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  • 1. Sicurezza sul lavoro Anno: 2013-2014 Classe: V C Ec diet Prof.ssa: Dina Malgieri Alunna: Giulia Padalino
  • 2. Definizione Per sicurezza sul lavoro si intende la situazione nella quale il lavoratore è posto nella condizione di lavorare senza esporsi al rischio di incidenti, ed in particolare il luogo di lavoro è dotato degli accorgimenti e degli strumenti che forniscono un ragionevole grado di protezione contro la possibilità materiale del verificarsi di incidenti. Pensa alla sicurezza!
  • 3. Definizione di Rischio Definizione di Pericolo • • Pericolo: proprietà o qualità intrinseca di una determinata entità (sostanza) Rischio: probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o esposizione Sistemazione di un posto di lavoro Illuminazione Microclima Aereazione/Purificazione dell’aria Rumore Vibrazioni Elettricità Sostanze e preparati pericolosi Radiazioni ionizzanti Macchine Agenti Biologici Videoterminali
  • 4. Sistemazione di un posto di lavoro Effetti sulla salute:   Le caratteristiche dimensionali del posto di lavoro possono obbligare l'operatore ad adottare delle posizioni poco confortevoli. Con il passare del tempo, gli effetti sulla sua salute possono prendere altre forme più durevoli: male alla schiena, dolori e problemi di circolazione del sangue alle gambe provocati dalla prolungata posizione in piedi. Prevenzione: Il posto di lavoro non deve essere percepito come un luogo limitato che si riduce al tavolo di lavoro, ma deve essere visto come una serie di azioni legate al compito principale da svolgere Pertanto la dimensione, l’ubicazione delle attrezzature, e la concatenazione delle situazioni devono essere compatibili con il contenuto reale del lavoro.
  • 5. Illuminazione Effetti sulla salute: La carenza di luce può produrre conseguenze  sulla corretta regolazione dell'apparato visivo  irritazione degli occhi e nel tempo può determinare veri e propri disturbi  disturbi della postura  disturbi a carico dell'apparato muscolo -scheletrico. Prevenzione : E’ opportuno adattare l'intensità luminosa e le caratteristiche dell’illuminazione al tipo di lavorazione espletata. Possono essere adottate contro l'incidenza diretta o riflessa del flusso luminoso  Schermature, tendaggi e veneziane  prevedere il corretto posizionamento delle postazioni di lavoro rispetto alle fonti di illuminazione.
  • 6. Veneziane Finestre Tende Barra luminosa Posti di lavoro ai videoterminali Barra luminosa Ubicazione dei posti di lavoro al videoterminale e disposizione dell’illuminazione nei locali dotati di finestre
  • 7. Valutazione dell’illuminazione negli ambienti di lavoro Le caratteristiche fondamentali della vista sono: l’acuità visiva, l’accomodamento e l’adattamento.  L’acuità visiva è la capacità di avere un immagine nitida Molti sono i fattori che possono influire sull’acuità visiva. I più importanti sono: -L’ età - L’intensità luminosa -Il contrasto.  L’accomodamento è la facoltà dell’occhio di mettere perfettamente a fuoco un oggetto in base alla distanza dall’occhio. i fattori che lo influenzano sono: -l’intensità.  L’adattamento è la capacità dell’occhio di adattarsi a luminosità diverse Intervalli di illuminamento (lux) Aree - Compiti - Attività 20 - 30 - 50 Aree esterne di circolazione 50 - 100 - 150 Aree di circolazione, semplice orientamento, brevi visite  100 - 150 - 200 Locali non usati con continuità per scopi di lavoro  200 - 300 - 500 Compiti con semplici requisiti visivi  300 - 500 - 750 500 - 750 - 1000  Compiti con requisiti visivi medi Compiti con requisiti visivi di precisione 750 - 1000 - 1500  Compiti con requisiti visivi difficili 1000 - 1500 - 2000 Compiti con requisiti visivi speciali  > 2000  Svolgimento di compiti visivi molto precisi 
  • 8. Ampiezza di accomodamento. Campo visivo senza occhiali o lenti a contatto all’età di 20 e 50 anni.
