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Responsabilità civile: profili giurisprudenziali e clausole di polizza.

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Lo scopo di questo corso avanzato consiste nel fornire, attraverso approfondimenti e analisi giurisprudenziali, le competenze tecniche imprescindibili per una gestione consapevole e organica delle problematiche giuridiche e contrattuali che la responsabilità civile propone anche alla luce dei periodici aggiornamenti normativi.

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  • 1. RESPONSABILITA’ CIVILE: PROFILI GIURISPRUDENZIALI E CLAUSOLE DI POLIZZA FRAMAND CONSULTING Insurance Broker & Consultancy Services Viale Monte Ceneri 26 20155 MILANO Phone ++39 346 3721123 Fax: ++39 02 89054943 Skype: framand-consulting E-mail: info@framand.com Web: www.framand.com
  • 2. LA VIOLAZIONE NEL CODICE CIVILE  Fatto illecito civile  artt. 2043-2059 c.c.  Responsabilità extracontrattuale  Inadempimento di obbligazione  artt.1218-1229 c.c.  Responsabilità contrattuale FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 2
  • 3. Cass. 21 giugno 1999 n. 6233 È del tutto legittima, rientrando nel potere dispositivo della parte, la proposizione cumulativa dell’azione contrattuale e di quella extracontrattuale, qualora si assuma che, con un unico comportamento, sono stati violati sia gli obblighi derivanti dal contratto, sia il generale dovere del neminem laedere. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 3
  • 4. L’ARTICOLO ARTICOLO 2043 DEL CODICE CIVILE Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 4
  • 5. PRINCIPIO DI ATIPICITÀ DELL’ILLECITO AQUILIANO Art. 2043 clausola generale, che lascia aperta l’individuazione delle situazioni giuridiche soggettive la cui lesione integra l’illecito Decisiva è l’opera degli interpreti (dottrina e, soprattutto, giurisprudenza) per la selezione degli interessi meritevoli di tutela FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 5
  • 6. RISARCIMENTO DEL DANNO Furto negli appartamenti consumato attraverso i ponteggi - Responsabilità dell’impresa FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 6
  • 7. RISARCIMENTO DEL DANNO Furto negli appartamenti consumato attraverso i ponteggi - Responsabilità dell’impresa (C.C. art. 2043) …. dev’essere affermata la responsabilità, ai sensi dell’articolo 2043 del C.C., dell’impresa che per tali lavori si avvale di quei ponteggi, qualora, trascurando le più elementari norme di diligenza e perizia e la doverosa adozione delle cautele idonee a impedire l’uso anomalo delle dette impalcature, e così violando il principio del neminem laedere, abbia colposamente creato un agevole accesso ai ladri e posto in essere le condizioni del verificarsi del danno. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 7
  • 8. Cassazione Civile, Sez. III, 18 ottobre 2005, n. 20133  Il proprietario delle impalcature non può essere ritenuto civilmente corresponsabile del furto: non ex art. 2050 c.c., poiché le attività pericolose generano responsabilità specifica solo se il danno si è prodotto durante il loro espletamento; non ex art. 2051 c.c., poiché le cose in custodia non danno luogo a responsabilità quando i danni siano cagionati dall’attività illecita di terze persone; non ex art. 2043 c.c., poiché la responsabilità civile per omissione sorge solo se si sia contravvenuto ad uno specifico obbligo di fare.  È evidente che tali principi, validi per il proprietario delle impalcature, devono, a più forte ragione, ritenersi applicabili anche al condominio. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 8
  • 9. PROCESSO LOGICO DELLA R. C. Danno: situazione diversa e peggiore di quella precedente ad un determinato evento Obbligazione: vincolo giuridico per cui un soggetto è tenuto ad una prestazione verso un altro soggetto Risarcimento FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 9
  • 10. IL RISARCIMENTO FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 10
  • 11. IL RISARCIMENTO STRUMENTO GIURIDICO PER RIPORTARE IL DANNEGGIATO IN UNA SITUAZIONE PATRIMONIALE UGUALE O QUASI A QUELLA PRECEDENTE L’EVENTO DANNOSO FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 11
  • 12. IL DOLO FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 12
  • 13. IL DOLO Il dolo consiste nella volontaria trasgressione di un preciso dovere giuridico: il soggetto agente, quindi, col compimento dell’azione intende ottenere le conseguenze che ne derivano. Il fatto illecito è doloso quando l’evento dannoso, risultato dell’azione od omissione, è previsto e voluto come conseguenza della propria azione dall’agente FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 13
  • 14. LA COLPA FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 14
  • 15. LA COLPA La colpa consiste nella violazione di un dovere di diligenza, cautela o prudenza nei confronti di terzi, per cui le conseguenza dell’azione, pur essendo prevedibili, non sono volute. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 15
  • 16. ELEMENTI CARATTERIZZANTI LA COLPA FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 16
  • 17. LA PREVEDIBILITÀ DELL’EVENTO Negligenza, imprudenza e imperizia vanno valutate sulla base della prevedibilità dell’evento come conseguenza della condotta rapportata alla preveggenza del “buon padre di famiglia”, di classica tradizione e tuttora indicato in molte norme dal legislatore come parametro di valutazione postuma. Alla figura del “bonus pater familias” si è venuta a sostituire concettualmente, in seguito allo sviluppo tecnologico, una figura di uomo-tipo con riferimento ai vari settori operativi, retti da principi scientifici e regole tecniche non accessibili a tutti: il buon operatore settoriale. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 17
  • 18. QUANDO CESSA L’OBBLIGO AL RISARCIMENTO FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 18
  • 19. A) L’INTERRUZIONE DEL NESSO CAUSALE  Il nesso o rapporto di causalità si deve ritenere interrotto solo allorquando la causa concorrente sopravvenuta è sufficiente, da sola, autonomamente cioè, rispetto al coacervo delle altre, a determinare l’evento.  Il concetto di sufficienza autonoma della concausa sopravvenuta si esplica nel senso che la stessa racchiude in sé una potenziale efficacia idonea a determinarlo indipendentemente dalle concause preesistenti, la cui efficacia rimane allo stato potenziale e non ha modo di attuarsi. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 19
  • 20. B) IL COMPORTAMENTO DEL DANNEGGIATO 1° comma: Concorso del fatto colposo del danneggiato = Riduzione proporzionale del risarcimento Art. 1227 C.C. 2° comma: Ulteriori conseguenze evitabili dal danneggiato = Nessun risarcimento dovuto FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 20
  • 21. C) L’ACCETTAZIONE DEL RISCHIO SPORTIVO FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 21
  • 22. Cass. Civ. Sez. III, n° 12012/2002, Art. 2043 c. c, Attività Sportiva …. il criterio per individuare .… la responsabilità civile è impegnata se l’atto sia stato compiuto allo scopo di ledere, ovvero con una violenza incompatibile con le caratteristiche concrete del gioco; la responsabilità non sussiste invece se le lesioni siano la conseguenza di un atto posto in essere senza la volontà di ledere e senza la violazione delle regole dell’attività, FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 22
  • 23. Assunzione del rischio L’esercizio dell’attività sportiva costituisce una causa di giustificazione non codificata, nel senso che il soddisfacimento dell’interesse collettivo a svolgere attività sportiva può consentire l’assunzione del rischio della lesione di un interesse individuale relativo all’integrità fisica. L’esimente è condizionata al rispetto delle condizioni disciplinanti ciascuna attività, richiedendosi che l’atleta adegui la propria condotta anche alle norme generali di prudenza e diligenza. Conseguentemente il fatto lesivo non può essere cagionato da colpi inferti per dolo o per colpa esplicando una violenza eccessiva, ulteriore a quella c.d. “di base” necessaria per lo svolgimento dello sport. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 23
  • 24. Tribunale Alessandria, Sentenza 24/11/2009, n. 8964/07 Contesa della palla tra attaccante e portiere in uscita  Nella fattispecie, si trattava della ginocchiata patita al volto da un portiere, in uno scontro con l’attaccante che aveva sollevato la gamba nel tentativo di contendergli il pallone.  Per il Tribunale poiché il gioco si caratterizza per le sue connotazioni tipiche, va ritenuto che la responsabilità è esclusa se, pur in presenza di violazione della regola propria dell'attività sportiva specificamente svolta, l'atto sia a questa funzionalmente connesso;  Confini di tale scriminante sono la commissione di un atto non finalizzato al gioco ma meramente alla lesione (esclusione di natura subiettiva) ovvero l’impiego di violenza trasmodante (esclusione obiettiva).  Il Tribunale osserva che il sollevare (entro certi limiti) il ginocchio e non il piede per contendere il pallone è un movimento naturale e usuale nel calcio che non esce dai limiti predetti. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 24
  • 25. Cassazione Civile, Sez. III, 27 ottobre 2005, n. 20908 Pres. Fiduccia – Rel. Spirito – P.M. Iannelli (parz. diff.) M.c.D. ed altri: arbitri, guardalinee, guardaporte, meccanici, Posto che l’attività agonistica implica l’accettazione del rischio ad essa inerente da parte di coloro che vi partecipano, intendendosi per tali non solo gli atleti in gara, ma anche i soggetti (come arbitri, guardalinee, guardaporte, meccanici, tecnici, ecc.) posti al centro o ai limiti del campo di gara per compiere una funzione indispensabile allo svolgimento della competizione…. i danni sofferti da tali soggetti ad opera di un competitore, ove rientranti nell’alea normale, ricadono sugli stessi, sì che per gli organizzatori, al fine di esimersi dalla responsabilità, è sufficiente aver predisposto le normali cautele atte a contenere il rischio nei limiti confacenti alla specifica attività sportiva, nel rispetto di eventuali regolamenti sportivi. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 25
  • 26. Spettatori Assistere volontariamente negli spazi opportuni destinati al pubblico, o comunque, al di fuori del campo di gara, ad una manifestazione sportiva permeata di pericolosità non implica per lo spettatore l’accettazione di una situazione di rischio. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 26
  • 27. CHI DEVE PROVARE E CHE COSA DEVE PROVARE FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 27
  • 28. Art. 2697 c.c. Onere della prova  Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.  Chi eccepisce l’inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l’eccezione si fonda. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 28
  • 29. Il danneggiato dovrà provare:  IL FATTO  L’IMPUTABILITA’  IL DOLO O LA COLPA  IL DANNO INGIUSTO FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 29
  • 30. NON SEMPRE E’ IL DANNEGGIATO A DOVER PROVARE IL PROBLEMA DELLA RESPONSABILITA’ SENZA COLPA E DELL’INVERSIONE DELL’ONERE DELLA PROVA FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 30
