Corso resp   13 lezione - compostaggio
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    Corso resp   13 lezione - compostaggio Corso resp 13 lezione - compostaggio Presentation Transcript

    • Compostaggio: cos’è • Il compostaggio è una tecnica attraverso la quale viene controllato, accelerato e migliorato il processo naturale a cui va incontro qualsiasi sostanza organica per effetto della flora microbica naturalmente presente nell'ambiente. Si tratta di un "processo aerobico di decomposizione biologica della sostanza organica che avviene in condizioni controllate che permette di ottenere un prodotto biologicamente stabile in cui la componente organica presenta un elevato grado di evoluzione.
    • Compostaggio: bio-ossidazione • Durante la bio-ossidazione si ha l'igienizzazione della massa: è questa la fase attiva (nota anche come high rate, active composting time), caratterizzata da intensi processi di degradazione delle componenti organiche più facilmente degradabili
    • Compostaggio: maturazione • Durante la maturazione il prodotto si stabilizza arricchendosi di molecole umiche: si tratta della fase di cura (nota come curing phase), caratterizzata da processi di trasformazione della sostanza organica la cui massima espressione è la formazione di sostanze umiche.
    • Compost di qualità • Il processo di compostaggio può riguardare matrici organiche di rifiuti preselezionati: • In questo caso si ha la produzione di un ammendante compostato da impiegare in agricoltura o nelle attività di florovivaismo, noto come "Compost di qualità".
    • Settori di impiego del compost di qualità • il settore del florovivaismo, ovvero la cessione di compost sfuso all'industria dei fertilizzanti che confeziona (in miscela con torbe ed altro) e vende all'utenza hobbistica è da sempre considerato il settore più interessante, sia per i prezzi spuntati che per la necessità di prodotti nazionali alternativi alle torbe; • la vendita al minuto presso l'impianto, • uno sbocco commerciale che sta assumendo un'importanza sempre crescente è il conferimento di compost presso aziende agricole per impiego come ammendante al fine di ripristinare la fertilità ordinaria delle colture in pieno campo.
    • Frazione Organica Stabilizzata (FOS) • Nel caso di trattamento dei rifiuti indifferenziati per il recupero della frazione organica tramite compostaggio, questi vengono avviati a sistemi di trattamento meccanico-biologico • Si ha produzione di Frazione Organica Stabilizzata (FOS) da impiegare in usi diversi non agricoli, quali l'impiego per attività paesaggistiche e di ripristino ambientale (es. recupero di ex cave), o per la copertura giornaliera delle discariche
    • COMPOSTAGGIO DI RIFIUTI PRESELEZIONATI • Nel 2002 gli impianti per il compost di qualità erano 237 ed hanno trattato circa 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti organici selezionati e la capacità operativa era di oltre cinque milioni tonnellate annue. • Gli impianti sono concentrati nel Nord e al Centro, in corrispondenza alla maggiore raccolta di frazione umida urbana
    • TRATTAMENTO BIOLOGICO DI RIFIUTI INDIFFERENZIATI • Il trattamento biologico consente di trattare le frazioni organiche presenti nei rifiuti non raccolti in maniera differenziata, ottenute attraverso la selezione meccanica post- raccolta. • Nel 2003 risultavano operativi 90 impianti in Italia, che hanno trattato circa 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, mentre la capacità complessiva era di circa 10 milioni di tonnellate.
    • Settori di impiego della FOS • Sistemazione di aree di rispetto di autostrade e ferrovie (scarpate, argini, terrapieni); • Costituzione di aree verdi di grandi dimensioni, parchi pubblici, campi da golf, campi da calcio, ecc.; • Recupero ambientale di cave esaurite; • Ripristino ambientale di aree inquinate, in base a quanto previsto dall'art.22 del D.Lgs. 22/97, che per tali scopi menziona esplicitamente l'opportunità di privilegiare l'impiego di materiali provenienti da attività di recupero dei rifiuti urbani; • La sistemazione post-chiusura di discariche esaurite.
