Musiche e natura

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  • 1. MUSICA E NATURA Molti musicisti hanno composto brani che in varie forme si collegano a fenomeni naturali. Naturalmente lo scopo dell’arte nel descriverli o imitarli è assai diverso da quello della scienza. Il musicista descrive la natura per ritrovare in essa il proprio mondo interiore o esteriore, così da relazionarsi con gli altri emozionandoli. Spesso l’emozione risulta potenziata dall’esperienza passata di chi ascolta, infatti se l’ascoltatore ha provato già delle emozioni davanti alla natura, tramite la musica le potenzia ed arricchisce.
  • 2. Ogni opera che ascolteremo riflette la situazione psicologica, l’epoca, l’ambiente nei quali ogni artista è vissuto. Ogni opera umana a sua volta è collegata con una rete infinita e fittissima di relazioni a tutto il resto del mondo. Il presente si può perciò capire e modificare solo conoscendo il passato e tentando di comprenderne la relazione tra i fatti. Nelle storie degli altri riconosciamo noi stessi, e a partire dalla storia costruiamo il nuovo ed il futuro.
  • 3. Antonio Vivaldi 1678-1741 Antonio Vivaldi (Venezia, 4 marzo 1678 – Vienna, 28 luglio 1741) è stato un violinista e compositore italiano. Considerato il più importante, influente e originale compositore italiano della sua epoca, Vivaldi contribuì significativamente allo sviluppo del concerto, soprattutto solistico, e della tecnica del violino e dell'orchestrazione. Le sue opere influenzarono notevolmente numerosi compositori suoi coevi, soprattutto tedeschi, come Bach. Fu anche sacerdote, e per tale motivo - e per il colore dei suoi capelli - venne soprannominato il prete rosso. Le sue composizioni più note sono i quattro concerti per violino conosciuti come “Le quattro stagioni”, celebre esempio di musica a soggetto barocca.
  • 4. La Primavera da “Le quattro stagioni” Antonio Vivaldi - 1678-1741
  • 5. La Primavera fa parte di "Le Stagioni", una serie di quattro concerti per violino ed orchestra, ognuno dei quali si ispira, come dice lo stesso titolo, ad una stagione dell'anno. "Le Stagioni" sono inserite ne "Il cimento dell'armonia e dell'invenzione", op. 8. Il Concerto o Concerto solista è una forma musicale molto importante, strutturata generalmente in tre parti o tempi (ALLEGRO, ADAGIO, ALLEGRO) Il concerto vede uno strumento solista che si alterna e dialoga con il resto dell'orchestra.
  • 6. L' organico orchestrale è composto da un violino solista, un'orchestra d'archi, un clavicembalo con la funzione di basso.
  • 7. A - Giunt'è la Primavera e festosetti B - La salutan gli augei con lieto canto C - E i fonti allo spirar de' Zeffiretti con dolce mormorio scorrono intanto. D - Vengon coprendo l'aer di nero ammanto e lampi, e tuoni ad annunziarla eletti E - Indi, tacendo questi, gli augelletti tornan di nuovo al lor canoro incanto. I tre tempi del concerto sono accompagnati da un "sonetto esplicativo" i cui versi sono stati scritti dallo stesso Vivaldi sulla partitura per indicare ciò che il brano musicale si propone di rappresentare.
  • 8. Quali spunti naturali adotta Vivaldi nel 1°tempo della Primavera? Il tema principale appare felice grazie al ritmo ed alla cantabilità della melodia. Il canto degli uccelli è imitato attraverso l’acutezza dei suoni e la loro velocità, ripetizione e sovrapposizione
  • 9. Lo scorrere del ruscello attraverso la continuità fluente dei suoni I tuoni ed i fulmini attraverso limitazione del rumore naturale dei tuoni e la velocità improvvisa dei lampi
  • 10. Quali imitazioni adotta Vivaldi nel II°tempo della Primavera? Il cane che abbaia Il pastore che dorme Nel III°tempo della Primavera commenta infine per tutto il brano una festa primaverila nella natura. La frase della poesia che viene musicalmente commentata è questa : Di pastoral zampogna al suon festante, danzan ninfe e pastor nel tetto amato, di Primavera all'apparir brillante.
