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La Valle del Sacco_a cura di ReTuVaSa

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Presentazione delle problematiche inerenti la Valle del Sacco. A cura di ReTuVaSa, www.retuvasa.org

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  • 1. La Valle del Sacco tra passato, presente e futuro. San Vito Romano, 29 maggio 2014
  • 2. La nostra valle ha una storia antica e importante: per la sua conformazione fisica, da tempo immemorabile, è un crocevia di transiti.
  • 3. Lo dimostra il passaggio, in età romana, di importanti vie di comunicazione come la via Latina e la via Labicana-Casilina. ---- Via Prenestina antica ---- Via Labicana (Casilina) antica ---- Via Latina antica Le vie Prenestina, Casilina e Latina in una carta geografica medievale copia di una carta di età romana
  • 4. La via Latina antica a Roma, nel Parco delle Tombe della via Latina. Una traversa della via Latina antica all’altezza di Colleferro, in località Ponte delle Pagnotte. Una traversa della via Latina antica nei pressi di Cassino. Da Roma a Cassino fino a Capua: le tracce archeologiche della via Latina antica nel nostro territorio.
  • 5. L’importanza di dominare la valle è testimoniata dai tanti edifici di epoca medievale che costellano in posizione strategica le alture lungo il fiume Sacco.
  • 6. Queste strade sono state utilizzate ininterrottamente nel corso dei secoli fino ai nostri giorni. ---- Via Prenestina antica ---- Via Labicana (Casilina) antica ---- Via Latina antica Le vie Casilina e Latina oggi, all’altezza di Colleferro
  • 7. Lungo le stesse direttrici, in anni recenti, si sono impiantate le nostre strade, autostrade e ferrovie.
  • 8. Proprio queste caratteristiche rendono la Valle del Sacco il luogo ideale per l’impianto di industrie belliche.
  • 9. All’inizio del secolo scorso la valle, in particolare la zona che poi diventerà Colleferro, fu scelta per insediarvi un’importante industria bellica. Tra i fattori determinanti: il corso d’acqua, sistemi montuosi che la proteggono da eventuali incursioni via mare, vie di collegamento, conformazione geologica e petrografica, vicinanza ad una grande città come Roma.
  • 10. Questo tipo di insediamento portò in gran parte della valle un cambiamento notevole nel tipo di attività dominante esercitato dagli abitanti: da agricolo- pastorale a industriale.
  • 11. Con l’attività degli stabilimenti BPD, fondati nel 1912, la futura Colleferro si afferma come grande polo industriale.
  • 12. Le armi sono tuttora prodotte a Colleferro. L’elenco che segue racconta quanto esse abbiano avuto un ruolo “predominante” in tutte le guerre dall’inizio del XX secolo. Libia 1911 Turchia 1912 Prima guerra mondiale 1915 Operazioni in Libia 1923 Etiopia 1936 Spagna 1937 Seconda guerra mondiale 1940 Egitto 1967 Angola 1970 Iran-Iraq 1981 Falklands 1982 Kuwait 1990 Iraq 1991 Somalia 1993 Iraq 2003 Afghanistan 2005 Libia 2011
  • 13. Le armi di Colleferro nella guerra libica del 2011
  • 14. Industrie chimiche ma non solo. La vocazione industriale è ormai segnata per tutta la bassa valle.
  • 15. - Attività meccaniche per il mercato civile (dalla costruzione e riparazione dei veicoli ferroviari alla fabbricazione di laminati, barre e profilati, recipienti metallici e bombole per aerosol); - Produzioni chimiche per l’industria (dall’anidride ftalica e maleica alle resine poliestere), per l’agricoltura (antiparassitari in varie formulazioni) e uso domestico (insetticidi, detersivi e deodoranti); L’industria bellica si diversifica espandendosi in altri settori: Infine nel 1956 in località Castellaccio decolla la fabbrica dei filati: nylon, rayon, lana, ecc.
  • 16. Da qui il passaggio al “Nucleo di industrializzazione della Valle del Sacco” è cosa fatta. Nel 1969 si contano 17 nuovi insediamenti industriali. Nel 1976 ben 138. Numeri che rendono l’idea di come le Amministrazioni provinciali, in particolar modo quella di Frosinone, abbiano avuto un ruolo fondamentale per l’occupazione del suolo nella nostra area a fine produttivo-industriale, in sostituzione di una vocazione agricola fino ad allora predominante.
  • 17. La Cassa del Mezzogiorno e la nuova idea di sviluppo.
  • 18. Molte aziende chiudono, tante cittadine della valle trasformano il loro tessuto sociale diventando città-dormitorio in cui tornare la sera dopo il lavoro, mentre i figli dei vecchi lavoratori emigrano. Inizia la crisi economica.
  • 19. Deindustrializzazione: rimangono solo i danni.
  • 20. L’industrializzazione porta lavoro ma c’è il rovescio della medaglia… Si registrano danni alla salute dei lavoratori e partono i primi processi per crimini ambientali. Ad oggi ce ne sono 4 in corso. L’ambiente viene stravolto: si interrano tonnellate e tonnellate di scarti industriali dentro fusti, creando collinette velenose.
