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Mein kampf_Il delirio del pensiero disumano e disumanizzante
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Mein kampf_Il delirio del pensiero disumano e disumanizzante

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Breve analisi di Mein Kampf e del delirio del pensiero in esso contenuto.

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  • 1. Mein Kampf Ovvero Il delirio del pensiero dis-umano e dis-umanizzante Prof.ssa Cristina Galizia www.arringo.wordpress.com
  • 2. La macchina del consenso Parlare la “lingua della massa” Il Mein Kampf si caratterizza per: A livello di contenuti: 1. Forte struttura spiritualista (tensione, meta, fine: idealizzazione del messaggio). 2. In essa calare: •insoddisfazione del popolo; •qualunquismo; •sfiducia nelle istituzioni presenti; •necessità di un cambiamento drastico e immediato, come unica forma di salvezza dalla perdizione. A livello di linguaggio: 1. Lessico semplice, con frequenti richiami allo spirituale; 2. uso di metafore e similitudini icastiche, desunte dal vivere quotidiano, a volte colorite, di rapida comprensione e memorizzazione; 3. metafore e similitudini usate per il loro valore conoscitivo, quali strumenti di esemplificazione e/o di attribuzione di marche valoriali a dei concetti astratti e difficili. www.arringo.wordpress.com
  • 3. I NEMICI: critica al sistema dei partiti Si pensi,di quali pietosi elementi siano composti in generale, i cosiddetti "programmi di partito", e come di tempo in tempo vengano spolverati e rimessi alla moda! […] Una sola preoccupazione spinge a costruire programmi nuovi o a modificare quelli che già esistono: la preoccupazione dell'esito delle prossime elezioni. Non appena nella testa di questi giullari del parlamentarismo balena il sospetto che l'amato popolo voglia ribellarsi e sgusciare dalle stanghe del vecchio carro del partito, essi danno una mano di vernice al timone.[..] E costoro ricorrono alle vecchie ricette, formano una "commissione", spiegano gli umori del buon popolo, scrutano gli articoli dei giornali e fiutano gli umori delle masse per conoscere che cosa queste vogliano e sperino, e di che cosa abbiano orrore. (pg.2) DISTRUZIONE DELLA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI E NELLO STATO DEMOCRATICO, ATTRAVERSO LA GENERALIZZAZIONE E IL BASSO POPULISMO www.arringo.wordpress.com
  • 4. I NEMICI: Marxismo e Ebrei E il marxismo internazionale non è altro che il trasferimento, operato dall'ebreo Carlo Marx, d'una concezione che in realtà esisteva già da gran tempo, ad una determinata professione di fede politica. Se non fosse già esistita questa intossicazione molto diffusa, non sarebbe mai stato possibile lo stupefacente successo politico di quella dottrina. Carlo Marx in realtà fu solo uno tra milioni che, nel pantano d'un mondo in putrefazione, riconobbe col sicuro sguardo del profeta i veleni essenziali, e li estrasse, per concentrarli, come un negromante, in una soluzione destinata ad annientare in fretta l'esistenza indipendente di libere nazioni sulla Terra. […] Il mondo borghese è marxista, ma crede alla possibilità della dominazione di determinati gruppi umani (borghesia), mentre il marxismo stesso mira a mettere metodicamente il mondo nelle mani del giudaismo.(pg.6) Oggi l’ebreo è il grande incitatore alla totale distruzione della Germania. Dovunque si scrivono attacchi contro la Germania, ne sono autori gli ebrei […] il pensiero del giudaismo è chiaro. La bolscevizzazione della Germania, […] da parte della finanza mondiale ebraica è solo considerata come il preludio della diffusione della tendenza ebraica alla conquista del mondo (pg.107) MARXISMO E EBRAISMO VENGONO SPESSO ACCOMUNATI, QUASI L’UNO FOSSE AL SERVIZIO DELL’ALTRO, SULL’ONDA DELLA PAURA DELLA RIVOLUZIONE BOLSCEVICA www.arringo.wordpress.com
