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Internet e i Movimenti Sociali

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La Rete ha inevitabilmente cambiato il Dna delle forme di attivismo rispetto a trent’anni fa, quando il movimento studentesco del ’68 confidava nella forza amplificatrice dei soli megafoni, del …

La Rete ha inevitabilmente cambiato il Dna delle forme di attivismo rispetto a trent’anni fa, quando il movimento studentesco del ’68 confidava nella forza amplificatrice dei soli megafoni, del passaparola generale o della pubblicazione di manifesti, volantini e fogli informativi. L’era di Internet e dei cosiddetti “personal media” ha profondamente rinnovato e potenziato gli orizzonti comunicativi della protesta.

“Il vantaggio maggiore è senz’altro quello di poter comunicare globalmente in modo veloce” spiega Jason Mark, attivista della ONG britannica Global Exchange “una volta per parlare con i nostri partners in Indonesia o Brasile dovevamo lottare continuamente contro problemi di tempo e con i costi elevati di telefono e fax. Oggi risolviamo tutto con una semplice e-mail”[1].

Notevoli sono i vantaggi di coordinamento che la Rete tramuta in organizzazione sul campo. Il punto di svolta si ebbe a partire dalla famosa protesta di Seattle del Novembre 1999, quando una folla eterogenea di attivisti impedì ai delegati del WTO di entrare nell’edificio in cui si teneva il meeting. La mobilitazione anti-capitalista del Social Forum di Seattle fu strategicamente organizzata e pianificata attraverso la Rete. L’uso di Internet in quell’occasione rese possibile la costruzione di relazioni, la creazione di network internazionali di supporto, la condivisione di informazioni e di risorse con un’efficienza e una velocità senza precedenti.

Tuttavia non si può assumere come esclusivo criterio di analisi del fenomeno quello del determinismo tecnologico. Castells ci dimostra come “la tecnologia non determina la società e neppure la società definisce il corso della trasformazione tecnologica”[2]. La Rete, come Giano bifronte, mostra due facce della stessa medaglia. Se da un lato la sua natura globale, acentrica e multidirezionale le ha conferito l’immagine di paradiso utopico di altruismo, cooperazione e libertà d’espressione; dall’altro il frequente ricorso al computer-matching e alla dataveillance, soprattutto da parte del commercio elettronico, ha messo in evidenza la scarsa capacità della Rete nella protezione della sfera privata (privacy). Lo scambio d’informazioni attraverso Internet finisce spesso per aiutare il sistema di sorveglianza a conoscere le mosse degli attivisti e a prevenire la protesta.

Il primo capitolo, “Elementi di teoria sociale”, è stato inserito per collocare la ricerca entro determinate coordinate dell’analisi sociologica. In particolare si fa riferimento alle teorie di A.Giddens sulle conseguenze della modernità intesa come “radicalizzazione” della modernità stessa. La collocazione delle tesi di A.Giddens e altri sociologi, come Z. Bauman, U. Beck. J. B. Thompson, all’inizio della ricerca fornisce la giusta chiave di lettura dell’intero percorso di analisi. I “fattori di dinamismo della modernità” tracciati da A. Giddens definiscono il nuovo “ritmo” e “portata” del cambiamento sociale. In particolare, la “compressione spazio-temporale” ha accelerato il processo di globalizzazione della comunicazione e dato origine allo “spazio e tempo dei flussi” così come sono stati descritti da Castells nel “modello a rete”. La globalizzazione delle comunicazioni ha accelerato la formazione di quella che J. B. Thompson ha definito “comunanza despazializzata” che sta alla base del nuovo senso di responsabilità che si traduce molto spesso nelle campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica avviate dai movimenti sociali. Il paragrafo dedicato ai mass media è stato inserito per seguire un lineare percorso cronologico e segnare le principali differenze con le nuove tecnologie dell’informazione. Inoltre, i media mainstream, rappresentano ancora un importante punto di riferimento per i movimenti sociali sia in termini di estensione dell’audience raggiungibile a sostegno delle proprie cause sia per il conferimento di autorevolezza

