Capaccio e il suo knowledge politico

440 views

Published on

Published in: News & Politics
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
440
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
2
Actions
Shares
0
Downloads
3
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Capaccio e il suo knowledge politico

  1. 1. Capaccio-Paestum e il suo Knowledge Politico “La forza, senza la saggezza, crolla sotto il suo stesso peso” -Ode IV - Libro III, Orazio- Capaccio-Paestum e il suo Knowledge Politico“politicizzare la civicità, denigrando politica e partiti” Glicerio Taurisano 1 e-book______________________________________________________________ Glicerio Taurisano Aprile 2012 – Il Knowledge Politico a Capaccio-Paestum
  2. 2. Capaccio-Paestum e il suo Knowledge Politico Tanto … per iniziare Ci sono così tante persone che attualmente si interessano aduna campagna elettorale, almeno questo accade per lo più in forma2.0. Internet è ormai il palco dei comizi, delle insinuazioni, deicommenti a volte piacevoli nel leggerli, altre volte impropri estimolatori di acrimonie, spesso ben lontani dalla verità.Essere custode di informazioni e di convinzioni o meglio talune voltepresupporle, ci porta a costruire un dialogo con il nostro prossimobasato essenzialmente sul “ti dico e non dico” “so ma non parlo” “ècosì ma devo sostenere il contrario”: affermazioni, contesti e crediutilizzati a seconda della necessità del momento, ma rigorosamentetutto in salsa Net.Resta poco o niente da comunicare attraverso i tradizionali canali dellinguaggio umano oppure attraverso un diretto scambio di“informazione – commento”, ma si sa, siamo nell’epoca degli internautie occorre adattarsi.Restano vivi, comunque, solo alcuni manifesti affissi per la città più percolorare piuttosto che per dire, manifesti attaccati più per disorientare ilettori imbattutosi nei dintorni delle griglie preposte all’affissione,piuttosto che destinar loro un messaggio chiaro, comprensibile masoprattutto univoco, tipo: “ecco il progetto sul quale stiamo lavorando”oppure “intendiamo realizzare ciò che diciamo in questo modopiuttosto che nell’altro” – invece - sulla maggior parte dei manifestiche si sono succeduti prima di chiudere i “giochi di alleanza” 2leggevamo: “Mi candido non mi candido” – “Rappresento il nuovo (macon antropologiche figure in liste)” – “Siamo dalla parte della Gente (elo si ricorda solo in vista delle elezioni)” – “Non faccio un passoindietro, assolutamente no (e poi ci si ritrova candidati in listedapprima criticate)” e così via fino a creare un disorientamento totaleper chi legge ciò che è stato stampato sul manifesto di turno.Vi sono poi dei comunicati stampa che si fanno spazio tra i quotidiani iquali sono sempre più ricercati per leggerli gratuitamente, dove intanti, facendosi largo nei bar attendono il proprio turno di lettura perbuttarsi poi, con indescrivibile concentrazione, in un incomprensibilequanto austero commento: “ti dico che è così … vuoi insegnare a meche di politica ne so più di te?..” – oppure – “faccio politica da quandoportavo i calzoni corti, qua nessuno ne capisce, nessuno è in gradodi”… e via via discorrendo fino a farsi mezzodì, ora di tregua per unsalubre pasto, magari a volte contornato, non dai dubbi di ciò che si èletto, ma dalla soddisfazione che si è l’unico ad averlo compreso.A Capaccio, come altrove, è così che ormai si manifesta il dovutoinformarsi con il necessario informare.Comunicazione: assenza totale.Per non parlare poi dei colloqui, degli incontri politici (..politici..?..) e delleriunioni le quali avrebbero dovuto determinare, in chiaro, i progetti, leidee e il nuovo; destinando a questo territorio una possibilità vera,senza inciuci e personalismi, capace di sollevare - e far soltantoquesto dato i tempi che corrono - questa città un po’ greca, un po’romana e un po’ troppo babilonese.______________________________________________________________ Glicerio Taurisano Aprile 2012 – Il Knowledge Politico a Capaccio-Paestum
  3. 3. Capaccio-Paestum e il suo Knowledge PoliticoTuttavia non è l’informazione giornalistica o data dalla lettura dimanifesti che qui ci interessa, ma siamo presi ancora una volta dallameravigliosa ignoranza, e vi assicuro che prima di qualsiasi altro è loscrivente che si pregia di averne, la quale ci impone a cercare,lanterna alla mano, una comprensibile chiarezza nella comunicazionepolitica e ancor di più nella conoscenza politica in relazione a questa“ribellione civica” che è venuta a crearsi su Capaccio-Paestum.La “necessità” del momento ha prodotto ciò che mai avrei speratoaccadesse in modo così eloquente in un contesto “politico”:politicizzare la civicità attraverso il costante denigrare la politica e ipartiti, e di conseguenza con la tracotanza del “siamo una forzavincente”; “o così o fuori”; “della gratuita altezzosità”, qualche voltainsinuata nei discorsi con eccellente fare, altre volte imposta consovrannaturale spietatezza, certe altre invece celata dietroargomentazioni di futile e ingenua credenza “o ti adegui o scompari”.Quanto mi garba questo scomparire; e già, tanto per sfatare un’altracredenza, non è vero che chi non si adegua si arrende ed è perdente,semmai è vero il contrario.A far fronte alla necessità di esprimersi nel periodo ante elezioni ricorrein aiuto un’arte, impropria alla politica, ma adattabile ai “politicanti