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Vitamina comunicazione 2013 slideshare

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Un breve e parziale racconto del lavoro quotidiano di una art director e di una copywriter

Un breve e parziale racconto del lavoro quotidiano di una art director e di una copywriter

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  • Direttore creativo (copy = testo scritto di un messaggio pubblicitario + to write = scrivere)
  • Briefing è un sostantivo inglese che deriva dal verbo
  • I mercati sono conversazioni Conversazioni tra esseri umani suonano umane e si svolgono con voce umana (3) Cluetrain manifesto Il manifesto è stato scritto nel 1999 e lanciato in rete da un gruppo di comunicatori (consulente IBM) L’obiettivo è una vera “riforma” del linguaggio con cui le aziende comunicano 95 tesi
  • Birra israeliana
  • Carta igienica francese L’idea viene tradotta in un divertente siparietto in cui il tecnologico padre di famiglia si prende gioco della moglie che ‘si ostina’ a far studiare la figlia utilizzando libri, ad attaccare post it al frigorifero per le mansioni di casa, a giocare a soduku sul suo giornale. L’uomo pronuncia con ironia il nome della moglie (unica parola che udiamo nello spot) come a voler dire “Guarda un pò qua, io lo faccio sul mio tablet”, e lei impassibile incassa
  • David MacKenzie Ogilvy (West Horsley, 23 giugno 1911 – Touffou, 21 luglio 1999) è stato un pubblicitario britannico. Nel 1948 ha fondato l'agenzia Ogilvy & Mather.
  • Scrittore inglese che ha scritto Vento del sud Alcune aziende spregiudicate usano lo scandalo e la provocazione come amplificatori dell’investimento, secondo la vecchia logica del «purché se ne parli»
  • in passato anche scrittori famosi si sono impegnati nella realizzazione di slogan pubblicitari (Gabriele D’Annunzio). Annamaria Testa è colei che ha coniato Liscia Gassata o Ferrarelle
  • consulenza a tutto campo aggiornato in tempo reale ha valenza strategica tra virgolette influenzare pesantemente monitorare la concorrenza si è letteralmente scatenata a livello di discorso di vendita ognuno può toccare con mano occorre dare valore aggiunto bisogna mettere a fattor comune puntuale e preciso supportare finalizzare è un discorso da gestire impatto e approccio mettere sotto controllo i dati della gestione lo scopo è quello di portare a casa quattrini una bella fetta di mercato modelli di implementazione lo snodo della formazione continua occorre il governo dei processi le sinergie sono finalizzate a posizionato nella fascia alta approcciare serenamente i problemi che emergono.
  • La comunicazione visiva si esprime, di solito, con poche parole:
  • Slogan pubblicitario o claim è una frase efficace concisa utilizzata nella propaganda e nelle campagne pubblicitarie. Il lessema slogan deriva dal gaelico “ sluagh-ghairm ” (nemico-urlo) e indicava “ grido di guerra ” . Il termine slogan ha assunto il significato di frase facilmente memorizzabile. Lo slogan pubblicitario viene utilizzato per associare una frase a un prodotto.
  • Scrittore inglese che ha scritto Vento del sud Alcune aziende spregiudicate usano lo scandalo e la provocazione come amplificatori dell’investimento, secondo la vecchia logica del «purché se ne parli»
  • il problema non è il corpo nudo in sé, ma il corpo nudo usato a sproposito. Il problema non è la sessualità, ma la provocazione sessuale.
  • In Italia ogni due giorni una donna viene uccisa da mariti, fidanzati ed ex partner e subisce violenze nelle mura domestiche relish
  • Tua moglie ti ha spaventato stanotte? Tradiscila (cliente sito di incontri) America Gara di differenze toilet tra una donna e un trasessuale (lipgloss, mascara, reggiseno…) la donna vince per l’assorbente interno Nuova Zelanda Un ateo è un uomo che crede di essere un incidente uomo senza cervello Sud Africa chiesa di Johannesburg
  • Autore Lorenzo Marini Canard Immaginate una casalinga mentre armeggia in cucina con la televisione accesa a volume sostenuto. Dopo dieci pubblicità piene di parole e confusione, arriva il silenzio. Voi non vi girereste a guardare cosa è successo? Silenzio, parla Agnesi…Geniale!