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  • 1.  
  • 2.
    • La rete ha potenziato e rinnovato gli orizzonti
    • comunicativi delle diverse forme di attivismo
    • rispetto ai movimenti degli anni Sessanta,
    • quando si confidava su passaparola, fogli
    • informativi, manifesti, trasmissioni
    • radiofoniche,…
  • 3. Tratti distintivi dei nuovi movimenti sociali [Kaldor, 2004]
    • Cosmopoliti
    • (si interessano di questioni e principi che riguardano l’intera umanità)
    • Autonomi
    • (formano corpi sociali che possono rivolgersi direttamente alle autorità
    • Modulari
      • (sviluppano pratiche di protesta che sono facilmente trasferibili in situazioni differenti)
    • Proteste addomesticate
    • Dinamici ed eclettici nell’azione (intercreativi)
    • Sanno sfruttare l’enorme potenziale dei media (mediattivisti)
  • 4. Nelle sue accezioni strutturali di cyberspazio virtuale e canale per la computer-mediated communication la Rete è sfruttata dagli attivisti per
    • comunicazione globale in tempo reale
    • organizzazione-coordinamento
    • proselitismo-addestramento
  • 5. A. Comunicazione globale in tempo reale
    • “ Il vantaggio maggiore è senz’altro quello di poter comunicare globalmente in modo veloce” [Jason Mark, Global Exchange]
    • La globalizzazione delle comunicazioni ha permesso di trasmettere messaggi a fonti spazialmente remote senza alcuna dilatazione temporale (simultaneità causa-effetto)
    • La globalizzazione delle comunicazioni ha accelerato la formazione della “comunanza despazializzata” [Thompson, 1998] che sta alla base del nuovo senso di responsabilità movente e leva sulla quale fanno forza i nuovi movimenti sociali nell’organizzazione delle loro campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica
  • 6. B. Organizzazione-Coordinamento
    • Utilizzo dei tools di CMC per coordinare l’azione dei diversi collettivi
    • (mailing-lists, newsgroups, websites, IRC)
    • Pianificazione di eventi ed azioni condotte offline
    • (gli ultimi Social Forum internazionali sono stati organizzati dagli attivisti attraverso la Rete)
  • 7. C. Proselitismo-Addestramento
    • Website come vetrina del movimento sociale: proselitismo
    • (l’azione, i principi, come sostenere la causa, come partecipare all’azione)
    • Website raccoglie le istruzioni su come condurre l’azione: addestramento
    • (“Cyberagisci!” – istruzioni su come preparare le bombe)
  • 8. Caratteristiche della Rete
    • Interconnettività e comunicazione trasnazionale
    • “ Intercreatività”
    • [Berners-Lee, 2001]
    • ha favorito l’emergere di network di supporto internazionali alle cause dei movimenti sociali
    • ha dato vita alle pratiche di NetAttivismo e alla creazione di media alternativi indipendenti di controinformazione (bottom-up)
  • 9. NetAttivismo
    • DEFINIZIONE: insieme di azioni di protesta (lecite o illecite) condotte attraverso il supporto materiale della Rete per raggiungere un obiettivo prestabilito
    • Produzione d’informazione indipendente
    • (media tattici o alternativi)
    • Sabotaggio dei flussi informativi esistenti
    • (hacktivismo)
  • 10. Produzione d’informazione indipendente (media tattici e alternativi)
    • Si tratta delle cosiddette “forme di protesta addomesticate” [Kaldor, 2004] che consistono nella creazione di spazi d’espressione e coinvolgimento delle minoranze escluse dal dibattito dei media tradizionali (“il media tattico sfrutta l’occasione, il momento”)
    • Network Indipendent Media Center
    • Campagna McSpotlight
    • World Huaren Federation
    • Campagne anti corporate avviate da ®™ark a Adbusters
    • Culture jamming (lett. “generare interferenza culturale”) come forma di ostruzionismo culturale nei confronti della comunicazione pubblicitaria o proveniente dal mondo media tradizionali.
    • Tattica: “detournement”
    • (appropiazione del linguaggio corporate ad opera di ®™ark)
  • 11. Sabotaggio flussi informativi esistenti (hacktivismo)
    • Si tratta di quelle forme di protesta che ricercano nel software e nelle tecnologie in generale la soluzione dei problemi sociali