  • 9. Microclima Effetti sulla salute:  In un ambiente in cui le condizioni del microclima diventano sfavorevoli corpo umano mette in funzione opportuni meccanismi di difesa e l'organismo tende a ridurre o aumentare le dimensioni dei vasi sanguigni. In questo modo il sistema di termoregolazione riesce a mantenere l'equilibrio termico del corpo. Questa situazione viene definita "stress termico". Prevenzione: La prevenzione si attua principalmente con  una buona progettazione dei locali e della loro disposizione.  ventilazione, ma ideale sarebbe il condizionamento generale Nel caso di situazioni termiche anomale,  organizzazione del lavoro: si possono prevedere, adeguati periodi di pause e periodi di riposo. Le pause dovranno essere trascorse in locali correttamente climatizzati, con la disponibilità di bevande fresche.  adozione di abiti protettivi dovrebbe essere eccezionale.
  • 10. Aereazione/ purificazione dell’aria Effetti sulla salute : L'inquinamento "non specifico" dell'aria può concorrere all'insorgenza di disturbi per la salute:  manifestazioni irritative o allergiche a carico delle vie respiratorie. L'inquinamento "specifico" può provocare rilevanti conseguenze per la salute  malessere,  asma,  intossicazione,  vere e proprie malattie da agenti tossici inalati possono aggravarsi in relazione alla durata ed alla intensità dell'esposizione. Prevenzione: In caso di eventuale utilizzazione negli ambienti di lavoro di prodotti inquinanti, devono essere predisposti specifici e adeguati dispositivi di aerazione degli ambienti interessati o di aspirazione alla fonte. Si devono fornire:  attrezzature di protezione individuale idonee ad affrontare le suddette situazioni di rischio  assicurare la manutenzione regolare degli impianti e dei dispositivi, per garantirne un costante livello di efficienza.
  • 11. Effetti sulla salute: Rumore Gli effetti dei rumori sull'uomo dipendono da tre fattori: intensità del rumore, frequenza del rumore e durata nel tempo dell'esposizione Questi effetti si distinguono in:   effetti uditivi: a carico dell'organo dell'udito -provocando all’inizio fischi e ronzii alle orecchie e successivamente causando sordità temporanea o cronica. effetti extrauditivi: - insonnia, -diminuzione della capacità di concentrazione, -difficoltà digestive -ulcere, Prevenzione:       -disturbi mestruali, ecc. Ridurre i livelli di rumore. Limitare la propagazione delle onde sonore Limitare il tempo di esposizione del lavoratore. Proteggere il lavoratore mediante protezioni individuali. Sottoporre i lavoratori esposti ad un livello sonoro elevato a sorveglianza sanitaria. -facile irritabilità, -aumento della pressione arteriosa, - gastriti -alterazioni tiroidee
  • 12. Vibrazioni Effetti sulla salute: Gli effetti nocivi interessano:  le ossa e le articolazioni della mano, del polso e del gomito facilmente riscontrabili, inoltre queste attività vanno a peggiorare il quadro clinico di alcune connettiviti es fenomeno di Raynaud   affaticamento psicofisico problemi di circolazione Prevenzione: Le misure di ordine tecnico devono tendere a :  diminuire la formazione di vibrazioni da parte di macchine e attrezzi  limitarne la propagazione diretta e indiretta sull'individuo (utilizzando adeguati dispositivi di protezione individuali) Inoltre può causare affaticamento psicofisico è opportuno:  introdurre turni di lavoro con avvicendamenti o pause.