  • 31. Cass. 4 febbraio 2004, n. 2062, in Gius. 2004, 12, 2573. Onere della prova Si deve pertanto ritenere che, in tema di ripartizione dell’onere della prova, all’attore compete provare l’esistenza del rapporto eziologico tra la cosa e l’evento lesivo, mentre il convenuto, per liberarsi, dovrà provare l’esistenza di un fattore, estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere quel nesso causale e, cioè, un fattore esterno (che può essere anche il fatto di un terzo o dello stesso danneggiato) che presenti i caratteri del fortuito e, quindi, dell’imprevedibilità e dell’eccezionalità. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 31
  • 32. RESPONSABILITA’ PRESUNTA E DA PROVARE  Art. 2050 C.C. Attività pericolosa  Art. 2051 C.C. Cose in custodia  Art. 2052 C.C. Animali  Art. 2053 C.C. Rovina di edificio  Art. 2054 Circolazione dei veicoli  Responsabilità che prescinde dalla colpa: Prodotti FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 32
  • 33. COSA DEVE PROVARE IL DANNEGGIATO NELLE ATTIVITA’ PERICOLOSE  Il danneggiato deve provare solo elementi oggettivi:  Il danno  La connessione causale causale tra ATTIVITA’ e DANNO FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 33
  • 34.  La giurisprudenza in Italia non è vincolante  Daremo lettura di numerosi dispositivi stralciati dalle relative sentenze  Non sono legge dello stato FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 34
  • 35. ATTIVITA’ PERICOLOSA FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 35
  • 36. L’ARTICOLO 2050 C.C. Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un’attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 36
  • 37. LA QUALIFICA GIURISPRUDENZIALE DI PERICOLOSITÀ Per attività pericolose devono intendersi quelle che tali sono qualificate dalla legge di P.S. o da altre norme speciali ed altresì quelle che abbiano insita la pericolosità nei mezzi adoperati o nella loro stessa natura. Lo stabilire se una determinata attività sia da qualificare pericolosa, per sua natura o per quella dei mezzi adoperati, è compito affidato al prudente apprezzamento del giudice di merito, secondo nozioni che rientrano nella comune esperienza. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 37
  • 38. ANCORA SULLA NOZIONE DI PERICOLOSITÀ Più recentemente è stato sostenuto che un’attività può essere considerata pericolosa quando, sulla base dell’”id quod plerumque accidit”, è suscettibile di produrre frequenti e notevoli danni a terzi. Occorre, cioè, che l’attività contenga in sé non una mera possibilità di danno, ma una grave probabilità. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 38
  • 39. Cass. Sezione III, sentenza 8 ottobre 1996 n. 8784 Attività pericolosa - edilizia FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 39
  • 40. Cass. Sezione III, sentenza 8 ottobre 1996 n. 8784 Attività pericolosa - edilizia Ai fini della responsabilità sancita dall'articolo 2050 del c. c., devono ritenersi pericolose oltre alle attività previste dalle leggi di pubblica sicurezza, anche tutte quelle che abbiano una pericolosità intrinseca o comunque dipendente dalle modalità di esercizio o dai mezzi di lavoro impegnati, ivi compresa quella edilizia, che, per le attrezzature e i macchinari utilizzati, impone a chi la esercita un obbligo di particolare prudenza al fine di evitare danni a persone e cose. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 40
  • 41. Cass. Sezione III Civile, 2005, n. 6888: MANEGGIO: ATTIVITA' PERICOLOSA FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 41
  • 42. Cass. Sezione III Civile, 2005, n. 6888: MANEGGIO: ATTIVITA' PERICOLOSA La gestione di un maneggio può essere fonte di responsabilità aggravata per attività pericolosa (articolo 2050 Codice Civile) se i partecipanti alle attività di equitazione sono principianti o inesperti.…. deve essere applicata nel caso la disposizione di cui all'articolo 2050 Codice Civile, una volta distinta l'attività di maneggio in pericolosa o meno a seconda dei soggetti partecipanti (se principianti o meno, inesperti o meno). Nel caso di specie la sentenza impugnata ha considerato la sinistrata, seppure ventitreenne, inesperta perché solo titolare del patentino A 1, e cioè di un'attestazione di idoneità psicofisica alla cavalcatura, e perché oggettivamente era soltanto alla sua sesta lezione, quando avvenne la caduta. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 42
  • 43. Cassazione Civile, Sez. III, 3 agosto 2004, n. 14812 Responsabilità del gestore nel trasporto per seggiovia FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 43
  • 44. Cassazione Civile, Sez. III, 3 agosto 2004, n. 14812 Responsabilità del gestore nel trasporto per seggiovia  Il contratto di risalita in seggiovia deve essere inquadrato nel contratto di trasporto. Da ciò consegue che la responsabilità del vettore è disciplinata dall’art. 1681 c.c. primo comma, a norma del quale il vettore risponde dei sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore durante il viaggio se non prova di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno.  Per sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore “durante il viaggio”, devono intendersi anche quelli che avvengono durante le operazioni di preparazione e accessorie quali l’imbarco e lo sbarco dal mezzo. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 44
  • 45. Cassazione Civile, Sez. III, 10 febbraio 2005, n. 2706 - Piste da sci FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 45
  • 46. Cassazione Civile, Sez. III, 10 febbraio 2005, n. 2706 - Piste da sci Il gestore di una pista da sci ne è custode ed è a tale titolo oggettivamente responsabile per tutti i danni ricollegabili alla presenza sulla stessa di ostacoli, a meno che non fornisca la prova rigorosa del caso fortuito, comprensivo anche dell’imprevista ed imprevedibile condotta colposa del danneggiato. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 46
  • 47. Cass. 30 agosto 2004, n. 17369: gas in bombole? FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 47
  • 48. Cass. 30 agosto 2004, n. 17369: gas in bombole?  La responsabilità per esercizio di attività pericolosa ex art. 2050 c.c. ben può prescindere dall’attività in sé e per sé considerata, il che si verifica quando il pericolo si sia materializzato e trasfuso negli oggetti dell’attività medesima (ad es., materie infiammabili, proiettili di arma da fuoco, gas in bombole, ecc.).  Anche il soggetto che abbia provveduto alla relativa distribuzione in commercio incorre nella responsabilità di tale norma sancita, in relazione a tutti gli eventi dannosi che si verifichino in dipendenza o in occasione del relativo uso. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 48
  • 49. Cass. Civ. Sez. III,n° 1954/2003 scavi FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 49
  • 50. Cass. Civ. Sez. III,n° 1954/2003 scavi Il proprietario che fa eseguire opere di escavazione sul suo fondo risponde direttamente del danno derivato al fondo confinante anche se l’esecuzione sia stata data in appalto. Di regola l’attività edilizia massimamente quando comporti rilevanti opere di trasformazione o spostamento di masse terrose e scavi profondi non può non essere considerata attività pericolosa. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 50
  • 51. CASISTICA GIURISPRUDENZIALE SULLA QUALIFICA DI “PERICOLOSITÀ” DELL’ATTIVITÀ  Impresa edile;  Gestione polveriera;  Segheria per rovina di tronchi accatastati.  Attività di produzione farmaceutica contenente gammaglobuline.  Attività edilizie con impiego di impalcature, ponteggi, scavatrici, betoniere, ruspe. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 51
  • 52. COSE IN CUSTODIA FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 52
  • 53. L’ARTICOLO 2051 C.C. Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 53
  • 54. IL CRITERIO SODDISFACENTE CUSTODIA ? Il criterio può essere considerato quello della disponibilità materiale di fatto della cosa, a qualunque titolo ed anche senza titolo. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 54
  • 55. Cass. Sezione III, sentenza 8 aprile 1997 n. 3041 Esercizio commerciale – obbligo custodia In tema di responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia, l'obbligo di custodia del gestore di un esercizio commerciale, quale soggetto che ha l'effettiva disponibilità del negozio, va riferito non tanto alla singola merce, che di per sé può anche essere inidonea a produrre danni per sua natura, quanto al negozio nel suo insieme, costituente l'azienda di cui, quale universitas rerum, le merci sono una componente, e comporta l'obbligo di vigilarlo e di mantenerne il controllo in modo da impedire che produca danni a terzi, con riferimento a ogni singolo bene di esso. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 55
  • 56. Cassazione civile, Sez. III, 4 agosto 2005, n. 16373 Cose in custodia - L'albergo risponde dei danni da buccia di banana" La responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia ex art. 2051 c.c. ha carattere oggettivo, configurandosi ogni qualvolta sussiste un nesso causale tra la cosa in custodia ed il danno arrecato, senza che rilevi la condotta del custode e l'osservanza di un obbligo di vigilanza: il limite della responsabilità risiede nell'intervento di un fattore (il caso fortuito) che attiene non ad un comportamento del custode, ma alle modalità di causazione del danno, in quanto suscettibili di una valutazione che consenta di ricondurre il danno verificatosi ad un elemento esterno, anziché alla cosa che ne è fonte immediata. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 56
  • 57. Cose in custodia – attività in palestra FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 57
  • 58. Il Quotidiano Giuridico - 06/03/2008 Cose in custodia Gestori di una palestra responsabili per omesso controllo sulla sicurezza degli attrezzi in uso La gestione di una attività suscettibile di cagionare danni agli utilizzatori comporta degli obblighi di vigilanza a carico dei gestori corrispondenti ai principi dettati dal legislatore in materia di responsabilità extracontrattuale che non possono essere derogati sulla base di un rapporto contrattuale. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 58
  • 59. E VERSO GLI ENTI PUBBLICI ???? FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 59
  • 60. Cass., sez. III, 15 gennaio 1996 n. 265, La presunzione di responsabilità per danni cagionati dalla cosa in custodia, di cui all’art. 2051 c.c., non si applica agli enti pubblici, ogni qual volta il bene, sia esso demaniale o patrimoniale, per le sue caratteristiche (estensione e modalità di uso) è oggetto di una utilizzazione generale e diretta da parte di terzi che limita in concreto la possibilità di custodia e vigilanza sulla cosa. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 60
  • 61. INSIDIA  Elemento oggettivo: non visibilità  Elemento soggettivo: non prevedibilità FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 61
  • 62. Tribunale Bari, Sentenza, Sez. III, 18/09/2006, n. 2313 Le lesioni verificatesi in danno di un passante che dopo aver poggiato il piede su una mattonella dalle ridotte dimensioni, sconnessa, integrano una circostanza idonea a configurare un’insidia oggettivamente non visibile e non prevedibile da parte dell'utente medio con l'uso della normale diligenza…è come tale, costituisce fonte di responsabilità per la P.A. ai sensi dell’art. 2043, c.c., per violazione del generale principio del neminem laedere. Ricorre infatti il requisito della non prevedibilità subiettiva del pericolo laddove quest’ultimo non risulti segnalato in alcuna maniera, e la sua dislocazione (sul marciapiede deputato al passaggio dei pedoni) non lascia certo presagire la possibilità di una mattonella non fissata in maniera stabile, soprattutto in una zona di per sé frequentata da una moltitudine di passanti. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 62
