Note sul cinema documentario e sui cinegiornali nella guerra civile spagnola

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L'Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza (ANCR) ha organizzato una Rassegna cinematografica intitolata CINEMA E GUERRA DI SPAGNA 2 - L´ombra lunga della guerra civile, che si è svolta a Torino dal 25 0ttobre 2007 - 13 gennaio 2008. Molti film di questa rassegna sono inediti in Italia e sono stati appositamente sottotitolati per l'occasione. La presentazione dell'iniziativa, e altri materiali, sono consultabili nella pagina dedicata.

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Note sul cinema documentario e sui cinegiornali nella guerra civile spagnola

  1. 1. NOTE SUL CINEMA DOCUMENTARIO E SUI CINEGIORNALI NELLA GUERRA CIVILE SPAGNOLA di Paola OlivettiLa Guerra civile spagnola, oltre a essere un evento chiave, per tutte le conseguenzemilitari e politiche che ha determinato nella storia del 90, è stata anche levento in cuiha cominciato a dispiegarsi in massimo grado la potenza mediatica del cinema comeveicolo di trasmissione di diverse ideologie. I tre anni di guerra sono stati infatticoperti in modo soprendente da cinegiornali e documentari realizzati da differentiistituzioni produttive spagnole e straniere, tanto più sorprendente se si pensa che lacinematografia spagnola alla vigilia della guerra aveva conosciuto un certo sviluppoma era estremamente fragile e principalmente legata alla produzione di film popolarie commerciali.Allo scoppio della guerra si forma immediatamente un servizio di cinegiornalismo,prevalentemente da parte repubblicana e anarchica, evidentemente già motivato dallaconsapevolezza che le news sono un formidabile strumento e veicolo di propaganda edi orientamento. Molto meno sensibile a questo mezzo sono invece i franchisti cheopereranno soprattutto nelle produzione di documentari di guerra (ne saranno fatti intutto 32) cercando di copiare il modello del documentarismo politico e di propagandanazista.Unaltra novità che la guerra di Spagna introduce è la presenza dei grandi reporter ditutto il mondo che corrono a filmare levento. Per lo più sono di parte repubblicana euniscono quindi alla competenza professionale la motivazione ideologica. Possiamocitare alcuni nomi: Josè Escandell che filma a Siviglia il 20 luglio la resa dei lealistia Queipo de Llano e viene poi ucciso ad agosto nei pressi di Saragozza, FelixMarquet, un ex legionario francese passato dalla parte repubblicana “che compensavacon un coraggio al limite della follia la sua mancanza di maturità professionale”,Ramon Biadiu che dichiarava” per poter filmare delle scene di guerra che abbiano unimpatto, bisogna rischiare la vita.”. Ricordiamo quelli che accorrono dallestero, JorisIvens con la sua troupe, il grande documentarista sovietico Roman Karmen chelavora in copia con il giornalista Boris Viŝnevskij e il grande fotografo americanoRobert Kapa. Va ricordato anche che le novità tecniche dei primi anni trenta,lintroduzione delle pellicola supersensibile, che permetteva di filmare anche negliambienti bui, lintroduzione delle macchine 35 mm compatte e portatili (la Arriflex èesattamente del 36) e luso ormai generalizzato del sonoro, proprio nella guerra diSpagna furono ampiamente utilizzate, determinando praticamente la nascita delcinema dintervento bellico moderno, nelle sue modalità audiovisive.Allo scoppio della guerra a Barcellona e a Madrid i sindacati anarchicimonopolizzano la realizzazione delle immagini, dal momento che la maggior partedegli artigiani e tecnici degli studi (quasi tutti legati alla grande centrale sindacaleanarchica, la CNT) erano le sole persone competenti e disponevano della pellicola.Nei tre anni di guerra si può articolare il quadro della produzione dei cinegiornali o
  2. 2. documentari sulla guerra in questo modo.Cinegiornali anarchici: questi furono realizzati per mezzo della CNT (laConfederacion Nazional del Trabajo) e della sua articolazione il Suep (Sindacatounico degli spettacoli pubblici). Uno dei primi documentari sullinizio del conflitto èil Reportaje del Movimento revolucionario en Barcelona, diretto dal giornalistaMateo Santos (che era il direttore della rivista “Popular Film”) e prodotto da laOficina de informacion y propaganda de la CNT-FAI. Ripreso nelle vie di Barcellonaè un documento diretto della risposta popolare al golpe militare e segue poi lapartenza delle prime colonne per il fronte. Le immagini più famose di questoreportage sono forse quelle degli scheletri di