facilitaredella Ue, il Presidente della Coge- ormai da tre anni, in parte a causa l’accesso all’intervento per gli alle-ca, Paolo Bruni, ha lanciato un dell’aumento dei costi legati ai fat- vatori, ad esempio, con agevolazio-appello per l’applicazione di misure tori di produzione. Alla luce della ni di credito. Inoltre, chiediamo lourgenti per migliorare la redditività difficoltà della situazione, racco- sviluppo di un piano europeo per lea lungo termine del settore europeo mandiamo misure rapide ed efficaci proteine. Il divieto sull’utilizzo didella carne suina. Questa richiesta per aiutare gli agricoltori ad af- proteine animali trasformate prove-si iscrive nell’ambito delle conclu- frontare l’estrema volatilità sui nienti da non ruminanti dovrebbesioni discusse dai ministri europei mercati a termine, come valori mi- essere tolto immediatamente. I pro-dell’agricoltura nel gruppo consulti- duttori di carne suina dovrebbero potersi raggruppare in organizza- zioni di produttori, come le coope- rative, al fine di ridurre i costi di produzione e aumentare il valore della loro produzione”. Paolo Bruni ha aggiunto: “Le rego- le di concorrenza in Europa vanno riviste per permettere alle organiz- zazioni di produttori, come le coo- perative, di crescere di dimensioni e di scala, contribuendo a una cate- na alimentare più equilibrata”. Le richieste delle parti interessate del gruppo consultivo allargato sono state inviate alla Commissione per essere analizzate.Concentrare lofferta è una delle soluzioni proposte per superarela volatilità dei prezzi 88
    • Così si fronteggia la crisi suinicolaConfagricoltura chiede un piano ed una significa-strategico di settore con interventi tiva riduzionesu mercati, credito e costo del lavo- dell’occupazio-ro ne. E’ indispen- sabile ed urgenteAgronotizie 299 - 26/05/2011 definire un piano di settore che identifichi solu-Stato di crisi per la suinicoltura e zioni tali da per-moratoria triennale sui mutui mettere, da unbancari accesi dagli allevatori, lato di recupera-queste le richieste immediate che re concorrenzia-Confagricoltura porterà avanti per lità e spazi suifronteggiare la grave crisi che atta- mercati, dall’al-naglia questo comparto della zoo- tro di riportare latecnia nazionale. Le due misure redditività azien- I costi di produzione sopportati dagli allevatorid’urgenza precedono quelle com- dale a livelli ac- italiani sono superiori rispetto a quelli dei competi-prese in un più articolato progetto cettabili”. tor stranieristrategico di intervento nel breve e Credito e costimedio periodo, che sarà sottopostoall’attenzione del ministro per le In particolare servono adeguati in- pera. Occorrono in particolare inter-Politiche agricole e agli assessori terventi sul credito per gli alleva- venti per ridurre il costo del lavoro,regionali. Le decisioni sono state menti che si sono esposti finanzia- ad esempio attraverso agevolazioniprese durante il vertice nazionale riamente per i necessari investimen- alle aziende che assumono. In que-dell’organizzazione degli imprendi- ti aziendali e per le problematiche sto contesto va rivista la catena deltori agricoli tenutosi il 25 maggio a gestionali. Ed è importante che le valore, in cui gli allevatori sonoRoma. Regioni utilizzino i fondi dei Psr oggi penalizzati rispetto alle altreAllevamenti al collasso aprendo una corsia preferenziale componenti della filiera. alle imprese suinicole.“La situazione della suinicoltura “Sono indifferibili interventi ade-richiede interventi immediati - ha L’attenzione di Confagricoltura è guati alla gravità della situazione -detto il presidente di Confagricoltu- altissima sulla gravosità dei costi di ha concluso Guidi - perché i pro-ra, Mario Guidi - il numero di alle- produzione, superiori a quelli sop- dotti della filiera suinicola sonovamenti che cessano l’attività è in portati dai competitor europei, so- uno dei simboli del made in Italycostante crescita, con un progressi- prattutto per quanto riguarda i disci- alimentare, un patrimonio che devevo impoverimento della filiera tutta plinari di produzione e la manodo- essere difeso ad ogni costo”. cellazione di circa 70mila suini,Cè un suino intermedio che diventeranno più di 200mila nel 2012 per arrivare a 450mila nel 2013. Il peso di macellazione delnel futuro della suinicoltura suino intermedio oscilla intorno ai 130kg, ben al di sotto di quei 170Il settore è di fronte ad un bivio e in Una chance che per alcuni allevato- kg richiesti per la produzione deioccasione di Italpig, che si terrà in ri suinicoli potrebbe rappresentare salumi del circuito tutelato, Pro-ottobre a Cremona, gli operatori si la via di uscita dalla crisi che da sciutto di Parma e di San Daniele inconfronteranno sui temi più pres- alcuni anni ha mandato in forte testa.santi per la sopravvivenza del com- sofferenza il settore. Una chanceparto che si chiama suino intermedio e Il progetto, iniziato alcuni mesi fa, che sta già interessando un impor- va dunque avanti e ai numerosiAgronotizie 300 - 01/06/2011 tante stabilimento di macellazione, incontri organizzati per illustrare la Italcarni di Carpi (Modena) e agli allevatori modalità e caratteri- alcune aziende suinicole, tant’è stiche di questo tipo di allevamento vero che la programmazione elabo- il pubblico partecipa sempre nume- rata per quest’anno prevede la ma- roso. “L’interesse è notevole - affer- 89
    • ma Moritz Pignatti, direttore ope- nato al consumo fresco che si dif- reflui; senza dimenticare la resarativo di Italcarni - e giustifica unaferenzi, in meglio, rispetto a quanto alimentare che una razione piùserie di aspettative da parte del viene importato, con l’obiettivo di proteica, quale quella che verrebbemondo produttivo più che compren- ridurre considerevolmente la quota fornita a un animale destinato asibili. E’ evidente però che ai suini-di quel 40% che oggi arriva dall’e- questo circuito produttivo, potrebbecoltori interessati a percorrere que- stero. Dal mondo produttivo inten- garantire: 35% rispetto al 28% dista strada viene richiesto un vero e zionato a giocare questa carta le un suino pesante”.proprio salto culturale, perché chi voci declinano al positivo. “In basedeciderà di impegnarsi nella produ- ad alcuni sondaggi effettuati di Appuntamento a Italpigzione di un suino intermedio non recente - spiega Marco Lunati,potrà parallelamente mandare a- consigliere nazionale dell’Anas La suinicoltura italiana si trovavanti quella del suino pesante. La (Associazione Nazionale Allevatori dunque a un bivio, perché la situa-scelta dovrà quindi essere pondera- Suini) - per l’acquisto di un prodot- zione di crisi degli ultimi anni stata e rispondere a quel concetto di to fresco italiano i consumatori mettendo veramente a repentagliospecializzazione che sta diventando sarebbero disposti a spendere an- la vita del settore, e si pensi all’e-una variabile sempre più importan- che il 10% in più. Considerato il norme patrimonio agricolo e agroa-te”. periodo di crisi economica che stia- limentare che attualmente si trova a mo vivendo si tratta di un dato su rischio. A Italpig, il Salone dellaIl suino intermedio cui riflettere. E’ evidente che la suinicoltura italiana che si svolgerà produzione di un suino del peso di a Cremona dal 27 al 30 ottobre 130-135 kg per noi allevatori siDi suino intermedio, a dire il vero, 2011, gli operatori della filiera a- tradurrebbe in una considerevolesi parla da tempo, ma è solo negli vranno la possibilità di confrontarsi diminuzione dei costi di produzioneultimi tempi che alle parole sono sui temi più attuali del settore conseguiti i primi esperimenti concreti. legati soprattutto all’alimentazione. l’obiettivo di trovare risposte con-Da tempo infatti Italcarni insegue Inoltre ridurrebbe anche il carico crete per il rilancio del comparto. di azoto escreto, il che avrebbel’opportunità di immettere sul mer- effetti positivi sullo smaltimento deicato nazionale un prodotto desti-Crisi suinicola, gli allevatoriminacciano lo scioperoBraccio di ferro con le industrie, In particolare sulla piazza di Man-che hanno scelto di disertare le tova, una delle più importanti per lacontrattazioni facendo mancare la grande diffusione di allevamentidefinizione del prezzo. Svilite le suini, lesito delle trattative settima-misure anticrisi decise tre anni fa nali si concludeva troppe volte con Il mancato raggiungimento di un “non quotato”. Segno della unintesa sul prezzo dei suini pe-Agronotizie 301 - 09/06/2011 mancata intesa fra acquirenti (le santi alla Cun di Mantova acuisce industrie di macellazione e trasfor- le difficoltà del settoreSi chiama Cun, Commissione unica mazione) e i venditori (gli allevato-nazionale per il settore suinicolo, ed ri). Con il risultato di spingere alè nata nel 2008 per monitorare e ribasso le quotazioni anche sulle lassociazione dei suinicoltori (arendere trasparente il mercato dei piazze ove un accordo, pur faticosa- Giandomenico Gusmaroli è suc-suini da macello. Il Cun è uno degli mente, veniva raggiunto. Di calo in ceduto a fine 2010 Andrea Cristi-strumenti fissati dal protocollo di calo, il prezzo dei suini pesanti rag- ni). Chi non è cambiata è la crisi.intesa per la filiera suinicola, solle- giungeva a malapena la quota di un Certo, i prezzi del suino pesante, dicitato dal Mipaaf, con il quale si euro o poco più, a fronte di un costo 160 kg e oltre, sono un po aumen-voleva dare una risposta alla crisi di produzione ben superiore, alme- tati raggiungendo e superando 1,30del settore suino. A far scattare la no 1,40 euro per chilo di peso vivo. euro per chilo. Sempre però al didecisione di fissare un mercato uni- In questi tre anni che ci separano sotto dei costi di produzione.co nazionale per la definizione delle dalla istituzione del Cun, sono cam-quotazioni erano le continue diffi- biati tre ministri (Luca Zaia, poi Situazione difficilecoltà a raggiungere unintesa sul Giancarlo Galan, e infine Saverioprezzo nelle principali borse merci. Romano) e due presidenti di Anas, Nei primi tre mesi del 2011, infatti, 90