  • 63. Tribunale di Bari, Sez. III, 6 novembre 2006, n. 2716 …. sussiste la responsabilità del Comune per la caduta di un passante a causa di un avvallamento presente sul marciapiede, non segnalato e non adeguatamente illuminato, e non è configurabile alcun concorso di colpa a carico del danneggiato, riponendo il medesimo ragionevole affidamento sull’apparente regolarità del pubblico marciapiede che stava percorrendo. (nella fattispecie si è ritenuta configurabile insidia in quanto un pedone, nello scendere da un marciapiede, è sprofondato in una buca ricoperta di giornali ed altri detriti riportando varie lesioni ad una gamba). FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 63
  • 64. Cassazione civile, Sez. III, 09/05/2008, n. 11511 Quando il pedone cade in una buca, il giudice non può escludere automaticamente la responsabilità da cose in custodia ex articolo 2051 c.c. in capo al Comune sul solo rilievo che il bene che ha causato l’evento dannoso (demaniale o patrimoniale che sia), è una strada di uso collettivo e di notevole estensione. Non si può non rimarcare la responsabilità dell’ente, poi, se lo stato di dissesto dell’asse viario era già stato segnalato all’Amministrazione. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 64
  • 65. Cassazione civile Sez. III, 2008 n. 12449 Non possono essere addossati al custode pubblico i rischi ove la P.A. dimostri di non averlo potuto tempestivamente eliminare, neppure in base ad un’efficiente e diligente organizzazione dell’attività di sorveglianza e manutenzione (fattispecie relativa alla caduta di un passante sul manto stradale reso scivoloso dalla colla, discioltasi per la pioggia da alcuni manifesti murali, staccati da ignoti ed abbandonati al suolo). FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 65
  • 66. COMUNE-INSIDIA STRADALE FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 66
  • 67. Onere della prova a carico del danneggiante No art 2051 c.c.  In caso di danni derivanti ad un veicolo dalla asserita insufficiente manutenzione della sede viaria, il danneggiato ha l’onere di provare la colpa dell’ente proprietario ed il nesso causale tra condotta ed evento dannoso, essendo inapplicabile alla fattispecie in esame la presunzione di cui all’art. 2051 c.c. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 67
  • 68.  Poiché la responsabilità dell’Anas per i danni subiti dagli utenti della strada ha natura extracontrattuale, spetta al conducente di un veicolo che ha subito un danno l’onere della prova di una condotta colpevole del predetto ente, occorrendo a tal fine dimostrare l’esistenza sulla sede stradale di un trabocchetto o insidia non visibile e imprevedibile.  Costituisce insidia stradale ogni situazione di pericolo che l’utente medio, usando la normale diligenza richiesta dalla particolare situazione in cui si trova, non può obiettivamente prevedere; onde, al fine di escludere la responsabilità risarcitoria dell’ente che abbia di fatto la gestione della strada è necessaria la dimostrazione da parte dell’ente stesso che nonostante l’obiettiva esistenza dell’insidia l’utente fosse soggettivamente in grado di prevederla o di evitarla. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 68
  • 69. Cass Sez III, sent n. 15383/2006 i cantieri stradali …. qualora l’area risulti completamente delimitata e affidata all’esclusiva custodia dell’appaltatore, con conseguente assoluto divieto su di essa del traffico veicolare e pedonale, dei danni subiti all’interno di questa area risponde esclusivamente l’appaltatore, che ne è l’unico custode.  Allorquando, invece, l’area su cui vengono eseguiti e quindi insiste il cantiere, risulti ancora adibita al traffico e, quindi, utilizzata a fini di circolazione, denotando questa situazione la conservazione della custodia da parte dell’ente titolare della strada, sia pure insieme all’appaltatore, consegue che la responsabilità sussiste sia a carico dell’appaltatore che dell’ente, salva l’eventuale azione di regresso di quest’ultimo nei confronti del primo. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 69
  • 70. Insidie stradali No responsabilità del Comune per macchia d’olio La macchia d'olio, lasciata sull'asfalto da un altro veicolo transitato sul medesimo tratto stradale, costituisce antecedente logico e fattuale dell'evento lesivo, non riconducibile a colpa del Comune, ma al fatto di un terzo che è di per sé sufficiente ad escludere, anche ex art. 2051 c.c., la responsabilità patrimoniale della P.A. proprietaria della strada. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 70
  • 71. Tribunale Civile di Varese Sent. n.149/2005 In ipotesi di incidente cagionato da insidia stradale, per poter affermare la responsabilità dell’Ente proprietario e/o concessionario della strada, l’attore deve provare non solo che l’eventus damni sia riferibile ad un pericolo oggettivamente non visibile e soggettivamente non prevedibile, ma anche che l’insidia si trovava sulla carreggiata da tempo sufficiente a rendere esigibile un intervento di messa in sicurezza da parte dell’Ente proprietario e/o concessionario della strada. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 71
  • 72. …MA TORNIAMO AL CONCETTO DI INSIDIA  Elemento oggettivo: non visibilità  Elemento soggettivo: non prevedibilità FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 72
  • 73. Tribunale di Bari, sez. III, sent. 13 febbraio 2007 n. 407 Persona anziana. Responsabilità esclusiva della PA  Pur se gli utenti della strada sono gravati, in coerenza con il principio di autoresponsabilità, di un onere di attenzione nell’esercizio dell’uso ordinario del bene demaniale (….) nel caso di persona anziana, la quale, evidentemente dotata di più deboli capacità percettive rispetto a persone di più giovane età, non ha la possibilità, facendo uso della normale diligenza, di evitare l’insidia stradale, riponendo ragionevole affidamento sulla apparente regolarità della pubblica via cittadina.  Ne deriva la mancanza di un concorso di colpa del danneggiato per negligenza e mancanza di attenzione, con conseguente attribuzione di responsabilità alla sola PA per danni derivanti da difetto di manutenzione della strada pubblica. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 73
  • 74. Cass.Sezione III, sentenza 21 ottobre 1998, Insidia La Suprema corte ha confermato la pronuncia di merito che aveva escluso la responsabilità dell'ente ospedaliero avendo accertato che l'attrice, sapendo della scivolosità del pavimento, avrebbe dovuto astenersi dall'entrare nel locale, prima che si fosse asciugato, o avrebbe dovuto evitare di passeggiarvi. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 74
  • 75. Cassazione civile Sentenza 16/01/2009, n. 993  La cliente di un grande magazzino perde l’equilibrio all’interno dello stesso riportando alcune fratture.  La stessa ritiene che la caduta sia stata determinata da una pedana, di altezza variabile tra i 5 ed i 10 cm., posta nel corridoio percorso in quel momento e per di più coperta da un tappeto.  Peraltro, nella vicenda così come ricostruita a seguito dell’esperimento delle prove testimoniali, risulta che la caduta è stata determinata dalla distrazione della signora che, mentre osservava la merce esposta, non dedicava la pur necessaria vigilanza a dove metteva i piedi in un corridoio, risultato adeguatamente illuminato, ed in cui l’ostacolo costituito dalla pedana poteva considerarsi normale negli spazi espositivi, come quello, dedicati agli elettrodomestici.  Tale circostanza, permetteva di inquadrare nel caso fortuito la caduta stessa così come di respingere il motivo di ricorso. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 75
  • 76. Cassazione civile Sentenza, Sez. III, n. 14299  RESPONSABILITA' EXTRACONTRATTUALE Escluso il risarcimento del pedone distratto per l'urto contro la segnaletica stradale  Non può essere risarcito il danno subito da un pedone a seguito dell'urto con la fronte contro un cartello segnaletico posto ad altezza non regolamentare su un marciapiede, non essendo l'accaduto ascrivibile a responsabilità dell'ANAS, ma la semplice disattenzione del danneggiato, unico responsabile dell'evento lesivo.  Non risulta infatti provata la sussistenza di insidia o trabocchetto, presentando il cartello i caratteri della visibilità e della prevedibilità. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 76
  • 77. Cass. 16 ottobre 2000 n. 13337, D. e R. 2001, 721  Il dovere del custode di segnalare il pericolo connesso all’uso della cosa si arresta di fronte ad un’ipotesi di utilizzazione impropria, la cui pericolosità sia talmente evidente ed immediatamente apprezzabile da chiunque, tale da renderla del tutto imprevedibile, sicché l’imprudenza del danneggiato che abbia riportato un danno a seguito di siffatta impropria utilizzazione integra il caso fortuito per gli effetti di cui all’art. 2051 c.c. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 77
  • 78. CASO FORTUITO  Quando al di fuori delle ipotesi di forza maggiore nessun rimprovero neppure di semplice leggerezza può essere mosso all’ autore del fatto dannoso astrattamente configurabile come illecito.  Il caso fortuito consiste in un fatto che, per la sua autonomia causale eccezionale, si manifesta come fattore improvviso e che esorbita dall’id quod plerumque accidit, così da non consentire, alcuna possibilità di evitare il danno. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 78
  • 79. Cass. Sezione III, sentenza 18 settembre 1998 n. 9364 Comportamento del danneggiato. In tema di responsabilità per danni da cose in custodia, il caso fortuito, idoneo a superare la presunzione di responsabilità del custode, può anche consistere nel comportamento del danneggiato, allorché questo abbia costituito la causa esclusiva dell'evento dannoso, esistendo per il danneggiato agevoli e valide condotte alternative idonee a scongiurare l'eventualità dell'accadimento dannoso. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 79
  • 80. Cassazione civile, Sez. III, 08/05/2008, n. 11227 La responsabilità per i danni cagionati da una cosa in custodia ex art. 2051 c.c. si fonda non su un comportamento od un'attività del custode, ma su una relazione intercorrente tra questi e la cosa dannosa. Peraltro, quando il comportamento colposo del danneggiato non è idoneo da solo ad interrompere il nesso eziologico tra la causa del danno, costituita dalla cosa in custodia, ed il danno, esso può, tuttavia, integrare un concorso colposo ai sensi dell'art. 1227, primo comma, c.c. con conseguente diminuzione della responsabilità del danneggiante secondo l'incidenza della colpa del danneggiato. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 80
  • 81. Tribunale Venezia, Sentenza 17/09/2008 Nel caso, risulta accertato che una anziana signora subisce gravi lesioni ad un ginocchio a seguito di una caduta, avvenuta in ora mattutina, nei pressi di una evidente “sbrecciatura del manto stradale”. Alla luce del fatto che la caduta era avvenuta in pieno giorno e a poca distanza dall’abitazione della danneggiata, residente sulla medesima strada, si ritiene che la disattenzione della stessa abbia avuto un ruolo pari al 20 per cento nella determinazione dell’evento e, conseguentemente, in tale misura vengono ridotte le quantificazioni risarcitorie cui si giunge attraverso i diversi elementi probatori. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 81