monache esposti fuori dal conventodelle Salesiane nelle proprie bare, con la voce off che proclama che esse furonomartirizzate dalle stesso compagne. Lanticlericalismo radicale del reportage lo reselogicamente molto vulnerabile e finì quindi per essere strumentalizzato dallacontropropaganda franchista.Il protagonismo cinematografico della CNT nei primi momenti si spiega con lagrande diffusione dellindustria cinematografica in Catalogna. La CNT espropriò le116 sale di Barcellona, che furono quindi dirette dal Comité economico de cines,come pure furono espropriati gli studi, i laboratori e le strutture tecniche. Gli incassidelle sale venivano reinvestiti nella produzione e questo permise di fondare limpresadi produzione Sie Films (Sindicato de la industria del espectàculo-films) chemonopolizzò la produzione e lesercizio in Catalogna.La produzione fu articolata in 4 categorie: reportages di guerra e retroguardia; film dipropaganda; documentari di complemento; film base, cioè lungometraggi a soggetto.Tralasciando questultima categoria si può dire che la produzione anarchica dicarattere documentario fu molto importante sia per la quantità( superiore a quella diqualunque altra organizzazione di partito repubblicana), sia per la sua originalità esoprattutto spontaneità. La serie documentaria di Los aguiluchos de la Fai por tierrasde Aragon, iniziata con due reportages per seguire lavanzata della colonna Durrutimostra bene lapprendistato della tecnica cinematografica in un contesto in cui moltoscarsa era la preparazione di base.Molti altri furono i cinegiornali e documentari realizzati fino allestate del 1937,quando la produzione anarcosindacalista conobbe un significativo declino per ilconsolidarsi del partito comunista catalano a seguito degli scontri armati nel maggiodel 1937 a Barcellona, da cui la CNT uscì profondamente indebolita. La CNT avevacomunque anche realizzato una produzione sul fronte di Madrid, quantitativamentemeno voluminosa e realizzata dalla Friep (Federacion Regional de la Industria deEspectaculos Publicos). Alcuni numeri di un cinegiornale furono prodotti daunimpresa anarchica madrilena Spartacus film e saltuariamente apparvero anche inotiziari Momentos de España e España grafica.Per quello che è possibile ricostruire dalle fonti spagnole si può quantificare così laproduzione della CNT durante la guerra: Film di guerra: a Barcellona in totale 48film; a Madrid 14; Film di propaganda: a Barcellona 7; a Madrid 2; Film dicomplemento: a Barcellona 4; Lungometraggi a soggetto: a Barcellona 4; a Madrid 1.
  3. 3. Produzioni delle organizzazioni marxiste. Anche le organizzazioni marxiste(Partito comunista di Spagna, Partito socialista unificato di Catalogna, la Gioventùsocialista unificata di Valencia, limpresa di produzione e distribuzione Film Populardi Barcellona, lAlleanza degli intellettuali antifascisti per la difesa della cultura, ilSoccorso Rosso internazionale e alcuni corpi dellesercito di matrice comunista) silanciarono nella produzione di cinegiornali e documentari che, oltre a documentaregli eventi, fossero veicolo delle loro ideologie e parole dordine. A differenza deglianarchici che ponevano laccento sulla rivoluzione sociale, sulla costruzione dellecollettività, sul fatto che bisognava non solo vincere la guerra macontemporaneamente fare la rivoluzione, la parola dordine comunista era solo quelladi vincere la guerra, che comportava poi chiare conseguenze nella strategia militare,in particolare la tesi della militarizzazione dellesercito, contrapposta alle miliziepopolari anarchiche e del “comando unico” che fu espressa in molti documentari, ingenerale sul modello del film sovietico Ĉapaev. La propaganda era curiosamentebasata anche su una matrice nazionalista (il nemico era definito invasore straniero) inquesto senso di segno eguale e opposto alla propaganda franchista.La principale impresa di produzione di orientamento comunista fu Film Popular,ubicata a Barcellona e come impresa anche di distribuzione importò molti film asoggetto sovietici: Ĉapaev, Tre canti su Lenin, Il circo, La linea generale, Inparticolare realizzò ledizione a partire dal gennaio 1937 del notiziario settimanaleEspaña al dia, che era realizzato dalla casa di produzione della Generalit CatalanaLaya, mentre Film popular provvedeva a doppiarlo in castigliano e anche in inglese efrancese per lestero. Da aprile 1937 però Film popular produsse in proprio ilcinegiornale, con propri contenuti e commenti, che continuò a esisterecontemporaneamente a quello della