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Il comune di legnano che fa contro il gioco d'azzardo
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Il comune di legnano che fa contro il gioco d'azzardo

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  • 1. Report Conferenza stampa del 14 gennaio 2013Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardoPresentazione di delibere, regolamenti, attività e progettiAprono la conferenza Piero Magri di Terre di mezzo e Angela Fioroni di LegautonomieLombardia. Raccontano i motivi che hanno spinto la Scuola delle Buone pratiche aoccuparsi di gioco d’azzardo.Nell’edizione della Scuola del 2012, che si è svolta a Fa la cosa giusta!, partecipò ilComune di Corsico, spiegando tutte le attività intraprese per la legalità. Un laboratorioche ebbe molto successo, e fece nascere lidea di un percorso di approfondimento deitemi della legalità.Il percorso si articola in 4 tappe:1. il gioco d’azzardo, come contrastarne la dipendenza;2. l’economia sana e l’ente locale: la convenienza, la bellezza, la giustiziadell’economia legale;3. la comunicazione della legalità con i propri cittadini: come fare in modo che le azioniper la legalità siano condivise tra Amministrazione locale e cittadini.4. lultima a Fa la cosa giusta! Il 15 marzo 2013, sarà un momento di raccolta e sintesidel percorso.Perché proprio il gioco d’azzardo? È la domanda che ci hanno posto alcuni giornalisti.Per diversi motivi, è la risposta, e ne abbiamo elencati alcuni:1. sono ormai dimostrati i legami tra gioco d’azzardo, la criminalità organizzata e ilegami tra il gioco e la microcriminalità: scippi, furti, prestiti a usura, minacce, ildegrado di alcuni quartieri2. cominciano a diventare evidenti le devastazioni che il gioco d’azzardo e ladipendenza, che troppo frequentemente comporta, producono nelle persone, nellefamiglie e nelle comunità; alcuni esempi:• persone, famiglie che perdono tutto ciò che hanno: lavoro, casa, risparmi;conseguenti litigi, rotture, vergogne, anche tentativi di suicidio• famiglie che usano per il gioco d’azzardo i finanziamenti dei contributi pubblici chericevono per la scuola dei figli, l’affitto, le cure• famiglie che non pagano le spese condominiali, rischiando – e subendo – lachiusura dell’erogazione del gas, e quindi del riscaldamento domestico• persone sotto scacco degli usurai da cui hanno avuto in prestito i soldi per giocare• genitori, madri e padri, che vanno a giocare portando con sé i bambini
  • 2. • persone che, stimolate da un desiderio irresistibile e irrefrenabile del giocared’azzardo, sottraggono ore al lavoro, alla vita affettiva e di relazione, al tempo libero• persone che per giocare mettono in atto azioni illegali, quali l’appropriazioneindebita, la truffa, il furto• persone che dietro l’inseguimento di una vincita – che sanno sarà sempre moltoinferiore a quanto giocato – stravolgono i fondamenti ai quali sono stati educati esui quali è costruita la nostra società: il lavoro, la fatica, i talentiÈ chiaro che i Sindaci, lanciando l’allarme contro il gioco d’azzardo e le patologie che neconseguono, non inseguono una chimera ideologica né oscurantista, ma si preoccupanodel benessere dei propri cittadini, della stabilità delle famiglie, della salvaguardiadelle comunità e della sicurezza urbana.Senza avere alcuno strumento normativo o regolativo per intervenire su questa materia.Per queste ragioni nel seminario di Corsico è stato deciso di creare un network diComuni in rete, per sostenere le attività, condividere le azioni intraprese, decidereinsieme i percorsi da attivare: perché in occasione del seminario è stata mostrata lagrande mole di lavoro che – nonostante i limiti, i divieti, i provvedimenti respinti dai Tar - iSindaci hanno già avviato per far fronte a questa calamità: norme nei PGT, regolamenti(di Polizia Locale, per l’insediamento e la gestione delle sale gioco, per la pubblicità)percorsi culturali e formativi rivolti ai cittadini, ai giovani, agli anziani.La Scuola delle buone pratiche, con il Comune di Corsico, ha deciso di sostenere lerichieste dei Sindaci, i quali lanciano e chiamano a sottoscrivere un Manifesto in cui:• richiamano i numeri del Gioco d’azzardo perché sia manifesto a tutti quale sia l’entitàdel problema che affrontano• chiedono la possibilità di intervenire con le ordinanze necessarie e la possibilità diesprimere un parere preventivo per l’installazione dei giochi d’azzardo• chiedono una nuova legge nazionale fondata sulla riduzione dell’offerta, ilcontenimento dell’accesso, un’adeguata informazione ai cittadini; una legge chepreveda attività di prevenzione e cura• chiedono leggi regionali che esplicitino i compiti e gli impegni delle regioni per la curadei giocatori patologici, la prevenzione dai rischi del gioco d’azzardo, il sostegno alleazioni dei Comuni• manifestano la volontà di organizzarsi in rete, per essere più forti e incisivi• si impegnano ad attivare reti nei territori con tutte le associazioni disponibili a far frontecomune per attivare iniziative culturali e di prevenzione; e ad attivare reti sovraterritoriali nelle Asl, con la Prefettura, la Questura, la Dia, le forze dell’ordine permonitorare, prevenire, contrastare il gioco d’azzardo e curare i giocatori patologici• si impegnano per la formazione: propria, delle polizie locali e dei servizi sociali, degli
  • 3. esercenti e dei cittadini, consapevoli del ruolo fondamentale e insostituibile dellacultura per combattere la dipendenza dal gioco d’azzardo. Sanno che la nuovafrontiera del gioco è l’online, al quale ogni singola persona accede da sola nella propriacasa; nel momento in cui scriviamo questo report sono diffuse le informazioni dellaricerca condotta da Telefono Azzurro sulla dimestichezza con il gioco d’azzardo deibambini dai 7 agli 11 anni e sul numero crescente di giocatori adolescenti: fattiallarmanti, che potranno essere contenuti solo con la formazione, la prevenzione e illavoro congiunto di amministrazioni, asl, scuole, famiglie, associazioni• si impegnano a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per esercitare tutte le attivitàpossibili di contrasto al gioco d’azzardoSi informano i presenti del fatto che il Questore di Milano, dott. Luigi Savina, invitato allaconferenza, ha inviato una mail per informare che non avrebbe partecipato oggi, maparteciperà e farà intervenire il Dirigente della Polizia Amministrativa qualora vengarealizzata dalla Prefettura, dalla Provincia o anche dai Comuni, una giornata di studio sulfenomeno.Maria Ferrucci, sindaca di Corsico, illustra le motivazioni che hanno portato almanifesto, e i contenuti dello stesso. Il suo intervento, completo, è reperibile sul sito dellaScuola delle buone pratiche www.scuoladellebuonepratiche.itEugenio Comincini, presidente regionale di Legautonomie, sottolinea l’interesse diquesta associazione a proseguire la Scuola delle buone pratiche con Terre di mezzo, e asostenere e intraprendere pratiche amministrative innovative, in grado di affrontare eprevedere i problemi che si presentano nei territori. Ritiene che particolarmente