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  • 1. IL TERZO SETTORE (PARTE 2) K A I R O S V o l o n t a r i p e r l ' e m p o w e r m e n t t e r r i t o r i a l e
  • 2. Fondazione  Tradizionalmente la Fondazione viene intesa come organizzazione creata per la gestione di un patrimonio autonomo destinato e vincolato in modo tendenzialmente perpetuo, al perseguimento di un scopo socialmente rilevante  Il fulcro è rappresentato dall’elemento patrimoniale  La Fondazione è quindi una organizzazione stabile che si avvale di un patrimonio per il perseguimento di uno scopo non economico
  • 3. Fondazione  Il Codice Civile non offre una definizione specifica di Fondazione ma tradizionalmente viene intesa “come un’organizzazione creata per la gestione di un patrimonio autonomo destinato e vincolato, in modo tendenzialmente perpetuo, al perseguimento di uno scopo socialmente rilevante”  Come per le associazioni è necessaria la predisposizione di un atto costitutivo nel quale si esplicita lo scopo - che, chiaramente, deve rivestire il carattere di pubblica utilità - al quale viene vincolato il patrimonio e lo statuto, in cui devono essere previste le norme che disciplinano il funzionamento dell’ente
  • 4. Fondazione  Le Fondazioni si costituiscono con negozio unilaterale, inter vivos o mortis causa  La costituzione per atto tra vivi è possibile solo attraverso un atto pubblico  L’atto costitutivo riunisce in sé tre diversi aspetti:  la volontà di istituire una Fondazione  la disciplina dell’assetto organizzativo  la dotazione del patrimonio
  • 5. Fondazione
  • 6. Fondazione di Partecipazione  La Fondazione di Partecipazione, costituisce un modello atipico di Fondazione, che formalizza l’evoluzione che l’istituto ha subito nel corso degli anni  Nella Fondazione di Partecipazione, sono presenti:  L’elemento personale tipico degli enti associativi  L’elemento patrimoniale tipico delle fondazioni
  • 7. Fondazione di Partecipazione  La Fondazione di Partecipazione nasce dalla crisi della fondazione “tradizionale”, che essendo caratterizzata da una struttura chiusa, non permette l’adesione di nuovi soggetti successivamente alla sua costituzione  Questo istituto consente di sintetizzare il principio della “porta aperta” caratteristico degli enti associativi, con l’elemento patrimoniale tipico delle fondazioni  Rappresenta uno strumento adatto alla realizzazione di partnership tra pubblico e privato, profit e non profit, aprendosi all’esterno e diversificando di conseguenza le fonti di finanziamento
  • 8. Struttura  La struttura della Fondazione di Partecipazione consente l’ingresso di nuovi soggetti anche successivamente alla sua creazione, che “peseranno” all’interno della governance in base al conferimento effettuato  Questo consente il mantenimento di una struttura “aperta” senza “trascinare” nella governance dell’ente la democraticità tipica degli enti associativi  Di conseguenza, tutti membri della Fondazione, assumeranno un ruolo all’interno dei meccanismi decisionali della Fondazione, che verrà determinato anche in base al contributo economico che saranno in grado di apportare al Fondo di Dotazione ed al Fondo di Gestione
  • 9. Patrimonio  Come nella Fondazione disciplinata dal Codice Civile, elemento essenziale è il patrimonio  E’ necessario quindi che i soci fondatori conferiscano i fondi necessari per la costituzione del Fondo di Dotazione  Il patrimonio della Fondazione di Partecipazione è costituito: • Fondo di Dotazione (patrimonio vincolato allo scopo) • Fondo di Gestione (gestione ordinaria/cassa)
  • 10. Governance  In merito alla struttura della Fondazione, occorrerà prevedere la nomina di organi “necessari” per la gestione delle attività dell’ente  Oltre al Presidente, sarà necessario nominare un Consiglio di Amministrazione, a cui sarà affidata l’effettiva gestione della Fondazione o E’ possibile ipotizzare inoltre:  La costituzione di diverse assemblee all’interno delle quali far confluire ciascuna categoria di soci  La costituzione di un Comitato Esecutivo  La costituzione di un Comitato Scientifico
  • 11. La Fondazione di Partecipazione