Laya Film.Molti documentari furono dedicati al tema della mobilitazione dei contadini nellecampagne, sul modello sovietico, in particolare dei film di Dovĉenko.Importanti poi furono le produzioni dellAlleanza degli intellettuali antifascisti per ladifesa della cultura, di cui facevano parte Malraux, Aragon, Alberti, Neruda, lamaggior parte delle quali dedicate alla difesa di Madrid. Fu poi in particolaredocumentato il secondo congresso di scrittori per la difesa della cultura, che si svolsea Valencia nel luglio del 1937 e nel cui ambito fu realizzato il cortometraggioCantando en las trinceras con un concerto del cantante nero nord americano PaulRobeson per le milizie. Significativa anche la produzione dei corpi dellesercitocomunisti con film anche di carattere didattico per insegnare luso delle armi.La produzioni marxiste si possono confrontare con quelle anarchiche e forse si puòdire che al relativo spontaneismo e sperimentalismo anarchico le formazioni marxisteopposero un cinema che intendeva essere didattico e programmatico al servizio delleparole dordine unitarie e antifasciste orientate a vincere la guerra.Produzioni del governo repubblicano. Anche il governo ufficiale cercò di utilizzareil cinema. A tale fine sin dal 1936 fu creato un Ministero di Propaganda che fucollocato a Valencia e retto da Carlos Esplà. Il governo Negrín nel maggio 1937 abolìil Ministero i cui compiti furono attribuiti a un sottosegretariato al cui interno esistevaun settore di servizi cinematografici. Questi servizi dallottobre 1937 furono dislocati
  4. 4. a Barcellona.La produzione di questo servizio fu costituita soprattutto da brevi cortometraggi didue-tre minuti, su temi precisi, che si configuravano come momenti di propaganda oagitazione e venivano proiettati nellintervallo delle normali proiezioni. Altridocumentari erano fatti per promuovere le attività o parole dordine dei vari Ministeri,in particolare quello dellIstruzione e della Sanità. I servizi cinematograficigovernativi infine produssero due film importanti Sierra de Teruel di André Malrauxe España 1936, generalmente attribuito a Buñuel, ma in realtà, a dir dello stessoBuñuel, montato a Parigi con vari materiali documentari realizzati in Spagna da JeanPaul Le Chanois.Altra produzione governativa fu quella della Generalit di Catalogna e del governo diEuskadi.La Generalit si dotò di un commissariato di Propaganda, in cui erano comunquerappresentate le centrali sindacali CNT e UGT. Così nel novembre 1936 fu creata unasezione di cinema denominata Laya Films, diretta da Joan Castanyer che riuscì aequipaggiare il nuovo servizio con attrezzature francesi. La Laya film fu attiva anchenella distribuzione, importando soprattutto film sovietici. Laya film produsse più di100 documentari non solo di guerra ma anche folkloristici e pedagogici e realizzò uncinegiornale settimanale España al dia. Noticiario Nacional di cui uscirono 100numeri dal gennaio 1937 al gennaio 1939.Molto più modesta fu la produzione del governo autonomo di Euskadi, sia perchéBilbao venne già occupata il 14 luglio 1937 sia perchè non disponeva di unadeguatastruttura cinematografica. Furono solo realizzati due documentari e in più il registaNemesio Sobrevila realizzò Guernica, un documentario montato con il materialegirato da diversi operatori ma che subì gravi traversie nella stampa del film (la casatedesca Agfa durante la lavorazione sostituì la bobina del bombardamento diGuernica con immagini di artistici paesaggi italiani).Produzione franchista: al momento della rivolta nella parte occupata dai franchistinon vi era industria cinematografica. I ribelli tuttavia riuscirono a incamerare leattrezzature della casa di produzione Cifesa, che stava producendo due film a Cadicee a Cordova. In seguito ricevettero aiuti in attrezzature e servizi tecnici dallaGermania nazista, dallItalia di Mussolini e dal Portogallo.In ogni caso comunque, specialmente allinizio, fu data poco importanza al cinema,considerato, a differenza di quanto avveniva nel campo avverso dove si avevaconsapevolezza e rispetto della sua funzione di documentazione, solo uno strumentodi propaganda e adatto a rappresentare lufficialità. Fu comunque organizzato già nel1936 un apparato di diffusione e di propaganda ma solo nel 1938 verrà creato ilDipartimento nazionale di cinema.Tuttavia un cinema documentario dedicato alle notizie di guerra venne in qualchemodo realizzato sin dallinizio. Ad esempio nel luglio 1936 furono filmati i funeralidel generale Sanjurio. Lattività proseguì con documentari di forte propagandanazionalista, ridestando vecchi miti reazionari, quello della reconquista e dellacruzada contro linvasore straniero, categoria in cui rientravano a pienissimo titolo i“comunisti”. Alcuni altri film documentari, staccandosi dal tema della guerra