delmomento”: questi non è altro che il far tacere la propria coscienza edattivare i propri scopi; è un po’ come dire “silent enim leges interarma” – tacciano le leggi in mezzo alle armi - oppure, “per vincere unabattaglia ogni arma è lecita e quindi nessuna legge è valida”; o per 3meglio intenderci e restare nel contesto: “per essere eletti e/o vincere con certezza, a mare la dignità e la virtù, in barca i personalismi”.Già la virtù, o per essere più chiari, quell’ emblema recondita di unaricchezza inestimabile, dov’è? Viene accantonata per far spazio allanecessità del momento e l’attimo si sa, va colto al volo, “è come untreno che passa”, mi diceva qualcuno di alto lignaggio politico proprioin merito a queste elezioni, “se non lo prendi rischi di essernetravolto”. Ebbene, anche qui si esercita una scelta, la mia! … quellapersonale è di non prenderlo quel treno e non viaggiare nei vagonifecondi di iniquità e velleità. Il rischiare poi di essere travolto sotto lerotaie credo sia un rischio non percorribile per chi nulla ha da difenderenegli ambienti politici (scusate, Partitici) se non solo la propriaonorabilità, unitamente ad anni di intenso lavoro. Ma questo, quelqualcuno di alto lignaggio politico, abituato ormai a sedere su variepoltrone e tutte dotate di un eccellente confort, per capirlo ciimpiegherà forse anni o tutta la sua vita politica.Ma lasciamo la virtù un momento da parte, anche per non incapparenel mistico, antico, dialogo tra Protagora e Socrate sulla possibilità omeno che la virtù sia insegnabile, anche perché non si ha tale pretesa,per analizzare con umile fare, una storia che ormai si ripete dasempre.______________________________________________________________ Glicerio Taurisano Aprile 2012 – Il Knowledge Politico a Capaccio-Paestum
  4. 4. Capaccio-Paestum e il suo Knowledge Politico Knowledge Politico, c’è non c’è … Knowledge: non spaventi il termine, in ambito aziendale lo siutilizza giornalmente e vuole indicare “il trasferire la conoscenza da chila possiede a chi la richiede”.Ma qui, a Capaccio, parlando di conoscenza politica, seppur nessuno nefa richiesta altrettanto nessuno di noi si adopera per divulgarla.Sarà forse perché assente? o perché magari intendiamo con questotermine tutt’altro fuorché ciò che esso vuole significare in ambitopolitico, quindi veridicità, realtà, oggettività.Corre quasi l’obbligo a dover dire che se ti azzardi a portareconoscenza, quindi verità, corri il rischio che nessuno ti creda e forsesarà perché non la sai raccontare, perché ognuno vorrebbe quella chepiù gli confà; eh già, la verità è un po’ come il tallone di Achille, lasciache sia trafitto e la morte ti sconfigge.Dovremo, quindi, adattare il Knowledge Management al contestopolitico-comunicativo attraverso la dottrina della gestione politica e delsuo incrementarne la cultura, incentivandone lo scambio dipadronanza, il sapere delle sue funzioni, l’accreditamento che essaottiene tra la grande massa sociale di individui, se desideriamo calarciin un pacifico scambio di opinioni sulla “conoscenza politica”.E se lo facciamo, lo faremo non per aver pretesa di spiegazione, maper soddisfare una curiosità che infiltratasi nella nostra mente cispinge, per atto di dovere, a cercar risposta alla domanda: “quantaconoscenza politica c’è a capaccio-paestum?” e inoltre “può unaconoscenza politica essere così straordinariamente energica da 4trasformare i partiti in civicità?”La scelta: politica e partiti o civicità e antipolitica?In qualsiasi caso, l’individuo si pone di fronte ad una scelta, la quale seben esercitata potrà, più o meno, produrre un risultato soddisfacenteinteressando la personale aspettativa, condizione che si verifica, comeper magia, ad ogni anniversario elettorale. Ma qui però caschiamo neldiscusso familismo amorale del noto politologo Banfield; lo stessofamilismo amorale che ci tornerebbe utile se lo trasformassimo in“familismo comunitario”; la differenza sta nell’accontentare unacomunità intera, per mezzo del fare, della concretezza e dell’utilitàdella “politica” piuttosto che il singolo individuo il quale, fatto capolinoin prossimità di elezioni, artefatto nella propria dignità, si sentepotente nel certo vincere per mezzo di strane, ma note, alchimie.Ed ecco che si innesta la frenetica e ardente voglia di esserci a tutti icosti, battendosi e dimenandosi contro tutto e tutti, “bellum omniumcontra omnes”.Ebbi a dire tempo fa che ciò che si stava realizzando nel territorio diCapaccio-Paestum avrebbe intriso questa campagna elettorale distravaganza, eccentricità, astrusità, ma ancor più di giochi ecompromessi i quali ne avrebbero minato la genuinità e l’integritàpolitica e partitica come essenza di appartenenza e di idee.E tutto si sarebbe realizzato nel totale silenzio, nell’assolutasegretezza, nella piena necessità di mantenere nascosto allacittadinanza e soprattutto alla politica territoriale, cosa si stavarealizzando.______________________________________________________________ Glicerio Taurisano Aprile 2012 – Il Knowledge Politico a Capaccio-Paestum