    • Normativa di riferimento • La regolamentazione in materia di produzione e impiego di compost è affidata, ad oggi ai diversi Stati Membri dell'Unione Europea, non essendo stata emanata alcuna direttiva in materia di qualità del compost atta ad armonizzare le norme nazionali. • In Italia il settore è regolato dalla normativa generale sui rifiuti (p.e. DL 22/97) e dalla normativa sui fertilizzanti (L.748/84 e successive modifiche e integrazioni)
    • Accordo di programma della Regione Veneto - 2002 • Impegna gli impianti della Regione Veneto a trattare prioritariamente i rifiuti prodotti in Veneto • Impegna i gestori a fornire alla Regione i dati relativi all’utilizzo degli impianti • Istituisce dei tavoli di confronto tra gestori dell’impianto e Regione
    • Impianto di compostaggio • 1) Ricevimento: Gli automezzi di raccolta in entrata all’impianto vengono pesati. Una volta pesati, i rifiuti organici e mercatali vengono scaricati in fosse separate. Il materiale legnoso, prima di essere triturato grossolanamente, viene stoccato in un piazzale apposito.
    • Impianto di compostaggio • 2) pretrattamento: • I materiali, attraverso un carro ponte provvisto di benna a comando idraulico, vengono trasferiti dalle fosse alle linee di pretrattamento. Uno degli scopi del pretrattamento è la separazione della frazione organica dalla plastica, dai materiali metallici e dagli altri materiali inquinanti. I materiali subiscono pretrattamenti diversi a seconda della provenienza.
    • Impianto di compostaggio • 2.1) Pretrattamento del rifiuto organico domestico • Dalla tramoggia di carico i rifiuti vengono mandati al vaglio rotante. Il vaglio è costituito essenzialmente da reti in lamiera forata e da lame rompi-sacco (per allontanare i sacchi di plastica ancora presenti). Dall’operazione di vagliatura risultano: Il materiale organico pronto al trattamento di compostaggio. Il sovvallo, cioè la frazione grossolana inquinante (sacchi ed eventuali contenitori in plastica), scaricato all’esterno del fabbricato di selezione.
    • Impianto di compostaggio • 2.2 Pretrattamento dei rifiuti mercatali • Una vagliatura simile a quella realizzata nella linea per il rifiuto organico domestico separa la frazione organica compostabile dal sovvallo (ingombranti e contenitori in plastica, cartone, legno), che viene convogliato in una pressa imballatrice.
    • Impianto di compostaggio • 2.3 Pretrattamento materiali legnosi I materiali legnosi, dopo essere stati cippati sul piazzale esterno, vengono posti nella fossa a loro dedicata nella sezione di miscelazione.
    • Impianto di compostaggio • 3 Miscelazione Un trituratore a coltelli "lento" effettua un parziale sminuzzamento e la miscelazione dei materiali provenienti dalle tre linee ultimando la fase di pretrattamento. Il materiale risultante viene convogliato ai nastri che alimentano la sezione di compostaggio accelerato.
    • Impianto di compostaggio • 4 Fermentazione o compostaggio accelerato • Il materiale organico, opportunamente miscelato, attraverso un sistema di nastri trasportatori, viene posto in cumuli dell’altezza di circa 2 metri, entro corsie aerate dove rimane circa 30 giorni.
    • Impianto di compostaggio • 4 Fermentazione o compostaggio accelerato • L’areazione del materiale viene effettuata attraverso condotti di ventilazione posti sotto il pavimento di ciascuna corsia. La ventilazione viene regolata in funzione della temperatura del materiale in fase di trasformazione. • Per garantire che il cumulo sia sempre attraversato dall’aria oltre che ventilato, questo deve essere rivoltato con una frequenza giornaliera
    • Impianto di compostaggio • 5 Maturazione • Completata la fermentazione il materiale viene trasferito nell’edificio di maturazione primaria (durata del processo: 30 giorni circa). In questa fase viene portata a compimento la trasformazione dei composti organici. Il materiale viene continuamente rivoltato per renderlo soffice ed aerato. • La maturazione secondaria, della durata di altri 30 giorni, viene condotta in un’altra area e non necessita dei periodici rivoltamenti dei cumuli.
    • Impianto di compostaggio • 6 Raffinazione del compost • Lo scopo di questa operazione è ripulire il compost dai materiali inquinanti ancora presenti (pezzi di plastica, carta, inerti) e recuperare il materiale legnoso non trasformato che dovrà ripetere l’intero ciclo del processo.
    • Impianto di compostaggio • 6 Raffinazione del compost • La sezione di raffinazione è composta da vagli che operano l’ultima suddivisione del materiale in: • Compost raffinato destinato allo stoccaggio in aia scoperta; • Frazione legnosa da reintrodurre nel ciclo di compostaggio; • Scarti da avviare in discarica.
