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Programma - Trattamento Testi
 

Programma - Trattamento Testi

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Programma per chi ha preso il debito.

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    Programma - Trattamento Testi Programma - Trattamento Testi Presentation Transcript

    • Il Concetto Di Informatica
      L’INFORMATICAo SCIENZA dell’INFORMAZIONE si occupa dello studio dei quei processi che riguardano:
      la RACCOLTA
      l’ANALISI
      l’ELABORAZIONE
      1
      delle informazioni numeriche e non numeriche mediante l’uso del computer
    • Il PC e le sue funzioni
      Il PC è costituito da un insieme di apparecchiature in grado di:
      RICEVERE dati, sia numerici che letterali, attraverso unità periferiche di entrata: dati di INPUT;
      ELABORARE e CONSERVARE dati grazie alla presenza di un cervello detto unità di elaborazione o memoria centrale;
      PRESENTAREdati attraverso unità periferiche di uscita: OUTPUT.
      2
      ELABORARE
      RICEVERE
      PRESENTARE
    • Il PC e le sue funzioni
      Il computer, oggi, non è più considerato, come in passato, uno strumento utile solo alla PROGRAMMAZIONE (scrittura dei programmi) e all’ELABORAZIONE (utilizzo dei programmi) ma è sempre più utilizzato per la COMUNICAZIONE.
      3
      NOTA BENE
      Il termine I.T. (Information Tecnology) che definiva un insieme vario di tecnologie atte a elaborare, conservare e trasmettere informazioni è stato sostituito dal termine T.I.C. (Tecnology of Information and Comunication) o I.T.C. (Information Tecnology and Comunication). Per cui, I.T.C. sono frutto della sinergia tra diversi campi di applicazioni quali l’informatica, l’elettronica e le telecomunicazioni.
    • Il Sistema di Elaborazione
      Per PROGRAMMA si intende una sequenza logicamente ordinata di OPERAZIONI o COMANDI o ISTRUZIONI.
      Il PC elabora le informazioni attraverso un sistema chiamato SISTEMA di ELABORAZIONE: è l’insieme delle apparecchiature e delle metodologie di lavoro che sono in grado di elaborare le informazioni secondo metodi di volta in volta prefissati.
      Perché un sistema di elaborazione possa svolgere il suo lavoro, è necessario che riceva le informazioni da elaborare in un linguaggio comprensibile dal sistema. Le trasformazioni che le informazioni subiscono per poter essere elaborate prendono il nome di CODIFICAZIONE e chiameremo dati le informazioni così trasformate.
      4
    • Il Sistema di Elaborazione
      Il modo in cui un’informazione viene espressa viene denominato CODICE e il codice adatto per le macchine che elaborano informazioni è il CODICE BINARIO, costituito da due simboli: 1 e 0.
      Se ci guardiamo intorno, molte situazioni sono di tipo alternativo, cioè riducibili a configurazioni binarie.
      ESEMPI: la moneta (testa – croce); la luce (on – off); il colore (o nero o bianco); una risposta (o si o no)…
      5
    • File, Directory e Cartelle
      Il FILE (letteralmente archivio) è un insieme di INFORMAZIONI, DATI o ISTRUZIONI memorizzate all’interno del computer nelle unità di memoria di massa. Il sistema operativo e gli applicativi sono costituiti da numerosissimi file che interagiscono tra loro e consentono il corretto funzionamento del sistema.
      Un computer esegue programmi che operano su dati. Programmi e dati (file) sono archiviati sul disco fisso, raccolti in appositi contenitori (cartelle/directory), cui è necessario dare un organizzazione. Ogni file è contraddistinto da un nome assegnato dall’utente: può essere formato da una stringa alfanumerica nella quale non è ammesso l’uso di caratteri speciali quali: ? * : “ ” / < >. Al nome fa seguito l’estensione assegnata automaticamente dalle applicazioni, per riconoscerne il tipo. Ciò è necessario affinché si rispetti l’organizzazione gerarchica.
      6
      Cartelle & Sottocartelle
    • File, Directory e Cartelle
      L’estensione composta da tre lettere precedute da un punto associata al file, identifica l’applicazione nella quale questo deve essere aperto. Esempio: Fontana.bmp. Di un file si possono ottenere informazioni più o meno dettagliate in base al tipo di visualizzazione richiesta.
      7
      Lo Sapevi che
      L’organizzazione dei file e delle cartelle nel computer potrebbe essere paragonato ad un armadio ad una sola anta identificata da un nome (C:). Aprendo tale anta è possibile visualizzare una serie di cassetti (cartelle), ognuno dei quali è contraddistinto con un’ etichetta (icona più nome cartella) che ne identifica il contenuto; all’interno di questi cassetti vi possono essere altri contenitori (sottocartelle) fino ad arrivare ai singoli oggetti (i file).
    • File, Directory e Cartelle
      Per conoscere tutte le proprietà del file si può ricorrere utilizzando il menu visualizza alla voce opzioni o ricorrere al pulsante della barra degli strumenti e si potrà scegliere tra cinque possibilità:
      Anteprima, visualizza le miniature dei singoli file ed è particolarmente per le cartelle che contengono file di immagini, documenti htm o presentazioni eseguite su PowerPoint;
      Icone, mostra le icone con un formato medio, riportando solo le icone;
      Elenco, mostra le icone piccole seguite da un nome;
      Titoli, mostra le icone in formato grande;
      Dettagli, fornisce una grande quantità di informazioni: tipo, dimensioni, data ultima modifica ecc.
      8
    • File, icone ed estensioni
      9
      !
      L’estensione è formata da un punto seguito da 3 o 4 lettere
    • Il Bit
      Possiamo dire che la decisione si no è una situazione molto semplice ed inequivocabile per lo scambio di informazioni, che esclude una terza possibilità. Per questo ogni configurazione binaria può essere considerata come UNITÀ DI INFORMAZIONE.
