In Morte del Fratello Giovanni - UGO FOSCOLO - INTERPRETAZIONE - POETICA CONOSCITIVA
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In Morte del Fratello Giovanni - UGO FOSCOLO - INTERPRETAZIONE - POETICA CONOSCITIVA

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Italian Literature, Foscolo, Cognitive Poetics

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In Morte del Fratello Giovanni - UGO FOSCOLO - INTERPRETAZIONE - POETICA CONOSCITIVA In Morte del Fratello Giovanni - UGO FOSCOLO - INTERPRETAZIONE - POETICA CONOSCITIVA Presentation Transcript

  • Derya Agis Ugo Foscolo Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo di gente in gente, me vedrai seduto su la tua pietra, o fratel mio, gemendo il fior de’ tuoi gentili anni caduto. La Madre or sol suo dì tardo traendo parla di me col tuo cenere muto, ma io deluse a voi le palme tendo e sol da lunge i miei tetti saluto. Sento gli avversi numi, e le secrete cure che al viver tuo furon tempesta, e prego anch’io nel tuo porto quïete. Questo di tanta speme oggi mi resta! Straniere genti, almen le ossa rendete allora al petto della madre mesta. 2/21/2014 1
  • Derya Agis Un giorno, se io non andrò sempre spostandomi in esilio (fuggendo, Foscolo fu esule per gran parte della sua vita; scrisse questa poesia a Milano nel 1803), mi vedrai seduto sulla tua tomba (pietra, metonimia, sta per la 'tomba‘ nella poesia sepolcrale), o mio fratello, a piangere (gemendo) la tua giovane vita , stroncata nel suo fiorire (fior...caduto - metafora assimilante la giovinezza ad un fiore). Ora solo nostra madre, trascinando la propria vecchiaia (suo dì tardo traendo, allitterazione; dì tardo è una metafora usata per indicare l’avvicinamento della morte), parla di me alle tue spoglie mute («cenere muto, cenere : al maschile; forma eletta nella lirica cinquecentesca; da un verso di Catullo). Ma io non posso che tendere a voi inutilmente (deluse, 'invano') le mani e salutare solo da lontano (Foscolo si trovava allora a Milano) la mia casa (i miei tetti -sineddoche). Avverto gli dei ostili (avversi Numi - metonimia) e gli affanni interiori (le secrete cure) che sconvolsero la tua vita (spingendoti al suicidio) come una tempesta, e invoco anche io la pace della morte (porto: metafora della morte). Fra tante speranze questa sola mi resta! Gente straniera (il poeta è in esilio a Milano dove non conosce nessuno), restituite le mie spoglie alle braccia dell’ addolorata madre quando morirò («allora»). (Risorsa: Prafrasando. n.d. : http://www.parafrasando.it/poesie/foscolo_ugo/in_morte_del_f ratello_giovanni.html) Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo A di gente in gente, me vedrai seduto B su la tua pietra, o fratel mio, gemendo A il fior de’ tuoi gentili anni caduto. B La Madre or sol suo dì tardo traendo A parla di me col tuo cenere muto, B ma io deluse a voi le palme tendo A e sol da lunge i miei tetti saluto. B Sento gli avversi numi, e le secrete C cure che al viver tuo furon tempesta, D e prego anch’io nel tuo porto quïete. C Questo di tanta speme oggi mi resta! D Straniere genti, almen le ossa rendete C allora al petto della madre mesta. D 2/21/2014 2
  • Derya Agis  il cervello umano  processi mentali durante l’interpretazione di una poesia  Tsur, Reuven. (1992). Toward a Theory of Cognitive Poetics (in English). Amsterdam: Elsevier (North Holland) Science Publishers. 580 pp.  Schemi: tutte le parole, le rime, le arti poetiche e le regole grammaticali in una poesia indicano lo stato mentale del poeta e ci aiutano ad interpretare la poesia correttamente 2/21/2014 3
  • Derya Agis2/21/2014 4
  • Derya Agis2/21/2014 5
  • Derya Agis AMORE FAMIGLIARE: VERSO IL FRATELLO E LA MADRE FINE DI OGNI ESSERE UMANO: LA MORTE E LA TOMBA ESILIO: AMORE DELLA PATRIA 2/21/2014 6
  • Derya Agis La lirica fu composta nel 1802 da Ugo Foscolo in memoria del suo fratello Giovanni Dionigi che si suicidò nel 1801, perché aveva qualche debito di gioco. 2/21/2014 7
