Generazione 2.0 made in italy

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Generazione 2.0 made in italy

  1. 1. Generazione 2.0 made in Italy I primi italiani interamente cresciuti nel web 2.0, al di là diogni preconcetto, ipocrisia, idiozia.
  2. 2. Generazione 2.0 made in Italy I primi italiani interamente cresciuti nel web 2.0, al di là diogni preconcetto, ipocrisia, idiozia.
  3. 3. ASSEPRIMAssociazione Servizi Professionali per le Imprese • Testi a cura di Federico Capeci Amministratore Delegato DUEPUNTOZERO RESEARCH SRL • Progetto grafico e stampa a cura di BOZZI MULTIMEDIA • Finito di stampare nel mese di Novembre 2012 Per questa edizione © Copyright 2012 ASSEPRIM Associazione Servizi Professionali per le IMprese C.so Venezia, 47-20121 Milano tel. 02 7750452 - fax 02 7750463 www.asseprim.it segreteria@asseprim.it Per il testo: © Federico Capeci Via G.B.Fauché n.11 - 20154 Milano capecif@yahoo.it www.linkedin.com/pub/federico-capeci/2/97/2ba
  4. 4. INDICEPrefazione.................................................. 7Introduzione............................................ 11CAPITOLO ILA RIVOLUZIONE 2.0................................ 15 1.1 Che cos’è il web 2.0......................... 16 1.2 Genesi, sviluppi, stato dell’arte in Italia del Web 2.0............................ 20CAPITOLO IILA GENERAZIONE 2.0............................... 25 2.1 Chi sono......................................... 26 2.2 La Generazione 2.0 italiana (demografia)................................... 28 2.3 Il Web 2.0 e la sua generazione......... 31CAPITOLO IIII VALORI DELLA GENERAZIONE 2.0.......... 37 3.1 “Less” generation............................. 38 3.2 Senza limiti di spazio........................ 38 3.3 Senza limiti di tempo........................ 39 3.4 Senza limiti sociali........................... 41 3.5 Senza limiti di comunicazione............ 44 3.6 Senza on-off................................... 46 3.7 Senza privacy.................................. 48 3.8 Senza limiti di quantità..................... 52CAPITOLO IVGENERAZIONE WIRE-LESS IS MORE:I NUOVI PARADIGMI GENERAZIONALI..... 55 4.1 L’autorevolezza................................ 56 4.2 Il concetto di amicizia e di gruppo...... 61 4.3 La sete di experience....................... 63 4.4 La co-creazione............................... 66 4.5 La comunicazione visuale.................. 68 4.6 La cura della reputazione.................. 70
  5. 5. CAPITOLO VADOTTARE LO S.T.I.L.E. DELLA GEN2.0..... 75 5.1 Lo STILE Gen2.0 chiesto alle istituzioni........................................ 79 5.2 Lo STILE Gen2.0 chiesto ai formatori e alla scuola.................................... 81 5.3 Lo STILE Gen2.0 chiesto alle marche........................................... 82 5.4 Lo STILE Gen2.0 chiesto ai servizi professionali per l’impresa................ 84CAPITOLO VIGLI STRUMENTI DI RELAZIONE CONLA GENERAZIONE 2.0............................... 87 6.1 Le modalità e gli strumenti di ascolto........................................... 88 6.2 Saper dialogare con la Generazione2.0............................... 92ConclusionI.......................................... 95glossario.............................................. 97bibliografia....................................... 109
  6. 6. Prefazione PREFAZIONE A cura di Umberto Bellini, Presidente Asseprim“Generazione2.0”: probabilmente vi staretechiedendo perché una Associazione diImprese come ASSEPRIM abbia deciso didedicare una Guida Pratica della sua collana aquesto tema.Crediamo che ASSEPRIM, Associazione cherappresenta nel mondo Confcommercio leAziende che offrono Servizi Professionali alleImprese, abbia oggi più che mai il doveredi continuare a parlare della “rivoluzioneDigitale” che stiamo attraversando: e lofa trattando dei suoi effetti negli ambitipersonali e professionali, delle sueimplicazioni economiche, sociali e culturalidei nuovi ed ancora non del tutto prevedibilieffetti e sviluppi che la progressivacontaminazione del Digitale comporterà pertutti noi.ASSEPRIM considera il Digitaleun’opportunità per le Imprese, un’occasioneche deve essere colta senza esitazioni. Perquesto motivo ASSEPRIM ha creato gruppidi lavoro dedicati che stanno approfondendole esigenze ed i bisogni delle Imprese sultema digitale, che stanno lavorando perindividuare risposte ed offrire nuovi servizi.La nuova Guida Pratica di ASSEPRIM intendeessere uno strumento utile per approfondire 7
  7. 7. Prefazionela conoscenza “digitale”, per rispondereall’esigenza primaria di molte Imprese didover comprendere appieno chi fa parte - echi ne farà - della Generazione 2.0.Con questo termine l’autore indicaconvenzionalmente i giovani tra i 18 e i 30anni, che sono cresciuti e divenuti “adulti”mentre nasceva e si affermavano nel mondoil Web 2.0, la connessione continua, lasocialità digitale, la condivisione globale.Quei giovani che in Italia si sono vistispesso cucire addosso delle etichettegeneraliste e mortificanti: “svogliati”,“mammoni”, “mantenuti”, “choosy”, perfare qualche esempio. Quei giovani che, aldi là di colorite definizioni con i quali sonostati evidenziati, sono molto più di questo,e che è giunto il momento di rivalutare,sostenere, incoraggiare. Ed è ora che tutti –aziende, scuole, istituzioni, media – inizino acomprenderlo per muoversi di conseguenza.Qual è dunque il nesso tra il tema dellaGenerazione 2.0 e le Aziende di Servizirappresentate da Asseprim? La risposta èsemplice: i giovani non sono il futuro, mail presente. Sono infatti i veri protagonistidel mercato: non solo come trend setter,come consumatori e fruitori di servizi, maanche e soprattutto come la generazioneche, evoluta insieme e grazie al digitale, èrealmente in grado di cogliere in manierapiù immediata le esigenze del mercatoper anticiparne e guidarne le tendenze e 8
  8. 8. Prefazionesoddisfare bisogni fino a poco fa inesistentio latenti.è bene che le aziende siano ben predispostenei confronti della Generazione 2.0, cheper esse rappresenta sì un target diriferimento, ma soprattutto un fenomenoormai imprescindibile nella definizionedegli asset aziendali, della strategia, dellacomunicazione. Le aziende devono pensaree mettere sul mercato, più che in passatoe molto più velocemente che in passato,servizi adatti ad un pubblico più attentoe preparato, con una possibilità di sceltamolto ampia e un confronto immediato e aportata di click.Le Imprese devono quindi evolversi versol’esterno, verso il mercato, ma ancheporre attenzione al proprio interno, e fardiventare i giovani protagonisti attivi dellapropria organizzazione, “approfittando”di loro nel senso più positivo del termine:comprendendo e sostenendo cioè laloro capacità di anticipare e cavalcare letendenze, la loro attitudine digitale e sociale,il loro entusiasmo e la loro sfrontatezza per“metterle a profitto”.è richiesto quindi un atteggiamento nuovoagli imprenditori più tradizionali, un’aperturache sappia ripensare i modelli di sviluppocanonici e sia capace di introdurre elementidi innovazione nella strategia aziendale,allo scopo di rispondere adeguatamente ad 9
  9. 9. un mercato in continuo ed imprevedibilemutamento.Con questo libro ASSEPRIM intende svolgereanche su questo tema un ruolo attivoe propositivo. La Guida pratica affrontal’argomento con chiarezza, con dati edelementi di conoscenza che saranno moltoutili agli imprenditori che vorranno iniziareo migliorare il proprio dialogo costruttivocon una generazione che è parte attiva dellanostra Società, che deve essere presa comeriferimento e punto di partenza per una verae propria “rivoluzione” dai risvolti culturali,sociali, ma soprattutto economici.Vi auguro una buona lettura. Umberto Bellini Presidente Asseprim
  10. 10. Introduzione IntroduzioneDevo ammetterlo, non pensavo di esseretanto patriottico.L’anno scorso ho comprato “Net Generation.Come la generazione digitale sta cambiandoil mondo” di Don Tapscott (edizione italianaa cura di Franco Angeli) e l’ho divorato inmeno di una settimana.Il libro descrive, con estrema cura, la primagenerazione umana cresciuta in un mondoconnesso dal web: tratta di chi, nato tra il1977 e il 1997, è cresciuto circondato davideo games, pc, internet e che avrebbe,proprio per questo, un atteggiamentodrasticamente differente dalla generazioneprecedente, la GenerazioneX, nei confrontinon solo della quotidianità, ma anche dellapolitica, lavoro, socialità e acquisti. Lastraordinaria profondità con cui Tapscottanalizza la Net Generation conduce l’autoread opporsi con forza a quanti considerino igiovani di oggi di pochi valori, superficiali,disattenti, annoiati, in preda ad un mondovirtuale con cui la realtà spesso non è capaceneanche di confrontarsi. Al contrario,Tapscott ne restituisce una connotazioneestremamente positiva, fino ad attribuirea questa generazione il ruolo sociale diagente del cambiamento, essendo essala più più istruita, consapevole, spessodisillusa, connessa, sociale ed aggregata 11
  11. 11. Introduzionedi ogni altra precedente. È quindi unlibro di positività e fiducia verso il futuro,un saggio che avverte quanti debbanoconfrontarsi con questa generazione, chesiano istituzioni, formatori, aziende ogenitori: la Net Generation ha logiche erichieste sue proprie, che nascono dallasua essenza digitale e che non dovrebberomai essere deluse, pena la mancanza didialogo o, peggio ancora, l’incapacità diattrarre, valorizzare i talenti che porta inseno e comunicare con loro.L’unica cosa che non ho condiviso di quellibro è stata l’esclusione dell’Italia dallaricerca che ha animato il saggio. Sonorimasto davvero male nel notare che ilnostro Paese non fosse ritenuto degno dipoter contribuire a questa importantissimamappatura culturale del mondo. Laprincipale motivazione a scrivere questolibro risiede quindi proprio in questaesclusione e nella convinzione che laNet Generation italiana, invece, abbiapeculiarità degne di approfondimentoe condivisione, almeno con il proprioterritorio. Il mio obiettivo è quello dicolmare tale silenzio informativo sul nostroPaese, unico dimenticato tra i grandioccidentali, fornendo dati e considerazionisulla Net Generation a quanti, a variotitolo, si stiano confrontando con questogruppo di individui nel nostro Paese. 12