      Nel P.C. l’unità di informazione viene chiamata BIT. La locuzione BIT è una contrazione dell’espressione binary-digit dove: digit ha il significato di CIFRA e binary ha il significato di proprietà di un sistema che ammette solo due stati diversi (si no, vero falso).
      L’insieme di 8 bit che definisce un carattere è chiamato byte. La capacità di memoria di un computer varia seconda del modello e si misura in termine di byte.
      10
      Bit = 1 Byte
      8
    • Il Bit: le unità di Misura
      11
      Dal KB allo YB la capacità è di 1024 volte l’unità che precede
      !
    • L’Unità di Elaborazione
      12
      1
      2
      Unità CENTRALE di Elaborazione
      A.L.U.
      C.U.
      BUS
      Registri
      MEMORIE CENTRALI
      ROM
      RAM
      4
      3
      5
      Unità Periferiche di INPUT
      • TASTIERA
      • MOUSE
      • SCANNER
      • TAVOLETTA GRAFICA
      • JOYSTICK
      • MICROFONO
      • MODEM
      • PENNA OTTICA
      • TOUCHPAD
      • TRACKBALL
      Unità Periferiche di MASSA o AUSILIARI
      -FLOPPY DISC
      -HARD DISC
      -NASTRO MAGNETICO
      -CD-ROM
      -DVD CART RIDGE
      -CD ZIP DISK
      -PEN DRIVE
      Unità periferiche di OUTPUT
      -MONITOR
      -STAMPANTE
      -PLOTTER
      -MICROFONI
      -ALTOPARLANTI
      -TOUCHSCREEN
      -MODEM
    • L’Unità di Elaborazione
      L’unità di elaborazione si divide in due parti:
      L’unità centrale di elaborazione o C.P.U. (Central Progressing Unit);
      Le memorie centrali (ROM – RAM).
      13
      Unità di ELABORAZIONE
      1
      2
      ROM (Read only memory)
      RAM (Random acces memory)
      C.P.U.
      (Central Progressing Unit)
    • La C.P.U.
      La C.P.U. è un circuito integrato (microprocessore) in cui avvengono i processi di ELABORAZIONE. La C.P.U. è costituita dall’A.L.U. e la C.U.
      14
      È l’Unità Logica Aritmetica (Aritmethic and Logic Unit) che esegue i calcoli ed è la parte esecutiva.
      ALU
      È l’Unità di Controllo (Control Unit). Essa è la parte intelligente che:
      Governa l’esecuzione dei programmi;
      Ricerca nella memoria centrale le istruzioni;
      Le interpreta e le coordina.
      CU
    • La C.P.U.
      La C.P.U. è il cervello della macchina in cui avvengono tutti i processi di elaborazione. È costituita da un microprocessore che riunisce in una piastrina di silicio il CHIP (Consolide Highly Integrated Processor) “frammento – scheggia”. Qui si ottengono tutte le informazioni di calcolo e di controllo.
      Il microprocessore risiede nella Mother Board(scheda madre: elemento base e fondamentale all’interno del computer) alla quale si collegano i vari componenti interni: i moduli di memoria RAM , attraverso connettori “slot – collegamenti di espansione” e le schede grafiche, audio, video, in rete ecc.
      15
      Mother Board
      Microprocessore della CPU
      Moduli memoria RAM
      Schede grafiche e audio
      Schede video e in rete…
    • La C.P.U.
      Il microprocessore è un elemento base per l’identificazione del P.C. perché ne determina la velocità operativa. I microprocessori si dividono l’un dall’altro per la VELOCITÀ (MIPS: milioni di istruzioni per secondo), per la POTENZA (PENTIUM 2, 3, 4…), per la TECNOLOGIA (MMX, INTEL, CELERON) per la DIMENSIONE dei registri e dei bus (espressi in 32 o 64 bit) o per un’eventuale MEMORIA TEMPORANEA di SUPPORTI, in sostituzione della RAM perché è molto più veloce ed è detta memoria CACHE (buffer).
      16
      Velocità (Mips)
      I Caratteri dei Microprocessori
      Potenza (Pentium)
      Tecnologia (MMX)
      Memoria Temporanea
    • La C.P.U.
      L’attività della C.P.U. è regolata da un orologio che sincronizza tutte le operazioni e le elaborazioni. È un segnale elettrico generato con circuiti oscillatori, basato su un cristallo di quarzo, costituito da una serie di impulsi a frequenza regolare. Maggiore è la frequenza più veloce è il PC nel compiere le sue azioni.
      17
      NOTA BENE
      La velocità di lavoro della C.P.U. è determinata dalla frequenza del clock, un orologio interno che scandisce l’esecuzione delle operazioni. A ogni scatto del clock viene inviata l’unità centrale: un operazione elementare dura un ciclo di clock. L’unità di misura della velocità (frequenza) di un microprocessore è l’HERTZ che misura i numeri di cicli effettuati al secondo dal clock. I suoi multipli sono il MEGAHERTZ (1 milione di clock al secondo) e il GIGAHERTZ (1 miliardo di clock al secondo)
    • I Registri
      I registri (dispositivi di memoria – sequenze di celle) sono in grado di memorizzare contemporaneamente:
      DATI da ELABORARE (dati in fase di elaborazione che prendono il nome di REGISTRO DATI);
      Gli INDIRIZZI, ossia le posizioni della memoria della memoria in cui si deve immettere o prelevare un operazione che prendono il nome di REGISTRI o INDIRIZZI;
      Gli INDIRIZZI dell’istruzione in fase di elaborazione e l’indirizzo delle istruzioni che devono essere eseguite successivamente , chiamati REGISTRI CONTATORI (codici operatici del linguaggio macchina);
      Risultato delle operazioni eseguite dall’unità logico – aritmetica (REGISTRO ACCUMULATORE).