  • 82. Cassazione civile Sentenza, Sez. III, 22/09/2009, n. 20415 Caso fortuito, più rigido l'esonero da responsabilità  Per escludere la responsabilità da cosa in custodia a norma dell'art. 2051 cod. civ., il custode ha l'onere di provare che l'evento è stato cagionato da fatto estraneo ad essa - che può dipendere anche dalla condotta colpevole di un terzo o della stessa vittima (c.d. fortuito incidentale) - del tutto eccezionale.  Pertanto per escludere la responsabilità del Comune, custode dello scivolo, non è sufficiente che il Comune abbia provato le buone condizioni di manutenzione dello stesso e l'uso improprio del predetto gioco da parte della signora, salita aggrappandosi ai tubolari sottostanti il piano in lamiera predisposto per la discesa anziché dalle apposite scalette, dovendo altresì il Comune dimostrare che tale utilizzazione era assolutamente inusuale, sia da parte dei minori che delle persone adulte, e quindi imprevedibile e che di conseguenza l'evento non era evitabile mediante l'adozione di opportune cautele, come ad esempio il divieto di tale uso improprio, ovvero il rivestimento dei tubolari sottostanti la lamiera con materiale di gomma o comunque non tagliente. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 82
  • 83. ANIMALI FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 83
  • 84. L’ARTICOLO 2052 C.C. Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o sfuggito, salvo che provi il caso fortuito. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 84
  • 85. I SOGGETTI DESTINATARI DELLA DISCIPLINA I due soggetti indicati dalla norma come destinatari della disciplina – il proprietario dell’animale o chi se ne serve – hanno una responsabilità alternativa e non cumulativa o solidale. Il danneggiato non può proporre, quindi, un’azione contro entrambi. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 85
  • 86. LA SOLUZIONE GIURISPRUDENZIALE Si ritiene che non basti un rapporto dei mera custodia, ma sia necessaria l’utenza dell’animale di cui la custodia è un aspetto funzionale, con la precisazione che l’utenza non deve avere necessariamente finalità di sfruttamento economico, ma è sufficiente un profitto anche meramente edonistico. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 86
  • 87. Cass. 30 novembre 1977, n. 5226 Affidamento per ragioni di custodia La responsabilità per danni cagionati da animali, costituendo espressione del principio ubi commoda, ibi et incomoda, fa carico al proprietario dell’animale e si trasferisce al terzo solo se questi si serva dell’animale per il solo tempo in cui l’ha in uso: conseguentemente, il solo affidamento dell’animale per ragioni di custodia, di cura, di governo o di mantenimento, non valendo a trasferire il diritto di usare dell’animale per trarne vantaggi, non sposta a carico del terzo la responsabilità per danni cagionati dall’animale stesso. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 87
  • 88. Tribunale di Firenze, sezione III, n. 105/1988 Dovere di predisporre tutte le cautele possibili La responsabilità di cui all'articolo 2052 del codice civile, a carico del proprietario del cane che morde colui che si avvicina per accarezzarlo, non può essere esclusa dalla circostanza che il cane era al guinzaglio. Infatti, anche nella suddetta circostanza, il proprietario del cane conserva l'obbligo di vigilanza affinché questi non arrechi danno a terzi e, qualora non sia possibile evitare l'avvicinamento dell'animale, ha comunque il dovere di predisporre tutte le cautele possibili. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 88
  • 89. Cass. Civ. sez. III, 20 luglio 2002, n° 10638 Cani randagi Qualora non abbia vigilato sulle attività della A.s.l. di cura dell’igiene, atte ad evitare il proliferare di animali selvatici all’interno dei centri abitati, il Comune è obbligato al risarcimento dei danni subiti da un cittadino a seguito dell’aggressione di un branco di cani randagi. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 89
  • 90. …. e per la fauna selvatica…. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 90
  • 91. Anche la Corte costituzionale, investita della questione di legittimità dell’art. 2052 ha difeso lo status quo, fugando i dubbi espressi in dottrina, sulla base di un duplice ordine di argomentazioni: la previsione di un differente regime di responsabilità tra i danni prodotti da animali domestici o in cattività, per i quali è invocabile l’art. 2052, e quelli cagionati da animali selvatici a cui è applicabile l’ordinario criterio di imputazione ex art. 2043. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 91
  • 92. ROVINA DI EDIFICIO FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 92
  • 93. L’ARTICOLO 2053 C.C. Il proprietario di un edificio o di altra costruzione è responsabile dei danni cagionati dalla loro rovina, salvo che provi che questa non è dovuta a difetto di manutenzione o a vizio di costruzione. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 93
  • 94. Cassazione Civile, Sez. III, 14 ottobre 2005, n. 19975 Uso anomalo del bene da parte del danneggiato Posto che per rovina dell’edificio s’intende ogni disgregazione, sia pure limitata, degli elementi strutturali della costruzione, ovvero degli elementi accessori in essa stabilmente incorporati, va cassata la sentenza di appello che, in considerazione dell’uso anomalo del bene da parte del danneggiato, ha escluso il configurarsi della suddetta responsabilità nel caso di un giocatore che, per recuperare il pallone finito fuori dal campo, sia salito sul solaio dello spogliatoio e, in seguito al cedimento di un muretto di mattoni al quale si era appoggiato, sia precipitato al suolo subendo lesioni mortali. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 94
  • 95. Cass. 9 febbraio 2004 n. 2422 La locazione di immobile, la quale determina in linea di principio il trasferimento al conduttore della disponibilità della cosa locata e delle sue pertinenze, comporta l’obbligo di custodia del bene locato in capo al conduttore stesso, dal quale discende altresì la responsabilità a suo carico – e, ove la custodia finisca per fare capo a più soggetti a pari titolo, o a titoli diversi, che importino l’attuale coesistenza di poteri di gestione e di ingerenza sul bene, la responsabilità in via solidale a carico di tutto – ex art. 2051 c.c. per i danni arrecati a terzi dalle parti ed accessori del bene locato, rimanendo, invece, in capo al proprietario la responsabilità dei danni arrecati a terzi dalle strutture murarie e dagli impianti in esse conglobati, delle quali conserva la disponibilità giuridica, e, quindi, la custodia. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 95
  • 96. Cass., sez. III, 17 novembre 1984 n. 5868, Giust. civ. Mass. 1984, f. 11; Cass. 14 gennaio 1988 n. 212  La responsabilità per rovina di edificio, che a norma dell’art. 2053 c.c. grava sul proprietario, comprende ogni disgregazione, sia pure limitata, dell’edificio stesso ovvero di elementi accessori in esso stabilmente incorporati, compresa la rottura dei tubi dell’impianto idrico.  Né, agli effetti dell’esclusione di tale responsabilità, assume rilievo il mancato avviso al proprietario-locatore da parte del conduttore dell’immobile, esplicando siffatta omissione i suoi effetti nell’ambito dei rapporti interni fra le parti del contratto di locazione e non potendo essere opposta dal proprietario ai terzi, in quali abbiano subito danni a causa dell’omessa manutenzione e riparazione dell’immobile locato. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 96
  • 97. Cassazione civile Sentenza 15/09/2008, n. 23682 La responsabilità del proprietario dell’edificio prevista dall’art. 2053 c.c. è configurabile 1. sia quando i gravi difetti siano originari 2. sia quando derivino da attività svolte all’interno dell’immobile, e, sotto quest’ultimo profilo, si estende  sia al fatto proprio  sia ai danni provocati dalla condotta di terzi che lo stesso proprietario abbia immesso nel godimento dell’edificio, come nel caso di cessione in regime di locazione. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 97
  • 98. Cassazione civile Sentenza 09/12/2009, n. 25772 Occorre sottolineare che, in ambito condominiale, l’amministratore del condominio ha il compito di provvedere non solo alla gestione delle cose comuni, ma anche alla custodia di esse, col conseguente obbligo di vigilare affinché non rechino danni a terzi od agli stessi condòmini. Quest'obbligo non viene meno neanche nell'ipotesi in cui il condominio appalti a terzi lavori riguardanti le parti comuni dell'edificio condominiale, a meno che il compito di vigilare su tali lavori non venga affidato a persona diversa dall'amministratore. Ne consegue che l'amministratore stesso è responsabile del danno alla persona patito da uno dei condòmini, in conseguenza dell'inciampo in una insidia creata dall'impresa cui erano stati appaltati lavori di manutenzione dell'immobile condominiale. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 98
  • 99. L’articolo 2 c.c. La maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo anno. Con la maggiore età si acquista la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita un’età diversa. Sono salve le leggi speciali che stabiliscono un’età inferiore in materia di capacità a prestare il proprio lavoro. Il tal caso il minore è abilitato all’esercizio dei diritti e delle azioni che dipendono dal contratto di lavoro. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 99
  • 100. In linea generale, il danneggiante è tenuto direttamente a risarcire il danno qualora il danneggiato sia riuscito a provare, oltre il nesso di causalità fra il fatto del danneggiante e il pregiudizio subito, anche la colpa o il dolo di questi. Tuttavia il legislatore ha previsto eccezionalmente dei casi in cui taluno può essere chiamato a rispondere di un fatto dannoso commesso da altri. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 100
  • 101. L’ART. 2047 C.C. In caso di danno cagionato da persona incapace di intendere o di volere, il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto. Nel caso in cui il danneggiato non abbia potuto ottenere il risarcimento da chi è tenuto alla sorveglianza, il giudice, in considerazione delle condizioni economiche delle parti, può condannare l’autore del danno ad un’equa indennità. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 101
  • 102. L’ART. 2048 C.C. Il padre e la madre o il tutore, sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette a tutela che abitano con essi. La stessa disposizione si applica all’affiliante. I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. Le persone indicate nei commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 102
  • 103. LA PROVA LIBERATORIA DELLA RESPONSABILITÀ Nel caso di chi esercita la patria potestà sul minore, per liberarsi da responsabilità, si impone di dimostrare, oltre alla esercitata sorveglianza materiale adeguata all’ambiente, alle abitudini, al carattere del minore o all’impossibilità di esercitarla, pure di avergli impartito un’educazione consona alle condizioni familiari e sociali ed idonea a non fargli commettere atti illeciti. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 103
