Your SlideShare is downloading. ×
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Thanks for flagging this SlideShare!

Oops! An error has occurred.

×
Saving this for later? Get the SlideShare app to save on your phone or tablet. Read anywhere, anytime – even offline.
Text the download link to your phone
Standard text messaging rates apply

Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata

473

Published on

Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata

Convegno energie rinnovabili Regione Basilicata

Published in: Technology
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total Views
473
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
1
Actions
Shares
0
Downloads
6
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

Report content
Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
No notes for slide

Transcript

  • 1. ATTI DEL CONVEGNO Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? tenutosi a Potenza, c/o il Park Hotel, il 20 luglio 2012. Il convegno è stato promosso da Regione Basilicata Dip. Attività Produttive, Politiche dell’impresa, Innovazione Tecnologica Marcello Pittella - Assessore Dip. AAPP, PI, IT Regione Basilicata Michele Vita - Direttore Generale Dip. AAPP, PI, IT Regione Basilicata Vito Marsico - Dirigente Ufficio Energia Dip. AAPP, PI, IT Regione Basilicata in collaborazione con Sviluppo Basilicata SpA Società finanziaria e di sviluppo in house alla Regione Basilicata unico azionista Raffaele Ricciuti – Amministratore Unico Sviluppo Basilicata SpA Marco Ponzio – Direttore Business Unit Sviluppo Basilicata SpA Sponsor EDISON – EDP RENEWABLES – ENEL GREEN POWER – ERG RENEW FRI-EL GREENPOWER – GAMESA – RWE INNOGY ITALIA – SORGENIA – VERONAGEST Coordinamento editoriale Annamaria Verrastro Referente Comunicazione Business Unit Sviluppo Basilicata SpA Design Diego Calocero - Potenza Sbobinamento interventi e foto Video Systems Broadcast Soc. Coop. - Potenza Stampa Tipografia Grafiche Zaccara - Lagonegro Finito di stampare nel mese di ottobre 2012 su carta certificata FSC certificazione internazionale che garantisce che la materia prima utilizzata proviene da foreste dove sono rispettati rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. ____________________________________________________ Dip. Attività Produttive, Politiche dell’impresa, Innovazione Tecnologica Via Vincenzo Verrastro, 8 – 85100 Potenza Sede legale ed operativa: Via Centomani, 11 - 85100 Potenza Ufficio di Matera: Rioni Sassi, Recinto I Fiorentini - 75100 Matera Per informazioni Sviluppo Basilicata SpA T. +39 0971 50661 - F. (Pz) +39 0971 506664 - F. (Mt) +39 0971 506655 – info@sviluppobasilicata.it - www.sviluppobasilicata.it
  • 2. quali prospettive? ATTI DEL CONVEGNO 20 LUGLIO, POTENZA FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI quali prospettive?
  • 3. ringraziano gli SPONSOR ringraziano gli SPONSOR AGGIUNGERE LOGHI che hanno permesso, con il contributo offerto, l’ottima riuscita del convegno “Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive?” tenutosi al Park Hotel di Potenza il 20 luglio 2012. I costi dell’evento e di atti regionali sono stati integralmente coperti dalle sponsorizzazioni senza esborso di denaro pubblico.
  • 4. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? INDICE Prefazione Vito De Filippo .............................................................................8 Presidente Regione Basilicata INTERVENTI PARTE I ......................................................................................11 Saluto del Sindaco di Potenza Vito Santarsiero ....................................13 Moderatore: Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Introduzione Marcello Pittella ...................................................................17 Ass. Dip. Attività Produttive, Politiche dell’Impresa, Innovazione Tecnologica Regione Basilicata Relazione introduttiva Michele Vita .......................................................22 Dir. Gen. Dip. Attività Produttive, Politiche dell’Impresa, Innovazione Tecnologica Regione Basilicata Davide Tabarelli ..............................................................................................32 Presidente Nomisma Energia “Scenari e politiche energetiche” Cristina Martorana .......................................................................................38 Esperta di diritto amministrativo ed energetico, Studio Watson, Farley e Williams “Evoluzione del Quadro Normativo Nazionale e Regionale. Criticità e prospettive” Elio Manti ........................................................................................................45 Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare “Green–Economy nell’ambito degli investimenti in tema di efficienza energetica” Chiara Vergine ................................................................................................51 Responsabile Connessioni Terna | 5 |
  • 5. INTERVENTI PARTE II......................................................................................57 Piero Lacorazza ...............................................................................................59 Presidente Provincia di Potenza Giovanni Campeol .........................................................................................65 Docente di Valutazioni Ambientali, Università Iuav di Venezia “Aspetti metodologici delle valutazioni ambientali” Antonio Martini .............................................................................................72 Direttore dell’Ufficio Nazionale Minerario per gli idrocarburi e le georisorse MISE “Strategia per lo sviluppo della geotermia nell’ambito delle Fonti Energetiche Rinnovabili” Andrea Gilardoni ...........................................................................................78 Docente in Economia e Gestione di Impresa, Università Bocconi di Milano “Impatto delle energie rinnovabili nel tessuto sociale ed economico” Vincenzo Viti ...................................................................................................83 Ass. Dip. Formazione, Lavoro, Cultura e Sport Regione Basilicata Giandomenico Marchese ............................................................................88 Direttore Generale Società Energetica Lucana SpA Monica Cataldo ..............................................................................................93 Responsabile Vettoriamento e Misura Direzione Territoriale Rete Enel Puglia e Basilicata Conclusioni Vito De Filippo .....................................................................100 Presidente Regione Basilicata °°°°° Presentazioni dei relatori (slides) ............................................................109 Scenari e politiche energetiche .............................................................111 Davide Tabarelli Energie rinnovabili: un tuffo nel futuro ............................................118 Cristina Martorana | 6 |
  • 6. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Regione Basilicata: lo sviluppo delle rinnovabili .......................................122 Chiara Vergine Strategia per lo sviluppo della geotermia nell’ambito delle FER .........126 Antonio Martini Impatto delle energie rinnovabili nel tessuto sociale ed economico...135 Andrea Gilardoni Relazione del Direttore Generale SEL SpA ...................................................143 Giandomenico Marchese Connessioni di produttori - Gestione delle richieste di connessione alle reti in BT e MT ...............................................................................................150 Monica Cataldo °°°°° Interventi dal pubblico ..........................................................................................157 Vitantonio Iacoviello ..............................................................................................158 Presentazione di Ares - Alternative and renewable Energy Sources - Battipaglia Opportunità tecnologiche: gassificazione di biomasse legnose impianti ibridi ........................................................................................160 °°°°° Foto evento ..............................................................................................................167 Strumenti di comunicazione ...............................................................................171 | 7 |
  • 7. Prefazione La politica energetica riveste un ruolo fondamentale nella società contemporanea, la sua funzione è essenziale in tutti i principali settori dello sviluppo economico e sociale. Nelle società del ventunesimo secolo l’approvvigionamento di energia sicura, sostenibile ed economicamente conveniente, determina in misura consistente la prosperità delle popolazioni influenzando la disponibilità di beni e servizi e la competitività dei sistemi produttivi. In questo contesto l’Unione Europea si è posta una serie di obiettivi ambiziosi per garantire che i futuri sistemi energetici siano puliti, sicuri, economicamente convenienti e sostenibili. Recentemente, con la Tabella di marcia per l’energia 2050, l’UE ha individuato le sfide da affrontare per ridurre entro il 2050 le emissioni di gas a effetto serra dell’80-95% rispetto ai livelli del 1990, assicurando al contempo la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e la competitività dei sistemi produttivi. Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi un ruolo fondamentale è svolto dalle fonti rinnovabili di energia che, oltre a contribuire in maniera diretta alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, consentono di diversificare le fonti di approvvigionamento energetico, aumentandone in tal modo la sicurezza e migliorando la competitività dei sistemi produttivi con la creazione di nuove attività imprenditoriali, aumento dell’occupazione, crescita economica e opportunità di esportazione. Ovviamente il tema dell’energia costituisce una priorità delle politiche della Regione Basilicata. Il Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale, coniugando una analisi qualitativa e quantitativa dello stato di fatto con fondate ipotesi di sviluppo, definisce gli obiettivi e gli strumenti dell’azione dell’Amministrazione regionale in campo energetico. La strategia energetica regionale è volta al riequilibrio del bilancio energetico attraverso il contenimento della domanda e lo sviluppo dell’offerta energetica endogena favorendo la diffusione di tecniche e tecnologie finalizzate al risparmio energetico ed alla produzione di | 8 |
  • 8. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? energia e biocarburanti a partire da fonti rinnovabili. Particolare attenzione è rivolta alle potenzialità di sviluppo di filiere produttive energetiche da fonti rinnovabili, promuovendo la crescita di imprese operanti nel campo della produzione di energia e della componentistica energetica. In questa prospettiva la Regione Basilicata ritiene essenziale attivare attorno al comparto energetico un circuito virtuoso che, valorizzando le risorse disponibili in loco, mobiliti le eccellenze della ricerca, dell’innovazione tecnologica, del settore produttivo e delle istituzioni territoriali per favorire la formazione ed il consolidamento di filiere produttive innovative e competitive stimolando la crescita di attività a carattere imprenditoriale nei comparti della produzione energetica, puntando alla formazione di un distretto produttivo specializzato, nella consapevolezza che la razionalizzazione e riconversione del modello regionale di produzione e consumo di energia, secondo modalità sostenibili, fondi le sue possibilità di successo proprio sullo sviluppo di queste innovative filiere produttive. La sfida che la Regione Basilicata si trova ad affrontare consiste nel promuovere un modello energetico locale che, nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati a livello europeo e nazionale, coniughi i bisogni dei cittadini e sostenga al tempo stesso le esigenze di sviluppo degli altri settori economici e sociali al fine di garantire uno sviluppo armonico ed ordinato del territorio nella sua globalità. Lo sviluppo locale non può definirsi tale se causa degrado ambientale e intenso sfruttamento del territorio, deve porsi, al contrario, come riferimento la garanzia della propria sostenibilità, intesa come capacità di soddisfare i bisogni del presente, senza compromettere le possibilità delle generazioni future. Vito De Filippo Presidente Regione Basilicata | 9 |
  • 9. L’evento di cui presentiamo gli atti, ha inteso affrontare ed approfondire il tema delle Fonti Energetiche Rinnovabili e delle relative problematiche con cittadini, operatori economici, studiosi, esperti e mondo politico. Regione Basilicata e Sviluppo Basilicata ringraziano il moderatore e i relatori per la disponibilità, professionalità, i preziosi e qualificatissimi contributi che hanno saputo dare al convegno.
  • 10. La realizzazione del documento ha richiesto vari controlli sul testo. Nonostante ciò, è possibile che il documento non sia privo di refusi. Ce ne scusiamo in anticipo. | 12 |
  • 11. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Buongiorno e benvenuti al convegno FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE? Un incontro che già dal titolo pone una lunga serie di problematiche e di aspettative che in questa mattinata, che si preannuncia ricca e articolata, proveremo ad analizzare e comprendere. Ne parleremo dettagliatamente, infatti, con molti e qualificati esperti, auspicandoci, anche, che, prima dell’intervento conclusivo del Presidente De Filippo, ci sia tempo sufficiente per aprire un piccolo dibattito sui temi emersi nel corso della mattinata. Ma prima di entrare nel dettaglio delle problematiche che il tema pone, chiedo subito al Sindaco di Potenza Vito Santarsiero di accomodarsi qui sul podio per un saluto e per un benvenuto ai relatori e, naturalmente, a tutti quanti voi. Vito Santarsiero Sindaco di Potenza Porto a tutti il saluto della città che mi onoro di rappresentare e, consentitemi di ringraziare, da subito, l’Assessore Marcello Pittella e l’ingegnere Michele Vita per il graditissimo invito rivoltomi ad essere presente qui con voi, stamane. Un incontro particolarmente significativo che ci consentirà di fare il punto su un tema di grandissima attualità, quello delle Fonti Energetiche Rinnovabili, un tema sul quale l’assessorato è fortemente ripiegato e che apre nuovi orizzonti. Non possiamo non sottolineare la qualità dell’azione messa in campo da Marcello Pittella, e stamane grazie anche all’assoluto valore dei relatori, avremo la possibilità di poter entrare nel merito delle questioni nel miglior modo possibile. Ovviamente saluto quanti sono arrivati a Potenza da ogni parte di Italia, da ogni parte della Regione, essendo un incontro aperto a tutti gli operatori per una comune valutazione delle questioni. | 13 |
  • 12. | Santarsiero | Consentitemi anche, nel ruolo di Sindaco e di rappresentante dell’ANCI, di salutare il Presidente dell’ANC piccoli comuni, il Sindaco di Sant’Angelo Le Fratte Michele Laurino e le altre autorità presenti. Il contesto più ampio, Assessore, in cui collocate il vostro incontro, è quello della questione ecologica se vogliamo guardare l’orizzonte più vasto inteso come rapporto tra uomo e ambiente. Sempre più questa questione - che è la questione che ci riporta ad un modello di sviluppo sbagliato, un modello di sviluppo che sempre più mette a rischio quegli equilibri delicatissimi che regolano un pò la nicchia ecologica del nostro pianeta - sempre più la questione ecologica si caratterizza come questione energetica; sempre più si comprende che è la questione energetica la questione che bisogna affrontare per risolvere ed aggredire le grandi questioni ambientali che ha dinanzi a sè l’umanità. Affrontare la questione energetica significa affrontare questioni di produzione, questioni di emissione, questioni di consumo: sono i tre grandi filoni su cui operare. L’Europa guarda alla questione energetica in maniera molto forte; la strategia di Europa 2020, pone le efficienze energetiche esattamente al centro di quella crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva e la questione energetica, la questione dell’efficienza energetica, costituisce una priorità fondamentale, una priorità che oggi comprendiamo sempre di più e che chiede un rafforzamento delle politiche a tutti i livelli ed in tutti i settori. In tale contesto un ruolo importante è proprio svolto dagli Enti locali, Regioni, le nostre città, i nostri comuni, un ruolo fondamentale, primario, da svolgersi per agevolare, promuovere e regolamentare un uso più efficiente dell’energia nei propri territori e nell’utilizzo delle proprie infrastrutture. L’Europa guarda a questo settore con grande interesse. L’Europa, nei nuovi regolamenti strutturali in discussione, quelli che andranno a finanziare il ciclo di programmazione 2014-2020, investe moltissimo nel settore energetico. Il quadro strategico comunitario che detta un pò le linee generali, inserisce esattamente tra le priorità tutti quegli investimenti verso la transizione da una economia ad alto consumo energetico e ad alte emissioni di carbonio ad una economia a basso consumo energetico e a basse emissioni di carbonio. | 14 |
  • 13. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? L’Unione Europea mette a disposizione strumenti finanziari importanti: ENEA l’assistenza energetica europea a livello locale, EF i fondi per le efficienze energetiche, contratti di prestazione energetica, partenariato pubblico privato e così via. Purtroppo, dobbiamo registrare come nel nostro Paese, a fronte di questa azione forte, messa in campo dall’Europa, ci siano delle contraddizioni: da un lato le affermazioni di principio, andare verso l’Europa 2020, andare verso l’ottenimento di quegli obiettivi nel settore energetico che sono obiettivi di carattere strategico, dall’altro un arretramento rispetto alle politiche di sostegno a favore delle azioni che portano a energie rinnovabili, al contenimento del consumo energetico, alla mancanza di una azione di carattere integrato, a politiche territoriali che vanno in quella direzione. È una questione che ci dobbiamo porre molto come Mezzogiorno, in un Paese che produce il 20% di energie da fonti rinnovabili e che, ovviamente è un 20% che auspichiamo possa crescere molto. E dove questo 20% è diventato 100, per il 61 è eolico e per il 24 è fotovoltaico, vede in particolare il Mezzogiorno protagonista. Nel settore dell’eolico, dove il 98% della produzione è tutto nel sud, con regione leader la Puglia, e nel fotovoltaico dove abbiamo una percentuale molto alta, ancora con regione leader la Puglia, noi dobbiamo comprendere che abbiamo esaurito una prima stagione dove le fonti rinnovabili hanno avuto una progressiva crescita grazie all’utilizzo di fondi europei e grazie ad una normativa adeguata di sostegno. Questo ha consentito alle nostre regioni del Mezzogiorno ed anche alla nostra regione, di poter assestare un’adeguata tecnologia, la nascita di imprese, l’avvio di investimenti in ricerche ed innovazioni che sono gli elementi fondamentali per la crescita del settore e la crescita dell’economia locale. Ora che questa stagione si è esaurita e si apre il nuovo ciclo, quello che porta Europa 20-20, ciclo 2014-2020, credo sia interesse fondamentale del Mezzogiorno, aprire un tavolo delle regioni di questa parte del Paese sulla questione del sostegno delle fonti rinnovabili in energia. Una stagione che deve proseguire, che non può vedere il Mezzogiorno fermarsi rispetto ad un percorso di eccellenza che lo vede in una posizione di primazia nazionale e per certi versi, europea e sicuramente mediterranea. | 15 | | Santarsiero |
  • 14. | Santarsiero | Ovviamente la questione energetica investe altri settori: pensiamo alla riqualificazione del patrimonio edilizio, un altro settore molto vasto, pensiamo a tutte le questioni che riguardano il miglior utilizzo energetico delle infrastrutture. Su questo i Comuni, con il Patto dei Sindaci, stanno operando. La città di Potenza ha approvato il suo PAIS e le infrastrutture della mobilità sono chiamate a svolgere un ruolo principale. È evidente che il piano regionale al quale state lavorando non può non tener dentro tutte queste questioni. E da una visione unitaria io credo possa cominciare ad emergere una nuova prospettiva di sviluppo della nostra regione, una nuova visione, una visione che può essere anche di carattere mediterraneo facendo dell’energia il volano di sviluppo e la costruzione del nuovo futuro delle nostre comunità. Grazie e buon lavoro. _____________________ sindaco@comune.potenza.it www.comune.potenza.it | 16 |
  • 15. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Ringrazio due volte il sindaco Santarsiero, perché ha fatto un intervento rapido e al contempo molto efficace e perché ha illustrato perfettamente le implicazioni principali dei temi che ci apprestiamo a trattare, risparmiandomi, quindi, l’incombenza di un’introduzione più dettagliata al convegno. Non manco, tuttavia, di anticiparvi, essendo molti gli ospiti che si alterneranno a questo tavolo, che vedrete anche un pò di movimento, di persone che salgono e scendono, di cavalieri che cambiano. Sono certo che tutto questo via vai non produrrà confusione. Ma anche se dovesse in qualche momento accadere, non dobbiamo dimenticare che non è possibile affrontare le problematiche che le energie rinnovabili pongono da una posizione monolitica, da un unico punto di vista, poco propenso a cogliere le sfumature, le differenze, le molteplicità ad esse connesse. Ma ho preso già troppo tempo e quindi cedo subito la parola all’Assessore Marcello Pittella. Marcello Pittella Ass. Dip. Attività Produttive, Politiche dell’Impresa, Innovazione Tecnologica Regione Basilicata Grazie, noto editorialista del Quotidiano, nonché Docente di Comunicazione all’Università Federico II e alla IULM di Milano. Daniele Pitteri mi consegna, sostanzialmente, dodici minuti. Io ti ringrazio, Daniele, per essere qui, per aver accolto l’invito; la tua presenza rende ancora più prestigiosa questa manifestazione, questa giornata. Due minuti di questi dodici, me lo consentirete, io li devo dedicare ai saluti che non sono di rito, ma piuttosto ad un benvenuto che voglio ovviamente consegnare a tutti i presenti numerosissimi quest’oggi in Basilicata, ed un benvenuto della e dalla Regione Basilicata ai tanti ospiti graditissimi ed in particolare, me lo consentirete, ai | 17 |
  • 16. | Pittella | relatori che hanno aderito all’invito della Regione, per una giornata di approfondimento per noi estremamente importante, io oserei dire “strategica”, sapendo che le loro sono tra le migliori competenze nazionali e internazionali nel settore; sono molto grato e onorato di poter ospitare tanto sapere e tanta conoscenza. Vorrei porgere un saluto affettuosissimo al Sindaco, recupererò anche parte del suo intervento in maniera molto veloce; un saluto affettuosissimo e un grazie ai colleghi Consiglieri regionali Singetta, Navazio, Romaniello che vedo in sala; al Segretario della UIL Vaccaro, ai tanti amministratori, ai tanti imprenditori che hanno voluto partecipare direttamente e indirettamente alla buona riuscita di questa giornata di approfondimento. E un ringraziamento particolare, me lo consentirete, con una sottolineatura di merito che va all’indirizzo del Dipartimento egregiamente diretto dall’Ing. Michele Vita; vorrei rivolgere alla sua persona un affettuoso e calorosissimo applauso, per la qualità e l’impegno che con i suoi collaboratori mette quotidianamente. Così voglio ringraziare i Dirigenti che vedo in sala, dell’Ufficio Energia: Marsico, Rasola, tutti i loro collaboratori perchè attraverso le loro azioni quotidiane noi tentiamo di andare incontro alle tante istanze, anche alle tante ansie che il mondo produttivo e imprenditoriale mette in campo e ci consegna. Ed un saluto ed un ringraziamento a Sviluppo Basilicata che è il braccio operativo della Regione Basilicata in tante azioni, soprattutto quelle legate e dedicate al mondo produttivo, che anche in questa occasione con Raffaele Ricciuti e Anna Verrastro, si mostra essere all’altezza del compito. Prima questione: creare una sostenibilità ambientale, occupazionale e di sviluppo economico che accompagni in parallelo le attività legate alle estrazioni petrolifere e dunque del petrolio e che la Regione si candidi a sostituirlo senza determinare contraccolpi sia nella struttura sociale sia nella struttura socio-economica della stessa. L’incontro di oggi si inscrive, sostanzialmente, in questo solco, recuperando tre necessità: la prima: un approfondimento giuridicoamministrativo, necessario - anche vista la velocità con cui la normativa che sovrintende le fonti rinnovabili viaggia -, la seconda: una responsabilità istituzionale ed amministrativa nell’indicare obiettivi chiari e nel perseguirli in tempi altrettanto certi e celeri; la terza, una partecipazione di programma e di rischio imprenditoriale | 18 |
  • 17. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? da parte della intrapresa di settore. Da qui nasce, è nato, il tavolo di confronto con il mondo delle imprese di settore, da qui la semplificazione amministrativa che abbiamo tentato di mettere in campo con la Legge 8 del 2012 - e annunciamo anche l’approvazione in giunta regionale della modifica della stessa Legge 8 – perché impugnata dal governo nazionale, come tutti sanno, su tre aspetti particolari; noi abbiamo voluto velocemente, come Dipartimento, proporre e approvare in Giunta - oggi passa nelle mani del Consiglio – una nuova versione, sostanzialmente, che introduce un’ulteriore semplificazione per gli impianti fino a 200 megawatts, evitando, sostanzialmente, di sottoporli alla valutazione di impatto. Da qui la sfida che la Regione lancia nel tempo del V Conto Energia, che non rallegra molti, e proietta questa stessa sfida nel dopo V Conto Energia, in un modello che, a mio giudizio, deve essere intelligente, di comunità, nella sintesi virtuosa tra capacità e velocità della comunicazione e della conoscenza, efficientamento energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili e nuova organizzazione del governo di un territorio e delle sue priorità. Cambia l’approccio, innanzitutto della politica su questi temi. Queste sono le basi su cui potremo costruire il nuovo Piano Energetico o avviare la discussione sul nuovo Piano Energetico anche sulla scorta del Burden Sharing, del decreto sul Burden Sharing, quasi a consegnarci una sorta di contraddizione tra nuova missione o ulteriore missione consegnata alla Regione Basilicata e, purtroppo aspetti che stanno sia sull’economico, sia sugli incentivi che sulla metodologia relativa alle soglie e alle aste che creano non pochi problemi; per cui noi dobbiamo correre e dobbiamo saper correre per essere competitivi. Che sia un Piano Energetico che apra ad altre fonti e pensa alla geotermia, sarà anche questo oggetto di una comunicazione che anticipo in Consiglio Regionale, in occasione dell’approvazione dell’assestamento di Bilancio, che proprio il Dipartimento insieme all’Università e agli Enti di ricerca ha messo in campo e costruito proprio sulle nuove politiche e sul nuovo approccio alle politiche industriali delle piccole e medie imprese delle energie in particolare. Che sia un PIEAR questo che rivaluti e riconsideri le attuali soglie rispetto, dall’idroelettrico al mini idro e dalle biomasse alle minibiomasse, avendo noi immaginato, sostanzialmente, Daniele, un approccio che va verso la micro diffusione energetica sul territorio, che | 19 | | Pittella |
  • 18. | Pittella | promuova la realizzazione in aree pubbliche di microimpianti fino a 200 kilowatt per sfruttare i tanti salti idrici di cui siamo sostanzialmente ricchi, nonché piccoli impianti alimentati da biomassa consistente nel cosiddetto “cippato”, ovvero in quelle apposite essenze vegetali, colture dedicate da impiantare in aree incolte o prive di vocazione agricola in senso tradizionale. E che sia un PIEAR che recuperi una importante finalità sul versante del teleriscaldamento, riprendendo in termini anche più concreti e più veloci e operativi, l’idea del Distretto Energetico, o ancora, l’ottimizzazione delle efficienze energetiche delle strutture pubbliche degli opifici industriali. Che sia un Piano Energetico che generi occupazione, per maestranze in senso proprio e per tecnici di primo livello. È nostra la proposta allo studio dei due Dipartimenti, quello delle Attività Produttive e quello della Formazione e Lavoro, di mettere in campo, Daniele, di concerto con i PIEAR nazionali ed internazionali del settore, anche possibilità di approfondimenti, di percorsi professionalizzanti, attraverso l’utilizzo di voucher specifici a sostegno. Che sia un Piano Energetico che viaggi in parallelo al potenziamento della rete di trasmissione nazionale, allo stato sottodimensionato, in un rapporto più virtuoso, più proficuo con TERNA, in un tavolo di concertazione anche molto approfondito e che recuperi alla programmazione lo sviluppo e che metta insieme l’uno e l’altro aspetto per evitare che si compia, sostanzialmente, una sperequazione territoriale e soprattutto perché è evidente al Dipartimento Attività Produttive come a quello dell’Ambiente, come tanti progetti, forse troppi, quelli proposti sono privi di connessione benestariate da TERNA, per cui diventa, sostanzialmente, difficile portarli a casa. E questi in breve, i cinque titoli ai quali, ovviamente si aggiungeranno gli stimoli, i suggerimenti che verranno nel corso del dibattito, delle discussioni, delle relazioni, per una Regione che vuole sintonizzarsi su innovazione e ricerca – lo diceva Santarsiero – e su un modello di città intelligente al quale il nuovo PIEAR deve necessariamente agganciarsi, rimarcando un approccio e una mentalità nuova che incroci velocità amministrativa, merito progettuale, e sua compatibilità territoriale e un bilancio sociale della intrapresa. Io penso che i fondi strutturali 2014-2020 e il programma Horizon 2020 irrobustiscono questo mio e questo vostro convincimento e ci convincono che la strada intrapresa è quella giusta e noi vogliamo | 20 |
  • 19. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? percorrerla facendo sul serio, senza esitazioni, consapevoli che parte significativa del nostro futuro e sviluppo risiedono nella nostra capacità di mettere in campo buone pratiche, sì buone pratiche; alla politica si chiede questo e alla pubblica amministrazione si chiede questo; noi ci siamo, vogliamo esserci, vogliamo lavorare anche insieme, soprattutto insieme a voi tutti, perché la Regione Basilicata possa diventare un pò il fiore all’occhiello di buone pratiche in tema di energia alternativa. Grazie e buon lavoro a tutti. _______________________________ ass.attivita.produttive@regione.basilicata.it www.basilicatanet.it | 21 | | Pittella |
  • 20. Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Ringrazio l’assessore Marcello Pittella, oltre che per il benvenuto che mi ha dato e per le parole, esagerate, che ha voluto rivolgermi, per la competente efficacia del suo intervento e per aver rispettato al minuto i tempi che avevamo prestabilito, cosa che mi consente di indicarlo come esempio da seguire a tutti gli altri relatori della mattinata. Chiedo ora a Michele Vita che, come sapete, è il Direttore Generale del Dipartimento Attività Produttive, Politiche dell’Impresa, Innovazione Tecnologica della Regione Basilicata, di accomodarsi al podio e di prendere la parola. Michele Vita Dir. Gen. Dip. Attività Produttive, Politiche dell’Impresa, Innovazione Tecnologica Regione Basilicata Buongiorno a tutti. Nel rivolgere un saluto e un ringraziamento a tutti i presenti, consentitemi di farne uno particolare alle aziende che hanno sponsorizzato il nostro evento e a Sviluppo Basilicata tutor in house della Regione e più segnatamente all’Amministratore Unico Raffaele Ricciuti, ad Anna Verrastro che insieme a Giovanni Mastronuzzi e Maria Bartolomeo della direzione del Dipartimento, molto professionalmente, direi, e senza trascurare alcun dettaglio, hanno curato gli aspetti organizzativi di questo convegno. Infine un ringraziamento particolare è rivolto all’intero staff dell’Ufficio Energia della Regione diretto dall’Avvocato Vito Marsico con il quale condividiamo momenti di soddisfazione e di angoscia insiti proprio nella peculiarità e nella complessità delle problematiche che quotidianamente la struttura è chiamata ad affrontare. Quando due mesi fa l’Assessore Pittella mi chiese di organizzare un’importante rassegna sul tema delle energie rinnovabili, gli diedi subito il mio assenso, ben sapendo che non si trattava proprio di una | 22 |
  • 21. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? passeggiata. I temi in discussione sono tantissimi e anche complessi, a partire dagli aspetti normativi e regolamentari, a quelli legati alle scelte politiche e programmatiche, senza trascurare gli aspetti legali alla sostenibilità ambientale ed economica che anche i processi di sviluppo delle fonti rinnovabili comportano. L’impatto dei problemi legato allo sviluppo delle FER, in Basilicata è stato lento e progressivo nel tempo. Per certi versi è stato simile allo sviluppo delle attività petrolifere in Val D’Agri e nelle aree territoriali contermini. Difatti, sia in un caso che nell’altro, si è passati dalle prime applicazioni osservate con molto scetticismo, incredulità e magari con molta curiosità da parte dei cittadini, ad una fase, come quella attuale, sicuramente più consapevole e partecipata soprattutto rispetto agli effetti vincolanti e condizionanti che tali attività – mi riferisco sia alle fonti rinnovabili e sia al petrolio – potrebbero indurre nei confronti dell’ambiente e del territorio, magari ipotecandone l’uso e le sue vocazioni naturali. L’attività di sviluppo delle fonti rinnovabili in Basilicata, parte da lontano: il primo strumento di pianificazione energetico in Basilicata che è stato uno dei primi in Italia, vede la luce nel 2001 e precisamente il 26 giugno quando il Consiglio Regionale adottò il piano energetico regionale ancor prima dell’emanazione del decreto legislativo 387 del 2003 che rappresenta il nostro quadro di riferimento legislativo. Il piano ipotizzava scenari a medio e lungo periodo per la realizzazione delle fonti energetiche rinnovabili, in particolare per quella eolica, stabiliva una potenza massima installabile di 128 MW; per le biomasse prevedeva la realizzazione di sei centrali, ciascuna della potenza di 13 MW; nessuna previsione invece per gli impianti idroelettrici. Altri tempi, diremmo ora; col senno di poi. Si sono poi succeduti nel tempo, diversi provvedimenti normativi e regolamentari: la legge regionale 9 del 2007 che nel mentre rinviava all’apposito piano la possibilità di presentare istanza di autorizzazione unica per gli impianti eolici di potenza superiore ad 1 MW, prevedeva la possibilità di realizzare impianti fino ad 1 MW. Subito dopo la Legge Regionale 31 del 2008 che ha previsto la realizzazione di impianti eolici fino a 1 mega ed un numero massimo di cinque aerogeneratori e gli impianti fotovoltaici a terra, prima non | 23 | | Vita |
  • 22. | Vita | consentiti, fino ad 1 MW nelle aree industriali e 500 kilowatt nelle aree agricole. Successivamente la Legge Regionale 42 del 2009, incrementava, invece da 500 kW ad 1 MW, la potenza installata negli impianti fotovoltaici nelle aree agricole. E arriviamo, infine, alla emanazione della Legge Regionale n. 1/2010 che tutti conoscono – è una legge ancora vigente – con la quale è stato approvato il P.I.E.A.R. (Piano Energetico Ambientale Regionale). Il Piano per un verso conferma la possibilità di realizzare impianti da fonti rinnovabili fino a 1 MW mediante DIA, per l’altro verso fissa i limiti per la realizzazione di esercizi di impianti di potenza superiore a 1 megawatt con le seguenti soglie di potenza installabili: per l’eolico fino a 981 MW, per il solare fotovoltaico fino a 359, per le biomasse fino a 50, per l’idroelettrico fino a 48. La potenza installabile totale è pari a 1.438 MW. La legge rinviava ad apposito disciplinare da adottare con delibera di Giunta, sentita la Commissione consiliare competente, la compiuta disciplina dell’iter procedimentale. Come è noto, il disciplinare, successivamente adottato con DGR del 2010, prevedeva che le istanze potessero essere presentate a partire dal 15 gennaio 2011. In tale data vennero presentate ben 150 istanze che oggi sono lievitate ad oltre 300. Quelle risultate procedibili, disaggregate per tipologia a tutto il 12 luglio scorso, sono per l’eolico 157 su 213 pervenute, per una potenza installabile e procedibile di 5242 MW, per il fotovoltaico 48 su 97 per una potenza di 475 MW, per le biomasse 2 su 3 per una potenza complessiva di 51 MW, per l’idroelettrico ancora 2 su 3 per una potenza di 1 MW. Prima dell’avvio del procedimento - dove il rilascio dell’autorizzazione è unica - e quindi, prima ancora della convocazione delle Conferenze dei servizi, sono state convocate le pre-Conferenze, ossia degli incontri con le società proponenti le cui istanze erano risultate improcedibili, allo scopo di individuare, congiuntamente agli interessati al rilascio di valere il nulla osta e conseguentemente velocizzare le procedure per la convocazione della Conferenza dei Servizi. Le Conferenze dei Servizi finora avviate, sono state 105. Negli ultimi mesi sono state rilasciate autorizzazioni uniche per circa 200 MW che non impegnano | 24 |