      18
      Le Dimensioni variano da
      16
      32
      64
      Bit
    • Le Memorie ROM e RAM
      Dati e istruzioni vengono memorizzati nella memoria centrale.
      La memoria Centrale si divide in due tipi di memoria:
      19
      Read Only Memory – Memoria di sola lettura
      ROM
      Random Acces Memory – Memoria di accesso casuale
      RAM
    • La Memoria ROM
      La Memoria ROM (Read Only Memory, cioè Memoria di sola lettura) è una memoria permanente, nella quale vengono conservate le informazioni necessarie ad avviare il sistema ogni volta che viene acceso il computer (fase di BOOTSTRAP) e quelle per la gestione delle varie periferiche (Monitor, Tastiera, Mouse ecc.). Contrariamente alla RAM, che nel computer si trova raggruppata in uno o più moduli (detti BANCHI), la memoria ROM non ha una sua individualità; esistono numerose piccole memorie ROM incorporate all0interno di vari circuiti integrati (sulla scheda madre – ad esempio il caso del BIOS – sulle schede di espansione ecc.)
      20
      ReadOnlyMemory
    • Il Firmware
      Il Firmware è composto da una serie di programmi che svolgono importanti funzioni, sono scritti in linguaggio macchina e registrati permanentemente nella ROM, ovvero nella memoria non modificabile dall’utente.
      È parte integrante del computer, punto d’incontro tra le componenti fisiche (HARDWARE) e quelle logiche (SOFTWARE), che viene fornito dal consumatore dell’hardware.
      Il Firmware comprende diversi programmi generalmente dedicati all’attività di controllo delle risorse del computer. Tra i più importanti troviamo:
      IL PROGRAMMA DI AUTODIGNOSTICA
      IL PROGRAMMA DI BOOTSTAP
      IL PROGRAMMA BIOS
      21
    • I Programmi del Firmware
      22
      IL PROGRAMMA DI AUTODIAGNOSTICA
      All’accensione del sistema la C.P.U. si indirizza automaticamente al punto della ROM in cui risiede il programma di autodiagnostica e lo manda in esecuzione.
      IL PROGRAMMA DI BOOTSTRAP
      Dopo il controllo dell’Hardware viene eseguito il programma di BOOTSTRAP che trasferisce il nucleo del sistema operativo in cui è contenuto a una zona della RAM da questo momento il sistema operativo prende il controllo dell’Hardware e gestisce i programmi applicativi.
      IL PROGRAMMA BIOS
      (basic input/output system) sono contenuti nella ROM e gestiscono alcune periferiche come i dischetti, dispositivi di input e output. La loro funzione è di adeguare i sistemi operativi al tipo di Hardware utilizzato.
    • La Memoria RAM
      La memoria RAM (Memoria di accesso casuale) è una memoria temporanea volatile poiché le informazioni scompaiono quando il PC si spegne.
      Svolge tre funzioni:
      23
      Memorizza
      Le istruzioni dei programmi da eseguire e dei dati su cui le informazioni operano
      Fornisce
      Fornisce alla C.U. le istruzioni nell’ordine logico secondo cui devono operare e fornisce all’A.L.U. i dati su cui operare
      Memorizza
      I dati intermedi e finali
    • La Memoria RAM
      Fisicamente la RAM è costituita da un CHIP. Esso è un singolo circuito integrato capace di contenere le migliaia e milioni di transistor e altri componenti elettronici e per evitare che si surriscaldi durante il funzionamento, su di esso vengono generalmente collocati un dissipatore di calore in metallo: una piccola ventola di raffreddamento. Quando la RAM non è sufficiente per contenere tutti i dati necessari, il computer esegue automaticamente un operazione detta SWAP, in pratica, il sistema operativo (programma che sovrintende il funzionamento della macchina), si fa carico di spostare una certa quantità di dati, i più obsoleti dalla RAM al disco liberando così una parte della RAM stessa e quindi le prestazioni del computer del computer crollano bruscamente. Il file SWAP (chiamato anche memoria virtuale) che si viene a creare non è un file accessibile dall’utente ma solo il sistema operativo può recuperare automaticamente i dati che esso contiene.
      24
    • La Memoria RAM
      Una memoria particolare di RAM è la cosiddetta memoria ausiliare conosciuta come CACHE o BUFFER utilizzata per ottimizzare la trasmissione dei dati tra il computer e le unità periferiche:
      25
      BUFFER di tastiera
      Inviano i caratteri digitali non uno alla volta ma solo alla fine della scrittura dopo aver premuto il tasto INVIO permettendone così la correzione.
      BUFFER di stampa
      Che adegua la velocità di trasmissione alla velocità della stampante. È una memoria che funge da serbatoio dal quale attinge la stampante.
      Ricorda che …
      I microprocessori si distinguono l’uno dall’altro, oltre che per la velocità (MIPS), oltre che per la potenza, la tecnologia (MMX, INTEL, CELERON), per la dimensione dei registri e dei bus espressi in bit (32 o 64) e anche per l’eventuale memoria CACHE.
    • La Memoria Cache
      La MEMORIA CACHE è una memoria volatile che ha la funzione di agevolare la ricerca dei dati maggiormente richiesti, rendendoli disponibili in un tempo minimo. Una Cache è associata ad una memoria “principale”, in cui risiedono i dati; rispetto a quest’ultima è tipicamente di capienza inferiore, ma anche più veloce. Il suo utilizzo è perciò conveniente in termini di tempo di accesso e/o di carico sul sistema. Quando è necessario l’accesso ad un dato, questo dato viene prima cercato nella Cache. Viceversa viene recuperato dalla memoria principale, e memorizzato nella Cache, nel caso serva successivamente.
