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Giulia's hub giuseppe cioce - la gestione finanziaria nelle pmi

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  • 1. Giulia’s Hub Business Center 1° Evento: Conosci la Consulenza Finanziaria Indipendente ? Corato, 30 Giugno 2010 ore 18,30: interviene il Dott. Giuseppe Cioce , Consulente Finanziario Indipendente, associato NAFOP (l'associazione nazionale dei professionisti della consulenza finanziaria senza conflitti di interesse) sul tema: “ La gestione finanziaria nelle PMI e il rapporto con la banca: suggerimenti operativi ”
  • 2. Invito al ciclo di incontri “ Conosci la Consulenza Finanziaria Indipendente ? “ L'associazione dei professionisti della consulenza finanziaria indipendente G iulia’s Hub Business Center
  • 3. Rivolto a tutti coloro che sono interessati ad avere un primo approccio alla consulenza indipendente questo ciclo di incontri si prefigge di sensibilizzare famiglie e imprese sui temi del risparmio consapevole e della pianificazione finanziaria spiegando i vantaggi della consulenza finanziaria indipendente e rispondendo ai dubbi degli investitori. L'associazione dei professionisti della consulenza finanziaria indipendente G iulia’s Hub Business Center
  • 4. Chi è il consulente finanziario indipendente (fee-only financial planner) Dà consigli su come investire, ma non vende fondi o gestioni
  • 5. Chi è il consulente finanziario indipendente (fee-only financial planner) Analizza la situazione patrimoniale, definisce l’asset allocation più opportuna per il patrimonio, ma non è un private banker
  • 6. Chi è il consulente finanziario indipendente (fee-only financial planner) Sceglie, insieme al cliente, il mutuo più sostenibile e conveniente, ma non è un funzionario di banca, né un mediatore creditizio
  • 7. Chi è il consulente finanziario indipendente (fee-only financial planner) Supporta le imprese nella gestione finanziaria, ma non è un consulente aziendale
  • 8. La prima, fondamentale differenza rispetto agli operatori tradizionali (promotori finanziari, private banker, agenti assicurativi, operatori bancari e postali, mediatori creditizi), sta proprio nell’ indipendenza CHI È E COSA FA IL CONSULENTE INDIPENDENTE
  • 9. CHI È E COSA FA IL CONSULENTE INDIPENDENTE Cosa significa indipendenza? Il vero Consulente Finanziario Indipendente viene remunerato solo dal proprio cliente e non può ricevere alcun compenso da nessuna banca, SGR o compagnia assicurativa
  • 10. CHI È E COSA FA IL CONSULENTE INDIPENDENTE Cosa significa indipendenza? Il vero Consulente Finanziario Indipendente non tocca in alcun modo il patrimonio del cliente, nemmeno in forma di assegni non trasferibili intestati a banche o Società di Intermediazione Mobiliare.
  • 11. CHI È E COSA FA IL CONSULENTE INDIPENDENTE Cosa significa indipendenza? Il consulente non è interessato alla raccolta dei mezzi di pagamento in quanto la sua attività professionale si concretizza esclusivamente nell'indicazione operativa che il cliente metterà in atto presso la propria banca di fiducia.
  • 12. Ciò che viene percepito come gratuito in realtà si paga salato!
  • 13. La gestione finanziaria nelle PMI
  • 14. Accade spesso che la banca vada a “visitare” l’azienda solo quando deve acquisirne la relazione o, successivamente, per collocare nuovi prodotti o chiedere maggiori flussi di lavoro o relazioni indotte, pochissime volte per approfondirne la conoscenza e quasi mai in sede di revisione delle linee di credito. A volte il risultato della revisione è l'attribuzione di un rating peggiorativo, che può portare alla revoca “in tronco” degli affidamenti!
  • 15. E' quindi importante che le aziende verifichino il proprio rating effettuando una auto-diagnosi
  • 16. Che cos'é Basilea 2 Basilea 2 è un accordo tra i governatori delle banche centrali dei maggiori paesi industrializzati che si prefigge di rendere più efficace il controllo dei rischi legati allo svolgimento dell'attività bancaria, con particolare attenzione alla rischiosità dei crediti concessi alle imprese.
  • 17. Che cos'é Basilea 2 quanto maggiore è il rischio rappresentato dal cliente, tanto maggiore è il capitale che la banca deve accantonare; quanto maggiore è il capitale accantonato, tanto maggiori sono i costi di gestione per la banca; quanto maggiori sono i costi che la banca deve sopportare, tanto maggiore è il costo del denaro per l’impresa/cliente che chiede il prestito.
