"LE ESPERIENZE DI CITTADINANZA ECONOMICA Indagine sulla realtà italiana nel contesto internazionale. Edizione 2012

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Il rapporto, alla sua terza edizione, è realizzato dalla Fondazione Rosselli, con il contributo del Consorzio Pattichiari, e regala una visione completa delle attività di educazione economica e finanziaria realizzate nel mondo e in italia, con una particolare attenzione al mondo scolastico italiano.

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"LE ESPERIENZE DI CITTADINANZA ECONOMICA Indagine sulla realtà italiana nel contesto internazionale. Edizione 2012

  1. 1. LE INIZIATIVE DI EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA ECONOMICAIndagine sulla realtà italiana nel contesto internazionale. Edizione 2012
  2. 2. EDUCAZIONEFINANZIARIAVSECONOMICA# L’educazione finanziaria consiste nellinsieme di competenze e conoscenze che permette a un individuo diprendere decisioni informate ed adeguate alle sue esigenze finanziarie. Attiene alla finanza personale, inparticolare ai temi del risparmio, del budgeting, delle assicurazioni, della previdenza, ecc.# Due sono gli aspetti importanti: il trasferimento di informazioni e la promozione dell’educazione che incide suicomportamenti.# Per cittadinanza economica, invece, si intende quell’insieme di conoscenze, capacità e competenze chepermettano al cittadino di divenire agente consapevole nellarco della propria vita economica e sociale.# Un cittadino diventa agente economico consapevole e rispettoso delle regole del vivere civile non solo graziealla comprensione di informazioni economiche e finanziarie, ma anche attraverso lo sviluppo di quei processicognitivi, di quelle capacità e di quelle competenze che gli consentono di comprendere il mondo economico checi circonda, di padroneggiare quegli aspetti emotivi e psicologici che influiscono sulle scelte, di contribuire nonPerché è più corretto parlare di educazione alla cittadinanza economica?VSCITTADINANZAci circonda, di padroneggiare quegli aspetti emotivi e psicologici che influiscono sulle scelte, di contribuire nonsolo al benessere economico individuale, ma anche a quello sociale.2
  3. 3. L’EDUCAZIONEALLACITTADINANZAELACRISI# Il 12,5% degli intervistati, massimo storico dall’avvio della rilevazione, dichiara di non riuscire a far fronte allenecessità della vita quotidiana.# Il 21% del campione prevede che non disporrà di un reddito sufficiente una volta raggiunti i 65-70 anni, unapercentuale in aumento rispetto al 19% circa rilevato con le indagini del 2009 e del 2010.# La quota degli intervistati che dichiarano di non essere in grado di risparmiare supera nel 2012 il 61%, ben ottopunti in più rispetto all’anno precedente.# Agli occhi degli intervistati, la crisi finanziaria figura tra i maggiori responsabili delle difficoltà attuali.# La difficoltà delle famiglie a guardare serenamente al futuro è il tema dominante dell’indagine 2012. senzafiducia non si progetta, non si rischia, non si investe, non si cresce*# Il problema della financial illiteracy è un fenomeno globale, non solo italiano.# Negli Stati Uniti, solo il 39% degli intervistati tiene traccia delle spese effettuate, nonostante che più del 66%degli stessi abbia due o più carte di credito.Alcuni dati per comprendere la gravità della crisiCITTADINANZAECONOMICAdegli stessi abbia due o più carte di credito.# Il 40% non ripaga mensilmente l’intero ammontare delle spese effettuate con carta di credito, incorrendo inonerosi interessi e solo il 30% si dichiara interessato ad acquisire maggiori conoscenze in campo finanziario.# Il 65% della popolazione si ritiene sicuro delle proprie capacità di gestione dei risparmi.**# Anche in Australia, una recente indagine evidenzia che i consumatori si ritengono in possesso di un adeguatolivello di cultura finanziaria; tuttavia, se il 67% del campione intervistato dichiarava di conoscere e comprenderela nozione di interesse composto, solo il 28% degli intervistati rispondeva correttamente a domande riferite atale concetto.***3*Russo G. (a cura di), Indagine sul Risparmio e sulle scelte degli italiani 2012. Le difficoltà del risparmio e le nuove priorità delle famiglie, Centro LuigiEnaudi, Banca Intesa Sanpaolo, realizzata in collaborazione con DOXA, 2012.** Princeton Survey Research Associates International, 2010***ANZ and Roy Morgan Research, Survey of adult financial literacy in Australia, 2011
