Ipertesto
IPERTESTO           hypertext (Ted Holm Nelson) anni ’50           Diffusione (1965) grazie a Tim Berners Lee• Il    termi...
• natura interattiva• Ted Nelson, l’ipertesto è la forma più generale di scrittura e di  linguaggio, che egli definisce co...
Una lunga storia:l’ipertesto “non elettronico”• «l’insieme di porzioni di testo che hanno  un modello di collegamento non ...
L’ipertesto “non elettronico”• Gilles Deleuze-Felix Guattari : il rizoma«Riassumiamo i caratteri principali di un rizoma: ...
L’ipertesto “non elettronico”• J. Derrida«come ogni testo, quello di Platone non poteva non essere inrelazione, in modo al...
L’ipertesto “non elettronico”• Roland Barthes: lexía / lessía = unità espressive «unità di lettura ».          Roland Bart...
Verso l’ipertesto digitale• Vandevar Bush: Memex (Memory Extender)1930 «as we may think»«funziona per associazione. Con un...
Verso l’ipertesto digitale(1975) George Poulet«I testi sono dunque come i pensieri degli uomini; illoro filo è continuamen...
HTML1989 Tim Berners Lee: HyperText Markup Languagelinguaggio ipertestuale di marcatura per ipertestiDai lexia           ...
Teoria della convergenza culturale(George Landow)• «Derrida ipertestuale e Nelson postrutturalista? Quando i  progettisti ...
Ipertestualità: scrittura non-lineare ovveroipertestuale• Raymond Queneau, Cent mille milliards de  poèms, componimento 10...
Ipertestualità: scrittura non-lineare ovveroipertestuale• Espen Aarseth (Department of Humanistic Informatics  dell’Univer...
Il presente materiale è pubblicato con licenza Creative Commons    “Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso...
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1.1.4 ipertesto

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ipertesto, hypertext, da Ted Holm Nelson a Tim Berners Lee; ipertesto non elettronico; Gilles Deleuze-Felix Guattari : il rizoma; J. Derrida e il "testo puro"; Roland Barthes: lexía / lessía ; Vandevar Bush: Memex; Tim Berners Lee: HyperText Markup Language ; ipertestualità; Calvino e la scrittura ergodica; Espen Aarseth