    • la redditività degli allevamenti ha Da queste considerazioni è partito del valore, a scapito degli allevato-subito un calo del 12,4% rispetto ai linvito agli allevatori a non conse-ri.” “I suinicoltori - prosegue Con-tre mesi precedenti, come rileva il gnare i suini sino a quando non fagricoltura - nonostante le difficol-Crefis. Una situazione difficile, alla saranno definiti e pubblicati i tà, hanno dimostrato grande re-quale gli allevatori tentano di dare prezzi di mercato. Una provoca- sponsabilità e chiedono, pertanto,una risposta diversificando la zione, ovviamente, tesa ad una rapi- comportamenti altrettanto coeren-produzione e affiancando al suino da ripresa del dialogo. ti.” E a proposito di suinicoltori, unpesante un animale più leggero per invito a leggere la lettera pubbli-la produzione di carne da avviare al Toni critici anche da parte di Con- cata in questo numero di Agrono-consumo fresco. Se ne è parlato fagricoltura, che ha affidato ad un tizie, inviataci da una nostra lettri-anche in occasione della Rassegna suo comunicato il compito di bolla- ce. Vi si possono cogliere le moltesuinicola di Reggio Emilia, come re laccaduto come “l’obiettivo mal- ragioni degli allevatori e lennesimoriportato in uno dei precedenti nu- celato di una parte degli operatori allarme per un settore ormai allomeri di Agronotizie. Lobiettivo è di squilibrare ulteriormente le ri- stremo.quello di alleggerire il circuito dei partizioni all’interno della catenaprosciutti Dop, appesantito da uneccesso di produzione e avvilitodalla concorrenza dei prosciutti“anonimi”, sospinto a sua volta da Il made in Italyun imponente flusso di importazio-ne di cosce suine fresche. In praticaogni tre prosciutti consumati, due sulla pelle dei suinicoltoriarrivano da oltre frontiera. Riequili-brare il mercato non è facile e non è Lettera alla Redazione - Le difficol-rapido. emmeno ai Consorzi di tà della suinicoltura italiana denun-tutela è concesso di guidare la ciate da una lettrice di Agronotizieproduzione senza incappare nelle allindomani della mancata quota-regole dellAntitrust. Se ne sta di- zione al Cun, la Commissione unicascutendo a Bruxelles, nel pacchetto nazionale dei suini da macelloqualità, ma per il momento i con-sorzi hanno le mani legate. Agronotizie 301 - 09/06/2011 on quotato 2011 quando i macellatori (Assica) "Ho chiesto gentilmente ospitalità a non si sono presentati in Commis-Dunque una situazione complessa e questa testata, che altrettanto gene- sione per la quotazione settimanaledelicata dove la comparsa della rosamente me l’ha concessa, per con la seguente conseguenza: rile-dicitura “non quotato” per i suini portare all’attenzione di più persone vazione non pervenuta per assenzapesanti anche da parte del Cun del possibili la situazione critica in cui dei commissari macellatori. Di se-primo giugno è giunta come uno vive un settore dell’economia reale, guito i dati a disposizione per letsunami dopo un terremoto. Di- dell’economia primaria: la suinicol- quotazioni.sgrazia su disgrazia. Ed è una con- tura. Il settore famoso per la salu-seguenza della decisione da parte meria di alta qualità e per le produ- Dati Assica: numero suini macellatidelle industrie di trasformazione zioni Dop che esportiamo in tutto il n. 142.894 +5,97 %, peso mediodi disertare lappuntamento per mondo. kg.169,929la fissazione del prezzo. Ferma e Gli allevatori non riescono a farsidecisa la posizione degli allevatori. riconoscere un prezzo che copra i Dati Anas peso medio 169,07 kg -Lorenzo Fontanesi, presidente di costi di produzione da molti mesi e 4,03% suini consegnati."Opas, unorganizzazione dei produt- la crisi sta attanagliando le aziende.tori aderente ad Unapros La Commissione unica nazionale(Organizzazione nazionale tra le dei suini da macello (Cun) con sede on quotatoorganizzazioni di produttori di car- a Mantova, costituita per la formu-ne suina), ha stigmatizzato latteg- lazione del prezzo dei suini e in "La Cun non ha avuto luogo, ingiamento delle industrie. “I macel- particolare per la declaratoria sepa- quanto i commissari dei macella-latori rappresentano una parte ne- rata per i suini Dop, che opera con tori non si sono presentati incessaria e insostituibile all’interno la supervisione del Mipaaf, nelle Commissione, pur essendo presentidella Commissione unica nazionale ultime tre settimane ha dei grossi sul mercato di Mantova. I commis-- afferma Fontanesi - e non possono problemi nel formulare le quota- sari dei suinicoltori hanno constata-creare una turbativa di mercato zioni. La situazione è ulteriormente to l’assenza dei macellatori, segnalecon la diserzione del confronto.” peggiorata mercoledì 1° giugno palese di non partecipazione alla 91
    • Cun e quindi di una volontà preor- Il regolamento, inoltre, non prevede cali ad oggi non hanno fatto alcundinata di non trovare alcun ac- le conseguenze di tale comporta- comunicato stampa (prese di posi-cordo. Si fa presente che nessun mento e pertanto si attende un prov- zione sono però giunte nei giornicommissario dei macellatori aveva vedimento da parte del ministero e seguenti, ndr) e il ministero non dàtempestivamente avvisato la segre- delle associazioni di categoria. I notizie.teria della propria assenza. commissari insieme ad altri alleva- E’ frustrante constare che la politica tori presenti alla Cun, hanno svolto agricola italiana è allo sbando. IlLa segreteria della Bmti (Borsa una breve riunione indicando una tanto decantato made in Italy a-merci telematica italiana), dottores- quotazione di riferimento di 1,375 € groalimentare è fatto sulla pellesa Del Monte, ha preso atto dell’as- e con la raccomandazione di evita- degli agricoltori. Agricoltori chesenza e secondo quanto previsto dal re le consegne, in una situazione negli ultimi anni hanno visto perde-regolamento vigente, non ha potu- anomala, imposta unilateralmente." re di valore le loro aziende ed anda-to validare la Cun per la mancan- re in fumo il lavoro di generazioni.za della parte acquirente. Vi è Agricoltori che si trovano nell’im-stato uno sconcerto generale in possibilità di continuare ad esercita-quanto il mercato dei suini registra- Le conseguenze re una professione che prima diva un andamento positivo: con que- tutto richiede passione, che ha unsto comportamento da parte dei funzione ambientale e pubblica di "Qual è la conseguenza? Gli alleva- fondamentale importanza."commissari dei macelli, si deduce tori non hanno un prezzo di riferi-che i macellatori non intendono mento per la vendita dei loro suini,validare la Cun, nonostante gli im- Un grazie di cuore da una semplice e sono soggetti al “ricatto” deipegni sottoscritti nel Tavolo di Fi- contadina. macellatori; le associazioni sinda-liera. al di fuori dei tradizionali circuitiCosì Anas risponde Dop. Cristini ha, inoltre, messo in evidenza i progressi compiuti nel-alla crisi della suinicoltura l’attività di miglioramento gene- tico delle razze suine e l’impegno di Anas per rafforzare la diffusioneDallassemblea dellassociazione dalle scrofe allevate, diretta conse- dei risultati, attraverso la distribu-degli allevatori di suini le proposte guenza delle sofferenze vissute dal zione agli allevamenti italiani deiper affrontare le difficoltà del setto- settore. Il bilancio degli scambi con riproduttori “selezionati a marchiore. Ai primi posti la valorizzazione l’estero, nonostante le buone presta- GEN.I” necessari per miglioraredelle peculiarità della produzione zioni delle esportazioni di carni l’efficienza in allevamento e la qua-italiana lavorate, è peggiorato ed ha ridotto lità del prodotto. ulteriormente la quota di autoap-Agronotizie 302 - 16/06/2011 provvigionamento. Per quanto Di fronte alla gravità della crisi che riguarda le cosce, destinate ai pro- sta mettendo in serio pericolo la sciutti crudi e cotti, l’autoapprovvi- sopravvivenza economica di nume-Limpennata dei prezzi delle mate- gionamento ha raggiunto nel 2010 rosi allevatori, questo il messaggiorie prime per lalimentazione dei appena il 32%. E’ un dato impres- scaturito dall’assemblea Anas, lasuini che si è registrata a partire sionante che fa riflettere circa la suinicoltura italiana ha ancora indalla metà del 2010 ha fatto da de- tenuta di un sistema produttivo, che serbo energie e potenzialità pertonatore ad una situazione che per il ha nel prosciutto il prodotto simbo- affrontare la sfida di un mercatosettore suinicolo era già critica da lo e che dovrebbe fare maggiore sempre più globale che tende adalcuni anni. E quanto emerso du- leva su una produzione erodere la marginalità dell’alleva-rante lassemblea dei soci Anas “qualitativamente differenziata” al mento. La rigenerazione di diversi(Associazione nazionale allevatori 100% italiana. Secondo quanto e- segmenti del mercato e la trasparen-suini) che oltre ad approvare i bi- merso dall’assemblea serve un te valorizzazione delle peculiaritàlanci consuntivo 2010 e preventivo rilancio delle produzioni di quali- “italiane” sono la via maestra per il2011 è stata un’importante occasio- tà, sostenuto da un governo “quali- rilancio di un settore che ha genera-ne per un confronto sullo stato della quantitativo” dell’offerta, ed è op- to, a prezzi franco allevamento, unasuinicoltura italiana. Il presidente di portuno avviare la diversificazione produzione di 2.459 milioni di euro,Anas, Andrea Cristini, ha indicato produttiva del così detto “suino pari al 16,5% dell’intera zootecnia.con preoccupazione la significativa intermedio” per offrire nuovi sboc-contrazione del numero di alleva- chi di mercato ad una parte deglimenti e del patrimonio costituito allevamenti che intendono operare 92
