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Manuale "Per vedere oltre"

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    Per vedere-oltre-manuale Per vedere-oltre-manuale Presentation Transcript

    • Per “turismo per tutti” si intende la possibilità di soddisfare le esigenze, le Per vederenecessità e i desideri di tutti, ed in particolare di coloro che per la loro vacanzahanno il diritto di trovare quell’insieme di servizi, strutture e infrastrutture ade-guate e rispettose delle loro specifiche esigenze. Questo manuale fa fronte inmodo part icolare alle esigenze e alle aspettative delle persone con disabilitàvisive; nello stesso tempo vuole approfondire il concetto di barriera percettivache deve essere considerata come un ostacolo per chiunque e quindi non solo oltreper le persone con disabilità, ma anche per tutti i potenziali fruitori del bene.
    • Per In collaborazione con: vedere oltre Con il contributo di: Assessorato Turismowww.uicpiemonte.it/per-vedere-oltre e Pari Opportunità
    • Per vedereoltre
    • Il turismo negli ultimi anni ha subito una forte crescita ed accompagnatori professionali e volontari. L’obbiettivo che ci siamoed è considerato uno dei settori più importanti dell’economia mondiale. posti è di formare ed informare coloro i quali, a diversi livelli, sono coin-Le offerte turistiche si sono moltiplicate e ormai coprono le più svariate volti nell’offerta di un servizio turistico fornendo un utile “strumento diesigenze, tuttavia vi sono ancora gravi carenze rispetto al soddisfacimento lavoro” per migliorare l’approccio al mondo della disabilità visiva e didei bisogni delle persone con disabilità sensoriali; una maggiore autono- conseguenza per perfezionare la risposta alle esigenze del cliente/turistamia potrebbe essere garantita con interventi generalmente di basso costo, cieco o ipovedente. Il manuale integra ed arricchisce il videocorso di for-ma di alto valore sociale, soprattutto nel campo della formazione e qua- mazione online con cui si è voluto creare un insieme di ipotetiche scenelificazione professionale. “Piemonte, per vedere oltre” è il progetto con cui reali esemplificative di buone prassi di accoglienza. Tutto questo è statoil Consiglio Regionale del Piemonte dell’Unione Italiana dei Ciechi e possibile anche grazie al finanziamento e alla collaborazione dell’Asses-degli Ipovedenti intende portare il proprio contributo al miglioramento sorato al Turismo e Pari Opportunità della Regione Piemonte e al suppor-della fruibilità dell’offerta turistica sul territorio regionale nei confronti to dell’associazione Turismo per Tutti e di Tactile Vision onlus ai quali vadelle persone con disabilità visiva. Questo manuale rappresenta un sup- il nostro più sentito ringraziamento.porto all’aspetto formativo del progetto ed è rivolto agli operatori turisticicon particolare riferimento agli addetti di agenzie turistiche, alberghi e Angelo D’Albano Presidente del Consiglio Regionalestrutture ricettive, ai conducenti di trasporti pubblici e privati, alle guide UICI del Piemonte
    • 1 . P A R T E P R I M A 8 Turismo per tutti. 11 • I dati. 12 • Ciechi ed ipovedenti in Italia. 13 • Gli anziani. 13 • L’offerta turistica per le persone con disabilità visiva. 14 • Conoscere il cliente. 15 • Una comunicazione efficace. 18 • Il primo incontro. 20 La disabilità visiva. 23 • Aspetti psicologici.Indice. 24 • Malattie oculari. 28 Gli ausili. 29 • Ausili personali. 37 • Sistemi di lettura e software di aiuto. 41 • Ausili non personali. 46 Molteplici sensi. 48 • L’esplorazione tattile. 51 • L’esplorazione uditiva. 51 • L’esplorazione olfattiva e gustativa. 54 • Immagini per le mani. 55 • Tecniche per la produzione di immagini tattili.
    • 62 Accessibilità e barriere sensoriali. 2 . P A R T E S E C O N D A 63 • Barriere architettoniche e barriere percettive. 134 Buone prassi di accoglienza. 66 • Fruibilità di beni e servizi. 67 • Usabilità. 135 • Perchè un corso sull’accoglienza. 68 • Mobilità ed orientamento. 136 • Conoscere il cliente. 70 • La leggibilità di un testo. 138 • Le difficoltà del cliente nei trasporti, in albergo, in agenzia. 76 • La comprensibilità: per una migliore accessibilità delle informazioni. 141 • La conversazione. 147 • Agevolare l’ingresso in agenzia, bar o ristorante. 80 Soluzioni per la fruibilità. 149 • Prendere un taxi. 150 • Prendere un mezzo di trasporto pubblico. 82 • Audiodescrizioni. 152 • Il rendez-vous o pick-up. 84 • Indicatori tattili a terra. 152 • I pagamenti e la firma di ricevute o moduli. 93 • Mappe visivo-tattili. 154 • Accompagnare una persona. 95 • Guide visivo-tattili. 161 • Qualche consiglio in caso di ammodernamento (per una cultura del design for all). 96 • I modelli tridimensionali. 98 • Esempi di applicazione delle soluzioni per la fruibilità: musei e parchi piemontesi. 164 Allegati alla Parte Seconda.106 Le nuove tecnologie. 165 • Il decalogo dell’albergatore. 108 • La tecnologia GPS e le sue applicazioni: il progetto Easy Walk. 168 • Buone Pratiche: l’esperienza francese APF. 110 • Applicativi per telefono cellulare. 169 • Evoluzione del mercato tedesco di turismo accessibile. 111 • Ricevitori di segnali dall’ambiente. 170 • Elenco, non esaustivo, di musei e parchi piemontesi in parte fruibili 115 • Bastoni “intelligenti”. per persone non vedenti e ipovedenti.120 Allegati alla Parte Prima. 121 • Ambivalenze del linguaggio. 3 . P A R T E T E R Z A 122 • La difficile strada dei diritti. 125 • Breve cenno alla storia del bastone bianco. 186 Fonti Legislative. 127 • Louis Braille: il ragazzo che leggeva con le dita. 188 Bibliografia e siti internet. 132 • La normativa in materia di cani guida.
    • 1 . P A R T E P R I M A – T U R I S M O P E R T U T T IP A R T E P R I M A Il Piano Strategico Regionale individua nel turismo accessibile uno dei settori di sviluppo su cui la Regione Piemonte ha deciso di investire energie e risorse, proprio perché migliorando qualitati- vamente i servizi offerti, oltre a garantire il soddisfacimento delle necessità di tutti, si ha un’innegabile ricaduta positiva sul comples- so delle attività turistiche. Per “turismo per tutti”, evoluzione del concetto di “turismo accessibile ”, si intende la possibilità di soddisfare le esigenze, le necessità e i desideri di tutti, ed in partico- lare di coloro che per la loro vacanza hanno il diritto di trovare quell’insieme di ser- vizi, strutture e infrastrutture adeguate e rispettose delle loro specifiche esigenze.Turismo per tutti. In questo lavoro si fa fronte in modo particolare alle esigenze e alle aspettative delle persone con disabilità visive; nello stesso tempo si vuole approfondire il concetto di barriera architettonica, spesso racchiusa nello stretto ambito dell’ostacolo o dell’impe- dimento, per analizzare quelle barriere percettive che devono essere considerate come un ostacolo per chiunque e quindi non solo per le persone con disabilità, ma anche per tutti i potenziali fruitori del bene. Nonostante i dati statistici dimostrino la dif- ficoltà ad adattarsi a categorie di turisti che presenta no un considerevole tasso di eterogeneità, è necessa rio riferirsi ad essi per capire le dimensioni di un settore la cui crescita sembra a tutt’oggi inarrestabile. Limitatamente all’Europa, il fenomeno del “turismo per tutti” è stato stimato in 50 milioni di cittadini con disabilità e proble- matiche di vario genere. Di questi, ben il 72%, ossia circa 36 milioni, sono propensi a viaggiare, ma solo 6 milioni lo fanno realmente. In sostanza 30 milioni di persone con bisogni “specia li” possono essere interessate a viaggiare, ma per diverse ragioni 9
    • T U R I S M O P E R T U T T I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – T U R I S M O P E R T U T T I vengono ancora escluse dai circuiti ufficiali del turismo. Se a questo si aggiunge il fatto che insieme a ogni disabile vi possono essere una o più persone (accompagnatori “Secondo le stime delle Nazioni Unite sono 650 milioni i disabili nel mondo, o altro), si arriva alla cifra di 60/70 milioni di persone che potenzialmente possono oltre il 10 per cento della popolazione globale. Tutti insieme popolerebbero la terza diventare utenti di turismo in Europa. In sostanza, la popolazione con particolari esi- nazione del mondo dopo Cina e India. In Italia, sono circa 6 milioni, la seconda genze di ospitalità disponibile al turismo può essere stimata in Italia in circa 6 milio- regione dopo la Lombardia. Sono le vittime di malattie congenite o acquisite, ni e in Europa in circa 36 milioni. Considerando le esigenze specifiche della tipolo- traumi psichici, incidenti sul lavoro e stradali, tumori. L’handicap non solo coinvolge gia d’utenza che potrebbe costituire la domanda di turismo accessibile, occorre riba- molte persone, ma riguarda tutti poiché le sue cause stanno nei rischi, nelle fatalità, dire ancora una volta la necessità di ampliare il risultato della semplicistica equiva- nelle casualità cui sono soggette le nostre esistenze”. 1 lenza “disabilità = necessità di servizi” attinenti a questa particolare tipologia di turismo. Infatti, già solo considerando il tasso d’invecchiamento della popolazione, potremmo affermare che il “trend” delle fasce d’età ultrasessantacinquenni è in continua crescita: I dati. è dunque necessario prevedere un consistente aumento di patologie strettamente cor- In Italia, la più completa analisi di mercato sul turismo accessib ile è datata 1999. relate all’aumento della speranza di vita, patologie che non sempre trovano riscontro Si tratta della ricerca ENEA 2 commissionata dalla Direzione Generale del Turismo. nelle classifiche delle cosiddette “malattie invalidanti”. Infatti, anche in fase di ricerca Riferisce che tra gli italiani che viaggiano (circa il 55% della popolazione, ovvero statistica, occorre tenere presente la componente percettiva e non solo quella fisica. quasi 31 milioni e 200 mila persone) la domanda esplicita di turismo accessibile è È indubbio che alcune malattie siano invalidanti e dunque richiedano specifici accor- costituita da: gimenti non solo nella quotidianità della vita domestica o lavorativa, ma anche nei  889.330 persone che esprimono esigenze speciali (disabili motori, con allergie momenti di ristoro e ricreazione, come ad esempio nei periodi di vacanza. Meno scon- o intolleranze alimentari, grandi obesi, disabili sensoriali, dializzati o con necessità tato è il fatto che molte persone adottino accorgimenti che permettono loro di con- vivere con la propria menomazione negli ambienti di vita e di lavoro abituali, e mani- di cure mediche costanti) e che rappresentano circa il 3% dei turisti italiani; festino invece esigenze specifiche in contesti a loro sconosciuti, ad esempio persone  2.140.785 individui anziani (con più di 64 anni) e che rappresentano quasi il ipovedenti e cieche che svolgono attività turistica. La visione strategica è, dunque, 7% degli italiani che viaggiano. quella di considerare le categorie di utenti che costituiscono a vario titolo la domanda di turismo accessibile, come destinatarie di particolari attenzioni che non si concretizza- 1 Matteo Schianchi, “La terza nazione del mondo. I disabili tra pregiudizio e realtà”, Feltrinelli, Milano, 2009, pag. 11. no solo nell’abbattere le barriere architettoniche o nel realizzare un bag no accessibile. 2 ENEA-ITER, Ricerca sulla “Domanda di turismo accessibile”, 1999.10 11
    • T U R I S M O P E R T U T T I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – T U R I S M O P E R T U T T I Costoro potrebbero essere affiancati in futuro dalla cosiddetta domanda potenziale di adulti è affetto da glaucoma e la metà non ne è a conoscenza, mentre si stima che circa turismo accessibile che l’indagine ENEA quantifica in: il 5-10% della popolazione sopra i 75 anni sia affet to da degenerazione maculare  488.599 italiani, che dichiarano di non viaggiare a causa di problemi di salute senile. Inoltre, questi dati non prendono in considerazione le persone che vedono permanenti, ma che sarebbero disposti a muoversi a particolari condizioni, e soltanto male, i “malvedenti”, che sono escluse da qualsiasi diritto legale e riconosci- specificatamente: • se avessero accompagnamento (60%); mento sociale. Nella popolazione con almeno 55 anni di età, quasi 500.000 persone in Italia hanno un visus compreso tra 3/10 e 5/10. L’indagine ha d’altra parte evidenzia- • se vi fosse disponibilità di assistenza medica sul luogo (25%); to che la disabilità sensoriale visiva interessa tutte le fasce d’età, anche se, ovviamente, • se fosse garantita un’accessibilità fisica ai luoghi (7%). la tendenza cresce in maniera allarmante soprattutto nella popolazione più anziana. Il 34% preferirebbe una destinazione marina, il 28% quella montana, collinare o di lago ed il 15,4% una città d’arte. Solo l’1,6% gradirebbe un tour. Quando si parla di persone Gli anziani. con disabilità spesso ci si riferisce semplicemente alla disabilità motoria. Dati statistici I dati che riguardano il numero di anziani in Italia sono particolarmente significa- del 1995 stimavano in circa 2 milioni i ciechi e 10 milioni gli ipovedenti in Europa e tivi. La piramide delle età in Italia è destinata infatti a modificarsi a poco a poco in di- 36 milioni le persone escluse dal movimento turistico a causa di qualche disabilità. rezione di un invecchia mento graduale e generalizzato su tutto il territorio. Se per Secondo l’OMS (dati 2007) i 314 milioni di persone con handicap visivo grave sono il 2010 ci si aspetta che 1 italiano su 5 possa avere più di 65 anni, nel 2030 si supere- suddivisi in 45 milioni di ciechi e 269 milioni di ipovedenti. Più del 90% di persone rà il rapporto di 1 su 4. La quota degli anziani con più di 80 anni subirà un incre- con problemi alla vista vive nei paesi del Sud del mondo, dove un individuo ha 10 proba- mento altrettanto rapido: da circa il 6 % nel 2010 ad oltre il 9 % nel 2030, vale a dire bilità in più di diventare cieco rispetto a una persona che vive nei paesi industrializzati. circa 1 italiano su 10. Il progressivo invecchiamento della popolazione avrà un gros- so impatto su innumer evoli ambiti della vita sociale e comporterà la neces sità di Ciechi ed ipovedenti in Italia. incrementare e migliorare i servizi; da tutti questi diversi punti di vista crescerà anche In Italia l’ISTAT stima che ci siano 362.000 ciechi, mentre secondo altre fonti sareb- una pressante domanda di access ibilità ai luoghi pubblici e privati, alla cultura e bero almeno 380.000. In ogni caso, gli ipovedenti sarebbero almeno cinque volte all’informazione, al turismo. tanto, circa 1.500.000, in rapida crescita. Le persone non vedenti sono aumentate di circa il 30% negli ultimi 20 anni, passando da 4,3 ogni 1.000 abitanti (nel 1983) L’offerta turistica per le persone con disabilità visiva. a 6,2 attuali. Un aumento legato soprattutto all’invecchi amento della popolazione, In una fase congiunturale in cui la qualità dell’offerta turistica si misura nella capacità ma anche alla mancanza di prevenzione, soprattutto in età scolare. Circa 1 milione di di rispondere con flessibilità ad esigenze specifiche del cliente, innalzare il livello di12 13
    • T U R I S M O P E R T U T T I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – T U R I S M O P E R T U T T I fruibilità turistica di un servizio (pernottamento, ristorazione, trasporto) o di un bene (museo, parco, impianto sportivo o di loisir) migliorando la qualità dei servizi offerti, amplia di fatto la fascia di pubblico a cui ci si può rivolgere, con in più una ricaduta positiva sulla propria immagine. In questo momento ci si trova poi in una fase par- ticolarmente favorevole allo sviluppo del mercato, perchè l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, dal suo punto di osservazione privilegiato rispetto al tema dell’accessibilità, turistica e quotidiana, per le persone con disabilità sensoriale, ha la certezza della totale inadeguatezza delle struttur e e dei servizi alle particolari esigenze dei non vedenti ed ipovedenti, non solo delle strutture ricettive, ma anche dei trasporti, degli spazi di relazione, dei beni di interesse turistico, siano essi di tipo culturale, naturale o sportivo, ecc. E non solo in Piemonte, ma su tutto il territorio nazionale. Nel campo dell’abbattimento delle barriere sensoriali c’è un’arretratezza totale e generale, per la verità diffusa non solo nel settore turistico, ma in ogni livello della società civile. La difficoltà sensoriale è sicuramente frustrante per chi la vive sulla propria pelle, ma risulta essere un’importante opportunità per chi intende im- prendere e svilupp are la propria attività verso questa nicchia d i mercato. Conoscere il cliente. Nello scegliere la propria vacanza, questa nicchia di mercato, si muove esattamente come i normali turisti, ossia seguendo le proprie aspirazioni, passioni, curiosità, predile- zioni e disponibilità economiche. Sono persone che hanno interessi culturali, storici, Una comunicazione efficace. enogastronomici, sportivi e che non si muovono esclusivamente in funzione dell’accessi- Chi si avventura nel mercato delle persone con difficoltà intese come “cliente consumatore” bilità del luogo. Adattando i servizi e strutture si migliora la qualità oggettiva del servizio, deve tener presente i presupposti della Convenzione ONU 2006 3 sulle persone con anche se non si conquista automaticamente una nuova fetta di mercato. Le vacanze possono costituire un problema per un cieco o un ipovedente che intenda trascorrerle 3 Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità, 13 dicembre 2006, che l’Italia ha firmato il 30 marzo 2007.14 15
    • T U R I S M O P E R T U T T I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – T U R I S M O P E R T U T T I delle persone all’accoglienza. Pur non esistendo specifiche indagini di mercato nel set- tore turistico che considerino la persona con difficoltà motorie o sensoriali nella sua qualità di “consumatore”, è evidente che il trasferimento di informazione più effi- cace è il passaparola. Gli operatori turistici del settore ricettivo e della ristorazione già ben conoscono la potenza di questo impalpabile strumento di comunicazione. “Le voci positive cominciano quando le aspettative del cliente vengono costante- mente superate”: ciò significa che in generale si riesce a conquistare l’ospite con un servizio memorabile (che resta nella memoria) fatto anche di piccole cose, mai comuni e standardizzate. La persona se ne ricorderà e parlerà bene della struttur a in cui ha soggiornato. Il passaparola è un’azione di comunicazione a costo zero. Ma il passaparola, per un gestore disattento, può diventare un vero e proprio boomerang. È dimostrato che un servizio “suffi cientemente buono e nella media” difficilmente verrà menzionato, ma vi è una naturale propensione a raccontare agli altri le esperienze meno felici, con conseguente perdita di potenziali nuovi clienti. Il cliente già abituale è più facile da soddisfare, si conoscono i suoi “gusti” e si pos- sono anticipare meglio le sue richieste. Il cliente si fida di voi e quando gli propo- nete qualcosa, in un certo senso, andate sul sicuro. Gli albergatori ed i ristoratori sanno poi che conservare un cliente impegna minori risorse, tempo e denaro, rispetto a conquistarne uno nuovo. Un cliente fidelizzato poi è meno sensibile al fattore prezzo e non si sente minacciato dall’intenzione di ricavare profitti da lui. Il consumatore con disabilità è sicuramente un cliente esigente (ha esigenze specia- li), ma al contempo sa riconoscere al gestore del servizio la disponibilità nel cercare 4 Tra le persone con difficoltà la consapevolezza dello stato del diritto internazionale è piuttosto alta. di comprendere queste esigenze speciali e di soddisfarle al meglio, senza atteggia- Operando nell’ambito del turismo accessibile non si può prescindere da quanto dichiarato a livello internazionale menti pietistici o iperprotettivi e creando un clima di normalità anche nei confronti nella Carta di Madrid 2002 ed a livello nazionale nelle Carta di Perugia 2003, Carta di Norcia, Carta di Rimini 2003. di altri eventuali consumatori.16 17
    • T U R I S M O P E R T U T T I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – T U R I S M O P E R T U T T I impropri del tipo “vado a vedere se posso fare qualcosa per lei”, impappinandosi in farfugliamenti e sospensioni imbarazzate. Anche i ciechi vanno a “vedere”. Anzi, a questo proposito, una delle cause di maggior irritazione da parte di un cliente non vedente o fortemente ipovedente è quella di non essere avvertito quando il suo interlocutore si allontana. In uno spazio affollato e rumoroso non sempre è facile percepire la vicinanza di persone ed il loro movimento. Salutare il cliente, facendo attenzione che a bbia capito che il saluto è rivolto a lui, informarlo eventualmente del fatto che deve attendere perchè siete impegnati con un altro cliente, informarlo che vi state allontanando per una qualunque evenienza e che siete tornati nuovamente al suo fianco sono regole fondamentali, che richiedono pochi secondi di tempo e che rendono subito più confortevole la relazione tra le persone. Mentre l’uso di verbi o di parole che ricordano l’azione del vedere e gli occhi non sono un problema nella conversazione abituale, molto più seccante per una persona che non vede o vede molto poco è sentirsi dire “firmi qui”, “il bagno è di là”. Meglio prendere la mano della persona e posarla nel punto esatto dove va apposta la firma e dare informazioni di orientamento più dettagliate: “il bagno è alle sue spalle, al fondo del corridoio, ultima porta a destra”. Una persona non vedente può gradire di essere accom- pagnato lungo percorsi che non conosce: fatevi prendere sottobraccio (e non il con- trario, se non volete che sia lui ad accompagnare voi!). Se ha il bastone è sufficiente affiancarlo. Anche una persona ipovedente può gradire di essere accompagnata, ma a volte... no: in questo caso è meglio precedere di pochissimo il cliente, accer- tandosi che segua voi e non altri.18 19
    • 1 . P A R T E P R I M A – L A D I S A B I L I T À V I S I V AP A R T E P R I M A La maggior parte delle persone che non hanno mai avuto a che fare con la disabilità visiva immaginano il mondo dei ciechi come un mondo popolato da persone che, semplicemente, non percepiscono il mondo intorno a loro per la mancanza di visio- ne. Immaginano il mondo diviso tra ciechi (ciechi assoluti) da una parte e vedenti dall’altra; fa eccezione la presenza di qualche miope con difficoltà a leggere. Invece il problema della disabili- tà visiva è cosa assai più complessa.La disabilità visiva. 1 Legge 3 aprile 2001, n. 138 - Classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici - Pubblicata in GU n. 93 del 21 aprile 2001. 21
    • L A D I S A B I L I T À V I S I V A – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – L A D I S A B I L I T À V I S I V A mezzo gli ipovedenti italiani. I dati fin qui esposti ci fanno comprendere la complessità del problema, la varietà delle condizioni che caratterizzano le persone con difficoltà visive e l’importanza di elaborare e realizzare misure per migliorare la qualità della vita, perchè in questo mondo “siamo tutti, solo temporaneamente, abili”. Aspetti psicologici. “Se l’handicap visivo è insorto improvvisamente, per un certo periodo di tempo tutto ruota attorno all’evento ed allo choc prodotto dall’esperienza vissuta. Se la capacità visiva viene meno lentamente, la persona vive con una minaccia sempre incombente. Chi invece ha un handicap visivo fin dalla nascita o dalla prima infanzia, sa che ci sono cose che gli altri possiedono, ma che lui o lei non potrà mai avere. Nonostante tutte le differenze di durata ed intensità di un handicap visivo, ci sono comunque delle analogie nel vissuto individuale: tutti sono consapevoli di aver perso qualcosa e quella perdita può essere elaborata soltanto passo passo per essere infine integrata nella personalità”. 2 “Le persone con un handicap visivo si trovano e si muovono in continuazione tra il vedere, il non poter vedere bene ed a volte il non vedere nulla, sempre stando sotto gli occhi di chi gli sta attorno”. 3 2 Estratto da: Renata Martinoni, “Aspetti psicologici dell’handicap visivo”, in Giornale Retina Suisse n. 2-3/2008, pag. 42 e seguenti. 3 Ibidem.22 23
    • L A D I S A B I L I T À V I S I V A – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – L A D I S A B I L I T À V I S I V A Per questa particolarissima e persistente condizione sono spesso alla ricerca di posizioni nascita e rischiano di diventare ciechi. Attualmente non esistono terapie efficaci per chiare e di una loro identità. Non che manchi loro la consapevolezza dell’identità, ma, curarla, ma la principale strada di ricerca è rappresentata da una potenziale terapia per quanto riguarda il “vedere o il non vedere” devono continuamente riorientarsi e ri- genica. Colpisce 3 bambini ogni 100.000. definire la loro posizione e nello stesso tempo “interpretare una parte” per il “pubblico” che li circonda, combattuti tra il nascondere la difficoltà visiva per non dare nell’occhio Maculopatia. o ammetterla apertamente con le conseguenze del caso. Spesso il dilemma sta nel fatto che le persone con handicap visivo vorrebbero essere trattate come se ci vedessero, ma Anche in questo caso si tratta di patologie che nel contempo si aspettano dal prossimo attenzioni e riguardi in determinate situazio- colpiscono la macula, la zona centrale della ni. Il non vedente dalla nascita è più facilmente spinto ad integrarsi con il mondo, sarà retina adibita alla visione distinta: se questa più facilmente autonomo e propositivo nei confronti della società rispetto ad una perso- viene irreparabilmente danneggiata causa na che sta progressivamente perdendo la vista o a chi l’ha persa per un trauma recente. cecità centrale. Sintomo comune delle ma- culopatie è la distorsione progressiva delle immagini ed una “non visione” su alcune parti del campo visivo. Sintomi di minore frequen- za sono le errate percezioni della dimensione degli oggetti osservati, che possono essere sia sottostimate (micropsia) che sovrastima- te (macropsia). Le maculopatie si possono distinguere in ereditarie e acquisite. Tra le maculopatie acquisite la più diffusa è la Amaurosi congenita di Leber. degenerazione maculare legata all’età che Si tratta di una malattia oculare che si trasmette geneticamente e provoca una dege- nella maggior parte dei casi compare dopo i nerazione progressiva della retina. La malattia causa una grave riduzione della vista 50 anni. Rappresenta la principale causa di associata a fastidio alla luce (fotofobia). I bambini colpiti presentano sintomi sin dalla cecità nel mondo occidentale.24 25
    • L A D I S A B I L I T À V I S I V A – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – L A D I S A B I L I T À V I S I V A Nistagmo. è l’origine genetica della retinite pigmentosa, la quale viene trasmessa ereditaria- mente, di generazione in generazione, seguendo meccanismi ormai noti ai genetisti. È un’oscillazione ritmica e involontaria degli occhi. Il nistagmo fisiologico (normale) è Attualmente non esiste alcuna cura efficace. quello per esempio dell’occhio di una persona seduta su un treno i n corsa che guarda fuori dal finestr ino e osserva, uno alla volta, i pali che si susseguono (a una fase di Glaucoma. movimento più lento ne segue una di movimento rapido o di scossa). Il nistagmo diventa patologico quando si verifica per cause non legate al movimento della persona. La cecità provocata dal glaucoma si può prevenire purché la malattia sia diagno- In questo caso la capacità visiva può variare durante il giorno ed essere influenzata sticata e curata tempestivam ente. Il glaucoma è una malattia oculare dovuta gene- da fattori emozionali e fisici (come lo stress o la stanchezza). Molte persone affette ralmente a un aumento della pressione all’interno dell’occhio. Secondo l’Organiz- da questa condizione sono considerate ipovedenti. zazione Mondiale della Sanità colpisce circa 55 milioni di persone nel mondo ed è una delle principali cause di disabilità visiva dopo la cataratta; in Italia si stima che Retinite pigmentosa. quasi 1 milione di persone ne siano affette, ma si calcola che circa la metà di esse non ne sia a conoscenza. La persona affetta da glaucoma continua a vedere l’ogget- Con il termine retinite pigmentosa si identifica un gruppo di malattie ereditarie to al centro del suo campo visivo e non si accorge che l’area visiva si sta riducendo caratterizzate da una degenerazione progressiva della retina di entrambi gli occhi, in periferia. L’aumento della pressione danneggia irreparabilmente i neuroni che che provoca nel tempo la perdita della visione notturna e del campo visivo periferico. trasportano il segnale elettrico. Si ha una progressiva riduzione dell’acuità visiva In molti casi vi è una perdita dell’acutezza visiva, che può condurre all’ipovisione fino alla completa cecità. e progredire fino alla cecità. La retinite pigmentosa, secondo le statistiche inter- nazionali, colpisce circa una persona su 4.000. Molto spesso la retinite pigmentosa compare tra la pubertà e l’età matura, ma non sono assolutamente rari gli esempi di bambini colpiti nella prima infanzia. Si tratta di una malattia degenerativa. La capacità visiva del soggetto colpito viene progressivamente ridotta, fino a giun- gere in molti casi alla completa cecità. Le cause che determinano questa infermità sono ancora sconosciute. L’unica informazione certa di cui gli scienzia ti dispongono26 27
