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Reporting per segmenti nelle amministrazioni pubbliche
 

Reporting per segmenti nelle amministrazioni pubbliche

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Il reporting per segmenti nella programmazione e nel controllo di gestione delle amministrazioni pubbliche

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    Reporting per segmenti nelle amministrazioni pubbliche Reporting per segmenti nelle amministrazioni pubbliche Presentation Transcript

    • http://www.startupmedlab.it Il reporting per segmenti operativi nella programmazione e nel controllo di gestione delle amministrazioni pubbliche (ottobre 2013) Prof. Domenico Nicolò Università Mediterranea di Reggio Calabria domenico.nicolo@unirc.it http:/www.startupmedlab.it domenica 20 ottobre 2013
    • http://www.startupmedlab.it Il reporting per segmenti operativi nella programmazione e nel controllo di gestione delle amministrazioni pubbliche (ottobre 2013) Prof. Domenico Nicolò Università Mediterranea di Reggio Calabria domenico.nicolo@unirc.it http:/www.startupmedlab.it domenica 20 ottobre 2013
    • Schema lezione • Concetti introduttivi: – – – • • • • • • • • La scarsità di risorse finanziarie ha accresciuto la rilevanza dei sistemi di controllo di gestione nelle AA PP I riflessi della carenza informativa sulle scelte di gestione strategica ed operativa (scelte esternalizzazione, gestione dei rapporti con le partecipate, scelte allocative delle risorse tra i centri) La problematica della “non controllabilità” dei costi dei centri che svolgono le funzioni generali, dei centri di spesa e dei centri di costo discrezionali La definizione della “mappa” dei centri di responsabilità Le tipologie di “centro” di responsabilità La scomposizione nello “spazio” nella programmazione e nel controllo di gestione I fondamenti della definizione dei segmenti oggetto di reportistica La scomposizione nel “tempo” nella programmazione e nel controllo di gestione Tempo e performance aziendale L’integrazione delle dimensioni “spazio” e “tempo”: il reporting intermedio per segmenti Il reporting per segmenti intermedio nella comunicazione esterna Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • Schema lezione • • • • • • • • • La necessità di adeguare l’attuale sistema informativo delle AA PP Le ragioni alla base dell’estensione dell’oggetto del reporting ai servizi resi dalle partecipate e della sua pubblicazione Il ruolo dei sistemi di coordinamento, integrazione e sincronizzazione dei processi interconnessi I lead time di processo L’efficienza dei Lead Time di processo Problematiche che ostacolano l’adattamento reciproco: una possibile soluzione La necessità di neutralizzare gli effetti distorsivi dei risultati derivanti dalle traslazioni di oneri e proventi tra centri L’analisi degli scostamenti dei costi variabili, dei costi fissi e dei ricavi Il processo di progettazione del sistema Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • La definizione della “mappa” dei centri di responsabilità • • • • • la definizione della “mappa dei centri di responsabilità” è il presupposto fondamentale del controllo di gestione scaturisce da un processo di scomposizione degli obiettivi dei piani e dei programmi in sotto-obiettivi la cui realizzazione secondo preordinate condizioni di efficienza, economicità ed efficacia è demandata a distinte unità organizzative gli scostamenti (o varianti) tra i valori di budget e quelli consuntivi dipendono essenzialmente dalla dinamica delle molteplici variabili interne ed esterne (o di ambiente) che influiscono sulla gestione e sui risultati l’architettura della mappa dei centri di responsabilità deve essere coerente con l’articolazione delle operazioni e dei processi di gestione la struttura organizzativa di base adottata come modello di divisione del lavoro, inoltre, deve essere coerente con l’articolazione della gestione in centri Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • Le tipologie di centro di responsabilità - Centri di costo Centri di spesa Centri di ricavo Centri di profitto Autonomi Semi-autonomi Fittizi Centri di investimento Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • La scomposizione nello “spazio” nella programmazione e nel controllo di gestione • • • La scomposizione (o segmentazione) della gestione aziendale “nello spazio” ossia per sottosistemi corrispondenti a centri di responsabilità, costituisce uno dei presupposti fondamentali delle analisi delle determinanti dei risultati aziendali Se riferite soltanto all’unitario sistema aziendale, infatti, dette analisi non pongono in luce le eventuali inefficienze, diseconomie e sub-ottimizzazioni che si possono manifestare in alcuni centri, giacché esse tendono a compensarsi reciprocamente nei risultati di sintesi In mancanza di informazioni così disaggregate, quindi, è possibile continuare a svolgere una data attività, senza sapere che essa genera oneri e accresce la durata complessiva dei processi senza contribuire positivamente alla creazione di valore Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • I fondamenti della definizione dei segmenti oggetto di reportistica • • i segmenti oggetto di reportistica