Insegnare con le mappe concettuali

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Corso per insegnare con le mappe concettuali.
Capitolo 6

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Insegnare con le mappe concettuali

  1. 1. Albez edutainment production Modulo VII Creare una mappa concettuale
  2. 2. Giuseppe Albezzano 2 IT
  3. 3. La creazione di una mappa concettuale Se non avete mai lavorato con le mappe, prima di iniziare dovete tenere conto di due cose: La mappa è un’opinione ….. dell’autore, e la persona più autorevole per discutere una mappa, è l’autore stesso. Utilizzando un software adeguato e possibilmente gratuito, come ad esempio Cmap Tools, qualunque elemento della mappa può essere creato e modificato facilmente, con operazioni semplici, subito, o in un secondo momento, oppure anche anni dopo. Giuseppe Albezzano 3 IT
  4. 4. La creazione di una mappa concettuale Ci sono tre metodi per creare la mappa: 1. Partire da zero (consigliato) 2. Utilizzare un modello già pronto, fra quelli presenti nel software che eventualmente avete deciso di adoperare 3. Il metodo del tipo “esercitazione guidata” Giuseppe Albezzano 4 IT
  5. 5. Creare una mappa partendo da zero Secondo H. Forte, non è imprescindibile il lavoro preparatorio di creare una lista di concetti (si può considerare un’attività orientata ad insegnare come si crea una mappa). I primi passi da fare sono: 1. Dare un nome alla mappa. Basta scrivere il nome del concetto, che sarà possibile cambiare successivamente. (Il primo concetto non deve essere necessariamente quelloche-dà-il-nome-alla-mappa). 2. È meglio continuare a creare concetti, senza fermarsi. Giuseppe Albezzano 5 IT
  6. 6. Creare una mappa partendo da zero 3. Creare le relazioni tra i concetti. È importante tenere conto del fatto che: a) non c’è limite per la creazione di relazioni tra concetti: è conveniente creare tutte le relazioni possibili o necessarie, la conoscenza risiede principalmente in questo aspetto; b) non è importante se, in prima battuta, le frecce delle relazioni si incrociano: dopo si potranno accomodare facilmente. 4. La mappa esiste già. Di fatto abbiamo creato la nostra mappa e i passi precedenti possono essere ripetuti per ampliare o modificare quanto creato. Giuseppe Albezzano 6 IT
  7. 7. Creare una mappa partendo da zero Operazioni supplementari che aiutano a perfezionare la mappa: 5. Creare i tipi di concetto e cambiare la traiettoria delle frecce; i tipi di concetto aiutano lo studente a focalizzare l’attenzione sulle caratteristiche dei concetti stessi e a percepirne le regolarità; contribuiscono inoltre ad affinare l’analisi cognitiva della mappa. 6. Creare istanze di concetti, se necessario: gli esempi di concetti arricchiscono la semantica della mappa. 7. Affinare la rappresentazione visiva e controllare la leggibilità. Giuseppe Albezzano 7 IT
  8. 8. La prova del 9 “La prova del 9”: riesaminare la mappa realizzata Sono presenti tutti i concetti che inizialmente avevamo giudicato “rilevanti”? I concetti presenti sono veramente rilevanti per quell’argomento? I concetti sono stati nominati in maniera sufficientemente specifica e non generica? Le relazioni sono chiare, esplicite ed esatte….. consistenti? Nella mappa sono rappresentati i dettagli importanti? È chiara la disposizione spaziale? Sono presenti gli esempi di concetti, ed anche gli esempi di cosa un concetto non è? Giuseppe Albezzano 8 IT
  9. 9. La prova del 9 Prove che è possibile fare: Realizzare una ricerca cognitiva ,un’interrogazione concettuale; l’analisi della risposta offre per se stessa una diagnosi sulla completezza e coerenza della conoscenza rappresentata, in funzione dei nostri scopi; Discutere la mappa con altri; Analizzare le proposizioni una per una. Le buone mappe sono come i buoni scritti: sono il risultato di diverse bozze. La mappa è dinamica, ed è sempre possibile realizzare cambiamenti nei nomi dei concetti, nei nomi dei tipi di relazione, fare “taglio e cucito”, riorganizzare, integrare. Giuseppe Albezzano 9 IT
  10. 10. Come insegnare agli studenti a creare una mappa concettuale Le mappe fatte dallo studente servono a: Valutare da parte dell’insegnante la conoscenza dello studente su un argomento specifico, sia come parte di un esame che come verifica occasionale. Costruire le proprie basi di conoscenza per lo studio individuale o di gruppo. Formare materiale di riferimento per lo sviluppo degli studi a lungo termine, in modo da riprendere le mappe già fatte ed ampliarle nei cicli scolastici successivi. In tutti questi casi, lo studente crea, in modo più o meno autonomo, la propria mappa. Giuseppe Albezzano 10 IT