  • 11. L’Inverno da “Le quattro stagioni” Antonio Vivaldi - 1678-1741
  • 12. Primo tempo: Agghiacciato tremar tra nevi algenti Vengono eseguite note ribattute Al severo spirar d'orrido Vento, Note velocissime a gruppi discendenti Correr battendo i piedi ogni momento; Note veloci e ribattute come piedi che battono in terra E pel soverchio gel batter i denti; Note tremolanti e ripetute Anche l’Inverno come le altre stagioni è commentato da una poesia scritta dallo stesso Vivaldi. Per ogni verso vi è un’immagine sonora.
  • 13. Secondo tempo: Passar' al foco dì quieti e contenti Mentre la pioggia fuor bagna ben cento. La pioggia viene imitata dai violini che fanno l’accompagnamento pizzicando le corde, mentre la melodia da la sensazione del rilassamento e della serenità di una sera passata al caldo in casa mentre fuori imperversa l’inverno
  • 14. Terzo tempo: Camminar sopra 'l ghiaccio, note continue e controllate e a passo lento per timor di cader girsene intenti; rallentamento dei suoni Gir forte, sdruciolar, cader a terra scale di note veloci e discendenti, con un’ultima lunga discesa Di nuovo ir sopra 'l ghiaccio e correr forte scale di note con lunghe salite e discese Sin che 'l ghiaccio si rompe, e si disserra; note veloci con fermate improvvise Sentir uscir dalle ferrate porte note dolci e lente Scirocco, Borea e tutti i Venti in guerra. velocissime scale con tremoli Quest'è 'l Verno, ma tal che gioja apporte. finale saltellante
  • 15. Vivaldi compone in un epoca nella quale è in voga lo stile barocco (XVIII secolo). E’ difficile definire questo stile perchè ha molti diversi caratteri. Dello stile barocco è il gusto per lo spettacolo e la decorazione complessa, oltre che il desiderio di stupire. Nei concerti di Vivaldi lo stile barocco si ritrova nella luminosità e apertura ariosa del suono oltre che nel gusto per l’abilità ed il virtuosismo nell’uso soprattutto degli strumenti ad arco.
  • 16. II e IV parte dell’ouverture del Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini Il paesaggio naturale delle montagne svizzere e l’azione del Guglielmo Tell costituiscono quasi il “programma” delle 4 sezioni in cui è divisa l’ouverture, il brano orchestrale più esteso che Rossini avesse mai composto, noi ne ascoltiamo la seconda e la quarta parte. L’ Allegro, seconda parte, dipinge una scena di tempesta; la quarta parte consiste nel celebre e travolgente Galoppo finale.
  • 17. Figlio di un trombettista e di una soprano, quando Gioacchino Rossini (1792–1868) entrò al liceo musicale di Bologna aveva già scritto un’opera, e appena 20enne diede alla luce uno dei suoi capolavori, l’Italiana in Algeri. Diresse il Teatro S.Carlo di Napoli per quasi un decennio, dedicandosi alla composizione di altre grandi opere. La sua fama straripò rapidamente fuori dai confini nazionali, ed egli riscosse i più grandi trionfi anche a Vienna e Parigi, ove si stabilì definitivamente e compose i suoi ultimi lavori per l’Opéra. Tra questi figura il Guglielmo Tell, col quale Rossini volle raccogliere la sfida che i tempi nuovi gli lanciavano, dimostrando che, volendo, avrebbe potuto essere il migliore anche nelle nuove condizioni dell’arte prodotte dal Romanticismo. Ma non volle. Fu così che, a soli 37 anni, dopo aver raggiunto una fama da pochi eguagliata, si ritirò dalle scene, pur contribuendo, con generosità, alla crescita dei suoi “successori” quali Bellini, Donizetti e lo stesso Giuseppe Verdi.