  5. 5. Capaccio-Paestum e il suo Knowledge PoliticoTroppi nominati, molte riunioni, troppi relatori, molto tempo perso eancor più, molte “politiche” di invasione territoriale lasciavano segnievidenti che qualcosa di antipolitico stava per realizzarsi.E così fu.Ma cos’è la conoscenza politica e quanto essa può incidere sulle scelteelettorali? inoltre, che valore ha la conoscenza per la politica e per lacivicità?Non dobbiamo andare lontano per cominciare a tessere una rispostache sia, almeno da parte dello scrivente, esauriente sul fronte etico.La conoscenza politica è il senso stesso della Politica, mi piacetraslitterare il mio pensiero su tale intuizione il quale rispecchia in totola sua epistemologia:“la politica, esercitata per tramite di un organizzazione o associazionetra persone accomunate da una stessa visione o scopo inerente allagestione della cosa pubblica è indispensabile per l’esistenza sociologicadell’individuo e della sua identità, allorché posizionandosi nel contestopartitico, Essa, è la base di supporto per ogni comunità al fine diriconoscerla nell’ assoluta convivenza sociale, democratica e liberaletra più soggetti, di idee diverse ma di pari dignità”.Quindi, se ben inteso il mio pensiero, il quale corre parallelamente allostudio del noto politologo Weber, riscontriamo per dovere accademicoche in entrambi i casi, organizzazione e associazione, se questi hannocarattere politico sono da intendersi “partiti politici”, allorché distantisia per concetto interpretativo che per sinossi esistenziale da ciò chevorrebbe rappresentare la civicità attraverso la politica. 5Ma se la politica si occupa di cosa pubblica, è consequenziale che sioccupi di civico, ovvero, la mission di una rappresentazione civica èintrisa dello stesso senso e nello stesso fine di una rappresentazionepolitica.Vero è che la politica attualmente e nella sua nuova eccezione ci portaverso una dimensione percettiva più di Stato e non comunitario, dicittà, di aggregazione sociale e culturale, ma altrettanto vero è che lasocietà moderna cerca di disinteressarsi alle condizioni in cui versa lapolitica attualmente, senza domandarsi o ancor meglio attivarsi per farsi che questa volga il suo esistere e il suo senso nella direzione della“compartecipazione” attraverso la ferma volontà di scelta e diappropriazione del ruolo fondamentale che ogni cittadino ha proprionella scelta, sia di uomini che di partiti.Un esempio genuino lo possiamo riscontrare dagli ultimi eventiconsumatosi nel nostro territorio provinciale:‹‹ si da addosso ad un sistema gestionale di un partito e a chi di quellagestione magari non è stato in grado di onorarla o di espletarla inmodo positivo e produttivo, per confluire poi al primo “ordine” versol’identica equazione ››Pertanto, se alla base vi è l’insano pensiero defenestratore di dignità ecoerenza, figuriamoci in alti loghi.Aver preferito la politica spettacolo-consumistica–velleitaria, allapolitica esogena al suo vero scopo e pressoché compatta nella suaespressione culturale, ha generato autoreferenzialità, didascalie______________________________________________________________ Glicerio Taurisano Aprile 2012 – Il Knowledge Politico a Capaccio-Paestum
  6. 6. Capaccio-Paestum e il suo Knowledge Politicopolitiche negative e contesti non solo di corsie preferenziali ma anche esoprattutto di estrosità civica.E’ così che si vuole delegittimare la politica per creare una legittimaantipolitica, e quando questa fase sarà finalmente terminata, cosaotterremo se non la stessa, identica bizzarria?Allora perché denigrare i partiti e organizzarsi in movimenti civici?Analizziamo la situazione a noi più vicina, quella di capaccio-paestum,ebbene, nell’ ipotesi più remota si vuole trovare, a tutti i costi, unacollocazione delle liste e delle coalizioni civiche nell’approssimativismopartitico associativo, ovvero, aggregazioni di più persone, provenientida tutte le aree politiche, con idee e tessere diverse, al fine diraggiungere (paragona con cit. di cui sopra) uno scopo prefisso, unicoe condiviso.Qualcosa non torna.C’è molto di fuori luogo e di improprio nel sostenere quanto detto;infatti, non ci si può dichiarare e tesserare con un partito per poiemigrare nella civicità, sbandierata tra l’altro come aggregazione dipersone non legate a nessun partito.Sarebbe lecito tesserarsi ad una associazione o ad un movimentocivico, dalle caratteristiche non partitiche, eppure, anche questosarebbe improprio, politicamente parlando, ai fini di una attivitàpolitica.Nel tempo che è stato, sin’ora consumato, in fatto di riunioni, incontri,inviti e quant’altro conducibile alla (falsa) ricerca di un accordo politicotra più partiti e contesti associativi, per lo più creati all’unico scopo diapparire, è stato insalubre il conoscere l’incoerenza di alcune persone, 6insano invece l’ascoltare maldicenze sui partiti e sulla politica.Tuttavia però tutti coloro i quali hanno criticato e tutt’ora denigrano lapolitica: la vogliono, la cercano, desiderano esercitarla, ci sono dentro,ne sono magari avvezzi ma continuano a voler essere presenti.Identica cosa per i partiti, quante voci si sono elevate nel dichiararespudoratamente che i partiti sono finiti, non esistono più, sono ormaicosa vecchia, ma costoro continuano a dichiararsi di questo oquell’altro partito, orgogliosamente tesserati e se cercate bene,addirittura, trovate anche “signorotti” importanti ai quali sono stateconsegnate tessere “double face”, così, tanto da utilizzareall’occorrenza la facciata richiesta dalle condizioni che si creano o dallepresenze puritane di politici di alto rango.Tutto questo se mescolato in un calderone potrà mai deliziarci di unottimo quanto