  4. 4. L’EDUCAZIONEALLACITTADINANZALACRISI# L’alfabetizzazione finanziaria ed economica è positivamente correlata alla partecipazione nei mercati finanziari enegativamente correlata alluso di fonti informali di prestito.# Gli individui con un più alto grado di alfabetizzazione finanziaria ed economica hanno più probabilità di registrarelivelli di reddito e di capacità di spesa superiori.# La correlazione fra financial literacy e disponibilità di reddito è maggiore durante la crisi finanziaria, ne discendeche l’educazione finanziaria ed economica può servire a contrastare gli shock macroeconomici****# La crisi finanziaria ha messo in evidenza infatti che la mancanza di educazione finanziaria è stata una delle causeprincipali di decisioni finanziarie irrazionali e che tali decisioni provocano, a loro volta, evidenti spill-over negativi(Gerardi, Goette, Meier 2010).# I consumatori si trovano di fronte ad una maggiore insicurezza finanziaria, occupazionale, previdenziale esanitaria, proprio in un momento in cui i governi stanno cercando di stimolare la domanda ed il credito.# Queste politiche devono essere accompagnate da un comportamento consapevole delle famiglie per evitare crisiLeducazione economica e finanziaria per superare la crisiCITTADINANZAECONOMICAE# Queste politiche devono essere accompagnate da un comportamento consapevole delle famiglie per evitare crisifuture.# L’educazione economico-finanziaria e le campagne informative aiutano gli individui a comprendere i rischi e iprodotti finanziari e quindi ne accrescono la capacità di assumere decisioni adeguate alle proprie esigenze.# La financial literacy è condizione necessaria per l’efficienza dei mercati finanziari.# Un’indagine condotta sui paesi Ocse ed alcuni non Ocse mostra come spesso i consumatori sovrastimano leinformazioni e le capacità detenute.4**** L. F. Klapper, A. Lusardi, G. A. Panos, Financial Literacy and the Financial Crisis, 2012.
  5. 5. LINDAGINEANNUALEDELLALa terza edizione dellIndagine annuale sulleducazione alla cittadinanza economica# Dal 2010 la Fondazione Rosselli conduce, con il Consorzio PattiChiari, una indagine annuale sul temadelleducazione alla cittadinanza economica.# LIndagine, i cui risultati confluiscono in un report annuale, ha lobiettivo di monitorare le iniziative di educazionealla cittadinanza economica avviate dai diversi soggetti pubblici e privati in Italia e nel mondo, al fine divalorizzare quanto ad oggi sviluppato e ragionare sulle possibili strategie di sviluppo della formazione in questoambito , sia per i giovani che per gli adulti.# Nel corso dei primi due anni, il lavoro d’indagine ha previsto la realizzazione di un CAWI sui soggetti pubblici eprivati erogatori delle iniziative, oltre che lo studio di buone prassi straniere e interviste in profondità sulleprincipali iniziative italiane.# La terza edizione, arricchita del patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dellUniversità e della Ricerca - Direzioneper gli Ordinamenti scolastici e per l’autonomia scolastica, oltre a proporre unanalisi delle tendenzeinternazionali e un aggiornamento dei dati dei principali programmi nazionali, ha previsto un approfondimentospecifico sui programmi rivolti al mondo scolastico.5FONDAZIONEROSSELLIspecifico sui programmi rivolti al mondo scolastico.# Nel dettaglio, sono stati realizzati:* un monitoraggio sulle attività educative realizzate dagli istituti scolastici in tema di cittadinanzaeconomica (CAWI su Istituti primari e secondari);* un focus di ricerca sul ruolo della famiglia nell’educazione alla cittadinanza economica dei figli (focusgroup con le Associazioni italiane dei Genitori).