      Ci sono vari tipi di Cache che si distinguono tra loro per il luogo dove vengono utilizzate:
      26
      Cache di primo livello
      Localizzata nell’Hard Disk
      CACHE INTERNA DELLA CPU
      CACHE DEL DISCO
      CACHE ESTERNA DELLA CPU
      CACHE DELLA RAM
      Localizzata nella RAM
      Cache di secondo livello
    • Unità Periferiche di Input
      27
      3
      Unità Periferiche di INPUT
      1 LA TASTIERA
      2 IL MOUSE
      3 IL TOUCHPAD
      4 IL MODEM
      5 LO SCANNER
      6 LA TAVOLETTA GRAFICA
      7 IL MICROFONO
      8 LA PENNA OTTICA
      9 IL JOYSTICK
      10 LA TRACKBALL
    • 1 La Tastiera
      In ambito informatico la tastiera è un dispositivo di input del computer atto all'inserimento manuale di dati nella memoria del computer e al controllo del computer. La tastiera può essere incorporata nel computer (come ad esempio negli home computer e nei portatili) o essere una periferica.
      28
      Descrizione
      La tastiera si presenta come una serie ordinata di tasti la cui pressione permette l'inserimento, nella memoria del computer, di un particolare carattere, oppure l'esecuzione di un particolare comando da parte del computer. A tal fine, su ogni tasto, è presente una serigrafia che ricorda all'utente a quale carattere o comando corrisponde il tasto.
      Nell'implementazione odierna più comune, la maggior parte dei tasti consente l'inserimento di due o anche tre caratteri diversi, raramente invece di due o tre comandi diversi. Normalmente un carattere/comando è ottenuto mediante la semplice pressione del tasto, gli altri caratteri/comandi del medesimo tasto attraverso la pressione contemporanea di un particolare tasto funzione.
      Tipologie
      Sostanzialmente la tastiera si distingue nelle due seguenti tipologie:
      - tastiera numerica;
      - tastiera alfanumerica.
      La tastiera numerica permette solo l'inserimento di numeri e l'esecuzioni di comandi, mentre quella alfanumerica anche l'inserimento di caratteri alfabetici. Attualmente la tastiera di norma è una tastiera alfanumerica.
    • 2 Il Mouse
      Il mouse è un dispositivo in grado di inviare un input ad un computer in modo tale che ad un suo movimento ne corrisponda uno analogo di un indicatore sullo schermo detto puntatore. È inoltre dotato di uno o più tasti ai quali possono essere assegnate varie funzioni.
      29
      Funzionamento
      Le tecnologie utilizzate nei mouse hanno essenzialmente tre finalità:
      - rilevare il movimento del mouse
      - inviare il dato al dispositivo a cui il mouse è collegato
      - permettere l'attivazione di funzioni
      Tipologie
      Possiamo riconoscere tre tipi di mouse:
      Il mouse a rotella (caratterizzato da una sfera in metallo rivestita in gomma che muove le ruote foniche dell’encoder);
      Il mouse ottico (mouse che utilizzano un LED e un trasduttore ottico-elettrico per rilevare il movimento relativo alla superficie d'appoggio);
      Il mouse a laser (sono essenzialmente mouse ottici che utilizzano un laser al posto di un LED per l'illuminazione del piano d'appoggio. Come conseguenza si ha una maggiore risoluzione nell'acquisizione dell'immagine, che si traduce in migliore precisione e sensibilità di movimento).
    • 3 Il Touchpad
      Il touchpad (tappetino tattile) è un dispositivo di INPUT presente nella maggior parte dei computer portatili. Viene utilizzato per spostare il cursore captando il movimento del dito dell’utente sulla sua superficie liscia; sostituisce completamente il mouse e ha il vantaggio rispetto a questo dell’ingombro.
      30
      Funzionamento
      Il touchpad, grazie a dei sensori, percepisce il movimento del dito utilizzando la misura della sua capacità elettrica. I sensori, che si occupano di questo, sono posizionati lungo l’asse orizzontale e verticale del touchpad e vengono utilizzati per rivelare l’esatta ubicazione del dito sulla sua superficie. Le griglie sono formate da una serie di conduttori paralleli e sono disposte l’una perpendicolarmente all’altra. Poggiando un dito sul touchpad, questo fa cambiare la capacità tra due singoli conduttori componenti ciascuna griglia mediante sensori. Il touchpad ad esempio non percepisce la presenza di una matita perché essa non è in grado di far cambiare la capacità.
    • 4 Il Modem
      Il modem è considerata come una periferica di INPUT e anche OUTPUT. È utilizzato per trasferire delle informazioni tra più computer attraverso un supporto di trasmissione filare (linee telefoniche). I computer funzionano in modo digitale, utilizzando il codice binario, ma le linee telefoniche sono analogiche. I segnali numerici passando da un valore ad un altro, mentre i segnali analogici si evolvono in modo continuo.
      31
      IL MODEM MODULA LE INFORMAZIONI DIGITALI IN ONDE ANALOGICHE E CONTRARIAMENTE DEMODULA I DATI ANALOGICI PER CONVERIRLI IN DIGITALI.
    • 5 Lo Scanner
      Lo scanner è una periferica di INPUT di acquisizione che permette di digitalizzare dei documenti, cioè di trasformare un documento cartaceo in immagine digitale.
      32
      Funzionamento
      Il touchpad, grazie a dei sensori, percepisce il movimento del dito utilizzando la misura della sua capacità elettrica. I sensori, che si occupano di questo, sono posizionati lungo l’asse orizzontale e verticale del touchpad e vengono utilizzati per rivelare l’esatta ubicazione del dito sulla sua superficie. Le griglie sono formate da una serie di conduttori paralleli e sono disposte l’una perpendicolarmente all’altra. Poggiando un dito sul touchpad, questo fa cambiare la capacità tra due singoli conduttori componenti ciascuna griglia mediante sensori. Il touchpad ad esempio non percepisce la presenza di una matita perché essa non è in grado di far cambiare la capacità.