  • 18. Che cos'é Basilea 2 Ne consegue che quanto maggiore è la rischiosità del cliente , tanto maggiore è il tasso richiesto e tanto più stringenti sono le condizioni per la concessione del prestito.
  • 19. La misura della rischiosità del cliente: IL RATING
  • 20. L'assegnazione del rating Per l’assegnazione del rating la banca si basa su tre tipi di analisi: quantitativa qualitativa andamentale
  • 21. L'assegnazione del rating Analisi quantitativa Da un punto di vista quantitativo, per ottenere la miglior valutazione possibile, l’impresa dovrà concentrarsi su alcuni punti critici: • stato di indebitamento complessivo e relativa onerosità; • situazione dell’equilibrio patrimoniale, economico e finanziario; • monitoraggio sulla redditività dell’impresa, per verificare l’utilizzo ottimale delle risorse e dei fattori produttivi.
  • 22. L'assegnazione del rating In particolare: adeguata capitalizzazione , equilibrio finanziario , redditività sono i punti critici su cui concentrare l’attenzione per ottenere i migliori risultati dall’ analisi quantitativa svolta dalla banca.
  • 23. L'assegnazione del rating Analisi quantitativa punti critici: 1. Alta esposizione per crediti verso clienti Questa situazione può creare uno squilibrio finanziario che potrebbe tradursi in una crisi di liquidità, soprattutto se la struttura finanziaria dell’impresa non è in grado di garantire una gestione efficace.
  • 24. L'assegnazione del rating Analisi quantitativa punti critici: 2. Alta esposizione per debiti verso fornitori Un elevato indebitamento, se da un lato è indice di fiducia da parte dei fornitori, dall’altro rappresenta una situazione a forte rischio con conseguenze negative sulla valutazione del merito del credito.
  • 25. L'assegnazione del rating Analisi quantitativa punti critici: 3. Alto rapporto di indebitamento rispetto ai mezzi disponibili Un indebitamento elevato, soprattutto se a breve, è sintomo di squilibri nella struttura finanziaria dell’impresa che, nel medio termine, potrebbero ridurre progressivamente la redditività dell’impresa e provocarne la crisi.
  • 26. L'assegnazione del rating Analisi quantitativa punti critici: 4. La sottocapitalizzazione La sottocapitalizzazione rappresenta un problema comune a molte PMI. Si verifica quando esiste una sproporzione tra mezzi propri e mezzi di terzi. Rappresenta un elemento penalizzante ai fini dell’attribuzione del rating, poiché rappresenta una debolezza strutturale dell’impresa.
  • 27. L'assegnazione del rating Analisi quantitativa punti critici: 4. La sottocapitalizzazione E’ pertanto opportuno procedere alla ricapitalizzazione dell’impresa. Tra le possibili soluzioni, si può pensare di trasformare gli eventuali debiti verso i soci in capitale di impresa .
  • 28. L'assegnazione del rating Analisi quantitativa punti critici: 4. La sottocapitalizzazione Alternativamente, si possono valorizzare gli immobili eventualmente iscritti a bilancio e utilizzarli per la ricapitalizzazione dell’impresa. E’ il caso, ad esempio, di quegli immobili il cui valore iscritto a bilancio è «storico» e quindi inferiore a quello attuale. La loro rivalutazione rappresenta quindi uno strumento, peraltro gradito alle banche, per garantire una buona patrimonializzazione dell’impresa.
  • 29. L'assegnazione del rating Analisi quantitativa Va, comunque, ricordato che la ricapitalizzazione dell’impresa non rappresenta la strada obbligata da percorrere per far fronte a situazioni di squilibrio finanziario. Al contrario, è necessario effettuare una accurata analisi della struttura finanziaria dell’impresa e valutare quali strategie seguire.
  • 30. L'assegnazione del rating Analisi quantitativa La redditività rappresenta un elemento fondamentale nella valutazione dell’impresa, poiché la sua continuità e perseguibilità nel tempo garantiranno la solidità dell’azienda e la sua capacità di poter onorare il debito contratto con la banca.
  • 31. L'assegnazione del rating Analisi quantitativa Riepilogando: - Analisi patrimoniale ----> equilibrio patrimoniale (coefficiente di copertura delle immobilizzazioni > 100%) Significa che gli investimenti devono essere interamente finanziati con ricorso a mezzi propri o a capitale di credito a m.l.t. (es. mutui, finanziamenti)
  • 32. L'assegnazione del rating Analisi quantitativa Riepilogando: - Analisi finanziaria ----> equilibrio finanziario (coefficiente di indebitamento < 3) Il coefficiente di indebitamento è il rapporto fra capitale finanziario di terzi e capitale proprio (“leva finanziaria”) L'analisi finanziaria è quella che pesa maggiormente.
