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Incontro bosnia

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Relazione di Gianluca Chiaro sulla Guerra in Bosnia. I diritti sono di Gianluca Chiaro.

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  • 1. Le cause del conf litto … ?
  • 2. 9/11/1989 – Muro di Berlino 9/11/2001 – Torri Gemelle 9/11/1993 - Ponte di Mostar
  • 3. Alcune premesse:• Non cadere nella tentazione di generalizzare e incasellare i “tre” popoli (serbi,croati, bosniaci) in blocchi granitici.• Fare attenzione alle versioni sulla guerra “etnico-religiosa”, che suggerisce l’ideadi una guerra primitiva, meramente tribale.• Evitare conclusioni affrettate come: “non ci si può capire niente perché tantosono tutti barbari assassini”.• I motivi ci sono stati, e la guerra è stata accuratamente pianificata e preparata. Visono anche responsabilità dirette dell’Europa e degli Stati Uniti.• In conclusione, non presumere mai di aver trovato una verità su di un conflittoche presenta molteplici facce. Ricordare sempre che la visione dei fatti dipendeanche dal vissuto, e occorre tempo per comprendere cosa abbiano vissuto e vivanooggi queste persone. Sarebbe inopportuno permetterci di giudicare la loro visionedei fatti a priori.
  • 4. Dalla fine dell’Impero austro-ungarico … alla “Seconda Jugoslavia” di Tito.Gli slavi del sud, arrivati nei Balcani nel sesto secolo, si sono progressivamentedefiniti come molti popoli diversi per cultura e religione, vivendo sempre sottol’influenza di grandi imperi: bizantino, russo, austro-ungarico e ottomano.Eventi principali:Seconda rivolta serba contro l’impero ottomano (1815) e nascita del Principato diSerbia (1815-1882) sostenuto dall’Impero Russo.Successivamente viene proclamato il Regno di Serbia (1882-1918).
  • 5. In seguito alla Conferenza di Pace di Parigi del 1919, nacque il Regno dei Serbi,dei Croati e degli Sloveni che, nel 1929, cambiò nome in Regno di Jugoslavia.La suddivisione del regno in 33 contee(županije) che ricalcavano confinistorici ed erano etnicamente definite,fu modificata con la creazione di 9regioni (banovine) che prendevano ilnome dai fiumi che le attraversavano eche erano abitate da più gruppi etnici.
  • 6. Nel 1941 il Regno di Jugoslavia fu deposto da un colpo di stato che a sua volta futravolto dalla Seconda Guerra Mondiale. La Jugoslavia fu spartita tra Germania,Italia e Ungheria e nacquero lo Stato di Croazia in mano agli Ustascia e ungoverno filonazista a Belgrado. La risposta a tale divisione fu la nascita di dueforze di resistenza: i cetnici (filomonarchici) e i partigiani antifascisti guidati daJosip Broz Tito.Alla fine della guerra (1946) nacque la Repubblica Socialista Federale diJugoslavia. La Jugoslavia socialista e federale, così come costruita da Tito sibasava sulla politica della Fratellanza e Unità (Bratsvo i Jedinstvo) fra i diversipopoli jugoslavi, garantendo a ciascuno, comprese le minoranze nazionali,dignità, autonomia decisionale e rappresentatività istituzionale. Tuttavia il regimejugoslavo aveva utilizzato anche la forza per stroncare quei movimenti, come laPrimavera Croata del 1971, che avevano dimostrato lemergere del nazionalismoetnico, nonché di essere un pericolo per lunità della Federazione, per il ruolocentrale della Lega dei Comunisti Jugoslavi e per il sistema economicodellautogestione e del "socialismo di mercato“.
