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Salute e mobilità sostenibile - Monza, 6 settembre 2013
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Uno studio europeo che ha coinvolto diversi ricercatori , ha dimostrato una stretta relazione tra inquinamento atmosferico e rischio di tumori al polmone. …

Uno studio europeo che ha coinvolto diversi ricercatori , ha dimostrato una stretta relazione tra inquinamento atmosferico e rischio di tumori al polmone.
Lo studio e´ stato pubblicato su LANCET ONCOLOGY ed e´ stato realizzato su oltre 300.000 persone.

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  • 1. Salute e mobilità sostenibile Monza, 6 settembre 2013 ISDE Monza e Brianza, Dott.Filippo Vigano’.
  • 2. Le evidenze: • Uno studio europeo che ha coinvolto diversi ricercatori , ha dimostrato una stretta relazione tra inquinamento atmosferico e rischio di tumori al polmone. Lo studio e´ stato pubblicato su LANCET ONCOLOGY ed e´ stato realizzato su oltre 300.000 persone Lancet oncology, estate 2013.
  • 3. • Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte nei Paesi industrializzati. Solo in Italia nel 2010 si sono registrati 31.051 nuovi casi. Da solo rappresenta circa il 20% di tutte le morti per tumore nel nostro Paese.
  • 4. Lo studio é servito a dimostrare che più´ alta e´ la concentrazione di inquinanti nell´aria e maggiore e´ il rischio di sviluppare un tumore al polmone. • Il lavoro ha riguardato 17 coorti per un totale di 312.944 persone di eta´ compresa tra i 43 e i 73 anni, uomini e donne provenienti da : Svezia, Norvegia, Danimarca, Olanda, Regno Unito, Austria, Spagna, Grecia e Italia. • In Italia le citta´ interessate sono state Torino, Roma, Varese. Le persone sono state reclutate negli anni ´90 e sono state osservate per un periodo di circa 13 anni successivi al reclutamento, registrando per ciascuno gli spostamenti dal luogo di residenza iniziale .
  • 5. • E´ stato misurato in particolare l´inquinamento dovuto alle polveri sottili tossiche presenti nell´aria (particolato PM 10 e PM 2.5) dovute in gran parte alle emissioni di motori a scoppio, impianti di riscaldamento, attività industriali, ecc. Lo studio ha permesso di concludere che per ogni incremento di 10 microgrammi di PM 10 per metro cubo presenti nell´aria, aumenta il rischio di tumore al polmone di circa il 22%. Tale percentuale sale al 51% per una particolare tipologia di tumore l´adenocarcinoma. • Questo e´ l´unico tumore che si sviluppa in un significativo numero di non fumatori lasciando quindi piu´ spazio a cause non legate al fumo da sigaretta di espletare il loro effetto cancerogeno.
  • 6. • Dalla misurazione delle polveri sottili l´Italia e´ risultato essere tra i paesi europei piu´ inquinati, infatti, in citta´ come Torino e Roma sono stati rilevati in media rispettivamente 46 e 36 microgrammi al metro cubo di inquinanti PM 10 in confronto a una media europea decisamente piu´ bassa (ad esempio a Oxford 16, a Copenaghen, 17).
  • 7. NO2 levels over Europe - .E.S.A. Agenzia Europea per lo Spazio
  • 8. Global air pollution map produced by Envisat's SCIAMACHY.E.S.A. Agenzia Europea per lo Spazio
  • 9. “In molti paesi, le concentrazioni di sostanze inquinanti rimangono sopra i limiti legali raccomandati stabiliti per proteggere la salute dei cittadini europei. In effetti l’inquinamento atmosferico riduce l’aspettativa di vita di circa due anni nelle città e nelle regioni più inquinate. “ Professoressa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’AEA,
  • 10. Aerosol atmosferico: sistema multifase disperso, contenente gas e particelle sospese; costituito da una miscela di fase liquida e/o solida con dimensioni del diametro da pochi nm a 100 µm.