  • 33. L'assegnazione del rating Analisi quantitativa Riepilogando: - Analisi economica ----> equilibrio economico (Roi > i%) Significa che il capitale investito deve avere un rendimento superiore al costo del capitale di prestito.
  • 34. L'assegnazione del rating Analisi quantitativa Questi sono i punti critici su cui concentrare l’attenzione per ottenere i migliori risultati dall’analisi quantitativa svolta dalla banca. Sarà comunque importante collaborare con la banca, al fine di evidenziare e valorizzare le caratteristiche e gli aspetti utili a migliorare il rating dell’impresa e a correggere le eventuali criticità.
  • 35. L'assegnazione del rating A propositi di analisi quantitativa Basilea 2 vieta espressamente l'uso di metodologie completamente automatiche. Nell'applicazione concreta e operativa del modello di valutazione all'interno della filiale della banca dove il credito è concesso e gestito, centrale è l'elemento umano, rappresentato dal direttore o dal “gestore” della relazione che, con la loro competenza e capacità di cogliere e valutare responsabilmente tutte le componenti, anche di tipo qualitativo e meno misurabili, determina in ultimo il giudizio circa il merito creditizio dell'impresa cliente.
  • 36. L'assegnazione del rating Analisi qualitativa L’analisi qualitativa si concentra invece sulla qualità della gestione dell’impresa. Per migliorare il rating sarà necessario valorizzare le informazioni relative alle strategie aziendali , il know how utilizzato o che si intende utilizzare per migliorare il prodotto o la produttività, eventuali certificazioni e brevetti , le finalità degli investimenti, la struttura e le funzioni organizzative , il posizionamento competitivo e il livello di conoscenza dei mercati target, le capacità professionali dell'imprenditore e/o del management.
  • 37. L'assegnazione del rating Analisi qualitativa: Gli investimenti Gli investimenti rappresentano generalmente un elemento di valutazione positiva , poiché sono indice di vitalità dell’azienda. Essi devono però essere in grado di produrre incrementi della redditività aziendale e quindi adeguati flussi di cassa una volta a regime. Per permettere alla banca di comprendere e apprezzare in modo adeguato il ruolo e l’impatto degli investimenti è necessario fornire una documentazione adeguata, quale ad esempio un piano di sviluppo o un business plan .
  • 38. L'assegnazione del rating Analisi andamentale L’analisi andamentale, infine, rappresenta una sorta di verifica dei rapporti che l’impresa ha avuto in passato con il sistema bancario nel suo complesso.
  • 39. L'assegnazione del rating Analisi andamentale Facendo ricorso alle informazioni provenienti dalla Centrale dei Rischi e analizzando i rapporti precedentemente avuti con la banca o le banche di riferimento, si valutano il grado di stabilità e la qualità del rapporto intercorso e i possibili aspetti critici emersi.
  • 40. L'assegnazione del rating CONCLUSIONI La banca non ha interesse a sottostimare la qualità dei clienti. Al contrario, quanto migliore è la qualità della clientela: • tanto minore è il rischio, • tanto minore è il capitale di riserva che la banca deve accantonare, • tanto minori sono i suoi costi di gestione.
  • 41. E' quindi importante che le aziende verifichino il proprio rating effettuando una auto-diagnosi
  • 42. Il ruolo ed il valore aggiunto del consulente finanziario indipendente all'interno dell'impresa
  • 43. SE IL CLIENTE È UN’IMPRESA: Il Consulente Finanziario Indipendente offre alle imprese alcuni specifici servizi di consulenza finanziaria che permettono un notevole risparmio di costi ed una maggiore efficienza del rapporto banca-impresa
  • 44. SE IL CLIENTE È UN’IMPRESA: Gestione dei rapporti con gli istituti di credito e monitoraggio degli equilibri finanziari dell’impresa
  • 45. SE IL CLIENTE È UN’IMPRESA: Pianificazione finanziaria a breve termine (predisposizione del budget finanziario annuale, controllo della performance e degli scostamenti)
  • 46. SE IL CLIENTE È UN’IMPRESA: Analisi prodotti di copertura dei rischi finanziari (tassi e cambi). Individuazione di soluzioni efficienti Ogni azienda che sia indebitata (mutui, leasing e finanziamenti di varia natura), che esporti o importi in valuta non euro o che acquisti materie prime con prezzi soggetti ad oscillazioni, ha l'obiettivo di controllare che tali rischi non vadano ad intaccare gli obiettivi di redditività connessi al proprio business
  • 47. Vantaggi della consulenza finanziaria indipendente: Più efficienza e meno rischi www.giuseppecioce.com