  6. 6. INDAGINESULLESCUOLEI partecipantiDistribuzione percentuale per tipologia di soggettipartecipanti allindagineLindagine sulle scuole ha previsto:# la realizzazione di un focus group che ha coinvolto 10docenti provenienti da 5 scuole primarie e secondarieitaliane, volto a verificare la struttura del questionario e itemi affrontati;# la somministrazione di un questionario online, seguito dasollecitazione telefonica. L’indagine CAWI ComputerAssisted Web Interviewing) è stata realizzata su uncampione di 9.138 Istituti scolastici (primarie, secondariedi I grado, secondarie di II grado) ed ha ottenuto unapercentuale di adesione del 23% (2.097 istitutipartecipanti.La metodologia di indagineScuolaSecondariadi I grado38%ScuolaSecondariadi II grado33%50%60%70%80%90%100%6Totale campione : 9. 138ScuolaPrimaria29%38%0%10%20%30%40%Totale partecipanti 2.09723%Allindagine hanno partecipato:# le scuole primarie;# le scuole secondarie di I grado;# le scuole secondarie di II grado.Il tasso di risposta è egualmente distributo fra i diversi gradiscolastici, con una leggera prevalenza della scuolasecondaria di I e II grado (38% e 33%).Tale dato è determinato dal fatto che la maggior parte delleiniziative sul tema cittadinanza sono rivolte alle scuolesecondarie , dunque vi è famigliarità e conoscenza del tema.
  7. 7. LACITTADINANZAECONOMICASCUOLE?Cittadinanza economica, parte integrante dei curricolascolasticiLa cittadinanza economica deve diventare parteintegrante dei programmi e dei curricola scolastici?Leducazione alla cittadinanza economica deve essere parteintegrante della programmazione scolastica .Gli Istituti che hanno partecipato allindagine sono daccordosulla necessità che i programmi educativi in ambitoeconomico e finanziario siano da sviluppare e rendereintegrati nella programmazione scolastica annuale(86% deipartecipanti). Il 91,8% ha inserito il progetto nel POF.Tale necessità è sentita in egual modo al centro (86,7%), alsud (92,2%), isole (90,6%) e un po’ meno al nord (81,3%) , enei diversi livelli scolastici, in particolar modo nelle scuolesuperiori , dove tocca percentuali del 91,4%86,1 %13,9 %Si NoLeducazione alla cittadinanza economica è un obiettivoformativo da raggiungere come? Attraverso:7a partire dalle scuole primarie fino allescuole secondarie di secondoECONOMICAVAINSEGNATANELLE12, %49,9 %38,2 %lintroduzione di una materia autonoma allinterno del programmadidatticolo sviluppo di un percorso di insegnamento trasversale a diversemateriela collocazione di argomenti specifici nellambito di "Cittadinanza eCostituzione"Quasi il 90% degli istituti scolasticiintervistati sostiene che il MIUR debba darealle scuole indicazioni nazionali chesupportino lo sviluppo di un efficacepercorso educativo nellambito dellacittadinanza economica.L87% delle scuole intervistate ritiene che ilcoinvolgimento di altri soggetti esterni nellarealizzazione di progetti educativi in ambitoeconomico sia un valore aggiunto.47,9 %40,2 %11,4 %0,1 %0,4 %a partire dalle scuole secondarie diprimo grado fino alle scuole secondariedi secondo gradosolamente nelle scuole secondarie disecondo gradosolamente nelle scuole primariesolamente nelle scuole secondarie diprimo grado