  • 23. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? le soglie di potenza installabili per la fonte eolica. Mentre sono in via di definizione i procedimenti per ulteriori 200 MW. Tornando all’excursus giuridico e legislativo, va menzionata la sentenza 107 del 2011 della Corte Costituzionale che dichiara l’incostituzionalità della norma regionale che consentiva la realizzazione degli impianti da FER fino a 1 MW mediante DIA. L’efficacia retroattiva di tale sentenza ha fatto salvi i soli rapporti esauriti, cioè la DIA presentata entro il 31 dicembre 2010 e non oggetto di osservazione da parte dei Comuni. Il Decreto Legislativo 28 del 2011 introduce la facoltà per le Regioni di elevare a 1 MW la soglia degli impianti autorizzabili con la cosiddetta PAS (Procedura Abilitativa Semplificata). Lo stesso Decreto stabilisce una serie di limitazioni per gli impianti fotovoltaici a terra, limitando l’accesso agli incentivi statali a quelli non superiori a 1 MW se realizzati in area agricola. Il IV Conto Energia, risalente al 5 maggio dello scorso anno, ha ulteriormente ridotto gli incentivi per gli impianti da realizzare in aree agricole. Con il Decreto 15 maggio 2/12, il cosiddetto Burden Sharing, il governo ha fissato per ogni regione le quote di energia rinnovabile da raggiungere entro il 2020. L’aumento maggiore della quota rinnovabile fra tutte le Regioni, toccherà proprio alla Regione Basilicata, che dovrà passare dall’attuale 7,9% al 33% di energia pulita. Veniamo ora alle vicende più recenti, - mi riferisco alla L.R. n.8 del 2012 e ai Decreti Quinto Conto Energia e al Decreto rinnovabili, pubblicati lo scorso 10 luglio sul supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale. La Legge Regionale n. 8 del 2012, nasce per tener conto delle modifiche normative nel frattempo intervenute, in particolare recepisce i dettami del Decreto Legislativo 28, introduce una generale semplificazione procedurale e la possibilità di incrementare la produzione da fonti rinnovabili. Tanto il Governo quanto i proponenti hanno evidenziato due criticità dell’impianto normativo. La prima concerne l’introduzione della cosiddetta nuova tassa di 10.000 euro, anche per i procedimenti in corso per ogni MW di potenza richiesta fino a 20 MW. La seconda riguarda le modalità di versamento della predetta nuova tassa che unitamente alla previsione preesistente: 50.000 euro per ogni | 25 | | Vita |
  • 24. | Vita | MW oltre i 20 MW dovrebbe essere effettuato in un’unica soluzione entro 90 giorni dal rilascio del provvedimento di autorizzazione. Questi incisivi oneri, al di là delle considerazioni di ordine giuridico, svolte dal governo, sono evidentemente molto penalizzanti per gli operatori del settore. Sia perché, come detto, si applica anche ai procedimenti in corso, sia perché renderebbero più gravose le loro iniziative in un quadro normativo di riferimento, più incerto. E infatti, il versamento di oneri più elevati rispetto a quelli inizialmente programmati, sarebbe insostenibile a fronte tanto della riduzione degli incentivi, quanto dell’alea collegata al sistema delle aste. In altri termini, gli operatori, dovrebbero effettuare un consistente versamento prima ancora che l’impianto sia realizzato e soprattutto senza avere alcuna certezza di risultare aggiudicatari delle quote che saranno messe all’asta. Tutte queste problematiche sono ben note alla Regione che, anche alla luce dell’impugnativa innanzi alla Corte Costituzionale, ha provveduto ad emendare la Legge 8/2012 con un nuovo disegno di Legge Regionale adottato in Giunta qualche giorno fa, in data 18 luglio. La Regione ritiene di superare queste criticità, prevedendo sia l’eliminazione della nuova tassa, sia del sistema di versamento dell’importo corrispondente al progetto di sviluppo locale che, per un verso tenga conto della concreta possibilità da parte dell’operatore di accedere agli incentivi, per altro verso contempli la possibilità di effettuare il pagamento in maniera anche dilazionata previa acquisizione di apposita fidejussione svincolabile progressivamente. Con il medesimo disegno di legge si provvede, inoltre, a limitare l’obbligo della procedura di screaning degli impianti eolici di potenza superiore a 200 kW. Ed invero, mentre prima della Legge 8, tale obbligo vigeva per i soli impianti eolici di potenza superiore a 1 MW, con la predetta Legge l’obbligo era stato esteso a tutti gli impianti eolici a prescindere dalla potenza. La proposta emendativa mira, dunque, a salvaguardare le valenze ambientali e paesaggistiche senza tuttavia appesantire eccessivamente il procedimento per gli impianti di piccola generazione. Tanto in ossequio al principio sancito dalla normativa nazionale di favorire la | 26 |
  • 25. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? cosiddetta generazione diffusa. Vorrei affrontare ora alcune questioni che più frequentemente vengono poste alla nostra attenzione dagli operatori. La prima: è noto che molti degli impianti proposti sono privi dei progetti di connessione benestariati da TERNA. Tale circostanza, come pure è noto, in larga misura è ascrivibile al fatto che TERNA ha investito scarse risorse in Basilicata per il potenziamento della rete. A riguardo la Regione non ha mancato di attivare tavoli informali e di esercitare la propria moral suasion per indurre TERNA a rivedere i propri programmi di investimento nel senso auspicato. Questa azione prosegue e sarà ulteriormente intensificata nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi. Altra questione riguarda l’istruttoria delle istanze di autorizzazione unica, quando si protrae ben oltre i 180 giorni previsti dalla normativa. In proposito non si può fare a meno di evidenziare che il ritardo è in primo luogo ascrivibile alla presentazione in un solo giorno (il 15 gennaio 2011) di oltre 150 istanze a cui ne sono poi seguite altre 160. Né si può sottacere che larga parte di questo lasso temporale è servito per la valutazioni di competenza del Dipartimento Ambiente. Ad ogni buon conto, molti progetti sono ormai giunti a maturazione, per cui, a partire dalle prossime settimane, se non dai prossimi giorni, la Giunta comincerà a rilasciare le autorizzazioni uniche richieste. Il ritardo cui si faceva prima cenno non è peraltro, un’esclusiva della Regione Basilicata, atteso che, come onestamente riferito dagli stessi operatori di settore, in altre Regioni, vedi ad esempio la Puglia e la Campania, il processo autorizzativo è ancora più lento, molto più lento. Fra i temi più delicati del procedimento autorizzativo vi è anche quello delle cosiddette sovrapposizioni; non è questa probabilmente la sede per anticipare soluzioni, ma può essere questa l’occasione per registrare, magari, i punti di vista degli operatori del settore. Conta in ogni caso sottolineare che il tema è fortemente attenzionato, tra l’altro nella consapevolezza per un verso, che lo stesso è complicato dalla maggiore o minore velocità con la quale gli operatori hanno acquisito i prescritti pareri, per l’altro verso, che qualunque soluzione presti il fianco a possibili contenziosi. Gli anzidetti temi assumono valenza ancora maggiore alla luce delle | 27 | | Vita |
  • 26. | Vita | disposizioni contenute tanto nel decreto Burden Sharing quanto negli ultimi due recenti decreti ministeriali. Sono convinto inoltre che il Quinto Conto Energia presenta luci ed ombre, forse più ombre che luci. Sicuramente rappresenta una brusca frenata nella direzione delle fonti rinnovabili, in quella della green economy più in generale. Le osservazioni delle Regioni non sono state accolte nella loro interezza. Accontentiamoci di aver incassato pochissime cose, tipo l’esemplificazione delle procedure per l’iscrizione ai registri, e soprattutto la maggiore attenzione che la norma riserva agli impianti il cui proponente è un Ente pubblico. Questa possibilità è stata proposta e fortissimamente sostenuta al tavolo nazionale di concertazione proprio dalla Regione Basilicata. Veniamo a un’altra questione spinosa del Quinto Conto: la soglia di potenza oltre la quale scatta l’obbligo di iscriversi al registro, ignorata la richiesta imprescindibile delle Regioni che chiedevano di portare da 12 kW a 100 kW il valore limite di potenza. Secondo la versione finale potranno, infatti, accedere agli incentivi, senza passare per il registro gli impianti sotto i 12 kW, quelli tra 12 e 20 che accettino di ricevere una tariffa incentivante decurtata del 20% e quelli fino a 50 realizzati in sostituzione dell’eternit. Esonerati dal registro anche gli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative; quelli a concentrazione e quelli su edifici e terreni della pubblica amministrazione, purchè realizzati con gare d’appalto pubbliche, anche qui con un tetto di spesa di 50 milioni di euro. Con il decreto FER elettriche, è stato alzato di 300 milioni di euro il limite del costo indicativo annuo di tutti gli incentivi per le rinnovabili elettriche ad esclusione di quelli fotovoltaici. Al di fuori del meccanismo dei registri e delle aste, accedono direttamente all’incentivo gli impianti eolici e alimentato da fonte oceanica di potenza fino a 60 kW nonchè gli impianti idroelettrici di potenza nominale fino a 50 kW gli impianti alimentati a biomasse, prodotti di origine biologica e sottoprodotti di origine biologica di potenza fino a 200 e gli impianti alimentati a biogas con potenza fino a 100. Gli impianti per tutte le tipologie di fonti rinnovabili con potenza al di sopra dei 5 megawatt potranno accedere alla tariffa incentivata mediante una procedura competitiva di asta al ribasso. | 28 |
  • 27. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? La graduatoria è formata in base al criterio della maggiore riduzione percentuale offerta. Gli altri impianti che non accedono direttamente agli incentivi non sono soggetti alla procedura d’asta, richiedono la tariffa incentivante, previa iscrizione in appositi registri. Alcune considerazioni, la prima: la frenata allo sviluppo alle fonti rinnovabili in Italia introdotta da questi due recenti decreti, il Quinto Conto e il Decreto Fer electric, sicuramente contrasta con la finalità del Decreto Burden Sharing che fissa le quote regionali di energia da raggiungere nel 2020. La strada è molto in salita, soprattutto per la nostra Regione, costretta a recuperare, - lo dicevamo prima – un gap di partenza molto elevato (33% da recuperare). La seconda osservazione riguarda il fotovoltaico. Una prospettiva, seppure limitata, potrebbe essere rappresentata dai SEU, cioè dai Sistemi Efficienti di Utenza. A livello internazionale c’è già chi si attrezza per investire senza sostegni pubblici. Nella regione di Toledo, la società SOLARIA quotata dalla borsa di Madrid, intende realizzare con i propri moduli, un impianto da 60 MW, investendo 60 milioni di euro. Lo scorso marzo era stata la tedesca Jegher Like Solar ad annunciare l’intenzione di realizzare nell’arco dei tre anni un impianto da 250 MW nella regione dell’Estremadura; lo stesso sta accadendo nella provincia di Cordova, e altri casi ancora. Che cosa significa SEU: se un produttore potesse vendere direttamente l’energia ad una piccola e media impresa con elevati consumi diurni, facendola pagare 0,16, 0,18 euro al chilowatt – che è la tariffa vigente – il suo impianto si ripagherebbe da solo senza bisogno di incentivi. Il futuro delle rinnovabili post incentivi, secondo molti, si ricollegherà in una relazione sempre più stretta tra produzione e consumo di energia. Vendere energia pulita senza passare dalla rete, ma producendola direttamente in loco, è una strada molto interessante; è una possibilità che ovviamente non ci risolverà tutti i problemi. Un’altra considerazione – mi avvio alla conclusione - l’incisiva evoluzione della normativa di settore e le continue innovazioni tecnologiche, che connotano la materia delle rinnovabili, ci stanno inducendo a riflettere sulla opportunità – lo diceva prima l’Assessore – di rivisitare il Piano Energetico adottato nel 2010. | 29 | | Vita |
  • 28. | Vita | Per quanto la rivisitazione non dovrebbe riguardare, in maniera sostanziale, l’eolico, salvo che, per taluni aspetti di carattere procedurale, nel senso della semplificazione. Altre fonti, si pensi in particolare, all’idroelettrico, al geotermico, alle biomasse, necessiteranno, invece di una profonda riconsiderazione, vuoi in termini di elevazione delle attuali soglie, sebbene per impianti di taglia piccola e media, vuoi in termini di finalizzazione, si pensi, ad esempio, al tema del teleriscaldamento, ovvero alla ripresa in termini operativi dell’idea del distretto energetico, o ancora, all’ottimizzazione delle efficienze energetiche, alle strutture pubbliche e agli opifici industriali. In questa prospettiva, l’auspicio della Regione è che si aprano ampi spazi per gli operatori di settore e che gli stessi con il contributo di esperienza e conoscenza possano fornire già in questa fase preliminare, input utili a rivisitare il piano, in un’ottica tesa, tra l’altro, ad attrarre investimenti e ad accrescere la competitività complessiva del territorio, salvaguardandone al tempo stesso e, se possibile, accentuandone le valenze ambientali e paesaggistiche. La Regione, in ogni caso, intende promuovere, di intesa con l’Università, studi, progetti e impianti pilota nei settori dell’idroelettrico, promuovendo la realizzazione in aree pubbliche di micro impianti per sfruttare gli innumerevoli salti d’acqua di cui la nostra Regione è ricca, nonché piccoli impianti alimentati da biomasse, consistenti nel cosiddetto cippato, ovvero in quelle apposite essenze vegetali, quindi, colture dedicate da impiantare in aree incolte o comunque prive di vocazioni agricole in senso tradizionale. Per fare questo, dicevo, è essenziale attivare intorno al comparto energetico, un circuito virtuoso, che valorizzando le risorse disponibili in loco, mobiliti l’eccellenza della ricerca, dell’innovazione tecnologica, nel sottore produttivo e delle istituzioni presenti sul territorio. Concludendo, siamo consapevoli che bisogna pensare ad un vero e proprio modello di sviluppo energetico locale che consenta di contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati a livello europeo e nazionale e al contempo stesso capace di coniugare i bisogni dei cittadini, garantendo uno sviluppo economico e sociale e territoriale armonico e ordinato. Tutto ciò in un contesto locale che prevede la realizzazione di un Distretto Energetico in Val D’Agri e nel prossimo anno il varo della nuova programmazione dei Fondi Strutturali 20142020 che come è noto, destina circa il 60% dell’intera risorsa FESR | 30 |
  • 29. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? alle fonti energetiche rinnovabili, alla ricerca e all’innovazione. Siamo anche consapevoli che per fare tutto ciò non è semplice ma non è neanche impossibile. Una cosa è certa: questa è la direzione che intendiamo imboccare nel futuro prossimo venturo, contando anche e soprattutto sull’apporto di voi tutti. Grazie per l’attenzione. ________________________ michele.vita@regione.basilicata.it www.basilicatanet.it | 31 | | Vita |
  • 30. Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Davvero molto dettagliato questo intervento di Michele Vita, che voglio ringraziare non solo perché ha ricostruito la storia delle politiche ambientali della regione negli ultimi anni, delineando un quadro utilissimo per la nostra discussione, ma – permettetemi un’annotazione personale – per la visione assolutamente fuori dal comune in questo momento in Italia, un paese concentrato sul suo eterno presente, che ha prospettato, indicando una strada da seguire nel futuro. L’indirizzo che prospetta, come avete potuto cogliere dalle sue parole, è quello di chi già sta guardando al dopo Quinto Conto Energia. Non si sofferma sull’attualità, ma guarda avanti e guarda oltre. Un atteggiamento decisamente innovativo nel panorama nazionale delle politiche pubbliche di sviluppo. Prego adesso di raggiungermi qui al tavolo Davide Tabarelli, Presidente di Nomisma Energia; Cristina Martorana, esperta di diritto amministrativo ed energetico; Elio Manti del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; Chiara Vergine, Responsabile delle Connessioni Terna. Approfitto anche per salutare il Senatore Carlo Chiurazzi, che ci ha raggiunto da poco, il Presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza e il Senatore Romualdo Coviello, tutti ospiti, ovviamente, molto graditi. Ma non voglio perdere altro tempo e cedo, quindi, subito la parola a Davide Tabarelli Presidente di Nomisma che ci prospetterà quali sono gli scenari entro i quali le politiche energetiche potranno o dovranno muoversi. Davide Tabarelli Presidente Nomisma Energia Grazie. Spero di essere all’altezza di queste belle presentazioni. È un piacere, è un onore essere tornato in Basilicata, a Potenza, in questa parte di Italia così importante per l’energia, a cui sono particolarmente legato soprattutto per il petrolio. | 32 |
  • 31. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Io devo parlare di scenari energetici e di politica energetica all’interno di un contesto dedicato alle fonti rinnovabili, con una visione globale, mondiale. Vi devo parlare di questi argomenti cercando di collocare il futuro delle rinnovabili nel quadro generale dell’energia che è fondamentale per l’umanità, per l’Italia e per la Regione Basilicata. Parlerò velocemente, in dieci minuti, di tutti questi argomenti. Ricordo che l’energia è una questione fondamentale dell’esistenza umana, di tutti gli uomini; quest’anno è l’anno mondiale dell’energia sostenibile per tutti; un miliardo e mezzo di persone non sanno cos’è l’elettricità; quasi tre miliardi non sanno cos’è l’energia commerciale, cioè le fonti che noi paesi ricchi utilizziamo in abbondanza. Il futuro dell’energia è una tendenza a crescere in maniera sostenuta, perché c’è più gente che vuole energia. Oggi l’80% della domanda di energia nel mondo è coperta da fonti fossili, in particolare il petrolio che è la prima fonte col 31%, seguita dal gas con il 22%, perciò gli idrocarburi, quelli di cui è ricca la Basilicata, coprono ancora il 53% della domanda mondiale. Il carbone, purtroppo, è la fonte che cresce di più e che conta ora per il 27% del totale. Più fossili vuol dire più emissione di CO2, perciò ne deriva l’urgenza di decarbonizzare, da cui tutte le politiche energetiche degli ultimi 30, 40 anni, nei paesi industrializzati, fra cui l’Italia. Che cosa è che spinge sulla domanda di energia nel mondo? Due fattori, volendo sintetizzare: uno, la mobilità delle persone e delle merci, che si scarica soprattutto sul petrolio e sui suoi derivati, e l’altro è l’energia elettrica perché non è una fonte, è un vettore, sono degli elettroni che si muovono, che trasformano l’energia primaria in una forma più versatile per il consumatore finale. Per fare l’energia elettrica possiamo utilizzare più carbone, gas e fonti rinnovabili. Come si collocano le rinnovabili rispetto al resto: i costi di produzione sono stati abbattuti - questa è stata una rivoluzione tecnologica straordinaria - in particolare negli ultimi mesi per il fotovoltaico perché siamo a 50 centesimi per watt per capacità installata, quando siamo partiti nel ‘79 eravamo a 40 dollari – insomma una caduta straordinaria. I costi dell’eolico sono allineati alle fonti tradizionali. Le stime in alcuni casi, offshore nel mare del Nord, parlano di 50 euro per megawattora, contro costi nelle moderne centrali a carbone sotanzialmente intorno | 33 | | Tabarelli |
  • 32. | Tabarelli | a questi livelli. Gli incentivi italiani per le pale offshore sono superiori ai cento, in forte calo, ma la riduzione dei costi è stata straordinaria, forse irripetibile. Gli obiettivi europei, da cui poi partono anche le nostre politiche nazionali, ci impongono di insistere ancora sulle fonti rinnovabili. In questa direzione si muove il nostro conto energia per il fotovoltaico e i vari decreti per le fonti rinnovabili. L’ultimo documento importante dell’Europa è questa Energy European Roadmap 2050 che pone obiettivi estremamente ambiziosi. Abbiamo bisogno di far aumentare le fonti rinnovabili da circa 9-10% dei consumi finali di oggi, verso il 17% al 2020. Voglio farvi notare che altre fonti come il petrolio e il gas sono destinate comunque ad avere un ruolo importante anche in futuro. Gli incentivi di cui sentiremo parlare più tardi del nuovo Conto e del nuovo sistema di incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili per produrre elettricità comportano oneri dell’ordine di 10 miliardi euro all’anno. A livello unitario sono dei valori compresi fra 100 e 300 euro per megawattora che, rispetto a costi in forte calo, consentono ancora buoni profitti. Fino ad oggi il totale della spesa per incentivi è di 23 miliardi euro: quello che abbiamo speso in Italia per le fonti rinnovabili negli ultimi 30 anni, dalla Legge 308 dell’82 che attuava il Piano Energetico dall’81 fino ad oggi. Dal 2011 al 2020 la stima è di una spesa di 100 e oltre miliardi di euro, quello che spenderemo nei prossimi nove anni. Perciò da qui capiamo l’esigenza di dare una frenata nella spesa, ma questo non toglie che ci sia la possibilità di aumentare leggermente i contributi, in quanto i prezzi sono relativamente bassi rispetto all’utilità che l’elettricità dà quando consumata. L’elettricità, un chilowattora, costa 19 centesimi alle famiglie e 2,4 centesimi è la parte dedicata alle rinnovabili che salirà al 3,1 – era 0,9 solo quattro anni fa. È stato un aumento straordinario, ma la gente è disposta a pagare qualcosa in più per aiutare l’ambiente. Dobbiamo essere però più efficienti nello spendere queste risorse finanziarie. La domanda di energia in Italia negli ultimi anni è crollata, perché purtroppo siamo un paese che si sta deindustrializzando e che ora è in recessione. Ricordatevi che esistono delle regole storiche, non tanto economiche, | 34 |
  • 33. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? che dicono che la sostenibilità, prima di tutto, è dare la possibilità alle persone che vivono su un territorio di avere un lavoro e di poter costruire un progetto futuro. E questo si fa storicamente non con i servizi, nè con le Banche o la Finanza, ma si fa con le fabbriche che devono rispettare l’ambiente e devono essere posti dove si fa bene, dove la gente lavora. Noi purtroppo, questo lo stiamo un pò abbandonando; vanno via le fabbriche e c’è meno domanda di energia, da cui il crollo del PIL. Qualcuno vorrebbe misurare la ricchezza con qualcosa di diverso dal PIL, ma è molto difficile. Vedete, è un Paese il nostro che usa ancora molti idrocarburi, e li userà ancora nei prossimi trenta anni perché la mobilità si scarica sui derivati del petrolio e perché l‘elettricità la facciamo col gas. È un posto, l’Italia, dove abbiamo una enorme espansione delle fonti rinnovabili, che abbiamo visto che ci costa caro, ma la gente è disposta a pagare, ma dobbiamo essere più efficienti. Abbiamo un enorme aumento della produzione da fonti rinnovabili. Vi devio un attimo sul petrolio, perché questa è una terra di petrolio – scusate se esagero un pò – ma la considero un pò anche la mia terra, essendo io italiano ed essendo questo un paese con altissima motorizzazione. Abbiamo un consumo di petrolio di 72 milioni di tonnellate che equivale a 1,2 milioni barili giorno. Qua in Basilicata ne stiamo producendo 80 mila barili al giorno e speriamo di aumentarlo a 150 mila, perché noi all’estero abbiamo circa 10.000 pozzi che lavorano per noi, con l’effetto che trasferiamo fuori tutta la ricchezza delle Royalties e della gente che ci può lavorare. Facciamo un regalo ai Libici, ai Sauditi, al mare del Nord dove c’è la Norvegia che è il primo paese al mondo per ricchezza perché hanno un fondo sovrano alimentato con le Royalties da 300 miliardi di euro. Quello della Norvegia deve essere un riferimento, pur sapendo che in altre parti del mondo è una maledizione il petrolio. Parte delle mancate entrate colpiscono soprattuto le regioni. Per la Basilicata le cose sono diverse, in quanto incassa parecchie royalties. Abbiamo visto che a livello nazionale c’è stata una esplosione di incentivi per le rinnovabili e parte delle Royalties da petrolio qua sono già destinate al finanziamento e progetti sulle rinnovabili. Si può discutere sui progetti, come renderli più sicuri, ma poi occorre procedere per creare lavoro, ricchezza, tassazione e royalties per le | 35 | | Tabarelli |
  • 34. | Tabarelli | Regioni, magari anche per i contadini, come fanno negli Stati Uniti. Sentiamo parlare di rivoluzione del gas nel mercato americano, lo shale gas, che qua in Europa non si trova mai, ma una delle ragioni che hanno portato questo è perché i proprietari del terreno hanno diritto a ciò che c’è nel sottosuolo e prendono più soldi. Il futuro delle fonti rinnovabili in Italia è in forte crescita, un’esplosione. Tuttavia, freneranno le fonti come l’eolico e il fotovoltaico, mentre l’esplosione riguarderà soprattutto le fonti termiche, cioè le biomasse. Abbiamo sentito parlare prima che è una cosa fondamentale per una ragione boschiva e montana come la Basilicata, ma questo non è una rivoluzione, è un ritorno al passato, in quanto da sempre si utilizza il bosco per fare energia. Tecnologicamente dobbiamo andare sulla micro generazione perché lo chiede la politica, lo chiede la gente, è la democrazia dell’energia, però la politica dell’energia è questa in tutto il mondo, in particolare nei paesi ricchi come l’Europa. Allora, dobbiamo andare a catturare quelle nuove tecnologie, relative alle basse temperature, nella piccola produzione da biomassa, ma questo lo abbiamo fatto noi nel mondo, in Europa, in Italia, in Pianura Padana, da sempre, cioè utilizzare gli scarti dell’agricoltura o la legna che veniva dalle nostre foreste. E questo però è necessario perché le fonti rinnovabili elettriche hanno già preso abbastanza finanziamenti. Quali le conclusioni: la prima è che la crescita della domanda energetica mondiale non conosce sosta, perché ci sono miliardi di persone che lo vogliono, vogliono stare meglio; questo stare meglio lo porta l’energia, cresce l’utilizzo del carbone, oltre che del petrolio e del gas, ma soprattutto del carbone, che è quello che emette più CO2. La principale causa di questa espansione è la Cina, questo squilibrio, perché esporta tantissimi prodotti che produce a bassi costi, perché ha manodopera che paga 50 euro al mese e perché usa carbone per l’elettricità che usa per fare questi manufatti. E questo è un danno ambientale di cui dobbiamo sempre essere coscienti. Più fossili però aumentano l’emissione di CO2, da cui l’urgenza di fare qualcosa. Abbiamo deciso politicamente di ridurre le emissioni e adesso è anche tardi dire: gli incentivi alle rinnovabili sono costati troppo. Abbiamo preso degli impegni, 17% di rinnovabili al 2020 sui consumi finali, target che è secondo me molto difficile. Anzi, io spero | 36 |
  • 35. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? di non farcela perché vuol dire che il PIL tornerà a salire, così anche i consumi finali di energia. Raggiungere gli obiettivi ambientali perchè stiamo consumando meno. Ci stiamo impoverendo, invece dobbiamo raggiungere gli obiettivi con grande tecnologia. Le politiche europee sono molto ambiziose, imperniate sulle rinnovabili, ma ciò porterà ad una specializzazione dove c’è sole, in particolare nel sud d’Italia, dove si farà più fotovoltaico, si faranno più biomasse, che è una forma di cattura dell’energia solare antica, ma da utilizzare oggi con tecnologia più sofisticata e moderna. È una irripetibile occasione di sviluppo per questa terra, per fare più industria, per fare più tecnologia, per fare più strutture. Grazie. _____________________ davide.tabarelli@nomismaenergia.it www.nomismaenergia.it | 37 | | Tabarelli |
  • 36. Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Con l’intervento di Davide Tabarelli abbiamo iniziato a toccare alcuni dei temi prefigurati da Michele Vita nella sua dettagliata relazione e dall’Assessore Pittela nel suo intervento. Tabarelli ha delineato un quadro molto composito, ma in qualche modo obbligato, in cui le alternative fra cui scegliere sono in realtà poche, così come le strade potenzialmente percorribili. E questo mi pare molto interessante, anche alla luce degli obiettivi già fissati e previsti, e quindi in qualche modo non rinegoziabili, non solo a livello nazionale, ma, soprattutto, sul piano continentale. Oltre a questo, però, mi hanno colpito due elementi su cui probabilmente ritorneremo ancora nel corso della mattinata. Mi riferisco in primo luogo al calo della domanda energetica a seguito del processo di deindustrializzazione che sta interessando da diversi anni il paese e a cui è necessario prestare molta attenzione in una prospettiva di riorganizzazione e sviluppo delle politiche energetiche. In secondo luogo penso alla necessità, direi quasi obbligatorietà, di ricaduta economica che non solo le fonti di energia rinnovabile, ma tutte le fonti di energia, debbono avere sui territori, per le comunità che li abitano e non soltanto per i proprietari dei suoli. Adesso con Cristina Martorana toccheremo un altro tema molto importante in parte prefigurato nella relazione di Michele Vita, ossia l’evoluzione, in materia di energia, del quadro normativo nazionale e regionale. Il titolo che Cristina Martorana ha dato alla sua relazione lo leggete alle mie spalle: “Energie rinnovabili un tuffo nel futuro”. anarotraM anitsirC Cristina Martorana repsE ottirid id at Esperta di diritto ocitegrene de ovitartsinimma amministrativo ed energetico smailliW e yelraF ,nostaW oidutS Studio Watson, Farley e Williams Ovviamente non vi tedierò con una completa ricostruzione del quadro normativo di riferimento. Il titolo del mio intervento è stato volutamente lasciato ampio e generico al fine di garantirne un’opportuna – se | 38 |
  • 37. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? necessaria – modulazione durante i lavori odierni. Invero, al momento della sua definizione, non si sapeva ancora se il decreto FER e quello relativo al Quinto Conto Energia per il fotovoltaico, sarebbero stati approvati; e pertanto non si sapeva se avremmo parlato de iure condendo o de iure condito. Grazie poi agli interventi che mi hanno preceduto, una gran parte del quadro normativo di rilievo è stata coperta; pertanto passiamo oltre e andiamo subito a trattare i punti cardinali attorno ai quali, a mio giudizio, si è mosso ed evoluto il mercato rilevante: il mercato dell’energia e delle fonti rinnovabili. Invero, la liberalizzazione del mercato elettrico, a partire dal decreto Bersani nel ‘99; gli obblighi assunti ai sensi del protocollo di Kyoto; gli obbiettivi da raggiungersi a livello comunitario; la semplificazione normativa; l’articolo 117 della Costituzione per come è stato modificato e riformulato e che riconosce, sostanzialmente, un ruolo rilevante alle regioni in materia energetica; il sistema degli incentivi: costituiscono tutti – nel loro complesso – i cardini (da me detti, i punti cardinali) attraverso i quali il mercato elettrico (in senso atecnico) ha il volto che conosciamo. E se, da un lato, sicuramente questi punti cardinali hanno permesso al mercato dell’energia di arrivare dove siamo e di portarci a discutere oggi di una nuova regolamentazione degli incentivi; di domanda e offerta di energia; di rete infrastrutturale; dall’altro lato, non possiamo non evidenziare che ci sono state delle criticità nel percorso che è stato compiuto e che ha portato sin qui. Non è un tema che tratterò personalmente in questa sede, ma il problema delle infrastrutture di rete - e la Regione Basilicata è una delle regioni che sicuramente risente di questa criticità, laddove per quanto rileva io parlo dell’infrastruttura della rete - è un problema/tema con cui lo sviluppo - in termini numerici e di potenza – degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili si imbatte ed è costretto a confrontarsi. È, infatti, è un dato incontrovertibile, che in regioni dove si è cercato di partire prima, com’è stata la Puglia, ma anche la Sicilia, si è arrivati ad avere un numero di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili autorizzati grandemente superiore a quello che la rete elettrica era capace di ricevere; con tutti i problemi che potete facilmente immaginare legati ad iniziative autorizzate ma – di fatto - irrealizzabili o economicamente in perdita. Forte si è posto quindi il tema di come concertare meglio l’azione regolatoria in modo che si | 39 | | Martorana |
  • 38. | Martorana | muovesse a supporto dello sviluppo del settore dell’energia; in altre parole in modo che lo sviluppo della produzione di energia da fonte rinnovabile e il potenziamento dell’infrastruttura elettrica andassero di pari passo anche al fine di garantire la connessione dei nuovi impianti “in sicurezza”. Altra criticità è legata, dal mio punto di vista, ad una mancanza di reale visione comune (intendi, condivisa) a livello di politica energetica in Europa. Invero, a dispetto degli obiettivi 20-20-20 di cui sempre si parla, per quello che io registro soprattutto adesso che siamo in preda ad una crisi economico-finanziaria forse senza precedenti, non c’è una reale politica comune; forse anche perché, oggi più che mai, tale politica è condizionata da fattori che le sono intrinsecamente estranei, nonché da fenomeni “suggestivi”. Un esempio per tutti il mancato ritorno al nucleare e tutto ciò che ne è conseguito. Il mancato decollo del mercato delle emission treading nonché il mancato reale sviluppo del mercato dell’efficienza energetica sono certamente altri elementi di criticità del settore; come pure è una criticità ciò che sta accadendo in tema di incentivi alle rinnovabili. Ed i decreti appena approvati lo dimostrano. È una storia - quella degli incentivi - che sta per conoscere la parola fine; anche perché, come giustamente appena analizzato, sono talmente diminuiti i costi di produzione, grazie anche allo sviluppo della tecnologia e alla concorrenza, che stiamo quasi arrivando alla grid parity (quella situazione in cui il costo per la produzione di energia da fonte rinnovabile è equiparabile a quello per la produzione di energia da fonte non rinnovabile, o convenzionale). Ma se la parola “fine” gli incentivi la dovevano necessariamente conoscere, è anche vero che, a mio avviso, il “finale della storia” andava scritto in modi e tempi diversi; e, magari, identificando da subito i “benefici” che sarebbero stati riconosciuti ai produttori di energia da fonte rinnovabile per il fatto stesso di contribuire alla attuazione degli obiettivi comunitari e del protocollo di Kyoto. E ciò anche al fine di non bloccare – con effetto immediato, paralizzante e penalizzante – gli investimenti nel mercato rilevante. Ulteriore criticità, a mio giudizio, è costituita dal grosso problema della lunghezza e farraginosità (oltre che conflittualità, causa l’elevato numero di ricorsi e contestazioni da parte delle comunità locali) cui sono soggetti tutti gli iter autorizzatori che si devono seguire per | 40 |