devono essere definiti in corrispondenza con i centri di responsabilità di risultato impegnati nella realizzazione dei distinti servizi (o a famiglie di servizi omogenei) rivolti all’esterno e all’interno dell’ente, siano esse interni all’ente ovvero alle aziende controllate ll management pubblico e la comunità amministrata, seppur per scopi diversi, necessitano di conoscere l’andamento economicofinanziario delle combinazioni produttive impegnate nella realizzazione dei servizi Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • La scomposizione nel “tempo” nella programmazione e nel controllo di gestione • Per mettere a fuoco l’influenza del passato sulla gestione in atto e su quella futura, è necessario effettuare la scomposizione della gestione nel tempo per poter determinare risultati intermedi riferiti a frazioni dell’esercizio annuale Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • “Tempo” e performance aziendale • • • La dimensione “tempo” esprime una delle determinanti i risultati Il tempo è un flusso oggettivamente misurabile, non un calcolo effettuato servendosi di convenzioni contabili. L’orientamento a minimizzare i tempi di svolgimento dei processi e di risposta al cliente/utente è una strategia meta-aziendale che favorisce il miglioramento continuo Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • L’integrazione delle dimensioni “spazio” e “tempo”: il reporting intermedio per segmenti • • Il sistema informativo a supporto dei processi di programmazione e controllo e di quelli di gestione della performance aziendale dunque, deve assumere entrambe le dimensioni, lo spazio e il tempo appunto, come profili d’osservazione privilegiati per cogliere così le relazioni, anche nel loro divenire temporale, tra i risultati dei sottosistemi aziendali e quelli dell’azienda nel suo insieme Il reporting per segmenti, articolato in corrispondenza ai servizi e redatto con cadenza infra-annuale, coniuga queste due prospettive (lo spazio e il tempo appunto) fornendo un’unitaria dimensione d’osservazione spazio-temporale della gestione aziendale: l’unica che pone in evidenza le relazioni tra l'andamento dei suddetti sottosistemi aziendali e quello dell'azienda nel suo insieme, tra i risultati conseguiti e quelli attesi Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • Il reporting per segmenti intermedio nella comunicazione esterna • • • • La pubblicazione dei report per segmenti con cadenza infraannuale assume anche un’importante funzione di completamento della comunicazione rivolta alla comunità amministrata. I cittadini, infatti, grazie a detti report possono conoscere il divenire temporale dei risultati dei distinti servizi, compararlo con i livelli quali-quantitativi dei medesimi In mancanza di informazioni con un tale grado di disaggregazione non è possibile formulare giudizi fondati sulla qualità dell’azione amministrativa dell’ente e delle sue controllate I report per servizi oggetto di pubblicazione devono presentare un grado di dettaglio inferiore rispetto a quelli impiegati per finalità di controllo di gestione. Un eccesso d’analisi della comunicazione esterna, infatti, non ne ridurrebbe l’intelligibilità Standard contabile internazionale ad hoc: l'IPSAS 18-Segment Reporting • • Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • Le ragioni alla base dell’estensione dell’oggetto del reporting ai servizi resi dalle partecipate e della sua pubblicazione • • Le amministrazioni pubbliche devono esercitare il controllo di gestione anche sui servizi e sulle attività esternalizzate e informare la comunità amministrata sul loro andamento economico-finanziario. Queste esigenze si pongono almeno per le seguenti ragioni: – – – a) i cittadini attribuiscono all'ente la responsabilità dell’onerosità e dei livelli qualitativi e quantitativi dei servizi, ancorché esternalizzati b) i risultati economico-finanziari delle società controllate si ripercuotono sull'economia dell’ente pubblico c) le eventuali diseconomie, inefficienze e sub-ottimizzazioni della gestione di un dato servizio o attività svolti da una società affidataria del medesimo, sia essa interna o esterna al gruppo pubblico, influenzano negativamente i risultati dell’ente e i livelli qualitativi e quantitativi dei servizi pubblici erogati alla collettività Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • La necessità di adeguare l’attuale sistema informativo delle AA PP • • • In conseguenza delle esternalizzazioni, buona parte dei servizi pubblici è oggi realizzata da (o in collaborazione con) società partecipate Per effettuare il reporting per segmenti, quindi, è necessario estendere il perimetro del sistema informativo oltre i confini giuridico-formali dell’ente, per acquisire così i valori economici e finanziari relativi ai suddetti servizi svolti in collaborazione [Hopwood] con le partecipate Ne deriva una carenza d’informazioni e una riduzione del grado di controllabilità (nel senso di influenzabilità) di importanti variabili da cui dipendono i risultati dell’ente e il grado di soddisfazione dei bisogni della comunità Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • L’approccio per “processi” quale complemento necessario all’approccio per “centri” e per “funzioni” Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • L’approccio per “processi” quale complemento necessario all’approccio per “centri” e per “funzioni” • L’approccio per processi implica: – – – – Uno spostamento del focus da “che cosa viene prodotto” a “come viene prodotto”; Il miglioramento del grado di soddisfazione dei clienti, anche interni (centri utenti), deve essere l’obiettivo fondamentale del programma di innovazione dei processi Realizzare il massimo coordinamento tra le funzioni (approccio trans-funzionale) e l’estensione dell’area del controllo oltre i confini dell’azienda (soprattutto per i processi logistici e di servizio ai clienti). Nelle amministrazioni pubbliche numerosi processi coinvolgono addirittura enti diversi Se si riesce a ridurre la durata dei processi di produzione ma non anche quelli con essi interconnessi, i benefici sono limitati. L’incremento della velocità di produzione può intasare la fluidità del complessivo ciclo produttivo/ distributivo ( “colli di bottiglia”) Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • La definizione della “mappa” dei processi • • La definizione della “mappa dei processi” e l’individuazione dei responsabili devono essere funzionali alla soddisfazione del cliente/utente Raramente i processi seguono le linee di autorità/responsabilità della struttura organizzativa, ma attraversano centri e funzioni. È necessario definire, parallelamente alla struttura formale, anche una linea di autorità/responsabilità “per processi”. In caso contrario i responsabili dei processi non possono governarne la realizzazione ed attuare l’innovazione Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • Il ruolo dei sistemi di coordinamento, integrazione e sincronizzazione dei processi interconnessi • • • si rende necessario adottare sistemi di coordinamento, integrazione e sincronizzazione dei processi che realizzano l’interconnessione economica e tecnica tra le aziende che, a qualunque titolo, sono coinvolte nella produzione-erogazione di servizi e/o attività L’importanza di sincronizzare i Lead Time dei processi che interconnettono più centri interni ed esterni per ridurre i tempi d’attesa e, per questa via il c.d. tempo non a valore aggiunto. La condivisione delle informazioni quale presupposto del funzionamento del sistema Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • I lead times di processo • • • • Tempo intercorrente tra l’inizio dello svolgimento di una attività o di un processo e il primo apparire dei suoi risultati Il lead time di processi è l'intervallo intercorrente fra l'acquisizione degli input il momento di conclusione del processo Ai tempi di realizzazione dell’output atteso da un processo (attività a valore aggiunto) sovente si somma il tempo impiegato nello svolgimento di attività accessorie (attività che non aggiungono valore) Quali sono queste attività che non aggiungono valore? Proviamo ad individuarle insieme Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • L’efficienza dei Lead Time di processo è misurata dal rapporto: • Tempo di svolgimento attività a valore aggiunto Tempo complessivo di svolgimento dei processi • • • • Se il rapporto è pari a 0,10: il 90% dei processi non sta aggiungendo valore Per il miglioramento del rapporto è opportuno ridurre/annullare i tempi di attesa tra i processi sequenziali e quelli impiegati in attività che non aggiungono valore Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • I vantaggi della minimizzazione dei tempi di processo • • • • Miglioramento del servizio reso all’utenza esterna ed interna (altri centri), in termini velocità di risposta e puntualità Minimizzazione delle scorte e dell’immobilizzo di risorse finanziarie nel circolante: questo vantaggio si realizza soprattutto nelle imprese private e pubbliche e nelle aziende pubbliche che prestano servizi all’utenza (ospedali, aziende di trasporto pubblico locale, ecc.) Riduzione del fabbisogno finanziario Flessibilità Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • Problematiche che ostacolano l’adattamento reciproco: una possibile soluzione • • • La naturale resistenza alla condivisione delle informazioni tra aziende distinte, costituisce sovente un ostacolo il cui superamento presuppone la piena comprensione dei benefici che ne possono derivare. disomogeneità del linguaggio che rende difficile una comunicazione efficace tra le aziende Una soluzione possibile a tali problematiche può derivare dall’attribuzione ad un unico soggetto (o team) della responsabilità del monitoraggio di questi processi interconnessi nel loro fluire da un’organizzazione all’altra. Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • La necessità di neutralizzare gli effetti distorsivi dei risultati derivanti dalle traslazioni di oneri e proventi tra centri • • • • Frequentemente avvengono traslazioni di oneri e proventi (o benefici) dagli enti locali, alle loro partecipate, alle società affidatarie di servizi, alla pubblica amministrazione allargata, ai cittadini e viceversa Dette traslazioni, frutto di decisioni politiche, inevitabilmente inficiano la significatività dei confronti tra i risultati conseguiti dai distinti segmenti in differenti esercizi e frazioni d’esercizio Per ovviare a tale problema è necessario misurare questi effetti e indicarli nella reportistica rivolta all’interno e all’esterno Per questa via, il management e la comunità potranno valutare correttamente l’andamento nel tempo della performance dei distinti segmenti e compararla con i livelli qualitativi e quantitativi dei servizi prestati Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • L’analisi degli scostamenti dei costi variabili e dei ricavi • • • non può essere effettuata ponendo semplicemente a confronto le grandezze di budget con quelle consuntive rilevate dalla contabilità generale. Se i costi variabili effettivi superano quelli preventivi, infatti, ciò non implica necessariamente che si sia operato in condizioni di inefficienza. Infatti, mentre il costo standard è calcolato sulla base dei volumi di produzione programmati, il costo consuntivo risulta dal prodotto tra il costo unitario e i volumi di produzione effettivi. Per poter esprimere un giudizio sull’efficienza attraverso l’analisi degli scostamenti è necessario, quindi, rendere omogenee le grandezze poste a confronto. A tal fine si utilizza una grandezza denominata “importo standard”, calcolata moltiplicando il costo standard per il volume effettivo di produzione. Soltanto gli scostamenti risultanti dal confronto tra questo importo e il costo consuntivo presentano significato ai fini della valutazione dell’efficienza. Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
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    • L’analisi degli scostamenti dei costi fissi Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
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    • L’analisi degli scostamenti dei ricavi Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
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    • • Lo scostamento complessivo (€ 6.000,00) è dato dalla somma algebrica degli scostamenti di volume (- € 11.500.00), di mix (- € 3.500.00) e di prezzo (€21.000.00). Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • Il processo di progettazione del sistema Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • Il processo di progettazione del sistema • La progettazione e la realizzazione dei sistemi informativi di programmazione e controllo di gestione presuppone il preliminare esame: – – 1. delle caratteristiche strutturali dell’azienda in cui deve essere impiegato e delle attività che essa svolge del fabbisogno informativo degli organi di governo e dei responsabili dei centri Analisi delle funzioni istituzionali e delle attività caratteristiche che l’ente deve svolgere in vista del raggiungimento degli obiettivi e della realizzazione del programmi Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • Il processo di progettazione del sistema • La progettazione e la realizzazione dei sistemi informativi di programmazione e controllo di gestione presuppone il preliminare esame: – – 1. 2. delle caratteristiche strutturali dell’azienda in cui deve essere impiegato e delle attività che essa svolge del fabbisogno informativo degli organi di governo e dei responsabili dei centri Analisi delle funzioni istituzionali e delle attività caratteristiche che l’ente deve svolgere in vista del raggiungimento degli obiettivi e della realizzazione del programmi Scomposizione delle attività per la definizione della mappa dei centri di responsabilità impegnati nella loro realizzazione Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • Il processo di progettazione del sistema • La progettazione e la realizzazione dei sistemi informativi di programmazione e controllo di gestione presuppone il preliminare esame: – – 1. 2. 3. delle caratteristiche strutturali dell’azienda in cui deve essere impiegato e delle attività che essa svolge del fabbisogno informativo degli organi di governo e dei responsabili dei centri Analisi delle funzioni istituzionali e delle attività caratteristiche che l’ente deve svolgere in vista del raggiungimento degli obiettivi e della realizzazione del programmi Scomposizione delle attività per la definizione della mappa dei centri di responsabilità impegnati nella loro realizzazione Definizione dei parametri di misurazione della performance e loro attribuzione ai centri Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013
    • Il processo di progettazione del sistema • La progettazione e la realizzazione dei sistemi informativi di programmazione e controllo di gestione presuppone il preliminare esame: – – 1. 2. 3. 4. delle caratteristiche strutturali dell’azienda in cui deve essere impiegato e delle attività che essa svolge del fabbisogno informativo degli organi di governo e dei responsabili dei centri Analisi delle funzioni istituzionali e delle attività caratteristiche che l’ente deve svolgere in vista del raggiungimento degli obiettivi e della realizzazione del programmi Scomposizione delle attività per la definizione della mappa dei centri di responsabilità impegnati nella loro realizzazione Definizione dei parametri di misurazione della performance e loro attribuzione ai centri Definizione delle variabili, degli strumenti e delle metodologie Prof. Domenico Nicolò domenica 20 ottobre 2013