  8. 8. LEESPERIENZEREALIZZATENELLELa distribuzione delle scuole che hanno realizzatoprogrammi nelle diverse aree geograficheLe iniziative di educazionealla cittadinanzaeconomica attivate nellescuole italiane negli ultimi3 annisi40,7 %no59,3 %La distribuzione delle scuole che hanno realizzatoprogrammi nei diversi livelli scolastici37,8%80,0%100,0%55,4 %42,9 % 1,8 %IncrementarleMantenerle stabiliLe intenzioni del mondoscolastico nei prossimianni845,8% 39,8% 35,8% 33,4%54,2% 60,2% 64,2% 66,6%0,0%20,0%40,0%60,0%80,0%100,0%nord centro sud isolenosiNELLESCUOLEITALIANEI progetti educativi di cittadinanza economica sono presenti inquasi la metà delle scuole italiane, con una maggiore incidenza alnord (45,8%) rispetto a centro, sud e isole. Gli isitituti che nonhanno attivato programmi dichiarano di non averlo fatto perchénon erano sufficientemente informati (20,7%) o perché nonavevano le risorse economiche (30%) e organizzative (19,2%)perrealizzarli e gestirli.Le scuole superiori hanno attivato e sono state coinvolte inmaggiori iniziative rispetto agli altri livelli scolastici, con unascarto percentuale molto forte (più del doppio degli istitutiprimari e secondari di I grado).Tale dato conferma quanto rilevato dalle indagini degli scorsianni, ovvero che i soggetti che propongono iniziative dieducazione economica si rivolgono in misura minore ai livelliscolastici inferiori.Ben il 55,4% delle scuole intende incrementare le iniziativerealizzate e il 42,9% mantenerle stabili. Tale intenzione è piùmarcata al sud dove il 74% intende incrementarle e il 25%mantenerle stabili e nelle scuolle secondarie di II grado (il 63,4%incrementarle, il 35,5% mantenerle stabili).Quasi il 41% degli istituti scolastici che hannopartecipato allindagine hanno accoltoiniziative di educazione alla cittadinanzaeconomica, con una maggiore incidenza alnord (45,8%) e nelle scuole secondarie di IIgrado (62,2%).29,8% 30,9%62,2%71,1% 69,1%37,8%0,0%20,0%40,0%60,0%80,0%scuola primaria scuolasecondaria di Igradoscuolasecondaria di IIgradonosiRidurle
  9. 9. CONCHICOLLABORABNOLESCUOLELiniziativa di educazione alla cittadinanza economica sisviluppa su proposta di soggetti esterniGli istituti scolastici indagati realizzano attività educativeprevalentemente proposte da soggetti esterni, con cuicollaborano attivamente allo sviluppo e alla realizzazione.Solo nel 33,4% dei casi i programmi nascono da iniziativadellistituto.Nelle scuole primarie, la presenza di progetti autonomimostra delle percentuali leggermente maggiori (40,6%). Lamaggiore progettualità presente a questo livello scolastico èlegata al modello didattico e organizzativo utilizzato, checoncede ai docenti maggiore flessibilità nellorganizzazione enella pianificazione educativa.Le collaborazioni più frequenti riguardano i seguenti soggettierogatori di iniziative/programmi: singoli Istituti bancari eConsorzio PattiChiari (32,5%) e Banca dItalia e MIUR (25,3%).I programmi del Consorzio PattiChiari + Istituti bancariLe scuole, la progettualità, le collaborazioni con soggettiesterni33,4 %66,6 %è indipendente, nata e sviluppata allinternodellistituto scolasticoè stata proposta da un altro ente/soggetto esviluppata in collaborazione con listituto scolastico9SCUOLE?I soggetti esterni alle scuole che collaborano allarealizzazione di programmi educativiI programmi del Consorzio PattiChiari + Istituti bancarimostrano una maggiore incidenza nelle aree geografiche delnord (39%), mentre le iniziative di Banca dItalia + MIUR sonodiffuse prevalentemente al centro (36%) e al sud (39%) e nelleisole (28%).7,0% 18,3% 11,8% 20,7% 2,5%0,5%0,4%7,9% 1,9%2,6%26,4%0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100%MIUR Banca dItalia Consorzio PattiChiariIstituto bancario Fondazione bancaria Associazione dei consumatoriAssicurazione Ente locale Ente di ricerca specializzatoAltro istituto scolastico Altro25,3 % 32,5 %