  • 5. IL MEZZO: lo Stato nazionalista e razzista All'opposto [del marxismo, che vuole “mettere il mondo nelle mani del giudaismo”], la concezione nazionale, razzista, riconosce il valore dell'umanità nei suoi primordiali elementi di razza. In conformità coi suoi principi, essa ravvisa nello Stato soltanto un mezzo per raggiungere un fine, il fine della conservazione dell'esistenza razzista degli uomini. Con ciò, non crede affatto ad un'eguaglianza delle razze, ma riconosce che sono diverse e quindi hanno un valore maggiore o minore; e da questo riconoscimento si sente obbligata ad esigere, in conformità con l'eterna Volontà che domina l'Universo, la vittoria del migliore e del più forte, la subordinazione del peggiore e del più debole. E così rende omaggio all'idea fondamentale della natura, che è aristocratica e crede che questa legge abbia fino al più umile individuo. Essa riconosce non solo il diverso valore delle razze ma anche quello degli individui. Estrae dalla massa l'individuo di valore, e opera così da organizzatrice, di fronte al marxismo disorganizzatore. (pg 6) Eterna Volontà Stato razzista(=strumento ) Conservazione della razza Obbligo della selezione naturale e dell’esaltazione della razza migliore GIUSTIFICAZIONE “SPIRITUALISTA” DELLA DISEGUAGLIANZA TRA RAZZE E INDIVIDUI (cfr.: assolutismo) Necessita’ di un appello allo spirituale come instrumentum regni, contro il materialismo marxista www.arringo.wordpress.com
  • 6. IL MEZZO: l’imposizione di dogmi e il “superindivualismo” Perciò io considerai mio proprio compito quello di estrarre dalla materia vasta ed informe di una concezione generale le idee essenziali, dando loro forma più o meno dogmatica; idee che nella loro chiara delimitazione sono idonee a dare un'organizzazione unitaria a coloro che le accettano. […] . DOGMA per dare un pensiero unitario e non discutibile alla massa (omologazione, annullamento anche della diversità di pensiero) LA LIMITATEZZA DEL “SUPER” UMANO, che ha bisogno di dogmi per non crollare www.arringo.wordpress.com
  • 7. IL FINE: “L’umanamente bello e sublime”, la vita razziale IL DIRITTO DI ESISTERE E’ DATO DALL’IDEALE E NON DALL’ETICA IL MODELLO BELLO E SUBLIME PREVALE SUL GIUSTO E SUL BENE. L’UMANITA’ DEVE TENDERE ALLA SUBLIMAZIONE, ATTRAVERSO L’ADESIONE ALL’IDEALE, AL MODELLO IMPOSTO Crede nella necessità di idealizzare l'umanità, ravvisando solo in questa idealizzazione la premessa dell'esistenza dell'umanità stessa. Ma non può concedere ad un'idea etica il diritto di esistere se questa idea costituisce un pericolo per la vita razziale dei portatori d'un'etica superiore, perché in un mondo imbastardito e "negrizzato" sarebbero perduti per sempre i concetti dell 'umanamente bello e sublime, nonché ogni nozione d'un avvenire idealizzato del genere umano (pg.6) Dobbiamo distinguere con la massima nettezza fra lo Stato, che è un recipiente, e la razza, che è il contenuto. Questo recipiente ha un senso solo se è capace di contenere e salvaguardare il contenuto; in caso diverso, non ha valore. Lo scopo supremo dello Stato nazionale è quello di conservare quei primordiali elementi di razza che, quali donatori di civiltà, creano la bellezza e la dignità d'una umanità superiore. (pg 12) www.arringo.wordpress.com
  • 8. IL FINE: il distorto Paradiso dell’umanità superiore HITLER E IL NAZIONALSOCIALISMO SI PROPONGONO COME GUIDA DELL’UMANITA’, oltre L’INFERNO GUIDAICO-MARXISTA, oltre il PURGATORIO DELLA MISERIA verso il DISTORTO PARADISO DELLA SUPERIORITA’ DELLA RAZZA. Chi parla d'una missione del popolo tedesco sulla Terra, deve sapere che questa può solo consistere nella formazione d'uno Stato ravvisante il suo compito supremo nella conservazione e nell'incremento degli elementi più nobili, rimasti illesi, della nostra nazione; anzi, dell'intera umanità. Con ciò lo Stato riceve, per la prima volta, un alto intimo scopo. Di fronte alla ridicola parola d'ordine di assicurare la calma e l'ordine onde rendere possibili reciproci imbrogli, appare una missione realmente elevata quella di conservare e promuovere un'umanità superiore, donata a questa Terra dalla bontà dell'Onnipotente. (pg 13) Solo quando il popolo tedesco si allontanò da questi ideali per ascoltare le materiali promesse della rivoluzione, e depose le armi, giunse, non al paradiso terrestre ma al purgatorio dell'universale disprezzo e della generale miseria. Quindi è anzitutto necessario opporre ai contabili della presente repubblica materiale la fede in un Reich ideale. (pg 29) www.arringo.wordpress.com
  • 9. La presente analisi fa riferimento al testo del “Mein Kampf” pubblicato in Internet Archive

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