  12. 12. IntroduzioneDopo un primo momento di analisi dellaNet Generation italiana, tuttavia, la ricercasi imbatté subito in uno spartiacquefondamentale: questa generazione potevaulteriormente suddividersi tra chi avevavissuto il passaggio dal web 1.0 al web 2.0e chi invece era cresciuto totalmente 2.0.La ricerca mi ha, quindi, presto condotto adividere in due la generazione di Tapscott,isolando al suo interno un nucleo di ragazzimolto differenti dagli altri membri dellaNet Gen. Si tratta dei nati tra il 1982 eil 1994, individui travolti dal web 2.0 inun momento fondamentale della propriacrescita individuale e sociale, ovvero tral’adolescenza e gli anni dell’università: nel2006, quando il web 2.0 entrò con forzaanche in Italia, il più piccolo aveva 12 anni,il più grande 24; dopo l’estate del 2008,quando Facebook esplose anche nel nostroPaese, il più giovane iniziava le scuolesuperiori e il più grande finiva l’università.Per questo ho chiesto ai nati tra il 1977 eil 1981 di essere ospitati dalla Generazioneprecedente e ho focalizzato l’attenzioneproprio su chi negli anni della diffusionedi massa dei blog e dei social network inItalia si stava impegnando a diventaregrande, e lo faceva dentro al Web 2.0. Ilvero cambiamento, nel mondo e anche inItalia, non è l’avvento del web, ma la veramanifestazione del suo pensiero originario:il Web 2.0. 13
  13. 13. IntroduzioneMetodologia della ricercaQuesta guida riporta alcune delle evidenzedi una serie di indagini e approfondimentiche Duepuntozero DOXA ha condotto nelcorso degli ultimi anni sull’uso di internet inItalia e sui cambiamenti socio-culturali daesso indotti.In particolare, oltre ai numerosi saggi,paper, articoli e ricerche pubbliche sul tema,è stata analizzata una ricerca di scenariodenominata ‘Italia2.0’, che l’istituto conducedal 2009. La ricerca è condotta ogni sei mesisu campioni di 1.500 casi estratti in modocasuale dal panel web di DuepuntozeroDOXA, secondo quote rappresentativedell’utenza internet italiana per fascia di età,sesso, area geografica, istruzione, utilizzointernet. All’interno del campione di base èstato quindi selezionato il sottocampione dietà 18-30 anni, ulteriormente segmentato,ove interessante, per le principali variabilidi tipo socio-demografico come sesso, areageografica, stato professionale.Inoltre, la ricerca è stata arricchita edintegrata rielaborando altri studi cheDuepuntozero DOXA ha condotto dal 2008per i propri clienti, potendo anche in questicasi analizzare il campione dei 18-30enniitaliani. 14
  14. 14. CAPITOLO ILA RIVOLUZIONE 2.0 15
  15. 15. La rivoluzione 2.01.1 Che cos’è il web 2.0In che cosa consiste questa rivoluzione,tanto forte da segnare l’inizio di una nuovagenerazione di umani?Il web 2.0 è una nuova versione del web.Viene denominata 2.0 in contrapposizione alprecedente 1.0 come si fa con le nuove versionidei programmi informatici, quando questerappresentano un cambiamento fondamentalee non un semplice aggiornamento. Per questo2.0 e non 1.1: è un cambiamento di filosofia,di approccio al web e non solo un upgrading.L’evoluzione sta nell’introduzione in ognisito di nuove funzionalità che permettono allettore di interagire con la pagina internet equindi con altri utenti: si può entrare in unsito, per esempio, e scrivere un commentoad un contenuto che l’amministratore delsito ha pubblicato; una volta scritto, ilcommento diverrà visibile a tutti e quindialimenterà il contenuto stesso della pagina;con pochi passi, in alcuni siti, si può caricareun video, anche creato da noi, ed altri locommenteranno o con un click ci diranno sesia più o meno di loro gradimento; alcuni sitiospitano opinioni e idee su un tema e altriutenti rispondono e arricchiscono il dialogocon le proprie idee o esperienze. Finiscel’era dei siti da consultare, inizia con il web2.0 l’era degli spazi condivisi da generare ealimentare con l’apporto di tutti. 16
  16. 16. La rivoluzione 2.0Questo, in poche parole è il Web 2.0: senzacomplicare troppo la cosa abbiamo fattoesempi di blog, ovvero di siti strutturaticome dei diari personali in cui l’autorescrive e ospita contributi dei lettori; di sitidi video o photo sharing (come Youtube oFlickr) che permettono all’utente registratodi caricare file multimediali, dar loro untitolo, una descrizione ed una serie dietichette (tag) per archiviarlo e ricercarlo;forum online, in cui gli utenti, con unproprio nickname lanciano discussioni e siaprono al confronto con gli altri membri suun tema oppure postano direttamente dellevere e proprie domande (come in Yahoo!Answers) in attesa della risposta di decinee decine di altri utenti sconosciuti; fino adarrivare ai Social Network (tra i più noti inItalia Facebook, Google+, LinkedIn, Badoo,Netlog e Twitter), che forse racchiudono unpo’ tutto questo: siti in cui, dopo essersiregistrato, l’utente si collega e invita - oaccetta l’invito da - altre persone e puòinteragire direttamente e esser parte diun network o cerchia di “amici”. Nei SocialNetwork l’interazione avviene a più livelli:uno verso tanti (verso le persone delnetwork o a tutti gli iscritti a seconda dellepreferenze di ciascuno) pubblicando deicontenuti nelle proprie pagine personali,oppure uno verso uno, tramite messaggidiretti alla persona con cui si vuolecomunicare (in privato o in pubblico) con 17
  17. 17. La rivoluzione 2.0un testo, un video, una musica, un link adun articolo interessante o ad un sito; infineanche tanti verso uno, quando a seguito diun evento (per esempio un compleanno)o anche in risposta ad un semplice postgli amici riempiono la bacheca con post ocommenti.Questo è il Web 2.0, ed è quindi chiara ladifferenza con il web 1.0, almeno ai lettoriche hanno iniziato ad usare internet primadel 2004 circa, anno in cui tutto ciò hainiziato a diffondersi in modo massificatoin Italia, fino al boom di Facebook dopol’estate del 2008. Prima di allora, Internetera fatto di pagine consultabili in cuinon vi era possibilità alcuna di interagiremodificandone il contenuto: si chiamano ora“siti vetrina”, usati per leggere una notizia,approfondire la conoscenza di una città,un oggetto, un personaggio o un’azienda,semmai comunicando con questi tramitela casella di posta elettronica nella pagina“contatti”. Se la velocità di connessione deltuo modem lo permetteva, potevi anchevedere foto o video, ma dovevi comunquearmarti di tanta pazienza. Qualcuno ricordaquesto modo di usare internet con nostalgiae anche io, per molti versi, sono tra questi:era bello perdersi e attendere minuti primadell’apertura della porta magica. Non eraperò il vero Web, era solo un piccolo assaggiodella Rete e delle sue potenzialità che solo 18
  18. 18. La rivoluzione 2.0ora riusciamo a comprendere e apprezzare. Immagine 1: differenza tra Web1.0 e Web2.0 secondo Tim O’Reilly Tim O’Reilly, 2005, “What Is Web 2.0, Design Patterns and Business Models for the Next Generation of Software”Il Web 2.0 è la più completa espressione delconcetto di rete sociale riferibile al mondovirtuale: nel momento della redazione delpresente libro, circa 30 milioni di individuiin Italia possono comunicare tra loroliberamente, proprio come farebbero in unospazio fisico, parlando del più e del meno odelle proprie passioni più profonde. Ma anchequesta metafora è riduttiva, poiché il mondodei byte è molto di più, non sottostando allelimitazioni che invece il mondo reale ha: nelweb le distanze non esistono, se non quelleculturali, sociali, psicologiche o di pensierodei singoli uomini; nel web il tempo nonsi articola tra ieri, oggi e domani: tuttovive nell’hic et nunc, ciascuno di noi può,per esempio, ritrovare in rete un vecchiocontenuto che ritorna ad essere vivo e in 19
  19. 19. La rivoluzione 2.0grado di influenzarci; il web non è soggettoa limitazioni nelle relazioni sociali: i vecchiamici ritornano, si colloquia con sconosciuti,magari anche solo per un preciso motivo eper la durata di un singolo post; si rimanesempre connessi con le proprie relazioni,aggiornate su ogni nostro pensiero o fatto.Il Web 2.0, in buona sostanza, è un luogo divita che, se ben gestita, in rete, per moltiaspetti, riesce ad amplificarsi.1.2 Genesi, sviluppi, stato dell’arte inItalia del Web 2.0Il termine Web 2.0, coniato da Tim O’ Reillydurante una sua conferenza tenutasi alla finedel 2004 (http://oreilly.com/web2/archive/what-is-web-20.html), richiama le differenzerispetto al cosiddetto Web 1.0, ovvero larete come era stata conosciuta e praticatafino ad allora e composta prevalentementeda siti web statici, navigabili e consultabilicome una rivista senza alcuna possibilità diinterazione con l’utente, se non la ricercadi contenuti tramite i motori di ricerca.Prima di allora, la comunicazione tra utentiera prevalentemente one-to-one, via emailo sincrona in alcuni casi, tramite chat. Poiiniziarono a nascere blog, newsgroup,forum, i siti di condivisione foto e video,come Flickr e Youtube, fino ad arrivare aglispazi di massima condivisione collettiva 20