    • Controllo delle emissioni gassose • Per ridurre le emissioni gassose alcuni impianti prevedono stadi di Biofiltrazione
    • Consorzio TERGOLA impianto di Vigonza • L’impianto tratta verde da raccolta diff. e fanghi di depurazione
    • IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO DI CARPI
    • IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO TIPOLOGIE DI RIFIUTI TRATTATI FRAZIONE ORGANICA DA RACCOLTA SCARTI AMMENDANTE DIFFERENZIATA AGROINDUSTRIAL COMPOSTATO MISTO COMPOSTAGGIO DEL RIFIUTO I SFUSI URBANO SCARTI AGROINDUSTRIAL RIFIUTI I CONFEZIONATI CARTACEI CARTONI RIFIUTI PER BEVANDE LIGNOCELLULOSI post consumo CI
    • PROPORZIONI TRA RIFIUTI TRATTATI LETTIERE CARTACEI 4% FORSU 2% 16% AGROIND 43% LEGNOSI 35%
    • AMMENDANTE COMPOSTATO MISTO Ammendante: Qualsiasi sostanza, naturale o sintetica,minerale od organica, capace di modificare e migliorare le caratteristiche chimiche, fisiche, biologiche e meccaniche di un terreno. Conforme ai parametri previsti dall’allegato I C, paragrafo 2.1., punto 5 della Legge 748/84 modificata dal D.M. 27 marzo 1998 L’utilizzo del prodotto, ai sensi della circolare MiPAF dell’8 settembre 1999, è consentito in agricoltura biologica E’ inserito nel “Registro dei Fertilizzanti per l’Agricoltura Biologica” predisposto dall’Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante.
    • SETTORI DI COLLOCAZIONE del prodotto (2002) TAPPETI ERBOSI 2% CITTADINI 2% FLOROVIVAISMO 2% RIPRISTINI 1% COPERTURA DISCARICHE 12% PRODUTTORI DI TERRICCI 16% AGRICOLTURA 65%
    • Progetto di realizzazione di una nuova sezione di RICEVIMENTO, MISCELAZIONE, BIOSSIDAZIONE dei rifiuti organici da raccolta separata (biotunnels) VIA VALLE DISCARICA BIOTUNNELS LOCALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO
    • Analisi economica costi-benefici di impianti di compostaggio dedicati alla produzione di Ammendante Compostato Verde e Ammendante Compostato Misto.
    • Matrici avviabili al recupero in impianti di compostaggio Frazione organica da raccolta differenziata del rifiuto urbano (domestica e utenze collettive) Scarti agroindustriali (sfusi, confezionati) Rifiuti lignocellulosici (potature, erba, legno da demolizioni, imballaggi in legno) Rifiuti a matrice cellulosica Sottoprodotti di origine animale Fanghi di depurazione
    • Matrici avviabili al recupero in impianti di compostaggio SCARTI FRAZIONE AGROINDUSTRIAL ORGANICA I SFUSI DA RACCOLTA SCARTI DIFFERENZIATA AGROINDUSTRIAL I AMMENDANTE COMPOSTAGGIO DEL RIFIUTO URBANO CONFEZIONATI COMPOSTATO MISTO FANGHI DI DEPURAZIONE STALLATICO CARTONI RIFIUTI RIFIUTI PER BEVANDE CARTACEI LIGNOCELLULOSI CI
    • Tariffe medie di un impianto di compostaggio FORSU 55 €/t Scarti agroindustriali sfusi 20 – 40 €/t Scarti agroindustriali confezionati 55 – 70 €/t Rifiuti lignocellulosici 30 €/t Rifiuti a matrice cellulosica 40 – 55 €/t Sottoprodotti di origine animale 40 – 70 €/t Fanghi di depurazione 40 €/t
    • Alternative all’avvio al recupero in impianto di compostaggio Discarica 100 €/t Impianti di trasformazione ex reg. (CE)1774/2002 100 €/t Distribuzione di fanghi in agricoltura ex D.L.vo 99/92 30 €/t
    • Opportunita’ dell’avvio al recupero in impianto di compostaggio Cernita di imballaggi in materiale legnoso Produzione di materiale per biofiltri Selezione di rifiuti da avviare al recupero energetico Produzione di ammendanti per l’agricoltura di pieno campo Produzione di ammendanti per la produzione di altri fertilizzanti Produzione di ammendanti da impiegare in interventi di bioremedation Giorgio Rustichelli – Comitato Tecnico CIC
