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Progetti di recupero raddoppiati in tre anni, ma solo il 3% delle abitazioni italiane è green

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Da "Casa 24 Plus" del Sole 24 Ore del 17 April 2013.

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Progetti di recupero raddoppiati in tre anni, ma solo il 3% delle abitazioni italiane è green

  1. 1. 20/04/13 Progetti di recupero raddoppiati in tre anni, ma solo il 3% delle abitazioni italiane è green - Il Sole 24 OREwww.casa24.ilsole24ore.com/art/mercato-immobiliare/2013-04-17/progetti-recupero-raddoppiati-anni-115331_PRN.php 1/2Stampa larticolo Chiudi17 aprile 2013Progetti di recupero raddoppiati in tre anni, masolo il 3% delle abitazioni italiane è greendi Michela FinizioIl mercato delle costruzioni rallenta sensibilmente, ma nel frattempo i progetti di sviluppo green sono increscita. In particolare, stando al campione internazionale McGraw-Hill Construction delle imprese dicostruzione, la quota di quelle aventi in portafoglio oltre il 60% di progetti di trasformazione urbana sostenibile(green projects) risulta raddoppiata dal 2009 al 2012 (rispettivamente 13% e 28% di imprese) e si prevede cheraddoppierà ulteriormente entro il 2015 (51% di imprese).Lo rileva la ricerca «Abitare Verde: tendenze in atto e futuri driversi di mercato» realizzata da Nomisma ePentapolis, che sottolinea come tale crescita caratterizzi trasversalmente i Paesi considerati avanzati e quellicosiddetti in via sviluppo. A fine 2012, gli investimenti destinati al settore residenziale in Italia ammontano a 69,6miliardi di euro, di cui ben 44,8 miliardi relativi ad interventi di manutenzione straordinaria, in cui rientranoinvestimenti in retrofit energetico e riqualificazione del patrimonio abitativo esistente.A tal proposito, Cresme ed Enea hanno stimato che, grazie al sistema di agevolazioni fiscali del 55% per lariqualificazione energetica, a dicembre del 2011 era stato attivato un volume complessivo di 1,4 milioni diinterventi, per un controvalore di investimenti pari a 17 miliardi di euro (in media 12.150 euro per singolointervento) che ha registrato una rilevante attivazione di economia a basso contenuto esportativo stimabile inoltre 50mila nuovi posti di lavoro nei settori delledilizia e dellindotto (dalle fonti rinnovabili alla domotica, dagliinfissi ai materiali avanzati).Lattenzione allambiente e alla salute costituiranno sempre di più i fattori trainanti del mercato immobiliare. Sullabase di una selezione di alcune caratteristiche "green" (caldaia di ultima generazione, infissi ad alte prestazionienergetiche, isolamento muri esterni, elettrodomestici a basso consumo, riduttori flusso dellacqua, riciclo delleacque e utilizzo di materiali non nocivi alla salute) è stato ricostruito lidentikit "abitativo" delle famiglie italiane.Solo il 3,2% già possiede tutti i requisiti "verdi", il 24% invece non ha ancora nessuna delle caratteristicheselezionate. A fronte di un 12,1% in reale cammino verso pratiche a basso impatto, fa da contraltare un 60,7% difamiglie dove sono riscontrabili solo sporadiche attenzioni alle prestazioni energetiche e ambientali della propriacasa. Ad attenuare tali distanze sono le caratteristiche anagrafiche dei profili descritti, secondo cui i giovaniconnotano maggiormente le famiglie eco, mentre gli over 65 quelle black o grey. «Ad oggi, quindi - affermaMassimiliano Pontillo, Presidente di Pentapolis - le pratiche di green building cominciano ad essere una realtà,il mercato italiano può contare su una domanda in veloce crescita, anche se ancora non in grado di imprimereuna reale conversione al settore e a tutta la filiera, ma il cui orientamento inizia a pesare».Infatti, tra i fattori determinanti nelleventuale scelta di unabitazione – trascurando le variabili cruciali diprezzo e localizzazione – risulta principalmente la classe energetica delledificio (22,8% delle famiglie) e latipologia nuova o ristrutturata dellimmobile (19,5%) occorre sottolineare come il 15,1% ponga attenzioneallutilizzo di materiali non nocivi alla salute e il 14,7% alla presenza di impianti di energia rinnovabile. Stessoorientamento hanno le dichiarazioni degli italiani relative agli interventi strutturali che intendono realizzare nelleabitazioni. Se negli ultimi anni le famiglie hanno privilegiato interventi sugli infissi (10,5%) o sulle caldaie(12,0%) – soprattutto grazie al ricorso agli incentivi fiscali – nei prossimi mesi preferiranno interventi perlisolamento termico dei muri esterni (cappotti e coibentazioni) o per "bonificare" le proprie mura domestiche damateriali considerati nocivi per la salute (intonaci vecchi, materiali trattati, etc) o anche per dotarsiautonomamente di impianti di energia rinnovabile.«Anche in Italia, quindi – continua Pontillo – in un quadro di progressivo deterioramento del contesto sociale edeconomico, emerge un nuovo ciclo nelledilizia orientato al rinnovo del patrimonio disponibile con lutilizzo ditecniche di bioedilizia già da tempo sperimentate sui mercati globali di riferimento». La necessità di interveniresul costruito è giustificata dalla vetustà del patrimonio immobiliare, in particolare nei centri urbani di maggioridimensioni. ) e dalla breve vita degli impianti. Sembrerebbe, quindi, non esserci più alcun alibi per nonriconoscere la nascita di una richiesta di mercato che spinge rapidamente il settore a rendere visibili, misurabilie verificabili due fattori essenziali: qualità e sostenibilità.17 aprile 2013

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