    • 6 La Tavoletta grafica
      La tavoletta grafica (digitizer o digitizing - tablet in lingua inglese) è una periferica che permette l'immissione di dati all'interno di un computer.
      33
      Funzionamento
      Il suo utilizzo è abbastanza limitato, ma nei primi anni novanta conobbe un notevole impiego per software di disegno digitale (CAD), come il celebre Autocad, che poteva essere completamente gestito da una tavoletta grafica provvista di puntatore.
      L'uso del digitizer per il disegno tecnico si è poi progressivamente ridotto, a causa della maggiore diffusione dello scanner d'immagini come periferica di acquisiziAttualmente le tavolette grafiche, di ridotte dimensioni, sono utilizzate soprattutto per il disegno artistico, a mano libera e per il fotoritocco, come ausilio per la creazione di disegni e schizzi, usando una apposita penna (penna grafica) sul supporto.
    • 7 Il Microfono
      Il microfono è un trasduttore di tipo elettro-meccanico in grado di convertire le onde di pressione sonora in segnali elettrici.
      34
      TIPOLOGIE
      Esistono diversi tipi di microfono che basano il proprio funzionamento su differenti tecnologie e metodi di conversione.
      I microfoni vengono classificati principalmente secondo la tipologia di funzionamento (in pratica il tipo di trasduttore) e la figura polare (ovvero la diversa sensibilità del trasduttore in relazione alla direzione di provenienza del suono). Altre caratteristiche tecniche sono la banda passante / risposta in frequenza, dinamica e sensibilità, l'impedenza, la necessità o meno di alimentazione.
    • 8 La penna ottica
      La penna ottica è un dispositivo collegato ad un computer che individua il passaggio del pennello elettronico che disegna l'immagine su uno schermo CRT.
      35
      Lo sapevi che...
      I lettori di codici a barre (in inglese barcode scanner) sono chiamati penne ottiche quando hanno la forma di penna. La punta è costituita da una fibra ottica e da un rubino artificiale, all'esterno è protetta da un involucro di acciaio antimagnetico. È particolarmente usata in ambito industriale poiché molto resistente e dotato di un dispositivo che, in caso di caduta accidentale è in grado di far rientrare la punta.
    • 9 Il Joystick
      Il joystick è una periferica che trasforma i movimenti di una leva manovrata dall'utente in una serie di segnali elettrici o elettronici che permettono di controllare un programma, un'apparecchiatura o un attuatore meccanico.
      36
      FUNZIONAMENTO
      L'impiego più diffuso e conosciuto del joystick è su console o computer e permette di muovere un personaggio o un cursore in un gioco e in questo caso il joystick è dotato di uno o più tasti o pulsanti a cui corrispondono azioni diverse, che talvolta il giocatore può personalizzare, ad esempio in un gioco picchiaduro premendo il tasto A si danno pugni; premendo il tasto B si salta, ecc.
    • 10 La Trackball
      La trackball è un tipo di periferica di puntamento per computer. La sua componente principale è una sfera, libera di ruotare in una cavità dell'involucro dove si trovano sensori che ne rilevano il movimento, e parzialmente accessibile dall'esterno in modo da potere essere comandata dalla mano; in prossimità della sfera si trovano pulsanti e rotelline.
      37
      LO SAPEVI CHE ...
      Tutte queste componenti sono molto simili a quelle di un mouse; inoltre, la procedura di installazione della maggior parte delle trackball è del tutto analoga a quella di un mouse.
    • Unità Periferiche di Massa
      38
      4
      Unità Periferiche di MASSA
      1 IL FLOPPY DISK
      2 L’HARD DISK
      3 IL NASTRO MAGNETICO
      4 IL CD-ROM
      5 LA PEN DRIVE
      6 IL DVD CART RIDGE
      7 CD ZIP DISK
    • 1 Il Floppy Disk
      Un floppy disk è un supporto di memorizzazione che contiene all'interno di un contenitore di plastica quadrato o rettangolare un disco sottile e flessibile (in inglese "floppy") su cui i dati vengono memorizzati magneticamente.
      39
      FUNZIONAMENTO
      I floppy disk sono letti e scritti da un floppy disk drive, in sigla FDD (da non confondersi con fixed disk drive, il disco fisso, più comunemente indicato con HDD, sigla di hard disk drive).
    • 2 L’Hard Disk
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      L'hard disk drive (termine di origine inglese), in sigla HDD, normalmente abbreviato in hard disk, raramente anche chiamato fixed disk drive (sinonimo sempre di origine inglese), in sigla FDD, anche chiamato disco rigido (traduzione letterale di "hard disk") o disco fisso (traduzione letterale di "fixed disk"), è una tipologia di dispositivo di memoria di massa che utilizza uno o più dischi magnetici per l'archiviazione dei dati.
    • 3 Il Nastro Magnetico
      Il nastro magnetico è un supporto destinato alla memorizzazione di dati che consiste in una sottile striscia in materiale plastico, rivestita di un materiale magnetizzabile.
      Minicartridge DC 1000 da 20 mbyte, utilizzata per il backup nelle workstation degli anni 1990.
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      FUNZIONAMENTO
      Nastro magnetico - Cartridge QIC da 2 gbyte, utilizzata per il backup nelle workstation degli anni 1990. Nastro magnetico - Cartridge DAT 4 mm, lungh. 90 m, da 2 a 4 gbyte, utilizzata per il backup. Il nastro magnetico fu utilizzato per registrare dei dati nel 1951, per il computer UNIVAC I Mauchly-Eckert. Il supporto era una sottile lamina d'acciaio.
