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L'esodo istriano e le foibe giorno del ricordo 2014
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L'esodo istriano e le foibe giorno del ricordo 2014

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Inquadramento storico, foto e testimonianze della difficile e sofferta storia del confine orientale italiano. www.arringo.wordpress.com

Inquadramento storico, foto e testimonianze della difficile e sofferta storia del confine orientale italiano. www.arringo.wordpress.com

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  • 1. Prof.ssa Cristina Galizia www.arringo.wordpress.com
  • 2. Fine 1800 www.arringo.wordpress.com
  • 3. Prima della I a guerra mondiale www.arringo.wordpress.com
  • 4. 1920: l’Italia ottiene l’Istria www.arringo.wordpress.com
  • 5. L’italianizzazione forzata Inizia l’italianizzazione (come anche in altre zone di confine italiane) che andrà avanti per tutto il ventennio fascista (1921-1943): •no lingua slava in pubblico; •italianizzazione cognomi; •italianizzazione toponomastica; •cancellazione dei prestiti linguistici. Da ogni regione, piovono funzionari e impiegati pubblici, che sostituiscono i locali. La lingua ufficiale, anzi, quella obbligatoria, diventa l’italiano, e dialetti e lingue dei popoli presenti sul territorio sono vietati, proibiti. Gli slavi si trovano stranieri in casa propria (Approfondimenti:Wikipedia) NASCITA DI UN SENTIMENTO ANTI-ITALIANO www.arringo.wordpress.com
  • 6. 1924: l’Italia ottiene Fiume www.arringo.wordpress.com
  • 7. 1924-1941 www.arringo.wordpress.com
  • 8. 1938: le leggi razziali In questa zona d’Italia, oltre alla penalizzazione e alla deportazione degli Ebrei, altre discriminazioni vengono attuate: anche gli slavi e i croati vengono considerate razze inferiori agli “italiani puri” www.arringo.wordpress.com
  • 9. 1941-1943: l’occupazione italiana www.arringo.wordpress.com
  • 10. Provincia di Lubiana www.arringo.wordpress.com
  • 11. La Jugoslavia terra di stragi Pavelic e Mussolini alla stazione Ostiense (Rm) La Croazia diventa un regno “indipendente”, con primo ministro Ante Pavelic, un fascista feroce e sanguinario, amico di Mussolini, e come Re un cugino di Vittorio Emanuele III, Aimone di Aosta. Il partito fascista e razzista croato, gli Ustascia, formato da fanatici religiosi (cattolici) e nazionalisti, appoggiati dal vescovo di Zagabria e primate di Croazia Stepinac, iniziano fin da subito una opera di pulizia etnica nei confronti di Serbi e altre minoranze, spesso spalleggiati dalle truppe italiane. L’intera Jugoslavia diventa territorio di stragi e di crudeltà. (da qui) www.arringo.wordpress.com
  • 12. Deportazioni nei lager Le deportazioni della “inferiore razza serba” furono massicce, e decine di migliaia di ex soldati o di cittadini serbi fu avviata ai campi di sterminio tedeschi o a quello della Risiera di San Sabba, a Trieste, assieme con ebrei ed altre minoranze. Ricordiamo altri lager: Kraljevica, Lopud, Kupari, Korica, Brac, Hvar, Rab. Furono creati campi anche in Italia, per esempio a Gonars (Udine), a Monigo (Treviso), a Renicci di Anghiari (Arezzo) e a Padova. www.arringo.wordpress.com
  • 13. Lager Fossoli Arbe Gonars (Udine) www.arringo.wordpress.com
  • 14. 1943-1945: l’Istria è tedesca www.arringo.wordpress.com
  • 15. 1943: dopo l’armistizio, le prime foibe Il fenomeno iniziò nell'autunno del '43, subito dopo l’armistizio, nei territori dell’Istria, abbandonati dai soldati italiani che li presidiavano e non ancora sotto il controllo dei tedeschi, quando i partigiani delle formazioni slave, ma anche gente comune, per lo più delle campagne, fucilarono o gettarono nelle foibe centinaia di cittadini italiani, bollati come "nemici del popolo". Il numero delle vittime non è quantificabile con precisione. Il numero delle vittime si aggira tra i 500 e 700. (Approfondimento) www.arringo.wordpress.com
