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http://www.oecd.org/dataoecd/47/61/35070367.pdf (ed. inglese);http://www.oecd.org/dataoecd/36/55/35693273.pdf (ed. frances...
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Perillo L’educazione alla cittadinanza democratica, competenze chiave, insegnamento della storia

  1. 1. L’educazione alla cittadinanza democratica, competenze chiave, insegnamento della storia Ernesto PerilloIn termini giuridici la cittadinanza è la condizione della persona fisica (detta cittadino) alla qualelordinamento giuridico di uno stato riconosce la pienezza dei diritti civili e politici. La cittadinanza,quindi, può essere vista come uno status del cittadino ma anche come un rapporto giuridico tracittadino e stato. Le persone che non hanno la cittadinanza di uno stato sono stranieri se hannoquella di un altro stato, apolidi se, invece, non hanno alcuna cittadinanza.1Così la definizione di cittadinanza su Wikipedia. Ma è ancora valido questo approccio? Possiamousare questo concetto per costruire progetti educativi e formativi?E’ opinione largamente condivisa che la fine del secolo breve abbia rappresentato la conclusionedi un periodo storico. Il mondo contemporaneo è vissuto e pensato come radicalmente differentedal tempo precedente e in esso emerge sempre più forte l’esigenza di una revisione dellagrammatica politica occidentale.La cittadinanza ne è certamente una delle categorie centrali, assieme a quelle di democrazia,partecipazione, diritti e doveri, rappresentanza, per citarne solo alcune.Nel corso del Novecento il mondo ha conosciuto cambiamenti epocali (dal modo di produrre aiprocessi di globalizzazione economica, sociale, culturale) che hanno portato tra l’altro alla crisidello Stato nazione.Sul piano giuridico formale la cittadinanza designa l’iscrizione di un soggetto a uno Statonazionale. Ma ciò non è più sufficiente. Le sfide del mondo contemporaneo sono ormai a livelloplanetario e questo nuovo contesto che esula dalla possibilità di controllo e di governo dei singoliStati ha comportato anche mutamenti degli stessi principi, compresa la definizione di diritti edoveri e le condizioni di esercizio/estensione degli ambiti di appartenenza, che sono stati finoraalla base della esperienza individuale e della vita collettiva.Carattere multiculturale dell’esperienza dei soggetti, appartenenze multiple, nuovi diritti e nuovidoveri, diversa dimensione della responsabilità individuale e collettiva nei riguardi del benecomune e delle future generazioni, riconoscimento della vocazione cosmopolita, rapporto tra lecostituzioni nazionali e le altre carte fondamentali sovranazionali sono dunque alcune delledimensioni che caratterizzano oggi la cittadinanza.Se e come tutto ciò si riflette sul piano della formazione?Cercherò di rispondere a questo interrogativo, esaminando, con riferimento al contesto europeo, lediverse definizioni di educazione alla cittadinanza, la questione delle competenze per il suoesercizio efficace, il rapporto e i “compiti” dei saperi disciplinari, in particolare della storia, per illoro consolidamento e sviluppo.Educazione alla cittadinanza e contesto europeoL’educazione alla cittadinanza democratica è progressivamente diventata una priorità soprattutto alivello internazionale a partire dall’inizio degli anni Novanta del secolo scorso. Ciò in connessione aiprofondi cambiamenti che hanno investito i paesi del’Est europeo, ma anche a diverso titolo glistati con più consolidata tradizione democratica nei quali si è manifestata la necessità diripensare la democrazia, il suo esercizio e la sua educazione.21 http://it.wikipedia.org/wiki/Cittadinanza_(diritto)2 Tra i diversi contributi pubblicati in Italia su questi temi, basti citare il saggio di Paul Ginsborg Lademocrazia che non cè (2006). Nel volume lo storico inglese denuncia la crisi nella quale si trova oggi ilsistema democratico: dopo la caduta del muro di Berlino, che ha sanzionato l’esclusività del modello 1
  2. 2. Al Secondo Summit dei capi di Stato e di Governo tenutosi a Strasburgo nell’ottobre 1997l’educazione alla cittadinanza democratica diventa una politica prioritaria per il Consigliod’Europa: in quell’occasione è stato ufficialmente varato il progetto per l’educazione allacittadinanza democratica (EDC). Il progetto nasce con lo scopo di ricercare quali valori e qualicapacità richiedono gli individui per diventare cittadini partecipativi. Una prima fase del progetto siè sviluppata nel periodo tra il 1997 e il 2000 conclusa con la Risoluzione di Cracovia, adottata daiMinistri dell’educazione dei Paesi membri del Consiglio d’Europa (incontro a Cracovia dal 15 al 17ottobre 2000) e la stesura delle Linee Guida sull’educazione alla cittadinanza democratica. Laseconda fase dal 2001 al 2004 si chiude con la decisione di proclamare il 2005 Anno europeo dellacittadinanza attraverso l’Educazione.3Nelle terza fase (2005-2009) si mette a punto il programma “apprendere e vivere la democraziadi tutti” si articola in tre azioni principali: o Elaborazione e attuazione di politiche educative per la cittadinanza democratica e per l’inclusione sociale. o Nuovi ruoli e competenze dei docenti e del personale educativo in materia di EDC e di educazione ai diritti umani. o Governance democratica e vita scolastica.Un bilancio dei risultati ottenuti dal programma della terza fase è stato messo a punto nellaconferenza del 15 e 16 aprile 2010 a Strasburgo nella quale sono state definite anche le nuoveattività di cooperazione future (2010- 2014) in materia di EDC e di educazione ai diritti umani.Per quanto riguarda l’Unione Europea le tappe più significative per l’educazione allacittadinanza sono state: o la decisione del Consiglio del 26 gennaio 2004 che istituisce un programma dazione comunitaria per la promozione della cittadinanza europea