    • 4 Il CD-ROM
      Il CD-ROM (acronimo dell'inglese Compact Disc - Read-Only Memory) è una tipologia di compact disc utilizzata in ambito informatico per la distribuzione di software. È quindi una tipologia di memoria informatica. Più specificatamente è una tipologia di memoria di massa a sola lettura.
      42
      FUNZIONAMENTO
      Il CD-ROM è stato la seconda applicazione pratica implementata per il compact disc ed è stato sviluppato dalla Sony congiuntamente alla Philips.
    • 5 La Pen Drive
      Una chiave USB (o USB flash drive, o anche penna USB, pendrive...) è una memoria di massa portatile di dimensioni molto contenute (qualche centimetro in lunghezza e intorno al centimetro in larghezza) che si collega al computer mediante la comune porta USB.
      43
      FUNZIONAMENTO
      Nella chiave USB i dati sono memorizzati in una memoria flash, tipicamente di tipo NAND, contenuta al suo interno. Attualmente la capacità di memoria delle chiavi USB va da 512 megabyte in su. La capacità è limitata unicamente dalla densità delle memorie flash impiegate, con il costo per megabyte che aumenta rapidamente per alte capacità.
    • Unità Periferiche di Output
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      5
      Unità Periferiche di OUTPUT
      1 IL MONITOR
      2 LA STAMPANTE
      3 IL PLOTTER
      4 IL TOUCHSCREEN
      5 GLI ALTOPARLANTI
      6 IL MICROFONO (vedi INPUT)
      7 IL MODEM (vedi OUTPUT)
    • 1 Il Monitor
      Il monitor è un apparecchio elettronico che consente la valutazione dei dati in uscita da diverse tipologie di strumentazione sotto l'aspetto di immagini visibili. Le immagini video possono essere statiche o in movimento.
      45
      FUNZIONAMENTO
      In ambito informatico, collegato ad un computer, viene considerato una periferica. Può eventualmente essere dotato di casse per la riproduzione dell'audio e di connettori vari. Il monitor viene anche chiamato videoterminale o, più semplicemente, video.
    • 2 La Stampante
      La stampante è una periferica di output atta alla stampa, generalmente su carta ma anche su materiali di altra natura, di informazioni digitali contenute in un computer.
      46
      FUNZIONAMENTO
      La stampante è una periferica di output atta alla stampa, generalmente su carta ma anche su materiali di altra natura, di informazioni digitali contenute in un computer.
    • 3 Il Plotter
      In informatica il plotter è una periferica specializzata nella stampa di supporti di grande formato. È il dispositivo di output ideale per i sistemi CAD, dove è impiegato per la stampa di prospetti e progetti architettonici, meccanici, elettrici, mappe topografiche, curve geometriche ecc.
      47
      FUNZIONAMENTO
      Oggi viene anche utilizzato nell'ambito della grafica e della pubblicità grazie alle moderne tecnologie che consentono al plotter di stampare a colori e addirittura di ritagliare (plotter da taglio). Il nome deriva dal verbo inglese to plot nel senso di tracciare (un diagramma).
    • 4 Il TouchScreen
      Il touchscreen, schermo tattile o schermo a sfioramento è un dispositivo hardware che consente all'utente di interagire con un computer toccando lo schermo.
      48
      FUNZIONAMENTO
      Lo si può dunque considerare come l'unione di un dispositivo di output (lo schermo) e un dispositivo di input (il sistema che rileva il contatto con lo schermo stesso, ricavandone la posizione). Quest'ultimo meccanismo è alternativo all'uso di altri dispositivi di puntamento come il mouse o la touch pad.
    • 5 Gli Altoparlanti
      L'altoparlante è un attuatore che converte un segnale elettrico in onde sonore.
      49
      FUNZIONAMENTO
      Si può quindi definire un trasduttore elettroacustico. Il suono in sostanza è generato da una serie di compressioni e rarefazioni dell'aria, compito dell'altoparlante è generare tali compressioni e rarefazioni nell'ambiente d'ascolto.
    • Il Software
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      È L’INSIEME DEI PROGRAMMI CHE PERMETTONO LA GESTIONE DEL PC
      SOFTWARE DI SISTEMA
      (sistema operativo e driver)
      SOFTWARE DI SVILUPPO
      (compilatori e traduttori)
      SOFTWARE DI BASE
      PROGRAMMI DI UTILITA’
      (editor di testi, immagini, fusione di più file in uno)
      FIRMWARE
      SOFTWARE
      Programmi applicativi di tipo gestionale sono forniti da aziende specializzate nella produzione di programmi detti Software House (contabilità aziendale, fatture, stipendi, gestione magazzino ecc.)
      Pacchetti applicativi per la gestione del lavoro in ufficio.
      Il più diffuso è Microsoft Office:
      • WORD PROCESSING (elaborazione di testi)
      • EXCELL
      • DATABASE – ACCES (per la creazione di archivi)
      • POWER POINT (per la creazione di presentazioni)
      • MICROSOFT OUTLOOK (gestione posta elettronica)
      • FRONTPAGE (gestione siti web)
      SOFTWARE APPLICATIVO
    • Tipi di Software
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      Ogni componente Hardware dell’elaboratore, per poter svolgere determinati compiti, ha bisogno di essere “istruita” e necessita quindi del Software.
      Il SOFTWARE, o componente logica di un operatore, viene distinto i n due grandi categorie: software di sistema e software applicativo.
      Il SOFTWARE di DISTEMA (o di base) è preposto a gestire e controllare le attività di un computer e le risorse di un sistema di elaborazione. Nel software di sistema si possono distinguere:
      SOFTWARE di BOOT ( programmi forniti dal costruttore della macchina, residenti nella RAM), indispensabile per l’avvio dell’elaboratore;
      SOFTWARE OPERATIVO, necessario per il funzionamento dell’elaboratore, che gestisce applicazioni e periferiche, interagisce con l’hardware e fornisce l’INTERFACCIA all’utente.