  • 16. Si acuisce il conflitto nazifascismocomunismo slavo In Jugoslavia, a partire dal 1937, il croato Josip Broz (Tito) capeggia un esercito di partigiani comunisti (titini) per l’affermazione del partito comunista in Jugoslavia. L’eco delle prime foibe accentua l’odio tra i nazifascisti italiani e tedeschi e il comunismo jugoslavo. www.arringo.wordpress.com
  • 17. 1945-1947: gli Jugoslavi avanzano www.arringo.wordpress.com
  • 18. Bombardamento e rappresaglie a Zara Il 31 ottobre 1944 la città di Zara, che nel frattempo era stata distrutta da ben 54 bombardamenti aerei alleati promossi da Tito e che uccisero circa 2.000 persone, fu conquistata dall'armata partigiana jugoslava e nuovamente si ripeterono rappresaglie verso gli italiani considerati occupanti e collaboratori dei tedeschi. Un numero imprecisato di italiani venne arrestato e poi annegato in mare. Tali episodi vengono considerati tra i primi veri e propri eccidi delle foibe. www.arringo.wordpress.com
  • 19. Il conflitto degenera ulteriormente: l’eccidio di Porzûs Partigiani brigata Osoppo Febbraio 1945: in un contesto simile, di guerra mondiale, di cambio d’alleanza, di dominazioni che si susseguono in quei territori, il sentimento anti-slavo e quello anti-italiano, che fino ad allora avevano contrapposto nazifascisti e comunisti slavi, ora si estende anche i partigiani italiani (Brigata Osoppo) che non volevano allinearsi con partigiani titini, cedendo i territori alla Jugoslavia. La Brigata Osoppo, a tal fine, avrebbe preso contatti coi fascisti; per questo motivo, altre brigate garibaldine uccisero 18 partigiani comunisti. (Articolo; post). E’ la guerra di tutti contro tutti, dove l’etnia, la politica, i vecchi rancori, le diverse speranze seminano morti. www.arringo.wordpress.com
  • 20. 40 giorni d’inferno: l’infoibamento massiccio Le foibe, ebbero la loro massima intensità nei quaranta giorni dell'occupazione jugoslava di Trieste, Gorizia e dell'Istria, dall'aprile fino a metà giugno '45, quando gli anglo-americani rientrarono a Trieste occupata dalle milizie di Tito. Tra marzo e aprile, anglo-americani e jugoslavi si impegnarono nella corsa per arrivare primi a Trieste. Giunse per prima la IV armata di Tito che entrò in città il 1º maggio alle 9:30. Era il preludio alla carneficina, che non risparmiò nemmeno gli antifascisti di chiara fede italiana, nemmeno i partigiani antifascisti. Ci fu una vera e propria caccia all'italiano, con esecuzioni sommarie, deportazioni, infoibamenti. In quel periodo solo a Trieste furono deportate circa ottomila persone: solo una parte di esse potrà poi far ritorno a casa. I crimini ebbero per vittime militari e civili italiani, ma anche civili sloveni e croati, vittime di arresti, processi farsa, deportazioni, torture, fucilazioni. La mattanza si protrasse per alcune settimane, sebbene a Trieste e a Gorizia fra il 2 e il 3 maggio fosse arrivata anche la seconda divisione neozelandese del generale Bernard Freyberg, inquadrata nell’VIII armata britannica. Finì il 9 giugno quando Tito e il generale Alexander tracciarono la linea di demarcazione Morgan, che prevedeva due zone di occupazione – la A e la B – dei territori goriziano e triestino, confermate dal Memorandum di Londra del 1954. È la linea che ancora oggi definisce il confine orientale dell’Italia. La persecuzione degli italiani, però, durò almeno fino al '47, soprattutto nella parte dell'Istria più vicina al confine e sottoposta all'amministrazione provvisoria jugoslava. (tratto da qui) www.arringo.wordpress.com
  • 21. Foto www.arringo.wordpress.com
  • 22. Testimonianze Diversi link qui Testimonianza 1 Testimonianza 2 Testimonianza 3 www.arringo.wordpress.com