  • Transcript

    • 1. VITAMINE PER LA COMUNICAZIONE VISIVA Laura Zavalloni Eleonora Polacco 11 APRILE 201309/04/13
    • 2. art director e copywriter, la stranacoppiaArt director e copywriter lavorano insieme,integrando parole e immagini per realizzare lacomunicazione visiva.L’art director è colui che studia e realizza la partevisuale, grafica e tipografica della comunicazionedi un prodotto o servizioIl copywriter è colui che scrive i testi dellacomunicazione di un prodotto o servizioEntrambi elaborano idee creative a partire da unastrategia di comunicazione
    • 3. È IMPOSSIBILE NON COMUNICARE“Quando smettete di parlare,avete perso il vostro cliente”Estee Lauder (Fondatrice del GruppoEstée Lauder Companies, casa cosmetica)
    • 4. il primo rapporto con l’immagine fin da piccoliavviene attraverso il segno, ma pensiamo ancheagli uomini primitivi, che dipingevano scene dicaccia nelle caverne
    • 5. L’estetica costituisce un fattoredeterminante in tutti gli ambiti, dalla vita personale, sociale e lavorativa. è il famoso “primo impatto” che sarebbe meglio non fallire.
    • 6. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE:Nelle attività commerciali, la comunicazioneviene intesa principalmente per il suo ruolo tra l’azienda e il mercato, è il mezzo attraverso il quale si raggiunge il proprio pubblico e si lascia il segno.
    • 7. Il brand è la relazione emotiva e psicologica che si ha con il clienteDIFFERENZA TRA BRAND E LOGO il logoIl brand NON è : il prodotto la campagna pubblicitaria la scenografia del punto vendita
    • 8. IL BRAND È COMPOSTO DAelementi fisici: aspetto fisico o prestazionalepersonalità: carattere della marcacultura: valori derivati dagli oggetti/servizi che produce.relazione: rapporto tra brand e consumatoriimmagine riflessa: come ti vedono gli altriimmagine di sè : immagine che il target ha di se stesso, e che devetrovare conferma nel brand “scelto” posizionamento: nel mercato rispetto alla concorrenza storytelling: avere qualcosa da raccontare design prezzo: valore economico  status symbol relazione: fa sentire i clienti “speciali” e parte di qualcosa di grande
    • 9. La strategia di comunicazione indica una direzione e imponeuna disciplinaTutto comincia con un briefto brief = dare istruzioniIl brief raccoglie le informazioni, gliobiettivi e le richieste del clientecon lo scopo di mettere in luce ipunti focali e i vantaggi competitividella strategia di comunicazione
    • 10. I CONTENUTI PRIMA DELLO STILE Un cartello di sei metri dice: è tutto intorno a te. Ma ti guardi attorno e invece non c’è niente Lorenzo CherubiniPrima di dire qualcosa è fondamentale sapere cosa dire,quali sono i contenuti che vogliamo comunicare.La strategia di comunicazione permette di individuare echiarire i contenuti della comunicazione visiva.
    • 11. La strategia di comunicazione è la mappache indica dov’ è sepolto il tesoro e dice: SCAVARE QUI
    • 12. LA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE AVRÀ IL COMPITO DIRISPONDERE ALLE SEGUENTI DOMANDE:1.Qual è l’insight, il vantaggio competitivo di unprodotto/servizio?Ovvero individuare quella verità nascosta in grado di catturare l’attenzionedelle persone perché agisce nella sfera di un sentimento intimo, realmentesentito, condiviso e in cui ci si riconosce.La motivazione profonda e rilevante sulla quale costruire il messaggio.Significa “guardare dentro”, un’intuizione introspettiva per cogliere le radicipiù autentiche di emozioni, comportamenti e contenuti.Implica un approccio non superficiale della comunicazione.
