Public speaking al femminile prometeo
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×
 

Public speaking al femminile prometeo

on

  • 859 views

 

Statistics

Views

Total Views
859
Views on SlideShare
859
Embed Views
0

Actions

Likes
1
Downloads
38
Comments
0

0 Embeds 0

No embeds

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Microsoft PowerPoint

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

Public speaking al femminile prometeo Public speaking al femminile prometeo Presentation Transcript

  • C’era una volta un re …I generiLa storiaDalla piramide alla narrazione …Raccontiamoci una storia (è il primo esercizio, e sarà simile all’ultimo)
  • Alle radici della creativitàParola, segno, significatoLa metaforaIl simboloIl mitoCosa vuol dire essere creativi
  • Il potere di una storiaIeri sera prima di venire qui, ho incontrato un artista che mi ha fatto pensare. A Pietrasanta Romano Cosci mi ha detto: so che sono l’ultimo degli artisti, che non so nulla e che devo, alla mia età – 70 anni – imparare tanto. Però penso anche di poter essere più grande di Michelangelo.Come si spiega la co-presenza di umiltà e ambizione infinite?In quel momento capii che un artista deve avere entrambe le qualità.Ciascuno di noi, di voi, è un artista. Ecco perché saper sognare è importante quanto essere realisti e porsi obiettivi misurabili e raggiungibili. Un passo alla volta possiamo andare in capo al mondo.
  •  To be a person is to have a story to tell. Isak Dinesen Non sei fregato veramente finche hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla Alessandro Baricco (Novecento)
  • Perché raccontare storie … The magic of influence is less in what we say and more in how we say and who we are. This “how/who” stuff defies categories, definiction, and rational analysis. (Annette Simmons; The Story factor, Perseus Publishing 2002)
  • Perché le storie convincono … Intrattengono Fanno pensare Assomigliano alla vita (triste-allegra) Insegnano senza imporre (non sono aride come le leggi e i regolamenti) Veicolano senso Hanno molte dimensioni Sono in grado di sostenere (e di risolvere) il conflitto e il paradosso Sono metafore le più potenti (descrivono l’indescrivibile)
  • 6 storie da raccontare (Annette Simmons; The Story factor, Perseus Publishing 2002)1. “Chi sono”2. “Perché sono qui”3. “La vision”4. “… quella volta mi ha insegnato”5. “Valori-in-azione”6. “So che cosa state pensando …”
  • Chi sonoStorie che dicano qualcosa di te … che dimostrano che sei un tipo/a di cui ci si può fidare.Fatti conoscere per chi sei. Essere candidi e sinceri è un’arma.A un livello più profondo sappiamo che la vera “forza” non è la perfezione, ma il riconoscimento dei propri limiti.
  • Perché sono qui Tutti abbiamo uno scopo, un motivo, un interesse. Chi non lo avesse sarebbe sospetto. Giocare a carte scoperte è un’altra arma potente. Di nuovo trasparenza, fiducia …. Se il nostro scopo è quello di influenzare qualcuno (di convincere qualcuno) la partita si gioca principalmente sulla fiducia – fatta salva ovviamente la competenza -.
  • La vision Perché penso che la cosa ti possa interessare. Che cosa ci guadagni tu … Se non si è capaci di individuare “l’affare” per l’altro il gioco è perduto. Fin dall’inizio. Business is business. The bottom line is important. E non è solo questione di soldi … Vision è saperli convincere che possono essere eroi invece che vittime …
  • “… quella volta ho imparato” Storie di altri .. Valori Esempio: Chi non risica non rosica. Il topo di città e quello di campagna … La volpe e l’uva. L’arte della citazione.
  • Valori-in-azione L’esempio. La forza di una proposta che trascende la legge e le regole.
  • So che cosa state pensando … Se sei capace di prevedere le obiezioni che ti potrebbero essere fatte … la tua storia ha una possibilità in più di essere ascoltata. Essere capaci di spiegare la trama e i ruoli che le persone hanno (o possono avere) all’interno di essa è “potere”. Chi sa raccontare la storia migliore ha l’uditorio per sé.
  • memorabile schema di storia At the beginning everything is possible, ossia all’inizio tutto è possibile, aperto, curioso. In the middle things become possible, ossia le cose diventano serie … fino al punto della suspance, della scelta, della verità At the end everything is necessary. Tutto è cambiato, chiaro, definito…
  •  Esercizio: Racconta una storie in 2 minuti e trenta secondi.
  • Cos’è la comunicazione Da Connecting, A cultural-sensitive approach tointerpersonal communication competency. Berko et al. 1997
  • 6 elementi La comunicazione è un processo in cui si inviano e ricevono messaggi attraverso un mezzo. I suoi elementi sono: L’emittente Il ricevente Il mezzo Il messaggio Il contesto Il feedback
  • Le Caratteristiche del buon comunicatore1.Essere appropriati2. Saper bilanciare obiettivi di comunicazione in conflitto3. Sapersi adattarsi all’interlocutore4. Saper riconoscere gli ostacoli (culturali, ambientali, personali, relazionali e di linguaggio) e saperli superare5. Essere onesti/sinceri
  • La percezione di sé e la comunicazione Quando mi guardo allo specchio vedo … I miei amici descriverebbero la mia relazione con loro come … Come parte della mia famiglia mi vedo … I miei talenti sono … I miei punti di forza sono … I miei punti di debolezza o le incapacità che più mi fanno soffrire sono …
  • La percezione di sé e la comunicazione Ero … Ero … Ero … Sono … Sono … Sono …. Vorrei essere … Vorrei essere … Vorrei essere …
  • La percezione di sé e la comunicazione Indica il grado da 1 (no deciso) a 6 (sì deciso) in cui queste espressioni ti definiscono. 1 Sono una persona indipendente 2 Sono una persona allegra 3 Sono una persona affezionata 4 Sono una persona con una forte personalità 5 Sono una persona simpatetica 6 Agisco come un leader 7 Ho paura del dolore 8 Sono una persona razionale 9 Sono una persona calda e solare
  • Quanto è importante essere… (ordina da 1-meno importante- a 10 – più importante -) - ambiziosi (lavorare molto e avere aspirazioni) - di mentalità aperta (curiosi, disposti a cogliere diversi punti di vista) -capaci (competenti, efficaci) - puliti (in ordine, a posto, alla moda) - coraggiosi (capaci di combattere per difendere i propri valori) - capaci di perdonare gli altri (di accogliere) - capaci di aiutare gli altri (di darsi da fare per il prossimo) - onesti (sinceri, veritieri) - capaci di voler bene (affezionati, sensibili) - responsabili