rilevantesia il percorso sulla legalità, poiché la legalità è condizione indispensabile per affrontareogni altra problematica amministrativa. Indispensabile affrontare il tema del giocod’azzardo per dare ai sindaci, che sono gli unici a riscontrare le conseguenze di questeattività nei territori che amministrano, il potere di intervenire.Antonello Concas, sindaco di Pioltello, riprende brevemente le considerazionipresentate nel seminario di Corsico (nel Report del 30 novembre 2012), e aggiungeun’informazione importante. Parlando con un ingegnere che ha partecipatoall’elaborazione del software dei giochi d’azzardo, ha scoperto che il programma non dà atutti i giocatori le stesse opportunità, ciò che contrasta con i diritti dei giocatori. Il Comunedi Pioltello perciò sta valutando la possibilità di un’azione su questo tema specifico.Mario Soldano, sindaco di Cologno Milanese, racconta ai presenti la beffa subita nelsuo comune: dopo aver approvato norme nel PGT per regolare l’insediamento delle salegioco e quindi sentirsi al sicuro almeno su questo versante, ha scoperto che le sale gioco
  • 4. aperte all’interno dei centri commerciali sono esentate da qualsiasi norma, quindi oltre aldanno il comune ha subito anche la beffa: una sala giochi si è insediata all’interno di uncentro commerciale, al di là delle norme dettate dal Comune.Il Sindaco pertanto aderisce al manifesto perché ritiene indispensabile una nuova leggenazionale, una legge regionale, e la possibilità di ordinanza nonché l’espressione di unparere preventivo da parte dei Sindaci.Pietro Romano, sindaco di Rho, riprende le motivazioni di adesione al manifestopresentate da Soldano, e racconta il proliferare di sale e slot-machine nel proprio comunesenza che l’Amministrazione possa intervenire in alcun modo. Il Comune di Rho hadeliberato un regolamento, ha coinvolto la stampa locale e i servizi comunali su questotema, che è di portata enorme oggi, di portata devastante in previsione, quandoaffioreranno tutte le dipendenze oggi ancora sotto traccia.Il sindaco dunque ritiene essenziale il manifesto e la mobilitazione che riuscirà a costruire.Ritiene importante però che la questione del gioco d’azzardo sia anche oggetto dicampagna elettorale, nel senso che i candidati al governo della Regione e del nostroPaese esplicitino la propria posizione nei confronti del gioco d’azzardo.Maria Grazia Guida, vicesindaco del Comune di Milano, presenta l’informativacondivisa dalla giunta comunale e dichiara che questa iniziativa le sembra segno deitempi: le problematiche affrontate, i problemi evidenziati e le soluzioni possibiliinterpretano le necessità della nostra società. Lei stessa si era già occupata dei problemiprodotti dal gioco d’azzardo nell’associazione in cui lavorava prima di essere eletta, e ingiunta comunale ha presentato un percorso che impegna tutta l’Amministrazione. Giàhanno discusso del manifesto le commissioni comunali antimafia, sicurezza, commercio escuola, prendendo ciascuna gli impegni specifici per quanto concerne il loro operato.La vicesindaco poi ricorda le cause principali di questa corsa al gioco d’azzardo:• la crisi economica, che porta i più fragili a pensare di poter risolvere i problemi con lascorciatoia del gioco d’azzardo• la normativa schizofrenica che da una parte vuol regolamentare il gioco lecito pertoglierlo alla clandestinità e all’illecito; dall’altra parte però produce patologia e reti dicriminalità organizzate intorno al gioco lecito• la capillarizzazione dei luoghi del gioco d’azzardo: le 400.000 postazioni in Italia, controle 30.000 nel paese europeo di maggior diffusione, spiega l’offerta pervasiva del giocod’azzardo senza bisogno di altri ragionamenti.Ritiene che il Comune debba dare sostegno alle fragilità che si manifestano soprattutto frale donne sole non più giovani, le donne immigrate, gli anziani.Sono necessarie attività educative/formative, e occorre intraprendere attività per ottenereuna nuova legge.Nelle prossime elezioni Maria Grazia Guida è capolista al senato per la Lombardia, si
  • 5. impegna ad affrontare l’emanazione di una nuova legge sul gioco d’azzardo come chiestonel manifesto.Lucrezia Ricchiuti, vicesindaco di Desio, una delle promotrici del manifesto e dellaconferenza stampa odierna al seminario di Corsico, sottolinea le azioni che insieme adAvviso Pubblico possono intraprendere i Sindaci. Richiama le proposte di Avviso Pubblico(divieto di pubblicità, gioco patologico inserito nei LEA con l’1% del fatturato complessivosul gioco devoluto alla riparazione dei danni, moratoria per l’inserimento di nuovi giochi,potere di ordinanza dei sindaci per l’orario e le distanze, parere preventivo dei comuni perl’installazione dei giochi, accesso alle macchinette autorizzato tramite tessera sanitaria,abolita la tassazione agevolata, controllo dei flussi di denaro, controlli più rigorosi neiconfronti dei concessionari) affinché i Comuni le sostengano e ne chiedano l’attuazione.Lucrezia Ricchiuti è candidata alle prossime elezioni nazionali, ha deciso di candidarsiproprio per impegnarsi sul versante della legalità e quindi del gioco d’azzardo.Giuseppe Calanni, assessore a Cinisello Balsamo, da medico denuncia i danniprodotti dal gioco d’azzardo e da assessore manifesta l’impegno al contrasto al giocod’azzardo per la dipendenza che induce e per il sistema di valori che stravolge. Richiamale norme inserite nel PGT del comune, e il progetto “Il paese dei balocchi” approvato dallagiunta comunale (vedi il progetto sul sito www.scuoladellebuonepratiche.it)Monica Chittò, sindaco di Sesto San Giovanni, esprime il piacere di non sentirsi solanell’affrontare una questione dalle implicazioni così importanti. I sindaci non sono per ilproibizionismo, però occorre rilevare la contraddizione del gioco lecito, legale, cherichiama tutto il mondo dell’illegalità. Occorre dare poteri ai comuni per una gestionedavvero legale del gioco d’azzardo. Richiama il problema economico delle famiglie chesempre più spesso si rivolgono ai comuni per chiedere aiuti, e il problema economico deicomuni che si trovano senza risorse economiche a causa delle norme nazionali. Intorno algioco d’azzardo si muovono interessi davvero forti, in grado di fare pressioni e ancheminacce: da qui l’importanza di una Rete che non lasci i sindaci da soli a fronteggiarequesto problema. Nell’eventualità che il nuovo parlamento non decida per una nuovalegge, si può pensare anche a una legge di iniziativa popolare.Tiziano Torretta, vicesindaco di Vanzaghello, un piccolo comune non ancora coinvoltodal problema,si prepara però ad affrontarlo. Hanno cominciato a scrivere articoli sulperiodico comunale, ad allertare i servizi sociali affinché prestino attenzione alle tipologiedi aiuto che vengono richieste per riscontrare conseguenze del gioco d’azzardo. Sipreparano inoltre a predisporre un regolamento. Evidenzia però che i comuni piccoli dasoli non ce la fanno: per questo è necessaria la rete, ed è necessaria anche la leggeregionale che si faccia carico della prevenzione, della cura e del sostegno alle azioni deicomuni.