      Il SOFTWARE APPLICATIVO viene creato per i più svariati scopi e mette in grado il computer di soddisfare specifiche necessità dell’utente, quali ritoccare immagini, eseguire calcoli, produrre filmati, comunicare ecc.
    • L’Algoritmo
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      Nella vita quotidiana ci troviamo ad affrontare problemi di varia natura e per i quali dobbiamo trovare procedimenti risolutivi sulla base delle informazioni e dei dati che abbiamo a disposizione. Spesso, i risultati ottenuti sull’elaborazione dei dati di partenza ci aiutano poi a prendere le decisioni.
      Il procedimento che risolve un problema viene detto ALGORITMO usando un termine che indica, in matematica, la sequenza di azioni da compiere per effettuare un calcolo o, in genere, un’elaborazione di dati.
      DATI
      algoritmo
      RISULTATI
      Se l’algoritmo deve essere eseguito da una persona o da una macchina esso deve essere composto da un numero finito e dovrà eseguire con precisione. Inoltre, per il computer occorre usare linguaggi speciali, detti linguaggi di programmazione, che traducono le istruzioni in una forma comprensibile dal computer.
      LA TRADUZIONE DELL’ALGORITMO SI CHIAMA PROGRAMMA
    • L’Algoritmo: i simboli
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      I SIMBOLI STANDARD UTILIZZATI NEI PROGRAMMI DI FLUSSO SONO:
      Simboli ovali, per inizio e fine del programma
      INIZIO
      FINE
      Il parallelogramma (dati input ed uscita dei risultati)
      Il rettangolo per indicare un operazione o un calcolo
      Il rombo per indicare la scelta tra due possibilita’
      Vero
      Falso
    • La Comunicazione
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      Comunicare significa ESSERE IN RELAZIONE CON QUALCUNO, avere la possibilita’ di scambiare opinioni, idee, suggerimenti, confidenze ecc.
      La COMUNICAZIONE è, quindi, l’elemento necessario per dar vita ad una qualsiasi forma di relazione sociale. Secondo MARSHALL Mc LUHAN, studioso canadese di fama mondiale, nel campo della comunicazione, tutto ciò che l’uomo fa per comunicare può essere interpretato come una forma di linguaggio.
      NON E’ POSSIBILE NON COMUNICARE
      Questa è la prima legge di una grande scienza:
      LA SCIENZA DELLA COMUNICAZIONE
    • Dati e Informazioni
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      È bene chiarire il significato di DATO e di INFORMAZIONE.
      Il DATO
      È un fatto che, preso individualmente, e fuori da un preciso contesto,NON HA ALCUN SIGNIFICATO
      L’INFORMAZIONE
      È l’INCREMENTO DI CONOSCENZA che deriva dall’interpretazione di un dato
      Un dato diviene informazione solo quando viene interpretato esattamente.
      L’elaboratore elettronico NON INTERPRETA I DATI, NON ATTRIBUISCE LORO SIGNIFICATI PRECISI come, invece, fa la mente umana: per esso sono soltanto semplici simboli, pertanto:
      L’ELABORATORE tratta i dati, l’UOMO elabora le informazioni
    • Tipi di Informazione
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      Concentrando l’attenzione sulle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, è importante distinguerle tra informazioni ANALOGICHE e informazioni DIGITALI, quindi:
      In Un Sistema ANALOGICO
      Il segnale da elaborare è CONTINUO (es.  un orologio analogico, quello con le lancette rappresentante tutti gli istanti del tempo, senza salti)
      In Un Sistema DIGITALE
      I segnali da elaborare sono discreti, cioè non assumono tutti i valori di un intervallo ma procedono a salti. Ovviamente nel caso della digitalizzazione delle informazioni si usano di base solo due valori logici: 1 e 0
    • Gli Elementi dell’Atto Comunicativo
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      Per individuare gli elementi dell’atto comunicativo, molti studiosi hanno elaborato diversi modelli basati su vari concetti. Quello a cui faremo riferimento sarà quello ideato da Roman Jakobson nel 1966, secondo il quale i fattori della comunicazione sono:
      MITTENTE
      DESTINATARIO
      MESSAGGIO
      CONTESTO
      CONTATTO
      CODICE
      CODIFICA
      DECODIFICA
      mittente
      messaggio
      destinatario
      Contesto
      (argomento affrontato)
      Codice
      (lingua comunicativa)
      Contatto
      (mezzo comunicativo)
    • Gli Elementi dell’Atto Comunicativo
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      Esaminiamo le diciture CODIFICA e DECODIFICA, riportate nelle figura. Formulare e inviare un messaggio è un processo piuttosto complesso. Immagina di dover comunicare una notizia spiacevole a una persona a te molto cara: devi considerare bene le parole da utilizzare, il tono di voce, i gesti più opportuni. La CODIFICA di un messaggio, quindi, è preceduta da un’intensa attività che coinvolge la sfera cognitiva, affettiva ed emotiva del mittente. Analogamente, all’atto della creazione del messaggio, il destinatario dovrà decodificare il messaggio stesso, cioè dovrà opportunamente interpretarlo, selezionarlo e organizzarlo: dovrà capire il significato delle parole e dei gesti utilizzati dal mittente. DECODIFICARE, quindi, significa attribuire un senso a un messaggio e, per fare questo, sarà necessario coinvolgere nuovamente la sfera psichica dell’individuo.
      Una volta decodificato il messaggio, il destinatario genererà una risposta generando così un’informazione di ritorno. Questa reazione che il messaggio genera su chi lo ha ricevuto prende il nome di FEED-BACK. Tramite il FEED-BACK è possibile intuire tutti i disturbi della comunicazione e apportare immediatamente i dovuti accorgimenti per renderla più efficace. Qualsiasi elemento che disturba la comunicazione prende il nome di RUMORE.