  • Quanto è importante avere... (ordina da 1-meno importante- a 10 – più importante -) - una vita confortevole (essere ricchi) - un mondo di pace (libero da guerre e conflitti) -uguaglianza (pari opportunità per tutti) - sicurezza familiare (poter proteggere i propri cari) - libertà (indipendenza, possibilità di scelta) - felicità (contentezza) - salvezza (vita eterna) - rispetto di sé (autostima) - senso della realizzazione (saper esprimere un contributo durevole) - saggezza (un matura comprensione della vita)
  • Tu sei … La tua idealizzazione (quello che vorresti essere) Il tuo essere reale-presente Quello che dovresti essere
  • L’auto stima (non la supponenza) è utile perché… L’atteggiamento contrario blocca. Nessuno ama i musi-lunghi e gli uccelli del mal augurio. Ci permette di vedere il positivo anche negli altri (tendiamo a pensare che gli altri siano come noi). Noi vediamo le cose non come sono… ma come noi siamo (H. M. Tomlinson) Ciò che credi essere vero di te e degli altri tende ad avverarsi (principio di self-fulfilling prophecy)
  • l’umiltà è utile perché…. È segno di competenza e di potere vero È segno di conoscenza della realtà Crea simpatia
  • Che cosa comporta ascoltare?È il processo attivo di ricevere i segni, decodificarli e ricordarli. È la più importante delle qualità necessarie alla comunicazione.
  • Che cosa comporta ascoltare? 1. Percepire 2. Capire 3. Valutare 4. Rispondere
  • Ascoltare È un’attività che si apprende.
  • Si ascolta per … Capire il significato delle parole Godere il piacere della musica (potente modulatore di emozioni) Identificare qualcosa Costruire relazioni Aiutare altre persone Capire sé stessi
  • Minacce all’ascolto Il rumore Distrazioni esterne Distrazioni interne …. Si superano Con la concentrazione Con la preparazione Con l’interazione
  • Primo assioma “L’impossibilità di non comunicare” Non si può non comunicare perché non si può non avere comportamenti; il non comportamento non esiste e quindi non esiste la non comuniazione ed ogni comportamento è un messaggio. Anche rimanere in silenzio è comunicare. Questo assioma parte da un preupposto: non è possibile non comportarsi e poiché abbiamo visto che ogni comportamento, in una situazione di interazione, è comunicazione, ne discende che è impossibile non comunicare. Il fatto di non parlare, di ignorarsi reciprocamente, di isolarsi, non indica “non comunicazione”
  • Secondo assioma“Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione di modo che il secondo classifica il primo ed è quindi metacomunicazione” Tutte le comunicazioni comportano un messaggio di contenuto (notizia, informazione, dati, oggetto ecc..), ma al tempo stesso un messaggio di relazione (le istruzioni, le indicazioni, il comando/richiesta, per il ricevente sul che cosa fare del messaggio contenuto). Molto spesso è il messaggio di relazione che prende il sopravvento su quello del contenuto, gli dà il vero senso, lo classifica a tal punto che non è tanto importante l’oggetto su cui gli interlocutori si esprimono quanto come si pongano in relazione fra loro attraverso la comunicazione.
  • Terzo assioma “La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti” La punteggiatura dà forma al modo in cui le persone di autodefiniscono e definiscono gli altri e condiziona la relazione tra comunicanti. Ognuno dà le sue interpretazioni a ciò che gli succede attorno, e i vari punti di vista possono essere molto diversi, parziali o poco obiettivi; infatti ognuno vede ciò che vuole vedere e da ciò derivano delle visioni distorte della realtà.La serie, ad esempio, “mi chiudo in me stesso perché tu brontoli” - “io brontolo perché tu ti chiudi in te stesso” può continuare all’infinito se c’è difficoltà a metacomunicare sui rispettivi modi di punteggiare.
  • Quarto assioma“Gli esseri umani comunicano sia con il linguaggio analogico (non verbale) che con quello numerico (verbale)”
  • Quinto assioma “Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari a seconda che siano basati sull’uguaglianza o sulla differenza” In alcuni scambi interattivi prevale un modo di comunicare basato sull’uguaglianza, cioè le parti si pongono sullo stesso piano, l’una tende a rispecchiare il comportamento dell’altra, senza che ci sia chi prevale e domina e chi, invece, è sottomesso. Questa situazione viene denominata “simmetria”. In altri scambi prevale un modo di comunicare basato sulla differenza, cioè le parti si pongono su piani diversi: c’è chi si pone in una posizione superiore e chi in una inferiore; tra i due interlocutori può esserci integrazione reciproca o squilibrio problematico, proprio in quanto ognuno sceglie una collocazione non paritetica. Questo porsi diversamente viene appunto chiamata “complementarietà” Entrambi i tipi di comunicazione possono essere funzionali ed efficienti, ma possono essere anche problematici e disfunzionali, e ciò dipende dalla elasticità o rigidità con cui vengono attuati.
  • Presentarsi ad un colloquio di assunzione come commesso/a in un negozio di gioielli Tempo per prepararsi: 5 minuti Tempo per “presentarsi” e illustrare la propria candidatura: 3 minuti
  • “Aspetto in piedi, da dove,per prima cosa, comincerò a parlare.” William Shakespeare
  • La paura Alcune ricerche sostengono che la paura di parlare in publico è la fobia numero uno negli Stati Uniti. La paura di morire è al settimo posto.
  • First… Laprima fase di preparazione consiste nel capire la natura della gente a cui parlerete. Bisogna anche considerare come vogliamo che il nostro discorso incida sul pubblico. Che cosa vogliamo che provino, pensino o facciano, dopo che ci hanno ascoltato?
  • La preparazione Prima di scrivere il tuo discorso, fai una lista di punti che vuoi toccare (non meno di 2 non più di 5). Descrivi ogni punto con una o due frasi. Sarà più facile convincerli, se parlerai in modo concreto. Se è necessario usa i numeri. Le statistiche sono noiose ma usate con misura molto efficaci. La gente ricorda cioè che è rilevante, che ha il valore della notiziabilità e che è presentato in modo incisivo e chiaro.
  • Cosa scrivere Non tentare di buttare giù un testo perfetto subito. All’inizio butta giù le idee. Non ti preoccupare dell’ortografia, della punteggiatura o della grammatica. L’editing viene dopo. Il discorso verrà meglio se scrivi (e ti appunti) con precisione la prima e l’ultima frase, I punti di transizione e le parole chiave. Organizza il tuo discorso in tre parti: inizio, parte centrale, la fine.