    • 13. LA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE AVRÀ IL COMPITO DI RISPONDERE ALLE SEGUENTI DOMANDE:2. Cosa c’è di interessante da dire su questo prodotto/servizio/azienda? Ovvero trova la storia da raccontare3. A chi stiamo parlando? Ovvero immagina le persone reali che potranno ascoltare4. Che voce devo usare per farmi ascoltare? Ovvero parla un linguaggio umano• Qual è il messaggio che voglio comunicare? Ovvero costruisci un messaggio di valore, autentico, trasparente e privo di furbizie retoriche e ti ascolteranno
    • 14. Un lampo di identificazione è alla radicedi gran parte della buona comunicazione.È vero di un quadro o di un romanzo. Edè vero anche della pubblicità David Abbot - copywriter
    • 15. Fonziesse non ti lecchi le dita godi solo a metà Qual è l’ insight? Chi non si lecca le dita dopo aver mangiato le patatine? gesto condiviso
    • 16. Birra GoldstarThank God you’re a man Qual è l’ insight? La complessità della donna e la semplicità dell’uomo credenze e atteggiamenti condivisi
    • 17. VoltarenWhen everyday moments seem impossible Qual è l’ insight? Con il mal di schiena anche il semplice gesto di allacciarsi una scarpa diventa una faticaccia Esperienza condivisa
    • 18. Le Trefle Emma (La carta ha un grande futuro)Qual è l’ insight? nell’eterno dilemma carta o non carta nell’era di schermi e pc sempre più smart, il concetto è chiaro: c’è una carta della quale non potremo mai fare a meno Pensiero condiviso
    • 19. Ci siamo persi per strada la comunicazione.Abbiamo smarrito la rilevanza, la pertinenza, imessaggi, gli insight, le verità. Paolo Iabichino – direttore creativo Ogilvy Italia
    • 20. CONCEPT= IDEA CREATIVA proposta concettuale che riassume i valori che l’azienda vuole trasmettere, non è infatti possibile raccontare tutto dell’identità di un’organizzazione. Occorre selezionare le idee migliorimediare tra “luogo comune” einnovazione”.
    • 21. Ed ora è il momento di declinare la strategia dicomunicazione sui diversi strumenti
    • 22. PLASMARE IL MESSAGGIO E RENDERLO ADATTO AI POTENZIALI STRUMENTI Gli strumenti della comunicazione visiva sono molteplici e vanno studiati a seconda dell’obiettivo_ BIGLIETTO DA VISITA_ INSEGNA_ BROCHURE_ HOUSE ORGAN_ COMPANY PROFILE_FLYER_MANIFESTI_SITO_SOCIAL NETWORK_INSERZIONI VARIE_MAGAZINE_CAMPAGNA PUBBLICITARIA_ECC...
    • 23. Il LOGO deve esseresenza tempo, unico e memorabile
    • 24. “Complicare è facile, semplificare è difficile.Per complicare basta aggiungere, tuttoquello che si vuole: colori, forme, azioni,decorazioni, personaggi, ambienti pieni dicose. Tutti sono capaci di complicare.Pochi sono capaci di semplificare”(Bruno Munari - artista e designer italiano)
    • 25. non esistono loghi belli obrutti, solo loghi giusti osbagliati.Sagi Haviv
    • 26. LOGOTIPO
    • 27. PITTOGRAMMA
    • 28. DIAGRAMMA
    • 29. 1958 1991 Gerald Holtom Visual Aids (Campaing for Nuclear (Red Ribbon) Disarmement)questi simboli sono oggi emancipati, vivono slegati dal lorocontesto originale e appartengono a tutti noi, sono diventati dei brand
    • 30. PSICOLOGIA DEL COLORE La luce che colpisce la retina crea onde differenti a seconda del colore, che passano poidal nostro ipotalamo come impulsi elettrici, generando stimoli e impulsi che si trasformano in risposte psicologiche .