  • 11. Il particolato in Europa Distribuzione qualitativa delle particelle sospese in aria. Sono messe in evidenza la totalità delle particelle sospese in aria, la frazione di PM 10 e la frazione di PM2,5.
  • 12. Nell'aprile 2008 l'Unione Europea ha adottato definitivamente una nuova direttiva (2008/50/EC) che detta limiti di qualità dell'aria con riferimento anche alle PM 2,5. Tale direttiva è stata recepita dalla legislazione italiana con il D. Lgs 155/2010 . I limiti per la concentrazione del PM 10 nell'aria sono così stabiliti: Valore massimo per la media annuale: 40 µg/m³ Valore massimo giornaliero (24ore): 50 µg/m³ Numero massimo di superamenti consentiti in un anno: 35 Effetti del particolato sulla salute
  • 13. Possibili meccanismi di azione del particolato nella genesi dei tumori e delle malattie cardiovascolari
  • 14. Composizione chimica del particolato a Milano.
  • 15. Fonti particolato a Milano Fonti particolato in Lombardia
  • 16. Il Black Carbon • E’ parte del Pm10. • E’ un indicatore della pericolosità delle polveri ultrafini poiché genera una forte risposta infiammatoria tracheo-bronchiale. • Il carbonio elementare è quella parte di PM10 più pericolosa perché è rappresentativo di sostanze particolarmente dannose per la salute, gli inquinanti idrocarburi policiclici aromatici. • La sua distribuzione spaziale è tale da evidenziare differenze di concentrazione persino tra il centro della strada e il marciapiede. • È un indicatore ideale per registrare i livelli di inquinamento nelle varie zone urbane a diversa intensità di traffico. • Consente anche di mettere in luce l’impatto positivo sulla qualità dell’aria della misure di limitazione della circolazione dei veicoli. ”. G.Invernizzi A.Ruprecht. (ISDE, Medici per l’Ambiente)
  • 17. Effetti del particolato sulla salute umana • Studi epidemiologici affermano che ad un aumento del PM10 di 10 µg/m3 corrisponde un incremento della mortalità giornaliera dello 0,5-1%. • Tuttavia ci sono alcuni inquinanti, per i quali è stato accertato un effetto cancerogeno, su cui non è possibile stabilire dei valori al di sotto dei quali non vi siano rischi. Tra questi ci sono il benzene e gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA). Gli IPA sono composti organici contenenti due o più anelli aromatici che condividono una coppia di atomi di carbonio (fusi) e ne sono stati individuati 16 come inquinanti prioritari. • Questi composti hanno origine soprattutto dalle emissioni attribuibili al traffico pesante e l’80-90% è contenuto nella frazione di PM 2,5.
  • 18. Possibili meccanismi di azione del particolato nella genesi dei tumori e delle malattie cardiovascolari
  • 19. Effetti inquinamento nel bambino
  • 20. Vulnerabilita’dell’età evolutiva • Sviluppo del polmone - finestra di maggior suscettibilità dalla nascita ai 5 - 6 anni: e’ un organo in via di sviluppo • Maggior esposizione - per unità di peso i bambini inalano un volume d’aria doppio dell’adulto e respirano a bocca aperta - passano più tempo all’ aria aperta e svolgono maggior attivita’ fisica - sono bassi, più vicini alle fonti di emissione sulla strada - sono piccoli,inconsapevoli - presentano immaturita’ metabolica ed immunologica Selevan SG Environ Health Perspect. 2000 US Environmental Protection Agency (1997), National Research Council (1993) e Gephart et al. (1994).
  • 21. Lo sviluppo del polmone • La crescita volumetrica del polmone e la sua evoluzione strutturale, avvengono dalla nascita ai 7 anni (polmone neonato 60 gr, adulto 750 gr). • L’85% degli alveoli si sviluppa e si moltiplica dopo la nascita fino all’età di 5 - 6 anni (alla nascita 50 milioni di alveoli, a 8 anni 400 - 600 milioni di alveoli). • La superficie di scambio alveolare aumenta da 2,8 m² a 32 m². • La differenziazione, la ramificazione e lo sviluppo delle vie aeree si completano a 18 anni.
