Seminario FIMIT SGR 2010 - Intervento Paolo Crescimbeni al Seminario FIMIT 2010

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Seminario FIMIT SGR 2010 - Intervento Paolo Crescimbeni al Seminario FIMIT 2010. Tema principale dell'edizione 2010 del seminario di FIMIT SGR Fondi Immobiliari Italiani e' stato: "ITALIA: PIAZZA DEL REAL ESTATE EUROPEO ?"

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Seminario FIMIT SGR 2010 - Intervento Paolo Crescimbeni al Seminario FIMIT 2010

  1. 1. Buongiorno, benvenuti a Castel Monastero e grazie per aver accettato il nostro invito. Anche quest’anno Fimit ha voluto organizzare un momento di riflessione, un meeting, per condividere alcune considerazioni sulla congiuntura che stiamo attraversando e per affrontare il tema dell’attrattività del nostro mercato verso gli investitori internazionali. E proprio partendo dalla positiva esperienza dello scorso anno dove nel seminario 2009 mettemmo a confronto le proposte degli investitori istituzionali italiani per uscire dalla crisi, quest’anno discuteremo con gli investitori istituzionali esteri, presenti o interessati al nostro Paese. Lasciatemi esprimere un ringraziamento particolare proprio agli ospiti internazionali presenti qui a Castel Monastero che hanno risposto al nostro invito per discutere dell’Italia e dello stato degli investimenti esteri nel nostro Paese. Il loro punto di vista nella sessione di questo pomeriggio ci aiuterà a comprendere come viene percepita l’Italia a livello internazionale, quali sono i punti di forza e di debolezza del nostro mercato, soprattutto in questa fase di post crisi dove è sempre più difficile definire politiche di investimento con interessanti riscontri economici. In particolare, cercheremo di capire se in effetti l’Italia possa essere definita o meno una piazza emergente del mercato del real estate europeo, dopo i crolli che abbiamo registrato nel corso dell’anno passato in termini di prezzi e
  2. 2. volumi di scambio in mercati maturi del nostro continente come quello spagnolo o inglese. Subito dopo questo mio saluto, cercheremo di fare chiarezza su alcuni aspetti del sistema Italia in termini di regole, finanza, governance e infrastrutture, partendo dalla relazione introduttiva che terrà a breve il Rettore dell’Università Bocconi, Professo Guido Tabellini, grazie per essere qui Professore, a cui farà seguito una tavola rotonda con personalità di rilievo del nostro Paese che ci aiuteranno a comprendere vizi e virtù del nostro mercato domestico. Il nostro Paese è un Paese difficile da comprendere e da raccontare. E’ complicato da comprendere per chi vive una realtà più dinamica della nostra, con tassi di crescita più elevati, con livelli di quasi piena occupazione e con complessi normativi più semplificati del nostro. Ma è altrettanto complesso da raccontare per le nostre profonde contraddizioni, per l’atipicità della nostra struttura produttiva, per la consapevolezza delle straordinarie capacità e potenzialità di cui siamo dotati. E ancor di più in questa fase, dove una grande Paese manifatturiero come il nostro, basato su un sistema di piccole imprese, tradizionali e spesso legate alle reti dei distretti industriali, sia riuscito durante e dopo la crisi a sostituire alla sua capacità di innovazione e ricerca una nuova propensione a sviluppare prodotti di gamma elevata
  3. 3. e ad alta specializzazione e a tenere meglio il colpo della crisi. Il nostro Paese è entrato nella crisi con un sistema creditizio solido e famiglie poco indebitate, al contrario di Paesi nostri competitor con dimensioni industriali maggiori ma anche con un alto livello di debito privato e bolle immobiliari di notevoli dimensioni. Il Paese “formica” insomma che ha sconfitto i paesi “cicala” dalle grandi economie, con tassi di crescita a doppia cifra, ma in realtà con economie precarie e non sostenibili nel lungo periodo. Cercheremo appunto di fare un po’ di chiarezza proprio su di noi e lo faremo con il vostro contributo sperando di offrirvi proprio a partire da questa occasione un’idea migliore sulla competitività dell’Italia. E nell’augurare a tutti un buon lavoro lasciatemi solo fare un’ultima considerazione, a cui tengo particolarmente: Fimit, a dieci anni dalla sua nascita è oggi la Società di Gestione del Risparmio leader in Italia nel settore dei fondi comuni di investimento immobiliare. Gestiamo risparmio per conto di 55.000 risparmiatori retail e oltre 50 investitori istituzionali che hanno investito nei nostri 13 fondi immobiliari. Gestiamo oltre 5 miliardi di € di patrimonio. Il nostro azionariato è composto essenzialmente da investitori istituzionali tra i quali anche importanti fondi di investimento internazionali.
  4. 4. E’ proprio a partire da questi investitori internazionali, nostri clienti, dai continui confronti che abbiamo con loro sulle diverse politiche e opportunità di investimento, che abbiamo deciso di coinvolgerli direttamente in una discussione aperta, alla luce del sole, anche rischiando impietosi confronti o aspre critiche, ma offrendo la possibilità di un approfondimento su alcuni aspetti cruciali della nostra organizzazione economica, finanziaria e politica. Pur essendo consapevoli che il nostro Paese attraversa da tempo notevoli problemi di crescita e competitività, a nostro parere soprattutto dopo la crisi dei mercati dello scorso anno, l’Italia ha anche mostrato un notevole livello di tenuta del suo mercato mostrando agli investitori internazionali interessanti opportunità di investimento, soprattutto in campo immobiliare. Certi che il confronto e l’analisi siano sempre una buona strada da perseguire, speriamo di offrire qualche nuovo interessante spunto di riflessione e di recepire nuove idee intelligenti per proporvi sempre nuovi prodotti competitivi. Grazie per l’attenzione, lascio ora la parola al Rettore Tabellini che ringrazio ancora per aver accettato di aprire questi nostri lavori. Buon lavoro

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