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1.1.4 ipertesto

  1. 1. Ipertesto
  2. 2. IPERTESTO hypertext (Ted Holm Nelson) anni ’50 Diffusione (1965) grazie a Tim Berners Lee• Il termine ipertesto designa un documento elettronico, contente un insieme d’informazioni, di natura testuale grafica e multimediale, strutturate secondo una configurazione a grafo, ovvero composta di collegamenti (nodi), che consentono una consultazione non lineare del documento.
  3. 3. • natura interattiva• Ted Nelson, l’ipertesto è la forma più generale di scrittura e di linguaggio, che egli definisce come«Scrittura non sequenziale, testo che si dirama e che consente allettore di scegliere; qualcosa che si fruisce al meglio davanti auno schermo interattivo. Così come è comunemente inteso, unipertesto è una serie di brani di testo tra cui sono definiti legamiche consentono al lettore differenti cammini».T. H. Nelson, Literary Machines 90.1
  4. 4. Una lunga storia:l’ipertesto “non elettronico”• «l’insieme di porzioni di testo che hanno un modello di collegamento non sequenziale e, quindi, molti percorsi di lettura possibili» G. Roncaglia, Ma anche il Talmud era un ipertesto. David Kolb analizza storia e potenzialità creative di un nuovo modo di fare letteratura, in «Repubblica», 26 gennaio 1998.
  5. 5. L’ipertesto “non elettronico”• Gilles Deleuze-Felix Guattari : il rizoma«Riassumiamo i caratteri principali di un rizoma: a differenzadegli alberi o delle loro radici, il rizoma connette un puntoqualunque con un altro punto qualunque e ognuno dei suoitratti non rinvia necessariamente a tratti della stessa natura;mette in gioco regimi di segni molto differenti ed anche stati dinon-segni. Il rizoma non si lascia riportare né all’Uno né almolteplice. […] Non è fatto di unità ma di dimensioni o piuttostodi direzioni in movimento, non ha inizio né fine ma sempre unmezzo, per cui cresce e deborda». G. Deleuze-F, Guattari, Millepiani. Capitalismo e schizofrenia, Castelvecchi, 2003, p. 57.
  6. 6. L’ipertesto “non elettronico”• J. Derrida«come ogni testo, quello di Platone non poteva non essere inrelazione, in modo almeno virtuale, dinamico, laterale con tutte leparole che compongono il sistema della lingua greca».J. Derrida, La dissémination, Paris Edition du Seuil, 1972, trad. it. La disseminazione, JacaBook, Milano 1989, p. 159 idea di un “testo puro”Tito Orlandi : ambiguità del concetto di testo contenuto di uno scritto connotazione materiale
  7. 7. L’ipertesto “non elettronico”• Roland Barthes: lexía / lessía = unità espressive «unità di lettura ». Roland Barthes, Richard Howard, The Rustle of Language, University of California Press, 1989, «Style and Its Image» 1969, pp. 90-99: 93.«In questo testo ideale le reti (réseaux) sono multiple egiocano fra loro senza che nessuna possa ricoprire le altre;questo testo è una galassia di significanti, non una strutturadi significati; non ha inizio: è reversibile; vi si accede da piùentrate di cui nessuna può essere decretata con certezza laprincipale; i codici che mobilita si profilano a perditad’occhio, sono indecidibili…; di questo testo assolutamenteplurale i sistemi di senso possono sì impadronirsi, ma il loronumero non è mai chiuso, misurandosi sull’infinità dellinguaggio».R. Barthes, S/Z, Seuil, Paris, tr. It. Einaudi, Torino 1973, p. 11.
  8. 8. Verso l’ipertesto digitale• Vandevar Bush: Memex (Memory Extender)1930 «as we may think»«funziona per associazione. Con una sola informazionein suo possesso, essa scatta immediatamente allaprossima che viene suggerita per associazione diidee, conformemente a un’intricata rete di percorsisostenuta dalle cellule del cervello».Metafora della rete come sistema neuronaleAlbert-László Barabási (gerarchia interna alla rete) Link. La scienza delle reti, (2004);A.-L. Barabasi - D. Watts, The Structure and Dynamics of Network (2006).
  9. 9. Verso l’ipertesto digitale(1975) George Poulet«I testi sono dunque come i pensieri degli uomini; illoro filo è continuamente interrotto. Ci rinviano inavanti, indietro, ad altri testi con i quali annodanolegami a distanza, simili in questo ai fari diBaudelaire, la cui luce si intreccia ad altre luciintermittenti che si succedono lungo uno stessolitorale».G. Poulet, Lecture et Interpretation du texte littérarie, in Qu’est-ce qu’untexte?, dir. E. Barbotin, Paris Corti, 1975, p. 76.
  10. 10. HTML1989 Tim Berners Lee: HyperText Markup Languagelinguaggio ipertestuale di marcatura per ipertestiDai lexia  al tag (= etichetta, cioè marcatori)Funzioni1. prescrittiva-processuale dei marcatori, che permettono ad una porzione di codice di essere interpretata dal browser2. descrittiva (in tal caso si parla di metatag); i tag descrivono la pagina o l’oggetto digitale secondo un linguaggio standard o keyword.
  11. 11. Teoria della convergenza culturale(George Landow)• «Derrida ipertestuale e Nelson postrutturalista? Quando i progettisti di software esaminano le pagine di Glas o Della Grammatologia, si imbattono in un Derrida digitalizzato e ipertestualizzato; quando i teorici della letteratura studiano Literary Machines, scoprono un Nelson decostruzionista o postrutturalista. Queste sbalorditive sovrapposizioni possono aver luogo perché negli ultimi decenni la teoria della letteratura e gli studi informatici sugli ipertesti, due aree di ricerca apparentemente non collegate, si sono avvicinate sempre più. Le affermazioni degli studiosi di letteratura mostrano oggi una notevole convergenza con quelle degli informatici». G. P. Landow, L’ipertesto: tecnologie digitali e critica letteraria, a cura di Paolo Ferri, Milano Bruno Mondadori, 1998, pp. 21-22.
  12. 12. Ipertestualità: scrittura non-lineare ovveroipertestuale• Raymond Queneau, Cent mille milliards de poèms, componimento 10 sonetti su ritagliati• gruppo parigino Oulipo – Ouvroir de Littérature PointielleCalvino  «iper-romanzo» come «rete dei possibili»- Il castello dei destini incrociati (1973)- Se una notte di inverno un viaggiatore (1979)I Calvino, Lezioni americane. Sei proposte per il prossimomillennio, Garzanti, Milano 1988, p. 117.“letteratura ergodica” o “letteratura autogenerativa”,
  13. 13. Ipertestualità: scrittura non-lineare ovveroipertestuale• Espen Aarseth (Department of Humanistic Informatics dell’Università di Bergen)  cybertext sia una «tipologia multi-dimensionale di giochi».I predecesori secondo Aarserth:I Ching, il calcolo combinatorio e quello binario di GottfriedWilhelm Leibniz, i Calligrammes di Guillaume Apollinaire, Centmille milliards de poèms di Queneau, primo iper-romanzo inrete, cioè Afternoon: A Story (1990) di Michael Joyce.Verso la gamification
  14. 14. Il presente materiale è pubblicato con licenza Creative Commons “Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo - 2.5 Italia” http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/.Credits Del materiale in rete si indica sempre la fonte; la segnalazione di dimenticanze ed errori di fatto, lapsus calami et alias, è sempre gradita per migliorare il presente lavoro. Fabio Ciracì, Informatica, per le scienze umane AA. 2011-2012– Università del Salento

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