  • 22. Nel 2005 l’Ufficio Europeo dell’OMS ha definito il livello di evidenza delle prove degli effetti sulla salute del bambino da lunga esposizione con una revisione sistematica della letteratura scientifica. “Effects of air pollution on children’s health and development”
  • 23. Effects of air pollution on children’s health and development Inquinante Effetto sulla salute Livello di evidenza (a, b, c, d) Particolato Incremento della mortalità infantile. Incremento dei decessi per cause respiratorie post-neonatale a Inquinamento atmosferico Basso peso alla nascita b plausibili meccanismi biologici Inquinamento atmosferico Nascita pretermine c plausibili meccanismi biologici Inquinamento atmosferico Insufficiente crescita uterina c plausibili meccanismi biologici Inquinamento atmosferico. Traffico . Particolato Biossido di azoto Deficit respiratorio funzionale a Inquinamento atmosferico. Traffico . Particolato Biossido di azoto Deficit di sviluppo polmonare (studi sperimentali su animali in periodo fetale e postnatale ) a Particolato Aumento di prevalenza e incidenza per tosse e/o bronchite a Inquinamento atmosferico Particolato Ozono Aggravamento di asma a Abitare in prossimità di strade di traffico Aumento di prevalenza e incidenza di - sintomi di asma b
  • 24. “Effects of air pollution on children’s health and development”, Inquinante Effetto sulla salute Livello di evidenza (a, b, c, d) Traffico Incremento della prevalenza e incidenza di rinite allergica b Inquinamento atmosferico Traffico- Particolato Biossido d’azoto Aumento di ricoveri per asma visite urgenti per asma a Inquinamento atmosferico Traffico- Particolato Biossido d’azoto Esacerbazione di sintomi respiratori: respiro sibilante e/o tosse a Biossido d’azoto Aumento di uso di farmaci per asma a Inquinamento atmosferico. Particolato Ozono Biossido di azoto Transitori cambiamenti della funzionalità respiratoria in asmatici a
  • 25. Effetti a breve termine da esposizione a inquinanti atmosferici www.euro.who.int/Document/E87950.pdf. Per ogni incremento di 10 µgr/m³ PM 10 • Incremento mortalità + 1.6% nei bambini fra 0 - 5 anni * • Aumento ricoveri - per asma + 2% - per malattie respiratorie + 0,9% * Valent F., Burden of disease attributable to selected environmental factors and injury among children and adolescents in Europe The Lancet 2004; 363: 2032-2039
  • 26. Esiti per lunghe esposizioni ad elevate concentrazioni di inquinanti Abitare vicino a strade con intenso traffico (traffico pesante) si associa a : • minor sviluppo del polmone • maggior sensibilizzazione allergica • maggior numero di infezioni respiratorie • maggior sviluppo di broncospasmo • maggiori riacutizzazioni di sintomi negli asmatici Gaudermann et al, AJRCCM, 2000 Gauderman W J, Vora H.The Lancet 2007; 369:571-577 SIDRIA-2 Venn et al, AJRCCM, 2002 Romeo E.: Epidemiol Prev. 2006 Jul-Oct;30(4-5):245-54 McConnell R. The Lancet 2002; 359: 386-391
  • 27. Progetto EpiAir 2001 - 2005 Roma ,novembre 2009 • Incremento ricoveri per malattie respiratorie e cardiache • Correlazione tra inquinamento da NO2 e ricoveri per asma con un aumento del 7,62% • I bambini asmatici sono i piu’ suscettibili: tra i 2 e 5 giorni dall’aumento di NO2 si registra un incremento di ricoveri dell’8.8%