attiva (partecipazione civica); o la decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 che istituisce, per il periodo 2007-2013, il programma Europa per i cittadini mirante a promuovere la cittadinanza europea attiva; o la raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente; o il trattato di Lisbona che modifica il trattato sullUnione europea e il trattato che istituisce la Comunità europea, firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007.In ambito formativo con il termine “educazione alla cittadinanza” si intendono quelle attivitàeducative finalizzate al conseguimento di competenze indispensabili per l’esercizio dei propridiritti e doveri e per la partecipazione attiva alla vita democratica. Si tratta di attività formali enon formali che vengono sviluppate in contesti scolastici, ma anche extrascolastici in unaprospettiva di educazione permanente lungo tutto l’arco della vita e che riguardano quindi non soloi giovani ma anche gli adulti.Il temine assume contenuti diversi in relazione ai contesti culturali e storici: si intrecciano valenzee dimensioni differenti (giuridica, sociale, culturale, etica), in una polivalenza di significati,documentata da numerose ricerche, tra cui quella di Eurydice, la rete istituzionale che cural’informazioni sulle politiche, la struttura e l’organizzazione dei sistemi educativi europei.occidentale, tale crisi ha subito un’ accelerazione, provocata da un insieme di fattori, che vanno dalladelega della politica a una sfera separata di professionisti al disinteresse della maggior parte della persone(spinte sempre più dall’attuale affermazione del capitalismo del consumo alla dimensione privata eautoreferenziale), fino all’affermarsi di poteri forti — quello economico e quello dell’informazione inparticolare — che tendono a subordinare a se stessi la politica trasformandola in una variabile dipendente.Ginsborg denuncia anche il deficit democratico dell’Unione europea che “pratica la democrazia in formalimitata, indiretta e fortemente insoddisfacente”. Indice e spia di questa crisi è la sempre minore affluenzaalle votazioni europee.3 Comunicato finale e piano d’azione della Conferenza per il lancio dell’Anno Europeo della Cittadinanzaattraverso l’Educazione, Sofia, 13-14 dicembre 2004. 2
  3. 3. Mentre l’Unione europea parla di cittadinanza attiva, Il Consiglio d’Europa utilizza l’espressione“educazione alla cittadinanza democratica” alla quale assegna questi compiti/contenuti: 4 o si propone di preparare i giovani e gli adulti ed una partecipazione attiva nella società democratica, rafforzando in questo modo la cultura democratica; o concorre alla lotta contro la violenza, la xenofobia, il razzismo, il nazionalismo aggressivo, l’ intolleranza; o contribuisce al consolidamento della coesione sociale, della giustizia sociale e del bene comune; o rafforza la società civile aiutando i cittadini a costruire le abilità e le conoscenze necessarie per la vita democratica; o deve adattarsi ai diversi contesti nazionali, sociali, culturali e storici.E nel glossario di termini per l’educazione alla cittadinanza democratica compilato per il Consigliod’Europa da Karen O’Shea nel 2003 troviamo la seguente definizione:5“ l’ EDC privilegia l’esperienza individuale e la ricerca di pratiche intese a promuovere lo sviluppo dicomunità impegnate in relazioni autentiche.Riguarda, tra gli altri aspetti, l’individuo e i suoi rapporti con gli altri, la costruzione di identitàpersonali e collettive e le condizioni del vivere insieme. Uno degli scopi fondamentali dell’ECD è lapromozione di una cultura della democrazia e dei Diritti dell’uomo, che consenta agli individui diportare avanti il progetto collettivo di creare delle comunità. Essa mira pertanto a rafforzare lacoesione sociale, la comprensione reciproca e la solidarietà. Come iniziativa educativa, l’ECD sirivolge a tutti gli individui, indipendentemente dall’età o dal ruolo sociale. Fuoriesce quindi dall’ambito scolastico, dal quale spesso prende le mosse. L’ECD è un processo di apprendimento lungotutto l’arco della vita che mira ai seguenti obiettivi: partecipazione, collaborazione, coesionesociale, accessibilità, equità, responsabilità e solidarietà.L’ECD è pertanto un insieme di pratiche e di attività sviluppatesi dal basso (bottom up), al fine diaiutare gli studenti, i giovani e gli adulti a partecipare attivamente e responsabilmente ai processidecisionali nelle proprie comunità. La partecipazione è fondamentale per promuovere e rafforzareuna cultura democratica basata sulla consapevolezza e sull’impegno nei confronti di valorifondamentali condivisi, come i Diritti dell’uomo e le libertà, ‘L’uguaglianza nella differenza e lostato di diritto. Il suo compito essenziale è fornire opportunità permanenti di acquisire, applicare ediffondere conoscenze, valori e competenze connessi ai principi e alle procedure democratiche inun’ampia varietà di contesti d’insegnamento e di apprendimento sia formali che non formali.cittadinanza democratica.”Un ulteriore contributo alla definizione dei contenuti dell’educazione alla cittadinanza è venutodall’agenzia europea Eurydice che nella sua pubblicazione L’educazione alla cittadinanza nellescuole in Europa 20056 parla di educazione alla cittadinanza responsabile, precisando che“leducazione alla cittadinanza fa riferimento all’istruzione scolastica che ha come obiettivo quellodi dotare i giovani della capacità di contribuire allo sviluppo e al benessere della società nella qualevivono come cittadini responsabili e attivi.Nel vasto campo individuato dai suoi obiettivi e dal suo contenuto, si possono distinguere treaspetti tematici chiave delleducazione alla cittadinanza che, essenzialmente, deve cercare disviluppare negli alunni: a. una cultura politica,4 Project on Education for Democratic Citizenship. Resolution adopted by the Council of EuropeMinisters of Education at their 20th session, Cracow, Poland, 15-17 October 2000, Strasbourg, Councilof Europe, DGIV/EDU/CIT (2000)5 www.istruzione.it/news/2005/allegati/glossary_citizenship.pdf6 Quaderno n. 24 che offre una riflessione sul contesto culturale e sulle politiche educative in Europarispetto alla tematica della cittadinanza, esplorando i diversi concetti che il termine ha in ciascun paese eanalizzando lofferta di tale educazione nei curricoli europei vedi:http://www.indire.it/eurydice/content/index.php?action=read_quaderni 3
