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Costruzione della notizia radiofonica
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Costruzione della notizia radiofonica

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  • 1. Luigi Barzini: "Il mestiere del giornalista è difficile, carico di responsabilità, con orari lunghi, anche notturni e festivi, ma è sempre meglio che lavorare“ Disegno gentilmente concesso da G.C.
  • 2. Semplificare, non banalizzare. Solo se si è fatta un’analisi il più possibile completa dei fatti, li si può raccontare in modo semplice. Altrimenti si usano pregiudizi che banalizzano un fatto. Scopo di questa esposizione è anche quella di ascoltare la notizia per il suono che riesce a farci arrivare. Dipinto su cartone, concesso da G.C.
  • 3. LA CURIOSITA’
    • La passione delle fonti e del racconto critico dei fatti muove le persone che lavorano nel giornalismo. Chiunque può raccontare fatti per sentito dire, i giornalisti dovrebbero limitarsi a quello che hanno visto o controllato: è una discriminante che ne definisce l’identità. Vedere con i propri occhi oppure controllare le notizie.
    Coccinella, collezione privata Mocali, G.C.
  • 4.
    • Potere di google come ricerca delle fonti: siamo passati dalla generazione “l’ha detto la televisione” a quella “c’era anche su YouTube e Google ”
    Collezione privata G.C.
  • 5.
    • Il rischio è che Google abitui troppo bene e che si finisca col pensare che quello che non si trova con Google di fatto non esista. I giornalisti sono sempre di corsa. Si buttano in fretta a cercare qualcosa appena hanno l’incarico di seguire una pista o di scrivere un pezzo. Chiamano qualcuno, leggono le ultime agenzie, interrogano al volo Google e così via. Di rado si fermano a pianificare una ricerca. Ma farlo non sarebbe una perdita di tempo.
    • Con che tipo di ricerca stiamo partendo? Google serve soprattutto per ricerche aperte e molto riferite a una parola particolare: il nome di una persona o le sue caratteristiche biografiche (per rispondere a domande classiche tipo: Come si scrive esattamente il suo nome? Quanti anni ha? Quando ha scritto quel libro?) oppure le circostanze di un fatto (per rispondere a domande tipo: Quando è successo? Dove? Chi erano i protagonisti?) o ancora i siti di riferimento principali per un argomento preciso.
  • 6. Ci sono alcune regole di comportamento abbastanza pratiche . Scegliere le pagine da visitare in base al senso comune e non a caso: scegliere i siti da visitare valutandone l’interesse sulla base delle indicazioni restituite dal motore prima di visitarle tutte e imparare a capire quando non si sta trovando quello che interessa e quindi a scegliere un’altra strada. Scegliere un motore di ricerca preferenziale, abituarsi a usarlo e a capirne i trucchi; ma non negarsi il tempo di sperimentare motori diversi, quando si è liberi. Ripensamento dei tempi tradizionali del giornalista: Quale rapporto devono stabilire con il pubblico? Qual è il ruolo della ricerca giornalistica? Perché il pubblico dovrebbe ritenere più valida l’informazione che trova sui giornali rispetto a quella prodotta dai blogger?
  • 7.
    • Il giornale on line ha forum di discussione, finestre di dialogo, link di approfondimenti, animazione di forum e scelta dei sondaggi. I blog facilitano un’interattività nuova: non il luogo concesso dai giornalisti all’espressione delle opinioni del pubblico, come le lettere al direttore dei giornali tradizionali, ma la semplice comunità che comunica. Il che ovviamente scardina l’antica relazione monodirezionale tra pubblico e informazione. Ciò non deve annullare il ruolo di mediazione che i giornalisti possono giocare al servizio della comunità.
  • 8. LA SINTESI
    • Secondo Clemente Mimun il telegiornale che si vede su un telefonino contiene l’informazione che si trova nei titoli di testa di un telegiornale televisivo, mentre tutto un telegiornale televisivo contiene la quantità di informazione che si trova nella sola prima pagina di un quotidiano .
  • 9.
    • Cosa è una notizia?
    • Una notizia è il prodotto di una negoziazione che coinvolge le fonti d’informazione (gli attori sociali che perseguono visibilità pubblica o detengono le informazioni utili per i giornalisti), il pubblico (che ha bisogno di conoscenze per orientarsi), e i giornalisti che si propongono come intermediazione fra le fonti, ovvero ciò che accade, ed il pubblico.
    • Vi è contenuto il who, where, when, why, how.
    Collezione privata, Dipinto gentilmente concesso da G.C.
  • 10.
    • Chi è la fonte giornalistica?
    • Sono fonti tutti quegli attori sociali da cui i giornalisti assumono quotidianamente informazioni nella loro continua attività di ricerca di storie per i notiziari. Singoli cittadini, membri o rappresentanti di gruppi più o meno organizzati, o anche settori più ampi della nazione e della società.