  • 23. L’inizio dell’esodo La popolazione giuliano-dalmata, in realtà, aveva già iniziato a fuggire, per diversi motivi. Di certo, la nuova ondata di violenza fece precipitare la situazione. “Si consideri che nella prima metà del 1946 il Bollettino Ufficiale jugoslavo pubblicò ordinanze secondo le quali si conferiva al Comitato Popolare locale il diritto di disporre delle case e di cederle ai cittadini croati; si sequestravano tutti i beni del nemico e degli assenti; si considerava nemico e fascista, quindi da epurare, chiunque si opponesse al passaggio dell'Istria alla Jugoslavia” (Gian Luigi Falabrino, Il punto sulle foibe e sulle deportazioni nelle regioni orientali (1943-45) www.arringo.wordpress.com
  • 24. Foto www.arringo.wordpress.com
  • 25. Testimonianze Link www.arringo.wordpress.com
  • 26. 1946: Strage di Vergarolla La strage di Vergarolla fu causata dall'esplosione di un deposito di materiale bellico, avvenuta il 18 agosto 1946 sulla spiaggia di Vergarolla a Pola. L'esplosione provocò la morte di non meno di 80 persone. Pola apparteneva alla zona A, italiana. Quella mattina sulla spiaggia c’era una manifestazione sportiva, interpretabile come occasione di manifestazione di orgoglio italiano, non gradito ai titini della zona B. La strage è oggetto ancora oggi di discussioni www.arringo.wordpress.com
  • 27. 1947-1954: il confine Italia- Jugoslavia www.arringo.wordpress.com
  • 28. Trieste: territorio libero La città di Trieste rimane sospesa tra i due confini: già dal ‘46 viene dichiarata”libera”, ovvero territorio libero, sotto il controllo ONU. www.arringo.wordpress.com
  • 29. Continua l’esodo, anche di italiani dalla zona B A Pola, la motonave Toscana, messa a disposizione degli esuli dal governo italiano, intraprende il suo primo viaggio. Ne farà altri dodici tra Pola e Venezia e Pola e Ancona fino al 20 marzo, data dell’ultimo trasporto. www.arringo.wordpress.com
  • 30. 1948: Il partito di Tito estromesso dal Cominform: titini contro comunisti italiani Il partito comunista di Tito è accusato di non riconoscere la guida del partito comunista russo di Stalin e viene espluso dal comitato di partiti comunisti europei. Stalin e Tito Inizia una lotta tra comunisti staliniani e titini. Quest’ultimi trascineranno nei campi di concentramento molti comunisti di nazionalità italiana che, dopo aver subito processi sommari, conoscono la durezza del sistema repressivo titino attraverso la prigionia nelle carceri jugoslave e la deportazione nel lager di Goli Otok, l’ Isola Calva, dal quale una gran parte di essi non fa mai più ritorno. www.arringo.wordpress.com
  • 31. 1954-1975: Trieste italiana www.arringo.wordpress.com
  • 32. 1954: Memorandum d’intesa: Zona A all’Italia, Zona B alla Jugoslavia A Londra è firmato tra i governi di Stati Uniti, Gran Bretagna, Italia e Jugoslavia il Memorandum d’Intesa che assegna la Zona A all’Italia e la Zona B alla Jugoslavia. Inizia il grande esodo degli italiani dalla Zona B, che si concluderà soltanto nel 1956. www.arringo.wordpress.com
  • 33. 10 novembre 1975: l’accordo definitivo A Osimo, nei pressi di Ancona, il governo italiano e quello jugoslavo siglano un accordo che sancisce il definitivo superamento del Territorio Libero di Trieste, riconoscendo l’appartenenza della ex Zona A all’Italia e della ex Zona B alla Jugoslavia. www.arringo.wordpress.com
  • 34. 1991: la fine della Jugoslavia www.arringo.wordpress.com
  • 35. Qualche approfondimento Cronologia sintetica degli eventi Mappe (da cui sono prese le mappe della presente presentazione) Centro di documentazione multimediale della cultura giuliana istriana fiumana dalmata Istoreto Foibe.it Blog Restelli Approfondendo Digilander www.arringo.wordpress.com
  • 36. Non dimentichiamo. www.arringo.wordpress.com

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