    • trasformazione offre caratteristicheE tempo di alleanze analoghe, per qualità e sicurezza, a quello italiano. E nemmeno il suc-fra industrie e suinicoltori cesso dei nostri salumi allestero sarebbe tale senza la qualità che esce dagli allevamenti italiani eLassemblea di Assica è stata loc- Le risposte che si ritrova nelle Dop nazionali.casione per ribadire limportanza Sulla stessa lunghezza donda ildi superare le contrapposizioni. La risposta è giunta dal ministro presidente di Confagricoltura, Ma-Dal ministro Romano limpegno a dellAgricoltura, Sa-cercare soluzioni per la crisi del verio Romano chesettore reduce dal G20 di Bruxelles è intervenu-Agronotizie 304 - 30/06/2011 to allassemblea di Assica riconoscendo la necessità di trova-E un legame a doppio filo quello re il modo per dareche lega Assica, lassociazione delle un sostegno agli alle-industrie della trasformazione della vatori, per riequilibra-carne, con il mondo della suinicol- re la situazione e pertura. Lo dimostrano i 7,9 miliardi di garantire competitivitàeuro che derivano dai salumi a fron- al settore. Il modellote di un fatturato complessivo di da promuovere ha Un momento dellassemblea di Assica8,2 miliardi realizzato dalle azien- ricordato il ministro, ède che si riconoscono in Assica. quello del Made in Italy in una pro-Oltre un miliardo del fatturato spettiva di sinergie tra i vari pro- rio Guidi che inoltre ha ribaditocomplessivo viene dallexport e il tagonisti. A questo proposito non è limportanza delletichettatura, checomparto può vantare una bilancia mancato da parte del ministro un rappresenta un importante fattorecommerciale in attivo per 823 mi- richiamo alle industrie, alle quali ha per garantire la competitività dellioni di euro. Sono questi i numeri ricordato che non sempre il prodot- settore.più significativi presentati in occa- to di importazione utilizzato per lasione dellassemblea di Assica chesi è svolta a Parma il 23 giugno eche ha riconfermato alla presidenza Suini, i numeri della crisiLisa Ferrarini. La scelta di Parma,ha ricordato la presidente, ha voluto el confronto con i colleghi degli prossimi mesi e che potrebbe pre-sottolineare listituzione proprio a altri Paesi i suinicoltori italiani ludere a un 2011 caratterizzato daParma della Commissione unica sono penalizzati dai maggiori costi in ulteriore aumento.(Cun) dei tagli di carne suina fre- costi necessari per produrre suinisca e dei grassi. Questa, insieme pesanti, indispensabili per lealla Cun di Mantova per la quota- filiere dei salumi a denominazio-zione dei suini vivi, rappresenta un ne I numeritentativo per dare al settore un si-stema di definizione dei prezzi Agronotizie 303 - 23/006/2011 In riferimento al suino pesantemoderno, capace di interpretare al (160-170kg) destinato alla produ-meglio gli equilibri fra domanda eofferta. Allassemblea di Assica è La redditività dei suinicoltori italia- zione dei principali prosciutti Dopseguito un vivace dibattito che ha ni è ai minimi storici. Un problema lesame dei costi per il 2010 evi-messo al centro le difficoltà della che si trascina da tempo. Anche nel denzia che gli allevatori spendonofiliera suinicola, incapace negli 2010 (dati diffusi dal Crpa, Centro 1,36 euro per ogni chilogrammoultimi anni di produrre valore, sia ricerche produzioni animali) il co- di peso vivo prodotto, un livello di poco superiore all’1,32 euro/kgper gli allevatori, sia per le industrie sto di produzione ha avuto un aumento sull’anno precedente speso nel 2009.di trasformazione. “E arrivato ilmomento - ha detto la presidente pari al 4,6%. Fra i fattori di costoFerrarini - di superare le contrap- spicca laumento della voce ali- Situazione analoga per i produttoriposizioni e di guardare avanti uni- mentazione (+6,6%) a causa dell’e- dei magroncelli (35 kg circa diti.” Forte poi il richiamo alle istitu- norme volatilità dei prezzi delle peso vivo), che per produrre unzioni alle quali si chiedono gesti materie prime utilizzate per i chilogrammo di carne hanno spesoconcreti per risollevare le sorti del mangimi, volatilità che gli analisti nel 2010 2,34 euro, il 4,5% in piùsettore. prevedono continuare anche nei dell’anno precedente. Più modesto 93
    • laumento dei costi per gli ingrassa- lioni di tonnellate di carne estera Danimarca siamo a 27,45, in Olan-tori, fermo ad un più 1,5%. entrata sul territorio italiano, da a 27,19, in Francia a 26,16 per carne costituita in prevalenza da arrivare a poco più di 23 suinetti inForte il divario che divide gli alle- cosce fresche destinate alla produ- Belgio, Germania e Spagna.vatori italiani dai loro colleghi zione di prosciutto cotto e crudoeuropei. I suinicoltori italiani, unici non Dop. Se ne parlerà ad Italpigproduttori a livello europeo del sui-no pesante, devono infatti sostenere Miglioramenti possibili Un carosello di numeri su cui riflet-costi superiori del 19% rispetto ai tere e che sarà tema di discussione acolleghi d’oltre confine, dove si Secondo l’analisi del Crpa l’effi- Italpig, il Salone nazionale dellaproduce suino da carne, di circa 100 cienza tecnica degli allevamenti suinicoltura italiana in calendariokg di peso vivo. poi, gioca un ruolo significativo a Cremona dal 27 al 30 ottobre nella redditività aziendale. E ancora 2011. La manifestazione, oltre adUn contesto complicato, all’interno una volta il confronto con gli altri essere punto di riferimento e osser-del quale non vanno sottovalutati Paesi europei ci penalizza. Infatti, vatorio qualificato sulla suinicoltural’import e l’export delle carni suine. prendendo come metro produttivo il nazionale, sarà anche l’occasioneAi dati positivi dellexport (+8,2% numero di suinetti svezzati all’anno per fare sentire la voce degli alleva-nel 2010 rispetto al 2009) si è con- per ogni scrofa, si rileva che in Ita- tori, stretti in una crisi che sta stre-trapposto un aumento del 12,8% lia gli allevamenti presentano una mando gli allevamenti minacciandodelle importazioni, pari a 1,04 mi- media di 22,64 soggetti, mentre in la sopravvivenza.Anche i suini hanno un “classificatore”Per entrare nel circuito dei prodotti rio di classificazione delle carcasse Igp, prosciutti in testa. D’ora intutelati le carcasse dovranno essere suine che determinerà il pagamen- avanti, infatti, per entrare nel cir-esaminate e classificate seguendo to a peso morto degli animali. Con cuito tutelato, le carcasse dovrannola griglia stabilita dalla Ue. Ma un forte ritardo lItalia si allinea essere classificate”.intanto la crisi continua a così agli altri Paesi europei che giàmordere avevano adottato questo sistema. Gli obiettiviAgronotizie 305—07/07/2011 Una rivoluzione. Così la definisce L’applicazione di questa norma si in una dichiarazione rilasciata a pone l’obiettivo di evitare che le Cremonafiere il direttore del- cosce avviate alla trasformazione inA iniziare dal primo luglio è diven- l’Istituto Nord Est Qualità (Ineq), prosciutti Dop possano presentaretato operativo il sistema comunita- Francesco Ciani, che insieme al- difetti fra i quali uno dei più diffusi l’Istituto Parma è la scarsa copertura di grasso. Cia- Qualità (Ipq), ni evidenzia l’importanza del nuovo sono incaricati corso che ha fra i suoi obiettivi del controllo del- quello di favorire un percorso di le procedure. “Il qualità nella trasformazione, con nostro compito - possibili benefici economici a van- puntualizza Ciani taggio degli allevatori. “Anche se il - sarà duplice: sistema della classificazione delle garanzia della carcasse non è stato pensato a li- corretta applica- vello europeo per la suinicoltura zione dei criteri italiana bensì per quella del ord di classificazione Europa - afferma Ciani - siamo e rispetto dei convinti che esistano per il nostro range previsti comparto straordinarie opportunità dalla normativa che vanno colte e per le quali stia- che, va sottoline- mo lavorando da tempo”.Sono solo una cinquantina per ora i macelli che ato, riguardarispondono ai requisiti necessari per procedere tutte le produzio- I requisitialla classificazione dei suini ni destinate a diventare Dop o Ma la norma sulla classificazione 94