  20. 20. La rivoluzione 2.0che sono Wikipedia e i social network:Facebook, Myspace, Twitter, Linkedin,Google+, Foursquare e altri milioni, forse,di grandi o piccoli connettori di persone edi identità digitali (http://www.dipity.com/scilib/Web_2_0/).A Tim O’ Reilly, quindi, va il merito di averper primo riconosciuto che stava nascendoun nuovo filone di modi di vivere la rete,talmente differente da quanto era esistitofino a quel momento da rappresentarne unanuova release, una vera e propria evoluzionee rivoluzione, nata dalle ceneri della bolladegli anni 2000. Il resto lo fece la retestessa, che viralizzando siti e comportamenti(diffondendo, cioè, pratiche e siti tra amici,contatti, con link sulle proprie pagine webo anche solo via email), rese lo spazioWeb uno spazio di vita e di partecipazionediffusa, fino ad esplodere nella sua massimapienezza tra il 2006 e il 2008: proprioquando la Generazione2.0 stava crescendo,si stava imponendo, stava preparando lapropria identità e connettendo relazioni periniziare davvero a vivere e agire sul mondo.Uno degli effetti della nuova rete è propriola sua capacità di diffondersi a livello globalein men che non si dica, proprio grazie aiprocessi di viralizzazione intrinseci all’usostesso delle piattaforme: basti pensareai social network, che suggeriscono di 21
  21. 21. La rivoluzione 2.0invitare amici che dovrebbero essere tali eche pubblicano le nuove connessioni nellebacheche in modo che altri ne siano espostie possano connettersi loro volta. Perquesto, negli stessi anni, con pochissimoritardo, tutto ciò avviene anche in Italia:sono bastati pochi “technofan” o amici diuser Facebook d’oltreoceano per innescarela miccia e diffondere il Web 2.0 anche inItalia. Abbiamo fatto il caso di Facebookma ricadono sotto la stessa logica tutti i sitidel Web 2.0 citati in precedenza: in queglianni anche in Italia, via email e poi tramitei social network, la Generazione2.0 prendel’abitudine di suggerire un forum o un blogai propri amici, i quali fanno lo stesso conaltri; Google, da parte sua, inizia a daremaggiore visibilità ai risultati di ricercapiù popolari in rete e più “sociali” (i siticon alta interazione e commentabili) ed ilgioco è presto fatto. Dopo l’estate del 2008il boom di Facebook in Italia raggiungela piena diffusione anche presso le fascepiù adulte della popolazione, stimolateproprio dalle azioni della Generazione2.0:una generazione che ha già dimostrato almondo intero la sua capacità di cambiare ilmondo, poiché è proprio grazie ad essa cheil web 2.0 si è diffuso in modo pervasivo nelnostro paese. 22
  22. 22. La rivoluzione 2.0Tav.1: trend della diffusione di Facebook in Italia Italiani iscritti a Facebook 25.000.000 21.297.000 20.000.000 17.998.000 15.000.000 14.258.000 10.000.000 6.481.000 5.000.000 216.000 - gen-08 gen-09 gen-10 gen-11 gen-12 Fonte: Elaborazione dati Facebook Italia 23
  23. 23. CAPITOLO IILA GENERAZIONE 2.0 25
  24. 24. La generazione 2.02.1. Chi sonoLa Generazione2.0 raggruppa gli individuicresciuti nel periodo di massima diffusioneitaliana del Web 2.0. Si tratta di chi haaffrontato la propria crescita individualee sociale (dall’adolescenza all’esserecompiutamente adulti con l’ingresso nelmondo del lavoro), nello stesso momento incui il Web 2.0 stava nascendo e affermandosiin Italia, ovvero tra il 2004 e il 2008.Quando si interrogavano su sé stessi,quando stavano costruendo il loro futuroe ciò che avrebbero voluto essere, hannocercato e forse trovato risposte nei socialnetwork, nei blog, confrontando magariidee, offerte, opportunità e prodotti daindossare in Ebay o nei forum di discussioneonline. Per questo sono così diversi dallegenerazioni che li hanno preceduti: sono laprima generazione che, grazie al web 2.0e alla possibilità di esplorazione, confronto,socialità che lo caratterizza, è cresciutadavvero libera, aperta, informata, globale.Sono nati tra la seconda metà degli anni80 e gli anni novanta. Non hanno vissuto,quindi, né gli anni dell’apparenza né quellidell’individualismo, ma gli anni 2000, quelliiniziati con l’attentato alle torri gemelle,anni di bagni di realtà e di globalità. Molti liaccusano di non avere valori, di essere pigri e 26
  25. 25. La generazione 2.0anche un po’ viziati, mancando loro una seriedi passaggi epocali della nostra storia. Nonhanno, in effetti, vissuto la caduta del murodi Berlino, ma hanno ascoltato i sogni infrantidi quei ragazzi. Non hanno avuto genitoripositivi cresciuti nel boom economico, mapadri disorientati, in balia del crollo di fiduciaverso le istituzioni, la politica, l’economiatecnologica occidentale. Non hanno soffertola minaccia psicologica della guerra fredda,ma hanno vissuto in diretta la seconda guerradel Golfo, con i missili gettati in aria e ripresidal TG di Studio Aperto come fossero partedi un video game. Da piccoli non seguivanocartoni animati in cui a vincere era sempre ilgiusto, ma giocavano ai video games in cuicontano solo le abilità, senza appiglio alcunoo sicuro happy end.Una generazione, insomma, nata dalle ceneridelle certezze delle generazioni precedentie che ancor prima dell’ingresso di Internetin casa (1996 in Italia) vedeva sgretolarsi iconfini tra reale e virtuale. Così come ne “ilGrande Fratello”, la serie TV più seguita daquesta generazione, reality show in cui nonè mai dato di sapere che cosa appartengaalla realtà e che cosa alla finzione.Una generazione che già prima del webconobbe da vicino il mondo virtuale, in cuil’impossibile si realizza e il certo sfuma in unmomento. 27
  26. 26. La generazione 2.0 Immagine 2: timeline di Internet http://www.stayonsearch.com/what-will-the-internet-be-like-in-2025Oggi i più giovani di questa generazionehanno 18 anni e i più adulti 30, stannopercorrendo i loro primi passi nel mondoadulto, sono all’università o al loro primoimpiego: che ci piaccia o no dobbiamopuntare su di loro poiché saranno la motricedel nostro futuro. Possiamo quindi ritenerciin buone mani, se sapremo supportarli,poiché la Generazione2.0 ha l’attitudinenaturale al cambiamento, rompe gli schemi,ragiona senza limiti e soprattutto agiscesapendo che ogni sua azione è destinataa modificare la realtà e a rimanere, comeavviene ogni giorno in una navigazione web.La Generazione2.0 ha i talenti più giusti peril cambio di rotta della nostra vecchia eimmobile Italia.2.2. La Generazione2.0 italiana(demografia)Non è un paese per giovani, l’han detto inmolti ed è purtroppo una verità. Al di là,comunque, di ogni considerazione sulle reali 28
  27. 27. La generazione 2.0opportunità oggi esistenti nel nostro paese,essi hanno anche il difetto di essere pochi:rappresentano oggi meno del 14% dellapopolazione ed anche quando saranno inetà da classe dirigente, ovvero se le cosenon cambiano, tra circa 30 anni, avrannoa che fare con una massa di anziani, piùnumerosi di loro, ancora nei luoghi di potereche faranno fatica a cedere loro lo scettro. Tav.2: proiezione della penetrazione della Generazione2.0 rispetto al totale popolazione Trend della penetrazione della Gen2.0 37% più adulti 69% 16% Generazione2.0 14% 47% più giovani 17% anno 2012 anno 2042 Fonte: Elaborazione dati ISTATLa figura si fa ancor più preoccupante sesi vede l’Italia all’interno di un più vastopanorama di paesi, dai più sviluppati aquelli in via di sviluppo: il nostro Paeseha la più bassa percentuale mondiale diGenerazione2.0 all’interno della propriastruttura demografica. 29
  28. 28. La generazione 2.0 Tav.3:  penetrazione  della  Generazione2.0  rispe6o  ai  Paesi   Incidenza  %  della  Gen  2.0  nei  Paesi  Europei   0,3   0,25   23%   20%   20%   21%   0,2   15%   16%   17%   15%   0,15   14%   0,1   0,05   0   United  Kingdom   Italy   Andorra   Greece   Germany   Belgium   Spain   Denmark   Netherlands   Switzerland   France   Ireland   Montenegro   Romania   Malta   Estonia   Iceland   Latvia   Ukraine   Slovakia   Lithuania   Poland   Cyprus   Russia   Georgia   Moldova   Armenia   Azerbaijan   Liechtenstein   Luxembourg   Finland   Austria   Slovenia   CroaRa   Serbia   Sweden   Bulgaria   Hungary   Czech  Republic   Portugal   Norway   Turkey   Fonte:  Elaborazione  da0  Eurostat  Questa prospettiva si fa però più rosea se siconsidera un fattore: la Generazione2.0 è laprima generazione ad avere più strumentidelle precedenti nel capire e agire nel modo,da un punto di vista culturale, sociale eprofessionale. E’ proprio il fatto di esserecresciuti con e nel web 2.0 a dare ai giovanitutti gli strumenti di cui hanno bisogno perinterpretare e agire il cambiamento: sonoconnessi, globali, interattivi, sfrontati pernatura. Sono cresciuti senza vincoli e limitidi tempo, luogo, comunicazione; sannodestreggiarsi tra terabyte di informazionie opinioni; condividono i grandi valoridella trasparenza, della collaborazione, delmettersi in gioco in prima persona; non hannostereotipi, miti o dogmi a cui appellarsi, senon il loro stesso fare ed essere quotidiano.Per questi motivi la Generazione2.0, purpiccola in numero può rappresentare il vero 30
  29. 29. La generazione 2.0fattore del cambiamento del nostro Paese.2.3. Il Web 2.0 e la sua generazioneOggi la Generazione2.0 è quasi interamenteconnessa ad Internet e attiva nel Web 2.0,in un Paese - vale la pena di ricordarlo percontestualizzare i dati - in cui ancora sidiscute di “digital divide”. Tav.4: Frequenza di connessione ad Internet della Generazione2.0 Connessione ad Internet della Gen2.0 55% 20% 14% 12% Tutti i giorni 4/5 volte a Meno spesso Mai settimana Fonte: Omnibus DOXA 2012, 2488 casi Tav.5: fruizione settimanale di siti web2.0 Fruizione Settimanale Web 2.0 100% 89% 86% 79% 77% 80% 70% 61% 60% 47% 42% 40% 28% 20% 0% Totale Utenti Internet Generazione 2.0 Fonte: Italia2.0 Duepuntozero DOXA 2012 31