    • 1 . P A R T E P R I M A – G L I A U S I L IP A R T E P R I M A Per ausili intendiamo tutti gli strumenti e le tecnologie com- pensative per migliorare l’autonomia nel movimento e nella comunicazione. Come dire: dal navigatore G PS al bastone bianco, passando attraverso l’ingranditore e le insegne parlanti. In generale ogni persona cieca o ipovedente porta con sè gli strumenti e le tecnologie che ritiene più utili, ma pensiamo sia importante in questa sede fornire un’idea sintetica della loro esistenza e funzionamento affinchè possiate mettere il vostro cliente in condizioni di utilizzarli al meglio e senza difficoltà. Si inizia da uno strumento molto particolare. Ha quattro zampeGli ausili. e scodinzola: il cane guida! Ausili personali. Il cane guida. È importante affrontare questo argomento in modo chiaro e senza ambiguità. Il non vedente può far entrare il suo cane guida in qualsiasi locale, in quanto il cane è un compagno indispensabile alla sua autonomia e questo legame inscindibile è riconosciuto dalla legge. Quanto sopra vale per alberghi, ristoranti, uffici, mezzi pubblici, treni e quant’altro. La responsabilità conseguenti ad azioni che possono compiere i cani guida non ricadono su chi li accoglie, quindi i gestori di strutture o i responsabili di mezzi pubblici non devono preoccuparsi di sicurezza propria o altrui, 29
    • G L I A U S I L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – G L I A U S I L I nè porre alla persona non vedente questioni ad La scelta del cane. essa riconducibili. I cani guida sono animali ad- I cani guida per ciechi sono animali di razza selezionata appositamente addestrati destrati, mansueti, abitudinari e fedeli agli ordini per il compito che devono svolgere. Le razze selezionate per la funzione di cane guida del padrone. Vengono tenuti in salute e puliti, non sono il Pastore Tedesco, il Labrador ed il Golden Retriver. 2 I cani guida sono quindi solo perché doveroso da parte del padrone, ma sempre di taglia media o grande. Il primo a essere utilizzato in questo compito è stato perché l’impegno della tutela del cane guida è il Pastore Tedesco. Data la mansione che svolge, deve essere riflessivo e mansueto, vincolante per legge anche per il padrone. Quindi mortificando così alcuni aspetti della sua indole, quali l’aggressività e il nervosismo. non vi è mai alcun rischio per la salute e l’igiene. È bene che sia dotato altresì di particolare abnegazione e amore verso il padrone: I cani guida sono animali socievoli e non risulta si scelgono generalmente femmine, che presentano queste caratteristiche in modo nella letteratura di genere alcun episodio che più spiccato. I cuccioli sono selezionati per docilità e prontezza nell’apprendimento: faccia riferimento a una loro presunta pericolosità. nella parte iniziale della loro vita la scuola di addestramento, (che in genere è anche allevamento) , cura con attenzione la socializzazione dell’animale, ovvero la capacità di relazionarsi senza paure con il mondo esterno e la capacità di interagire con l’essere “Già nel 1780 presso l’Ospedale per Ciechi di Parigi venivano addestrati cani umano anche senza ricercare nel contatto visivo il consenso. Il cane è stato addestrato per accompagnamento ai non vedenti. Ma solo nel 1916 cani guida vennero utilizzati ad eseguire solo i comandi impartiti dal proprio conduttore, è quindi bene non impar- comunemente come accompagnatori per i non vedenti dai reduci che avevano perduto la vista dopo la Prima Guerra Mondiale, dimostrando doti inaspettate in tale compito. tire comandi al cane se non si è il conduttore. Nei momenti di fermo o riposo, con il In Germania nel 1920 ben 539 persone che avevano perduto la vista utilizzavano consenso del conduttore, è possibile familiarizzare con il cane. Non date mai cibo a un questo ausilio. Presto si aprirono scuole in altre città in tutto il mondo e nel 1929 cane guida, se non si è prima autorizzati dal suo conduttore. Il cane guida operativo è sulla base della Scuola Americana ‘Seeing Eye’ - traduzione: occhio che vede - nasce riconoscibile dall’imbracatura completa: pettorina in cuoio con croce o logo e manubrio la Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi di Firenze per iniziativa dell’Unione rigido. Tuttavia è possibile che un cieco si faccia accompagnare anche da un “cucciolone”, Italiana Ciechi, che il 25 settembre dello stesso anno consegna i primi cani”. 1 (così è definito un cane non addestrato di età inferiore ai 18 mesi), o da un proprio cane addestrato, ma non può svolgere la funzione di guida. 1 Testo tratto da: AA.VV, “Il cane guida il perchè di una scelta”, a cura UICI per gentile concessione dell’autore. 2 In Italia esistono quattro centri di addestramento per cani guida nelle province di Firenze, Milano, Messina e Padova.30 31
    • G L I A U S I L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – G L I A U S I L I Cosa sa fare un cane guida? Come viene bene illustrato nel testo “Il cane guida il perchè di una scelta” a cura UICI, il cane viene educato nel traffico urbano a identificare gli ostacoli, le buche, i gra- dini; quindi si ferma per indicare un punto pericoloso che richiede attenzione e guida il non vedente nel tragitto da compiere. Il cane non è in grado di distinguere il colore rosso: per superare gli incroci con semaforo deve quindi imparare a seguire il senso del traffico cittadino. Viene inoltre abituato a salire sui mezzi di trasporto, a riconoscere i posti liberi e a muoversi negli uffici pubblici. Nei luoghi abituali e nella casa il cane viene addestrato al riconoscimento dei percorsi in modo da assi- curare al padrone un valido aiuto. Il non vedente, con buone doti di orientamento e capacità a riconoscere luoghi e oggetti nuovi, riesce così a spostarsi e a raggiungere la meta desiderata. Salute ed igiene del cane. I cani guida sono regolarmente vaccinati contro cimurro, leptospirosi, gastroenterite virale, epatite contagiosa, tosse dei canili, virus respiratori e parainfluenzali, fila- riosi ed il conduttore non vedente ed assegnatario ha l’obbligo di sottoporre il cane alle vaccinazioni periodiche previste dalla profilassi zooiatrica. Il cane guida viene sterilizzato per evitare al non vedente problemi di igiene e di pericolosità, de- rivante quest’ultima dalle aggressioni a scopo sessua le che le femmine potrebbe- Il bastone bianco. ro subire per la strada. L’assegnatar io di cane guida di norma porta con sè il libretto sanitario del cane, soprattutto se si muove fuori dall’ambito comunale di residenza. L’uso del bastone bianco come segno di riconoscimento delle persone cieche ha una Il libretto sanitario del cane è il documento che dichiara lo stato di salute del cane data di nascita: il 7 febbraio 1931, una giovane donna francese lancia una campagna e la prevenzione a cui è sottoposto. “mediatica”, diremmo oggi, per questo riconoscimento. Fino però al Secondo Dopo-32 33
    • G L I A U S I L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – G L I A U S I L I Non esiste, invece, uno standard internazionale per gli ipovedenti. Alcuni hanno proposto “L’uso del bastone come mezzo di deambulazione e di riconoscimento delle persone un bastone giallo o a strisce gialle e rosse. Tuttavia difficilmente le persone ipovedenti cieche si perde nei meandri della storia e del mito. Patriarchi biblici, poeti, musici, accettano di muoversi con un simile strumento in mano, poiché tendono a mimetizzarsi filosofi e mendicanti sono stati ‘fotografati’ con questo oggetto il cui spessore semantico con i vedenti. Il bastone bianco è riconosciuto in tutto il mondo. oscilla tra quello di scettro di un’autorità vaticinante e quello di sostegno di una mendicità errante”. 3 Il codice della strada prevede che gli automobilisti debbano sempre fermarsi in presenza di un cieco che attraversi la strada muniti di bastone bianco anche se non si trova sulle strisce pedonali. 3 Testo tratto da: AA.VV, “La Storia del Bastone Bianco”, a cura UICI per gentile concessione dell’autore.34 35
    • G L I A U S I L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – G L I A U S I L I giardini e spiazzi, aree naturali, ecc.) ed anche dei percorsi interni (attraversamento hall, Sistemi di lettura e software di aiuto. percorso museale, ecc.) non è difficile ottenere una “guida naturale” sicura ed efficace I sistemi di lettura erano un tempo costituiti da scanner dotati di software di riconosci- e contempo raneamente ben inserita nel contesto paesaggistico o architettoni co: un mento testi a cui si univano software di sintetizzazione vocale. Oggetti da tavolo che cordolino in pietra o in legno al limite di un sentiero sono sufficienti a dare sicurezza trovano ancora applicazione in alcuni luoghi specifici e per uso didattico. Oggi esisto- in un ambiente esterno, un tracciato con una pavimentazione dalla superficie diversa no strumenti di lettura di dimensioni sempre più ridotte e dotati di software sempre (più liscia o più ruvida) sono utili all’interno. L’importante è che in entrambi i casi non più sofisticati. Sono strumenti che una persona cieca o ipovedente porta sempre con ci siano interruzioni inutili e che invece quando la “guida” si deve interrompere per più sè, soprattutto quando viaggia. È utile sapere come funzionano per mettere il cliente di un metro per vincoli funzionali sia sostituita da segnali pedotattili convenzionali. in condizioni di utilizzarli al meglio e senza difficoltà. Il telefono cellulare. Il telefono cellulare è uno degli strumenti tecnologici più utilizzato nella vita di tutti i giorni, per un disabile visivo rappresenta un indispensabile supporto per la propria autonomia e sicurezza. Fino a qualche anno fa l’uso della telefonia cellulare per una persona non vedente risultava assai problematico. Il costante sviluppo tecnologico ha generato soluzioni in grado di garantire la piena accessib ilità ai servizi della tele- fonia mobile. Le sintesi vocali attualmente in commercio permetto no alla persona non vedente o ipovedente l’autonoma gestione di tutte le funzionalità dei cellulari; una voce elettronica i nfatti legge all’utente tutto ciò che viene visualizzato sul display garantendogli così la possibilità di utilizzare la rubrica per richiamare un contatto e attivare una telefonata, gestire la messaggistica, gestire l’agenda, l’orologio, la sveglia, ecc. Esistono inoltre applicazioni, dedicate alle persone ipovedenti, che permet- tono l’ingrandimento delle scritte che compaiono sul display del telefono cellulare. Significativi passi in avanti si stanno compiendo nel rendere pienamente accessibili anche i più moderni smartphone presenti sul mercato.36 37
    • G L I A U S I L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – G L I A U S I L I Screen reader. Come fa un non vedente o un ipovedente a leggere lo schermo di un PC? Semplice, tutto quello che si visualizza a schermo viene “letto” da una voce sintetizza ta: se lo desidera la persona non vedente oggi può utilizzare un PC e navigare in Internet in totale autonomia. Sempre che i siti ed i documenti siano stati redatti con un minimo di accortezza e secondo alcuni standard in cui vengono elencate tutte le specifiche e i requisiti da soddisfare per la creazione di pagine accessibili. Nel panorama globale della rete, l’iniziativa più autorevole è senza dubbio la “Web Accessib ility Initiative” sviluppata dal World Wide Web Consortium (W3C), un consorzio fondato nell’ottobre 1994. Lo screen reader (traduzione: lettore di schermo), è un software in grado di interpretare il contenuto dello schermo ed altre informazioni dall’ambiente operativo del PC e di inviarle a dispositivi di output vocale e/o tattile. Il più diffuso sistema di sintesi vocale, è Jaws, sviluppato dall’americana Freedom Scientific. L’accortezza sta nel non usare il mouse, ma la tastiera, per muoversi sulle applicazioni e sul desktop, scaricare la posta, navigare in internet, ecc. Chiaramente la sintesi vocale è in grado di riconoscere il testo (nelle lingue più diffuse, ma anche in alfabeti non latini), ma le parti grafiche, se non sono appositamente descritte per esempio con l’utilizzo di software specializzati come IVEO, non verranno lette e l’informazione non raggiun- gerà il suo scopo. L’ipovedente usa invece programmi che ingrandiscono lo schermo, cambiando i contrasti più idonei alla propria patologia. Esistono software in grado di ingrandire il contenuto delle pagine video di qualsiasi applicazione e qualsiasi am- biente, fino a 16 volte mantenendo sempre visibile sullo schermo le finestre di mes- saggio, finestre di dialogo, ecc. Ad un primo livello base, con funzione di solo ingran- dimento adatto a ipovedenti, può essere aggiunto un software di lettura con sintesi38 39
    • G L I A U S I L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – G L I A U S I L I vocale, anche per persone cieche. Analogalmente esistono software che ingrandiscono Con IVEO si può: il contenuto delle schermate dei telefonini o che sono in grado di farne una lettura con sintesi vocale.  sviluppare nuovo materiale interattivo come mappe parlanti diagrammi, classifiche;  tradurre materiale PowerPoint & Visio in formato tattile/audio/visivo; Lettura con sintesi vocale.  leggere e scrivere forms in formato PDF con accessibilità universale; IVEO è un software che permette di aggiungere informazioni audio e tattili a materiali  creare libri tattili e audio accessibili; che normalmente sono solo visivi. Il Viewer di IVEO si può scaricare liberamente ed è utilizzabile allo stesso modo di Adobe Acrobat (PDF), ma è più versatile ed  estrarre file in modo automatico da programmi Windows; accessib ile. Basta premere nell’area del disegno desiderata e ascoltare le informa-  modificare documenti in modo indipendente dalle dimensioni; zioni vocali preregistrate. Utile quindi per l’esplorazione di mappe, percorsi e simili. Il Creator di IVEO consente di rendere interattivo e tattile tutto il materiale grafico  distribuire file accessibili anche via mail o via web. sia acquisito da scanner sia in formato elettronico. IVEO opera in parallelo con l’interfaccia standard visiva utilizzata dai normali programmi. Aggiungendo infor- mazioni di tipo audio e tattile ai dati che sono per loro natura solo visivi (mappe, dise- Ausili non personali. gni, grafici, ecc.) le informazioni risultano più complete e maggiormente compren- Insegne parlanti. sibili. Consentend o di utilizzare più sensi contem poraneamente , il software rende i documenti più comprensibili per l’utente . La creazione di nuovi documen ti o la Esistono vari modelli di “insegne parlanti” ad infrarossi o radio. La finalità è quella di conversione di documenti già esistenti è semplice e funzionale. Le informazioni unire all’insegna visiva (da interno o da esterno) identificativa di un luogo (albergo, ri- sono disponibili sia in formato elettronico sia su carta, pertanto IVEO è dotato di storante, guardaroba, ufficio direzione, ecc.) un congegno in grado di comunicare ver- funzioni che permettono la conversione immediata di entrambi i supporti. Chiunque balmente il messaggio dell’insegna. È il principio dell’informazione anche sonora che sa usare un computer può prendere informazioni da un libro di testo o da un file annuncia le fermate nella metropolitana o sui bus o negli ascensori. Le insegne par- elettronico e creare un documento accessibile secondo le caratteristiche di IVEO lanti richiedono un’alimentazione dalla rete elettrica (esistono anche a batteria, ma gli in pochi secondi. oneri di manutenzione spesso le rendono inefficaci) e sono facilmente installabili da40 41
    • G L I A U S I L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – G L I A U S I L I qualsiasi elettricista. Il congegno è di dimensioni ridotte (contenuto all’interno di una Un esempio di utilizzo in questa versione può essere all’interno di un grande albergo. normale scatola elettrica da muro). A seconda della necessità è possibile prevedere Alla reception insieme alla chiave della camera viene consegnato al cliente non vedente la semplice ripetizione di un messaggio breve (ristorante “taldeitali”, banca, ecc.) o il telecomando programmato con il suo numero di camera. Il cliente potrà muoversi di un messaggio più articolato, caricabile da file audio attraverso porta USB (per agevolmente in tutti gli spazi comuni vocalizzando le insegne di servizio, ma nel corri- esempio per illustrare i contenuti di una sala museale). doio camere vocalizzerà solo il numero della sua stanza senza arrecare disturbo agli altri clienti. Le insegne parlanti sono state realizzate con lo scopo di togliere fin dall’ori- L’insegna parlante può essere attivata in tre modalità: gine l’alibi del “non si può fare perché costa tanto” o “non si può applicare perché troppo complicat o o invasivo”. Il costo è più basso di una qualsiasi insegna artistica  attraverso un sensore di prossimità: quando una persona passa davanti al sen- oggi in commercio e può essere applicata semplicemente predisponendo un punto sore, questo attiva la vocalizzazio ne del messaggio eventualmente accendendo led elettrico accanto alle porte o dove si vuole installare l’insegna. La parte elettronica luminosi che richiamano l’attenzione di persone sorde o semplicemente distratte; viene incassata nelle scatole elettriche tipo 503 e a filo muro con due viti viene fissato  con telecomando o ricevente: la persona in possesso dell’apposito telecomando il pannellino di copertura con l’insegna stampata a caratteri per vedenti ed ipovedenti. attiva a comando tutte le insegne parlanti in un raggio varabile da 3 a 20 metri. Con lo stesso telecomando è possibile per la persona selezionare solo la vocalizza- Lavagna a tracciamento luminoso. zione di un’insegna tra quelle attivate ed individuare così la direzione di provenienza. Nella versione ad infrarossi solo quando il ricevitore è perfettamente allineato con La lavagna a tracciamento fortemente luminoso p ermette alle persone ipovedenti con l’insegna emittente viene trasmesso un segnale sonoro (in auricolare) ed è la posi- un residuo visivo fino a 1/50 di seguire lezioni o di scrivere e disegnare sulla lavagna zione del ricevitore che guida la persona verso l’insegna; senza altro ausilio ottico. Il sistema è stato sottoposto alla prova con persone di diffe- renti età e condizioni funzionali, con risultati più che apprezzabili. Particolarmente  con telecomando programmato: questa funzione è particolarmente utile, ad indicato per laboratori didattici, sale riunioni, ecc. Le lavagne sono realizzate in esempio negli hotel, nei centri congressi, negli spazi che ospitano eventi dove alcune polimetilmetacrilato infrangibile, nel quale viene immessa luce (come in una fibra informazioni è bene che siano sempre vocalizzate (ad esempio uscita di sicurezza, ottica) che resta invisibile fino a che non raggiunge il tracciato di un pennarello o una ascensore, scale, toilette, ufficio informazioni, ecc.) mentre altre (ad esempio i numeri piastrina (accessoria), i quali emetteranno una luce intensa. Necessita di pennarelli delle camere o i nomi degli uffici) devono essere vocalizzate a richiesta. specifici cancellabili a secco, o cancellabili solo ad umido, i cui segni emettono luce.42 43
    • G L I A U S I L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – G L I A U S I L I Sono disponibili fogli “prelievo disegni” (fogli trasparenti con un lato adesivo, che con- sentono di prelevare il disegno e conservarlo) e speciali tappetini (di 1 mm di spesso- re) che aderiscono alla lavagna senza colla, per adesione atmosferica, riposiziona- bili e riutilizzabili che fungono da supporto illuminante per simboli fotografici, diapositive ed in genere per figure realizzate su supporti trasparenti come l’acetato . Le lavagne hanno dimensioni variabili da 70 x50 cm (uso domestico) a 200 x 110 cm (su cavalletto per convegni). 6 mm 1 mm44 45
    • 1 . P A R T E P R I M A – M O L T E P L I C I S E N S IP A R T E P R I M A L’attività sensoriale è una funzione complessa che è giusto considerare nella sua dimensione plurisensoriale. La distinzione fra i cinque sensi è in realtà assai discutibile sul piano scientifico e finisce in molti casi per spezzare in modo arbitrario atti percettivi che pos- sono essere compresi pienamente solo se li si considera nella loro natura eminentemente plurisensoriale.Molteplici sensi. 1 Heinz Werner, “Psicologia comparata dello sviluppo mentale”, Giunti Barbèra, Firenze, 1985. 47
    • M O L T E P L I C I S E N S I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – M O L T E P L I C I S E N S I distanti e progressivamente sempre più astratti come il bassorilievo, il disegno, il raccon- to verbale o altro ancora. Come dire che al cliente di un servizio o al visitatore di un museo con disabilità visive vanno offerte numerose opportunità, scegliendo fra le quali egli ha la possibilità di stabilire un proprio specifico itinerario di avvicinamento. L’esplorazione tattile. Per molti di noi il tatto è la mano, le mani; va da sé che il senso del tatto è la pelle di tutto il corpo. Percepiamo il caldo e il freddo, il liscio, il ruvido su ogni parte del corpo. Però tendiamo a considerare solo le mani, ci fermiamo lì, perché queste dieci dita ci fanno percorrere ed esplorare tutto il mondo che ci circonda. Ma quando gli oggetti superano per dimensione l’apertura delle braccia come si fa a conoscerli, per chi è privo in mano rispetto al solo guardarlo. Il tatto, che è spe- del senso della vista, se non attraverso la mediazione troppo spesso vaga ed ingannevole cializzato nella percezione della sostanza degli oggetti della descrizione verbale? Il percepire il mondo è innanzitutto un “vedere con la mente” (composizione, durezza/elasticità, temperatura), può piuttosto che con gli occhi, che non si esaurisce solo nella descrizione linguistica, ma produrre reazioni emotive estetiche in presenza di og- mette in gioco la rappresentazio ne e l’elaborazione dell’informazione a tutti i livelli. getti morbidi di soffice consistenza, mentre appare me- Secondo Kennedy 2 la visione è un processo che non riguarda solo la periferia del sistema no sensibile all’estetica degli oggetti prodotti con ma- visivo. Il sistema visivo di elaborazione interno, se opportunamente stimolato con l’utiliz- teriali rigidi. Anche se sono oggetti artistici. Quando zo dei sensi restanti, può produrre rappresentazioni della realtà proprie dell’esperienza si tratta di identificare al tatto piccoli oggetti abituali visiva. La percezione visiva è, come la cognizione, solo una questione di livello: l’esperien- investiti di un significato pragmatico, il sistema tattile za percettiva di ciascuno, vedente o non vedente, si colloca nella sfera delle capacità si rivela alquanto adatto, altrettanto quanto il sistema individuali. La descrizione verbale concorre allo sviluppo di un sistema concettuale che, visivo. L’identi ficazione è infatti molto rapida e prati- indipendentemente dal linguaggio, è molto simile a quello dei vedenti: se sostenuta da camente priva di errori. Per esplorare le mani operano esperienze sensoriali plurime, dal tatto innanzitutto, senza trascurare l’olfatto e il gusto, movimenti in rapida successione; le percezioni acquisite 2 John M. Kennedy, “Drawing and the Blind”, Yale University Press, 1993. 3 Pierre Villey , “Le monde des aveugles”, Corti, Paris, 1954.48 49
    • M O L T E P L I C I S E N S I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – M O L T E P L I C I S E N S I si integrano progressivamente dando luogo a immagini mentali d’insieme via via più L’esplorazione uditiva. ricche e complesse. Non è possibile avere un’idea complessiva, anche sommaria, Altro senso primario nelle persone con minorazione visiva è l’udito. La percezione immediata, ma per acquisire qualche risultato significativo è necessa rio un tempo dell’ambiente passa attraverso il riconoscimento di rumori, l’individuazione della fon- più o meno lungo. Il lavoro delle mani poi non segue un percorso lineare sempre te sonora e del suo posizionamento rispetto al soggetto. L’udito può avvicenda re la uguale, ma si adatta ad ogni situazione in relazione alla forma, alla complessità, al vista ed è, nella fase di sviluppo infantile o di rieducazione post-traumatica, il tempo a disposizione, all’esperienza del soggetto e ad eventuali aiuti di cui dispone canale che coordina il movimento della mano. In un contesto adeguato, senza distur- (per esempio dell’aiuto di una guida verbale sia essa registrata o rappresenta ta da bi sonori di fondo, è possibile distinguere per mezzo dell’udito un pilastro da una una persona che lo affianca). Solo la mano in movimento è in grado di percepire i colonna, rilevare la presenza di ostacoli, capire se la persona che sta parlando ha i rilievi (superfici, forme), se il movimento si arresta la capacità percettiva si esaurisce. baffi oppure no. 5 In un contesto urbano trafficato, con rumori di fondo elevati, Per la comprensione di un oggetto nuovo è necess ario che le mani tornino sulle queste informazioni vengono a mancare perché le informazioni sonore si sovrappon- singole parti più volte, provenendo da direzioni diverse e con velocità diverse. gono e si coprono l’un l’altra. Tale situazione più creare disorientamento e insicurez- Perché si formi un’immag ine mentale di quanto si sta esplorando è necessario indi- za, soprattutto se i rumori prevalenti sono attribuibili a fonti di potenziale pericolosità viduare i particolari di più alto significato e contemporaneamente riuscire a com- (traffico veicolare, rumore di cantieri, ecc.). prendere il significato d’insieme dell’oggetto per dare il giusto senso ai particolari individuati. È quindi fondamentale avere una guida verbale, o al limite testuale, che agevoli il riconoscimento e fornisca una chiave interpretativa delle forme che si L’esplorazione olfattiva e gustativa. stanno esplorando. Un modello tridimensionale non dovrebbe occupare uno spazio L’olfatto o odorato è uno dei cinque sensi specifici e rende possibile, tramite i più grande dell’apertura delle braccia e non dovrebbe avere parti in sottosquadro chemiorecettori, le percezioni delle sostanze chimiche volatili e dei gas presenti più piccole della dimensione di un dito. In un disegno invece si deve tener presente nell’aria. Sappiamo che l’olfatto è il senso più arcaico: risveglia le parti più primitive che senso del tatto sui polpastrelli consente di sentire rilievi dello spessore minimo del nostro cervello; odori e profumi ravvivano la memoria, evocano situazioni passate di 0,5 mm e di distinguere due linee affiancate ad una distanza superiore a 2 mm. 4 da decine di anni; associato a un profumo colleghiamo una reazione affettiva di piacere o di dispiacere. L’olfatto è connesso in maniera funzionale con il gusto, come si può 4 I contenuti del presente paragrafo sono tratti da: provare semplicemente quando un raffreddore congestiona le vie aeree, compromettendo Fabio Levi, Rocco Rolli, “Disegnare per le mani, manuale di disegno in rilievo”, Silvio Zamorani Editore, Torino, 1994. 5 Augusto Romagnoli, “Introduzione alla educazione dei ciechi”, ristampa a cura UICI, Firenze, 1990.50 51
