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L«iperdemocrazia» del M5S●   Come si fa, concretamente?    –   A livello locale, proseguendo sulla strada dellauto-       ...
Chi decide?●   In ogni caso, lultima parola spetta «alla Rete»    –   Gli eletti sono solo «portavoce» della volontà      ...
L«intelligenza collettiva» funziona?●   E in modo abbastanza affidabile da sostituire    tutti i processi deliberativi del...
Sono domande mai poste●   Lideologia del M5S assume l«intelligenza    collettiva» funzioni, e abbastanza bene da    render...
Con «la Rete» si può●   Entra in gioco Internet: è luso del web come    strumento di partecipazione politica a garantire  ...
«Demenza collettiva»●   Ma è così?    –   In un Paese dove un italiano su due non ha mai aperto un        libro nellultimo...
Non vale la pena chiederselo?●   Siamo sicuri che basti eliminare i partiti per    risolvere tutti questi problemi – endem...
Perché il M5S non se lo chiede●   Perché salterebbe la differenza fondamentale    tra sé e «i partiti»    –   E dunque non...
Per una critica morozoviana●   «La Rete» di Grillo-Casaleggio (in Siamo in    guerra, Chiarelettere) è    –   «Francescana...
Nella terminologia di Morozov●   Contenuta in To Save Everything, Click Here:    –   Lo strumento che ha causato una rivol...
Ma questa «Rete» non esiste●   Perché    –   In tutte le epoche si è parlato di rivoluzioni uniche e opportunità        un...
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Conclusione●   Questi problemi sono di entità inferiore rispetto    a quelli provocati dal sistema della democrazia    rap...
Approfondimenti●   Dal mio blog:    –   Il peccato capitale del M5S (http://ilnichilista.com/2012/05/24/il-peccato-       ...
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Democrazia senza partiti

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In occasione di 'Web e democrazia' (http://mondo2ilfuturochevogliamo.it/scuole/roma/liceo-classico-t-tasso), 6 aprile 2013.

Fonte: ilnichilista.com
Autore: Fabio Chiusi

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Democrazia senza partiti

  1. 1. Democrazia senza partiti e democrazia digitale: il caso del MoVimento 5 Stelle Fabio ChiusiIlnichilista.comTwitter: @fabiochiusifabiochiusi@yahoo.it
  2. 2. Un dibattito non nuovo...● Per la «democrazia senza partiti»: – «Ciò che impedisce la giustizia e la morale sociale sono i partiti politici» (Antonio Rosmini) – «La tendenza essenziale dei partiti è totalitaria»; «I partiti sono organismi pubblicamente, ufficialmente costituiti in maniera tale da uccidere nelle anime il senso della verità e della giustizia» (Simone Weil)
  3. 3. Un dibattito non nuovo...● Per la «democrazia digitale»: – «L’ipotesi che la futura computer-crazia, com’è stata chiamata, consenta l’esercizio della democrazia diretta, cioè dia a ogni cittadino la possibilità di trasmettere il proprio voto a un cervello elettronico, è puerile» (Norberto Bobbio, Il futuro della democrazia, 1984) – «Il Paese si sta trasformando in una repubblica elettronica (…). La nascente repubblica elettronica sarà un ibrido politico. I cittadini non solo saranno capaci di scegliere chi li governa, come hanno sempre fatto, ma potranno anche partecipare maggiormente e in modo più diretto alla politica determinando essi stessi le leggi e le strategie di governo. Attraverso la maggiore diffusione degli strumenti di telecomunicazione digitale bidirezionale a banda larga, il cittadino si sta guadagnando un proprio posto al tavolo del potere politico. Sebbene cresca linsofferenza della popolazione nei confronti del governo, linesorabile processo di democratizzazione, insieme ai consistenti passi avanti delle tecnologie interattive, sta trasformando la gente nel nuovo quarto ramo del governo. Nella repubblica elettronica non sarà più la stampa ma la gente a rappresentare il quarto potere dello stato a fianco dei tre poteri tradizionali (esecutivo, legislativo e giudiziario)» (Lawrence K. Grossman, La repubblica elettronica, 1997)