  • 7. Internamente lo stato era diviso in sei repubbliche socialiste e due provinceautonome che facevano parte della Repubblica Socialista di Serbia. La capitalefederale era Belgrado. Con la Costituzione del 1974, in seguito alle tensioniinterne, dovute al nazionalismo dei croati e alle tendenze liberali dei serbi siprevede il diritto per i popoli costitutivi (identificati da alcuni giuristi con leRepubbliche) di staccarsi dalla Federazione. Tale diritto non era previsto per leminoranze (e di conseguenza per le province autonome). 1. Bosnia Erzegovina 2. Croazia 3. Macedonia 4. Montenegro 5. Serbia 5.a Kosovo 5.b Vojvodina 6. Slovenia
  • 8. Nel 1980 muore Tito a Lubiana. Nel 1981 avvengono le prime rivolte in Kosovo: lapopolazione rivendica il diritto di darsi costituzione di repubblica. La repressioneprovoca 9 morti e 250 feriti. Tale avvenimento è solo il principio delle spintenazionalistiche che porteranno alle guerre jugoslave. Nel 1989 il governo diBelgrado, a seguito di una nuova sollevazione in Kosovo, decreta lo statodemergenza nella provincia e ne sospende lautonomia costituzionale integrandola regione alla Serbia. All’inizio degli anni novanta la situazione appare ormaiirreversibile e, ben presto, si scatenerà il conflitto.
  • 9. 1990 22 gennaio - Il congresso della Lega dei Comunisti jugoslavi a Belgrado si conclude con luscita di scena delle delegazioni slovena e croata. Nel corso dellanno si svolgono le prime elezioni parlamentari libere, che portano alla presidenza di Milan Kucan in Slovenia, di Franjo Tudjman in Croazia, di Slobodan Milosevic in Serbia.1991/a25 gennaio - La Repubblica di Macedonia si proclama indipendente.3 marzo - Scontri a fuoco a Pakrac in Croazia, tra la minoranza serba e la miliziaterritoriale croata.30 marzo - Nel parco nazionale di Plitvice, nella Krajina (Croazia), sparatorie traserbi e croati. Le autorità della regione, a prevalenza serba, hanno annunciato lasecessione dalla Croazia e lunione con Belgrado.25 giugno - Dichiarazione di indipendenza di Slovenia e Croazia.
  • 10. 1991/b 16 agosto - Lesercito serbo e i corpi speciali della polizia federale intervengono a fianco dei serbi croati. Comincia la guerra in Croazia. 10 settembre - La guerra arriva a Zara, Sebenico, Spalato e Dubrovnik. 15 ottobre - La Bosnia-Erzegovina si proclama indipendente.17 novembre - Cade Vukovar, dopo 91 giorni di resistenza croata.27 novembre - La Risoluzione 721 del Consiglio di Sicurezza dellOnu autorizzalinvio di una forza di pace in Jugoslavia.1992/agennaio - I Paesi dellUnione Europea e il Vaticano riconoscono le due nuoveentità politiche.13 marzo - A Sarajevo si insedia il quartier generale dei 14.000 Caschi Blu inviatidallOnu per controllare le zone contese tra Serbia e Croazia.
  • 11. 1992/b 6 aprile - Durante le dimostrazioni per la pace, davanti al Parlamento di Sarajevo, i cecchini serbi sparano sulla folla. E linizio della guerra civile e del lunghissimo assedio di Sarajevo. La CEE riconosce ufficialmente la Bosnia-Erzegovina indipendente.2 maggio - LArmata federale jugoslava affianca le milizie serbe.14 maggio - Sarajevo è bombardata e Nambiar, il Comandante dei Caschi Blu,viene catturato dai serbi e tenuto in ostaggio per ventiquattrore. I rappresentantidella CEE e la Croce Rossa abbandonano la città, seguiti poco più tardi dallOnu.15 maggio - Circa settemila fra donne, vecchi e bambini, cercano di uscire daSarajevo, ma vengono tenuti in ostaggio dai serbi. LOnu decreta linviodellUnprofor, la Forza di Protezione delle Nazioni Unite.30 maggio - La Risoluzione 757 dellOnu prevede lembargo totale contro Serbiae Montenegro: la relazione del Segretario Boutros Ghali accusa anche la Croaziaper la dislocazione delle sue truppe. Ma la responsabilità del conflitto è attribuitaa Serbia e Montenegro.
  • 12. 1992/c 6 aprile - Durante le dimostrazioni per la pace, davanti al Parlamento di Sarajevo, i cecchini serbi sparano sulla folla. E linizio della guerra civile e del lunghissimo assedio di Sarajevo. La CEE riconosce ufficialmente la Bosnia-Erzegovina indipendente.2 maggio - LArmata federale jugoslava affianca le milizie serbe.14 maggio - Sarajevo è bombardata e Nambiar, il Comandante dei Caschi Blu,viene catturato dai serbi e tenuto in ostaggio per ventiquattrore. I rappresentantidella CEE e la Croce Rossa abbandonano la città, seguiti poco più tardi dallOnu.15 maggio - Circa settemila fra donne, vecchi e bambini, cercano di uscire daSarajevo, ma vengono tenuti in ostaggio dai serbi. LOnu decreta linviodellUnprofor, la Forza di Protezione delle Nazioni Unite.30 maggio - La Risoluzione 757 dellOnu prevede lembargo totale contro Serbiae Montenegro: la relazione del Segretario Boutros Ghali accusa anche la Croaziaper la dislocazione delle sue truppe. Ma la responsabilità del conflitto è attribuitaa Serbia e Montenegro.