  30. 30. La generazione 2.0Se chiedessimo a chiunque sia nato primadi questa Generazione di descriverci laprima volta in cui si è connesso a Internet,descriverebbe questa sequenza di azioni:accensione del computer, attivazione delsoftware di connessione, digitalizzazionedell’indirizzo di un sito (probabilmenteun portale o un motore di ricerca), perpoi, finalmente, iniziare a navigare,immergendosi in siti in cui leggere, osservaree curiosare. Seduti su una sedia, l’accessoera accompagnato dal rumore metallico delmodem che dava evidenza del meccanismodi ingresso al mondo virtuale: come unoschioppettare di scintille elettriche e frizionetra metalli; ben più rude del suono di unfax, esprimeva lo sforzo della connessionefatto dalla macchina. Era quasi comescassinare la porta del mondo virtuale,prima di immergersi nel mondo Internet.La continua instabilità della connessione,che obbligava a ripetere il tutto, unitamentealla lentezza del caricamento delle pagine,imponevano grande rispetto e dedizionealla navigazione, come sempre necessita ilrisultato di attività sofferte. La navigazione,infine, era la consultazione delle paginetrovate: il termine navigazione, in effetti,esprime benissimo le modalità di fruizionedi Internet, essendo noi come trasportatidagli impulsi elettrici in un mondo dicontenuti, terre, pesci e onde da osservaree attraversare navigando. 32
  31. 31. La generazione 2.0Tutto ciò forma immaginario e vissuto delweb di chi ha iniziato ad usare Internet daglianni ‘90, emozioni che, in qualche modo,vivono ancora dentro di noi, affascinatida ogni ingresso al mondo virtuale. LaGenerazione2.0 negli stessi anni stava,invece, nascendo, e quando iniziò ad usareInternet tutto questo era già passato.Connessioni veloci, motori di ricercaperformanti, wireless, devices portatili,social network, interazioni nei forum o blog,video caricati su Youtube: la navigazionedel web diventa vivere, o meglio, essere ilweb. La Generazione2.0 non si connette adinternet, non sente il passaggio di stato daoff a online, essa vive sempre connessa e,soprattutto, nel web vive, esprimendosi ecostruendo, in esso, la propria identità e leproprie reti sociali.Basti guardare alle attività effettuate onlineabitualmente dalla Generazione2.0 percomprendere quanto le possibilità di azionenel web siano oramai onnicomprensive,soprattutto per questo gruppo di umani: 33
  32. 32. La generazione 2.0 Tav.6: attività effettuate online Attività online della Gen2.0 (top 10) 0% 20% 40% 60% 80% 100% Guardo video 92% Guardo profilo, bacheca e foto di altri 84% Condivido link o contenuti 79% Leggo le opinioni su marche, prodotti 74% Consulto post e commenti nel web 65% Consulto/Acquisto in gruppi di 63% acquisto Scrivo qualcosa di me, dei miei 61% pensieri Seguo i consigli in rete di persone che 59% non conosco Ho dei profili/persone che seguo 49% assiduamente in Internet Posto sui social network dei commenti 45% sui programmi TV Fonte: Italia2.0 Duepuntozero DOXA 2012Anche i luoghi della rete si moltiplicano eognuno può fornire alla Generazione2.0più possibilità di espressione, relazionee dialogo: la quasi totalità di questagenerazione è iscritta e frequenta un socialnetwork, il 55% frequenta un forum, il42% visita siti di comparazione prodottisettimanalmente, il 32% scrive commentisu prodotti e ben il 74% ne legge, il 34% hauno o più blog di riferimento e addirittura il17% ne ha uno proprio. 34
  33. 33. La generazione 2.0 Tav.7: Tipologia di siti 2.0 frequentati dalla Generazione2.0 Utenti attivi nel web 2.0 100% 91% Totale Utenti Internet 80% Generazione 2.0 60% 55% 40% 30% 34% 17% 20% 0% Iscritti a Social Iscritti a Forum Iscritti a Brand Seguono uno o Hanno un Blog Network Community più blogger con continuità Fonte: Italia2.0 Duepuntozero DOXA 2012Non possiamo quindi più parlare dinavigazione in Internet, forse, ma di vitein rete, cresciute e formate sotto la nuovaespressione del web, la rete partecipata,scritta, condivisa dai propri utenti. Tav.8: La frammentazione dei siti 2.0 frequentati dalla Generazione2.0 Utilizzo Web 2.0 della Gen2.0 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Wikipedia Ciao MySpace Instagram Netlog Flickr YouTube Pinterest Facebook MSN Groupon Groupalia Yahoo! Answer Tripadvisor Twitter Badoo Kelkoo Google+ Linkedin Vimeo Deviant Art Foursquare LastFM Tumblr Spesso Ogni tanto Fonte: Italia2.0 Duepuntozero DOXA 2012 35
  34. 34. CAPITOLO IIII VALORI DELLA GENERAZIONE 2.0 37
  35. 35. I valori della Generazione 2.03.1. ‘Less’ generationLa Generazione2.0 è cresciuta nel belmezzo del Web 2.0, potendo confrontarsi,dibattere, litigare liberamente con il mondointero tramite Internet, una realtà senzalimiti di spazio e di tempo, in cui si vivonorelazioni sociali ampie, dirette, con ciascuno,senza remore o riverenze nei confronti dichicchessia. Una generazione wire-less,insomma, senza cavi o forse legami conalcuni dei principi che erano invece fondantie indiscutibili per le generazioni precedenti.3.2. Senza limiti di spazioIl web non ha limiti territoriali e gli uniciperimetri del suo spazio sono tracciatidalla larghezza della banda di connessione.Quando la Generazione2.0 ha iniziato adesplorare il contesto fuori della propriafamiglia, si è subito potuta immergere nelmondo intero. Nessuna scialuppa, niente dinoto da portare con sé, se non la propriapersonalità e storia. Per questo sonodiventati adulti di colpo e molto prima dellaGenerazioneX, quella degli eterni PeterPan figli del baby boom. Il confronto conil mondo intero, tra culture, paesi, lingueli ha formati ad una apertura mentalesenza pari. Sono globali nel senso piùbello del termine, senza confini e dogane.Il web 2.0, in particolare, ha permesso di 38
  36. 36. I valori della Generazione 2.0effettuare questa immersione nel modo piùpartecipato ed attivo possibile, concedendoloro la possibilità di essere parte attivadella definizione della più bella accezionedel concetto di globalità. Diversi dallegenerazioni 1.0, che potevano sì connettersiad un mondo ampio con internet, ma chepotevano solo osservare, consultare, senzaintervenire e poterlo formare in alcun modo,come abbiamo rilevato più sopra. Immagine3: sequenza multilingua di post sul wall di Nutella3.3. Senza limiti di tempoIl web non ha tempo: ogni cosa diventavelocissima da fare e da ottenere; nellostesso tempo ogni momento si congela ediventa perpetuo. Pensate all’organizzazionedi un viaggio: niente più tempo speso in 39
  37. 37. I valori della Generazione 2.0agenzia, nessuna esigenza di organizzarsicon settimane e a volte mesi in anticipo,poiché bastano pochi click per comprarevolo e pernottamento. Anche la scelta delposto da visitare e i luoghi dove andaresi fa semplice ed immediata: un giro inTripAdvisor per capire le recensioni più bellefatte dagli altri viaggiatori, una domandapostata sulla propria bacheca di Facebook odirettamente su Yahoo! Answers e in pocheore il piano è fatto. Nello stesso tempo ilnostro viaggio rimane per sempre visibilecon le nostre foto in Flickr o con i video suYoutube. Rimangono sempre vivi anchei nostri commenti postati su TripAdvisor:sempre raggiungibili con il motore diricerca, e che riescono a distanza di tempoad influenzare altri viaggiatori, propriocome se fossero stati scritti in questomomento. Anche Beppe Grillo ha imparatola lezione: dopo i forse troppo insistentiproclami sul web come fonte di libertà edemancipazione durante i suoi spettacoli,alcuni utenti ripropongono un vecchio sketchin cui prendeva letteralmente a mazzateun computer, denunciato dal comico comeresponsabile della incapacità degli umani direlazionarsi e apprezzare le cose vere dellavita: questo video di un suo spettacolo del2000, dopo ben 7 anni è stato postato inblog, forum, youtube ed oggi ha cumulatooltre 133 mila visualizzazioni. (http://www.youtube.com/watch?v=4jdHN4edCqA) 40
  38. 38. I valori della Generazione 2.0 Immagine4: il video di Beppe Grillo “riemerso” in rete dopo 7 anni http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=61573.4. Senza limiti socialiIl web 2.0 abbatte ogni barriera nellasocializzazione e nello scambio di opinioni,idee, esperienze. La Generazione2.0 non haun diario segreto, a cui confidare i proprisentimenti, essa condivide ogni cosa contutti, dalla più profonda alla più banale: cidice dov’è localizzandosi con Fourquare,ci dice con chi è, che cosa sta facendo opensando tramite la bacheca Facebook, ciinforma di un pensiero balenatole in testatramite Twitter. Inoltre, inizia una relazioneinterpersonale con una facilità che apparespregiudicata alle generazioni precedenti: 41
  39. 39. I valori della Generazione 2.0accetta la richiesta di sconosciuti ad entrarea far parte del proprio network, commentaun post di uno sconosciuto su un forum osi apre essa stessa al commento, giudizioo semplice like di altri interessati al propriocontenuto. È una generazione dalle facilirelazioni ed è questa una sua caratteristicafondamentale. Dà del tu e entra subito incomunicazione, senza freni e con tutti. UnGender2.0 ha in media quasi 350 amicisu Facebook, di cui circa un centinaio ètotalmente sconosciuto e solo il 16% si puòdefinire amico e non semplice conoscente.Sul social network di un Gender2.0,Facebook, Netlog o Twitter che sia, èanche approdata la rubrica degli indirizzi diciascuno e ciò permette loro di coltivare insemplicità relazioni varie e molteplici. Tav.9: composizione degli amici di Facebook della Generazione2.0 dei circa 350 amici medi su Facebook... Sconosciuti 20% Amici 41% Conoscenti 39% Fonte: Italia2.0 Duepuntozero DOXA 2012 42