  • 18. Guglielmo Tell : melodramma tragico in quattro atti di G. Rossini(Parigi, 1829). Il Guglielmo Tell (Wilhelm Tell) fu rappresentato a Weimar nel 1804 e pubblicato nello stesso anno. Il dramma è ambientato nella Svizzera medioevale: tre cantoni svizzeri stringono un patto contro l'Austria ed il suo tirannico oppressore Gessler. Wilhelm Tell, il miglior tiratore di balestra del luogo, è coinvolto nella vicenda quando, costretto, esita a salutare un cappello posto da Gessler sulla cima di un albero. Per punirlo, il tiranno lo costringe a colpire una mela posta sul capo del figlio: Tell non fallisce, ma quando gli rivela che, nel caso avesse fallito il primo colpo, una seconda freccia sarebbe stata destinata a Gessler, viene imprigionato. Dopo essere riuscito a fuggire, attende il tiranno sulla riva del lago e lo uccide; la rivolta diventa generale, ed il liberatore Tell diventa in tal modo il simbolo d'una nuova nazione. Un melodramma o opera lirica è una storia narrata attraverso il canto. Elementi del melodramma sono : orchestra, cantanti solisti, coro, costumi, scenografie, balletto. L’ouverture è il brano che apre l’opera, in essa vengono presentati, dalla sola orchestra, le principali melodie che poi si incontreranno nello svolgimento dell’opera.
  • 19. La tempesta descritta nelle seconda parte dell’ouverture riflette il clima dell’opera, infatti imita il crescere della protesta come fosse il tipico brontolio che precede un temporale, brevi suoni degli strumenti a fiato fanno pensare alle prime gocce, lo scoppio successivo di tutta l’orchestra con la predominanza degli ottoni e dei timpani riflette lo scoppio dell’insurrezione. La quarta parte è tutta costruita sul ritmo di due sedicesimi ed un ottavo che imita il galoppo dei cavalli, evoca la sensazione di una battaglia con la vittoria dei giusti.
  • 20. Il Guglielmo Tell viene composto in un periodo nel quale si afferma un movimento culturale chiamato romanticismo. Questo movimento esalta la sfera del sentimento, della passione ed anche della irrazionalità. Oltre al tema dell’importanza del sentimento e quindi dell’uomo singolo, il romanticismo rivaluta la cultura popolare e il sentimento nazionale con la ricerca dell’identità dei popoli. Ecco perchè opere liriche che narrano fatti politici e la relativa lotta per la libertà vengono proposte con frequenza. In questo caso il temporale assume toni guerreschi proprio perchè sottolinea del romanticismo la lotta politica per l’autonomia e la libertà di una nazione. Vedremo nel prossimo temporale, composto da Beethoven, come il clima espressivo si leghi invece al sentimento della passione individuale, altro caposaldo del Romanticismo.
  • 21. La sesta sinfonia è detta Pastorale perchè descrive i sentimenti destati dal sublime spettacolo della natura. Beethoven a quell'epoca passava molto tempo in campagna e ne era affascinato. Lo stare a contatto con la natura lo colpiva nell'intimo creandogli quell'immenso piacere e gioia di partecipare in prima persona alla vita campestre, quel cercare in essa il raggiungimento della pace. Ed ecco che dai suoi trascorsi ricordi nasce la Sinfonia n. 6 in Fa maggiore op.68. Ogni movimento dei 5 di cui è formata, prende in considerazione un diverso sentimento verso la natura. Per evitare dubbi in merito al fatto che i temi della Sinfonia non fossero per niente descrittivi, volle aggiungere al sottotitolo: " più espressione del sentimento che pittura ". Ed è con questo spirito che Beethoven compose la Sesta Sinfonia. La sesta sinfonia è colma di profondo sentimento romantico che, nel pensiero del grandissimo compositore, qual è stato, avvicinando l'animo dell'uomo alla natura, lo spinge ad inchinarsi di fronte alla bellezza del mondo che lo innalza fino al suo Creatore. L.V. Beethoven. Dalla sesta sinfonia - IV tempo : temporale (1808)
  • 22. Ludwig van Beethoven (Bonn 1770 - Vienna 1827) è uno dei giganti della storia della musica, per la bellezza delle sue melodie e delle sue composizioni orchestrali e pianistiche. Uomo burbero, spesso solitario, Beethoven fu colpito dal peggiore dei mali che possa colpire un musicista: una sordità progressiva, che si manifestò in lui già verso i ventiquattro anni, e che lo rese profondamente triste per tutto il resto della sua vita. Egli non potè mai sentire del tutto molte delle stupende musiche che aveva composto... Tanti dei suoi brani musicali sono famosissimi fra i popoli di tutto il mondo; noi Europei abbiamo scelto il suo bellissimo "Inno alla gioia" (tratto dalla IX Sinfonia) come Inno ufficiale dell'Unione Europea.