    • delle carcasse non riguarda sola- Il nuovo sistema, tuttavia, non con- nuati deleti. Nella Ue sono numero-mente gli allevatori. Interessa ma- vince tutti. A Italpig (Cremona, 27- si i paesi che hanno debellato que-celli, laboratori di sezionamento, 30 ottobre 2011) il Salone della sta malattia, acquisendo lo status distagionatori. Per i primi, in partico- suinicoltura italiana, dopo 4 mesi “paese indenne”. In Italia (ma an-lare, è previsto che siano esclusi dall’entrata in vigore della norma che in Portogallo e in Grecia, addall’applicazione della normativa europea sulla classificazione delle esempio) la malattia di Aujeszky èquelli che non macellano più di carcasse, sarà possibile trarre un ancora in cima alle preoccupazio-10mila maiali l’anno “i quali, d’ora primo bilancio e analizzare i pro ni degli allevatori. Tanto più che iin avanti - spiega ancora Ciani - e i contro che potranno emergere. programmi di lotta già attuati adovranno trasformare in produzioni Un’occasione in più per aiutare la iniziare dal 1997 hanno avuto unanon inserite nel circuito tutelato, a suinicoltura italiana a trovare gli battuta di arresto nella loro effica-meno che non intendano investire e strumenti idonei per uscire dal cia. Una conferma arriva dalle di-adeguare le loro strutture. In ogni tunnel della crisi. Una crisi che in chiarazioni di Loris Alborali, Re-caso, i circa 50 macelli che a tutt’- pochi anni ha portato alla chiusura sponsabile della sezione diagnosti-oggi si sono attrezzati per la classi- di molti allevamenti e alla riduzio- ca dell’Istituto zooprofilattico dellaficazione, parliamo dei più rappre- ne del numero di scrofe in attivi- Lombardia e dell’Emilia Romagna,sentativi a livello nazionale, sono ai tà. Un calo al quale si è data rispo- intervistato da Cremonafiere. “Senastri di partenza e già dalla fine sta con laumento delle importa- dallavvio del piano di eradicazionedello scorso anno, in base ai dati in zioni. Una situazione che ogni gior- e fino al 2004 abbiamo assistito anostro possesso, erano in grado di no si fa più difficile e non cè dub- una significativa riduzione dellaclassificare il 94% dei suini macel- bio che anche questo sarà un tema sieroprevalenza, passata dall’83%lati” al centro della prossima edizione di al 39% - spiega Loris Alborali - nei Italpig. tre anni successivi, quindi dal 2004Dibattito aperto al 2007 abbiamo assistito a una stabilizzazione del fenomeno a cui però ha fatto seguito un ulteriore aumento che nel 2009 ha registratoMalattia di Aujeszky dei suini, una sieroprevalenza del 46,6%.”non cè tempo da perdere Appuntamento al 2013 Intanto si avvicina la data del 1Avviato il piano vaccinale e fra 16 “Qualche starnuto, nasi che colano, gennaio 2013, quando scatteràmesi scattano le limitazioni previste casi di aborto fra gli animali in gra- lobbligo sancito dalla Ue di desti-dalla Ue per gli allevamenti che vidanza e maschi meno fecondi e nare alla riproduzione solo gli ani-non sono indenni poi una caduta delle prestazioni mali provenienti da allevamenti produttive. Questi i sintomi princi- indenni dalla malattia di Aujesky.Agronotizie 309 - 04/08/2011 pali fra i suini adulti.” E quanto si Un vincolo che si aggiunge al bloc- poteva leggere qualche mese fa su co della movimentazione degli ani- Agronotizie mali e allo stop dei commerci in numero 287 presenza di focolai della malattia. a proposito Le ripercussioni economiche sono della malat- facilmente immaginabili e certa- tia di Au- mente superiori al costo del piano jeszky dei vaccinale deciso alla fine di feb- suini, contro braio. la quale è “Come Istituto zooprofilattico - dice Loris Alborali - stiamo portan- operativo do avanti una serie di iniziative per dallo scorso stimolare la necessaria sensibiliz- mese di zazione affinché tutte le parti coin- marzo un volte si coordino e agiscano a livel- nuovo pia- lo di sistema: solo in questo modo no di con- trollo ed potremo arrivare anche in breve eradicazione tempo a un ridimensionamentoLa prossima edizione di Italpig, a Cremona, sarà unoc- che prevede della sieroprevalenza che ci per-casione per fare il punto sulla situazione della malattia anche lim- metta di rispettare la data del 1di Aujeszky piego di gennaio 2013.”Fonte immagine: Olav Rokne vaccini atte- 95
    • Tre ministri e una crisi, quella dei suiniLa leggera ripresa dei prezzi non Visti gli esiti dei precedenti “piani” Sogni e speranzeallenta la gravità della crisi. Si e la vaghezza di questo ancora allopropongono tavoli e promettono studio forse era meglio attendere Serve altro e molti sono i suggeri-soldi (briciole), ma il nodo sta nella prima di sbilanciarsi in un senso o menti. Dal mondo della cooperazio-programmazione della produzione nell’altro. ne arrivano proposte di agevolare l’accesso al credito (ma poi i soldiAgronotizie 309 - 04/08/2011 Pannicello caldo bisogna pur restituirli…), un “sistema qualità nazionale” (ma il Per il momento si può solo prendere mercato è disposto a pagarla questa“Crisi e rilancio della suinicoltura”, atto che i sette milioni di euro pro- qualità?), l’attuazione di un validoquesto il titolo del piano messo a messi al settore sono poco più di un sistema di etichettatura (che lepunto dal Mipaaf per risolvere la “pannicello caldo”. Ogni suino che industrie vedono come il fumo ne-difficile situazione della suinicoltu- gli occhi…). Un tema, questo della esce dagli allevamenti italiani sira italiana. Succedeva tre anni fa, porta dietro (sono calcoli della Cia) riconoscibilità della provenienzanell’estate del 2008, e tre ministri 20 euro di perdita. Forse qualcosa dei prosciutti, sul quale insiste Col-fa, quando a sedere sulla poltrona di in meno visto che proprio a fine diretti, ma la battaglia anche a Bru-via XX Settembre al ministero del- xelles è stata persa. L’origine in luglio i prezzi dei suini pesantilAgricoltura c’era ancora Luca sono saliti di un po, giungendo a etichetta vale per le carni, ha det-Zaia. Poi è arrivato Giancarlo Ga- to la Ue, non per i prodotti tra-lan e infine Saverio Ro- sformati. Certo insisteremano. Sono cambiati i bisogna, ma la soluzione ènomi dei ministri, ma non lontana è qui c’è bisogno dila crisi della suinicoltu- fare in fretta. E non servera. Ancora tutta da ri- invocare i controlli di fron-solvere. E ancora una tiera, come propongonovolta arriva l’impegno del alcune organizzazioni agri-ministro (quello attuale) cole, visto che le frontiere,che promuove un tavolo di fatto, non esistono. Dalla(l’ennesimo) per dire agli Cia arriva l’invito a dareallevatori che si stanno maggior peso nei Consor-studiando i rimedi. Un zi di tutela alla “parte“piano” si dice dal mini- agricola”. Giusto, ma as-stero, c’è già, ma potrà sai difficile. Basta vedereessere integrato dalle Il circuito dei prosciutti Dop sembra non essere in quel che succede al Cunproposte e dagli ulteriori grado di assorbire la produzione nazionale, mentre (commissione unica nazio-suggerimenti da parte dei siamo costretti ad importare grandi quantità di nale), sede privilegiata perrappresentanti delle asso- carne e di cosce “anonime” una corretta definizione delciazioni, entro il termine Fonte immagine: Paul and Jill prezzo dei suini vivi, madel 29 agosto. Questo per dove le industrie fannoassicurare lesame, da parte della pesare la loro assenza. Un compor- quota 1,425 euro al chilo. Ma laConferenza Stato-Regioni, del de- tamento stigmatizzato da molti e in sostanza non cambia. Proviamo acreto attuativo del piano entro metà particolare da Confagricoltura e da fare qualche calcolo. In Italia, se-settembre. Questa volta, è ancora la condo le stime riportate da Anas nel Copagri, ma è una riprova dellovoce ufficiale del ministero a dirlo, 2010, sono presenti oltre nove mi- scarso potere contrattuale deglisi fa sul serio, tanto che si sono resi lioni di capi. Se per ognuno di essi allevatori di fronte alle industrie.disponibili 7 milioni di euro, in- si perdono venti euro, il mondo deicrementabili con il contributo delle suini è di fronte ad un “baratro” Risposte difficiliRegioni. Dove troveranno, le Re- di 180 milioni di euro. Ben pocogioni, i soldi da elargire ai suinicol- potranno i 7 milioni racimolatitori e tutta da vedere, così come Che fare allora? Semplice e allo (siamo convinti con fatica) dal mi- stesso tempo complicato. La crisil’impiego che si farà dei sette milio- nistro Romano. Certo, i nostri sono della nostra suinicoltura è in granni di euro (briciole, come vedremo). conti imperfetti e approssimati, ma parte legata alla sua specializzazio-Le Organizzazioni degli allevatori, rendono l’idea della gravità della ne nella produzione del suino pe-pur con toni e sfumature diverse, situazione e della esiguità delle sante destinato alla trasformazione.hanno accolto con un plauso gene- risorse disponibili. Ci sono troppe cosce destinate aralizzato l’iniziativa del ministero. 96