  11. 11. Come insegnare agli studenti a creare una mappa concettuale Nell’approccio al metodo delle mappe concettuali, è importante che lo studente percepisca che l’investimento di tempo e risorse che sta per realizzare contribuisce in primo luogo allo sviluppo delle sue capacità; contribuisce a fargli acquisire un metodo di studio che gli permetterà di avanzare più velocemente e con minore sforzo. Il metodo per apprendere a creare le mappe è …… creare mappe. Da parte dell’insegnante, il proposito di guidare gli studenti ad apprendere il metodo per realizzare una mappa, porterà all’inizio ad agevolare alcuni passi intellettuali fondamentali. Ad esempio, si può cominciare apportando l’identificazione dei concetti. Giuseppe Albezzano 11 IT
  12. 12. L’identificazione dei concetti da includere nella mappa Sono due i modi per offrire allo studente i concetti importanti da includere nella mappa concettuale: 1. fare una lista di concetti generati dall’insegnante e invitare gli studenti ad aggiungere altri concetti; 2. fornire allo studente un testo su un argomento che gli risulti familiare, da cui estrarre i concetti e le relazioni. Inizialmente lo studente può essere aiutato ad estrarre i termini. Chiarire allo studente che non è importante la posizione iniziale dei concetti. Giuseppe Albezzano 12 IT
  13. 13. Mettere in relazione i concetti che si pensa siano legati uno all’altro In questa fase non è importante il tipo delle relazioni, ma soltanto la relazione stessa. Chiarire allo studente che: non c’è limite predefinito al numero delle relazioni che partono da ogni concetto; non è importante il fatto che inizialmente le frecce si sovrappongono; non c’è un limite predefinito al numero delle relazioni che arrivano ad ogni concetto; è importante essere esaurienti e significativi: valutare se ogni concetto può essere relazionato con ognuno degli altri concetti, e scegliere le relazioni più importanti. La procedura è semplice e consiste in tre fasi: analizzare ogni concetto, valutare la possibilità che esso sia relazionabile con ogni altro concetto, e creare le relazioni considerate importanti. Giuseppe Albezzano 13 IT
  14. 14. Assegnare ad ogni relazione il tipo di relazione corrispondente L’assegnazione del tipo di relazione risponde alla domanda “che tipo di relazione esiste tra il concetto x e il concetto y”? Forse questo è uno dei passi più importanti nella costruzione delle mappe. È il passo in cui si costruisce e viene determinata “la conoscenza”. Assegnare ad ogni concetto il tipo di concetto che meglio lo definisce Si tratta di un’operazione opzionale ma molto utile: la categorizzazione e l’assegnazione dei concetti alle categorie individuate è uno dei pilastri della strutturazione della conoscenza. Questo aspetto cognitivo riconosce il ruolo del concetto nella mappa e risponde alla domanda implicita: cos’è? Giuseppe Albezzano 14 IT
  15. 15. Altri aspetti complementari e opzionali Scrivere i testi descrittivi dei concetti. Creare delle istanze di concetti, in modo nominale: è importante se i concetti individuati sono molto generici o astratti e, comunque, se l’argomento richiede delle esemplificazioni. Se si sta usando un software per creare mappe, valutare la convenienza di rappresentare qualche concetto o istanza di concetto con piccole immagini o animazioni, o di associare video o altre risorse multimediali. Giuseppe Albezzano 15 IT
  16. 16. Aspetti da evitare nella costruzione delle mappe La ridondanza. Il concetto può apparire soltanto una volta nella mappa, altrimenti vuol dire che mancano relazioni importanti. Un concetto o un fenomeno non può stare due volte nello stesso spazio-tempo. Un fattore importante nella comunicazione con le mappe è la riduzione della ridondanza. Le sequenze lineari dei concetti. Se abbiamo sequenze lineari nella mappa significa che, probabilmente, i concetti sono ordinati in sequenza causa-effetto o in sequenza cronologica, invece di essere associati in modo cognitivo. Incompletezza. Se c’era una lista di concetti rilevanti, controllare di avere incluso tutti i concetti nella mappa, e di avere definito tutte le relazioni possibili. Il fraseggiamento. Se la proposizione “concetto 1 «relazionata col» concetto 2” deve formare un’espressione sensata quando letta in sequenza, questo fraseggiamento non deve necessariamente estendersi oltre la singola proposizione. Giuseppe Albezzano 16 IT
  17. 17. Strategie per avviare gli studenti alla costruzione delle mappe Un approccio molto efficace per insegnare a costruire mappe concettuali è quello di adottare una strategia di riduzione progressiva della guida. Per lo studente che impara a costruire mappe è utile presentargli una mappa con uno di questi orientamenti strategici: con alcuni degli oggetti già inclusi; con la struttura scheletrica senza contenuto; con una serie di nodi etichettati da organizzare in una struttura; una mappa incompleta, da completare. Giuseppe Albezzano 17 IT