  • 23. Il IV movimento della sesta sinfonia in tempo veloce è la descrizione di una tempesta, o meglio, della tempesta del cuore umano di fronte alle difficoltà. Questa tempesta è impressionante: comincia con leggeri suoni dei bassi per scatenarsi con i timpani, le trombe e l'entrata dei tromboni, strumenti usati per la prima volta nella sinfonia e poi finire con l’intensità della musica che si spegne a poco a poco.
  • 24. La sinfonia è un brano da!a struttura assai complessa, in quattro o cinque tempi, eseguita da un’orchestra detta sinfonica. Ogni tempo ha, a sua volta, una forma particolare. Solitamente è solo strumentale.
  • 25. Il valzer è un ballo in tempo di tre quarti, nel quale il ritmo comunica la sensazione di scorrimento e rotazione. La melodia ampia e scorrevole fa pensare allo scorrere di questo lunghissimo ed ampio fiume, anche se in realtà il collegamento tra il fiume e questo valzer è frutto di una serie di eventi casuali. Questo valzer, composto da Johann Strauss junior (1825-1899), “An der schönen, blauen Donau”, viene ogni anno eseguito in occasione di un concerto eseguito a Vienna a Capodanno. La prima apparizione dei valzer fece scalpore perchè per la prima volta i due ballerini ballavano abbracciati, questo simboleggiò anche un nuovo più spontaneo modo di relazionarsi tra uomini e donne. Sul Bel Danubio Blu (parte iniziale)
  • 26. Questo ballo della fine del 1800 può rappresentare la nascita della musica di consumo. Il suo scopo non è più quello del solo ascolto ma soprattutto quello del divertimento, dello svago. I valzer degli Strauss (musicisti austriaci) ebbero un grande successo in tutto il mondo. Pur essendo di ottima qualità musicale, essi rappresentavano il simbolo di una società allegra e dedita al divertimento. Purtroppo dietro a questa facciata di felicità si nascondevano eventi storici che segneranno in modo terribile e disastroso il secolo seguente.
  • 27. IGOR STRAVINSKY DA LA SAGRA DELLA PRIMAVERA (1913) : GLORIFICAZIONE DELL’ ELETTA ll balletto mette in scena un rito sacrificale pagano nella Russia antica all'inizio della primavera, nel quale una giovane adolescente veniva scelta per ballare fino alla morte con lo scopo di propiziarsi la benevolenza degli dei in vista della nuova stagione.
  • 28. La Sagra venne accolta dalle persone più competenti ed aperte come un avvenimento fondamentale per la storia della musica. La presenza di ritmi duri ed ossessivi è paragonabile ai suoni di un heavy metal dei più brutali. La musica moderna è nata lì. Qualcuno vede in quest’opera il preannuncio della prima guerra mondiale che sarebbe scoppiata di lì a poco.