  • 13. 1992/d Giugno - Fino a questo momento circa ventimila persone hanno perso la vita in Bosnia. Agosto - Cominciano a circolare le immagini dei campi di concentramento serbi. Esistono anche lager croati e musulmani.25-27 agosto - A Londra si svolge la Conferenza di pace sulla ex Jugoslavia: leprincipali accuse vengono riservate alla Serbia e al leader dei serbo-bosniaci,Karadzic, che si impegna a chiudere i lager, senza poi mantenere fede a questapromessa. E creato un forum permanente a Ginevra, sotto la guida di CyrusVance per lOnu e di David Owen per la CEE.28 agosto - Colpita la Biblioteca Nazionale di Sarajevo, Vijetnica, che prendefuoco: finiscono in cenere più di centomila libri.3 settembre - Si apre la Conferenza di Ginevra.Ottobre - Annunciata la formazione di un "Tribunale Internazionale per iCrimini di Guerra" nella ex Jugoslavia.
  • 14. 1993/a gennaio e febbraio - Il Piano Vance- Owen, che prevede che la Bosnia sia suddivisa in dieci cantoni, viene accettato integralmente dai croati, solo in parte dai musulmani e rigettato dai serbi. Respinto dagli Stati Uniti il piano Vance-Owen: gli Usa ne enunciano uno alternativo in sei punti. Maggio - Cade Srebrenica, in Bosnia, dopo mesi di assedio. 9 maggio - Si spezza lalleanza tra croati e musulmani contro i serbi: i croati attaccano Mostar, cittadina dalla quale i serbi si sono ritirati da un anno. 9 novembre - Il ponte vecchio di Mostar, che risale al 1556, è distrutto dai croati.Legenda:Verde: Bosniaci, Rosso: Serbi e Blu: Croati.
  • 15. 1993/b 6 maggio - Il consiglio di sicurezza dellONU con la Risoluzione 824 istituì come zone protette le città di Sarajevo, Tuzla, Zepa, Goražde, Bihać e Srebrenica, inoltre con la Risoluzione 836 dichiarò che gli aiuti umanitari e la difesa delle zone protette sarebbero stati da garantire anche alloccorrenza con uso della forza (tra laltro, con soldati del contingente UNPROFOR).Legenda:VRS = Serbi HVO = Croati ARBiH = Bosniaci
  • 16. 1994Febbraio - Il mercato di Markale a Sarajevo è colpitoda granate che uccidono più di sessanta persone. Icaccia americani abbattono due caccia serbi nellazona aerea di Banja Luka.Marzo - Un piano di suddivisione del territorio èformulato dal Gruppo di Contatto (Usa, Russia,Germania, Francia, Gran Bretagna). Il 49%spetterebbe ai serbi, il 51% alla federazione croato-musulmana.18 luglio - I musulmani e croati accettano il pianoproposto dal Gruppo di contatto.4 agosto - Dopo diversi rifiuti serbo-bosniaci adaccettare il piano del Gruppo di contatto, le autoritàdella Repubblica Federale di Jugoslavia e della Serbiainterrompono tutte le relazioni con la RepublikaSrpska e chiudono la frontiera sulla Drina.14 dicembre - Il leader dei serbi di Bosnia Karadzicpresenta un piano di pace in sei punti e chiede lamediazione di Jimmy Carter. La missione sfocia in unaccordo di tregua tra le parti dal 1 gennaio al 30aprile.