  10. 10. INCHEMODOLESCUOLESONOINIZIATIVE?In che modo gli istituti vengono a conoscenza delleiniziative?Leducazione alla cittadinanza economica è un obiettivoformativo da raggiungere come? Attraverso:10Le scuole coinvolte dichiarono di venire a conoscenza delleiniziative realizzate attraverso contatto diretto del soggettoproponente (46,4%) o attraverso comunicazione ufficiale da partedel MIUR e/o dellUSR (26,2%), con cui i diversi soggetti erogatorihanno stipulato precedentemente protocolli dintesa.Molto differente la situazione tra nord e sud d’Italia: nel primocaso la forbice si amplia e ben il 52,8% delle scuole hanno avviatoiniziative attraverso il contatto diretto con il soggetto proponentedi turno, mentre solo il 17,5% si è attivata su comunicazioneufficiale del MIUR/USR; al sud, invece, le scuole vengonocoinvolte in attività educative in ambito economicoprevalentemente attraverso iniziativa del MIUR e dell’USR(42,6%), meno attraverso rapporto diretto dei soggettiproponenti (32,4%).9,2%26,2%1,2%1,0%5,3%4,7%60,0%70,0%80,0%90,0%100,0% AltroAttraversopartecipazione aConvegni/SeminariAnnunci su media(stampa, radio, tv)Passaparola con altrescuoleSONOINFORMATEDELLEIl 46,4% degli istituti viene a conoscenzadelle iniziative attraverso contatto direttodel soggetto proponente.Tale situazione riguarda soprattutto ilnord, nel sud le scuole avviano progettiprevalentemente grazie al rapporto conMIUR e/o dellUSR46,4%6,0%9,2%0,0%10,0%20,0%30,0%40,0%50,0% Comunicazione ufficialeda parte del MIUR/USRAttraversobrochure/materialeinformativo cartaceoAttraverso il web (motorediricerca, siti, forum, blog,portali)Contatto diretto delsoggetto proponente(qualora diversodallistituto scolastico diappartenenza)
  11. 11. IDOCENTI:RUOLOESTRATEGIEGli istituti in cui liniziativa educativa ha previsto unprogramma formativo per i docentiDa chi è proposta liniziativa di educazione ecoomico-finanziaria?1126,3 %34,7 %8,4 %1,1 %29,1 %0,4 %Un singolo docenteUn gruppo di docentiIl consiglio di classeIl consiglio distitutoIl Dirigente ScolasticoUn genitore/ungruppo di genitorisi31,3%no68,7%La maturità del dibattito sul tema haormai chiarito la necessità dicoinvolgere, a valle dellaprogettazione delle iniziative, nonsolo degli esperti in materia, maanche i docenti, per la loro capacità diselezionare modelli e strumentididattici più efficaci. Tuttavia, laframmentarietà delle iniziative rendepiù difficile la realizzazione diprogrammi formativi rivolti aidocenti, che li aiutino a integrare lematerie economiche in manierastrutturale nella programmazionescolastica.STRATEGIEDIFORMAZIONEI contenuti delliniziativa sono sviluppati da:Le iniziative formative nascono su iniziativa sia dei docenti che dei dirigenti scolastici.Vi èuna più forte propositività dei dirigenti scolastici nella scuola primaria (40,8%), e dei docentinella scuola secondaria di II grado (39,7%).18,9 %46,7 %31,2 %3,2 %Esperti/studiosi esterni alla scuolaDocenti della scuolaEsperti/studiosi esterni alla scuola edocenti della scuola, attraverso unlavoro di gruppoAltro specificare34,1 %33,3 %32,7 %Il corpo docenteEsperti esterniEntrambiI contenuti delliniziativa sono erogati da:
  12. 12. COSAINSEGNANOIPROGRAMMIECONOMICO-FINANZIARIA?I temi trattati nelle iniziative educative realizzate nelle scuole128,1%3,6%4,8%10,6%7,4%18,1%14,6%3,5%Problem solvingEducazione previdenzialePrevenzione dellindebitamentoEducazione allimprenditorialitàEducazione al rischioEducazione allutilizzo consapevole del denaroConoscenza del sistema bancarioAltroPROGRAMMIDIEDUCAZIONE13,5%6,8%9,0%8,1%0% 2% 4% 6% 8% 10% 12% 14% 16% 18% 20%Alfabetizzazione al denaro e ai prezzi e conoscenzadella monetaConsumo presente e consumo futuroLa gestione del budgetProblem solvingL’educazione all’uso consapevole del denaro sembra essere il tema maggiormente ricorrente nei programmi dedicati alle scuole(18%), seguito dalla comprensione del funzionamento delle banche (14,6%) e dall’alfabetizzazione al denaro e ai prezzi (13,5%).Molta attenzione è rivolta anche all’educazione all’imprenditorialità (10,6%) e all’acquisizione di competenze nella gestione del budget.Si tratta di temi trasversali dell’educazione economico-finanziaria, mentre compaiono in misura ridotta contenuti verticali comel’educazione previdenziale o l’educazione al rischio (nonostante vi sia un programma specifico su questo tema: Io&irischi diANIA), l’educazione al risparmio e la comprensione della differenza fra consumo presente e futuro, indispensabili, invece, per lacostruzione di un corretto e duraturo senso di cittadinanza economica nei giovani.
  13. 13. COSAINSEGNANOIPROGRAMMIECONOMICO-FINANZIARIA?I temi trattati nelle iniziative educative realizzate nei diversi livelli scolastici137,7%1,7%4,4%2,2%6,9%3,9% 7,7%15,0%5,8%0,0%8,2%23,4%22,9%14,9%10,5%14,6% 16,6%2,8% 4,2% 3,6%60%80%100% AltroConoscenza del sistemabancarioEducazione allutilizzoconsapevole del denaroEducazione al rischioEducazione allimprenditorialitàPrevenzione dellindebitamentoPROGRAMMIDIEDUCAZIONE23,4%16,7%9,4%8,8%9,6%5,2%9,9%10,8%8,3%2,1%7,8%4,4%5,1%6,0%0%20%40%Scuola primaria Scuola secondaria di I grado Scuola secondarie di II gradoEducazione previdenzialeProblem solvingLa gestione del budgetConsumo presente e consumofuturoAlfabetizzazione al denaro e aiprezzi e conoscenza dellamonetaIl 32,4% delle scuole dichiara che l’iniziativa formativa ha coinvolto diversematerie, mentre 1 scuola su 2 ha inserito le docenze sul tema economico-finanziarionell’ambito di una sola disciplina.
  14. 14. COMESIINSEGNALEDUCAZIONEECONOMICA?142,3%15,6%4,9%9,7%5,5%22,3%2,8%Lezioni onlineTestimonianze del mondoeconomicoStageGiochi di ruoloConcorsiDistribuzione di materialedidattico/informativoAltroLe modalità e il luogo di erogazione dei contenutiformativi39,3%2,5% 1,7%2,5%8,7%14,4% 18,7%0,3%2,2%7,6%16,1%14,0%5,3%5,6%3,9% 6,4%27,2%21,6% 21,0%2,5% 2,8% 3,0%20%40%60%80%100%Le scelte dei diversi livelli scolasticiEDUCAZIONEALLACITTADINANZA36,8%2,3%0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% 40%Lezioni in presenzaLezioni online37,2% 39,3% 35,6%0%20%Scuola primaria Scuola secondaria di IgradoScuola secondaria diII gradoLezioni in presenzaLezioni onlineTestimonianze del mondo economicoStageGiochi di ruoloConcorsiDistribuzione di materiale didattico/informativoAltroI programmi prevedono metodologie formative tradizionali, invece che quelle modalitàcapaci di favorire l’integrazione, l’esplorazione e la sperimentazione di ambienti diapprendimento compositi, capaci di unire tradizione e novità75, %10,5 %14,5 %In classePresso sedi di soggetti/entiesterniAltro