  • 6. Francesco Seghi, assessore a Cavenago, richiama la necessità della tracciabilità deicontributi economici erogati dagli enti pubblici alle famiglie, perché di certo molti finiscononel gioco d’azzardo. Dichiara la quantità di contributi erogati dal comune, una quantitàeccessiva rispetto al numero degli abitanti, eppure necessaria. Si interroga sui motivi dellerichieste, se non vi sia anche il gioco d’azzardo, che a Cavenago è diffuso e moltopraticato, anche dalle madri che vanno a giocare portandosi insieme i figli, al termine dellascuola. Dice che occorre lanciare un urlo per far sentire la gravità di questo problema, eafferma la necessità di iniziative come questa, per mettere in rete i Comuni.Pierattilio Superti, direttore generale di Anci Lombardia, afferma che iniziative comequesta servono a riportare in campo i temi concreti, anche nella politica. Occorre nonlasciare soli i sindaci, minacciati dai proprietari delle sale gioco. Richiama il fatto che laliberalizzazione totale degli orari decisa dal Governo porta anche all’impossibilità diregolare gli orari delle sale gioco: Anci ha già richiamato questa questione in prospettivadell’approvazione della legge, senza ricevere ascolto. Ricorda quanto è successo inParlamento per l’apertura delle nuove 1.000 sale poker, e la diminuzione della pressionefiscale per gli introiti del gioco d’azzardo. Denuncia i soldi della dote scuola spesi da alcunigenitori per il gioco d’azzardo, e pone l’accento sulla politica e le problematiche poste daivoucher.Afferma che occorre rileggere la nostra società per griglie di priorità e di interventi,superando l’idea che tutto ciò che si decide all’esterno dei ministeri sia spreco.Occorrono i poteri di ordinanza dei sindaci, e un’articolazione più giusta ed efficace deipoteri all’interno dello Stato. Occorre che gli Enti locali possano recuperare strumentioperativi per esercitare in pieno la loro responsabilità.Sono necessarie iniziative unitarie, e occorre pressione sul nuovo parlamento per unanuova legge.Nicola Poliseno, sindaco di Cassano Magnago, afferma che nel suo comune funzionala norma sulla non monetizzazione dei parcheggi, deterrente rispetto all’apertura di salegioco. È venuto a sapere dell’apertura di una sala e ha chiesto informazioni al Questore.Occorre incoraggiare gli esercenti che non accettano slot-machine nei propri locali, comeha fatto un bar a Casorate Sempione, che vuol essere un BAR NO SLOT.Occorre affrontare il tema con serietà e forza, e affrontarlo insieme è il modo più adeguato.Ruggero Rognoni, assessore a Binasco, denuncia l’abitudine di molte madri di Binascodi accompagnare i figli a scuola, per poi ritrovarsi insieme a far colazione e giocared’azzardo al bar. Ricorda i 6 attentati avvenuti a Binasco l’anno scorso, attentati chesegnalano la presenza della criminalità organizzata. Lavorando con associazioniambientaliste incontra contadini che segnalano la presenza di slot-machine abbandonatenei campi, al fine –hanno scoperto – di poterne modificare i software. Occorre chiedere
  • 7. che la Finanza controlli le slot e i software, per rilevare contraffazioni. Si rilevano pressionidegli esercenti sui vigili, per essere lasciati in pace. Occorrono corsi di formazione per ivigili, per affrontare con competenza questa tematica.Concettina Monguzzi, sindaco di Lissone, ringrazia per questa iniziativa, che la fasentire meno sola. A Lissone ci sono 6 sale gioco, 2 sale scommesse, più una quantità dislot. Riconosce che solitamente i comuni agiscono sull’onda dell’emergenza, in questotema invece, articolando questa rete di sindaci, si cerca di agire anche a prevenzione delproblema. Descrive una delibera adottata in Consiglio, e si sofferma ad analizzare lacontraddizione insita nella parola gioco per definire il gioco d’azzardo e la stessaludopatia. Il gioco è il contrario dell’azzardo, afferma. È attività necessaria per crescere,sviluppare la personalità e la socialità, affrontare i ruoli, accettare le sconfitte e le vittorie.Nel gioco i bambini e i giovani scoprono le proprie forze e le debolezze, rafforzano ilcarattere, sperimentano la fatica e l’esercitazione, l’abilità e le difficoltà, il successo el’insuccesso, l’altruismo e l’assunzione di responsabilità. Tutte esperienza necessarie percrescere bene, sviluppare relazioni positive, affrontare la vita con sicurezza. Il contrario diquanto succede con il gioco d’azzardo. Per queste ragioni, del manifesto apprezza inmodo particolare la parte dedicata all’impegno per la formazione ai fini di recuperare ivalori fondanti delle nostre società basati sul lavoro, sull’impegno e sui talenti.Cristina Perilli collabora con Libera e il Comune di Milano, è impegnata con progettiformativi di contrasto al gioco d’azzardo nell’Asl di Milano. Racconta la sua meravigliaquando, tornata in Italia qualche anno fa dall’Australia dove aveva seguito i problemi legatialle dipendenze del gioco d’azzardo, si aspettava di trovare tutti gli organismi pubblicipreparati con progetti di contrasto, di prevenzione e di cura. Invece, ha trovato il nulla. Nonsolo. Racconta della beffa del progetto Giovani e gioco, organizzato nel 2009 per studentidelle scuole superiori da parte dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, alfine di “generare in ognuno una coscienza del gioco legale e responsabile, facendo sì checiascuno possa diventare un adulto in grado di comprendere che la “misura” è la miglioresoluzione per giocare divertendosi ed evitare pericolose conseguenze”. Di questo progettonel 2012 è stata chiesta la sospensione da parte di numerose associazioni impegnate nelcontrasto alla dipendenza da gioco d’azzardo, poiché ritengono che alcuni messaggi delGioco sembrano incentivare l’accesso ai giochi per i più giovani. Queste associazioniritengono “inammissibile che un progetto che coinvolge 70.000 studenti e che, secondo ledichiarazioni del direttore dei Monopoli, si vuole estendere alle fasce dei minori più piccoli,contenga frasi come: Evolve chi si prende una giusta dose di rischio, mentre è punito chinon rischia mai o chi rischia troppo!, o Ci si attacca alla rete, al cellulare, alle slot machineo ai videopoker parcheggiati nei bar per dare risposta al primordiale bisogno di vincita chelessere umano ha in sé, o dove viene promosso laspetto meno educativo e socializzantedei giochi online dichiarando che grazie a questi: Non cè bisogno di cercare compagni di