  • 12. Il riconoscimento della personalita’giuridica Presupposti: • Atto pubblico • Patrimonio  Per le persone giuridiche dei Libro I, l’acquisto della personalità giuridica avviene in seguito all’iscrizione nel registro delle persone giuridiche istituito presso le prefetture oppure presso le regioni per gli enti che operano in materie di competenza regionale
  • 13. Nazionale e Regionale  E’ necessario che l’ente, rispetti tutti i requisiti previsti dalla norma e che si dimostri l’esistenza di un fondo di dotazione idoneo al raggiungimento dello scopo  Qualora venga richiesto il riconoscimento regionale, l’entità del patrimonio iniziale può variare a seconda della regione all’interno della quale l’ente svolgerà la propria attività
  • 14. Procedimento  Le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento determinato dall'iscrizione nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le Prefetture  La domanda per il riconoscimento di una persona giuridica, sottoscritta dal fondatore ovvero da coloro ai quali e' conferita la rappresentanza dell'ente, e' presentata alla Prefettura nella cui provincia e' stabilita la sede dell'ente.  Alla domanda i richiedenti allegano:  Atto costitutivo e statuto  Relazione illustrativa attività dell’ente  Documentazione attestante la situazione patrimoniale  Elenco amministratori
  • 15. Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale  Le Onlus costituiscono una autonoma e distinta categoria di enti rilevanti ai soli fini fiscali. Non sono nuovi soggetti ma un contenitore fiscale nel quale possono entrare i vari soggetti giuridici in possesso dei requisiti previsti dalla legge  Possono diventare Onlus:  Associazioni  Fondazioni  Comitati  Società cooperative  Altri enti privati con o senza personalità giuridica
  • 16. Onlus - Settori di Attivita’  Assistenza sociale e socio-sanitaria  Assistenza sanitaria  Beneficenza  Istruzione  Formazione  Sport dilettantistico  Tutela e valorizzazione delle cose di interesse artistico  Tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente  Promozione della cultura e dell’arte  Tutela dei diritti civili  Ricerca scientifica svolta da fondazioni
  • 17. Onlus  Onlus di diritto: Organizzazioni di Volontariato, Cooperative Sociali, Organizzazioni non Governative  Onlus di opzione: Associazioni, Fondazioni, Comitati, altri enti privati con o senza personalità giuridica  Quasi Onlus: Enti ecclesiastici e delle confessioni religiose riconosciute dallo Stato e Associazioni di Promozione sociale
  • 18. Requisiti statutari  Esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale  Divieto di svolgere attività diverse da quelle istituzionali ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse  Divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell'organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre Onlus che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura  Obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse
  • 19. Requisiti statutari  Obbligo di devolvere il patrimonio dell'organizzazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge; l'obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale  Uso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della locuzione "organizzazione non lucrativa di utilità sociale" o dell'acronimo "Onlus“  Disciplinare in maniera uniforme il rapporto associativo escludendo la temporaneità della partecipazione (solo per le associazioni)
  • 20. Iscrizione  La Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate ha 40 giorni di tempo per effettuare i riscontri di rispondenza alla normativa e procedere o meno all’iscrizione delle soggetto interessato all’anagrafe delle Onlus. Decorso tale termine, senza nessuna comunicazione, l’ente si intende iscritto all’Anagrafe Unica delle Onlus  All’esito del controllo, la Direzione regionale iscrive il soggetto interessato all’anagrafe unica delle Onlus e gliene dà notizia oppure comunica allo stesso la mancata iscrizione, evidenziando i motivi in base al quale è formulato il diniego. Le comunicazioni sono notificate all’interessato entro il termine di 40 giorni dal ricevimento della comunicazione
  • 21. Iscrizione  E’ previsto un allungamento dei termini del controllo preventivo, qualora l’ufficio della Direzione regionale inviti l’organizzazione a fornire chiarimenti, in ordine alla rispondenza dei dati e delle attività comunicate ai presupposti di legge  In tale ipotesi l’organizzazione interessata dispone di 30 giorni per fornire la risposta e la Direzione regionale è tenuta a comunicare l’esito del controllo nei 20 giorni successivi alla scadenza del predetto termine