  5. 5. intendevano invece valorizzare i valori della “ispanità” Cifesa produsse in tutto 17titoli fino a quello finale Ya viene el cortejo, dedicato alla sfilata della vittoria del 1aprile 1939.In questi film la propaganda era molto rozza, insistendo, specie nel commento, sullacontrapposizione assoluta contro i rossi, in cui erano peraltro ammucchiati tutti gliantifranchisti: liberali, repubblicani, anarchici, comunisti, che erano definiti con gliepiteti più oltraggiosi. Per quanto riguarda le immagini si prediligevano le sfilate e larappresentazioni di masse, geometricamente inquadrate, accompagnate da marce einni, sul modello del cinema nazista di Leni Riefenstahl, senza peraltro raggiungeregli stessi risultati artistici. Con la creazione poi del Dipartimento nazionale dicinematografia fu realizzato un cinegiornale in cui uscirono 19 numeri.Laiuto tedescoCome è noto lintervento tedesco a fianco di Franco si concreta nell invio di unaconsistente quantità di aerei, di tecnologie militari moderne e di truppe specializzate,in particolare tecnici militari che potevano con efficienza promuovereladdestramento dellesercito franchista. Analogamente la Germania intervenne nelsettore del cinema, non senza un calcolo opportunistico, nel senso che promuovere econtribuire a creare unindustria cinematografica spagnola voleva dire anche poterpenetrare facilmente nel grande mercato dellAmerica Latina. Fu così creata aBerlino alla fine del 1937 la Hispano-Film- Produktion, che inizialmente produsse deilungometraggi di carattere folkloristico e commerciale. In seguito fu realizzato undocumentario di quasi 90 che si proponeva di rappresentare le vicende della guerradal suo inizio con forti intenti di propaganda. Il film fu intitolato Espana heroica-Helden in Spanien. Un altro documentario fu realizzato dal regista Karl Ritter, cheaveva al suo attivo già diversi film di propaganda per il nazionalsocialismo. Essendostato pilota militare durante la prima guerra mondiale, realizzò In Kampf gegen denWeltfeind, anche noto come Legione Condor, dedicato ai piloti tedeschi checombattevano in Spagna.Laiuto italianoLItalia fascista non fu da meno rispetto ai tedeschi. I notiziari italiani furono subitomolto attivi a presentare le notizie della guerra, nettamente connotate con uncommento filofranchista e fortemente anticomunista. Operatori italiani del Luceseguirono in seguito direttamente la guerra. Oltre a più di 100 notizie nei cinegiornaliLuce dei tre anni di guerra, furono realizzati molti documentari monografici, tra cuipotremo ricordare Los Novios de la muerte , un documentario sullaviazione italianarealizzato da Romolo Marcellini e España una grande libre, realizzato da GiorgioFerroni subito dopo la fine della guerra a ripercorrerne tutte le vicende.CONCLUSIONEInutile dire che molta parte del cinema della guerra civile realizzato in Spagna èandato perso: il danno più grosso è stato causato da un gigantesco incendio (non si sase doloso o meno), che nel 1945 bruciò i laboratori di Cinematiraje a Madrid,distruggendo tutte le pellicole della guerra (anarchiche, comuniste, repubblicane,
  6. 6. ecc.) che erano state sequestrate, e lì immagazzinate, dai franchisti dopo la vittoria.Sparse per il mondo nelle varie cineteche si trovavano pellicole o realizzate daiservizi stranieri (a Berlino, a Mosca, negli Stati Uniti, in Messico) o che erano statefortunosamente fatte uscire dalla Spagna al momento della disfatta. Con lavorostraordinario e certosino la Filmoteca Spagnola, a partire dal 1985, ha messo incampo un progetto per ricercare e recuperare in tutto il mondo quanto era andatodisperso, provvedendo a realizzare un monumentale catalogo, il Catalogo general delcine de la guerra civil, uscito 10 anni dopo nel 1996, che raccoglie schede, moltodettagliate, di 889 titoli, e del Catalogo sta per uscirne una seconda edizione, conmolti nuovi aggiornamenti.Per dare unidea di quanto è andato perso possiamo riportare questi dati:268 pellicole realizzate durante la guerra sono andate interamente perdute;complessivamente si può dire che si è perduto circa il 58% delle 360 pellicolerealizzate dalla Repubblica e il 31% delle 93 pellicole realizzate dai nazionalisti.

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