  • 8. gioco come si faceva da bambini, perché questo gioco è spesso solitario edecontestualizzato.http://www.gruppoabele.org/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2539http://centrostudi.gruppoabele.org/gambling/?q=node/266 La dottoressa Perilli raccontapoi i progetti ideati per i vigili urbani, gli anziani, e i giovani delle scuole superiori. Si stimaintorno al 47% la partecipazione dei giovani al gioco d’azzardo, ciò che rende urgentimisure e attività di formazione e prevenzione.Pippo Monti, dell’Associazione Vinciamo il gioco si dichiara felice di questo incontro cheevidenzia problemi già individuati dalla propria associazione, la quale si mette adisposizione per iniziative nei territori. Hanno già sperimentato serate a tema anche con lapresenza di ex giocatori, per informare, sensibilizzare, fare prevenzione.Cristina Bertuletti, sindaco di Gazzada Schianno, ringrazia la Scuola delle buonepratiche per la focalizzazione del problema e la ricerca di mezzi per affrontarlo. Con altriComuni in provincia di Varese hanno intrapreso una formazione per gli esercenti: pocapartecipazione, comprensibile. Per gli esercenti le slot sono fonti di introito di un certorilievo, difficile rinunciarvi. Quindi non bisogna demordere, ma continuare a impegnarsi.Importante il manifesto, perché mostra quanto ci tengono gli amministratori locali albenessere dei propri cittadini, alla salvaguardia delle famiglie e delle comunità. Importanteristabilire i valori fondanti delle nostre società: i talenti, la fatica, il lavoro. Necessario chesia dato potere ai sindaci, perché loro sono sui territori insieme ai cittadini, e verificano dipersona i danni che produce il gioco d’azzardo. Anche il comune di Gazzada Schianno haadottato un regolamento per l’insediamento e la gestione delle sale a gioco.Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco sul Naviglio e presidente regionale diLegautonomie, riprende alcuni temi presenti negli interventi dei presenti attraverso alcuneparole-chiave che li contraddistinguono:• Atteggiamento bipartisan: il problema del gioco d’azzardo viene affrontato con lastessa determinazione e gli stessi atteggiamenti da parte delle Amministrazioni locali,qualsiasi sia la loro colorazione politica. La dipendenza dal gioco d’azzardo è unaquestione di una gravità inimmaginabile (ciò che affrontiamo oggi è solo la puntadell’iceberg), è giusto che tutte le amministrazioni locali se ne preoccupino• Interdisciplinarità: i problemi inerenti la dipendenza dal gioco d’azzardo vanno affrontaticon l’apporto delle diverse discipline: educative, formative, mediche, sportive, sociali• Cultura del gioco d’azzardo: si è formata un’abitudine al gioco d’azzardo che vacombattuta con una vera cultura del gioco d’azzardo, che ne mostri tutte le ambiguità, irischi, gli interessi, le finalità• Interistituzionalità: il contrasto al gioco d’azzardo coinvolge in modo trasversale tutte leistituzioni: i comuni, le regioni, il parlamento, le asl, la prefettura, la questura, i media,
  • 9. le associazioni, le scuole. Nel costruire reti dunque dovremo sempre più ricercare ilcontributo delle istituzioni presenti sul territorio e sovra territoriali.Alla conferenza, oltre a Mariagrazia Guida e a Lucrezia Ricchiuti, sono presenti anchealcuni candidati alle regionali e al parlamento. Sono stati invitati i candidati giàconosciuti, di diversi schieramenti, sono presenti Vinicio Peluffo, Carlo Borghetti e AriannaCensi. Li invitiamo a intervenire, data l’evidenza della necessità di relazioni con la Regionee il Parlamento, se vogliamo nuove leggi.Vinicio Peluffo, candidato al parlamento, afferma che nella legislazione passata inparlamento è stata aperta la discussione, nella legislazione prossima occorre impegnarsiper affrontare seriamente la questione. Occorre intervenire a monte, con leggi nazionali eregionali, e a valle, con poteri dei sindaci. Occorrono sinergie e impegno di tutti.Carlo Borghetti, candidato alla regione e firmatario di un progetto di legge regionale sulgioco d’azzardo firmato anche da alcuni consiglieri del centrodestra, si mostra fiduciososulla possibilità di approvare la legge nella prossima legislatura. Afferma che sarànecessario approvare finalmente una legge per il welfare, e quindi anche per il giocod’azzardo. I pilastri della legge dovrebbero essere:• L’istituzione di una unità operativa per mettere a sistema tutti i livelli che si occupano diquesto tema• L’obbligo di accesso alle macchinette tramite la carta regionale dei servizi• L’inserimento del gioco d’azzardo patologico nei LEA, con relative possibilità di cura edi finanziamento• Il sostegno agli Enti locali per le azioni di prevenzione e contrasto.Arianna Censi, candidata alla regione, è convinta della necessità di un cambio di rapportodella regione con gli Enti locali. È necessario che la Regione utilizzi l’esperienza deisindaci e degli amministratori, i quali sul campo conoscono la realtà e mostrano capacitàdi intervento, di prevenzione e di formazione adeguate ed efficaci.Prevenire, contrastare, intervenire sono i tre campi in cui espletare l’azione per affrontare iproblemi posti dal gioco d’azzardo. È necessaria la rete, i legami tra enti locali, cittadini eistituzioni per affrontare insieme i problemi. In un contesto così articolato una leggeregionale è già ipotizzabile, a partire proprio dalle relazioni con i comuni.Occorre infine considerare che i costi per la prevenzione sono di gran lunga inferiori aquelli per la cura, quindi è mistificatorio affermare che non ci sono finanziamenti per laprevenzione. La prevenzione è assolutamente il percorso preferibile, quello doveindirizzare tutte le energie possibili.Richiesta di attività simili a livello nazionaleIn questi giorni di pubblicizzazione del Manifesto in Lombardia, alla Scuola delle buonepratiche sono pervenute richieste da molti comuni italiani di adesione al manifesto e di
  • 10. organizzazione di attività simili anche in altre regioni e a livello nazionale. Il primo è stato ilComune di Santhià, in provincia di Vercelli: 9.000 abitanti, 5 sale da gioco, 130 slot-machines, un’ordinanza e un regolamento respinti dal Tar. La consigliera Simonetta Todi,dopo essersi consultata con il sindaco e gli altri consiglieri, si rivolge alla Scuola perchiedere se questa iniziativa potrà avere anche carattere nazionale; chiede comunque diestenderla al Piemonte.Richieste che la Scuola, con il contributo di Legautonomie nazionale, intendeaccogliere.La Conferenza stampa di oggi si configura allora come una Tappa. Una tappa verso:• la sessione della Scuola delle buone pratiche che si terrà il 15 marzo in occasionedella fiera Fa’ la cosa giusta! (www.falacosagiusta.org)• tutti i Comuni che intendono aderire alle richieste e alle iniziative proposte nelManifesto• gli altri Sindaci che ancora non avvertono il problema• noi tutti, per intraprendere percorsi positivi insieme• una mobilitazione a livello nazionaleUlteriori elementi di analisi e di proposte emersi dalla conferenzaNella conferenza stampa sono emersi ulteriori elementi di analisi dei fenomeni inerenti ilgioco d’azzardo nei territori, e altre proposte di intervento dei sindaci.Ulteriori elementi di analisi• La crisi economica spinge al gioco d’azzardo le persone più fragili: donne sole non piùgiovani, donne immigrate, anziani.• Siamo in presenza di una normativa schizofrenica e contraddittoria: da una parte vuolregolamentare il gioco lecito per toglierlo alla clandestinità e all’illecito; dall’altra parteperò produce patologia e reti di criminalità organizzate intorno al gioco lecito• La capillarizzazione dei luoghi del gioco d’azzardo ne spiega la diffusione.• Valutare il problema economico delle famiglie che sempre più spesso chiedono aiuto aiComuni e il problema economico dei comuni che si trovano senza risorse economichea causa delle norme nazionali.• Considerare gli interessi davvero forti che si muovono intorno al gioco d’azzardo, ingrado di fare pressioni e anche minacce: da qui l’importanza di una Rete• Valutare le minacce o le offerte a cui sono sottoposti i vigili urbani nelloro lavoro di con-trollo delle slot e delle sale gioco: necessità di formazione specifica per loro• La liberalizzazione totale degli orari dei pubblici esercizi decisa dal Governo impedisceai Sindaci di poter intervenire sull’orario delle sale gioco