  4. 4. b. un pensiero critico e certe attitudini e valori, c. una partecipazione attiva.”L’educazione alla cittadinanza come costruzione di competenzeAll’interno di questo dibattito, l’attenzione è stata posta sulle competenze di cittadinanza (conriferimento a volte alle competenze chiave) con l’obiettivo di definire quelle fondamentali e dichiarire in che modo la scuola possa contribuire a costruirle e svilupparle.Il Progetto DeSeSco ((Definizione e Selezione delle Competenze Chiave)) lanciato nel 1997dall’OCSE,7 definisce la competenza come “la capacità di rispondere a esigenze individuali esociali, o di svolgere efficacemente unattività o un compito.”Le competenze chiave o essenziali (key competencies o core competencies) indicano lecompetenze necessarie e indispensabili agli individui per il raggiungimento di esiti significativi alivello individuale e sociale.Sulla base dei criteri assunti nel Progetto DeSeSco sono state individuate nove competenze chiaveraggruppate in tre categorie:L’uso interattivo di strumenti– La capacità di utilizzare il linguaggio, i simboli e testi diversi;– la capacità di utilizzare le conoscenze e le informazioni;– la capacità di utilizzare la tecnologia.L’interazione all’interno di gruppi eterogenei–La capacità di porsi in relazione agli altri,–la capacità di cooperare,–la capacità di affrontare e risolvere i conflitti.L’agire in modo autonomo–La capacità di agire all’interno di un contesto ampio e differenziato,– la capacità di costruire e realizzare progetti individuali–e la capacità di riconoscere e sostenere i propri diritti, i propri interessi, i propri bisogni e i proprilimiti.Le competenze chiave, inoltre, non possono essere considerate in modo isolato ma nelle lororelazioni reciproche. Cercare di raggiungere un obiettivo significa mobilitare costellazioni dicompetenze chiave.Il Progetto DeSeSco ha contribuito a definire il contesto concettuale per le indagini internazionaliper la verifica degli apprendimenti.In questo ambito, promosso dall’OCSE è nato nel 2000 il progetto PISA (Programme forInternational Student Assessment,) che mira ad accertare le conoscenze e le capacità deiquindicenni scolarizzati dei principali Paesi industrializzati, in tre aree: lettura, matematica escienze. Il possesso delle competenze di base in questi tre domini di contenuto è indispensabile aogni cittadino per:7 LOCSE è unorganizzazione internazionale, costituita a Parigi nel 1961, che aiuta i governi a far fronte allesfide economiche, sociali e ambientali poste dalleconomia mondiale. Essa raggruppa attualmente 30 paesiindustrializzati e intrattiene relazioni attive con circa 70 paesi in tutto il mondo, svolgendo un ruolo guidanella definizione di buone pratiche e nella promozione del buon governo nei settori pubblici e privati.Sito ufficiale: http://www.oecd.org 4
  5. 5. o partecipare alla vita sociale o realizzare un proprio progetto di vita personale e lavorativo o contribuire allo sviluppo della società.Parola chiave del Progetto è il concetto di literacy, competenza/padronanza di un determinatoambito culturale da parte di un soggetto al fine di consentire un’adeguata partecipazione alla vitacollettiva.Dalla verifica di conoscenze astratte, formali e decontestualizzate il Progetto Pisa sposta la suaattenzione alle abilità e alle competenze che sono implicate e si devono spendere in contesti divita reali. Non è tanto il controllo dei contenuti dei curricoli scolastici l’oggetto da valutare, quantopiuttosto la capacità del soggetto di usare conoscenze e competenze per l’inserimento attivo econsapevole nella vita sociale.Un ulteriore contributo alla definizione delle competenze in ambito europeo viene dallaRaccomandazione approvata dal Consiglio e dal Parlamento europeo il 18 dicembre 2006 con loscopo di definire un quadro di riferimento europeo relativo alle competenze chiave perlapprendimento permanente.Nel documento europeo si delineano otto competenze chiave:1) comunicazione nella madrelingua;2) comunicazione nelle lingue straniere;3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia;4) competenza digitale;5) imparare a imparare;6) competenze sociali e civiche;7) spirito di iniziativa e imprenditorialità; e8) consapevolezza ed espressione culturale.Nello specifico, le competenze sociali e civiche includono competenze personali, interpersonali einterculturali e riguardano tutte le forme di comportamento che consentono alle persone dipartecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa, in particolare alla vita insocietà sempre più diversificate, come anche a risolvere i conflitti ove ciò sia necessario. Lacompetenza civica dota le persone degli strumenti per partecipare appieno alla vita civile graziealla conoscenza dei concetti e delle strutture sociopolitiche e all’impegno a una partecipazioneattiva e democratica. La tabella seguente, esplicita quali siano, per la Raccomandazione europea,le conoscenze, le abilità e gli atteggiamenti che devono sostanziare queste specifichecompetenze: Competenze sociali Competenze civicheConoscenze o Consapevolezza di ciò che gli o Conoscenza dei concetti di individui devono fare per democrazia, giustizia, eguaglianza, conseguire una salute fisica e cittadinanza e diritti civili mentale ottimali. o Conoscenza delle vicende o Comprendere i codici di contemporanee nonché dei principali comportamento e le maniere eventi e tendenze nella storia generalmente accettati in diversi nazionale, europea e mondiale ambienti e società (ad esempio o Consapevolezza degli obiettivi, dei sul lavoro). valori e delle politiche dei movimenti o Conoscere i concetti di base sociali e politici riguardanti gli individui, i gruppi, o Conoscenza dellintegrazione euro- le organizzazioni del lavoro, la pea, UE, consapevolezza delle parità e la non discriminazione diversità e delle identità culturali in 5