  • 39. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? poter costruire un impianto, o potenziare una infrastruttura ecc. In realtà, come ho accennato, grazie alla semplificazione normativa, le norme per poter arrivare all’emanazione di un provvedimento autorizzatorio in tempi celeri ci sono: l’autorizzazione unica è nata proprio a questo scopo, oltre che per evitare di far gravare sul soggetto che vuole intraprendere queste iniziative imprenditoriali la responsabilità della mancanza di un nulla osta, un permesso, o un parere. Con l’autorizzazione unica, è l’ente competente, la Regione o la Provincia, a seconda dei casi, che si fa coordinatore del procedimento e si preoccupa di riunire tutti i “protagonisti” in conferenza di servizi. Quelle norme, come dicevo, ci sono; ci sono da tempo e, di recente, sono state ulteriormente semplificate. Eppure, è un dato di fatto, che troppo spesso si registra un’incapacità da parte delle competenti amministrazioni (forse anche dovuta alla volontà di cercare di coordinare le varie voci; di concertare le varie opinioni; “di dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte”), di chiudere i procedimenti nei termini di legge. Un’incapacità di applicare nel dettaglio, di seguire pedissequamente, la norma. Il che ha comportato, e comporta, storture di sistema; disincentivo all’investimento; mancanza di certezza del diritto. Ma ritorniamo alla politica governativa in tema di incentivi. Sono io la prima a sostenere che probabilmente è stata fatta in modo sbagliato e con tempi sbagliati; che si è esagerato nel dare troppo senza fare selezione e senza promuovere (i.e. premiare) la tecnologia e le iniziative “meritevoli”. Ma è altrettanto vero che quella politica energetica, quella normativa regolamentare, è stata decisa, voluta ed emanata proprio allo scopo di dare un forte impulso al settore. Non saremmo mai arrivati a questi target in così poco tempo, se non ci fosse stata quella politica. E se vogliamo essere ancora considerati cittadini di uno Stato di diritto che tutela gli affidamenti, è un dato di fatto che non possiamo cancellare tutto con un colpo di spugna. Non è che perché abbiamo “improvvisamente” realizzato che abbiamo dato troppo, che abbiamo permesso investimenti speculativi, che non siamo stati in grado di selezionare le iniziative meritevoli da quelle che non lo sono, che ci possiamo sentire legittimamente autorizzati a tagliare, con efficacia retroattiva, gli incentivi su cui gli investitori hanno fatto affidamento. Non possiamo, e soprattutto, non possiamo farlo come lo stiamo facendo, perché è in gioco la credibilità del | 41 | | Martorana |
  • 40. | Martorana | nostro Paese. Dobbiamo continuare a consolidare l’affidamento che gli investitori hanno fatto e non sacrificarlo a qualsiasi costo. In questo contesto, a chi mi parla di prospettive e mi chiede come vedo il mercato, io rispondo: ci sono delle prospettive, ed è questa la ragione per cui ho sottotitolato l’intervento “un salto nel futuro”; ma a certe condizioni. Sicuramente la grid-parity è una prospettiva; il problema semmai è quello di capire non tanto quando ci arriveremo (probabilmente è una questione di un anno, due, forse tre; sicuramente ci arriveranno prima le regioni del sud); ma è quello di capire se e come intendiamo sostenere chi investe in un’ottica di grid-parity. E lo dobbiamo capire e dire adesso. Oggi il mercato elettrico è un mercato maturo; e lo è anche grazie agli errori fatti. Senza voler essere banale, è un dato di fatto che pur essendosi concretizzate iniziative che sono state solo il frutto di speculazioni o di pura volontà di “cavalcare l’onda”, ci sono molti progetti, e tante iniziative in corso, che hanno portato del reale valore aggiunto (anche in termini economici) e che permettono oggi all’Italia, e anche a questa Regione di avere, ripeto, una certa posizione sul mercato. Le rinnovabili, assieme all’efficienza energetica e al gas, sono “prospettive”. Ma il Governo Italiano non può unicamente focalizzarsi sul taglio agli incentivi; deve soprattutto dare, sin da subito, messaggi chiari e cristallizzare quei messaggi in norme altrettanto chiare, che delineino la strada che si vuole intraprendere per attuare dette prospettive; per attrarre nuovi investimenti nel mercato rilevante; che portano lavoro e fanno girare l’economia. Poche parole sulla Regione Basilicata: l’escursus normativo è stato delineato benissimo dai relatori che mi hanno preceduto. Mi fa piacere aver sentito parlare delle modifiche che intendete approvare rispetto alla recente legge regionale impugnata dal Governo Italiano davanti alla Corte Costituzionale. Non ho avuto ancora modo di leggere la proposta di modifica, ma posso qui sottolineare che è un ottimo messaggio per gli investitori, perché sono testimone del fatto che, soprattutto l’articolo 13 (quello sulle compensazioni ambientali e gli oneri istruttori) aveva creato un po’ di problemi. Vi dirò poi, in una seconda eventuale sezione di questo convegno, se sono stati così bravi da superare tutte le eccezioni di incostituzionalità. Sta di fatto che se questa regione intende dare un forte impulso | 42 |
  • 41. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? allo sviluppo delle rinnovabili e vuole attrarre investimenti nel suo territorio, la questione di legittimità costituzionale può costituire l’occasione per pensare ad un testo unico di norme che raggruppi in se, lo coordini, dandogli una logica, tutte quelle previsioni, incluso anche il piano di indirizzo energetico, rilevanti un materia. Un testo unico che dovrebbe costituire il “manuale di guida” per gli investitori; una specie di vademecum che cerchi di dare una certezza che è quella che va a cercare l’investitore di regole nel momento in cui io vado a investire in un territorio. E non solo. Si parlava prima delle autorizzazioni e delle lentezze e farraginosità burocratiche. A mio giudizio, visto che – come avete detto - avete tutte quelle domande da istruire, e visto che siete in ritardo (e correte il rischio di essere “colpiti” dall’ormai costante orientamento giurisprudenziale alla luce del quale se una Regione o una Provincia ritarda, rispetto ai tempi tecnici, nel rilascio dell’autorizzazione, può essere sostituita da un commissario ad acta e condannata al risarcimento dei danni subiti), fatevi forti delle norme esistenti in materia e iniziate a selezionare. Legge alla mano, cominciate a non istruire tutte quelle richieste autorizzatorie che sono carenti o non redatte in conformità ai requisiti normativi; cominciate a non istruire tutte quelle richieste non corredate dal preventivo di connessione accettato, dalla soluzione tecnica di connessione accettata. Non partire neanche. È inutile perdere tempo a guardare tali istanze; se un’istanza non è presentata come legge richiede non va processata, va eliminata. Punto e basta. E sono sicura che, già grazie a questo semplice suggerimento, dalle 300 e rotte istanze protocollate, non dico che arriverete a portarne avanti metà, ma sicuramente ne scartarete una buona parte. Potrà piacere quello che dico, potrà non piacere, ma è un dato di fatto che solo operando così potrete “eccellere”. Sul Quinto Conto energia, appena approvato, avete sentito già parlare i relatori che mi hanno preceduto, e non mi soffermo. Ma sottolineo solo due cose, che si raccordano con quanto da me sopra detto. Il Governo Monti è un governo di tecnici e insigni professori; adoro i professori, mio padre è un professore universitario (anche se insegna fisica e con l’energia e le rinnovabili non c’entra nulla), ma come i governi che lo hanno preceduto è riuscito a fare un grande pasticcio. Perché non ha solamente ridotto gli incentivi all’insegna | 43 | | Martorana |
  • 42. | Martorana | della sostenibilità, ma operato dei veri e propri tagli, ha approvato un quadro regolatorio non chiaro e denso di procedure inutilmente farraginose, in una parola non si è lasciato guidare dalla chiarezza, certezza del diritto e tutela dell’affidamento. E non solo. Provate a leggervi le norme transitorie che disciplinano il passaggio dal preesistente regime al nuovo, sia nel decreto Quinto Conto energia, che nel decreto FER. Mi auguro che con le termiche facciano meglio, perché tali norme sono “intrise” di illegittimità costituzionale. Vi faccio solo un esempio e poi taccio; provate a leggere l’articolo 1 del Quinto Conto Energia. Leggendolo capirete che il Quinto Conto entrerà in vigore nel momento in cui matureranno certi presupposti (e sappiamo già che entrerà in vigore il 27 agosto p.v). Ad oggi quindi significa che vale il Quarto Conto Energia, giusto? Bene. Alla luce del Quarto Conto Energia, tutti i grandi impianti che non sono listati nel famoso registro A, ma che comunque sono entrati in esercizio, avranno diritto alle tariffe 2013. Perfetto. Peccato che il IV comma dell’articolo 1 ti dice che nel momento in cui il Quinto Conto Energia entra in vigore, il Quarto Conto sopravviverà solo per i piccoli impianti e per gli impianti che sono nel registro A e a certe condizioni (comunicazione fine lavori nei tempi). Allora, se io ragiono con la mente del costituzionalista dico: è una norma che se non letta in modo diverso da come appare, è illegittima. Per cui, siccome in uno stato di diritto questo non dovrebbe accadere, anche se il mio impianto non rientra in quelle due eccezioni, se è entrato in esercizio quando vigeva il Quarto Conto che mi dava diritto alle tariffe 2013 sono a posto. Peccato che – e sono pronta a scommettere che così accadrà – quando il responsabile di quell’impianto andrà a chiedere al GSE gli incentivi nel gennaio 2013, si vedrà respinta la domanda di ammissione. Unica possibile tutela? Un bel ricorso al competente tribunale amministrativo con richiesta di rinvio alla Corte Costituzionale. Probabilità di vittoria? Scarsa. Ditemi voi, io non aggiungo altro. __________________ cmartorana@wfw.com www.wfw.com | 44 |
  • 43. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Grazie alle parole di Cristina Martorana abbiamo introdotto nella nostra discussione alcune questioni di natura normativa decisamente importanti per il peso che hanno sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e, più in generale, del quadro energetico nazionale. Adesso invito, pregandolo di rispettare i tempi che abbiamo stabilito, perché siamo terribilmente in ritardo sulla tabella di marcia, Elio Manti del Ministero dell’Ambiente del Territorio e del Mare, che ci parlerà di green economy nell’ambito degli investimenti in tema di efficienza energetica. Elio Manti Ministero dell’Ambiente e della “La Repubblica” tutela del territorio e del mare Eccoci, grazie buongiorno a tutti sono Manti, Ministero dell’Ambiente, lavoro presso la Direzione Sviluppo Sostenibile Clima ed Energia, porto i saluti del Ministro, che mi ha chiesto espressamente di salutare tutti voi, di salutare l’assessore Pittella che ci ha invitato cortesemente a questa giornata di lavoro. Non propongo slide perché ero certo, ieri in ufficio, che oggi avrei dovuto rivedere, come sta per succedere, tutto il mio intervento in relazione agli interessanti spunti che sono stati dati dall’Assessore direttamente, dal Direttore, dal Sindaco di Potenza. Volevo fare un ragionamento rapido su alcune cose che il Ministero dell’Ambiente sta facendo su questa partita e poi puntare l’attenzione su una delle questioni che il Ministero dell’Ambiente ritiene centrale, nell’idea del Ministro, il collegamento che esiste fra investimenti per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili e la strutturazione e il rafforzamento di filiere locali e quindi la revisione in senso ecologico energetico di una politica industriale che veda la parte delle tecnologie, l’innovazione sull’efficienza sulle rinnovabili centrali, ecco questo è un ragionamento che credo debba essere affrontato con maggiore intensità direi, con più attenzione. | 45 |
  • 44. | Manti | La parte iniziale, la stabilizzazione, il ministro dell’ambiente diciamo è uno dei partner istituzionali che produce le politiche pubbliche, nel campo delle energie, delle fonti energetiche, dell’energia rinnovabile, dell’efficienza energetica. Noi puntiamo alla stabilizzazione ovviamente del quadro normativo per ridurre tutti quei costi ombra che gravano sui quadri economici degli investitori, prima si è detto tempi autorizzativi, l’incertezza sugli incentivi sono deterrenti agli investimenti. Noi insieme al MISE cooperiamo su questa partita, cercheremo di fare meglio più avanti. La stabilizzazione di questo quadro però fa il paio con un altro aspetto che dicevo prima, è molto interessante, è molto rilevante per il ministero dell’ambiente, è stato evocato sia dal sindaco che dall’assessore, cioè una questione di prospettive di programmazione pubblica sulla conclusione dei fondi strutturali e politiche di coesione del periodo 2007–2013. C’è un grande problema, si apre un varco molto interessante sul 2014-2020 appunto credo che i territori come la regione Basilicata devono essere pronti a cogliere tutte le opportunità che in questi settori, l’Unione Europea ci offre. Andremo in un regime di risorse che vengono riprofilate a ribasso anche in sede comunitaria ma abbiamo la possibilità di lavorare con grande attenzione, ci possiamo preparare oggi per il futuro. Il tema con il quale volevo fare un ragionamento con voi è come gli interventi per l’efficienza per l’energia possano effettivamente sostenere una politica industriale a scala regionale. Il problema non è quindi soltanto tecnologia, non è quindi soltanto un problema autorizzativo, ma il vero problema è ripensare le politiche di sviluppo territoriale a partire dagli investimenti in campo energetico, climatico ed ecologico. Scusate, metterei insieme queste tre cose. Ripensare lo sviluppo territoriale, parlerò di questa cosa: lo sviluppo territoriale, nella programmazione 2000-2006, era stato spinto attraverso la progettazione integrata territoriale. La progettazione integrata territoriale prevedeva che fossero dei cluster di amministrazioni locali che si mettevano insieme per fare dei progetti di sviluppo più o meno ambiziosi. La difficoltà probabilmente dei PIT (Progettazione Integrata | 46 |
  • 45. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Territoriale), stava nel fatto che le amministrazioni locali generavano queste coalizioni, questi cluster perché erano delle coalizioni opportunistiche, si mettevano insieme perché dovevano accedere ai finanziamenti che la commissione europea erogava. La prospettiva di vita di un cluster opportunista è molto bassa perché comunque vive soltanto di risorse che vengono dall’esterno. Il ministero dell’ambiente sta lavorando sulla costituzione di smart cities ma in particolare smart communities che è un’evoluzione di smart cities perché tiene dentro tutta la dimensione rurale che detiene asset ecologici, energetici e climatici e li cede ai sistemi urbani per le loro economie. Anche qui abbiamo un problema di aggregazione tra amministrazioni comunali. Perché sono vincenti sulla parte energetica? Qui ritorno al mio ragionamento iniziale, perché è possibile pensare a una politica di sviluppo territoriale, appoggiata sull’architrave efficienza energetica e produzione energetica. È possibile perché tutti i territori sono dotati di asset energetici che vanno rivalorizzati. L’assessore diceva prima le risorse idriche salti miniidro risorse forestali con la gestione forestale, biomassa questi sono asset che devono essere intercettati e devono essere resi disponibili nella produzione di valore e di sviluppo territoriale. L’idea di politiche energetiche che sostengono lo sviluppo, è un’idea praticabile a differenza delle coalizioni opportunistiche, generiamo valore e generiamo risorse per l’economie territoriali. È questa la differenza. Stresso molto questo concetto di politiche industriali da un lato e di politiche di sviluppo locale e sviluppo territoriale appoggiate sugli interventi di produzione ed efficienza energetica. Scusate, evoco sempre, come dire, un pò come un mantra, l’idea dell’efficienza energetica, perché mentre si discute molto della produzione, le tecnologie, i vantaggi dell’economie territoriali derivanti da interventi di efficienza energetica, sono pari se non superiori a quelli della produzione di energia. Farò un esempio molto concreto per gli amministratori locali che sono qui, amministratori anche di piccoli comuni che possono avere vantaggi diretti sulla partita energia, ma questo lo dirò dopo. Dicevo che abbiamo fatto dei veri studi, noi stiamo proponendo | 47 | | Manti |
  • 46. | Manti | nelle 4 regioni convergenti all’interno di un programma che la mia direzione, io stesso, gestiamo nel Poin Energia 2007-2013, stiamo proponendo la costituzione di comunità sostenibili che sono cluster di piccoli comuni che si aggregano, per politiche energetiche climatiche, che devono regolare il loro modello di sviluppo locale, ma di questo si parla, quindi stiamo parlando di politiche di sviluppo da un lato e di politiche industriali dall’altro. La questione spesso evocata, anche oggi gli investimenti nel campo dell’energia, dovranno generare innovazione e occupazione. Questo assioma che così viene, la correlazione sembra così naturale, la correlazione fra investimenti in campo energetico e sviluppo in nuova industria, non è così automatico, c’è un gran lavoro da fare in mezzo. Fin ad oggi per esempio, gli investimenti per il fotovoltaico generavano risorse, come dire ricchezza nei territori. Nel periodo iniziale degli interventi nel fotovoltaico, la ricchezza, i costi che sostenevamo noi per i nuovi impianti, realmente andavano ad alimentare l’economia dei paesi, della Germania, dove lì si producevano, noi abbiamo il problema di sostenere e incentivare la parte di produzione e la parte di efficienza energetica, ma strutturare filiere locali che possano soddisfare la domanda emergente di tecnologie per l’efficienza della produzione. Altrimenti non radichiamo qui la ricchezza, produciamo qui domanda, ma non c’è la parte dell’offerta. Se noi dobbiamo parlare di mercato, bisogna stabilizzare la parte normativa, bisogna incentivare - tra l’altro il ministro dell’ambiente, si dovesse arrivare alla grid-parity, - il ministero dell’ambiente utilizzerà sempre gli incentivi e quindi il sistema di regolazione economico per orientare il mercato di produttori verso tipologie di tecnologie, verso innovazione, verso alcune scelte. La leva della regolazione economica è una leva che le amministrazioni pubbliche continueranno ad avere. Detto questo, noi abbiamo il problema di far restare qui la ricchezza che viene generata. Questo è un problema incisivo, ma l’Assessore, stamattina bene diceva quando ci parlava del raccordo tra le attività produttive, la parte formazione, perché è ovvio che è necessario, esiste la domanda di tecnologie che va soddisfatta con filiere locali. Esiste una domanda di competenze, che deve essere formata qui. Esiste una domanda di nuova professionalità in campo energetico e anche climatico, che va comunque soddisfatta | 48 |
  • 47. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? E allora abbiamo questa revisione, dobbiamo ripensare al modello di sviluppo locale pensando che gli investimenti in campo energetico generano ricchezza. C’è un problema di accesso al credito, sia quando si costruiscono quadri finanziari, sia per l’impresa che per le pubbliche amministrazioni, specialmente se intendiamo lavorare nella prospettiva delle partnership pubblico-private, dobbiamo in qualche modo capire dove andare a prendere questi denari. Il ministro dell’ambiente, è noto, ha attivato questo fondo kyoto, ha attivato questo fondo kyoto deposito e prestiti, 470 milioni per imprese, pubbliche amministrazioni, questo è un fondo di rotazione, questo è un modo per agevolare l’accesso al credito, ma non basta. Una parte sulla quale vorrei, due questioni, dico solo i titoli sennò mi si rimprovera, da un lato c’è la questione del rafforzamento istituzionale, le amministrazioni locali, anche le amministrazioni regionali, devono essere messe nelle condizioni di governare processi complessi. Il processo complesso è da un lato gli investimenti per l’energia, dall’altro ricadute in termini di innovazione, c’è tutto il problema della ricerca, dall’altro lato c’è tutto il problema del sostegno alle nuove imprese, c’è tutto il problema della formazione. Tutte queste questioni devono essere guardate attraverso gli adempimenti normativi e gli obblighi normativi, cioè tutta la questione della programmazione del 2014-2020 che dice - a proposito segnalo soltanto la proposta dell’articolo 28 che è un articolo interessante che dice che sarà promosso un tipo di sviluppo per comunità. Questo è molto interessante, ma ci saranno dei programmi di sviluppo per comunità secondo il modello leader, perché in pratica con i GAL, quello è il modello con il quale potranno essere sostenute le comunità, con cui saranno incentivate. La costituzione di comunità sostenibili energeticamente, climaticamente ed ecologicamente orientate. Il problema del rafforzamento istituzionale è un problema centrale, molto spesso le amministrazioni pubbliche non riescono a governare questi processi, aggiungo che in alcune realtà del mezzogiorno al problema della capacità istituzionale si affianca anche quello della legalità. Molto spesso le amministrazioni pubbliche sono travolte dal fiume di denaro e di incentivi che cadono su quel territorio e si finisce per alimentare l’illegalità. Abbiamo un tavolo su questo con il procuratore antimafia nazionale, | 49 | | Manti |
  • 48. | Manti | è un problema vero, finiamo per incentivare comportamenti illegali. Questo riguarda il direttore Martini che di questo sa molto. L’ultima questione è quella del sistema di governance. Il sistema di governance riprende due questioni, quello della democrazia energetica - faccio l’esempio che volevo fare prima, anzi ne faccio due. Il primo esempio è questo: noi abbiamo la disponibilità di biomassa forestale, molto spesso nei boschi, sono demanio pubblico, sono di proprietà pubblica, quindi la biomassa che ne deriva è di proprietà pubblica, quindi è un bene comune, il problema è da quel bene comune io ricavo energia e quindi reddito per la collettività, come ridistribuisco questo reddito che proviene da un bene che è di tutti, è un problema di governance del bene comune, che è un problema centrale, quindi di democrazia. L’ultimo esempio è quello dell’efficienza energetica: noi stiamo lavorando moltissimo con piccoli comuni e anche con comuni con un migliaio di abitanti. Lavoriamo sul prezzo dell’efficienza energetica, stiamo rifinanziando l’efficientamento energetico nelle scuole, con risorse abbastanza importanti. Le amministrazioni comunali e provinciali riescono ad avere delle economie sulla bolletta elettrica, e ci stiamo impegnando con loro per poterle reinvestire, per la prosperità della comunità, non soltanto per interventi in campo energetico e climatico, ma per la prosperità della comunità, perché vogliamo far vedere questa nostra prospettiva investimenti in campo energia, sviluppo, reindustrializzazione e nuove prospettive per le comunità locali. Grazie. ________________ elio.manti@gmail.com | 50 |
  • 49. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Mentre invito Chiara Vergine ad accomodarsi qui affianco a me, perché ha anche lei delle slide da proiettare, ringrazio Elio Manti che ha ripreso, in una prospettiva nuova, alcuni argomenti già toccati stamattina. In particolare mi hanno colpito due cose: l’enfasi particolare che Manti ha posto sui benefici che devono ritornare alle comunità dall’utilizzo delle fonti di energia - quindi i ricavi derivati dalla produzione di energia devono determinare sviluppo e prosperità per le comunità locali. In secondo luogo Manti, per quanto in maniera non esplicita, ha suggerito e prospettato che il futuro del nostro paese passa da quelli che noi oggi consideriamo territori marginali, periferie. Se saremo in grado di intervenire attivamente per favorire lo sviluppo di questi territori, allora avremo una buona prospettiva di futuro, altrimenti saremo destinati a implodere. Cedo adesso la parola a Chiara Vergine, che ci parlerà dello sviluppo delle fonti rinnovabili, ovviamente dal punto di vista della rete, essendo responsabile delle connessioni di Terna. Chiara Vergine Responsabile Connessioni Terna Buongiorno a tutti. Il mio intervento toccherà tutti i punti su cui stamattina Terna è stata chiamata a rispondere. Innanzitutto il processo di connessione alla rete: molti operatori presenti in sala sanno che Terna è concessionaria del servizio di trasmissione, del dispacciamento dell’energia elettrica e nella sua nuova struttura organizzativa anche della connessione, con la nascita nell’aprile 2012 di Terna Rete Italia, di cui faccio parte, la società incaricata di esercire appunto la connessione. Nel suo ruolo di gestore della rete di trasmissione Terna ha l’obbligo di connettere “chiunque ne faccia richiesta”. | 51 |
  • 50. | Vergine | Il processo di connessione alla rete è abbastanza complesso. È il risultato di una serie di delibere dell’Autorità che si sono susseguite, con esiti più o meno soddisfacenti, finalizzate al miglioramento di un sistema che in alcuni punti resta ancora non troppo chiaro. In particolare, mi sento di affermarlo, nella gestione dei rapporti con le regioni. Trovare un punto d’incontro tra il processo autorizzativo condotto dalla regione ed il processo di connessione condotto da Terna, risulta particolarmente difficile, come d’altronde è emerso nel corso della mattinata. Questa difficoltà, ad oggi, si può risolvere unicamente con la collaborazione attiva tra i vari soggetti coinvolti. Del processo di connessione mi interessa dare rilievo alla sua fase centrale, già evidenziata dal Dottor Pittella questa mattina: quando è richiesto a Terna di fornire il benestare ad un progetto proposto dal titolare dell’impianto di produzione e poter quindi avviare l’iter autorizzativo ai sensi del DLgs 387/03. Facendo riferimento alla slide n. 7 (appendice 1), possiamo vedere il numero di pratiche di connessione alla rete di Terna, ovvero le richieste di nuove connessioni maggiori di 10 MW, ad esclusione di quelle del distributore relative alla regione Basilicata. I numeri mostrano inoltre che sul tavolo dell’ufficio connessioni ci sono richieste per oltre 11 GW - attenzione, non MW ma GW -. Come ha affermato stamattina la Regione, e ripetuto poi, anche il dott. Vita: non tutte queste iniziative di connessione, che pervengono al gestore di rete, sono in realtà procedibili. Anche se per il Codice di Rete e per la procedura di connessione lo sono, per la Regione sono, invece, improcedibili. Un numero così elevato di pratiche attive, tra le quali molte che non hanno motivo di essere processate, determina i ritardi di cui la Regione viene accusata mentre causa disagi e rallentamenti per gli operatori seri. Le potenzialità della fonte eolica in Basilicata sono elevate; la regione ha una grande ricchezza, sia in termini di ventosità (fonte eolica) che di irradiazione solare (fotovoltaico). Una ricchezza che forse non è stata colta in questi anni, a differenza di altre regioni come Puglia e Campania, in cui c’è stata un’esplosione, forse un po’ disordinata, delle rinnovabili. La Basilicata è forse partita con un po’ in ritardo, ma quello che potrà fare, sicuramente lo può fare nel migliore dei modi. | 52 |
  • 51. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Le richieste di connessione sono prevalentemente da fonte eolica, seguite dal fotovoltaico, anche se al momento non sappiamo quanti di questi 1300 MW di richieste di connessioni potranno andare avanti alla luce dei nuovi incentivi e al di là delle potenzialità che il territorio può offrire. È pure vero che per quanto riguarda l’eolico, al momento i 9 GW è un traguardo difficile da raggiungere: in Basilicata sono attualmente installati circa 300/350 MW di eolico ed ha un picco di consumo pari a circa 2.000 MW, relativamente basso rispetto al dato nazionale. Quindi la Basilicata si candida anche a diventare una Regione esportatrice di nuova energia da fonte rinnovabile verso le regioni limitrofe: la Campania in particolare è una regione estremamente deficitaria. La slide n. 8 rappresenta le aree e linee critiche in Italia calcolate secondo la metodologia approvata dall’AEEG 173/11 e pubblicata sul sito di Terna; la Basilicata è area critica anche se ovviamente si parla di “criticità”, tra virgolette, virtuale, legata alle 11 GW di richieste di connessione. Tra queste, come già accennato stamattina, risultano ancora assenti iniziative da fonte idroelettrica. Ci sono stati contatti con alcuni operatori di impianti idroelettrici, per sviluppare iniziative interessanti, che prevedono anche la possibilità di realizzare pompaggi e, in un’ottica di esercizio della rete, il gestore non può che apprezzare. Parliamo dal punto di vista della rete. Il Dott. Pittella ha evidenziato, nel suo intervento, un problema molto importante: la rete in Basilicata è sottodimensionata. È vero: la rete in Basilicata è sottodimensionata, ma lo è perché è stata sviluppata prima da Enel, titolare della rete in alta tensione fino al 2005, poi da Terna in base a quelle che erano le esigenze del territorio. Quindi non c’è una mancanza di volontà, ovviamente, da parte del gestore a sviluppare la rete, ma l’assenza di un input di pianificazione come oggi lo è invece l’incremento di produzione. In questo caso infatti, di fronte alla possibilità di collegare nuova fonte rinnovabile, sono previsti numerosi e importanti interventi di Terna, sul piano delle reti. Nella slide n. 10 vengono rappresentati i progetti riconducibili a fonti rinnovabili. Alcuni sono in uno stato abbastanza avanzato, ad esempio la stazione | 53 | | Vergine |
  • 52. | Vergine | di Aliano, che Terna completerà nei prossimi mesi. Questi sono interventi riconducibili direttamente alla connessione della fonte eolica, ma non c’è solo questo; mi permetto a tale riguardo a chiarire quanto è stato affermato questa mattina. Terna ha un piano d’investimento di circa 4 bilioni di euro nei prossimi 5 anni. Su 4 bilioni di investimenti, per la maggior parte concentrati nel mezzogiorno, in base alle diverse esigenze di ogni singola Regione, oltre 2,5 sono riconducibili alle sole fonti rinnovabili; pertanto non c’è assenza di volontà da parte di Terna di investire nel territorio della Basilicata. Infine altri interventi, riconducibili al piano di sviluppo di Terna, sono già sui tavoli delle regioni interessate. Ad esempio il nuovo elettrodotto 380 KV Aliano-Tito, opera necessaria per consentire alla Regione Basilicata di esportare l’energia rinnovabile prodotta, anche verso la Campania. ___________________ chiara.vergine@terna.it www.terna.it | 54 |
  • 53. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Grazie al quadro che Chiara Vergine ci ha delineato, abbiamo capito due cose: l’importanza della rete importante e gli investimenti che al sud, in particolare in Basilicata, si stanno facendo per costruire reti energetiche. Si tratta di un tema che ci interessa molto, ovviamente. Ma ancor di più deve interessarci un altro elemento emerso dalla relazione di Chiara Vergine: la Basilicata come potenziale esportatore di energia. Un ulteriore importante argomento, fra i tanti toccati in questa prima parte del convegno e su cui penso ritorneremo. Dopo il coffee break, naturalmente. Grazie e a più tardi. _____________________ pitteridaniele@gmail.com www.mohma.it | 55 |
  • 54. “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università a Direttore Generale Società Energetica Lucana SpA Regione Basilicata
  • 55. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Apriamo questa seconda parte con un intervento non programmato, ma che vi preannuncio essere un utilissimo contributo al nostro convengo: il Presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza. Piero Lacorazza Presidente Provincia Potenza a Ringrazio la Regione Basilicata, nelle persone del presidente De Filippo e dell’assessore Pittella, per l’invito rivoltomi e proverò, nell’ultima parte del mio intervento, ad offrire anche alcune proposte che potrebbero tornare utili allo sviluppo del lavoro nei prossimi mesi. Parto dalla consapevolezza che ci troviamo in un contesto di crisi dovuto, in realtà, al fatto che chi ci ha preceduto ha, in qualche modo, consumato più di quanto si poteva. Rispetto a questo dato di fatto, si tratta adesso di ripartire assumendo un profilo etico nei confronti delle nuove generazioni, con la consapevolezza che questo mondo non l’abbiamo ricevuto in eredità dai nostri padri ma preso in prestito dai nostri figli, a cui dobbiamo riconsegnarlo migliore di come lo abbiamo trovato. Tale nuovo profilo etico, assieme alla sostenibilità, può addirittura rappresentare una delle leve possibili per uscire dalla crisi in atto. Sono molto contento delle cose ascoltate fin qui, in particolare dal dr. Manti, perché mi consentono di riprendere, nel mio intervento, un percorso già avviato dal nostro Paese, non solo - come è stato citato - in riferimento al decreto sulle liberalizzazioni dell’allora ministro Bersani, durante il primo governo Prodi, ma anche rispetto alla grande idea di Industria 2015, che in qualche modo si poneva il problema di come mettere in relazione domanda e offerta e la cui paternità è dello stesso Bersani come ministro dello Sviluppo Economico all’epoca del secondo governo Prodi. | 59 |
  • 56. | Lacorazza | Il punto è come costruire una filiera radicata sul territorio, generare opportunità per le imprese e creare nuovi profili professionali, anche attraverso una riorganizzazione della filiera dell’istruzione e della formazione. Il ruolo della formazione, per far incontrare domanda e offerta di lavoro nel settore dell’energia, è un ruolo molto importante e può essere arricchito – ne discutevamo con l’Assessore Viti – da quello dell’istruzione, rispetto alla quale, in particolare per quel che riguarda la formazione tecnico superiore, la Regione Basilicata dovrà compiere scelte significative nei prossimi mesi. La Conferenza di Rio ci ha trasferito una grande difficoltà poiché non è approdata a grandi risultati, tuttavia restano – e chiudo subito la premessa – le grandi opportunità che comunità energeticamente consapevoli, nel quadro normativo europeo, possono offrire a tutti noi. Aggiungo a ciò le grandi potenzialità del Burden Sharing con l’avvio, dal 1 gennaio 2013, della grande asta dei titoli di carbonio che rappresenterà, dal mio punto di vista, una straordinaria possibilità se per tempo saremo in grado di leggerla in termini di sviluppo. Vengo alla Basilicata per non tediarvi e quindi abbrevio di molto gli appunti che mi ero preparato. Penso, in sostanza, che abbia ragione il direttore del dipartimento Attività Produttive Michele Vita - nella parte della sua relazione che ho ascoltato e che immagino sia stata condivisa dall’assessore Pittella e sia parte integrante del suo intervento – nel porre un tema di aggiornamento e di riflessione sul piano energetico e, in particolare, su aspetti che ritengo fondamentali in un contesto che è mutato in termini di regole ed in termini di incentivi, sia per via della lunga gestazione del piano sia per i rapidi cambiamenti intervenuti dopo l’approvazione dello stesso. Aspetti che riguardano, in particolare, il rapporto tra vincoli e mercato. E per essere ancora più chiari e netti il rapporto tra pianificazione o strumenti di pianificazione e investimenti. E’ in corso di redazione il piano paesaggistico regionale che fa riferimento alla legge regionale sull’urbanistica n. 23 del 1999 e la cui attuazione, presentando notevoli ritardi, ci ha messo in difficoltà, determinando scelte nel piano energetico regionale che vanno verso la definizione di tetti di produzione di energia laddove bisognava invece concentrarsi maggiormente sulla ricerca di un punto di potenziale equilibrio tra vincoli territoriali e investimenti. | 60 |