  40. 40. I valori della Generazione 2.0Non è quindi solo una questione dinumerica, ma anche di tipologie di“intensità” della relazione che questogruppo di individui riesce a gestire grazie alWeb: la navigazione tra le pagine del socialnetwork, ma anche presso forum, blog,siti di recensioni, è un insieme di incontriliberi. A volte i 2.0 avranno semplicementeosservato qualcuno “passare” con i suoipost, altre volte invece saranno entrati incontatto, iniziando un confronto su un paiodi scarpe o su temi politici. È questa facilitàdi relazione che alle altre generazionimanca, questa straordinaria capacità diconnettersi e di creare discorsi globali cherimangono in rete, formando il più grandediario generazionale che sia mai statoscritto. Sono cresciuti sapendo di doveressere aperti verso gli altri, verso chiunque,poiché i loro luoghi sono i luoghi di tuttie ciascuno può commentare e interferirenel “privato” di un altro, contribuendo amodificarlo. La Gen2.0 inizia una relazionesempre con un gettone di fiducia versogli altri, anche verso gli sconosciuti, perpoi semmai valutare comportamenti nonconsoni ex post: postare un contenutoritenendolo interessante per gli altri è ungesto di generosità che vive a prescinderedal potenziale ricevente. 43
  41. 41. I valori della Generazione 2.0 Tav.10: motivi di condivisione di contenuti online della Generazione2.0 Motivi di condivisione online della Gen2.0 0% 10% 20% 30% Per il gusto di condividere con altri le cose che mi piacciono 25% Per contribuire a una causa che ritengo degna dicessere promossa 14% Perché quel contenuto mi rappresenta, dice qualcosa di me 14% Perché penso possa essere utile alle persone con cui lo condivido 11% Perché penso possa divertire le persone con cui lo condivido 11% Per stimolare gli altri a pensare/riflettere 9% Per diffondere qualcosa di cui tutti parlano o parleranno 5% Perché penso possa emozionare le persone con cui lo condivido 3% Fonte: Italia2.0 Duepuntozero DOXA 2012Sono la generazione del pensiero libero,creativo, comunitario, globale.3.5. Senza limiti di comunicazioneLa Generazione2.0 sarà ricordata anche peressere stata la prima della comunicazionesenza limiti: libertà assoluta nell’uso diInternet in ogni momento, grazie al possessopersonale dei dispositivi di connessione, dallaptop al cellulare; in ogni luogo, grazieall’internet in mobilità tramite smartphoneo tablet; per tutto il tempo voluto, grazieai contratti di connettività flat e non piùa consumo; per ogni motivo, ricorrendoal web per soddisfare i bisogni più vari dicomunicazione, informazione, formazioneo intrattenimento; con chiunque, essendo 44
  42. 42. I valori della Generazione 2.0raggiungibili tramite internet tutti gli amicied anche i genitori, i professori e la starmusicale adorata, tramite la sua fan pagepubblicata su Facebook.Una generazione di comunicatori cresciuta,inoltre, consapevole dell’importanza dipresentarsi nel migliore dei modi: nelmomento in cui stavano crescendo eaffermando la propria identità, il web 2.0ha imposto loro di razionalizzarlo e scriverlosu una pagina internet, che sia in Facebooko nelle righe di presentazione in un Forum.Ogni volta che uno di loro scrive un post suFacebook sta dicendo qualcosa di sé, piùo meno esplicitamente, così come quandoposta un video, alimenta le discussioni neiforum, scrive il proprio blog: la rete è sparsadi tracce della Generazione2.0, puntini daconnettere per ottenere l’identità digitale diciascuno. Tav.11: attività online di espressione di sé della Generazione2.0 Espressività della Gen2.0 61% Scrivo qualcosa di me, dei miei pensieri Fonte: Italia2.0 Duepuntozero DOXA 2012 45
  43. 43. I valori della Generazione 2.0Senza filo, wireless, ovvero sempreconnessi, nel mezzo di un flusso continuodi comunicazione verso il mondo esterno,che in ogni momento afferma l’identitàgenerazionale di questi ragazzi wireless.3.6. Senza on-offCi sono due giovani pesci che nuotanouno vicino all’altro e incontrano un pescepiù anziano che, nuotando in direzioneopposta, fa loro un cenno di saluto e poidice “Buongiorno ragazzi. Com’è l’acqua?” Idue giovani pesci continuano a nuotare perun po’, e poi uno dei due guarda l’altro e glichiede: “Ma che cosa diavolo è l’acqua?”.Non siate mai quel pesce anziano, nonsareste nemmeno preso in considerazione:la storiella racconta di un gap culturale oggimolto diffuso tra la Generazione2.0 e ognialtra precedente, anche la più prossima. LaGenerazioneX, così come i Baby Boomer, haun grande difetto nei confronti del mondomoderno: ha dovuto varcare il guado,passare da un’era ad un’altra, lasciandosialle spalle ciò che era e guardando avanticon occhiali e cartine geografiche nonpiù consone. Più della mancanza deglistrumenti di interpretazione del mondocontemporaneo, è il bagaglio del passatoa frustrare il dialogo tra questi due mondi.Proprio come accade per il pesce anziano,che propone ai pesci giovani un discorso su 46
  44. 44. I valori della Generazione 2.0dei parametri per loro insignificanti. A riprovadi questo vi è invece la straordinaria capacitàdei silver digital (così sono chiamati i senior cheusano internet) di immergersi in età avanzatanei mondi virtuali: la loro età e le attivitàstesse che effettuano online li stimolano alasciare alle spalle ogni idea o preconcetto sulcome potrebbe essere; cosa che spesso nonriesce a fare chi è forzato a fare le stesse cosecon strumenti diversi, come accade, appunto,per la GenerazioneX e per i Baby Boomer chesono forzati a reinventare e reimparare nuovimodi di comunicare, lavorare, vivere.La Generazione2.0 non ha vissuto ilpassaggio: nel momento in cui ha iniziatoa vivere davvero, lo ha dovuto fare giàimmersa nell’acqua, nel web 2.0 tra blog,forum, social network e chat. Per questole cose sono profondamente differenti,per questo si fa fatica a comprenderla conla maschera e il boccaglio. È infatti unaquestione attinente più all’antropologiache agli strumenti tecnologici in dotazione:credere che l’Always On sia un concetto diconnessione elettrica continua ad Internetè un’errore. L’Always On è un concetto diconnessione psicologica.Per questi motivi falliscono tutte le pubblicitàche dipingono il giovane in mezzo ai varitrade-off che in realtà non gli sono propri:spegnere il computer per uscire con gli amici,contrapporre la vita virtuale alla vita reale,guardare la televisione o usare Internet, 47
  45. 45. I valori della Generazione 2.0leggere un quotidiano o conoscere la notiziada Twitter. Queste sono contrapposizioniche non sono proprie alla Generazione2.0,spesso descritta come onnivora, bulimica,multitasking: per essa la connessione trapersone è un sistema di relazione, puntoe basta; la fruizione di un contenutodi intrattenimento è un passatempo,punto e basta; ricevere un’informazioneè aggiornamento, punto e basta. Senzadistinguere o comunque dar peso, al devicecon cui tale fenomeno è accaduto. L’amicizianata da Facebook o in chat è amicizia, puntoe basta; la nozione appresa da Wikipedia ènozione, punto e basta; l’opinione formatada un blogger è un’opinione, punto ebasta: non vi sono amicizia vera, nozionevera, opinione vera a cui contrapporle. Legenerazioni precedenti devono imporsi,quindi, di cambiare stato, da essere solidea liquide, come sostiene Zygmunt Bauman,per poter entrare nei nuovi sistemi culturali:a questo punto forse non è senza significatoche il filosofo polacco sia nato nel 1925 eal momento della scrittura di questo libroabbia quasi 90 anni, l’età giusta per capirela Generazione2.0, come spesso i silverdigital sanno fare più dei loro figli.3.7. Senza privacyUsano con disinvoltura Internet, sempreconnessi ai social network, iscritti a una 48
  46. 46. I valori della Generazione 2.0miriade di siti, newsletter, databasecommerciali che chiedono loro datipersonali in cambio di un accesso o unservizio. I ragazzi della Generazione2.0usano, in particolare, i social network daquando sono adolescenti, quando il webera uno strumento di affermazione dellapropria identità nascente. Usavano e usanoil web per comunicare agli altri la propriaesistenza e personalità, le proprie attivitàe i sogni: per questo diffondono video einformazioni su loro stessi ed anche suglialtri, senza soffermarsi troppo a rifletteresugli effetti collaterali del circolo delleproprie informazioni o sulla legittimitàdella pubblicazione di materiale senzal’autorizzazione delle persone coinvolte. Larete, per loro, non è un libro in cui scrivere, mala storia stessa dei personaggi, che circola,muta, evolve e si diffonde per effetto delleazioni di tutti. È questa la consapevolezzache, per certi aspetti, abbatte la sensibilitàai temi di privacy: vivere in rete significamettersi a disposizione degli altri, propriocome si fa nella vita reale, mostrandosicon i propri discorsi, vestiti, passioni, etcper farsi conoscere. Solo che questo, inrete, comporta una meccanica connessa arischi. Innanzitutto, per poter parteciparealla conversazione della rete è semprenecessario registrarsi e fornire propridati personali alle piattaforme in cui talidialoghi avvengono, siano esse un social 49