  • Derya Agis  «Ipallage  ... deluse (si concorda con "palme" invece che con il soggetto)  Sineddoche  ... tetti ...  ... palme ...  ... l'ossa mie ...  Metonimia  ... la tua pietra...  Metafore  ... il fior de' tuoi gentili anni caduto...  ... furon tempesta...  ... porto...  Sinestesie  ... cenere muto...  Enjambement  v.1 e v.2  v.2 e v.3  v.3 e v.4  v.9 e v.10  v.13 e v.14  Apostrofi  si rivolge al fratello morto (v.3) e alle straniere genti (v.13)  Allitterazione  ... tardo traendo» ... RISORSA: Wikipedia. il 05.02.2014. In Morte del Fratello Giovanni: http://it.wikipedia.org/wiki/In_morte_del_fratello_Giova nni o due quartine e due terzine o I versi formati da undici sillabe e rimati ABAB ABAB CDC DCD. o figure retoriche ed enjambement Figure retoricheFORMA METRICA 2/21/2014 8
  • Derya Agis  «Allitterazioni: dominio delle consonanti “t”, “r” (“tardo traendo”, v. 5; “teti saluto”, v. 8; secrete / cure che al viver tuo furon tempesta”, vv. 10-11…) e “d” (“fuggendo / vedrai seduto”, vv. 1-2) e allitterazione assonantica con il dominio delle vocali “o” ed “e” (“s’io non andrò sempre fuggendo”, v. 1; “e se da lunge i miei tetti saluto”, v. 8…);  Apostrofi: “o fratel mio” (v. 3); “straniere genti” (v. 13);  Sineddoche: “i miei tetti” (v. 8);  Metonimie: “su la tua pietra” (v. 3); “ossa mie” (v. 13);  Metafore: “il fior dei tuoi gentili anni” (v. 4); “che al viver tuo furon tempesta” (v. 10); “nel tuo porto” (v. 11);  Iperbato: “il fior dei tuoi gentili anni caduto” (v. 4);  Ipallage: “deluse…palme” (v. 7);  Sinestesia: “cenere muto” (v. 6);  Enjambements:”seduto/su la tua pietra” (vv. 2-3); “gemendo/il fior” (vv. 3-4); “secrete/cure” (vv. 10-11).» 2/21/2014 9
  • Derya Agis DOPO AVER TRAVERSATO TERRE E MARI Dopo aver traversato terre e mari, eccomi, con queste povere offerte agli dei sotterranei, estremo dono di morte per te, fratello, a dire vane parole alle tue ceneri mute, perché te, proprio te, la sorte m’ha portato via, infelice fratello, strappato a me così crudelmente. Ma ora, così come sono, accetta queste offerte bagnate di molto pianto fraterno: le porto seguendo l’antica usanza degli avi, come dolente dono agli dei sotterranei. E ti saluto per sempre, fratello, addio! (Catullo, traduzione di Salvatore Quasimodo) 2/21/2014 10
  • Derya Agis Parafrasi: Si muove il vecchietto canuto (bianco) e bianco dal dolce luogo dove ha trascorso la sua vita e dalla sua famiglia sbigottita (scioccata) dal vedere l’amato padre partire; Quindi trascinando il vecchio fianco per gli ultimi giorni della sua vita si aiuta, quanto può, con la sua buona volontà, distrutto dall’età e stanco per aver camminato. E viene a Roma seguendo il desiderio di vedere l’immagine di colui che spera poi di vedere anche in cielo. Allo stesso modo, purtroppo, io cerco, o donna, l’immagine desiderata della vostra bellezza, quanto è possibile in altre donne. (lett.) trascinare (anche in senso figurato): indi traendo poi l’antiquo fianco (PETRARCA, Canzoniere XVI, 5); La madre or sol, suo dì tardo traendo / parla di me col tuo cenere muto (FOSCOLO Sonetti) De Agostini Scuola Spa © 2014? http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=trarre Movesi il vecchierel canuto e bianco Testo: Movesi il vecchierel canuto e bianco del dolce loco ov’ha sua età fornita e da la famigliuola sbigottita che vede il caro padre venir manco; indi traendo poi l’antiquo fianco per l’estreme giornate di sua vita, quanto piú pò, col buon voler s’aita, rotto dagli anni, e dal cammino stanco; e viene a Roma, seguendo ‘l desio, per mirar la sembianza di colui ch’ancor lassú nel ciel vedere spera: cosí, lasso, talor vo cerchand’io, donna, quanto è possibile, in altrui la disïata vostra forma vera. 2/21/2014 11
  • Derya Agis - Individualismo - Fatti storici: esili - Ansia  RISORSE: Brambilla, Ettore. In: Ugo Foscolo: Liriche Scelte – I Sepolcri – Le Grazie, a cura di Gustavo Rodolfo Ceriello, pagina 19. Carlo Signorelli - Editore: Milano, 1965. De Luca, Raffaele. «La tomba nel Foscolo come immagine ossessiva e mito personale.» Italica, Vol. 58, No. 1, '700-'800 (Spring, 1981), pp. 16-27.  Latinismi: «deluse», ecc…  Ossa: Tibullo (1, 3) (Brambilla, pagina 9).  Tempo lontano – la fine della vita umana:  «Dalle osservazioni che abbiamo fatto rispetto agli altri sonetti risulta che sepoltura oltre che tomba vuol dire anche luogo di riposo perpetuo»; tomba: cenere, pietra, sasso ed ossa» (De Luca, 1981). 2/21/2014 12