  6. 6. tra i sessi, la società e la cultura. o Comprendere le dimensioni multiculturali e socioeconomiche delle società europee e il modo Europa. in cui l’ identità culturale nazionale interagisce con l’identità europea o La capacità di comunicare in modo costruttivo in ambienti o Capacità di impegnarsi in modo diversi, di mostrare tolleranza, efficace con gli altri nella sfera di esprimere e di comprendere pubblica nonché di mostrare diversi punti di vista, di solidarietà e interesse per risolvere i negoziare con la capacità di problemi che riguardano la collettività creare fiducia e di essere in locale e la comunità allargata. consonanza con gli altri.Abilità o Ciò comporta una riflessione critica e o Le persone dovrebbero essere creativa e la partecipazione costruttiva in grado di venire a capo di alle attività della collettività o del stress e frustrazioni e di vicinato, come anche la presa di esprimere questi ultimi in decisioni a tutti i livelli, da quello modo costruttivo e dovrebbero locale a quello nazionale ed europeo, anche distinguere tra la sfera in particolare mediante il voto. personale e quella professionale. ll pieno rispetto dei diritti umani. oManifestare senso di appartenenza al o La competenza si basa luogo in cui si vive, al proprio paese, sullattitudine alla collabora- all’UE e all’Europa in generale e al zione, lassertività e lintegrità. mondo. Le persone dovrebbero provareo Disponibilità a partecipare al processo interesse per lo sviluppo decisionale democratico a tutti i livelli socioeconomico e la (dimostrare senso di responsabilità,Attitudini comunicazione interculturale, e comprensione e rispetto per i valori dovrebbero apprezzare la condivisi, necessari ad assicurare la diversità e rispettare gli altri ed coesione della comunità). essere pronte a superare io Attività civili, il sostegno alla diversità pregiudizi e a cercare sociale, alla coesione e allo sviluppo compromessi. sostenibile e una disponibilità a rispettare i valori e la sfera privata degli altri.Le competenze, inoltre, sono definite nella Raccomandazione come “una combinazione diconoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto”. (Fig.1)Fig.1 Il costrutto di competenza secondo la Raccomandazione europea (2006) 6
  7. 7. In particolare, “le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione elo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione.Tutte le competenze hanno una stessa importanza, perché appunto concorrono in modo positivoall’inserimento dell’individuo nella società della conoscenza, come persona, cittadino, lavoratore.”(Fig.2)Il nocciolo duro della educazione alla cittadinanza: il contributo di F. AudigierUn contributo significativo ai temi dell’educazione alla cittadinanza è quello di F. Audigier8Alla base della riflessione dello studioso ginevrino c’è la necessità di definire ciò che caratterizzalo specifico del riferimento alla cittadinanza democratica, che non riguarda semplicemente leregole della vita collettiva, o le diverse modalità di risoluzione dei conflitti, o genericamente imodi di stare con gli altri.Secondo Audigier la cittadinanza “ è sempre una questione di appartenenza ad una comunità, edi un richiamo a ciò che attiene alla politica e ai diritti, segnatamente i diritti politici. In questosenso, il cittadino è sempre un co-cittadino, una persona che vive con altri. (…) L’appartenenzafa sempre riferimento ad un livello di organizzazione politica, un livello di potere, e a dei diritti; inaltre parole, cittadino e cittadinanza implicano sempre la delimitazione di un territorio e di ungruppo, territorio in cui si applicano i diritti, gruppo come insieme di persone titolari di tali diritti;dunque in prima istanza si ancorano alla politica e alla legge.”98 Professore associato in Didattica delle scienze sociali presso la Facoltà di Psicologia e Scienze dell’educazionedell’Università di Ginevra, fa parte della redazione della rivista di didattica della storia “Le cartable de Clio”. Coordina ungruppo di ricerca sulla didattica e l’epistemologia delle scienze sociali. Ha offerto la sua consulenza al Consiglio dEuropapubblicando, tra laltro, insieme a Guy Lagelée, Conseil de lEurope: éducation aux droits de lhomme. Les droits delhomme - dossier pédagogique (2000). Tra le altre pubblicazioni recenti Concetti di base e competenze chiave perl’Educazione alla Cittadinanza Democratica, Consiglio d’Europa, Bruxelles 2003, Per un approccio comparativodell’educazione alla cittadinanza in alcuni curricoli europei, IBIS, Pavia 20079 F. Audigier, Concetti di base e competenze chiave per l’Educazione alla Cittadinanza Democratica, Traduzione diRosanna Ducati e Eleonora Salvadori, in http://www.culture.coe.fr.citizenship. 7