  15. 15. SCUOLA,FAMIGLIAEEDUCAZIONEECONOMICA15E utile il coinvolgimento dei genitori? Strumenti utili al coinvolgimento dei genitorisi64,2 %no35,8 %45,4%7,4%14,2%1,8%50,0%60,0%70,0%80,0%90,0%100,0%AltroConsigli di classeallargati ai genitoriBlog/Forum on lineEDUCAZIONEALLACITTADINANZAI programmi formativi analizzati nonprevedono il coinvolgimento dellefamiglie nelle attività di educazioneeconomica, nonostante il fatto che leprincipali conoscenze e comportamentidei giovani si sviluppino e si imparino inambito famigliare.31,2%0,0%10,0%20,0%30,0%40,0%Incontri in presenzaDivulgazione dimateriale informativosul web
  16. 16. IPROGRAMMIDIEDUCAZIONEECONOMICASONOVALUTATI?16Si realizzano attività di monitoraggio dei programmiformativi?I destinatari delle attività di monitoraggiosi56, %no44, % 70,2%30%40%50%60%70%80%90%EDUCAZIONEALLACITTADINANZA?Le attività di monitoraggio sono piùpresenti al centro (63,3%) e al sud(62,1%), rispetto al nord (52,4%) e nellescuole secondarie (60,6%) di IIgrado, rispetto alle scuole primarie(45,1%).9,1%15,5%5,2%0%10%20%Studenti Docenti Studenti edocentiAltroNelle scuole primarie:-11,3% rispetto alla media nazionale diattività di verifica rivolte ai docenti+4,3% sulla media nazionale deimonitoraggi rivolti al corpo docente+3% sulla media nazionale deimonitoraggi rivolti a docenti e studenti
  17. 17. LESCUOLE:CRITICITÀEELEMENTIPROGRAMMIREALIZZATICriticità delle iniziative messe in campo28,5%2,1%3,8%5,0%9,4%60,0%70,0%80,0%90,0%100,0% AltroScarso interesse dellefamiglieScarso interesse deidocentiScarso interesse deglistudenti20,7%4,8%16,6%19,5%1,9%30,0%40,0%50,0%60,0%70,0%80,0%90,0%100,0% AltroAumento dellamotivazione deglistudentiContinuità delliniziativanegli anni successiviAlto coinvolgimento delcorpo docenteElementi positivi delle iniziative messe in campo17ELEMENTIPOSITIVIDEII progetti educativi realizzati presentano, secondo le scuoleintervistate, due principali criticità:# basso coinvolgimento del corpo docente, legato molto spessoanche alla struttura degli interventi proposti, che pococoinvolgono i docenti, ma preferiscono lutilizzo di soggettiesterni;# estemporaneità delle iniziative realizzate, che, non essendoincardinate nella programmazione didattica annuale, spessonon portano i risultati sperati in termini di acquisizione diconoscenze e competenze negli studenti e nei docenti;e un elemento positivo molto confortante: un buoncoinvolgimento degli studenti.9,9%21,2%20,0%0,0%10,0%20,0%30,0%40,0%50,0%Difficoltà legataallestemporaneitàdelle iniziativerealizzateBasso coinvolgimentodel corpo docenteDifficoltà deglistudenti nellacomprensione deicontenuti propostiDifficoltà dicoinvolgimento deglistudenti36,5%0,0%10,0%20,0%30,0%Buona comprensionedei contenuti propostida parte degli studentiBuon coinvolgimentodegli studenti
  18. 18. LAFAMIGLIAELEDUCAZIONE# Per favorire lo sviluppo della cittadinanza economica nei giovani è necessario che ci sia interazione eintegrazione tra scuola e famiglia.# I genitori, in primo luogo, condividono l’idea di Cittadinanza Economica proposta e il suo inserimento all’internodell’ambito scolastico di Cittadinanza e Costituzione:# un cittadino che oggi non abbia una visione globale e complessiva del mondo in cui vive non può neancheessere un cittadino che contribuisce a decidere la direzione in cui va il mondo, un cittadino attivo che possaun domani anche determinare le strade in cui il Paese si direziona;# i temi devono però essere trattati collegandoli alla quotidianità dei ragazzi.L’opinione dell’associazione dei genitoriLa famiglia è il primo contesto di apprendimento# L’educazione dei figli alla gestione dei soldi, al risparmio, alla programmazione delle spese, ecc. da sempre è unEDUCAZIONEECONOMICA18# L’educazione dei figli alla gestione dei soldi, al risparmio, alla programmazione delle spese, ecc. da sempre è uncompito naturale delle famiglie.