  • Alcuni consigli (1) 1 Establish your credibility by briefly stating your qualifications and experience, or have someone introduce you this way. 2 Open with an attention-getting fact, rhetorical question (making sure you know what the answer will be), quotation (to support your message), or relevant anecdote. 3 You may challenge your audience, but make sure you don’t sound hostile. 4 You don’t have to start with a joke, especially if it doesn’t support your message. 5 Keep it short. Your speech should take less than 20 minutes.
  • Alcuni consigli (2) 6 Tell the audience what the problem is, what your proposed solution is, and what actions they can take to help bring about the solution. 7 When you prepare your final version, write or type the beginning, ending, and key transitions and phrases in large print, and then itemize your main points. Only write two thirds of the way down the page so it won’t be obvious if you need to look at your notes. 8 Plan a snappy conclusion that summarizes your main points. But don’t say, “In conclusion …” 9 Don’t present new information at the end of your speech. 10 Don’t just trail off at the end. Finish with an appeal for action and get out.
  • Provare e riprovare (1) Dovresti conoscere il tuo discorso abbastanza bene da poterlo pronunciare guardando appena gli appunti. Fai non meno di 3 prove e non più di 6. In piedi, mai da seduto. Lavora su una cosa per volta: gesti, voce, contenuto, o materiali visivi. Fai più attenzione per l’inizio e la fine. Prova il tuo discorso di fronte a qualcuno e chiedi critiche costruttive. Usa le pause, cambia enfasi e volume. Parla chiaramente.
  • Provare e riprovare (2)I gesti, i movimenti, il contatto visivo, aggiungono impatto, ma devono essere naturali e appropriati. Non metterti le mani in tasca. Guarda l’audience, sorridi, mantieni il contatto visivo. Focalizzati su un volto amico, finisci la frase, e muovi lo sguardo su un’altra persona. Non guardare il pavimento, il soffitto o una sola persona. Non guardare l’orologio (se ti serve mettitelo di fronte, in modo discreto). Non andare via mentre la gente sta applaudendo.
  • Esercizio: 11 speakers 11 analisti Tempo per prepararsi: 5 minuti Tempo per sostenere la propria posizione: 1 minuto e mezzo.
  • Principi di persuasività
  • Principio del contrasto Quando mettiamo a confronto due cose relativamente diverse una dopo l’altra, ne percepiamo maggiormente la differenza.
  • Contraccambio Quando qualcuno ci offre qualcosa, anche se di poco valore, immediatamente nasce in noi il desiderio di contraccambiare.
  • Coerenza Quando si prende una posizione su qualcosa o ci si impegna con qualcuno, si cercherà di difendere l’azione a tutti i costi, perfino contro i propri interessi.
  • Conformismo Molte persone tendono a conformare i comportamenti a quelli di coloro che considerano loro simili.
  • Sintonia Tutti noi tendiamo ad acconsentire con più facilità alle richieste che ci vengono da persone che suscitano la nostra simpatia, con cui percepiamo una sintonia immediata.
  • Autorità In molte persone è rilevabile una grande disponibilità a seguire fino all’estremo l’ordine di una autorità.
  • Scarsità Le opportunità ci appaiono più desiderabili quando la loro disponibilità è limitata.
  • Parole potenti Per favore e grazie Perché Altre parole (benessere, salute, felicità, verità, sicurezza, giusto, migliorare, profitto, divertente, meritare, scoprire, amore, libero, vantaggio, valore, risultati, nuovo, facile, fiducia, denaro, potere, garantito, vero, tu, noi, vitale, gioia, investimento, comfort, dimostrato, opportunità, crescita
  • Linguaggio ipnotico Non usare il “non”, dire le cose in positivo Potrebbe, forse, se …. Ovvio, come già tu sai …
  • Persuasione e potere Il potere è la capacità di distribuire risorse e di prendere e imporre decisioni. L’influenza è un’estensione del potere ed è il meccanismo attraverso il quale le persone utilizzano il potere per modificare il comportamento o gli atteggiamenti altrui.
  • Persuasione e potere Il potere si ha. L’influenza si fa (si esercita)
  • influenzare Per influenzare con successo bisogna essere disposti a farsi influenzare. Lasciarsi influenzare è una dimostrazione di fiducia e di rispetto.
  • Tattiche per influnzare Inquadrare il problema per determinare il risultato. Usare le informazioni per influenzare il pensiero altrui e i risultati. In una crescente complessità ha più potere d’influenza chi ha competenze di tipo tecnico.
  • reputazione Un individuo che sviluppi una reputazione caratterizzata da uno sguardo oggettivo, razionalità e sincerità – tutti segni distintivi del potere personale – potrà usare informazioni che possiede per influenzare le discussioni e le decisioni chiave.
  • persuasione Unisce arte e scienza. Richiede la capacità di creare fiducia. Si basa sulla raccolta ordinata e sull’analisi delle informazioni, sulla solida comprensione del comportamento umano e su abilità comunicative ben sviluppate.
  • credibilità È la pietra angolare della persuasione.  Fiducia (mostrare le 2 facce della medaglia; mantenere le promesse; mantenere il riserbo; congruenza con i propri valori; accettare idee altrui; capire gli interessi degli altri).
  • Identificare i centri di influeza Decisori Stakeholder chiave Persone in grado di influenzare altreLa mappa di influenza (attenzione a non essere e apparire manipolatori)
  • Analizzare la ricettività dell’interlocutore Monitorare le reazioni Valutare il linguaggio del corpo Parlare con persone ben informate
  • Individuare gli stili decisionali Il pensatore (logica, poco propenso al rischio) dati, informazioni, fatti. Lo scettico (critica tutto ma alla fine sceglie basandosi sull’emozione) creare il massimo della credibilità, stare al gioco, passare dalla sua parte. L’emulatore (segue chi ha il potere o la maggioranza) offrire ricerche di mercato, il parere degli opinion leader. Il controllore (non emotivo, molto analitico, convinto delle sue idee e poco aperto) argomentazioni chiare e strutturate evidenziare i risultati.
  • Cominciare dalla testa Struttura  problema-soluzione  Le due facce … e confutarne una  Causa effetto  Sequenza sulla motivazione
  • Il cuore Descrizioni vivide Metafore Analogie Storie
  • Vincere le resistenze Sfiducia Paura
