Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano              Mappatura del fenomeno migratorioA cura di Ali...
SommarioIntroduzione ........................................................................................................
IntroduzioneIl presente lavoro nasce all’interno del progetto CEEP 2012/2013 su Società multiculturale e integrazionesocia...
MetodologiaLa mappatura si basa sull’analisi e sull’elaborazione di dati di fonte ufficiale (ISTAT e ORIM Lombardia3). Ida...
La mappatura. Come si connota il fenomeno territorialmente?Raccontare la presenza dei migranti nei singoli territori, nell...
complessiva (italiani e stranieri) nel paese è cresciuta e questo aumento è da attribuirsi al contributo della componente ...
La distribuzione degli stranieri in Italia si concentra maggiormente nelle aree metropolitane delle regionidel Nord, a ecc...
Grafico 4 - Seconde generazioni: % di nati stranieri sul totale dei nati (anno 2011)             25,0                     ...
Tabella 2: Principali paesi di provenienza Lombardia e Province (anni 2010)                    Cittadinanza      Varese   ...
Grafico 6 - Evoluzione demografica in provincia di Brescia (anni 2002 – 2010)             2010                            ...
Le dimensioni dell’integrazione: un’analisi a partire dai dati provinciali deicircoli del progetto CEEPTra le dimensioni d...
Tabella 4 - Indicatori di integrazione: lavoro (anno 2011)                                          2008            2009  ...
competizione ma allo stesso tempo contribuisce a ridurre la distanza culturale e sociale nei confronti dellostraniero face...
Tabella 7 - Stranieri per tipologia lavorativa e provincia di residenza (anno 2011)                                       ...
superando di poco quella del Friuli Venezia Giulia. Le altre province si aggirano attorno al 7% rimanendoleggermente sotto...
Tabella 11 - Tipologia abitativa degli stranieri per provincia (anno 2011)Tipologia abitativa                             ...
Tabella 12 - Lavoratori stranieri iscritti ad un sindacato (anno 2011)                           Regione               Tot...
Tabella 14 - Appartenenza religiosa degli stranieri per provincia di residenza (2011)                         Religione   ...
Il fenomeno migratorio nei comuni della rilevazioneI cinque circoli della rilevazione sono inseriti all’interno di quattro...
Tabella 15 - Comune di Gallarate: residenti italiani e stranieri dal 2005 al 2010                 Anno        Residenti   ...
Tabella 17 - Alunni stranieri nelle scuole del Comune di Gallarate per principale paese di provenienza                    ...
Comune di CastenedoloCastenedolo, in provincia di Brescia, è un piccolo comune di circa 11.000 abitanti, collocato vicino ...
Tabella 21 - Alunni stranieri nelle scuole del Comune di Castenedolo per principale paese di provenienza                  ...
Comune di TriuggioTriuggio è un piccolo comune della recente provincia di Monza e Brianza (istituita nel 2004 ma divenutao...
Si tratta di un dato che si rispecchia quasi fedelmente nella presenza degli alunni stranieri nelle scuole. Tra iprincipal...
Comune di AbbiategrassoAbbiategrasso è un comune della provincia di Milano, posto al di fuori dell’area dell’hinterland mi...
Tabella 28 - Principali paesi di provenienza dei migranti presenti nel Comune di Abbiategrasso (2010)                     ...
Tabella 30 - Alunni stranieri nelle scuole del Comune di Abbiategrasso                                               (Anno...
Mappatura comunità in divenire progetto ceep_circoli interculturali
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Mappatura comunità in divenire progetto ceep_circoli interculturali

  1. 1. Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano Mappatura del fenomeno migratorioA cura di Alice S. Boni – Excursus. Spazio di Formazione Partecipata Progetto CEEP – ACLI 2012/2013: Società multiculturale e integrazione sociale nella realtà Lombarda
  2. 2. SommarioIntroduzione ...................................................................................................................................................... 3Metodologia ...................................................................................................................................................... 4La mappatura. Come si connota il fenomeno territorialmente? ...................................................................... 5 Una rappresentazione demografica del fenomeno Italia, Lombardia e province......................................... 5 Le dimensioni dell’integrazione: un’analisi a partire dai dati provinciali dei circoli del progetto CEEP...... 11 Occupazione e disoccupazione ................................................................................................................ 11 Titoli di studio e tipologia di lavoro svolta............................................................................................... 13 Condizione abitativa ................................................................................................................................ 15 Partecipazione sociale e religiosa ............................................................................................................ 16 Il fenomeno migratorio nei comuni della rilevazione ................................................................................. 19 Comune di Gallarate ................................................................................................................................ 19 Comune di Castenedolo .......................................................................................................................... 22 Comune di Triuggio.................................................................................................................................. 24 Comune di Abbiategrasso........................................................................................................................ 26 Quarto Oggiaro – Comune di Milano ...................................................................................................... 29Conclusioni. Alcune chiavi interpretative della comunità in divenire ............................................................ 33 Comunità in divenire ................................................................................................................................... 33 Legame tra storia del territorio e presenza dei migranti ............................................................................ 33 Territori di circolazione................................................................................................................................ 34 Le seconde generazioni… chi è straniero .................................................................................................... 34Fonti ................................................................................................................................................................. 35 Bibliografia ................................................................................................................................................... 35 Sitografia consultata .................................................................................................................................... 35 2Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  3. 