  • 17. 1995Maggio e Agosto - Dopo la tregua ricomincia la guerra: lesercito croato prende ilcontrollo di alcune città della Slavonia occidentale (Operazione Lampo). LeKrajine, le aree protette Onu, vengono occupate (Operazione Tempesta).Operazioni di pulizia etnica e deportazioni nei campi di prigionia, ad opera deicroati, sono denunciate dai rappresentanti Onu di Zagabria. Migliaia i profughiserbi. 11 luglio - Srebrenica cade. Le milizie serbe conquistano dunque una delleenclaves musulmane "protette" dallOnu, che i Caschi Blu olandesi avrebberodovuto difendere. Circa ventimila persone scappano dalla città.26 luglio - Ordinati gli arresti di Radovan Karadzic, leader dei serbi bosniaci e delgenerale Ratko Mladic, per "genocidio e crimini contro lumanità", da parte delTribunale Internazionale dellAja per i crimini di guerra.Agosto - Proposta Clinton: spartizione della Bosnia in due aree nette. Il 49% delterritorio ai serbi, il 51% ai Croato-Musulmani.30 agosto - La Nato compie un raid aereo contro postazioni serbe vicino aSarajevo, Tuzla e Goradze.
  • 18. Gli accordi di Dayton – GFAP (21 Novembre 1995) Firmatari: Milosevic (Serbia) Tudman (Croazia) Izetbegović e Sacirbey (Bosnia) Decisioni: Ritorno della Slavonia e della Krajina alla Croazia Creazione di due entità interne allo Stato della Bosnia: le Federazione Croato-Musulmana (51% territorio) e la Repubblica Serba (49% del territorio)
  • 19. Gli accordi di Dayton – GFAP (21 Novembre 1995) A vigilare sugli accordi da questo momento sarà la Nato, non più lOnu (UNPROFOR) Sistema di governo della Bosnia: Alla Presidenza collegiale del Paese siedono un serbo, un croato e un musulmano, che a turno, ogni otto mesi, si alternano nella carica di presidente.
  • 20. Intervento NATO
  • 21. Dopo la fine della guerra di Bosnia- Erzegovina, una parte degli albanesi kosovari scelse la lotta armata indipendentista (UCK) che si macchiò di crimini pari a quelli dellesercito jugoslavo non solo nei confronti della popolazione kosovara slavofona ma anche verso quella componente kosovaro albanese rimasta neutrale al conflitto e perciò ritenuta traditrice.Il governo di Belgrado rispose con il pugno di ferro: agli albanesi del Kosovosfruttavano la situazione per cercare di realizzare le proprie ambizioni separatiste eirredentiste, che il governo centrale aveva il dovere di reprimere e che gli Statiesteri non dovevano alimentare.Nel 1999 scoppiò un conflitto armato vero e proprio, che vide lintervento didiverse forze internazionali in protezione della componente albanese del Kosovo,presa di mira dal governo centrale di Belgrado.
  • 22. In base alle Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unitenumero 1244 del 1999, il Kosovo fu provvisto di un governo e un parlamentoprovvisori, e posto sotto il protettorato internazionale UNMIK e NATO.
  • 23. Ultimi eventi:• Indipendenza della Macedonia (dalla Jugoslavia): 8settembre 1991• Est della Slavonia reintegrato in Croazia (dalla Serbia):1996-1998• Indipendenza del Montenegro (dalla Serbia): 21 maggio2006• Indipendenza del Kosovo (dalla Serbia): 17 febbraio 2008
  • 24. Eroi o Assassini?Ante Gotovina (Croato)Generale dellesercito croato fino al 2001. Da allora e fino all8 dicembre 2005, èstato latitante, per unaccusa nei suoi confronti di crimini di guerra da parte delTribunale Penale Internazionale per lex-Jugoslavia. Considerato dalla maggiorparte dei suoi conterranei un eroe della guerra dindipendenza Croata.È accusato di violenze contro la popolazione civile di etnia serba, durante leoperazioni Oluja (Tempesta) e Sacca di Medak (nelle vicinanze della città diGospic). Tali operazioni furono approvate dai governi statunitense di Bill Clinton etedesco di Helmut Kohl e i servizi segreti statunitensi (la CIA e la DIA) fornirono"supporto tattico e dintelligence" allinizio delloffensiva. Ante Gotovina vennecatturato il 7 dicembre 2005 dalla polizia spagnola e dalle forze speciali in unresort alla Playa de las Americas a Tenerife nelle Isole Canarie. Il 15 aprile 2011 sonostate rilasciate le sentenze di primo grado che hanno visto la condanna a 24 anni direclusione per Gotovina, per crimini contro lumanità e violazione delle leggi e deicostumi di guerra).
