3 muraro normativa-incentivi
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×
 

3 muraro normativa-incentivi

on

  • 2,499 views

normativa incentivi energie da fonti rinnovabili in Italia

normativa incentivi energie da fonti rinnovabili in Italia

Statistics

Views

Total Views
2,499
Views on SlideShare
2,488
Embed Views
11

Actions

Likes
0
Downloads
40
Comments
0

1 Embed 11

http://www.slideshare.net 11

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Adobe PDF

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

3 muraro normativa-incentivi 3 muraro normativa-incentivi Presentation Transcript

  • Bologna, 28 maggio 2009 La normativa nazionale di riferimento - Percorsi autorizzativi - Incentivi. Lorella Rossi C.R.P.A. S.p.A. - Reggio Emilia Centro Ricerche Produzioni Animali - RE
  • DIGESTIONE ANAEROBICA NORME DI RIFERIMENTO Il Dlgs 387/03 "Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità" si applica a: TUTTI GLI IMPIANTI CHE producono ENERGIA ELETTRICA da FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI NON FOSSILI, tra le quali le BIOMASSE (oltre a eolica, solare, ecc.)
  • DIGESTIONE ANAEROBICA NORME DI RIFERIMENTO Il Dlgs 387/03 definisce cosa si intende per “BIOMASSE” (art. 2, comma 1, lettera a): la PARTE BIODEGRADABILE dei PRODOTTI, RIFIUTI e RESIDUI PROVENIENTI DALL’AGRICOLTURA (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla SILVICOLTURA, dalle INDUSTRIE CONNESSE, NONCHÉ LA PARTE BIODEGRADABILE DEI RIFIUTI INDUSTRIALI E URBANI
  • DIGESTIONE ANAEROBICA NORME DI RIFERIMENTO DLgs 387/03 – art. 12 “Razionalizzazione e semplificazione delle procedure autorizzative” Costruzione ed esercizio degli impianti di produzione di EE alimentati da FR sono soggetti ad una AUTORIZZAZIONE UNICA (Conf. Servizi,…) (comma 3), nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela ambientale, tutela del paesaggio, ecc.. Convocazione CdS entro 30 gg Termine massimo per la conclusione del procedimento: 180 gg
  • DIGESTIONE ANAEROBICA NORME DI RIFERIMENTO PARTE QUARTA del DLgs 152/06 (Testo Unico Ambientale) SI APPLICA a: TUTTE LE OPERAZIONI (raccolta, stoccaggio, recupero, smaltimento) che coinvolgono flussi di materiali classificati come “RIFIUTI” RIFIUTI (Digestione Anaerobica: R3) Parte IV del TU NON si applica a: • TUTTI GLI IMPIANTI CHE TRATTANO BIOMASSE NON CLASSIFICATE “RIFIUTI”
  • DIGESTIONE ANAEROBICA NORME DI RIFERIMENTO PARTE QUINTA del TU (Emissioni in atmosfera) si applica, fatte salve le esclusioni previste, a: TUTTI GLI IMPIANTI CHE PRODUCONO EMISSIONI DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE prima di procedere alla installazione/realizzazione di impianto che produce emissioni (art.269, commi da 1 a 7). RILASCIO AUTORIZZAZIONE (a realizzare e a gestire) a conclusione di Conferenza dei servizi (art. 269, comma 3).
  • DIGESTIONE ANAEROBICA NORME DI RIFERIMENTO PARTE QUINTA del TU (Emissioni in atmosfera) Le ESCLUSIONI previste (art. 269, c. 14): ….. impianti di combustione di P term. nominale <= 3 MW alimentati a BIOGAS NON proveniente da “RIFIUTI” (biogas di cui all’Allegato X alla Parte Quinta) (art. 269 comma 14, lettera e)