  • 11. • Analizzare la contraddizione insita nella parola gioco per definire il gioco d’azzardo e lastessa ludopatia. Il gioco è il contrario dell’azzardo, è attività necessaria per crescere,sviluppare la personalità e la socialità, affrontare i ruoli, accettare le sconfitte e le vitto-rie, ecc.• Considerare la forte ambiguità all’interno di pratiche educative che spesso rischiano dispingere al gioco d’azzardo, anziché allontanare.• Importante il manifesto, perché mostra quanto ci tengono gli amministratori locali al be-nessere dei propri cittadini, alla salvaguardia delle famiglie e delle comunità.• Sottolineati i caratteri bipartisan del contrasto al gioco d’azzardoUlteriori proposte di interventi• Valutare l’azione che si può intraprendere in conseguenza del fatto che il softwaredel gioco d’azzardo non garantisce le stesse opportunità a tutti i giocatoir che gioca-no alla stessa slot• Chiedere che le proposte dei sindaci diventino oggetto di campagna elettorale daparte dei candidati al governo della regione e al Parlamento• Divieto di pubblicità per il gioco d’azzardo• Destinazione dell’1% del fatturato complessivo sul gioco d’azzardo alla riparazionedei danni• Moratoria per l’inserimento di nuovi giochi• Accesso alle macchinette autorizzato tramite tessera sanitaria• Abolita la tassazione agevolata• Controllo dei flussi di denaro• Controlli più rigorosi nei confronti dei concessionari• Pensare a una legge di iniziativa popolare nell’eventualità che il nuovo Parlamentonon faccia una nuova legge• Allertare i servizi sociali affinché prestino attenzione alle tipologie di aiuto che ven-gono richieste per riscontrare se dipendono anche dal gioco d’azzardo• Procedere a una tracciabilità dell’uso dei contributi economici ricevuti dagli enti pub-blici, per garantire che vengano spesi per gli usi per cui sono stati erogati• Riflettere sulle conseguenze della politica dei voucher e comunque dei contributi insoldi erogati dagli enti pubblici• Occorre potere di ordinanza dei sindaci, ma è necessaria anche un’articolazione piùgiusta ed efficace dei poteri all’interno dello Stato• Il divieto di monetizzare i parcheggi produce effetti positivi• Richiedere informazioni al Questore• Incoraggiare gli esercenti a non ospitare slot nei loro locali, studiare le forme di in-centivazione
  • 12. • Chiedere che la Finanza controlli i software delle slot, perché spesso vengono ma-nomessi• Necessità di una cultura del gioco d’azzardo generalizzata, che ne mostri tutte leambiguità, i rischi, gli interessi, le finalità• Necessità di interdisciplinarità e interistituzionalità per affrontare l’analisi e leconseguenze del gioco, la prevenzione e le cure indispensabili
  • 13. 1WELFARE LOCALE/SANITÀFOCUS/ Enti locali e gioco dazzardo, i pericoli delle slotmachines22 Giugno 2012Il presidente nazionale di Legautonomie e sindaco di Pisa Marco Filippeschi: "Servono provvedimenti urgenti"Il settimanale di approfondimento tematico a cura di Legautonomie e Agenzia Dire si occupa questa settimanadella diffusione del gioco d’azzardo nei territori urbani, in vista del convegno che si svolgerà a Roma lunedì 25giugno nella sede della Provincia di Roma.Gli interventi di: Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e presidente nazionale Legautonomie; Achille Variati, sindacodi Vicenza; Maurizio Fiasco, sociologo esperto della Consulta nazionale antiusura e consulente di Legautonomie;Attilio Simeone, avvocato e coordinatore nazione del Cartello Insieme contro lAzzardo; Anna Miotto, componentedella commissione Affari sociali della Camera.ROMA - Sono tre milioni gli italiani a rischio patologico sui quindici complessivi che abitualmente giocanodazzardo. Il dato, reso noto recentemente dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, prende in esame lalarghissima diffusione negli ultimi mesi delle cosiddette ludopatie (termine che però fa storcere il naso agli espertidel settore), un fenomeno sul quale si sta alzando lattenzione non solo delle associazioni del settore ma anchedelle parti politiche. Perché il confine tra gioco e dipendenza e sempre piu sottile.Anche il Parlamento si è messo al lavoro: alla Camera è stato infatti presentato un disegno di legge che prevede,tra le varie linee guida, linserimento della ludopatia tra le malattie per cui è previsto lintervento della sanitapubblica, la facoltà per i sindaci di vietare lapertura di sale da gioco in luoghi sensibili, il controllo più efficace dellaliquidita mobilitata, mentre sono allo studio anche misure di prevenzione e per regolamentare gli spot sui mediaoltre che laccesso dei minori a i giochi con vincite in denaro.Proprio il ruolo dei sindaci è sotto la lente di ingrandimento del convegno organizzato da Legautonomie, inprogramma lunedì prossimo a Roma, e in cui si cercherà di impostare in modo appropriato le iniziative dei poterilocali. Risposte a un problema che sta mettendo in difficoltà gli enti locali, con i territori che da dieci anni a questaparte sono stati invasi da installazioni e aree destinate al gioco dazzardo. Sono infatti 400mila gli apparecchiautomatici, 14mila le agenzie di raccolta delle scommesse, senza contare l’offerta di alea situata presso bar,ristoranti, alberghi e negli uffici postali, mentre si stima che nel 2012 nelle abitazioni, divenute terminali di sistemiinformatici di azzardo on line, si consumeranno oltre 20 miliardi di euro. Si tratta di una diffusione capillare che hagenerato problemi di pertinenza delle amministrazioni comunali, provinciali e delle Asl, costretti però a fare i conticon le ricadute sociali, economiche e urbanistiche.Un caso emblematico è rappresentato dalla crociata del comune di Verbania, fermato dal Tribunaleamministrativo piemontese che non solo gli ha contestato una regolamentazione relativa allorario di attivazione dislot machines e videopoker, ma gli ha anche notificato una richiesta di risarcimento danni di oltre 1 milione e300mila euro presentata dallazienda che gestiva le installazioni. Il sindaco, Marco Zacchera, difese la suainiziativa spiegando che si trattava di una scelta di carattere socio-sanitaro, a difesa di chi si rovina e non capisceche giocando in modo forsennato è condannato a perdere salute, pensioni e stipendio. Secondo i giudiciamministrativi, dunque, non è compito delle amministrazioni locali legiferare ma devono piuttosto affidarsi agliinterventi dello Stato. Ecco perché è sempre più urgente una normativa precisa in materia, per dare strumentioperativi chiari agli enti locali.FILIPPESCHI (sindaco di Pisa e presidente Legautonomie): SERVONO PROVVEDIMENTI URGENTI -Problemi sociali e di ordine pubblico. Da alcuni anni sono queste le problematiche con cui devono fare i conti icomuni. Lo dice Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e presidente di Legautonomie, alla vigilia del convegno che sipropone di rispondere al grido dallarme degli enti locali.Negli ultimi anni c’è stato un aumento spaventoso dei giochi d’alea, soprattutto nelle medie e grandi città, sia daun punto di vista quantitativo sia qualitativo, con una diversificazione dell’offerta mirata a un allargamento dellaplatea dei giocatori, penso ai videopoker nella maggior parte dei bar, i gratta e vinci pubblicizzati negli uffici postali.