  4. 4. ...ma di rinnovata attualità● Per questi presupposti: – Nove italiani su dieci non hanno fiducia nei partiti ● Le percentuali non sono mai state così basse – Lunico vero vincitore delle elezioni 2013 vuole eliminare i partiti ● Beppe Grillo: «Quando cè un partito si instaura la corruzione. Noi vogliamo una cosa nuova. Una iper- democrazia senza i partiti con al centro i cittadini» (30 maggio 2012)
  5. 5. Cosa ne deriva● Che in larga parte dellopinione pubblica la forma partito ha unaccezione negativa in sé – Non a caso tornano in libreria testi che sostengono questa precisa ipotesi ● Manifesto per la soppressione dei partiti politici (1943), Simone Weil ● Democrazia senza partiti (1949), Adriano Olivetti – E spuntano vecchi esponenti della partitocrazia che improvvisamente si scoprono contro i partiti ● Willer Bordon (ex Pci, Radicali, Pds, Alleanza Democratica, Unione Democratica, Democratici, Margherita), Manifesto per labolizione dei partiti politici (2012)
  6. 6. Il partito è un male in sé● Si compie dunque un salto logico: dalla critica a questi partiti alla critica ai partiti in quanto tali – Es: visti i casi Belsito, Fiorito, Lusi etc., allora dobbiamo eliminare (e non riformare o regolare) i partiti – Ma è un passaggio lecito? – E soprattutto: è una buona idea ragionare secondo la forma A è male, dunque ¬A è bene? ● In altre parole: cosa garantisce che una «iperdemocrazia» (diretta) senza partiti sia necessariamente migliore della democrazia (rappresentativa) dei partiti?
  7. 7. L«iperdemocrazia» del M5S● Come si fa, concretamente? – A livello locale, proseguendo sulla strada dellauto- organizzazione tramite Meetup – A livello nazionale, sta per arrivare (da oltre un anno, ndr) la «piattaforma» collaborativa per coordinare gli sforzi di tutti gli attivisti ● Nel frattempo, si rispettano le regole di fondo dettate da Grillo- Casaleggio («non statuto», «codice di comportamento» etc.) e si utilizzano i punti programmatici condivisi discussi dal 2005 a oggi sul blog, nei Meetup, in rete e negli incontri faccia a faccia ● Problema: come conciliare i due livelli? (v. Politica a 5 Stelle, Biorcio e Natale)
  8. 8. Chi decide?● In ogni caso, lultima parola spetta «alla Rete» – Gli eletti sono solo «portavoce» della volontà popolare espressa tramite votazioni online (es: parlamentarie) ● A loro piace autodefinirsi «terminali» della Rete – E per le soluzioni ancora da prendere (es: programma economico, temi come lavoro, sanità, istruzione etc.)? Ci pensa l«intelligenza collettiva» che promana dalla Rete ● È il prodursi di questa «intelligenza collettiva» che rende i partiti (come ogni altra mediazione tra cittadino e decisione: esperti, giornalisti, intellettuali, politici di professione etc.) superflui
  9. 9. L«intelligenza collettiva» funziona?● E in modo abbastanza affidabile da sostituire tutti i processi deliberativi della democrazia che conosciamo? – Dal compromesso allo streaming e alla trasparenza assoluta – Dallart.67 Cost. al mandato imperativo (retorica del «dipendente» dei cittadini)● E anche se funzionasse, una dittatura istantanea della maggioranza è sempre lopzione migliore/una scelta giustificata? – Es: «Io con un click, semplicissimo, [...] io decido se fare la guerra o non fare la guerra, se uscire dalla Nato, se essere padroni in casa nostra, se avere una sovranità monetaria, una sovranità economica» (Beppe Grillo, 25 gennaio 2012)
  10. 10. Sono domande mai poste● Lideologia del M5S assume l«intelligenza collettiva» funzioni, e abbastanza bene da rendere effettiva ed efficace la democrazia diretta● Perché qualunque problema non abbia ancora soluzione è risolvibile (e sarà risolto) tramite «la Rete» – Agenzie interinali per rendere effettivo e sostenibile reddito di cittadinanza? Ci pensa la Rete. Le parti mancanti del programma? Idem. Le menzogne? La Rete le spazza via. Le concentrazioni di potere? Pure. Etc. etc.