  • Significante, segno, significato Il suono rosa, o le 4 lettere della parola, sono significanti per il concetto relativo all’oggetto reale fatto di petali e di un gambo con le spine. Il significante (suono o parola scritta) in sé stesso non è un segno fino a che qualcuno lo riconosce come relazionato al suo significato (il concetto). Per esempio per chi non sapesse l’italiano il suono rosa non significa nulla perché non è un segno, ma sono un suono incomprensibile.
  • Il segnoUn segno, in linguistica, non è quindi né la parola in sé né l’oggetto a cui si riferisce, ma la relazione tra le due.Non c’è nulla di necessario nella relazione tra una data parola come significante e l’oggetto significato. È una relazione arbitraria di natura sociale.
  • I significati di un segnoDenotativo: la cosa in séConnotativo: associazione, simboloIconico: onomatopeico
  •  If narrative is the way we construct our sense of identity, metaphor is how we think, especially in areas in which we need to build our knowledge of the unknown by comparison with the known. T.R. Wright Theology and Literature 1988
  • Metafore Il linguaggio può essere visto come un sistema di simboli parallelo alla realtà, il cui scopo è unire forme e significato. In questo senso il linguaggio è sempre metaforico.
  • Metafore Sono metafore tutte le forme del discorso che raggiungono il loro effetto attraverso associazione, comparazione e somiglianza. Forme come: Antitesi: Molti sono i chiamati (tesi), pochi gli eletti (antitesi) Iperbole: Versare un fiume di lacrime… aspettando per un eternità Metonimia: La Casa Bianca (per il Pres. Degli USA). Il tribunale (per il giudice). Similitudine: Comportarsi come un elefante in un negozio di cristalli. Essere come un pesce fuor d’acqua. Essere cocciuto come un mulo.
  • Metonimie Il nome della causa per quello dell’effetto: vivere del proprio lavoro Del contenente per il contenuto: bere una bottiglia Della materia per l’oggetto: sguainare il ferro Del simbolo per la cosa: tradire la bandiera Del luogo d’origine per la cosa: un fiasco di Chianti Dell’astratto per il concreto: eludere la sorveglianza
  • Il simbolo Qualcosa che rappresenta qualcos’altro attraverso l’associazione figurativa o la connotazione. Per esempio una bandiera rappresenta un dato Paese, o una sorgente d’acqua indica l’idea di freschezza e di purezza.
  • Il mito Le parole greche mythos e logos significano entrambe parlare, la prima fa riferimento ad un linguaggio poetico, emotivo, la seconda ad un linguaggio analitico, argomentativo. Il mito è una narrazione antica che fa uso di simboli. Può essere in contrapposizione con storia/vera (mito/fantastico).
  • Che cosa vuol dire essere creativi Vedere nuove relazioni Realizzare/scoprire qualcosa di nuovo associando cose conosciute Per comunicare bisogna essere creativi (ciò che è scontato – già saputo - è noioso; ciò che è nuovo è interessante).
  • Come dipanare la matassa Chiarezza, ordine, collegamenti benpensati, secondo una logica stringente ma non scontata.
  • Lo schemaPreparare lo shema di un intervento è un po’ come costruire una casa: si comincia dalle fondamenta, l’apertura, e si va avanti pietra dopo pietra, ma sempre seguendo un progetto. Lo schema è al servizio del pubblico, del suo coinvolgimento, non al servizio dell’oratore o del suo metodo di lavoro. Chiarezza e organizzazione dei contenuti dovrebbero pertanto andare a braccetto con profondità, arguzia e capacità di stimolare l’interesse: caratteristiche che coinvolgono prima della struttura dell’intervento, quella della singola frase.
  • 1. Blocchi da costruzioneLo schema dell’intervento detto dei “blocchi da costruzione” fa sì che ogni frase sia collegata a quella successiva.Il fine è far sì che chi ascolta passi da un periodo ad un altro desiderando di saperne di più. In pratica ciascuna informazione fa scattare una domanda che verrà risolta dalla frase che segue.
  • 2. CronologicamenteL’approccio cronologico definisce un prima e un poi e, se si vuole, un durante.È tra i più classici schemi di narrazione.Una sua versione semplificata è quella che elenca il primo punto, il secondo il terzo, il quarto… Mai più di cinque punti in un’intervento breve.
  • 3. La mappaLo schema che insiste sull’organizzazione spaziale funziona come una mappa: si presentano luoghi, si esplorano aree ampie o circoscritte, ci si ferma sui particolari, si possono fare movimenti rapidi o lentissimi, usando perfino tecniche mutuate dal cinema.
  • 4. I pareriQuando l’intervento mette a confronto persone o fonti diverse, è possibile organizzarlo secondo “citazioni” significative.I punti di vista si espongono o commentano.Si possono anche costruire opposizioni, assonanze, ripetizioni.
  • Il puzzleUn altro possibile schema risponde all’immagine del “puzzle”.In questo caso la storia acquista la sua leggibilità verso la fine dell’intervento.Il senso viene dato dal collegamento che le diverse “immagini” hanno tra di loro, un po’ come succede in un “giallo” dove ogni fatto raccontato ha una ragione che sarà svelata solo in fondo.
  • Ma la fantasia …I progetti o gli schemi possibili per “dipanare la matassa” sono infiniti così come lo sono le storie che si possono raccontare.Quelle che abbiamo elencate sono possibili soluzioni applicabili singolarmente o in modo combinato. Come sempre sarà il contenuto – e il pubblico a cui ci dobbiamo rivolgere - a dare indicazioni utili sulla scelta più appropriata.
  • I 18 segreti dei grandi oratori della storia By James C. Humes
  • 1. Il potere della pausaI stand in pause where I shall first begin.Willian ShakespearePrima di cominciare a parlare guarda negli occhi ciascuno dei tuoi ascoltatori. Ogni secondo che aspetterai renderà più forte il tuo incipit.Stand, stare and command your audience.Gli uomini e le donne acquistano “statura” attraverso il silenzio “strategico”.
  • 2. Il potere di aprire beneComincia senza esitazioni.Ossia:- senza ovvietà; senza “catpatio benevolentia”- meglio … una schioppetata; o la forza del leader.
  • 3. Il potere dell’abitoL’abito fa il monaco.Adotta uno stile che ti sta bene indosso, e che ti possa far identificare.
  • 4. Il potere di avere un obiettivoSpeak plain and to the purpose.William ShakespeareQual è il tuo obiettivo?Un discorso è come una sinfonia: può avere tre movimenti ma deve avere una melodia dominante.Una volta che hai identificato il tuo obiettivo, tutto sarà diretto a quello scopo.