salubre pasto culturale?Difficile.Le condizioni esposte ci portano lontano da ciò che la politica è, cidistanziano da ciò che i partiti devono rappresentare.La cultura e la conoscenza politica in forma accademica o laica chepossediamo in termini di esperienza acquisita, ci insegna che questa vaesercitata, specialmente nella fase post-amministrativo-gestionale, permezzo o tramite un Partito il quale, nella forma più prossima allacompartecipazione associativa (quindi di tesseramento) si esprime condei programmi organizzativi ed esplicativi fini alla creazione di unprogetto sul quale convenire, tutelandolo e promulgandolo nonchésottoscrivere un percorso da seguire dall’inizio al termine della fase______________________________________________________________ Glicerio Taurisano Aprile 2012 – Il Knowledge Politico a Capaccio-Paestum
  7. 7. Capaccio-Paestum e il suo Knowledge Politicopreparatoria alla campagna elettorale o elezione e onorarlonell’eventuale gestione amministrativa.Quindi ci viene facile comprendere che se un soggetto èiscritto/tesserato ad un partito, deve per cause di obbligatorietà,coerenza e credo politico, condividere quel tal progetto e non traslareil suo senso di far politica e di partito nella civicità presentata come“soggetto privo dell’una e dell’altra identità”.Ebbene, c’è chi sostiene che la civicità potrebbe essere la politicaemergente, quella che sostituirà i partiti: quale insana mente puògenerare tale credenza, lo insegnano noti politologi, la civicità nonprevede una continuità, anzi, essa si manifesta come uno nugoloprovvisorio destinato a dissolversi una volta raggiunto l’obiettivo percui era stato creato. Ciò regala alla politica solo inquietudine e alla cittadinanza solo dubbi.Non vi è ricordo, in nessun caso, dove la civicità sia poi rimasta taleuna volta al governo.Essa infatti non è altro che un mezzo “persuasivo” ed “ingannevole”per l’elettorato al quale si vuol fare credere la possibilità di risoluzionedei problemi esistenti di un territorio attraverso una disposizione deicandidati al di fuori della politica. Anche qui, c’è un contraddittoriofluente: fare politica senza la politica; fare associazionismo politicosenza partito.Secondo una visione razionale all’analisi sulla civicità, dove 7quest’ultima dovrà interessarsi alle politiche pubbliche, ci si trova difronte ad un altro dubbio, che è proprio della scientificità della politica: “la conoscenza politica è data anche dall’ esatta percezione che l’eletto ha nell’espletare le funzioni di governance?”La conoscenza politica è l’insieme delle cognizioni sia del territorio chedelle esigenze sociali, sia del senso di appartenenza ad un progettopolitico che all’intendo di diffonderlo, sia all’esperienza partitica che diattività svolta sul territorio, e così via.La civicità nella sua forma più variegata non contiene tali prerogative,quindi è esente da “conoscenza politica” in quanto rappresenta uninterludio da ciò che si vuole ottenere a ciò che sarà poi la scelta diogni consigliere eletto nel dichiararsi appartenente a questo oquell’altro partito. In ogni caso, ogni lista civica una volta eletta sirichiamerà ad un partito, in forma spettacolare o in quella prettamenteufficiosa e silenziosa, ma lo farà, lo si voglia o no.Una lista civica per essere tale, secondo il mio parere, dovrebberispettare la seguente definizione: “ … lista di candidati non noti al contesto politico i quali, privi di identificazione partitica conducibile ad identità politiche nazionali, si presenta alla cittadinanza per scopi “politici” prettamente locali”.______________________________________________________________ Glicerio Taurisano Aprile 2012 – Il Knowledge Politico a Capaccio-Paestum
  8. 8. Capaccio-Paestum e il suo Knowledge PoliticoQuindi, dovrebbe avere la genuinità non solo del nuovo ma anche esoprattutto dell’estraneità alla vita partitica sia durante la fasecostituente che in quella elettorale, ma soprattutto nel periodo,eventualmente, amministrativo; ma comunque lo scopo sarà e resteràsempre “politico”.Vi sono alcune definizioni comunque importanti, almeno per quello chedesidero significare in queste pagine, le quali ravvedono le molteplicitàdichiarative fin’ora date dalle coalizioni civiche :“dicasi di lista civicaquell’ organizzazione la cui definizione consente ad ogni cittadino(art.49 Costituzione) di associarsi liberamente in partiti per concorrerea determinare la vita politica nazionale”.Vi è poi una definizione laico - dizionaristica che recita:“è una lista civica quella lista che, autonomamente rispetto ai partitinazionali, ha un programma attraverso il quale mira a risolvere iproblemi locali per mezzo della politica”.Per quanto vorremmo scegliere la definizione migliore o peggiore restadi fatto che una lista civica, in tutti i casi o per tutte le definizioni, ciporta verso un “partito politico” il quale si differenzia da quellitradizionali assumendo un ruolo opinionistico locale prettamentetemporaneo.In nessun caso e sin’ora nessuna autorevole fonte ha classificato leliste civiche: apartitiche o al di fuori della politica; anzi esse sono statesempre embrioni di collocazioni, adesioni o appartenenze ad uno 8piuttosto che all’altro partito una volta ascesi al parlamentinocomunale.Allora perché qui a Capaccio-Paestum ci si sgola per gridare, a piùriprese e in più occasioni, che nulla si ha a che