  • 104. Onere della prova per danneggiato e genitori  In base alla previsione contenuta nell’art. 2048 c.c. in tema di responsabilità dei genitori per il danno cagionato dal fatto illecito del figlio minore, sul danneggiato incombe solo l’onere di provare che 1. il fatto illecito sia stato commesso dal minore 2. ed il danno subito,  mentre i genitori, per sottrarsi alla presunzione di responsabilità a loro carico, devono provare di non aver potuto impedire il fatto, intendendosi tale onere probatorio come onere di fornire la positiva dimostrazione dell’osservanza dei precetti imposti dall’art. 147 c.c. relativo ai doveri verso i figli, tra i quali quello di educare la prole. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 104
  • 105. Cass. civ., Sez. III, 29/05/2001, n.7270, Minori Da cosa evincere la culpa in educando ? L’inadeguatezza dell'educazione impartita e della vigilanza esercitata su un minore, fondamento della responsabilità dei genitori per il fatto illecito dal suddetto commesso, può esser ritenuta, in mancanza di prova contraria, dalle modalità dello stesso fatto illecito, che ben possono rivelare il grado di maturità e dì educazione del minore, conseguenti al mancato adempimento dei doveri incombenti sui genitori, ai sensi dell'art. 147 c. c. . FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 105
  • 106. Cassazione civ., Sez. III, 11 aprile 2006, n. 8421 I genitori sono responsabili dei danni causati dai figli minorenni in caso di educazione inadeguata e la condanna al pagamento è legittima in virtù della «inadeguata educazione impartita al figlio, in relazione all'indole irascibile e violenta» (c.d. "culpa in eligendo") ed della «inadeguata vigilanza sulla sua condotta» (c.d. "culpa in educando"). (Nella specie, la Suprema Corte ha respinto I ricorso dei genitori di un ragazzino che aveva ferito all'occhio un compagno di giochi colpendolo con un oggetto metallico lanciato con una fionda e per questo i genitori sono stati condannati a pagare circa 30.000 euro di danni). FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 106
  • 107. Corte di Cassazione – Sezione III civile Sentenza 8 febbraio-11 aprile 2006 n. 8421 Culpa in educando: indole irascibile del bambino Danno causato da un minore per il lancio di un oggetto metallico con la fionda Il padre e la madre sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati giacché l’articolo 2048 CC pone a loro carico una presunzione iuris tantum di responsabilità fondata sulla configurabilità di ipotesi, altrettanto presunte, di culpa in educando e di culpa in vigilando. Spetta ai genitori l’onere della prova liberatoria, che si concretizza nella dimostrazione di aver impartito al minore un’educazione adeguata, nonostante l’indole irascibile e violenta del bambino. L’indole irascibile e violenta del bambino è un grave “indizio” di culpa in educando. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 107
  • 108. Cass Sez III, 18 gennaio 2006 n. 831 La prova dell’adeguatezza dell’educazione impartita e della vigilanza esercitata: il curriculum scolastico etc…. I genitori non sono responsabili del danno provocato dal figlio minore qualora risulti esser stata impartita un’adeguata educazione sulla base del curriculum scolastico, militare e lavorativo del soggetto nonché del contesto familiare, né le modalità dell’evento sono idonee a portare a diversa soluzione, ove si tratti di una serie causale accidentale. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 108
  • 109. Responsabilità dei genitori per l'illecito dei figli minori (art. 2048 c.c.) La responsabilità dei genitori non può ritenersi esclusa per il solo fatto del temporaneo allontanamento del minore dalla casa familiare, qualora l’illecito da lui commesso consista nel mancato rispetto delle regole di comportamento vigenti nel contesto sociale, in termini tali da manifestare oggettive carenze dell’attività educativa. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 109
  • 110. NOZIONE DI PRECETTORE La parola “precettore”, dal latino praeceptor, nel suo significato lessicale, sta ad indicare, anzitutto i maestri e gli insegnanti in genere e soltanto in senso particolare è usata per indicare gli insegnanti privati, d’uso un tempo presso le famiglie signorili. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 110
  • 111. RESPONSABILITÀ DEGLI INSEGNANTI  In tema di responsabilità degli insegnanti, l’articolo 61, comma 2, della legge 312/1980 stabilisce che “salvo rivalsa in caso di dolo o colpa grave, l’Amministrazione si surroga al personale medesimo nella responsabilità civile da azioni giudiziarie promosse da terzi”.  La norma esclude in radice la possibilità che gli insegnanti statali siano direttamente convenuti da terzi nelle azioni di risarcimento dei danni da culpa in vigilando e , in particolare, che la tutela opera sul piano processuale mediante l’esonero dell’insegnante statale dal peso del processo, nel quale unico legittimato passivo è il ministero della Pubblica Istruzione. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 111
  • 112. Da e fino a quando è responsabile la scuola ? L’istituto di istruzione ha il dovere di provvedere alla sorveglianza degli allievi minorenni per tutto il tempo in cui gli sono affidati e quindi fino al momento del subentro, almeno potenziale, della vigilanza dei genitori…. il danneggiato deve soltanto dimostrare che il fatto illecito si è verificato nel tempo in cui il minore è rimasto affidato alla scuola. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 112
  • 113. Cass. 10 agosto 2004, n. 15419 , Cass. 3 marzo 2004, n. 4359, Scuolabus In particolare nell’esercizio del servizio di accompagnamento di studenti minorenni a mezzo “scuolabus”, gestito dal Comune, la conduzione del minore dalla fermata dell’automezzo fino alla propria abitazione compete, di regola, ai genitori o ai soggetti da costoro incaricati, senza che ciò possa, peraltro, esimere da responsabilità l’addetto al servizio di accompagnamento ove quest’ultimo, allorché alla fermata dell’automezzo non sia presente nessuno dei soggetti predetti, non abbia cura di adottare tutte le necessarie cautele suggerite dall’ordinaria prudenza in relazione alle specifiche circostanze di tempo e di luogo come preoccuparsi dell’assistenza nell’attraversamento della strada. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 113
  • 114. Responsabilità dei precettori: La vigilanza I precettori rispondono se non provano: a) di avere adottato, in via preventiva, le misure organizzative o disciplinari b) di avere esercitato la vigilanza sugli allievi nella misura dovuta; c) che, nonostante l’adempimento di tali doveri sia stato loro impossibile impedire il compimento del fatto illecito per la sua repentinità o imprevedibilità L’adempimento dei doveri di cui ai punti a) e b) comunque, deve essere valutato non in assoluto, bensì in modo relativo, tenuto conto dell’età e del normale grado di valutazione degli alunni, in relazione alle circostanze del caso concreto. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 114
  • 115. SOLIDARIETÀ DI GENITORI E DOCENTI DI FRONTE AL TERZO La responsabilità dei precettori può coesistere, in via solidale, con quella dei genitori. La coesistenza possibile si basa sulla dicotomia fra “culpa in vigilando”, che compete all’insegnante, e “culpa in educando” che compete al genitore. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 115
  • 116. Cass., sez. III, 21 settembre 2000 n. 501 per colpa in educando e non in vigilando Non è contraddittoria la motivazione di una sentenza che, pur ammettendo l’intento scherzoso con cui un alunno (diciassettenne) ha scagliato una gomma contro un altro alunno, abbia ravvisato nell’autore di tale gesto un’immatura sconsideratezza e una non ancora acquisita coscienza della irrilevanza delle intenzioni sui risultati di un gesto comunque oggettivamente violento. In ragione di ciò non è censurabile l’affermazione delle responsabilità dei genitori per colpa in educando in quanto l’educazione da essi impartita deve tendere a far acquisire al minore una maturità anche nell’attività di gioco e di scherzo. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 116
  • 117. Cass., sez. III, 15 gennaio 1980 n. 369, No colpa in vigilando Il dovere di vigilanza dei maestri non può essere determinata in assoluto, ma è relativo: la vigilanza deve essere infatti esercitata nella misura necessaria e adeguata in relazione all’età e perciò al grado di maturazione degli alunni, con la conseguenza che tale termine di raffronto, determinativo del contenuto del dovere, rende necessaria una vigilanza tanto più continua ed attenta, quanto minore è l’età degli alunni (nel caso concerto si è esclusa la responsabilità per difetto di vigilanza, perché il danno subito da un ragazzo di 14 anni si era verificato durante il tragitto da un locale all’altro della scuola, tragitto che era noto e privo di pericoli). FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 117
  • 118. Cass., sez. III 1° aprile 1980 n. 2119, colpa in educando La responsabilità dei genitori prevista dall’art. 2048 c.c., si fonda sulla presunzione di colpa in vigilando o in educando e, pertanto, ma non venga meno la prima, per l’affidamento del minore a persona idonea a provvedere la sua direzione e controllo, rimane a loro carico l’onere di provare l’insussistenza della colpa in educando, ben potendo farsi risalire ad essa soltanto il comportamento dannoso del minore. (Nella specie, è stata affermata la responsabilità, per colpa in educando, del genitore di un alunno di prima media, il quale, in presenza dell’insegnante cui la scolaresca era affidata, aveva ferito ad un occhio un compagno con la stecca di supporto di una carta geografica). FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 118
  • 119. Cass., sez. III, 7 ottobre 1997 n. 9742, Assenza ingiustificata È corretta ed adeguatamente motivata la decisione del giudice di merito, il quale abbia stabilito un nesso causale tra l’assenza ingiustificata dell’insegnante dall’aula, ed il danno subito da uno degli allievi in conseguenza della condotta imprudente di un compagno di classe, maturata in un clima di generale irrequietezza causata proprio dall’assenza dell’insegnante. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 119
  • 120. Cass. civ., Sez. III, 30/05/2001, n.7387 Allievo maggiorenne La presunzione di colpa di cui all'art. 2048, comma 2, c.c. non può ritenersi applicabile - anche a voler ammettere, in via di mera ipotesi, che la previsione normativa riguardi anche il danno patito dallo stesso allievo -nel caso in cui l'allievo sia persona maggiore d'età, dovendosi presumere che, all'interno della stessa disposizione, il legislatore non abbia voluto riservare al precettori e maestri d'arte un trattamento deteriore rispetto a quello dei genitori di cui al comma 1 dilatando la loro responsabilità oltre il limite temporale delta minore età del danneggiante. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 120
  • 121. Corte di Cassazione - Sezioni Unite civili Sentenza 8 febbraio - 27 giugno 2002 n. 9346 (c. c., articoli 2048 e 2043). Allievi Non è invocabile la presunzione di responsabilità posta dall’articolo 2048, comma 2°, del codice civile nei confronti dei precettori, al fine di ottenere il risarcimento dei danni che l’allievo abbia procurato a sé stesso. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 121
  • 122. L’ART. 2049 C.C. I padroni e i committenti sono responsabili per i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nell’esercizio delle incombenze a cui sono adibiti. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 122
  • 123. ELEMENTI ESSENZIALI DELLA RESPONSABILITÀ EX ART. 2049 C.C. Un rapporto giuridico di preposizione preesistente tra il soggetto che ha causato il danno e chi ne deve rispondere. Un rapporto di natura causale fra l’incombenza DEVE ESISTERE sorta per tale rapporto e il danno. Il fatto illecito deve essere realizzato dall’esecutore di tale incombenza in tutte le sue componenti oggettive e soggettive. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 123