  • 5. Il potere della brevitàMeno è di più.I lunghi discorsi sono come i libri senza punteggiatura.Incisività è decisività.Racconta una storia, non un discorso.Non dire tutto. Corto è più affilato, breve è meglio.
  • 6. Il potere della citazioneQuelli che non citano mai, non saranno mai citati.Benjamin DisraeliCita solo ciò che conosci bene.
  • 7. Il potere dei numeriA statistic should tell a story.Margaret ThatcherPer il massimo della credibilità, citando un dato numerico, tira fuori una scheda, indossa i tuoi occhiali da lettura e leggi …Non annoiare con troppi dati.Arrotonda i numeri.Fai percepire i numeri attraverso relazioni significative per l’audience.
  • 8. Il potere della presenzaLa voce e la presenza è sempre meglio delle slides.Rinforza con le immagini, non sostituire.Visual display should not be your security blanket, but rather a hankerchief to pull out of your sleeve.
  • 9. Il potere dell’umorismoLe storielle non vanno lette.
  • 10 Il potere delle paraboleI concetti sono teoria, le storie sono “pratica” e concretezza.Le esperienze personali sono una miniera.
  • 11 Il potere del gestoI gesti dicono più delle parole. San Francesco docet.La leadership talvolta chiede più di parole, chiede fatti.
  • 12. Il potere di chi parla e non legge Mai parlare guardando in basso. La tecnica di See – Stop – Say Le pause sono ciò che trasformano il discorso in una conversazione. Quando ti fermi, come per pensare, sembri più sincero
  • 13. Il potere della poesia Il discorso è fatto per l’orecchio, non per l’occhio. Un disco è poesia senza forma e senza rima.
  • 14. Il potere del testo Contrast Rhyme (assonanza) Echo (ripetizione dei nomi, dei verbi) Alliteration (usare parole che cominciano con la stessa lettera) Metaphor
  • 15. Il potere delle domandeUna domanda interpella.Non chiedere, se non sai la risposta.
  • 16. Il potere attivo Le voci passive sono sbiadite, vaghe, contorte, più lunghe (manca il soggetto). Voce passiva = Mente passiva The passive is for cover your ass types, but the take- charge leaders. La voce attiva dà forza, quella passiva è senza midollo e uccide il discorso.
  • 17. Il potere della chiusura L’ultima impressione è quella che rimane. Chiudendo appellati alle emozioni: l’onore, la speranza, l’amore e in certe occasioni la paura.
  • 18. Il potere di essere audaci Sorprendi la tua audience. Osa essere diverso.
  • Elementi di retorica aristotelica “La parola è un potente signore che, pur dotato dicorpo piccolissimo e invisibile compie le opere più divine .Essa può far cessare il timore, togliere il dolore, dare unagioia, accrescere la compassione. Chi la ascolta è invaso daun brivido, dal terrore, da una compassione che strappa lelacrime e da una struggente brama di dolore. Il fascinodivino che suscita la parola è anche generatore di piacere epuò liberare dal dolore. La forza dellincantesimo,accompagnandosi allopinione dellanima, la seduce,persuade e trasforma per mezzo del suo incanto." Gorgia da Lentini, Elogio di Elena
  • Aristotele 384 – 322 a.C.Allievo di Platone, fondò ilLiceo ad Atene, e sviluppòun sapere di enormeampiezza.Intuì o definì alcune delleprincipali nozioni su cui poisi sviluppò il pensierooccidentale: sostanza, atto,virtù, spazio e tempo, ecc.Descrisse il sillogismodando la base a tutta lalogica successiva. 109/38
  • Opere di Aristotele Scritti “essoterici” Scritti “esoterici” Opere destinate alla lettura Un insieme di testi realizzatidel grande pubblico, scritte in bello come appunti di studio, comestile, su una grande varietà di dispense per un utilizzo interno alargomenti. Peripato. Hanno uno stile non letterario. Sono andate tutte perdute.Ci restano qua e là pochi frammentisparsi Organon (scritti di logica) - Etica Tutte le Opere che ci sono Nicomachea – Etica Eudemia - pervenute, - anche la Retorica - Grande Etica appartengono a questo insieme di Il cielo – La generazione e la scritti. corruzione – Ricerche sugli animali Metereologici - Fisica – Metafisica – L’Anima – Politica – Costituzione degli Ateniesi – Retorica – Poetica – Altre opere minori 110/38
  • La RetoricaAristotele rappresentasicuramente il più accreditatostudioso e insegnante di retoricadi tutti i tempi. Il suo trattatosull’arte retorica è l’unico delmondo greco che ci siapervenuto.
  • Cos’è la retorica La retorica è una conoscenza che riguarda cose che incerta misura sono patrimonio comune di tutti gli uomini, e nonappartengono a nessuna scienza specifica. Tutti partecipano inun certo senso della retorica, perché tutti in un qualche modosono impegnati ad esaminare e sostenere un certo argomento, adifendersi, a giudicare. «Gli uomini, per la maggior parte fanno tutto ciò o senzaalcun metodo, o con una familiarità che sorge da unadisposizione acquisita. Ma è possibile esaminare la causa e laragione per cui quelli che sono bravi in questo raggiungono ilproprio scopo». La retorica è definita come la facoltà di scoprire ilpossibile mezzo di persuasione riguardo a ciascun soggetto.
  • La divisione del trattatoI libro: l’oratoreVi si tratta principalmente della concezionedelle argomentazioni, nella misura in cuidipendono dall’oratore, dal suo adattarsi alpubblico, e questo secondo i tre geneririconosciuti del discorso II libro: il pubblico Vi si tratta delle emozioni e di nuovo delle argomentazioni, ma questa volta in quanto sono recepite (e non più, come nel primo, concepite)III libro: il messaggioVi si tratta della elocutio, cioè delle figure edella dispositio, cioè dell’ordine delle partidel discorso. Originariamente il terzo librocostituiva un trattato a sé, che poi venneintegrato con gli altri due 113/38
  • I tre generi di discorso retoricoDeliberativo Che relazione hanno queste occasioni della vita sociale grecaNelle assemblee che devono con noi e il nostro tempo?fare le leggi. Si devepersuadere il proprio pubblico L’essenza di questi discorsi lasoprattutto sul futuro ritroviamo anche oggi - nelle riunioni di lavoro, nei consigli per prendere delleGiudiziario decisioni in azienda, in una associazione, in università.Nei tribunali. Si devepersuadere circa azioni passate - Quando si tratta di giudicare un fatto o di difendere una persona. - quando semplicemente bisognaEpidittico fare un brindisi o salutare ilDiscorso di pubblica lode di pubblico in un evento.qualcuno, o di celebrazione: siriferisce soprattutto al presente