fare, udite, udite, con la“politica” e con i “partiti”?Il senso della civicità e del suo sbandierarne l’esistenza, chiamandosifuori dalla politica e dai partiti, dov’è?Sarà forse che la civicità da più possibilità di essere eletti? o la sisceglie per convenienza momentanea?Probabilmente sarà perché, la civicità, una volta al governo, sarà piùspendibile nei salotti dei partiti i quali sicuramente mireranno, unavolta conclusosi la campagna elettorale, all’acquisizione o per megliointenderci all’acquisto di intere amministrazione?I dubbi sono tanti, ma tutti riconducibili alle più ovvie ragioni “distato”.Tuttavia, per Capaccio-Paestum, la risposta è anche radicata neglieventi che si sono succeduti piuttosto che nelle scelte strategicheelettive: succeduti?... No, probabilmente creati ad arte, nel senso chetutto era già predisposto, sin dal primo momento.Le velleità di qualcuno che desidera vendersi la campagna elettorale inalti lochi per poi trarne profitto per le personali ambizioni di crescita ela fortuna di ritrovarsi nelle altrui grazie; le “convenzioni” politiche diquest’ultimo con altri soggetti deputati alla gestione politica delterritorio; la scusante di non essere presenti con il simbolo qualoraquella coalizione dovesse perdere; il vantaggio di dichiararsi vincitori,non come partito, ma come soggetto politico-istituzionale qualora______________________________________________________________ Glicerio Taurisano Aprile 2012 – Il Knowledge Politico a Capaccio-Paestum
  9. 9. Capaccio-Paestum e il suo Knowledge Politicodetta coalizione dovesse vincere; i benefit degli eletti in quanto neldopo elezioni potranno sbandierare l’appartenenza a chicchessia; ilprivilegio nell’ottenere “chiamate” da ogni parte ricambiandone poil’accettazione con altrettanti corrispettivi in termini di candidature,incarichi e nomine; eccetera, eccetera, eccetera!E non per ultimo, tanto per non tradire la fantapolitica: sarà perchéCapaccio-Paestum fa parte di un disegno strategico territoriale (intermini di rappresentanza) il quale interesserà tutta la provincia? E daqui il territorio regionale? Conquistando quindi un “coupon” spendibilenei salotti romani?Sarà, ma tutto ciò però è segnato da un’altra estrosa considerazioneespressa a più ripresa e da più parti attraverso colorati comunicatistampa: da una, quella a noi più prossima e nota vi è la fermaconvinzione che tale coalizione è nata civica e resterà civica(vedremo); dall’altra, cioè quella proveniente da alti lochi c’èl’autorevole e altrettanta ferma convinzione che detta coalizione èespressione di quel preciso partito seppur al suo interno annoveratesserati di ogni dove e non vi sono presenti simboli partitici (futuromarketing di acquisto .. sic!); da un’altra ancora, invece, guardandopiù a sinistra, vi è l’ opinione che il tutto riporta ad un esperimentopolitico richiamandosi alla composizione attuale del governo tecnico eall’unità di tutti i partiti presenti alle camere nel sostenere talegoverno, quindi un sano esperimento politico territoriale al quale porreattenzione (già, e quale altra spiegazione si poteva trovare).Non è tanto facile spiegarlo quanto non è altrettanto difficilecomprenderlo questo pensiero “contemporaneo” del far politica. 9Se leggiamo i vari comunicati rilasciati dalle camere “oscure” deipoltronisti provinciali, sia dell’una che dall’altra parte, inerente alleamministrative di Capaccio-Paestum, rischiamo davvero di perdercinelle caverne dell’ipocrisia.No! l’evento “civicità” a Capaccio-Paestum non è dato dalla scia diintolleranza ai partiti o alla mancanza di attività politica, questo èaccaduto in altri luoghi; qui è invece il risultato di un’ampia strategia,proveniente dal di fuori e totalmente coadiuvata da parte dei “politici-ruolisti-internisti” la quale per ovvietà ha interessato più soggetti delterritorio; una strategia, artefatta nella sua integrità politica, cheriguarda obiettivi e traguardi ben distanti da ciò che gli attuali partitirappresentano o che danno in termini di potere e protagonismo, e nonin termini di evoluzione, rinnovamento, ristrutturazione, ma nellaspaventosa certezza che si vuole navigare un mare di sabbia con unabarca a remi facendo vogare i Cittadini, gli Elettori; si vuole, in pratica,creare i presupposti utili alla pianificazione del percorso “politicofuturo” attingendo risorse, voti e consensi popolari al fine di nonrestare fuori gioco, oltre che puntare ad obiettivi di potere politico.L’assenza quindi di partiti nel nostro territorio è stata voluta, perdiverse ragioni, ma tutte riconducibili ad un unico traguardo. “Carpe diem cur panta rei, quod acta exteriora indicant, interiora secreta”______________________________________________________________ Glicerio Taurisano Aprile 2012 – Il Knowledge Politico a Capaccio-Paestum