    • Impiego dei fanghi di depurazione i fanghi impiegabili sono quelli conformi all’allegato IB al D.L.vo 99/92 Rame < 1.000,00 mg/kg SS Zinco < 2.500,00 mg/kg SS Piombo < 750,00 mg/kg SS Cadmio < 20,00 mg/kg SS Nichel < 300,00 mg/kg SS Mercurio < 10,00 mg/kg SS Carbonio organico >= 20,00 %SS P tot >= 0,40 %SS N tot >= 1,50 %SS Salmonelle < 1.000,00 MPN/g SS Umidità <= 80,00 % • i fanghi, tranne quelli agroindustriali, non possono superare il 35 % (P/P) della miscela iniziale
    • Requisiti e caratteristiche dell’ammendante compostato misto
    • Requisiti e caratteristiche dell’ammendante compostato misto
    • Requisiti e caratteristiche dell’ammendante compostato misto  Conforme ai parametri previsti dall’allegato I C, paragrafo 2.1., punto 5 della Legge 748/84 modificata dal D.M. 27 marzo 1998  L’utilizzo del prodotto, ai sensi della circolare MiPAF dell’8 settembre 1999, è consentito in agricoltura biologica a condizione che nella formulazione della miscela iniziale non vengano inseriti fanghi di depurazione  E’ inserito nel “Registro dei Fertilizzanti per l’Agricoltura Biologica” predisposto dall’Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante.
    • Documentazione relativa al trasporto dell’ammendante compostato misto
    • Documentazione relativa al trasporto dell’ammendante compostato misto
    • Riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da collocare in discarica Decreto Legislativo n° 36/2003 – art.5: 350 325 kg/a per abitante 300 173 kg/a per abitante 250 entro 5 anni (2008) 200 173 150 115 kg/a per abitante 100 115 81 entro 8 anni (2011) 50 0 2004 2005 2006 2007 2010 2011 2012 2013 2014 2017 2018 2008 2009 2015 2016 81 kg/a per abitante entro15 anni (2018) anno
    • Entro un anno (24 marzo 2004) dall’entrata in vigore dello stesso decreto ciascuna Regione elabora ed approva un apposito programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili smaltiti in discarica ad integrazione del piano regionale dei rifiuti di cui all’art. 22 del D.Lgs. 22/97, allo scopo di raggiungere a livello di Ambito Territoriale Ottimale, oppure (ove questo non sia istituito) a livello provinciale, gli obiettivi di cui sopra. D.L.vo 36/2203, art.2, comma 1, lettera i) – definizioni: “rifiuti biodegradabili”: qualsiasi rifiuto che per natura subisce processi di decomposizione aerobica o anaerobica, quali ad esempio rifiuti di alimenti, rifiuti di giardini, rifiuti di carta e cartone.
    • Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome (documento approvato il 4 marzo 2004) www.regioni.it Documento interregionale per la predisposizione entro il 24 marzo 2004 del programma di riduzione dei rifiuti biodegradabili da smaltire in discarica ai sensi dell'art. 5 del d. lgs n° 36/03 Definizione ed identificazione dei rifiuti urbani biodegradabili rifiuti di alimenti rifiuti da giardini rifiuti di carta e cartone rifiuti di legno pannolini ed assorbenti rifiuti tessili naturali R.U.B. = 65% del rifiuto urbano
    • Il programma regionale di riduzione dovrà riguardare TUTTI i rifiuti biodegradabili, nonostante non siano fissati obiettivi temporali di riduzione per il rifiuto biodegradabile in genere ma solo per il rifiuto urbano biodegradabile. Occorrerà quindi a livello territoriale regionale verificare produzione e caratteristiche di tutti i rifiuti biodegradabili (comprensivi quindi di categorie quali i fanghi biologici o gli scarti agroindustriali), nonché la destinazione al recupero o allo smaltimento, definendone i quantitativi avviati in discarica e programmando nel tempo una riduzione della loro collocazione in discarica
