“La Dop: gestione collettiva di un bene comune” - Consorzio del prosciutto di Parma

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“La Dop: gestione collettiva di un bene comune” - Consorzio del prosciutto di Parma

  1. 1. 1963197319781990
  2. 2. Il Regolamento CEEn. 2081/92Il Regolamento CEn. 1107/96Regolamento CE n.510/06 (nuovo simbolo DOP)
  3. 3. 4.987 allevamenti128 macelli161 aziende produttrici3.000 lavoratori nel settore
  4. 4. La scelta di sottoporsi:- alle regole produttive previste dal disciplinare;- al sistema di controllo e certificazione;- alla vigilanza;
  5. 5. I suini devono essere nati,allevati e macellati nelle 10regioni del centro e nord Italia.Il suino destinato a divenireParma, deve:essere macellato oltre i 9 mesidi età e pesare almeno 150 Kg
  6. 6. Le funzioni di controllo e di certificazione sono svolte dall’Istituto Parma Qualitàente autonomo e indipendente, riconosciuto dal Mipaaf
  7. 7. Provincia diprovenienza Codice Mese di nascitaallevatore
  8. 8. Sigla identificazione macello
  9. 9. Mese e anno inizio lavorazione
  10. 10. Sigla aziendale
  11. 11. Il processo di certificazione di ogni fase della filiera rende il Parma un prodotto rintracciabile e controllato
  12. 12. Come ogni fase della lavorazione, anchel’affettamento e il confezionamento avvengonosolo ed esclusivamentenella zona tipica diproduzione e solo inpresenza degli ispettoridell’Istituto Parma Qualità
  13. 13. Le caratteristiche dellavaschetta del pre-affettato sonoriportate nel disciplinare diproduzione Il triangolo nero rappresentail 25% della superficiedell’intera confezione.
  14. 14. In questo modo le aziende produttrici garantiscono:- la GENUINITÀ del prodotto;- la TRASPARENZA dei soggetti coinvolti;- una METODOLOGIA produttiva precisa;- la SERIETÀ dell’intero sistema. LE 4 PAROLE CHIAVE DI QUESTA GIORNATA
  15. 15. SVILUPPO perché il sistema non è una nicchia irrilevante dimercato, ma favorisce:- la crescita economica- delle opportunità professionali- un ampliamento progressivo delle possibilità- una “localizzazione” sana in un contesto di globalizzazioneselvaggia
  16. 16. DEL TERRITORIO perché il vincolo al territorio “umano, geografico esociale” è necessario (garantito per legge!) e coinvolge vari livelli:- economico;- sociale (stili di vita – valori di riferimento – ecc.);- urbanistico;- ambientale;- culturale (valorizzazione della tradizione).
  17. 17. È sviluppo RESPONSABILE perché è fondato sulla GESTIONE COLLETTIVA DI UN BENE COMUNE- la DOP, come bene comune- gestita collettivamente attraverso il CONSORZIO
  18. 18. La DOP non è un marchio privato, monopolio di uno o di pochi,è invece un BENE-VALORE COMUNE di un intero territorio,dei suoi abitanti (operatori), delle comunità, del tessuto sociale,di una tradizione.Un bene “aperto”, disponibile a tutti coloro che entrano a farparte di questo contesto “territoriale”.
  19. 19. La DOP è un diritto senza “proprietario”!È un casus juridicus perché, appunto, non è previsto un titolare né individuale, né collettivo di tale diritto. Ecco perché possiamo dire che è un BENE COMUNE
  20. 20. Il sistema della DOP permette uno sviluppo RESPONSABILE inquanto gestito COLLETTIVAMENTE.Intendo la RESPONSABILITA’ come capacità:- di rispondere, di entrare in dialogo e di interagire;- di riconoscersi in RELAZIONE;- di rispondere delle conseguente del proprio agire.
  21. 21. La RESPONSABILITA’ dello sviluppo è dunque legata allacapacità di RELAZIONE, cioè di:- Scegliere- Progettare- Operare INSIEME guardando oltre i singoli interessi
  22. 22. È questa l’esperienza del Consorzio, costituito dalle aziendeproduttrici che, INSIEME, cercano di promuovere e tutelareal meglio quel BENE COMUNE rappresentato dal prosciutto di Parma e gli interessi collettivi, ben più ampi dei singoli interessi individuali, ad esso connessi.
  23. 23. In questo modo, come comparto, cerchiamo di partecipare alla sviluppo delnostro territorio in particolare proponendo:- un modo di fare impresa e di produrre “in qualità”;- un sviluppo ambientale rispettoso e di “basso impatto”;- una crescita urbanistica che sappia integrare il valore dellabellezza e della tradizione;- uno stile di vita “sostenibile” che permetta di “gustare” le nostreeccellenze.

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