  8. 8. Senza dimenticare le altre dimensioni (economiche, sociali, culturali), Audigier identificail nocciolo duro della cittadinanza, dunque, nello status attribuito a una persona in ragione dellasua appartenenza a una comunità politica statuale, che gli conferisce diritti e doveri, grazie aiquali è possibile l’esistenza della vita collettiva e la sua continua invenzione. Tra i diritti decisivisono quelli che attribuiscono al cittadino parte della sovranità e quindi l’esercizio del poterepolitico. A queste dimensioni giuridiche e politiche, se ne deve aggiungere una più soggettiva eaffettiva: il sentimento di appartenenza legato all’identità collettiva. (fig. 4)Fig. 3 Il “nocciolo duro” della cittadinanza secondo F. AudigierL’uguaglianza dei diritti di tutti i cittadini e la partecipazione anch’essa paritaria, al potere politicosono in sostanza le dimensioni essenziali a cui facciamo riferimento quando usiamo la categoriadella cittadinanza.Fatta questa puntualizzazione, Audigier esplicita una prima lista di competenze legate allacittadinanza che raggruppa in tre categorie: competenze di ordine giuridico e politicoCOGNITIVE conoscenze del mondo attuale competenze di tipo procedurale 10 la conoscenza dei principi e dei valori dei diritti dell’uomo e della cittadinanza democratica riconoscimento e il rispetto di sé e degli altriETICHE capacità di ascolto riflessione sul posto della violenza nella scuola e nella società l’accettazione positiva delle differenze e della diversità la capacità di vivere con gli altri, di cooperare, di costruire e realizzare progetti comuni, di assumere responsabilità.SOCIALI la capacità di risolvere i conflitti secondo i principi democratici la capacità di intervenire in un dibattito pubblicoAnche in questo caso le diverse categorie sono reciprocamente implicate: “esse sono tre10 Es: la capacità di argomentare e la capacità riflessiva, vale a dire la capacità di riesaminare le azioni e leargomentazioni alla luce dei principi e dei valori dei diritti dell’uomo, di riflettere sul senso e sui limitidell’azione possibile, sui conflitti di valori e di interessi. 8
  9. 9. 11dimensioni della presenza di ciascuno nel mondo e della sua relazione con gli altri” (fig.4)Fig. 4 il “triangolo” delle competenze di cittadinanza secondo F. AudigierSe proviamo a tirare le somme dei contributi europei sulla educazione alla cittadinanza, mi pare sipossano individuare le seguenti caratteristiche. o Centralità: o patrimonio indispensabile di ogni cittadino o per il proprio progetto di vita o per la trasformazione dei contesti sociali/politici o Trasversalità: di saperi, esperienze, competenze o Processualità: necessità di sostegno/rinnovamento lungo tutto l’arco della vita.Con riferimento poi alle competenze di cittadinanza, se tutte le competenze chiave concorrono inqualche modo all’esercizio attivo della cittadinanza, se ne può individuare un nucleo più specifico ecaratterizzante che - coinvolgendo dimensioni cognitive, etiche e sociali - concerne gli ambitidell’esercizio del potere, della partecipazione della responsabilità della cosa pubblica.Educazione alla cittadinanza: il compito della scuolaQuale il ruolo della istituzione scolastica di fronte a questi nuovi e decisivi compiti e traguardiformativi?Prima di analizzare la situazione italiana, conviene anche in questo caso dare uno sguardo alcontesto europeo. Un riferimento importante è rappresentato dallo studio del Consiglio d’Europa 12che traccia una mappa delle tendenze e dei problemi relativi alle politiche per l’educazione allacittadinanza democratica (EDC) nei paesi membri.Il curricolo formale è considerato uno degli strumenti fondamentali per la realizzazione dell’EDC e11 Ibidem.12 All-European Study on Education for Democratic Citizenship Policies, Strasbourg, 2004 9
  10. 10. la costruzione di conoscenze e competenze civili e sociali, con soluzioni13 che sono riconducibilisostanzialmente a queste quattro opzioni: a. come materia specifica, con un proprio orario settimanale; b. in modo transcurricolare, all’interno delle diverse materie scolastiche; c. come progetti integrati; d. come mix delle modalità precedenti.Esiste comunque uno scarto di conformità tra le intenzioni politiche, le scelte annunciate e lepratiche effettive realizzate nel curricolo formale. Lo studio del Consiglio d’Europa evidenzia alcunielementi di debolezza dell’EDC nei curricoli dei paesi esaminati: posizione secondaria rispetto adiscipline tradizionali, insufficienza delle ore settimanali assegnate, collocazione nella parte nonobbligatoria del curricolo, mancanza in alcuni casi di indicazioni esplicite di conoscenze, abilità ecompetenze da perseguire attraverso l’EDC.Lo sviluppo dell’ EDC e una sua più concreta incidenza nei processi formativi sembrano legatianche alla capacità delle scuole di gestire la propria sfera di autonomia. Ciò implica da una partela ridefinizione del rapporto centro/periferia, con una diversa funzione dell’amministrazionecentrale, e dall’altra una nuova alleanza tra scuola e territorio di appartenenza.Il curricolo formale non è più sufficiente a contenere e sostenere la complessità e la ricchezza dell’EDC che coinvolge altre dimensioni integrate: le attività informali e non formali. (Fig. 5)14Fig 5. L’educazione alla cittadinanza nel contesto scolasticoIl caso italiano13 Nei paesi dell’Europa dell’Est, Centrale e Sud- orientale si privilegia l’approccio dell’EDC come singolamateria; l’approccio integrato è prevalente nei paesi dell’Europa del Nord e dell’Ovest; nell’Europa del Sudcoesistono i due approcci.14 In Council of Europe, All-European Study on Education for Democratic Citizenship Policies, Strasbourg,Council of Europe, 2004, p. 30. 10