3. IntroduzioneIl presente lavoro nasce all’interno del progetto CEEP 2012/2013 su Società multiculturale e integrazionesociale nella realtà Lombarda. Un progetto sperimentale che vede coinvolti cinque circoli ACLI dellaLombardia: Abbiategrasso (in provincia di Milano), Castenedolo (in provincia di Brescia), Gallarate (inprovincia Varese), Triuggio (in provincia di Monza e Brianza, Quarto Oggiaro (comune di Milano).La mappatura nasce con l’obiettivo di supportare la sperimentazione dei circoli nel proprio contestodazione fornendo alcuni dati complessivi che vanno a integrarsi con quelli raccolti attraverso le esperienzeche ciascun circolo ha maturato rispetto al proprio territorio.Attraverso questo lavoro più che fornire una rappresentazione corretta della realtà, si desidera contribuirea costruire una rappresentazione della stessa più complessa e articolata, ma soprattutto partecipata.Molto spesso conoscere quantitativamente un fenomeno non significa controllarlo e sapere, diconseguenza, come gestirlo. I numeri tuttavia possono essere variamente usati e diventare sia supportosensibile a strumentalizzazioni, sia contribuire a svelare falsi immaginari che si creano intorno ad alcuniepisodi di cronaca, sia contribuire – insieme ad altre conoscenze, punti di vista e, soprattutto, ilcoinvolgimento dei diretti interessati – a definire, programmare, progettare degli interventi. Il fenomenodell’immigrazione è spesso fatto oggetto di strumentalizzazioni rispetto a una certa visione politica e a uncerto tipo di comunicazione. Pensiamo, ad esempio, alla rappresentazione che è stata diffusa grazie ai massmedia dei rom che rapiscono i bambini, dove uno studio ha permesso di cogliere che non vi erano mai statiarresti per questo reato1. Un altro esempio riguarda la notizia diffusa dai mass media sull’invasione ditunisini e libici in seguito alla guerra civile che ha colpito il nord Africa dove, dati alla mano, non si sonoavuti riscontri numerici che potessero avvalorare tale tesi2. É quindi molto importante che i dati chevengono forniti si inseriscano in un quadro chiaro e condiviso rispetto all’uso che se ne farà. Soprattutto,nel complesso, si ritiene fondamentale non sostituire la conoscenza che deriva dai dati, variamenteinterpretabili e, quindi, strumentalizzabili, con la conoscenza che deriva dal vissuto quotidiano edall’incontro con l’altro. Bensì di integrare le fonti di conoscenza e di condividerle per costruire un quadroricco e complesso della realtà in cui viviamo.La mappatura, all’interno di questo processo di conoscenza/azione che vede coinvolti i circoli, è finalizzatada una parte a fornire chiavi di lettura interpretative dei flussi migratori e della presenza degli immigratinella regione Lombardia, dall’altra a supportare i circoli nell’affiancare gli immigrati e le realtà che lirappresentano sui territori di competenza, favorendo lo scardinamento di alcuni stereotipi e dirappresentazioni distorte e parziali della realtà.1 La zingara rapitrice. Racconti, denunce, sentenze (1986-2007), ricerca curata da Sabrina Tosi Cambini (Dipartimentodi Psicologia e Antropologia culturale dell’Università di Verona) sotto la direzione del Prof. Leonardo Piasere ecommissionata dalla Fondazione Migrantes.2 Articolo di Gea Scancarello “Migranti, macché invasione. Gli africani in fuga non vengono da noi” del 13 aprile 2011,comparso su Lettera43 (http://www.lettera43.it/attualita/13195/migranti-macche-invasione.htm) e basato su datiforniti dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per irifugiati (Unhcr) e da Frontex (agenzia europea di pattugliamento delle frontiere); Articolo di Gabriele Del Grande del17 marzo 2012, comparso su Fortress Europe (http://fortresseurope.blogspot.co.uk/p/la-strage-negata-17317-morti-ai-confini.html). 3Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  4. 4. MetodologiaLa mappatura si basa sull’analisi e sull’elaborazione di dati di fonte ufficiale (ISTAT e ORIM Lombardia3). Idati analizzati sono circoscritti al contesto nazionale e ai territori regionale, provinciale e comunale diriferimento dei circoli ACLI oggetto della sperimentazione.Nella prima parte vengono forniti alcuni dati demografici che rappresentano il fenomeno migratorio inrelazione alla crescita complessiva della popolazione, all’interno di un arco temporale di dieci anni conriferimento soprattutto al contesto italiano, regionale e provinciale.Nella seconda parte vengono proposti alcuni indicatori attraverso i quali si ritiene possibile rintracciare leopportunità di integrazione territoriale dei migranti. Tra questi sono stati selezionati: la scuola, il lavoro, lacasa e la partecipazione civile, sociale e religiosa. Al lavoro, tema considerato oggi tra i più delicati, èdedicato un approfondimento con comparazione con i dati sull’occupazione e sulla disoccupazione delleforze lavoro complessive. L’analisi è stata effettuata con i dati a disposizione a livello nazionale, regionale eprovinciale.Nella terza parte viene fornita una rappresentazione del fenomeno migratorio a livello comunale conriferimento ai comuni di appartenenza dei circoli. I dati a disposizione per ogni comune hanno permesso dieffettuare analisi sulla presenza degli stranieri, sui principali paesi di provenienza e sulla presenza di alunnistranieri nelle scuole.Con riferimento a quest’ultimo punto, all’interno della mappatura, laddove è stato possibile, è stata tenutain considerazione e sotto costante monitoraggio un’ulteriore dimensione del fenomeno migratorio cheriguarda le cosiddette seconde generazioni di immigrati. Il termine seconde generazioni di immigratiinclude sia i nati in Italia da genitori stranieri, sia coloro che vi sono arrivati molto piccoli e che vi sonocresciuti. Come si noterà, si tratta di una presenza sempre più importante e per la quale nel corso degliultimi anni è cresciuta l’attenzione della società. Nella mappatura vengono forniti, ad esempio, i dati relativialla presenza di alunni stranieri nelle scuole di ogni ordine e grado o dei nati in Italia. Si tratta di personeche solo al compimento del diciottesimo anno di età hanno la possibilità di chiedere la cittadinanza italiana,sono considerate quindi a tutti gli effetti stranieri. Sono numerosi i blog, i siti, le riviste nate in questi anniproprio dai figli delle prime generazioni di migranti. La sensibilità su questo tema sta cambiando e stasuperando ciò che le attuali leggi sul diritto di suolo e sulla cittadinanza consentono. Non da ultimo lacampagna di sensibilizzazione e raccolta firme “L’Italia sono anch’io” per la definizione di un progetto dilegge che riconosca la cittadinanza a queste persone. Si è ritenuto quindi importante dedicare attenzione aquesta dimensione, perché questa forse, più di altre consente oggi di cogliere il passo evolutivo etrasformativo della società presente ma soprattutto futura.3 ORIM Lombardia, Osservatorio Regionale per l’Integrazione e la Multietnicità 4Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  5. 5. La mappatura. Come si connota il fenomeno territorialmente?Raccontare la presenza dei migranti nei singoli territori, nelle singole realtà, nei singoli comuni chiede diriportare l’espressione del fenomeno a una scala maggiore, regionale e nazionale. Ciò che accade a livellolocale è legato sia alle caratteristiche dei singoli contesti sia, inevitabilmente, ai fenomeni che riguardanodinamiche, sistemi, politiche economiche e internazionali che il singolo contesto non è in grado dideterminare.La mappatura, oggetto di questo rapporto, partirà dunque da una rappresentazione a livello nazionale delfenomeno migratorio fino a raggiungere il livello locale, passando dalla scala regionale e da quellaprovinciale.Una rappresentazione demografica del fenomeno Italia, Lombardia e provinceSi è indagato il fenomeno dell’immigrazione in Italia, facendo riferimento soprattutto agli ultimi 10 anni, unintervallo di tempo molto significativo se pensiamo ai trend della popolazione straniera degli ultimi tredecenni. In quest’ultimo arco di tempo la presenza degli stranieri è passata da 210.937 alla data delcensimento del 1981 a 4.570.317 nel 2011 (cfr. Grafico 1). In particolare dal 1981 al 1991 è aumentato dicirca 150 mila unità, dal 1991 al 2001 di circa 1 milione ma l’intervallo cruciale è quello tra la data delcensimento 2001 e il 2011 in cui si registra un aumento di ben 3 milioni di unità. Grafico 1 - Evoluzione della presenza degli stranieri in Italia e in Lombardia (anni 1981-2011) 5.000.000 4.500.000 4.570.317 4.000.000 3.500.000 3.000.000 2.500.000 Italia 2.000.000 Lombardia 1.500.000 1.464.589 1.000.000 1.064.447 500.000 210.937 356.159 319.564 0 45.049 77.298 1981 1991 2001 2011 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati Istat, www.dati.istat.itDal 2002 al 2011 (dato più recente) anche l’incidenza del numero di stranieri sul numero di italiani ècresciuta in modo decisivo: dal 2,4% nel 2002 al 7,5% nel 2011 (cfr. Tabella 1). In numeri assoluti glistranieri residenti in Italia sono passati da 1.356.600 nel 2002 a 4.570.000 nel 2011. La popolazione 5Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  6. 