  • 28. Tumori infantili e inquinamento • Possibile associazione tra leucemia infantile ed inquinamento da traffico (incrementi di rischio modesti ma su larghi strati della popolazione). • Maggiore correlazione tra leucemia ed esposizione al benzene (evidenza 1) • Possibile effetto mutageno del particolato ultrafine . (passa la placenta) Mutazioni : stocastiche (casuali ) o prodotto di uno stress epigenetico prolungato che si trasforma in danno genetico anche per esposizione parentale J.Epid.Community Health 2005 ; Ann.Ist super.sanità,2000; Carcinogenesis,2008 ; Burgio E., Comunicazione personale, 2011
  • 29. Esiste una variabilita’ spaziale da inquinamento da traffico e quindi una variabilità spaziale del rischio per la salute. • Numerosi studi scientifici permettono di concludere che abitare entro 500 metri da un arteria trafficata comporta l’esposizione agli inquinanti primari (polveri ultrafini) derivanti dagli scarichi dei veicoli. Effetti respiratori di esposizione al traffico diesel in persone con asma. McCreanor J, Cullinan P , Nieuwenhuijsen MJ , Stewart-Evans J , Malliarou E Jarup L, R Harrington , Svartengren M. Han IK , Ohman-Strickland P , Chung KF , Zhang J . National Heart and Lung Institute, Imperial College, e Royal Brompton Hospital, Londra, Regno Unito.
  • 30. Variazione di concentrazione della componente primaria di PM10 allontanandosi dall’asse della tangenziale di Mestre nello studio modellistico realizzato dall’ARPAV : il concetto generale è quello di una concentrazione a campana degli inquinanti con un importante decadimento tra i cento e duecento metri e la tendenza a raggiungere i livelli di fondo entro i quattrocento metri.
  • 31. Il traffico è ancora un pericolo per la salute dei cittadini di molte parti d’Europa (Agenzia Europea per l’ambiente). 27/11/2012 • Le persone che vivono in prossimità di strade trafficate in tutta Europa sono particolarmente esposte a livelli elevati di inquinamento atmosferico. Livelli nocivi di biossido di azoto (NO2) superiori ai limiti di legge sono stati registrati nel 2010 nel 44 % delle stazioni di monitoraggio dell'aria installate lungo le strade. I livelli di particolato (PM10) hanno superato i limiti nel 33 % di tali siti. Questi inquinanti possono avere conseguenze sul sistema cardiovascolare, sui polmoni, sul fegato, sulla milza e sul sangue. “Una delle grandi sfide del XXI secolo sarà quella di attenuare gli effetti negativi dei trasporti - gas a effetto serra, inquinamento atmosferico e acustico – pur mantenendo le caratteristiche positive della mobilità.” Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’AEA
  • 32. Fine-Particulate Air Pollution and Life Expectancy in the United States. C. Arden Pope III, Ph.D., Majid Ezzati, Ph.D., and Douglas W. Dockery, Sc.D. N Engl J Med 2009;360:376-86. Results A decrease of 10 µg per cubic meter in the concentration of fine particulate matterwas associated with an estimated increase in mean (―SE) life expectancy of 0.610.20 year (P = 0.004). The estimated effect of reduced exposure to pollution on life expectancywas not highly sensitive to adjustment for changes in socioeconomic, demographic,or proxy variables for the prevalence of smoking or to the restriction ofobservations to relatively large counties. Reductions in air pollution accounted foras much as 15% of the overall increase in life expectancy in the study areas. AUMENTO DI 7 MESI NELL’ASPETTATIVA DI VITA PER UNA RIDUZIONE DI PM 2,5 DI 10 Micron /M3 .