  • 124. Cass. 10 febbraio 1999 n. 1135, Giur. It. 1999, 507 Irrilevanze della individuazione dell’autore del fatto illecito L’azione civile per il risarcimento del danno, nei confronti di chi è tenuto a rispondere dell’operato dell’autore del fatto che integra un’ipotesi di reato, è ammessa – tanto per i danni patrimoniali che per quelli non patrimoniali – anche quando rimanga ignoto l’autore del fatto che integra un’ipotesi di reato, sempre che sia certa l’appartenenza di quest’ultimo ad una cerchia di persone legate da un rapporto organico o di dipendenza con il soggetto che di quell’attività deve rispondere. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 124
  • 125. Cass. 10 dicembre 1998 n. 12417, giur. It 1999, 2031, Giur. It. 1999; Conforme, Cass. 10 dicembre 2001, n. 140961; Cass. 26 giugno 1998 n. 6341; Cass. 7 agosto 1997 n. 7331: rapporto di occasionalità Ai fini della responsabilità indiretta del committente per il danno arrecato dal fatto illecito del commesso, ai sensi dell’art. 2049 c.c., è sufficiente che sussista un nesso di occasionalità necessaria tra l’illecito stesso ed il rapporto che lega detti soggetti, nel senso che le mansioni o le incombenze affidate al secondo abbiano reso possibile, o comunque agevolato, il comportamento produttivo del danno….,, anche se in trasgressione degli ordini ricevuti, sempre che il commesso abbia perseguito finalità coerenti con quelle in vista delle quali le mansioni gli furono affidate e non finalità proprie alle quali il committente non sia neppure mediatamente interessato o compartecipe. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 125
  • 126. APPALTO / COMMITTENZA FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 126
  • 127. Cass., Sez. III, 30 maggio 1996, n. 5070  La responsabilità indiretta dell'appaltante ex art. 2049 c.c. per i danni subiti da terzi nell'esecuzione del contratto di appalto, è configurabile 1. quando il committente abbia affidato i lavori ad un'impresa assolutamente inidonea, 2. ovvero quando l'appaltatore abbia agito quale nudus minister del committente medesimo, attuandone specifiche direttive. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 127
  • 128. Cass. 2 marzo 2005, n. 4361, cit. Tali principi valgono anche in materia di subappalto perché il subcommittente risponde nei confronti dei terzi in luogo del subappaltatore solo nel caso in cui – esorbitando dalla mera sorveglianza sull’opera oggetto del contratto ai fini di pervenire alla corrispondenza tra quanto pattuito e quanto viene ad eseguirsi – abbia esercitato un’ingerenza sull’attività di quest’ultimo così penetrante da ridurlo al ruolo di mero esecutore. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 128
  • 129. LE ESIMENTI DELLA RESPONSABILITA’ CIVILE  Stato di necessità  Incapacità di intendere o volere  Legittima difesa Chi agisce per legittima difesa o in stato di necessità o nella incapacità di intendere o volere non è responsabile dei danni provocati FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 129
  • 130. I PRESUPPOSTI PER L’APPLICABILITÀ DELLA NORMA  Necessità di difendere un diritto proprio o altrui.  Esistenza di un DEVE ESISTERE pericolo attuale di un’offesa ingiusta.  Proporzionalità tra difesa e aggressione. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 130
  • 131. Diritto all’autotutela in un privato domicilio All’articolo 52 del codice penale sono aggiunti i seguenti commi: “Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere: a) la propria o la altrui incolumità: b) I beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione. La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale”. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 131
  • 132. PRESCRIZIONE E TRATTATIVE DEI SINISTRI FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 132
  • 133. L’articolo 2946 c.c. Salvi i casi in cui la legge dispone diversamente, i diritti si estinguono per prescrizione con il decorso di dieci anni. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 133
  • 134. La prescrizione abbreviata Il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito si prescrive in cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato. Per il risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli di ogni specie il diritto si prescrive in due anni. In ogni caso, se il fatto è considerato dalla legge come reato e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all’azione civile. Tuttavia, se il reato è estinto per causa diversa dalla prescrizione o è intervenuta sentenza irrevocabile nel giudizio penale, il diritto al risarcimento del danno si prescrive nei termini indicati dai primi due commi, con decorrenza dalla data di estinzione del reato o dalla data in cui la sentenza è divenuta irrevocabile. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 134
  • 135. Danneggiato HA 5 ANNI DI HA 2 ANNI DI IN OGNI CASO SE IL TEMPO DAL TEMPO DAL FATTO E’ GIORNO GIORNO CONSIDERATO DELL’EVENTO DALLA LEGGE DELL’EVENTO COME REATO E PER CHIEDERE I PER CHIEDERE I PER IL REATO E’ DANNI PRIMA DANNI PRIMA STABILITA UNA CHE SCATTI LA CHE SCATTI LA PRESCRIZIONE PRESCRIZIONE PIU’ LUNGA, (ART. 2947 C.C.) PRESCRIZIONE QUESTA SI PER FATTO (ART. 2947 C.C.) APPLICA ANCHE ILLECITO PER DANNI DA ALL’AZIONE CIRCOLAZIONE CIVILE. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 135
  • 136. Assicurato HA DUE ANNI DI La materia è stata TEMPO DALLA rinnovata con il DATA DELLA D.L. 29 Agosto RICHIESTA DI 2008, n° 134, RISARCIMENTO convertito nella PER CHIEDERE legge 27 Ottobre 2008, n° 166 L’INTERVENTO DELL’ASSICURATORE (ART. 2952 C.C.) FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 136
  • 137. Il nuovo testo dell’articolo 2952 c.c. Il diritto al pagamento delle rate di premio si prescrive in un anno dalle rispettive scadenze. Gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione si prescrivono in due anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda. Nell’assicurazione della responsabilità civile, il termine decorre dal giorno in cui il terzo ha richiesto il risarcimento all’assicurato o ha promosso contro di questo l’azione. La comunicazione all’assicuratore della richiesta del terzo danneggiato o dell’azione da questo proposta sospende il corso della prescrizione finché il credito del danneggiato non sia divenuto liquido ed esigibile oppure il diritto del terzo danneggiato non sia prescritto. La disposizione del comma precedente si applica all’azione del riassicurato verso il riassicuratore per il pagamento dell’indennità. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 137
  • 138. Cass. 13 novembre 2003, n. 17134 Le trattative per comporre bonariamente la vertenza, non avendo quale precipuo presupposto l’ammissione totale o parziale della pretesa avversaria e non rappresentando, quindi, riconoscimento del diritto altrui ai sensi dell’art. 2944 c.c., non hanno efficacia interruttiva della prescrizione, né possono importare rinuncia tacita a far valere la stessa, perché non costituiscono fatti incompatibili in maniera assoluta – senza cioè possibilità alcuna di diversa interpretazione – con la volontà di avvalersi della causa estintiva dell’altrui diritto, come richiesto dall’art. 2937, terzo comma, c.c., a meno che dal comportamento di una delle parti risulti il riconoscimento del contrapposto diritto di credito e si accerti che la transazione è mancata solo per questioni attinenti alla liquidazione del credito e non anche all’esistenza di tale diritto. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 138
  • 139. Cass. 26 febbraio 2004, n. 3865, Se il fatto illecito è considerato dalla legge come reato e per questo la legge stabilisce una prescrizione più lunga di quella di cinque anni (nella specie omicidio colposo prescrivibile in dieci anni ex artt. 589 e 157 c.p.), quest’ultima si applica anche all’azione civile, indipendentemente dalla promozione o meno dell’azione penale, essendo il maggior termine di prescrizione correlato solo alla astratta previsione dell’illecito come reato e non alla condanna penale, (ndr. lesioni personali colpose e danneggiamento 5 anni) FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 139
  • 140. Denuncia di sinistro e sospensione della prescrizione Non con la denuncia ma con la richiesta danni La sospensione del termine di cui all’art. 2952, comma IV, del codice civile, relativamente alla prescrizione in materia di assicurazione, si verifica non già con la denuncia del sinistro, bensì con la comunicazione all’assicuratore, della richiesta di risarcimento proposta dal danneggiato, e tale comunicazione è efficace anche se perviene dallo stesso danneggiato, o, addirittura, da un terzo. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 140
  • 141. Cass. civ., sez. III, 3 marzo 1989, n. 1196 Denuncia del sinistro – Inadempienza L’inadempimento dell’obbligo dell’assicurato di dare all’assicuratore entro tre giorni avviso del sinistro, ai sensi ell’art. 1913 c.c., determina la perdita del diritto all’indennità nel caso di inadempimento di cui sia dedotto e dimostrato il carattere doloso, dovendosi in mancanza presumere un inadempimento colposo per cui l’assicuratore ha soltanto il diritto ad una riduzione dell’indennità in ragione del pregiudizio effettivamente subito, così come dispone l’art. 1915 c.c., che è norma derogabile solo in favore dell’assicurato ai sensi del successivo art. 1932 c.c. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 141
  • 142. Cassazione civile Sentenza 02/09/2009, n. 19091 Assicurazione e decorso della prescrizione In tema di assicurazioni, nel caso in cui le condizioni generali di polizza demandino ad apposita perizia medica l'accertamento dell'entità delle lesioni per le quali l'assicurato chiede l'indennizzo, per paralizzare il decorso del termine di prescrizione, occorre la previa denuncia del sinistro alla compagnia, nei termini di legge. La giurisprudenza di legittimità con la pronuncia citata sottolineava che in tema di assicurazioni contro i danni, salvo che l’assicuratore abbia contestato l’operatività della garanzia, la prescrizione del diritto dell’assicurato all’indennità decorre dalla data in cui il diritto stesso può essere esercitato e, cioè, dal momento del verificarsi del fatto ovvero, quando le parti abbiano previsto lo svolgimento di una perizia contrattuale per la quantificazione del danno, dal momento della conclusione di tale procedura. Nell’ipotesi di affidamento ad un perito dell’incarico di procedere alla quantificazione del danno, la prestazione, non ancora determinata nel quantum, non è esigibile fino a quando non si compia il previsto iter delle operazioni peritali, all’esito delle quali soltanto, si realizza il requisito dell’esigibilità della prestazione ormai determinata nella sua precisa entità (Ex plurimis: Cass. Civ. , Sez. III, sentenza 29 luglio 2004, n. 14487). FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 142
  • 143. Tribunale Venezia, Sentenza 27/03/2006 Prescrizione ed azione risarcitoria per danni da epatite Il tribunale di Venezia ha ritenuto che ai fini del decorso del termine di prescrizione dell'azione aquiliana proposta per ottenere il risarcimento del danno cagionato dalla contrazione del virus dell'epatite per effetto di una trasfusione di sangue infetto occorre considerare il momento in cui 1. il danno si è esteriorizzato 2. e sussiste la consapevolezza o conoscibilità di esso da parte della vittima. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 143