    • diventare prosciutti a marchio ne, sebbene gravati dall’handicap di per una ripresa.Dop, mentre, quasi una beffa, im- costi superiori per l’alimentazione eportiamo carne per il consumo fre- per l’energia. Cresce il suino pesantesco e milioni di cosce da trasforma-re in prosciutti anonimi. Dunque on cè tempo Intanto le quotazioni definite dallabisogna allineare la produzione Cun per le cosce fresche destinatealle richieste del mercato. Ridurre Ma non c’è tempo per attendere che alla produzione di prodotti tipicila produzione di suini pesanti e questa trasformazione verso un presentano in agosto prezzi di 3,995aumentare la produzione di suini di suino più leggero, se mai ci sarà, euro al kg per la categoria pesantepeso più leggero, 100 chilogrammi possa avvenire. Bisogna fare in (+1,1% rispetto al mese precedente)di peso vivo o poco più. La ricetta è fretta, perché gli allevamenti, e di 3,718 euro al kg per per la cate-già stata proposta a più riprese dal schiacciati dalla crisi, stanno goria più leggera, che cresce delpresidente dei suinicoltori (Anas), chiudendo. Un urgenza sulla quale 2% rispetto al mese di luglio. Cre-Andrea Cristini. Convertire gli tutti, ma proprio tutti, si sono detti scono in agosto anche le quotazio-allevamenti è cosa che richiede d’accordo. E allora non resta che ni dei suini pesanti, che arrivano atempo (e coraggio) e che espone ad passare dai Consorzi di tutela e quota 1,499 euro al chilo, con unaltri rischi. Siamo certi che la carne attrezzarli con gli strumenti per bel 5,2% in più rispetto al mese didi suino prodotta in Italia sarà in governare i livelli produttivi. Sino luglio. Il confronto con appena do-grado di competere, in termini di a ieri non era possibile a causa delle dici mesi è significativo, più 14,9%.costo, con quella di altri paesi della norme sulla concorrenza. Le recenti A conferma della preferenza per ilUe a forte vocazione suinicola? In decisioni in tema di riforma della prodotto di qualità, è il contempora-molti nutrono dubbi, anche se la politica agraria prese a Bruxelles neo calo delle quotazioni per lepartita, ovviamente, è tutta da gio- aprono questa via. Dunque, che si cosce fresche destinate alle pro-care. Per efficienza e capacità gli aspetta? duzioni non tipiche, i tanti pro-allevatori italiani hanno le carte in sciutti “anonimi” che hanno sin quiregola per tentare una competizio- contributo ad affollare il mercato.Per i suini è tempo di ripresa E adesso? Dunque la crisi è finita? Presto perDopo la lunga stagione di crisi le dirlo anche se ancora una volta siquotazioni sono in aumento e pre- ha la conferma che le motivazionimiano il prodotto destinato alle della crisi erano (e sono) in granfiliere Dop parte legate alleccesso di offerta. Un motivo in più perché la filieraAgronotizie 311 - 08/09/2011 possa darsi strumenti adeguati per indirizzare la produzione, equili- brando per quanto possibile loffer- ta alla domanda. Ma dopo aver fat- to i conti in casa nostra occorre Ue, aumento delle macellazioni e guardare con attenzione come si prezzi di mercato muove la produzione suinicola ne-Finalmente un segno più davanti Fonte immagine: Mostlysunny1 gli altri paesi. Nella Ue, informa ilalle quotazioni dei suini grassi, Crefis, il prezzo dei suini è più altoquelli destinati a produrre cosce per plessive di suini hanno fatto regi- rispetto al 2010 e a guidare la clas-la filiera dei prosciutti e dei salumi strare in Italia un meno 3,9%. Si sifica dei maggiori aumenti è laDop. Non succedeva da tempo. Me- riduce di conseguenza anche il nu- Francia, con un più 5,8% per i suinirito, forse, delle nuove regole che si mero dei capi macellati che scende leggeri. Unocchiata anche Oltreo-è dato il Cun (Commissione unica del 3,1% (i dati si riferiscono a ceano per conoscere landamentonazionale dei suini da macello) ad maggio 2011 rispetto al maggio del mercato Usa, dove si registrainizio agosto, tese a superare le di- 2010). un più 7,4% del prezzo delle car-visioni fra allevatori e industrie di casse rispetto al mese di luglio, chetrasformazione. Ma a guidare la E in calo è anche il comparto dei arrivano a toccare una media diripresa, se di ripresa si può parlare, suini pesanti, che nello stesso pe- 1,651 euro/kg. Niente male, verreb-è il calo delle macellazioni rispetto riodo perdono in quanto a macella- be da dire.a 12 mesi fa, un calo puntualmente zioni l1,9%. Assai più significativoregistrato dal Crefis, il centro ricer- il calo delle macellazioni dei ma-che economiche sulle filiere suine Le tendenze groni, che in 12 mesi hanno persodellUniversità di Piacenza. Rispetto un 50%, anche se la tendenza è oraad un anno fa le macellazioni com- Mercati della carne suina in tensio- 97
    • ne, dunque, ma bisogna fare i conti menti delle macellazioni a livello vostro punto di osservazione co-ora con le tendenze della produzio- europeo è presto per dirlo, ma il me sta evolvendo la suinicolturane che nella Ue fanno segnare una timore che possano compromette- italiana?propensione allaumento delle re la ripresa delle quotazioni èmacellazioni. Confrontando la si- legittimo. Un motivo in più per “Credo che anche in questo settoretuazione produttiva dei 27 paesi accelerare quel percorso che vede – replica Ferrari - sia auspicabiledella Ue, le macellazioni del mese nei Consorzi di tutela gli strumenti venga ricercata e favorita unadi maggio 2011 rispetto a quelle per “governare” la produzione in- maggiore integrazione di filiera,dello stesso periodo dellanno pre- terna di prodotti a marchio Dop e in indispensabile per aiutarci ad usci-cedente fanno registrare un aumen- particolare dei prosciutti, vanto e re da una crisi divenuta per questoto significativo del 7,4% (+ 23% in specializzazione della suinicoltura settore strutturale. Occorre cresce-Danimarca). Quale sarà limpatto italiana. re in efficienza e abbattere dovesul mercato italiano di questi au- possibile costi che spesso mettono fuori mercato i nostri allevamenti suinicoli. È evidente che oggi laMangimi e suini soccida stia riscuotendo successo, perché è l’unico strumento a dispo- sizione della filiera suinicola chesono ora alleati sul mercato consente di ottenere risultati. E’ altrettanto vero però che essa sna-Mercati in ripresa e minori turbo- di circa il 15% e l’orzo del 16%. Si tura il ruolo imprenditoriale dell’-lenze per le materie prime induco- tratta quindi di aumenti notevoli allevatore, che a conti fatti diventano il presidente di Assalzoo, Silvio che non hanno mancato di pesare un dipendente”.Ferrari, ad essere ottimista sul su una zootecnia non proprio infuturo della suinicoltura italiana salute”. Quali sono le previsioni per il mercato delle materie prime?Agronotizie 314 - 29/09/2011 E’ azzardato parlare di stabilità dei prezzi delle materie prime o è “Come accennato – dice Ferrari - il più corretto ritenere che una cer- mercato delle materie prime si è ta forma di speculazione è ancora progressivamente riposizionato suPer gli allevatori la voce destinata in atto? livelli completamente diversi rispet-all’alimentazione dei suini è tra le to a 18 mesi fa. Dobbiamo ormaipiù onerose: il costo di produzione “Possiamo dire – risponde Ferrari - ritenere che questi prezzi, oscillantiinfatti, secondo il Crpa (Centro ri- che la fase di forte ascesa dei prezzi intorno ai 200 euro/t. per quantocerche produzioni animali), attribui- riguarda ad esempio il mais, posso- sembra essersi attenuata, ma disce all’alimentazione una quota di certo non possiamo considerare il no rappresentare una soglia di ba-circa il 60% del totale, e la volatili- mercato delle materie prime per se. Difficile immaginare che si pos-tà dei prezzi delle materie prime mangimi in una fase stabile. Per- sa tornare indietro”.unite alle difficoltà del mercato mangono troppe variabili che pos-dei suini hanno inciso negativa- sono determinare rapide fluttuazio- Si può essere ottimisti riguardo lamente sulla redditività delle azien- suinicoltura italiana? ni: il livello delle produzioni è inde. Cremonafiere ha chiesto a Silvio diminuzione a fronte di una doman-Ferrari, presidente di Assalzoo, da in crescita e questo non solo a “Bisogna esserlo - risponde conlassociazione che riunisce le indu- livello nazionale o europeo, anche decisione Ferrari - ell’ultimo tri-strie mangimistiche, di fare il punto mondiale. Le scorte, sempre a livel- mestre le quotazioni sono andatedella situazione e di tracciare le lo mondiale, sono state intaccate e bene e per i prossimi 4 mesi sembraprospettive nel breve-medio perio- non abbiamo ancora ricostituito profilarsi la possibilità di mantene-do. quelle che avevamo prima del 2007. re margini positivi. È evidente però A livello europeo poi il problema è che questa tendenza dovrà conti-“I prezzi delle materie prime per ancora più preoccupante perché in nuare per un periodo lungo affin-mangimi hanno subito negli ultimi questo caso ci troviamo di fronte ad ché le aziende possano raggiungere18 mesi una crescita costante – un completo azzeramento delle una soglia di maggiore sicurezzaspiega Silvio Ferrari – che ha porta- scorte.” finanziaria. ell’ultimo anno i costito il livello di alcune di esse, in par- alimentari hanno eroso la margina-ticolare i cereali, ad aumenti molto lità dell’allevatore nonostante alcu- Molte aziende suinicole hannoconsistenti. Limitando l’analisi agli chiuso e altre, pur di sopravvive- ni attori della filiera, mangimisti suultimi 12 mesi vorrei ricordare che re, hanno optato per le soccide o tutti, abbiano compresso la propriail prezzo del mais è cresciuto di un per altri contratti di produzione marginalità per supportare il com-ulteriore 25% circa, il grano tenero parto, ma credo che debba essere con le industrie del settore. Dal 98