  • 14. 2I problemi per i Comuni sono molteplici, sicuramente sociali anche per l’aumento di situazioni patologiche, ma nonsono da sottovalutare quelli di ordine pubblico. I Comuni, interpretando il loro mandato costituzionale dirappresentanti della collettività nonché il loro potere di disciplinare le funzioni urbane primarie, penso alla Leggequadro sulla sicurezza sociale, la n.328 del 2000, devono poter disporre dei poteri necessari ad attuare misure ditutela degli interessi generali delle collettività. Filippeschi lo spiega con un esempio: Nella bozza di legge delegasulla riforma fiscale sono previste misure volte a tutelare i minori dalla pubblicità dei giochi e a disciplinareopportunamente l’ubicazione dei locali adibiti a giochi sul territorio. E’ chiaro che questa norma di principiogenerale dovrà tradursi in concreti poteri regolamentari a disposizione delle amministrazioni locali. Siamo di frontead un paradosso: da un lato gli enti locali devono garantire la sicurezza urbana, e tenere in considerazione lalibertà d’impresa, dall’altro non hanno alcun potere né d’indirizzo, né regolativo, né ispettivo. I comuni pagano solole ricadute, soprattutto quelle sociali.I comuni hanno le mani legate: ogni volta che introducono delle regolamentazioni, cè il rischio di qualche ricorso.Gli enti locali come possono intervenire? Quale può essere la loro linea dazione? La situazione in cui si trovanogli enti locali è delicata - dice Filippeschi - i comuni devono poter regolare e indirizzare lo sviluppo del territoriosenza rischiare di essere multati come è successo al sindaco di Verbania per aver limitato l’orario di attivazionedelle slot machine. Abbiamo pensato per questo di organizzare il convegno di lunedì a Roma nelle sede dellaProvincia: per mettere a disposizione dei Comuni, di Province e Regioni un complesso di proposte e di misure disupporto per impostare in modo appropriato le iniziative dei poteri locali. Parleremo dell’impiego degli strumentiamministrativi esistenti, per regolare le attività e per ridurre l’impatto del gioco d’azzardo sull’ordinato svolgimentodelle funzioni urbane, e parleremo anche di progettazione di nuovi atti aventi efficacia normativa. Altro tema è lapreparazione allo svolgimento di azioni di tutela delle autonomie locali in forma coordinata o associata verso ipoteri centrali (Governo e Parlamento) e regionali. Ne parleremo con amministratori e con esperti del settore.Cosa si può chiedere al Governo e al Parlamento? Il Parlamento si sta occupando da pochi mesi di approfondire iltema. Occorrono provvedimenti urgenti, il riconoscimento ad esempio del Gioco d’Azzardo Patologico nel LivelliEssenziali d’Assistenza, la devoluzione di poteri alle Regioni e soprattutto il ripristino di poteri ai Comuni. Sipotrebbe discutere- conclude di prevedere una compartecipazione comunale all’ imposizione fiscale del giocod’azzardo.VARIATI (sindaco di Vicenza): E UN FAR WEST - Un atto senza precedenti per non restare fermo adaspettare le novita legislative pur promesse da parlamento e governo. Così il sindaco di Vicenza, Achille Variati,presentava poco più di un mese fa la decisione di vietare la pubblicità del gioco dazzardo nel suo comune. Un attodi forza capace di sfidare eventuali ricorsi pur di proteggere i miei concittadini da una piaga sociale che distruggeindividui e sfascia famiglie.Come è andata a finire, sindaco Variati? La deliberà è stata poi approvata dal Consiglio comunale? Dopo avervarato un regolamento comunale e una variante urbanistica per limitare la proliferazione delle sale giochi escommesse, vietando l’apertura di nuove attività a meno di 500 metri da luoghi sensibili come ad esempio lescuole, il Consiglio comunale ha approvato a fine maggio il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo sul territoriocomunale. Perché?Perché - spiega Variati allagenzia Dire - soprattutto in tempi di crisi, messaggi che invitano a tentare la fortuna perrisolvere i problemi economici sono da considerare come un pericolo per la salute dei cittadini.Ci sono infatti disoccupati, giovani, anziani, le fasce più vulnerabili della popolazione che buttano nel gioco i pochieuro che hanno e sprofondano in un baratro di disperazione che si chiama ludopatia, rovinandosi per inseguire lavincita che cambia la vita. Questa è un’emergenza sociale, un problema di salute pubblica che come autoritàsanitaria ho il dovere di affrontare con decisione.Ci sono stati dei ricorsi da parte delle aziende che gestiscono il settore? A fine mese saremo al Tar, chiamati ingiudizio insieme alla questura per il ricorso di due agenzie cui era stata bloccata l’apertura. Ma quel ricorso -precisa il sindaco di Vicenza - probabilmente non avrà seguito, perché nel frattempo la situazione è cambiata: laquestura, infatti, ha modificato la propria linea, autorizzando le aperture. E così il Comune ha inviato diffide a seisale giochi e scommesse che erano state autorizzate dalla questura, imponendo di non aprire per violazione dellenorme urbanistiche, in seguito alla variante approvata dal Consiglio comunale. Una di queste sale ha aperto lostesso ignorando la diffida, e quindi abbiamo revocato l’agibilità dei locali per la violazione. Prevedo che sarà unabattaglia dura, anche a livello legale perché ci aspettiamo altri ricorsi al Tar. Ma per noi è una battaglia di civiltà,una battaglia per la tutela della salute dei cittadini. Una battaglia che vale la pena combattere fino in fondo.Quali possono essere le mosse degli enti locali, considerando che hanno le mani legate dalla normativa? LeAmministrazioni comunali - denuncia Variati - sono state lasciate sole dallo Stato: è necessaria unaregolamentazione per questo settore, perché la ludopatia causa devastazioni alle persone, alle famiglie, allacomunità. Secondo le statistiche gli italiani sono ai primi posti nelle classifiche mondiali per soldi giocati all’annopro capite, e a Vicenza il numero di drogati del gioco in cura nei centri specializzati è raddoppiato negli ultimi due
  • 15. 3anni. E i luoghi dove giocare proliferano: a Vicenza - fa sapere Variati - una ventina di sale sono già in attività e cisono altre sette richieste per nuove aperture. Lo ripeto: qui non si tratta di fare crociate, stiamo parlando dellatutela della salute dei cittadini. Dovrebbe essere detto chiaramente a chi gioca che il banco vince come suipacchetti di sigarette c’è scritto il fumo uccide. Se lo Stato se ne infischia, un sindaco ha l’obbligo di intervenire.Quale intervento si può chiedere al Governo e al Parlamento? E i cittadini che ruolo possono assumere? Governoe Parlamento - insiste il sindaco - devono smetterla di stendere tappeti rossi per l’apertura di queste attività edevono regolamentare un settore dove regna il far west. E’ facile capire perché a Roma fanno finta di niente: ilgioco d’azzardo nel 2011 ha prodotto un giro d’affari di oltre 70 miliardi di euro, con entrate massicce per le cassedello Stato. Ma quanto costerà in futuro tutto questo? Quanti ludopatici dovranno essere curati a spese delsistema sanitario pubblico? Quanti italiani si saranno trasformati da forza produttiva a un peso per la società?Quante famiglie saranno state rovinate? I cittadini possono fare molto per scongiurare quella che non esito adefinire una piaga sociale. A Vicenza la nostra battaglia è iniziata proprio dalla segnalazione di un gruppo dicittadini preoccupati per l’apertura di una sala giochi e scommesse a pochi metri da una scuola. Governo eParlamento - conclude Variati - farebbero bene ad ascoltare i cittadini, come facciamo noi sindaci.FIASCO: ECCO I PROBLEMI PER I COMUNI - La diffusione del gioco d’azzardo ha un impatto “diretto e in varieforme” sulla sicurezza delle città. “Ha creato un tessuto di insediamento per la criminalità strutturata che controllauna parte delle installazioni e delle sale da gioco, oltre a interferire nei movimenti economici in generale legati allescommesse”. Lo sottolinea allagenzia Dire il sociologo esperto della Consulta nazionale antiusura e consulente diLegautonomie, Maurizio Fiasco. “Sono in funzione in Italia oltre 400mila apparecchi automatici. In pratica, èimpossibile un adeguato controllo amministrativo: troppo capillare la loro diffusione sul territorio. Una sempliceaddizione di quelli censiti, nel corso di