    • 31. SCELTA DEI COLORI DA UTILIZZAREValutare bene il settore in cui operal’azienda, studiando anche i marchiconcorrenti e cercando di capire a fondo i valori che dovranno essere trasmessi dal nuovo logo. il 60-80% delle decisioni di acquisto si basano sul colore
    • 32. l colore verde ha assunto un grande significato negli ultimi anni diventando il colore e la parola più usata del decennio
    • 33. È importante integrare il colore del brand a tutti ilivelli – dal logo, al sito e al packaging – questopermette di raggiungere il massimo impatto.Guardando ai migliori (le 100 marche chevalgono di più si scopre che: )i colori più usati sono Blu (33%) Rosso (29%) Nero o grigio (28%) Giallo o oro (13%)il 95% dei marchi usa solo uno o due colori;il 41% usa solo testo;il 9% non contiene il nome dell’azienda.
    • 34. ROSSO evoca una reazione viscerale e passionale. Fa aumentare il battito cardiaco, la respirazione eattiva l’ipofisiVIOLA è un colore sofisticato e misterioso, che rende omaggio all’eleganza e alla regalitàBLU è senza dubbio la scelta più popolare. È un colore rilassante perché richiama il cielo e il mareVERDE è sinonimo di calma, freschezza e salute. Nelle tonalità più scure indica benessere (anchemateriale), in quelle più chiare serenitàGIALLO comunica speranza e ottimismo, stimola la creatività e l’energia. Data la sua brillantezza, èspesso usato per attrarre lo sguardo del consumatoreARANCIONE combina la brillantezza del giallo e l’audacia del rosso in un colore pieno di vita e diemozioneMARRONE richiama alla terra, alla semplicità, alla forza e alla solidità, ma va usato con attenzione inquanto fa anche pensare alla sporciziaNERO è usato da aziende che vogliono comunicare un’eleganza classica e sofisticata. Molto usato per iprodotti di lussoBIANCO rappresenta il colore della purezza (l’abito da sposa) e della pulizia (il camice del medico).Perfetto, quindi, per le aziende del settore cosmetico-farmaceutico e per prodotti relativi all’infanzia.
    • 35. I FONT la tipografia esiste per valorizzare ilcontenuto, attirare l’attenzione, essere efficace in modo armonico e originale seguendo la logica del testo.Usarne pochi… ma selezionarli con cura.
    • 36. LOGHI “EQUIVOCI” Logo progettato nel 1973 per la Commissione arcidiocesana della Gioventù della Chiesa cattolica.Vinse addirittura un premio dell’Art Directors Club di Los Angeles.
    • 37. prima e dopo la “gaffe”...
    • 38. Locum è una società svedese che si occupa di gestione immobiliare. Il designer deve aver pensato che sostituire la “o” con un cuore avrebbe scaldato il tutto e dato un’aria rassicurante al logo peccato che si legga “I love cum” doppio senso imbarazzante nella lettura.
    • 39. Logo di candidatura dellexpo di Milano 2015 Logo scelto per lexpo di Milano 2015
    • 40. UN LOGO COME PROVOCAZIONEIl logo della A-Style è nato ben prima della linea di abbigliamento – fu progettato nel1989 e commercializzato in Italia dal 1999. Fu infatti una invenzione del creatore dellamarca che successivamente iniziò ad attaccare nelle città italiane adesivi su sfondogiallo (SCELTA DEI COLORI COME LA SEGNALETICA DEL “PERICOLO” >attenzione, pericolo di prenderlo nel...) con il logo dell’A-Style (un esempio diguerriglia marketing), seguito da altre città tra cui Miami, Mosca e Londra. I giornali ela televisione hanno cominciato ad interessati dalle strane apparizioni del logo, epresto la società iniziarono la commercializzazione dei prodotti con marchio A-Style.