  • 13. Fenomeno di Raynaud Il fenomeno di Raynaud (FR) è caratterizzato dalla comparsa di episodi reversibili di pallore cutaneo delle dita delle mani e, più raramente, delle dita dei piedi, Cause sindrome di Raynaud, quando il fenomeno è secondario a  Malattie autoimmuni  Arteriopatie ostruttiva  Impiego di alcuni farmaci  l’uso prolungato di utensili vibranti Sintomi  Stadio 1(ischemica) – occasionali episodi di pallore alle estremità delle dita  Stadio 2(cianosi) – Occasionali episodi di pallore a carico delle falangi distale ed intermedia (raramente prossimale) di una o più dita  Stadio 3(dilatazione capillare) – Frequenti episodi di pallore a carico di tutte le falangi della maggior parte delle dita  Stadio 4 (rossore)– come stadio 3, con associati disturbi trofici cutanei alle estremità delle dita Epidemiologia Sembra che il sesso femminile sia il più colpito specialmente in età fertile tra i 16 e i 40 anni anche se non sono esenti le donne in menopausa (lo stato di gravidanza fa guarire il fenomeno)
  • 14. Effetti sulla salute: Elettricità Le fasce muscolari, quando vengono interessate da correnti che hanno origine da sorgenti esterne al corpo, si contraggono obbedendo anche ad esse; se la corrente “esterna” è più intensa di quella “interna” possono ingenerarsi situazioni di pericolo e le conseguenze, sul corpo umano, possono essere:  contrazione muscolare,  eccitazione motoria,  arresto respiratorio,  arresto cardiaco e ustioni. Prevenzione: La prevenzione degli infortuni si basa sull'uso di  macchine ed impianti realizzati a regola d'arte, su una loro adeguata manutenzione e sul loro corretto uso. L'elettricità inoltre può causare anche danni in modo indiretto, citiamo ad esempio:  cadute di persone dall'alto: a causa della reazione a una scossa elettrica che in condizioni normali sarebbe stata innocua per l'organismo stesso, l'operatore può perdere l'equilibrio ed infortunarsi  esplosioni: dovute a scintille elettriche o cortocircuiti in ambienti in cui si rileva presenza di gas o vapori infiammabili.  incendi: dovuti all'innesco di un focolaio in presenza di materiali di facile combustione a causa di cortocircuiti.  Tutti gli impianti elettrici, in tutte le loro parti , devono essere conformi alle norme CEI  Le prese multiple, le prese volanti, le cosiddette ciabatte e riduttori sono possibilmente da evitate.  Sugli impianti elettrici deve essere installato l’interruttore differenziale ad al sensibilità (il cosiddetto salvavita)  Le spine devono essere fatte modo tale che non sia possibile entrare accidentalmente in contatto con le parti in tensione.
  • 15. Sostanze e preparati pericolosi Effetti sulla salute: Vi sono tre vie principali di penetrazione dei tossici nell'organismo: la via cutanea (pelle), la respirazione (polmoni) e l'ingestione (bocca). La penetrazione dei tossici nello organismo produce una intossicazione. La prevenzione:      Etichettare ed accompagnare con una scheda di sicurezza ogni recipiente contenente un prodotto pericoloso; cercare prodotti sostitutivi meno pericolosi, soprattutto per quelli cancerogeni; limitare il numero dei lavoratori esposti all'azione dei prodotti pericolosi; predisporre i mezzi di protezione collettiva (captazione alla fonte, aerazione, purificazione dell'aria); adottare i dispositivi di protezione individuale.
  • 16. Radiazioni ionizzanti Effetti sulla salute: I danni da esposizione a radiazioni ionizzanti, sono nei confronti della riproduzione. Al termine di una giornata lavorativa, va eseguito un accurato controllo sia delle superfici lavorative che del proprio corpo e laddove venga riscontrata una situazione anomala, provvedere con lavaggi ripetuti. Prevenzione:    Corretta applicazione dei principi di radioprotezione Per minimizzare l'irradiazione interna del nostro organismo bisogna evitare di inalare o di assorbire attraverso la pelle la sorgente radioattiva, lavorando in presenza di cappe aspiranti ed evitando di fumare. Per evitare l'assorbimento attraverso la pelle è necessario adoperare sempre, durante le manipolazioni, guanti di materiale impermeabile, che vanno immediatamente e adeguatamente eliminati.