indagini sulla criminalità infiltrata nel settore, mostra che almeno il 10% èrisultato alterato. Proprio laleatorietà dei controlli permette alla malavita di espandere il raggio d’azione: attraversol’installazione, la manutenzione e la manomissione delle macchinette. Non dimentichiamo poi l’aumento dellavulnerabilità all’estorsione, dovuta al moltiplicarsi dei soggetti che muovono denaro a cui imporre la protezione”. Visi aggiungano l’usura e il riciclaggio collegati. D’altronde più si moltiplicano i luoghi dove si concentra denarocontante, più aumenta la presenza della criminalità, sia comune che organizzata. Più bersagli facili per rapine efurti, ovvero una galassia di reati molto diffusi e frequenti”. Di fronte a un fenomeno con conseguenze “cosìimpattanti i comuni per la prima volta si ritrovano senza alcun peso regolativo, ispettivo, autorizzativo”. E non sitratta di un errore, spiega Fiasco, ma “è una colpa: così è stato previsto, ogni anno, nelle leggi finanziarie chehanno via via introdotto dei nuovi giochi. Il dominus assoluto delle procedure è l’Amministrazione autonoma deiMonopoli di Stato (Aams). In breve, i comuni sono stati proprio esclusi. Chi voglia aprire una sala per il bingo aBelluno, basta che si faccia autorizzare dall’Aams, a Roma, senza dover passare per una verifica dimpattoambientale da parte del comune.E le proposte per arginare questo problema? “Senza aspettare una legge che da qualcuno è richiesta, ma che nonsi farà, almeno a breve, mi limiterei a poche cose. Prima di tutto, nella prossima legge di stabilità o nella delegafiscale si potrebbe introdurre una norma affinché i comuni e le regioni siano interpellati e il loro parere siavincolante per l’organizzazione, la quantità e la compatibilità di queste attività di gioco con il normale svolgimentodella vita urbana. Poi- spiega Fiasco- va affrontata la questione dei ricorsi presentati al Tar contro i comuni chehanno tentato di regolare gli orari delle attività: il caso più eclatante è quello di Verbania, dove regolamentomunicipale è stato cancellato da una sentenza dei giudici amministrativi (anche perché il sindaco non si ècostituito in giudizio). Inoltre finora non si sono motivati i regolamenti facendo riferimento alla norma del decreto‘sicurezza’ del 2008 che attribuisce una competenza diretta al comune in materia di sicurezza del territorio locale.Se un ente locale dimostra che le attività di azzardo costituiscono un pericolo non già per l’ordine pubblico, che èdi competenza dello Stato, ma per la sicurezza urbana, ha tutti i titoli per poter emettere delle ordinanze. I ricorsi cipossono stare, ma bisogna contrastarli. A Bolzano, per esempio, il ricorso è stato presentato alla CorteCostituzionale (è una provincia autonoma) e la sentenza lo ha respinto. Se ci sono problemi di tutela delle fascesociali deboli e di sicurezza urbana o di gestione del traffico, la competenza delle amministrazioni locali prevale suldiritto di fare business”.Su questo punto e su altre implicazioni anche a carattere nazionale del boom del gioco d’azzardo, denunciaFiasco, manca una diffusa consapevolezza. “Un problema grave e trascurato, ad eccezione della commissioneantimafia nella sua relazione approvata dal Senato lo scorso 4 ottobre. Occorre focalizzare l’attenzione senzafinire in alto mare chiedendo mega-leggi organiche che poi non verranno approvate. Bisogna puntare su pochipunti elementari e di più facile attuazione. Altrimenti proseguirà un inspiegabile e sospetto diniego del problema.SIMEONE: CONTRO LAZZARDO UNICO ATTACCO DALLE AUTONOMIE LOCALI - Prima di tutto voglioribadire che la sentenza di Verbania non esiste per l’argomento che stiamo trattando, perché ci sono dei profili diresponsabilità che non è possibile tralasciare. Ovvero, il comune che decide di non costituirsi in giudizio: sceltalegittima ma che contraddice il motivo stesso che aveva portato all’emanazione di un regolamento verso alcunipunti critici, come la tutela dei minori nelle fasce orarie più a rischio della giornata. Così Attilio Simeone, avvocatoe coordinatore nazione del Cartello Insieme contro lAzzardo, fa chiarezza sul caso di Verbania che, nel bene enel male, ha fatto da spartiacque nel rapporto tra gli enti locali e la questione del gioco dazzardo.
  • 16. 4Questo caso– aggiunge- ha creato un forte allarme soprattutto tra i piccoli comuni, che in molti casi hannoricevuto diffide dalle concessionarie di giochi d’azzardo a rimuovere questi regolamenti sulla base proprio dellasentenza di Verbania che invece, e basta leggerla, non dice assolutamente nulla. E possiamo dire che da unpunto di vista etico c’è sicuramente un concorso di colpa, oltretutto consideriamo il principio che impone alle partidi non sottoporre a un giudice la stessa questione per due volte. Ora, se mai questo fenomeno dovesse trovarecontinuità in quella realtà sociale, a quali strumenti si affiderà il Comune di Verbania, non potendo più adire ilgiudice?.Ma quali poteri hanno i comuni? I sindaci hanno un potere derivato dal decreto legislativo 267 del 2000, chedisciplina la loro attività e la loro facoltà di emettere ordinanze per far fronte a situazioni di emergenza.Effettivamente hanno delle difficoltà legislative perché non c’è una disciplina ad hoc creata per questeproblematiche che consenta agli amministratori di intervenire direttamente, e oltretutto i controlli sono affidatiall’Aams, che per sua stessa ammissione non ha personale sufficiente per fare verifiche. Purtroppo- dicelavvocato- a livello centrale c’è molta confusione, il Parlamento non si sta occupando di queste cose che hannoun’importanza prioritaria. Per questo abbiamo capito che l’unico punto d’attacco al problema può partire dal basso,dalle autonomie locali. Dalla potestà dei sindaci in tema di sicurezza urbana e tutela dei minori e delle fasce piùdeboli della cittadinanza. Purtroppo si cita sempre il caso di Verbania ma va ricordata una sentenza pococonosciuta della Corte Costituzionale, la 300 del 2011, che conferma la competenza dello Stato nella disciplina deigiochi, ma in tema di tutela di minori sancisce la possibilità di intervento diretto dei comuni. Tantissimiamministratori - spiega Simeone - lo stanno già facendo, e questa strategia si può portare avanti dotando leordinanze di elementi inattaccabili come l’aspetto sociologico, legale, quello collegato alla medicina con ilriconoscimento della patologia del gioco d’azzardo. Proprio su questo punto stiamo spingendo con il ministro dellaSalute, Balduzzi, e con quello della Cooperazione sociale, Riccardi, con i quali ci incontriamo spesso eprobabilmente presto arriveremo all’approvazione di una legge sul tema. Infine, un appello e una precisazione.Dovremmo tutti prendere consapevolezza che l’azzardo non è un gioco: noi contestiamo l’uso del termine‘ludopatia’, ovvero della ‘malattia del gioco’, a favore dell’espressione gioco d’azzardo patologico perché iconcessionari cominciano ad avere paura di questi termini, controproducenti per loro, e non è un caso se semprepiù spesso, da un mese a questa parte, vengono chiamati ‘giochi di abilità’. Ma dove sono l’abilità e il controllodietro a una slot machine?.MIOTTO (commissione Affari sociali Camera deputati): DARE AI SINDACI I POTERI DEI QUESTORI -Abbiamo presentato un programma per un’indagine conoscitiva che si è chiusa circa due settimane fa dopo duemesi di audizioni e ora mi appresto a predisporre la relazione finale entro il mese di luglio in cui individueremostrumenti appropriati e progetti di legge, proposte per affrontare la tematica in maniera conveniente. Così AnnaMiotto, componente della commissione Affari sociali della Camera, fa il punto sulle iniziative in Parlamento perregolamentare il gioco dazzardo e il rapporto tra i concessionari e gli enti locali.Per i comuni- spiega la deputata- si tratta di una situazione paradossale: possono decidere dove un parrucchierepuò aprire la propria attività ma non possono intervenire su una sala giochi. La soluzione, per concludere, ècambiare la legge, bisogna conferire agli amministratori locali i poteri che oggi sono dei questori. Forse sonomancate finora delle proposte efficaci ma la consapevolezza della gravità del problema c’è e per capirlo bastavedere quante volte abbiamo affrontato il tema in questi ultimi mesi.