  18. 18. La ricerca nella mappa concettuale Indurre lo studente a scoprire relazioni semantiche o a individuare la presenza di specifici argomenti nella mappa è un incentivo all’analisi e alla riflessione. Tale metodo emula i processi di pensiero, allena la capacità di relazionare concetti e informazione, sviluppa l’abilità a navigare nella conoscenza e stimola a riconoscere attivamente associazioni cognitive importanti. Nelle mappe sono possibili diversi tipi di ricerca, tra questi la più importante è la ricerca semantica. Giuseppe Albezzano 18 IT
  19. 19. La ricerca semantica Di solito, nella ricerca testuale, il “ricercatore” sa cosa cerca. Indaga la presenza di una o più parole in un documento testuale. Uno degli aspetti o pregi più importanti della ricerca semantica è che, quando la si inizia, non si sa come potrà evolvere:si conosce vagamente lo scenario, il punto di origine e la pista cognitiva sulla quale si desidera navigare. Durante la ricerca, si tratta di scoprire che cosa c’è nel campo di indagine, qual è l’argomento rappresentato nella mappa; si esplorano i contenuti semantici. Nello stesso modo in cui la nostra mente tratteggia relazioni nella MLT quando reperisce associazioni cognitive, propagando l’attivazione ai diversi nodi, si cercano di riconoscere o percorrere traiettorie semantiche all’interno della mappa proprio come facciamo quando si inserisce nuova conoscenza, quando si cerca di ricordare o di raggiungere un risultato cognitivo. Giuseppe Albezzano 19 IT
  20. 20. La ricerca semantica La ricerca semantica risponde a: Domande specifiche Bisogni generici d’informazione La verifica dei contenuti della mappa tramite la navigazione concettuale e i percorsi La scoperta e identificazione di importanti percorsi semantici, di conoscenza Non è possibile realizzare la ricerca semantica su semplici diagrammi o su mappe mentali, perché essa agisca sulla conoscenza rappresentata. Non ha senso, non è significativo. Occorre poter percorrere le relazioni che legano i concetti, poter cercare attraverso le unità semantiche il significato delle relazioni distanti o indirette. Giuseppe Albezzano 20 IT
  21. 21. Caratteristiche della ricerca semantica Nella ricerca testuale, l’utente sa cosa sta cercando, cosa vorrebbe trovare (contesti testuali che contengano le parole o frasi ricercate): sa che fra di essi, presumibilmente e non necessariamente, troverà i contesti in cui viene esposto un certo argomento di suo interesse. Nella ricerca semantica, sa dove partire (o almeno lo può decidere), non sa cosa sta ricercando perché lo deve scoprire, ma può governare la ricerca ad ogni punto di svolta, prendendo decisioni, navigando nella conoscenza, riconoscendo nella pista associativa ogni elemento cognitivo costituente della base d’apprendimento. Realizza un dialogo con la conoscenza rappresentata. Giuseppe Albezzano 21 IT
  22. 22. Caratteristiche della ricerca semantica 1. Il punto di partenza della ricerca semantica è un nodo, un concetto individuato dall’utente: “attivando questo nodo, dove e come posso arrivare?” 2. Si individua un nodo legato a quello di partenza dalla stessa relazione e ci si domanda: “ da questo secondo concetto parte una relazione dello stesso tipo?”. Se sì, si avanza al nodo successivo finchè non si esauriscono le proposizioni 3. Dal nodo in cui ci troviamo, partono altre relazioni di interesse? È possibile individuare un altro tipo di relazione e proseguire con quello, come indicato al punto precedente 4. Il risultato è un percorso semantico: ad ogni passo lo studente ha preso una decisione e ha organizzato il percorso, scoprendo, valutando le varie possibilità 5. Commentare il percorso, descriverlo, è una dimostrazione della comprensione raggiunta Giuseppe Albezzano 22 IT
  23. 23. La ricerca testuale Non sempre l’informazione necessaria a capire o approfondire un messaggio concettuale si trova nelle relazioni semantiche espresse nelle proposizioni. La ricerca testuale ha un altro valore, informativo e complementare rispetto all’attività di analisi ed esplorazione della mappa: permette di trovare contesti informativi che contengano frasi o parole presenti nei testi descrittivi dei concetti o nei nomi dei concetti. Si tratta di un orientamento importante per reperire un dettaglio, un complemento, un’argomentazione, un dato o il contesto informativo di un dato. Giuseppe Albezzano 23 IT
  24. 24. FINE Giuseppe Albezzano 24 IT
  25. 25. Bibliografia H. Fortez “Insegnare e apprendere con le mappe concettuali” Guida teorico-pratica per l’insegnante immedia editrice Giuseppe Albezzano 25 IT

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