  11. 11. Con «la Rete» si può● Entra in gioco Internet: è luso del web come strumento di partecipazione politica a garantire la possibilità – per la prima volta nella storia – di realizzare forme reali ed efficaci di democrazia diretta – Alcuni esempi lo dimostrerebbero: la Costituzione islandese in crowdsourcing; open ministry (Finlandia); il successo dei Pirati tedeschi e della loro piattaforma Liquid Feedback – È il cuore della posizione del M5S
  12. 12. «Demenza collettiva»● Ma è così? – In un Paese dove un italiano su due non ha mai aperto un libro nellultimo anno – E sette su dieci non sono in grado di comprendere un testo di media complessità – Con un digital divide (infrastrutturale e culturale) tra i più marcati nei Paesi sviluppati – In un ecosistema web – quello di Grillo - in cui chi dissente è equiparato a un molestatore (troll) – E dove troppe bufale (microchip sottocutanei, lAids non esiste, i vaccini fanno male, le scie chimiche, il signoraggio etc.) sopravvivono alla loro falsificazione
  13. 13. Non vale la pena chiederselo?● Siamo sicuri che basti eliminare i partiti per risolvere tutti questi problemi – endemici, in Italia - nella gestione della cosa pubblica? – Per non parlare di corruzione, criminalità organizzata, inefficienze, sprechi, decisioni miopi o demagogiche etc? – E soprattutto: se i partiti sono un male in sé, come è possibile che il miracolo economico sia avvenuto in un sistema partitocratico?
  14. 14. Perché il M5S non se lo chiede● Perché salterebbe la differenza fondamentale tra sé e «i partiti» – E dunque non potrebbe più dipingersi come «rivoluzione culturale», e aggregare la sfiducia degli italiani verso partiti, classe dirigente e istituzioni ● Una critica dunque decisiva nel momento in cui dal voto di protesta si passa al voto di proposta● Ma «la Rete» di cui parla Grillo-Casaleggio è una versione stereotipata della Rete reale, fatta di carne (persone) e fibra ottica (strutture)
  15. 15. Per una critica morozoviana● «La Rete» di Grillo-Casaleggio (in Siamo in guerra, Chiarelettere) è – «Francescana, anticapitalista: nel web le idee e la loro condivisione valgono più del denaro» (qualcuno lo dica a Zuckerberg) – Giusta («Non rubi attraverso la Rete») – Chiarificatrice («La Rete permette allignaro investitore di comprendere i misteri della Borsa»; sarà per questo che brancoliamo nel buio rispetto alla crisi finanziaria da anni) – Creativa («Nasceranno nuovi Dostoevskij del digitale») – Equa («[In 10-20 anni] scompariranno i media tradizionali, svanirà gran parte delle strutture gerarchiche») – Visionaria («Per conoscere il futuro dellumanità non è necessario essere Nostradamus, è sufficiente contattare attraverso la Rete i più importanti esperti mondiali»)
  16. 16. Nella terminologia di Morozov● Contenuta in To Save Everything, Click Here: – Lo strumento che ha causato una rivoluzione unica nella storia umana – che apre opportunità altrettanto uniche (epocalismo) – Il fulcro di ogni problema (ogni problema si deve affrontare nei termini della «Rete»: secondo i suoi principi e attraverso le sue modalità di funzionamento – esatte e immutabili) (internet-centrismo) – Lo strumento attraverso cui trovare e attuare la soluzione (fix) a ogni problema (bug) (soluzionismo)
  17. 17. Ma questa «Rete» non esiste● Perché – In tutte le epoche si è parlato di rivoluzioni uniche e opportunità uniche a seguito di nuove tecnologie (con annessi proclami salvifici-entusiasti o catastrofisti-scettici; es: stampa, telefono, tv) – Non ci sono principi immutabili e leggi di natura nella «Rete». Per es. è libera o censurata a seconda delle decisioni che prendiamo sul suo essere libera o censurata (v. WCIT, SOPA, ammazzablog etc.); ps: tra le leggi immutabili del libero web non cè la guerra ai «troll». – Non tutti i problemi hanno una soluzione in n passi finiti, algoritmica, o grazie all«intelligenza collettiva» (es: votare Grasso o meno; dare la fiducia al Pd o meno etc.)
