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Presentazione dott.ssa De Vita
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Presentazione dott.ssa De Vita

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  • Immediate causes determine the current status of the problem.Immediate causes refer to the status and direct influences For example, poor school enrolment rates for girls may be caused by school fees, distance to school, domestic chores, early marriage, etc.).Underlying causes are often the consequence of policies, laws and availability of resources. They may reveal related complex issues and require interventions that take significant time in obtaining results (at least 5 years). Underlying causes refer to services, access, practices, e.g. education policies favor the better off, discriminatory attitudes towards girls and the poor, little attention to child stimulation in early years, education not seen as valuable.Root/structural causes reveal conditions that require long-term interventions in order to change societal attitudes and behavior at different levels, including those at the family, community and higher decision-making level. Root causes may include gender values, ethnically based discrimination, poor organization of the civil service, inadequate budget allocations, etc.
  • Transcript

    • 1. Nuove prospettive per la riduzione della disparità di genere: Norme sociali e cambiamento Maria Gabriella De Vita Milano – Marzo 2012 1
    • 2. Pensando a strategie per la riduzione delledisparità, sarà necessario focalizzarsi su “percorsiintegrati”– dovremo intervenire nelle comunità nonsoltanto con un impegno rinnovato per le tematichedell’assistenza medica, l’alimentazione, l’acqua, ilSIDA; ma anche per le tematiche dell’istruzione, laprotezione e con interventi “integrati” capaci diaffrontare le cause strutturali della deprivazione edell’esclusione. Anthony Lake in letter to colleagues sent to Heads of Offices 9 July 2010Traduzione libera 2
    • 3. Approccio basato sui diritti umani I fondamenti dello Analisi delle cause sviluppo immediate, sottostanti e Sviluppo come autonomia/ strutturali dello sviluppo Diritti umani nel vissuto quotidiano umano Cause immediate “Stato di nutrizione, salute, stato Le norme sociali si cognitivo e emozionale” pongono tra le cause Cause sottostanti strutturali del rispetto e “Servizi di base e accesso ai servizi” godimento dei diritti umani Cause strutturali, o, al contrario, tra le “Società, Status della persona, Politiche, Risorse” cause delle loro violazioni. 3
    • 4. Sfatare stereotipi o conoscenze e comportamenti dati perscontati, cioè le cause strutturali di pratiche nocive, èdifficile, ma conduce a cambiamenti sociali durevoli. 4
    • 5. Pratiche nocive che comportano violenzacontro le donne sono spesso convenzionio norme sociali, per cui il loro abbandononon è una decisione puramenteindividuale e razionale ma una scelta sucui pesano fattori sociali complessi. Quali possono essere degli esempi di queste pratiche? 5
    • 6. Sostenute da potenti sistemi di persuasione checomprendono punizioni e riconoscimenti, sonospesso praticate senza intenzione di violenza, esono spesso ritenute accettabili da chi le pratica eda chi le subisce.  Esempi includono:  Disciplina violenta (a casa e a scuola)  Escissione/ Mutilazioni genitali femminili  Matrimonio precoce (spesso arrangiato, a volte forzato)  Certe forme di sfruttamento sessuale delle bambine e delle adolescenti  Screening prenatale e aborto selettivo di feti di sesso femminili  Lavoro minorile nocivo  Violenza giovanile in gang 6
    • 7. Molte di queste pratiche sonodirettamente associate adisuguaglianza e disparità di genere. UNICEF 7
    • 8. Quali sono le implicazioniper la programmazione? 8
    • 9. L’obbiettivo è:Considerare queste pratiche come“norme sociali”, concepirle come“giochi di coordinamento” o“dilemmi sociali”; accelerare i“cambiamenti” fino a raggiungeredei “punti di svolta” per unabbandono collettivo spontaneo edurevole.
    • 10. Principio – Il cambiamento èstimolato da “nuoveconoscenze”, dallapresa di coscienza del“costo” della pratica edella possibilità di“un’alternativa”Azione –  Educazione: un processo di discussione e di riflessione dove i “costi” della pratica tendono a diventare più evidenti grazie alla condivisione da parte delle donne, e degli uomini, delle proprie esperienze e di quelle delle loro figlie  Informazione che altre comunità hanno già effettuato il cambiamento.