  • 25. Slobodan Milosevic (Serbo) 1941-2006: È stato presidente della Serbia e dellaRepubblica Federale di Jugoslavia come leader del Partito Socialista Serbo(SPS). Tra i protagonisti politici delle Guerre nella ex-Jugoslavia, accusato dicrimini contro lumanità per le operazioni di pulizia etnica dellesercitojugoslavo contro i musulmani in Croazia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo.Franjo Tudman (Croato) 1922-1999: è stato un politico e militare croato. Fu ilprimo presidente della Croazia indipendente negli anni 1990, ed uno degliartefici della dissoluzione della ex-Jugoslavia e della conseguente guerra civile. Èstato riconosciuto post mortem dal Tribunale Penale Internazionale per lex-Jugoslavia come principale responsabile delle stragi e deportazioni di civili serbidalla Croazia nel 1995, avendo ispirato ed organizzato tali operazioni. Con ciò èstato anche ufficialmente dichiarato criminale di guerra, anche se contro di lui(direttamente) non vi furono processi per crimini di guerra finché era ancora invita.Alija Iztebgovic (Bosniaco) 1925-2003 : è stato un attivista, avvocato, filosofo epolitico, presidente della Bosnia-Erzegovina dal 1990 al 1996 e membro dellaPresidenza della Bosnia-Erzegovina dal 1996 al 2000. Mladen Ivanić, presidentedel governo della Republika Srpska e altri politici serbi hanno presentato dellepetizioni al Tribunale dei crimini di guerra dellAia per accusarlo di genocidio eviolazioni della legge di guerra. Nessuna accusa gli fu contestata.
  • 26. Ratko Mladic (Serbo) 1943: È stato generale nellArmata Popolare di Jugoslavia durante leguerre che portarono alla disgregazione della Jugoslavia, comandante delle forze armatein Croazia e, durante la guerra in Bosnia, capo di stato maggiore dellEsercito dellaRepubblica Serba di Bosnia-Erzegovina. Durante le Guerre nella ex-Jugoslavia è stato ilbraccio esecutivo dei dirigenti politici serbi: accusato di genocidio, crimini controlumanità, violazione delle leggi di guerra durante lassedio di Sarajevo e per il massacro diSrebrenica dal Tribunale Penale Internazionale per lex-Jugoslavia, è stato arrestato il 26maggio 2011 dopo 16 anni di latitanza.Radovan Karadzic (Serbo) 1945 : è un politico e psichiatra bosniaco, di origini serbe, expresidente della Repubblica Serba. Tra i protagonisti politici delle Guerre nella ex-Jugoslavia, incriminato per crimini di guerra e genocidio dal Tribunale PenaleInternazionale per lex-Jugoslavia dellAja, a suo carico era stato emesso un mandato dicattura internazionale eccezionale in base allarticolo 61 del Tribunale. Latitante per moltianni, è stato arrestato il 21 luglio 2008 dalle forze di sicurezza serbe.Naser Oric (Bosniaco) 1967 : è un ex ufficiale militare bosniaco, che comandò le forzedellArmata della Repubblica di Bosnia-Erzegovina nellenclave di Srebrenica, nellaBosnia orientale, durante il conflitto in Bosnia ed Erzegovina tra il 1992 e il 1995. Primadella guerra era un poliziotto e guardia del corpo del presidente serbo SlobodanMilosevic. Nel 2006, venne condannato dal Tribunale dell’Aia a 2 anni per non averimpedito, in qualità di comandante, luccisione di 5 civili serbo-bosniaci e la tortura di 11prigionieri tra la fine del 1992 e linizio del 1993.