  • Una premessa eticaLa retorica non è una tecnica o un’arte sganciata dalcontenuto etico delle argomentazioni, o delle questioni.Qualcuno potrebbe criticarla in questo senso (ricordiamole accuse mosse ai sofisti). Ma Aristotele la difende…1) I contenuti non sono mai indifferenti, ma quelli veri ebuoni sono per loro natura più adatti all’argomentazione epiù persuasivi2) In ogni caso la retorica è come tanti beni (denaro,potere, forza, ecc.) che possono essere utilizzati per finibuoni o per fini cattivi. Non basta possedere l’arte, mabisogna farne buon uso.3) Se è vergognoso non sapersi difendere con le propriebraccia, sarebbe ben più vergognoso non sapersi difendereper mezzo della parola, il cui uso è più proprio dell’uomo diquello delle braccia.
  • L’argomentazione I trattati di tecnica retorica che lo avevanopreceduto, secondo Aristotele non avevanoafferrato l’essenziale. E si erano occupati solo deglielementi accessori del discorso trascurando ilnucleo centrale dell’arte di persuadere:l’argomentazione. Le argomentazioni possono essere nontecniche, come le testimonianze, le confessioni(anche quelle ottenute sotto tortura…), idocumenti scritti. Oppure possono essereargomentazioni tecniche 116/38
  • Argomentazioni Tecniche Il discorso stesso Quest’ultimo è il tipo«La persuasione si ottiene quando più essenziale dimostriamo il vero o ciò che appare tale argomentazioneattraverso i mezzi di persuasione più persuasivaappropriati in ogni caso» Il “carattere” dell’oratore «La persuasione si realizza per mezzo del carattere quando il discorso sia fatto in modo da rendere credibile l’oratore: noi infatti crediamo alle persone affidabili in misura maggiore e con più prontezza riguardo ad ogni questione in generale, e completamente, in quelle che non comportano certezza assoluta ma varietà di opinioni»La capacità di predisporre il pubblico«La persuasione avviene anche quando gliascoltatori siano condotti dal discorso a provareun’emozione. I giudizi non vengono emessi allostesso modo se si è infuenzati da sentimenti didolore o di gioia, oppure di amicizia o di odio» 117/38
  • L’argomentazione C’è un parallelismo tra la retorica e la dialettica. L’una è l’arte della persuasione, l’altra è l’arte della dimostrazione. La dialettica dimostra le cose attraverso Induzione: trarre da vari casi particolari una regola generale Deduzione: partendo dai principi dimostrare un caso particolare (questo avviene con il sillogismo)Parallelamente la retorica produce le sueargomentazioni in due modi: L’esempio: detto anche induzione retorica, che consiste nel convincere che un certo fatto avviene sempre in un certo modo mostrando casi concreti. L’entimema: detto anche sillogismo retorico, che consiste nell’argomentare logicamente da alcune premesse alcune conclusioni
  • L’esempio Esempio reale Si racconta un fatto storico o Esempio inventato attuale, ma comunque reale Si tratta delle favole che vengono simile a quello su cui bisogna raccontate. Vanno create come le convincere. parabole, e devono contenere una (P.es. il Gran Re e la conquista analogia che deve essere colta dal dell’Egitto) pubblico - Metodo molto usato nei giornali (esempi in Ret. II, 20. Stesicoro, al giorno d’oggi per dimostrare sorteggio degli alteti) un’idea si racconta una storia che la incarna. Gli esempi vanno utilizzati quando non si dispone di entimemi. Oppure vannomessi alla conclusione del ragionamento, per arricchire e dare forza aglientimemi, ma non hanno la stessa forza persuasiva di questi. Quando li si pone in principio dell’argomentazione devono essere molti,perché un esempio da solo non è credibile.
  • L’entimema Cos’è un sillogismo? Un ragionamento formato da tre proposizioni di cui le prime due sono premesse e la terza conclusione. Esistono vari generi di sillogismo, che Aristotele ha definito in una serie di figure, operando diverse distinzioni tra i vari generi di proposizione. Due esempiSillogismo BARBARA(tre universali affermative Sillogismo BAROCOTutti gli uomini sono mortali (una univ. aff. e due particolariSocrate è un uomo negative)Socrate è mortale Tutti gli uomini sono razionali Alcuni animali non sono razionali Alcuni animali non sono uomini
  • L’entimema L’entimema si basa sullo stesso principio delsillogismo ma ha alcune caratteristiche specifiche legate alfatto che non deve essere una dimostrazione logicastringente, ma una dimostrazione col fine di persuadere.  Non è necessario che si basi su premesse assolutamente vere, ma più spesso si basa su premesse probabili o verosimili.  Può riguardare anche argomenti futuri, facendo previsioni, proprio perchè non si basa sulla certezza, ma sulla verosimiglianza.  Deve essere di facile comprensione, e deve costituire un ragionamento chiaro, lineare, ed espresso con termini comuni.  L’entimema si fonda su probabilità, segni e prove Non tutto, nel discorso va dimostrato con unentimema: si devono solo dimostrare i punti in questione.Sarebbe assurdo sforzarsi di argomentare su un punto che giàtutti condividono.
  • Oggetto dell’argomentazione e luoghi comuni Il fine specifico dei discorsi è convincere riguardo a tre categorie Giusto – ingiusto ret. giudiziaria Utile – nocivo ret. deliberativa Bello – brutto ret. epidittica La retorica deve studiare i “luoghi comuni” che sono comegli schemi concettuali all’interno dei quali si formano gli entimemi.Le diverse scienze hanno ciascuna i suoi “luoghi specifici”. Laretorica ha come dei macroschemi, molto generali, che le servonoda guida per costruire le argomentazioni. Questo vuol dire che generalmentePossibile – impossibile un’argomentazione ha comeEsistente – inesistente obbiettivo di mostrare la possibilità oMaggiore – minore l’impossibilità di una cosa, la sua maggiore o minore utilità, la verità di un fatto o la sua falsità
  • Altri “luoghi” (topoi) su cui si costruiscono gli entimemiI contrari (essere temperanti è un bene poiché l’intemperanza è dannosa)Termini in rapporto reciproco (se è buona l’azione subita è buona anche quellafatta)Il più e il meno (se neppure gli déi sanno tutto difficilmente lo sapranno gliuomini)Il tempoVolgere accuse ricevute (mostrare che chi accusa compie le stesse azioni)Dalla definizioneDistinguere i diversi significati di una parolaDalla DivisioneDa un giudizio precedenteDalle partiPartire dalla conseguenzaSviluppare conseguenze degli oppostiIl fine e la causaIl vero non verosimile (è vero proprio perché non è verosimile)Esaminare le contraddizioni della parte avversa