  • 22. Impresa Sociale ex lege Una nuova veste giuridica che possa costituire uno strumento di unione per due categorie di soggetti in apparenza dicotomici:  Gli enti senza scopo di lucro del libro I del Codice Civile  Gli enti commerciali del libro V del Codice Civile
  • 23. Definizione e Finalita’  Ai sensi dell’art. 1 del D.Lgs 155/06 la qualifica di impresa sociale è riconosciuta ad “Organizzazioni private, ivi compresi gli enti di cui al libro V del c.c., che esercitano in via stabile e principale, una attività economica organizzata al fine della produzione o della scambio di beni o di servizi di utilità sociale, dirette a realizzare finalità di interesse generale”  Il legislatore ha voluto mettere a disposizione degli enti senza scopo di lucro le regole proprie degli enti commerciali, consentendo ai soggetti già disciplinati dal Codice Civile di svolgere una determinata attività in forma imprenditoriale in alcuni settori prestabiliti dalla legge
  • 24. Settori di Attività  Assistenza Sociale  Assistenza Sanitaria  Assistenza socio-sanitaria  Educazione, istruzione, formazione  Tutela dell’ambiente e dell’ecosistema  Valorizzazione del patrimonio culturale  Turismo sociale formazione universitaria e postuniversitaria  Ricerca ed erogazione servizi culturali  Formazione extrascolastica  Servizi strumentali alle imprese sociali  Acquisicono inoltre la qualifica di Impresa Sociale tutte le organizzazioni che esercitano una attività di impresa al fine dell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e disabili
  • 25. Requisiti essenziali  Svolgimento nei settori indicati dal legislatore  Assenza dello scopo di lucro  70% attività commerciale  Divieto assoluto di distribuzione degli utili  Denominazione “impresa sociale”  Limiti retribuzione dipendenti/amministratori  Bilancio Sociale
  • 26. Innovazione: il Trust Onlus  Il Trust è un istituto nato nei sistemi di common law, che ha trovato riconoscimento nell’ordinamento giuridico italiano a seguito dell’adesione del nostro paese alla Convenzione dell’Aja del 1 luglio 1985  Un soggetto disponente si spoglia della proprietà di alcuni beni, e li pone sotto il controllo di un amministratore, al quale spetta l’obbligo di amministrarli nell’interesse dei beneficiari
  • 27. Il Trust: I soggetti coinvolti  Settlor il soggetto che si spoglia dei beni e li conferisce nel Trust  Trustee il soggetto, nominato dal Settlor, che amministra i beni  Protector il soggetto che vigila sull’operato del Trustee  Beneficiaries i soggetti che beneficeranno dei beni conferiti nel Trust
  • 28. Il Trust $
  • 29. Il Trust  E’ possibile quindi rintracciare nella prassi numerose tipologie di trust, in quanto la sua struttura può essere adattata, di volta in volta, alle esigenze concrete delle parti, anche al fine di fornire una tutela ad interessi e posizioni giuridiche che, altrimenti, non troverebbero protezione in nessun altro strumento presente nell’ambito del nostro ordinamento giuridico.  Il Trust é uno strumento estremamente elastico che, oltre ad essere funzionale alla protezione di «interessi privati», può essere utilizzato anche per il raggiungimento di finalità di «interesse generale».
  • 30.  L’atto istitutivo deve contenere espressamente, tutte le clausole di cui al comma 1, art. 10 del D.Lgs. 460/97 (es. divieto di distribuzione degli utili, obbligo di impiegare gli avanzi di gestione per il raggiungimento delle finalità istituzionali, obbligo di redigere il bilancio, etc.etc.)  In ogni caso lo scopo del Trust deve caratterizzarsi o per le sue finalità solidaristiche, rivolte comunque nei confronti di soggetti svantaggiati meritevoli di solidarietà sociale, o per la sua rilevanza artistica, scientifica, o ambientale a vantaggio della collettività Il Trust Onlus
  • 31. Dal punto di vista fiscale gli enti non lucrativi possono assumere tre differenti configurazioni tributarie: Ente non commerciale Onlus Ente commerciale Ordinamento fiscale
  • 32. KAIROS V o l o n t a r i p e r l ' e m p o w e r m e n t t e r r i t o r i a l e