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Conclusioni <ul><li>L’ipotesi secondo cui un’alterazione nel  face processing  in individui con ASD è dovuta ad un deficit...
Sitografia: <ul><li>http://riesenhuberlab.neuro.georgetown.edu/research.html </li></ul><ul><li>http://bmi.epfl.ch/page6471...
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  • Normalmente l’elaborazione cognitiva del volto inizia con le relazioni tra le parti, seguita dall’informazione dello stimolo nella sua globalità per poi proseguire con l elaborazione delle relazioni spaziali tra le parti necessaria per il riconoscimento
  • Autismo

    1. 1. IMPAIRED FACE PROCESSING IN AUTISM: FACT OR ARTIFACT? Boutheina Jemel*, Laurent Mottron** and Michelle Dawson*** *Research Laboratory in Neuroscience and Cognitive Electrophysiology, Hopital Riviére des Prairies, Montréal, Canada – Centre de Recherche Fernand- Seguin, Montréal, Canada ** Neurodevelopmental Disorders Program, Hopital Riviére des Prairies, Montréal – Psychiatry Department, Faculty of Medicine, Unversity of Montréal, Canada *** Neurodevelopmental Disorders Program, Hopital Riviére des Prairies, Montréal Psicologia Cognitiva Anno Accademico 2007/2008 Prof.ssa Tasso Elena Giulia Lidia de Franceschi
    2. 2. Rassegna sulle ricerche empiriche relative alle abilità cognitive dei soggetti con ASD ( Autism Spectrum Disorder ) nell’elaborazione e nel riconoscimento dei volti <ul><li>2 ORIENTAMENTI </li></ul>La versatilità e le abilità coinvolte nell’elaborazione cognitiva del volto da parte di soggetti autistici sono state ad oggi sottostimate Review ASD: capacità alterate ASD: non differiscono da soggetti con sviluppo normale
    3. 3. Face processing <ul><li>! Importanza BIOLOGICA estrema: </li></ul><ul><li>Comunicazione sociale </li></ul><ul><li>Adattamento </li></ul><ul><li>Infatti: </li></ul><ul><li>Info identità (genere, età...) </li></ul><ul><li>Intenzioni e stati d’animo altrui </li></ul><ul><li>Guidano i processi di attenzione </li></ul><ul><li>COMPLESSITA’ degli stimoli, caratteristiche costanti negli individui ma infinite variabilità dovute a posizione, luminosità, espressioni, emozioni, capelli ecc... </li></ul>
    4. 4. Face processing <ul><li>3 diversi modalità per reperire le informazioni: </li></ul><ul><li>Relazioni tra le parti </li></ul><ul><li>Relazioni spaziali tra le parti </li></ul><ul><li>Totalità dello stimolo </li></ul>
    5. 5. Face processing <ul><li>Il riconoscimento dei volti attiva specifiche aree cerebrali </li></ul><ul><li>Alcuni studi dimostrano che lesioni in queste aree causano un deficit nel riconoscimento del volto (percezione dell’unità dello stimolo) mantenendo inalterato quello relativo ad oggetti </li></ul>
    6. 6. Face processing <ul><li>Percezione e riconoscimento degli oggetti più difficili quando il normale orientamento viene modificato </li></ul><ul><li>quindi: </li></ul><ul><li>la percezione del volto è mediata da meccanismi complessi che richiedono abilità di categorizzazione e discriminazione </li></ul><ul><li>Thatcher illusion </li></ul>
    7. 7. Face expertise <ul><li>I neonati posseggono una capacità innata di individuare i volti ( face detecting device CONSPEC ) mediata da strutture sottocorticali che ricevono le informazioni dal percorso retinico . . . </li></ul><ul><li>[processi visibili tramite </li></ul><ul><li>PET P ositron E mission T omography e </li></ul><ul><li>fMRI f unctional M agnetic R esonance I maging ] </li></ul>
    8. 8. Face expertise <ul><li>. . . tale meccanismo permane fino a due mesi di età, poi è sostituito dal CONLERN system che supporta l’acquisizione e l’apprendimento di un adeguato meccanismo di elaborazione dei volti. </li></ul>
    9. 9. Face processing in Autism <ul><li>Da alcune ricerche basate sul report parentale e sull’osservazione emergono comportamenti sociali atipici in bambini successivamente diagnosticati autistici: </li></ul><ul><li>scarso contatto visivo </li></ul><ul><li>incapacità di seguire lo sguardo </li></ul><ul><li>assenza dell’uso sociale del sorriso </li></ul><ul><li>scarsa espressività </li></ul><ul><li>scarsa responsività alla voce genitoriale </li></ul><ul><li>scarsa partecipazione ad attività e interazioni </li></ul><ul><li>scarsa predisposizione all’imitazione </li></ul><ul><li>relazione tra mancanza di interesse sociale e atipicità nel face processing? </li></ul>