6. complessiva (italiani e stranieri) nel paese è cresciuta e questo aumento è da attribuirsi al contributo della componente straniera. Tabella 1: Incidenza della popolazione straniera sulla popolazione italiana (anni 2002 – 2011) 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011Stranieri 1356590 1549373 1990159 2402157 2670514 2938922 3432651 3891295 4235059 4570317Totale 56993742 57321070 57888245 58462375 58751711 59131287 59619290 60045068 60340328 60626442% 2,38% 2,70% 3,44% 4,11% 4,55% 4,97% 5,76% 6,48% 7,02% 7,54% Fonte: Elaborazioni Excursus su dati Istat, www.dati.istat.it Il dato a livello italiano rispetto ai principali paesi di provenienza (cfr. Grafico 2) ci dice che la maggiore numerosità si ha tra gli stranieri provenienti dalla Romania, che rappresentano il 22%, a seguire gli albanesi e i marocchini, rispettivamente dell’11% e del 10,2%. Con una più bassa percentuale cinesi (4,4 %) e ucraini (4,1%), sopra il 2% e il 3% filippini, indiani, polacchi, moldavi, tunisini, macedoni, peruviani, ecuadoriani e sotto al 2% egiziani, cingalesi e bengalesi. Grafico 2 - Cittadini stranieri residenti in Italia per paese di cittadinanza (%) (anno 2010) 25,0 21,0 20,0 15,0 Primi 5 paesi: 11,0 10,2 10,0 4,4 4,1 5,0 2,9 2,5 2,5 2,5 2,4 2,2 2,1 2,0 1,9 1,8 1,7 0,0 Fonte: Elaborazioni ISMU su dati Istat L’immaginario che si può maturare rispetto alla presenza degli stranieri in virtù di un’esperienza propria o di ciò che viene comunicato attraverso i mass media, può non rispecchiare i numeri reali. Alcuni fatti di cronaca possono distorcere/deformare la realtà facendola apparire in modo diverso. Inoltre, il dato che riguarda l’Italia non è generalizzabile agli altri contesti locali. Esso infatti può differire sia in termini numerici di intensità sia rispetto ai principali paesi di provenienza. Una dimostrazione del fatto che il fenomeno migratorio ha caratteristiche fortemente territoriali. Rispetto alla tendenza generale della popolazione e dei flussi migratori, la Lombardia, le sue province e i suoi comuni, riproducono la stessa tendenza italiana. Vi è un aumento generalizzato della popolazione e in particolare degli stranieri, a parte per Milano città che registra trend molto diversi legati soprattutto ai movimenti delle giovani coppie che dalla città si spostano verso la provincia. 6 Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  7. 7. La distribuzione degli stranieri in Italia si concentra maggiormente nelle aree metropolitane delle regionidel Nord, a eccezione dell’area metropolitana di Roma. La Lombardia, in particolare, rispetto al restod’Italia costituisce un osservatorio privilegiato.Dal 1981 al 2011 la popolazione straniera cresce di circa un milione di unità (cfr. Grafico 1).Questo aumento è da attribuirsi sia ai flussi in entrata da altri paesi sia ai nuovi nati in Italia da genitoristranieri. Nel 2011 la Lombardia, insieme al Veneto e all’Emilia Romagna, è una delle regioni con la più altapercentuale di stranieri nati in Italia: il 15,9% in Lombardia contro il 13,5% della media regionale italiana(cfr. Grafico 3). Gli stranieri che arrivano in Italia e coloro che vi nascono, rappresentano lo specchio dellasocietà italiana presente ma soprattutto futura. Grafico 3 - Seconde generazioni: % di stranieri nati in Italia (anno 2011) 18,0 15,9 16,0 15,0 14,5 13,8 13,8 13,5 13,6 13,5 14,0 12,8 12,3 12,3 12,1 11,1 11,0 11,5 12,0 10,6 9,7 9,7 9,6 9,3 10,0 8,2 8,0 6,0 4,0 2,0 0,0 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati Istat, www.dati.istat.itI nati in Italia da genitori entrambi stranieri sono considerati dal sistema italiano stranieri a tutti gli effetti.Al compimento del diciottesimo anno di età, infatti, hanno diritto a rimanere in Italia solo se in possesso delpermesso di soggiorno.In Lombardia i nati da genitori stranieri rappresentano il 21% del totale dei nati. Una percentuale moltosimile a quella del Veneto e dell’Emilia Romagna, rispettivamente di 21,6% e 22,9% e di gran lungasuperiore alla media regionale italiana del 13,6%. 7Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  8. 8. Grafico 4 - Seconde generazioni: % di nati stranieri sul totale dei nati (anno 2011) 25,0 22,9 21,3 21,6 18,5 20,0 16,5 17,318,018,2 14,5 14,8 14,8 15,0 13,6 12,3 10,0 10,0 4,7 4,1 3,7 5,0 2,9 2,9 3,4 2,8 - Lazio Marche Puglia Trentino-A.A. Molise Piemonte Liguria Emilia R. Abruzzo Calabria Lombardia Campania ITALIA Umbria Sicilia Sardegna Toscana Basilicata V. dAosta Veneto Friuli-V. G. Fonte: Elaborazioni Excursus su dati Istat, www.dati.istat.itPer quanto riguarda i principali paesi di provenienza degli stranieri, i dati della Lombardia nel complessodifferiscono solo in parte dal resto di Italia. Maggiori differenze si riscontrano a livello provinciale e a livellocomunale. In Lombardia, a parte i primi tre paesi (Romania, Albania, Marocco), si concentranomaggiormente migranti provenienti da Egitto, Filippine, Perù, Ecuador, Cina, Ucraina e Pakistan (cfr. Tabella2). Questa presenza si articola e si distribuisce ulteriormente a livello provinciale. Nella provincia di Varesesono maggiormente presenti albanesi, marocchini e rumeni. In quella di Milano egiziani, filippini e rumeni.In provincia di Brescia il dato è simile a quello regionale e nazionale per le prime tre etnie presenti, edifferisce per il numero di pakistani che risulta essere il più alto delle quattro province prese inconsiderazione e per il bassissimo numero di peruviani e di ecuadoriani. Nella provincia di Monza e Brianzasono soprattutto presenti rumeni, albanesi e marocchini. Si tratta di tre province che appartengono ad areeterritoriali economiche e sociali differenti. Se prendiamo come riferimento l’identificazione delle quattroLombardie4 operata da Aldo Bonomi (2008), le province di Milano e di Monza Brianza rientrano nell’areametropolitana milanese o città regione, le province di Brescia e di Varese rientrano nell’area pedemontanalombarda, la cosiddetta città infinita. Si tratta di quattro regioni nella regione che hanno storie sociali,economiche e migratorie differenti e che offrono dunque a chi arriva opportunità diverse di lavoro e diintegrazione. Il background del migrante va dunque a integrarsi con quello offerto dalla società ospitante.4 Aldo Bonomi (Sociologo, Consorzio Aaster) identifica quattro ambiti attraverso i quali può essere suddivisa laregione, le cosiddette quattro lombardie: la piattaforma alpina o distretto alpino (lalto Varesotto, lalto Comasco, laValtellina, lalta Val Camonica e le alti valli bergamasche); la città infinita o pedemontana lombarda che va da Varese aBrescia; l’area metropolitana milanese o città regione che comprende Milano; lasse padano (da Pavia a Mantova). 8Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  9. 