    • M O L T E P L I C I S E N S I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – M O L T E P L I C I S E N S I la funzione olfattiva, ed i cibi hanno pressoché tutti lo stesso sapore. I disturbi dell’olfatto visivo l’olfatto è uno strumento indispensabile per la riconoscibilità dei luoghi e degli e del gusto raramente sono invalidanti o pericolosi per la vita, quindi spesso non ricevono ambienti. Dichiara un non vedente intervistato sulla sua capacità di muoversi auto- un’attenta considerazione. Rispetto agli altri sensi l’olfatto è forse quello più trascurato nomamente in città: “qui sotto c’è proprio una profumeria ed un po’ più avanti una pa- sul piano sociale. Nel suo libro “Il naso intelligent e” Rosalia Cavalieri confrontando sticceria e dal profumo so che sono a 50 metri da casa mia o meglio sono in questa zona”, l’olfatto con gli altri sensi fa questa considerazione: “Da sempre intesi come sensi nobili, ed ancora “mi oriento in un’area tenendo conto degli isolati che incontro durante un percorso vista e udito, detengono il primato della sperimentazione e dell’interpretazione della realtà. utilizzando tutte le informazioni uditive e a volte anche olfattive dell’ambiente circostante”. 7 Il loro legame privilegiato con il linguaggio verbale, l’orientamento spaziale, la manipolazione Dunque, le sensazioni olfattive e sonore si inte grano tra loro per fornirci informazioni. degli oggetti e la fruizione delle arti e del bello, ne fanno, insieme al tatto, le uniche vere Lo stesso ragionamento possiamo fare per il gusto. Comunemente pensiamo al gusto fonti affidabili di conoscenza. Non così l’olfatto, etichettato come il senso dell’animalità, come l’insieme delle sensazioni della bocca. Tuttavia queste sensazioni non sono il senso carnale, quello più viscerale, per questo non in grado di trasmettere informazioni le sole con le quali giudichiamo un cibo. Anche il gusto va considerato nella sua intellettualmente rilevanti” 6. In questo libro l’autrice spiega, da un lato, come e quanto valenza plurisensoriale o secondo la definizione di Hervé This, “percezione globale la nostra esperienza di animali linguistici dalla mentalità visivo-uditiva sia influenzata sintetica” 8 costituita da tutte le sensazi one che il cibo trasmette, quali il profumo, dagli odori; dall’altro, come per noi umani l’atto dell’annusare implichi un vero e proprio l’aroma, la vista, le sensazioni tattili e uditive, il sapore. Per esempio, se sorseggiamo processo di conoscenza. Le vie olfattive, dunque, rappresentano un canale di stimola- un vino e nel contempo lo annusiamo, il sapore e l’odore contribuiscono entrambi zione e di possibile regolazione naturale di importanti funzioni psicologiche e fisiche. alla valutazione finale. In conclusione, i sensi posti dinnanzi ad un determinato stimolo Se le attuali condizioni ambientali nelle nostre città comportano un disagio nella funzionalità naturale e spontanea dell’olfatto, nello stesso tempo, se d’improvviso arriva dall’aria l’odore acido dell’erba tagliata o il profumo del pane della panetteri a sotto Le cene al buio. Per stimolare e risvegliare i sensi del gusto, dell’olfatto, del tatto, e dell’udito, casa, le capacità olfattive subiscono un’impennata percettiva che stimolano sensazioni per imparare a riconoscere e a distinguere gli oggetti senza poterli vedere corporee legate alla sfera del piacere. Sebbene i messaggi che l’olfatto ci invia senza ed a godere di sapori e profumi, senza lasciarsi influenzare dagli stimoli visivi. tregua siano, il più delle volte, sottovalutati o del tutto ignorati, la lettura dei segnali che lo colpiscono e che, attraverso di esso, si abbattono sulla nostra sfera emotiva, psichica, sessuale, ci dovrebbe far riconsiderare la centralità del suo ruolo. Per un disabile 7 Mariacristina Garnero, “La comunicatività ambientale”, Tesi di Laurea, Politecnico di Torino, 2007. 6 Rosalia Cavalieri, “Il naso intelligente”, Editori Laterza, Bari-Roma, 2009. 8 Hervé This, “Pentole e provette”, I saggi del Gambero Rosso, 2003.52 53
    • M O L T E P L I C I S E N S I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – M O L T E P L I C I S E N S I (la luce, il suono, l’odore, il cibo, il clima) reagiscono e rispondono all’informazione. Sistemi per la riproduzione di immagini tattili. Al valore informativo dei sensi l’uomo associa anche la sua natura autonoma, le sue capacità percettive, riflessive e culturali. Con i sensi l’uomo percepisce un mondo Con il passare degli anni si vanno via via diffondendo sempre nuovi strumenti per di cose, ma comprende attraverso molteplici modalità di configurazione del senso: la produzione dei disegni in rilievo, fra i quali non è sempre facile scegliere il più perciò, le qualità sensoriali sono relative alla persona. Per favorire l’esperienza multi- adatto alle esigenze del momento. Per consentire al lettore di orientarsi fra le diver- sensoriale delle persone, in particolar modo chi presenta deficit sensoriali, è dunque se tecniche disponibili sul mercato si rende dunque necessario definire alcuni criteri necessar io mostrare il mondo nelle sue molteplici qualità oggettuali, nel suo modo sulla base dei quali valutarne i relativi vantaggi e svantaggi. Un primo gruppo di para- acustico, ottico, tattile, olfattivo di essere esperito attraverso occhi, orecchie, naso, pelle. metri concerne la qualità del rilievo e il suo grado di percepibilità. Più precisamente si tratta di considerare diversi fattori 9: l’altezza del rilievo e l’aderenza al supporto, i vari tipi di supporto (la carta o il metallo, il plexiglas o il legno), la resistenza nel Immagini per le mani. tempo e il confort di lettura, la dimensione delle tirature e la possibilità di riprodurre disegni su entrambe le facciate di un foglio, la possibilità di associare al rilievo disegni in bianco e nero o a colori e non da ultimo i costi di produzione. Tecniche per la produzione di immagini tattili. Braille in modalità grafica. Contestualmente ai procedimenti di stampa dei testi in Braille, è possibile utilizzare sia matrici metalliche, sia stampanti computerizzate per realizzare su supporto cartaceo linee e superfici, dotate di una forma precisamente riconoscibile, costituite di insiemi di punti accostati l’uno all’altro. La qualità del rilievo è mediocre e il risultato accettabile solo con forme semplici ed elementari. 9 Per approfondimenti: www.tactilevision.it - “Disegnare per le mani, manuale di disegno in rilievo”.54 55
    • M O L T E P L I C I S E N S I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – M O L T E P L I C I S E N S I Plotter per grafica in rilievo. in bianco e nero o a colori stampati precedentemente. In questo modo il rilievo può essere accompagnato da immagini chiaramente accessibili anche alla vista. In realtà Con il plotter Braille si può stampare con una tessitura di punti molto sottile e si posso- i problemi maggiori si riscontrano sul piano della produzione. Sono neces sarie in- no realizzare tre rilievi diversi dei punti secondo i toni di grigio. I plotter presenti in fatti risorse molto consistent i per le attrezzature e le competenze professionali. commercio possono anche stampare contemporaneamente a rilievo a colori o in bian- Il gaufrage è un procedimento che richiede un alto livello di professionalità e non co e nero. Il disegno da leggere con le mani deve avere determinate caratteristiche di è quindi alla portata diretta dei singoli operatori che lavorano con ciechi e ipovedenti. schema ticità e di leggibilità tattile che tuttavia possono esser facilmente elaborati Tutto questo si riflette sui costi, che risultano particolarmente elevati soprattutto nella con i programmi disponibili per il computer. fase iniziale di realizzazione della matrice. Termoform. Fra le macchine per la riproduzione di immagini il termoform offre inoltre la possibilità di ottenere rilievi di altezze varie anche all’interno della stessa immagine: da 0,5 milli- metri fino a qualche centimetro. Qui il supporto dell’immagine è costituito da un foglio di materiale plastico: esso viene posto su una matrice rigida di materiale vario, (legno, metallo, fibra di carbonio o altro), su cui è stato preliminarmente inciso il rilievo che si vuole riprodurre. A questo punto la plastica subisce un adeguato riscaldamento per favorirne la deformazione a contatto con il rilievo, al quale viene costretta ad aderire da una forte depressione operata per aspirazione attraverso la matrice. È un sistema molto costoso, a meno che per ciascun calco non si debbano riprodurre almeno 50-100 copie. Gaufrage. 10 “Il fornetto per la stampa a rilievo è un’attrezzatura di semplicissimo utilizzo, normalmente reperibile nelle sedi Nel gaufrage la carta viene pressata fra una matrice metallica e una contromatrice di territoriali delle associazioni rappresentative dei disabili della vista e nei Centri di consulenza tiflodidattica, ed è sempre più diffuso nelle biblioteche, nelle scuole, nelle associazioni, ecc.” fibra sintetica. La contromatrice viene realizzata per impronta sulla matrice; la defor- Decreto 28 marzo 2008 - Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche mazione della carta per fortissima pressione può avvenire in corrispondenza di disegni nei luoghi di interesse culturale.56 57
    • M O L T E P L I C I S E N S I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – M O L T E P L I C I S E N S I Il procedimento è molto semplice. Si tratta in primo luogo di realizzare un disegno anche pezzi unici in resina o metacrilato; tale possibilità garantisce l’eventuale perso- in bianco e nero appositamente concepito per essere letto con le mani e di trasferirlo nalizzazione delle mappe con un investimento economico relativo. Considerando inol- poi, attraverso una normale fotocopiatrice, su un fog lio di carta a microcellule, dispo- tre il carattere mutevol e e gli aggiornamenti dei tracciati dei percorsi tattili, questa nibile in formato A4 e A3. I vantaggi maggiori di questa tecnica riguardano la fase tecnologia permette di aggiornare, praticamente in tempo reale, tali modifiche. della produzione. Sono richiesti soltanto una normale fotocopiatrice e un forno di costo ridotto e il cui uso non presuppone alcuna professiona lità specifica. È una tecnica adatta per la produzione di immagini “ad personam” e per un numero limitato di copie. Con questo sistema si possono riprodurre, ad esempio, le mappe stradali o i percorsi, la mappa dell’albergo e la distribuzione degli arredi nella camera o dei tavoli nel ristorante, i testi in Braille e tutto ciò che è necessario comunicare per un’informazione accurata. 11 Presso il Consiglio regionale piemontese dell’UICI è possibile richiedere la riproduzione in rilievo di piante dell’albergo o di singole camere, singoli edifici o architetture, itinerari turistici, ecc. Per contatti: segreteria@uicpiemonte.it Stampanti e macchine a getto d’inchiostro. Nei procedimenti appena descritti è il supporto, come la carta termosensibile o il Termoformatura e fresatura. plexiglas, il legno o il metallo, a subire in vario modo una deformazione controllata in grado di produrre il rilievo desiderato. Altre tecniche invece si fondano su un principio Nella produzione di mappe e tabelle tattili esistono diverse tecniche, quali la termofor- del tutto diverso: sul supporto, che rimane intatto, vengono depositati speciali inchio- matura o la fresatura, con utilizzo di materiali differenti, come l’ottone, il rame, l’alluminio, stri capaci di assumere volume e forma percepibili al tatto e di dare quindi corpo agli l’acciaio inox, il plexiglas, il legno. Con il processo di termoformatura è possibile produrre elementi costitutivi del disegno e alle scritte in rilievo. Con la stampante a getto d’in- chiostro comandata da un computer un inchiostro speciale ad asciugamento istanta- 11 Luciano Paschetta, Iacopo Balocco, “Guida all’uso della Stereocopia”, neo viene proiettato sul supporto in passaggi successivi. L’accumulo dei diversi strati www.ausiliabili.it/modules/news/cecita/Guida_Stereocopia.pps posti l’uno sopra l’altro produce il rilievo. I testi e le immagini in rilievo prodotte con58 59
    • M O L T E P L I C I S E N S I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – M O L T E P L I C I S E N S I questo metodo hanno un grado di precisione molto alto, accentuato dal fatto che possono bene. Tutto ciò permette di realizzare mappe e cartellonistica visivo-tattile, sia per ambito essere stampati disegni esclusivamente trattati al computer e sui quali è quindi possibile urbano che per l’interno, libri illustrati a colori con immagini in rilievo, guide, cartoline esercitare un efficace controllo di qualità. Disegni per la vista e per le mani coincidono e tutto ciò che si vuole comunicare contemporaneamente a vedenti, ipovedenti e ciechi. perfettamente, in questo caso, tanto da poter realizzare prodotti “for all”, cioè con im- magini visive e tattili contempora neamente, insieme a testi visivi e in Braille. Questa Preparazione di immagini per la stampa serigrafica visivo-tattile. tecnica non richiede grandi capacità specifiche se non quelle necessarie a padroneg- 1 2 giare un programma di disegno al computer. Si tratta in ogni caso di un metodo che non IMMAGINE TATTILE IMMAGINE VISIVA è adatto a produrre molte copie di uno stesso disegno, sia per ragioni di costo, sia per i tempi di produzione: la stampante infatti impiega molto tempo per ogni disegno. Serigrafia. Per realizzare tirature più alte di quelle che si possono ottenere con soluzioni del tipo appena proposto è necessario ricorrere a procedimenti di stampa più tradizionali, cer- cando di produrre il rilievo essenzia lmente attraverso l’impiego di inchiostri adatti. Tra le tecniche disponibili la serigrafia sembra essere la più efficace perché è quella che impone meno vincoli riguardo proprio ai materiali utilizzabili; nello stesso tempo essa si adatta bene sia a produzioni di carattere più artigianale sia a forme di stampa di tipo industriale. In serigrafia lo strumento essenziale è dato da un telaio, di dimensioni varie a seconda delle necessità, che mantiene teso un tessuto speciale. Questo procedi- Immagine tattile (Figura 1) in rilievo, ottenuto con inchiostro trasparente, da sovrapporre mento è adatto a tirature alte, ma risulta non troppo costoso anche per tirature relati- all’immagine visiva (Figura 2). vamente basse: la spesa essenziale è data dalla realizzazione della matrice sul telaio. È possibile stampare fogli di grandi dimensioni da ritagliare eventualmente in un secon- do tempo. Con più passaggi di stampa successivi si possono realizzare stampe a colori. In linea di principio qualunque supporto, (carta, plastica, metallo, ecc.) può andare60 61
    • 1 . P A R T E P R I M A – A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L IP A R T E P R I M A In tutta la vigente legislazione per barriere architettoniche si intende: a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea; b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti; c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che per-Accessibilità e barriere sensoriali. mettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e, in particolare, per i non vedenti, gli ipovedenti e i sordi. Barriere architettoniche e barriere percettive. Analizzando questa definizione si può notare come, anche a livello normativo, si con- siderano sia le differenti condizioni fisiche dei potenziali utilizzatori, sia il concetto ampliato di barriera architettonica che tiene conto di elementi correlati a limitazioni percettive, oltre che fisiche, o alle particolari conformazioni degli oggetti e dei luoghi che possono risultare fonti di affaticamento, di disagio e di pericolo. La normativa italiana affronta, dunque, il tema delle barriere percettive come sviluppo ulteriore 63
    • A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I I simboli dell’accessibilità per le diverse disabilità. di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, gli 1 2 ipovedenti e i sordi. Risulta evidente come il concetto di barriera architettonica sia 1 Persone su sedia a ruote. molto più esteso di quanto comunemente non si pensi. Per barriera architettonica si 2 Disabili visivi. intende infatti anche la barriera percettiva. La norma evidenzia inoltre come le barriere 3 Disabili uditivi. architettoniche possono e devono essere considerate come un ostacolo per chiunque e quindi non solo per le persone con disabilità, ma anche per tutti i potenziali fruitori 4 Persone con ridotta o impedita capacità di movimento. del bene. Di recente, la necessità di superare le barriere percettive nei luoghi di inte- resse culturale, ma anche negli ambiti urbani, è stata ribadita dal Decreto Ministe- 3 4 riale del 28 marzo 2008 “Linee Guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturali”. Le “Linee Guida” affrontano dettagliatamente il tema delle barriere percettive, sostanziando la trattazione per mezzo di “buone pratiche” arrivando a dimostrare concretamente che quanto previsto dal Decreto n. 1503 del 1996 non rappresenta affatto una mera utopia, ma un radicale modo di porsi dinnanzi all’annoso problema di consentire a tutti una piena accessibilità a luoghi come quelli di interesse culturale. Al concetto di accessibilità, di uno spazio o di un’informazione, si collega l’importante tema della tutela dei diritti e delle pari opportunità per le perso- ne con disabilità, affrontato dalla Convenzione delle Nazioni Unite del 2007. La Convenzione si pone come obiettivo quello di “promuover e, proteggere e garantire il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte di persone con disabilità” (articolo 1). Il tema dell’accessib ilità deve essere pertanto affrontato non solo in termini prescrittivi , così come indicato dalla norma- tiva, ma anche e soprattutto in termini di diritti e di pari opportunità di tutte le persone alla piena partecipazione sociale.64 65
    • A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I Fruibilità di beni e servizi. si trova ad operare. Per edifici privati aperti al pubblico, si affronta, per di più, la que- Per comprendere il senso pieno dei concetti di accessibilità e fruibilità è opportuno stione dell’eliminazione di quelle che la legislazione definisce barriere percettive. fare una breve analisi delle tappe normative e di sviluppo culturale del concetto di Per la prima volta, la volontà di progettare per chiunque viene messa in primo piano; il concetto stesso di edificio “a misura di disabile” è superato da quello di ideare e realiz- abbattimento degli ostacoli. La legislazione ha inizialmente distinto gli interventi di zare in funzione d el soddisfacimento dei bisogni espressi, indotti e latenti dell’utenza eliminazione delle barriere architetto niche fra quelli da eseguire in edifici privati, a cui ci si rivolge. Mediante la legislazione, le barriere percettive entrano a far parte in edifici privati aperti al pubblico e in edifici pubblici. Per quanto riguarda gli edifici del concetto più generale di barriere architettoniche. Attraverso la normativa quindi privati, i requisiti che di volta in volta devono essere soddisfatti variano in considera- possiamo definire l’accessibilità come la possibilità, anche per persone con ridotta o zione delle diverse tipologie di edificio e conseguentemente dalle attività che esso ospita. impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l’edificio e le sue singole unità Per gli edifici privati, quelli di edilizia residenziale pubblica e quelli aperti al pubblico immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature si applicano le disposizioni normative dettate dal Decreto Ministeriale, n. 236 del 1989. in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia. L’accessib ilità può essere intesa, In particolare, all’articolo 3 il decreto enumera i “criteri generali di progettazione” che anche in maniera più ampia, come l’insieme delle caratteristiche spaziali, distributive sono dettagliatamente enucleati in “tre livelli di qualità dello spazio costruito”: accessibilità, e organizzativo-gestionali in grado di assicurare a chiunque l’accesso ai luoghi e fruirne visitabilità e adattabilità. Innanzitutto il decreto sopra citato enuncia le componenti gli spazi, le attrezzature, gli oggetti. Da ciò appare più chiaro analogamente il concetto dell’edificio che debbono essere accessibili: nello specifico, gli spazi esterni e le parti di fruibilità, inteso come l’effettiva possibilità di utilizzazione di un ambiente o di comuni. Il requisito della visitabilità riguarda invece ogni unità immobiliare, qualsiasi un’attrezzatura da parte di persone con disabilità anche se tale luogo non è stato sia la destinazione. Tale requisito si intende soddisfatto se sono accessibili il soggiorno esplicitamente progettato per tale scopo. o la zona pranzo, un servizio igienico e i relativi percorsi di accesso e di collegamento col resto della struttura. Mentre nelle unità immobiliari sede di riunioni o spettacoli Usabilità. 1 all’aperto come al chiuso e in quelle di ristorazione, tale requisito si intende soddisfatto Dall’analisi della legislazione, molto importante diventa la messa in chiaro del concetto se “almeno una zona riservata al pubblico, oltre a un servizio igienico, sono accessibili”. di barriere percettive, individuate nelle situazioni di disagio o di conflitto comunicativo Inoltre, anche in questo caso, dev’essere garantita l’accessib ilità degli spazi di rela- e che possono essere eliminate per mezzo di un incremento informativo. La loro natura zione e dei servizi previsti all’interno dell’edificio. L’adattabilità è un concetto che si risolve in se stesso, in quanto si sostanzia nella possibilità di modificare in futuro 1 La norma ISO 9241, creata nel 1993, definisce l’usabilità come il “grado in cui un prodotto può essere usato la struttura degli spazi in funzione delle esigenze dell’utenza che, di volta in volta, vi da particolari utenti per raggiungere certi obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in uno specifico contesto d’uso”.66 67
    • A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I immateriale, se da una parte le rende difficili da riconoscere dall’altra consente, sia al possiamo definire le barriere della mobilità. Possiamo affermare che la mobilità progettista sia al fornitore di servizi, più ampi margini d’intervento, sfruttando le sinergie è la capacità, abilità e disposizione a muoversi autonomamente in ambienti che derivano dalle potenzialità insite in un’ideazione che veicola i messaggi sfruttando familiari e sconosciuti con la massima sicurezza, il minimo sforzo e il massimo rendi- più canali sensoriali. In pratica, per un cieco o un ipovedente, il problema non è tanto mento. Muoversi nella propria casa, andare al lavoro, a scuola, al bar, al ristorante, fare quello di eliminare i gradini o gli ostacoli, quanto quello di segnalarli; per il disabile vi- compere, sbrigare commissioni per uffici, raggiungere luoghi di interesse e di ritrovo, sivo serve maggiore attenzio ne e cura sull’aspetto “emotional” del servizio e del pro- attraversare strade, passeggiare, usare mezzi pubblici, viaggiare ed incontrare amici, dotto, in quanto quella condizione di disabilità invita a non considerare più le persone sono solamente alcune tra le innumerevoli azioni che fanno parte della nostra quotidia- come semplici utenti, ma piuttosto come fruitori. Dell’individuo-ute nte si conside- nità. Benché il disabile visivo abbia lo stesso diritto-dovere del vedente di provvedere rano esclusivamente i bisogni, mentre dell’individuo-fruitore si analizzano anche le in prima persona a se stesso e a muoversi autonomamente e libero, non sempre si trova aspirazioni e i desideri. Un servizio che voglia essere inclusivo dovrà quindi essere in nella possibilità di esercitare questo diritto e di far valere le proprie abilità. La cecità grado di coniugare usabilità e piacevolezza per emozionare, anche esteticamente, in e l’ipovisione possono pregiudicare la mobilità e la capacità di orientamento tutti i sensi, i fruitori. L’accessibilità per un disabile visivo implica un’accoglienza fat- spaziale perché la specificità di tale minorazione risiede nella compromissione delle ta di comunicazione, di descrizione dei luoghi e segnalazione di pericoli; di individua- strutture e funzioni che permettono di rilevare informazioni a lunga distanza e zione di percorsi e servizi, in sintesi, di incremento della comunicazio ne. Per questo conseguentement e di mettere in atto comportamenti anticipatori. Per una deambu- ci pare utile sottolineare la presenza di quelle barriere immateriali definite come lazione sicura è necessar io ricorrere ad ausili per la mobilità, (si veda il capitolo barriere comunicative e intese come qualsiasi ostacolo che si frappone, per le ragioni “Gli ausili”). Parte integrante della mobilità sicura è l’orientamento, quel processo più svariate, anche involontariamente, tra due o più soggetti che stanno comunicando, percettivo-cognitivo, mediante il quale il soggetto si mette in relazione con gli oggetti a causa del quale ogni relazione può subire una forte compromissione e la comunicazione e soggetti del mondo circostante. In pratica, non è possibile muoversi senza sapere conseguentemente risultare inefficace. Perciò il disabile visivo ha più bisogno di cura dove si è e dove si deve andare. La definizione del termine “orientamento” segue il nell’informazione, anche strutturata, dei luoghi e dei servizi. significato della parola inglese “wayfinding” e viene spiegata da Romedi Passini come “le strategie che le persone usano per trovare la giusta direzione in ambienti nuovi o familiari, Mobilità ed orientamento. basate sulla loro abilità e abitudini percettive e cognitive”. 2 Abbiamo finora messo in evidenza come per le persone con disabilità visiva oltre a superare le barriere architettoniche comunemente definite, si tratta di affrontare anche 2 Romedi Passini, Paul Arthur, “Wayfinding, People, Signs and Architecture”, le barriere percettive e della comunicazione. Un’ulteriore aspetto riguarda quello che McGraw-Hill Book Company, New York, 1992.68 69
    • A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I Lo stesso autore classifica le strategie comportamentali basandole su 3 processi rata disabile) che in certe condizioni di luminosità o contrasto, non riesce a leggere. indipendenti: A questo tema è dedicata l’opera “Questione di leggibilit à” 3, realizzata dal Proget- to Lettura Agevolata del Comune di Venezia. Già nel sottotitol o si esplicita il richia-  prendere una decisione che conduce l’individuo ad un piano di azione mo di responsabilità per tutti coloro che realizzano prodotti da leggere e usare: per giungere a destinazione; “Se non riesco a leggere non è solo colpa dei miei occhi”. Se per leggibilità intendiamo la condizione per cui un testo è comprensibile e facile da leggere senza  eseguire la decisione, che converte il piano in un’azione; difficoltà o sforzi particolari, ci rendiamo conto come noi umani, specie culturalmen-  mettere in atto il processo d’informazione (include la percezione e la cognizione te visivo-acustica, avremo sempre di più a che fare con la forma della comunicazione, ambientale) che consente di ricorrere ai due processi precedenti. per qualsiasi testo scritto e per qualsiasi media. In conseguenza di ciò, non poter ac- cedere in modo rapido, semplice e comprensibile a un’informazione, non solo limita il diritto di ciascuno a essere parte della vita collettiva ma, allo stesso tempo, vuol Le persone con disabilità visiva, non potendo contare su un approccio cognitivo dire creare nuove barriere verso una parte dei cittadini. Per di più è fondamentale basato sulla visione ovvero il cosiddetto approccio “sintetico”, da “uno sguardo e via”, comprendere che strumenti comunicativi che rispondono alle esigenze delle persone si avvalgono di una conoscenza di tipo “sequenziale-diacronico”. Si deve ricomporre a con disabilità sensoriale, siano esse anziani, ipovedenti o non vedenti, in realtà, sono livello mentale l’immagine a mbientale attraverso una serie di registrazioni successive, più chiari e comprensibili per tutti. Inoltre, bisogna tener present e che l’abbatti- costruendo una mappa mnemonica organizzando gli stimoli percettivi di tipo uditivo, mento di tali barriere percettive è realizzabile attraverso semplici strumenti tradi- olfattivo, tattile, cinestesico, termico e visivo. Tra gli strumenti attualmente a dispo- zionali, senza costi aggiuntivi, con semplici adattamenti dei prodotti a stampa, della sizione di grande utilità per favorire la mobilità e la conoscenza dei luoghi ci sono le cartellonistica e della modulistica cartacea. Si richiede solo una maggiore attenzio- mappe tattili: ideali per la loro praticità, il relativo costo e la loro facilità di realizzazione ne alla funzionalità e usabilità del prodotto piuttosto che ad aspetti solo estetici o di e di uso (si veda il capitolo “Soluzioni per la fruibilità”). “creatività”. Qualche onere aggiuntivo è richiesto invece qualora si voglia preparare il materiale per persone con bisogni speciali, come per esempio la realizzazione di La leggibilità di un testo. testi in Braille con disegni e mappe in rilievo. La leggibilità di un testo non dipende solo Il problema della leggibilità di un testo coinvolge milioni di persone: da chi ha pro- blemi visivi, come gli ipovedenti conclamati, a chi per la sua condizione normale di 3 Lucia Baracco, Erika Cunico, Flavio Fogarolo, (a cura di), anziano, fino alla grande quantità di persone con ridotta capacità visiva (non conside- “Questioni di leggibilità. Se non riesco a leggere non è solo colpa dei miei occhi”, Comune di Venezia, 2005.70 71