    10. 10. Face processing in Autism <ul><li>Langdell study (1978) </li></ul><ul><li>CHI: </li></ul><ul><li>Bambini autistici e adolescenti (QI 60.3 e 63) </li></ul><ul><li>Gruppi di controllo corrispondenti per età cronologica e mentale </li></ul><ul><li>COMPITO: </li></ul><ul><li>identificare i volti di loro pari parzialmente coperti che rielevano diverse aree facciali </li></ul><ul><li>RISULTATI: </li></ul><ul><li>Gruppo dei bambini autistici mostra una performance meno accurata rispetto al gr.di controllo; </li></ul><ul><li>Il gr. degli adolescenti risulta equamente accurato rispetto al controllo; </li></ul><ul><li>Entrambi più accurati del controllo quando le parti rivelate del volto erano quelle inferiori </li></ul>
    11. 11. Face processing in Autism <ul><li>...Langdell study (continua) </li></ul><ul><li>Quindi </li></ul><ul><li>La performance generale dei bambini autistici è simile al gr. di controllo, ma diversa nella sua distribuzione; </li></ul><ul><li>quella degli adolescenti è generalmente più accurata. </li></ul>
    12. 12. Face processing in Autism <ul><li>...Langdell study (continua) </li></ul><ul><li>CONCLUSIONI: </li></ul><ul><li>Il gruppo di controllo non mostra alcun miglioramento con l’età; </li></ul><ul><li>l’elaborazione cognitiva del volto nei soggetti con ASD sembra basarsi sulla decodifica delle sue componenti parziali. </li></ul><ul><li>! Ciò non implica però un’alterazione delle abilità cognitive nell’elaborazione globale, </li></ul><ul><li>ma </li></ul><ul><li>un diverso percorso attraverso una scansione e elaborazione delle parti </li></ul>
    13. 13. Face processing in Autism <ul><li>Dall’osservazione di filmati: </li></ul><ul><li>soggetti con ASD: </li></ul><ul><li>minor tempo di fissazione sugli occhi e max sulla bocca, </li></ul><ul><li>strategie meno efficaci, max attenzione a dettagli meno significativi (orecchie, attaccatura dei capelli) rispetto a quelli più rilevanti (occhi, naso, bocca) </li></ul><ul><li>Ma </li></ul><ul><li>quando passano dalla scansione periferica del volto a quella interna, il tempo è lo stesso </li></ul>
    14. 14. Face processing in Autism <ul><li>Gross (2004) </li></ul><ul><li>Il deficit più importante nell’autismo è rappresentato da un fallimento nella percezione di segnali sociali e nella comprensione delle altrui emozioni </li></ul>
    15. 15. Face processing in Autism <ul><li>Gross (continua) </li></ul><ul><li>Bambini autistici mostrano ridotte capacità di riconoscimento delle emozioni e nella corretta attribuzione delle emozioni alle rispettive immagini facciali </li></ul><ul><li>(l’attribuzione tende a basarsi su aspetti irrilevanti quali dimensioni, accessori..) </li></ul>
    16. 16. Face processing in Autism <ul><li>Grossman et al. (2000) </li></ul><ul><li>Soggetti con sindrome di Asperger la comprensione delle espressioni facciali è analitica e verbale piuttosto che olistica e intuitiva </li></ul>
    17. 17. Electrophysiological Indices of Face Processing <ul><li>EEG: elettroencefalografia </li></ul><ul><li>MEG: magnetoencefalografia </li></ul><ul><li>Il potenziale elettrico e magnetico registrato sullo scalpo informa sui processi cerebrali coinvolti nella elaborazione cognitiva e riconoscimento del volto </li></ul><ul><li>Le diverse caratteristiche spazio temporali riflettono livelli diversi nell’ elaborazione... </li></ul>
    18. 18. Conclusioni <ul><li>L’ipotesi secondo cui un’alterazione nel face processing in individui con ASD è dovuta ad un deficit nel riconoscimento del volto non è supportata da studi empirici; </li></ul><ul><li>gli autistici tendono ad elaborare la percezione del volto basandosi su dettagli specifici, ma possono modificare questo naturale orientamento se espressamente indicato; </li></ul><ul><li>i potenziali misurati ERP (= event related potentials ) differiscono rispetto a quelli dei gr. di controllo; </li></ul><ul><li>la versatilità e le abilità del face processing nei soggetti autistici sono state sottostimate </li></ul>
    19. 19. Sitografia: <ul><li>http://riesenhuberlab.neuro.georgetown.edu/research.html </li></ul><ul><li>http://bmi.epfl.ch/page64718.html </li></ul><ul><li>http://brainimaging.waisman.wisc.edu/AutismWeb/Studies.html </li></ul><ul><li>http://scienceblogs.com/cognitivedaily/2005/07/what_are_you_looking_at.php </li></ul><ul><li>http://www.nature.com/nature/journal/v410/n6831/fig_tab/410890a0_F1.html </li></ul><ul><li>http://phineasgage.wordpress.com/2007/05/07/early-split-in-processing-of-faces-and-their-expressions/ </li></ul><ul><li>http://www.bu.edu/phpbin/news-cms/news/?dept=1127&id=41272 </li></ul><ul><li>http://metaresearch.org/solar%20system/cydonia/2001_Face/Preliminary.asp </li></ul><ul><li>http://www.cs.columbia.edu/cg/publications.php </li></ul><ul><li>http://www.nefy.ucl.ac.be/facecatlab/resProject/N170.htm </li></ul><ul><li>http://vrlab.epfl.ch/~alegarcia/VHOntology/long.html </li></ul>

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