    • fatto uno sforzo maggiore anche a coltura nazionale in programma parto suinicolo italiano, grazie an-valle della filiera”. alla Fiera di Cremona dal 27 al 30 che ai numerosi incontri dove tutti ottobre 2011, sarà il luogo più adat- gli operatori della filiera a livelloDi carne al fuoco del dibattito ce to per un’analisi approfondita sulle internazionale avranno occasione din’è davvero molta. E Italpig, il migliori soluzioni da adottare per confrontarsi.punto di riferimento della suini- rilanciare definitivamente il com-Ancora un piano anti-crisi per i suiniPredisposta la bozza degli interven- via maestra, ma perché, è lecito alcuni settori, come quello ortofrut-ti per il settore. Poche le risorse a chiedersi, gli allevatori continuano ticolo, con risultati deludenti invecedisposizione mentre si fa largo li- a produrre più del dovuto? La rispo- per la zootecnia. Ora il Piano suini-dea di un suino a marchio qualità sta sta nel forte indebitamento colo vorrebbe superare lo scoglio delle aziende che impone una con- stimolando ladesione degli alle-Agronotizie 315 - 06/10/2011 tinua accelerazione produttiva per vatori attraverso la leva finanzia- assolvere i debiti contratti. E poi cè ria (accesso al credito, ai sostegni, la frammentazione del settore e la ai Psr). Lo sviluppo delle OP do-Le quotazioni dei suini sono in ri- sua scarsa capacità di aggregazione vrebbe essere accompagnato dal-presa, seppur lentamente. Ma la che complica ogni tentativo di indi- lOrganismo Interprofessionale,stagione della crisi per questo setto- rizzo delle produzioni. strumento già codificato nel 2005re è tuttaltro che superata. Un argo- (D.lgs 102/2005) ma di fatto nonmento dibattuto a più riprese anche operativo. Si riuscirà a resuscitarlo?su Agronotizie anticipando Forse, purché riformatolarrivo di un ennesimo pia- come già la stessano anticrisi messo a punto “bozza” del Piano preve-nelle stanze del ministero de.dellAgricoltura. Il nuovopiano, ancora in fase di I soldi (pochi)bozza, ma già delineatonelle sue linee essenziali e Il Piano passa poi alle-discusso con Regioni e pro- same degli strumentitagonisti della filiera, prende finanziari. E qui cè pocole mosse dallanalisi del set- da sperare, soldi non cetore e dai motivi della lunga sono, o sono davverostagione di crisi. Punto cen- pochi. Si parla di stru-trale, peraltro noto da tempo, menti di co-garanzia,è leccesso di offerta di sui- Fra gli interventi previsti anche quello di un con- credito agevolato,ni pesanti (rappresentano tratto quadro fra allevatori e industrie Consorzi Fidi. Si pro-l80% della produzione sui- Fonte immagine: Olav Rokne pone persino di concor-nicola italiana) il cui destino dare con gli operatoriprincipale è la trasformazione in del credito un “pacchetto di inter- Molti auspiciprosciutti e insaccati. Per contro venti mirati alle imprese suinicole”.siamo costretti a importare carni I soldi, comunque, ce li devonosuine per il consumo fresco. Illogi- Questo il quadro dal quale prende leco, ma solo allapparenza. La con- mosse il nuovo Piano, ricco di au- mettere gli allevatori. Qualche risorsa potrebbe arrivare dai Psr.correnza internazionale sulla produ- spici e buone intenzioni, ma conzione di carne si basa sul prezzo e poche risorse e poche idee davvero Ma non mancano le difficoltà dain questo campo la nostra suini- innovative. Vediamone le principa- superare.coltura è perdente. Per la produ- li. Ai primi posti figura lo sviluppozione di prosciutti e salumi di quali- delle Organizzazioni dei Produt- Troppi macellità serve invece un suino pesante e tori, che dovrebbero essere il trami-qui gli allevatori italiani possono te per aggregare lofferta suinicola. Troppi i suini prodotti, ma troppivantare capacità ed esperienze ine- Non è da oggi che per il settore anche i macelli operanti in Italia,guagliate altrove. Questa specializ- agricolo guarda alle OP con grandi con disfunzioni e diseconomie. Edzazione produttiva resta dunque la speranze. In parte raggiunte per ecco allora che il Piano propone 99
    • una razionalizzazione della rete della produzione italiana dal suino interprofessionale. Ci si può prova-degli impianti di macellazione, pesante verso quello leggero, per il re, ma è difficile credere ad un ri-favorendo la fuoriuscita dal settore consumo di carne fresca, non è ab- sultato positivo.delle aziende obsolete e fuori mer- bandonato, ma resta al momentocato. Ma non sarà né facile, né rapi- relegato ad un “progetto pilota” Salute animale, lincompiutado. Come pure sarà difficile venire per valutarne la fattibilità. Il Pia-a capo del complesso problema no conferma infine loperatività del Per completare il quadro degli in-della gestione dei reflui, accentua- Cun, le commissioni uniche di di terventi bisognerà arrivare, final-to dalla concentrazione degli alleva- mercato per la definizione del prez- mente, alla soluzione dei problemimenti in alcune aree più vocate alla zo dei suini vivi, dei tagli di carne sanitari che ancora affliggono lasuinicoltura. Anche di questo si fresca e di grasso e strutto, alle qua- suinicoltura italiana e che già neloccupa il Piano, pensando alle ri- li si potrebbe aggiungere una Cun precedente Piano, quello che recavasposte che possono arrivare dalle per i suinetti. Il Piano si occuperà la firma del ministro Zaia, prevede-nuove tecnologie per il recupero poi di risolvere le criticità emerse va leradicazione della malattiaenergetico dalle biomasse. Ma con lapplicazione della tabella di vescicolare. Che invece è ancora lì,sullo sfondo resta il problema delle classificazione delle carcasse, stru- come pure la Peste suina africanaturbative che possono derivare sui mento imposto dalla Ue. che alberga in Sardegna. Problemimercati (si pensi al mais, ad esem- che vincolano il nostro export dipio) con un aumento degli impianti Contratto quadro carni, ma che a quanto pare nem-di questo tipo. meno questo nuovo Piano spera di Non poteva mancare un riferimento poter risolvere. Non si spiega altri-Una bella idea, il suino SQ alla fase della commercializzazione, menti la proposta di istituire una affrontata con due strumenti, la “territorializzazione” sub nazio-Nei precedenti piani a sostegno definizione di un “contratto qua- nale che delimiti zone del Paesedella suinicoltura un ruolo centrale dro” di filiera fra produttori e indenni alle quali possano essereera rappresentato dalla promozione industrie e unintesa con la Gdo, riaperte le porte dellexport. Sem-delle carni ottenute dai suini pesanti la grande distribuzione organizzata, bra quasi una “resa” alle malattie(che ovviamente non producono attraverso la quale passa la maggior del suino. Che contrasta con lo-solo prosciutti...). Nacque così il parte dei consumi di carni suine e biettivo di promuovere sui mercatiGran Suino Padano Dop. Una bella salumi. Al primo punto è prevista internazionali i nostri prodotti. Unidea che Bruxelles ha però bocciato. lapplicazione di un contratto qua- progetto, si legge nel Piano, che haOra ci si riprova seguendo unaltra dro che avrà lobiettivo di definire i lobiettivo di portare ad un terzovia, quella del suino SQ , sigla requisiti dei prodotti e la remunera- la quota di prodotti Dop esporta-che sta per Sistema Qualità a- zione del prodotto stesso, tenendo ti. Bello, ma non avverrà domani. Ilzionale. E questultima una delle conto dei costi di produzione e Piano fissa questa meta nel medio-possibilità introdotte con lultima dellandamento dei prezzi di merca- lungo termine. Insomma, più unriforma della Pac, nel 2006, che dà to. E per i rapporti con la Gdo si auspicio che un progetto.la possibilità ai singoli paesi di i- vuole giungere a forme di collabo-dentificare in questo modo prodotti razione, magari attraverso un tavoloche per qualità offrano caratteristi-che superiori rispetto a quelle previ-ste dalle norme commerciali corren-ti. Il Mipaaf, in accordo con la filie- Latte in mangiatoia, ora si puòra e con le istituzioni coinvolte(Regioni al primo posto) ha svilup- Stabiliti i criteri per impiegare i dotti di origine animale. Un regola-pato così un proprio “SQ ” per sottoprodotti di origine animale mento che grida vendetta alla man-le carni suine. Ciò permetterà fra nellalimentazione del bestiame cata sburocratizzazione dellelaltro di distinguere le carni suine norme comunitarie per quanto èdei suini pesanti rispetto a quelle di Agronotizie 318 - 26/10/2011 ricco di vincoli, moduli da com-altro tipo, oltre che di altra prove- pilare, certificati da validare. Manienza. E per questa iniziativa qual- che alla fine dà la possibilità diche “soldino” lo si può recupera- impiegare nellalimentazione delre dai sostegni che erano destinati Latte e sottoprodotti animali posso- bestiame alcuni sottoprodotti dial Gran Suino Padano e che non è no finire in mangiatoia. Il via libe- origine animale. Unopportunitàstato possibile utilizzare. ra è arrivato da Bruxelles nel che solo ora diventa operativa con febbraio di questanno con il rego- lemanazione, avvenuta in questi lamento Ue 142/2011, un docu- giorni, da parte del ministero dellaSuini leggeri mento “mostro” nel quale ci si oc- Salute, della nota applicativa (resa cupa di tutto, dai fertilizzanti ai disponibile on-line dal-Il progetto di trasferire una parte campioni diagnostici, ai sottopro- lAssociazione dei suinicoltori, 100