    • Schema delle lavorazioni pretrattamenti (es: triturazione, vagliatura) miscelazione biossidazione e maturazione vagliatura post-trattamenti (es: separazione aeraulica, deferrizzazione)
    • Bilanci di massa: il caso ideale rifiuto in ingresso (100%) perdite di processo miscela matura (70%) (30%) vagliatura a 10 mm vagliatura a 20 mm ammendante sopravvaglio legnoso ammendante per (40%) in pieno la produzione campo di fertilizzanti post-trattamenti (20%) (10%) fr. lignocell.: fr. non compostabile: riutilizzo in smaltimento in testa al processo discarica
    • Bilanci di massa: il caso peggiore rifiuto in ingresso (100%) perdite di processo ammendante da vagliare (70%) (30%) vagliatura a 10 mm ammendante sopravvaglio legnoso (20%) (50%) post-trattamenti fr. non fr. lignocell.: compostabile: riutilizzo in smaltimento testa al processo in discarica
    • Impiego dell’ammendante Agricoltura di pieno campo convenzionale,integrata e biologica Frutticoltura convenzionale, integrata e biologica Florovivaismo Allestimento prati Ripristini ambientali
    • Bilancio economico RICAVI Ritiro rifiuti Vendita ammendante COSTI DI GESTIONE Personale Energia elettrica Carburanti Manutenzioni e ricambi (op. civili, op. elettromeccaniche, carpenterie, op. idrauliche, inst. elettriche) Noli (trasporti, triturazione, vagliatura, movimentazioni, spurghi) Spese generali (amministrazione, analisi, monitoraggi, consulenze, disinfestazione, sw e hw) MARGINE OPERATIVO LORDO Costi di gestione – ricavi ONERI FINANZIARI E AMMORTAMENTI MARGINE OPERATIVO NETTO (utile prima delle imposte) Margine operativo lordo – oneri finanziari e ammortamenti Giorgio Rustichelli – Comitato Tecnico CIC
    • CASO IDEALE Ricavi (esempio di un impianto da 30.000 t/a) rifiuto quantità tariffa ricavo FORSU 12.000t 60,00 €/t 720.000 € AGROIND. 3.000 t 40,00 €/t 120.000 € LINGOCELL. 10.000t 30,00 €/t 300.000 € FANGHI 5.000t 40,00 €/t 200.000 € TOTALE 30.000t 42,70 €/t 1.340.000 € COMPOST 9.000t 10,00 €/t 90.000 € TOTALE ricavi 1.430.000 €
    • Costi di gestione (esempio di un impianto da 30.000 t/a) tipo costo PERSONALE 200.000 € CARBURANTI 50.000 € EN.ELETTRICA 150.000 € MANUTENZIONI 150.000 € NOLI 100.000 € SP.GENERALI 50.000 € SOVVALLI (1.000t x 100€/t) 100.000 € TOT. PARZIALE 800.000 € Giorgio Rustichelli – Comitato Tecnico CIC
    • Margine operativo lordo RICAVI + 1.430.000 € COSTI - 800.000 € MOL + 630.000 € Giorgio Rustichelli – Comitato Tecnico CIC
    • Ammortamenti e oneri finanziari AMMORTAMENTI Costo dell’opera 5.000.000 € di cui opere civili (amm. in 30 aa) 3.000.000 € opere elettromeccaniche (amm. in 10 aa) 2.000.000 € Ammortamenti op. civili 100.000 €/a Ammortamenti op. elettromeccaniche 200.000 €/a Totale ammortamenti per anno 300.000 €/a ONERI FINANZIARI (restituzione del prestito in 10 aa) 300.000 €/a TOTALE ammortamenti e on. finanziari 600.000 €/a
    • Margine operativo netto (utile prima delle imposte) Margine operativo lordo + 630.000 € Ammortamenti e oneri finanziari - 600.000 € MON + 30.000 €
    • CASO PEGGIORE Ricavi (esempio di un impianto da 30.000 t/a) rifiuto quantità tariffa ricavo FORSU 12.000t 60,00 €/t 720.000 € AGROIND. 3.000 t 40,00 €/t 120.000 € LINGOCELL. 10.000t 30,00 €/t 300.000 € FANGHI 5.000t 40,00 €/t 200.000 € TOTALE 30.000t 42,70 €/t 1.340.000 € COMPOST 6.000t 10,00 €/t 60.000 € TOTALE 1.400.000 €
    • Costi di gestione (esempio di un impianto da 30.000 t/a) tipo costo PERSONALE 200.000 € CARBURANTI 50.000 € EN.ELETTRICA 150.000 € MANUTENZIONI 150.000 € NOLI 100.000 € SP.GENERALI 50.000 € SOVVALLI (10.000t x 100€/t) 1.000.000 € TOT. PARZIALE 1.700.000 €