  • 17. Effetti sulla salute: Macchine I fattori di rischio sono di tipo meccanico fisico chimico e psicologico.  meccanico:    -cadute dall'alto, -intrappolamento in parti di macchine, -parti sporgenti fisico (rumore vibrazioni, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, elettricità, temperatura, ... ); chimico (gas, vapori, fumi tossici a seconda delle lavorazioni, oli minerali per manutenzione, polveri, fibre, ... ) psicologico: -connessi alla organizzazione del lavoro e al rapporto uomo - macchina. Prevenzione: Si attua considerando alcuni fattori:  la corretta scelta delle macchine; la loro corretta installazione;  una regolare manutenzione
  • 18. Agenti biologici Effetti sulla salute: I rischi per la salute sono strettamente correlati all'agente biologico con cui si è avuto il contagio Prevenzione: I principi della prevenzione si articolano in tre ambiti di intervento.  Misure di protezione ambientale: -controllo dell'accesso, verifica periodica della corretta funzionalità delle aree di contenimento -disinfezione e disinfestazione -corretto funzionamento del sistema di filtrazione dell'aria.  Misure di protezione personale: -maschere ed autorespiratori, guanti, indumenti monouso -sistemi di lavaggio e disinfezione, -corretto impiego delle apparecchiature e dello strumentario.  Misure di sicurezza: -organizzazione del lavoro -segnaletica di sicurezza -formazione ed informazione -aria filtrata con filtri idonei e ricambio degli stessi I lavoratori esposti ad agenti biologici vanno sottoposti a sorveglianza sanitaria
  • 19. Infezione ospedaliera Definizione Infezione che insorge dopo che il paziente è stato dimesso, e che non era manifesta clinicamente né in incubazione al momento del ricovero. I pazienti rappresentano la popolazione a maggior rischio di infezione ma anche altre figure professionali possono contrarre, anche se meno frequentemente, un’infezione nel contesto dell’ospedale: personale ospedaliero, personale volontario di assistenza, studenti, tirocinanti. Cause.  Un ruolo centrale nella trasmissione delle infezioni è svolto dalle mani del personale ospedaliero: moltissimi sono in grado di colonizzare temporaneamente o stabilmente le mani. Anche tutti i liquidi (farmaci, apparecchiature contenenti liquidi ecc.) rappresentano un buon serbatoio per i microrganismi, in partic., per le Enterobacteriaceae, che per questo motivo sono molto spesso causa di infezioni ospedaliere. Nel caso di gram-positivi, il serbatoio e la fonte di infezione sono in genere rappresentati dall’uomo (soggetti colonizzati o infetti). L’ambiente ospedaliero (inteso come insieme di sistemi idrici, sistemi di ventilazione, superfici ambientali, ecc.) gioca, al contrario di quanto si credeva alcuni anni fa, un ruolo importante nella trasmissione delle infezioni Organi colpiti.  Le infezioni . interessano quattro sedi principali dell’organismo, il tratto urinario, le ferite chirurgiche, l’apparato respiratorio, le infezioni sistemiche (sepsi, batteriemie). Tra queste le più frequenti sono le infezioni urinarie 35÷40% di tutte le infezioni ospedaliere. Prevenzione.  Non tutte le infezioni ospedaliere sono prevenibili: è quindi indispensabile attuare sistemi di sorveglianza per valutare quelli attribuibili a problemi di qualità dell’assistenza
  • 20. Gravità dell’infezione ospedaliera In media, su 100 pazienti che contraggono una infezione ospedaliera, 1 muore per effetto diretto dell’infezione La mortalità direttamente attribuibile alla infezione varia molto per localizzazione: 20-40% in caso di sepsi, 7-15% in caso di polmonite; non stimata per le infezioni delle vie urinarie nel 22% dei pazienti con infezione della ferita chirurgica
  • 21. Patogeni emergenti Emergenza di nuovi patogeni in comunità Cambiamenti epidemiologici in Comunità Emergenza di nuovi patogeni che trovano in ospedale condizioni favorevoli alla sopravvivenza Cambiamenti nell'assistenza Ospedaliera Pressione antibiotica Ebola virus Epatite C HIV/AIDS Malattia di Creutzfeldt-Jacob Tubercolosi Malattia dei legionari Clostridium difficile Candida spp Aspergillus spp. Stafilococchi coag. Negativi MRSA^ Enterococchi vencomicina-resist. Gram-negativi multiresistenti Produttori di ESBL
  • 22. Prevenzione      La strategia per raggiungere gli obiettivi della Prima Sfida Globale per la Sicurezza dei Pazienti si basa sull’integrazione di vari interventi finalizzati a promuovere: L’igiene delle mani La sicurezza delle trasfusioni La sicurezza delle iniezioni & vaccinazioni La sicurezza nelle pratiche chirurgiche La sicurezza della rete idrica, la bonifica e lo smaltimento dei rifiuti