  • 27. Assedi/1 Sarajevo (5 aprile 1992-29 febbraio 1996)Durante uno dei numerosi bombardamenti di Sarajevo, Huso si affretta a rifugiarsi nella cantina del suocondominio. Nel cortile vede il suo vicino Haso dondolarsi su unaltalena da bambini.‘Hei, Haso – gli dice Huso senza fiato – tutta Sarajevo rischia di restarci. Salva la pelle finchè sei in tempo…‘Cosa credi… non mi sto dondolando… - risponde Huso – sto solo facendo diventar matto un cecchinoserbo…Il 2 maggio 1992 venne ufficializzato dai Serbi, che si erano appostati sulle collinevicine, il blocco generale della città. I principali accessi alla città vengono bloccati, cosìcome i rifornimenti di cibo e medicine. Sarajevo si ritrovò priva di elettricità, acqua eriscaldamento. Per tentare di arginare il blocco serbo, lONU riaprì laeroporto diSarajevo, dal quale la città sarà a lungo dipendente. Il periodo più duro per la città fuquello compreso tra la seconda metà del 1992 e la prima metà del 1993. Gli attacchi serbisi fecero più intensi e vennero commesse numerose atrocità, anche se alcuni abitantiserbi di Sarajevo decisero di unirsi agli assediati e di difendere la città. Tra il 1992 e il1995, gli stessi Serbi di Sarajevo furono oggetto di pulizia etnica da parte dei Bosniacimusulmani, venendo espulsi dalla città, mentre diverse migliaia vennero uccisi. Nelsettembre 1993 si stimarono in 35.000 gli edifici e le strutture cittadine distrutte, tra cuiospedali, industrie, la sede della Presidenza della Bosnia-Erzegovina, ministeri, sedi dimedia e giornali, la Biblioteca Nazionale, nonché migliaia di abitazione civili.Fra le diverse atrocità commesse, la più grave fu luccisione di 68 Bosniaci civili da partedi Serbi in un mercato della città (12 giugno 1993).
  • 28. Sarajevo (5 aprile 1992-29 febbraio 1996)IL TUNNELNel gennaio del 1993, in un quartiere periferico della città di Sarajevo, vicino allaeroporto, si iniziò acostruire un tunnel. Partiva dalla cantina della famiglia Kolar. La loro era lultima casa del paesino diDobrinja, a soli 400 metri dal fronte. Servirono quattro mesi per terminare lopera. A partire dallestatedello stesso anno il tunnel, lungo 800 metri, era divenuto di cruciale importanza per eludere lassediodelle milizie serbe e per rifornire la città di tutto quello che serviva: beni alimentari, medicinali, armi.Veniva utilizzato anche nella direzione opposta, spesso per trasportare i feriti.Se inizialmente tutto veniva trasportato a spalle poi nello stretto passaggio vennero installate anche dellerotaie. Poi si "brevettò" un lungo tubo che collegava le due estremità e grazie al quale si riforniva la città dicarburante. Un autobotte pompava da un lato, unaltra riceveva dallaltro. Non senza forti rischi, se unodei due camion fosse stato colpito da qualche proiettile lintero tunnel sarebbe saltato in aria.
  • 29. Sarajevo (5 aprile 1992-29 febbraio 1996)
  • 30. Assedi/2 Srebrenica (6 luglio-25 luglio 1995)La cosiddetta zona protetta di Srebrenica fu delimitata dopo unoffensiva serba del1993 che obbligò le forze bosniache ad una demilitarizzazione sotto controllodellONU. Le delimitazioni delle zone protette furono stabilite a tutela e difesadella popolazione civile bosniaca, quasi completamente musulmana, costretta afuggire dal circostante territorio, ormai occupato dallesercito serbo-bosniaco.Decine di migliaia di profughi vi cercarono rifugio.Verso il 9 luglio 1995, la zona protetta di Srebrenica e il territorio circostantefurono attaccati dallarmata serbo-bosniaca. Dopo unoffensiva durata alcunigiorni, l11 luglio lesercito serbo-bosniaco riuscì ad entrare definitivamente nellacittà di Srebrenica.I maschi (dai 14 ai 65 anni) furono separati dalle donne, dai bambini e daglianziani, apparentemente per procedere allo sfollamento; secondo le istituzioniufficiali i morti furono circa 7.800, mentre non si hanno ancora stime precise delnumero di dispersi. Fino ad oggi circa 5000 corpi sono stati esumati, di cui appena2000 sono stati identificati.
  • 31. Srebrenica (6 luglio-25 luglio 1995)Durante i fatti di Srebrenica, i 600 caschi blu dellONU (tre compagnie olandesi -Dutchbat I, II, III), non intervennero: motivi e circostanze non sono ancora statidel tutto chiariti. La città di Srebrenica era comunque nella futura Entità Serba e leprime bozze degli accordi di Dayton non potevano prevedere enclavi. Di fatto laconquista della città da parte dei serbi avrebbe consentito di arrivare a definire lasituazione territoriale attuale e, di conseguenza, a portare avanti gli accordi dipace. E’, dunque, plausibile che Srebrenica sia stata “sacrificata” per garantire ilsuccesso dell’operazione Tempesta (contemporanea) spinta da Clinton e,successivamente , il subentro delle forze NATO a quelle dell’ONU.