    • 41. TOP 100 FAMOUS LOGOS
    • 42. ALLA RICERCA DEL MITO PERDUTO
    • 43. RESTYLING DELLA COMUNICAZIONE gli strumenti di rappresentazione (suoni, colori,segni), si possono adattare in base al tempo e al contesto, spesso in maniera coerente con il passato per rendere sempre riconoscibile l’azienda/prodotto/servizio. UNA PERDITA DI INDENTITÀ RICHIEDE UN INVESTIMENTO IN VISIBILITÀ
    • 44. LA STORIA DEL LOGO APPLE
    • 45. LA STORIA DEL LOGO SHELL
    • 46. identità verbale: NAMINGIl nome è legato al prodotto e deve tenere conto dellepeculiarità culturali dei vari paesi, del mercato, delle leggi edelle mode considerando il presente ma anche il futuro.Deve “dialogare” con il pubblico di riferimento soprattuttooggi, nell’era dell’economia globale, in cui lacomunicazione è immediata, multi-linguisticae multi-culturale NON SI TRATTA DI SCEGLIERE IL NOME CHE PIACE, MA QUELLO CHE FUNZIONA
    • 47. un naming più accurato aiuta ilposizionamentodel proprio prodotto o servizio ed èquindi fondamentale.Nei rari casi riusciti il successo delnome è tale da rappresentare tutta lacategoria dei prodotti di cui fa parte.(Scotch, Post-it, Jeep, Kleenex,Scottex...)
    • 48. STORIA ED ETIMOLOGIA DEL NOME DI BRAND FAMOSI, PER CAPIRE QUALE SIA STATO IL PROCESSO DI NAMING: Il suo nome era un’evoluzione di un errore di battitura. Originariamente la società era chiamata “BACKRUB”, ma poi il nome fu cambiato in “GOOGOL” identifica un numero praticamente infinito. Il nome fu scritto in modo errato come “Google” nel 1998 e da allora non è stato più cambiato.Il logo è stato aggiornato nel 2010 e a seconda degli eventi viene modificato > doodle
    • 49. 1972 logo trifoglio:spirito olimpico Onestamente, quanti di voi conoscono il vero significato della parola Adidas? Sono certo che starete pensando “All Day I Dream About Sport” giusto? Bene, non è così. Il nome di Adidas è in realtà derivato dal nome del fondatore Adolf (Adi) Dassler. Oggi il logo Adidas è composto da tre strisce parallele che simboleggiano una montagna e gli obiettivi e le sfide che ci attendono nella vita.
    • 50. Oggi il catalogo Ikea è il libro più stampato al mondo dopo la BibbiaL’acronimo IKEA ha una storia molto interessante alle spalle. Sitratta di una combinazione delle iniziale del nome del fondatoreIngvar Kamprad più le prime lettere del villaggio dove ècresciuto, Elmtaryd Agunnaryd, abbreviato così come IKEA.
    • 51. Il famoso marchio automobilistico fu chiamato così in onoredella figlia di uno degli ingegneri che crearono il primomotore della casa.Mercedes era solamente il nomignolo della bambina!la stella a 3 punte sta a dire:“realizzare veicoli per acqua, terra e cielo”.
    • 52. _ Fiat Gingo, ritornata a chiamarsi Panda perché il nome era troppo simile a Twingo. I francesi hanno minacciato cause miliardarie e la Fiat ha cambiato subito idea. Senzadimenticare che anche la Panda costò alla casa torinese una “generosa” offerta al WWF.