    • La fonte può essere chiunque sia protagonista o testimone di un evento notiziabile, significativo.
    • Le fonti più importanti sono quelle istituzionali: amministrazioni, istituzioni pubbliche, questura, polizia, socialmente riconosciuti. Questi permettono al giornalista di non effettuare troppi controlli incrociati: l’autorevolezza della fonte garantisce la qualità dell’informazione.
    Tempera su cartone, G.C.
  • 11.
    • Evitare i racconti surreali, descrivere una realtà che possa stupire
    • Caratteristica dell’autorevolezza
    • Molto spesso il grado d’importanza di una notizia è dato dall’autorevolezza della fonte da cui proviene.
    • Produttività
    • Capacità di fornire informazioni sufficienti in tempi rapidi. I giornalisti utilizzano più frequentemente quelle fonti che riescono a produrre notizie in maniera regolare e costante.
    • Attendibilità
    • Resistenza nel tempo: una fonte attendibile sarà preferita perché richiede minori problemi di verifica
    • Credibilità
    • La fonte non deve esaltare una parte della storia o alcuni suoi protagonisti.
    Natura morta vivente, Dalì.
  • 12.
    • Cosa è la notiziabilità?
    • Valore attribuito soggettivamente dal singolo giornalista o collettivamente dalla redazione. Possono cambiare da evento a evento, da periodo a periodo, o anche da giornalista a giornalista.
    • Alcuni criteri di notiziabilità
    • Per avere più chance di accesso ai media, le fonti costruiscono eventi che siano “appetibili”.
    • Criteri relativi all’evento :
    • L’evento farà più notizia se riguarda un paese considerato geopoliticamente “centrale” o di un personaggio famoso o si riferisce a ciò di cui si sta parlando in quel momento o accade vicino casa, o coinvolge un gran numero di persone.
    • Criteri relativi al prodotto:
    • L’evento farà più notizia se è breve e conciso, se è facilmente raccontabile, se è originale o nuovo.
    • Criteri relativi alla concorrenza :
    • Intra-media (tra due telegiornali), inter-media (tra un telegiornale e un quotidiano), o cognitiva (tra il telegiornale e il cd. tempo libero, ovvero le altre alternative alla fruizione delle news)
    • Criteri relativi al pubblico :
    • L’attenzione del pubblico va verso tematiche ed eventi che lo riguardano direttamente.
  • 13.
    • Agenda setting
    • Gli effetti dei media sono rilevanti in base alla lista delle priorità degli argomenti oggetto di discussione e riflessione da parte dell’opinione pubblica. In un dato periodo di tempo, ci sono alcuni temi “all’ordine del giorno” sui media (il caldo, la guerra, una polemica politica, ecc.): questa priorità di temi sui media si riflette quasi completamente nella priorità dei temi dei singoli cittadini.
    • Una associazione o un’azienda, come fonte giornalistica, deve cercare:
    • 1) Interessare i giornalisti ottenendo visibilità e risonanza sui media. Deve cercare di “ragionare come loro”, producendo comunicati stampa con informazioni che rispondano ad uno o più criteri di notiziabilità
    • 2) Avere impatto sull’agenda con “eventi notiziabili” che facciano emergere problemi, tematiche, discussioni.
  • 14.
    • Il comunicato stampa
    • Un comunicato stampa è una proposta di notizia, scritta in terza persona, che ha come obiettivo principale quello di dimostrare ad una redazione giornalistica la notiziabilità di una particolare persona, evento, servizio o prodotto.
    • Il suo scopo, inoltre, può essere quello di descrivere un fatto in forma di notizia, diffondere un commento, fornire una risposta o una rettifica dell’associazione, annunciare un progetto o un’iniziativa.
    • Può essere anche parte di una cartella stampa più completa.
  • 15.
    • A chi è rivolto
    • È una banale buona norma inviare un comunicato stampa solo quando si ha qualcosa di davvero importante da dire. Questo per non svalutare troppo lo strumento e la propria credibilità come fonte.
    • Bisogna tener presente che il comunicato stampa ha sempre due pubblici: il giornalista che deve scegliere la notizia, e il lettore che dovrà leggerla. Occorre quindi sempre domandarsi: il mio comunicato stampa sarà “notiziabile” per il giornalista? E sarà interessante per il lettore?
    • È importante indirizzare il comunicato stampa ad un destinatario preciso in redazione: per esempio il giornalista che si occupa in genere di quelle tematiche.
  • 16.
    • Quando spedirlo
    • Spesso dipende molto dal tipo di comunicato stampa e dalle routine lavorative dei vari soggetti giornalistici. Bisogna quindi cercare di capire quali sono le regole (spesso non scritte) su cui si basa il lavoro delle varie redazioni.
