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Le Credit Protection Insurance (CPI)
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Le Credit Protection Insurance (CPI)

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Aspetti normativi, assuntivi e liquidativi delle Credit Protection Insurance.

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  • 1. Pierfrancesco Basilico Direttore AFI ESCA Italia Federico Battaglini Intermediario e Admin di Insurer’s Plaza Giuseppe Pisano Responsabile Divisione Sinistri CF Assicurazioni
  • 2. Indice  Introduzione e riferimenti normativi a cura di Federico Battaglini  Il processo assuntivo e di emissione delle polizze CPI  Le tipologie di CPI  I premi  Le commissioni di intermediazione (il costo in più…) a cura di Pierfrancesco Basilico  Il processo liquidativo a cura di Giuseppe Pisano
  • 3. Introduzione e riferimenti normativi Esistono particolari tipologie di assicurazione che offrono tutela sia alI’Istituto che ha erogato il finanziamento, sia al soggetto che l’ha richiesto e i suoi familiari: sono le assicurazioni sui prestiti (CPI). L’operatività delle garanzie prestate con questi contratti si attiva al verificarsi di una serie di eventi, come ad esempio la morte del soggetto che ha ottenuto il prestito, la perdita del posto di lavoro, oppure nei casi in cui da un infortunio o una malattia ne consegua un’ invalidità permanente.
  • 4. Introduzione e riferimenti normativi “Onde evitare di formulare proposte non corrette al potenziale contraente (con tutte le problematiche che ne possono derivare) ritengo che l’intermediario debba trovarsi nella condizione di poter elaborare risposte concrete e adattabili alle esigenze individuali. La cosa diviene possibile, se in maniera preventiva si conoscono le soluzioni che potenzialmente potrebbero essere offerte, unite alla conoscenza approfondita dei vari aspetti legati a questa particolare tipologia di contratti assicurativi.”
  • 5. Introduzione e riferimenti normativi Altri aspetti rilevanti da affrontare, in tema di Cpi, sono quelli legati alla disciplina contenuta nel Regolamento Ivass (Ex Isvap) 40/2012 - in attuazione del decreto liberalizzazioni - che stabilisce, relativamente all’erogazione di un mutuo immobiliare o di un credito al consumo, i contenuti minimi del contratto di assicurazione sulla vita connesso. Lo stesso decreto inoltre, impone agli intermediari, che condizionino l’erogazione di un mutuo immobiliare o di credito al consumo alla stipulazione di contratti di assicurazione sulla vita, la presentazione di almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi non riconducibili alle banche e agli intermediari finanziari stessi, riconoscendo la facoltà al cliente di ricercare (con termine minimo di 10 giorni) sul mercato “…un contratto di assicurazione sulla vita che soddisfi i predetti contenuti, ovvero preveda condizioni di maggiore favore per il cliente stesso, e che tale contratto sarà accettato dalla banca o dall’intermediario finanziario senza variare le condizioni offerte per l’erogazione del mutuo immobiliare o del credito al consumo”. Il decreto non modifica quanto contenuto nel Provvedimento ISVAP n. 2946/2011 che vieta alle banche di assumere la duplice veste d’intermediari e beneficiari delle polizze.
  • 6. Il processo assuntivo e di emissione della polizza CPI Questa è la fase che porta all’emissione della polizza. In tale fase ciò che incide maggiormente è la tipologia del contratto di assicurazione: Collettivo o Individuale. Tipologie di CPI Individuali Collettive
  • 7. Le polizze CPI collettive… cioè a contraenza unica (generalmente in capo all’ente erogante od al suo intermediario assicurativo) prevedono l’adesione (non sottoscrizione) dell’assicurato alla polizza mediante semplice Dichiarazione di Buono Stato di salute (DBS). Le garanzie sono di norma a pacchetto chiuso, pre- assemblate (di norma decesso + ITP + le 3 garanzie danni offerte in modalità “turning” e cioè attivabili in base alla condizione lavorativa del cliente al momento del sinistro). Questo genere è molto diffuso presso le banche e le grandi istituzioni finanziarie di credito al consumo, per la facilità che consentono nella gestione di masse molto importanti di finanziamenti ed assicurati, una sorta di mass-market assicurativo, molto standardizzato, quasi, se non del tutto, privo di opzioni.
  • 8. Le polizze CPI individuali… cioè dove la contraenza di norma coincide con l’assicurato, sono invece principalmente appannaggio della intermediazione assicurativa (broker ed agenti) ovvero di quei finanziamenti che, per dimensione e durata del rischio, richiedono un approccio più personalizzato. Anche se di fatto quasi tutta l’offerta bancaria è di tipo collettivo anche in ambito mutui, sfuggendo a questa impostazione solo una parte marginale di questo business, una polizza CPI individuale consentirà un approccio più personale alle esigenze del cliente e soprattutto potrebbe consentire, in alcuni casi, anche l’assunzione dei cosiddetti “rischi aggravati” derivanti da professioni o pratiche sportive ovvero (entro certi limiti) da pregresse situazioni sanitarie patologiche, attraverso un’assunzione fatta con Questionario Medico (autocertificazione) o con Rapporto di Visita Medica (in genere fatto dal proprio medico di base). La soluzione “individuale” in altri termini è quella che meglio si adatta a questo tipo di finanziamento che impegna l’assicurato su un bene primario come la casa, per importi molto elevati (di media siamo attorno a 5 volte il salario annuo lordo) e per durate tra i 20 ed i 30 anni.