  47. 47. I valori della Generazione 2.0network, un forum, un blog: l’interazionee la partecipazione al web2.0 implicano lacessione di dati personali, che a seconda deicasi possono essere più o meno sensibili.Inoltre, i social network sono sempremeno virtuali, fatti di foto, nome, cognomee propria localizzazione: ogni gesto ocommento della gen2.0, quindi, rimane inrete fissato alla carta di identità che ogniazione porta con sé, riconducibile quindi allapersona, da ogni altro partecipante al socialnetwork o, al minimo (per modo di dire), dalproprietario del sito o forum. Le meccanichedella fruizione dei social network, insiemealle attitudini alla condivisione dellaGenerazione2.0, comportano inoltre, checiascuno sia libero di etichettare (taggare)un contenuto con nomi e cognomi dei propriamici, legando quindi a questi delle frasi,opinioni, video, foto, che li riguardano, senzapermesso e preventiva autorizzazione.Personalmente ritengo abbastanza superfluodiscutere sui comportamenti dellaGenerazione2.0 in fatto di privacy, poiché larete, per loro, è nata con questi meccanismidi base. Dovrebbero smettere di usarla,in sostanza, per proteggere la propriaprivacy. Penso che sia invece più utilediscutere sulle richieste fatte dalle aziendecommerciali al momento di registrazionead un sito e, semmai, intervenire su questee sulle possibilità oggi date a tali aziende 50
  48. 48. I valori della Generazione 2.0di sfruttare commercialmente i dati edi collegare indistintamente ogni tipo diinformazione, opinione, relazione a taliinformazioni. Quindi, ancora una volta,prima di criticare questa generazione,perché non ci chiediamo che cosa stiamofacendo noi per loro, per tutelarli lasciandoliperò liberi di agire in rete per come questaoggi si deve fruire?. Tutela, infine, è anchefornire un sistema di informazioni di basesui meccanismi e sui possibili, effetti di unuso non consapevole della rete: una ricercacondotta recentemente sul tema privacymostrava i dati riportati sotto, proprio adimostrazione della necessità di fornirealla Generazione2.0 la consapevolezza,innanzitutto, delle proprie azioni in rete. Tav.12: conoscenza e consapevolezza della privacy online il termine "Privacy Online"... 0% 50% 100% mai sentito nominare 12% conosco solo per sentito dire ma non so di cosa si tratta 19% so a grandi linee di cosa si tratta 20% conosco abbastanza bene anche se non ne conosco tutte le Popolazione Italiana 30% implicazioni Generazione2.0 so cosè e le implicazioni per me 20% Fonte: Ricerca ad hoc Duepuntozero DOXA 2012 51
  49. 49. I valori della Generazione 2.03.8 Senza limiti di quantitàIl web 2.0 ha indotto nella Generazione2.0 uncerto comportamento bulimico nei confrontidelle cose: ogni contenuto online ricercatopuò essere reperito immediatamentee fruito senza limiti, se non quelli postidall’utente stesso, dalla sua voglia o daltempo posseduto.Diversamente dai media classici, il web nonpone limiti di palinsesto, orari di messain onda o numero di pagine: è tutto lì, infiduciosa attesa di un click, 24 ore su 24, 7giorni su 7.È la rete stessa che mette a disposionequesta immensa mole di materiali e laoffre in modo libero, senza scelte editorialia monte, che delimitino i contenuti one indirizzino l’accesso (unica parzialeeccezione a questo aspetto, l’indicizzazionedei siti ad opera dei motori di ricerca). Inqualsiasi momento un utente potrà quindiscegliere tra un approfondimento dellacultura egizia o il dettaglio della ricetta deglignocchi alla romana, la scoperta del bosoneo le elezioni presidenziali negli USA; perognuno di questi argomenti, inoltre, potròscegliere tra una miriade di fonti e formati.La stragrande maggioranza dei materialeè inoltre disponibile gratuitamente: altracondizione che favorisce l’accesso e ilpossesso di diversi tipi di contenuti online. 52
  50. 50. I valori della Generazione 2.0Il web, insomma, è per la Generazione2.0un ospite molto generoso, che apre le portedella sua cucina e mette tutto sul tavolo,tutto assieme, per chi se ne vorrà servire: lalogica è quella “all you can eat”, in cui ognicommensale è libero non solo di prenderequanto cibo desidera – tutto quello, appunto,che riesce a consumare – ma anche dicomporre il proprio piatto in modo del tuttopersonalizzato: quantità e qualità vanno abraccetto per la Generazione2.0.Ciò avviene non solo nella navigazione trasiti tramite Google, ma anche in Emule enei vari Torrent che permettono di scaricarecomplete discografie nel proprio computerper avere tutto a disposizione nel momentoin cui si vorrà fare una propria playlist.In questo immenso oceano di contenuti laGenerazione2.0, che con questa e in questavastità è cresciuta, crea percorsi a propriamisura tra testi, video, musica ed immagini:ha la facoltà di spostarsi tra essi o andarein profondità su un contenuto, facendosiguidare dagli elementi incontrati nelpercorso. La Generazione2.0 è creciuta conl’idea di dover avere l’oceano davanti perpoter immergersi sulle cose più interessanti.Sono spesso, quindi, accusati di non saperepiù leggere, di accumulare cose senzasapere cosa farne, di restare in superficie,di non riuscire a concentrarsi per più di 5minuti: anche in questo caso probabilemte 53
  51. 51. I valori della Generazione 2.0il problema viene visto dal lato sbagliato,semmai i giovani della Generazione2.0scontano il mancato adeguamento deicontenuti alle nuove logiche 2.0 dellafruizione: disponibilità ampia, ampissima dicontenuti – che dia il senso di un oceanoda esplorare - e possibilità di percorsi difruizione personalizzata, che diano la gioiae il coinvolgimento di un’esplorazionefatta secondo i propri gusti e che possanoconsentire pratiche “bulimiche positive”. 54
  52. 52. CAPITOLO IV GENERAZIONE WIRE-LESS IS MORE:I NUOVI PARADIGMI GENERAZIONALI 55
  53. 53. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionaliCosì come il wire-less consente unanavigazione comoda, da ogni stanza dellacasa, e con più devices, tutte le mancanzedi limiti sopra descritte permettono diesprimere un nuovo sistema di valori e, diconseguenza, di vedere il mondo con occhidiversi. La frequentazione del web 2.0 hapermesso l’esercizio di questi comportamentisenza limiti, fino a mutare psicologia, culturae socialità della Generazione2.0.4.1. L’autorevolezzaCrescere nella scena culturale e socialedi tangentopoli, come è stato per laGenerazioneX, è diverso dal crescere nellascena del web 2.0: dallo smarrimentodovuto alla distruzione delle certezze sipassa alla valutazione e consapevolezza.Il web 2.0, popolato da una miriade diforum e siti di recensioni, è valutazionecontinua di ogni cosa, persona, idea: cisono opinioni da consultare per le propriescelte oppure da postare a seconda delleproprie esperienze personali. La retepartecipata pone tutti sullo stesso piano,ciascuno oggetto e soggetto di opinionetrasparente e condivisa. 56
  54. 54. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionali Tav.13: gli influenzatori della Generazione2.0 Influencers per un prodotto/azienda per la Gen2.0 0% 20% 40% 60% Consumatori stessi del… 42% Associazioni di consumatori 26% Professionisti riconosciuti 22% Persone comuni non… 13% Blogger riconosciuti 13% Dipendenti dellazienda 9% Lazienda stessa del… 9% Giornalisti 6% Fonte: Italia2.0 Duepuntozero DOXA 2012Per questo la Generazione2.0 non rispettal’autorità: non basta un ruolo per esserericonosciuti, occorrono le stelline e icommenti di altri per renderti leader, perdarti autorevolezza. Per la Generazione2.0,l’autorità istituzionale, per esempio, nonè buona o cattiva in assoluto, così come lemultinazionali, gli insegnanti, i giornali, gliamici o i propri genitori: ciascuno è ciò che laglobalità ha decretato, visibile in modo esplicitoe calcolato in modo matematico. Come fannogli indici che segnalano l’autorevolezza di unsito, di una persona, di un blogger:- Page Rank: è un indicatore di importanzadi un sito, frutto dell’algoritmo di Google 57
  55. 55. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionalisecondo cui le pagine più importanti suInternet sono le pagine che sono statelinkate da un maggior numero di altri siti.Più persone inseriscono nel proprio sito unlink al tuo, maggiore sarà la tua popolaritàin rete e quindi dovrai occupare di dirittoun posto più alto nei motori di ricerca. Perquesto algoritmo, inoltre, vale di più unlink che proviene da un sito molto visitato,che quello dato da siti di minor peso. Perquesti motivi il PageRank, che definisce laposizione di uscita di una pagina rispettoalle interrogazioni di Google, è un metodoaltamente democratico per determinarepertinenza e importanza di un risultato.Se sei autorevole, quindi, sei nelle primepagine di Google, e sei autorevole se altri tigiudicano tale, con i propri comportamenti. Immagine5: definizione semplificata dell’algoritmo che determina il PageRank- Authority di Technorati: è un indicatorenato per determinare specificatamentel’autorevolezza di un blog. L’indice è più altotante più volte il blog è citato da altri blog. Le 58
  56. 56. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionalicitazioni, inoltre, vengono contate una solavolta: se un blog è citato da un altro blog10 volte, verrà conteggiato un solo punto(ogni 6 mesi). Per aumentare l’Authoritynon vi sono scorciatoie: si tratta di scriverearticoli di qualità che siano in grado dicatturare l’interesse e l’attenzione di altriblogger, in modo da generare una citazione.è un valore di grande importanza per ogniblogger, perché rappresenta l’indice di stimae gradimento del web nei suoi confronti. Immagine6: screenshot del sito Technorati- Klout Score: klout è una applicazione webche consente di comprendere l’influenza diun individuo nella rete dei social networkche frequenta. Accede, dietro consenso, aidati di Facebook, Twitter, Youtube, Google+, 59