  • Tutti gli IMPIANTI A BIOGAS devono richiedere l”AUTORIZZAZIONE UNICA” ai sensi del DLgs 387/03? NON è risultato sempre CHIARO! Se Autorizzazione alle emissioni NON OBBLIGATORIA (biogas non da “rifiuti” NO conf. servizi, …) ..allora NO “Autorizzazione unica” ai sensi del DLgs 387/03 (conferenza dei servizi, …) - il comma 5 art.12 prevede la possibilità di deroga dall'autorizzazione per quegli impianti per i quali “non è previsto il rilascio di alcuna autorizzazione”.
  • DLgs 387/03 – “AUTORIZZAZIONE UNICA” Elenco indicativo Autorizzazioni • Permesso di costruire o DIA • Variante di destinazione d’uso (se class. non compat.) • VIA • Valutazione di incidenza (in presenza di aree SIC o ZPS) • Autorizzazione alle emissioni in atmosfera • Autorizzazione paesaggistica • Nulla osta ente gestione area protetta • Parere antincendio VV.FF • Nulla osta idrogeologico, nulla osta sismico • Nulla osta Forze Armate (zone militari, zone volo bassa quota) • Nulla osta ENAC-ENAV per sicurezza volo • Nulla osta gestore rete per connessione alla rete elettrica • Autorizzazione alla costruzione dell’elettrodotto
  • QUALCHE SEMPLIFICAZIONE E’ AMMESSA? Legge 244/2007 (Finanziaria 2008, art. 2, c.161 e c.158 lett. g): - POTENZE “SOGLIA” (Tabella A art 12 DLgs 387/03) al di sotto delle quali non è necessaria alcuna autorizzazione per costruzione e gestione impianto - Per il BIOGAS il limite indicato è pari a 250 kWe. - Applicazione della disciplina della DIA (di cui agli artt. 22 e 23 del TU in materia di edilizia- DPR 380/01). - Possibilità, mediante decreto opportuno, di “individuare soglie maggiori di capacità e caratteristiche dei siti di installazione per i quali si procede con la stessa disciplina della DIA”.
  • Regione Emilia-Romagna D.G.R. n. 1255/08 “Aspetti della normativa ambientale….: primi indirizzi agli enti locali per uniformare i procedimenti” PROCEDURE per la REALIZZAZIONE IMPIANTI: 1. entro 250 kWe di potenza: denuncia di inizio attività (DIA) di cui agli artt. 22 e 23 del TU in materia di edilizia; 2. >1 MWe: procedimento autorizzativo ordinario ai sensi del D.Lgs 387/03 sempre, indipendentemente dalla natura delle biomasse trattate. 3. tra 250 kWe e 1 MWe: - se si produce BIOGAS da RIFIUTI: autorizz.ne D.Lgs 387/03 - se si produce BIOGAS in ASSENZA DI RIFIUTI : procedimento semplificato (documentazione allo Sport. Unico del Comune)
  • DIGESTIONE ANAEROBICA di “BIOMASSE” DEDICATE, DI SCARTO E RIFIUTI ORGANICI: “PRODOTTI” IN USCITA Miscela IN PRODUZIONE E. Elettrica Prodotti (insilati,..) Cogener. Effluenti BIOGAS PRODUZIONE zootecnici E. termica DIGESTORE Scarti organici (rifiuti, sottoprodotti?) + Rifiuti organici Miscela OUT (forsu, fanghi,..) DIGESTATO
  • 1. DIGESTIONE ANAEROBICA con USO AGRONOMICO DEL DIGESTATO Biomasse in ingresso Costruzione e gestione DESTINAZIONE impianto di recupero FINALE Prodotti Effluenti PRODUZIONE PRODUZIONE zootecnici E. E. BIOGAS Residui organici (“sottoprodotti”) Digestato “Rifiuti” organici (forsu, fanghi,..)
  • PERCHE’ LA DIGESTIONE ANAEROBICA NEL COMPARTO AGRO-ZOOTECNICO? 1. INCENTIVO ECONOMICO ALLA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI 2. EFFLUENTI ZOOTECNICI DISPONIBILI “A VOLONTA’”… 3. L’USO AGRONOMICO DEL DIGESTATO E’ LA SOLUZIONE PIU’ “CONVENIENTE” …. 4. MARGINE ECONOMICO PER ATTUARE LA RIDUZIONE DEL CARICO AZOTATO e RISPETTARE LA DIRETTIVA NITRATI