    • Anas) che detta le regole per poter di questi sottoprodotti sono molte- giustamente, che partite di sottopro-utilizzare questi sottoprodotti di plici e riguardano sia gli impianti di dotti si mettano a correre su e giùalto valore nutritivo e destinati altri- produzione sia gli allevatori ai quali per lo Stivale.menti a costose eliminazioni negli sono destinati. Gli stabilimenti diimpianti di smaltimento. origine devono anzitutto essere Caseifici con allevamento riconosciuti e comunicare alla AslCosa si può usare di competenza le caratteristiche del Anas, nel commentare la nota del prodotto e gli allevamenti cui sono ministero della Salute, sottolinea destinati. La tracciabilità deveI sottoprodotti di origine animale che gli allevamenti che utilizzano essere garantita da una serie diche potranno essere utilizzati nella- latte e derivati provenienti dalla moduli e registri da compilare se-limentazione del bestiame sono stessa azienda di allevamento pos- guendo specifici piani di autocon-quelli che residuano dalla produ- sano avvalersi di procedure sem-zione di alimenti per luomo o gli trollo. Non meno severe le proce- plificate. E il caso ad esempio de-stessi prodotti non più idonei ad dure che riguardano gli alleva- gli allevamenti di suini che fanno menti, che a loro volta dovrannoessere immessi in commercio. Inu- parte integrante dei caseifici. Oggi richiedere il nulla osta alla propriatile sottolineare che la norma preve- meno numerosi che in passato, ma Asl. E per ottenere la necessariade che gli stessi sottoprodotti non da sempre esempio di un virtuoso autorizzazione dovranno dimostraredevono in alcun modo presentare ciclo di valorizzazione dei sotto-rischi per la salute né degli uomini, il possesso di diversi requisiti, fra i prodotti animali. Il siero di lattené degli stessi animali. Altra cate- quali lessere iscritti allanagrafe ottenuto dopo la caseificazione è nazionale degli allevamenti. Inoltregoria di sottoprodotti è quella del infatti unottima base alimentare per potranno utilizzare solo i sottopro-latte e derivati, purché sottoposti a la produzione di quei suini pesanti dotti provenienti da impianti di pro-trattamenti termici di sanificazione che hanno fatto grande la nostra duzione situati nella stessa provin- tradizione salumiera.(sterilizzazione e pastorizzazione). cia ove ha ssede lallevamento o in quella confinante. Si vuole evitare,I vincoli da rispettare per limpiegoLexport, un salvagenteper la suinicolturaLa conferma viene dalle analisi I dati, illustrati dapresentate da Ismea a Cremona, Claudio Federici ri-nellambito di Italpig cercatore di Ismea, parlano di unaAgronotizie 319 - 03/11/2011 “crescita delle macel- lazioni ma, soprattutto, dell’import e dell’e- Sempre in sofferenza la redditività degli alle- xport”; lo studio, inol- vamenti suiniNon solo il latte, ma anche il com- tre, evidenzia comeparto suinicolo è stato fra i protago- “alla contrazione/nisti della fiera di Cremona che si è stabilità dei prezzi pagati agli alle- calato dello 0,7%, a fronte di unconclusa il 30 ottobre e che ha ospi- vatori corrisponde una crescita dei incremento dell’indice costi deltato, in contemporanea alla fiera costi correnti che erode la redditi- 2,6%; l’indice di redditività, infine,internazionale del bovino da latte, vità dell’allevamento”. ha progressivamente perduto ilanche Italpig, manifestazione dedi- 3,2%. L’export si rivela, dunque, ilcata al mondo della suinicoltura. Il ruolo dellexport solo salvagente del settore: i piùNon solo esposizione di animali importanti importatori sono la Ger-vivi e di tecnologie innovative, ma Tra il 2000 e il 2011 le macellazio- mania, la Francia e il Regno Unito.anche occasione per dibattere i ni sono aumentate ad un ritmotemi del settore. Fra questi lincon- dell’1% annuo; l’import delle carni L’analisi di Ismea chiarisce cometro che ha avuto per tema “Un futu- “nel periodo recente si osserva una ha viaggiato ad una media delro da riscrivere per la suinicoltu- +2,3% mentre l’export si è attestato crescita sostenuta delle Denomina-ra italiana” in occasione del quale ad un + 5,1%; se i consumi pro zioni d’Origine (+27%), il cui mer-Ismea ha presentato una dettagliata capite hanno fatto registrare +0,7%, cato al consumo nazionale nel 2010analisi del comparto. l’indice dei prezzi, specularmente, è vale 2,7 miliardi di euro (3,3 com- 101
    • preso l’export)”; la crescita in va-mente superiore a quello del com- (occupazione giovanile, femminile, plesso dell’industria alimentare: lelore, tuttavia, “non interessa il Par- precarizzazione) e dei redditima - che vale oltre la metà del mer-attese di produzione trainano più (disuguaglianze economiche) checato - ma tutti gli altri prodotti”.dell’incremento degli ordini e della incidono pesantemente sui consu- riduzione. Sono soprattutto i paesi mi. Se nel quinquennio compresoNel quadro di una situazione econo- dell’area extra Euro a migliorare le fra il 2006 e il 2011 la dinamica dimica generale in cui prevalgono la attese circa gli ordini”. acquisto evidenzia una sostenutasfiducia e la preoccupazione , le crescita del valore dei salumi, nel-imprese percepiscono un drastico Levoluzione della domanda l’ultimo biennio la crescita deglicalo del livello di competitività. acquisti di salumi è rallentataTuttavia, si legge nell’analisi di nonostante la contrazione media dei Ismea si sofferma anche sui cam-Ismea, “il clima di fiducia delle listini. biamenti della domanda internaimprese di seconda lavorazione legati alla profonda trasformazionedelle carni nel 2011 risulta ampia- delle politiche del lavoroPeste suina (africana),un insuccesso italianoOltre 30 anni di interventi per eli- sanitari attorno alminare il virus dalla Sardegna non focolaio di infezionehanno dato esito. on così nel resto per impedire che ildEuropa dove i piani di eradica- virus possa sfuggire.zione hanno funzionato. E ora nei Misure draconianeguai ci sono gli allevamenti più previste dai regola-coscienziosi menti di polizia di veterinaria che arreca- I piccoli allevamenti non rinunciano al pascoloAgronotizie 324 - 07/12/2011 no colpi durissimi dei suini, cosa che favorisce la diffusione del agli allevamenti, an- virus che se poi arrivano gli Fonte immagine: Andrew GirdwoodTutta colpa della Blue Tongue, la indennizzi. Non sem-malattia “della lingua blu” che in pre puntuali, però, e non sempre un insaccato o un gustosoSardegna e non solo ha colpito alle- adeguati. “porceddu”, e la frittata è fatta. Lavamenti ovini e bovini. Perché le- Malattia subdola Psa potrebbe tornare a flagellare glimergenza Blue Tongue ne ha fatta allevamenti europei e saremmodimenticare unaltra, quella della Lindispensabile collaborazione daccapo con abbattimenti e fossePeste suina africana (Psa), che na- degli allevatori nel portare a com- della morte dove bruciare e seppel-scosta in qualche piccolo e isolato pimento i piani di eradicazione è lire migliaia di animali. Scene cheallevamento della Sardegna ne ha così venuta meno, almeno in qual- le autorità sanitarie di tutta Europaapprofittato per riemergere dalliso- che caso. E quanto accaduto in hanno il terrore di tornare a vedere.lamento nel quale i piani di eradica- Sardegna, dove la Peste suina afri- Ecco spiegato laltolà che Bruxel-zione lavevano relegata, senza però cana è arrivata nel 1978 per poi non les ha decretato nei confronti delledebellarla completamente. E a no- lasciare più lisola, con fasi alterne produzioni suinicole provenientivembre la Psa si è ripresentata con di recrudescenza. Una malattia en- dalla Sardegna. Un blocco inevita-nuovi focolai facendo scattare lal- demica che sopravvive a causa del- bile tenendo conto delle possibililarme sanitario. Allarme grave, lisolamento di qualche piccolo alle- conseguenze sanitarie. Ma che perperché si tratta di una malattia con- vamento dove è abitudine pratica- gli allevamenti sardi professionali,tagiosa per i suini, facilmente tra- re il pascolo, favorendo così il e sono molti, è insostenibile sottosmissibile, impossibile da preveni- diffondersi del virus . Nel resto il profilo economico. In situazionire con le vaccinazioni, impossibile dItalia e in tutta la Ue le cose sono di normalità le carni e gli insaccatida curare. Lunica risposta è lab- andate diversamente. I piani di era- prodotti in Sardegna trovano ovvia-battimento degli animali negli dicazione, pur se “dolorosi” e co- mente sbocco nelle altre regioniallevamenti colpiti dallinfezione. stosi, hanno dato i loro frutti e oggi italiane e in qualche caso ancheTutti abbattuti, sani o malati che la Psa è stata sconfitta. Ma basta un allestero. Bloccare questa possibili-siano. E poi listituzione di cordoni virus nascosto in un pezzo di carne, tà equivale a decretare il fallimento 102