    • Margine operativo lordo RICAVI + 1.400.000 € COSTI - 1.700.000 € MOL - 300.000 €
    • Ammortamenti e oneri finanziari AMMORTAMENTI Costo dell’opera 5.000.000 € di cui opere civili (amm. in 30 aa) 3.000.000 € opere elettromeccaniche (amm. in 10 aa) 2.000.000 € Ammortamenti op. civili 100.000 €/a Ammortamenti op. elettromeccaniche 200.000 €/a Totale ammortamenti per anno 300.000 €/a ONERI FINANZIARI (restituzione del prestito in 10 aa) 300.000 €/a TOTALE ammortamenti e on. finanziari 600.000 €/a
    • Margine operativo netto (utile prima delle imposte) Margine operativo lordo - 300.000 € Ammortamenti e oneri finanziari - 600.000 € MON - 900.000 €
    • Bilancio economico: confronto Caso ideale Caso peggiore RICAVI + 1.430.000 + 1.400.000 COSTI DI GESTIONE Personale - 200.000 -200.000 Carburanti - 50.000 - 50.000 En. elettrica - 150.000 - 150.000 Manutenzioni - 150.000 - 150.000 Noli - 100.000 - 100.000 Spese generali - 50.000 - 50.000 Sovvalli - 100.000 - 1.000.000 Tot. Costi - 800.000 - 1.700.000 MARG. OP. LORDO + 630.000 - 300.000 ON. FINANZ. E AMMORT. - 600.000 - 600.000 MARG. OP. NETTO + 30.000 - 900.000
    • COMPOSTAGGIO DOMESTICO • E’ bene scegliere un’area che disti almeno 60 centimetri dalle strutture di legno presenti nel giardino (es. staccionate), man mano che si accumulano i rifiuti prodotti con la gestione del verde (non scarti di cucina), vengono gettati in questo cumulo. Dopo un periodo che può variare da sei mesi a due anni il cumulo sarà diventato compost.
    • COMPOSTAGGIO DOMESTICO • Il compost arriva a maturazione in un tempo variabile da sei settimane a due anni. Dipende dagli "ingredienti" immessi nel cumulo, da quanto spesso questo viene rivoltato, dalle sue dimensioni, dalla composizione e dal livello di areazione. Diciamo che sei settimane sono il tempo minimo necessario per ottenere un compost di buona qualità, anche se un tempo così breve implica una particolare attenzione nella gestione del processo.
    • COMPOSTAGGIO DOMESTICO • Utilizzo di residui contaminati da pesticidi • Si consiglia in genere di compostare alcuni pesticidi con il metodo di compostaggio "a caldo" e lasciando maturare il cumulo per almeno un anno. In alcune pubblicazioni specifiche si indica che il compostaggio, essendo un processo di decomposizione accelerata, è in grado di biodegradare alcuni elementi molto più rapidamente di quanto avvenga con la biodegradazione nel suolo.
    • COMPOSTAGGIO DOMESTICO • Per evitare l’insorgenza di cattivi odori il cumulo va rivoltato frequentemente e bisogna assicurarsi che sia composto da materiali diversi per tipologia e dimensioni. Potrebbe anche essere che sia troppo bagnato, e in questo caso aggiungere materiali più asciutti (con una varietà di strutture e di formati) e rivoltare spesso. Se ha un odore di ammoniaca, è presente un livello elevato di azoto. Aggiungere quindi più materiali con carbonio (es. foglie).
    • COMPOSTAGGIO DOMESTICO • Aggiungere l’acqua, ma assicurarsi che l’acqua sia stata assorbita dal cumulo. Annaffiare frequentemente un cumulo dall’alto non funziona perché i materiali asciutti così non riescono ad assorbire l’acqua. In questo caso, rivoltare il cumulo separandolo e reimpilandolo, innaffiando ogni strato. Potrebbero non essere sufficientemente presenti rifiuti verdi freschi nel cumulo e in questo caso vanno aggiunti. Se non è stato innaffiato abbastanza all’inizio, occorre ricordarsene per la prossima volta. Ricordare che il cumulo dovrebbe contenere circa il 40 - 50% di umidità, ovvero molta acqua.
    • Fine 10° lezione