    • Spesso il modo migliore è, semplicemente, chiederle.
    • Una norma generale, specie se il comunicato stampa riguarda l’annuncio di evento, o l’inaugurazione di una attività, è fare una serie di spedizioni nel tempo: una prima spedizione intorno alle 3 settimane prima, quindi replicarla qualche giorno prima.
    • Salvo casi eccezionali, il comunicato va trasmesso durante le ore mattutine, e comunque non oltre le prime ore del pomeriggio.
    • È spesso opportuno accertarsi via telefono della ricezione del comunicato stampa.
  • 17.
    • Cosa scrivere
    • Prima regola di un buon comunicato stampa è di non scrivere ciò che noi riteniamo interessante, ma ciò che riteniamo essere interessante per il giornalista e per il pubblico.
    • Il comunicato riguarda un evento nuovo o in risposta ad una notizia o ad un evento?
    • Nel secondo caso è necessario inserirsi nel discorso giornalistico già avviato in modo complementare e non imitativo. In altre parole trovare un nuovo punto di vista sull’argomento, che non vada a replicare posizioni già dette o scritte.
    • Non bisogna usare un linguaggio “promozionale”: un comunicato stampa non è un messaggio pubblicitario. Evitare quindi l’uso di aggettivi troppo connotati positivamente o opinioni troppo personali. Un comunicato non è un articolo, ma deve comunque avere un taglio giornalistico.
  • 18.
    • Come scriverlo
    • Il comunicato stampa deve essere il più breve possibile: 500 parole.
    • Suddividere il testo in paragrafi separati da un doppio spazio per agevolarne la lettura. Neretto per sottolineare le parti più significative.
    • La lunghezza può essere bilanciata dall’invio separato di ulteriori approfondimenti. Se vogliamo inviare anche foto, inviamole separatamente dal testo.
    • Un altro errore banale è inviare il comunicato stampa senza la data d’invio: non è detto che venga letto il giorno in cui è stato inviato.
    • È opportuno che ogni comunicato abbia un titolo e un sottotitolo. Ciò permette al giornalista di operare una prima selezione tra i vari comunicati stampa in arrivo: quindi è buona norma curarne molto la forma. Il sottotitolo fornisce un’ulteriore sintesi del corpo del comunicato.
    • Condensare all’inizio le informazioni che si ritiene più significative.
    • Citazione tra virgolette nel corpo del comunicato ha una maggiore notiziabilità giornalistica, in quanto ha valore di “testimonianza”.
    • Banalmente: attenzione agli errori grammaticali!
  • 19.
    • Come farci contattare
    • Alla fine del comunicato aggiungiamo alcune righe per descriverci in quanto fonte: chi siamo, quali sono le nostre attività, ecc.. Dobbiamo dare la possibilità al giornalista di identificarci e poterci contattare in qualsiasi modo: nome dell’associazione, indirizzo fisico, e-mail, numero di telefono, fax, e, se disponibile, l’indirizzo web del sito.
    • Evitare, se possibile, di inviare comunicati stampa “anonimi”, ovvero firmati solo dall’associazione: meglio indicare comunque una persona fisica. In caso di necessità ci si rivolgerà a lei/lui e non ad una generica associazione.
    • Azioni supplementari
    • Facciamo ulteriori telefonate. Verifichiamo che sia stato ricevuto il comunicato stampa. Siamo brevi e puntuali. I cronisti indaffarati e i direttori non avranno tutto quel tempo da passare a telefono. Dichiariamo il vostro nome e quello dell'organizzazione e l'argomento del comunicato.
    • Se il nostro comunicato viene utilizzato, mandiamo due righe di ringraziamento a chi se n‘è occupato, direttore o cronista. Ci sarà utile per stabilire un contatto con la persona (segretaria di redazione) o il giornalista e per incoraggiarli a pubblicizzare e diffondere future altre iniziative.
  • 20. LA COSTRUZIONE DELLA NOTIZIA RADIOFONICA SI ESERCITA CON ESEMPI DI MATTINALI DI CRONACA: ATTENZIONE AL SUONO E ALLE IMMAGINI EVOCATIVE DELLE PAROLE. Dipinto gentilmente concesso da G.Capoano
  • 21. Servizio dell’inviato sul posto Spesso quando non vediamo l’interlocutore radiofonico, l’inviato può trovarsi in studio anziché sul posto dell’incidente o del fatto, leggendo fonti di agenzia o verificando tramite telefono le sue fonti S.Gertrude, Collezione privata, Dipinto di G.C.
  • 22. Buon ascolto! Non c’è rosa senza spina, Dipinto di Giuseppe Capoano