  • 17. 1 / 3MANIFESTO DEI SINDACIPER LA LEGALITÀ CONTROIL GIOCO D’AZZARDOassociazione autonomie localiLEGALITÀÈ CONTRASTOAL GIOCOD’AZZARDOI comuni che per primi hanno sottoscritto il manifesto:CorsicoPadernoFranciacortaCavenagoin BrianzaRezzatoCarpianoDoveraLeccoCornaredoCastiglioned’AddaCOMUNE DI LISCATE(Provincia di Milano)LiscateDresanoMilanoSestoSan GiovanniGromoMalegnoSan DonatoMilaneseOlgiate MolgoraMandellodel LarioCiniselloBalsamoComunePonte LambroPonteLambroCittà diCOLOGNO MONZESE!ColognoMonzeseComune di Cosio ValtellinoCosio ValtellinoVimodronePiacenzaRhoStemma del comune di MONTECALVO IRPINOMontecalvoIrpinoCassanoMagnagoCanegratePoglianoMilaneseDesioMeseroBinascoCorbettaPadenghesul Garda!COMUNE DI VANZAGHEVanzaghelloOsnagoCOMUNE DI PREVALLEBS PrevalleGazzada SchiannoSan GiulianoMilanese-Zeccone-Azzate-Visano-
  • 18. 2 / 3MANIFESTO DEI SINDACI PER LA LEGALITÀ CONTRO IL GIOCO D’AZZARDOI NUMERI E LE CONSEGUENZEDEL GIOCO D’AZZARDO L’ALLARME DEI SINDACI100 miliardi di fatturato, 4% del PIL nazionale, la 3° industria italiana,8 miliardi di tasse.12% della spesa delle famiglie italiane, 15% del mercato europeodel gioco d’azzardo, 4,4% del mercato mondiale, 400.000 slot-machine,6.181 locali e agenzie autorizzate.15 milioni di giocatori abituali, 3 milioni a rischio patologico, circa 800.000i giocatori già patologici.5-6 miliardi l’anno necessari per curare i dipendenti dal gioco patologico.Sono i numeri del gioco d’azzardo lecito che sta distruggendo le persone,le famiglie, le comunità.Il gioco d’azzardo sottrae ore al lavoro, alla vita affettiva, al tempo libero,e produce sofferenza psicologica, di relazione, educativa, materiale,di aspettativa di futuro. Altera i presupposti morali e sociali degli Italianisostituendo con l’azzardo i valori fondati sul lavoro, sulla fatica e sui talentiSono a rischio la serenità, i legami e la sicurezza di tante famiglie e delle nostrecomunità.Spesso intorno ai luoghi del gioco d’azzardo si organizza la microcriminalitàdei furti, degli scippi e dell’usura, ma anche la criminalità organizzata. Il giocod’azzardo lecito è materia statale, e i Sindaci non hanno alcun potere regolativo,ispettivo, autorizzativo.I SINDACI NON CI STANNO E REAGISCONOChiedono UNA NUOVA LEGGE NAZIONALE, fondata sulla riduzione dell’offertae il contenimento dell’accesso, con un’adeguata informazione e un’attivitàdi prevenzione e cura; chiedono LEGGI REGIONALI in cui siano esplicitatii compiti e gli impegni delle Regioni per la cura dei giocatori patologici, per laprevenzione dai rischi del gioco d’azzardo, per il sostegno alle azioni degli Entilocali.Chiedono che SIA CONSENTITO IL POTERE DI ORDINANZA DEI SINDACIper definire l’orario di apertura delle sale gioco e per stabilire le distanze dai luoghisensibili, e sia richiesto ai Comuni e alle Autonomie locali il PARERE PREVENTIVO evincolante per l’installazione dei giochi d’azzardo.
  • 19. 3 / 3MANIFESTO DEI SINDACI PER LA LEGALITÀ CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO • gli STATUTI comunali • i REGOLAMENTI (di Polizia locale, del Commercio, della Pubblicità, delle Sale gioco) • le ORDINANZE basate sulla necessità di proteggere i più deboli e garantire lasicurezza urbana • i CONTROLLI della Polizia locale sulle sale gioco e su coloro che le frequentano,ai fini della prevenzione nei confronti della malavita organizzata • STRUMENTI E MODELLI OPERATIVI INFORMATICI per conoscere sempre meglioil territorio e i fenomeni che vi si manifestanoI Sindaci si organizzano in RETE consapevoli che insieme si è più forti e si puòcontrastare la diffusione del gioco d’azzardo.Costruiscono RETI NEI TERRITORI con associazioni, volontari, polizia locale e forzedell’ordine per attivare iniziative culturali, attività di controllo, di prevenzionee di contrasto.Costruiscono RETI SOVRATERRITORIALI con le ASL e con Prefettura, Questurae Dia per monitorare, prevenire, contrastare il gioco d’azzardo e curare i giocatoripatologici.Si impegnano per la FORMAZIONE propria, degli esercenti e dei cittadini,consapevoli del ruolo insostituibile della cultura per conoscere e comprenderela portata e le conseguenze del gioco d’azzardo, costruire nuovi atteggiamentie nuove mentalità, recuperare i valori fondanti delle nostre società basati sullavoro, sull’impegno e sui talenti.Si impegnano a UTILIZZARE TUTTI GLI STRUMENTI DISPONIBILI per esercitare tuttele attività possibili di contrasto al gioco d’azzardo. Ritengono di poter intervenire su:Informazioni e contatti:Piero MagriTerre di Mezzovia Calatafimi 10,20122 MilanoTel. 02 83 24 24 26Cell. 349 5214692pieromagri@terre.itAngela FioroniLegautonomie LombardiaDuccio di Boninsegna 21/23,20145 MilanoTel. 02 36799650fax 02 93650604lombardia@legautonomie.it

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