9. Tabella 2: Principali paesi di provenienza Lombardia e Province (anni 2010) Cittadinanza Varese Milano Brescia Monza e Lombardia Brianza Romania 7.022 38.608 20.683 10.913 77.226 Albania 11.581 22.713 20.348 6.267 60.909 Marocco 9.752 18.221 20.507 7.248 55.728 Egitto 1.076 42.280 5.410 2.451 51.217 Filippine 813 40.141 1.993 894 43.841 Perù 2.300 30.055 758 3.342 36.455 Ecuador 2.749 26.268 501 4.361 33.879 Cina 2.162 24.666 5.171 1.460 33.459 Ucraina 3.693 13.003 7.228 3.667 27.591 Pakistan 3.027 5.425 14.140 3.496 26.088 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati Istat, www.dati.istat.itAnche per le province prese in considerazione si hanno storie demografiche abbastanza simili e in linea aidati regionali e nazionali. Dall’anno 2002 all’anno 2010 si è registrato un aumento della popolazione dovutosoprattutto al peso crescente della presenza degli stranieri.Nella provincia di Varese la popolazione è cresciuta del 7% in 8 anni e l’incidenza degli stranieri è passatadal 2,9% nel 2002 al 7,6% nel 2010, con una lieve inflessione nel 2003 (cfr. Grafico 5). Grafico 5 - Evoluzione demografica in provincia di Varese (anni 2002 – 2010) 2010 876.705 66.469 (7,6%) 2009 871.448 62.537 2008 863.099 56.521 2007 855.400 50.376 2006 848.606 46.103 2005 843.250 41.206 2004 829.629 34.141 2003 818.940 21.461 2002 812.934 23.719 (2,9%) 0 200.000 400.000 600.000 800.000 1.000.000 popolazione totale al 1º Gennaio popolazione straniera residente al 1º gennaio Fonte: Elaborazioni Excursus su dati Istat, www.dati.istat.itSempre con riferimento all’intervallo di tempo tra il 2002 e il 2010, nella provincia di Brescia (cfr. Grafico 7)la popolazione cresce leggermente di più rispetto a Varese, circa il 10%. Anche il peso degli stranieri cresceprogressivamente passando dal 4,5 % a 12,8%. Un dato, quello sull’incidenza che supera la media regionaleche si attesta intorno al 10,7%. 9Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  10. 10. Grafico 6 - Evoluzione demografica in provincia di Brescia (anni 2002 – 2010) 2010 1.242.923 160.284 (12,8%) 2009 1.230.159 149.753 2008 1.211.617 133.980 2007 1.195.777 120.845 2006 1.182.337 110.663 2005 1.169.259 99.640 2004 1.149.768 82.895 2003 1.126.249 62.821 2002 1.109.841 50.708 (4,5%) 0 200000 400000 600000 800000 1000000 1200000 1400000 popolazione totale al 1º Gennaio popolazione straniera residente al 1º gennaio Fonte: Elaborazioni Excursus su dati Istat, www.dati.istat.itIn questa analisi le province di Milano e di Monza e Brianza (cfr. Grafico 7) sono state consideratecongiuntamente in quanto, ufficialmente, la provincia di Monza e Brianza è stata resa operativa nell’anno2009 e i dati scorporati si hanno solo a partire da quell’anno. Si tratta di due province per le quali si èregistrato un aumento complessivo della popolazione di 300 mila unità pari al 7,5%. L’incidenza deglistranieri è passata dal 4,6% nel 2002 all’11% nel 2010, dato molto vicino alla media regionale (10,7%). Grafico 7 - Evoluzione demografica nelle province di Milano e di Monza e Brianza (anni 2002 – 2010) 2010 4006330 446690 (11%) 2009 3963916 407191 2008 3906726 371670 2007 3884481 344367 2006 3869037 317536 2005 3839216 292204 2004 3775765 260307 2003 3721428 201150 2002 3705323 170737 (4,6%) 0 1000000 2000000 3000000 4000000 5000000 popolazione totale al 1º Gennaio popolazione straniera residente al 1º gennaio Fonte: Elaborazioni Excursus su dati Istat, www.dati.istat.it 10Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  11. 11. Le dimensioni dell’integrazione: un’analisi a partire dai dati provinciali deicircoli del progetto CEEPTra le dimensioni da mappare si è ritenuto importante soffermarsi su quelle legate al processo diintegrazione degli stranieri. Temi come quello della coabitazione, della convivenza, dell’incontro con l’altro,sono sempre di più al centro del dibattito, soprattutto all’interno di realtà come le ACLI. I processi diintegrazione degli stranieri raccontano delle opportunità e dei problemi che si incontrano sui territori neiquali si inizia una nuova esperienza o nei quali addirittura succede di crescere, come per le secondegenerazioni.Tra le dimensioni che si è ritenuto di prendere in considerazione, anche in base a ciò che era effettivamentedisponibile attraverso le banche dati ufficiali, vi sono: il lavoro, la scuola (in termini di riconoscimento deititoli mentre nel capitolo sui comuni ci si soffermerà sulla presenza degli stranieri nelle scuole), la casa e,infine, la partecipazione alla vita associativa e religiosa.Occupazione e disoccupazioneI dati sull’occupazione forniti dall’ORIM Lombardia attraverso il Rapporto 2012, come i preziosi studi fornitidalla Fondazione Moressa, ci raccontano innanzitutto che gli stranieri sembrano aver sorretto l’economianei momenti di maggiore crisi. I dati ISTAT RFL (Rilevazioni delle Forze Lavoro) sull’occupazione fannoregistrare tra il 2008 e il 2010 una diminuzione (dal 63% al 58%) e tra il 2010 e il 2011 un aumento (dal 58%al 60%) (cfr. Tabella 2). Rispetto ai dati sul totale degli occupati (italiani e stranieri) i tassi di occupazionesubiscono una inflessione costante sia tra il 2008 e il 2010 in cui si passa da 67% al 65%, sia tra il 2010 e il2011 in cui il tasso si abbassa lievemente dal 65% al 64,7%.Sia rispetto al totale degli occupati sia rispetto agli stranieri, i dati sull’occupazione sono decisamentepositivi rispetto al resto di Italia dove per esempio nel 2011 il tasso di occupazione si attesta al 56,9%(invariato rispetto al 2010) contro quello del 2008 del 58,7% (cfr. Tabella 3). Tabella 3 - Tassi di occupazione per provincia (2008-2011) Varese Milano Brescia Lombardia Italia 2008 66 68,7 65,3 67 58,7 2009 63,2 66,9 64,8 65,8 57,5 2010 64,2 66,3 63,7 65,1 56,9 2011 64 66,5 61,5 64,7 56,9 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ISTAT RFLRispetto ai tassi di disoccupazione, quelli degli stranieri nel corso degli ultimi 4 anni risultano alti rispetto altotale dei lavoratori ma comunque con andamenti diversi (cfr. Tabella 4 e 5).Nel 2008 in Lombardia i disoccupati stranieri erano il 6,9% contro il 3,7% del totale dei lavoratori. Il datoaumenta, subendo gli effetti della crisi, sino al 2010 in cui raggiunge il 13,1% per poi flettersi nel 2011 di unpunto percentuale. Il tasso di disoccupazione relativo al totale della popolazione cresce, invece, in modocostante dal 2008 al 2011, passando dal 3,7% del 2008 al 5,8% nel 2011. Il tasso di disoccupazione in Italiapassa dal 6,7 nel 2008 all’8,4 nel 2011. 11Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  12. 12. Tabella 4 - Indicatori di integrazione: lavoro (anno 2011) 2008 2009 2010 2011 Studente/studente lavoratore 4,3 6,5 8,8 7,4 Casalinga 9,1 9,9 11,6 9,7 Altra condizione non prof. 0,3 0,7 0,6 0,6 Disoccupato (in cerca di lavoro) 6,9 11,3 13,1 12 Occupato regolare 63,6 58 56,2 60 Occupato irregolare 15,7 13,5 9,7 10 Totale 100 100 100 100 Fonte: dati ORIM Lombardia, Rapporto 2012A livello provinciale la situazione appare poco differente. I tassi di disoccupazione (cfr. Tabella 5) relativi allesingole province rispecchiano abbastanza quello regionale, a eccezione della provincia di Varese che tra il2008 e il 2011 passa dal 3,5% al 7,7%. Tabella 5 - Tassi di disoccupazione, per provincia (2008-2011) Varese Milano Brescia Lombardia Italia 2008 3,5 3,9 3,1 3,7 6,7 2009 6,3 5,7 5,3 5,4 7,8 2010 5,3 5,9 5,8 5,6 8,4 2011 7,7 5,8 5,8 5,8 8,4 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati Istat RFLMentre per quanto riguarda l’occupazione (vedi Tabella 3), i tassi diminuiscono costantemente dal 2008 al2010 di 2 punti percentuali, rimanendo sostanzialmente immutati tra il 2010 e il 2011. La diminuzione piùconsistente la si registra nella provincia di Brescia che passa dal 63,7% nel 2010 al 61,5% nel 2011.Dal 2008 al 2011 la percentuale di lavoratori occupati irregolarmente (cfr. Tabella 4) diminuisce passandodal 15,7% del 2008 al 10% nel 2011.La crisi dunque non incentiva il diffondersi del lavoro irregolare bensì trae dalla presenza degli stranieri lamanodopera necessaria per sostenere l’economia, anche grazie alla disponibilità degli stranieri a svolgerelavori non adeguati ai loro titoli di studio.Il lavoro irregolare è un tema estremamente importante. Si tratta di una condizione difficilmente rilevabile,proprio perché non esistono sistemi in grado di misurare con certezza questo dato se non attraverso dellestime approssimative. Il lavoro irregolare è una condizione di svantaggio del lavoratore immigrato perché loespone a maggiori possibilità di essere ricattato, perché è meno tutelato rispetto alla sicurezza sul lavoro,soprattutto il possesso di un lavoro irregolare non costituisce un’opportunità per l’ottenimento delpermesso di soggiorno e pertanto è una condizione che espone l’immigrato al reato, secondo la leggeitaliana, di clandestinità nonché alla criminalità. Il lavoro irregolare organizza una vita basata sul presente edifficilmente crea le premesse per innescare percorsi di integrazione e di inserimento nella società. In Italiala dimensione lavorativa è purtroppo la principale via che consente di inserirsi legalmente nel Paese.All’interno di questa sintetica ricostruzione emerge tra le righe un dato importante. Il lavoro in questa fasestorica è particolarmente importante, la comune condizione di sofferenza può generare forme di 12Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  13. 