  • Informazione L’informazione è alla base della capacitàretorica, e della possibilità di costruire argomentazioni,perché queste si basano sulle informazioni a nostradisposizione. Non è un buon oratore chi non è capace diraccogliere informazioni su ciò di cui deve parlare. L’informazione deve essere completa,congruente e ben selezionata. Bisogna aver chiaro findall’inizio cosa si deve conoscere per poter parlare conproprietà di un certo argomento.
  • Considerazioni sull’uomo Una grande parte della Retorica è dedicata adosservazioni di carattere generale sulla vita umana,Sono considerazioni molto intelligenti e azzeccate, emanifestano lo spirito di osservazione di Aristotele, maanche la sua convinzione che per tenere dei discorsiefficaci bisogna conoscere l’animo umano Ciò che la gente pensa o crede Come le persone tendono a comportarsi in certe situazioni Cosa apprezzano, cosa ammirano Cosa e chi tendono ad amare e cosa li rende aggressivi Qual è il modello di vita ideale. Ecc.
  • Alcuni esempi Cosa vuol dire essere fisicamente forte In cosa consiste la ricchezza Cos’è l’onestà Che vuol dire godere di buona reputazione Le virtù proprie dell’uomo e quelle proprie della donna Cos’è un bene, e cosa gli uomini considerano beni (cit. p.51) Come si stabilisce cosa è più utile o più buono tra due possibilità? Virtù e vizio Giustizia, ingiustizia  Desiderio (cit. p.89) Il piacere Perché l’uomo vuole vendetta Chi è che commette ingiustizia, e per quali motivi (cit.p.100) Chi è che subisce ingiustizia e per quali motivi (cit. p. 103)
  • Cosa ci trasmette questa attenzione enorme di Aristotele per lacomprensione di tutto ciò che riguarda gli uomini?  Che è importante farsi molte domande, cercare i perché delle cose che succedono. Risulta convincente e chiaro nel discorso chi mostra di aver capito i motivi delle azioni, chi è capace di fare previsioni fondate su considerazioni intelligenti e non superficiali.  Per Aristotele il retore deve saper elaborare la forma di un discorso, ma soprattutto deve essere in grado di padroneggiare il contenuto
  • Il carattere dell’oratoreÈ la seconda delle argomentazioni tecniche, dopo ildiscorso stesso. La trattazione di Aristotele è moltorapida.A rendere un oratore credibile sonoIntelligenzaVirtùBenevolenzaEd è mancare di una di queste tre caratteristiche chepuò compromettere la sua credibilità
  • Le emozioniIl libro II della Retorica contiene una delle trattazioni più acute sulleemozioni umane.Considerate nell’ottica del retore, le emozioni sono disposizioni chesi possono indurre nel pubblico, per ottenere più facilmente l’effettopersuasivo del discorso.Per suscitare un’emozione nel pubblico bisogna conoscere tre coseIn quali disposizioni d’animo si è soliti provarlaNei confronti di chi la si provaIn quali circostanze questo è solito avvenire.Aristotele fa un elenco di emozioni (e sentimenti) e perciascuna espone tutte queste caratteristiche. Noi vedremo solole definizioni generali
  • Un desiderio di aperta L’iravendetta, accompagnatoda dolore, per una paleseoffesa alla nostra persona,o a qualcuno a noi legato,quando l’offesa non erameritata 130/38
  • La pauraUna forma disofferenza o unosconvolgimento chederiva dallaprefigurazione di unmale imminente checausa rovina o dolore 131/38
  • La vergognaUna forma di sofferenza o di sconvolgimentorelativa ad azioni colpevoli presenti, passate ofuture, che portano disonore
  • La riconoscenza (Charis) È unatteggiamento positivonei confronti di qualcunoche ha compiutoun’azione concreta diservizio – gratuito esenza altri fini – ad unoche ne aveva bisogno.
  • La compassione Una forma di sofferenza di fronte alla visione di unmale manifestamente rovinoso o doloroso che ricade suuna persona che non lo merita. Un male che anche noipossiamo attenderci di subire 134/38
  • Lo sdegno Al contrario dellacompassione, che è sofferenza difronte alla sfortuna altruiimmeritata, lo sdegno è dolore difronte a una grande fortunacapitata a chi non la merita 135/38
  • L’invidia Simile allo sdegno, l’invidia si rivolge peròverso i simili e quelli di pari condizione. Essa èdolore per il semplice fatto che l’altro abbia uncerto bene di cui io sono privo 136/38
  • L’emulazioneUna forma di sofferenza nel constatare la presenza, in persone simili anoi per natura, di beni tenuti in grande considerazione e che è possibileanche per noi ottenere, sofferenza che deriva non dal fatto che un altropossiede questi beni, ma dal fatto che non li abbiamo noi (per questol’emulazione è un sentimento onesto, mentre l’invidia è spregevole, inquanto il primo si accinge ad ottenere quei beni, il secondo a impedireche chi gli è vicino li abbia). L’emulazione comporta una certa stima, eporta ad imitare l’altra persona, per eguagliarla. 137/38
  • Siamo vicini alla conclusione Anche Aristotele suggerisce di far sì che l’ascoltatore intravveda la fine del discorso, perché è come un atleta, che quando ha in vista l’arrivo si fa coraggio e continua a correre 138/38
  • Lo stile La chiarezza: Usare i termini in senso proprio Non adottare un registro troppo alto né troppo basso Ornare talvolta lo stile con termini esotici, cheattraggono l’attenzione, ma farlo in maniera nonartificiosa: deve riuscire naturale e sempre chiaro Lo stile va adeguato alla questione di cui si tratti Lo stile deve anche rispecchiare l’oratore, perrenderlo credibile (un giovane non può parlare comeparlerebbe un vecchio, e viceversa) Lo stile infine deve adattarsi al tipo di colorituraemotiva che si vuole creare.
  • Lo stile Quando si dice qualcosa di esagerato bisognaautocensurarsi in anticipo, per mostrare che si sache si sta esagerando. (dirò un’enormità: …) Avere un certo ritmo Esporre con ordine le premesse del discorso,perché il resto diventi comprensibile Trarre le conclusioni in maniera chiara Quando si racconta una storia, dividerla in partiperché non ne risulti una narrazione unica, che siseguirebbe con difficoltà Limitarsi a richiamare cose o vicende note, senzarispiegarle: il pubblico già le conosce, e siannoierebbe
  • Espressioni brillantiSi può imparare a crearle per talento naturale o per esercizio. Sono quelle espressioni che fanno comprendere qualcosa di nuovo. Affermazioni che non sono scontate e banali, ma neanche oscure e incomprensibili. Detti intelligenti che aprono un nuovo “orizzonte di senso” sulle cose. La più importante delle espressioni brillanti è per Aristotele la Metafora Questi argomenti sono stati molto ripresi nel barocco, che ha avuto un grande interesse per l’uso sorprendente del linguaggio