  10. 10. Capaccio-Paestum e il suo Knowledge PoliticoInoltre, seppur vero è che i partiti sono diventati una casta, una lobbycome qualcuno li definisce e che proprio grazie ad essi la politica siallontana sempre più dai cittadini, come si spiega che “questa civicità”è stata non solo acconsentita ma addirittura voluta e benedetta daipartiti stessi della provincia di Salerno?Altro punto di non ritorno.Tutto questo ci conduce ad un’attenta valutazione, ad un’ attentoesame sulla nostra conoscenza politica e sull’ipocrisia politica, ovvero,fin dove posso ritenermi consapevole del “funzionamento del poterepolitico” e fin dove posso spingermi nel cercare risposte a questadomanda … ci resta un ultima chance, quella di estraniarci, di metterciin stand by e lasciare che il flusso dell’antipolitica faccia il suo corsofino a quando non ci renderemo davvero conto che vi è una nettadifferenza tra la politica e chi la esercita, sia sotto i simboli di partito onella rispettata, ma assolutamente non condivisa, civicità.Attendere si .., ma non senza dare corso ad una determinata quantodesiderata volontà di lavorare nel senso “politico” e “partitico”smettendo di criticare l’uno piuttosto che l’altro o di rimproverarlientrambi, senza darci il minimo dubbio che politica e partito sonoforme a sé stante, mentre sono gli uomini che dell’una e dell’altrovogliono a tutti i costi trasformarli (così com’è stato sino ad oggi) inconcetti pressoché personali e non confacenti allo spirito diaggregazione, utilità, significato, conoscenza e coerenza.Capaccio-Paestum aveva ben intenso queste positive nozioni, lo avevafatto attraverso alcuni partiti i quali, sul territorio, avevano benrecepito il senso del far politica, senza personalismi, senza velleità, 10senza condizione alcuna a meno che non fosse proiezione utilitaria perla cittadinanza e il territorio; avevamo ottenuto la giusta risposta daparte della gente, in fatto di avere i partiti presenti nella campagnaelettorale, nonché la giusta domanda alla quale sono state daterisposte sempre più estranee alla verità: ‹‹Perché in questa elezioneamministrativa dopo che alcuni partiti hanno lavorato e dato tanto intermini di “politica” oggi sono assenti? ››Tante, molte risposte sono arrivate a questa domanda ed ognunadiversa dalla precedente. Abbiamo avuto spiegazioni di ogni tipo, diogni personale condizione, ma a sentire la gente di Capaccio, il dubbioc’è, rimane: perché civico? Tuttavia possiamo stare tranquilli, per chiha voglia di comprendere un significato più profondo, analitico e quasiconvincente sulla civicità, c’è chi ne ha tentato, con garbo fare, di dareuna spiegazione eccelsa a questa domanda; peccato però che, tra lerighe ci si richiama spesso, troppo volte, alla politica (la stessa piùvolte criticata e infangata) e ad un partito (anche se sotto mentitespoglie) che si vuol far credere non esista ma che in realtà è benstrutturato ed organizzato il cui nome è ben presto individuato nelPartito dell’Approssimativismo e dell’ Occasionalità.Ma niente timori, ci spiegano anche che “civico” non solo è bello, manecessario … sarà ciò frutto di una sapienza sofistica? Se si, di certosarà un estemporaneo pensiero, seppur utile al momento gioioso diuna campagna elettorale, vissuta non si sa in che modo, sicuramenteconfuso e indefinibile nel momento in cui si dovrà dar risposta a chi, diquesta civicità, ne reclamerà la patria potestà.______________________________________________________________ Glicerio Taurisano Aprile 2012 – Il Knowledge Politico a Capaccio-Paestum
  11. 11. Capaccio-Paestum e il suo Knowledge Politico Coerentemente assenti, responsabilmente presenti.Nello scenario, complesso, instabile e politicamente amorale comequello attuale, creatosi a Capaccio-Paestum (ma non solo) in vistadelle amministrative, vi è orgogliosamente uno spirito di coerenza chenon solo è emerso ma che si è ben distinto da più parti.Della coerenza solo in pochi ne hanno attinto il senso, la fermezza el’umile recondito sovvenire ad un tacito, ma eloquente commento.Spesso, la coerenza, è stata richiamata in più fasi durante le decine edecine di riunioni che ante-preparazione elettorale si tengono a piùriprese e sovente con attori imprevedibili e sconosciuti alle piùelementari attività politiche, i quali si accingono al debutto nella vitapolitica per il breve periodo della campagna elettorale, con facileintercalarsi nelle parti più difficili di una fiction la cui scenografia èstata scritta già da tempo, dove il regista, calatosi negli attesi eaccordati compromessi, si riserva di distribuire copioni da recitare achiunque dimostri interesse verso uno Stage Back d’occasione peraspirare poi a far parte di un casting d’eccezione. Non si immaginaquante volte tale termine ha accompagnato altre statutarie menzogneed inezie, favellate da grandi profeti della politica nostrana ma ancheda chi la politica la “esercita” nei grandi saloni delle feste in palazziprincipeschi e decorati di evidenti arazzi che richiamano chiaramente apersonalismi ed egocentrismi.Che tu abbia corrispondenza tra le tue convinzioni e il tuo agire o chealimenti, con naturale fare, i tuoi discorsi di logicità ciò segna la tua 11evidente coerenza. Ma se sostieni con occhi e gola gonfi di arroganzache ciò che dici ha del sacrosanto valore e poi scegli la strada dell’irrispettabilità soprattutto verso il tuo credere, ebbene ecco allora chele porte dell’incoerenza si aprono e ti accolgono nel vortice dellasuperficialità e del contare se sai computare.Solitamente non è la persona coerente a soffrire per ciò che vienerealizzato tra i banchi di prova, sotterfugi e accordi nascosti, a soffrireè il territorio, la comunità, i cittadini la cui dignità viene spazzata viada soggetti senza scrupoli e da volgari compromessi, soggetti i quali siritengono soccorritori verso un male che affligge la società di cui ci siricorda di appartenere solo nel fatidico momento delle elezioni.Ebbene, non mi