    • 53. “Jetta” della Volkswagen non evocava praticamente nulla in Germania, ma in Italia era piuttosto raro imbattersi in una vettura che significava “sventura”
    • 54. La società americana Estee Lauder ha diffuso in Germania il cosmetico denominato Country Mist (in inglese “nebbiolina di campagna”) senza sapere che in tedesco ‘mist’ significa ‘letame’
    • 55. La responsabilità della comunicazione e dellapubblicità: solo uno spunto di riflessione…La pubblicità non nasce “nel vuoto”.Rispecchia e amplifica e semplifica gli usi e i costumi e ipregiudizi più diffusi. Trasmette il gusto dei suoi referentiaziendali. Si esprime all’interno del più ampio sistema deimedia.…ha responsabilità grandi proprio perché è efficace anchequando diffonde e rafforza modelli di ruolo arcaici, sistemi didisvalori, stereotipi deleteri. Annamaria Testa Si possono riconoscere gli ideali di una nazione dalla sua pubblicità Norman Duglas
    • 56. Piacere, sono una Copywriter Posso essere una editor, una web writer, una content qualcosa… O più semplicemente sono quella che scrive. Stiamo parlando di un’attività di scrittura che sì, è individuale nel suo svolgersi, ma non produce risultati autosufficienti sotto il profilo espressivo. Parole perfette per le immagini che le accompagnano possono apparire, da sole, irrilevanti o indecifrabili. E, d’altra parte, un testo brillante che non riesce a dialogare con le immagini serve, quasi sempre, a poco. Annamaria Testa
    • 57. Scrivere è sempre compiere una scelta che produce unnuovo senso• le parole hanno un potere• il linguaggio merita rispetto• i contenuti hanno un sensoPerciò fate uno sforzo e …date un significato a ciò che scrivete, o fate scrivere, nei vostri messaggi di comunicazionepossibilmente scrivete in un italiano correttoattribuite un valore alle parole, non siate scontatisiate pertinenti e concisismettete di pensare “tanto i testi non li legge nessuno” … io lo faccio e tanti altri come me… Google per primo!
    • 58. STOP alla pigrizia mentale! Basta con: le frasi fatte le parole che non parlano le formule fisse EVITIAMOLE • consulenza a tutto campo • nella splendida cornice • a 360 gradi • una vasta gamma • soluzione personalizzata • siamo l’azienda leader del settore … • le molteplici esigenze • soluzioni innovative • appositamente studiato • altamente qualificati • la costante ricerca • Etc. etc.L’aggettivo deve essere l’amante del sostantivo e non già la moglielegittima. Tra le parole ci vogliono legami passeggeri e non unmatrimonio eterno. Alphonse Daudet
    • 59. Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poivenga scoperto Italo CalvinoSoluzione personalizzata, nelle prime 2pagine di Google è per:coperture edili e tettitrattamenti per la pellesiti webconsulenza aziendaledocumentazione SAPfinanziamenti, dilazioni di pagamentoallestimenti fieristiciKIT antizanzareapparecchi acusticisoftware per l’autonoleggioshowroom su misuraimpianto fotovoltaicoguide lineari per carichi pesanticampagne pubblicitarie
    • 60. Le parole del CopywriterHeadline/sloganBodycopyPayoffFra parole e immagine (visual) cè sempre un rapporto.Limmagine può rafforzare, alleggerire, contraddire, commentare eattribuire un contenuto emotivo alla parola.Le parole il più delle volte non sono usate per il loro significato suldizionario, ma per i giochi di parole, i doppi sensi, i modi di dire, lereazioni emotive, le associazioni di idee e le metafore a cuipossono dare origine.Lo scopo?Creare un ricordo, possibilmente piacevole, delprodotto/servizio/azienda .
    • 61. Le parole del CopywriterHeadline (anche slogan, claim) = il titolo, la fraseprincipale.•efficace e chiara•deve andare d’accordo con l’immagine•non deve ripetere quello che dice l’immagine•onesta•memorabileBodycopy = testo di accompagnamentoPayoff (saldare, conclusione) = la frase conclusiva .