  18. 18. E anche se esistesse● Non tutti hanno tempo di dedicarsi al funzionamento della cosa pubblica (formazione di nuove élite, «casuali» - Rodotà, Tecnopolitica) – E se la soluzione è la delega «liquida», siamo sicuri capire chi sia la persona giusta cui delegare sia meno faticoso che decidere da sé?● I cittadini non hanno sempre ragione: non sono «clienti» e non si possono trattare come tali – E come si contraddice la volontà della maggioranza, se dovesse servire (es: emergenza, sicurezza nazionale, scelte impopolari di politica economica – chi mai si alzerebbe le tasse?)
  19. 19. Altri problemi dell«iperdemocrazia»● Come si prendono scelte che guardano «ai prossimi ventanni e non ai prossimi cento giorni» (come dice Grillo)? – Certe scelte prese in modo plebiscitario (referendum online) ignorano la dimensione diacronica delle decisioni (es: se esco dalleuro oggi, domani non posso rientrarci perché lopinione pubblica ha cambiato idea)● Usare «la Rete» non garantisce di per sé maggiore partecipazione – Es: flop di partecipazione delle parlamentarie (32 mila votanti su 8 milioni di elettori; e contro 3 milioni di votanti alle primarie Pd)
  20. 20. Il netizen totale● Problema antropologico: la visione del cittadino (digitale) come «terminale» di una «intelligenza collettiva» somiglia troppo a quella del «cittadino totale» di memoria totalitaria – Disincentiva le visioni minoritarie e il pensiero anticonformista – Rende maggiormente controllabili le masse e gli individui che le compongono (basta contraddirne uno; per es., definendolo un «troll» a libro paga di un altro partito – e tutti quelli che la pensano come lui diventano «troll» da eliminare)
  21. 21. Conclusione● Questi problemi sono di entità inferiore rispetto a quelli provocati dal sistema della democrazia rappresentativa e dei partiti instaurato dal Secondo dopoguerra a oggi? – Comunque la si pensi, si dovrebbe discuterne. Specie quando chi propugna quella visione del futuro ha il consenso di oltre un italiano su quattro – È questo il futuro che vogliamo? ● Io credo di no, ma invece di tentare di replicare o imitare il modello del M5S nei punti programmatici, e soprattutto nellidea della trasparenza valore in sé (v. Renzi sul FOIA, lItalia come «start up»), dello streaming come necessario (v. incontro Bersani- M5S), della Rete come necessariamente salvatrice del rapporto (eroso) tra politica e cittadini, bisognerebbe iniziare a chiedercelo.
  22. 22. Approfondimenti● Dal mio blog: – Il peccato capitale del M5S (http://ilnichilista.com/2012/05/24/il-peccato- capitale-del-movimento-5-stelle/) – In difesa dei partiti (http://ilnichilista.com/2012/05/31/in-difesa-dei-partiti/) – Manifesto contro i manifesti per labolizione dei partiti (http://ilnichilista.com/2012/06/10/manifesto-contro-i-manifesti-per- labolizione-dei-partiti/) – I numeri della democrazia digitale (http://ilnichilista.com/2012/12/21/i- numeri-della-democrazia-digitale/) – Sulla democrazia senza partiti (http://ilnichilista.com/2013/04/01/sulla- democrazia-senza-partiti/) – Demenza collettiva (http://ilnichilista.com/2013/03/20/demenza- collettiva/)
  23. 23. Approfondimenti /2● Da altre fonti: – Grillo e Casaleggio in guerra tra eccessi e banalità (http://www.valigiablu.it/doc/633/grillo-e-casaleggio-in-guerra-tra-eccessi- e-banalit.htm) – Elezioni 2013: non ha vinto Internet, abbiamo perso noi (http://www.valigiablu.it/elezioni-2013-non-ha-vinto-internet-abbiamo- perso-noi/) – Dittatura Internet (http://www.ufficiostampa.rai.it/pdf/2013/2013-04- 11/2013041124322352.pdf)
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