    • A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I ARIAL - Corpo 14 Se non riuscite a spiegare le vostre idee a vostra nonna con termini che lei possa capire, significa che non conoscete abbastanza bene la vostra materia. GARAMOND - Corpo 14 Se non riuscite a spiegare le vostre idee a vostra nonna con termini che lei possa capire, significa che non conoscete abbastanza bene la vostra materia. Questa frase usa un font con grazie: TIMES NEW ROMAN - Corpo 14 Se non riuscite a spiegare le vostre idee a vostra nonna con termini che lei possa capire, Non è vero che la natura sia così generosa, significa che non conoscete abbastanza bene la vostra materia. che levando un senso offre generosi compensi.  la dimensione del carattere è un fattore non trascurabile, ma dipende dalle modalità Augusto Romagnoli di lettura previste e dall’utilizzo del testo: un menu o una didascalia dovrebbero essere scritte almeno in corpo 16. Un pannello, al quale ci si può avvicinare per leggere do- Questa frase usa un font senza grazie: vrebbe essere all’incirca corpo 28. Un pannello da leggersi almeno ad una distan- za di 1 metro, dovrebbe essere in corpo 50 (per un utente con una ipovisione lieve); Non è vero che la natura sia così generosa,  alcune indicazioni generali da prendere in considerazione per una grafica leg- che levando un senso offre generosi compensi. gibile e comprensibile sono indicate da Flavio Fogarolo in “Questione di leggibilità”. L’autore suggerisce un collaudo di accessibilità per testi scritti in minuscolo: copri- Augusto Romagnoli re la metà inferiore del corpo delle minuscole e verificare se il lettore riesce a decifra- re il testo. L’occhio riconosce i segni analizzandone in prevalenza il terzo superiore; Ci limitiamo comunque in questo ambito a considerare soltanto la dimensione o il corpo, questo serve anche a sfatare il luogo comune che attribuisce una maggiore leggi- ricordando che font diverse con uguale corpo possono dar luogo a caratteri che appaiono bilità ai testi maiuscoli; di dimensione diversa, come in questi esempi:72 73
    • A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I l’occhio riconosce i segni analizzandone in prevalenza il terzo superiore;  evitare caratteri troppo “verticali”, nei quali tenda a prevalere l’altezza sulla larghezza: nel caso di difetti visivi (ad esempio di astigmatismo) la loro forma rischia più facil- mente di risultare deformata, tanto da comprometter ne la leggibilità. Va evitato il ricorso al corsivo; l’occhio riconosce i segni analizzandone in prevalenza il terzo inferiore; L’OCCHIO RICONOSCE I SEGNI ANALIZZANDONE IN PREVALENZA IL TERZO SUPERIORE;  un altro elemento importante da considerare è il contrasto testo-sfondo. Lo sfondo deve essere uniforme, senza filigrana, sfumature o diffe- contrasto renze di colore e soprattutto senza decorazioni e  risulta ben evidente come da questo punto di vista un testo maiuscolo sia assai meno immagini, che costituiscono una vera e propria testo-sfondo dettagliato e dia dunque minori informazioni di un testo minuscolo. È invece pre- barriera percettiva; feribile usare il maiuscolo per testi brevi o per la segnaletica: mentre per testi lunghi risulta più leggibile un testo con caratteri minuscoli e con le “grazie”. (Per i testi al  il contrasto di luminosità tra il testo e lo sfondo deve essere netto: su supporto carta- computer, invece, è più opportuno usare font senza grazie); ceo il testo scuro su fondo chiaro va sempre bene. Al contrario le lettere in negativo, bianco su nero, sono meno facili da leggere, perché è più difficoltosa la messa a fuoco;  fondamentale per favorire la leggibilità del testo è non usare ombreggiature, contorni o effetti rilievo; Bianco su nero Nero su bianco  il tipo di supporto incide sulla leggibilità del testo, perché il materiale che viene usato  privilegiare caratteri non troppo pieni; la loro leggibilità è infatti minore perché minore per la riproduzione può provocare effett i di riflessione, da cui derivano pesanti è la capacità di riconoscere le singole parti del carattere; disturbi di lettura. Perciò è opportuno evitare carte lucide, patinate o troppo sottili;74 75
    • A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I e dunque se è costruito con parole e frasi semplici. Ogni ostacolo che si frappone, anche  molto importante per favorire la leggibilità è l’organizzazione dei testi. È oppor- involontariamente, fra due o più soggetti che stanno comunicando, può essere con- tuno suddividere il testo in paragrafi, con spaziature fra le righe, titolazioni o nu- siderata una barriera comunicativa. Nella “Carta dei Servizi per il superamento merazioni. Per chi usa sistemi ingrandenti sono utili punti di riferimento visivi; delle barriere comunicative” approvata dal Consiglio Nazionale degli Utenti l’11 maggio del 2004, viene definita barriera comunicativa ciò che impedisce la piena realizza-  l’allineamento preferibile è quello a sinistra (testo “imbandierato”), mentre vanno zione dei processi comunicativi inerenti la fruizione dei servizi di utilità pubblica. evitate le giustificazioni, sia a sinistra sia a destra, perché creano spaziature eccessive Per evitare quindi di realizzare barriere comunicative bisognerà analizzare dettaglia- tra le parole; tamente le caratteristiche e il contesto culturale dei potenziali fruitori del messaggio  i caratteri, le parole e le righe devono essere spaziati adeguatamente: al fine di scegliere un linguaggio che possa essere effettivamente compreso da tutti. né troppo vicini, Tener presente che il piano di comunicazione costituito da tanti elementi, dalla segna- letica al depliant, dal menu alla brochure, si rivolge a tutti e quindi anche a persone n é t r o p p o l o n t a n i t r a l o r o . con disabilità visiva, vuol dire fare i conti con problematiche, che seppur complesse, hanno a che fare con lo spirito più profondo delle relazione umane: capire e farsi capire. Queste semplici indicazioni non possono essere considerate delle regole valide in Per far ciò non è possibile dare delle ricette precostituite: mentre può risultare utile tutte le condizioni. La disabilità visiva, come abbiamo visto nei capitoli precedenti, aver presente alcune indicazioni di metodo. è troppo complessa per essere classificata in pochi parametri. Si vede male in tanti modi diversi. Ma, nella realizzazione di un testo che vuole comunicare a tanti, il  l’accessibilità delle informazioni non è soggetta a regole, ma a criteri da confrontare rispetto di alcune condizioni di certo favorirà quell’incontro comunicativo che sta ogni volta con le situazioni concrete; alla base delle relazioni umane.  un’informazione più o meno complessa può essere tanto più accessib ile a tutti, La comprensibilità: per una migliore accessibilità delle informazioni. quanto più ci si sforza di renderla tale per le persone costrette in condizioni di Abbiamo visto in precedenza quanta importanza assume la leggibilità di un testo nel particolari difficoltà; favorire la comunicazione. Ma ciò non è sufficiente se il testo scritto non è comprensi-  i limiti sensoriali possono dipendere tanto da condizioni permanenti o temporanee bile. Per comprensibilità si intende in senso generale il grado di intelligibilità di di disabilità dei singoli soggetti, quanto da condizioni esterne da essi indipendenti; un qualsiasi testo scritto. Un testo si dice comprensibile se è chiaro e facile da capire76 77
    • A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – A C C E S S I B I L I T À E B A R R I E R E S E N S O R I A L I  non sempre sono i limiti sensoriali degli individui a compromettere le capacità di  i mezzi con cui possono essere trasmesse le informazioni sono vari: ognuno di acquisire e comprendere le informazioni; in molti casi può accadere l’opposto, per essi possiede un proprio codice e propri criteri di leggibilità, che richiedono di le ragioni più diverse: di carattere educativo, culturale, psicologico, ecc. Perché essere adeguatamente conosciuti e rispettati sia da chi se ne serve per comunicare, dunque la comunicazione possa risultare efficace, bisogna agire contemporanea- sia da chi ne fruisce; mente sui due versanti, della percezione e della comprensione;  l’informazione deve sapersi valere, laddove è possibile, di una pluralità di mezzi.  è decisivo in primo luogo riflettere sui contenuti del messaggio che si vuole proporre, Nel rapporto reciproco quei mezzi possono esercitare funzioni diverse: di compensa- tenuto conto degli interlocutori cui ci si rivolge. Per questo bisogna saper rispondere zione l’uno dell’altro, di integrazione o di arricchimento; ogni volta alle seguenti domande: qual è il centro, il cuore del messaggio? Quali sono le sue specificazioni ulteriori e qual è il loro grado di rilevanza?  la scelta dei mezzi più adeguati è dettata ogni volta dalla ricerca di un equilibrio fra i seguenti obiettivi: la maggior ricchezza possibile di informazione, il numero più  anche un’informa zione a prima vista ovvia, per essere effettivamente acquisita da ampio possibile di interlocutori, il massimo di economia; tutti, deve a volte essere resa esplicita e offerta in forma adeguata;  in sintesi, l’accessibilità dell’informazione e anche la sua capacità di attrarre le persone cui si rivolge dipendono in larga misura dalla sua essenzia lità, dalla sua chiarez- L’approccio dell’interlocutore all’informazione proposta tende per lo più a svilupparsi za e dalla facilità con cui una pluralità di interlocutori può valersi dei vari mezzi secondo tre momenti successivi: attraverso cui essa viene proposta; • una prima impressione d’insieme;  tutti i criteri appena indicati vanno concepiti come articolazioni di un più generale • l’acquisizione di elementi particolari; sforzo di trasparenza, inteso a garantire a tutti un più ampio ventaglio di opportu- • una visione complessiva via via più articolata. nità informative fra cui poter scegliere esercitando i propri diritti di libertà. Dove serve, un tale modo di procedere va sostenuto e assecondato.  l’efficacia della comunicazione dipende da come quella sequenza di approcci riesce a mettere a fuoco tanto la struttura quanto l’articolazione del messaggio;78 79
    • 1 . P A R T E P R I M A – S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T ÀP A R T E P R I M A Come favorire un approccio quanto più ricco possibile ad un bene sia esso culturale o di interesse turistico nel suo insieme in modo da farne cogliere la vera essenza? In generale si può dire che uno stesso oggetto, (opera d’arte o architettonica che sia), può essere avvicinato - da chiunque, ma a maggior ragione dai disabili visivi - attraverso modalità e strumenti diversi; così in primo luogo va favorito, dovunque sia possibile, l’approccio diret- to; poi si possono apprestare strumenti vari, più vicini all’originale come i modelli, più distanti e progressivamente sempre più astratti come il bassorilievo, il disegno, il racconto verbale o altro ancora.Soluzioni per la fruibilità. Per cominciare b isogna favorire la presa di contatto diretta con lo spazio, da esplorare direttamente in tutte le sue risonanze acustiche. Poi ci si può affidare a un modello, per dare il senso delle dimensioni, del rapporto fra esterno e interno, delle differenze nei materiali di costruzione, dello stile, ecc. Poi può essere utile un libro o anche solo un foglio, fatto di immagini e di parole pienamente accessibili, in grado di offrire in forma ragionata e analitica una spiegazione che aiuti a penetrare l’essenza dell’opera, dell’og- getto, dello spazio. Quegli stessi disegni possono essere riproposti all’interno dell’edi- ficio, accanto al modello tridimensionale, se esiste, per consentire un approfondimento ed un “ripasso” in loco. Come dire che al visitatore interessato e curioso vanno offerte numerose opportunità, scegliendo fra le quali egli può stabilire un proprio specifico iti- nerario di avvicinamento. Sappiamo bene che le persone, e a maggior ragione i disabili 81
    • S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À visivi, sono tutte diverse fra loro, ognuna con le sue esigenze e il suo modo specifico di vedere, sfruttando abilmente gli intervalli liberi da commentari o dialoghi presenti nei entrare in rapporto con la realtà circostante. Il lavoro di rappresentazione della realtà - programmi”. 2 L’audiodescrizione ovviamente si può applicare ad ogni filmato video e e, per chi non vede, di traduzione - è tanto più efficace se mette l’interlocutore nella la Legge n. 14 del 2004 più nota come “Legge Stanca” prevede che i siti accessibi li condizione di essere libero di scegliere: non solo fra tanti obiettivi possibili su cui abbiano audiodescrizione del materiale video in essi inserito. Oggi l’audiodescrizione orientare i propri interessi grazie a una crescente quantità di informazioni messe è una pratica che in alcuni paesi come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna o la Germania a sua disposizione, ma anche fra tanti modi diversi di raggiungere quegli obiettivi. è divenuta di uso comune e trova applicazione in diversi ambiti:  per le arti dello spettacolo (teatro, danza, opera) e dei media (televisione, cinema e Audiodescrizioni. DVD), dove la descrizione è una forma di traduzione audio-visiva, usando le pause naturali nel dialogo per inserire descrizioni e suoni; Nella società dell’informazione, “la tecnologia è il mezzo principale utilizzato  per le esposizioni museali, i parchi naturali, i siti storici e il web, dove le audiode- per creare, trasmettere e conservare l’informazione; pertanto, l’accesso alle tecnologie scrizioni possono essere registrate oppure effettuate dal vivo in visite guidate. dell’informazione rappresenta sempre più spesso un’opportunità di conoscenza, istruzione e lavoro e acquisisce sempre maggior importanza nel modo di vivere, Anche in Italia, in modo particolare nei musei e nei parchi, le descrizioni registrate di lavorare e di apprendere. Si può in qualche modo equiparare l’accesso alle tecnologie concepite appositamente per i disabili visivi, fornite attraverso un’audioguida, sono ed il loro pieno utilizzo ad un diritto primario per tutti i cittadini, nessuno escluso”. 1 sempre più diffuse. In qualche caso, oltre alla descrizione degli oggetti esposti sono presenti anche indicazioni direzionali in modo che il disabile possa svolgere auto- nomamente la visita di almeno una parte del museo. Alcuni parchi naturali, siti Fra le varie tecnologie l’audiodescrizione è un procedimento che permette ai disabili archeologici o storici forniscono un servizio di audiodescrizione per i visitatori con visivi di comprendere elementi iconografici e spaziali che sarebbero altrimenti per disabilità visive. La descrizione può includere una breve esposizione storica del loro impossibili da cogliere. L’audiodescrizione applicata ai programmi televisivi altro sito, la descrizione del panorama e degli elementi presenti, (manufatti, architetture, non è che “una narrazione parallela che svela allo spettatore le immagini che non può alberi, ecc.). È possibile in questi percorsi ascoltare anche la descrizione di suoni che possono essere uditi durante la visita, (per esempio il cinguettio degli uccelli). 1 Commissione Interministeriale Permanente per l’Impiego delle Tecnologie ICT per le categorie deboli e svantaggiate, 2003, “Tecnologie per la disabilità: una società senza esclusi”, 2 Rodolfo Cattani, “La società inclusiva, Vedere oltre”, UIC 011 n. 1, 2008. http://www.cnipa.gov.it/site/_files/Libro_Bianco.pdf http://www.cavazza.it/vedereoltre/2008-1/rodolfo.html82 83
    • S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À Audioguida. L’audioguida è divenuto negli anni un ausilio indispensabile per i visitatori di mostre e musei. Si attivano semplicemente, digitando sulla tastiera il numero esposto nella sala o nella didascalia dell’opera che si desidera ascoltare. Le produzioni sono conside- revoli e vengono realizzate anche con diversi livelli di approfondimento per soddisfare il pubblico più vario; ma l’audiodescrizione non è sufficiente per le persone con disa- bilità visiva se non si stabilisce una forte relazione fra la narrazione audio e l’esperienza concreta in luogo. Senza una mappa tattile per orientare o una qualche esperienza tattile concreta la visita al museo resta nel campo del “virtuale ” e non giustifica la parteci- pazione in loco. D’altra parte, oggi è possibile creare percorsi audio che l’utente si può scaricare comodamente da casa, prima di effettuare la visita. Le tracce sonore caricate sul sito internet del museo possono essere scaricate dal visitatore prima di effettuare la visita, gestite sul proprio computer per progettare autonomamente il percorso che desidera, e infine fruibili su un Mp3 o sul proprio telefono cellulare con testo audio e sonoro. (Lo stesso discorso può essere fatto per mappe e immagini in rilievo 3: cfr. capitolo “Molteplici sensi” - Paragrafo “Immagini per le mani”). Indicatori tattili a terra. Il non vedente per muoversi ed orientarsi, soprattutto in uno spazio non conosciuto come Le pavimentazione dedicate o “piste pedotattili”. può essere un albergo, un museo, una città turistica, un parco naturale, usa il bastone Negli ultimi anni, in ambienti complessi aperti o chiusi, come stazioni ferroviarie, 3 Decreto 28 marzo 2008 - Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale. aeroporti, grandi piazze, moli, sia in paesi europei sia al di fuori del vecchio continente, “Dato il suo limitato costo, il fornetto potrebbe essere acquistato dal museo o dal gestore del bene, che, oltre alla produzione di mappe a rilievo, potrebbe utilizzarlo per attività di comunicazione e di mediazione, 4 Enrico Chiarini, Paolo Graziani, Antonio Lauria, Stefan Von Prondzinski, “Progettare per l’autonomia. offrendo tavole didattiche, planimetrie e ogni altro elaborato, da scaricare all’occorrenza dal proprio sito web”. La mobilità dei ciechi ed ipovedenti”, supplemento in “Il Corriere dei Ciechi”, novembre-dicembre 2000, pag. 8.84 85
    • S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À  l’informazione di via libera, con linee parallele in rilievo;  l’informazione di arresto, a calotta sferica (o a cupola tronca) in rilievo. I punti in rilievo maggiormente percepibili da parte di persone non vedenti sono quelli di altezza 5 mm, e diametro al vertice di 12-25 mm distanziati fra di loro di 50-65 mm. 6 Purtroppo non esiste un sistema approvato a livello internazione, e neanche a livello nazionale. La International Organization for Standardization raccomanda un contra- sto cromatico del 30% (il giallo per esempio ha elevata percepibilità) a beneficio delle persone ipovedenti. Le pavimenta zioni tattili dedicate per le persone con disabilità visiva, deve essere impiegata in situazioni in cui la sicurezza del pedone è pregiudicata. Secondo la International Organization for Standardization (ISO/TC173 - 1993) queste situazioni sono:  intersezioni tra percorsi pedonali e carrabili (scivoli non percepibili, attraversamenti a raso, complanarità delle sedi ecc.);  dislivelli verso il basso non delimitati (banchine ferroviarie, fermate dei mezzi pubblici, specchi d’acqua, scale, ecc.);  ostacoli ad altezza del viso. Qualunque tipo di pavimentazio ne realizzata per non vedenti , deve venire incontro ad esigenze di più fruitori (per esempio il segnale di pericolo può avvertire una perso- na distratta di un contesto di pericolo), senza che vengano compromesse le esigenze di altri tipi di pedoni come ad esempio le persone che utilizzano la sedia a rotelle. 5 Alessandro Bacchetti, Paolo Felli, Antonio Lauria, “Comunicatività ambientale e pavimentazioni per la segnaletica sul piano di calpestio”, ETS, Pisa, 2004, pag. 118. 6 Norma ISO/TC173.86 87
    • S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À La decodifica dei segnali deve avvenire in modo naturale 1 Segnale di attenzione. senza pregiudicare né la sicurezza né l’acquisizione di ulte- 2 riori informazioni ambientali ottenibili con gli altri sensi. 2 Segnale di arresto. Le mattonelle con linee in rilievo, sono state adottate in mol- 1 1 3 Segnale di svolta. ti paesi, la prima volta in Giappone, per orientare e sottoli- 3 3 neare la direzione di marcia la persona con disabilità visiva. 3 3 1 Esempio di contrasto cromatico applicato al percorso. Germania, Olanda e Scandinavia. Esistono altre tipologie utilizzate in Italia, ma non standardizzate, come Record o il sistema Arianna. Sistema Slog. Il sistema di pavimentazi one Slog si basa su strisce rettilinee parallele tra loro in ri- Il sistema Loges. lievo di circa 2 mm rispetto al fondo della mattonella (vedere il disegno a lato). Il sistema Loges è un altro esempio di pavimentazione usata in Italia per la realizzazione Il verso del rilievo delle mattonelle è orientato nel senso di percorrenza e perciò di percorsi pedo-tattili. È certamente quello più diffuso. Il Gruppo di Coordinamento suggerisce al non vedente la direzione da seguire. È un sistema molto intuitivo delle Associazioni dei Minorati della Vista di Roma ha individuato in questa specifica in quanto le strisce parallele in rilievo sono semplicemente orientate in due diffe- tipologia di pavimentazione il linguaggio convenzionale da seguire sull’intero territorio renti modi e per segnalare un pericolo o un ostacolo vengono posizionate in senso per- nazionale da parte di Poste Italiane e dalla Divisione infrastrutture delle Ferrovie dello pendicolare rispetto al senso di marcia. È un sistema abbastanza usato in Giappone, Stato. Messo a punto da una primaria ditta di materiale ceramico su licenza esclusiva,88 89
    • S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À il sistema Loges (Linea di Orientamento Guida e Sicurezza, brevetto n. 00237769) è un linguaggio speciale, impresso su piastrelle in grès fine porcellanato. Successivamente rispettando gli stessi codici è stato realizzato in pietra, ceramica, cemento, gomma da altri produttori. Questo sistema è composto da cinque differenti tipi di mattonelle, ca- ratterizzate da texture superficiale e dimensioni differenziate. La mat- tonella di base presenta scanalature a media distanza ed indica la direzione del percorso pedonale, mentre il massello di pari dimensio- ni, ma con scanalature più ravvicinate indica la presenza di un servizio nelle vicinanze. Oltre a queste di base ci sono mattonelle di dimensio- ni diverse con texture superficia le a calotte semisferiche, delle quali quella quadrata indica un incrocio a “T” mentre quella rettangolare in- dica la necessità di arrestare la marcia e verificare l’elemento di possi- bile pericolo presente “sul” o “in prossimità” del percorso. Per indicare la svolta vengono utilizzate mattonell e di forma quadrata aventi una texture superficia le molto particolare in quanto affiancano le scana- lature alle sferette utilizzando una linea di demarcazione diagonale. Segnalazioni tattili a terra semplificate. Nel tentativo continuo di trovare soluzioni che pur tenendo in particolare attenzione al tema della mobilità dei non vedenti , tenga anche conto degli aspetti ambientali, accogliendo le indicazioni della Commissione Autonomia dell’UICI 7 in alcune situa- 7 Enrico Chiarini, Paolo Graziani, Antonio Lauria, Stefan Von Prondzinski, “Progettare per l’autonomia. La mobilità dei ciechi ed ipovedenti”, supplemento in “Il Corriere dei Ciechi”, novembre-dicembre 2000. 8 Lucia Baracco, Laura Borghero, “Venezia ad occhi chiusi”, Mobilità n. 50, 2007.90 91
    • S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À innovativo strumento al servizio dei non vedenti e degli ipovedenti destinato a migliorare la loro qualità di vita e di sicurezza. Conclusioni. Quelle sopra descritte sono soluzioni per percorsi pedotattili artificiali codificate ed in produzione. È possibile però realizzare in proprio percorsi guidati tattilmente utiliz- zando le diverse finiture superficiali che i materiali, soprattutto naturali, offrono, ottenendo un perfetto inserimento ambientale ed una buona definizione di percorso. L’importante è sfruttare la diversità e magari giocare con differenti colori, colori non lucidi, per creare percorsi che la persona in difficoltà possa seguire durante la perma- nenza nel luogo di svago o di visita. In ogni caso in previsione di interventi di ristrut- turazioni edilizie o di realizzazione di nuovi complessi turistici, bisognerebbe tenere conto delle opportunità e delle soluzioni tecniche in precedenza illustrate per agevo- lare la mobilità autonoma di non vedenti e ipovedenti. Anche in luoghi di interesse turistico, grandi spazi chiusi come hall di alberghi ed ingressi museali o aperti come  avere una stimolazione sensoriale tattile ridotta e sintetizzata, bordi piscine, in assenza di guide naturali efficaci (passatoie, tappeti, per esempio - ma continua, grazie alla sinusoide; molto efficaci per persone ipovedenti o non vedenti , ma che rischiano di costituire  garantire una costante sicurezza nel percorso attraverso la semisfera ostacolo per persone con difficoltà motorie - o mancorrenti) si possono incollare guide e le bande a contrasto cromatico destinate agli ipovedenti; in gomma, per rendere più facile l’orientamento. La sperimentazione estetica e funzio- nale di questi ultimi anni ha fatto produrre piastrelle in pietra lavica o in pietra di Luserna  mantenere l’orientamento nello spazio durante le svolte o i cambi di direzione che per le loro caratteristiche estetiche possono essere utilizzate in contesti opportuni. grazie alla possibilità di diramare le onde sinusoidali negli incroci a “T” o a “+”. Il prodotto realizzato è frutto di una lunga e approfondita ricerca, nata da una Mappe visivo-tattili. sperimentazione sviluppata con CNR-ICTP e Politecnico di Milano. Il lavoro fin qui Le mappe visivo-tattili sono strumenti informativi per favorire l’orientamento e la rico- svolto rappresenta una prima fase di studio del Vettore, che risulterebbe essere un noscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo. Sono utilizzabili da chiunque, vedenti92 93
    • S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À e non vedenti, perché sono costituite Le mappe visivo-tattili possono essere fisse, ovvero collocate nei punti strategici dello da scritte ingrandite e in Braille, im- spazio, o portatili. Possono essere realizzate in materiali differenti (metallo, legno, carta, magini per la vista e immagini tattili plexiglas), e tecnologie differenti, (termoformatura, fresatura, serigrafia, ecc.). Le mappe coincidenti con l’immagine visiva. visivo-tattili portatili permettono al disabile visivo di poter verificare in ogni momento Con le mappe visivo-tattili si intende la propria posizione nello spazio. Per realizzare tale tipologia di mappe si può utilizzare offrire a chi ha gravi problemi visivi, la stampa con la carta a microcapsule (si veda il capitolo “Gli ausili”) o la serigrafia ciechi e ipovedenti, la possibilità di trasparente a rilievo. approcciare e frequentare quella realtà circostante che normalmente viene Guide visivo-tattili. considerata esclusivo appannaggio del vedente. Possono essere utilizzate per: Sovente, per rendere accessibi le a un cieco o a un ipovedente una rappresentazione visiva, una sola immagine tattile non basta. È necessario distribuire le informazioni  l’orientamento spaziale (dove uno si trova): che si vogliono comunicare su una pluralità di disegni. Per ottenere ciò si possono nella mappa si rappresenta la planimetria dell’ambiente sottosguardo, realizzare delle guide o dei libri visivo-tattil i, formati da immagini visive di qualsiasi con la segnalazione dei principali ambienti e edifici; natura, (disegni, foto, ecc.) sulle quali si sovrappone l’immagine tattile in inchiostro  l’indicazione del percorso (come si fa a raggiungere un posto e come): trasparente. L’aggiunta di un testo verbale, orale o scritto, strettamente coordinato con nella mappa si rappresenta la planimetria con i punti significativi l’immagine, guida l’esplorazione e integra l’informazione. Lo si può definire un sistema e le informazioni che guidano il movimento; integrato di comunicazi oni multimed iali per rendere accessibile ai disabili visivi ciò  l’informazione specifica (come è fatto un luogo e come si usa un luogo): che i vedenti acquisiscono senza problemi attraverso modalità prevalentemente visive. pianta dei bagni pubblici con la collocazione dei servizi igienici, Da notare inoltre che le immagini in rilievo possono anche essere lette facilmente con piano delle fonti di pericolo, ecc.; gli occhi; sono tali quindi da favorire un lavoro comune fra il disabile visivo, e il suo  la comunicazione e divulgazione (cosa si deve conoscere o esplorare): interlocutore. A legare un’immagine all’altra contribuisce ovviamente il testo verbale, nei musei o negli edifici ad interesse culturale, nei percorsi urbani o espositivi, che ha però come obiettivo principale quello di aiutare il lettore nell’esplorazione con i disegni e i testi visivo-tattili si possono dare le informazioni della singola immagine. Il testo, oltre che in nero e in Braille, può essere utilmente pro- rivolgendosi a tutti contemporaneamente. posto su CD o in file sonoro per lasciare libere le mani nell’esplorazione del disegno.94 95
    • S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À96 97
    • S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À Una qualche aspettativa nella produzione di immagini tridimensionali da toccare la sta creando la tecnologia Omero. Si tratta infatti della nuova tecnologia sviluppata per permettere a non vedenti e ipovedenti di toccare con mano le bellezze artistiche del nostro Paese. “Omero è un sistema di l’interazione multimodale, tattile, uditiva e visiva, con modelli digitali tridimensionali: il polpastrello dell’utente viene proiettato in uno spazio virtuale. Un’interfaccia aptica, ossia tattile, restituisce sulla mano dell’utente le stesse forze che avvertirebbe se l’interazione avvenisse nella realtà, permettendo così di ‘toccare’ gli oggetti virtuali. Il tutto viene integrato da messaggi vocali, suoni e vibrazioni che, coinvolgendo l’udito, rendono più semplice per un non vedente la percezione della scena”. 9 Esempi di applicazione delle soluzioni per la fruibilità: musei e parchi piemontesi. I musei. Quando l’aumento dei visitatori, a seguito dei processi di diffusione della cultura, ha spinto i musei a sviluppare attività didattiche ha anche obbligato le direzioni a tenere conto delle diverse esigenze di pubblico. La grande importanza della vista quale canale privilegiato, a volte unico, di accesso alle collezioni, ha fatto sì che le per- sone cieche fossero considerati tra i primi utenti a rischiare la più totale esclusione. 9 A cura di: Fabio De Felice, Floriana Renna, Gianni Attolico, Arcangelo Distante, Ricerca del CNR - Istituto di studi sui sistemi intelligenti per l’automazione.98 99