  • 57. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Aggiungo – lo diceva la dottoressa prima, adesso non ricordo il cognome, me ne scuserà – che il rapporto chiaro, netto, pulito, anche per dare maggiore trasparenza agli investimenti, tra vincoli e mercato aiuta la semplificazione delle autorizzazioni, unitamente all’individuazione precisa del chi fa cosa. Questi due elementi consentono una maggiore semplificazione, più velocità e trasparenza degli atti. Il tutto anche con una maggiore certezza per chi investe. Se si aggrediscono questi due punti (rapporto chiaro tra vincoli e mercato e definizione del chi fa cosa), infatti, anche la semplificazione della procedura dall’autorizzazione unica, dal mio punto di vista, può essere di molto alleggerita per dare corpo agli investimenti ed evitare il panico e le difficoltà che le lungaggini burocratiche provocano alle imprese e a chi in qualche modo sta in questo mercato del lavoro. Aggiungo poi un altro elemento da considerare: l’ospitalità dei territori che non è solo un rapporto di vincolo tra territorio e mercato, e di compiti e funzioni tra le diverse istituzioni, ma anche di disponibilità di reti. Il grande mercato sostanzialmente delle prenotazioni – vogliamo chiamarlo un po’ nero, chiamiamolo come vogliamo – è stato un altro elemento di turbativa all’interno degli investimenti, che alcune volte ha provocato ritardi e non ha permesso di cogliere le potenzialità che soprattutto la produzione da fonti energetiche rinnovabili poteva determinare. Quanto al tema dei vincoli nel rapporto tra territori e investimenti, questi vincoli a mio avviso possono essere appesantiti o alleggeriti se si costruisce un patto, lo chiamo così, tra istituzioni e investitori, perché i grandi impianti o sono avvertiti come utili dalle comunità che li ospitano e quindi si fanno carico, per esempio, degli obiettivi dei Seap (laddove i Seap ci sono)- mi riferisco al patto dei sindaci, cioè investimenti privati che aiutano le comunità energeticamente sostenibili a raggiungere quegli obiettivi di efficienza e risparmio energetico – o, dal mio punto di vista, il vincolo tra territori e mercato deve essere più pesante. Anche i privati, in sostanza, in un quadro normativo compatibile, si devono far carico di accompagnare comunità energeticamente sostenibili - si era provato con i progetti di sviluppo locale –partecipando e sostenendo i comuni nel raggiungimento degli obiettivi che in qualche modo i Seap pongono rispetto alla strategia Europa 2020 e al pacchetto clima energia 20/20/20. | 61 | | Lacorazza |
  • 58. | Lacorazza | In questo contesto di valutazioni è fondamentale arrivare ad alcune scelte strategiche che riguardano l’energia, sia quella prodotta da fonti rinnovabili sia quella prodotta da fonti fossili, la loro utilità, l’integrazione e/o la possibilità di riconversione. Prendiamo l’idroelettrico. Pongo un interrogativo su questo tema: vogliamo produrre energia dai salti d’acqua presenti in Basilicata oppure utilizzare l’idroelettrico per colmare il gap tra approvvigionamento e distribuzione e/o tra approvvigionamento e discontinuità delle stesse reti. Faccio un esempio: se la potenzialità dell’idroelettrico è di 50, 60 o 70 megawatt – non lo so cito numeri a caso – perché noi dobbiamo stare sulla produzione, possiamo utilizzare l’idroelettrico per immetterlo nella rete quando nella rete non è possibile produrre energia da fonti rinnovabili perché non c’è vento e non c’è sole? Stessa cosa per la geotermia: perché nel nuovo accordo con Eni e con Total non lavoriamo ad un processo graduale di riconversione dei pozzi che in qualche modo già ci sono e sono perforati? Insomma una gamma di elementi che potrebbero essere approfonditi anche definendo, dal mio punto di vista, con maggiore nettezza come dovrà essere il distretto dell’energia in Val d’Agri. Distretto che a mio parere dovrebbe rappresentare un ambito energetico costruito in particolare sull’edilizia sostenibile – e su questo punto condivido gran parte dell’intervento del dr. Manti perché in questo settore c’è una risposta alla crisi e perché oggi una politica keynesiana green costruisce meccanismi di fecondità ripetuta. Il tema dell’efficienza energetica legata all’edilizia è infatti risparmio, riduzione di emissioni, risposta alla crisi e nello stesso tempo sviluppo, perché su un’abitazione e su una scuola non ci lavora l’impresa o il professionista cinese, ma al contrario si costruiscono quegli spazi di economia locale nei quali oggi siamo necessariamente chiamati ad investire, oltre a creare una nuova consapevolezza in chi la abita o la frequenta. Penso – lo dico all’assessore Pittella – che da questo punto di vista abbiamo bisogno di una legge regionale sulla certificazione degli edifici. C’è ancora troppa confusione in Italia. La mia opinione è che ci voglia una legge che recepisca le direttive comunitarie, che metta a sistema il lavoro sui Seap che si sta facendo e che, secondo me, sul modello | 62 |
  • 59. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? CasaClima a Bolzano, faccia qualche riflessione rispetto ad una riorganizzazione della Società energetica lucana (Sel) e delle agenzie provinciali – rifunzionalizzandole anche alla luce del decreto della Spending review. È inoltre necessario che i Seap, legati ai regolamenti urbanistici, considerino l’abbattimento dell’Imu, della Tarsu, della Tia, anche per rafforzare le misure nazionali sulle ristrutturazioni, e infine sarebbe opportuno valutare la costituzione di un fondo alimentato in parte dalle prossime royalties del petrolio – mi riferisco in particolare alla Total – che sia una sorta di incentivo in grado di dare la spinta ad una nuova programmazione agevolando quel passaggio dalla seconda alla terza evoluzione industriale, che insieme all’economista Jeremy Rifkin abbiamo ritenuto auspicabile. La Basilicata ha una grande potenzialità: utilizzare le royalties per investimenti in economia verde, creando un fondo che alimentato così potrebbe aggredire – e concludo – quattro questioni. Primo: patrimonio pubblico, alleggerendo la bolletta soprattutto dei comuni e delle autonomie locali che non ce la fanno più con i propri bilanci. Secondo: intervenire su una nuova concezione del trasporto pubblico locale, favorendo in particolare la mobilità sostenibile. Terzo: la dematerializzazione, che può costituire una chiave di riduzione delle emissioni, può anche aiutare a garantire maggiore efficienza alle autonomie locali, dal momento che investire in processi di informatizzazione spinta è importantissimo in un momento perché si dovrà fare di più e meglio con meno personale. Quarto: un fondo che alimenti l’efficienza energetica sul sistema industriale, che è fuori dal Burden Sharing, ma che necessita di investimenti a cui le compagnie petrolifere devono essere chiamate. La mia opinione – e ho concluso – è che le compagnie devono impegnarsi sull’acquisto dei titoli di carbonio che dal 1 gennaio 2013 sono disponibili. Ciò è importante perché noi sul Burden Sharing possiamo correre molto di più rispetto altre regioni, possiamo scambiare, monetizzare, reinvestire sostanzialmente in alcuni settori strategici. Siamo un grande territorio con pochi abitanti, con tanta foresta, ma anche con possibilità di ridurre quote di emissioni. Secondo me possiamo diventare un’apripista su questi settori, in Italia | 63 | | Lacorazza |
  • 60. | Lacorazza | e nel Mezzogiorno; un piccolo modello europeo che fa della green economy - quella che vive di risposte sul territorio - la sua chiave di volta. Quest’insieme di scelte e provvedimenti, lo dico all’assessore Pittella, l’abbiamo chiamato “Abitare Basilicata” perché in realtà contiene investimenti sull’edilizia ma allo stesso tempo mira, attraverso la valorizzazione di questo settore, a trattenere da noi imprese e giovani per farli abitare in Basilicata. Grazie e buon lavoro. _____________________________ piero.lacorazza@provinciapotenza.it www.provincia.potenza.it | 64 |
  • 61. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Ringrazio vivamente Piero Lacorazza perché ha sollevato dei temi molto interessanti, quali, ad esempio, il mix energetico e le problematiche connesse alla sostenibilità energetica nel settore edile. Uno snodo, quest’ultimo, di importanza primaria, che si ricollega alla smart community di cui ci ha parlato poco fa Elio Manti e che tocca un punto che nell’attualissimo dibattito sulle smart cities viene spesso aggirato, ossia l’adeguamento energetico del patrimonio immobiliare esistente, ivi compresi gli edifici storici. Un passaggio obbligato per le nostre città e per i nostri centri storici per potersi adeguare ai parametri correlati alle smart cities. Devo poi dire, anche con un pò di ironia, che noi ad ora abbiamo ascoltato due politici che non solo hanno fatto degli interventi molto efficaci e competenti, entrando nel merito delle questioni, ma che sono stati anche gli unici a rispettare i tempi previsti. E questo mi sembra un segnale molto interessante, che smentisce - ma forse perché sono politici appartenenti ad una nuova generazione – l’idea a cui purtroppo ci siamo abituati di una politica verbosa e vuota. Ne approfitto, naturalmente, per chiedere ai prossimi relatori di essere altrettanto attenti ai tempi assegnati. Cedo ora la parola al Prof. Giovanni Campeol, docente di Valutazioni Ambientali, all’Università Iuav di Venezia, che ci parlerà, appunto, degli aspetti metodologici legati alle valutazioni ambientali. Giovanni Campeol Docente di Valutazioni Ambientali, Università Iuav di venezia Ringrazio gli organizzatori per l’invito, il moderatore e tutti i presenti che vedo numerosi e attenti. Siccome il tema che dovrei affrontare è uno di quelli che quando lo presento all’Università in genere gli studenti tentano il suicidio (nel senso che non è facile digerire la disciplina valutativa, soprattutto quando affronta le questioni legate alle teorie, ai modelli e alle | 65 |
  • 62. | Campeol | tecniche valutative), cercherò di non presentare questi aspetti; piuttosto vorrei dissertare sul rapporto tra il procedimento valutativo e le strategie di sviluppo delle energie rinnovabili. Ciò in coerenza anche con gli interventi che mi hanno proceduto e, in particolare, vorrei fare riferimento a quanto detto dal Dott. Tabarelli e dall’Avv. Martorana, i cui contenuti sono da me pienamente condivisi. Tabarelli nel suo intervento presentato in modo semplice e lineare, così come le persone intelligenti sanno fare, ci ha prospettato due scenari di sviluppo delle energie rinnovabili: uno “alto” e uno “basso”. Provocatoriamente ritengo di affermare che lo scenario “alto” è irrealizzabile, poiché il sistema Italia non è capace di costruire un processo industriale per uno sviluppo delle energie rinnovabili in grado di realizzare una politica razionale, ciò a causa principalmente di una perversa applicazione della procedura amministrativa. Per quanto le tecnologie siano oramai ad alta innovazione e le normative, nazionali e regionali, in genere contengano utili riferimenti alla progettazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, tutto ciò trova un ostacolo rilevante, a volte insormontabile (un vero “collo di bottiglia”), nel procedimento di valutazione di impatto ambientale. Tutti i proponenti pubblici e privati ma anche i funzionari pubblici, presenti in questo convegno, sanno benissimo che questo è il nodo fondamentale e su questo tema vorrei esternare alcune riflessioni. Occupandomi di valutazione di impatto da ben prima dell’emanazione della Direttiva europea sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del 19851, posso affermare che, in Italia, questo procedimento ha innescato una vera e propria paranoia politico- amministrativa. Mentre in altri paesi europei, in materia di VIA, si è strutturato un meccanismo procedimentale di tipo razionale e tendenzialmente semplice (in Francia, ad esempio, la procedura prevede la compilazione di una scheda di verifica dei documenti prodotti), da noi, invece, si è strutturato un meccanismo amministrativo, caratterizzato da “gigantismo procedurale” e da “nanismo valutativo”, che sta uccidendo il nostro Paese. Tale situazione non trova alcuna giustificazione politica, teoricometodologica e tantomeno culturale, anche se qualche spiegazione _________________ 1) Direttiva europea 85/337. | 66 |
  • 63. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? è possibile ritrovarla nella storia di come si sono progettati i grandi impianti energetici e non solo. Infatti, va ricordato che soprattutto in anni passati si realizzarono cattivi interventi e con essi, furono elaborate cattive valutazioni nelle quali, a volte, i dati venivano aggiustati a dovere, le informazioni ambientali rilevanti si nascondevano, e le valutazioni ambientali venivano elaborate utilizzando modelli valutativi di tipo solo qualitativo-descrittivo-fantasioso, ragion per cui la Pubblica amministrazione, nell’esprime il proprio parere di compatibilità ambientale, si permetteva la più ampia discrezionalità. Per chi avesse voglia e tempo, è sufficiente leggere le valutazioni ambientali elaborate per alcuni progetti come strade, ferrovie, impianti eolici, fotovoltaici opere idrauliche, nelle quali si può osservare come spesso esse fossero piene di superficialità, veri e propri errori di calcolo e senza alcuna relazione di causa-effetto con il progetto2. Ne consegue, quindi, che oggi è diventato assolutamente necessario elaborare progetti di grande qualità e dotati di intrinseca “intelligenza strategica”, corredati da valutazioni ambientali3 molto precise e in grado di definire la cosiddetta “soglia di compatibilità ambientale”. In questo modo la Pubblica amministrazione, nel rilasciare l’autorizzazione, non è più legittimata a fornire pareri totalmente discrezionali, apodittici o, addirittura, di natura politico-ideologica. Se da un lato, quindi, il proponente deve raggiungere la massima qualità progettuale possibile4, dall’altro la Pubblica Amministrazione ________________ 2) Come relatore di una recente tesi di laurea sul tema della valutazione ambientale di un’opera viaria, ho potuto verificare che, anche in tempi recenti, si continua ad elaborare progetti che non tengono in alcuna considerazione le questioni ambientali più rilevanti. 3) In questo contenitore vanno inserite le tre grandi tipologie valutative ambientali, ovvero: lo Studio di Impatto Ambientale, nel procedimento di VIA; il Rapporto ambientale, nel procedimento di VAS; la Relazione di Incidenza, nel procedimento di VIncA; la Relazione Paesaggistica, nel procedimento Paesaggistico. 4) Va ricordato che in questo campo un ruolo importante svolgono le grandi società pubbliche, come TERNA, ENEL, ANAS, etc., poiché devono essere di esempio nel predisporre ottimi progetti ed ottime valutazioni ambientali. | 67 | | Campeol |
  • 64. | Campeol | non può utilizzare il procedimento di VIA per rallentare o fermare artatamente i progetti. L’emanazione della direttiva europea sulla VIA dell’85, serviva per migliorare i progetti, non per bocciarli! Chi utilizza questo procedimento per bocciare un progetto ha una visione scientificamente e culturalmente distorta e giuridicamente illegittima del procedimento (l’Avvocato Martorana, ovviamente, potrà meglio di me dissertare in merito a codesto argomento). Questa modalità ostativa di molte Pubbliche amministrazioni si manifesta anche quando si presentano interventi ben progettati e di grande qualità tecnologica, corredati da buone valutazioni ambientali, perfettamente integrate nel processo progettuale5! L’attuale situazione di difficoltà nel procedimento amministrativo di valutazione ambientale, si manifesta soprattutto quando vengono presentati progetti per la realizzazione di impianti elettrici da fonti energetiche rinnovabili. Perché, oggi si fermano questi progetti? Una risposta possibile è individuabile nel cattivo ruolo (a volte veramente schizofrenico) dei vari attori sociali, principalmente pubblici, che partecipano nel più generale procedimento amministrativo di valutazione ambientale. La prima questione è il ruolo della politica (e dei politici), intesa in questo caso come governo della funzionalità della cosa pubblica. E’ mai possibile che la politica oggi non sia più in grado di “governare” un procedimento amministrativo, facendo in modo che esso sia razionale e rispondente pienamente alla legge e non, ad esempio, all’arbitrio dei propri funzionari pubblici? Com’è possibile, ad esempio, che un dirigente di una Regione che autonomamente, o su indirizzo magari recondito del politico di turno, si inventi da un momento all’altro la necessità di elaborare particolari documenti rispetto a quello che prevede la legge, costringendo i proponenti, che investono milioni di euro per realizzare impianti elettrici con energie rinnovabili, a piegarsi per farlo contento? _____________ 5) La valutazione ambientale perché sia veramente efficace deve essere capace di integrasi nelle diverse fasi progettuali, secondo lo slogan “progettare valutando e valutare progettando”. | 68 |
  • 65. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Questa modalità del procedimento non è accettabile, non solo perché non produce razionalità amministrativa, oltre che mancanza di rispetto della norma, ma anche perché contiene subdoli meccanismi (coperti da prescrizioni tecniche) a volte rispondenti a precise ideologie contrarie alla realizzazione di impianti che utilizzano le energie rinnovabili! Ne consegue che la politica deve organizzare un’efficace governance del procedimento amministrativo, attraverso un ruolo attivo, autorevole e soprattutto trasparente. Nel procedimento di valutazione ambientale, in senso lato (VIA, VIncA, Paesaggistica) è necessario che i soggetti pubblici che devono emanare i provvedimenti di compatibilità ambientale dei progetti, siano in grado di entrare nel merito delle modalità con le quali viene svolta la valutazione: quali tecniche, quali indicatori, quale ponderazione delle componenti ambientali, quale formula usare per definire la “compatibilità ambientale”, etc. Ciò significa che i vari attori pubblici devono conoscere bene la norma, applicandola in modo coerente e razionale e non arbitrario6, ma anche conoscere i metodi e le tecniche valutative7, senza inventarsi l’elaborazione di documentazioni a volte bizzarre8. ________________ 6 Non è infrequente scoprire che pur di fermare o rallentare la realizzazione di un progetto si stravolga il contenuto normativo anche di rango europeo. Ad esempio nel procedimento di VIncA, di un progetto previsto in un’area SIC, si è chiesto di svolgere comunque e sempre la valutazione appropriata anche se la fase di screening dimostrava inoppugnabilmente che non si manifestavano impatti potenziali significativi. 7 Spesso la questione valutativa non viene nemmeno affrontata nel suo contenuto metodologico e tecnico, ma si approfitta del procedimento amministrativo per dare sfogo ad interpretazioni ideologico- personali del funzionario di turno. Ciò non deve essere possibile in quanto modalità giuridicamente illegittima e deontologicamente scorretta. 8 In una regione italiana si è arrivati addirittura a prescrivere che, nell’elaborazione della Relazione paesaggistica per progetti eolici, si debbano produrre delle vedute pittoriche a “mano” del paesaggio in fase ex post! Richiesta questa senza alcuna motivazione scientifica ne’ normativa, forse dettata da motivazioni di tipo sociale per dare un lavoro ai molti diplomati dei liceo artistici, strutturalmente disoccupati! | 69 | | Campeol |
  • 66. | Campeol | E’ accettabile che, a fronte di uno Studio di impatto ambientale in cui si dimostra in modo anche quantitativo che un progetto è “ambientalmente compatibile”, la pubblica amministrazione emani un provvedimento in cui si boccia lo stesso “... in base al principio di precauzione ...” (sic)? Di fronte a provvedimenti di questo tipo è evidente che un ricorso al TAR da parte di un proponente finisca per essere vincente! Tuttavia l’obiettivo non è tanto vincere al TAR (fatto necessario quando è assolutamente impossibile un’altra strada), quanto far sì che i provvedimenti della pubblica amministrazione siano razionali, ben motivati dal punto di vista scientifico e tecnico. Purtroppo la pubblica amministrazione, nel governare il procedimento valutativo, è caratterizzata da due condizioni: alcune realtà non manifestano alcuna conoscenza del metodo e delle tecniche di valutazione ambientale, avendo spesso un atteggiamento non collaborativo, altre invece sono molto preparate in questo campo dimostrando di contro un alto livello di collaborazione9. Concludo con un esempio che mi ha visto direttamente partecipe, emblematico di come possono funzionare i procedimenti amministrativi in materia ambientale in Italia. In una Conferenza di Servizi di qualche anno fa, promossa da una Regione italiana al fine di recepire il parere della Sovraintendenza regionale in relazione alla proposta di un progetto eolico, presenta i risultati della Relazione paesaggistica, redatta secondi i contenuti del DPCM 12.12.200510, nella quale chiaramente si dimostrava che il progetto era paesaggisticamente compatibile. Il Sovrintendente, assieme ai suoi collaboratori, dopo aver ascoltato con grande attenzione la presentazione di questa valutazione ambientale11, affermò: “benissimo, non mi era mai capitato che ________________ 9 La collaborazione tra proponente e autorità pubblica è una delle condizioni fondamentali per realizzare buoni progetti e definire razionali procedure amministrative. Va riscontrato che spesso le Sovrintendenze sono molto restie a costruire questi processi partecipativi. 10 Alcuni criteri di valutazione del paesaggio contenuti nel DPCM 12.12.2005, sono individuabili, ad esempio, nella lettura della “diversità, integrità, qualità visiva, rarità e degrado”. 11 La Relazione paesaggistica è una vera propria valutazione ambientale, in quanto la norma chiede che si adottino precisi criteri di valutazione. | 70 |
  • 67. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? qualcuno applicasse il DPCM per valutare le trasformazioni del paesaggio indotte da un intervento!”, e poi: “finalmente abbiamo capito che si può applicare il DPCM attraverso i criteri in esso contenuti”. A quel punto, soddisfatto della condivisione espressa dal Sovrintendente, nel merito e nel metodo, della Relazione paesaggistica, chiesi: “che tipo di provvedimento intendete adottare in merito a questo progetto eolico?”. Risposta del Sovrintendente: “Noi votiamo contro!”, e io di rimando: “Mi scusi, perché?”. Risposta del Sovrintendente: “Perché le pale eoliche si vedono, quindi il progetto è incongruo con il paesaggio e ... , poi, siamo contro l’eolico. Arrivederci”. Anche questo avviene nel nostro straordinario Paese! Grazie per l’attenzione. ________________________ giovanni.campeol@gmail.com www.iuav.it | 71 | | Campeol |
  • 68. Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano L’intervento del Prof. Campeol ha posto alla nostra attenzione altri punti nevralgici: il funzionamento amministrativo, l’indirizzo politico, la capacità della politica, che purtroppo non sempre esiste, di gestire i processi. Soprattutto ha posto la grande questione del rapporto fra natura e manufatti dell’uomo, cogliendo alcuni aspetti “bizzarri” nei comportamenti e nei regolamenti in essere in materia di tutela del territorio. Che, per carità, è sacrosanta, ma che oggi, mano alle regole, impedirebbero, ad esempio, la costruzione di un acquedotto romano, che pure consideriamo parte fondamentale del nostro paesaggio e, assieme ad altri grandi interventi architettonici e ingegneristici effettuati nei secoli passati, una delle principali leve di attrattività turistica e culturale del nostro paese. Il paesaggio è sempre frutto del rapporto fra uomo e natura, anche dove non ci sono manufatti architettonici, come nel caso dei vigneti sulle colline piemontesi o del Chianti, di straordinaria bellezza e caratterizzanti il territorio. Allora, mi sembra molto interessante imparare a ragionare su questo aspetto con laicità e non attraverso prese di posizione ideologiche, proprio come, giustamente, il professor Campeol ci ha indicato. Cedo ora la parola ad Antonio Martini, Direttore dell’Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse che si soffermerà sul mix energetico, ponendo particolare attenzione ad una delle fonti di energia alternativa, la geotermia. Antonio Martini Direttore dell’ufficio Nazionale Minerario per gli idrocarburi e gestione MISE Grazie. Io avrei delle slide da proiettare, molto velocemente, chiaramente, non tutte sennò il moderatore mi richiama – siamo tutti terrorizzati; prima ero terrorizzato soltanto dal moderatore, ora anche dal Professore perché sono un uomo dell’amministrazione, anche se è giusto essere richiamati alle procedure, ai tempi: deve essere | 72 |
  • 69. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? l’impegno di tutti. Intanto lasciatemi, ovviamente, ringraziare, io ho una funzione che generalmente mi porta in Basilicata per altre cose e, spero che il lavoro che facciamo come UNMIG possa contribuire e sostenere sempre più un’attività che –se me lo permette il Professore- può essere sostenibile da un punto di vista ambientale. Prima scherzavamo sul concetto di sostenibilità, ma appunto, bisogna essere seriamente calati all’interno di quelli che sono i paradigmi della sostenibilità per poterla applicare con successo. Ma soprattutto mi preme ringraziare l’Assessorato alle Attività Produttive che invece mi ha invitato in un’altra veste, in quanto cultore di geotermia e anche perché in questa fase da due anni l’Amministrazione centrale ha ripreso delle competenze importanti in questo campo, quindi ora faremo velocemente un approfondimento su questa materia. Chiaramente vi porto i saluti del capo Dipartimento Energia, Ing. Senni e del Direttore Generale Risorse Minerarie ed Energetiche, Ing. Terlizzese. Finito il preambolo, spesi i due minuti iniziali -come diciamo da copione- partirei con qualche considerazione. Le slide sono in inglese perché sono un punto di arrivo di 15 giorni fa in un altro Convegno, penso che molto interessante, ma non vorrei presentarvi le slide con i contenuti didascalici, che spero di dire io in modo un pò più rapido ed efficace, ma come grafici e numeri. Il punto di partenza di ogni azione di programmazione è la conoscenza del territorio. E nel 1986 fu fatta una legge molto illuminata, quelli erano anche anni in cui si facevano leggi strategiche, prima si citava il varo del Piano Energetico dell’81, poi ci fu un altro Piano Energetico nel 91 ed ancora oggi stiamo lavorando per fare un nuovo programma energetico. Ora vi mostrerò qualche elemento di quello che si sta cercando di fare. In questi giorni il Governo sta lavorando, tra le altre cose anche su questo, già da due mesi circa; stiamo concretizzando, entro fine luglio, quelle che sono le linee guida per la strategia energetica nazionale. In questo contesto, come tutti sapete, esistono dei pilastri sui quali si basa questa strategia – alcuni sono stati anche citati precedentemente – li ricordo velocemente: il primo, e non potrebbe essere altrimenti, | 73 | | Martini |
  • 70. | Martini | è l’efficienza energetica, questo è il primo valore assolutamente da raggiungere; il secondo è la creazione di un importante hub nel Mediterraneo per il gas, d’altro canto l’Italia ha una tipicità, è un’area, diciamo, matura da un punto di vista degli idrocarburi, quindi ha la possibilità anche di utilizzare in modo efficiente ed efficace vecchi giacimenti ormai depletati che possono, in piena sicurezza, essere utilizzati per stoccare gas, come attualmente facciamo. E qui purtroppo, c’è un problema di tempistica dei procedimenti amministrativi, anche qui si sconta una durata dei tempi che non può essere molte volte coerente con i bisogni della creazione, come si può dire, di potenzialità di risposta alle crisi. Quando due anni fa ci fu la crisi con la Libia e si chiuse il Greenstream, il gasdotto che portava gas in Italia, certamente un pò di preoccupazione sul sostenere la punta della domanda di gas c’è stata. Però l’hub del Mediterraneo non è fatto solo di stoccaggi di gas ma anche di alcuni rigassificatori, posti in modo coerente con quelle che sono le diverse aree di approviggionamento. Terzo elemento fondamentale sono appunto le energie rinnovabili e su quelle faremo poi un focus maggiore, ma ulteriormente anche l’utilizzo ecocompatibile di idrocarburi, che sono un patrimonio nazionale. Ora vediamo di tornare al discorso iniziale. Parlavamo della strategia e nella strategia, se parliamo di fonti rinnovabili, abbiamo una fonte particolarmente importante che è la geotermia che da più di cento anni è stata sviluppata in Italia e che ha dato luogo a importanti innovazioni tecnologiche, titolari delle nostre industrie, in particolare dell’ENEL, in questo caso. Parlavamo prima della strategia che si era messa in atto quindici venti anni fa, che è stata rinnovata recentemente nel 2009 con la legge Sviluppo. In quel contesto è stata prevista una nuova strategia di conoscenze del territorio che deve portare a definire con tutte le regioni un quadro sulle potenzialità geotermiche che permetta, poi, uno sviluppo coerente con quelli che sono i diversi possibili utilizzi. Negli ultimi due anni si sono sviluppate molte attività in questo settore e questo penso che è uno degli elementi fondamentali, visto che, ad esempio anche per la Basilicata, che non ha le stesse potenzialità della Toscana, della Campania, del Lazio e della Sicilia, cioè tutte quelle regioni che si trovano lungo l’arco vulcanico italiano, | 74 |
  • 71. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? nella zona più calda, ma ha potenzialità con temperature minori, però utilizzabili con -potremmo dire- la sinergia di impianti già esistenti. Questo infatti è quello che, come strategia, la Regione sta valutando, ovvero l’utilizzo di precedenti infrastrutture energetiche petroliferie per sinergizzare proprio, potremo dire in modo virtuoso, la fine di un ciclo e l’inizio un altro. E su questo elemento si gioca un importante scenario di crescita perché, come tutti potete immaginare, la geotermia, in quanto materia mineraria, sconta fortemente quello che è il costo iniziale dell’investimento e il rischio di questo investimento. E quindi poter già disporre di risorse note e raggiungibili in modo semplice, è molto importante. Un’altra cosa molto importante -e apprezzo molto quello che diceva il Direttore Vita, circa gli obiettivi della Regione in campo FER – oltre che perseguire la geotermia, vuole sviluppare il miniidro e le biomasse. Se vedete su questo grafico – queste sono dati che il Ministro Passera due o tre mesi fa ha presentato alle Commissioni Parlamentari, quindi sono dati non di Martini, ma certificati a livello ministeriale – è interessante vedere come l’intero valore degli investimenti e dei costi, diciamo, della finanza mossa da quel tipo di tecnologie, geotermia, idroelettrico e biomasse, è al 90% italiano, come filiera industriale che viene sostenuta. E questo aspetto, se lo rapportate all’attuale 50% per il fotovoltaico, penso che dica qualcosa di molto importante. Il fotovoltaico nel 2008 era il 25% italiano e il 75% estero come valore economico che veniva sviluppato sul territorio, quindi penso quanto questo sia importante come Ministero dello lo Sviluppo Economico, in particolare per i settori che curano le politiche industriali, quindi - prima il mio amico Elio Manti mi ha rubato un po’ di lavoro, io facevo quello prima, ora faccio altro: mi sei piaciuto molto con quale passione hai portato avanti questo discorso, che è fondamentalebisogna rilanciare una coniugazione tra politiche di sviluppo locale e politiche energetiche intese in senso di politiche industriali connesse a filiere che permettono di raggiungere degli obiettivi comuni di crescita. Tornando alla realtà lucana dal punto di vista geotermico, dicevamo, siete una regione non particolarmente geotermica ma che ha potenzialità geotermiche, con la sinergia di cui ho parlato. | 75 | | Martini |
  • 72. | Martini | E poi un altro aspetto molto importante è quello di sviluppare la filiera e poi l’attuazione, l’applicazione pratica delle sonde geotermiche; in Basilicata ci sono condizioni climatiche meno meridionali di altre regioni, quindi c’è la possibilità di far decollare -come ad esempio è successo in Lombardia- un’importante azione di utilizzo di una tecnologia che non presuppone che ci siano alte temperature, ma che ci sia una certa rilevanza differenziale dal punto di vista climatico, che sfruttano quindi condizioni nel sottosuolo senza avere neanche, potremo dire, gli impatti di una attività comunque mineraria che può avere delle ricadute sul territorio non sempre positive. In questo contesto –cerco di arrivare alla chiusura- noi come Ministero, dicevo prima da un anno abbiamo ripreso una competenza specifica sulla geotermia che si riferisce alla sperimentazione di impianti pilota per la produzione di energia elettrica ad emissioni nulle. E su questo siamo stati, potremo dire, sostanzialmente premiati dal Decreto sulle tariffe elettriche, in quanto questo tipo di impianti non rientrano nelle aste, non rientrano negli elenchi e soprattutto hanno un incentivo considerevole. La quota massima di megawatt che possono essere sviluppate in questo modo è modesta perché quello che ci interessa è avere una differenziazione territoriale che permetta di andare a sperimentare diversi segmenti. Se si riuscisse, come pensiamo, a validare questa tecnologia, il salto sarebbe molto importante perché si riuscirà a perseguire quello che è l’obiettivi nell’ambito della crescita della geotermia al 2020 che è previsto il 3% del fabbisogno nazionale, attualmente siamo poco più dell’1½, quindi raddoppiare questo patrimonio con un risparmio di circa 3 milioni di TEP annui. Per raggiungere questo, ovvio che bisognerà riuscire ad arrivare a coniugare effettivamente la sostenibilità ambientale con la specifica operazione industriale che presuppone, ovviamente, delle cautele particolari, come tutte le attività industriali. E quindi penso che il nostro percorso potrà vedere un rinnovato incontro con la Regione Basilicata anche con la possibilità, se fosse possibile trovare una situazione dove è presente una temperatura a profondità accettabile, nel caso specifico, con tecnologie ed impianti già disponibili, intorno a 100-120 gradi – ma bisogna scendere abbastanza in profondità in Basilicata per arrivare a queste | 76 |
  • 73. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? temperature- sarebbe importante sperimentare un impianto di questo tipo, visto che sono impianti piccoli, fino a 5 megawatt che vengono approvati e gestiti dal Ministero dello Sviluppo Economico insieme con i colleghi dell’Ambiente, e che vedono le Regioni interessate in prima persona, perché danno comunque l’Intesa e fanno la valutazione ambientale, quindi seguono da vicino tutto il processo. Su questo penso che potremo lavorare prossimamente, quindi lascio la parola agli altri relatori. Grazie. __________________________________ antonio.martini@sviluppoeconomico.gov.it www.sviluppoeconomico.gov.it | 77 | | Martini |
  • 74. Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Grazie mille ad Antonio Martini che ha illustrato le potenzialità della geotermia, una rinnovabile, di cui raramente, però, si parla. Adesso è il turno del Professore Andrea Gilardoni, che alla Bocconi di Milano è docente di Economia e Gestione di Impresa e che è Presidente dell’OIR, l’Osservatorio Internazionale per l’Industria e la Finanza delle Fonti Rinnovabili. Andrea Gilardoni Docente in economia e gestione di Impresa, Univesità Bocconi di Milano Come OIR-Osservatorio Internazionale sull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili, da me fondato e presieduto, nel novembre dell’anno scorso abbiamo proposto ad alcuni operatori del settore delle rinnovabili di fare un bilancio di quella che era stata l’esperienza in Italia del sostegno alle rinnovabili per quattro anni rilevanti, dal 2007 al 2011, con lo scopo di mettere a fuoco i costi e i benefici riversatisi sul Paese in quel periodo, e che si riverseranno fino al 2020. Il bilancio costi-benefici, i cui dati sono riportati nelle slide allegate, evidenzia un vantaggio netto stimabile in circa 70 miliardi di euro, dovuti soprattutto alla maggiore occupazione e ai risparmi nelle importazioni di gas. Questo lavoro si concludeva proprio nel momento in cui si sviluppava un violento attacco al mondo delle rinnovabili, sostenuto anche dal Ministro Corrado Passera che ricordava come, ogni anno, la bolletta degli italiani sarebbe stata gravata di molti miliardi di euro – pro quota, per ciascun italiano – proprio per sostenere il costo delle rinnovabili, Un attacco, peraltro, non ingiustificato. Tra il 2007 e il 2011 abbiamo investito circa 50 miliardi di euro nelle rinnovabili (in vero per almeno 30 miliardi di euro finanziati dal sistema bancario italiano | 78 |