13. competizione ma allo stesso tempo contribuisce a ridurre la distanza culturale e sociale nei confronti dellostraniero facendoci sentire tutti “su una stessa barca”.Titoli di studio e tipologia di lavoro svoltaCon riferimento all’ultimo punto affrontato nel precedente paragrafo, la Tabella 6 restituisce un quadroabbastanza chiaro del livello di istruzione degli stranieri residenti nelle province lombarde oggetto dellasperimentazione. In generale emerge che gli stranieri sono mediamente più istruiti del totale dellapopolazione (intesa come italiani e stranieri insieme). Nel 46% dei casi si tratta di persone che possiedonoun diploma di scuola secondaria superiore contro il 36% della popolazione totale. Abbastanza alta è lapercentuale di coloro che possiedono una laurea 14,5% contro il 12% del totale della popolazioneregionale.A livello provinciale vi sono alcune differenziazioni. Le persone più istruite sono concentrate nella provinciadi Milano, mentre Brescia possiede il minor numero di stranieri laureati e il maggior numero di personestraniere che possiedono il diploma della scuola dell’obbligo. Tabella 6 - Stranieri di 15 anni e oltre, per titolo di studio e provincia di residenza (anno 2011) Titolo di studio 2011 (%) Brescia Monza Milano Milano Varese Lombardia Lombardia e Città altri pop. media Brianza straniera pop.tot. 15 anni e+ Scuola dellobbligo /nessun titolo 47,4 39,3 29,3 30,5 36,9 39,5 52 Scuola secondaria superiore 42,7 46 49,6 51,1 45,4 46 36 Laurea o diploma di laurea 9,9 14,7 21,1 18,4 17,7 14,5 12 Totale 100 100 100 100 100 100 100 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ORIM Lombardia, Rapporto 2012A questi alti titoli di studio tuttavia, come si evince dalla Tabella 7, non sembrano corrispondere adeguatemansioni lavorative. Infatti, la maggior parte degli stranieri in Lombardia è impiegata come operaiogenerico nell’industria (12,8%) e come operaio edile (10,9%), mansioni per le quali non è necessario ilpossesso di un titolo di studio. A livello provinciale, supera il dato regionale e quello delle altre provinceoggetto della rilevazione, la provincia di Brescia con il 26,7% di operai generici. Abbastanza significativa lapercentuale di operai edili in Lombardia, e in particolare nelle province di Brescia e di Varese, e quella degliaddetti alla ristorazione alberghi. Gli assistenti domiciliari sono maggiormente concentrati nella provincia diMonza e Brianza, i domestici a ore nella città di Milano, gli operai generici del terziario e gli addetti allevendite e servizi nella provincia di Varese, gli addetti alle pulizie nei comuni della provincia di Milano e glioperai agricoli e assimilati sono maggiormente concentrati nella provincia di Brescia, rispetto alle altre due.In generale si può rilevare come gli operai specializzati costituiscano una bassa percentuale, la più alta nellaprovincia di Brescia, così come coloro che svolgono mansioni intellettuali o sono medici e paramedicirisultano concentrati, comunque in piccola percentuale, nella città di Milano e nei comuni della provincia. Èuna situazione per la quale il possesso di buoni livelli di istruzione non costituisce un’opportunità per ilriconoscimento dei propri titoli e delle conoscenze acquisite. 13Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  14. 14. Tabella 7 - Stranieri per tipologia lavorativa e provincia di residenza (anno 2011) Monza Milano Milano Tipo di lavoro 2011 Brescia Varese Lombardia Brianza Città altri Operai generici nellindustria 26,7 10,7 6,9 8,4 9,6 12,8 Operai edili 12,4 8,5 7,8 8,3 13,4 10,9 Addetti alla ristorazione 9 10,3 10 10,4 10,6 10,4 alberghi Assistenti domiciliari 5,8 9,1 6,9 6,4 7,9 7,5 Domestici a ore 4 10 11,6 6,7 7,6 6,8 Operai generici nel terziario 2,8 5,6 6,7 9,1 10,4 6,4 Mestieri artigianali 4,6 4 7,6 6,6 3,8 5,7 Addetti alle pulizie 4,4 7 6,9 9,2 2,8 5,6 Titolari esercenti di attività 4,4 5,1 4,8 5 3,1 5,2 commerciali Addetti alle vendite e servizi 4,1 4,1 4,6 4,1 6,9 4,3 Operai agricoli e assimilati 6,1 1,2 0,6 0,7 2,7 3,4 Addetti ai trasporti 2,2 4,3 2,4 4,3 2,3 3,1 Impiegativi esecutivi e di 1,7 2,5 4,1 5,2 2,3 2,9 concetto Domestici fissi 1,5 3,4 3,1 3,2 5,9 2,8 Intellettuali 1 2,6 4 2,2 3 2,5 Assistenti in campo sociale 1 2,4 2,8 2,1 3 1,9 Operai specializzati 4,1 2,3 1,1 1,7 1,6 1,8 Medici e paramedici 1,4 1,3 2,5 2 1,3 1,8 Baby sitter 0,8 1,5 2,8 0,6 0,5 1,3 Prostituzione - - - 0,3 - 0,1 Sportivo - - 0,1 - 0,2 0 Altro 1,9 4 2,8 3,4 0,8 2,6 Totale 100 100 100 100 100 100 Fonte: dati ORIM Lombardia, Rapporto 2012Un altro segnale in questa direzione riguarda la percentuale di stranieri che ricopre cariche socialiall’interno delle imprese (cfr. Tabella 8). In Lombardia circa l’8% di coloro che possiedono una carica socialeall’interno delle imprese è straniero, in particolare di nazionalità extra comunitaria. Una percentuale tra lepiù alte in Italia dopo quelle del Friuli Venezia Giulia, della Toscana e della Liguria e che supera la mediaitaliana del 6,8%. Tabella 8 - Cariche sociali nelle imprese (Titolare, socio, amministratore o altre cariche) per regione (anno 2011) Nazionalità estera extra- Nazionalità estera Regione Totale % comunitaria comunitaria Friuli Venezia 12.232 6,78% 4.623 2,56% 9,3 Giulia Toscana 44.228 6,48% 16.166 2,37% 8,8 Liguria 16.865 6,15% 5.342 1,95% 8,1 Lombardia 101.387 5,94% 36.723 2,15% 8 Basilicata 1.856 2,17% 842 0,98% 3 Italia 474.630 4,92% 185.638 1,93% 6,8 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati Infocamere http://www.asr-lombardia.itA livello provinciale il dato differisce leggermente (cfr. Tabella 9). La provincia di Milano con unapercentuale abbastanza alta rispetto alle altre province, 9,8%, contribuisce ad alzare la media regionale 14Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  15. 15. superando di poco quella del Friuli Venezia Giulia. Le altre province si aggirano attorno al 7% rimanendoleggermente sotto la percentuale regionale. Tabella 9 - Cariche sociali nelle imprese (Titolare, socio, amministratore o altre cariche) per provincia (anno 2011) Provincia Nazionalità estera extra- Nazionalità estera Totale % comunitaria comunitaria Milano 49.052 7,02% 19.637 2,81% 9,8 Brescia 12.720 6,06% 3.341 1,59% 7,6 Varese 6.496 5,18% 2.291 1,83% 7 Monza e 5.518 4,45% 2.379 1,92% 6,3 Brianza Lombardia 101.387 5,94% 36.723 2,15% 8 Italia 474.630 4,92% 185.638 1,93% 6,8 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati Infocamere, http://www.asr-lombardia.itCondizione abitativaUn’altra dimensione importante relativamente ai percorsi e alle opportunità di integrazione degli stranieri èsicuramente quella dell’accesso alla casa. Una casa sicura in termini fisici e legali costituisce una premessasignificativa per coloro che decidono di costruire le basi per una permanenza stabile in un determinatocontesto territoriale.In Lombardia il 71% della popolazione alla data del censimento 2001 viveva in un’abitazione di cui aveva laproprietà, il 20% viveva, invece, in affitto (cfr. Tabella 10).Tabella 10 - Titolo di godimento dell’abitazione sul totale delle abitazioni occupate dai residenti (censimento 2001) Provincia/titolo Proprietà Affitto Altro titolo di godimento % Varese 71,4 20,1 8,4 Milano 69,5 24,8 5,7 Brescia 70,4 20,5 9,1 Lombardia 71 21,7 7,3 Italia 71,4 20 8,6 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati istatPer quanto riguarda gli stranieri il quadro relativo al titolo di godimento dell’abitazione è quasi ribaltato(cfr. Tabella 11). Solo il 22 % circa vive in un’abitazione di proprietà contro quasi il 70% che vive in case inaffitto. A livello provinciale vi sono alcune variazioni. La provincia di Brescia per esempio è quella con la piùbassa percentuale di stranieri che vivono in case di proprietà, circa il 14,8%, e quella che ha la percentualepiù alta di stranieri che vivono in case in affitto con parenti. 15Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  16. 16. Tabella 11 - Tipologia abitativa degli stranieri per provincia (anno 2011)Tipologia abitativa Brescia Monza Milano Milano Varese Lombardia e Città altri BrianzaCasa di proprietà (solo o con parenti) 14,8 25,4 21,5 25 25,9 21,9Casa in affitto (solo o con parenti) con 61,1 40,2 42,4 45,8 45,5 48,3contrattoCasa in affitto (solo o con parenti) senza 2,4 3,6 6,9 6,3 1 4,2contrattoCasa in affitto (solo o con parenti) non sa 1,5 1 1,3 0.3 1contrattoDa parenti, amici, conoscenti (ospite non 3,7 6,6 3,4 4,7 7,1 4,7pagante)Casa in affitto (con altri immigrati) con 9,5 10,2 8,1 5,4 8,9 7,3contrattoCasa in affitto con altri immigrati senza 1,9 2,9 5,3 2,5 0,5 2,4contrattoCasa in affitto con altri immigrati non sa 0,3 1,9 1,3 1,1 0,6 0,8contrattoAlbergo o pensione a pagamento 0,3 0,2 0,1 0,1Struttura d’accoglienza 0,5 0,6 1,9 0,8 0,7 0,9Sul luogo di lavoro 4,1 5,4 5,3 5,2 9 5,9Occupazione abusiva 0,3 0,3 1,4 0,1 0,4Concessione gratuita 0,6 1,2 1 0,7 0,5 1,4Campo nomadi 0,1 0,2 0,1 0,2Baracche o luoghi di fortuna/sistemazione 0,9 0,1 0,4 0,9 0,6precariaTotale 100 100 100 100 100 100 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ORIM Lombardia, Rapporto 2012Intorno alla categoria delle case in affitto si moltiplicano in realtà diverse forme di convivenza ecoabitazione. La maggior parte dichiara di vivere in una casa in affitto solo o con partenti, ma vi sono anchecoloro che vivono in case in affitto con altri immigrati.La condizione di straniero irregolare implica molto spesso di non avere accesso a un’abitazione regolare.Anche questa eventualità genera percorsi sempre più difficili di integrazione. Il dato sulle abitazioni o gliinsediamenti irregolari, proprio per l’impossibilità di avere accesso a dati certi e ufficiali, risultaapprossimativo della realtà.Partecipazione sociale e religiosaUn’altra dimensione fondamentale, rispetto al tema dell’integrazione, riguarda la partecipazione deglistranieri alla vita associativa, culturale, religiosa e politica, in particolare si sono presi in considerazione lapartecipazione alla vita sindacale, alla vita associativa e la appartenenza religiosa.I lavoratori stranieri iscritti al sindacato (Cgil, Cisl e Uil) rappresentano in Lombardia il 7,7% del totale deilavoratori iscritti (italiani e stranieri), un dato leggermente più basso rispetto alla media italiana dell’8% cheè composta da regioni come il Trentino con il 17,6% o l’Emilia Romagna con il 12,8% (cfr. Tabella 12). Lepercentuali più importanti riguardano le regioni in cui si concentra il maggior numero di stranieri, quelle delNord Italia e del Centro e, quindi, quelle realtà territoriali che offrono maggiori opportunità lavorative. 16Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  17. 17. Tabella 12 - Lavoratori stranieri iscritti ad un sindacato (anno 2011) Regione Totale Incid. Stranieri su tot iscritti Trentino 30.174 17,6 Emilia-Romagna 145.176 12,8 Valle d’Aosta 3.200 11,4 Liguria 49.132 11,3 Umbria 27.813 10,4 Lazio 98.161 9,4 Veneto 96.211 8,5 Marche 36.717 8,5 Piemonte 75.991 8,1 Lombardia 158.788 7,7 Italia 1.137.238 8,0 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes (http://www.asr-lombardia.it)Per quanto riguarda invece la vita associativa degli stranieri, l’ORIM Lombardia, monitora annualmente lanascita e la chiusura di associazioni di immigrati nelle diverse province della regione. Nel 2011 (vedi tabella13) erano maggiormente presenti nella provincia di Milano, in particolare in Milano città, e nella provinciadi Brescia. Tabella 13 - Ripartizione per provincia delle associazioni di immigrati (2011) Provincia Valori Assoluti Percentuale Varese 13 3,5 % Milano 162 44 % Milano città (128) (34,8) % Monza e Brianza 13 3,5 % Brescia 50 13,6 % Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ORIM Lombardia, Rapporto 2012Nella maggior parte dei casi queste associazioni hanno da 3 a 5 anni di vita. Le nazionalità degli aderentisono principalmente peruviana, marocchina e senegalese. Sono associazioni che si occupanoprincipalmente di integrazione e inserimento nella società italiana, di solidarietà e aiuti agli immigrati e dipromozione della cultura.Per quanto riguarda l’appartenenza religiosa in Lombardia (cfr. Tabella 14) vi sono principalmente stranieridi religione musulmana, cattolica e ortodossa. Il dato si differenzia territorialmente. Nella provincia diMilano i cattolici sono più numerosi dei musulmani e nella provincia di Brescia oltre a esserci unaconsistente percentuale di stranieri di religione musulmana, che supera di 10 punti percentuali la mediaregionale, vi è una componente significativa di sikh e induisti. 17Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  18. 18. Tabella 14 - Appartenenza religiosa degli stranieri per provincia di residenza (2011) Religione Brescia Monza Milano Milano Varese Lombardia e Città altri Brianza Musulmana 49,3 40,3 28,7 32,3 41,7 39,6 Cattolica 18,3 25,8 37,5 32,6 29,4 25,9 Ortodossa 14,6 18,7 13 18,3 14,3 16 Copta 0,6 0,2 1,2 0,7 .. 0,6 Evangelica 1,2 2,3 2,5 1,8 1,1 2 Altra 1,4 3,4 2 1,6 1,9 2 Cristiana Buddista 1,5 1,2 4,7 2,1 3,4 2,5 Induista 1,7 1 0,6 0,2 1,2 1,6 Sikh 7,3 0,3 0,1 .. 0,2 2,9 Altro 0,3 1,3 0,7 0,6 0,2 0,7 Nessuna 3,7 5,6 8,9 9,8 6,6 6,1 Totale 100 100 100 100 100 100 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ORIM Lombardia, Rapporto 2012I percorsi di integrazione hanno una connotazione temporale e multidimensionale. Sono cioè legati altempo di permanenza in un determinato territorio e alla compresenza di alcune condizioni materiali eimmateriali che rendono possibile il processo di integrazione. Oggi in Italia l’integrazione passa a livellolegale soprattutto attraverso il possesso di un lavoro regolare che consente di ottenere il permesso disoggiorno. Questa condizione riguarda sia chi arriva in Italia sia i diciottenni che nascono in Italia da genitoristranieri. Non è detto però che l’integrazione si compia solo attraverso il canale del lavoro. Forse in tempi dicrisi economica e diffusione di contratti atipici, è necessario ripensare, riconoscere e valorizzare lemolteplici vie attraverso le quali è possibile sviluppare processi di integrazione. 18Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  19. 19. Il fenomeno migratorio nei comuni della rilevazioneI cinque circoli della rilevazione sono inseriti all’interno di quattro province significative per il contestoeconomico e sociale regionale: Gallarate in provincia di Varese, Triuggio nella neonata provincia di Monza eBrianza, Castenedolo in provincia di Brescia ed infine Abbiategrasso e Quarto Oggiaro (Milano città) inprovincia di Milano. Si tratta di circoli che appartengono a contesti territoriali che per localizzazionegeografica e per vocazione economica risultano molto differenti tra loro.Comune di GallarateGallarate è una città popolosa della provincia di Varese il cui presente è legato alla posizione strategica cheriveste rispetto al vicino aeroporto di Malpensa. La maggior parte delle attività economiche che si sonosviluppate negli ultimi anni sul territorio sono nate in virtù di questa vicinanza con l’aeroporto. Dai primi del‘900 non ha mai smesso di crescere, a parte un breve calo della popolazione subito tra il 1981 e il 1991 acausa della crisi che ha investito il settore produttivo. Come molte città del Nord, la presenza di diverseindustrie è stato elemento di attrazione di importanti flussi migratori, prima interni all’Italia,successivamente a partire dagli ’90 provenienti dall’estero. Nel corso degli ultimi cinque anni la popolazioneè cresciuta in modo consistente. Dal 2005 al 2010 l’incidenza del numero di stranieri sul totale dellapopolazione è passato dall’8,5% al 14% circa (cfr. Tabella 15). In crescita anche il numero di coloro chenascono in Italia da genitori stranieri. 19Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  20. 20. Tabella 15 - Comune di Gallarate: residenti italiani e stranieri dal 2005 al 2010 Anno Residenti Residenti Incidenza su tot Nati in Italia stranieri 2005 49.347 4.197 8,50% - 2006 49.639 4.765 9,60% 693 2007 50.156 5.392 10,80% 840 2008 50.797 6.067 11,90% 970 2009 51.214 6.588 12,90% 1.121 2010 51.751 7.168 13,90% - Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ISTAT, www.dati.istat.itI principali paesi di provenienza degli stranieri gallaratesi sono soprattutto Albania, Pakistan, BangladeshMarocco e Romania (cfr. Tabella 16). È interessante soffermarsi sulla composizione di genere dellepercentuali. Si notino ad esempio le percentuali relative a pakistani, bengalesi e senegalesi e quelle relativea ucraine (85%), salvadoregne (79%) e peruviane (61%). Tabella 16 - Principali paesi di provenienza dei migranti presenti nel Comune di Gallarate (2010) Pos Nazione Residenti Maschi Femmine 1 Albania 1.055 54,90% 45,10% 2 Pakistan 857 63,50% 36,50% 3 Bangladesh 800 62,90% 37,10% 4 Marocco 723 52,80% 47,20% 5 Romania 640 52,50% 47,50% 6 Ecuador 390 38,70% 61,30% 7 Cina 378 50,80% 49,20% 8 Ucraina 215 15,30% 84,70% 9 Perù 171 38,60% 61,40% 10 Senegal 161 62,10% 37,90% 11 Tunisia 147 57,80% 42,20% 12 El Salvador 142 33,10% 66,90% 13 Sri Lanka 107 55,10% 44,90% Fonte: Elaborazioni Excursus su dati Istat, www.dati.istat.itI primi dati forniti trovano riscontro nella presenza di alunni stranieri nelle scuole di Gallarate (cfr. Tabella17). Un dato che rimanda all’esistenza di nuclei famigliari e a importanti processi di inserimento e diintegrazione che sono in corso nella società locale e che vedono coinvolte le seconde generazioni. 20Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  21. 21. Tabella 17 - Alunni stranieri nelle scuole del Comune di Gallarate per principale paese di provenienza (Anno scolastico 2008/2009) Cittadinanza V.a. V. % Femmine Femmine % Albania 211 16.9 88 41.7 Marocco 165 13.2 77 46.7 Pakistan 138 11.1 59 42.8 Bangladesh 100 8.0 46 46.0 Ecuador 98 7.9 49 50.0 Romania 94 7.5 47 50.0 Cina 42 3.4 22 52.4 Perù 38 3.0 19 50.0 Serbia 29 2.3 11 37.9 El salvador 23 1.8 10 43.5 Brasile 19 1.5 7 36.8 India 19 1.5 6 31.6 Ucraina 17 1.4 6 35.3 Altre 254 20.3 111 43.7 Totale 1247 100 558 44.7 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ORIM Lombardia in collaborazione con Ufficio Scolastico regionale per la LombardiaNello specifico si rileva una presenza importante di alunni stranieri nelle scuole gallaratesi (l’11,6%dell’intera popolazione scolastica) che va dalle scuole dell’infanzia alle scuole secondarie di II grado, conuna concentrazione particolare nelle scuole primarie (16,1%), indice di un aumento che investiràprogressivamente gli altri livelli scolastici (cfr. Tabella 18). Tabella 18 - Alunni stranieri nelle scuole del Comune di Gallarate (Anno scolastico 2008/2009) Nati in Nuovi Ordine di scuola V.a. Inc. % V. % V. % Italia ingressi Infanzia 192 14.7 162 84.4 - - Primaria 390 16.1 207 53.1 10 2.6 Secondaria I 218 14.3 38 17.4 17 7.8 grado Secondaria II 447 8.2 28 6.3 20 4.5 grado Totale 1247 11.6 273 21.9 47 3.8 Inc. % = incidenza alunni stranieri su totale alunni (italiani e stranieri) V. % = percentuale calcolata sul totale alunni stranieri Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ORIM Lombardia in collaborazione con Ufficio Scolastico regionale per la Lombardia 21Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  22. 22. Comune di CastenedoloCastenedolo, in provincia di Brescia, è un piccolo comune di circa 11.000 abitanti, collocato vicino alla cittàdi Brescia e immerso in un contesto non ancora urbanizzato e connotato dalla presenza di un paesaggioagricolo. La popolazione del comune, dopo una crescita significativa nel dopoguerra, si è stabilizzata fino adarrivare all’ultimo decennio, dove ha ripreso a crescere. Un apporto a questo trend è dato anche daglistranieri i quali sono passati, nell’arco di soli 5 anni, dal 7% all’11% del totale della popolazione (cfr. Tabella19). Tabella 19 - Comune di Castenedolo: residenti italiani e stranieri dal 2005 al 2010 Anno Residenti Residenti Incidenza su tot Nati in Italia stranieri 2005 10.207 731 7,16% 2006 10.483 831 7,93% 98 2007 10.676 922 8,64% 194 2008 10.852 1.021 9,41% 202 2009 11.124 1.156 10,39% 231 2010 11.215 1.254 11,18% Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ISTAT, www.dati.istat.itSi tratta soprattutto di albanesi, indiani, pakistani, rumeni e marocchini (vedi Tabella 20). I dati sullacomposizione di genere raccontano di un equilibrio diffuso tra maschi e femmine a eccezione dei ghanesidove gli uomini arrivano a quasi il 70% e delle ucraine e delle moldove presenti rispettivamente all’80% e al69%. Tabella 20 - Principali paesi di provenienza dei migranti presenti nel Comune di Castenedolo (2010) Pos Nazione Residenti Maschi Femmine 1 Albania 150 52,70% 47,30% 2 India 135 57,80% 42,20% 3 Pakistan 130 55,40% 44,60% 4 Romania 119 44,50% 55,50% 5 Marocco 111 57,70% 42,30% 6 Cina 87 42,50% 57,50% 7 Sri Lanka 57 52,60% 47,40% 8 Ghana 54 68,50% 31,50% 9 Ucraina 50 20,00% 80,00% 10 Senegal 44 52,30% 47,70% 11 Moldova 42 31,00% 69,00% Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ISTAT, www.dati.istat.itSi tratta di dati che solo in parte riflettono i paesi di provenienza maggiormente presenti tra gli alunni dellescuole di Castenedolo. Si tratta. Infatti, soprattutto di alunni di origine cinese, albanese, indiana emarocchina (cfr. Tabella 21). 22Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  23. 23. Tabella 21 - Alunni stranieri nelle scuole del Comune di Castenedolo per principale paese di provenienza (Anno scolastico 2008/2009) Cittadinanza V.a. V. Femmine Femmine % % Cinese 24 14.0 11 45.8 Albania 21 12.3 13 61.9 India 19 11.1 9 47.4 Marocco 12 7.0 4 33.3 Romania 10 5.8 6 60.0 Sri lanka 10 5.8 3 30.0 Pakistan 9 5.3 3 33.3 Serbia 9 5.3 4 44.4 Ghana 7 4.1 - - Senegal 6 3.5 4 66.7 Altre 44 25.7 15 34.1 Totale 171 100 72 42.1 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ORIM Lombardia in collaborazione con Ufficio Scolastico regionale per la LombardiaGli alunni stranieri sono prevalentemente concentrati nelle scuole primarie e in misura leggermenteinferiore nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole secondarie di I grado, con una media complessiva del 14%della popolazione scolastica (cfr. Tabella 22). Tabella 22 - Alunni stranieri nelle scuole del Comune di Castenedolo (Anno scolastico 2008/2009) Ordine di Nati in Nuovi V.a. Inc. % V. % V. % scuola Italia ingressi Infanzia 46 13.3 37 80.4 - - Primaria 91 15.7 57 62.6 2 2.2 Secondaria 34 13.0 11 32.4 8 23.5 I grado Secondaria - - - - - - II grado Totale 171 14.4 68 39.8 - - Inc. % = incidenza alunni stranieri su totale alunni (italiani e stranieri) V. % = percentuale calcolata sul totale alunni stranieri Fonte: Elaborazioni Excursus su dati Orim Lombardia in collaborazione con Ufficio Scolastico regionale per la Lombardia 23Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  24. 