  • POSSIBILI CLASSIFICAZIONI delle BIOMASSE IN INGRESSO Deiezioni Zootecniche = “EFFLUENTI ZOOTECNICI” ai sensi del DM 07.04.06 quando destinati a USO AGRONOMICO “SOTTOPRODOTTI” reimpiegati Residui da industria in altro processo produttivo Agro-alimentare = FORSU, fanghi di “RIFIUTI” ai sensi della Parte IV del DLgs 152/06 depurazione,.. = La valutazione va effettuata CASO per CASO!!
  • 1. DIGESTIONE ANAEROBICA con USO AGRONOMICO DEL DIGESTATO Parte IV DLgs 152/06 – ART. 185 Sono ESCLUSE dal campo di appl. della Parte IV DLgs 152/06 (perchè normate da altre norme che assicurano tutela ambientale e sanitaria): - carogne, materiali fecali e altre sostanze naturali non pericolose utilizzate nell’attività agricola. FUORI DAL CONTESTO RIFIUTI!
  • 1. DIGESTIONE ANAEROBICA con USO AGRONOMICO DEL DIGESTATO Decreto 7 aprile 2006 del MIPAF Ambito di applicazione: INTERO CICLO DELL’USO AGRONOMICO DEGLI EFFLUENTI ZOOTECNICI (produzione, raccolta, stoccaggio, trattamenti, trasporto e uso agronomico) Chiarito un principio importantissimo: • Quando destinati a uso agronomico, gli EA NON SONO “RIFIUTI” e quindi non assogettati al DLgs 152/06 (Parte IV), nè al Reg. CE 1774/02 (art. 3, comma 1 e art. 1, comma 4)
  • 1. DIGESTIONE ANAEROBICA con USO AGRONOMICO DEL DIGESTATO Parte IV DLgs 152/06 – ART. 185 – Comma 2 Se si rispettano le condizioni di cui all’art. 183, lettera p, possono essere SOTTOPRODOTTI: - materiali fecali e vegetali provenienti da attività agricole utilizzati nelle attività agricole o in impianti aziend /interaz. per produrre ENERGIA o CALORE o BIOGAS BIOGAS: QUANDO DIGESTATO NON VA ALL’USO AGRONOMICO!!!!!!
  • 1. DIGESTIONE ANAEROBICA con USO AGRONOMICO DEL DIGESTATO Biomasse in ingresso Costruzione e gestione USO impianto di recupero AGRONOMICO Prodotti Effluenti PRODUZIONE PRODUZIONE zootecnici E. E. BIOGAS Residui organici (“sottoprodotti”) Digestato “Rifiuti” organici NON E’ UN IMPIANTO DI TRATTAMENTO (forsu, fanghi,..) RIFIUTI e il DIGESTATO non “RIFIUTO”
  • QUALCHE ESEMPIO Scarti di patate Mais dolce Scarti di pere
  • Applicazione del concetto di “SOTTOPRODOTTO” (art. 183, lett. p DLgs n.4/08, correttivo Dlgs.152/06) 1. impiego CERTO, INTEGRALE e DIRETTO in altro processo produttivo; 2. impiegato direttamente dall’azienda che lo produce o presso UTILIZZATORE PREVENTIVAM. DEFINITO; (CONTRATTO SCRITTO di fornitura tra PRODUTTORE dei RESIDUI E GESTORE dell’IMPIANTO)
  • Applicazione del concetto di “SOTTOPRODOTTO” (art. 183, lett. p DLgs n.4/08, correttivo Dlgs.152/06): 3. rispetto requisiti merceologici e di qualità ambientale tali da garantire che il loro impiego NON DIA LUOGO A IMPATTI AMBIENTALI DIVERSI da quelli autorizzati per l’impianto a cui sono destinati; (Definizione di caratteristiche merceol. …..) 4. requisiti di QUALITÀ AMBIENTALE idonei sin dalla fase di produzione (NO trasformazioni preliminari o preventivi); (Disidratazione? Allontan. noccioli?)
  • Applicazione del concetto di “SOTTOPRODOTTO” (art. 183, lett. p DLgs n.4/08, correttivo Dlgs.152/06): 5. abbiano un VALORE DI MERCATO. (Contratto di fornitura dal quale emerge il vantaggio economico per entrambi le parti? ) SI TRATTA DI UN PERCORSO ARTICOLATO DA AFFRONTARE IN MODO ADEGUATO!!! “Smaltimento illecito di RIFIUTI”!!!!