  • 75. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? e internazionale) e, come diceva Tabarelli, per i prossimi 10-15 anni spenderemo – anche se bisogna vedere cosa succederà - dagli 8-10 miliardi di euro annui per ripagare gli investimenti effettuati. Tutto ciò deve essere evidentemente oggetto di riflessione, soprattutto in un momento di crisi economica in cui si tagliano le pensioni oltre che la spesa sociale e di servizi pubblici; 8-10 miliardi all’anno sono una cifra molto consistente soprattutto, come dirò fra poco, in una situazione di grande sovraccapacità produttiva di elettricità. C’è da chiedersi, come ha fatto sua relazione annuale l’ex Governatore Draghi della Banca d’Italia, se non si sia prestata poca attenzione alle priorità vere del Paese e, diciamo noi, se sia stato corretto impegnarsi per 10 miliardi all’anno nelle rinnovabili o se non valeva la pena investire, ad esempio, nella banda ultralarga che costerebbe 20 miliardi complessivamente. Quindi, ribadisco, la posizione del Ministro Passera non era, e non è, totalmente infondata. E in effetti, anche i più determinati sostenitori delle rinnovabili ammettono come il sistema di sostegno alle rinnovabili sia andato fuori controllo. Ed è stata una cosa secondo me grave non solo perché noi tutti avremo un onere sulla bolletta ma perché questo onere (che non dipende solo dal sostegno alle rinnovabili) rende meno competitivo il Paese. Ma quale è la prospettiva della domanda di elettricità in Italia? Il consumo di energia nel 2007 è stato di circa 347 Terawatt; ora, il consumo previsto nel 2012 è di 324-325 Terawatt (fonte Terna). Il nuovo presidente di Assoelettrica Chicco Testa, ricordava che se chiude una acciaieria significa che circa l’1% del consumo nazionale di energia è perso per il resto della storia. Ci sono acciaierie che tutti noi sappiamo che chiuderanno, si tratta di decidere quando, ma chiuderanno. Quindi, oggi sommessamente ci si chiede se si ritornerà mai ai consumi del 2007. Io ritengo di no; ci sono tutta una serie di elementi che mi inducono a pensare che non si ritornerà mai più. Sono andato all’assemblea di Assocarta per sentire gli umori di altri produttori energy intensive; posso riferirvi che - a bassa voce – qualcuno diceva: “appena la fabbrica diventa un po’ vecchia ben difficilmente la rifaremo in Italia”. Non parliamo dell’alluminio. La popolazione non sale, classico fattore di consumo; la priorità del nostro Governo, è stato sottolineato in varie occasioni dal | 79 | | Gilardoni |
  • 76. | Gilardoni | Sottosegretario prof. De Vincenti, si concentrano nel risparmio/ efficienza energetica, come più volte richiesto, credo giustissimamente, da Confindustria. Ciò significherà ulteriori contrazioni nei consumi di elettricità. Quindi il quadro che vedo è non certamente di crescita; ed anche se, come sogniamo tutti, l’economia dovesse ripartire in modo tumultuoso, credo ripartirà con delle logiche di consumo energetico molto più contenute. In conclusione, il quadro prospettico della domanda è, almeno nei prossimi anni, molto probabilmente depresso. Un altro dei motivi per cui Passera non ha tutti i torti, è che oggi, in Italia, la capacità produttiva installata di energia elettrica è di circa 120.000 Megawatt. Il fabbisogno di punta, cioè il momento in cui nel nostro Paese esprime la domanda massima - notare che dura un attimo, poi il fabbisogno cala - è di 56.000 Megawatt, cioè la metà della capacità istallata, ed è successo a metà di dicembre 2011. In questo quadro, se noi smettessimo oggi di investire in rinnovabili nessuno se ne accorgerebbe; dobbiamo avere presente questa situazione ed anche se la politica governativa non lo dice chiaramente, essa si inquadra oggettivamente in questo scenario. Cosa sta succedendo nel resto del mondo? Esattamente il contrario di ciò che succede in Europa. C’è una crescita tumultuosa delle rinnovabili, come abbiamo evidenziato nell’ultimo rapporto OIR, che nel 2011 ha raggiunto 237 miliardi di dollari investiti nel mondo, contro i 215 dell’anno prima. Cioè, nella parte del mondo che cresce si sta investendo pesantemente nelle rinnovabili. E quindi si apre dal punto di vista del nostro Paese, uno spazio interessante. Parlavo con un imprenditore che opera in questa regione, che è stato mio allievo e si è laureato con me (e che saluto), che mi segnalava appunto il fatto che l’azienda dove lavora sta ormai puntando al mercato internazionale, sta guardando la Turchia, sta guardando la Bulgaria, sta guardando la Polonia, molti altri stanno guardando il Sud America. Altro elemento che dobbiamo considerare in questa nostra riflessione, è il calo o crollo del costo delle rinnovabili e da qui parte la pars construens della mia riflessione. Un mio collaboratore è andato qualche giorno fa in Brasile, a San Paolo, e ha verificato che una nuova grande azienda cinese (che non conoscevamo, e che si aggiunge alla lista dei grandi operatori) esponeva un cartellone offrendo i pannelli | 80 |
  • 77. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? a 500 euro al Kilowatt. E se si tratta un pochino, probabilmente si scende anche a 450. Rammento che i nostri pannelli sono stati pagati probabilmente mediamente 2.000/2.500 euro a Kilowatt. Quindi, ci troviamo oggi ad aver iperinvestito e se lo rifacessimo oggi invece di spendere 50 miliardi ne spenderemmo probabilmente un terzo in meno. Però questo apre un quadro, secondo me, prospettico di grande interesse. Di fatto, oggi abbiamo raggiunto la grid-parity che vuol dire, in sostanza, che è possibile fare un impianto fotovoltaico senza sovvenzioni e guadagnandoci. E’ stato detto in apertura dal direttore Vita: ci sono investimenti in Spagna fatti senza sostegno e a me risulta che siamo arrivati a 400 Megawatt di pannelli. Senza sostegno, ripeto. Un imprenditore siciliano qualche giorno fa mi diceva nell’orecchio che, in fondo, alla grid parity già ci siamo nei pannelli anche se poi lo si nega perché si vuole un pò di sostegno ancora; ma la verità è questa. Posso anche dirvi, in via riservata, che mi è giunta la notizia di un’azienda molto importante che anche nel settore dell’eolico sta sperimentando la grid-parity degli impianti. Non in questa regione, ma in una regione non molto lontana da qua. Insomma, io credo proprio che, molto prima del previsto, siamo di fronte a una nuova pagina. Che secondo me è tutta da scrivere. Non è chiaro, infatti, dove stiamo andando; per esempio in questa situazione di grid-parity si investirà ancora nelle rinnovabili o no, nel nostro Paese? Io credo che si investirà ancora. Io credo che si andrà avanti poiché vi è un fenomeno di inerzia e culturale che si è sviluppato. E poi ci sono gli operatori che spingono e i bassi prezzi che aiutano. In una regione come la Basilicata, secondo me si potrà benissimo andare avanti, perché ci sono le condizioni naturali perché questi impianti rendano. C’è il sole, c’è il vento e quindi rispetto ad altre regioni dove c’è meno sole, o non c’è vento, il potenziale esiste. Più in generale, credo che ci siano degli spazi ancora interessanti in tutto il Paese. Ma un ulteriore sviluppo delle rinnovabili, che si somma a quello degli scorsi anni, genera un tema complicatissimo perché, come si è già visto, incide sui consumi di gas. I consumi di gas in Italia sono passati da 80 miliardi di metri cubi ai 65 previsti per quest’anno, e | 81 | | Gilardoni |
  • 78. | Gilardoni | probabilmente se le rinnovabili andranno avanti si scenderà ancora. Questo crea dei problemi perché le accise su cui noi paghiamo il gas sono fonti di introito per lo stato. Queste fonti stanno diminuendo e il Governo sta ragionando sulle direttrici di un nuovo piano energetico e ha un grande bisogno di capire dove effettivamente stiamo andando per riportare sotto controllo il sistema. Concludo segnalando che nella presentazione da me predisposta, che non ho avuto tempo di presentare, abbiamo fatto un’analisi su quale sarebbe l’impatto in Basilicata della realizzazione del piano energetico del 2010 predisposto dalla Regione pur sapendo che esso dovrà in varie parti essere modificato. Un solo dato su cui riflettere: se il piano 2010 fosse realizzato ci sarebbe un incremento occupazionale stimabile intorno alle 2.000 unità. 2.000 persone che potrebbero trovare lavoro grazie allo sviluppo degli impianti eolici e fotovoltaici; tale valore è basato su parametri nazionali che possono essere ragionevolmente accolti anche nel caso di specie; ad esempio, nel fotovoltaico sono tre addetti per ogni Megawatt installato. Vi ringrazio. _________________________ andrea.gilardoni@unibocconi.it www.unibocconi.it | 82 |
  • 79. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Il professor Gilardoni ci ha delineato in maniera molto precisa un quadro economico bifronte, caratterizzato da un lato da grandi possibilità di sviluppo e dall’altro da un insieme di problematiche innestate proprio da quelle grandi potenzialità. D’altra parte, mi pare molto importante sottolineare la fiducia che il professore ha dimostrato nei confronti della convenienza di investimento anche in condizioni di grid-parity. Naturalmente, questo significa uno scatto e un piccolo cambio di mentalità da parte dell’imprenditoria, che dovrà cominciare a ragionare - o ricominciare a ragionare - solo ed esclusivamente in termini di capacità del mercato di sviluppare utili e ritorni economici e non esclusivamente avvalendosi di una redditività finanziata dai cittadini, come ricordava Gilardoni, attraverso la bolletta Enel. La parola adesso a Vincenzo Viti, assessore, alla Formazione della Regione Basilicata. Vincenzo Viti Ass. Dip. Formazione, Lavoro, Cultura e Sport Regione Basilicata Voglio dire al Dottor Pitteri che a me sono molto piaciuti i titoli di coda che sta riservando agli interventi che si susseguono nel corso di una giornata così intensa. Mi aspetto quindi che il titolo di coda riservato a me sia ugualmente benevolo e ricostruttivo del “senso” della mia riflessione, che sarà molto rapida. Un’altra cosa che mi ha molto colpito, e voglio coglierla come elemento positivo, è il riconoscimento che stiamo perfettamente rispettando i tempi entro cui contenere i nostri interventi che sono stati assegnati a noi quali esponenti della “casta politico-istituzionale”. E ciò ricorrendo ad una estrema astuzia della ragione: se conteniamo i tempi della nostra riflessione, è perché avvertiamo che i tempi della politica e i margini della sua sostenibilità stanno finendo. E ciò ci induce a rispettarli rigorosamente, anche per un accorto riflesso di autotutela. | 83 |
  • 80. | Viti | Naturalmente scherzo e dichiaro che svilupperò tre pensieri molto rapidi. Primo: considero il dibattito di oggi estremamente utile e fecondo per la vivacità degli apporti che sono intervenuti, per l’integrazione fra essi, e per il riconoscimento che mi pare venga all’azione della Regione Basilicata e alle generazioni di Amministratori che si sono succeduti nel corso del tempo. La Regione appare essersi posta all’altezza delle aspettative, aver raggiunto gli obbiettivi che l’Assessore Pittella ha molto lucidamente individuato, sia nella revisione del PIAR sia nelle proposte di adeguamento dell’impianto legislativo che fin ora ha accompagnato le azioni poste in essere. Mi pare sia stata sottolineata la particolare capacità che abbiamo manifestato di superare le obiezioni del Governo, di doppiare gli impedimenti che volta per volta ci sono stati rappresentati e di aver raggiunto quegli obbiettivi di semplificazione che hanno rappresentato un incentivo sia allo svolgimento delle attività amministrative sia all’ammodernamento dell’impianto logistico di cui la Regione si è dotata. L’Assessore Pittella ha rilevato inoltre lo strabismo fra gli obiettivi che il decreto di sviluppo si è posto e la scarsa dotazione di risorse posta a sostegno di questi obiettivi. Mi pare sia stato in qualche modo osservato che fissare una soglia minima per ogni Regione a fronte di risorse come quelle stanziate dal decreto è apparsa un’operazione sostanzialmente cabalistica. Si è anche rilevato che le energie rinnovabili sono un cantiere in continua evoluzione. E credo che proprio lo sforzo che stiamo conducendo nella riconsiderazione delle soglie relative all’idroelettrico, al geotermico e alle biomasse sia stato orientato a ricalibrare i profili del piano regionale di sviluppo che punta sulle energie alternative ed è in fase di avanzata elaborazione. Credo peraltro che sia inutile tornare a sottolineare, come ha detto anche il professor Gilardoni nel suo intervento poco fa, che il ricorso bilanciato alle rinnovabili incide in modo significativo sul prezzo dell’elettricità e si traduce in un incremento di ricchezza potenziale ai fini della generazione di energia elettrica. Secondo pensiero: ciò che è avvenuto e che avviene su scala globale, | 84 |
  • 81. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? sulle rinnovabili, somiglia molto all’evoluzione tecnologica e di prodotto che si è verificata negli anni 90 e nei primi anni del 2000, per la telefonia e per le telecomunicazioni. È chiaro: ricerca e sviluppo hanno cooperato e cooperano nella messa a punto di soluzioni innovative, sia pure in maniera simmetrica per quel che riguarda il solare, le bioenergie e la geotermia, contribuendo ad alimentare l’efficienza e a ridurne i costi. Ma il dibattito che si è sviluppato quest’oggi e che ho molto apprezzato, sottolinea come in questo momento non esistano le condizioni infrastrutturali che consentano di sfruttare fino in fondo tutta l’energia prodotta dalle rinnovabili. Disponiamo di una rete unidirezionale, purtroppo caratterizzata da picchi e da cali, e che va prontamente adeguata. Così come credo vada regolato e riorganizzato l’immagazzinamento di energia. Non esistono infatti sistemi di accumulo di energia adeguati a questa capacità generativa, e non mi pare si stia provvedendo al sostegno degli investimenti per stoccare l’energia prodotta e non consumata finora. Così come è importante, secondo me, sviluppare impianti di produzione e di trasporto di elettricità, tenendo conto del fattore dei problemi della rete, dell’accumulo, dei sistemi di stoccaggio elettrochimico e di nuovi pompaggi idraulici dell’energia prodotta e generata, nonchè dell’impatto ambientale e paesaggistico. Ultimo pensiero che è quello che attiene alla mia responsabilità di Assessore alla Cultura, al Lavoro e alla Formazione Professionale. La cultura è il fertilizzante dell’azione pubblica ed è il contenitore di quella sintesi tra valori ambientali, valori antropici e valori civili. La cultura congiura all’equilibrio tra forze produttive e pretende la definizione di profili di una formazione che aspira a conciliare educazione civile, sensibilità istituzionale e concrete prospettive di occupabilità. Per queste ragioni stiamo ripensando l’intero impianto e l’intera strategia della formazione, nel senso che non intendiamo replicare il modello sociale esistente, né ripetere figure professionali e profili che appartengono a un’epoca che abbiamo superato dal punto di vista dell’evo tecnologico e della maturità scientifica. Stiamo puntando su figure nuove e alternative, che rompano l’uniformità del mercato della formazione, che rappresentino un elemento di irrobustimento | 85 | | Viti |
  • 82. | Viti | di proposte e di stimoli verso gli investitori che, incontrando queste figure, possano in qualche modo interconnettere l’offerta formativa con le prospettive di investimento alle quali stiamo lavorando. Cito solo un dato per concludere: l’occupazione diretta e indiretta in Italia nel settore delle fonti rinnovabili è stata stimata tra le 115.000 e le 150.000 unità. Sono stime della Confartigianato. Credo che a questi obiettivi dobbiamo tendere, se teniamo conto che stiamo vivendo la coda della vecchia programmazione del Fondo Sociale Europeo e ci apriamo alle nuove impostazioni del settennio che ci porterà fino al 2020. Questa coda la stiamo gestendo investendo e concentrando risorse proprio per definire meglio questa fase per qualificarla in sistemi di innovazione e di cambiamento dei profili formativi, perché essi colgano l’obiettivo di una strategia che li colleghi all’energia e ai settori che più spingono verso la occupabilità. Dentro il “Piano regionale del lavoro” al quale stiamo lavorando e che con il presidente De Filippo presenteremo in sintesi al Consiglio regionale tra qualche giorno, stiamo definendo i profili delle politiche attive del lavoro che sembrano più innovative e che appaiono in grado oggi di raggiungere obiettivi di occupabilità, quali l’apprendistato, il credito di imposta sugli investimenti e sull’occupazione e la “formazione continua” che tende a recuperare la platea storica dei percettori degli ammortizzatori sociali con l’obiettivo di recuperarli dentro habitat innovativi quali sono quelli ai quali ho fatto chiaramente riferimento. Il “Piano del lavoro” sarà la cornice valoriale che dovrà orientare i processi formativi e collegarli allo sviluppo delle attività produttive. Pensiero finale. Il Dottor Manti con il quale mi sono compiaciuto per l’intervento che ha pronunciato poco fa, ha posto un tema che a me pare suggestivo: la Basilicata è una regione periferica o una regione centrale? Credo che in tutti e due i casi, sia che appaia periferica sia che appaia centrale, la Basilicata ha dentro di sè un grande valore fertilizzante e vitalizzante. Se la Regione è periferica, nella categoria di Manti, essa, dalla periferia, può indurre sviluppo al centro. Se invece è regione centrale, essa è ancor più destinata ad accumulare e capitalizzare i vantaggi competitivi di questa operazione. La Basilicata dispone di un valore, di una capacità e di una prospettiva di tenuta connettiva tra aree metropolitane quali sono quelle pugliesi e | 86 |
  • 83. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? quelle campane. Se si osserva - con preoccupazione - lo sfarinamento che sembra incombere su una regione che perde una provincia, le prefetture, tutti i vecchi pennacchi del potere istituzionale, l’energia potrebbe ben dare, nel riordino delle attività produttive, un potere rivitalizzante di tenuta e di coesione sociale. Il presidente De Filippo sa bene, che se vogliamo rispondere alle sfide che vengono dall’effetto disgregante di scelte nazionali, solo operazioni di questo genere possono tenerci insieme per difendere identità, valori e coesione civile. Con questo credo, caro Dottor Pitteri, di aver tenuto fede all’impegno al quale sono stato chiamato. ___________________________ vincenzo.viti@regione.basilicata.it www.basilicatanet.it | 87 | | Viti |
  • 84. Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Grazie Assessore, non solo per aver rispettato i tempi, ma anche perché ha posto alcuni temi nuovi, oltre a riprenderne, arricchendoli, alcuni già toccati da altri interventi. In particolare vorrei sottolineare il nuovo ruolo che la formazione deve avere e il nuovo modo di intendere la formazione. Da questo punto di vista, alcune regioni, non tutte, stanno iniziando a ragionare in maniera molto diversa rispetto al passato relativamente ai processi di formazione continua, anche grazie all’innovazione determinata dall’istituzione dei fondi interprofessionali, che hanno radicalmente modificato le prospettive della formazione continua. Prima di cedere la parola a Giandomenico Marchese, Direttore generale della Società Energetica Lucana, vorrei sottolineare che mi pare estremamente importante che siano riuniti in un solo assessorato formazione, lavoro, cultura e sport. Secondo me si tratta di ambiti inestricabili e strettamente connessi fra loro. Il lavoro e la formazione al lavoro senza la cultura non possono esistere. E l’idea che la cultura sia welfare e produca welfare la trovo molto importante. Scusatemi se ho rubato un minuto. La parola a Giandomenico Marchese. Giandomenico Marchese Direttore Generale Direttore Generale Società Energetica Lucana SpA Società Energetica Lucana SpA Preliminarmente porto il saluto del Presidente Petrone che per motivi personali non può essere presente a questo interessante convegno. Proverò ad essere sintetico e ad utilizzare anche meno minuti di quelli che mi sono stati assegnati iniziando dal rappresentare quel che ad oggi è stato messo in campo dalla Regione Basilicata, a partire dall’intuizione che portò nel 2006 alla costituzione della Società Energetica Lucana, struttura in-house altamente specializzata chiamata a supportare le politiche regionali in materia di energia. Naturalmente dal 2006 il mondo è molto cambiato ed oggi, nel | 88 |
  • 85. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? nuovo contesto globale, è forte l’esigenza, come è emerso anche dalle relazioni odierne del Direttore e dell’Assessore, di una nuova strategia di sviluppo, partendo dalla rivisitazione del Piano energetico regionale, al fine di creare un’idea condivisibile di Basilicata del domani e consolidare il ruolo di primario attore della scena energetica nazionale della nostra Regione. In questo credo la Società Energetica Lucana potrà continuare a dare un contributo importante. Tonando a quanto fin qui fatto, la Società Energetica Lucana in questi tre anni di fase di start up è stata impegnata in una serie di attività, nel ruolo e secondo le linee di intervento assegnatele dalle norme regionali, molto diversificate tra loro che vanno dall’attività di studio e consulenza tecnico-giuridica, alla pianificazione e programmazione strategica in materia energetica a supporto dell’Amministrazione regionale allargata, dalle attività di centrale di committenza per l’energia e di monitoraggio delle royalty del gas ad attività di carattere più propriamente industriale, volte prevalentemente alla realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonte solare fotovoltaica. Certo, in una visione di prospettiva, tanto altro si può ancora fare. Penso al settore della formazione, per ricollegarmi a quello che diceva l’assessore Viti, in merito al quale forse si potrebbero mettere in campo sinergie maggiori sulla formazione di tecnici ed operatori per l’efficienza energetica, che riguarda interventi capaci di sostenere e far crescere l’imprenditoria locale, contribuendo alla effettiva realizzazione dello sviluppo sostenibile del sistema Basilicata. Ho fatto cenno alla realizzazione degli impianti ad energia rinnovabile. Questo tipo di attività ha visto molto impegnata la Società, sono stati posti in essere dei progetti molto interessanti con altri Enti regionali, penso all’operazione denominata “Sole per le Aziende Sanitarie e Ospedaliere”- mi sembra che proprio ieri la giunta regionale ha cofinanziato con fondi comunitari questa operazione che noi contiamo di concludere entro la fine dell’anno- che prevede appunto la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonte solare fotovoltaica a servizio delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere, e che già oggi ritengo di poter affermare costituiscano un risultato importante. Importante anche alla luce delle difficoltà e delle criticità legate a tale tipo di attività che l’esperienza maturata ha permesso di rilevare. Criticità che hanno inciso in maniera significativa sulle | 89 | | Marchese |
  • 86. | Marchese | nostre attività quale operatore pubblico, e che hanno senza dubbio un’incidenza importante e maggiore per gli operatori privati del settore. Segnalo, su tutte, come il tema della programmazione, rispetto all’esecuzione, in materia energetica è fondamentale, per cui vi è l’assoluta necessità di una programmazione certa e di mediolungo periodo. In tema di incentivazione della produzione di energia solare fotovoltaica, ad esempio, riusciremo ancora a gestire in misura accettabile, in quanto operatori pubblici, l’accesso agli incentivi del IV conto energia, però da un primo esame di questo Quinto conto energia e del decreto sulle FER elettriche, non si possono sottacere le difficoltà cui andranno incontro gli operatori del settore che hanno già pianificato le proprie attività rispetto a delle regole che sono in continua e veloce evoluzione. Oltre all’attività industriale, come detto, la Società Energetica Lucana, quale braccio operativo della Regione Basilicata e nel rispetto delle regole di tutela della concorrenza e del mercato, presta servizi di consulenza energetica a favore degli enti pubblici dell’amministrazione regionale allargata, quindi Regione, enti sub-regionali, ma anche enti locali, nonché un’altra attività, che sta portando ottimi risultati, che è quella dell’acquisto aggregato dell’energia. Questo tema è molto attuale, anche alla luce del decreto sulla spending review, e mi piace sottolineare come il ruolo di centrale di committenza ci consente di avere un puntuale monitoraggio dei consumi energetici della P.A. regionale allargata e di aumentare la possibilità di pianificazione e coordinamento di politiche volte al perseguimento di obiettivi di livello regionale. Certo l’attività richiede alla struttura un impegno, in termini di risorse, importante ma stiamo verificando che riusciamo a conseguire dei risultati notevoli, in termini di riduzione dei consumi e della spesa, anche rispetto a quelli che si conseguirebbero aderendo alle gare che vengono realizzate da CONSIP a livello nazionale. Altra attività importante, anche in prospettiva, su cui voglio soffermarmi, è tutta l’attività che stiamo svolgendo per effetto di un ruolo che ci ha assegnato la Regione Basilicata, in stretta collaborazione, per adesso, con la Provincia di Potenza, ma che ci auguriamo di svolgere anche con la Provincia di Matera, rispetto ai piani energetici comunali. Stiamo, infatti, collaborando quale struttura di supporto tecnico alla | 90 |
  • 87. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? redazione di 16 piani energetici comunali, obiettivo per il solo 2012, che secondo me potrebbero essere il punto di riferimento e di partenza della nuova programmazione regionale e delle nostre attività future. In quest’ottica la Società potrà e dovrà supportare e fungere da collante tra le scelte di pianificazione strategica regionale e le scelte locali, che si sviluppano attraverso i PAES, e indirizzare conseguentemente l’utilizzo delle risorse disponibili a livello regionale. Immagino ad esempio, ricollegandomi a quello che è stato detto questa mattina, un fondo che possa essere utilizzato in favore dei piani energetici comunali; una sorta di premialità nei confronti dei comuni che abbiano avuto una maggiore sensibilità vero i temi energetici, ed abbiano pianificato, anche con il supporto della Società Energetica Lucana, una serie di iniziative in campo energetico entro un piano di azione ben definito e di lungo periodo, come sono i PAES. A questo punto non vorrei farvi credere di trascurare un tema, che cito solo poiché è forse quello più importante nel prossimo futuro, che è quello dell’efficienza energetica; sullo stesso, tuttavia, non mi soffermo perché autorevoli relatori hanno affrontato questo tema in maniera approfondita ed esaustiva prima di me. Fatta questa panoramica, vado brevemente alle conclusioni. Quali prospettive? La Basilicata è candidata a rivestire un ruolo di rilievo per le risorse naturali di cui dispone e per il contesto socio economico e territoriale; una grande regione, con grandi ricchezze naturali e piccoli numeri, che ne fa luogo ideale di sperimentazione del “futuro” sviluppo sostenibile. Coniugare ambiente e sviluppo, utilizzare le ricchezze naturali del territorio per creare nuova ricchezza e realizzare il passaggio dall’economia del petrolio all’economia sostenibile. Tale azione è ben contemplata nei documenti che sta predisponendo la Regione Basilicata nelle varie interlocuzioni in materia di Memorandum. Trasformare l’obiettivo imposto alla Basilicata dal burden sharing - 33,1% del consumo da rinnovabili - nell’ambito della Strategia 20/20/20, in un’occasione di sviluppo, attraverso la definizione di una nuova strategia energetica. Considerare le possibili evoluzioni legate alla green economy ma anche alle fonti tradizionali, ed in particolare a tutte le attività connesse alle estrazioni petrolifere. | 91 | | Marchese |
  • 88. | Marchese | Tutte questioni ben chiare ai decisori regionali e di cui ha parlato già ampiamente l’assessore Pittella e parlerà sicuramente il presidente De Filippo. Per quel che è il mio ruolo, posso dire che in questo contesto la Società Energetica Lucana si candida, e salvo verificare gli effetti della spending review, sperando che migliori nella conversione in legge, ad essere organo di consulenza e programmazione della Regione Basilicata, vero e proprio energy manager regionale, rafforzando sempre più le proprie capacità di lettura e interpretazione degli scenari economici e normativi fondanti il mercato della green economy accanto ed in aggiunta a quello delle fonti convenzionali. Grazie per l’attenzione e arrivederci. _______________________ direzione.generale@selspa.it www.societaenergeticalucana.it | 92 |
  • 89. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Fra le tante cose toccate da Giandomenico Marchese vorrei sollecitare la vostra attenzione sul criterio di premialità per i comuni virtuosi, connettendolo all’adeguamento energetico del patrimonio edile esistente, uno degli argomenti più volte sfiorato questa mattina. Diciamo che soprattutto ritornando ancora su uno degli elementi che varie volte abbiamo sfiorato questa mattina, ossia l’adeguamento energetico dell’edilizia esistente. Diciamo anche che assieme a meccanismi premianti bisognerebbe prevederne di punenti per tutti quei comuni che invece continuano a non sviluppare politiche energetiche virtuose, arrecando ulteriori danni alla qualità del nostro ambiente. È ora il turno di Monica Cataldo, responsabile territoriale della rete Enel in Puglia e Basilicata. Prego. Monica Cataldo Responsabile Vettoriamentoe Misura Direzione Territoriale Rete Enel Puglia e Basilicata Ho il difficile compito di stare nei tempi e dire qualcosa di nuovo, visto che la giornata è stata intensa, sono stati toccati tanti argomenti interessanti. Innanzitutto Enel distribuzione è un gestore di rete che gestisce in concessione, la rete di distribuzione di media e bassa tensione. È un gestore di rete con obbligo di connessione di terzi. È una premessa importante che faccio perché questo significa che qualsiasi richiesta di connessione, passiva o attiva, produttore o cliente, che ci pervenga da parte di un cliente, deve sempre essere rispettata, onorata, con una soluzione di connessione che possa essere semplice o complessa. Negli anni, lo scenario regolatorio, perché chi regolamenta, chi segue fà in modo che siano trattate in maniera indiscriminata le connessioni e l’autorità per l’energia elettrica e il gas che è un organismo indipendente, che ha emanato delle delibere in passato, sin dal 2005 | 93 |
  • 90. | Cataldo | con la delibera 281 per le connessione dei produttori in media e alta tensione e successivamente, delibere che sono confluite nel testo integrato per le connessioni attive, il famoso TICA, lo conosciamo tutti, che ha voluto raccordare, introdurre degli elementi comuni per tutte le tipologie di connessione e dare delle regole precise. E successivamente perché l’interesse sulle connessioni è cresciuto -parlo sempre, mi riferisco sempre alla rete che conosco, quella di media e di bassa tensione- ha visto negli anni, soprattutto nel 2009 e nel 2010 l’esplosione delle domande di connessione. Allora l’autorità, anche per rispettare, per prevenire la possibilità di speculazioni o di prenotazione diciamo, della capacità di rete, aveva introdotto già successivamente dal 2011 con la delibera 125, dei meccanismi che prevedevano il versamento di alcune garanzie, proprio per impedire, per fare in modo che chi fosse veramente interessato alla connessione, potesse andare avanti, impegnandosi in maniera concreta. Inoltre sempre con la stessa delibera venivano stabilite un pò le regole dei contatti tra gestori di rete, tra Enel distribuzione e Terna nella fattispecie, perché le soluzioni di connessione andavano via via crescendo di complessità, andavano ad impattare, a interessare anche i gestori di rete di livelli di tensione diversa, che come sapete, sono anche due gestori differenti. Come sapete anche –storia- il discorso delle garanzie è stato in un primo momento bloccato con una sentenza del TAR Lombardia, successivamente l’autorità, anche accogliendo un numero considerevole di osservazioni, anche da parte dei gestori di rete, nonchè dai produttori -ci ha riprovato insomma- rintroducento le garanzie, introducento con la delibera 187, recentissima, alla fine dell’anno scorso, introducendo di nuovo il meccanismo delle garanzie, e anche altre forme di regolamentazione per quanto riguarda la rassegnazione di potenza, o discorsi di questo tipo; ma ahimè, sapete tutti, o per fortuna, c’è stata poi una sentenza del Consiglio di Stato che ha detto basta, di garanzie non ne vogliamo sentire più. E l’autorità per l’energia elettrica e il gas successivamente, anche abbastanza recentemente, parliamo di maggio, è venuta fuori con una delibera, la 226, che in primis ha abolito tutto il discorso della presentazione di garanzie, in maniera definitiva, ha abolito alcuni articoli importanti, che rappresentavano il motivo, l’unico strumento | 94 |
  • 91. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? che avevano i gestori di rete per poter annullare delle pratiche, andare a toccare, in un certo modo a scardinare quelle forme di iniziative che erano lì, latenti e che potevano avere una non so che forma di inerzia, rappresentavano comunque a un occhio attento, avevano carattere speculativo, a un occhio attento. Ma con l’abolizione di questi articoli in maniera molto schietta e sincera, i gestori di rete non hanno più nessuno strumento per annullare pratiche, se non la decadenza dell’accettazione del preventivo, ma quella insomma è una cosa abbastanza banale. Questo per rispondere a chi durante il coffe break mi diceva: adesso ci dirà quanta potenza liberate in Basilicata? In questo momento i gestori di rete non hanno grossi strumenti, non hanno strumenti per poter andare a scardinare questo meccanismo. Non mi dilungo sugli aspetti autorizzativi, perché li conoscete meglio di me, ci sono state delle leggi, in particolare nella Regione Basilicata, che hanno favorito, hanno semplificato gli iter autorizzativi per la realizzazione e anche la connessione degli impianti di produzione e questo ha portato quindi, in maniera molto favorevole, a far crescere le domande nella Regione Basilicata (io sono competente anche sul territorio della Puglia. Anche lì c’è stato un fenomeno analogo, forse un impatto anche un pò più deciso, forse è partito un pò prima) che si sono poi concretizzate non soltando in domande, ma poi in connessioni vere e proprie. Ecco, l’apporto in più rispetto a tutto quello che è stato detto stamattina, tutto molto importante. Mi piace lasciarvi qualche segnale su che cosa è successo, sta succedendo alla rete, alla nostra rete, a seguito di tutte queste connessioni, e quali possono essere gli scenari futuri. Innanzitutto qualche numero, questi sono numeri di dicembre dell’anno scorso: come potete vedere questi sono a livello Italiano, rete di distribuzione, BT bassa tensione, media tensione e alta ma nelle quote parti di alta tensione di competenza della distribuzione. Non parliamo di rete Terna. Sono stati raggiunti numeri considerevoli di connessioni, in termini di numero di impianti, in termini di potenza connessa, la cui distribuzione, diciamo ripartizione all’interno del territorio nazionale - come potete vedere, la nostra struttura Enel Distribuzione è organizzata in macro aree - qui vedete accorpate per macro aree regionali. | 95 | | Cataldo |
