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La percezione

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Lezione introduttiva per gli studenti del corso Artigiani della Sacred Art School - Firenze. La percezione, il linguaggio e la comunicazione

Lezione introduttiva per gli studenti del corso Artigiani della Sacred Art School - Firenze. La percezione, il linguaggio e la comunicazione


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Transcript

  • 1. La percezione
  • 2. La percezione cominciamo dall’inizio
  • 3. I sensi
  • 4. I sensi• i sensi e la realtà ...
  • 5. I sensi• i sensi e la realtà ...• ordine
  • 6. I sensi• i sensi e la realtà ...• ordine • ricordare le percezioni sensibili
  • 7. I sensi• i sensi e la realtà ...• ordine • ricordare le percezioni sensibili • rivivere le situazioni
  • 8. la credenza che la propria visione della realtà sia l’unica possibile è la più pericolosa delle delusioni. Paul Watzlavich
  • 9. esercizi• ascolto• vedo
  • 10. presentiamoci oltre
  • 11. presentiamoci oltre• I riti, le mitologie di accoglienza nelle culture umane comportano una domanda iniziale. E’ l’alta interrogazione di Farinata a Dante: “Chi fur li maggior tui?”
  • 12. presentiamoci oltre• I riti, le mitologie di accoglienza nelle culture umane comportano una domanda iniziale. E’ l’alta interrogazione di Farinata a Dante: “Chi fur li maggior tui?” A questo punto si impone una storia ...
  • 13. Non sei fregato veramentefinché hai da parte una buonastoria, e qualcuno a cuiraccontarla.Alessandro Baricco (Novecento)
  • 14. Perché le storie convincono?
  • 15. • Parola, segno, significato
  • 16. • Parola, segno, significatoLa metaforaIl simboloIl mitoCosa vuol dire comunicare in modo creativo
  • 17. Significante, segno, significato
  • 18. Significante, segno, significato• Il suono rosa, o le 4 lettere della parola, sono significanti per il concetto relativo all’oggetto reale fatto di petali e di un gambo con le spine. Il significante (suono o parola scritta) in sé stesso non è un segno fino a che qualcuno lo riconosce come relazionato al suo significato (il concetto). Per esempio per chi non sapesse l’italiano il suono rosa non significa nulla perché non è un segno, ma solo un suono incomprensibile.
  • 19. Il segno
  • 20. Il segno • Un segno, in linguistica, non è quindi né la parola in sé né l’oggetto a cui si riferisce, ma la relazione tra le due.Non c’è nulla di necessario nella relazione tra una data parola come significante e l’oggetto significato. È una relazione arbitraria di natura sociale.
  • 21. • If narrative is the way we construct our sense of identity, metaphor is how we think, especially in areas in which we need to build our knowledge of the unknown by comparison with the known.T.R. Wright Theology and Literature 1988
  • 22. Il simbolo
  • 23. Il simbolo • Qualcosa che rappresenta qualcos’altro attraverso l’associazione figurativa o la connotazione.Per esempio una bandiera rappresenta un dato Paese, o una sorgente d’acqua indica l’idea di freschezza e di purezza.
  • 24. Il mito
  • 25. Il mito • Le parole greche mythos e logos significano entrambe parlare, la prima fa riferimento ad un linguaggio poetico, emotivo, la seconda ad un linguaggio analitico, argomentativo.Il mito è una narrazione antica che fa uso di simboli.Può essere in contrapposizione con storia/vera (mito/fantastico).
  • 26. Dante parlava di• significato letterale• significato morale• significato teologico
  • 27. Linterpretazione figurale della Bibbia • Fu grazie alle opere dei Padri della Chiesa che il termine assunse un nuovo peculiare significato, decisivo per levoluzione del concetto: lo troviamo per la prima volta in Tertulliano dove sta a indicare qualcosa di reale, di storico, che rappresenta qualche altra cosa anchessa reale e storica. • Nasce in tal modo linterpretazione figurale mediante la quale i primi teologi interpretarono le storie narrate nellAntico Testamento come figure, o profezie reali, del Nuovo: così, ad esempio, Mosè era figura Christi, e la liberazione degli ebrei dallEgitto era figura della Redenzione, cioè della liberazione dellumanità dal male.In santAgostino linterpretazione si ramifica ulteriormente, sostituendo la contrapposizione di duepoli (figura e adempimento) in unattuazione in tre gradi: lAntico Testamento è sì figura profeticadella venuta di Cristo, e questa a sua volta adempimento di quello, ma si aggiunge lattuazionefutura di questi avvenimenti come adempimento finale: entrambi, quindi, sono promesse di unadempimento che si realizza nella vita eterna e nel Regno dei Cieli.Nasce così la dottrina del quadruplice significato della Sacra Scrittura, da interpretare secondo unsenso anagogico (dal greco anagogè, «ascesa»), un senso storico-letterale, un senso figurale e unsenso allegorico-morale: «In tutti i libri sacri bisogna prestare attenzione a ciò che in essi è legatoalla vita eterna [senso anagogico], a ciò che i fatti narrano [senso letterale], a ciò che annunciaavvenimenti futuri [senso figurale], agli ordini e ai consigli che si possono ricavare circa le nostreazioni [senso morale]» (Agostino, De Genesi ad litteram, I 1).