  11. 11. La questione dell’insegnamento della cittadinanza e delle competenze di cittadinanza ha riguardatoanche il sistema scolastico italiano.Recentemente il Ministro dell’Istruzione M. Gelmini ha annunciato l’intenzione di introdurre nelcurricolo di tutti gli ordini di scuola una nuova materia, “Cittadinanza e Costituzione”.Nel sito del Ministero15 si precisa che “con il termine Cittadinanza si vuole indicare la capacità disentirsi cittadini attivi, che esercitano diritti inviolabili e rispettano i doveri inderogabili della societàdi cui fanno parte. Lo studio della Costituzione, invece, permette non solo di conoscere ildocumento fondamentale della nostra democrazia ma anche di fornire una mappa di valori utileper esercitare la cittadinanza a tutti i livelli.L’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione ha dunque l’obiettivo di insegnare alle giovanigenerazioni come esercitare la democrazia nei limiti e nel rispetto delle regole comuni.”In realtà la legge 30 ottobre 2008, n. 169 all’art. 1 stabilisce che “a decorrere dall’inizio dell’annoscolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale (…), sono attivate azioni disensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione nel primo e nel secondociclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione»,nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto perle stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell’infanzia.1-bis. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla Cartacostituzionale, sono altresì attivate iniziative per lo studio degli statuti regionali delle regioni adautonomia ordinaria e speciale.”Il 4 marzo del 2009 il MIUR ha emanato un documento di indirizzo per la sperimentazionedell’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”.Nelle tabelle seguenti si presenta un quadro riassuntivo dei principali provvedimenti relativiall’educazione alla cittadinanza nella scuola italiana. L’educazione alla cittadinanza nel curricolo formale in Italia dal 2004 ad oggi Ministro Moratti 2004Livello di Terminologia Approccio Tempo dedicato Fonti ufficialiistruzione Educazione alla convivenza civile (educazione allaInfanzia cittadinanza,Primario e Tematica stradale, Non prescritto DL 59/2004secondario trasversale ambientale,inferiore alla salute, alimentare e all’affettività) DPR 285/1958 Concernente iSecondario Storia ed Materia integrata 2 ore a settimana programmi persuperiore educazione civica e trascersale l’insegnamento dell’ed. civica… Ministro Fioroni 2007Infanzia Educazione alla Tematica Non prescritto DM 31 luglioPrimario e cittadinanza attiva trasversale 2007secondario15 http://iostudio.pubblica.istruzione.it/web/guest/cittadinanza_e_costituzione (marzo 2009) 11
  12. 12. inferiore DM 22 agosto 2007 Competenze chiave di Regolamento cittadinanza da acquisireSecondario Tematica recante norme al termine Non prescrittosuperiore trasversale in materia di dell’istruzione adempimento obbligatoria dell’obbligo di istruzione Ministro Gemini 2008 -2009 Nellambito e del Materia monte ore CITTADINANZA E complessivo Disegno di leggeInfanzia COSTITUZIONE Valutazione previsto per le del primo agostoPrimaria separata aree storico- 2008Secondaria I e II geografica e 33 ore annue storico-sociale finalizzate Nellambito e del allacquisizione Iniziative di monte ore delle conoscenzeInfanzia sperimentazione e complessivo D.L. 1° settembre e dellePrimaria sostegno alle previsto per le 2008, n. competenzeSecondaria I e II scuole e ai aree storico- 137 relative a docenti geografica e «Cittadinanza e storico-sociale Costituzione» + iniziative per lo Iniziative di studio degliInfanzia sperimentazione e statuti regionali Legge 30 ottobrePrimaria sostegno alle delle regioni ad 2008, n.169Secondaria I e II scuole e ai autonomia docenti ordinaria e speciale. Documento diInfanzia indirizzo MIUR 4 marzoPrimaria per questa 2009Secondaria I e II sperimentazioneLe indicazioni contenute nella Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio 18dicembre 2006 relativa alle competenze chiave vengono recepite in Italia nella proposta delRegolamento sull’obbligo di istruzione (Decr. N. 139 22 agosto 2007) nel quale si afferma che” Isaperi e le competenze per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione sono riferiti ai quattro assiculturali (dei linguaggi, matematico, scientifico–tecnologico, storico-sociale16). Essi costituiscono16 Asse storico-sociale: competenze o Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche e in una dimensione sincronica attraverso il confronto fra aree geografiche e culturali. o Collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento dei diritti garantiti dalla Costituzione, a tutela della persona, della collettività e dell’ambiente 12
  13. 13. “il tessuto” per la costruzione di percorsi di apprendimento orientati all’acquisizione dellecompetenze chiave che preparino i giovani alla vita adulta e che costituiscano la base perconsolidare e accrescere saperi e competenze in un processo di apprendimento permanente,anche ai fini della futura vita lavorativa.”Sulla base di queste premesse, sono state individuate 8 competenze chiave di cittadinanza daacquisire al termine dell’istruzione obbligatoria, riferibili a tre ambiti correlati:COSTRUZIONE DEL SE’Imparare ad imparareProgettareRELAZIONE CON GLI ALTRIComunicareCollaborare e partecipareAgire in modo autonomo responsabileINTERAZIONE CON LA REALTÁRisolvere problemiIndividuare collegamenti e relazioniAcquisire ed interpretare l’informazione.Educazione alla cittadinanza e saperi disciplinari: il caso della storia.Nel Regolamento sull’obbligo si avanza un nesso interessante tra saperi disciplinari e assi culturaliin funzione della costruzione di competenze chiave. Le competenze diventano bussole cheriorientano i saperi disciplinari, mettendo in discussione gli assetti tradizionali, la declinazione diliste dei contenuti che hanno caratterizzato per molto tempo i programmi delle materiescolastiche.Ma quali sono le possibili relazioni tra la storia insegnata e l’educazione alla cittadinanza? Quali glielementi di vicinanza o di opposizione? Quali le possibili relazioni?Faccio riferimento, per rispondere a questi interrogativi, alle considerazioni che F. Audigier haformulato in un recente suo contributo17 e che mi sembrano particolarmente stimolanti.La storia, sostiene lo studioso, reclama una legittimità scientifica; gli storici ritengono chel’esigenza di verità