  • 92. | Cataldo | Quello che colpisce è come noi, come macro area sud cioè Puglia e Basilicata, Calabria e Sicilia, abbiamo realizzato oltre 32.000 connessioni. Come potete vedere nello scenario nazionale non siamo i primi, perché come numero di connessioni c’è il Triveneto che non ci guarda, perché ha connesso un numero elevato, molto elevato di impianti di bassa tensione. Vedete, come numero di connessioni siamo gli ultimi in sostanza insomma, ce la giochiamo con poco, ma come vedete la potenza di connessione è elevata rispetto agli altri. Questo cosa vuol dire, che a parità di impianti i nostri hanno connesso una potenza maggiore. Stesso discorso vale per le richieste in piedi, abbiamo in essere delle richieste che banalmente diciamo, prenotano la capacità di rete in quanto sono istanze che hanno ancora diritto di essere lì, perché hanno ancora motivi di validità, per la soluzione, e come potete vedere nella nostra macroarea ha numeri considerevoli; per quanto riguarda la Basilicata abbiamo 3700 pratiche ancora in piedi, circa 3000 mega watt ancora pronti, perché sono tutti impianti grossi, impianti da un mega watt o giù di lì insomma. Quindi questa rete è attualmente ancora occupata, è virtualmente, diciamo, occupata. Qui ho portato altri numeri del 2011 mi piaceva aggiungere un po’ di numeri dell’anno in corso, anche perché il discorso è sempre lo stesso, per la potenza, il numero di impianti attivati per la nostra regione il nostro simbolo è DP, direzione Puglia e Basilicata, e nella media nazionale, vedete l’istogramma del numero di impianti attivati, ma come vedete come mega Watt la potenza è maggiore; abbiamo avuto un numero di impianti attivati nei mesi di Maggio e di Giugno elevatissimo, in maniera particolare in Basilicata. Abbiamo passato delle giornate intense, soprattutto nei mesi di maggio e di giugno. Si parlava anche prima, la domanda, parlo sempre delle reti di media e bassa tensione, come vedete, la domanda, cioè quanto viene l’assorbimento che hanno le nostre reti, è attualmente - insomma sono dati del 2007 questi-, è coperto per un po’ meno della metà dagli impianti già in essere, già attivati. Se dovessimo attivare tutti gli impianti che sono lì pronti, che sono | 96 |
  • 93. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? con pratiche in essere, avremmo di gran lunga superato il nostro fabbisogno. Questo, l’origine, l’avere un numero così elevato di richieste ha portato i gestori di rete a dover affrontare un problema serio sulla rete, la famosa saturazione di rete. Mi piace fare questo paragone, perdonatemi se è molto semplice. La rete che abbiamo noi qui, in Puglia e Basilicata, non è una rete fortissima, perchè storicamente avevamo la richiesta di carico, che era quella che era, quindi avevamo una rete dimensionata per la richiesta di carico che c’era. All’improvviso, nell’arco di due anni, anche meno, sono piovute tantissime richieste, come se si fosse portato un flusso su una strada comunale, si fosse fatto confluire il traffico di un’autostrada, con tutta la pesantezza e quello che c’è. E quindi la rete ha dovuto essere aggiornata, le soluzioni di connessione sono dovute diventare sempre più complesse, con molto spesso necessità di interfaccia, di interventi anche sulla rete a livello di tensione superiore, la rete di Terna, dicevo poco fa. Questo si è tradotto nella richiesta di realizzazione di nuove cabine primarie o di potenziamenti di cabine primarie esistenti con l’inserimento di terzi Tierre. Questa è un pò la situazione, la distribuzione delle nuove future cabine primarie, sono ben 84, vi dico onestamente, con le rinunce di alcuni produttori e gli annullamenti che siamo riusciti a consolidare prima della delibera 226, siamo riusciti ad abbassare un po’ questo fenomeno di saturazione di rete che purtroppo è ancora serio. Non a caso la Basilicata come anche la Puglia, a parte la provincia di Bari, sono aree critiche, definite dall’Autorità per le Energie Elettriche e gas, aree critiche. Che cosa ha significato, che cosa sta significando questo, questo numero consistente di produttori attivi sulla rete di media e di bassa, per la nostra rete. Normalmente i flussi di energia, sono entranti nella rete di distribuzione, cioè dalle rete di trasmissione nazionale a 380 kilowatt, a 150, entrano nella rete di media, per andare a servire i clienti di media, bassa, ovviamente non sto parlando dei clienti di alta, quindi per andare ad alimentare i clienti di media e di bassa. Adesso, avendo una generazione sulla rete di bassa e di media sempre crescente, questo si sta traducendo in una inversione del flusso | 97 | | Cataldo |
  • 94. | Cataldo | di energia, cioè la produzione è tanta che ha determinato, e sta determinando in maniera crescente, nelle nostre sezioni di passaggio alta-media, che sono quelle da noi controllate come distribuzione, sta verificando un crescente numero di inversione del flusso di energia, che è un fenomeno che crea un problema di stabilità della rete, e che può portare addirittura al temuto funzionamento d’isola della rete. Questo che cosa vuol dire, ovviamente non ci dobbiamo allarmare, ma questo vuol dire che la rete sta migrando verso una struttura storica che era di rete passiva, insomma di utenza, in una struttura dinamica bivalente, diciamo bidirezionale. E quindi la rete deve essere sempre più intelligente. Abbiamo una generazione distribuita, i flussi di potenza, come vi dicevo poco fa, non hanno più soltanto un verso ma possono averne un altro, e quindi la rete deve star dietro, la rete deve diventare intelligente, la rete deve attrezzarsi in modo tale da soddisfare e da poter mettere insieme tutte le necessità, distribuire l’energia in modo efficiente, sostenibile e vantaggioso per tutti gli elementi, gli attori in gioco, i clienti passivi, i clienti attivi, quindi cercare di ottimizzare i flussi energetici per quanto riguarda la produzione, in base alla domanda che ci può essere nel tempo e, perché no, soprattutto aumentando l’affidabilità della rete stessa e riducendo l’impatto sull’ambiente; se n’è parlato tanto. Quindi questo passa anche e soprattutto attraverso un maggior ruolo e una maggiore consapevolezza del cliente sulla rete e non è più soltanto un soggetto passivo, ma diventa un soggetto che interagisce con la rete stessa. Non a caso sono nati, ne sentivo parlare poco fa, l’Assessore Viti, abbiamo in corso, abbiamo in pentola una serie come distribuzione, le famose smart green, una serie di progetti, che si stanno concretizzando in maniera, diciamo seria, che puntano proprio a questo, allo stoccaggio, si stà lavorando su questo, in maniera concreta. Poi passa anche per altre forme di utilizzo dell’energia che si trova distribuita nella rete, che può essere la mobilità elettrica. Insomma è uno scenario nuovo, importante, ma sentivo parlare stamattina dell’importanza delle smart green, delle reti intelligenti come un’opportunità, come una possibilità di sviluppo, ed è tutto vero e concreto. Aggiungo un’altra cosa, è anche un’esigenza della rete adesso, | 98 |
  • 95. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? perché la rete per come si è evoluta adesso, ha bisogno di diventare intelligente, quindi va bene la parte importante di investimento, però è anche un’esigenza, cioè dobbiamo evolvere verso questo discorso di rete intelligente. Grazie. _____________________ monica.cataldo@enel.com www.enel.com | 99 | | Cataldo |
  • 96. Moderatore Daniele Pitteri Editorialista quotidiano “La Repubblica” Docente di Comunicazione Università Federico II e IULM di Milano Mentre sentivo parlare Monica Cataldo pensavo alla straordinaria circostanza verificatasi circa 130 anni fa, quando contemporaneamente due grandissimi inventori e imprenditori – Edison e Bell – si posero il problema della creazione di reti, senza le quali le loro invenzioni, la luce elettrica e il telefono, non avrebbero potuto avere alcun futuro. Monica Cataldo ha fatto emergere che oggi le reti non sono solo infrastrutture fisiche, ma anche infrastrutture intelligenti. Anzi, siamo in presenza di reti fatte da intelligenze, da un insieme di infrastrutture, tecnologie e persone. Purtroppo abbiamo più di un’ora di ritardo, cosa che, a malincuore, ci costringe ad annullare la parte dibattimentale che auspicavamo all’inizio. Tuttavia preghiamo tutti coloro che volevano intervenire a farci pervenire i propri contributi in modo da poterli inserire negli Atti di questo convegno che saranno pubblicati subito dopo l’estate. Prima di cedere la parola al Presidente della Regione Vito De Filippo per le sue conclusioni in merito ai temi trattati stamani, mi congedo, ringraziando tutti i presenti per l’attenzione e la partecipazione. A lei la parola, Presidente. Vito De Filippo Presidente Regione Basilicata Ho seguito con molta attenzione il dibattito di questa mattina. E ho ascoltato interessanti proposte immesse nella rete della discussione. Quindi eviterò di affidare alla mia sintesi tutto ciò che è stato ampiamente approfondito e vorrei, ricollegandomi soprattutto all’intervento dell’assessore Pittella, che ha introdotto i lavori insieme al direttore Vita, darvi un ulteriore elemento di orientamento rispetto al senso di questo incontro, anche sulla scorta delle indicazioni che il governo regionale aveva inteso fornire in precedenza. Questa non è la solita iniziativa convegnistica, ma prova a svolgere | 100 |
  • 97. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? una funzione di tipo istituzionale, e quindi profondamente politica: una parola, quest’ultima, spero non desueta, richiamata più volte nel corso della discussione, proprio perché ad essa fanno capo precise scelte e ambiti definiti di responsabilità. Scelte e responsabilità che fanno di questo incontro un momento decisivo, anche per la presenza, in sala, dei rappresentanti di tutte le Istituzioni, a partire dal Presidente della Provincia di Potenza che, come al solito, ha svolto su questo tema un ottimo intervento. Mi consentirete inoltre di salutare i molti parlamentari e i tanti consiglieri regionali presenti. Questo prologo mi serve per dire due, tre cose semplici. C’è un sommovimento non sempre facilmente percepibile nel settore dell’energia nel nostro paese. Per la verità non è una novità. Non è un’eccezione. Sommessamente penso che, come Paese, siamo andati, e continuiamo ad andare ancora oggi, un pochino ad orecchio sul tema dell’energia. Proverò a spiegare che significa questa battuta. Dicevo: c’è un sommovimento, che è stato pure misurato in alcuni interventi, sui bisogni. O meglio, sulla decrescita dei bisogni. Sicuramente, c’è stato negli anni precedenti un sommovimento sulle fonti energetiche possibili, dal momento che per ragioni comunitarie, planetarie e ambientali le fonti fossili, in un arco temporale più o meno prevedibile, saranno in via di ultimazione. E come dicono gli esperti siamo in una fase di sommovimento in termini normativi e programmatici, sia a livello locale che regionale e nazionale. Trovare una rotta nel settore dell’energia in Italia non è una pratica molto semplice. Ci sono limiti che io, ovviamente accennerò e descriverò, che in una regione come la Basilicata, sono particolarmente visibili. Da noi c’è il mix più autorevole, più potente, per molti aspetti anche quello meno facilmente sostenibile sia in termini ambientali che di percezione da parte della comunità. E’ il mix delle fonti fossili, rappresentato dal petrolio e dal gas, da un lato, e dalle potenzialità sulle rinnovabili (sole, vento, salti idraulici), dall’altro. Nell’ambito del contesto più generale del dibattito nazionale, alla luce dei bisogni e degli obiettivi da conseguire, avendo però presenti i limiti imposti da normative e programmi ma anche dalla condizione naturale di partenza e dalle potenzialità della nostra regione, il rischio che si corre è che se i vari elementi non trovano un punto di | 101 | | De Filippo |
  • 98. | De Filippo | tenuta e di sintesi, si potrebbero oggettivamente creare disgregazioni sociali, come sta succedendo francamente in Basilicata. Diciamolo pure: la percezione e il senso comune che ci sono in questa regione, che partono apparentemente dal petrolio e dal gas, ma che possono potenzialmente travolgere anche le soluzioni più ambientalmente sostenibili di tipo energetico sui consumi, ci dovrebbero convincere che serve un’azione profonda, aperta, trasparente, concertativa di verifica e di monitoraggio per i prossimi anni, a livelli che io considererei addirittura sorprendenti per la tenuta di questi due equilibri. Mi consentirete di dirla così. Noi abbiamo approvato qualche anno fa, non in grandissima compagnia, un piano di indirizzo energetico ambientale, sulla base di una precedente esperienza. Vedo il senatore Chiurazzi, allora assessore alle Attività Produttive. Chi meglio di lui potrebbe confermarlo? Con il primo piano energetico, approvammo un piano di indirizzo energetico ambientale: l’ultimo in una fase nella quale i limiti della programmazione regionale furono anche oggettivamente segnalati. Partì la Società Energetica Lucana. E io feci una battuta a quel tempo, dicendo: come dopo la seconda guerra mondiale, l’emergenza abitativa costrinse lo Stato a mettere in campo gli Istituti autonomi delle case popolari per colmare il più grande dei problemi creati dai bombardamenti, così i territori avranno bisogno, nei prossimi anni, per garantire il giusto equilibrio tra la crescita dei bisogni e le non sempre sostenibili energie da fonti fossili, di un management permanente, costante, che io spero venga prima o poi incluso in tutte le pubbliche amministrazioni. La Società Energetica Lucana partì in quella fase, anche in un contesto nazionale abbastanza complicato, per accelerare questa possibilità manageriale, Ma soprattutto per creare quella cultura che io spero diventi, come sta diventando in molte esperienze anche comunali e provinciali permanenti, un esempio di gestione adeguata, innovativa, avanzata del settore dell’energia. Con tutti i limiti di quel piano di indirizzo energetico ambientale, in un Paese, come il nostro, “gas dipendente”, ancora oggi, nonostante vi sia un obbligo normativo che è quello imposto dalla legge del 2009, non solo non c’è il piano energetico nazionale, ma non sono ancora pronte le strategie energetiche nazionali. Oggettivamente i territori italiani, a partire dalla Basilicata che, per | 102 |
  • 99. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? le ragioni che dirò in conclusione, soprattutto per quanto riguarda le fonti di tipo fossili (petrolio, gas) come le forze politiche in maniera condivisa, stanno dicendo ormai a chiare lettere e ad alta voce, hanno bisogno di un’interlocuzione a livello nazionale ed europeo, per poter essere istruite sul da farsi e per verificare meglio le scelte fatte. Ripeto, noi abbiamo a disposizione un piano energetico regionale, in un quadro di programmazione nazionale non ancora pronto e con una serie di spinte più o meno incisive, più o meno condivisibili, sul fotovoltaico e sulle fonti energetiche rinnovabili, così come i due ultimi decreti in qualche modo hanno definito e impostato. Il che ovviamente ha creato complicazioni non soltanto dal punto di vista degli investimenti, come ci ha fatto notare Enel a proposito della quantità di fonti energetiche rinnovabili che vengono immesse in rete. Quella stessa rete che produce oggettivamente una esigenza di investimenti e una intelligenza (un termine che mi piace molto) che ovviamente si presta a future valutazioni, tutte da fare. Quindi l’incontro di oggi, per dirla in sintesi, si muove in questo quadro complicato, col governo regionale e con l’assessore Pittella che hanno prontamente organizzato un evento assolutamente di qualità, partendo dal presupposto che il modo migliore per non fare errori, per evitare danni e difficoltà al territorio, alle imprese, alle amministrazioni e ai cittadini è quello di costruire un percorso resistente di concertazione, valutazione e consultazione. Un metodo permanente, trasparente, che pur privo di quel quadro nazionale, che sarebbe stato sicuramente molto più utile, ci ha comunque consentito di inquadrare il problema non solo in termini di obbiettivi di produzione, come ha ricordato il presidente della Provincia, ma anche sul versante della organizzazione, proprio perché il Burden Sharing impone una vera e propria programmazione dei consumi energetici sul territorio: dai trasporti alla pubblica amministrazione, a tutti gli energivori di altissima qualità in termini smart, in termini, appunto, intelligenti. Proprio per questo, noi abbiamo messo in campo, anche con la collaborazione di Enel e di tante amministrazioni, a partire dai centri di ricerca, una interessante iniziativa sulle Smart City, che vorrei ricordare è tutta finanziata con risorse regionali. La Smart City della Basilicata, infatti, non utilizza risorse rivenienti dal programma operativo nazionale, perché noi siamo esclusi dai benefici previsti per le Regioni convergenza. | 103 | | De Filippo |
  • 100. | De Filippo | Io assegno a questa sperimentazione, proprio in relazione agli obbiettivi del cosiddetto Burden Sharing, una funzione rilevante, perché da quello che si sta traducendo in termini progettuali, quel programma, nel settore ambientale, dei trasporti, della mobilità, del turismo prova a costruire, in sintesi, dei “dimostratori”. Cioè dei modelli che una volta replicati o se possibilmente sperimentati e quindi replicabili, danno ad un contesto regionale, un’intelligenza di raggiungimento di quegli obbiettivi che sono assolutamente rilevanti per la Basilicata. Ed io continuo a sottolineare che non riguardano soltanto la quantità di produzione, di fonti energetiche, ma il contesto più generale nel quale si svolgono le iniziative dei privati, delle energie, vuoi delle pubbliche amministrazioni, vuoi di tutti quanti quei soggetti che possono in qualche modo animare il territorio. Quindi non solo è complicato perché il cambio di modello del nuovo conto energia, sulle fonti energetiche rinnovabili può oggettivamente determinare effetti controproducenti, anche se come ha detto l’ingegnere Vita ci sono prospettive di disincentivazione, di compatibilità, di sostenibilità nel settore energetico. Le esperienze spagnole sono sicuramente molto belle, sono state citate anche questa mattina e ad esse noi dobbiamo guardare con molta attenzione. Ma non è solo l’ingrediente incentivo che crea difficoltà, è il mix di registri e di aste che sono state inserite nei due decreti. Voglio dire, sommessamente, che mi è capitato in quella circostanza di rappresentare le Regioni nell’interlocuzione con il Governo. E in quella circostanza il sottosegretario De Vincenti, ci ha strappato un parere favorevole. O meglio ci ha strappato un sì condizionato alla accettazione di un documento presentato dalle Regioni, nel quale erano contenuti alcuni emendamenti da noi considerati insuperabili, assolutamente decisivi, soprattutto sul tema dei registri e dell’elevazione dei massimali a 12 kilowatt. Sono gli stessi elementi sui quali questa mattina l’assessore Pittella vi ha intrattenuto, parlando della sburocratizzazione. A tal proposito, in alcuni casi, noi siamo andati oltre la normativa e siamo stati richiamati dalla Corte Costituzionale, provvedendo poi a modificare le norme oggetto di contestazione. Certo, il tema autorizzatorio, in una valutazione di sostenibilità ambientale, è assolutamente rilevante. | 104 |
  • 101. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Quindi, per concludere, aggiornamento del piano di indirizzo energetico ambientale, quale momento di start up dell’iniziativa odierna. Lo ripeto: abbiamo approvato un piano di indirizzo energetico in un quadro nazionale allora impreciso, inesistente. Oggi, grazie ai dati della rete e di Terna, si è prodotto oggettivamente un avanzamento straordinario. Stamattina ho sentito la rappresentante di Terna che ha fatto un interessante annuncio anche in termini di investimenti. Speriamo. Ma io vorrei ricordare a molti degli operatori che a un certo punto, non so se propriamente o impropriamente (vedo in sala l’ing. Scuderi, che potrebbe sicuramente dire una parola chiara in proposito), la Regione Basilicata aveva fatto ricorso addirittura all’Autorità dell’energia, sollecitando l’apertura di un Tavolo, perché nei rapporti Territorio-Terna-Imprenditoria c’erano cose che non ci apparivano totalmente puntuali e precise. Siamo molto contenti che si annuncino investimenti rilevanti. Alcuni li conosciamo. E io spero che possano rendere ancora più semplice un’operazione programmatica smart, intelligente, che sulle rinnovabili si può ancora fare. Quindi lo start up, come dicevo, parte oggi. Il metodo è quello adottato questa mattina, con gli operatori che hanno interessi imprenditoriali, con le pubbliche amministrazioni, con i decisori pubblici, con i rappresentanti delle pubbliche amministrazioni che hanno interesse, competenze ed elementi da immettere nella rete della nuova programmazione. Io vorrei segnalare la legge 31 del 2008. Ed in particolare l’articolo 9 di questa legge, che per la prima volta nella storia della Basilicata (e consentitemi di utilizzare un pò di aulicità, che certe volte fa bene alla fiducia e incoraggia il nostro lavoro), costituì un link promettente e straordinario per i prossimi anni, nel rapporto tra fonti fossili e fonti rinnovabili. E questo perché “costrinse” la Regione Basilicata ad utilizzare le royalty che ricavavamo dalla vendita del gas presso il punto di scambio virtuale, in modo da guadagnarci anche qualcosa, per finanziare i primi investimenti pubblici che la SEL sta facendo nel settore delle rinnovabili. Io credo che questo sia un elemento di forza e di ricchezza della Basilicata: petrolio, rapporto tra gas e petrolio, prospettiva smart city, sostenibilità in termini ambientali nei prossimi anni. Del resto, il memorandum a suo tempo sottoscritto con il Governo dice esattamente questo: zero petrolio da oggi in poi in termini di nuove | 105 | | De Filippo |
  • 102. | De Filippo | autorizzazioni, di nuove concessioni, se non in un quadro nuovo di rapporti tra Stato, Regione e Compagnie, che determini effetti positivi in termini di sostenibilità ambientale, tutela alla salute e anche di occupazione e di sviluppo. In questo senso sono apparse molto interessanti, nel lavoro che dobbiamo fare per l’aggiornamento del PIEAR, alcuni elementi emersi nel dibattito. Ne cito soltanto alcuni. Dobbiamo continuare sul tema dell’investimento in termini di efficienza energetica, soprattutto nel settore dell’edilizia, a partire da quella pubblica. Dobbiamo procedere con investimenti infrastrutturali che forse, ancora una volta, nei programmi del memorandum, le fonti fossili possono garantire. Dobbiamo procedere, perché hanno dato risultati interessanti, in una organizzazione degli acquisti pubblici e dei grandi energivori in termini associati. Io credo che questa possibilità di stare sul mercato con quote più consistenti di acquisti ci possa dare risultati rilevanti anche sul piano regionale. Assegno in termini di dimostrazione al programma di smart city esiti importanti sulla nostra programmazione sia dal punto di vista energetico che ambientale e turistico. Faccio un solo esempio: ci sono piccole autovetture che vengono prodotte da grandi gruppi industriali, tra cui alcuni di matrice italiana, che sono molto interessanti per i tre settori appena citati. Pensate a quanto sarebbe interessante una visita dei Sassi di Matera a bordo di queste mini-car, che non costano molto, sono sostenibili in termini energetici, hanno un forte impatto comunicativo e determinano una sostenibilità in termini ambientali, con prospettive di Burden Sharing anche molto interessanti. Quindi la Smart City e i dimostratori che noi potremmo ricavare da questa operazione sono molto utili, al pari dei cosiddetti SEU (questo nuovo acronimo sulla efficienza), e sulle batterie di accumulo, a loro volta indispensabili per consentire un uso ottimale delle fonti energetiche rinnovabili. Infatti c’è molta produzione che a volte è prodotta quando non serve e che invece dovrebbe essere stoccata in fasi particolari dell’anno, in rapporto ai cicli produttivi e alle esigenze della pubblica amministrazione. Per dirla tutta, c’è ancora una volta l’esigenza di un uso intelligente e smart di ciò che noi potremmo in qualche modo attuare. L’aggiornamento del piano di indirizzo energetico ambientale ha una parola predominante che è quella | 106 |
  • 103. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? dell’innovazione; innovare un palazzo, costruirlo in termini sostenibili, in termini energetici, adeguare cittadini e imprese ai consumi, sostenere punti di investimento in settori energivori o in produzione particolarmente energivori, governare i territori in termini ambientali, con trasporti sostenibili. È tutto intorno a questa parola che una piccola realtà demografica, ma un grande territorio geografico, come il nostro, con grandi risorse energetiche rinnovabili e con grandi risorse fossili, può scrivere, com’è stato indicato anche questa mattina, una pagina interessante nel quadro energetico non solo nazionale ma anche europeo. E l’attenzione manifestata da un pubblico oggettivamente numeroso accorso a questa nostra prima iniziativa, non solo mi fa piacere, ma ci fa sperare sull’evoluzione di un dibattito produttivo, forte, complesso e sicuramente dagli esiti innovativi per la Basilicata e per l’intero Paese. ____________________________ vito.defilippo@regione.basilicata.it www.basilicatanet.it | 107 | | De Filippo |
  • 104. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Scenari e politiche energetiche .....................................................................................111 Davide Tabarelli Energie rinnovabili: un tuffo nel futuro ...................................................................118 Cristina Martorana Regione Basilicata: lo sviluppo delle rinnovabili ....................................................122 Chiara Vergine Strategia per lo sviluppo della geotermia nell’ambito delle FER ..................... 126 Antonio Martini Impatto delle energie rinnovabili nel tessuto sociale ed economico ..............135 Andrea Gilardoni Relazione ...............................................................................................................................143 Giandomenico Marchese Connessioni di produttori - Gestione delle richieste di connessione alle reti in BT e MT ............................................................................................................150 Monica Cataldo | 109 |
  • 105. | Vita | | 110 |
  • 106. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? | Tabarelli | Scenari e politiche energetiche Fonti energetiche rinnovabili, quali prospettive? Davide Tabarelli NE Nomisma Energia Opportunità tecnologiche: Potenza, 20 luglio biomasse legnose • gassificazione di2012 • impianti ibridi giu 2 gn o 20 12 Agenda pensare nuovo I consumi mondiali di schemi tradizionali superamento degli energia creatività Crescita troppo sostenuta delle emissioni La politica focalizzare la propria visione del mondo europea pensare la Tecnologia Lo scenario in Italia per riconcepire l'Economia Il Piano rinnovabili come regola Naturale Il Piano efficienza energetica di governo delle Società Conclusioni Via SS. 18, km 76,450 - Centro SAN LUCA 84091 BATTIPAGLIA (SA) Via Borgo La Croce 3 50121 FIRENZE 3 gi u g n o 2 0 1 2 ARES in breve ARES nasce nel giugno 2010 come società di engineering vocata allo specifico settore degli IAFNR (Impianti a Fonti Nuove e Rinnovabili) e dell’URE (Uso Razionale dell’Energia) Scenario globale La quasi 20nnale esperienza delle risorse umane sul tema della Pirolisi – Gassificazione ha portato alla joint con Ansaldo, che ha sviluppato un reattore di gassificazione ad hoc per le biomasse Pirolisi Fanghi -> Nuovo Reattore -> Gassificazione Biomasse Via SS. 18, km 76,450 - Centro SAN LUCA 84091 BATTIPAGLIA (SA) Via Borgo La Croce 3 50121 FIRENZE | 111 |
  • 107. 4 gi u g n o 2 0 1 2 1,3 miliardi persone non accedono a sistemi commerciali di energia 1 miliardo persone non accede all’elettricità 3 miliardi persone dispone solo di carbone e scarti agricoltura o biomasse giu 5 gn o 20 12 Nel 2030 le fonti fossili rappresenteranno ancora il 77% della domanda globale Consumi mondiali di energia Consumi mondiali di energia al 2030 (mld.tep) Miliardi di tonnellate equivalenti petrolio 20 2030: 18,0 mld.tep Altre rinnovabili 18 Biomasse 16 2011: 13,4 mld.tep Idroelettrico 14 Nucleare 12 Carbone 10 Gas Petrolio 8 6 4 2030 2025 2020 2015 2010 2005 2000 1995 1990 1985 1980 1975 0 1970 2 1965 | Tabarelli | Fonte: Elaborazioni NE Nomisma Energia su dati IEA e BP giu 6 gn o 20 12 Le emissioni mondiali di gas serra Emissioni mondiali di gas serra CO -equiv. Emissioni mondiali Gt di gas serra (Gt CO2 equiv.) 2 60 54,4 50 40 48,4 47,1 38,0 Emissioni di gas a effetto serra diversi dalla CO2 per consumi energetici SF6 - Industrial processes 40,0 40,8 PFC - Industrial processes HFC - Industrial processes N2O - Totale 30 20 CH4 - Altri 29,5 27,2 CH4 - Energia 23,5 CO2 - Altri 21,0 CO2 - Combustibili 10 Consumo combustibili fossili 0 1990 2000 2005 2008 2030 Fonte: Elaborazioni NE Nomisma Energia su dati IEA | 112 |
  • 108. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? | Tabarelli | Cosa spinge la domanda di energia? Mobilità Bisogno primario dell’uomo che si scarica sui veicoli a motore Sempre più sofisticati e con costi minori L’unico propellente rimane il derivato del petrolio Elettricità e idrogeno lontani oltre il 2050 Elettricità Più petrolio Non è una fonte di energia, ma è un vettore di energia Estremamente versatile per il consumatore finale Il suo consumo è a basso impatto ambientale 7 Luglio 2012 Cosa spinge la domanda di energia? Mobilità Bisogno primario dell’uomo che si scarica sui veicoli a motore Sempre più sofisticati e con costi minori Più carbone gas e rinnovabili L’unico propellente rimane il derivato del petrolio Elettricità e idrogeno lontani oltre il 2050 Elettricità Non è una fonte di energia, ma è un vettore di energia Estremamente versatile per il consumatore finale Il suo consumo è a basso impatto ambientale 8 G 9i ug no 20 12 Luglio 2012 I costi si stanno allineando________________ Costi di produzione dell'elettricità ad aprile 2011: confronto rinnovabili e tradizionali (€cent/kWh) 25 Fotovoltaico Idro grande Idro piccolo Biomasse Eolico Costo capitale Costi operativi Combustibile Nucleare basso Decomissioning Nucleare alto Permessi emissioni CO2 2010 Coal 120 $/t 2010 CCGT Brent 100 $/bbl Fonte: NE 0,0 2,0 4,0 | 113 | 6,0 8,0 10,0
  • 109. G 9i ug no 20 12 I costi si stanno allineando________________ Costi di produzione dell'elettricità ad aprile 2011: confronto rinnovabili e tradizionali (€cent/kWh) 25 Fotovoltaico Idro grande Idro piccolo Biomasse Eolico Costo capitale Costi operativi Combustibile Nucleare basso Decomissioning Nucleare alto Permessi emissioni CO2 2010 Coal 120 $/t 2010 CCGT Brent 100 $/bbl Fonte: NE 0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 10 L u gl io 2 0 1 2 La European Energy Roadmap 2050 Range d'utilizzo di fonti energetiche nel consumo finale lordo di energia al 2030 e al 2050 rispetto ai livelli 2005* 70% 60% 2005 50% 2030 40% 2050 30% 20% 10% 0% FER Gas Nucleare Petrolio Carbone * Range d'utilizzo al 2030 (arancione) e al 2050 (verde) delle diverse fonti , confrontato con i livelli del 2005 (grigio) Elaborazioni NE Nomisma Energia su dati Commissione Europea 11 L Gli incentivi alle altre fonti: il decreto FER Range d'incentivo per impianti alimentati da FER con potenza fino a 5 MW* che entrano in esercizio nel 2013 €/MWh 350 300 250 200 150 100 Elaborazioni NE Nomisma Energia | 114 | Bioliquidi sostenibili Biomasse Biogas Gas di discarica * 10 MW per la fonte idroelettrica, 20 MW per quella geotermica Gas da processi di depurazione Geotermica Oceanica 0 Idroelettrico 50 Eolico offshore u gl io 2 0 1 2 Eolico onshore | Tabarelli |
  • 110. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? | Tabarelli | 12 L u gl io 2 0 1 2 40 anni di incentivi in Italia sostegno FER per elettricità Stima spesa politiche mld. €2010 106 ,2 Aste Tariffa Onnicomprensiva 100 80 61,0 60 Il sostegno finanziario alle fonti rinnovabili in Italia risale all’inizio degli anni ‘80 con la legge 308/82. Conto energia fotovoltaico Da allora si sono susseguite numerose misure, a livello nazionale e regionale. Al 2010 il totale cumulato della spesa può essere stimato in 23,2 mld.€. 40 Il balzo nel prossimo decennio porterà il totale, in base a stima conservative, a oltre 100 mld.€. 23,2 20 0 0,7 3,1 1,3 14,1 28,0 Legge 308/82 (PEN 81) 4,0 1982-2010 Certificati Verdi Altri fondi regionali ed europei Cip 6/92 rinnovabili 3,6 3,2 0,0 2011-2020 Elaborazioni NE Nomisma Energia 13 L u gl io 2 0 1 2 Il peso sulla bolletta elettrica Tariffe elettriche mercato regolato in Italia €cent/kWh 25 La tendenza è di crescita anche nei prossimi anni La tariffa elettrica in Italia ha raggiunto un massimo storico a 19 €cent/kWh 21 4 , IVA 19,0 20 18,1 Imposte 3,1 15 Oneri generali rinnovabili Costi di Commercializzazione 2,4 0,9 Oneri generali altri 3,0 2,9 Trasporto Perequazione Dispacciamento 2,6 10 9,7 fine II trim 2012 Il peso delle rinnovabili sul totale è superiore a quello delle tasse. A questi andrebbero aggiunti una quota dei maggiori oneri di trasporto, per circa 0,4 €cent nel 2020. Combustibile alle centrali 10,4 10,2 IV trim 2008 5 La componente rinnovabili è più che triplicata in 4 anni ed è destinata ad un ulteriore aumento al 2020. 0 tariffa 2020 Elaborazioni NE Nomisma Energia Italia: domanda di energia mln.tep Previsioni 2030: 205 250 stima 2011: 182 Importazioni elettriche 200 Rinnovabili Nucleare 150 Gas 100 50 Petrolio 5 3 0 2 3 0 2 5 0 2 0 2 5 1 0 2 1 0 2 5 0 2 5 9 1 5 8 9 1 0 8 9 1 5 7 9 1 0 7 9 1 5 6 9 1 0 6 9 1 5 9 1 0 9 1 | 115 | 0 2 Carbone 0 0 5 9 1 14 Lu gli o 20 12
  • 111. 15 gi u g n o 2 0 1 2 Produzione e Consumo di Gas e Petrolio in Italia Mtep 180 160 Produzione idrocarburi 140 Consumo idrocarburi 120 100 80 Deficit Interno 2010: 91% 60 40 20 1 0 2 7 0 2 4 0 2 1 0 2 8 9 1 5 9 1 2 9 1 8 9 1 6 8 9 1 3 8 9 1 0 8 9 1 7 9 1 4 7 9 1 7 9 1 8 6 9 1 5 6 9 1 2 6 9 1 5 9 1 6 5 9 1 3 5 9 1 0 5 9 1 0 16 Più E&P più prelievo fiscale Entrate totali per lo Stato da attività petrolifere Mln.€ 3.000 Previsioni 2.500 2.000 Entrate potenziali 1.500 1.000 Entrate effettive 500 - 1970 1972 1974 1976 1978 1980 1982 1984 1986 1988 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006 2008 2010 2012 2014 2016 2018 2020 2022 2024 2026 2028 2030 20 Marzo 2012 17 gi ug n o 20 12 Produzione elettrica da fonti rinnovabili in Italia (GWh) 140.000 Previsioni Biomasse e rifiuti 120.000 Fotovoltaico Eolico 100.000 Idro Geo 80.000 60.000 40.000 20.000 | 116 | 5 3 0 2 3 0 2 5 0 2 0 2 5 1 0 2 1 0 2 5 0 2 0 2 5 9 1 0 9 1 | Tabarelli |
  • 112. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? giu 18 gn o 20 12 PAN: al 2020 consumo finale lordo di energia da FER doppio rispetto al 2010 Consumo finale lordo di energiadi energiaal 2020 al 2020 secondo il Piano Consumo Consumo finale lordo da FERFERFER2020 secondo il finale lordo di energia da da al secondo il Piano Piano d'azione d’azione nazionale (Mtep) nazionale d'azione nazionale (Mtep) Mtep 25 Consumo finale lordo atteso di energia da FER nei trasporti 21,49 Consumo finale lordo atteso di elettricità da FER 20 2,5 Consumo finale lordo da FER atteso per riscaldamento e raffreddamento 15 14,88 1,8 10,62 1,0 10 6,94 0,2 5 8,5 7,0 5,7 10,5 4,8 6,1 1,9 0 2005 3,9 2010 2015 2020 Fonte: Piano d’azione nazionale per le energie rinnovabili giu 19 gn o 20 12 Conclusioni Crescita inarrestabile dei consumi e emissioni Urgente decarbonizzare I fossili conteranno ancora molto Politica europea molto ambiziosa Grandi potenzialità nelle regioni del sud Irripetibile occasione di sviluppo sulle rinnovabili 20 gi ug n o 20 12 Davide Tabarelli davide.tabarelli@nomismaenergia.it --------------------------------------------- NE – Nomisma Energia Via Montebello, 2 40121 – Bologna (Italy) Tel. +39 051 19986550 Fax. +39 051 19986580 www.nomismaenergia.it | 117 | | Tabarelli |