    • vs. etica hacker dell’ “hands on imperative”
    • (abuso di banda – The Cult of the Dead Cow -)
    • Sit-in virtuale
    • Web defacement
    • E-mail bomb
    • URL-redirecting
    • Virus-Worms
    • Netwar = interessamento da parte dell’establishment militare” [Arquilla, 1993]
  • 12. Principale risultato ottenuto fino ad oggi con le pratiche di NetAttivismo
    • Sensibilizzazione dell’opinione pubblica internazionale sulla causa del movimento sociale
    • es.
      • World Huaren Federation
      • Movimento zapatista
      • Campagna internazionale “Help B92”
  • 13. Limiti della Rete come supporto materiale alle azioni di NetAttivismo
    • Violazioni della privacy e delle libertà d’espressione
    • (la stessa campagna “Help B92” – blitz al Media Center italiano)
    • Digital Divide
    • Dipendenza dai mass media
  • 14. A. Violazione privacy e libertà d’espressione. Tecnologie di libertà o sorveglianza?
    • TECNOLOGIE DI LIBERT Á
    • La Rete come spazio democratico decentralizzato per la formazione di “collettivi intelligenti” [Lévy, 1996] o “smart mobs” [Rheingold, 2003]
    • Paradiso utopico di altruismo, cooperazione e libertà d’espressione
    • TECNOLOGIE DI SORVEGLIANZA
    • La Rete offre scarsa capacità di protezione della sfera privata (privacy)
    • Frequente ricorso al computer matching e alla “dataveillance” [Clarke, 1988], soprattutto da parte del commercio elettronico
    • “ Panopticon elettronico”
    • [Lyon, 1997]
  • 15. B. Digital Divide
    • I media mainstream continuano ad essere la fonte principale di informazione e aggiornamento in molti Paesi.
    • Nel Dicembre del 2008 solo il 23.6 per cento della popolazione mondiale aveva accesso alla Rete
    • (le persone connesse erano solo 1.581 miliardi)
    • Fonte : InternetWorldStats, World Internet Usage and Population Statistics ,
    • agg. Dicembre 2008 [URL: http://www.internetworldstats.com/stats.htm]
    46 milioni 54 milioni 174 milioni 247 milioni 650 milioni 390 milioni 2.9 % Medio Oriente 3.4 % Africa 11.0 % America Latina 15.6 % Nord America 41.1 % Asia 24.7 % Europa
  • 16. C. Dipendenza dai mass media
    • “ Senza la CNN, avremmo avuto ben poche chance di farcela. Il nostro maggior successo è stato quello di aver portato i media qui, questo lo abbiamo fatto con e grazie a Internet” [Bennahum, The Internet Revolution, Wired 5.04, Aprile 1997]
    • Estensione dell’audience raggiungibile a sostegno delle cause dei movimenti sociali
    • (es. action exemplaire degli ambientalisti)
    • Conferire autorevolezza alle fonti dei media alternativi
    • (es. World Huaren Federation)
    • E’ ancora difficile immaginare una campagna attivista interamente
    • Internet-centrica, non si può ancora fare a meno dei mass media e
    • della loro pervasività nel contesto socio-culturale contemporaneo
  • 17. La Rete rappresenta un supporto necessario ma non sufficiente alla causa dei movimenti sociali sparsi in tutto il mondo Ciononostante la sua natura globale e decentrata è ancora riconosciuta come l’unica infrastruttura materiale capace di accelerare il progetto di politica globale, organizzazione e coordinamento fra movimenti, ONG e reti sociali nel processo di costruzione di una governance globale
  • 18. Previsioni
    • Pierre Lévy [1996]
    • Internet potrà offrire all’umanità la possibilità di esprimere una “parola plurale” senza rivolgersi ai rappresentanti in veste di portavoce dei cittadini (democrazia diretta in tempo reale)
    • Mary Kaldor [2004]
    • Le relazioni, i dibattiti condotti in Rete fra la “società dei movimenti” e le istituzioni governative aiuteranno i policy-makers a prendere decisioni nell’interesse dell’intera comunità umana
  • 19. … utopismo o realtà?
    • Zoccolo duro
    • Digital Divide : prematuro parlare di “parola plurale” o “società dei movimenti” quando ancora oggi, oltre il 75 per cento della popolazione mondiale non ha accesso alla Rete
  • 20. Internet e i movimenti sociali Sito ufficiale: www.interneteimovimentisociali.com Email: [email_address]