  57. 57. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionalial proprio blog per calcolare tre indicatori,successivamente consolidati in un indicatoreunico. Più volte i tuoi amici o followercliccano link, ritwittano, condividonociò che posti, più cresce il tuo score (perinciso: il nuovo algoritmo pare aver datouna ridimensionata a parecchie persone).I valori chiave del Klout score sono: TrueReach, ovvero quante persone raggiungi;Amplification, ovvero quanto influenzi lepersone, poiché queste interagiscono con ituoi contenuti; Network Impact, ovvero lacapacità di influenza del network dei tuoicontatti. Klout, inoltre, integra il sistemacon altre azioni esplicite degli utenti, chericonoscono altri come propri influencer:il tasto +K è un bottone che permette diregalare un “punto d’influenza” ad un utenteper un certo argomento. Immagine7: screenshot del sito Klout 60
  58. 58. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionali4.2. Il concetto di amicizia e di gruppoLe differenze tra la GenerazioneX e laGenerazione2.0 sono enormi, anche inriferimento ad un concetto così universalecome è l’amicizia, per adolescenti e ragazzi:tra “I ragazzi del muretto” e gli amicidi Facebook c’è un abisso in termini diampiezza, durata, significato della relazionetra i componenti.Se la compagnia del muretto ospitava unnumero massimo di circa 20 elementi, piùo meno aggregati in nuclei principali di 5-6amici (ripenso alla mia compagnia chiamata“compagnia della panchina”, addirittura), lacompagnia della Generazione2.0 aggregatain Facebook è di circa 300 amici. Comein ogni compagnia, anche tra gli amicidi Facebook si trova un po’di tutto: amiciveri, confidenti, ma anche semplici amicidi amici o conoscenti passati di là. Ladifferenza sta nel numero di relazioni che,grazie alle dinamiche sociali digitali, laGenerazione2.0 è in grado di intrattenerecon così tante persone. La consultazione diFacebook tramite telefono cellulare, inoltre,permette a questa generazione routine dicondivisione talmente frequenti e diffuse atutta la base di amici, che le relazioni restanovive più a lungo o riescono a rinvigorirsidopo anni. Postando un contenuto nel walldell’altro o più semplicemente dando unocchio alle news che scorrono in bacheca, 61
  59. 59. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionaliciascuno riceve e dà pezzi di vita e racconti,aggiornamenti e riflessioni. E’ proprio tramitequeste meccaniche che fluiscono in rete lecomunicazioni tra le persone, che propriotramite esse si avvicinano e partecipanoalla vita altrui: istanti di vita ed eventimemorabili sono pubblicati per parlare atutti (almeno ai propri amici di Facebook)e ciò permette alla Generazione2.0 dicostruire ed alimentare un sistema diamicizie aperto e ampissimo, a dispetto delnoto esperimento di Dunbar che, calcolatoin una società senza bytes, limitava a 150 ilnumero di relazioni massimo che un umanoriuscirebbe a mantenere vive in un unitàtemporale data. Tav.14: motivi dell’uso di Facebook per la Generazione2.0 Motivi di uso di Facebook per la Gen2.0 0% 20% 40% 60% 80% Per tenermi in contatto con chi non vive vicino 68% Per tenermi in contatto coi miei amici, anche quelli che frequento 67% Per curiosare, vedere un po cosa accade in giro 59% Per venire a conoscenza di iniziative ed eventi 49% Per sbirciare tra le pagine dei miei amici e conoscenti 45% Per riprendere i contatti con persone che non vedevo da tempo 43% Per avere un canale su cui comunicare come sono e come mi sento 23% Per essere aggiornato su marche prodotti o istituzioni 17% Perché ormai non si può restarne fuori 17% Per avere una sorta di diario della mia vita 12% Fonte: Italia2.0 Duepuntozero DOXA 2012 62
  60. 60. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionaliL’amicizia all’era di Facebook, proprio per ledinamiche di posting, non rischia di svanireper la lontananza o per lo scorrere del tempo:basta un invito al Social Network per nonperdere la condivisione e, anzi, migliorarela conoscenza dell’altro. I Social Network,in questo senso, facilitano le relazioni,favorendo la nascita e il mantenimentodelle amicizie che poi, val forse la pena diricordarlo, saranno esercitate e vivranno“sul campo”, nella vita reale. Facebook, insostanza, è un potenziatore dell’amicizia ela Generazione2.0 ci sta insegnando proprioquesto: l’amicizia può essere mantenutanel lungo periodo e con tantissime persone,approfondendola poi nelle situazioni offertedalla vita reale. Sotto questa prospettivarisultano non condivisibili articoli di questogenere: “L’amicizia al tempo di Facebook:non più una frequentazione continua fatta diserate, discussioni, reciproche consolazioni.Casomai, un dialogo virtuale fatto di battutetra individui che quando va bene si sonovisti due volte.” (http://www.corriere.i t / cr o nac he/ 09_ d i c e m b r e _ 2 7 / r o d o t a -amicizia-era-facebook_c06e8308-f2db-11de-98ab-00144f02aabe.shtml)4.3. La sete di experienceI siti web e i devices tecnologici sono semprepiù immediati e semplici da usare, anche nellefunzioni più articolate. Per chi ha vissuto il 63
  61. 61. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionalipassaggio dal vecchio web a quello moderno,un blog personale o l’ipad sono il risultatodella straordinaria capacità dell’uomo direndere democratici ed accessibili anche glistrumenti di comunicazione più sofisticati;per la Generazione2.0 sono lo stato naturaledelle cose. Una delle cose più interessantida conoscere per la Generazione dei BabyBoomer è la meccanica di funzionamentodei prodotti, il domandarsi cosa ci sia dietroalle cose, scoperchiare la radio e scoprirnetransistor e condensatori. La Generazione2.0ha vissuto il web 2.0 come una black box esenza domandarsi o stupirsi troppo, se ne èimmersa. Non leggono libretti di istruzioni,ma provano direttamente ad usare le cose,sapendo che, semmai servisse, potrannopostare una domanda su un forum edovranno solo attendere qualche minuto pertrovare o ricevere risposta. È questo tipodi immediate immersioni che rende il webmolto poco virtuale, per la Generazione2.0:i siti e ciò che avviene online sono cosìcome si mostrano, bisogna prendere olasciare, senza volerne comprendere originie meccaniche di funzionamento, che nonfanno altro che rimandare al mondo offline,al prima, al hardware. Se, quindi, il web nonè virtuale, per la stessa Generazione2.0,tutto è virtuale: il contatto con l’altro, ocon un prodotto, avviene in primis online, equesto conduce la relazione con la Gen2.0a valorizzare gli elementi di experience 64
  62. 62. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionaliandando oltre le valenze e il contatto fisico.Questo dà alla Gender2.0 la grande libertàdi focalizzarsi solo sull’esperienza vissuta,null’altro. In rete le esperienze sono lesensazioni provate a seguito di azioni e click:sono il connettersi ad un vecchio amicotramite Facebook, ricevere un commento aduna recensione di un ristorante su Tripadvisor,raggiungere l’ennesima visualizzazionedel video che postato su Youtube, twittareche non ci si è trovati bene con quel datoprodotto o il guadagnare un badge perun’idea postata in un sito di un’azienda sulproprio prodotto preferito.Questo atteggiamento ben stimolato dalweb, unitamente all’innalzamento mediodelle qualità intrinseche di tutti i prodotti,dalle grandi marche ai discount, suggeriscealla Generazione2.0 di porre attenzione soloall’esperienza vissuta anche nel consumo diun prodotto e servizio reale: ciò che per loroconta è la sensazione provata nel momentoin cui ci si informa, si sceglie, si consumae si parla del prodotto acquistato, non solol’atto del consumo in sè e per sè.Immersione nelle cose, tra on e offlineindistintamente; estensione dell’offerta diun’azienda a partire dal prodotto per andarefino all’ intrattenimento; eccellenza totalenell’atto di consumo, di contesto, sostanzae forma; e infine personalizzazione sono ifattori minimi essenziali per soddisfare lasete di esperienza della Generazione2.0. 65
  63. 63. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionali4.4. La co-creazioneAll’omologazione degli stili e degli acquistidei giovani degli anni ‘80’, i giovani deglianni ‘90 e dei primissimi anni del 2000hanno contrapposto la ricerca di unicità: laGenerazioneX sentiva la necessità di esprimeree rappresentare se stessa acquistando oggettidiversi dagli altri o personalizzando il prodottosuccessivamente all’acquisto. L’avere a tuttii costi un cellulare divenne, per i giovani,avere il cellulare più moderno o renderlounico con adesivi, cover e charms. Ancherispetto a questo, la Generazione2.0 fa unpasso ulteriore: crea il cellulare con l’azienda(http://lab.vodafone.it/).La naturalezza con cui la gen2.0 interviene ecrea il web, modificando tramite l’uploadingdi foto, video o singoli commenti, le paginecreate da altri, la conduce a sperimentarenuove forme di collaborazione tra pari oanche con le aziende.Ritenendo di poter contribuire a cambiaree creare ogni cosa: il consumer divieneprosumer, produttore egli stesso dimessaggi verso l’azienda, di contenuti dicomunicazione, di nuovi prodotti o anchedi servizi di assistenza collaborativa postvendita. Queste pratiche in rete dellaGenerazione2.0, inoltre, si sommano allacrescente consapevolezza delle dinamichedel marketing e alla fine della reverenzaverso i brand, aprendo quindi ad un rapporto 66