    • S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À pubblico può vivere. Il percorso di visita si articola in cinque momenti: la luce e la sua propagazione, il parallelismo fra il funzionamento dell’occhio e quello della camera oscura, i molteplici effetti della riflessione attraverso vari tipi di specchi, gli effetti del- la rifrazione operata dalle lenti, e infine, come una sorta di invito verso le sale successi- ve, l’importanza di questi fenomeni nel processo che conduce alla nascita del cinema. “Il nuovo allestimento della sala contiene però una sfida del tutto inedita e per molti versi straordinaria. Esso è stato studiato perché tutti possano impadronirsi di alcuni concetti chiave dell’ottica: anche i visitatori più giovani e i meno esperti, ma soprattutto quelli che per ragioni di forza maggiore sono più distanti da quella materia, i ciechi e più in generale i disabili visivi. In tal modo si è voluto infrangere, attraverso una conoscenza diretta basata su esperienze percettive appositamente concepite, le barriere a prima vista insuperabili che limitano normalmente il mondo di chi soffre di particolari deficit sensoriali. L’obiettivo è stato perseguito - come già per l’altra sala dedicata alla Mole Antonelliana realizzata nel 2007 - attraverso l’uso integrato di diversi strumenti, intesi a valorizzare al massimo tanto le maggiori o minori capacità visive quanto le potenzialità del tatto. L’essenzialità dell’informazione, la facilità di approccio alle esperienze, la linearità del percorso espositivo, la cura con cui viene offerto un approccio sensoriale su più livelli: tutto questo rende la visita particolarmente facile e interessante e pone la nuova iniziativa del Museo Nazionale del Cinema all’avanguardia sulla strada della comunicazione inclusiva”. 10 10 Estratto da: “UIC 011”, n. 2, 2009.100 101
    • S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À I parchi. Il gusto della scoperta e della conoscenza della natura è profondamente legato da una parte all’opportunità di sperimentare in piena autonomia le proprie capacità, dall’altra, il rapporto con la natura favorisce forme d i intensa relazione e scambio fra le persone con sensibilità e abilità differenti. In Piemonte, la diffusione di iniziative per l’acces- sibilità nel verde e negli ambienti naturali ha innescato da qualche anno la sperimen- tazione di nuove soluzioni e il miglioramento costante degli ausili: dalle pavimen- tazioni per l’orientamento dei non vedenti, che segnalano con tessitur e differenzia- te i cambi di percorso, direzione o soste, alla individuazione di attività atte a stimo- lare la percezione cir costante con tutti i sensi. Fra le molteplici realizzazioni esistenti in Piemonte, si presentano qui tre esperienze differenti rispetto all’autonomia e alle attività plurisensoriali. Sensi in gioco - Parco Nazionale del Gran Paradiso, Ceresole Reale. Percorso lungo circa un chilometro e delimitato da un corrimano, progettato dall’Ente Parco Gran Paradiso con la collaborazione della Tactile Vision Onlus. L’escursione ri- calca l’itinerario di un sentiero tagliafuoco sviluppa ndosi in una zona di riforestazione a larice; è pressoché in piano e può essere effettuata da disabili motori e non vedenti. La proposta fin dall’inizio è stata quella di far effettuare l’esperienza da tutti, come una sorta di gioco, con gli occhi bendati per utilizzare in modo diverso il tatto, l’udito, l’olfatto. Per i non vedenti, negli undici punti di sosta si favorisce la percezione di quegli aspetti che possono essere recepiti dai sensi e non fanno parte dall’esperienza quoti- diana di chi non vede: ad esempio la scabra superficie dello gneiss, la corteccia dei larici, il profumo del ginepro: inoltre la voce registrata degli uccelli più diffusi nel bosco e il102 103
    • S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – S O L U Z I O N I P E R L A F R U I B I L I T À104 105
    • 1 . P A R T E P R I M A – L E N U O V E T E C N O L O G I EP A R T E P R I M A Lo sviluppo di nuove tecnologie negli ultimi vent’anni è stato fondamentale sul fronte dell’integrazione delle persone con di- sabilità visiva nell’uso dei servizi di Internet e dell’informatica in generale. Oggi il web può essere considerato la principale porta d’accesso alle informazioni e Internet la via privilegiata per comunicare da parte delle persone con disabilità visiva: nello stesso tempo questi servizi non sono facilmente fruibili da tut- ti, sia per l’esigenza di una continua alfabetizzazione, sia per la necessità di tener dietro all’evoluzione tecnologica dell’hardware e del software che, per gli ausili informatici dedicati, comportaLe nuove tecnologie. spesso costi elevati. L’altro campo dove si intravede un miglioramento grazie alle nuove tecnologie è sicura- mente l’autonomia nella mobilità, che rappresenta una delle principali difficoltà da affrontare nella vita quotidiana per le persone non vedenti ed ipovedenti. Lo sviluppo di dispositivi mobili di tipo elettroni co rappresenta una risorsa che può essere utile anche in situazioni di particolare difficoltà per garantire la sicurezza dell’individuo. Nel vasto campo degli ausili elettronici, a titolo di esempio, indichiamo:  una tipologia di ricevitore di segnale dall’ambiente: il progetto Easy Walk;  alcuni applicativi per il telefono cellulare;  rilevatori di ostacoli e guida per la mobilità a radiofrequenza;  esempi di applicativi nella ricerca: i bastoni intelligenti. 107
    • L E N U O V E T E C N O L O G I E – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – L E N U O V E T E C N O L O G I E grazie al cui contributo è stato possibile implementare il servizio “cucendolo su misura” sulle effettive esigenze degli utilizzatori finali. In generale si può affermare che la mo- bilità di una persona non vedente o ipovedente è caratterizzata da due fasi:  la “strategia”, la necessità cioè di conoscere perfettamente il percorso da affrontare prima di affrontarlo. È essenziale sapere prima di immettersi sul percorso quali siano i punti nei quali occorre svoltare, dove sia possibile attraversare la strada ecc.;  la “tattica”, la capacità cioè di fronteggiare, durante la percorrenza, le situazioni contingenti che si presentano (persone, gradini, ostacoli vari): per questa fase sono imprescindibili gli ausili tradizionali: il bastone bianco, il cane guida o il, seppur minimo, residuo visivo per gli ipovedenti. Easy Walk interviene rivoluzionando la fase della “strategia” aprendo orizzonti perché dà la possibilità ai suoi utilizzatori di conoscere infiniti nuovi percorsi, autonoma- mente, in tempo reale, ovunque, ma soprattutto in “termini comprensibili”. È evidente ed altresì importante sottolineare che il servizio non incide invece sulla fase “tattica” dello spostamento: non si sostituisce, né potrebbe farlo, alle capacità del singolo nell’utili zzo degli ausili classici. Riportiamo in sintesi le principali e più significative funzionalità del servizio:  localizzazione: premendo un tasto del telefonino si riceve l’informazione sulla po- sizione geografica: città, via e numero civico;108 109
    • L E N U O V E T E C N O L O G I E – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – L E N U O V E T E C N O L O G I E zionalità del telefonino al fine di offrire al disabile visivo utili ausili all’autonomia nella  navigazione: si può effettuare, direttamente dal telefonino, una ricerca di percorso vita quotidiana. Attualmente esistono sul mercato applicazioni per telefonini dotati di da indirizzo ad indirizzo, ed ottener ne la descrizione in termini particolarmente sistema operativo Symbian che permettono il riconoscimento di qualsiasi testo ripreso utili per un disabile visivo in mobilità (descrizioni per isolati ed attraversa menti); con la fotocamera, convertendolo in voce in tempi rapidissimi tramite una sintesi vocale. Alcuni di questi software implementano anche una funzione di estrema utilità per  preferiti: è possibile creare un elenco di indirizzi di proprio interesse al fine di il disabile visivo, ovvero il riconoscimento di colori. Sono inoltre disponibili in com- renderne più agevole l’individuazione e condividere indirizzi di utilità sociale con mercio display Braille esterni che, collegati al telefonino, permettono la lettura in gli altri utenti del servizio; Braille dei testi visualizzati sul display. Con la diffusione degli smartphone, telefo- nini che integrano funzionalità avanzate per la navigazione in internet e la gestione  punti di interesse generale: è possibile ottenere informazioni su numerosi luo- dei dati, si stanno moltiplicando anche le applicazioni che si prefiggono di rendere ghi di pubblico interesse ed utilità (stazioni ferroviarie, farmacie, ospedali, uffici tali dispositivi accessib ili ai non vedenti, superando quindi l’ostacolo della tecnolo- pubblici, ristoranti, ecc.); gia touchscreen, e di implementare funzionalità estremamente avanzate da un punto di vista tecnologico. La maggior parte delle applicazioni si può ancora considerare  supporto/soccorso: grazie al finanziamento della Regione Piemonte viene garan- in fase sperimentale, ma si registrano buoni risultati soprattutto nello sviluppo di tito agli utenti residenti in Piemonte un servizio di teleassistenza tramite call-center disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. software che, tramite l’uso della videocamera, permettono il riconoscimento immediato degli oggetti nell’ambiente circostante. Per maggiori informazioni: • Sito ufficiale di Easy Walk: http://ew.ilvillage.it Ricevitori di segnali dall’ambiente. • Sezione dedicata sul sito del Consiglio Regionale UICI del Piemonte: http://www.uicpiemonte.it/easywalk RFID Radio Frequency Identification Applicativi per telefono cellulare. ovvero Identificazione a Radiofrequenza. Abbiamo già scritto nel terzo capitolo come la telefonia mobile sia ormai una tecnologia Il sistema si basa sul riconoscimento a radiofrequenze tra due oggetti; per funzionare pienamente accessibile ai non vedenti ed agli ipovedenti. Per questo motivo si stanno non necessita di nessun contatto, né di tipo visivo, né di tipo elettrico. Attualmente è sviluppando numerose applicazioni studiate appositamente per implementare le fun- largamente usato nell’industria e soprattutto nella logistica, ma da qualche anno esistono110 111
    • L E N U O V E T E C N O L O G I E – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – L E N U O V E T E C N O L O G I E interessanti sperimentazio ni anche nel settore turistico e parallelamente nel settore SeSaMoNet (Secure and Safe Mobility Network) del Cattid (Centro per le Applicazioni dell’aiuto alla mobilità. Nel settore turistico il sistema RFID cerca di superare la rigidità della Televisione e delle Tecniche per l’Istruzione a Distanza) dell’Università La Sapienza delle audioguide: testo precomposto ed unico per ogni visitatore, precaricato sullo stru- di Roma ed applicato nel comune di Laveno Mombello, in provincia di Varese. (Si veda mento, con conseguente limite alle lingue ed ai contenuti a disposizione. Si utilizza approfondimento a pag. 115). un sistema di tag RFID 1 (detto in gergo si dice che si “taggano” cioè si “segnano” singoli punti di interesse) e le audioguide sono sostituite da palmari che possono essere confi- Walk Assistant. gurati al momento secondo le esigenze (interessi culturali diversificati, utenza adulta Il Walk Assistant rientra nella tipologia di dispositivi che captano segnali dall’ambiente o bambina, lingua, ecc.) attingendo ad una gamma di profili praticamente infinita. sulla base di trasmissione d i onde elettromagnetiche 2. Il Walk Assistant è un sistema Il palmare è dotato di un lettore RFID ed è quindi in grado di fornire al turista le infor- elettronico capace di guidare il non vedente e di fornirgli informazioni turistiche o utili mazioni richieste, nel momento in cui il turista stesso si avvicina al punto di interesse. per il suo orientamento e la sua mobilità. Il sistema di informazione e guida per non In caso di gruppi, grazie ad un’adeguata infrastruttura audiovisiva (schermi montati vedenti, è frutto della collaborazione e ricerca fra l’Enea e la Capodarco Elettronica accanto ai punti di interesse), è possibile distribuire ad esempio un singolo lettore RFID Coop, con test di validazione svolti in collaborazione dell’I.Ri.For, struttura di ricerca a tutti i membri della classe, che muovendosi vedranno di volta in volta proiettate negli dell’UICI e risponde all’esigenza del non vedente di individuare con esattezza tutti appositi display tutte le informazioni sull’opera, corrispondenti al profilo fornito dal gli elementi necessari per il suo orientamento e la mobilità; il sistema integra infor- gruppo (lingua, livello culturale e così via). Nei luoghi aperti il sistema RFID può sfrut- mazioni sull’ambiente circostante, segnalando pericoli, servizi, attraversamenti, notizie tare le potenzialità anche del GPS, dando la possibilità all’utente di navigare attra- di pubblica utilità. Il Walk Assistant si compone di questi elementi fondamentali: im- verso i punti di interesse cittadini. La sua guida digitale, tramite l’utilizzo di mappe pianto di guida elettromagnetica, il bastone vibratile, i segnalatori e l’unità individuale. stradali dettagliate, indirizza il turista verso il luogo prescelto attraverso il percorso L’impianto fornisce, al non vedente, la direzione di percorrenza: ciò viene realizzato me- più breve o attraverso il percorso di maggior interesse artistico o culturale. Nel 2007 diante una sorta di corrimano elettronico generato da un conduttore nascosto nella pavi- un quartiere di Tokio è stato tappezzato da 10.000 tag RFID che fornivano ai passanti mentazione e attraversato da un debolissimo segnale che, captato da un normale bastone dotati di ricevitori ogni tipo di informazione, dall’orario di passaggio della metro più per non vedente opportunamente adattato, lo trasforma in una vibrazione percepibile vicino alle offerte interne al negozio davanti cui si stava passando. Nel settore di aiuto dall’impugnatura. Il non vedente percepirà una vibrazione massima, quando il bastone alle persone non vedenti o ipovedenti la tecnologia RFID è stata sperimentata nel progetto 2 Alessandro Bacchetti, Paolo Felli, Antonio Lauria, 1 La ricerca è ancora in corso presso l’Università di Messina in collaborazione con la società Inquadro. “Comunicatività ambientale e pavimentazioni per la segnaletica sul piano di calpestio”, ETS, Pisa, 2004, pag. 72.112 113
    • L E N U O V E T E C N O L O G I E – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – L E N U O V E T E C N O L O G I E verrà a trovarsi sulla perpendicolare del conduttore, senza subire l’influenza da parte del dei fasci emessi dai minifari ma, servono anche per l’individuazione degli ostacoli. materiale di pavimentazione utilizzato. Con questa tecnologia il bastone del non vedente Grazie al Pilot Light il non vedente è in grado di conoscere i colori dei semafori, il viene utilizzato senza modificarne l’impugnatura o la modalità d’utilizzo, in modo im- numero del bus che sta sopraggiungendo e la direzione, trovare la cabina telefoni- mediato, anche da parte di persone non addestrate preventivamente al suo uso. ca più vicina e sapere se sono libere ed occupate, leggere orari di partenza e di arrivo dei binari o degli aerei, toilettes, visitare musei, andare a teatro ed avere la descri- Pilot Light. zione delle scene. La prima sperimentazi one è stata effettua ta nel 1990 a Firenze. Come per il Walk Assistant, anche in questo caso ci deve essere una rete di percorsi, Il Pilot Light rientra nella tipologia di dispositivi che captano segnali dall’ambiente il museo da visitare o la città deve essere cablata; inoltre l’utente non può ricevere basandosi sulla tecnologia dei raggi infrarossi. La principale differenza rispetto al tutte le informazioni ambientali date dall’udito. Walk Assistant è data dal fatto che i raggi infrarossi possiedono una direzione, cosa che non avviene con il campo elettromag netico. Questo tipo di ausilio si trova in realtà a Bastoni “intelligenti”. metà tra quelli che rilevano gli ostacoli e quelli che captano segnali dall’ambiente SeSaMoNet. in quanto questo tipo di dispositivo permette anche il rilevamento degli ostacoli. Si basa sull’utilizzo di due dispositivi: minifari e miniradar. I minifari hanno la fun- Il sistema si basa sull’uso di transponder o tag RFID inseriti nel terreno a una distanza zione di erogare raggi infrarossi opportunamente modulati; nel sistema di modula- di 60 centimetri l’uno dall’altro. L’utente del sentiero è munito di uno speciale bastone zione è contenuto il “messaggio” o informazione destinato ai miniradar. I minifari si da passeggio dotato di antenna, in grado di leggere i transponder, che tramite l’antenna possono collocare ovunque e, in funzione del loro impiego, si provvede a program- inviano un segnale a uno smartphone con una banca dati contenente informazioni mare il messaggio. I fasci di raggi infrarossi erogati dai minifari creano dei “corridoi” sul luogo. In questo modo l’utente riceve informazioni sul sentiero attraverso un auricolare invisibili, che il non vedente percorre e grazie ai quali viene condotto fino alla fonte; collegato in modalità bluetooth. Alcuni transponder trasmettono messaggi che descri- il minifaro, si basa sul principio analogo a quello dei radiofari che guidano gli aerei vono l’ambiente circostante, mentre altri si limitano a emettere un segnale acustico per in volo cieco alle piste di atterraggio. Il miniradar è il dispositivo (grande come un informare l’utente che sta percorrendo la strada giusta. pacchetto di sigarette) che il non vedente usa come ricevitore dei fasci di raggi infra- NaDiA (Extended walking stick). rossi generati dai minifari. Il miniradar li interpreta e per mezzo dell’altoparlante incorporato, li comunica al non vedente, con informazioni sonore in codice (beep-beep) L’idea è quella di sviluppare un bastone per non vedenti simile a quelli tradizionali, ma o in parlato. Da sottolineare che i miniradar non hanno solo la funzione di decodifica dotato di una telecamera (eventualmente con un’ottica particolare) che possa “vedere”114 115
    • L E N U O V E T E C N O L O G I E – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – L E N U O V E T E C N O L O G I E ostacoli posti a una piccola-media distanza (fino a circa dieci metri), e in seguito traduca che “guarda” l’area di terreno circostante alla ricerca di ostacoli. Tutte queste informa- queste informazioni (una sorta di “grafico del profilo di profondità”) in stimolazioni zioni, dopo essere state elaborate, vengono trasmesse via wireless a un auricolare che tattili per il non vedente. Chiaramente tutte queste elaborazioni devono essere svolte tramite impulsi sonori, audio feedback, fa capire all’utente la situazione del terreno. in tempo reale, in modo da permettere all’utente di esplorare l’ambiente circostante in Mygo è impermeabile e monta una batteria agli ioni di litio che garantisce circa sei ore modo naturale. Queste le funzioni di NaDiA (Navigation for Disability Applications), di funzionamento. Mygo è in fase di sperimentazio ne al Muthesius Academy of Art il programma promosso dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e realizzato da Thales and Design (Germania). Alenia Space Italia, avvalendosi delle più avanzate tecnologie di navigazione satel- litare, come EGNOS (European Geostationary Navigation Overlay Service ) e Galileo. In conclusione. Il sistema si compone di infrastrutture terrestri e satellitari, centri specifici per il tipo Gli scenari aperti dalle nuove tecnologie che vanno incontro alle esigenze delle per- di disabilità (motoria o visiva), dislocabili in più punti sul territorio. Allestito un cen- sone con disabilità visiva sono molteplici. La speranza è che la ricerca e l’innovazione tro unico di elaborazione, che rende disponibili tutti i dati di navigazione, fornendo, tecnologica tenga conto delle persone reali e dei suoi reali bisogni. Quasi ogni gior- in tempo reale, la posizione della singola persona. Per gli utenti sono stati disposti no, i mezzi di comunicazione ci presentano retine artificiali a stimolazione sulla cor- terminali portatili con interfacce semplici che sfruttano i canali visivi, sonori e tattili, teccia visiva o occhi bionici con telecamere incorporate che trasmettono al nervo ot- per adattarsi ad ogni tipo di disabilità. Per le persone ipo o non vedenti, il computer tico, se non caschetti “brain computer” per la sintesi del pensiero. Intanto, nonostante portatile sarà collegato a un bastone intelligente munito di riconoscito re di ostacoli. questa meritevol e opera della ricerca, moltissime sono le barriere sociali, organizza- I terminali indicano agli utenti, che devono effettuare determinati spostamenti, per- tive, economiche ed individuali che impediscono una piena fruizione da parte di corsi privi di rischio (anche usando più mezzi di trasporto) e guidano a superare gli tutti delle possibilità offerte dalla rivoluzione digitale. Anzi, c’è il rischio reale che ostacoli, anche qualora si trovino all’interno di edifici non raggiunti dal segnale satel- l’avvento della società basata sulle tecnologie dell’informazione rappresenti un’ul- litare. Tra gli obiettivi di NaDiA cè anche quello di permettere pronti interventi in caso teriore forma di discriminazione e di esclusione. Infatti, i problemi individuati da di richiesta di soccorso. Age, il network europeo delle organizzazioni rappresenta tive delle persone anziane e European Disability Forum in materia di accesso alla società dell’informazione per Mygo. tutti, hanno messo in risalto l’alto costo e la limitata accessibilità delle nuove tecno- Il dispositivo è costituito da un bastone che termina con una piccola rotella spinta da logie, carenza di corsi di formazione e riqualificazione e conseguente mancanza di un motore per saggiare il terreno. All’interno del bastone c’è una piccola telecamera fiducia nei servizi e prodotti online.116 117
    • L E N U O V E T E C N O L O G I E – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – L E N U O V E T E C N O L O G I E Le raccomandazioni di Age, e European Disability Forum in vista della definizione del nuovo piano europeo per il prossimo decennio 2010-2020:  un ruolo più attivo dell’UE nella promozione di servizi e prodotti accessibili, sicuri e alla portata di tutti, compresi gli anziani e i disabili.  corsi di formazione e di sensibilizzazione sia per disabili e anziani che per i formatori e gli operatori che con loro lavorano; “L’accesso alla società dell’informazione è un diritto per tutti, compresi anziani  accessibilità per tutti dei servizi online e, in particolare, del voto elettronico; e disabili nonché un requisito indispensabile per permettere a queste categorie di cittadini di condurre una vita indipendente”. 3  accessibilità universale dei nuovi terminali di telefonia cellulare e della banda larga;  eccezioni alla normativa sul copyright quando questa ostacoli l’accesso alle informazioni da parte dei disabili e degli anziani;  sviluppo di prodotti e servizi Ict accessibili dalla progettazione alla distribuzione con conseguente creazione di standard;  partecipazione di disabili e anziani nei processi decisionali in materia, nella ricerca, nello sviluppo, nei test e nella standardizzazione di prodotti e servizi accessibili;  accessibilità di prodotti e servizi in ambito sanitario;  particolare attenzione alla privacy e alla protezione dei dati sensibili; 3 AGE - EDF, Position on the Future EU Digital Agenda.118 119
    • 1 . P A R T E P R I M A – A L L E G A T I A L L A P A R T E P R I M AP A R T E P R I M A Ambivalenze del linguaggio. Il nostro linguaggio quotidiano è pieno di termini visivi. Essi sono innumerevo li: ad esempio le parole “scorcio” o “prospettiva”, i termini che si riferiscono alla luminosità, ai colori e così via. Provate ad ascoltare un giornale radio e a contare quante volte lo speaker usa termini tipicamente visivi. Essi sono frequentissimi perché sono essenziali nella comunicazi one quotidiana. Ancora più numerosi sono i riferimenti alla forma delle cose. Se per esempio lo speaker dice che a Napoli è caduto un pino colpito dal fulmine, noi sappiamo che quasi certamente si tratta di un pino marittimo e non di un pino delle Alpi. Quindi immaginiamo immediatamente la forma dell’albero. Un cieco non sempre può compiere con la stessa immediatezza una tale operazione mentale. Magari è un cieco napoletano e si intende di pini marittimi; ma già un cieco torinese avrà qualche problema in più a farsi un’idea attendibile di quella situazione. OppureAllegati alla Parte Prima. pensiamo alla Basilica di San Pietro o alla Fiat Punto. Tutti hanno un’idea della forma della Punto perché la vedono per strada. Una persona che non vede raramente sa esattamente com’è fatta una Punto. Per non dire dei riferimenti alle dimensioni che sono continui ma troppo spesso impliciti nel linguaggio di tutti noi e risultano quindi poco evidenti per chi non vede. Ho fatto qui alcuni esempi, e se ne potrebbero citare molti altri. A quale scopo? Non certo per dire che il linguaggio corrente sia incompren- sibile ad una persona che non vede. Mi guardo bene dal sostenere una cosa del ge- nere. Voglio invece affermare che quel linguaggio è compreso in modo diverso da per- sone diverse e che il grado di comprensione è influenzato da innumerevoli variabili. C’è ad esempio la variabile culturale: è ovvio, una persona con una cultura più vasta, comprende il significato di un maggior numero di termini, di parole e quindi risulta favorita di fronte ad un discorso complesso. Contano anche la variabile età e tante altre. Ma, a mio avviso, quanto e come viene colto un discorso dipende pure moltissimo dalla 121
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E P R I M A – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – A L L E G A T I A L L A P A R T E P R I M A disponibilità o meno della vista. Chi vede è in una posizione di netto vantaggio, La convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità rappresenta non perché è più intelligente, ma perché ha più elementi, più informazioni, più espe- un punto di svolta a livello planetario per 650 milioni di persone e costituisce un impor- rienze socialmente condivisibili cui riferirsi di quanto non possa avere una persona tante risultato per l’intera comunità internazionale: infatti, se si escludono le Regole che non vede. Che cosa comporta tutto questo? Non certo che di fronte a un cieco ci Standard ONU, non esisteva sino ad oggi uno strumento vincolante per gli Stati in si debba bloccare alla ricerca di chissà quali parole. Infatti è sempre meglio espri- materia di disabilità. La Convenzione non introduce nuovi diritti, ma si prefigge lo scopo mersi con tranquilla naturalezza. Più che altro bisogna essere sempre pronti a rispon- di promuovere, proteggere e assicurare alle persone con disabilità il pieno ed eguale dere alle domande, anche a quelle che a un vedente possono sembrare banali ma godimento del diritto alla vita, alla salute, all’istruzione, al lavoro, ad una vita indipen- non lo sono affatto per chi non vede. Inoltre, proprio per questo, è giusto cominciare dente, alla mobilità, alla libertà di espressione e, in generale, alla partecipazione alla a interrogarsi su quali sono le informazioni meno ovvie per chi non vede, su cui concen- vita politica e sociale. Una cosa importantissima sancita dall’ONU è che la disabilità trare la nostra e la sua attenzione, e su quali sono i termini più adatti per essere capiti. non è più concepita in termini di deficit rispetto a una presunta normalità. Rispetto al passato quando la disabilità era assimilata a una sorta di malattia, con i nuovi parametri Fabio Levi - Professore di Storia Contemporanea - Università degli Studi di Torino. ICF, (classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute) si propone un nuovo modo di intendere i disabili, che prende in considerazione le loro La difficile strada dei diritti. difficoltà nel rapporto con l’ambiente e assume come centrale l’obiettivo dell’inclu- sione. La disabilità non è più considerata quindi come una condizione soggettiva delle 13 dicembre 2006: persone, ma dipende tanto da fattori ambientali e sociali quanto da fattori indivi- l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva la Convenzione sui diritti duali; è una condizione che appartiene a tutto il genere umano e che ogni persona può delle persone con disabilità. sperimentare in vario modo nell’arco di tutta la propria vita (da bambino, da anziano, 30 marzo 2007: in gravidanza, quando si muove con un passeggino o una carrozzina, con il bastone, l’Italia sottoscrive la Convenzione. con gli occhiali, ecc.). Di conseguenza le persone con disabilità non devono più esse- 3 marzo 2009: re oggetto dalle sole politiche di assistenza medica; di esse si deve tenere conto in tutti con la legge n. 18 l’Italia ratifica e rende esecutiva la Convenzione. gli ambiti in quanto la Convenzione ha riformulato i bisogni delle persone con disabilità Data difficile da prevedere: in termini di diritti umani. Con questo essa ha segnato un punto decisivo di passag- i diritti vengono riconosciuti e assicurati nella vita quotidiana delle persone reali. gio da una cultura dei bisogni a una cultura dei diritti: dalle politiche dell’assistenza e della sanità alle politiche dell’inclusione. Così pure i disabili sono diventati da122 123