  • 33. SI PUO’ RIDURRE L’INQUINAMENTO DELL’ARIA? Contro le emissioni di Co2 e i contro i cambiamenti climatici, l’Unione Europea propone una serie di linee guida, che se applicate potrebbero tagliare l’inquinamento atmosferico, causa principale dell’aumento delle temperature. (Commissione Europea, 2013)
  • 34. I veicoli elettrici: Emissioni I veicoli elettrici sono comunemente chiamati veicoli a zero emissioni (ZEV - zero emission vehicle), ma questa affermazione non è del tutto corretta. Pur non avendo emissioni legate alla combustione diretta è presente una quota di emissioni non in loco, legata al modo in cui viene prodotta l’ energia per ricaricare le batterie e una in loco legata all’attrito ed alla abrasione delle parti meccaniche.
  • 35. Per quanto riguarda le emissioni in loco bisogna considerare le emissioni di PM10 non exhaust, cioè quelle legate all’abrasione. Da questo punto di vista le auto elettriche hanno prestazioni analoghe a quelle gli ultimi modelli auto. Infatti, se si considera la,combustione, nei veicoli a benzina e diesel (con FAP) di ultima generazione, euro 5, le emissioni di PM10 valgono il 2%, mentre il restante 98% è legato all’attrito ed all’abrasione (uso freni, consumo pneumatici e asfalto). A scopo di esempio, negli Euro 2 diesel, invece, la parte legata alla combustione era di circa l’ 80% del totale. Assenti sono invece altri tipi di inquinanti, in specifico tutti quelli legati alla combustione, mentre molto più bassi sono i livelli di rumore emessi. Anche se in termini percentuali la presenza di auto elettriche potrebbe incidere poco rispetto alle emissioni complessive, resta l’indubbio beneficio di limitare le emissioni nei luoghi maggiormente inquinati: i centri abitati. Inoltre l’assenza di emissioni da combustione in loco fa si che gli inquinanti dispersi localmente siano in numero decisamente inferiore e l’impatto ambientale andrebbe quindi misurato non solo a livello globale, ma anche in termini locali.
  • 36. Emissioni NON IN LOCO di CO2 veicolare a seconda delle fonti energetiche di approvvigionamento: •
  • 37. Smaltimento delle batterie . Lo smaltimento delle batterie è regolato dal D.Lgs. n. 188 del 2008 “Attuazione della direttiva 2006/66/CE concernente pile, accumulatori e relativi rifiuti. La raccolta differenziata è obbligatoria ed i produttori sono obbligati a costituire sistemi di trattamento e di riciclaggio. Attualmente le batterie per auto sono prevalentemente al piombo, al nichel o al cadmio (o combinazioni degli stessi). Dal punto di vista ambientale il cadmio ha problemi di compatibilità ambientale 10 volte superiori rispetto al piombo. Il processo di riciclo delle comuni batterie al piombo porta ad una riduzione del 75% dei rifiuti, e grazie al riciclo per recuperare un kg di piombo con le stesse caratteristiche di quello estratto in natura, basta poco più di un terzo dell’energia necessaria rispetto a quella per ottenere lo stesso quantitativo da minerale estratto dalla terra . Invece per le batterie agli ioni di litio non sono ancora stati standardizzati dei processi di riciclo, seppure sia teoricamente possibile il riciclo.
  • 38. I giacimenti attualmente conosciuti, come ad esempio per il litio . sono concentrati in poche zone del mondo
  • 39. Possibili benefici della mobilità elettrica: Con il 74% delle emissioni complessive di polveri PM10 a livello nazionale, i trasporti detengono uno sgradevole primato (il resto proviene per il 10% dall’industria e per il 16 % dal riscaldamento) . I veicoli elettrici a batteria non producono , nel punto di utilizzo, nessuna emissione inquinante. La produzione di energia elettrica necessaria per la ricarica delle batterie produce inevitabilmente inquinamento, ma lontano dalla città ed immesso con ampia diluizione e con maggior controllo, prima della ricaduta al suolo. La soluzione elettrica garantisce benefici ambientali significati relativi a: • • • Riduzione costi sociali dovuti all’impatto delle emissioni sulla salute e sull’ecosistema Riduzione delle emissioni di gas serra Minori consumi petroliferi
  • 40. Risparmio energetico ed una efficienza nettamente superiore ad altre soluzioni, infatti : Rendimento termico motore a benzina : 25% Rendimento motore elettrico : 90 % Rendimento centrali a ciclo combinato per la produzione di elettricità : 45 % Il risparmio energetico medio conseguibile dai veicoli elettrici , rispetto ai veicoli a motore, è dell’ordine del 40% , grazie all’efficienza complessiva, nettamente superiore. I benefici in termini di riduzione di CO2 sono significativi; rispetto ad un veicolo a propulsione termica l’auto elettrica produce fino al 46% di gas serra in meno.