  • SCARTI VEGETALI DA AGROINDUSTRIA = “SOTTOPRODOTTI” CONTRO: - individuazione dei soggetti produttori - stipula di apposito contratto tra produttore e utilizz. - SI PAGA per il loro ritiro (cifre solitamente modeste) A FAVORE: - caratter. chimico-fisiche DEFINITE (standard da definire) - certezza nei conferimenti e migliore gestione impianto - il digestato NON diventa un “RIFIUTO”!!! - incentivazione economica più elevata !!!
  • SCARTI VEGETALI DA AGROINDUSTRIA = “SOTTOPRODOTTI” Legge finanziaria 2007 – art. 1, comma 382 (modificato dalla Legge n. 222/ 2007): “La produzione di EE mediante impianti alimentati da biomasse e biogas da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, IVI COMPRESI I SOTTOPRODOTTI, ottenuti nell’ambito di intese di filiera (DLgs 102/2005) oppure di filiere corte, cioè ottenuti entro un raggio di 70 km dall’impianto….è incentivata…..” Decreto MIPAAF per tracciabilità e rintracciabilità della filiera in fase di discussione………….
  • IN ASSENZA DI “RIFIUTI”: DIGESTATO = “EFFLUENTE ZOOTECNICO” ai sensi delle NORME REGIONALI (rec.DM 07.04.06): LIQUAMI e materiali ad essi assimilati: • Frazioni non palabili da trattamento di EA, (da soli o in miscela con biomasse vegetali di origine agricola) di cui all’All. 1 - Tab. 3 LETAMI e materiali ad essi assimilati: • Frazioni palabili da trattamento di EA (da soli o in miscela con biomasse vegetali di origine agricola), di cui all’All. 1 - Tab. 3 Allegato 1 - Tab. 3 : DA di liquami zootecnici misti a colture energetiche e a prodotti residuali delle produzioni vegetali.
  • IN ASSENZA DI “RIFIUTI”: DIGESTATO = “EFFLUENTE ZOOTECNICO” ai sensi delle NORME REGIONALI (rec. DM 07.04.06): USO AGRON. DIGESTATO da IMP. CENTRALIZZATO - 1a COMUNICAZIONE: a carico del/i produttore/i di EA (per la parte “produzione” di tali EA); - 2a COMUNICAZIONE: a carico del gestore dell’impianto di DA (per le fasi di stoccaggio, trattamento e spandimento del digestato). TRASPORTO: “DOCUMENTO DI ACCOMPAGNAMENTO con: • estremi azienda di produzione e azienda destinataria • natura e quantità degli effluenti • identific. mezzo di trasporto • estremi della COMUNICAZIONE
  • IN ASSENZA DI “RIFIUTI”: DIGESTATO = “EFFLUENTE ZOOTECNICO” ai sensi delle NORME REGIONALI (rec. DM 07.04.06) DOSAGGI : i PRINCIPI FONDAMENTALI Quantità complessiva di AZOTO EFFICIENTE apportato (organico e minerale) non deve superare il FABBISOGNO DELLA COLTURA Solo AZOTO da EFFLUENTI ZOOTECNICI <= 170 kg/ha in Zone VULNERABILI <= 340 kg/ha in Zone NON Vulnerabili
  • POSSIBILI DESTINAZIONI del DIGESTATO FRAZIONE SOLIDA FRAZIONE LIQUIDA (10-30% vol - SS: 22-30%) (70-90% vol – SS: 2–8%) 1. USO AGRONOMICO 1. USO AGRONOMICO (come EA o come RIFIUTO) (come EA o come RIFIUTO) 2. PRODUZIONE 2. PRODUZIONE FERTILIZZANTI FERTILIZZANTI 3. DEPURAZIONE
  • IMPIEGO AGRONOMICO DEL DIGESTATO CLASSIFICATO “RIFIUTO” AUTORIZZAZIONE ai sensi dell’art. 208 del DLgs 152/06 allo “Spandimento sul suolo a beneficio dell’agricoltura” (R10), di DIGESTATO a partire da “RIFIUTI”, forma di recupero per la quale non esistono criteri tecnici ufficiali AUTORIZZAZIONE ai sensi e secondo i criteri dettati dal DLgs 99/92 ed eventuali norme regionali che regolano l’impiego agronomico dei FANGHI DI DEPURAZIONE Il digestato non è un FANGO di DEPURAZIONE!