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E P R I M A – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – A L L E G A T I A L L A P A R T E P R I M A oggetti di decisioni prese da altri a soggetti consapevoli in grado di decidere della propria Breve cenno alla storia del bastone bianco. vita. Dalle politiche dell’integrazione, per le quali alle persone con disabilità tocca Storicamente è accertato che il fotografo James Biggs fu il primo, nel 1921, a proporre adattarsi alle regole definite dalla comunità di accoglienza, si è passati alla prospettiva pubblicamente l’uso del bastone bianco come ausilio per la mobilità delle persone della costruzione di una società inclus iva, in cui ognuno può partecipare senza discri- cieche. Biggs gestiva il proprio studio fotografico a Bristol in Gran Bretagna e perdette minazione alcuna e dare il proprio contributo allo sviluppo della società di tutti. la vista dopo essere stato investito da un’automobile. Nella necessità di dover raggiun- In questa prospettiva è necessario rimuovere le barriere e gli ostacoli che impedisco- gere il posto di lavoro egli giunse alla conclusione, in base alla propria esperienza, che no la piena partecipazione sociale. In particolare devono essere garantiti i diritti all’ac- un bastone verniciato di bianco aumentava notevolmente la visibilità di questo oggetto cessibilità (art. 9), alla vita indipendente (art. 19), alla mobilità personale (art. 20), e gli era più facile attraversare le strade. Egli cercò di sensibilizzare l’opinione pubblica per poter fruire dei “diversi ambienti, così come dei servizi, delle attività, dell’informazio- utilizzando i canali di informazione allora disponibili senza però avere alcun riscontro ne e della documentazione”. L’approccio è quello dell’Univer sal Design che prevede significativo. Bisogna attendere un decennio per poter registrare una maternità uffi- “la progettazione di prodotti, ambienti, programmi e servizi utilizzabili da tutte le perso- cialmente dichiarata e socialmente riconosciuta, con un luogo e una data di nascita: ne, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni Guillelmine (Guilly) d’Herbemont, Parigi, 7 febbraio 1931. Madamoiselle D’Herbemont specializza te”; il che naturalmente non significa escludere dispositivi di ausilio per nell’inverno 1931 lanciò una campagna nazionale di mobilitazione a favore dell’uso del particolari gruppi di persone con disabilità, quando necessario. bastone bianco come riconoscimento delle persone cieche in Francia; le istituzioni e l’opinione pubblica accolsero con favore l’iniziativa. Questa campagna ebbe una riso- Ora è tempo di applicare e far rispettare questi diritti. nanza internazio nale e in brevissimo tempo tutta Europa si trovò allineata sulla scia Ai Comuni, alle Province, alle Regioni spetta il compito di recepire la Convenzione con tracciata dalla Francia. La campagna fu ripr esa immediatamente e con forza dai Lions atti ufficiali concreti, favorendo la partecipazione delle associazioni di persone con Club britannici. Nel maggio dello stesso anno la BBC lanciò una campagna radiofo- disabilità alla discussione e alla definizione delle decisioni politiche. A tutta la socie- nica affinché il bastone bianco divenisse il simbolo di riconoscimento dei non vedenti tà, ai fornitori di servizi pubblici e privati, agli enti culturali, alle università, compete di Sua Maestà. Negli stessi anni una campagna simile andava diffondendosi e affer- d’altra parte acquisire la nuova consapevolezza che la disabilità è una condizione ordi- mandosi anche negli Stati Uniti e dopo i primi tentativi di utilizzare bastoni neri si naria: una condizione cioè che ogni essere umano può incontrare e vivere nel corso della passò a quelli bianchi per aumentarne la visibilità. Fino a questo momento il bastone propria esistenza, per fronteggiare la quale è necessario prendere misure adeguate in veniva utilizzato facendo affidamento al buon senso; pochi lo usavano con le tecniche tutti i processi di sviluppo e di organizzazione sociale. che vengono oggi chiamate diagonale e pendolare, i più lo utilizzavano come bastone124 125
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E P R I M A – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – A L L E G A T I A L L A P A R T E P R I M A d’appoggio. Una tragica impennata ed un cambio di rotta fu impresso a questo tema di categoria e di un’opinione interna trasversale, il bastone bianco sta riscattando il alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando gli Stati Uniti dovettero affron- proprio ruolo di ausilio funzionale per diventare strumento di una maggiore autono- tare seriamente la riabilitazione ed il reinserimento sociale dei veterani di guerra. mia e mobilità responsabile, intesi come requisito per una partecipazione attiva alla Il dottor Richard Edwin Hoover nel secondo dopoguerra trasformò il bastone bianco vita familiare, sociale, lavorativa. nel bastone “lungo” bianco per la mobilità delle persone cieche. In questo modo egli recuperava la primaria funzione del bastone come ausilio per la mobilità autonoma del- le persone non vedenti e lo associava al colore bianco che ormai si era affermato (se non consolidato) come simbolo di riconoscimento. Al dottor Hoover si deve la messa a pun- to di una metodologia e di una tecnica d’uso che rimangono sostanzialmente ancora valide e che sono fatte proprie dai corsi di orientamento e mobilità. Il Presidente degli Stati Uniti Lyndon B. Johnson il 6 ottobre 1964 firmò la risoluzione del Congresso che istituiva il 15 ottobre come Giornata della Sicurezza del bastone bianco. In questo modo il bastone bianco entrava di fatto e di diritto nella vita sociale e culturale degli statu- nitensi e di lì a poco si sarebbe diffusa nel resto del mondo. Venti anni dopo, nel 1984, la World Blind Union ha ufficialmente riconosciuto il bastone bianco come simbolo di riconoscimento per tutte le persone non vedenti del mondo. E l’omino con il bastone ne è diventato il simbolo. Bill Clinton in un suo noto discorso del 2000 ricordava il bastone bianco come strumento di emancipazione, di libertà e di partecipazione attiva e responsabile nella vita sociale, lavorativa e di studio delle persone non vedenti. Più recentement e, la European Blind Union ha organizzato nel 2002 la Conferenza Internazi onale sulla Mobilità e Trasporto votando, tra altre cose, una risoluzione ri- guardante la formazione alla mobilità per le persone cieche e ipovedenti. Tale risolu- zione afferma che la formazione alla mobilità dovrebbe essere messa a disposizione L O U I S B R A I L L E di tutte le persone cieche e ipovedenti di tutti i gruppi di età e dovrebbe includere le persone con minorazioni aggiuntive. Sotto la spinta dei vertici delle associazioni 1 Jakob Street, “Louis Braille. Il ragazzo che leggeva con le dita”, Filadelfia, Milano, 2002.126 127
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E P R I M A – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – A L L E G A T I A L L A P A R T E P R I M A lizzato un sistema per leggere al buio i messaggi cifrati. Nel 1829, intanto due anni prima sono i punti 4 o punto in alto a destra, 5 o punto in centro a destra e 6 o punto in basso era entrato nel corpo docente dell’Istituto, Louis completò la sua invenzione. Di lì a poco a destra. La dimensione di una cella Braille è standard, 7 x 4 millimetri, ed è una ideò anche un’estensione del metodo per la matematica (Nemeth Braille) e per le note dimensione ottimale perché permette di percepire la sua intera superficie e allo stesso musicali (Codice musicale Braille). Morì il 6 gennaio 1852, a 43 anni appena, vittima tempo di distinguere bene i singoli punti. Con i 6 punti si possono ottenere 64 combi- della tisi. Nel 1952 a un secolo esatto dalla morte, il suo corpo è stato trasferito nel nazioni diverse che però non sono sufficienti a rappresentare tutti i caratteri. Per ovviare Pantheon di Parigi, dove riposano i grandi di Francia. a questo problema si usano dei gruppi di caratteri Braille per rappresentare i simboli grafici che non corrispondono ad un singolo carattere Braille. Che cos’è il Braille. 2 L’Alfabeto. Il Braille è il codice di lettura e scrittura più utilizzato dai ciechi. È stato inventato da Louis Braille nel 1829. Si tratta di un sistem a di scrittura basato su sei punti Alfabeto Braille in posizione lettura. in rilievo in cui la maggior parte dei simboli è universalmente riconosciuta e quindi a b c d e f g h i j può essere usato in molte lingue diverse. Il Braille infatti non è una lingua di per sé, 1 a SERIE ma è un mezzo di scrittura internazionale. Con esso si possono rappresentare le let- tere dell’alfabeto, la punteggiatura, i numeri, i simboli matematici e quelli musicali. Uguale alla prima con l’aggiunta di un punto in basso. La cella Braille. k l m n o p q r s t I caratteri Braille sono basati su una cella formata da 2 a SERIE sei punti disposti in due colonne e tre righe. I punti 1 4 sono numerati dall’1 al 6: partendo dall’alto nella colonna di sinistra si trovano i punti 1 o punto in al- 2 5 Uguale alla prima con l’aggiunta di due punti in basso. to a sinistra, 2 o punto in centro a sinistra e 3 o punto 3 6 u v x y z ç é à è ù in basso a sinistra, mentre nella colonna di destra ci 3 a SERIE 2 Antonio Quatraro, “Il Braille: un altro modo di leggere e di scrivere”, Bulzoni, Roma, 1992.128 129
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E P R I M A – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – A L L E G A T I A L L A P A R T E P R I M A Settore dei numeri: si aggiunge il segnanumero davanti. alle copertine di audiolibri in vendita nelle comuni librerie, ecc. Intanto, però, fa i conti 1 2 3 10 3.500 con la diffusione delle nuove tecnologie che lo rendono meno indispensabile, grazie al sonoro che sempre più spesso prende il posto dell’alfabeto tattile. Servizi telefo- nici con voci sintetiche per la lettura dei quotidiani, computer parlanti, orologi squil- lanti, audiolibri. Oltre a ciò molti giovani non imparano più quella grammatica fisica che permette di comunicare con chiunque in qualunque lingua; molti preferiscono usare le cuffiette. Per cui, al momento, solo un quarto degli italiani non vedenti lo conosce e lo usa. Nell’epoca della riproducibilità sonora, la conoscenza dei ciechi più giovani passa per l’udito. È la fine del Braille? Non proprio, non del tutto. Nell’era visuale e sonora tutto cambia, anche i processi di alfabetizzazione. I sei puntini che hanno tradotto per oltre 180 anni lettere, note musicali, numeri e formule chimiche, non bastano più. Forse vale anche per la scrittura Braille la previsione di Marshall McLuha n quando sosteneva che il declino del mondo scritto avrebbe formato una generazione post-alfabetizzata? Ed il Braille è, come pensano alcuni, una forma arcana e marginale di comunicazio ne, un codice ghettizzante, oppure una via per l’emanci- pazione dei non vedenti, un accesso indipendente e non mediato al sapere, come pen- sano altri? La verità probabilmente sta negli incroci dei linguaggi, dove puntini e bit, tatto e udito, vecchie e nuove tecnologie, contesti e situazioni con avvicinamenti sensoriali molteplici, permettono di esperire globalmente mondi complessi. Non è quindi attraverso la traduzione in Braille di un testo scritto che si può immaginare di aver risolto una barriera sensoriale. Non basta perciò la targhetta con testo in Braille alla base di un albero per comunicare: ma una targa con testo visivo e Braille (sovrap- posto e trasparente), con immagine visiva e in rilievo dell’albero, guida sonora e guida tattile potranno sorreggere una comunicazione inclusiva per tutte le persone e quindi per il maggior numero di persone cieche, ipovedenti o semplicemente malvedenti .130 131
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E P R I M A – 1 . P A R T E P R I M A 1 . P A R T E P R I M A – A L L E G A T I A L L A P A R T E P R I M A La normativa in materia di cani guida. La Legge 14 febbraio 1974, n. 37 (integrata dalla Legge n. 376 del 25 agosto 1988 e 5. Sui mezzi di trasporto pubblico, ove richiesto esplicitamente dal conducente o dai passeggeri, il privo di vista è tenuto a munire di museruola il proprio cane guida. dalla Legge n. 60/2006). “Gratuità del trasporto dei cani guida dei ciechi sui mezzi di trasporto pubblico” (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 6 marzo 1974, n. 61). 6. Ogni altra disposizione in contrasto o in difformità con la presente legge viene ARTICOLO UNICO abrogata. 1. Il privo di vista ha diritto di farsi accompagnare dal proprio cane guida nei suoi viaggi su ogni mezzo di trasporto pubblico senza dover pagare per l’animale alcun biglietto o sovrattassa. Dal Regolamento dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile 2. Al privo della vista è riconosciuto altresì il diritto di accedere agli esercizi aperti (ENAC): dal 26 luglio 2008 è ammesso per tutti i voli europei portare un cane guida al pubblico con il proprio cane guida (integrazione della Legge n. 376/1988). in cabina, senza contenitore ma con museruola. Ogni Compagnia Aerea stabilisce con proprio regolamento specifiche modalità. 3. I responsabili della gestione dei trasporti di cui al primo comma e i titolari degli esercizi di cui al secondo comma che impediscano od ostacolino, direttamente o indirettamente, l’accesso ai privi di vista accompagnati dal proprio cane guida, sono soggetti ad una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel paga- mento di una somma da Euro 500 a Euro 2.500. 4. Nei casi previsti dai commi primo e secondo, il privo di vista ha diritto di farsi ac- compagnare dal proprio cane guida anche non munito di museruola, salvo quanto previsto dal quinto comma.132 133
    • 2 . P A R T E S E C O N D A – B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z AP A R T E S E C O N D A I consigli che daremo di seguito, sono frutto di esperienza diretta e di una raccolta articolata di osservazioni fatte da viaggiatori con visus limitato. Sono suggerimenti semplici e apparentemen- te scontati che comportano, però, atteggiamenti da parte del per- sonale addetto all’accoglienza, a volte non istintivi, che possono essere acquisiti con professionalità. Per una persona in difficoltà sono piccoli accorgimenti che migliorano la qualità della vacanza ed il grado di soddisfazione, sgomberando il campo da tensioni e preoccupa- zioni per quanto la circonda e lasciando così spazio ad emozioni positive che rendono il viaggio, o il soggiorno, “memorabile”.Buone prassi di accoglienza. 135
    • B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A facilità di soddisfazione e fidelizzazione. Con questa iniziativa l’UICI - Consiglio Re- psicologici”). Purtroppo gli ipovedenti sono molti. Gli ipovedenti in Italia sono oltre gionale del Piemonte - tenta di abbattere le inevitabili barriere legate all’imbarazzo 4 milioni, nel mondo più di 275 milioni, e sono destinati a raddoppiare entro il 2023. 1 di fronte ad una persona disabile, accorciando le distanze e fornendo una conoscenza semplice e diretta, ma al tempo stesso approfondita, delle esigenze del turista con Il cieco. handicap visivo. Noi vogliamo rivolgerci, con questi “consigli”, all’albergatore, alla guida turistica, ai ristoratori, ai trasportatori, ai gestori dei locali che a vario titolo pos- L’80% della conoscenza passa attraverso l’elaborazione della vista. Il non vedente può accedere al 20% residuo, datogli dall’udito, dal tatto e dalle percezioni degli altri sono attrarre flussi turistici. Oltre al testo scritto, è utile consultare i videoclip scari- sensi. In linea generale si ha la tendenza a credere che il cieco abbia molte difficoltà cabili dal sito www.uicpiemonte.it/per -vedere-oltre che affrontano alcune delle a muoversi in ambienti urbani e interni. In effetti è così. Il mondo è pieno di osta- situazioni più frequenti e che stiamo per analizzare. Se invece si vuole provare diret- coli anche pericolosi. Ciò non toglie che la persona cieca, sia essa in tale situazione tamente l’esperienza di una quotidianità di vero buio per meglio comprendere la dalla nascita o per un incidente o malattia successiva, ha frequentato corsi di orienta- condizione di un potenziale cliente, da tempo in Italia è possibile partecipare ad mento e mobilità, che l’hanno posta in condizione di essere autonoma nel quotidiano. eventi quali cene al buio o incontri nell’oscurità più totale che vengono organizza- E quindi anche nel fare del turismo, che altro non è che compiere azioni del quotidia- te saltuariamente dalle varie sezioni provinciali dell’UICI, come “Dialogo nel buio”. no in un altro luogo. Tali tecniche di orientamento comprendono l’uso del cane guida oppure del bastone bianco. Inoltre il cieco tende a seguire nei suoi spostamenti le Conoscere il cliente. cosiddette “guide naturali”. Di solito il non vedente si fa una mappa cognitiva mentale L’ipovedente. dei luoghi cercando di estrapolare le informazioni dai sensi residui ed ottiene un orien- tamento sufficiente a raggiungere la sua meta. La mappa mentale può essere costruita Fra l’essere cieco e l’essere vedente, esiste una vasta terra di mezzo, rappresentata attraverso la conoscenza diretta di un luogo oppure attraverso l’esplorazione tattile di dall’essere ipovedente. Il turista ipovedente è una persona affetta da patologie, come un disegno in rilievo (si veda per tutti questi argomenti gli approfondimenti nella ad esempio retinite pigmentosa, glaucoma, atrofia del nervo ottico, miopia elevata, op- Parte Prima). Naturalmente più l’ambiente è semplice e privo di ostacoli e meglio è. pure è una persona che ha subito un incidente con gravi conseguenze sulla qualità della visione. La persona ipovedente è una persona che non ha ancora perso del tutto la capacità di vedere; spesso viene confusa con una persona che ha una vista normale, solo un po’ miope. Non è così. (Si veda il capitolo “La disabilità visiva” al paragrafo “Aspetti 1 Dati estratti da: “Il Corriere dei Ciechi”, settembre-ottobre 2009.136 137
    • B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A Le difficoltà del cliente nei trasporti, in albergo, in agenzia. Uso di mezzi di trasporto. Le persone ipovedenti e non vedenti che si muovono nel mondo e che cercano di non Una persona ipovedente o non vedente ha per esempio difficoltà: abbattersi nonostante la malattia, sono sempre di più. Qualche amico ipovedente a questo punto si concedereb be una battuta di spirito: “si cerchiamo di non abbatterci,  ad individuare oggetti utili come pulsanti per aperture porte, ma corriamo seri rischi di essere ‘abbattuti’ a causa di qualche incidente che ci capita campanelli di chiamata, maniglie, ecc.; mentre andiamo in giro da soli!”. Gli operatori turistici, i taxisti, gli addetti al servizio di  ad individuare i punti di fermata; ricezione ed accoglienza possono trovarsi spesso in situazioni in cui un loro cliente/utente  a localizzare il punto esatto in cui si apre la porta per salire a bordo; è una persona affetta da patologie visive. Naturalmente il compito di questi addetti non  a riconoscere la fermata di proprio interesse;  a riconoscere il mezzo di proprio interesse. deve essere quello di assistenza sociale, ma non è opportuno ignorare le specifiche difficoltà del cliente in questione. Ovviamente una persona non vedente non riesce ad individuare le scritte, gli orari le tabelle, le indicazioni con le destinazioni linea. Anche le persone anziane hanno spesso le stesse difficoltà di una persona ipovedente. Per tranquillizzare chi ci sta leggendo, possiamo dire con certezza che la persona ipovedente o non vedente che è in vacanza in autonomia è già una persona organizzata In albergo o in agenzia. e consapevole dei propri limiti, disponibile a ricevere aiuto se gli viene offerto, pronta a chiedere aiuto nel caso ne senta la necessità e in grado di riscontrare Nella Prima Parte abbiamo già elencato quali ausili tecnologici possono far parte del ed apprezzare prassi di buona accoglienza. L’argomento è complesso! bagaglio quotidiano di una persona non vedente o ipovedente per consentire in totale Facciamo l’esempio di un gradino: per un cieco è un ottimo riferimento, autonomia l’accesso alle informazioni o la mobilità: per un ipovedente può essere una “trappola” se non ben segnalato con un contrasto cromatico ed è un ostacolo per chi ha anche una disabilità motoria.  per una persona non vedente in genere non è predisposto alcun supporto informativo preliminare (non ci sono guide edite, non ci sono mappe e neanche audiodescrizioni durante le trasmissio ni televisive). Anch e i siti internet, malgrado l’obbligo di leg- Proviamo ad elencare quali sono le difficoltà di persone ipovedenti o non vedenti nella ge relativo ai siti istituzionali, sono spesso consultabili parzialmente e con difficoltà; fruizione di vari servizi.138 139
    • B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A mente ogni riferimento visivo e quindi può muoversi in uno spazio in modo autonomo  la modalità di presa di conoscenza di un luogo da parte di una persona non vedente ed in sicurezza solo se ha dello spazio una sufficiente conoscenza diretta o acquisita è più lenta rispetto ai tempi che può avere un vedente: nel primo caso si adotta tramite interpretazione di mappe tattili. un sistema analitico e successivo , nel secondo basta il “colpo d’occhio”, sintetico e istantaneo; La conversazione.  molti ipovedenti hanno una visione “tubolare”, È importante rivolgersi sempre alla persona non vedente o ipovedente anche se si presenta cioè un po’ come vedere il mondo solo attraverso accompagnata. Siamo talmente abituati a guardare le persone negli occhi che quando uno spioncino della porta. Questo comporta una questa possibilità viene a mancare, si preferisce istintivamente rivolgersi all’accompa- visione centrale e non periferica che provoca di- gnatore. È comprensibile, ma non ammissibile. Il vero accompagnatore, e non l’amico sorientamento. Altri ipovedenti hanno una vi- o il famigliare, lascia le decisioni alla scelta della persona non vedente o ipovedente sione periferica, ma non centrale. Altri vedono in che accompagna. Offrite il vostro aiuto direttamente al cliente, che deciderà se ac- maniera sfocata e non riescono a riconoscere be- cettarlo oppure appoggiarsi all’accompagnatore. Se non lo conoscete ancora per ne i dettagli, sia degli oggetti che dei volti. Anche nome toccatel o leggermente per fargli capire che vi state rivolgendo direttamente a in questo caso la conoscenza della realtà è fram- lui. Altrimenti chiamatelo per nome, in modo da non creare dubbi in chi ascolta. mentata e più lenta; Lo stesso vale per la conversazione con una persona non vedente. Non fatevi ingan- nare dalla disinvoltura del cliente ipovedente, spesso non percepisce la mimica del  una persona ipovedente o non vedente ha difficoltà ad individuare percorsi all’in- volto dell’interlocutore e neanche i gesti della mano. Quindi quando parlate siate terno di strutture, oggetti pericolosi o sporgenti sul cammino, ostacoli, dislivelli o chiari con le parole, senza ammiccamenti e sottintesi non verbali. Con tutte le persone scale ed in generale a muoversi in spazi ampi o aperti in maniera autonoma, senza che hanno difficoltà di vista si deve parlare: a nulla vale il più delizioso dei sorrisi riferimenti tattili o acustici; ed il cenno del capo. Fate sempre capire al vostro interlocutore se lo lasciate o se ritornate: niente è più imbarazzante e seccante di parlare nel vuoto (sarà capitata  una persona ipovedente ha difficoltà ad individuare oggetti utili, come campanelli, anche a voi questa esperienza, magari al telefono quando la linea improvvisamente interruttori, pulsantiere di ascensori e simili; a una persona non vedente manca total- cade). Tutto questo sembra complicato, ma la pratica è sempre più semplice e non140 141
    • B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A deve spaventare l’avere a che fare con persone in difficoltà visiva. Il processo mentale Anche il vostro sito internet dovrebbe avere una versione accessibile e usabile ad alta di costruzione di un’immagine a partire da una percezione tattile o aptica è un affare leggibilità. Sono piccoli accorgimenti non costosi che rendono più confortevole e quindi assai complesso che non si intende affrontare qui. Si rinvia a testi di approfondimento accattivante la vostra offerta. A meno che non pensiate di specializzarvi in questo ge- (vedere Parte Terza - capitolo “Bibliografia”), con l’avvertenza che in questo campo la nere di cliente non è indispensabile, ma gradito, che vi dotiate di documentazione in ricerca è in una fase dinamica e sperimentale. alfabeto Braille. Non tutti i non vedenti conoscono il Braille e tra gli ipovedenti la percentuale scende. Non stupitevi quindi se il cliente ipovedente palesa l’ignoranza del Braille ed invece la sua preferenza per caratteri ingranditi. Esiste la possibilità di Parole proibite. 2 far produrre a bassissimi costi materiale tattile rivolgendosi all’UICI (mappe urbane e “Parlando ad un cieco, molte persone non osano pronunciare parole come: percorsi museali) e sarebbe bello poter immaginare che i tour operator provvedessero vedere guardare, cieco, cecità, ecc. Se usano incidentalmente la parola ‘vedere’ a versioni accessibili dei loro materiali. Non è utopia la distribuzione online o diretta e se ne accorgono, si confondono in scuse”. Invece molti ciechi sanno ironizzare su se stessi e sul loro handicap. di file audio di presentazione di destinazioni turistiche (travelcast). “Essi usano la parola cieco come qualsiasi altra parola; usano la parola vedere o altre analoghe per esprimere il loro specifico modo di vedere (sentire, toccare, ecc.)”. Per realizzare un’audioguida utilmente comprensibile per non vedenti Quindi non ci sono parole proibite. è necessario essere più descrittivi, usare un linguaggio appropriato e comunicare È però di pessimo gusto chiedere “Lei è cieco? non vede proprio nulla?” anche particolari che possono essere osservati da chi invece ci vede. e fare commenti di compatimento che, per quanto espressi con partecipazione, sono assolutamente fuori luogo. Dovrete essere voi a fornire le informazioni turistiche nel modo più evocativo e com- pleto possibile. Se potete, accordatevi su un eventua le invio di materiale informa- Presentare un catalogo. tico anzichè cartaceo essendovi prima accertati della sua accessib ilità con l’utilizzo di uno screen reader. Se dovete distribuire materiale informativo di cui possedete la versione informatica, materiale che avete prodotto o commissionato voi stessi, potreste abituarvi a produrne Descrivere un luogo. anche un ristretto numero di copie ad alta leggibilità oltre all’usuale versione grafica. Quando non esistono supporti tattili descrittivi (modellini tridimensionali o mappe 2 AA.VV, “Non così, ma così”, a cura di UICI. tattili), ma anche quando questi esistono, una descrizione verbale accurata, fedele142 143
