Prodotti provinciali

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Prodotti provinciali

  1. 1. PRODOTTI TRADIZIONALI A LIVELLO PROVINCIALEPon F-2-FSE-2011-118Salute, ambiente e territorioFoggia – Come per tutta la cucina pugliese, le origini dei prodotti alimentari della ca-pitanata sono greche e i capisaldi della tradizione ellenica (olio,vino, farinacei) sonorimasti legati nel tempo alle origini. Nel Foggiano e nel Salento la produzione di alcu-ni alimenti sono rimasti inalterati nel tempo: di fatti la ricerca del gusto e la conserva-zione di sapori antichi è ancora largamente diffusa.Prodotti tipici Foggia, tipicità FoggiaTra bevande foggiane più prelibate citiamo il latte di mandorla realizzato con mandor-le finemente tritate e poi spremute per farne uscire tutto il succo; il limoncello, unliquore dolce ottenuto dalla buccia del limone e arricchita da acqua, zucchero e alcool;liquore di alloro e liquore di melograno.Tra le carni tipiche del foggiano spicca la carne essiccata (Muschiska).Tra i formaggi tipici di Foggia troviamo, tra i più rappresentativi, la burrata, il cacioca-vallo, il pecorino, la ricotta forte, il pecorino foggiano.Fra i prodotti da forno si producono una varietà di taralli, tra cui i taralli neri convincotto e gli scaldatelli, i quali sono conservabili per lunghi periodi.Tra i dolci tipici foggiani primeggiano le cartellate al vino cotto e miele.
  2. 2. Pon F-2-FSE-2011-118Il pancottoIl paneIl pancottoè un tipicopiattofoggiano,semplice,gustoso,ricco,economicoe vario.Il terrazzanoIl pane simboleggiava ricchezza e lepagnotte erano enormi: durava moltigiorni e quando si induriva era, ed èancora oggi, preparato in acquasale,ovvero bagnato con acqua e conditocon pomodoro, sale, origano e olio;oppure è utilizzato per la preparazio-ne del il pancotto.Il pancotto è un piatto molto semplice chechiunque può preparare da sé. E’ indispen-sabile la genuinità dei prodotti: anche ilpane vecchio deve essere fatto con farinanon trattata; se non avete un panificio diriferimento il pane preparatevelo voi;l’olio deve essere biologico o non trattatoper cogliere al massimo le qualità del pro-dotto, le verdure devono essere selvaticheo, se coltivate, essere prive di veleni. Que-ste sono le caratteristiche di base altrimen-ti lo scambio è depotenziato.Il terrazzano è una pietanza pove-ra impreziosita da erbe e spezie chetramutavano il tutto in un trionfo diaromi. Le origini della cucina diCapitanata, ed in particolare quellatipica foggiana, affondano le pro-prie radici nella cucina terrazzana,una cucina fatta da prodotti alimen-tari che la terra ed i fiumi offronoin maniera naturale, alimenti checostituiscono in maniera specularela piramide della dieta mediterrane-a patrimonio immateriale delluma-nità.
  3. 3. La carnePon F-2-FSE-2011-118La carne è sempre stata un alimento raro;escludendo il vitello, il maiale, l’agnello e ivolatili erano alla base dell’alimentazione, mail suo consumo è stato sempre limitato. Losviluppo della dieta mediterranea deriva an-che da uno scarso consumo di carne, che do-nava ai volti una certa linearità. Si pensi aimascelloni sporgenti tipici della popolazionesettentrionale essendo grandi masticatori dicarne.MusciscaCarni piuttosto magre di pecora o di capra (a volte e-rano usate anche carni bovine), una volta disossatolanimale, erano tagliate in pezzi lunghi 20-30 centi-metri e dallo spessore di 3-4 centimetri.Erano salate e insaporite con peperoncino piccante,finocchio selvatico e aglio, quindi esposte al sole oallaria (coperte per evitare lassalto degli insetti) perqualche settimana fino alla completa essiccazione.Durante la transumanza, alloccorrenza, pezzi di carneerano scaldati e magari aromatizzati con erbe sponta-nee di campo. Ancora oggi per indicare spregiativa-mente un pezzo di carne dura si usa il termine misci-ska, eco non lontanissimo di privazioni e indigenza,trasformata in singolare esperienza gustativa.La produzione di muscisca è presente in alcune locali-tà molisane, in particolare a Capracotta.Una specialità molto particolarespesso richiesta dai turisti e dellaquale i pugliesi sono molto ghiottisono i torcinelli o gnumeried-de (chiamati in questo modo nel dia-letto pugliese). Si tratta di piccoliinvoltini, meglio se di circa 5 centi-metri, realizzati con le interioradell’agnello o di altri animali dacuocere arrosto ed insaporiti in varimodi a seconda della zona della Pu-glia di produzione.Torcinelli
  4. 4. I.I.S.S. Notarangelo-Rosati FoggiaObiettivo Azione F2Riferimenti Bando n. 4462—31/03/2011D.S. Prof.ssa Maria Aida EpiscopoEsperto Prof. Antonio Michele RiccioTutor Prof.ssa Leonarda MalgieriFacilitatore Prof.ssa Sonia ManuppelliReferente per la valutazione Prof.ssa Marigilda TibolloAlunna: Lucia Di Pierrohttp://www.google.it/http://regione.molise.it/ ?http://www.statoquotidiano.ithttp://www.manganofoggia.itSitografiaIl caciocavallo podolicoNero di TroiaIl caciocavallo podolico è un formaggionobile, non destinato al consumo in cuci-na. È, invece, un eccellente formaggio datavola. Al gusto escono fuori tutte le suecaratteristiche organolettiche: sentori dierbe sfalciate, di fiori amari, di vaniglia espezie che ne fanno uno dei formaggistagionati più aromatici del nostro Paese.Vino tipico del subappenino dauno,il Nero di Troia è stato ultimamente riva-lutato. Ottenuto da uve di Troia, locali-tà dell’ entroterra dauna, il Nero diTroia è un vino rosso menzionato tra i vi-ni più antichi della regione Puglia.http://www.buttalapasta.itLe cartellate pugliesi con miele o vin-cotto sono dei dolci tipici della nostratradizione. Si preparano in occasionedelle feste di Natale, capodanno ed epi-fania. Sempre presenti ai cenoni, tombo-late, pranzi e cene delle festività.CartellateTutti i lavori prodotti con il pon F2 “Salute, ambiente e territorio” sono pubblicati su: igienicamente.blogspot.com

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