  • 29. L'aperto richiamo alla Russia è comunque decisivo per chi volesse meglio comprendere il carattere del lavoro: risalendo oltre la civiltà dell'uomo moderno, distruggendo l'ordine delle forme tradizionali, Stravinski intese ricreare un mondo barbarico e primitivo, in un clima rituale pagano che sfocia in una ridda demoniaca. Stravinsky stesso disse che in questa musica riviveva la sensazione da lui provata da bambino, quando il disgelo di un fiume della Russia causava dei rumori forti e profondi, a causa della rottura dei ghiacci, che sembrava spaccassero il pianeta. Anche Stravinsky parla di Primavera ma è assai lontano dalle dolci ed allegre melodie di Vivaldi. In Stravinsky la natura è crudele e violenta.
  • 30. Igor' Fëdorovič Stravinskij (in russo: Игорь Фёдорович Стравинский; Oranienbaum, 17 giugno 1882 – New York, 6 aprile 1971) è stato un compositore russo naturalizzato francese e in seguito statunitense. La maggior parte dei suoi lavori rientrano nell'ambito del neoclassicismo e poi della serialità, ma la sua popolarità è affidata a tre balletti composti durante il suo primo periodo (noto come il periodo russo): L'uccello di fuoco (1910), Petrushka (1911) e La sagra della primavera (1913), opere che reinventarono il genere del balletto. Stravinskij scrisse per ogni tipo di organico, spesso riutilizzando forme classiche. La sua opera completa include composizioni d'ogni genere, dalle sinfonie alle miniature per pianoforte. Ottenne grande fama come pianista e direttore d'orchestra, dirigendo spesso le prime delle sue composizioni. Tipico russo cosmopolita, Stravinskij fu uno dei più apprezzati compositori del XX secolo, sia nel mondo occidentale che nel suo paese d'origine.
  • 31. A Parigi, verso la fine dell'Ottocento, si creò un clima artistico molto vivace e innovativo. I gruppi più famosi in questo rinnovamento furono quelli dei pittori impressionisti (Monet) e dei poeti e pittori simbolisti. I primi vollero indagare la realtà partendo da un contatto diretto con essa, senza rispettare le vecchie regole del disegno, del chiaroscuro e del colore; i secondi, convinti che della realtà non si potesse cogliere se non la superficie, vollero esprimerla con un’idea simbolica, con un riferimento fantastico che ne richiamasse il significato. Un atteggiamento molto simile tenne nella musica un gruppo di compositori tra i quali Claude Debussy. Nuages è una composizione che rappresenta bene l’impressionismo in musica. Infatti non vi è nessuna melodia definita o armonia chiara ma la forma indefinita delle nubi spinge a pensieri ed illusioni sognanti ed indefinite. Claude Debussy : dai tre notturni -Nuages - (Nubi - 1899)
  • 32. Claude Debussy (1862-1918), è considerato uno degli iniziatori della musica moderna. Debussy nacque a Saint Germain nel 1862, e nel 1869 iniziò lo studio del pianoforte conseguendo presto sorprendenti risultati. Ma il suo genio non si fermò al virtuosismo pianistico né al successo di pubblico, la sua strada nella musica ebbe una grande svolta. Il movimento musicale dell’Impressionismo – di cui Debussy fu il caposcuola - fu fondamentale per la ricerca e l’attuazione di nuove regole armoniche.
  • 33. “non si tratta della forma abituale del notturno, ma di tutto quello che questa parola contiene di impressioni e luci speciali. Nuages : è l’aspetto immutabile del cielo con il cammino lento e malinconico delle nuvole, sfumanti in un’agonia grigia, dolcemente tinta di bianco.” Così Debussy descrive Nuages:
  • 34. Una notte sul Monte Calvo (poema sinfonico) 1867 di Modest Mussorgskij Il Monte Calvo è il Monte Triglav, un rilievo presso Kiev nella Russia meridionale. Qui, secondo la mitologia slava, si riuniscono gli spiriti maligni per adorare il diavolo nella notte di Valpurga, l'equivalente di Halloween dei paesi anglosassoni. Mussorgskij aveva composto una prima stesura per pianoforte e orchestra di Una notte sul Monte Calvo nel 1860, poi l'aveva riscritta nel 1868, nel 1871 e nel 1875. L'opera non fu mai rappresentata durante la vita del musicista. La montagna per il suo aspetto così mutevole e grandioso ha suscitato sempre negli artisti pensieri che vanno dalla meraviglia di Dio fino allo spavento degli spiriti maligni.