    • e la chiusura degli allevamenti. Bruxelles non ha molto senso. Le Ma adesso bisogna far fronte al-Un corridoio sanitario colpe ci sono, ma sono tutte in lemergenza, inutile recriminare su casa nostra. Al primo posto lina- cosa non è stato fatto. Sarà difficileDa più parti si sono sollevate prote- deguatezza dei piani di eradica- aprire un corridoio sanitario perste per la decisione di Bruxelles, zione della Psa dalla Sardegna che consentire la commercializzazioneche colpirebbe tutti gli allevamen- hanno “bruciato” fior di finanzia- delle carni suine fuori dalla Sarde-ti dellisola, quelli dove la peste si menti senza portare al risultato gna. Non per questo gli allevatoriannida e che di questa emergenza voluto. Difficile immaginare che potranno essere lasciati soli. Sesono responsabili, ma allo stesso oltre 30 anni di insuccessi nella blocco sarà, che sia almeno com-tempo anche quelli ad elevata pro- lotta alla Psa siano dovuti soltanto pensato da aiuti che ne annullinofessionalità, che hanno investito alla mancata collaborazione degli gli effetti economici negativi. E sinelligiene e nella prevenzione, te- allevatori sardi. Cosa che non è proceda davvero a eradicare la Pe-stimoniata da continui controlli e accaduta nel resto dEuropa, che la ste suina africana dallisola. Diverifiche che escludono la presenza Psa è riuscita cacciarla via. Ora si mezzo cè la sopravvivenza di moltidel virus della Psa. Forti allora si ricomincia daccapo e lassessore allevamenti e, perché no, limmagi-sono levate le richieste di aprire un regionale allAgricoltura Oscar ne dei prodotti locali e della capaci-“corridoio sanitario” dal quale Cherchi ha dichiarato in questi tà dellItalia di far fronte alle emer-fare transitare i prodotti di que- giorni che altri 8,5 milioni di euro genze sanitarie. Altrimenti saràste aziende “sicure”. Bruxelles, saranno investiti per il migliora- difficile vantare la superiorità deiinsomma, starebbe peccando di un mento degli allevamenti. Potevamo nostri prodotti se non siamo nem-eccesso di precauzione le cui conse- risparmiarli, o utilizzarli con più meno in grado di sconfiggere unaguenze per la suinicoltura della efficacia, se i piani precedenti aves- malattia ormai scomparsa da tuttaSardegna potrebbero essere deva- sero dato esiti migliori. Europa.stanti. Vero. Ma prendersela con Aiutare gli allevamentiI suini e la crisi tra un addioe un arrivederciMigliorano le quotazioni grazie periodo dellanno precedente si haalla minore pressione della produ- un aumento di oltre il 25%. Benezione. Ma dalla Ue arrivano i primi anche landamento delle quota-segnali di uninversione di tendenza zioni per i suini leggeri, prossimi ad una media di 1,3 euro al chilo,Agronotizie 325 - 15/12/2011 con un aumento rispetto a 12 mesi fa di oltre il 21%. Il buon andamen- to delle quotazioni dei suini vivi ha trascinato verso lalto il mercatoPer i suinicoltori la crisi è solo un delle cosce destinate al circuito deiricordo, seppure amaro. Da giugno prodotto Dop, con prezzi in medialindice di allevamento calcolato da oscillanti da 3,92 a 4,16 euro al Efficienza e compressione deiCrefis (Centro ricerche economiche chilo, rispettivamente per i tagli più costi sono gli strumenti con i qua-sulle filiere suinicole) continua in- leggeri e più pesanti. Stessa fisiono- li gli allevamenti possono contra-fatti a mantenersi con il segno più mia per le quotazioni delle cosce stare le prossime sfide con il mer-davanti e a novembre ha fatto regi- non destinate al circuito Dop, segno catostrare un incremento del 5,2% ri- che leccesso di offerta che aveva Fonte immagine: Rad Betty Blackspetto al mese precedente. La reddi- fatto scattare il crollo delle quota-tività degli allevamenti, è ancora il zioni nei mesi precedenti sembraCrefis ad evidenziarlo, si è così essere del tutto rientrato. Buoni La situazione nella Ueriportata nella media europea. risultati anche per le nostre e-Merito del buon andamento delle sportazioni, che nel solo mese di A spingere verso lalto il mercatoquotazioni di mercato che in parti- agosto hanno fatto registrare un suinicolo italiano è però anche ilcolare per i suini pesanti ha messo a aumento del 7,5% rispetto allanno buon andamento dei prezzi neglisegno incrementi sensibili, portan- precedente, per un valore di 103 altri Paesi. In Francia il mese didosi in prossimità di 1,6 euro al milioni di euro. novembre ha visto salire il prezzochilo. In confronto con lo stesso dei suini del 4,8% rispetto al mese 103
    • precedente. Incrementi analoghi si Produzione in aumento con il ripercuotersi sul mercato ita-sono poi registrati in Germania liano.(+4,5%) e nei Paesi Bassi (+4,1%). Tutto bene dunque? Sì, ma potrebbeAl contrario la Spagna si avvia ad non durare. In Italia, come eviden- Ottimizzare le performanceuna chiusura del 2011 con il segno zia il rapporto del Crefis, si è avutomeno davanti. da inizio anno un sensibile calo Per gli allevamenti resta dunque di delle macellazioni che si sono ri- fondamentale importanza insistereE la Germania, con una media dotte di oltre il 16%. La minore sul miglioramento delle perfor-1,63 euro/kg, a detenere il prima- offerta, come sempre, è un ottimo mance produttive al fine di otti-to per i prezzi più alti, seguita da “tonico” per il mercato, prima op- mizzare i rendimenti e abbassare iDanimarca (1,46 euro/kg) e dalla presso da un eccesso di prodotto. costi di produzione, perché la sfidaFrancia (1,41 euro/kg). Prezzi che Ma negli altri Paesi della Ue si sta con le produzioni degli altri paesisi riferiscono a suini leggeri, visto però assistendo al fenomeno in- della Ue resta aperta. Una sfida cheche la produzione del suino pesante verso. I dati riferiti allo scorso me- ci vede penalizzati perché allevareè una “specialità” tutta italiana. Si se di agosto fanno segnare un incre- suini pesanti è inevitabilmentescopre così che i nostri suini pesanti mento di quasi il 7% rispetto allan- più costoso rispetto alla produzione“costano” come quelli leggeri di no precedente. A guidare la corsa di suini leggeri. E presto ci sarà daimportazione, motivo per il quale le allaumento troviamo la Spagna fare i conti con la Direttiva nitratiindustrie hanno convenienza a (il cui mercato è in sofferenza) e la e con le tensioni sui mercati deirifornirsi “in loco”, acquistando Polonia. Sopra le media della Ue ci cereali, mai sopite. Insomma, ilsuini pesanti italiani, certamente di sono poi la Francia (+8,7%) e la mercato va meglio, ma non per que-migliore qualità per la trasformazio- Germania (+7%). Se queste tenden- sto si può ”abbassare la guardia”.ne, piuttosto che importare suini e ze saranno confermate non è diffici-cosce leggere. le ipotizzare una flessione dei prez- zi, che inevitabilmente finirebbe colpa della peste suina africanaStop ai suini dalla Sardegna (Psa), della quale già Agronotizie si è occupata nelle scorse settimane. Una malattia infettiva praticamenteIl blocco delle produzioni prove- Bruxelles ha deciso per il blocco scomparsa da tutta Europa, ma chenienti dallisola è stato confermato della movimentazione dei suini e sopravvive da oltre 30 anni in Sar-da Bruxelles delle carni suine dalla Sardegna. La degna. I piani di eradicazione sin decisione è ormai ufficiale dopo la qui messi in atto lhanno confinataAgronotizie 326 - 22/12/2011 pubblicazione sulla Gazzetta Uffi- in pochi e piccoli allevamenti che ciale dellUnione Europea numero spesso sfuggono ai controlli. Ma L 335/109 del 17 dicembre. Tutta dai quali il virus ha rifatto la sua comparsa nelle settimane scorse, tanto da interessare sette delle otto provincie della Sardegna. Sospesa la deroga Levoluzione della malattia in Sar- degna, si legge in premessa alla decisione della Commissione, costi- tuisce un pericolo per il settore suinicolo italiano e per quello euro- peo. La deroga concessa allItalia che autorizza la spedizione di carni suine e di prodotti a base di carni suine dalla Sardegna verso altre regioni è stata così sospesa.Per gli allevamenti professionali della Sardegna le conseguenze eco-nomiche del blocco potrebbero essere graviFonte immagine: the iunes Una decisione draconiana come questa trova giustificazione nella 104
    • pericolosità della malattia (che è produzioni saranno costrette a resta- gnerà però sostenere gli alleva-bene ricordarlo, non colpisce luo- re sullisola e il danno economico menti professionali che della diffu-mo) capace di estendersi con faci- delle mancate vendite sugli altri sione delle malattia non hanno alcu-lità grazie alla resistenza del virus mercati sarà enorme. na responsabilità, mentre si trovanoche si mantiene infettante anche a dover pagare da soli le colpe al-nelle carni. Per gli allevamenti sardi Soccorrere gli allevamenti trui. Perché di responsabilità ina carattere professionale, che delli- questa vicenda ce ne sono molte, egiene e della osservanza di strin- I servizi veterinari sono al lavoro in si distribuiscono fra chi alleva an-genti norme sanitarie hanno fatto la cora senza alcuna attenzione alle tutta la Sardegna per tenere sottoloro regola, il danno è doppio. E regole base di igiene e delle autorità controllo linfezione ed impedirnenemmeno potranno contare sul sanitarie che in tanti anni non sono lulteriore diffondersi. E speriamo“corridoio sanitario” attraverso il riuscite a eradicare la malattia dalla che questa volta si arrivi davvero adquale speravano di poter superare il Sardegna. eradicare questa malattia unablocco deciso da Bruxelles. Le loro volta per tutte. Nel frattempo biso- 105