  • 23. Effetti sulla salute: Videoterminali Postura assisa scorretta che a sua volta può determinare: -una eccessiva sollecitazione o una sollecitazione non uniforme di alcuni dischi intervertebrali con conseguente maggiore usura degli stessi, - modificazioni della simmetria della colonna vertebrale - l'insorgenza di dolore muscolare localizzato -ostacolato ritorno venoso con conseguente senso di peso alle gambe ed edemi malleolari Vi sono anche ulteriori disturbi:  carico dell'apparato visivo; i sintomi più frequentemente riferiti sono: bruciore, senso di fastidio o prurito agli occhi, iperemia (arrossamento) congiuntivale, cefalea.  La prevenzione:  La sistemazione del posto di lavoro deve essere indirizzata ad evitare l’affaticamento visivo e posturale del lavoratore attraverso una serie di accorgimenti alcuni dei quali sotto indicati: Il piano d'appoggio dei VDT deve essere più alto del piano di lavoro e/o di appoggio della tastiera onde facilitare la lettura dello schermo: -si ricorda che è opportuno mantenere il centro dello schermo ad altezza occhi dell'operatore. -fra lo schermo e l'operatore deve intercorrere una distanza che permetta una visione ottimale -per evitare posture scorrette e movimenti fastidiosi, i documenti da digitare dovrebbero essere posti su un leggio regolabile e inclinato -il sedile deve essere anatomico con una leggera inclinazione di circa 3-5 gradi in senso antero posteriore
  • 24. Casi denunciati Italia
  • 25. Decreti legge Per tutelare su tutti i precedenti aspetti la salute del lavoratore sono stati emanati decreti legge molto importanti: • 626 • 81
  • 26. Decreto legislativo 626/94 Il Decreto Legislativo 626/94 si applica a tutti i settori di attività, pubblici e privati. Da' disposizioni generali in materia di igiene e sicurezza del lavoro:  Istituisce il servizio di prevenzione e di protezione dell'azienda  Fornisce norme per la prevenzione incendi, l'evacuazione dei lavoratori ed il pronto soccorso  Stabilisce la sorveglianza sanitaria dei lavoratori  Rende obbligatoria la consultazione e la partecipazione dei lavoratori  Obbliga l'azienda alla informazione e formazione dei lavoratori      In maniera più specifica regolamenta inoltre: L'uso delle attrezzature di lavoro l'uso dei dispositivi di protezione individuale L'uso di attrezzature dotate di videoterminale La protezione da agenti cancerogeni La protezione da agenti biologici Stabilisce le sanzioni alle inadempienze dei singoli obblighi
  • 27. Decreto legge 81/2008 Si applica a tutte le aziende, anche autonome e familiari; a tutti i lavoratori, anche quelli a progetto e a domicilio e a tutte le tipologie di rischio. Le figure che devono essere obbligatoriamente presenti in azienda, secondo quanto indicato dal Dlgs 81: • Il datore di lavoro Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi (RSPP), che può essere anche esterno all’azienda e in alcuni casi (aziende con • massimo 30 dipendenti) coincidere con il datore di lavoro. • Il Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), per le aziende che hanno fino a 15 dipendenti ci si può rivolgere al Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST). • Il Medico Competente. • Gli addetti al primo soccorso e alla prevenzione incendi. Documento di Valutazione Rischi • oggetto della valutazione dei rischi, ovvero tutti i fattori che possono costituire un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compreso quelli che causano stress da lavoro
  • 28. Differenze dalla legge 626 a 81 Dalla legge 626 al D.lgs 81/08, i cambiamenti Le principali novità introdotte da questo Decreto furono • il Servizio di Prevenzione e Protezione, la figura dell’RSPP, suo Responsabile e la figura dell’RLS, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, che funge da tramite tra lavoratori e datore di lavoro.  •  il datore di lavoro diventa responsabile del processo di miglioramento della sicurezza del luogo di lavoro  • introduce sanzioni penali per chi trasgredisce alle norme in esso contenute; • obbliga alla compilazione del DVR da parte del datore di lavoro, come suo obbligo non delegabile; • prevede la sospensione delle attività fino alla messa in regola nei casi in cui le aziende non rispettino il TU • C’è corresponsabilità della sicurezza sul lavoro da parte di tutti i lavoratori dell’azienda • Anche il lavoratore precario deve essere a conoscenza delle norme di protezione