requisita da questa legittimità neghi qualunque impegno del sapere storico inuna qualunque causa che non sia quella della verità stessa. L’educazione alla cittadinanza (EC)assume invece una dimensione normativa, non fosse altro che per la presenza di una delle suefinalità che consiste nell’inserimento degli studenti in una società già definita, con le sue regole, ipropri valori, principi, diritti e doveri. In un certo senso l’EC tende a regolamentare i saperi, leconoscenze, le intelligenze.Altro elemento di differenziazione è la relazione con i tempi: presente, passato, futuro. Anche sela storia è immersa totalmente nel suo tempo (il tempo nel quale viene costruita e prodotta) e gliinterrogativi rivolti al passato sono in gran parte ancorati alle questioni contemporanee, questadisciplina tuttavia ha per oggetto proprio la conoscenza del passato in tutte le sue dimensioni.Mentre l’EC è decisamente una conoscenza del presente, un presente rivolto verso il futuro: essacolloca la libertà del soggetto nella prospettiva di costruzione di questo futuro.Il cittadino come homo politicus deve misurarsi con un mondo diviso e conflittuale, un mondopieno di rischi e di incertezze, nel quale l’evento si presenta come un imprevisto e non come un o Riconoscere le caratteristiche essenziali del sistema socio economico per orientarsi nel tessuto produttivo del proprio territorio.17 F. Audigier, Einsegnement de l’histoire et éducation à la citoyenneté. Ouvrir un débat, in Le cartable deClio, n.7, 2007, pp. 247-250. 13
  14. 14. momento che si può spiegare necessariamente con quanto lo ha preceduto.Sia la storia che l’EC si occupano di tutti gli aspetti della vita sociale: l’economia, la politica, lacultura, la tecnologia etc. Mentre l’insegnamento della storia affronta queste diverse realtà socialiutilizzando concettualizzazioni e approcci che rinviano a diverse scienze sociali o semplicemente alsenso comune, di contro l’EC si trova alle prese con ben altre preoccupazioni e riserve dalmomento che si occupa degli stessi ambiti però riferiti al presente, e che deve fare i conti con lapluralità di informazioni, spiegazioni, anticipazioni, e con differenti interessi, sistemi di valori, puntidi vista.Bisogna considerare, inoltre, la questione dell’appartenenza, rispetto alla quale l’EC interroga lastoria. L’ appartenenza rinvia al tema dell’identità: l’una e l’altra pensate per molto tempo nellaprospettiva della durata e della continuità.Appartenere ad una comunità politica è avere la consapevolezza di un destino comune che uniscele generazioni tra di loro, quelle presenti e quelle future. Al di sopra delle appartenenze molteplici(familiari, religiose, amicali, professionali etc.), l’appartenenza ad una comunità politica è ciò cheè comune a tutti i cittadini di quella comunità.Oggi, appartenenze e identità sono pensate come molteplici e soprattutto mobili e aperte allescelte e alle circostanze.Nella tab. sono sintetizzate le differenze sopra descritte: Storia scolastica EC verità nel menu della storia spazio solo EC assume (anche) una dimensione alla ricerca della verità normativa tempo focus sul passato focus sul presente > il futuro histoire est rétrodiction citoyenneté est anticipation complessità maggiore libertà maggiore prudenza appartenenza/ pensate per molto tempo nella appartenenze e identità molteplici, identità dimensione della durata e della mobili, aperte continuitàAudigier ci invita, in sostanza, ad osservare più attentamente gli “oggetti” che stiamo esaminando:non per sostenere incompatibilità e separazioni, ma, al contrario per comprendere meglio comecostruire relazioni significative tra di essi. Una maggiore consapevolezza della statutoepistemologico della storia insegnata e dell’educazione alla cittadinanza, delle loro differenze emodalità di “funzionamento” consente di gestire in modo significativo e produttivo complicità,complementarietà, strumenti e codici pertinenti e appropriati.Al di là di facili e forse superficiali evidenze, è quindi necessario ri-pensare le reciproche relazioni ei nessi che possono connettere storia ed educazione alla cittadinanza.Quelli indicati da Audigier sono riassumibili nella seguente tabella: Storia insegnata EC 14
  15. 15. o Conoscenza per tracce che ha come oggetto la costruzione di o Insieme di conoscenze in gran parte testi che dicono/raccontano il costruite per tracce. passato. o Vivendo/sperimentando la o Facendo ricerca storica si cittadinanza si diventa cittadini. Le pratiche diventa studenti competenti di o Quali pratiche di cittadinanza in storia. classe, a scuola? o Quali pratiche di ricerca storica o Quali relazioni con le pratiche di in classe? cittadinanza nella società? o Quali relazioni con le pratiche o Quale laboratorio di cittadinanza? esperte? o Quale laboratorio di storia? Possiamo insegnare /apprendere Possiamo insegnare /apprendere solo solo una piccola parte delle una piccola parte degli strumenti Le scelte conoscenze, abilità, competenze necessari per formare il cittadino Ideale elaborate dagli storici in molte descritto nei documenti delle autorità generazioni. scolastiche e politicheCi sono in sostanza, dice Audigier, due modi di pensare le relazioni tra storia ed educazione allacittadinanza: a. Pensare che la storia sia intrinsecamente, per sua natura formazione alla cittadinanza. b. Interrogarsi sulle competenze di cittadinanza e domandarsi quale può essere il contributo della storia per costruirle.Nel primo caso sarà sufficiente insegnare bene la storia per formare il cittadino. Nel secondoinvece il contributo della storia va individuato nella capacità di ripensarsi a partire dalle finalitàdell’educazione alla cittadinanza.Un esempio: il curricolo del QuebecUn esempio concreto di come questa seconda prospettiva possa realizzarsi mi sembra si possatrovare nei programmi scolastici