    • B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A e precisa consente alla persona con minorazione visiva di apprendere velocemente le cizzare una descrizione altrimenti troppo tecnica e freddina. In alcuni casi ci si può informazioni utili sia alla scelta di una meta, sia, giunti sul luogo, all’orientamento addentrare in spiegazioni più complesse, che facciano riferimento a forme geome- ed alla partecipazione all’esperienza turistica. Le indicazioni che seguono potranno triche di base (cilindro, cono, sfera, ecc.). Ogni persona ha un proprio modo di co- quindi essere utili sia all’agente di viaggio, sia all’albergatore e a qualunque addetto struzione dell’immagine mentale, frutto dell’esperienza personale e molto influen- all’accoglienza di una possibile destinazione turistica (museo, parco naturale, edificio zato dal fatto di essere non vedente dalla nascita o di aver perso totalmente o in parte di interesse, ma anche impianto sportivo, ecc.), sia ad una guida turistica, ma anche l’acutezza visiva da un tempo più o meno lungo ed in modo più o meno progressivo. al taxista che voglia intrattenere con una conversazione sui luoghi attraversati il È quindi fondamentale assecondar e le richieste di chiarimento da parte del soggetto proprio cliente. Ricevere una descrizione vivace e coinvolgente dell’ambiente circo- adeguando la complessità del proprio linguaggio alle capacità di comprensione, ef- stante risulta essere una delle abilità più apprezzate e richieste da parte di chi non fettuando caute verifiche circa l’efficacia della propria esposizione. È da tenere pre- vede o vede poco e male. Una buona descrizione deve essere una descrizione orga- sente che gli interessi di una persona con difficoltà visive possono essere diversi ed nizzata. Si procede dal generale al particolare: prima la forma, la dimensione, la po- a volte meno usuali di quanto ci si possa aspettare: potrebbe per esempio preferire sizione delle porte e delle finestre o delle strade e poi via via i dettagli sui materiali approfondire la tecnica e la forma di una fusione in bronzo applicata su una porta delle varie superfici, anche i colori. Nella descrizione è fondamentale rapportare ogni (oggetto che facilmente è “portata di mano”) piuttosto che sapere tutto sulla decorazio- elemento alla posizione della persona non vedente usando termini come “davanti, ne affrescata di un soffitto. Nella descrizione di un paesaggio si parte dall’elemento dietro, a sinistra, a destra”, oppure indicazioni più precise come la suddivisione dello centrale e principale della scena, si descrive poi lo sfondo e man mano i dettagli fino spazio in settori corrispondenti al quadrante di un orologio. Piuttosto che dare indi- ai piccoli elementi curiosi. Sulla descrizione di opere pittoriche si sta formando in que- cazioni inesatte, confondendo la sinistra con la destra o peggio usando termini come sti ultimi anni una piccola bibliografia a cui si rinvia. 3 “di qua e di là” è meglio, con cortesia, prendere il braccio o le mani della persona ed orientarle nello spazio simulando forme e direzioni. Anche con le indicazioni dimen- sionali è facile cadere in errore: una piazza da attraversare è lunga 500 metri o solo 50? 3 Atti del Convegno, “L’arte a portata di mano”, Ancona 21-23 ottobre 2004, Se non si è sicuri, meglio fare paragoni con luoghi conosciuti. Il paragone con ogget- a cura Museo Tattile Statale Omero, Armando Editore, Roma, 2006. ti di uso comune può essere utile per descrivere forme particolari di intagli, sculture AA.VV. “Toccare l’arte: l’educazione estetica di ipovedenti e non vedenti”, e dettagli artistici, ma anche di architetture (“un campanile con la copertura a cipolla”). a cura di Andrea Bellini, Armando Editore, Roma, 2000. Saranno apprezzate anche dalle persone normovedenti e spesso sono in grado di viva- Loretta Secchi, “L’educazione estetica per l’integrazione”, Carrocci Editore, Roma, 2004.144 145
    • B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A Agevolare l’ingresso in agenzia, bar o ristorante. In agenzia. Varcando una soglia di uno spazio non conosciuto la persona ipovedente, ed ancor di più un non vedente, ha sempre paura di sbattere contro qualche ostacolo, rivelando a tutto il pubblico presente le proprie difficoltà ed incertezze. Non sempre è facile individuare il bancone della reception o il luogo dove fermarsi perchè un addetto venga ad accogliere il cliente. Sarebbe inoltre opportuno eliminare dal percorso gli ostacoli che si frappongono fra il cliente e la zona reception. Spesso, infatti, si posi- zionano su questo percorso espositori come totem pubblicitari, display, ecc. per dare informazioni e far conoscere offerte e promozioni su mete turistiche. Questi ogget- ti, facilmente evitabili dal cliente dotato di vista, diventano un pericolo per clienti “mal vedenti”. In ogni caso un’area di passaggio “pulita ” è utile e comoda per tutti, anche per chi si muove su sedia a rotelle o porta un passeggino al seguito. In linea di massima il cliente ipovedente, avendo coscienza dei problemi a cui andrà incon- tro, tende a palesare la propria disabilità visiva all’atto delle presentazi oni e forse vi preavviserà prima del suo arrivo. L’addetto all’accoglienza sarà in questo caso attento al suo ingresso. Se dovesse notare una marcata esitazione nel procedere del cliente appena entrato sarà sua cura salutare a voce la persona appena entrata. Basterà que- sto suono per orientare la persona ipovedente o non vedente verso la postazione dell’ad- detto in maniera disinvolta e autonoma. Se l’approdo alla postazione risultasse trop- po problematico, perché lungo il tragitto si trovano dislocati vari arredi (tavolini, pol- troncine, spegnisigaretta, ma anche vasi di fiori, ecc.) è indispensabile avvicinarsi al cliente per condurlo personalmente nella giusta zona. Questo può avvenire in maniera146 147
    • B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A discreta, sotto forma di saluto informale e senza eccessiva precipitazione da parte del re, le bevande, gli alcolici, ecc. Non dimenticate di essere precisi nell’illustrazio- personale: un tale a tteggiamento risulterà apprezzato sia dal punto di vista pratico, sia ne, non basta dire “per la correzione del caffè abbiamo delle grappe”, ma indicate tipo come cortesia nel servizio. Solitamente il cliente ipovedente si rilassa quando l’approc- e marca. Se avete tavolini liberi chiedete se la persona preferisce accomodarsi e cio è conviviale, il risultato è che il residuo visivo a disposizione risulta maggiormente servitelo al tavolo. utilizzabile e sicuramente vi seguirà senza problemi fino a destinazione. Nel caso di cliente sia cieco, e anche a volte quando è fortemente ipovedente, è indispensabile spiegare che state servendo altre persone e che sarete a sua disposizione non appena liberi, senza lasciarlo in attesa, abbandonato e privo di informazioni. Per una persona ipovedente l’illuminazione è un elemento strategico. L’ipovisione è però un arcipela- go variegato. Spesso alcune patologie provocano l’abbagliamento con un eccesso di luce, mentre altre patologie richiederebbero una luce da “sala operatoria”. La via di mezzo applicata al vostro locale è sempre la migliore. Se riuscite, prevedete luci rego- labili ed orientabili in modo da potenziare quando necessario la quantità di luce sui piani di lettura. Se riuscirete ad applicare le stesse attenzioni anche al cliente inat- teso ve ne sarà ancor più grato e piacevolmente sorpreso. Al bar o al ristorante. Il barista o il ristoratore potranno migliorare il loro servizio nei confronti di un cliente cieco o ipovedente con queste semplici prassi:  salutare il cliente al suo ingresso nel locale, per orientarlo e fare in modo che si diriga verso di voi;  spiegare che state servend o altre persone e che sarete da lui non appena liberi;  illustrare le varie offerte per un aperitivo o spuntino che il vostro locale può offri-148 149
    • B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A persona ferma con il bastone bianco saprete con certezza che il vostro cliente è una principali - dunque non in tutte e solo su prenotazione - c’è un servizio di assistenza persona non vedente ed adeguerete il vostro comportamento come appena descritto disabili di supporto per tutte le operazioni che rig uardano la salita, la discesa e la fase (accompagnamento e mano sul bordo della portiera aperta). Se c’è un cane guida... di cambio treno durante il percorso. Una volta a bordo è il personale viaggiante che fermatevi e non fate finta di non vederlo, anche se avete appena ripulito gli interni si deve far carico di questo piccolo servizio di cortesia, aiutando per esempio a trovare dell’automobile (si veda il paragrafo “La normativa in materia di cani guida”, nel capi- i posti prenotati. A tal proposito i posti del cliente e di un eventuale accompagnatore tolo “Allegati alla Parte Prima”). Scendete, presenta tevi, accompagnate la persona dovranno essere contigui (o di fronte o di lato). Nei confronti di persona non vedente alla macchina, aprite la portiera. Il cliente entrerà per primo, il cane dopo e si sistemerà o ipovedente che non individua una divisa è bene presentarsi in modo più completo ai piedi del cliente. Potete disporre un telo protettivo per proteggere dai peli gli inter- e non con il semplice “Bigliet to!”. Per sollecitare la persona non vedente ad una in- ni (oppure se avete una station wagon il cane starà accucciato nel bagagliaio). Quando terlocuzione spesso si rende necessario un piccolo tocco. E se avete richiesto l’esibi- tutto è sistemato chiudete voi la portiera. Al momento di far scendere un cliente non zione del titolo di viaggio abbiate la pazienza di aspettare che la ricerca e l’estrazione accompagnato è cosa gradita non abbandonarlo a lato della strada. Chiedete se g radi- dal suo luogo di conservazi one venga compiuta senza lasciare la persona frustrata a sce essere condotto fino all’ingresso della sua destinazione. In caso negativo non siate metà dell’operazione: “Si, si va bene, lasci stare!”. È tremendamente seccante. Poiché tentati di fare comunque “l’angelo custode” seguendolo di soppiatto e pensando che il i treni raramente hanno annunci vocali, offritevi di informare il viaggiatore quando cieco non se ne accorga. L’intenzione è ammirevole, ma sareste sicuramente importuni: si sta avvicinando alla stazione di destinazione. Giunti in stazione aiutatelo nella disce- è evidente che la persona si sente sicura e non ha bisogno di aiuto. sa soprattutto perché questi potrà trovarsi in difficoltà nell’aprire le porte, che sempre più spesso devono essere azionate attraverso la pressione di tasti di difficile indivi- Prendere un mezzo di trasporto pubblico. duazione o peggio di tipo digitale (e quindi a filo carrozzeria) senza nessun rilievo che Se siete autista di bus o di tram di linea sappiate che la persona consenta di percepire il punto di pressione. La discesa è un momento di grande ansia, non vedente o ipovedente di solito attende il mezzo in testa per per la preoccupazione di non poter completare le operazioni in tempo: un’offerta di aiuto salire nelle vicinanze del conducente. Infatti vuole avere la cer- sarà sempre gradita. Su un mezzo pubblico di linea la persona non vedente o ipoveden- tezza, dopo la sua salita, di avere un interlocutore competente a te chiederà magari conferma al conducente dell’esattezza della fermata di discesa più cui chiedere informazioni. Quindi l’autista deve al bisogno, nel prossima alla sua meta, soprattutto se non c’è un sistema di segnalazione vocale auto- limite delle sue funzioni di guidatore, dare aiuto e informazio- matico delle fermate. Scendendo da un treno è sicuramente utile indicare con esattez- ni sulla destinazione e sulle fermate. Nelle stazioni ferroviarie za l’uscita e l’eventuale distanza dal sottopasso. Il vostro compito finisce con un saluto.150 151
    • B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A Il rendez-vous o pick-up. Come due oggetti volanti nello spazio una guida o un accompagnatore ed un turista cieco o ipovedente si incontrano. Se siete stati informati in precedenza della presenza di una persona con queste specifiche difficoltà, avrete previsto nel programma tempi più lunghi ed esperienze multisensoriali per tutti (manipolazioni di oggetti, ascolto del rumore d’ambiente, degustazione di qualche specialità, ecc.). Se invece nessuno vi ha pre-informato, niente panico! Il cliente cieco o ipovedente p uò seguire tranquilla- mente il gruppo nell’escursione, sarà da parte vostra necessario avere maggiore cura nell’esposizione verbale ed usare una descrizione immaginifica dei luoghi. Al momento della presentazione e appena individuato il soggetto con difficoltà, potrebbe essere utile riuscire a conoscere il suo nome al fine di poterlo “contattare” singolarmente in alcuni momenti della visita o in caso di necessità, come già siete abituati a fare con ogni turista con un semplice sguardo. Un turista con difficoltà si aspetta:  non un’attenzione speciale, ma un servizio professionale di qualità;  approccio diretto alla persona e non ai famigliari o accompagnatori;  di essere messo nelle condizioni di agire il più possibile in autonomia: se avrà bisogno di aiuto lo chiederà direttamente, in questo caso farsi dire come è possibile aiutarlo (il maggiore esperto dei propri bisogni è il soggetto stesso). I pagamenti e la firma di ricevute o moduli. Il momento del pagamento è delicato. Il cliente potrebbe avere bisogno del vostro aiuto sia per un pagamento in contanti sia per un pagamento con carta. In entrambi i casi aspettate sia lui a chiedervi aiuto e nel caso prestate il vostro servizio in maniera152 153
    • B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A solo firmare il documento. Se il cliente è persona non vedente è fondamentale leggergli utili al cliente in seguito. Per attraversare una porta o un passaggio stretto la guida passa preventivamente il contenuto di ciò che deve o dovrà firmare. La soluzione consigliata per prima. Nel procedere essa sospinge lievemente indietro la persona non vedente con per far apporre una firma consiste nel porgere direttamente nella mano del cliente la il braccio che gli offre, fino a quando questi non viene a trovarsi parzialmente o com- penna e accompagnare la mano stessa nel punto giusto per la firma. Tutto questo in pletamente dietro la guida. 4 Segnalate la presenza di scale in discesa e in salita; se le maniera discreta, ma senza esitazione. Di solito anche le persone ipovedenti accettano dovete percorrere, provate a porre la mano della persona vostra ospite sul corrimano. l’aiuto proposto; in caso di diniego, il motivo risiede nel fatto che avvicinando lo sguardo Se state organizzando un giro esplorativo per la conoscenza di una struttura (per esem- sul foglio da firmare, riescono a portare a termine l’operazione senza ulteriori difficoltà. pio un albergo) sarebbe utile partire da un luogo centrale e ben identificato (l’ingresso, Comunque l’offerta d’aiuto sarà sempre apprezzata. il bancone, ecc.) perchè l’ospite possa costruirsi una mappa mentale del luogo ed in seguito approdare in autonomia ai vari servizi offerti. Accompagnare una persona. Ci sono due modi di accompagnare in visita una persona con deficit visivo. Primo: se la persona si muove con bastone la si affianca, se è ipovedente la si può af- fiancare o precedere leggermente. Camminare adeguando il proprio passo alle capa- cità di movimento dell’ospite cercando di non “perderlo”. Molti ipovedenti non si fanno accompagnare e preferiscono seguire una guida, ma in luoghi affollati hanno la ten- denza a seguire... la persona sbagliata! Quindi parlare e spiegare risulta essere un buon sistema per mantenere il contatto e farsi seguire con sicurezza. Secondo: se la persona ha piacere di essere accompagnata offritele il braccio e non siate voi a prenderla sottobraccio. Sarebbe la persona non vedente ad accompagnare il vedente. In questo caso non serve dire “adesso giriamo a destra”: la persona non veden- te sente questo movimento e lo segue automaticamente. È utile invece dire “inizio scale” anche senza precisare se si sale o si scende. Cercate di non tagliare in diagonale i percorsi e di seguire per quanto possibile delle guide naturali: saranno dei riferimenti 4 AA.VV, “Non così, ma così”, a cura di UICI.154 155
    • B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A decisamente troppo e lo colpireste nella sua capacità di autonomia. Il vostro compito è insieme. Mentre lo avvicinate al WC fino a farglielo toccare con una parte del corpo quello di descrivere l’ambiente, le offerte del locale, la disposizione dei cibi e degli oggetti (probabilmente una gamba o un piede) gettate velocemente uno sguardo per vedere sul bancone, avvicinarli se è il caso, per una più comoda presa. E lì finisce. se è pulito e dichiaratene le condizioni. Poi indicate dove si trova la carta igienica e come si fa ad azionare lo scarico; se il lavandino è all’interno mostrategl ielo, insieme Comprare un souvenir. al sapone ed all’asciugamano (illustrando anche i rispettivi meccanismi di funziona- mento). Se avete tempo aspettatelo all’esterno, soprattutto se lavandino ed accessori In genere una persona non vedente si è già formata un’idea sul genere di oggetto che sono nell’antibagno. Non è il caso di far entrare a tutti i costi una persona non vedente intende acquistare per sè o per un regalo ricordo. Se vi offrite, o vi viene richiesto, di in un bagno attrezzato per disabili motori. Maniglioni e assi speciali non servono a accompagnare una persona con deficit visivo durante un acquisto, conducetelo presso una persona che ci vede poco o nulla, ma che si regge sulle sue gambe. Usate tanto tatto un negoziante che potrà illustrare in modo appropriato quanto in vendita. Ma prima quanto voi stessi vorreste che gli altri ne usassero nei vostri confronti. potrà essere utile descrivere qualche oggetto, preannuciando il prezzo e nel caso consegnandolo in mano alla persona perchè possa “vederlo”: potrà così farsi un’idea della forma, della grandezza, della qualità. E poi rispondete semplicemente alle sue domande con chiarezza e sincerità. La toilette. 5 Se una persona cieca vi chiede di accompagnarla alla toilette, non createvi complessi. Pensate invece quanto sia imbarazzante per lei rivolgervi questa richiesta. Se non siete intimi, e se state leggendo queste righe non dovreste esserlo, dovreste essere almeno dello stesso sesso. Nel caso non lo foste, cercate l’assistenza di altro personale e se anche così non vi riuscisse di trovare l’abbinamento giusto, agite in modo naturale e normale secondo quanto segue. Accompagnate la persona cieca alla porta del bagno ed entrate 5 AA.VV, “Buon compleanno Jack: per un mondo a portata di mano”, a cura UICI - Sezione provinciale di Asti, 2007/2008.156 157
    • B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A bagaglio dovrete descrivere esattamente la posizione in cui li avrete riposti: “Il cappotto l’aiuto preventivo ed il tentativo di rendergli la vita più facile nelle varie fasi del pranzo. è appeso al primo gancio a destra, il bagaglio sul ripiano a 50 centimetri da terra sotto A proposito di chiedere aiuto: i camerieri dovrebbero periodicamente avvicinarsi al tavolo al cappotto”. Il buffet risulta difficile da praticare. Il personale del locale dovrebbe rivelando la loro presenza, affinchè il cliente possa chiedergli quanto necessario a ta- offrire l’opportunità di essere serviti a tavola, illustrando a grandi linee il menù dispo- vola. Se il cliente è abituale o lo diventa per un breve periodo (il tempo di una vacanza) nibile. Anche se il cliente è accompagnato. In ogni caso è difficile per una persona riservategli sempre lo stesso tavolo: dopo breve saprà raggiungerlo da solo. Ma se, dopo non vedente seguire il proprio accompagnatore al buffet senza rischiare incidenti e la prima volta, vedete ancora esitazione o impaccio nel raggiungere il posto a sedere, scontri. Servire voi la persona ipovedente o cieca al tavolo “libera” l’accompagnato- offritevi di accompagnare comunque l’ospite al tavolo. re, in vacanza di solito amici, mariti, mogli o conviventi, che può rilassarsi e godere della scelta del buffet senza preoccuparsi delle difficoltà del compagno. Se seguirete questo consiglio fornirete un doppio gradito servizio: il cliente disabile visivo non si sentirà “abbandonato”, ma apprezzerà doppiamente sia l’attenzione a sè sia la corte- sia che si fa all’accompagnatore sollevandolo da un lavoro. Se il cliente ha con sè un lettore con sintesi vocale potrebbe essere in grado di leggere in autonomia il menù. Se il cliente non ha un accompagnatore potrà capitarvi di leggerlo voi o di dover rias- sumere quanto c’è a disposizione. Non tralasciate di elencare nulla. Può succedere che vi si chieda di ripetere più volte l’elenco completo, soprattutto se è lungo, artico- lato e voi parlate velocemente o c’è disturbo sonoro nel locale. Al tavolo può essere utile avvicinare il pane al piatto del cliente avvertendolo “Il pane è davanti al suo piatto, leggermente spostato a sinistra ”. Si può provare a descrivere con discrezione ciò che si trova sul tavolo o nel piatto. Mentre il cameriere posa il piatto davanti alla persona potrete dire: “Signor ‘taldeitali’, il secondo che ha ordinato è arrivato: gradisce che le descriva come è composto il piatto? A ore sei trova la bistecca, a ore due il tortino di verdure, intorno il sedano sfil ettato”. Siamo certi che saprete fare meglio di come vi stiamo suggerendo, l’importante è acquisire il metodo. Sembra complicato, ma è solo questio- ne di tecnica. Il cliente con difficoltà, se ha bisogno, chiede aiuto, ma accetta e apprezza158 159
    • B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A Qualche consiglio in caso di ammodernamento (per una cultura del design for all). Automezzi e fermate. Forniamo qualche suggerimento pratico in caso di ammodernamento del parco auto- mezzi, del sistema di segnaletica e di fermate, per poter favorire con un buon intervento una persona ipovedente senza sfavorire altri tipi di clienti. Con buon senso e senso este- tico, usando colori e materiali appropriati al contesto. È importante entrare nell’or- dine di idee che si possono utilizzare i normali strumenti della tecnica, del design, dell’architettura e dell’arredo per ottenere risultati confortevoli e stimolanti per chi ha ancora un residuo visivo da sfruttare. Ad esempio: Le ultime raccomandazioni e l’arrivederci.  per la fermata, si possono prevedere indicatori tattili a terra di colori contrastanti Evitate di dare per scontato il riconoscimento della vostra voce, salutate identifican- e con indicazione di servizio, perché l’autista possa allineare le porte del mezzo con dovi sempre e comunque. Sicuramente l’abitudine aiuterà a farvi riconoscere, ma la zona segnalata dagli indicatori tattili stessi (fermata a bersaglio); bisogna evitare ogni tipo di ambiguità. Al momento del congedo porgete la mano  in assenza di tali indicatori può essere utile un segnale acustico intermittente che e stringetela al vostro cliente solo se questo accenna al gesto della stretta. Se il cliente orienti acusticamente la persona verso l’accesso; il segnale viene emesso a porte aperte non ha un accompagnatore automunito, chiedetegli se necessita di un taxi. Può succe- e proviene dall’interno, da un punto nelle vicinanze dell’apertura stessa; dere che la persona cieca o ipovedente abbia necess ità di una breve descrizione  importante sarebbe la presenza a bordo dei mezzi di un sistema vocale che, all’apertu- dei luoghi per orientarsi. Fatelo sintetic amente evitando indicazioni generiche del ra delle porte, annunci all’esterno la linea e la destinazione; dal 2000 la presenza di tipo “Di qua e di là”. Il cliente ipovedente o non vedente può richiedere inizialmente tale dispositivo è ob bligatorio per i nuovi mezzi acquistati con contributo regionale; maggiori attenzioni, ma in breve diventerà autonomo. Più riuscirete con questi accorgi- menti a garantire l’autonomia del cliente e più facilmente tornerà a frequentare la vostra  in assenza di tutto ciò, l’autista rendendosi conto della presenza di un non vedente struttura ed i vostri servizi. o di un individuo disorientato, potrebbe semplicemente comunicare il numero di160 161
    • B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – B U O N E P R A S S I D I A C C O G L I E N Z A linea e la direzione, per aiutare la persona in difficoltà, usando la sua voce sia come si possono utilizzare i normali strumenti dell’architettura e dell’arredo per ottenere risul- richiamo sonoro sia come corretta informazione circa il percorso; tati confortevoli e stimolanti per chi ha ancora un residuo visivo da sfruttare.  per la fermata in discesa la soluzione ottimale sarebbe la presenza a bordo di un avvi-  creare un forte contrasto degli ambienti e degli oggetti con ciò che sta loro intorno satore acustico e visivo (per i sordi) che annunci l’imminenza della fermata in arrivo; perchè possano essere utilizzati come punti di riferimento;  in assenza di tale sistema sarebbe un’utile cortesia che l’autista o il personale viag- giante fornissero all’utente, che in qualche modo si rende riconoscibile o lo richieda,  definire gli spazi interni mettendo in risalto l’attacco tra parete e pavimento, magari le indicazioni necessarie; utilizzando colori diversi, o anche usando un semplice battiscopa che contrasti con tutti e due gli elementi;  per la segnaletica è importante usare sempre caratteri grandi, ben definiti ed ad alto contrasto cromatico;  evitare lungo i percorsi le superfici trasparenti e gli specchi che potrebbero riflet- tere in maniera fastidiosa fonti luminose, creando abbagliamento e confusione;  le informazioni dei display, con scritte gialle su fondo nero 6 e non scorrenti, date sulla fronte del mezzo in arrivo dovrebbero essere riportate anche sulla fiancata  illuminare maggiormente le aree di interesse, come la zona cassa; del mezzo stesso in prossimità della porta di accesso ad altezza uomo;  usare per la segnaletica caratteri grandi, soprattutto ben definiti, meglio se in rilievo  anche le tabelle degli orari presenti alle fermate dovrebbero essere scritti con caratteri e quindi esplorabili con il tatto; grandi, in contrasto di colore e posizionati ad altezza che favorisca una facile lettura.  sfruttare guide naturali, come cordoli e tappeti, per definire i percorsi; Strutture.  lasciare liberi da ostacoli corridoi e passaggi; Forniamo anche qualche suggerimento pratico in caso di ristrutturazione o ammoder-  individu are percorsi con indicatori tattili a terra integrati da mappe in rilievo, namento delle strutture esistenti per poter, con un buon intervento, favorire una persona descrizioni in Braille o ancora con dispositivi a messaggio vocale; ipovedente senza sfavorire altri tipi di clienti: con buon senso e senso estetico, usando  da evitare la presenza di oggetti sporgenti a sbalzo (come sbraccio di lampade, colori e materiali appropriati al contesto. È importante entrare nell’ordine di idee che segnaletica, armadietti pensili). 6 Antonio Lauria, (a cura di), “Persone ‘reali’ e progettazione dell’ambiente costruito - Accessibilità come risorsa ambientale”, Maggioli, Rimini, 2003. Da non dimenticare che in caso di rinnovamento dell’impianto ascensore le pulsantiere La più elevata visibilità da lontano è data da testo in giallo su fondo viola, seguito da giallo su fondo nero. devono avere caratteri Braille e un segnale vocale.162 163
    • 2 . P A R T E S E C O N D A – A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D AP A R T E S E C O N D A Il decalogo dell’albergatore. 1 1. Il turista con bisogni speciali è un cliente con esigenze. Innanzitutto ha l’esigenza di reperire informazioni attendibili. Evitate quindi di dichiarare una generica e vaga accessibilità, ma fornite, a richiesta, risposte chiare, precise ed adeguate: le misure delle porte degli ascensori e del bagno, la presenza di scalini, le dimen- sioni delle camere. Le informazioni che vi possono sembrare scontate sono neces- sarie, oltre che rassicuranti, per quel cliente. 2. L’accessibilità del locale o dell’albergo non è, di per sé, motivo di vacanza. Nello scegliere la propria vacanza, questa nicchia di mercato, si muove esattamente come i normali turisti, ossia seguendo delle aspirazioni, passioni, curiosità, predi- lezioni e disponibilità economiche. Sono persone che hanno interessi culturali,Allegati alla Parte Seconda. storici, eno-gastronomici, sportivi che non si muovono esclusivamente in fun- zione dell’accessib ilità del luogo. Adattando i vostri locali avrete migliorato la qualità oggettiva del servizio, ma non avrete automaticamente conquistato una nuova fetta di mercato. 3. Passare dall’albergo accessibile al sistema ospitale per tutti. Oggi abbiamo com- preso che l’albergo non è il solo elemento della vacanza. Un cliente non vive la sua vacanza solo in albergo ma in un contesto più ampio e variegato. Il sistema turistico è costituito dall’offerta del ristorante, dei cinema, dei musei, delle spiagge, dalla fruibilità dei mezzi di trasporto locali e dalla qualità della mobi- lità urbana (percorsi pedonali, parcheggi, ecc.). Quando tutti questi servizi sono 1 Tratto da: Roberto Vitali, “Si Può””, Decalogo del Laboratorio Nazionale Turismo Accessibile. www.laboratoriosipuo.net 165