  • 29. Dispositivi di protezione individuale Per DPI si intendono i prodotti che hanno la funzione di salvaguardare la persona che l'indossi o comunque li porti con sé, da rischi per la salute e la sicurezza, sia in ambito domestico, sia in ambito sportivo, sia in ambito ricreativo e, ovviamente, in campo lavorativo I DPI devono:  essere adeguati alle condizioni presenti sul luogo di lavoro  essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare un rischio maggiore per il lavoratore  devono tener conto delle esigenze ergonomiche e della salute del lavoratore I DPI sono divisi in tre categorie, in funzione del tipo di rischio:  I categoria - rischio lieve - autocertificato dal produttore  II categoria - rischio significativo come ad esempio occhi, mani, braccia, viso - prototipo certificato da un organismo di controllo autorizzato e notificato  III categoria - comprende tutti i DPI per le vie respiratorie e protezione dagli agenti chimici aggressivi - prototipo certificato da un organismo di controllo autorizzato e notificato, e controllo della produzione
  • 30. Elmo Isola in sicurezza per 1 minuto da tensioni di contatto fino a 2000 Volt in c.a.; resiste senza perforarsi fino a tensioni di contatto di 10.000 Volt in c.a.; non isola in c.c Permette contatti diretti di pochi secondi con le fiamme resistendo strutturalmente al contatto di una fiamma della lunghezza di 40 mm e della temperatura di 1000 °C per 60 secondi, dopo i quali la fiamma residua deve spegnersi entro 60 secondi. Impedisce il contatto diretto con gli agenti atmosferici limitatamente alla superficie coperta del capo (e a quella del viso se protetto da visiera). Tutti gli interventi Impedisce il contatto diretto delle sostanze chimiche aggressive e/o degli agenti estinguenti limitatamente alla superficie coperta del capo (e a quella del viso se protetto da visiera). Non è un dispositivo di protezione chimica! Impedisce il contatto diretto delle polveri nocive. Non è un dispositivo di protezione chimica! Evidenzia la presenza dell’utilizzatore se illuminato.
  • 31. Uniforme di intervemto E’ in grado di sopportare contatti diretti di pochi secondi con le fiamme resistendo al contatto con la fiamma per 10 secondi Tutti gli interventi Evidenzia la presenza dell’utilizzatore, ma se illuminato per riflesso della luce
  • 32. Guanti da intervento Sono in grado di sopportare per pochi secondi contatti diretti con le fiamme, Hanno una certa resistenza alla rottura e lesioni Tutti gli interventi Fermano la penetrazione dell’acqua per un tempo max di circa 30 min. Resistono alla penetrazione fisica (ma non alla permeazione chimica)
  • 33. Stivali di tipo anfibio Tipo di intervento Il puntale protegge solo la punta dei piedi, resistendo senza deformarsi pericolosamente ad una forza di schiacciamento fino a 15000 N (1500 kg). La suola resiste ad una perforazione equivalente a quella esercitata dalla punta di un chiodo spinto con una forza max di 100 kg (110 kg nel caso degli anfibi), quindi le persone di peso elevato devono fare attenzione! Isolano da basse tensioni di contatto fino a 250 Volt in c.a. Non garantiscono isolamento in c.c. e non sono stivali dielettrici!
  • 34. Conclusioni Al giorno d’oggi nonostante ci siano precise normative sulla sicurezza sul lavoro ci sono ancora infortuni e morti, in questi ambienti. Ritengo che queste normative siano fondamentali per la tutela della salute e dei propri diritti, oltre tutto chi non rispetta tale normative può essere anche punito penalmente e può essere sottoposto a sanzioni… Usa i DPI, un solo gesto, per salvare una vita
  • 35. Bibliografia • • • • • • • • • • http://www.bo.astro.it/staffonly/FG_U2.pdf http://it.wikipedia.org/wiki/Sicurezza_sul_lavoro http://www.cnit.it/sites/default/files/files/LavoroVideoterminale.pdf http://www.ediancona.it/rubrica_sicurezza/edilizia_illuminamento_01_04.htm http://www.fbf.milano.it/SitoChirurgiaVascolare/docs/Morbo_di_Raynaud.pdf http://www.treccani.it/enciclopedia/infezione-ospedaliera_(Dizionario-di-Medicina)/ http://www.aslal.it/allegati/Corso%20Rischio%20Clinico/Balestrino_Rischio_infettivo_20091020.pdf http://it.wikipedia.org/wiki/Dispositivi_di_protezione_individuale http://www.normativa-sicurezza-sul-lavoro.it/dalla-626-al-81-08.html Fonte immagini: Google