  • 144. DECADENZA  Un diritto è soggetto ad un termine di decadenza, quando deve essere esercitato entro un dato termine, trascorso il quale il titolare perde comunque il diritto stesso.  Non è possibile interromperla e/o sospenderla  Può essere impedita solo con l’esercizio del diritto  Può essere stabilita in un contratto FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 144
  • 145. RESPONSABILITÀ SOLIDALE ART. 2055 C.C.  Se il fatto dannoso è imputabile a più persone tutte sono obbligate in solido al risarcimento del danno  Nel dubbio le colpe si presumono uguali  Chi risarcisce il danno ha diritto di regresso contro ciascuno degli altri corresponsabili FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 145
  • 146. Cass. 24 giugno 2002 n. 9167, Giust. civ.Mass. 2002, 1082; Cass. 8 giugno 1994 n. 55486; Cass. 14 marzo 1991, n. 2692  In tema di responsabilità solidale per fatto illecito imputabile a più persone, il vincolo di solidarietà che lega i coautori del fatto dannoso importa che il danneggiato possa pretendere la totalità della prestazione anche da uno solo dei coobbligati,  mentre la diversa gravità delle rispettive colpe e la diseguale efficienza causale di esse possono avere rilevanza unicamente ai fini della ripartizione interna del peso del risarcimento fra i corresponsabili e cioè ai fini dell’azione di regresso. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 146
  • 147. FURTO IN HOTEL FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 147
  • 148. RESPONSABILITA’ PER LE COSE PORTATE IN ALBERGO Gli albergatori sono responsabili di ogni deterioramento, distruzione o sottrazione delle cose portate dal cliente in albergo. Sono considerate cose portate in albergo: 1) Le cose che vi si trovano durante il tempo nel quale il cliente dispone dell’alloggio; 2) Le cose di cui l’albergatore, un membro della sua famiglia o un suo ausiliario assumono la custodia, fuori dell’albergo, durante il periodo di tempo in cui il cliente dispone dell’alloggio; FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 148
  • 149. RESPONSABILITA’ PER LE COSE PORTATE IN ALBERGO 3) Le cose di cui l’albergatore, un membro della sua famiglia o un suo ausiliario assumono la custodia sia nell’albergo, sia fuori dell’albergo, durante un periodo di tempo ragionevole, precedente o successivo a quello in cui il cliente dispone dell’alloggio. La responsabilità di cui al presente articolo è limitata al valore di quanto sia deteriorato, distrutto o sottratto, sino all’equivalente di cento volte il prezzo di locazione dell’alloggio per giornata. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 149
  • 150. RESPONSABILITA’ PER LE COSE CONSEGNATE E OBBLIGHI DELL’ALBERGATORE La responsabilità dell’albergatore è illimitata: 1. Quando le cose gli sono state consegnate in custodia; 2. Quando ha rifiutato di ricevere in custodia cose che aveva l’obbligo di accettare. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 150
  • 151. L’albergatore ha l’obbligo di accettare le carte-valori, il denaro contante e gli oggetti di valore; egli può rifiutarsi di riceverli soltanto se si tratti di oggetti pericolosi o che, tenuto conto dell’importanza e delle condizioni di gestione dell’albergo, abbiano valore eccessivo o natura ingombrante. L’albergatore può esigere che la cosa consegnatagli sia contenuta in un involucro chiuso o sigillato. E la cassaforte in camera ???? FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 151
  • 152. RESPONSABILITÀ DELL'ALBERGATORE FURTO OGGETTI NEI VEICOLI Pernottamento: nessuna responsabilità per il furto degli oggetti lasciati nei veicoli Il contratto di pernottamento non può, per ciò solo, fondare alcuna responsabilità dell'albergatore per le cose lasciate all’interno dei veicoli parcheggiati nell'area di pertinenza. E nel garage dell’hotel ?....Aspettativa…???? FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 152
  • 153. LA RESPONSABILITÀ EX RECEPTO DEL RISTORATORE FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 153
  • 154. Cass., sez. III, 4 ottobre 1991 n. 10993, Giust. Civ. Mass. 1991, f. 10; Conforme, Cass. 9 novembre 1987 n. 8268, Giust. Civ. 1988, I, 712 La responsabilità ex recepto del ristoratore ai sensi degli art. 1786, 1783, 1784 c.c., nel testo modificato dalla l. 10 giugno 1978 n. 316 sussiste per le cose non consegnategli in custodia ma delle quali è opportuno che il cliente si liberi per il miglior godimento della prestazione (ad esempio: cappotto, cappello, ombrello) mentre restano sotto la diretta vigilanza del cliente tutte le altre cose che non costituiscono intralcio per la consumazione del pasto e della cui sottrazione il ristoratore non deve quindi rispondere (nella specie, la S.C. ha escluso ai sensi dell’art. 1227 c.c. il concorso di colpa del cliente con riguardo di un soprabito che era stato appeso ad un attaccapanni in una sala del ristorante). FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 154
  • 155. PARCHEGGI FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 155
  • 156. IL PARCHEGGIO: NON CONFONDERE DANNI CAUSATI CON DANNI SUBITI DALLE COSE CUSTODITE  I giudici inquadrano il negozio nello schema del deposito oneroso, affermano l’esistenza di un vero e proprio obbligo di custodia con relativa responsabilità del gestore al furto o al danneggiamento del mezzo.  Altro orientamento, invece, ritiene che il negozio sia riconducibile nello schema della locazione d’area in relazione alla quale non sorge in campo al gestore alcun obbligo di custodia: l’intento non è tanto quello di reperire un soggetto che si incarichi di custodire il veicolo, quanto piuttosto quello di trovare uno spazio destinato allo stazionamento del medesimo. Aspettativa di custodia ? FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 156
  • 157. Cassazione civile Sentenza, Sez. III, 20/12/2005, n. 28232: cartello cose in custodia-parcheggio Soltanto la presenza di un cartello con l’indicazione di “parcheggio non custodito”, adeguatamente visibile prima dell’ingresso, quando cioè era ancora possibile per l’utente scegliere se concludere o meno il contratto relativo allo stazionamento dell’autovettura, avrebbe comportato la conclusione tra le parti del diverso contratto di locazione.  Non riveste alcun carattere di decisività la circostanza che sul retro dello scontrino consegnato al cliente fosse scritto “parcheggio non custodito”, trattandosi di una informazione non solo in contrasto con la situazione di apparenza come sopra evidenziata, bensì fornita a contratto già concluso mediante l’accettazione, da parte dell'utente della proposta contrattuale di parcheggio formulata dalla società nella forma dell’offerta al pubblico (art. 1336 C.C.) FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 157
  • 158. L’ASSICURAZIONE DI R. C. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 158
  • 159. L’ART. 1917, I COMMA Nell’assicurazione della responsabilità civile l’assicuratore è obbligato a tenere indenne l’assicurato di quanto questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il tempo dell’assicurazione, deve pagare a un terzo, in dipendenza della responsabilità dedotta nel contratto. Sono esclusi i danni derivanti da fatti dolosi. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 159
  • 160. L’ART. 1917, II COMMA L’assicuratore ha facoltà, previa comunicazione all’assicurato, di pagare direttamente al terzo danneggiato l’indennità dovuta, ed è obbligato al pagamento diretto se l’assicurato lo richiede. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 160
  • 161. IL PATTO DI GESTIONE DI LITE PATTO DI GESTIONE DI LITE: GESTIRE DIRETTAMENTE LA VERTENZA E’ UN DIRITTO NON UN DOVERE DELLA COMPAGNIA DIFESA CONGIUNTA DIFESE SEPARATE FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 161
  • 162. IL RISCHIO FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 162
  • 163. LE DICHIARAZIONE INESATTE O RETICENTI FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 163
  • 164. Cass. 4 marzo 2003 n. 3165, Giust. civ.Mass. 2003, 441; Dir. e giust. 2003, f. 15, 100; Conforme, Cass. 12 maggio 1999 n. 4682, Foro it. 1999, I, 2898 …. quanto alla colpa grave…. occorre che l’assicurato abbia consapevolezza della importanza dell’informazione; a quest’ultimo fine, ed allo scopo di delimitare l’obbligo dell’assicurato, l’assicuratore è, perciò, tenuto ad indicare le circostanze che egli intende conoscere. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 164
  • 165. Cass. 19, 05, 1989 n. 2396, Giust. civ. 1989, I, 2611  La reticenza dell’assicurato, al fine dell’annullabilità del contratto a norma dell’art. 1892 c.c., richiede un occultamento volontario, ovvero involontario, ma ascrivibile a colpa grave, di informazioni decisive per la determinazione dell’assicuratore a contrattare, e, pertanto, non è ravvisabile in relazione a notizie che l’uno sapeva, od aveva ragionevolmente motivo di supporre, già in possesso dell’altro, al momento della stipulazione della polizza.  ( es. mobilificio….forno di verniciatura ) FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 165
  • 166. AGGRAVAMENTO DEL RISCHIO FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 166
  • 167. Cass. 18 gennaio 2000 n. 500, Giust. civ.Mass. 2000, 81; Dir. e giust. 2000, f. 3, 55  Per aversi aggravamento del rischio, rilevante ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1898 c.c., occorre un aumento delle possibilità di verificazione dell’evento previsto dal contratto di assicurazione e che la nuova situazione presenti i caratteri:  della novità, nel senso che non sia stata prevista e non fosse prevedibile dai contraenti al momento della stipula del contratto,  e della permanenza, intesa come stabilità della situazione sopravvenuta, essendo irrilevante un mutamento episodico e transitorio. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 167
  • 168. Cass. civ., sez. I, 10 aprile 1987, n. . 3563 Con riguardo all’aggravamento del rischio la norma dell’art. 1898 c.c. non esige una rigida ed assoluta immodificabilità della situazione di fatto esistente al tempo della conclusione del contratto di assicurazione, sicché non qualsiasi mutamento sopravvenuto nello stato delle cose obbliga l’assicurato a darne notizia all’assicuratore, ma soltanto quello che sia caratterizzato da una incidenza, sulla gravità e sull’intensità del rischio assicurativo, tale da alterare l’equilibrio tra il rischio stesso e il premio oltre il limite della normale alea contrattuale; dalla novità….e dalla permanenza, o quanto meno, da una certa stabilità o persistenza della situazione sopravvenuta, restando invece privo di rilevanza ogni mutamento che sia meramente episodico e transitorio. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 168
  • 169. ATTENZIONE ATTENZIONE: Attività diverse no aggravamento del rischio ma mancanza di copertura !!!! Es: elettricista che monta impianto idraulico FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 169
  • 170. LA R.C. “DINAMICA”  La garanzia copre l’assicurato solo mentre svolge le ATTIVITA’ assicurate: rischio dinamico e per i danni causati dopo ????  Per le opere dopo l’ultimazione dei lavori, (R.C. postuma)  Per i prodotti dopo la consegna a terzi, (R.C. Prodotti) FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 170
  • 171. LA POSTUMA FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 171