del Quebec che dal 1997 assumono l’educazione allacittadinanza come asse centrale del curricolo, in primo luogo attraverso la mediazionedelle scienze sociali. In particolare, nel programma di storia nel primo ciclo della scuolasecondaria i contenuti storici serviranno di supporto, di “base” per sviluppare lecompetenze. “In altre parole, gli allievi non dovranno più sottomettersi all’esercizio diindividuare in un documento o in una lezione magistrale i contenuti fattuali damemorizzare per la loro intrinseca importanza stabilita dall’esterno dal docente o dallasocietà. D’ora in avanti gli studenti dovranno riflettere per risolvere un problema e, cosìfacendo, apprenderanno gli elementi di contenuto che dovranno manipolare. I docenti, daparte loro, dovranno quindi scegliere quei contenuti di apprendimento la cui elaborazioneconsentirà loro di sostenere lelaborazione di competenze trasversali e disciplinari. Ciòimplica la necessità di selezionare documenti che presentano interpretazioni in contrasto,per favorire la ricerca, il dibattito, l’autonomia, l’analisi.”1818 Marc-André Éthier, L’educazione alla cittadinanza nel Québec in “Il Bollettino di Clio” Giugno 2005 - AnnoVI, n. 17 15
  16. 16. Tre sono le competenze alla base che devono essere costruite attraverso il curricolo distoria ed educazione alla cittadinanza per il primo ciclo della scuola secondaria: a. interrogare le realtà sociali in una prospettiva storica b. interpretare le realtà sociali con l’aiuto del metodo c. costruire la propria consapevolezza di cittadino/anza con l’aiuto della storia.Nello specifico ecco come le indicazione curricolari del Quebec articolano la proposta: 16
  17. 17. 17
  18. 18. M.A. Ethier, professore di Didattica delle scienze sociali presso lUniversità di Montréal, commentacosì il cambio di paradigma: “ (…) questo focus sullo sviluppo di competenze da parte degli allievie sulla loro capacità d’elaborazione in relazione ai diversi contesti significa dunque che non sitratta più per loro di accumulare e di ripetere su richiesta conoscenze “fattuali” (spesso dicarattere aneddotico, incomprensibili e frammentarie) ai fini di una omologazione sociale,ma piuttosto di apprendere come acquisire e trasferire conoscenze di diverso tipo (fatti,concetti, procedure tecniche e cognitive, etc.) per interpretare e cambiare deliberatamenteil loro mondo, in un’ottica di maggiore reciprocità sociale.”19Se, come recita un vecchio adagio, “nessuno nasce imparato”, allora dobbiamo imparare anche lademocrazia. Alla scuola appartengono al riguardo compiti e strumenti fondamentali, in primisquello di pensarsi ed essere spazio ed esercizio di democrazia e per questo anche luogo diapprendimento della democrazia e delle competenze ad essa necessarie.Gustavo Zagrebelsky in un suo prezioso saggio20 propone un possibile decalogo come “sempliceproposta di riflessione su contenuti minimi necessari dell’ethos democratico”: 1) la fede in qualcosa 2) la cura delle personalità individuali 3) lo spirito del dialogo 4) lo spirito dell’uguaglianza 5) l’apertura verso chi porta identità diverse 6) la diffidenza verso decisioni irrimediabili 7) l’atteggiamento sperimentale 8) la coscienza di maggioranza e coscienza di minoranza 9) l’atteggiamento altruistico 10) la cura delle parole.Mi sembra una buona base per ragionare e provare a costruire proposte e ambienti nei quali siimparano e si praticano la cittadinanza e la democrazia.Riferimenti bibliograficiF. Audigier, Concetti di base e competenze chiave per l’Educazione alla Cittadinanza Democratica, Consigliod’Europa, Bruxelles 2003.Idem, Per un approccio comparativo dell’educazione alla cittadinanza in alcuni curricoli europei , IBIS, Pavia2007.Idem, Einsegnement de l’histoire et éducation à la citoyenneté. Ouvrir un débat, in Le cartable de Clio n.7,2007, pp.227-250.Council of Europe, Project on Education for Democratic Citizenship. Resolution adopted by the Council ofEurope Ministers of Education at their 20th session, Cracow, Poland, 15-17 October 2000, Strasbourg,Council of Europe, DGIV/EDU/CIT,2000.Council of Europe, All-European Study on Education for Democratic Citizenship Policies , Strasbourg, Councilof Europe, 2004.De.Se.Co. The Definition and Delection of Key Competencies. Executive Summary, OCSE, 2005.19 Ibidem.20 G. Zagrebelsky, Imparare la democrazia, Torino, Einaudi 2007. 18
  19. 19. http://www.oecd.org/dataoecd/47/61/35070367.pdf (ed. inglese);http://www.oecd.org/dataoecd/36/55/35693273.pdf (ed. francese)Decreto legge 1° settembre 2008, n. 137, Disposizioni in materia di istruzione e università. Disegno di leggedel 1° agosto 2008, Disposizioni in materia di istruzione, università e ricerca.Marc-André Éthier, L’educazione alla cittadinanza nel Québec in “Il Bollettino di Clio” - Anno VI, n. 17.Giugno 2005.Eurydice, L’educazione alla cittadinanza nelle scuole in Europa 2005, Quaderno n. 24,http://www.indire.it/eurydice/content/index.php?action=read_cnt&id_cnt=815.Paul Ginsborg La democrazia che non cè, Torino, Einaudi, 2006.Invalsi, Valutare le competenze in scienze, lettura e matematica. Quadro di riferimento di PISA 2666, Roma,Armando, 2007.Legge 30 ottobre 2008, n. 169, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 1 settembre 2008,recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università.B. Losito, La seconda indagine IEA Civic Education, in “Cadmo. Giornale Italiano di Pedagogia Sperimentale.An International Journal of Educational Research”, IX (27), pp. 35-49, 2001.Idem, La costruzione delle competenze di cittadinanza a scuola: non basta una materia, in “Cadmo. GiornaleItaliano di Pedagogia Sperimentale. An International Journal of Educational Research”, n. 1, pp. 99-112,2009.G. Zagrebelsky, Imparare la democrazia, Torino, Einaudi 2007. 19

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