  • 41. I benefici sulla salute della riduzione del rumore da traffico. • • Livelli di rumore da traffico urbano in genere superano i livelli delle Linee guida dell’OMS e causano notevoli problemi di salute. Studi recenti nella Comunità europea, dimostrano che il traffico stradale è la causa più importante del rumore urbano . EFFETTI EXTRAUDITIVI DEL RUMORE : PRINCIPALI EVIDENZE • • • • • • • • Pressione arteriosa: aumento Resistenze vascolari periferiche: angiospasmo Indici biochimici ed umorali: aumento ematico ed urinario di noradrenalina e adrenalina; aumento di glicemia, colesterolemia, lipemia ed uricemia; diminuzione dei trigliceridi; aumento di corticoidi ed ACTH ematici e di 17-OHCS; Apparato gastrointestinale: aumento motilità e secrezione gastrica , disturbi dispeptici. Sistema endocrino: iperattività ipofisi, tiroide e surrene. Alterazioni Sistema Nervoso Centrale e psiche. Sistema respiratorio: aumento della frequenza respiratoria e volume corrente. Modificazioni dell'assetto del Sistema immunitario
  • 42. Le emissioni sonore dei veicoli elettrici sono significativamente ridotte sia a bassa velocità che durante l'accelerazione . Con l’auto elettrica il livello di rumore sarebbe particolarmente abbassato nelle aree urbane, in ogni situazione di guida , mentre la guida extraurbana è dominata prevalentemente dal rumore di rotolamento dei pneumatici e dal rumore prodotto dalla resistenza al vento. Environmental impacts and impact on the electricity market of a large scale introduction of electric cars in Europe. - Critical Review of Literature -The European Topic Centre on Air and Climate Change (ETC/ACC)is a consortium of European institutes under contract of the European Environmental Agency, 2009)
  • 43. • • • Gli analisti di Abt Associates incaricati dall’EPA identificano lo sviluppo di automezzi elettrici con batterie al litio come un passo avanti rispetto all’utilizzo dei carburanti fossili o di batterie al nickel metallo-idrato ma raccomandano di scegliere nuovi materiali e processi produttivi che comportino un impatto minore per la produzione delle batterie agli ioni di litio. L’EPA afferma infatti che la lavorazione del nichel e del cobalto, due materiali utilizzati per la costruzione di una batteria al litio, espongono i lavoratori al rischio di disturbi respiratori e di patologie polmonari e neurologiche. Un’ultima osservazione arriva poi sull’impatto che la ricarica elettrica dei veicoli a ridotte emissioni può avere sull’ambiente, soprattutto nel caso in cui la produzione dell’energia destinata all’autotrazione non sia una fonte rinnovabile. L’esempio su cui lo studio americano si focalizza è legato al fatto che in alcune zone degli USA c’è una prevalenza di centrali a carbone dalle quali proviene la corrente elettrica che alimenta la rete di ricarica, con la conseguenza che, una crescente domanda di energia dal mondo dei trasporti, potrebbe portare a un aumento della produzione in questo genere di centrali. EPA, 2013.
  • 44. Con l’intento di migliorare, costruendo un futuro più salubre per loro…….. GRAZIE PER L’ATTENZIONE !

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