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A accessibili a tutti, abbiamo realizzato un “Sistema Ospitale”. Se una sola di queste cliente; evitare, quindi, di chiedere all’eventuale accompagnatore quali siano le parti non risulterà fruibile, essa costitui rà una barriera, un limite alla vacanza, necessità del cliente con disabilità. Prima di fornire al cliente qualsiasi aiuto, all’accoglienza del turista. chiedetegli sempre come poterlo aiutare. I clienti con disabilità hanno diritto alla normalità. Fornire, quindi, i servizi senza diventare assillanti, iperprotettivi 4. L’accessib ilità non è solo rispetto della normativa. La normativa dà indicazioni o differenziandoli in maniera plateale. di minima o di massima che, se ben interpretate, possono migliorare la qualità dell’accessibi lità. Ad esempio: gli scivoli vengono indicati con pendenza massi- 7. Non tutte le persone disabili sono in carrozzina, non tutte le persone in carrozzina ma dell’8%, ma se vengono realizzati con il 5% la salita sarà più facile e conforte- sono persone disabili. Sono molti i bisogni non evidenti quali ad esempio aller- vole per tutti. La normativa indica come obbligatoriamente accessi bili un mi- gie, problemi di alimentazione, insufficienze cardiache, difficoltà respiratorie, nimo di 2 camere ogni 40 (o frazione di 40), ma nulla vieta di renderne di più affezioni sicuramente meno riconoscibili di una carrozzina ma spesso altrettanto o tutte access ibili. Inoltre indica altezze e prestazioni delle realizzazioni; non significative. Alcune persone potrebbero utilizzare la carrozzina solo per i lun- dice che devono essere utilizzati sanitari “speciali” o “per disabili” e che non deve ghi trasferimenti ed avere poi una buona autonomia negli spazi ristretti . Altre essere installato il bidet in un bagno accessibile. persone potrebbero usare e portare con sé gli ausili più disparati: dal bastone al treppiede, dal sollevatore al ventilatore polmonare da usare durante la notte. 5. Passare dalla camera per “disabili” alla camera fruibile da tutti. L’estetica non è un Gli ausili non arrecano mai disturbo a nessuno. optional: la camera accessibile deve rispettare la qualità estetica di tutto l’albergo e non deve essere la brutta (ma neanche la bella) copia di una camera d’ospedale. 8. Non esistono “disabili standard”. Le disabilità sono di carattere motorio, sensoriale, Se ben progettata e realizzata, una camera deve poter essere utilizzabile da tutti, cognitivo, oppure riguardano il metabolismo. Ognuna di queste ha caratteristi- anche da clienti con disabilità. L’accessi bilità, se prevista fin dall’inizio della che e bisogni diversi. È necessario conoscerne almeno gli aspetti principali e le progettazione o della ristrutturazione, non ha costi aggiuntivi. relative necessità ed implicazioni. Conoscere per capire. Spesso il modo più im- mediato per conoscere e capire è parlare, con tatto e cortesia, con le persone diret- 6. In presenza di clienti con disabilità, più o meno evidenti, mantenere un comporta- tamente interessate. mento normale. Dedicare al cliente il tempo necessario alla comunicazione. In caso di problemi di linguaggio non fingere di aver compreso, ma chiedere di ripetere 9. Le persone con disabilità sono protagonisti attivi. Sono in grado di spiegare corret- la frase fino alla completa comprensione. Relazionarsi sempre direttamente al tamente i propri bisogni e devono sempre essere coinvolti direttamente in tutto166 167
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A ciò che li riguarda, dall’organizzazione, alla realizzazione di un servizio dedicato. canale dedicato al turismo (“In viaggio con l’associazione”, con un vero e proprio catalo- Quando la disabilità, a causa di limiti intellettivi o psichici, impedisce alla perso- go turistico con mete da relax assoluto fino ad itinerari più avventurosi in giro per il na di auto determinarsi, è indispensabile assumere comunque un atteggiamento mondo) e il link ad un sito per lo scambio case “accessibili” e per il “turismo ed handicap”. di massimo rispetto con la mediazione di chi li accompagna, mantenendo una Si può partire con APF grazie ad un sistema di soggiorni accessibi li (che durano da visione normalizzante. 8 giorni a 3 settimane, in media 15 giorni) in Francia ed all’estero. Con questo sistema ogni anno partono per le vacanze 1.200 disabili in gruppi formati da 5-8 persone 10. Non dimenticare mai che, in ogni caso, i clienti con disabilità rappresentano una accompagnate da altrettanti volontari. risorsa economica. Questo settore è stato stimato in 3,5 milioni di persone con un valore di mercato, di 2.000 miliardi delle Lire del 1999. Evoluzione del mercato tedesco di turismo accessibile. Un’indagine condotta in Germania 3 ha documentato che circa il 54,3% delle persone tedesche disabili viaggia (contro il 75,3% della popolazione tedesca in generale); il Buone Pratiche: l’esperienza francese APF. 2 41% preferisce mete nazionali (contro una media nazionale del 31%). Quattro milioni L’Associazione Nazionale di Disabili, “Association des paralysès de France” (APF) di week-end sono la stima del consumo di servizi turistici da parte di persone con dif- nata nel 1933 per volontà di quattro giovani poliomelitici oggi si dedica a sviluppare ficoltà in area tedesca. Al di là dei dati è interessante riscontrare che da quando la azioni per una partecipazione piena delle persone con handicap, e dei loro famigliari, Germania ha avviato un’azione di promozione del turismo accessibile si è stimato che nella società. L’APF è al contempo un movimento nazionale di rivendicazione dei il 40% dei disabili abbia iniziato a muoversi per vacanza; inoltre il 48% dichiara che diritti ed un’associ azione per la gestione di servizi e strutture medico-sociali incen- vorrebbe viaggiare anche di più ed il 60% sarebbe disponibile a pagare cifre più alte trata su una carta d’intesa e un progetto associativo comune. È organizzata in delega- per avere servizi maggiormente accessibili. zioni dipartimenta li a cui fanno riferimento sei tipi di strutture diverse dedicate ad esempio al lavoro, all’assistenza domiciliare, alle strutture di accoglienza per adulti e bambini. Tra in canali del loro sito, oltre a quelli destinati al vivere quotidiano, ai diritti ed alle nuove tecnologie, vi sono link a siti per disabilità più specifiche, un 3 Peter Neuman, Ricerca del Dipartimento Geografia dell’Università di Münster - Germania, 2 Per approfondimenti: www.apf.asso.fr presentata nel Convegno EIDD “Tourism for all”, Triennale di Milano, 28-29 giugno 2007.168 169
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A Elenco, non esaustivo, di musei e parchi piemontesi in parte fruibili Esposizione fruibile e accessibilità: per persone non vedenti e ipovedenti. il museo si dichiara parzialmente accessibile a non vedenti. L’elenco si basa su autodichiarazioni delle strutture pubblicate su guide e materiale di informazione turistica. In qualche caso è stata effettuata una verifica da parte degli Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi a Casale Monferrato. autori. L’occasionale disponibilità da parte delle Direzioni ad effettua re visite gui- Ex Convento Santa Croce - Via Cavour, 5 - 15033 Casale Monferrato (AL). date a singoli o gruppi di persone non vedenti o la disponibilità all’ingresso di au- Tel. 0142 44 43 09 dioguide non specificata mente prodotte per persone con disabilità visiva e non sup- portate da altro materiale, fruibile e sempre disponibile, non sono ritenuti servizi suf- Esposizione fruibile e accessibilità: ficienti a garantire una fruibilità, neanche parziale. Per fruibilità si intende qui la pos- il museo si dichiara parzialmente accessibile a non vedenti. sibilità di accesso autonomo ed in qualunque momento, ad informazioni e beni, nella loro totalità o in parte. ASTI E PROVINCIA ALESSANDRIA E PROVINCIA Parco di Rocchetta Tanaro. Museo di Scienze Naturali e Planetario. Regione Valbenenta, 12 - 14030 Rocchetta Tanaro (AT). Via 1821, 11 - 15100 Alessandria. Tel. 0141 59 20 91 - Fax 0141 59 37 77 Tel. 0131 25 46 33 enteparchi@parchiastigiani.it www.parchiastigiani.it Esposizione fruibile e accessibilità: www.parks.it/parchi.astigiani il museo si dichiara parzialmente accessibile a non vedenti. Accessibilità: è presente un percorso per non vedenti interno al bosco, dispone di corrimano in legno Museo del Cappello Borsalino. con indicatori tattili. Sono presenti panche e tavoli; espositori e pannelli informativi con Via Cavour, 84 - 15100 Alessandria. didascalie a testo con caratteri standard e in rilievo, nonché contenitori per la didattica. Tel. 0131 40 035170 171
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A Esposizione fruibile e accessibilità: Cripta di Sant’Anastasio e Museo Lapidario. l’ente si dichiara parzialmente accessibile a non vedenti. Corso Alfieri, 365 - 14100 Asti. Tel. 0141 43 74 54 CUNEO E PROVINCIA Esposizione fruibile e accessibilità: sono a disposizione riproduzioni in argilla di alcuni pezzi significativi della collezione, La Fabbrica dei Suoni a Venasca. tra i quali cinque capitelli romanici, uno stelo di fontana cinquecentesca con teste Via Marconi, 15 - 12020 Venasca (CN). femminili, formelle e stemmi nobiliari. Sono presenti plastici riproducenti le varie se- Tel. 0175 56 78 40 zioni del museo, con indicazioni in Braille. www.lafabbricadeisuoni.it Esposizione fruibile e accessibilità: il museo si presenta come un laboratorio didattico sul suono. BIELLA E PROVINCIA Museo dell’Arpa Victor Salvi a Piasco. Museo del Territorio. Via Rosanna, 7 - 12026 Piasco (CN). Chiostro San Sebastiano - Via Quintino Sella - 13900 Biella. Tel. 0175 27 05 10 Tel. 015 25 29 345 www.museodelterritorio.biella.it Esposizione fruibile e accessibilità: il museo espone una collezione privata di arpe. Sono presenti cartelli in Braille e la pos- Esposizione fruibile e accessibilità: sibilità di prenotare una visita con personale esperto. il museo si dichiara parzialmente accessibile a non vedenti. Museo Civico Casa Cavassa. Cittàdellarte - Fondazione Pistoletto. Via S. Giovanni, 5 - 12037 Saluzzo (CN). Via Giovanni Battista Serralunga, 27 - 13900 Biella. Tel. / Fax 0175 41 455 Tel. 015 84 00 cavassa@comune.saluzzo.cn.it www.cittadellarte.it www.cavassa.it172 173
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A Esposizione fruibile e accessibilità: carattere ingrandito contrastato; audiocassetta . Il percorso tattile “Museo Egizio da è in fase di allestimento un percorso plurisensoriale, con mappe visivo-tattili e informa- toccare”, si sviluppa su 9 capolavori egizi originali conservati nello Statuario. zioni dedicate alle persone con disabilità visiva. Museo Nazionale del Cinema e Mole Antonelliana. Via Montebello, 20 - 10100 Torino (all’interno della Mole Antonelliana). NOVARA E PROVINCIA Tel. 011 81 38 511 - Fax 011 83 98 501 info@museonazionaledelcinema.org Canonica di Santa Maria delle Grazie. www.museonazionaledelcinema.org Via Puccini, 11 - 28100 Novara. Tel. 0321 66 16 35 Esposizione fruibile e accessibilità: il percorso tattile comprende all’ingresso una riproduzione della Mole Antonelliana in Esposizione fruibile e accessibilità: scala 1 a 100, realizzata con differenti tipi di legno per lo studio e la comprensione della l’ente si dichiara parzialmente accessibile a non vedenti. struttura architettonica. Catalogo visivo-tattile con CD di guida alla lettura. All’interno del museo una sezione sull’ottica e la visione completamente fruibile. TORINO E PROVINCIA Museo Nazionale del Risorgimento Italiano. Museo Nazionale Egizio. Via Accademia delle Scienze, 5 - 10100 Torino. Via Accademia delle Scienze, 6 - 10100 Torino. Tel. 011 56 21 147 - 011 56 23 719 Tel. 011 56 17 776 - Fax 011 56 23 157 Esposizione fruibile e accessibilità: servizi.educativi@museoegizio.org il museo è chiuso per riallestimento. Alla sua apertura, prevista per il 2011, sarà dispo- info@musieitorino.it nibile un percorso multisensoriale. www.museoegizio.org Esposizione fruibile e accessibilità: Galleria dell’Accademia di Belle Arti. sono a disposizione il catalogo-guida in Braille con disegni a rilievo riproducenti alcu- Via dell’Accademia Albertina, 3 - 10100 Torino. ni pezzi della collezione ed il relativo manuale-guida per la lettura; testi con scrittura a Tel. 011 88 54 08174 175
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A Esposizione fruibile e accessibilità: cartelli visivo-tattili di alcune opere. Museo Civico di Arti decorative Palazzo Madama. Piazza Castello - 10100 Torino. Museo della Sindone. Tel. 011 44 33 501 Via S. Domenico, 28 - 10100 Torino. Esposizione fruibile e accessibilità: Tel. 011 43 65 832 - Fax 011 43 19 275 il museo si dichiara parzialmente accessibile a non vedenti. sindone@tin.it www.sindone.it Palazzo Reale. Esposizione fruibile e accessibilità: Piazzetta Reale, 1 - 10100 Torino. percorso sperimentale per non vedenti comprendente il modello tridimensionale della Tel. 011 43 61 455 parte anteriore della Sindone su un supporto in alluminio. Il percorso è corredato dal Esposizione fruibile e accessibilità: libro “Toccare la Sindone” con immagini in rilievo, testo in nero e in Braille, audiocassetta. il museo si dichiara parzialmente accessibile a non vedenti. Audioguide in quattro lingue. Museo di Arti Decorative Fondazione Accorsi. Borgo Medievale. Via Po, 55 - 10100 Torino. Parco del Valentino - 10100 Torino. Tel. 011 81 29 116 - Fax 011 81 50 770 Tel. 011 44 31 704 info@fondazioneaccorsi.it Esposizione fruibile e accessibilità: www.fondazioneaccorsi.it è a disposizione un volume con 13 tavole a rilievo comprendenti la mappa del borgo, Esposizione fruibile e accessibilità: rappresentazioni degli edifici, dipinti, affreschi ed altri particolari architettonici peculiari nella sezione didattica è allestito un percorso tattile permanente con l’utilizzo di modelli dell’età medievale. Il volume è corredato da un’audiocassetta. Sono disponibili scritte appositamente realizzati che permette di ripercorrere l’evoluzione degli stili e delle forme in Braille e caratteri ingranditi per ipovedenti. dell’arte del 700.176 177
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A Esposizione fruibile e accessibilità: Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, è in fase di allestimento un percorso tattile. È disponibile un modello della Reggia a dei Diritti e della Libertà. scala urbanistica. Visite guidate su prenotazione. Corso Valdocco, 4/a - 10100 Torino. Tel. 011 43 63 470 Castello di Moncalieri. Informazioni: Servizi educativi. Via del Castello, 2 - 10024 Moncalieri (TO). didattica@museodiffusotorino.it Tel. 011 64 02 883 Esposizione fruibile e accessibilità: www.comune.moncalieri.to.it è possibile, su prenotazione, avere a disposizione mappe e tabelle tattili sull’esposizione. Esposizione fruibile e accessibilità: È consentita l’esplorazione tattile delle suppellettili presenti nelle sale e il personale può è accessibile solamente il piano terra e il contiguo appartamento. Offre apposite schede accompagnare il visitatore al rifugio sotterraneo. Testi descrittivi a carattere ingrandito. in Braille. Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli. Museo del gusto. Via Nizza, 230 - 10100 Torino. Via Principe Amedeo, 42/a - 10060 Frossasco (TO). Tel. 011 00 62 713 Tel. 0121 35 23 98 - Fax 0121 35 51 58 www.pinacoteca-agnelli.it Esposizione fruibile e accessibilità: Esposizione fruibile e accessibilità: sono previste postazioni sensoriali. Il museo attiva, su prenotazione, laboratori dedicati il museo si dichiara parzialmente accessibile a non vedenti. alle esperienze sensoriali attraverso il gusto, l’olfatto, l’udito, la vista e il tatto. Reggia di Venaria Reale. Museo di Arte Contemporanea - Castello di Rivoli. Piazza della Repubblica, 4 - 10078 Venaria Reale (TO). Piazza Mafalda di Savoia - 10098 Rivoli (TO). Tel. 011 45 93 675 Tel. 011 95 65 222 www.reggiavenariareale.it www.castellodirivoli.it178 179
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A Esposizione fruibile e accessibilità: Esposizione fruibile e accessibilità: è in fase di allestimento un percorso tattile. è possibile, su prenotazione, visitare il Villaggio e la Casa Museo, vedere e toccare ar- redamenti e suppellettili dell’epoca. Il percorso è corredato dal libro tattile “Toccare il Museo Scopriminiera a Prali. Villaggio Leumann”. Un modello in legno riproduce lo straordinario Villaggio Operaio. Località Paola Prali - 10060 Prali (TO). Tel. / Fax 0121 80 69 87 Parco Nazionale del Gran Paradiso. scopriminiera@alpimedia.it Sede del Centro di Ceresole: www.scopriminiera.it Borgata Pian della Balma - 10080 Ceresole Reale (TO) - Tel. 0124 90 10 70 Esposizione fruibile e accessibilità: Sede Val Soana: percorso tattile con pannelli e didascalie in Braille nella miniera Paola. Audioguide Via Vittorio Emanuele - 10080 Ronco Canavese (TO) - Tel. / Fax 0124 81 74 33 wireless in quattro lingue. Accessibilità: il sentiero “i sensi in gioco”, con partenza dalla sede di Ceresole Reale, è nato anche per PAV - Parco Arte Vivente. Via Giordano Bruno, 31 - 10100 Torino. la fruizione da parte di non vedenti. L’itinerario è lungo circa un chilometro con modesta Tel. 011 31 82 235 pendenza (dislivello 162 m) su comoda e ampia pista forestale. È dotato di corrimano. lab@parcoartevivente.it Il Centro fornisce anche una pubblicazione con collezione di disegni in rilievo come guida alla visita. Esposizione fruibile e accessibilità: percorso multisensoriale con produzione di immagini, suoni, odori. È possibile effet- Parco Regionale di Avigliana. tuare visite guidate. Il percorso tattile permanente “Bioma” è fruibile da tutti. Via Monte Pirchiriano, 54 - 10051 Avigliana (TO). Tel. 011 93 13 000 Villaggio Leumann, Collegno. Stazionetta Leumann - Corso Francia, 326 - 10093 Collegno (TO). Accessibilità: Prenotazione visite: “Associazione Amici del Villaggio Leumann”, cell. 349 78 35 948 percorso protetto lungo circa 300 m dotato di mancorrente, con 3 postazioni multisen- info@villaggioleumann.it soriali e cartelli in Braille. Al termine del percorso guidato è possibile seguire un trac-180 181
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A ciato sterrato verso la palude. Lungo il tragitto sono presenti postazioni audio con i versi registrati degli uccelli, di solito presenti in quel tratto. Libretto tattile sulla fauna del Parco della Maddalena. parco con 21 schede ed allegato CD. Strada Comunale di San Vito Revigliasco, 460 - Fermata bus 70 - 10100 Torino. Accessibilità: Parco Regionale dell’Orsiera-Rocciavrè. il percorso è attrezzato e consente anche ai disabili visivi di percorrerlo in piena autono- mia. Tracciato facile, mancorrente, attraversamenti guidati, testi in Braille ed in carat- Via San Rocco, 2 - Frazione Foresto - 10053 Bussoleno (TO). tere ingrandito, disegni tattili offrono un supporto essenziale. Un libro corredato da di- Tel. 0122 47 064 segni tattili e da un’audiocassetta fornisce tutte le informazioni utili a seguire l’itinerario Accessibilità: e a interpretare correttamente le immagini tattili disponibili lungo il percorso e sul libro. presenza di cartelli tattili. Bosco Parco del Bric Filia. Frazione Villa - 10080 Castelnuovo Nigra (TO). Parco Regionale La Mandria. Tel. 0124 65 96 60 - Fax 0124 69 70 39 Viale Carlo Emanuele II, 256 - 10078 Venaria Reale (TO). www.comune.castelnuovonigra.to.it Tel. 011 49 93 311 - Fax 011 45 94 352 Accessibilità: parco.lamandria@reteuniteria.piemonte.it cartelli e libretto tattile di guida alla fauna e flora del parco. È presente nei pressi Punto informativo Ponte Verde: tel. 011 49 93 381 un’area picnic. Il percorso naturalistico didattico è fruibile anche da non vedenti. info@parcomandria.it Accessibilità: Parco del Sacro Monte di Belmonte. i servizi fruizione ed educazione ambientale organizzano escursi oni gratuite per as- Corso Massimo d’Azeglio, 216 - 10081 Castellamonte (TO). sociazioni o gruppi di disabili, individuando appositi percorsi di visita e attività spe- Tel. 0124 51 06 05 cifiche. Il parco è dotato di due tandem tradizionali in linea in uso gratuito presso il Accessibilità: centro noleggio biciclette alla Cascina Prato Pascolo: tel. 011 49 93 333. cartelli e libretto tattile di guida alla flora del parco.182 183
    • A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A – 2 . P A R T E S E C O N D A 2 . P A R T E S E C O N D A – A L L E G A T I A L L A P A R T E S E C O N D A VERBANO-CUSIO OSSOLA E PROVINCIA VERCELLI E PROVINCIA Museo Civico Archeologico di Mergozzo. Museo Borgogna. Antico Palazzo Comunale - Via Roma, 8 - 28802 Mergozzo - (VB). Via Antonio Borgogna, 4 - 13100 Vercelli. Tel. 0323 84 53 79 - Fax 0323 80 574 Tel. / Fax 0161 21 13 38 museomergozzo@tiscali.it info@museoborgogna.it www.mergozzo.it www.museoborgogna.it Esposizione fruibile e accessibilità: Esposizione fruibile e accessibilità: postazione tattile con 30 riproduzioni di reperti archeologici. raccolta di 12 tavole tattili di dipinti selezionati dalla collezione del museo il quale Didascalie in Braille; visite guidate. dispone anche di audiocassette che commentano le tavole tradotte in rilievo e fornisce informazioni sul percorso museale; vi sono operatori specializzati che guidano la visita. Su prenotazione. Museo Tattile di Scienze Naturali di Trarego Viggiona. Contrada San Mauro - 28826 Trarego Viggiona (VB). Tel. / Fax 0323 84 53 79 oppure 348 73 40 347 museotattile@tiscali.it www.traregoviggiona.com Esposizione fruibile e accessibilità: il percorso si articola in diversi diorami che propongono ricostruzioni di ambienti con l’utilizzo di piante vive ed animali naturalizzati, oltre ad oggetti ed elementi naturali.184 185
    • 3 . P A R T E T E R Z A – F O N T I L E G I S L A T I V EP A R T E T E R Z A  Legge 9 gennaio 1989, n. 13.  Legge 3 aprile 2001, n. 138. Disposizioni per favorire il superamento Classificazione e quantificazione e l’eliminazione delle barriere delle minorazioni visive e norme architettoniche negli edifici privati. in materia di accertamenti oculistici.  Decreto Ministeriale  Carta dei servizi per il superamento Ministero dei Lavori Pubblici delle barriere comunicative, 14 giugno 1989, n. 236. 11 maggio 2004. Prescrizioni tecniche necessarie a garantire Consiglio nazionale degli Utenti. l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale  Legge 9 gennaio 2004, n. 4. pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione Disposizioni per favorire l’accesso delle barriere architettoniche. dei soggetti disabili agli strumenti informatici.Fonti Legislative.  Legge 5 febbraio 1992, n. 104  Legge 1 marzo 2006, n. 67. (integrata e modificata con la Legge “Misure per la tutela giudiziaria delle persone 28 gennaio 1999, n. 17). con disabilità vittime di discriminazioni”. Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.  Decreto 28 marzo 2008. Linee guida per il superamento  Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503. delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale. Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche  Convenzione ONU sui Diritti negli edifici, spazi e servizi pubblici. delle persone con disabilità.  Legge Regionale Piemonte Adottata dall’Assemblea generale 7 aprile 2000, n. 37. il 13 dicembre 2006; Compiti associativi di rappresentanza firmata per l’Italia dal Ministro per e tutela delle categorie protette. la Solidarietà Sociale il 30 marzo 2007. 187
    • 3 . P A R T E T E R Z A – B I B L I O G R A F I A E S I T I I N T E R N E TP A R T E T E R Z A Bibliografia. AA.VV, “Toccare l’arte: l’educazione estetica di ipovedenti e non vedenti”, a cura di Andrea Bellini, Armando Editore, Roma, 2000. AA.VV, “Non ti leggo. La disabilità visiva come barriera sociale”. Atti del Convegno “Non ti leggo”, organizzato a Torino il 18 febbraio 2005, Edizioni Angolo Manzoni, 2005. Maria Agostiano, Lucia Baracco, Andrea Pane, Fabrizio Vescovo,Bibliografia e siti internet. Elisabetta Virdia, (a cura di), “Linee Guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse Culturale”, Gangemi Editore 2008. Alberto Arenghi, (a cura di), “Design for all - Progettare senza barriere architettoniche”, Utet Scienze Tecniche, 2007. Ileana Argentin, Matteo Clemente, Tommaso Empler, “Eliminazione delle barriere architettoniche. Progettare per un’utenza Ampliata”, DEI, 2008. 189
    • B I B L I O G R A F I A E S I T I I N T E R N E T – 3 . P A R T E T E R Z A 3 . P A R T E T E R Z A – B I B L I O G R A F I A E S I T I I N T E R N E T Atti del Convegno, John M. Kennedy, “L’arte a portata di mano”, Ancona 21-23 ottobre 2004, “Drawing and the Blind”, a cura del Museo Tattile Statale Omero, Armando Editore, Roma, 2006. Yale University Press, 1993. Alessandro Bacchetti, Paolo Felli, Antonio Lauria, Lucia Lancerin, (a cura di), “Comunicatività ambientale e pavimentazioni per la segnaletica sul piano di calpestio”, “Il verde è di tutti, schede tecniche per la progettazione e la realizzazione ETS, Pisa, 2004. di aree verdi accessibili e fruibili”, Edizitore Giunta Regionale Veneto, 2003. Lucia Baracco, Erika Cunico, Flavio Fogarolo, (a cura di), Antonio Lauria, (a cura di), “Questioni di leggibilità. Se non riesco a leggere non è solo colpa dei miei occhi”, “Persone ‘reali’ e progettazione dell’ambiente costruito - Accessibilità come risorsa ambientale”, Comune di Venezia, 2005. Maggioli, Rimini, 2003. Rosalia Cavalieri, Fabio Levi, Rocco Rolli, “Il naso intelligente”, “Disegnare per le mani, manuale di disegno in rilievo”, Editori Laterza, Bari-Roma, 2009. Silvio Zamorani Editore, Torino, 1994. Dario Galati, (a cura di), Organizzazione Mondiale della Sanità, “Vedere con la mente. Conoscenza, affettività, adattamento nei non vedenti”, “Classificazione internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF)”, Franco Angeli, Milano, 1996. Erikson, Trento, 2001. Hervé This, Romedi Passini, Paul Arthur, “Pentole e provette”, “Wayfinding, People, Signs and Architecture”, I saggi del Gambero Rosso, 2003. McGraw-Hill Book Company, New York, 1992.190 191
    • B I B L I O G R A F I A E S I T I I N T E R N E T – 3 . P A R T E T E R Z A 3 . P A R T E T E R Z A – B I B L I O G R A F I A E S I T I I N T E R N E T Antonio Quatraro, Heinz Werner, “Il Braille: un altro modo di leggere e di scrivere”, “Psicologia comparata dello sviluppo mentale”, Bulzoni, Roma, 1992. Giunti Barbèra, Firenze, 1985. Pierre Villey, Augusto Romagnoli, “Le monde des aveugles”, “Introduzione alla educazione dei ciechi”, Corti, Paris, 1954. ristampa a cura UICI, Firenze, 1990. Anna Maria Sacchetti, RIVISTE E DOCUMENTI “Vedere con le mani”, AA.VV, Edizioni Clandestine, Marina di Massa, 2005. “La qualità in Albergo”, ed altri manuali pratici, Editore Promoveneto, Camera Commercio Belluno, Verona, Vicenza. Matteo Schianchi, “La terza nazione del mondo. I disabili tra pregiudizio e realtà”, AA.VV, Feltrinelli, Milano, 2009. “La Storia del Bastone Bianco”, a cura UICI. Loretta Secchi, “L’educazione estetica per l’integrazione”, AA.VV, “Non così, ma così”, Carrocci Editore, Roma, 2004. a cura UICI. Jakob Street, AA.VV, “Louis Braille. Il ragazzo che leggeva con le dita”, “Buon compleanno Jack: per un mondo a portata di mano”, Filadelfia, Milano, 2002. a cura UICI - Sezione provinciale di Asti, 2007/2008.192 193
    • B I B L I O G R A F I A E S I T I I N T E R N E T – 3 . P A R T E T E R Z A 3 . P A R T E T E R Z A – B I B L I O G R A F I A E S I T I I N T E R N E T AA.VV, Mariacristina Garnero, “Il cane guida: il perchè di una scelta”, “La comunicatività ambientale”, a cura UICI. Tesi di Laurea, Politecnico di Torino, 2007. Renata Martinoni, AA.VV, “Aspetti psicologici dell’handicap visivo”, “Progettare per l’autonomia - La mobilità dei ciechi ed ipovedenti”, in Giornale Retina Suisse n. 2-3/2008. Il Corriere dei Ciechi, dicembre 2000. Peter Neuman, Lucia Baracco, Laura Borghero, Ricerca del Dipartimento Geografia dell’Università di Münster - Germania, presentata “Venezia ad occhi chiusi”, nel Convegno EIDD “Tourism for all”, Triennale di Milano, 28-29 giugno 2007. Mobilità n. 50, 2007. Luciano Paschetta, Iacopo Balocco, “Guida all’uso della Stereocopia”, Rodolfo Cattani, www.ausiliabili.it/modules/news/cecita/Guida_Stereocopia.pps “La società inclusiva, Vedere oltre”, UIC 011 n. 1, 2008. http://www.cavazza.it/vedereoltre/2008-1/rodolfo.html Roberto Vitali, “Si Può”, Decalogo del Laboratorio Nazionale Turismo Accessibile. Enrico Chiarini, Paolo Graziani, Antonio Lauria, Stefan Von Prondzinski, www.laboratoriosipuo.net “Progettare per l’autonomia. La mobilità dei ciechi ed ipovedenti”, supplemento in “Il Corriere dei Ciechi”, novembre-dicembre 2000. Siti internet. www.aisquared.com www.macrosystems.it www.tactilevision.it Roberto Ellero, “L’accessibilità del multimedia. Concetti di base”, 2006. www.apf.asso.fr www.parchiaccessibili.it www.tiflosystem.it http://webaccessibile.org/multimedia/l’accessibilita-del-multimedia/concetti-di-base/ www.cavazza.it www.subvisionmilano.com www.turismoaccessibile.it www.handicapincifre.it www.superabile.it www.turismopertutti.it194 195
    • Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti • ONLUS CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE C.so Vittorio Emanuele II, 63 - 10128 Torino Tel. / Fax 011 56 27 870 segreteria@uicpiemonte.it - www.uicpiemonte.it Turismo per tutti ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE Via Beaumont, 2 - 10143 Torino Tel. 011 58 81 968 Fax 011 43 78 101 info@turismopertutti.it - www.turismopertutti.it Tactile Vision Onlus DISEGNO IN RILIEVO PER UNA COMUNICAZIONE MULTISENSORIALE C.so San Maurizio, 25 - 10124 Torino Tel. 011 44 76 722 Fax 011 81 26 144 info@tactilevision.it - www.tactilevision.itTesti a cura di: Rocco Rolli, Cristiana Aletto, Sergio Prelato, Adriano Capitolo Fotografie: Archivio UICI Disegni tecnici: Rocco Rolli, Andrea Lo Cascio Grafica: Alberto Brusa • alberto.brusa@alice.it Stampa: Tipografia Valente • Torino Giugno 2010