  • LA DOMADA DI ENERGIA ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI AUMENTERA’? DLgs 387/03 – art. 4 “Incremento della quota minima di cui all’art…..del DLgs 79/99” Per il periodo 2004-06 l’EE da FR da immettere in rete ogni anno deve essere incrementata dello 0,35% ogni anno. Legge finanziaria 2008 – art. 2, comma 146 Per il periodo 2007-12 l’EE da FR da immettere in rete ogni anno deve essere incrementata dello 0,75% ogni anno. 1 CV= 1 MWh (prima era 50 MWh)
  • Legge finanziaria 2008 – art. 2, commi 144-154 IMPIANTI P>1 MWe: EE +CV * fattore IMPIANTI P<= 1 MWe: TARIFFA moltiplicativo in funzione delle FR OMNICOMPRENSIVA (EE+CV) EMANATO UN DECRETO !!! MANCA QUELLO DI MAGGIORE INTERESSE PER IL SETTORE AGRICOLO! 1,8 ???
  • DECRETO 18 DICEMBRE 2008 “Incentivazione della produzione di EE da FR, ai sensi dell’art. 2, comma 150 della legge 244/07” Art. 3 – comma 2 “hanno diritto, in alternativa ai CV, e su richiesta del produttore, ad una TARIFFA FISSA OMNICOMPRENSIVA variabile……gli impianti: • di potenza media annua nominale <= 1 MW • entrati in esercizio dopo il 31/12/2007 Art. 2 – comma 1, lettera m): “data di entrata in esercizio: è la data in cui si effettua il primo funzionamento in parallelo con il sistema elettrico”
  • DECRETO 18 DICEMBRE 2008 “Incentivazione della produzione di EE da FR, ai sensi dell’art. 2, comma 150 della legge 244/07” La scelta del sistema di incentivazione si fa al momento della richiesta di “QUALIFICA” dell’impianto al GSE È consentito UN SOLO cambio da un sistema di incentivazione all’altro Il periodo di diritto alla incentivazione è decurtato del periodo già fruito Periodo di incentivazione: 15 anni (per impianti post 31/12/07)
  • DECRETO 18 DICEMBRE 2008 “Incentivazione della produzione di EE da FR, ai sensi dell’art. 2, comma 150 della legge 244/07” Art. 4 – procedura di qualifica Domanda al GSE: • relazione tecnica (All. A) • copia progetto definitivo • copia “Autorizzazione unica” ai sensi DLgs 387/03 o altro In mancanza di pronunciamento del GSE entro i 90 gg dalla presentazione, la domanda si ritiene accolta Comunicazione al GSE dell’avvenuto “inizio lavori” entro 18 mesi dall’ottenimento della qualifica
  • DECRETO 18 DICEMBRE 2008 “Incentivazione della produzione di EE da FR, ai sensi dell’art. 2, comma 150 della legge 244/07” BIOMASSE DA FILIERA In attesa del decreto: • tariffa omnicomprensiva di 22 eurocent/kWh • CV * 1,1 salvo successivo conguaglio! Disegno di legge: 28 eurocent/kWh ???
  • CONCLUSIONI – 1 A livello nazionale lo sviluppo della DA necessita di: - DECRETO “BIOMASSE AGRICOLE”!! - procedure CHIARE E OMOGENEE per la costruzione e la gestione degli IMPIANTI - presa di coscienza dei confini tra “ATTIVITÀ AGRICOLA” e “ATTIVITA’ di GESTIONE RIFIUTI” - MAGGIORE DIFFUSIONE DELLA “CONOSCENZA” SULLE ENERGIE RINNOVABILI, finalizzata a limitare il proliferare delle opposizioni locali alla costruzione dei nuovi impianti
  • CONCLUSIONI – 2 Fatto ciò, per minimizzare i tempi di rilascio dell’autorizzazione occorre: • presentare un “PROGETTO BEN FATTO, completo in TUTTE le sue parti! SPESSO le parti “BIOLOGICA” e “AGRONOMICA” dei progetti sono incomplete! Caratteristiche delle matrici, azoto in ingresso, rese di processo, terreni destinati all’uso agronomico,…..
  • Grazie per l’attenzione! Lorella Rossi www.crpa.it l.rossi@crpa.it Tel 0522 - 436999 C.R.P.A. S.p.A. - Reggio Emilia