aspettavo tanta coerenza così come non immaginavoche vi fosse altrettanta incoerenza, la prima seppur è, religiosamente,facile da comprendere, la seconda è altrettanto difficile sceglierla perovvi motivi etici ma che comunque pare abbia una strada preferenzialealmeno per chi è abituato al gioco del funambolismo circense dellapolitica sempre più litopica, non per effetto di anagramma del terminema inteso come forme che, originate in più luoghi e distanti tra di loro,si ritrovano poi confluire nella similitudine.Oggi e per il futuro occorre fare richiamo e proselitismo alla coerenzamanifestatasi in questa fase elettorale, una coerenza che parte dalontano mantenendo invariato fino ad ora il senso della logicità e dellafermezza nelle proprie idee e scelte.Un nuovo soggetto politico deve nascere attraverso la responsabilitàsociale, politica e morale, il quale deve ripensare alle azioni politicheproprie della cultura e dell’impegno condiviso tra operatore politico,______________________________________________________________ Glicerio Taurisano Aprile 2012 – Il Knowledge Politico a Capaccio-Paestum
  12. 12. Capaccio-Paestum e il suo Knowledge Politicopartito e cittadino. Una nuova quanto emergente fase di laboriositàdeve prevenire il diffondersi dell’approssimativismo e dell’acquisto econsumo di opere personalistiche e fantasiosamente accreditate alconcetto del merito, solo perché ci si annovera nella lunga lista deiBandwagon piuttosto che esigere un merito per effetto produttivoverso la cittadinanza.A Capaccio-Paestum è assente la socializzazione politica, ovvero quelprocesso attraverso il quale si imperniano i valori politici datrasmettere alle generazioni presenti e future.Non abbiamo capacità comunicative volte per lo più al rapportoesigenza-soluzione, politica-cittadino, etica-virtù.Le risorse umane di questa comunità dovranno lavorare per renderepossibile lo sviluppo del proprio territorio traendo forza dall’impegno edalla responsabilità che ognuno deve avere verso l’ improcrastinabileurgenza di sollevare in alto la propria coerenza e la propria dignità.Sono queste due ricchezze che se perseverate sapranno orientareverso ununica identità con spirito di appartenenza e scrupolositànell’operato che ognuno dovrà sostenere se vorremmo che in futuro lenostre, le vostre e le mie parole non restino solo un suono o unalettura, ma sappiano, invece, indirizzarci verso il crescere e ilrealizzare.Vero è che attualmente e ancor più per le prossime amministrative unamoltitudine di liste spaziano in contesti “civici” vuoi per effetto diallontanamento dai partiti, i quali per lo più assenti sui territori; vuoiperché le condizioni politiche, almeno nei piccoli comuni, non ci sono;vuoi perché è usuale ormai, da alcuni anni, non presentare simboli in 12quei comuni al di sotto dei quindicimila abitanti, ma per Capaccio-Paestum non sono state queste condizioni a creare potestà genitorialealla civicità, sono state altre situazioni le quali credo verranno reseevidenti una volta che sarà composta l’amministrazione comunale,tempo al tempo quindi, e saranno palese, non per volontà degli eletti,ma per cause dapprima e originariamente ideate per scopi dimarketing personale e non solo, al fine di ridisegnare non i confini, mal’allargamento di consensi spendibili sull’olimpo politico nazionale.Già, cose che sono da sempre accadute, non scopriamo l’acqua calda,ma ciò che ha urtato, e di molto, la sensibilità politica e partitica chemi appartiene, non è tanto il fatto di non vedere su Capaccio-Paestumliste di partiti (specialmente del partito al quale credo di aver, in tantianni, cercato di dare piccoli contributi, probabilmente insignificanti einappropriati, ma sicuramente sinceri e coerenti) ma il fatto del “come”sia nata la civicità in alcuni ambienti e tra alcuni “soggetti”; del perchésia stata benedetta e ratificata dall’alto e da più parti; del tragitto chesi è consumato per addivenire verso tale contesto; dei modi in cui,elegantemente e spietatamente, si è voluto eliminare presenzepartitiche e non per ultimo e forse più incisivo, del modo in cui è statapresentata “questa” civicità e del suo costante contraddittorio che neha accompagnato la nascita, la strutturazione e sicuramente la suaprossima configurazione amministrativa la quale, seppur sonoripetitivo, dovrà rispondere alla “chiama” che qualcuno intenderàpresentare per un conto da saldare a fronte di un debito che ancorauna volta sarà a carico dei cittadini per mezzo di una ennesima presain giro.______________________________________________________________ Glicerio Taurisano Aprile 2012 – Il Knowledge Politico a Capaccio-Paestum