  • 9. I premi Di norma una polizza CPI collettiva prevede solo la soluzione a Premio Unico anticipato. Molto spesso questo approccio genera due inconvenienti per il cliente e non da poco. Primo, l’enormità del premio (a volte di decine di migliaia di euro) obbliga il cliente ad accettarne il montaggio nel finanziamento, aggravando così il costo dell’assicurazione del costo degli interessi sul finanziamento. Secondo, molto spesso per contenere i costi in capo al cliente, proporgli un premio “accettabile” e pagabile subito in contanti, alcune Compagnie offrono CPI a Premio Unico ma con durate di 5, 7, massimo 10 anni, che non garantiscono il cliente per tutta la durata del Mutuo. Il cliente ne è consapevole? Invece una polizza CPI individuale consente al cliente la scelta del tipo di premio con cui pagare la polizza: Premio Unico anticipato, Premio Periodico Costante (cioè che propone un premio che sarà uguale per tutta la durata del finanziamento), Premio Periodico Variabile (cioè che segue il mix del profilo di rischio età/capitale residuo). Inoltre i Premi Periodici, di base a cadenza annuale, possono essere frazionati sino alla frequenza mensile (alcune Compagnie non applicano costi, maggiorazioni, per questo frazionamento).
  • 10. Le Commissioni di intermediazione (il costo in più….) Questo è un aspetto delicato ed importante, su cui più volte sono intervenute sia l’Ivass che le associazioni dei consumatori. Il mercato ha parzialmente calmierato le esose pretese di qualche anno fa dove si potevano riscontrare, come prassi, offerte di polizze CPI caricate fino al 90% di commissioni (come dire che su 10.000€ di premio pagato dal cliente, ben 9.000€ erano di guadagno per l’ente erogante/intermediario). Ma ancora oggi si osservano prodotti con caricamenti commissionali di oltre il 70%. Un buon intermediario non dovrebbe, possiamo dire per un fatto etico (?), caricare il proprio cliente oltre il 50%. Un cliente edotto dei suoi diritti deve essere autorizzato a chiedere, informarsi e poter scegliere l’offerta più conveniente per lui a parità di garanzie (Reg. 40).
  • 11. Il processo liquidativo Rispetto alle garanzie tradizionali il processo liquidativo acquisisce alcune peculiarità proprie alla Credit Protection e possiamo in tal modo suddividerlo in due parti, collegate all’evento che scatena il sinistro. Il sinistro può scaturire da una malattia/ infortunio (decesso, invalidità temporanea totale e/o invalidità permanente totale, morte) oppure dalla perdita dell’impiego ( si stanno cercando di sviluppare prodotti che possano coprire anche la perdita del reddito parziale o totale da parte di professionisti, non collegati a infortunio o malattia). Nei primi casi la fase istruttoria di accertamento e assolutamente simile a quella di una qualsiasi polizza del ramo indicato, nel secondo caso la compagnia stabilisce quelle che sono le regole che limitano l’operatività della garanzia in caso di perdita d’impiego, limitazione atte a ridurre la percentuale di rischio c.d. “patologico”; un esempio sono l’esclusione della garanzia nei contratti a tempo determinato o per quei contratti, che pur non essendo a tempo indeterminato sono collegati ad appalti o a commesse, finite le quali, il lavoratore viene licenziato; sicuramente sono esclusi dalla garanzia i licenziamenti per giusta causa (determinati da colpa del lavoratore) e quelli per dimissioni. Quest’ultimo caso trova una sua giusta eccezione, a mio modesto parere, nei casi di dimissioni per giusta causa, fattispecie regolata anche dalla normativa sul riconoscimento del sussidio di disoccupazione, che si verifica quando il lavoratore non viene licenziato, ma viene “costretto” a dimettersi per una serie di motivi specificati e riconosciuti da un giudice.
  • 12. Il processo liquidativo La seconda fase della gestione del sinistro è la determinazione dell’ammontare da indennizzare; la situazione è abbastanza lineare nel caso ci siano forme di indennizzo forfettario; diverso è il caso in cui si pagano le singole rate o in conteggio estintivo del debito residuo. In questa fase è fondamentale la collaborazione dell’assicurato o meglio ancora del beneficiario, se non si tratta della stesso soggetto. Il liquidatore dovrà controllare la documentazione acquisita ed è quindi importantissimo che abbia gli strumenti giusti per determinare il corretto ammontare dell’indennizzo, per evitare che errori o cattive interpretazione o peggio ancora, ipotetiche “consuetudini” liquidative, possano determinare indennizzi non dovuti. Di norma per la liquidazione del capitale residuo dovuto (caso decesso o invalidità totale e permanente) la Compagnia si basa su quanto indicato dal piano di ammortamento fornito dall’ente erogante il finanziamento. Questa prassi consente la più corretta liquidazione e la totale copertura del debito residuo del cliente. Altra particolarità è data anche dalle modalità di pagamento, in quanto al contrario della stragrande maggioranza dei sinistri, nelle CPI è molto comune il pagamento di una serie di indennizzi parziali, collegati al periodo di inabilità lavorativa o al periodo di disoccupazione. Questo complica evidentemente la gestione del sinistro sia per la numerosità dei pagamenti, ma anche per la complessa gestione della possibile riserva. Alle ordinarie difficoltà nello stimare la riserva per un pagamento in unica soluzione si aggiungono le problematiche collegate al numero di rate da pagare, in funzione ad esempio della disoccupazione.

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