    • 11. Principio –perassimilare nuoveconoscenze, lepersone hannobisogno didiscutere, d’influenzarsi a vicenda e di“condividere” in“classe” e al di fuoridella “classe” Azione – In un processo di discussione e di riflessione pubblica libero e non valutativo dei membri del gruppo di organizzarsi e di adottare un’iniziativa collettiva “condizionata”: “io abbandonerò “a condizione” che voi abbandonerete”.
    • 12. Cosa significa “essere uomo”?Definizione di “vero uomo”: sposare una “donna” e non unabambina, non lasciarsi mai andare alla violenza, incoraggiarele proprie figlie all’istruzione.
    • 13. Creare il consenso “nel villaggio” e “dei villaggi”Capi religiosi Capi tradizionali Donne influenti Praticanti tradizionali
    • 14. decisione di cambiare la norma sociale deve essere una decisione collettiva / una scelta coordinata di un gruppo di popolazione che condivide legami culturali e sociali e di matrimonio ( gruppo di referenza)Azione –Facilitare la comunicazione, la discussione e la collaborazionea livello comunitario, in maniera che communità diversepossano mettersi d’accordo per il cambiamento della normasociale (una nuova comprensione del fatto che la condizione ditutti migliorerebbe se tutti rinunciassero alla norma)
    • 15. Principio – Enecessariaun’affermazioneesplicita e pubblica daparte delle comunità delloro impegno collettivodi abbandono dellapratica. Azione – Ciò può assumere forme diverse, come quella di una dichiarazione comune pubblica in un’assemblea a larga partecipazione o un’autorevole dichiarazione scritta (ciò crea ”fiducia” nel fatto che gli “altri” terranno fede a un impegno pubblicamente preso).
    • 16. Principio –ènecessario unprocesso organizzato didiffusione perassicurare che ladecisione diabbandonare la praticasi diffonda rapidamenteda una comunitàall’altra e siamantenuta.Azione – Utilizzare ogni forma di comunicazione possibiletradizionale o moderna per propagare l’informazione che il“cambiamento” è in corso; utilizzare reti di relazioni socialicompetenti ( diffusione organizzata dell’informazione)
    • 17. Diffusione organizzataLe comunità devono coinvolgere ivillaggi vicini e le comunitàsocialmente connesse allaloro, anche geograficamentedistanti, e stimolare il dialogo tra lefamiglie, i vicini e i membriappartenenti allo stesso gruppoetnico (caso E/MGF). F F F F F F
    • 18. Punto di Svolta (Tipping Point)(esempio, E/MGF) Dove prima esisteva una pressione sociale in favore della E/MGF, si afferma una pressione sociale in favore dell’abbandono della pratica. Quando il processo raggiunge questo punto, la convenzione sociale di non praticare l’escissione inizia ad auto-alimentarsi e l’abbandono della pratica procede rapidamente e spontaneamente. UNICEF 18
    • 19. Principio – Leazioni a livello dicomunità dipendonoanche da unambiente chefavorisca e sostengail cambiamento e, inparticolare, dall’impegno dello Stato, atutti i livelli. Azione –  Adottare misure sociali e leggi adeguate, affiancate da efficaci iniziative di mobilizzazione e di informazione ( i mezzi di comunicazione di massa hanno un ruolo fondamentale nell’agevolare il processo di diffusione)  Diffondere l’informazione sul cambiamento in atto.
    • 20. Il processo del “cambiamento” si basasui valori culturali preesistenti coerenticon i diritti umani Si inizia con la discussione e il dibattito sui valori propri alla comunità (personali/ locali/ tradizionali), sulle aspirazioni della comunità (“visione” di una comunità) e su tutto ciò che di positivo è già stato fatto e che è coerente con questi valori Si ricorda che principi di non discriminazione e non– violenza sono propri a tutte le grandi religioni.