      CODIFICA
      DECODIFICA
      mittente
      messaggio
      destinatario
      FEED-BACK
    • I segni dei Linguaggi
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      Un codice è un insieme di segni. Il segno è la manifestazione attraverso cui si trasmettono particolari messaggi (sentimenti, pensieri ecc.)
      Il segno è composto da due elementi:
      Il SIGNIFICANTE, cioè il supporto idoneo a essere percepito dai sensi (disegni, suoni, parole …);
      Il SIGNIFICATO, cioè l’idea, il concetto che la mente umana forma relativamente a un certo contesto.
      SEGNO
      Significante
      Significato
      Per esempio nella parola “floppy” le lettere F L O P P Y formano il significante, mentre l’idea che nasce quando ascolto la parola “floppy” (dispositivo removibile di memoria di massa) rappresenta il significato. I segni dei linguaggi presi singolarmente non hanno nessun senso: sono stati gli uomini che hanno attribuito loro determinati significati, per cui il rapporto che esiste tra significante e significato nasce da un’ intesa all’interno di una società.
    • I segni Naturali ed Artificiali
      60
      I SEGNI NATURALI
      Sono quelli il cui significato ed il significante sono legati da un rapporto CAUSA-EFFETTO. Esempio  Le nuvole causano la pioggia.
      I SEGNI ARTIFICIALI
      Sono, invece, quelli il cui legame tra significato e significante è dovuto esclusivamente a una convenzione fissata in società che può sempre essere messa in discussione.
    • I segni Naturali e Formali
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      I linguaggi possono essere classificati in NATURALI e FORMALI. I linguaggi verbali, scritti ed orali, vengono anche indicati come linguaggi naturali. Rientrano in questa categoria l’italiano, l’inglese, il tedesco ecc. Tutti i LINGUAGGI NATURALI hanno un proprio alfabeto, cioè un insieme di simboli che ognuno di essi utilizza. Accostando opportunamente i simboli otteniamo le parole; l’insieme di tutte le parole di un linguaggio costituisce il suo lessico o vocabolario. Le parole, da sole non bastano a comunicare occorre accostarle opportunamente seguendo le regole dela grammatica, sintassi e semantica.
      LA GRAMMATICA
      Comprende l’alfabeto e l’insieme delle regole indispensabili per formare le parole e raggrupparle in frasi corrette.
      LA SINTASSI
      È un insieme di regole che definisce la struttura di frasi formalmente corrette.
      LA SEMANTICA
      Studia e definisce il significato della frase.
    • I segni Naturali e Formali
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      Nei linguaggi naturali, quindi:
      Ad ogni simbolo non corrisponde un solo significato;
      Un simbolo trasmette molteplici significati in un singolo contesto.
      I LINGUAGGI FORMALI sono invece quelli che l’uomo utilizza per la comunicazione simbolica, ossia quella particolare comunicazione che utilizza specifici simboli astratti applicabili volta per volta, a situazioni concrete. In questi linguaggi:
      Ad ogni simbolo corrisponde uno e un solo significato;
      Un simbolo racchiude lo stesso significato in qualsiasi contesto;
      Una volta definito, il codice non può essere modificato dagli elementi che lo utilizzano.
      Questi linguaggi, quindi, non presentano né sinonimi, né eccezioni, né ambiguità nel senso che sono strettamente controllati da regole prefissate. Proprio per questa singolare caratteristica si sono dimostrati particolarmente utili nel campo della comunicazione uomo-meccanica. Quindi per suonare il pianoforte l’uomo utilizza il linguaggio della musica, per studiare la matematica utilizza il linguaggio matematico, per programmare utilizza il linguaggio di programmazione.
      Precisiamo ancora che l’aggettivo “formale” deve essere inteso come sinonimo di “RIGOROSAMENTE DEFINITO”.
    • Funzioni, Livelli e Registri di lingua
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      Nella realtà quotidiana comunichiamo per svariati motivi: descrivere le cose, stabilire un rapporto con altre persone, chiedere ed ottenere informazioni, esprimere opinioni, ecc.
      Si definisce funzione della lingua l’utilizzo della lingua indirizzato ad un fine specifico. Le principali funzioni della lingua sono in stretta relazione con gli elementi dell’atto comunicativo. A tal proposito, lo schema può essere così definito.
      Funzione espressiva
      Funzione informatica
      Funzione conativa
      mittente
      messaggio
      destinatario
      Codice
      (lingua comunicativa)
      Contesto
      (argomento affrontato)
      Contatto
      (mezzo comunicativo)
      Funzione referenziale
      Funzione metalinguistica
      Funzione di contatto
    • I Registri di Lingua
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      La lingua si articola in LIVELLI ESPRESSIVI che vengono utilizzati servendosi di particolari REGISTRI di LINGUA. Si distinguono tre registri fondamentali:
      REGISTRO FORMALE
      Utilizzato nelle comunicazioni scritte e/o parlate di livello elevato e comunque con i quali non si è in confidenza. È caratterizzato da un lessico accurato e religioso e da una sintassi corretta e ben articolata.
      REGISTRO MEDIO
      Utilizzato nelle comunicazioni quotidiane sia scritte che parlate. È caratterizzato da un lessico preciso, ma non particolarmente elegante e ricercato e da una sintassi sempre e comunque corretta.
      REGISTRO INFORMALE
      Utilizzato nelle comunicazioni quotidiane sia scritto che parlato che hanno come oggetto argomenti non impegnativi e con interlocutori con i quali si ha un rapporto di amicizia o di famigliarità. È caratterizzato da un lessico e sintassi semplici, talvolta imprecisi.