  • 172. RESPONSABILITÀ POSTUMA DA INSTALLAZIONE (ARTIGIANI) Esempio: a parziale deroga dell’art.…. delle “Norme che regolano l’assicurazione”, la garanzia vale anche per la responsabilità civile derivante all’Assicurato, a sensi di legge, nella sua qualità di installatore, manutentore o riparatore anche di impianti non installati dall’Assicurato, per danni cagionati a terzi (compresi i committenti) dagli impianti stessi dopo l’ultimazione dei lavori. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 172
  • 173. POSTUMA: COSA NON COPRE a) Agli impianti, attrezzature o cose installate, riparate o manutenute e qualsiasi spesa inerente alla sostituzione o riparazione degli stessi; b) Da vizio o difetto originario dei prodotti da chiunque fabbricati; c) Da idoneità o mancata rispondenza all’uso per i quali gli impianti sono destinati, (se non funziona….) d) Da mancato od intempestivo intervento manutentivo; e) Da interruzione o sospensione di attività. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 173
  • 174. LA REGOLAZIONE PREMIO FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 174
  • 175. Cass. 24.11.1970, n° 2495 Mancata regolazione del premio La mancata denuncia dell’assicurato degli elementi necessari per la regolazione del premio importa non la semplice facoltà dell’assicuratore di recedere dal contratto, bensì la sospensione dell’assicurazione ai sensi dell’art . 1901 c. c. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 175
  • 176. Cass Sez Unite sentenza del 28 febbraio 2007 n° 4631 ….E LUCE FU 1. La sentenza ha dichiarato che si tratta di una forzatura inaccettabile (collegamento all’art. 1901 c.c.) sul piano logico e giuridico, perché tra la comunicazione ed il pagamento del premio non esiste una necessaria e costante correlazione, poiché, in assenza di variazioni, la prima potrebbe non comportare alcun onere economico per il contraente. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 176
  • 177. 2. La clausola di regolazione del premio assicurativo …. non può essere uno strumento di protezione del solo assicuratore, perché questa configurazione non tiene conto dell’indiscutibile vantaggio che entrambe le parti del contratto ricavano dalla clausola di regolamento convenzionale del premio assicurativo. Essa, dunque, deve essere interpretata come strumento di tutela per entrambe le parti del contratto di assicurazione. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 177
  • 178. 3. La clausola di adeguamento del premio, in definitiva, non deve essere interpretata nel senso formale che il verificarsi degli eventi in essa previsti giustifica la sospensione della garanzia assicurativa. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 178
  • 179. 4. La determinazione del premio nei contratti di assicurazione contro i danni, fissata convenzionalmente in base ad elementi variabili (cosiddetta assicurazione con clausola di regolamento del premio assicurativo), comporta che l’adempimento dell’assicurato è adempimento di una obbligazione civile diversa dalle obbligazioni indicate nell’art. 1901 cod.civ. e come tale deve essere valutata, tenendo conto:  del comportamento di buona fede tenuto dalle parti nell’esecuzione del contratto,  del tempo in cui la prestazione è effettuata  e dell’importanza dell’inadempimento. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 179
  • 180. L’EFFICACIA  Loss occurrence: copertura fondata sulla data di avvenimento del sinistro.  Claims made: copertura per le richieste di risarcimento presentate durante il tempo di efficacia dell’assicurazione. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 180
  • 181. CLAIMS MADE INIZIO E TERMINE DELLA GARANZIA E’ scritta così: “L’assicurazione vale per le richieste di risarcimento presentate all’assicurato per la prima volta durante il periodo di efficacia dell’assicurazione stessa”. Quindi anche per i fatti avvenuti prima della polizza purché la richiesta danni arrivi all’assicurato durante la vita della polizza FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 181
  • 182. LAMALA GESTIO FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 182
  • 183. L’AZIONE PER MALA GESTIO Possibilità per l’assicurato di chiedere il risarcimento all’assicuratore in caso di provata cattiva “gestione del sinistro” Assicurato deve aver subito un danno: massimale non basta e l’assicurato deve intervenire con il suo patrimonio FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 183
  • 184. Mala gestio. Responsabilità oltre il massimale  L’assicuratore che sta in giudizio in base al patto di gestione della lite è responsabile verso l’assicurato anche oltre il limite del massimale di polizza 1. allorquando ritardi o rifiuti di risarcire il danno senza che ciò trovi ragionevole e obiettiva giustificazione in relazione alla duplicità di interessi tutelati, 2. ovvero quando la gestione della lite da parte sua sia tale da arrecare pregiudizio all’assicurato per l’eccessiva cura dei propri interessi, ovvero quando si tratti di una gestione dilatoria, indolente, o comunque non caratterizzata dalla cura diligente dei comuni interessi; FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 184
  • 185. INTERPRETAZIONE DEL CONTRATTO DI ASSICURAZIONE FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 185
  • 186. ART. 1370 Interpretazione contro l’autore della clausola Le clausole inserite nelle condizioni generali di contratto (1341) o in moduli o formulari (1342) predisposti da uno dei contraenti s’interpretano, nel dubbio, a favore dell’altro (1366). FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 186
  • 187. Cassazione civile, sez. I, 26 giugno 1987, n. 5621 Le clausole di polizza, che delimitino il rischio assicurato, ove inserite in condizioni generali su modulo predisposto dall’assicuratore, sono soggette al criterio ermeneutico posto dall’art. 1370 c.c., e, pertanto, nel dubbio, devono essere intese in senso sfavorevole all’assicuratore medesimo. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 187
  • 188. Tribunale Milano, 10 Gennaio 1994 In un contratto di assicurazione della responsabilità civile è legittimamente applicato l’art. 1370 c.c. quando l’elevato numero di clausole non agevolmente coordinabili tra di loro, la varietà del loro contenuto, nonché l’uso incostante della punteggiatura siano idonei ad ingenerare dubbi nel contraente per adesione il quale sia portata in buona fede ad intendere le clausole nel significato a lui più favorevole. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 188
  • 189. Cassazione civile, sez. I, 25 Febbraio 1993, n. 2372  Ai sensi dell’art. 1342 c.c. la clausola aggiunta viene ritenuta prevalente qualora sia incompatibile con quelle predisposte a stampa.  Deve sussistere una precisa incompatibilità tra le clausole, affinché si possa stabilire la prevalenza delle une sulle altre.  Pertanto la clausola dattiloscritta, ed inserita in un contratto già predisposto, per essere riconosciuta come prevalente sulle altre, in ragione di una incompatibilità con queste ultime, deve essere interpretata ponendola in relazione col testo integrale, secondo i criteri generali di cui agli art. 1362 ss. c.c. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 189
  • 190. CARRELLI ELEVATORI FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 190
  • 191. QUANDO POSSONO CIRCOLARE  I carrelli elevatori, per poter effettuare brevi tragitti e spostamenti saltuari su strade pubbliche, devono avere l’autorizzazione del Ministero dei Trasporti (DM28 dicembre 1989).  Peraltro il loro utilizzo avviene prevalentemente all’interno di stabilimenti, magazzini, depositi od altre aree private dove tale autorizzazione non è richiesta nonostante sia ugualmente ravvisabile un rischio da circolazione. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 191
  • 192.  Un’impresa assicuratrice è obbligata a rilasciare la copertura r.c. auto solo per i carrelli elevatori provvisti della suddetta autorizzazione, in mancanza della quale essa può rifiutare l’assunzione del rischio.  Se tuttavia l’impresa fornisce ugualmente copertura al carrello elevatore, pur sapendolo privo di autorizzazione, in caso di sinistro la garanzia trova comunque piena operatività.  Infatti sarebbe da ritenersi prevalente nello spirito della legge l’aspetto della idoneità di un veicolo a produrre danni in conseguenza della circolazione su strada pubblica o area a questa equiparata rispetto alla legittimità di tale circolazione e pertanto è opportuna l’esistenza di una garanzia assicurativa che comunque tuteli i terzi di danneggiati. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 192
  • 193.  Nel caso di copertura assicurativa R.C.A. relativa ad un carrello elevatore la cui mancanza di autorizzazione alla circolazione non sia nota alla Compagnia:  se l’esistenza della predetta autorizzazione è stata, contrariamente al vero, affermata dal contraente all’atto della stipulazione del contratto, troveranno applicazione le disposizioni degli artt. 1892 e 1893 C.C. in tema di dichiarazioni inesatte con la conseguente inoperatività della garanzia (rivalsa). FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 193
  • 194. AREA DI USO PUBBLICA AREA PRIVATA  La Corte di Cassazione ribadisce che sono equiparate a strada di uso pubblico le aree, ancorché di proprietà privata, aperte ad un numero indeterminato di persone, per le quali sussista la possibilità giuridicamente lecita di accesso da parte di soggetti diversi dai titolari di diritti sulle stesse, sia pure sotto specifiche condizioni o per particolari finalità.  Sono invece considerate aree private gli interni di stabilimenti, i cantieri di lavoro, i garage, altri spazi dei condomini, i campeggi e tutti i luoghi nei quali sussista una qualsivoglia forma di circolazione soggetta a limitazioni di accesso dall’esterno. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 194
  • 195. PRINCIPIO DISCRIMINANTE AREA DI USO PUBBLICA AREA PRIVATA  Il principio che discrimina l’area pubblica da quella privata è quindi collegato,  non tanto alla destinazione effettiva ed attuale dell’area,  quanto all’effettivo impedimento di accesso e conseguente circolazione al suo interno. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 195
  • 196. COSA COPRE DUNQUE LA POLIZZA R.C.T.  Pertanto le polizze R.C.T. “aziendali“ di norma coprono i danni involontariamente cagionati a terzi da  Impiego di qualsiasi veicolo per attività non connesse alla circolazione;  Impiego di qualsiasi veicolo per la circolazione su aree private (cioè non soggette all’assicurazione obbligatoria prevista dalla legge n. 990);  Circolazione su aree pubbliche di biciclette e di velocipedi in genere, di veicoli trainati da animali o condotti da uomini con l’ausilio della forza muscolare. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 196
  • 197. …. PERTANTO  Per l’imprenditore è consigliabile dotarsi della copertura RCA dei carrelli, non essendo sufficiente l’estensione che si trova normalmente nella polizza RCT, nella quale si escludono tassativamente dalla garanzia i rischi per i quali vi è l’obbligo dell’assicurazione ai sensi della legge 990/69.  I carrelli posso essere assicurati anche se non immatricolati al PRA indicando in polizza il relativo numero di telaio. FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 197
  • 198. GRAZIE ! FRAMAND CONSULTING Insurance Broker & Consultancy Services Viale Monte Ceneri 26 20155 MILANO Phone ++39 346 3721123 Fax: ++39 02 89054943 Skype: framand-consulting E-mail: info@framand.com Web: www.framand.com FRAMAND CONSULTING di Francesco Mandelli 198