  • 113. | Martorana | Energie rinnovabili: un tuffo nel futuro Avv. Cristina Martorana Evoluzione del quadro normativo nazionale e regionale. Criticità e prospettive - 20 luglio 2012 Watson, Farley & Williams I punti cardinali del settore  La liberalizzazione del mercato elettrico  Gli obiettivi dell’Unione europea e il Protocollo di Kyoto  La semplificazione normativa  L’articolo 117 della Carta Costituzionale  Il sistema degli incentivi Watson, Farley & Williams Criticità  I mancati investimenti nelle infrastrutture  La mancanza di una reale politica condivisa a livello di Unione europea  Il mancato “decollo” del mercato dell’emission trading  L’incapacità di applicare le norme sulla semplificazione e quindi di semplificare  Una politica in materia di incentivi sbagliata nei modi e nei tempi Watson, Farley & Williams | 118 |
  • 114. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? | Martorana | Le prospettive  Un mercato maturo con potenzialità ancora inesplorate  La Grid Parity  L’innalzamento degli obiettivi europei  Il riconoscimento del mercato delle rinnovabili come unica alternativa ad altre fonti energetiche e comunque complementare al mercato del gas  La selezione dello sviluppatore/investitore “sano” e del progetto “buono” Watson, Farley & Williams La Regione Basilicata: un’occasione da non perdere  La legge regionale 8/2012: luci ed ombre  Profili di incostituzionalità e possibili rimedi  Burden Sharing: gli obiettivi per il 2020  L’utilità di un Testo Unico regionale Watson, Farley & Williams Il Quinto Conto Energia  Il regime transitorio  Presupposto per l’accesso agli incentivi  Sistemi di incentivazione Sotto 1 MW Sopra 1 MW Watson, Farley & Williams | 119 |
  • 115. | Martorana | Il Decreto FER  Il regime transitorio  L’accesso agli incentivi e il sistema delle aste  Il destino dei Certificati Verdi  L’impatto della ricognizione delle aree critiche ad alta concentrazione di rinnovabili Watson, Farley & Williams Stabilità legislativa Concertazione delle autorità competenti Finanziamenti Watson, Farley & Williams Energie rinnovabili: un tuffo nel futuro Avv. Cristina Martorana Partner Studio Legale Associato a Watson, Farley & Williams cmartorana@wfw.com Watson, Farley & Williams | 120 |
  • 116. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? | Martorana | All references to ‘Watson, Farley & Williams’ and ‘the firm’ in this presentation mean Watson, Farley & Williams LLP and/or its affiliated undertakings. Any reference to a ‘partner’ means a member of Watson, Farley & Williams LLP, or a member or partner in an affiliated undertaking, or an employee or consultant with equivalent standing and qualification. This presentation constitutes attorney advertising. Watson, Farley & Williams © Watson, Farley & Williams 2012 | 121 |
  • 117. | Vergine | Regione Basilicata: LO SVILUPPO DELLE RINNOVABILI POTENZA, 20 LUGLIO 2012 Direzione Dispacciamento e Conduzione| PEO – Connessioni RTN AGENDA POTENZA, 20 LUGLIO 2012  Il processo di connessione alla RTN  Le richieste di connessione in regione Basilicata  I principali interventi per le connessioni  Il coordinamento Regione/Terna Direzione Dispacciamento e Conduzione| PEO – Connessioni RTN CONNESSIONE ALLA RETE DI TRASMISSIONE NAZIONALE 2 POTENZA, 20 LUGLIO 2012 TERNA S.p.A. è la società responsabile (pubblico concessionario) in Italia della trasmissione e del dispacciamento dell’energia elettrica sulla rete ad alta e altissima tensione, e opera nel rispetto dei principi di trasparenza, neutralità e non discriminazione (ai sensi dell’art. 9 della Convenzione annessa al Decreto Ministeriale 20 aprile 2005). Terna Rete Italia S.p.A. è la Società del Gruppo Terna che si occupa dell’esercizio, della manutenzione e dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, nel rispetto dell’ambiente e delle comunità.  Terna, nel suo ruolo di Gestore Nazionale, ha l’obbligo di connessione alla Rete di tutti i soggetti che ne facciano richiesta;  In particolare è competente per la connessione in alta e altissima tensione alla Rete di Trasmissione Nazionale di impianti con una potenza uguale o superiore a 10 MW;  L’iter di connessione alla Rete elettrica nazionale è regolamentato dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas attraverso delle apposite Deliberazioni che Terna ha recepito nel Codice di Trasmissione, Dispacciamento, Sviluppo e Sicurezza della Rete (Codice di Rete). Direzione Dispacciamento e Conduzione| PEO – Connessioni RTN | 122 | 3
  • 118. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? PROCESSO DELLE CONNESSIONI RTN E NORMATIVA DI RIFERIMENTO 90 gg Elaborazione preventivo Richiesta di connessione Rilascio benestare 120 gg Accettazione preventivo Invio progetto delle opere POTENZA, 20 LUGLIO 2012 60 gg Autorizzazione Regionale + Richiesta STMD Elaborazione STMD 90 gg Contratto di connessione Accettazione STMD 120 gg ESECUZIONE LAVORI ED ENTRATA IN SERVIZIO  Del. 19 dicembre 2005 - ARG/elt 281/05  Del. 23 luglio 2008 - ARG/elt 99/08 (TICA) CODICE DI RETE  Del. 4 Agosto 2010 - ARG/elt 125/10 (TICA)  Del. 22 Dicembre 2011 - ARG/elt 187/11 (TICA)  Del. 28 Maggio 2012 - ARG/elt 226/12 (TICA) Direzione Dispacciamento e Conduzione| PEO – Connessioni RTN AGENDA 4 POTENZA, 20 LUGLIO 2012  Il processo di connessione alla RTN  Le richieste di connessione in regione Basilicata  I principali interventi per le connessioni  Il coordinamento Regione/Terna Direzione Dispacciamento e Conduzione| PEO – Connessioni RTN REGIONE BASILICATA: POTENZIALITA’ PER LE RINNOVABILI 5 POTENZA, 20 LUGLIO 2012 Radiazione Solare Ventosità a 100 m kWh per metro quadro prodotti in un anno da un impianto di 1 kilowatt picco Direzione Dispacciamento e Conduzione| PEO – Connessioni RTN | 123 | 6 | Vergine |
  • 119. | Vergine | NUOVI IMPIANTI DI PRODUZIONE DA FONTE RINNOVABILE POTENZA, 20 LUGLIO 2012 Richieste di connessione valide per impianti da fonte rinnovabile > 10 MW • Richieste di connessione (dati al 01/07/2012): MW PZ MT Totale BASILICATA Numero Richieste Eolico 7.103 Fotovoltaico 719 2.172 9.275 197 619 1.337 54 Biomasse 0 221 221 5 Termoelettrico 20 909 929 3 Totale 7.842 3.920 11.762 259 Ulteriori 2.700 MVA circa di richieste di potenza di trasformazione per richieste di connessione < 10 MW su rete MT • Punta massima dei consumi 2010 in Basilicata: 2.690 MW Direzione Dispacciamento e Conduzione| PEO – Connessioni RTN NUOVI IMPIANTI DI PRODUZIONE DA FONTE RINNOVABILE 7 POTENZA, 20 LUGLIO 2012 Criticità sulla rete di trasmissione ARG/elt 173/10 Criticità sulla rete di distribuzione Classificazione per Provincia delle aree di competenza Enel Distribuzione ai sensi della art 4 Delibera 99/08 e s.m.i.: Direzione Dispacciamento e Conduzione| PEO – Connessioni RTN AGENDA 8 POTENZA, 20 LUGLIO 2012  Il processo di connessione alla RTN  Le richieste di connessione in regione Basilicata  I principali interventi per le connessioni  Il coordinamento Regione/Terna Direzione Dispacciamento e Conduzione| PEO – Connessioni RTN | 124 | 9
  • 120. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? PANORAMICA DEGLI INTERVENTI PER CONNESSIONI PREVISTI IN BASILICATA Area MELFI POTENZA, 20 LUGLIO 2012 Area MONTEMILONE Area GENZANO MATERA Vaglio Ampliamento Oppido Area TITO Avigliano Area GROTTOLE Area MONTESCAGLIOSO Area S.MAURO FORTE PISTICCI ALIANO LEGENDA SE 380/150 kV autorizzata SE 380/150 kV in autorizzazione SE 220 (220/150) kV autorizzata Area LAURIA Area S.ARCANGELO SE 220 (220/150) kV in autorizzazione SE 150 kV autorizzata SE 150 kV in autorizzazione Nuova linea 220 kV Nuova linea 150 kV Nuova linea 150 kV realizzate da Enel Direzione Dispacciamento e Conduzione| PEO – Connessioni RTN AGENDA 10 POTENZA, 20 LUGLIO 2012  Il processo di connessione alla RTN  Le richieste di connessione in regione Basilicata  I principali interventi per le connessioni  Il coordinamento Regione/Terna Direzione Dispacciamento e Conduzione| PEO – Connessioni RTN COORDINAMENTO REGIONE/TERNA 11 POTENZA, 20 LUGLIO 2012  Autorizzazione unica D. leg. N 387/03 per impianti di produzione e connesse e infrastrutture indispensabili; opere  Acquisizione in ambito CdS del parere tecnico a cura Terna sul progetto degli impianti per la connessione appartenenti alla RTN;  Emissione Decreti Autorizzativi: • consentire la realizzazione degli impianti RTN secondo le specifiche Terna; • rilascio autorizzazione definitiva alla costruzione ed all’esercizio degli impianti RTN; • voltura a Terna delle autorizzazioni per la realizzazione degli impianti, oltre che per l’esercizio; • pubblica utilità, urgenza, indifferibilità imposizione di vincolo preordinato all’esproprio; • aree interessate da impianti RTN: necessario titolo di proprietà o equivalente a garantire la permanenza in servizio degli impianti. Direzione Dispacciamento e Conduzione| PEO – Connessioni RTN | 125 | 12 | Vergine |
  • 121. | Martini | Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI quali prospettive? Potenza, 20 luglio 2012 Strategia per lo sviluppo della geotermia nell’ambito delle FER Ing. Antonio Martini Ministero dello Sviluppo Economico www.eni.it Dipartimento per l’Energia Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche A. ITALIAN POTENTIAL 1) MSE NATIONAL RESOURCES INVENTORY 2) MIUR (Ministry for University and Research)TECHNOLOGICAL PLATFORM www.eni.it 2 1) NATIONAL RESOURCES INVENTORY Legislative Decree February 11th 2012, n. 22 Art. 2 - National geothermal resources inventory Projects (available database’s update and widening with info about fluids chemical-physical temperatures and analysis) Geographical questioning Papers (reports, updates, geothermal wells, geothermal sources and thermic maps) www.eni.it 3 | 126 |
  • 122. M GENOVA AR E AD RI AT ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive?  IC Ravenna  O  Forlì Cesena La Spezia  M AR E  Rimini  Massa Carrara 11 CONCESSIONI DI COLTIVAZIONE 1 Emilia Romagna 1 Lazio 8 Toscana 1 Veneto LIGURE     | Martini | Pesaro Urbino  Pistoia  Prato  L A Q U E RC E  Lucca FIRENZE  M ARE Pisa  o Fiume Arn TOSCANA - UMBRIA 23 PERMESSI DI RICERCA T I  R 1 LazioO R EN       ANC ONA 1 Lombardia 1 Sicilia 18 Toscana 1 Valle d’Aosta Isola di Gorgona 1 Mare Tirreno  P EC C IO LI Livorno  RO SI G N A N O Arezzo O RC I A TS . CO P RI A N O IC I RI P A RBE L L A C O RT O L L A M A ZZO L L A   1 ISTANZA DI CONCESSIONI DI COLTIVAZIONE 1 Toscana LU C IGN A N O L A RD E RE L L O FRA C A NNETO T RA V A L E SSI N I B FRA SS I N I A L U ST I G N A N O Lago Trasimeno M U RL O RI P A D 'O RC I A C A ST I G LI O N E D 'O RC I A C A M P I G LI A D 'O RC I A M O NT A LC IN O M O N T E N E RO A B BA D I A SA N SA L V A T O RE L E C A SC I N E L L E BA C E L L E SU L RI G O C I N I GI A N O GN O RE P A RRA N O BA GP I AL O A ST A G N A I O NO NC M O N T E L A B BRO P O GG CO SA D E LNNO RT O O I A M O N T O C E RI G C POTENO EN TE LA V EDU T A B M U RC I LA V E DU T A A M O N T O RI O SC A N SA N O C A ST E L GI O RG I O - T O RRE A L FI N A C A ST E L V I SC A RD O C A T A BBI O C A ST E L G I O RG I O G RO T T E P O MO NTE D I C A ST RO P E RE T A Lago P I T IGLI A N O di L A G O D I B O L SE N A A V A LENT A NO o l s e n a B L A G O D I BO L S E N A B  RO C C A ST RA D A Isola d'Elba  Grosseto ARCIPELAGO TOSCANO Isola Pianosa  Isola del Giglio  Grosseto               62 ISTANZE DI PERMESSO DI RICERCA 26 Lazio 2 Lazio/Toscana 5 Lazio/Umbria 7 Sardegna 4 Sicilia 16 Toscana 1 Toscana/Lazio 1 Umbria    Rieti T O BIA F iu Lago di Vico LA G O D I V I C O Chieti  L 'A Q U I LA me  Te ver e V E JA N O M O N T E RO S I M A N ZI A N A B Lago di Bracciano M A NZIA NA A L A G O D I BRA C C I A N O T O LFA LA D I SP O L I LA RI C C I A SA BA T I N I S U D FO RM E L LO M O N T E A G U Z ZO BO C C E A RO M A O V E ST RO M A C A ST E L D I G U I D O M O N T E SA L LU ST RI FI U M I C I N O LA G O D I A LBA N O LAZIO M O LET T A  Teramo  Frosinone MARE  C A M P O BA TIRRENO  Rieti  Pescara  Latina Chieti  L'AQUILA me Isernia   T O BI A F iu   Ascoli Piceno Viterbo  LA GO DI V IC O Pes cara Viterbo A RRO N E Terni Lago di Vic o Terni C A NEP INA SU T RI  2 LAZIO P I A N A D E L D I A V O LN T E C C HUMBRIA/LAZIO  MO O 1 IO C E L L E RE  3 SICILIA C A NEPINA A RL E N A D I C A ST RO 1 CAMPANIA www.eni.it 5  Teramo C E L LE R E A RLE N A D I C A ST RO C A NINO C E L L E SU L RI G O C INIGIANO P A RRA N O BA G N I AL O A ST A G N A I O 1 ISTANZA DI CONCESSIONI DI P O NC MONTE LABBRO COLTIVAZIONE C A M O N T O CTE RI G P O G G I O SA D E LNNO RT O O PO E C ENTENO  1 Toscana LA V E DU T A B M U RC I LA V E D U T A A M O N T O RI O SC A N SA N O C A ST E L G I O RG I O - T O RRE A LF I N A C A T A BBI O 10 C A ST E L V PERA RD O ISTANZE I SC C A S T E L G I O RG I O G RO T T E PO MO NTE SPERIMENTAZIONE DI P E RE T A P I T I G L I A N O D I C A ST RO g IMPIANTI PILOTA La o LA GO D O d i 3 TOSCANA I BO L SE N A A V A LENT A N B o l s e n a L A G O D I BO L SE N A B A RRO N E  Ascoli Piceno  P I A N A D E L D I A V O LON T E C C H I O MO BAGNORE Isola del Giglio Te ver e V E JA N O M O N T E RO SI M A N ZI A N A B Lago di Bracciano M A N ZI A N A A C A ST E L G I O RG I O M U RC I T O RRE A L FI N A LA O M O N T O RIV E D U T A A SC A N SA N O LA V E D U T A BC A S T E L V I SC A RD O C A ST E L G I O RG I O C A T A BBI O G RO T T E D I C A ST RO P O MO NTE P E RE T A P I T I G LI A N O La go d L A G O D I BO L SE N A A i V A LENT A NO o l s e n a B LA G O D I BO LSE N A B 23 PERMESSI DI RICERCA 1 Lazio 1 Lombardia 1 Sicilia Isola del Giglio 18 Toscana 1 Valle d’Aosta 1 Mare Tirreno L'AQUILA me SU T RI C E L LE SU L RI G O BA G N O L O P O G G IC AM O N TEO N E E O O O O SA DP O N T N RI G C E L C E RT NTO   F iu Lago di Vico LA GO DI V I C O C INIGIANO 11 CONCESSIONI DI COLTIVAZIONE 1 Emilia Romagna 1 Lazio 8 Toscana 1 Veneto Rieti T O BI A A RRO N E C A NINO  Teramo P IA N A DEL DIA V O LO EC C HI O MO NT C E L LE RE C A NEPI NA A RL E N A D I C A ST RO C A NINO Viterbo CORSICA   Ascoli Piceno Terni Isola di Montecristo Grosseto  Fermo  PERUGIA M O N T E BA M BO L I 4      re G E RFA L C O CH RI O S E C CM O N T E I U SD I N O O SA N T A C RO C E BO C C H E G G I A N O Macerata e Tev 10 ISTANZE PER SPERIMENTAZIONE DI IMPIANTI PILOTA 3 TOSCANA 2 LAZIO 1 UMBRIA/LAZIO 3 SICILIA 1 CAMPANIA www.eni.it      Siena M E N SA N O me 62 ISTANZE DI PERMESSO DI RICERCA 26 Lazio 2 Lazio/Toscana 5 Lazio/Umbria 7 Sardegna 4 Sicilia 16 Toscana 1 Toscana/Lazio Isola di Capraia 1 Umbria F iu MON O G U A RD I ST A L LT E GE M O L I          V A L LE D I SU I O Te ver e Isola Pianosa SU T RI V E JA NO ISOLE TREMITI M O N T E RO SI Lago di M A NZIA NA B M A N Z I A N Brac c iano A A Isola Caprara I. della Maddalena I. di Budelli SARDEGNA I. dell'Asinara T O LFA L A G O D I BR A C C I A N O FO RM E L L O LA RI C C I A L A D I SP O LI SA B A T I N I SU D M O N T E A G U ZZO o ltur e V F iu m Caserta I. Molara SE D I N I M A RT I S  Isola Zanone Isola Palmarola  Sas s ari Isola di Ponza Lago di Varano Lago di Lesina Q U A RT O N A P O LI ISOLE PONTINE A V E RN O I. Procida FO RI O D 'I S C H I A Isola T RI P P O D I -RO T A RO - M O N T A G N O N E d'Ischia MO NTE EPO MEO M O LET T A  Frosinone MARE Isernia   Nuoro  C AMPOBASSO C U G L I E RI CAMPANIA Foggia   Latina Oglias tra  V A L L E D I SU I O  Oris tano Emilia Romagna Lazio Toscana Veneto Medio  Campidano F iu ur Vo lt me no  Benevento  Caserta I GI A SI LI Q U A Isola Zanone Isola Palmarola Carbonia I gles ias Isola di Ponza C A GL IA R I  Q U A RT O A G N A N O - SO L FA T A RA A GNA NO  A V E RN O ISOLE PONTINE  Avellino NAPOL I Isola Serpentara Isola di S. Antioco Isola di Ventotene www.eni.it 1 Lazio 1 Lombardia 1 Sicilia 18 Toscana 1 Valle d’Aosta 1 Mare Tirreno Iso la d ' Isc ia h I. Pro c a id T RI P P O D I - RO T A RO FO RI O M O N T A GNO NE F O RI O D 'I SC H I A MO NTE EPO MEO 6 | 127 | A G N A N O -SO L FA T A RA ISC HIA Isola di Ventotene Isola di S. Pietro Av  L A G O D I A L BA N O TIRRENO Be  Olbia - Tempio M O N T E SA L L U ST RI FI U M I C I N O 1 1 8 1 no  A N GLO N A BO C C E A RO M A O V E ST ROMA C A ST E L D I G U I D O Isola San Domino I. di Caprera I. Tavolara Salerno  POTENZA  Sa 
  • 123. | Martini |     11 CONCESSIONI DI COLTIVAZIONE 1 Emilia Romagna 1 Lazio 8 Toscana 1 Veneto       23 PERMESSI DI RICERCA 1 Lazio 1 Lombardia 1 Sicilia 18 Toscana 1 Valle d’Aosta 1 Mare Tirreno MARE TIRRENO MERIDIONALE Isola di Pantelleria Isola di Ustica Isola Stromboli ISOLE EOLIE Isola Filicudi C A M P O G E O T E RM I C O P A N T E L L E RI A C A M P O G E O T E RM I C O E O LI A N O P A N T E LLE R I A         1 ISTANZA DI CONCESSIONI DI Isola di Favignana COLTIVAZIONE 1 Toscana      10 ISTANZE PER SPERIMENTAZIONE DI IMPIANTI PILOTA 3 TOSCANA 2 LAZIO 1 UMBRIA/LAZIO 3 SICILIA 1 CAMPANIA www.eni.it Isola Alicudi Isola Lipari 62 ISTANZE DI PERMESSO DI RICERCA 26 Lazio 2 Lazio/Toscana 5 Lazio/Umbria 7 Sardegna 4 Sicilia 16 Toscana 1 Toscana/Lazio Isola di Levanzo 1 Umbria  Isola Panarea Isola Salina SC A UR I P A N T E LLE RIA Isola Vulcano SICILIA  Messina  PALERMO  Trapani ISOLE EGADI Isola di Marettimo M A ZA RA DE L V A LLO  Enna C A M P O GE O T E R M I C O SC I A C C A Catania   Caltanissetta 7 C AMPO G E O T E RM IC O G E RB I N I N A FT I A  Agrigento Siracusa Geothermal production in Italy since year 2000 to 2010 www.eni.it 8 Extent and power trend of geothermal plants in Italy www.eni.it 9 | 128 | Ragusa 
  • 124. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? 2) PIATTAFORMA TECNOLOGICA Last year was created at the Ministry of Education, University and Research the Italian Technology Platform for the Geothermal Energy between technical and scientific boards and companies, with the participation of some governmental bodies such as Ministry of Economic Development – DGRME (General Directory for Mining and Energy Resources). As a first step it was issued a draft for a Geothermal Energy Research Strategic Plan with the aim of fostering a technological system to develop the huge geothermal potential of Italian territories. Hereof follow potentialities for national geothermal sector: www.eni.it 10 Timing of geothermal technologies development: TECHNOLOGIES 5 10 15 years HYDROTHERMAL X EGS X X OFF SHORE X X X UNCONVENTIONAL X X X HEAT CHANGER EGS X X X www.eni.it 11 Geothermal electric national power assessment (MW): TECHNOLOGIES 10 15 years HYDROTHERMAL 2000 3000 EGS 500 1500 HEAT CHANGER EGS 50 200 OFF SHORE 600 1200 UNCONVENTIONAL 0 500 www.eni.it 12 | 129 | | Martini |
  • 125. | Martini | B. ITALIAN ENERGY STRATEGY 1) INTERNATIONAL ENERGY FRAMEWORK 2) NATIONAL ENERGY STRATEGY www.eni.it 13 Energy demand in the world is esteemed increasing, but a flat one in industrialized countries and strongly growing in the developing ones +1,6% GDP unit energy quantity reducing on 2% per year +2,7% 65% Non-OECD 54% OECD 46% 35% +0,2% www.eni.it 2010 14 2030 Fonte: BP Energy Outlook 2011 Gas and renewable energies are more and more increasing among power sources, while oil will reduce significant market rates. Evolution on energy consumption per source www.eni.it 15 Fonte: BP Energy Outlook 2011 | 130 |
  • 126. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? | Martini | Key-elements of National Energy Strategy ▪ Energy sector in international context is growing fast, with an increasing demand – mostly in developing countries - and two energy sources deemed as 'winners', such as gas and renewable energies. ▪ New National Energy Strategy is focused on clear objectives and suitable for country's growth needs and maintenance of environmental impact standards : - A more competitive Energy in terms of costs, as a benefit for households and enterprises; - Increased safety and autonomous supply system; Sustainable economic growth through the development of energy sector. ▪ In order to carry out our plans and taking account of consolidated issues, our efforts are focused on five points : - Energy Efficiency - South-European Gas Hub Development: - Sustainable development of renewable energies - Revival of hydrocarbons domestic production www.eni.it - Management system implementation 16 Within Climate-Energy Set (the so called “20-20-20”) Italian target for the renewable energies is equal to 17% of total consumption Impact of renawable energy on total consumption, 2020 Goals for sector (National Action Plan – 2010) 26% (~100 TWh) Electricity Total Italian target 17% Heating 10% 17% Transport www.eni.it In the electric sector by 8 years in advance the target for 2020 is nearly achieved Annual production (TWh) 105 ~100 TWh 2020 target 100 95 90 85 85 77 80 75 70 63 65 58 60 55 50 48 0 www.eni.it 2007 08 09 10 11 2012 18 | 131 |
  • 127. | Martini | Government intends to continue to develop renewable energy exceeding the UE targets ’20-20-20’ … Strategic benefits of renewable energy compared to traditional sources: Low environment impact Less dependence on imported fossil fuels, with improvement on balance of payments and certainty of supply Flattening the demand curve (for FV), with potential positive impact on wholesale market Gradual reduction in the benefit of historical cost (solar power toward ”grid parity”) Major impact on the national economic chain New goals of electricity from renewable production: Above 30% (>100 TWh) www.eni.it 19 … And continuing to support the domestic industry that is developing Rates of the national contribution compared to the whole life total cost (investments + operating costs and fuel) – estimes…. 80-90% Growing from ~25% in 2008 90% Biomass Geothermal 80% 70% 50% 20% Gas Solar power (combined www.eni.it cycle) Wind power Hydro Measures adopted to fix the quota of the annual installed power Power > 5.000 kW (20.000 per idro e geo) 50 - 5.000 kW (50 - 20.000 per idro e geo) www.eni.it 1 - 50 kW Measures adopted Access of plants in case they win bid to fall of incentives in quantities predetermined annual power Access of plants after they have been entered in log in predetermined quantities of annual power Free access to incentive systems after the entry into service 21 | 132 |
  • 128. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? AUS SV IZ ZE TRI A RA SL O  V E N TRENTO C. ITALIAN GEOTHERMAL EXPECTATIONS IA  AOSTA  TRIESTE  MILANO C  VENEZIA R O A Z IA  TORINO  BOLOGNA  GENOVA F R A N C IA  FIRENZE E  ANCON A R BO Z E SN G O IA V IN  PERUGIA M A A RE AD  L'AQUILA CORSICA RI AT  ROMA  MA CAMPOBASSO RE AD R IA T I IC O CO  BARI  NAPOLI F ORIO  POTEN ZA MA R E TIR R EN O  CAGLIARI  CATANZARO MARE ION IO  PALERMO CA T A L G E R I A U NA LE DI SI CI LI A www.eni.it N IS IA 22 ISOLA DI MALTA Decreto legislativo 11/02/2010, n. 22 Riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche Art. 1, comma 3-bis. Al fine di promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuove centrali geotermoelettriche a ridotto impatto ambientale di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, sono altresì di interesse nazionale i fluidi geotermici a media ed alta entalpia finalizzati alla sperimentazione, su tutto il territorio nazionale, di impianti pilota con reiniezione del fluido geotermico nelle stesse formazioni di provenienza, e comunque con emissioni nulle, con potenza nominale installata non superiore a 5 MW per ciascuna centrale, per un impegno complessivo autorizzabile non superiore ai 50 MW; per ogni proponente non possono in ogni caso essere autorizzati più di tre impianti, ciascuno di potenza nominale non superiore a 5 MW. C.1 ZERO EMISSIONS GEOTHERMAL PLANTS 1) PILOT PLANTS: DEMONSTRATION AND EXPERIMENTAL PLANTS 2) POTENTIAL AND SATELLITE MARKET ON NATIONAL SCALE www.eni.it 23 www.eni.it 24 | 133 | | Martini |
  • 129. | Martini | C.2 OFFSHORE GEOTHERMY Exploration permit Southern Mediterranean Sea 1 – MARSILI V o l c a n www.eni.it 25 Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse web site: www.sviluppoeconomico.gov.it email: antonio.martini@sviluppoeconomico.gov.it unmig.direzione@sviluppoeconomico.gov.it www.eni.it | 134 |
  • 130. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? | Gilardoni | Impatto delle energie rinnovabili nel tessuto sociale ed economico Prof. Andrea Gilardoni Presidente OIR Fonti energetiche rinnovabili: quali prospettive? Potenza, 20 luglio 2012 Indice • L’Osservatorio OIR • I costi e benefici delle rinnovabili per l’Italia: sintesi di uno studio a livello nazionale • Focus sulla Basilicata: impatto del Piano energetico regionale del 2010 2 L’Osservatorio OIR | 135 |
  • 131. | Gilardoni | L’Osservatorio e i suoi Partner • Avviato nel 2008 dalla collaborazione tra AGICI, UniCredit e GSE. • Elabora quadri aggiornati delle principali dinamiche delle rinnovabili in Italia e nel mondo. • Luogo di incontro privilegiato per le diverse imprese attive nelle rinnovabili, finanza e P.A. • Formula proposte costruttive destinate al sistema politico-amministrativo. Partner Strategici Partner OIR 2012 4 L’Osservatorio: schema di attività Attività Internazionali OI R Attività Nazionali Seminari Rapporto Annuale Studi di mercato: Country Report Working Paper/ studi ad hoc Advisory Convegno annuale Il Network Nazionale e Internazionale dell’OIR 5 Le attività nazionali: i rapporti annuali Disponibile il Rapporto 2012 6 | 136 |
  • 132. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? | Gilardoni | Attività internazionali: I seminari sui grandi mercati emergenti Seminari Workshop per dibattere concretamente col mondo imprenditoriale italiano le opportunità di business nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica in quattro grandi mercati emergenti: Le opportu nità per le imprese ita liane in Su d Africa Milano, 24 Settembre 2012 Cina: Milano - 21 marzo 2011 Russia: Milano - 20 Maggio 2011 India: Milano - 7 Luglio 2011 Brasile: Milano - 30 Settembre 2011 Turchia: Milano - 16 marzo 2012 Country Report on Renewables Rapporti approfonditi sul settore delle rinnovabili in specifici Paesi I costi e benefici delle rinnovabili in Italia: Sintesi di uno studio a livello nazionale Il quadro d’insieme 2002-2011 • Forte spinta alle rinnovabili: crescente fabbisogno energetico e maggiore sensibilità ambientale, espressa attraverso normative internazionali (Protocollo di Kyoto) ed europee (obiettivi al 2020) • Sviluppo industria delle rinnovabili: ha generato lavoro e competenze, sostenuto la bilancia commerciale con l’estero, promosso approvvigionamenti energetici sicuri e a prezzi prevedibili, ha originato miglioramenti tecnologici alla base della progressiva riduzione dei costi di generazione • Inefficiente governo: eccessivi oneri di incentivazione impegnati tra 20072011; tardivo tetto ai sostegni, forte peso su bollette consumatori per anni, salvo…. • Vivace dibattito sui reali costi e benefici: condizionato da pregiudizi e interessi, scarso rigore scientifico e focalizzazione su temi importanti ma parziali (ad es. emissioni o occupazione). In questo quadro l’OIR ha sviluppato una attenta analisi dei reali costibenefici delle rinnovabili al 2030 in Italia alla luce delle esperienze maturate tra il 2008 e il 2011. I risultati evidenziano significativi impatti positivi sul Paese e stimolano riflessioni sulle politiche energetiche complessive. 9 | 137 |
  • 133. | Gilardoni | Metodo di lavoro. I passi fondamentali 10 Le filiere considerate, i costi e i benefici Le filiere considerate Benefici 1. Eolico • • • • • • • • • • • Onshore • Offshore 2. Biomasse • Solide • Liquide • Gassose discarica da residui agricoli Mancate emissioni di CO2 Mancate emissioni di NOX Mancato import di comb.li fossili Costo opportunità import comb.li fossili Occupazione diretta Occupazione indiretta Appiattimento della curva di domanda Export componentistica Royalties IMU 3. Idrico Costi • Mini hydro • Grande hydro • • • • • 4. Solare • Fotovoltaico • Concentrazione 5. Geotermico Incentivi Consumo fuel Costo opportunità import fuel Intermittenza Import componentistica 11 Investimenti 2008-2011: lo “start-up” (1/2) Stima Benefici Stima Costi (€ x 1.000.000) (€ x 1.000.000) Incentivi 89.259 Emissioni CO2 5.356 Emissioni NOX 243 Costo intermittenza 1.013 25.755 Import di biomasse 3.105 Mancato import combustibili fossili Costo opportunità import comb.li fossili 9.001 Costo opportunità import biomasse Nuova occupazione 34.713 Import netto componenti Appiattimento curva domanda 22.734 TOTALE Export netto componenti Royalties IMU 642 12.527 106.546 469 3.016 NOTA: Dati attualizzati al 5%. 2.244 TOTALE 103.530 Saldo netto: -3 Mld € Il bilancio dello “start-up” 2008-11 (esteso al 2030) è negativo per 3 Mld €. L’installato eolico, idroelettrico, geotermico e delle biomasse è in linea con il PAN. Insufficiente il controllo delle installazioni PV e dei relativi oneri. 12 | 138 |
  • 134. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? | Gilardoni | Investimenti 2008-2011: lo “start-up” (2/2) Benefi ci (ml n €) C osti (ml n €) Sal do (ml n €) Saldo (€/ MWh) Benefi ci / C osti Idroelettrico 0,5 11.559 5.948 5.610 26 1,94 Geotermico 0,1 654 80 574 71 8,22 Bioenergie 1,4 11.276 11.108 168 1 1,02 Fotovoltaico 12,6 64.049 86.466 -22.418 -74 0,74 Eolico 4,1 15.993 2.943 13.050 99 5,43 TOTALE 18,6 103.530 106.546 -3.016 -4 0,97 Fonte: Elaborazioni Agici, 2012 Instal l ato 2008-2011 (GW) NOTA: Dati attualizzati al 5%. Il dato globale è condizionato dalle varie filiere. Geotermico e eolico producono i maggiori benefici netti anche grazie alla industria esportatrice. Il PV ha un saldo negativo per l’inefficace controllo degli oneri di incentivazione, per riferimenti normativi incostanti e sub-ottimali (Salva Alcoa) nonché per il robusto import di componenti nel 2010 e ancor di più nel 2011. Si noti che il PV genera i benefici lordi massimi. Per le bioenergie il saldo è poco sopra la pari: pesa il forte sviluppo di impianti ad oli vegetali il cui import grava sui conti. 13 Investimenti 2012-2020: una nuova prospettiva di generazione di ricchezza (1/2) Stima Costi (€ x 1.000.000) Stima Benefici (€ x 1.000.000) Emissioni CO2 Emissioni NOX Mancato import combustibili fossili Costo opportunità import combustibili fossili Nuova occupazione Appiattimento curva domanda Export netto componenti Royalties IMU TOTALE Incentivi Intermittenza Import di biomasse Costo opportunità import biomasse Import netto componenti 44.079 1.080 69 19 222 TOTALE 4.785 202 29.298 6.696 45.541 12.626 21.696 1.171 2.179 45.467 NOTA: Dati attualizzati al 5%. 124.194 Saldo netto: 79 Mld € Nell’ipotesi di perseguimento del PAN e del 4° conto energia per il PV, il bilancio costi-benefici per le installazioni attese tra il 2012 e il 2020 è stimabile in 79 Mld €. 14 Fonte: Elaborazioni Agici, 2012 NOTA: Dati attualizzati al 5%. Investimenti 2012-2020: una nuova prospettiva di generazione di ricchezza (2/2) Installato Benefici 2012 - 2020 (mln €) (GW) Idroelettrico Geotermico Bioenergie Fotovoltaico E olico C SP TOTAL E Costi (mln €) S aldo (mln €) S aldo Benefici/ Costi (€/ MWh) 9.790 7.416 2.374 17 1,32 0,1 3.528 2.148 1.380 24 1,64 1,0 11.251 9.100 2.150 19 1,24 17,3 72.707 17.297 55.410 168 4,20 5,3 24.383 6.966 17.417 123 0,6 2.535 2.539 -5 0 1,00 25,3 124.194 45.467 78.726 98 2,73 1,0 3,50 La Tabella riassume i benefici attesi per filiera. Il tetto agli incentivi per il PV contribuisce a contenere i costi associati a questa tecnologia a differenza del periodo 2008-2011. Anche le bioenergie presentano migliori risultati prevalentemente per il ridotto import di oli vegetali. 15 | 139 |
  • 135. | Gilardoni | Il bilancio complessivo: dal 2012 si raccolgono i frutti Stima Benefici Stima Costi (€ x 1.000.000) (€ x 1.000.000) Incentivi Emissioni CO2 10.141 Emissioni NOX 445 Costo intermittenza 2.093 Mancato import combustibili fossili 55.052 Import di biomasse 3.173 Costo opportunità import comb.li fossili 15.697 Costo opportunità import biomasse Nuova occupazione 80.254 Import netto componenti Appiattimento curva domanda 35.360 TOTALE Export netto componenti 22.165 Royalties IMU 4.187 133.338 660 12.749 152.013 NOTA: Dati attualizzati al 5%. 4.423 TOTALE 227.724 Saldo netto: 76 Mld € Nelle Figure si rappresentano i costi e i benefici delle rinnovabili nel periodo 2008-2030. Gli incentivi costituiscono la principale voce di costo. I benefici più rilevanti sono la nuova occupazione, il mancato import di combustibili fossili e l’appiattimento della curva di domanda elettrica dovuta al PV. 16 Alcune conclusioni… 1. Chiusa definitivamente la pagina dei sostegni indiscriminati e onerosissimi alle rinnovabili 2. In due anni è cambiato fortemente il quadro: Crollo dei consumi energetici nazionali, esplosione delle rinnovabili, bolletta troppo cara (impatto sulla capacità di competere), grande eccesso di capacità installata vs domanda di picco (120.000 MW/56.000 MW), impatto sulla rete di distribuzione e relativi costi, ecc 3. Forte calo/crollo del costo delle rinnovabili : la grid parity è sostanzialmente raggiunta Necessità di ripensare integralmente il sistema: basterà il nuovo Piano Energetico Nazionale? 17 Focus sulla Basilicata: impatto del Piano energetico regionale del 2010 | 140 |
  • 136. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? | Gilardoni | Il potenziale FER della regione Basilicata Mini-Hydro E olico PV Biomasse 50 48 359  Ampio potenziale FER per la Regione Basilicata 981  Particolarmente rilevanti gli spazi per l’eolico: nella Regione presente l’8% del potenziale nazionale Il potenziale FER della  Rilevanti anche i margini per il PV Regione Basilicata, MW. Fonte: Agici su Regione Basilicata, 2012 19 Quali benefici dallo sfruttamento del potenziale della Basilicata? 0,5 8,7 Mancate emissioni CO2 63,3 Mancate emissioni NOX 0,3 Mancato import gas PVPeakshaving Mancate emissioni CO2 (ton) Mancate emissioni NOX (ton) Mancato import gas (bcm) Occupazione (n. occ. dir.) 611.040 338 0,27 2.113 Occupazione 325,8 Benefici delle rinnovabili per la Basilicata al 2020, mln €. Fonte: Agici, 2012  Benefici al 2020 pari a 400 milioni di €  Tale valore è uguale al 5% del PIL 2011 della Regione  L’impatto occupazionale è il più rilevante  Importante anche il mancato import di gas 20 Quali filiera generano gli impatti più positivi? Mini-Hydro E olico PV Biomasse 13 8 146 232  La filiera PV genera i maggiori impatti soprattutto a causa degli impatti occupazionali generati  L’eolico è la seconda fonte con 146 mln € di benefici  Modesto l’impatto per le altre fonti a causa del basso numero di MW ancora installabili Benefici delle rinnovabili per la Basilicata al 2020, mln €. Fonte: Agici, 2012 21 | 141 |
  • 137. | Gilardoni | Focus sugli impatti occupazionali Mini-Hydro Eolico PV Biomasse 31 24  Oltre 2.000 nuovi occupati creati: l’1% della popolazione attiva  Il PV è la filiera che genera le maggiori ricadute con oltre 1.000 nuovi occupati  Circa 1.000 nuovi posti di lavoro creati nella filiera eolica  Meno rilevanti le altre filiere 981 1.077 Impatti occupazionali per fonte Fonte: Agici, 2012 22 Grazie per l’attenzione! andrea.gilardoni@unibocconi .it | 142 |
  • 138. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? | Marchese | Convegno: “Fonti energetiche innovabili. Quali prospettive?” Potenza, 20 Luglio 2012 Relazione del Direttore Generale - Avv. Giandomenico MARCHESE CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” FOCUS 1. S.E.L. oggi 2. ENERGIE RINNOVABILI: SCENARI (Internazionali e Nazionali) 3. LA BASILICATA E L’ENERGIA : Petrolio e Rinnovabili. Memorandum, PIEAR e Burden sharing 4. S.E.L. domani Pag. 3 di 20 CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” Focus 1 S.E.L. oggi 1. Le norme La Società Energetica Lucana S.p.A., istituita con L.R. n. 13 del 31 luglio 2006, è chiamata a “supportare le politiche energetiche regionali”, ponendo in essere “azioni miranti a migliorare: la gestione della domanda e dell’offerta dell’energia, la promozione del risparmio e dell’efficienza energetica a favorire un migliore utilizzo delle risorse energetiche locali, convenzionali e rinnovabili, operando altresì nei mercati dell’energia elettrica e del gas”. Come meglio definita nel Piano d’Indirizzo Energetico Ambientale Regionale (PIEAR) di cui alla L.R. n. 1/2010, “la mission specifica di SEL è: la valorizzazione e la gestione delle risorse degli asset strategici messi a disposizione dall’azionista per implementare azioni finalizzate alla creazione di esternalità positive per le comunità locali: cittadini, famiglie, imprese ed istituzioni pubbliche.” Pag. 4 di 20 | 143 |