  • MetaforaÈ lo strumento più bello e più efficace perché è al tempo stessochiara, originale, e piacevole. Per costruire metafore è necessariosaper vedere l’analogia.Le metafore sono una sorta di enigma. Istituiscono come unaproporzioneDato che A : B = C : D, utilizzo A e B per parlare di C e D.(Cit. p. 333.)La Metafora mette davanti agli occhi ciò di cui si parla,condensandolo in un’immagine.La metafora è un oggetto linguistico molto studiato anche al giornod’oggi, in quanto è ricchissimo di valenze (oltre che di fascino) nellafilosofia, la poesia, la logica, la retorica, la semiotica
  • Metafora Tu fior de la mia pianta percossa e inaridita (Carducci)Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo distrade (Ungaretti) e prego anch’io nel tuo porto quiete (Foscolo) Piove senza rumore sul prato del mare (Pavese) Sono i tuoi puri occhi due miracolose corolle, sbocciate a lavarmi lo sguardo. (A. Pozzi)
  • Catturare l’attenzione A quattro cose noi prestiamo attenzione, e questo un retore deve saperlo Ciò che è grande  Ciò che è piacevole Ciò che ci riguarda  Ciò che è sorprendente  L’attenzione tende a calare durante il discorso più che all’inizio. Per questo non serve richiamarla all’inizio, ma solo da un certo punto in poi
  • Saper argomentare
  • Sostenere una tesi in modo convincente comporta:La consapevolezza che si tratta di una tesi e che altri potrebbero pensarla diversamente.Che ci sono ragionevoli motivi per preferire un punto di vista rispetto ad un’altro.
  • Per sostenere una tesi bisogna …Illustrare il proprio punto di vista in modo chiaro e sintetico…Fornire le proprie ragioni appellandosi a principi; valori condivisi; verità riconosciute - I perchéFornire dati, esperienze, fatti o opinioni autorevoli a supporto delle teorie - gli esempi
  • Il percorso …Chiarire il proprio punto di vista. Raccogliere ragioni ed evidenze (i principi generali e i casi concreti) Vagliare le prove che si offrono all’uditorio in termini di: - Accuratezza e vicinanza nel tempo - Completezza - CredibilitàIdentificare le giustificazioni e le credenze che sottointendono l’argomentazione e considerare se gli ascoltatori le accetteranno
  • Fai attenzione a1. Essere credibile2. Ricorrere a valori e credenze condivise3. Usare le informazioni con onestà4. Citare le fonti senza strumentarlizzarle5. Rispettare l’emotività del pubblico6. Avere un approccio bilanciato
  • Come trattare i punti di vista avversiSe presenti un punto di vista diverso, fallo con onestàConsidera la possibilità di attaccare tesi avverse. - attacca la tesi, le prove, i principi, le giustificazioni e le cose credute.Considera la possibilità di fare concessioni ad altre posizioni.
  • Errori da evitareNon attaccare mai le persone.No al ragionamento circolare.No alle generalizzazioni.Non confondere post hoc, ergo propter hoc ( la causalità non è la sequenza temporale).No ai falsi dilemmi.Non usare la tattica dei casi limite presentati come regola generale.No alle catene interminabili non provateNo alle false analogieNo alla verità di popolo
  • L’arte di ascoltareIdee e spunti da un manuale pratico per apprezzare il silenzio e dar valore alle parole di Francesco Torralba
  • L’ascolto non è semplice passivitàÈ meraviglioso trovarsi in compagnia di una persona che sa ascoltare: senza conoscerne la ragione precisa, vogliamo rimanere con lei il più a lungo possibile.Ascoltare significa saper rimanere in disparte, praticare la discrezione, essere ricettivi verso gli altri. Possiamo crescere solo acuendo al massimo le nostre percezioni, affinchè la meraviglia che ci circonda trasformi il nostro essere.
  • 1. Ascoltare e sentireL’ascolto è un atto intenzionale, voluto, selettivo, il cui obiettivo è comprendere.Sentire è fisiologico.L’ascolto è la risposta a una ricerca. È correlato ad una aspettativa che ci siamo creati.Nessuno può obbligarci ad ascoltare.Ascoltare significa essere disposti a scoprire che non siamo nel vero.Volontà di capire è la base dell’atto dell’ascolto.
  • 2. Rimuovere i pregiudiziL’ascolto esige una depurazione preliminare dai pregiudizi che offuscano l’immagine dell’altro. L’altro va sempre oltre l’immagine che ci creiamo di lui.Il dialogo e la pratica del viaggio interiore sono due potenti antidoti contro il pregiudizio.
  • 3. Prendersi il tempo necessarioL’arte del saper ascoltare richiede tempo.Mentre ci impegniamo ad esprimerci, acquisiamo una comprensione più prodonda di noi stessi.Non finiamo mai di dire tutto.Concedere tempo all’altro per consentirgli di esprimersi è un requisito basilare.Esiste il tempo dell’espressione, ma anche quello della comprensione (da adulti comprendiamo le parole che nostro nonno ci diceva da bambini).Il tempo della risposta è posteriore a quello della comprensione (altrimenti c’è incomunicabilità).
  • 4. Sgonfiare l’egoAscoltare significa voler entrare nel mondo dell’altro. È un modo di decentrarsi e dimenticare sè stessi per riempire la vita mentale con le parole dell’altro.L’ascolto è un atto di ospitalità.L’ascolto è anche un’incursione, quasi un’intrusione, nell’interiorità dell’altro.Ascoltare solo chi conferma le nostre tesi è un falso ascolto perché non c’è apertura.Ciò che abbiamo ascoltato plasma quello che siamo. La capacità di instaurare un dialogo è la vera umanità dell’uomo.
  • 5. Fare silenzioL’atto dell’ascolto richiede la pratica del silenzio, non solo fisico, ma anche interiore.Il silenzio non è l’assenza di parole, ma una creazione interiore.Occorre far tacere le voci della mente, ma anche le urla del cuore.Dopo essere riusciti in questa impresa, l’altro risuona in noi, la sua presenza illumina le caverne oscure, e ci rendiamo conto di non essere soli.
  • 6. DiscernimentoDiscernimento significa distinguere con I sensi ma, soprattutto, con il pensiero.Distinguere chi merita attenzione e chi non la merita.Discernere con l’intelligenza (che è la capacità di vedere dentro le cose).Sondare perché dice ciò che dice e perché in un certo modo … lavoro difficile che esige la pratica dell’ipotesi.
  • 7. L’ascolto pietosoLa ragione di questo ascolto risiede nella gioia che l’altro sperimenta nell’essere ascoltato, una gioia contagiosa, che ci trasforma di riflesso.Ogni volta che qualcuno arriva a credere all’illusione che gli altri non portano nulla che già non conosce, pone fine alla sua crescita come persona.