  • 32. Conclusioni/1: Non si può, a rigor di logica, parlare di divisioni "etniche" tra popolazioni della stessa etnia (slavi).Guerra psichiatrica (Karadzic): fu una guerra derivata dalla psichiatria sociale, intesa comeallontanamento dei diversi per avviarli alleutanasia sociale dellinternamento. Oppure peravviarli alleutanasia tout-court in momenti storici determinati.Guerra di mafie: fu un conflitto proclamato in nome dell’identità, che, tuttavia, anzichéproteggere le comunità locali, le sfiancava aprendo le porte alla colonizzazionemultinazionale dei territori. Già negli anni ottanta il sistema economico jugoslavo, cioèlallegra baracca dellautogestione, era diventato una ruberia collettiva. Dopo quarantanni didissipazioni, di perverse triangolazioni fra banche, industrie e segreterie politiche, questelobby onnipotenti sapevano di non poter sopravvivere ad una transizione pacifica verso lademocrazia ed il mercato. Per queste consorterie di potere la guerra era lunica strada (...)per bloccare la caduta di un sistema trasformato in mafia dallibernazione dellalternanzapolitica. Esse lhanno deliberatamente cercata e costruita. Grazie alla guerra infatti, questeèlite hanno potuto appropriarsi di una grande quantità di denaro prelevato alla popolazionedurante le pulizie etniche, denaro che poi finiva nelle casse statali.
  • 33. Conclusioni/2:Guerra tra “Occidente” e “Oriente”: Apparve anche la complessità culturale dell’Oriente,una complessità divenuta incomprensibile e intollerabile a questo nostro mondo delconsumo che banalizza, semplifica e ragiona solo per grandi flussi e grandi reti. Non funemmeno una resa dei conti fra democrazia dell’Ovest e assolutismo dell’Est, moscovita oottomano che fosse. Fu l’aggressione della modernità contro un mondo che si ostinava acredere nell’invisibile, la rabbia di una civiltà senza più miti e senza più fede contro unOriente che condensava troppi simboli.Guerra Città-Campagna: red necks (contadini poveri) contro cittadini borghesi. InBosnia, in Serbia e in parte anche in Croazia, la borghesia intellettuale fu espulsa. Accantoalla pulizia etnica cè stata una pulizia sociale dimenticata nonostante la sua drammaticaevidenza. Con essa, il potere ha distrutto la classe dirigente che avrebbe potutosoppiantarlo. L’importanza, dunque, dell’urbicidio: scontro tra la multietnicità del centro ela struttura tribale della periferia. Il saccheggio e la distruzione si concentrava stranamentesu edifici di interesse culturale come moschee (biblioteca di Sarajevo) che dopo essere statesaccheggiate venivano fatte esplodere o bruciate; spesso inoltre i gruppi paramilitari eranoin possesso di una lista di persone importanti - leader della comunità, intellettuali, ricchi -che venivano separati dagli altri e giustiziati.
  • 34. Conclusioni/3:Appare evidente, in conclusione, che la componente etnico - religiosa sia risultatadel tutto secondaria. La mascherata tribale è servita a far credere all’irrazionalitàdi uno scontro i cui scopi (economici) e i cui metodi (di manipolazione) sonostati invece assolutamente razionali, e dove le responsabilità di vertice sono statedel tutto trasparenti; in secondo luogo, ha fornito la base teorica all’impossibilitàdella convivenza e dunque all’inevitabilità della pulizia etnica; in terzo luogo, hasoddisfatto in pieno il bisogno di spiegazioni banali da parte dell’opinionepubblica internazionale.Il Centro di ricerca e documentazione di Sarajevo ha diffuso le cifre documentate(ma non definitive) sui morti della guerra in Bosnia-Erzegovina: 93.837 accertati(fino al dicembre 2005), di cui 63.687 Bosniaci (67,87%), 24.216 Serbi (25,8%),5.057 Croati (5,39%) e 877 dichiaratisi Jugoslavi al censimento del 1991 o stranieri(0,93%). (Guerra mass-mediatica e uso di uranio impoverito)

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