  • 139. | Marchese | CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” Sono, inoltre individuati diversi obiettivi, da conseguirsi mediante specifiche linee di intervento: 1. realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili su aree attualmente non utilizzate o scarsamente utilizzate (terreni regionali, terreni di Enti Pubblici Economici della Regione, superfici di edifici di proprietà pubblica regionali); 2. aggregazione, razionalizzazione e acquisto aggregato di Energia per la P.A. lucana e per i soggetti privati Interessati; 3. interventi di efficientamento energetico dei grandi energivori pubblici; 4. formazione, alta formazione e ricerca sul settore energetico (con particolare riferimento a produzioni innovative di energia e realizzazione di eventuali impianti e/o prototipi in spin off); 5. informazione, education e servizi di supporto ai cittadini; 6. valorizzazione del gas naturale della Regione; 7. contributi alle imprese che adottino o si impegnino ad adottare interventi per il risparmio energetico; 8. consulenza e supporto alla Regione Basilicata ed alla Pubblica Amministrazione lucana. Pag. 5 di 20 CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” 2. Le attività La Società è attualmente impegnata in una serie di attività, molto diversificate tra loro, che vanno: attività di studio e consulenza tecnico-giuridica in materia energetica a supporto dell’Amministrazione regionale “allargata” (Regione, Comuni, Aziende Sanitarie, Enti sub-regionali…): partecipazione ai lavori dei tavoli legislativi e di regolamentazione nazionale e regionale, redazione di studi di fattibilità in materia energetica, pianificazione e programmazione strategica partecipazione ai lavori sul Memorandum d’Intesa PAES attività di centrale di committenza per l’energia e per il gas monitoraggio delle royalties del gas, attività di carattere più propriamente “industriale”, volte prevalentemente alla realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonte solare fotovoltaica. Tutte attività che riguardano settori con forti elementi di specializzazione e differenziazione tra loro, che richiedono pertanto prestazioni altamente qualificate e a cui si fa fronte con una struttura snella e flessibile. Pag. 6 di 20 CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” Tra queste attività, per il loro peso specifico (in termini di costi, impegno finanziario e utilizzo di risorse umane) sul contesto aziendale, meritano particolare menzione: o L’ATTIVITÀ “INDUSTRIALE” - prevede essenzialmente la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile. La pianificazione degli investimenti in tale ambito ha riguardato una pluralità di interventi ed è stata volta, in particolare, allo sfruttamento del solare-fotovoltaico associato ai seguenti Progetti/Operazioni: -SOLE per A.L. (PO FESR) -SOLE per le AZIENDE SANITARIE (PO FESR) -ACCORDI con i COMUNI e con la REGIONE BASILICATA - progettazione di impianti definiti “GRANDE FOTOVOLTAICO” (Aliano): su tali impianti anche alla luce del recente decreto disciplinante il V conto energia e della normativa (art. 65 D.L. n. 1/2012 come convertito dalla L. n. 27 del 24 marzo 2012) in merito alla realizzazione degli impianti in aree agricole sono in corso studi di fattibilità per la realizzabilità in grid parity. Pag. 7 di 20 | 144 |
  • 140. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” Vantaggi -Risparmio sulla bolletta a carico del bilancio regionale. -Aumento della produzione di energia da fonte rinnovabile e diversificazione energetica regionale. Criticità -Procedure burocratico amministrative farraginose. -Normativa e politica incentivante in continua evoluzione che non consente pianificazioni di medio e lungo periodo; -Onerosità e responsabilità connesse alle attività di attuazione; o PIANI DI AZIONE PER L’ENERGIA SOSTENIBILE (PAES) - attività di supporto, con il ruolo strategico delle Province, svolta a favore dei Comuni nell’ambito del programma europeo ‘Covenant of Mayors’. L’attività si sostanzia nella redazione dei Piani di Azione per l’Energia Sostenibile, quali strumenti per la programmazione delle politiche energetiche locali, a favore dei Comuni sottoscrittori dell’accordo attualmente anche finanziato con le risorse finanziarie del PO FESR. Pag. 8 di 20 CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” Importante e strategica attività anche per la rilevanza attribuita dal Piano di Azione Italiano per l’Efficienza Energetica (PAEE) Vantaggi -Buona prassi per la pianificazione degli interventi in materia energetica. -Aumento della possibilità di politiche di monitoraggio e coordinamento al fine di perseguimento di obiettivi di livello regionale. -Ricadute positive in termini ambientali e socio-economici. -Strumenti di partecipazione della collettività alle scelte strategiche locali. Criticità -Necessita di un maggior coordinamento tra la redazione dei piani locali con la programmazione regionale in materia. -Copertura finanziaria degli interventi previsti nei Piani, anche attraverso un maggior coordinamento con la programmazione finanziaria regionale. -Copertura finanziaria dei futuri costi di gestione per l’attività di monitoraggio ed aggiornamento dei PAES. Pag. 9 di 20 CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” o ACQUISTO AGGREGATO - la Società svolge anche la funzione di centrale di committenza (ex l.r. 31/2008 art. 9) per l’abbattimento dei costi di energia elettrica e gas attraverso l’aggregazione dei consumi delle Pubbliche amministrazioni regionali. Vantaggi -Monitoraggio dei consumi energetici della P.A. regionale “allargata”. -Aumento della possibilità di pianificazione e coordinamento di politiche volte perseguimento di obiettivi di livello regionale. -Risparmi di spesa ed economie di scala anche nello spirito delle recenti leggi emanate in materia dal legislatore nazionale. -Replicabilità. Criticità -Acquisizione, gestione e organizzazione di una mole notevole di dati. -Gestione rapporti con gli enti. -Gestione passaggi contrattuali. Pag. 10 di 20 | 145 | | Marchese |
  • 141. | Marchese | CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” Focus 2 ENERGIE RINNOVABILI: SCENARI (Internazionali e Nazionali) 1. Scenario A fronte degli obiettivi c.d. 202020 posti dall’Unione Europea, l’Italia si trova a dover pianificare lo sviluppo della produzione e definire e stimolare politiche di efficienza nei consumi. Gli obiettivi europei infatti si raggiungono non solo attraverso la sviluppo della produzione rinnovabile ma anche attraverso la riduzione dei consumi (efficienza energetica) Lo sviluppo delle rinnovabili costituisce un obbligo nell’ambito della Strategia europea 20/20/20, un’opportunità per la diversificazione energetica e la tutela dell’ambiente, ma anche e soprattutto un’occasione di sviluppo (nella ricerca e innovazione, nel settore industriale, per la crescita dell’occupazione). Pag. 11 di 20 CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” In questo scenario un ruolo determinante è quello delle istituzioni pubbliche da esercitarsi nell’ambito di una strategia energetica definita e di lungo periodo, in un contesto normativo- amministrativo chiaro e snello, in cui è imprescindibile una politica incentivante lo sviluppo delle rinnovabili, la promozione dell’efficienza, il sostegno a innovazione e ricerca capace di portare a ricadute positive su industria (creazione filiera nazionale) e occupazione La sviluppo delle rinnovabili in Italia, soprattutto del fotovoltaico, è stato sostenuto da una politica incentivante che ha presentato luci ed ombre ma si è dimostrata imprescindibile per lo sviluppo del settore. Oggi, pare profilarsi una nuova strategia di approccio all’incentivazione ed allo sviluppo energetico più in generale (punto dolente – non chiaramente delineata), testimoniata da ultimo dai due decreti sulle rinnovabili elettriche di recente emanazione, più virtuoso, basato sull’efficienza dei costi, su un sistema di generazione diffusa della produzione di energia elettrica (incentivazione di piccoli impianti destinati prevalentemente all’autoconsumo anche per esigenze di sicurezza del sistema elettrico nazionale) e sulla massimizzazione del ritorno economico e ambientale per il Paese e con una re-indirizzamento che privilegi settori fino ad oggi trascurati (calore ed efficienza) su cui pare siano destinate a concentrarsi le restanti risorse a disposizione sino al 2020 per il conseguimento degli obiettivi europei. Pag. 12 di 20 CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” 2. Prospettive Appare chiara la scelta già effettuata a livello nazionale (vedi i due recenti decreti) di una nuova strategia e di un nuovo modello di sviluppo energetico che sia basato su: o Politiche mirate, chiare e di lungo periodo con obiettivi e strumenti definiti; o Snellimento ed omogeneizzazione delle procedure burocratiche - amministrative; o Razionalizzazione dei ruoli degli attori istituzionali e maggior coordinamento tra gli stessi; o Ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse finanziare, evitando gli eccessi e coniugando efficienza dei sistemi di incentivazione ad una adeguata redditività degli investimenti; o Agire sulla produzione ma anche sull’efficienza energetica (incentivi e sensibilizzazione), maggiore impegno in ricerca e sviluppo. o Risolvere le criticità infrastrutturali, senza le quali diventa impossibile vincere la “sfida rinnovabile”. In questo nuovo scenario il SUD e la Basilicata occupano una posizione strategica e costituiscono una grande opportunità per il Paese per la “ricchezza” dei territori e per ruolo che possono svolgere nell’area mediterranea, anche per la presenza (prevista) di importanti reti transnazionali. Pag. 13 di 20 | 146 |
  • 142. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” Focus 3 LA BASILICATA E L’ENERGIA : Petrolio e Rinnovabili. Memorandum, PIEAR e Burden sharing 1. Scenario Nell’ambito dello scenario illustrato e in vista degli obiettivi europei, regionalizzati con il c.d. Decreto Burden sharing dello scorso 15 marzo 2012, la Basilicata è candidata a rivestire un ruolo di rilievo: - per le risorse naturali di cui dispone; -per il contesto socio economico e territoriale (una grande regione, con grandi ricchezze naturali e di “piccoli numeri”) che ne fa luogo ideale di sperimentazione del “futuro” (sviluppo sostenibile); - e, anche, per la posizione geografica strategica che occupa in un contesto internazionale. Pag. 14 di 20 CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” 2. La sfida Coniugare ambiente e sviluppo, utilizzare le ricchezze naturali del territorio per creare nuova ricchezza e realizzare il passaggio dall’economia del petrolio all’economia sostenibile. Tale azione mi sembra che sia ben contemplata nei documenti che sta predisponendo la Regione Basilicata nelle varie interlocuzioni in materia di memorandum. Trasformare l’obiettivo imposto alla Basilicata dal burden sharing (33,1% del consumo da rinnovabili) nell’ambito della Strategia 20/20/20 in occasione di nuovo sviluppo attraverso la definizione di una nuova strategia energetica. 3. Quale modello Rinnovabile diffuso (produzione ed efficienza), più adatto al contesto della nostra regione, in modo da garantirsi l’autosufficienza energetica, o HUB-energetico, grandi interventi in grado di garantire nuova ricchezza, anche oltre ed al di là del petrolio ? La scelta ai rappresentanti della Comunità. Ma non è detto che un’opzione escluda l’altra. Entrambe potrebbero essere strade percorribili in una nuova strategia di crescita che, in occasione ed in ottica burden sharing, partendo dal PIEAR permetta di ridefinire e perseguire gli obiettivi di crescita ed il futuro della regione. Pag. 15 di 20 CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” 4. Come fare Naturalmente il modello di sviluppo è legato a doppio filo alle scelte ed input (per competenza) del livello nazionale e risente delle stesse criticità (alcune delle quali si ripropongono negli stessi termini anche a livello locale). Opportunità Definizione di una strategia di crescita chiara e di lungo periodo, che permetta di perseguire gli obiettivi imposti con il burden sharing trasformandoli in occasione, attraverso: o Sviluppo della produzione da rinnovabili pianificato, utilizzando le potenzialità del territorio ed in particolare quelle non ancora sfruttate (Investigando le cause ed definendo i possibili rimedi allo scarso sviluppo o assenza di alcune settori, (ad es. biomasse solide, geotermico, etc., cfr. il recente volume dello SVIMEZ sul tema); Pag. 16 di 20 | 147 | | Marchese |
  • 143. | Marchese | CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” o Investire su ricerca e innovazione, attraverso il coinvolgimento e coordinamento di tutti i possibili attori (Amministrazioni, Università, Enti di ricerca, Categorie), affinché siano da traino allo sviluppo del rinnovabile, alla creazione di una nuova filiera industriale alla crescita dell’occupazione; o Investire su ed incoraggiare efficienza e risparmio energetico (occasione per il sostegno e lo sviluppo ad esempio del settore edilizio, importante fattore dell’economia locale), anche attraverso la messa a frutto dei “ritorni” dallo sfruttamento delle fonti convenzionali (petrolio e Memorandum). o Sensibilizzare ed incoraggiare mediante incentivi diretti a famiglie ed imprese comportamenti virtuosi finalizzati a promuovere investimenti in processi o prodotti caratterizzati da un più contenuto utilizzo energetico. Criticità o Razionalizzazione competenze e coordinamento degli attori: individuare in maniera univoca i ruoli dei diversi soggetti istituzionali coinvolti nei processi Pag. 17 di 20 CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” o Snellimento procedure, e semplificazione iter burocratici ed amministrativi (agendo anche a livello nazionale) che costituiscono una importante criticità per l’utilizzo dei fondi pubblici (pensiamo alle risorse dei fondi comunitari 2007/2013 e per il prossimo settennio) e per gli investimenti privati nel settore (sviluppo finanza di progetto); o Problema delle infrastrutture energetiche, vero vincolo allo sviluppo (sia che la scelta sia per l’HUB energetico che per lo sviluppo diffuso)1. Una soluzione – tutta locale ed indipendente dagli attori nazionalipotrebbe venire dalle smart-grids, ma anche in questo caso sono necessarie scelte di indirizzo, investimento e un ruolo importante gioca, ancora una volta, la ricerca e l’innovazione. 1 Esempio concreto: Il DM FER Elettriche non fotovoltaiche del 6 luglio scorso ha previsto all’articolo 25, comma 2, che l’Autorità aggiorni le proprie deliberazioni tenendo conto, ove necessario, delle zone critiche, ad elevata concentrazione di impianti non programmabili, per le quali i gestori di rete propongano motivate misure di programmazione dell’ulteriore capacità produttiva incentivabile ovvero l’adozione di specifici dispositivi di sicurezza, a carico dei soggetti realizzatori; Pag. 18 di 20 CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” Focus 4 S.E.L. domani S.E.L. può essere attore determinante sulla scena, qualunque sia il modello di sviluppo prescelto, quale: supporto alle politiche di programmazione e raccordo tra i vari livelli istituzionali ed i vari attori (non solo istituzioni, università ed enti ricerca ma anche e soprattutto mondo produttivo e cittadini), ricordando la mission assegnata stimolo e sostegno all’effettuazione degli interventi nel settore ; ma anche intervenendo direttamente per il perseguimento e realizzazione degli obiettivi posti. Pag. 19 di 20 | 148 |
  • 144. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” 1. S.E.L. energy manager regionale L’insieme delle attività previste in capo alla Società, o comunque svolte dalla stessa, merita una riconsiderazione alla luce dei nuovi scenari nazionali ed internazionali in ambito energetico. Occorre in tal senso considerare le possibili evoluzioni legate alla green economy ma anche alle fonti tradizionali, ed in particolare a tutte le attività connesse alle estrazioni petrolifere. Le stesse avranno un’incidenza significativa sul contesto regionale e sulle politiche di sviluppo in materia, da quelle necessariamente dettate dal c.d. Burden sharing al Memorandum d’Intesa sul petrolio. In questo contesto la Società Energetica Lucana si candida ad essere organo di consulenza e programmazione della Regione Basilicata, vero e proprio energy manager regionale, rafforzando sempre più le proprie capacità di lettura e interpretazione degli scenari economici e normativi fondanti il mercato della green economy accanto ed in aggiunta a quello delle fonti convenzionali (petrolio). Il tutto ovviamente nel pieno rispetto del regime del libero mercato e della concorrenza. Pag. 20 di 20 CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” Alla luce del quadro generale sopra delineato e di altre possibili ed intellegibili considerazioni legate alla mission da affidarsi ad una società pubblica (e salvo verificare gli effetti della spending review) quale la Società Energetica Lucana, si può affermare che, in una prospettiva di contesto che guarda alla Regione Basilicata, in forza delle risorse naturali di cui è ricco il territorio (petrolio, ma anche acqua, sole, vento, boschi), quale attore energetico di rilevanza nazionale, la strada praticabile pare davvero essere quella di consolidarsi quale Energy manager regionale, vero e proprio ente strumentale della Regione nel perseguimento di finalità pubblicistiche sue proprie in materia energetica. Un Energy manager i cui compiti sono inquadrabili nell’ambito delle seguenti tematiche: Supporto al decisore regionale in materia di pianificazione-programmazione strategica e regolamentazione regionale in ambito energetica. La Società dovrà supportare il decisore regionale nei rapporti con l’esterno (rapporti con lo Stato e con i più importanti stakeholder nazionali ed internazionali) e in ambito interno (supporto alle politiche programmatorie e di regolamentazione regionali in materia energetica). Pag. 21 di 20 CONVEGNO: “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: QUALI PROSPETTIVE?” Supporto strategico su “grandi temi”. I “Grandi temi” potranno identificarsi nei seguenti: Petrolio e gas; Pianificazione e sviluppo di alcuni grandi interventi-obiettivo in ambito green; Centrale di committenza per l’acquisto aggregato. Promuovere la ricerca e l’innovazione nei settori energetici e cooperare a tal fine con Enti ed Istituzioni in Programmi di ambito nazionale e sovranazionale. Realizzazione sul territorio regionale di uno sviluppo sostenibile e di qualità. La Società dovrà supportare e fungere da collante tra le scelte di pianificazione strategica regionale e le scelte locali (attraverso, ad esempio, i PAES) ed indirizzare conseguentemente l’utilizzo delle risorse disponibili. In tale ottica si può puntare ad interventi di piccolo taglio e diffusi sul territorio, ma basati su una strategia e pianificazione di contesto. Strategia che preveda la formazione di tecnici ed operatori, che riguarda interventi capaci di sostenere e far crescere l’imprenditoria locale, contribuendo alla effettiva realizzazione dello sviluppo sostenibile e di qualità del sistema Basilicata. I possibili beneficiari sono: P.A. regionale “allargata”, cittadini, tessuto economico-produttivo e, conseguentemente, sociale regionale. Pag. 22 di 20 | 149 | | Marchese |
  • 145. | Cataldo | CONNESSIONI DI PRODUTTORI Gestione delle richieste di connessione alle reti in BT e MT Uso: inserire classificazione Quadro normativo di riferimento fino al 31/12/2008 dal 1/01/2009 dal 1/01/2011 Delibera 89/07 Delibera 89/07 (connessioni BT) (connessioni BT) Delibera 281/05 Delibera 281/05 (connessioni MT/AT) (connessioni MT/AT) TICA (Testo Integrato Connessioni Attive) Allegato A della delibera AEEG 99/08 TICA modificato (Testo Integrato Connessioni Attive) TICA modificato (Testo Integrato Connessioni Attive) Allegato A della delibera AEEG 125/10 Allegato A della delibera AEEG 125/10 TICA 3 TICA 3 Delibera AEEG 187/11 Delibera AEEG 187/11 dal 23/12/2011 dal 28/05/2012 Delibera AEEG 226/12 Delibera AEEG 226/12 08/03/2012 Delibera 84/12 Uso: inserire classificazione Connessioni: aspetti autorizzativi ATTIVE PASSIVE D.lgs 387/03 T.U. 1775/33 Legge regionale Basilicata 1/2010 e 21/2010, succ. 8/2012 Semplificazione per impianti di produzione di taglia superiore a quelli previsti dal D.lgs 387/03 | 150 |
  • 146. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Uso: inserire classificazione La generazione distribuita e l’impatto sulla rete elettrica Uso: inserire classificazione Connessioni su rete Enel Distribuzione Totale connessioni BT + MT + AT 275.345 FV (98,8 %) 11.305 FV (59,2 %) MW N. 278.690 19.096 132.870 9.080 6.361 58.835 4.710 2.373 797 3.101 3.335 Connessioni BT+MT+AT Potenza BT+MT+AT Dati progressivi Dati progressivi Uso: inserire classificazione Connessioni su rete Enel Distribuzione Impianti connessi nel 2011 NORD-OVEST 8.815 MW 36.517 connessioni NORD-EST 2.048 MW 53.867 connessioni 2.555 MW CENTRO 38.220 connessioni 2.545 MW 580 MW SUD 32.280 connessioni 2.668 MW TOTALE NAZIONALE 312 MW 124 MW 185 MW Fotovoltaica Eolica discarica Idraulica 159.892 234 423 Non rinnovabile e biomasse NUM. 160.884 connessioni 10.016 MW Biogas, Gas di 158 177 | 151 | | Cataldo |
  • 147. | Cataldo | Uso: inserire classificazione Richieste in corso su rete Enel Distribuzione Progressivo 2011 NORD-OVEST 26.016 MW NORD-EST 8.971 richieste 14.591 richieste 3.091 MW 5.231 MW CENTRO SUD 20.448 richieste 27.298 richieste 14.060 MW 24.378 MW 13.014 MW 5.625 MW 978 MW Fotovoltaica Eolica Biogas, Gas di discarica 1.238 MW TOTALE NAZIONALE Non 71.309 richieste Rinnovabile + altre 46.870 MW Idraulica e biomasse NUMERO 62.782 4.691 2.636 916 283 Uso: inserire classificazione Connessioni su rete Enel Distribuzione Impianti connessi nel 2012 n. Impianti attivati 15,5% In Basilicata Concentrazione attivazioni a fine maggio e giugno MW attivati In Basilicata è stato attivato il 33% della totale potenza attivata Uso: inserire classificazione Impatto sulla rete di distribuzione Confronto potenza richiesta-carico-connessa (rete MT-BT) 39.545 MW 28.505 MW 14.549 MW Totale nazionale | 152 |
  • 148. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Uso: inserire classificazione Impatto sulla rete Coinvolgimento della RTN nelle soluzioni di connessione MT Richieste di connessione a rete TERNA (dato cumulato al 30.06.2011) Nuove Cabine Primarie 2008 2009 2011 2010 Ampliamenti di Cabine Primarie Trimestre 2008 2009 2011 2010 Trimestre Dati a ottobre 2011: 212 Nuove CP + 280 Ampliamenti Uso: inserire classificazione 1 2 29 26 Aree Provinciali Critiche 30 5 A Cura Produttore 6 8 14 25 A Cura ENEL 32 35 12 36 20 10 10 19 16 4 16 5 26 19 20 38 24 9 3 10 22 6 28 11 13 23 14 15 25 29 37 41 12 17 27 15 Uso: Impatto sulla rete Flussi di energia Rete di Trasmissione Nazionale 380 – 220 kV Rete di Trasmissione Nazionale 150 kV Rete MT - BT | 153 | inserire classificazione | Cataldo |
  • 149. | Cataldo | Uso: inserire classificazione Uso: inserire classificazione Impatto sulla rete Sezioni AT/MT con inversione flusso di energia 494 217 (14%) (6%) 366 169 (5%) (10%) Smart Grids Ieri Oggi Domani Rete Passiva Rete Attiva Rete Intelligente Rinnovabili - Efficienza Energetica – Domanda Attiva Capacità trasporto unidirezionale Trasporto Bidirezionale Dispacciamento Contatore Elettronico Banda Larga Telecontrollo Intelligenza Distribuita Sistemi Forecast Evoluzione della rete Uso: L’evoluzione del sistema elettrico Da reti passive a reti attive di distribuzione | 154 | inserire classificazione
  • 150. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Uso: inserire classificazione Introduzione alle reti intelligenti Una rete elettrica intelligente è in grado di integrare le azioni di tutti gli attori connessi, produttori o consumatori, per distribuire energia in modo efficiente, sostenibile, economicamente vantaggioso e sicuro. La rete intelligente utilizza prodotti e servizi innovativi uniti a tecnologie evolute di monitoraggio, controllo, comunicazione, al fine di: • integrare la generazione distribuita da fonti rinnovabili • fornire ai clienti strumenti per ottimizzare i propri consumi e migliorare il funzionamento del sistema globale (domanda attiva) • diffondere un’infrastruttura di ricarica per la mobilità elettrica • ridurre significativamente l’impatto ambientale • aumentare il grado di affidabilità. Uso: inserire classificazione Smart Grids Le reti intelligenti rappresentano un vantaggio sia per l’ambiente che per i clienti, In quanto consentono: • affidabilità e qualità nella fornitura dell’energia elettrica • efficacia nella distribuzione dei flussi di energia e flessibilità nella gestione dei picchi della domanda (con conseguente minore necessità di nuovi impianti di generazione) • tutela ambientale, migliore supporto alla diffusione delle energie rinnovabili e della mobilità elettrica, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO₂ • consapevolezza per il clienti del proprio stile di consumo e spinta ad un uso sempre più razionale dell’energia. Uso: inserire classificazione Smart Grids: le innovazioni Le principali aree di innovazione su cui si basa il e Ef fic ien t as W tb ui ld in g funzionamento delle reti intelligenti sono: d an r te wa • partecipazione attiva del cliente • misura intelligente dei consumi elettrici Citizen • integrazione delle energie rinnovabili Smart Grid • stoccaggio dell’elettricità ICT & TLC Transportation • mobilità elettrica. Education & communication Distributed generation and storage Energy in the city Il piano di implementazione è stato definito per raggiungere gli obiettivi europei del cosiddetto pacchetto “20-20-20 al 2020” per limitare l’”effetto serra”. | 155 | | Cataldo |
  • 151. In questa sezione pubblichiamo gli interventi dal pubblico prenotati durante i lavori del convegno a noi pervenuti che, come noto, solo per motivi puramente legati al fattore tempi, non è stato possibile ascoltare. Ringraziamo vivamente per la partecipazione attenta e per i contributi offerti. Intervento del Signor Vitantonio Iacoviello...............................................................158 Presentazione di Ares - Alternative and renewable Energy Sources - Battipaglia Opportunità tecnologiche: gassificazione di biomasse legnose impianti ibridi .....................................................................................................160
  • 152. | Iacoviello | Intervento del Signor Vitantonio Iacoviello Come cittadino lucano, avrei voluto ribadire che da sempre reputo essere contro gli interessi della nostra regione, del suo territorio e del suo ambiente in senso lato, continuare a veder sorgere a dismisura grandi impianti industriali eolici e fotovoltaici e che da sempre ritengo (in ottima compagnia) che si debba andare verso: -Micro impianti (quelli della tabella A per intenderci), sì da avere da un lato impatto nullo e dall’altro vantaggi economici spalmati sulla intera popolazione, ritorni veri occupazionali in situ, sviluppo di aziende locali, insomma, produrre là dove si consuma, come in tanti diciamo, a partire dal Ministro dell’Ambiente, e che si debba smettere di finanziare noi lo sviluppo occupazionale estero (Elio Manti in rappresentanza del Ministro). - Il perseguimento dell’efficienza e del risparmio in campo energetico e l’abbattimento drastico degli impatti (Viti raccomanda di prestare molta attenzione all’impatto ambientale e paesaggistico e, se ben ricordo, dà sagge lezioni sul valore della cultura ...a buon intenditore). Avrei sollevato il problema che deriva dai dati citati dall’ing.Vita: solo per l’eolico sono in esame 157 progetti dichiarati procedibili, per 5245 MW di potenza: tradotto in pale mediamente alte quanto grattacieli di 50 piani, nell’ipotesi di 2MW ciascuna, significherebbero più di 2500 (duemilacinquecento) pale a segnare il nostro territorio, contro le attuali circa 300, se ben ricordo. Se fossero approvate queste istanze (le prime autorizzazioni a giorni, ci informa Vita), tutti i bei discorsi ascoltati nel convegno, da Pittella ma anche da Lacorazza, andrebbero a farsi benedire... da qui allora l’accorato appello, che appieno sottoscrivo, di quest’ultimo: stabilire, con riguardo alla allocazione degli impianti, ora, dove non si può e dove si può, e come. Tradotto, nulla si muova prima di approvare un serio piano paesaggistico, come da tempo in tanti chiediamo. Ma, in attesa, e non potendo e/o volendo bloccare l’iter dei progetti, che fare? In primis, come suggerisce Cristina Martorana, esperto di diritto amministrativo ed energetico, non perdere neppure tempo ad esaminare i progetti privi del benestare Terna, ma respingerli e basta. In secondo luogo, dico io, respingere i progetti che non rispettano le leggi oggi esistenti (la Martorana insiste nel dire che leggi ce ne sono), a partire dalle linee guida statali, che peraltro neppure la regione | 158 |
  • 153. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? ha in grande considerazione, visto che ha emanato un Disciplinare “spacciato” per adeguato alle linee guida ma che adeguato non è: è questo un macigno di non poco conto...trecento progetti presentati sulla scorta di un disciplinare che potrebbe essere giudicato illegittimo dal TAR e non solo. Per non parlare della storiella del “microeolico” in salsa lucana, storiella della quale non è qui il caso di riparlare...è una brutta storia e basta e, a mio modo di vedere, si fa sempre in tempo a rinsavire, quanti guai all’orizzonte... Ancora, bocciatura e denuncia alla magistratura ove ne ricorrono gli estremi, per i progetti che non rappresentano la vera realtà dei luoghi, per quelli che descrivono i territori con quelle che definisco “foto a testa bassa” (mostrano stradine polverose, fili d’erba e campi riarsi invece di Beni Culturali, abitazioni, arboreti ecc...), contravvenendo così alle linee guida ed alle buone norme di progettazione. Campeol, docente di valutazioni ambientali che pure ha strappato un lungo applauso quando se l’è presa con le amministrazioni e con le soprintendenze (apparendo dunque schierato legittimamente a favore degli impianti eolici), si è lasciato sfuggire quello che io ho rilevato studiando quattro progetti eolici: “nei progetti abbiamo imbrogliato i dati e nascosto informazioni”. Parole sue e non mie, io più prudentemente dico che ho rilevato “imprecisioni e carenze“ in quattro progetti eolici e che, poiché anche per disposizione regionale i progetti definitivi non sono integrabili, essi vanno respinti (regione Basilicata, non farti trascinare in pericolose sanatorie). Un invito per i titolari delle aziende i cui progetti dovessero cadere nelle tipologie di cui detto: ritirate gli stessi. Un invito alla Regione: si invitino tutte le aziende che ritirano i progetti a collaborare tecnicamente e finanziariamente, con giusti utili, ad un nuovo tipo di sviluppo, più consono alle potenzialità del territorio lucano e nel rispetto dei suoi cittadini. ________________________ vitantonioiacoviello@tiscali.it | 159 | | Iacoviello |
  • 154. | Ares | Fonti energetiche rinnovabili, quali prospettive? Opportunità tecnologiche: • gassificazione di biomasse legnose • impianti ibridi pensare nuovo superamento degli schemi tradizionali creatività focalizzare la propria visione del mondo pensare la Tecnologia per riconcepire l'Economia come regola Naturale di governo delle Società Via SS. 18, km 76,450 - Centro SAN LUCA 84091 BATTIPAGLIA (SA) Via Borgo La Croce 3 50121 FIRENZE ARES in breve ARES nasce nel giugno 2010 come società di engineering vocata allo specifico settore degli IAFNR (Impianti a Fonti Nuove e Rinnovabili) e dell’URE (Uso Razionale dell’Energia) La quasi 20nnale esperienza delle risorse umane sul tema della Pirolisi – Gassificazione ha portato alla joint con Ansaldo, che ha sviluppato un reattore di gassificazione ad hoc per le biomasse Pirolisi Fanghi -> Nuovo Reattore -> Gassificazione Biomasse Via SS. 18, km 76,450 - Centro SAN LUCA 84091 BATTIPAGLIA (SA) Via Borgo La Croce 3 50121 FIRENZE | 160 |
  • 155. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Partnership ARES Partner Tecnologici Partner Scientifici • Ansaldo Boiler • ENEA Casaccia (Roma) • Eco Engineering • ENEA Portici (NA) • ICMEA • CNR Napoli • Ener-G • Univerità degli Studi di Napoli Federico II • Zuccato • Ecologia Informatica • Via SS. 18, km 76,450 - Centro SAN LUCA 84091 BATTIPAGLIA (SA) Via Borgo La Croce 3 50121 FIRENZE Cogenerazione La Cogenerazione è la produzione combinata e contemporanea di energia elettrica e termica a partire da un’unica fonte di energia primaria Un impianto di cogenerazione, a differenza degli impianti tradizionali, produce energia elettrica recuperando quella termica Via SS. 18, km 76,450 - Centro SAN LUCA 84091 BATTIPAGLIA (SA) Via Borgo La Croce 3 50121 FIRENZE Opzioni tecnologiche COGENERAZIONE MEDIANTE GASSIFICAZIONE DI BIOMASSE VEGETALI | 161 | | Ares |
  • 156. | Ares | Gassificazione di biomasse vegetali Via SS. 18, km 76,450 - Centro SAN LUCA 84091 BATTIPAGLIA (SA) Via Borgo La Croce 3 50121 FIRENZE Tecnologia Ansaldo Boiler 1 Soffiante aria alimento 2 Nastro trasportatore 3 Gassificatore 4 Sistema di alimentazione biomassa 5 Ciclone 6 Scambiatore di preriscaldo aria 7 Scambiatore di raffreddamento Syngas 8 Scrubber 9 Filtro Syngas 10 Pompe idrauliche 11 Struttura di sostegno Via SS. 18, km 76,450 - Centro SAN LUCA 84091 BATTIPAGLIA (SA) Via Borgo La Croce 3 50121 FIRENZE Opzioni tecnologiche IMPIANTO IBRIDO BIOMASSE /SOLARE TERMODINAMICO | 162 |
  • 157. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? | Ares | Combustione in Caldaia La combustione in caldaia comporta chiaramente maggiori emissioni Un corretto sistema di filtraggio e il corretto conferimento consentono di tenerci entro Q Caldaia T G rigorosi parametri ambientali Via SS. 18, km 76,450 - Centro SAN LUCA 84091 BATTIPAGLIA (SA) Via Borgo La Croce 3 50121 FIRENZE Collaborazione con ENEA (Casaccia, Roma) Un impianto solare termodinamico è una tipologia di impianto elettrico che sfrutta, come fonte energetica primaria, la componente termica dell'energia solare per la produzione di energia elettrica attraverso la concentrazione solare Via SS. 18, km 76,450 - Centro SAN LUCA 84091 BATTIPAGLIA (SA) Via Borgo La Croce 3 50121 FIRENZE Schema funzionale solare termodinamico Via SS. 18, km 76,450 - Centro SAN LUCA 84091 BATTIPAGLIA (SA) Via Borgo La Croce 3 50121 FIRENZE | 163 |
  • 158. | Ares | Impianto Ibrido Soluzione innovativa finalizzata alla realizzazione di centrali di produzione di energia elettrica che sfruttino i principi della cogenerazione mediante biomasse vegetali combinate con le opportunità offerte dal solare termodinamico, in modo da garantire una produzione costante di energia nell’arco delle 24 ore e nei 365 giorni /anno abbattendo significativamente il consumo di biomasse Via SS. 18, km 76,450 - Centro SAN LUCA 84091 BATTIPAGLIA (SA) Via Borgo La Croce 3 50121 FIRENZE Schema funzionale impianto ibrido Via SS. 18, km 76,450 - Centro SAN LUCA 84091 BATTIPAGLIA (SA) Via Borgo La Croce 3 50121 FIRENZE Opzioni tecnologiche RICADUTE SUL TERRITORIO | 164 |
  • 159. ATTI CONVEGNO | Fonti Energetiche Rinnovabili: quali prospettive? Ricadute sul territorio Via SS. 18, km 76,450 - Centro SAN LUCA 84091 BATTIPAGLIA (SA) Via Borgo La Croce 3 50121 FIRENZE | 165 | | Ares |
  • 160. | 167 |
  • 161. | 168 |
  • 162. Sala piena 300 posti a sedere. | 169 |
  • 163. | Invito-Programma A4 21x29,7 | | Manifesti 70x100 75x150 90x180 | | 172 |
  • 164. | Cartellina | | Save the Date | | 173 |
  • 165. | “banner” retropalco | | “banner” retropalco | | fascia loghi | | 174 |
  • 166. NOME COGNOME Ruolo | Cavaliere | NOME COGNOME Ruolo | Copertina Atti | Società finanziaria per Azioni in house alla Regione Basilicata unico azionista. Opera a sostegno della ricerca, creazione, sviluppo, internazionalizzazione e competitività delle PMI e del territorio, attraverso la progettazione e/o gestione di strumenti agevolativi e finanziari (fondi di capitali di rischio, fondi di garanzia, incentivi), la partecipazione a programmi comunitari, la gestione di incubatori di impresa, l’assistenza tecnica alla PA. | 175 |
  • 167. Organizzazione Evento: Si ringrazia il personale di Segreteria della Direzione Generale del Dipartimento Attività Produttive, Politiche dell’Impresa, Innovazione Tecnologica della Regione Basilicata Giusi Lo Vecchio, Maria Bartolomeo, Giovanni Mastronuzzi, la referente della funzione Comunicazione Business Unit di Sviluppo Basilicata Anna Verrastro e tutti i fornitori per i professionali e puntuali presidi alla complessa organizzazione dell’evento.
  • 168. note __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ __________

×