    • 21. Cambiare i comportamenti: realizzare idiritti umani salvaguardando la cultura Si mette l’accento sui valori fondamentali di una cultura e su come questi valori influenzino la vita quotidiana dell’individuo e se siano coerenti con i principi fondamentali dei diritti umani La discussione di gruppo deve condurre a un consenso sulla maniera in cui “io e gli altri” dovremmo “essere e comportarci”, a una visione della comunità e all’impegno a realizzare questa visione come individui e come gruppo. (in questa maniera il discorso sui diritti umani non è percepito come imposto )
    • 22. Generare un movimento per I diritti umani Generare un movimento sociale che riconosca e aderisca ai principi fondamentali dei diritti umani e alla loro realizzazione piuttosto che allassociazione dei diritti umani con la punizione di coloro che li violano
    • 23. Generare un movimento per I dirittiumani - Etiopia: celebrazione pubblicaper un “corpo integro”, 2004, 80,000personeONG Kembatta Mentti-Gezzima-Tope (Donne di Kembatta che mettonoinsieme i loro sforzi). UNICEF 23
    • 24. Una volta accettati, i diritti umanidiventano uno strumento potente di“cambiamento” Attraverso la discussione partecipativa dei principi umani fondamentali e l’informazione corretta, diventa possibile analizzare le pratiche sociali esistenti ( e gli scritti e gli schemi mentali di cui fanno parte) e formulare strategie di azione Azione, “vedere il cambiamento” è per se stesso un processo positivo in quanto influenza “altri” a cambiare.
    • 25. Rivedere e correggere Discussione e le leggi, le politiche dibattitto su norme sociali e i servizi per sociali/ pratiche/ allinearli ai principi schemi mentali efondamentali dei diritti Coerenza con I diritti umani umani Consenso su principi fondamnetali dei dirittiumani e sui diritti umani (basato su valori morali “locali” coerenti con i diritti umani) Definizione di una visione comune basata sui principi fondamentali dei diritti umani 25
    • 26. Ulterioriconsiderazioni strategiche 26
    • 27. È necessario andare al di là delle analisi locali e portarsi a livello di regione Mauritania0% - 10%10.1% - 45%45.1% - 90% Senegal90.1% - 100% Mali Guinea Source: DHS 2000, 2000-01 and 2005
    • 28. Per esempio la diffusione dell’escissione in Africa non tiene conto delle frontiere degli stati e si distribuisce secondo linee etnicheEscissione: aree ad altissima prevalenzae grandi variazioniall’interno di unostesso statoGrigio, al di sotto del 10%Verde chiaro: tra 10-40%Verde più scuro: tra 41 e 70%Verde scuro: al di sopra del 70% 28 28
    • 29. Valutazione indipendente a “lungo termine” del programma Tostan di emancipazione delle communità (Senegal) Effettuata nel 2006/2007 Include una componente quantitativa e una qualitativa Collaborazione tra UNICEF, Population Council e Macro International Si riferisce al periodo 1996-2006 Paragona tre tipi di villaggi  Partecipanti al programma e alla deliberazione pubblica  Non partecipanti al programma, interpellati da villaggi partecipanti al programma, partecipano alla “deliberazione pubblica”  Non partecipanti al programma, non interpellati da villaggi partecipanti, non partecipano alla “deliberazione pubblica”
    • 30. Risultati principali della valutazione di Tostan Nei villaggi partecipanti al programma, la percentuale dell’escissione è ridotta del 70 per cento circa Nei villaggi partecipanti alla deliberazione pubblica ma non al programma, la percentuale dell’escissione si riduce di circa il 70 per cento Nei villaggi non partecipanti al programma e alla deliberazione, la riduzione dell’escissione è del 15 per cento.Tostan ha avuto un effetto cruciale sulla prevalenza dellescissione attraverso la sua presenza diretta, ma anche attraverso il processo di diffusione organizzata delle dinamiche del “cambiamento” e dell’abbandono dell’escissione.
    • 31. Referenze Tostan programme published by UNICEF in 2008 www.childinfo.org UNICEF Innocenti Insight the Dynamics of Social Change: Towards the Abandonment of FGM/C in five Africa Countries, 2010 Gerry Mackie, Ending Footbinding and Infibulation: A Convention Account, American Sociological Review, Vol. 61, No. 6. (Dec., 1996), pp. 999-1017 Bettina Shell-Duncan, Katherine Wander, Ylva Herlund, Amadou Moreau, Dynamics of Change in the practice of female genital cutting in Senegambia: testing predictions of social convention theory, Social Science and Medicine xxx (2011)1-9, 2011 UNICEF Innocenti Digest: Change a Harmful Social Convention” www.unicef-irc.org, 2005 UNICEF Technical Note “Coordinated Strategy to Abandon Female Genital Mutilation/cutting In One Generation www.childinfo.org, 2007 Cristina Bicchieri, The Grammar of Society, The Nature and Dynamics of Social Norms, Chapter 1, The Rules We Live By, Cambridge University Press, 2006 UNICEF 31

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