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Etnografia Ed Emotività

From Ilongot, 4 months ago

etnografia antropologia emotività Rosaldo Riccardo esposito canev more

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Slide 1: Etnografia ed Emotività Riccardo Esposito Seminario “Frammenti etnografici” Cattedra di Antropologia Culturale Facoltà di Scienze della Comunicazione La Sapienza Università di Roma Prof. Massimo Canevacci

Slide 2: Etnografia ed emotività Il ruolo dell’emotività all’interno del percorso etnografico: individuare ed analizzare l’alterazione del percorso metodologico (delle sue certezze, della sua linearità) nel momento in cui, a causa di elementi inattesi e attraverso le diverse emotività scaturite sul campo, subisce un processo di destabilizzazione.

Slide 3: Etnografia ed emotività Percorsi narrativi trattati attraverso l’ottica personale di chi li ha vissuti • Posizionamento • Spaesamento • Riposizionamento

Slide 4: Posizionamento ppunti di viaggio: “Arrivati a Garças: prima mistura di emozioni che andavano dalla felicità al timore - un timore positivo, quel classico sentimento che si prova nel momento in cui, nel buio più totale del cerrado, un buio che sinceramente non avevo mai visto,ci si trova di fronte a qualcosa che si rispetta ed ammira allo stesso tempo. (…) Le mie nozioni a proposito dei Bororo, e più in particolare rispetto all’intera esperienza etnografica in Mato Grosso, mi indicavano un percorso sì complicato e di non facile decifrazione, ma che insieme ai miei compagni di viaggio potevo intraprendere senza particolari difficoltà. I nostri referenti all’interno del villaggio erano presenti nel momento del nostro arrivo ed avevamo acquistato il dono (qui ora lo chiamo così) per essere accettati all’interno dell’aldeia: tutto ciò mi tranquillizzava e lasciava l’illusione di poter lavorare con serenità al nostro breve, ma intenso, progetto etnografico sull’auto ed etero – autorappresentazione.”

Slide 5: Posizionamento

Slide 8: Spaesamento ppunti di viaggio – “Marçiano ci consiglia di spostarci al fiume: stringiamo amicizia con lui ma non capiamo il perché di questo consiglio. Avevamo portato i doni ma i Bororo sembravano non propensi ad accettarci. Abbiamo passato un intero giorno completamente isolati, relegati nella nostra abitazione a venti metri dal centro del villaggio. Venti metri che sembravano cento chilometri; o meglio, io li percepivo così. Per me quella distanza relativamente minima rappresentava un abisso, soprattutto alla luce delle enigmatiche parole quasi minacciose di alcuni Bororo rispetto alla nostra possibilità di svolgere attività di campo, completamente discordanti da quelle di Josè Carlos. Non riuscivo a capire cosa era andato storto, e quel timore iniziale – mistura di rispetto e ammirazione – si era trasformato in spaesamento. Non paura – classica e genuina che scaturisce nel momento in cui ti trovi di fronte qualcosa di pericoloso – e neanche angoscia – non ero nella condizione di chi è tormentato da un pensiero opprimente – ma semplicemente incapacità di inquadrare il reale svolgimento delle vicende in cui vivevo. Non capivo il perché di quel divieto e mi rendevo conto che non avevo né gli strumenti per risolvere l’incognita né la possibilità di ignorarla.

Slide 9: Spaesamento

Slide 12: Riposizionamento ppunti di viaggio – “Nel pomeriggio del nostro terzo giorno, praticamente a ventiquattro ore dal nostro esilio, Josè Carlos, Apollonio ed Emilio (rispettivamente maestro dei canti, capo politico e responsabile della salute del villaggio) vennero presso il nostro alloggio e ci spiegarono che, essendo capitati a ridosso di un funerale, dovevamo presentare un altro dono: 50 reais. (…) Da quel momento in poi non abbiamo avuto più alcun rifiuto e/o difficoltà. A quel punto in me era scomparso quel timore spaesante con il quale avevo convissuto per un giorno intero: avevo capito che il tutto era finalizzato ad un’ulteriore richiesta, ma di certo i miei sentimenti non erano simili a quelli che ho provato durante la prima metà del secondo giorno, né tantomeno lontanamente paragonabili a quelli della notte del nostro arrivo. Adesso ero tranquillo, sì, avevo capito il motivo del loro comportamento, ma la mia posizione era mutata e mi sentivo inquieto. Né intimorito ne tantomeno spaesato: il mio sguardo stava acquisendo una prospettiva critica nei confronti di una serie di meccanismi politici non semplici da cogliere e sui quali credo che non potrò mai mettere un sigillo di assoluta verità.

Slide 13: Riposizionamento

Slide 14: Posizione critica Il dono

Slide 15: Posizione critica L’accondiscendenza ppunti di viaggio – “Era come se adesso ci lasciassero fare tutto quello che volevamo. Durante il crepuscolo un gruppo di Bororo, di fronte al tumulo e con i diademi colorati sulla fronte, cantavano e suonavano le maracas. Le voci erano possenti e il suono ipnotizzante. Solo una cosa stonava: la nostra presenza e le nostre macchine fotografiche, invadenti e avide.”

Slide 16: Posizione critica ono come prezzo da pagare: rito funebre trasformato in spettacolo per noi e per gli esponenti di un’improbabile autorappresentazione bororo. Non mi sentivo un etnografo, ma un turista, bianco ed occidentale. Ho provato tristezza.

Slide 17: Posizionamento, spaesamento, riposizionamento: un percorso sempre in fieri ?