24. Comune di TriuggioTriuggio è un piccolo comune della recente provincia di Monza e Brianza (istituita nel 2004 ma divenutaoperativa nel 2009). Dal dopoguerra a oggi, così come per quasi tutti i comuni di questo ambito geograficodella Lombardia, la popolazione è sempre cresciuta con alcuni picchi all’inizio del dopoguerra e a partire dal2000. Triuggio da circa 5 mila abitanti nel 1951, raggiunge nel 2010 quota 8393. Forse per la sua posizionegeografica riparata e protetta rispetto all’intorno che, al contrario, nell’arco di sessant’anni ha subito unacrescita esponenziale della popolazione, la crescita a Triuggio è stata abbastanza contenuta così comecontenuta è l’incidenza degli stranieri (5,7%) rispetto alla media regionale (10,7%) e alla stessa provincia diMilano e Monza e Brianza (11%) (cfr. Tabella 23). Anche la presenza degli stranieri si adatta e assume lostesso ritmo di crescita e di sviluppo intrinseco a questo territorio. Tabella 23 - Comune di Triuggio: residenti italiani e stranieri dal 2005 al 2010 Anno Residenti Residenti Incidenza su tot Nati in Italia stranieri 2005 8.050 314 3,90% 2006 8.151 367 4,50% 59 2007 8.202 429 5,20% 68 2008 8.228 446 5,40% 78 2009 8.246 439 5,30% 68 2010 8.396 479 5,70% Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ISTAT, www.dati.istat.itI principali paesi di provenienza degli stranieri presenti a Triuggio sono la Romania, il Marocco, il Pakistan.Rispetto alla media regionale e provinciale l’Albania è tra gli ultimi. Anche in questo caso pur trattandosi dipiccoli numeri la differente composizione di genere è significativa, soprattutto per i pakistani uomini (66%),gli indiani uomini (60%), le donne ucraine (72%) e le donne bulgare (75%) (cfr. Tabella 24). Tabella 24 - Principali paesi di provenienza dei migranti presenti nel Comune di Triuggio (2010) Pos Nazione Residenti Maschi Femmine 1 Romania 86 46,50% 53,50% 2 Marocco 82 57,30% 42,70% 3 Pakistan 59 66,10% 33,90% 4 Perù 26 38,50% 61,50% 5 Egitto 22 54,50% 45,50% 6 Ecuador 19 47,40% 52,60% 7 Ucraina 18 27,80% 72,20% 8 Bulgaria 16 25,00% 75,00% 9 India 15 60,00% 40,00% 10 Senegal 12 58,30% 41,70% 11 Albania 9 55,60% 44,40% Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ISTAT, www.dati.istat.it 24Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  25. 25. Si tratta di un dato che si rispecchia quasi fedelmente nella presenza degli alunni stranieri nelle scuole. Tra iprincipali paesi di provenienza, infatti, vi sono il Marocco, la Romania e il Pakistan (cfr. Tabella 25). Tabella 25 - Alunni stranieri nelle scuole del Comune di Triuggio per principale paese di provenienza (Anno scolastico 2008/2009) Femmine Cittadinanza V.a. V. % Femmine % Marocco 21 35.6 6 28.6 Romania 9 15.3 5 55.6 Pakistan 6 10.2 - - India 4 6.8 3 75.0 Egitto 3 5.1 1 33.3 Perù 3 5.1 1 33.3 Ecuador 2 3.4 1 50.0 Albania 2 3.4 1 50.0 Serbia 2 3.4 - - Bulgaria 2 3.4 2 100.0 Altre 5 8,4 2 40 Totale 59 100 22 37.3 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ORIM Lombardia in collaborazione con Ufficio Scolastico regionale per la LombardiaData la bassa presenza di stranieri nel comune anche gli alunni nelle scuole sono di numero ridotto. Si trattadi una media dell’8% sul totale della popolazione scolastica (cfr Tabella 26). Tabella 26 - Alunni stranieri nelle scuole del Comune di Triuggio (Anno scolastico 2008/2009) Ordine di V.a. Inc. % Nati in V. % Nuovi V. % scuola italia ingressi Infanzia 12 5.6 12 100.0 - - Primaria 34 9.7 22 64.7 - - Secondaria 13 7.3 1 7.7 - - I grado Secondaria - - - - - - II grado Totale 59 7.9 23 39.0 - - Inc. % = incidenza alunni stranieri su totale alunni (italiani e stranieri) V. % = percentuale calcolata sul totale alunni stranieri Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ORIM Lombardia in collaborazione con Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia 25Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  26. 26. Comune di AbbiategrassoAbbiategrasso è un comune della provincia di Milano, posto al di fuori dell’area dell’hinterland milanese. Sitratta di un comune che negli ultimi anni ha sviluppato importanti relazioni con la città di Milano e il suohinterland. La popolazione in uscita da Milano, soprattutto giovani coppie, ha tra le mete privilegiatequesta città che gode di una buona qualità della vita e di abitazioni a prezzi abbastanza contenuti. Lamaggior parte delle persone lavora in direzione di Milano, sviluppando un alto pendolarismo, aggravatoanche dalla chiusura, nell’ultimo decennio, di importanti aziende di medie grandi dimensioni. Dopo unacrescita vertiginosa dal dopoguerra sino agli anni ’70 in cui la popolazione è passata da 18.000 abitanti nel1951 a 26.000 nel 1971, si sono susseguiti una lenta stabilizzazione sino al 2000 dopodiché la popolazioneha iniziato nuovamente a crescere. Dal 2000 al 2010 la città cresce di 5.000 abitanti. Tra questi nuovi arrivivi sono i milanesi in fuga dalla città, ma vi sono anche molti stranieri. L’incidenza del numero di stranieri dal2005 al 2010 passa infatti dal 5,7% al 10% (cfr. Tabella 27) dato che rispecchia la media regionale. Tabella 27 - Comune di Abbiategrasso: residenti italiani e stranieri dal 2005 al 2010 Anno Residenti Residenti Incidenza su tot Nati in Italia stranieri 2005 29.830 1.710 5,70% 2006 30.120 1.943 6,50% 291 2007 30.504 2.209 7,20% 401 2008 31.146 2.540 8,20% 394 2009 31.578 2.870 9,10% 455 2010 32.035 3.219 10,00% Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ISTAT, www.dati.istat.itI principali paesi di provenienza sono Egitto, Albania, Romania e Ecuador (cfr. Tabella 28). L’incidenza degliegiziani in particolare rappresenta una peculiarità di Abbiategrasso che non si rispecchia né con il datonazionale, né con quello regionale, né con quello provinciale.Anche in questo caso è interessante soffermarsi sulla composizione di genere dei dati forniti. Vi sono inmisura maggiore uomini senegalesi (95%), pakistani (71%), egiziani (64%) e marocchini (62%). Mentre ledonne sono molto numerose tra le ucraine (78,7%), le dominicane (72%), le brasiliane (71%). 26Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  27. 27. Tabella 28 - Principali paesi di provenienza dei migranti presenti nel Comune di Abbiategrasso (2010) Pos Nazione Residenti Maschi Femmine 1 Egitto 695 64,50% 35,50% 2 Albania 596 53,00% 47,00% 3 Romania 314 47,50% 52,50% 4 Ecuador 279 44,40% 55,60% 5 Ucraina 136 21,30% 78,70% 6 Marocco 128 62,50% 37,50% 7 Perù 122 37,70% 62,30% 8 Sri Lanka 67 52,20% 47,80% 9 Pakistan 60 71,70% 28,30% 10 Brasile 59 28,80% 71,20% 11 Bulgaria 54 53,70% 46,30% 12 Cina 51 49,0% 51,0% 13 El Salvador 50 40,0% 60,0 % 14 Repubblica 48 27,1% 72,9% Dominicana 15 Bangladesh 47 53,2% 46,8 % 16 Senegal 42 95,2% 4,8 % Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ISTAT, www.dati.istat.itGli alunni stranieri presenti nelle scuole rispecchiano solo in parte la presenza degli adulti stranieri. Infatti,sono maggiormente presenti alunni di origine albanese ed ecuadoriana (vedi tabella 29). Tabella 29 - Alunni stranieri nelle scuole del Comune di Abbiategrasso per principale paese di provenienza (Anno scolastico 2008/2009) Cittadinanza V.a. V. % Femmine Femmine % Albania 113 29.4 49 43.4 Ecuador 60 15.6 32 53.3 Egitto 31 8.1 10 32.3 Romania 29 7.6 17 58.6 Ucraina 15 3.9 8 53.3 Perù 14 3.6 7 50.0 Brasile 12 3.1 8 66.7 El salvador 10 2.6 6 60.0 Bangladesh 8 2.1 5 62.5 Marocco 7 1.8 3 42.9 Altre 85 22,1 41 48,2 Totale 384 100.0 186 48.4 Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ORIM Lombardia in collaborazione con Ufficio Scolastico Regionale per la LombardiaTuttavia la presenza di alunni stranieri è abbastanza contenuta rispetto agli altri comuni (cfr. Tabella 30). Sitratta di una media del 7% con una concentrazione nelle scuole primarie e secondarie di primo gradointorno al 10% e con una presenza importante nelle scuole secondarie di II grado del 6% circa. 27Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano
  28. 28. Tabella 30 - Alunni stranieri nelle scuole del Comune di Abbiategrasso (Anno scolastico 2008/2009) Ordine di V.a. Inc. % Nati in V. % Nuovi V. % scuola Italia ingressi Infanzia 70 7.7 58 82.9 - - Primaria 140 10.0 54 38.6 25 17.9 Secondaria 67 8.7 5 7.5 7 10.4 I grado Secondaria 107 5.7 8 7.5 2 1.9 II grado Totale 384 7.7 67 17.4 34 8.9 Inc. % = incidenza alunni stranieri su totale alunni (italiani e stranieri) V. % = percentuale calcolata sul totale alunni stranieri Fonte: Elaborazioni Excursus su dati ORIM Lombardia in collaborazione con Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia 28Comunità in divenire: migranti che vanno, migranti che restano

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