# Da tempo (Danes, 1994) è stato messo in evidenza come la famiglia svolga un ruolo fondamentale nella aiutareil bambino e poi il ragazzo nella percezione del denaro# La prima alfabetizzazione economica avviene in famiglia (Kourilsky 1977; Moschis 1985; Rettig and Mortenson1986), e pur tuttavia sempre di meno le famiglie si rivelano capaci di accompagnare i giovani in questo percorsodi apprendimento.# La capacità da adulti di affrontare con più padronanza i fatti economici è correlata all’educazione ricevuta in casa(Clarke et al., 2005).# Williams (2009) conferma il ruolo determinante della famiglia nell’educazione finanziaria: più i genitori sisentono a loro agio con i temi economici, più dialogano con i figli, trasferendogli i concetti base dell’economia. Igenitori insegnano ai figli in diverso modo, alcuni si impegnano a spiegare i concetti fondamentali sin dallascuola primaria, altri aspettano che i figli siano già adolescenti.
  19. 19. LAFAMIGLIAELEDUCAZIONEEducare i genitori?# Serve un’azione di sensibilizzazione sulle famiglie per supportarle in quest’ambito attraverso contenuti estrumenti da impiegare nella costruzione della cittadinanza economica dei figli. Tutto quello che può essereoggetto di apprendimento a scuola, deve diventare campo di esperienza in famiglia, perché il sapere si trasformiin consapevolezza e, successivamente, in comportamenti.# I genitori hanno, dunque, un ruolo fondamentale nel percorso di Cittadinanza Economica, è però difficilecoinvolgerli in attività extrascolastiche perché:# ci sono difficoltà nella comunicazione scuola/famiglia. C’è un timore di giudizio reciproco tra genitore einsegnante sul proprio ruolo educativo;# il lavoro dei genitori rende difficile la loro partecipazione;# la durata degli incontri spesso non è ben definita;# il tema sovente è mal presentato o è indicato solo il titolo dell’evento;# non viene percepito il valore di un incontro ben fattoEDUCAZIONEECONOMICA19Le caratteristiche di un progetto di educazione alla cittadinanza economica che coinvolga anche lefamiglie# Secondo i genitori, in un progetto che intende coinvolgere famiglia e scuola ci sono alcuni elementi centrali chefavoriscono al meglio la collaborazione delle figure educative fondamentali nello sviluppo del bambino:# la qualità del materiale didattico e l’ergonomicità del percorso educativo proposti;# il positivo (o negativo) impatto determinato dalle caratteristiche del soggetto proponente esterno almondo scolastico;# la necessità di chiarezza e trasparenza negli obiettivi da parte di chi promuove le iniziative;# l’intesa su obiettivi reali e sui valori di fondo tra i vari soggetti che partecipano ad un progetto;# il coinvolgimento delle famiglie nell’elaborazione di un’iniziativa. Se si vogliono coinvolgere igenitori, infatti, è importante farli partecipare, perché questo genera un senso di appartenenza chepermette di lavorare tutti insieme per un obiettivo comune.# non viene percepito il valore di un incontro ben fatto
  20. 20. 20Stefania Farsagli: stefania.farsagli@fondazionerosselli.itFrancesca Traclò: francesca.traclo@fondazionerosselli.itwww.fondazionerosselli.itwww.manifestocittadinanzaeconomica.itAnnalisa Garis: annalisa.garis@fondazionerosselli.itMarco Riva: marco.riva@fondazionerosselli.it

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