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Web 2.0 for health promotion  reviewing the current evidence
 

Web 2.0 for health promotion reviewing the current evidence

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    Web 2.0 for health promotion  reviewing the current evidence Web 2.0 for health promotion reviewing the current evidence Document Transcript

    • Web 2.0 for Health Promotion: reviewing the current evidence Wen-Ying Sylvia Chou, Abby Prestin, Claire Lyons, Kuang-Yi Wen American Journal of Public Health 2013, 1:103 Sintesi a cura di: Giuseppe Fattori, Michelangelo Bonì Another     tweet     in  the  wall   &  Pink  Flo yd  modif ied  
    • Web 2.0 for Health Promotion: reviewing the current evidence American Journal of Public Health 2013, 1:103 As Web 2.0 and social media make the communication landscape increasingly participatory, empirical evidence is needed regarding their impact on and utility for health promotion. Following Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses guidelines, we searched 4 medical and social science databases for literature (2004-present) on the intersection of Web 2.0 and health. A total of 514 unique publications matched our criteria. We classified references as commentaries and reviews (n = 267), descriptive studies (n = 213), and pilot intervention studies (n = 34). The scarcity of empirical evidence points to the need for more interventions with participatory and user-generated features. Innovative study designs and measurement methods are needed to understand the communication landscape and to critically assess intervention effectiveness. To address health disparities, interventions must consider accessibility for vulnerable populations. Il Web 2.0 ed i social media stanno rendendo il paesaggio della comunicazione sempre più partecipativo, sono necessarie dunque, evidenze empiriche che avvalorino il loro impatto ed utilità nella promozione della salute. Specialmente attraverso i Social Media come Facebook, YouTube, Blog e forum, gli individui ottengono informazioni e contribuiscono ai contenuti online in maniera interattiva, creando veri e propri network. Per esempio la community online “PatiensLikeMe” aiuta le persone a collegarsi con altre che soffrono delle stesse malattie e fa in modo che si possano scambiare opinioni sui sintomi, le cure e trattamenti; ulteriori caratteristiche dei media Web 2.0 e della comunicazione da essi generata, sono la flessibilità così come l’immediatezza. Se si considera la salute pubblica, i media Web 2.0 stanno sfidando i modelli tradizionali di promozione della salute, favorendo l’avanzamento di nuovi metodi di partecipazione e comunicazione. Non è pensabile in uno studio che vuole cercare le prove dell’efficacia dei social media nel campo della salute, non considerare il digital divide esistente oggi: purtroppo, infatti, esistono diversità nell’accesso alle tecnologie con picchi negativi negli strati sociali più bassi. Nonostante ciò, sono crescenti i dati che dimostrano come tale digital device possa essere superato; inoltre, le tecnologie mobili in rapida diffusione stanno aumentando l’accessibilità per fasce di popolazione sempre maggiori. La ricerca svolta: criticità e suggerimenti per il futuro Con il fine di avvalorare l’utilità del web 2.0 e dei suoi strumenti nella promozione della salute, sono state analizzate 4 banche dati di letteratura scientifica/medica e sociale (dal 2004 al 2013) che trattassero del legame esistente tra Web 2.0 e salute; 514 pubblicazioni hanno soddisfatto tali criteri. Durante lo studio effettuato di tipo misto (sia qualitativo che quantitativo) non sono state raccolte sufficienti evidenze empiriche; perciò, per il futuro, sorge la necessità di maggiori interventi partecipativi ed user-generated. Nonostante questo, tuttavia, i risultati della ricerca mettono in luce interessanti temi chiave così come suggerito dalle prospettive di osservazione sul Web 2.0
    • Di seguito alcune criticità emerse: 1. Il bisogno di sfruttare la natura partecipativa dei social media; 2. Le fonti e l’accuratezza dell’informazione 3. Le implicazioni derivanti dal digital divide esistente. Dal lavoro svolto scaturiscono ulteriori spunti di analisi il primo dei quali è certamente: la considerazione per la flessibilità e l’usabilità di un approccio tramite social. Il secondo è l’importanza dei metodi innovativi che offre “un intervento di salute” basato sui social: oggi si possono impiegare una serie di strumenti di misurazione per stabilire la disseminazione, l’esposizione, il coinvolgimento e l’effettività. Gli approcci ed i metodi infatti, stanno divenendo sempre più sofisticati. Per esempio, una campagna di promozione della salute su YouTube può fornire immediatamente dati sul numero di visite, visualizzazioni, tempo medio speso, commenti generati e link condivisi. Infine, l’attenzione sulla progettazione e l’implementazione dell’intervento: la rapidità di espansione della tecnologia e lo scenario comunicativo. I temi che emergono dalla revisione permettono di creare un modello di E-Health Promotion; per illustrarlo si è deciso di utilizzare il modello STAR (Spiral Tecnology Action Research) di Skinner, Maley e Norman, il modello comprende 5 cicli di sviluppo. La revisione offre delle risultanze che portano verso lo sviluppo di un modello integrativo di promozione della salute che massimizza la natura partecipativa dei social media. Gli autori ritengono che sia meglio adattare e migliorare un modello esistente piuttosto che costruirne uno nuovo. Il framework STAR riadattato sul Web 2.0 è la proposta dei ricercatori. Man mano che si paleseranno nuove prove, il framework concettuale evolverà e renderà possibile la piena comprensione dell’utilità dei social media nell’accrescere obiettivi di salute pubblica. In sintesi E’ palese la necessità di progetti di studio innovativi e nuovi metodi di misurazione per comprendere il mondo della comunicazione di oggi e valutare criticamente l'efficacia degli interventi. Per affrontare le disparità di salute, infine, gli interventi devono assolutamente prendere in considerazione l'accessibilità per quelle fasce di popolazione maggiormente vulnerabili.