    • 62. Indovina chi è lo sloganCosa vuoi di più dalla vita? AMARO LUCANOChi mangia sano trova la natura BARILLA MULINO BIANCOE chi sono io? Babbo Natale? BISTEFANI Più bianco non si può DASHAscolta la tua sete SPRITEJust do it NIKE Fate l’amore con il sapore MULLER I’m Lovin’It MC DONALD’S Se ti piace la frutta, mangiatela tutta NESTLE’ FRUTTOLO La potenza è nulla senza controllo PIRELLI The Freshmaker MENTOS Du’ gust is megl che uan MOTTA MAXIBON
    • 63. Slogan… chi era costui?FERRERO NUTELLA Che mondo sarebbe senza Nutella CALFORT La lavatrice vive di più con Calfort COOP La coop sei tu L’analcolico biondo fa impazzire il mond CRODINO LEVISSIMA Altissima, purissima, LevissimaKIT KAT Fai un break, spezza con Kit Kat GEOX La scarpa che respira GRANBISCOTTO Crudo o cotto? Granbiscotto RED BULL Red Bull ti mette le aliii! RAI Rai. Di tutto. Di più MARTINI No Martini, no party! LOCATELLI Locatelli fa le cose per bene
    • 64. Alcuni payoff più famosiBARILLA Dove c’è Barilla c’è casa NOKIA Connecting people OMNITELVODAFONE Life is NowPEUGEOT 206Enfant terrible GALBANI Vuol dire fiduciaROWENTA Per chi non si accontentaZOPPAS Zoppas li fa e nessuno lidistruggeIKEA Spazio alle ideeLAVAZZA Più lo mandi giù e più ti tira suAMARO LUCANO Voglio il meglio
    • 65. Breve e parziale elenco delle cose che mi è capitato di scrivereProgetti di comunicazioneHeadlineTesti di siti internetTesti per annunci radiofoniciDocumenti di strategia di marketing e comunicazioneBrochure per tecniciBrochure per gente comune, altrimenti detta per la “signora Maria”Company profileEditorialiArticoli tecniciArticoli di viaggioNewsletterHouse organSceneggiature di video promozionaliTesti di invitiTesti di auguriProgrammiComunicati stampaSchede tecniche e libretti di istruzioneContenuti social media
    • 66. La responsabilità della comunicazione e dellapubblicità: solo uno spunto di riflessione…La pubblicità non nasce “nel vuoto”.Rispecchia e amplifica e semplifica gli usi e i costumi e ipregiudizi più diffusi. Trasmette il gusto dei suoi referentiaziendali. Si esprime all’interno del più ampio sistema deimedia.…ha responsabilità grandi proprio perché è efficace anchequando diffonde e rafforza modelli di ruolo arcaici, sistemi didisvalori, stereotipi deleteri. Annamaria Testa Si possono riconoscere gli ideali di una nazione dalla sua pubblicità Norman Duglas
    • 67. Nota ufficiale dell’azienda: “… stupire, creare scandalo, attirarel’attenzione e ci siamo riusciti…”"Non lo faremo più, non prenderò più la Minetti per sfilare. Non riescopiù a guardare la nostra pagina Facebook per gli insulti che hannoscritto: vergogna, fate schifo, dovete fallire.
    • 68. Pubblicità offensive contro le donne
    • 69. 1999: con humor e leggerezzae quando i seni diventanoinflazionati…
    • 70. Pubblicità sessiste e violente
    • 71. Non solo offensive verso le donne… s i li obe t ro g con contro i transessuali contro gli atei
    • 72. La migliore pubblicità con il migliore slogan disempre.
    • 73. LogoramaPremio Oscar 2010 come miglior cortometraggio09/04/13
    • 74. laura@cambiamenti.netepolacco@cambiamenti.net

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