  • Derya Agis  «Il sonetto In morte del fratello Giovanni fu composto nella primavera del 1803 e pubblicato lo stesso anno. Il fratello minore del poeta, Giovanni Dionigi, venuto a mancare nel 1801, era ufficiale dell'esercito cisalpino e molto probabilmente morì suicida. La prima quartina presenta il Foscolo che, riferendosi alla sua condizione di fuggitivo,si augura di poter visitare la tomba del caro fratello, morto nel pieno della giovinezza. Già a partire dal primo verso è presente come modello un componimento del poeta Catullo (carme 101), dedicato alla memoria del fratello morto: "Dopo aver traversato terre e mari, | eccomi, con queste povere offerte agli dei sotterranei". Nella seconda strofa Foscolo inserisce l'immagine della madre che, trascinando la sua stanca vecchiaia "or sol suo dì tardo traendo", parla di lui con la sua spoglia silenziosa, il "cenere muto", mentre egli non può che salutare la sua famiglia da una terra lontana. In questo modo il poeta colloca di nuovo in primo piano sé stesso e la sua condizione di esiliato.»  «Questo tema viene poi ripreso nella prima terzina, in cui il tono drammatico si perfeziona: il poeta sente vicini a sé gli stessi numi ostili che tormentarono l'animo del fratello e prega di trovare quiete nella morte. Nella seconda terzina è presente un riferimento diretto al petrarchesco "questo m'avanza di cotanta speme!" (Canzoniere, CCLXVIII) e il primo piano dell'io finisce per dar spazio alla madre "mesta", la quale dovrà accogliere le spoglie dello stesso Foscolo che, a causa dell'esilio, le saranno restituite da "straniere genti". Come sottolineò lo stesso Mario Fubini, la pietra sotto cui riposa il fratello Giovanni è il centro fisico e simbolico della poesia, il luogo del reincontro delle tre persone unite insieme da un forte affetto (i due fratelli e la madre) ma che, nonostante ciò, restano divise per i differenti destini e i tormenti, per le diverse vicende dell'esistenza che li hanno travolti. Una pietra che per Catullo è una meta raggiunta dopo un lungo peregrinare, per Foscolo è un luogo che la fuga tiene lontano, il simbolo della discontinuità affettiva sancita dalla durezza dei casi che lo vogliono lontano dalla patria (Venezia) e dalla famiglia. La materia autobiografica propone alcuni dei temi di fondo della sua produzione: l'interruzione della vita come esito di un'esistenza tormentata e il rammarico per la morte in una terra straniera.» 2/21/2014 13
  • Derya Agis  “il fior dei tuoi gentili anni” (v. 4): [-UMANO, +CONCRETO, +PIANTA (#fior)]  “che al viver tuo furon tempesta” (v. 10): [-UMANO, +CONCRETO, +VENTO, +FORTE, +NEGATIVO, +PERICOLOSO (#tempesta)]  “nel tuo porto” (v. 11): [-UMANO, -ANIMATO, +CONCRETO, +LIMITANTE (#porto)] Da Catullo: «cenere muto»: (+UMANO, +ANIMATO, +CONCRETO, +SILENZIOSO (#cenere))  SONETTO: sentimenti vivi e dolore grande  MEZZI CONOSCITIVI che sottolineano il dolore e l’inevitabilità della morte: allitterazione, ipallage, sinestesia, enjambement  METONIMIA E SINEDDOCHE: mezzi che rendono il processo mentale di percepire le importanze della famiglia e della morte: guidano allo spazio spirituale del sonetto  Continuità spazio-temporale: essere in esilio ed avere nostalgia della propria famiglia e della propria casa; il tempo vitale finisce con la morte 2/21/2014 14
  • Derya Agis  «E posso salutare la mia città solo da lontano. Avverto il destino ostile e i tormenti interiori che sconvolsero la tua vita, e anch'io come te spero di trovare presto riposo nella morte»: «la ripresa dell'Odissea di Omero: Ulisse non riusciva a tornare in patria a causa delle tempeste scatenate da Poseidone, così come Foscolo non può visitare la tomba del fratello e tornare in patria a causa di "avversi numi", perchè è in esilio volontario».  Catullo ("cenere muto")  Petrarca ("suo dì traendo"). "Di tanta speranza oggi mi resta solo questo! Genti straniere, alla mia morte restituite almeno il mio corpo a mia madre" Ulisse si presenta a Nausica sulla spiaggia, dipinto di Pieter Lastman, 1617,Monaco, Alte Pinakothek Sara1927. 2000-2014. «Foscolo, Ugo - In morte del fratello Giovanni - Parafrasi e commento»: http://www.skuola.net/appunti- italiano/ugo-foscolo/fratello-giovanni- parafrasi-commento.html 2/21/2014 15
  • Derya Agis Foscolo fu in esilio;  La tristezza del suicidio del fratello;  Mancanza della madre  Voglia di ritornare a casa;  Vita passeggera  Morte inevitabile  Uso dei mezzi conoscitivi nella poesia GRAZIE! DOMANDE? 2/21/2014 16