  • 21. Scoppia la bomba innescata dall’interramento per decenni di moltissime sostanze nocive che, con il passare del tempo, rilasciano il loro velenoso contenuto nel terreno e nelle falde acquifere superficiali.
  • 22. Una vasta area della valle viene dichiarata Sito di Interesse Nazionale (SIN). Verrà declassata a Sito di Competenza Regionale nel 2013.
  • 23. Nei primi anni ’90 viene inaugurato un altro filone industriale molto redditizio: la gestione dei rifiuti. Nasce così la nuova occupazione del territorio, quella che ancora oggi rende il nostro territorio una pattumiera.
  • 24. Cosa ha generato nel tempo questa nuova tipologia di insediamenti
  • 25. Anche l’aria risulta inquinata da polveri sottili emesse da inceneritori e cementificio.
  • 26. Il disastro continua…
  • 27. Viene costruita una turbogas e si progetta un impianto TMB (Trattamento Meccanico Biologico), impianti di incenerimento pneumatici. Si presenta anche un progetto per la realizzazione di una discarica di rifiuti speciali nazionale, fortunatamente non attuato.
  • 28. La salute delle persone e dell’ambiente diventa merce di scambio: il ristoro ambientale.
  • 29. I comuni che ospitano impianti dannosi alla salute hanno diritto a un compenso economico. 500.000 euro 4.000.000 euro 5.000.000 euro QUAL E’ IL PREZZO GIUSTO PER LA SALUTE ? Mentre per ogni tonnellata conferita in discarica viene versato al Comune… Per il Comune di Colleferro presenza degli inceneritori frutta all’anno circa… Per un TOTALE di…
  • 30. Recenti studi epidemiologici confermano che l’esposizione all’inquinamento atmosferico verificata nei Comuni della valle è associata a un incremento delle patologie cardiovascolari e respiratorie.
  • 31. Conclusioni L’area della Valle del Sacco è stata per lunghi anni sede di una importante attività industriale per la produzione di sostanze chimiche, esplosivi, carrozze ferroviarie, motori di lancio. Nel 2005 è stato messo in evidenza una estesa contaminazione del fiume e dei terreni limitrofi da sostanze chimiche provenienti da discariche di rifiuti tossici. Il complesso industriale ha causato nel tempo inquinamento dell’aria, i lavoratori sono stati esposti a sostanze tossiche in ambiente di lavoro, in particolare prodotti chimici ed amianto. Le persone che hanno risieduto lungo il fiume hanno assorbito ed accumulato nel tempo pesticidi organo clorurati soprattutto tramite la via alimentare. L’estesa indagine di biomonitoraggio ha dimostrato una contaminazione umana di carattere cronico da beta-esaclorocicloesano (β-HCH), sostanza organica persistente derivante da rifiuti tossici industriali.
  • 32. L’area dei tre comuni di Colleferro, Segni e Gavignano presenta nel suo complesso un quadro di mortalità e morbosità peggiore del resto del Lazio. Il quadro di mortalità e di morbosità dei residenti nell’area di Colleferro, quando paragonato a quello delle aree dei comuni vicini, mostra valori più elevati per le patologie respiratorie in possibile rapporto con la contaminazione cronica ambientale. Si conferma un eccesso di tumori della pleura per la pregressa esposizione lavorativa ad amianto. Il quadro di mortalità e morbosità degli abitanti lungo il fiume non è particolarmente diverso rispetto ai comuni di riferimento, ma si segnala la presenza di alcune patologie (tumore del fegato, diabete) in possibile rapporto con la contaminazione chimica. I lavoratori che hanno prestato servizio agli impianti chimici e alle carrozze ferroviarie presentano un aumento della frequenza di alcune forme tumorali (tumore della vescica e della pleura) in presumibile rapporto con l’attività lavorativa svolta.
  • 33. La nostra valle va salvata!
  • 34. Le nostre attività…
  • 35. Occorre valorizzare le cose belle che ci sono…
  • 36. La Valle del Sacco, chiusa tra i monti Lepini a ovest ed Ernici a est, offre panorami molto suggestivi, sia naturali che paesaggistici …
  • 37. Segni Ferentino Colleferro Anagni Paliano Monti Lepini Ma anche borghi dalla lunga storia…
  • 38. Agrifoglio Ginepro Tasso Diverse aree di questi monti sono Siti di Interesse Comunitario (SIC) perché ospitano specie considerate fondamentali per la salvaguardia delle biodiversità.
  • 39. Piste ciclabili Pedibus Cosa possiamo fare? Mobilità alternativa…
  • 40. Distributori di cibi sfusi Detersivi alla spina Riduzione dei rifiuti…
  • 41. Una passeggiata sui Monti Lepini I vigneti del Cesanese Passeggiate in montagna, in campagna…
  • 42. La Selva di Paliano Torre della Mola dei Piscoli …nei parchi come la Selva-Mola dei Piscoli…
  • 43. Il centro storico di Carpineto La festa del Palio a Paliano …nei centri storici…
  • 44. Prendere consapevolezza delle nostre radici, della storia della terra che abitiamo, ci permette di difenderla e di renderla vivibile e accogliente.

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