  64. 64. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionalisempre meno di sudditanza, meno utopico,molto più paritetico e critico. Nei forum didiscussione, nei siti di recensioni di prodotti,nel web in generale, la generazione2.0mette in azione la propria consapevolezza dipoter cambiare le sorti di un’azienda, anchesolo commentando un prodotto o riportandoun’esperienza personale, poiché molti -spesso milioni - di individui leggeranno quelpost e modificheranno di conseguenza lapropria opinione sul brand, in positivo o innegativo.Sono queste le nuove regole del gioco, ilnuovo asse su cui si pratica la relazionetra l’azienda e il cliente, tra il politico e ilcittadino, tra il cliente e il suo fornitore,fino a mettere in discussione i ruolicanonici delle economie di mercato,tra domanda ed offerta. Vi sono oggi inItalia non poche community di aziendeche coinvolgono il proprio consumatorenei processi di ideazione di iniziative dimarketing o anche prodotti ad essi rivolti.La Generazione2.0 partecipa attivamentea tutto ciò che la riguarda, o perché ne èdestinataria o per amore. Sfatiamo quindiil mito della generazione svogliata, pigra,passiva, senza mordente: se l’interesseverso qualcuno o qualcosa sarà alto, lagenerazione2.0 sarà la prima a mettersi ingioco fino in fondo, collaborando con gli altrie co-creando la soluzione più opportuna,sia essa un programma di sostenibilità 67
  65. 65. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionaliambientale o una nuova buonissimamerendina (www.nelmulinochevorrei.it).4.5. La comunicazione visuale“Non leggono più”, “non scrivono più”,“sembrano tutti giapponesi, sempre afotografare qualcosa con il cellulare ea postarle su Facebook”. Quante volteabbiamo sentito –e che qualcuno confessi,pensato! – queste affermazioni a propositodella Generazione2.0?Spesso, dobbiamo ammetterlo. A partel’opinabilità delle affermazioni, in un mondoweb che ogni giorno emette oltre 400milioni di Tweet, oltre un miliardo di postdi Facebook, di fronte a 3 milioni di bloggerche scrivono, solo in Italia, almeno una voltaa settimana il proprio diario, la cosa veraè che lo stile e il formato dei linguaggi stacambiando profondamente. Se da un latoun Tweet ospita al massimo 150 caratteri,dall’altro la ricchezza dei contenuti che oggipossono essere uploadati per esprimereuna propria comunicazione è sconvolgente:testo, immagini, video, musica… autoprodottio meno, stanno popolando la rete fino afarci domandare per quanto tempo ancoratutto ciò sia sostenibile con gli hardware esoftware attuali.Ancora una volta, ritengo che la chiavedi lettura della Generazione2.0 dovrebbeandare nella logica dell’ampliamento 68
  66. 66. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionalidegli orizzonti del possibile, piuttostoche dell’impoverimento, poiché proprionon ne intravedo le caratteristiche. Così,come Facebook potenzia la capacità dellaGenerazione2.0 di intrattenere rapporti adistanza, le piattaforme di video sharing,Youtube in primis, consentono ai giovanidi esprimersi e raccogliere informazioni inmodalità ancor più interattive e coinvolgenti.D’altro lato, che cosa più di una comunicazionevisuale come una foto o un video può valicarele barriera di tipo linguistico o renderesicuro di sé anche chi non ha una massimapadronanza del linguaggio scritto? È unascorciatoia? Saremo sempre più ignoranti?Io non credo: vedo una generazione chefa largo uso di tutti gli strumenti messia sua disposizione, valorizzando, conintelligenza, le diverse possibilità oggiofferte dalla rete. Certamente il compitodei genitori e dei formatori è divenuto piùcomplesso ed articolato, ma essi dovrannoprestare attenzione a questi trend, senzademonizzare o colpevolizzare chi, invece,ci sta mostrando delle nuove, fresche edimmediate modalità di comunicazioneinterpersonale. D’altra parte, non è stataproprio la RAI, con le sue trasmissioni TV adinsegnare la lingua italiana al nostro Paese,negli anni ’50? Non ritengo, inoltre, lo abbiafatto con lezioni esplicite, ma fornendomodelli di comunicazione e di linguaggio. 69
  67. 67. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionali Tav.15: attività di diffusione e fruizione video online della Generazione2.0 Videocomunicazione online della Gen2.0 92% 35% Guardo Video online Carico io stesso video online Fonte: Italia2.0 Duepuntozero DOXA 20124.6. La cura della reputazioneTra Second Life e Facebook vi è la stessadifferenza che passa tra il mondo virtualee quello reale: la Generazione2.0, pionieradei social network, ha permesso alle facce eai veri nomi di sostituire avatar e nickname,aprendo così la rete alle persone, aidialoghi, alle autentiche relazioni, favorendoun passaggio che è stato tanto sostanzialequanto irreversibile. Quando ciò accadeva laGenerazione2.0 aveva tra i 12 e i 24 anni:adolescenti o giovani universitari usavanola rete per parlare di sé, per esprimere lapropria identità, per comunicare all’esternochi e come desideravano essere. Insomma,quello che la generazione precedente eracostretta a chiudere in un diario, era tuttoad un tratto diffuso e disperso nella rete, traamici, conoscenti e - fino a quel momento -sconosciuti. 70
  68. 68. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionaliNon si sono domandati se fosse opportunoo no, o come trascrivere il diario suuna bacheca di Facebook: quello erasemplicemente il loro diario nel momento incui hanno iniziato a scriverlo. Nello stessotempo, la possibilità di osservare, più omeno liberamente, il diario altrui tramiteuna veloce ricerca con Google ha costruitoin loro la consapevolezza dell’importanzadi ciò che esiste e rimane visibile online diciascuno di noi: l’identità digitale diventareputazione nel momento in cui può farcambiare le opinioni di qualcuno nei nostriconfronti. Popolare la rete con proprimessaggi, foto, video, geolocalizzazioni nonè quindi solamente il frutto della volontà diesserci ed apparire, pur presente in largaparte della Generazione2.0, ma un attoconsapevole di costruzione della propriareputazione, anche a dispetto di quanti lamineranno con un post sulla bacheca o conun tag su una foto scomoda.Le generazioni passate ritenevano lareputazione un affare da VIP o comunquedel mondo adulto, quando la posta ingioco sarebbe diventata decisamentepiù alta: ai ragazzi si perdonava un po’tutto, considerando anche i gesti piùriprovevoli come bravate giovanili. Questo,evidentemente, vale anche oggi, manel mondo digitale ogni singola azioneo accadimento è destinato a rimanere,sempre raggiungibile dagli spider dei motori 71
  69. 69. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionalidi ricerca. Per questo l’attenzione dellaGenerazione2.0 alla propria reputazioneè ben più alta di quella prestata dallegenerazioni precedenti: scrivere e postareonline diventa un modo per avere unapropria identità e fornirla agli altri; se nonla costruisci è come se non esistessi. Ciòche invece, purtroppo, non è patrimoniodi tutta la Generazione2.0 è la logica dellalimitazione delle porzioni di sé che è il casodi diffondere o meno in modo indiscriminato:troppo spesso studenti o candidati ad unposto di lavoro mostrano degli squarci nonpropriamente edificanti di sé. Non si trattadi rendere Facebook o Youtube uno spazioserioso e quindi finto: basterebbe rendereaccessibile il proprio profilo solo ai propriamici, proprio come quando, solo con loro,si esce la sera, senza invitare professori odatori di lavoro. È per questo che il socialnetwork di Google, chiamato Google+, stadiffondendosi anche in Italia, dove il numerodi iscritti a Facebook e che hanno già acquisitouna consuetudine con il social network, èquasi pari all’intera popolazione web: conil singolo network diviso in cerchie, ognicontenuto postato ha la giusta collocazionee il proprio perimetro di diffusione, senzarischiare pericolose commistioni. 72
  70. 70. Generazione wire-less is more: i nuovi paradigmi generazionali Immagine8: screenshot del sito Google+ e le sue “cerchie” 73
  71. 71. CAPITOLO VADOTTARE LO S.T.I.L.E. DELLA GEN2.0 75
  72. 72. Adottare lo S.T.I.L.E. della Gen2.0Una generazione disillusa, concreta, senzaambizioni obbligate, responsabile delleproprie scelte come la Generazione2.0non può avere attese: non aspetta e nonsi aspetta che il proprio benessere arrivida qualcun altro o da un principio morale.La Generazione2.0, semmai, ha richiestespecifiche e non esita a comunicarle a chiarelettere a chiunque voglia relazionarsi conessa: sono istruiti, informati, pragmatici asufficienza per poter chiedere il rispetto dialcuni pilastri fondamentali dello stile 2.0.S.T.I.L.E. Gen2.0 potrebbe esserel’etichetta alla quale attenersi per entrarea relazionarsi con la tribù, cinque elementifondamentali della Generazione2.0, loromarcatori identitari e base delle richiesteverso chiunque:S - Socialità, ovvero condivisione, collaborazione, networkingT - Trasparenza, ovvero scambio di informazioni, lealtà, dialogo, possibilità di valutazioneI - Immediatezza, ovvero velocità, reattività, caducità, vivere hic et nuncL - Libertà, cioè possibilità di scegliere, accessibilità, varietà, nessun formalismo, possibilità di evadereE - Esperienza, ovvero emozioni, gioco, intrattenimento, personalizzazione, immersione 76
  73. 73. Adottare lo S.T.I.L.E. della Gen2.0 Tav.16: lo S.T.I.L.E. della Generazione2.0Crescere nel web 2.0 ha avuto conseguenzeimportantissime sulla vita di questi ragazziora maggiorenni, fino a renderli insofferentiverso qualsiasi cosa o persona non piùin linea con i dettami del 2.0, intrapresiquotidianamente  negli ambienti digitalipartecipativi. Per questo, ad esempio,li troverete spesso intolleranti verso icommessi di un negozio: rispetto a quantopossono trovare sul web, un negozio fisicopotrà rischiare di essere un ambiente pocosociale se ti offrirà ciò che ha, senza dartila possibilità di intervenire in alcun modosull’offerta o di sapere se a qualche amico lostesso capo sia piaciuto o meno, e perché;avranno già raccolto tutte le informazionionline e il negozio sarà giudicato male se 77

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