  13. 13. Capaccio-Paestum e il suo Knowledge PoliticoNon si può immaginare la politica senza partiti, dobbiamo invecerisanare quest’ultimi e consequenzialmente la politica e gli uomini chela esercitano; dobbiamo una volta per tutte resettare il contesto siainterpretativo che quello della “conoscenza politica” nonché eluderequello in cui si alimentano figure autocrate, spasmodiche e vogliose dipotere sempre più espando, generando a loro volta sub protagonistidella politica territoriale, della cui vita e attività ne sono totalmenteassenti e ingerenti soltanto di apparizioni, manifestazioni epersonalismo puro.C’erano tempi in cui ci si restava sbalorditi di fronte alle scelte di listeciviche, ancor prima addirittura inesistenti, oggi pare vadano di“moda” in una politica che seppur di tanto in tanto ti apre piccolepossibilità culturali, fa di tutto, attraverso i suoi uomini di lasciare ilposto a non si sa cosa tra antipolitica, anti etica o chissà, magari aqualcosa di nuovo e positivo, non sappiamo.Ma il senso non è questo. Il senso è chiedersi perché qui a Capaccio siè voluta una rappresentanza totale di liste civiche, e l’assurda,sgarbata, falsa configurazione che si vuol dare alla politica e ai partiti.Ebbene, credo ne abbia offerto una risposta che seppur personale efantasiosa e magari anche incomprensibile, resta ex tempora neldubbio di tanti, ma sarà domani de facto per molti Capaccesi.Una grande bugia è stata calata su Capaccio-Paestum e su questacampagna elettorale, certamente gli autori principi non sono i candidatiSindaci o Consiglieri, ma questi hanno ben assimilato la necessità dellacivicità anche grazie alle personali velleità, sarebbe stato onesto 13dichiarare alla cittadinanza il vero scopo per cui non ci sono, non isimboli, ma i Partiti in questa competizione, sarebbe stato onestoinsistere per la politica e i partiti e non per la civicità, sarebbe statologico per chi, fino a pochi giorni prima della chiusura delle alleanzenon perdeva occasione per dichiararsi uomo di partito o tesserato contizio o caio, avesse dato seguito o meglio coerenza con ciò che sisosteneva nelle grandi riunioni inter-partitiche e associative. E se ilterritorio avesse insistito per le liste di partito, in che modo i grandiprofeti avrebbero negato i simboli? … in che modo avrebberogiustificato la non volontà a presentare la lista di partito dopo che ilterritorio aveva prodotto anni di intenso lavoro ed opposizione? … conquale scusante si sarebbero presentati agli elettori e al partitonazionale? quindi, una certa responsabilità c’è l’abbiamo un po’ tutti,chi più, chi meno, dobbiamo ritenerci fautori di distruzione unitamentea chi, con la bravura di un aracne-politicus, ha intrecciato unaragnatela nella quale la vera, coerente politica ne è rimasta impigliata.La verità è che in tanti hanno lavorato per far si che a Capaccio siverificasse ciò, chi con “ordini” nascosti sotto le sembianze disuggerimento; chi invece insinuatosi nel tessuto politico del territorione ha dilatato la volontà “principesca”; chi invece avendo provvedutoad eseguire una disposizione calata dall’alto, in quanto componente diquel potere politico, ha fatto il possibile per oscurare anni di attivitàpolitica, per consentire che il disegno si pronunciasse nella totale suaespressione civica (per il momento) per poi buttare la rete “acchiappatutto” occorrente alle future, velleitarie candidature, o almeno ci siprova.______________________________________________________________ Glicerio Taurisano Aprile 2012 – Il Knowledge Politico a Capaccio-Paestum
  14. 14. Capaccio-Paestum e il suo Knowledge PoliticoGrazie signori per tutto quanto avete fatto e detto, la politica ringrazia,la civicità, invece, lo farà appena dovrà rispondere all’ appello in dovedovrà gridare: “presente”.Lo vedremo in futuro, e sapremo se ciò corrisponde al vero o è solofantapolitica, l’importante, pero, nell’uno e nell’altro caso, è chealmeno questo ai Cittadini e alla Stampa non sfugga, così, tanto persfatare questo triste concetto che si ha sulla civicità e sulla penosaquanto contraddittoria presentazione, che della stessa, si è voluta fare,nascondendo passaggi importanti e controproducente, in termini divoti, qualora fosse stata dichiarata la vera intenzione.Ma, tranquilli, il fatto che ne abbia parlato io non comporterà nessunproblema alla campagna elettorale in corso ne ai Candidati e netantomeno importerà, e ciò mi aggrada.Anzi, come già più volte detto, rispetto la Civicità seppur noncondividendola, ed esorto tutta la Cittadinanza a recarsi al voto,momento importante e fondamentale per esprimere il proprio parere.Mi è salubre sperare, nonostante tutto, che qualcosa di buono possarealizzarsi su Capaccio-Paestum, che ciò avvenga attraverso la civicitào i partiti poco importa, interessa invece essere consapevoli che iperiodi ricorrenti non ci consentono di perdere ancora del tempo utilese vogliamo fare di questa splendida città un luogo colmo di salutesociale, benessere e sviluppo, smettendola di non volerci bene e diindicarci sempre come “nemici” piuttosto che “avversari” e tentare disfatare ciò che il già citato Banfield ebbe a pubblicare negli anni ’50.Oltre che essere coscienziosi che non si può criticare la Politica mentresi esercita, non si possono denigrare i Partiti mentre ci si richiama ad 14essi; non si può nascondere che la civicità non sarà in seguito quelloche vuole apparire oggi.Personalmente, al di la della mia permanenza nel contesto dissociativodalla civicità, ritengo sia utile ad onor della “Conoscenza Politica” equindi del suo “significato” ristabilire i ruoli tra la stessa e i Partiti, traquest’ultimi e la compartecipazione, tra l’appartenere per credi ad unPartito piuttosto sceglierlo per momenti utili e personali.Troppe machiavelliche soluzioni sono state trovate qui a Capaccio-Paestum in tal senso, e questo ha alimentato situazioni improprie allapolitica, la quale pare dica: “io, speriamo che me la cavo”.______________________________________________________________ Glicerio Taurisano Aprile 2012 – Il Knowledge Politico a Capaccio-Paestum

×