  • 35. Il “programma” di questo poema sinfonico, della durata di circa dieci minuti, è chiaramente indicato dallo steso autore: - Apparizioni degli spiriti dell’oscurità seguiti da quello di Satana - Il sabba delle streghe - L’alba Una visione demoniaca, come si può intuire, pervade un po’ tutta la partitura e la musica si distende in un’atmosfera di calma (ma piena di mistero) solo verso la fine. La geniale orchestrazione porta l’impronta di un altro grande compositore russo, Nikolaj Rimskij Korsatov, che dopo la morte dell’autore revisionò in un solo tempo l’intero lavoro. Nell’opera si immagina che il giovane protagonista, di nome Gritzko, la notte prima di riuscire ad ottenere, dopo tante peripezie, la mano della ragazza che ama, si ubriachi, cade addormentato e sogni. Sogna di assistere al raduno delle streghe e di demoni che si svolge, secondo le credenze popolari, ogni anno nella notte di San Giovanni (24 giugno) sul Monte Calvo, una sommità nelle vicinanze della città sovietica di Kiev. Diavoli e streghe si rincontrano così con Satana in persona, che qui ha nome di Cernobog.
  • 36. Modest Petrovič Musorgskij (cir. rus. Моде́ст Петро́вич Му́соргский; Pskov, 21 marzo 1839 – San Pietroburgo, 28 marzo 1881) fu un compositore russo. Musicista dello stile romantico, è da ricordare come un appartenente al cosiddetto Gruppo dei Cinque (compositori che alla loro musica conferirono un'impronta nazionale, e anche nazionalista, intesa come riscoperta delle musiche russe tradizionali e del loro impatto sulla cultura nazionale). Pur destinato a una carriera militare, il suo interesse principale era la musica, per cui segui questa passione anche se essa gli procurò una vita misera. I suoi brani, come vuole il romanticismo, esprimono l'inquietudine dell'uomo. Il suo capolavoro è l'opera lirica Boris Godunov, l'unico suo melodramma rappresentato mentre era ancora in vita. Il suo progetto più noto è rappresentato forse da i Quadri di un'esposizione, una descrizione musicale che Musorgskij dà a dei quadri dell'amico artista Victor Hartman, suite per pianoforte nella versione originale, orchestrata successivamente dal celebre compositore francese Maurice Ravel. Una versione moderna dell'opera è stata eseguita dal gruppo progressive rock inglese Emerson, Lake & Palmer.
  • 37. Colonna sonora del film di Sergio Leone “Il buono, il brutto, il cattivo” composta da Ennio Morricone La colonna sonora di questo film westwern fu composta dal frequente collaboratore di Leone Ennio Morricone (che fu compagno di classe del regista in terza elementare), le cui caratteristiche composizioni, contenenti spari, fischi e yodel (tipo di canto tipico della Svizzera), contribuiscono a ricreare l'atmosfera che caratterizza il film. Il motivo principale, assomigliante all'ululato del coyote, è una melodia composta da due note, divenuta molto famosa. L’uso abbondante di strumenti come il corno e la grandezza delle sonorità ricreano molto bene l’ambiente del deserto e della prateria Americani.
  • 38. Ennio Morricone (Roma, 10 novembre 1928) è un compositore italiano. Celebre per le sue numerose colonne sonore cinematografiche, ne ha composte più di 500 in tutta la sua lunga carriera, di cui solamente 30 scritte per film western. È proprio per queste ultime, però, che Morricone è meglio conosciuto. Il suo particolare ed imitato stile di composizione per questo genere è esemplificato in particolare dalla colonna sonora di Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone, regista con il quale il compositore diede vita ad una lunga e proficua collaborazione. La produzione di Morricone annovera inoltre una nutrita schiera di composizioni che non sono nate per il cinema e che rientrano nel genere della musica contemporanea: opere teatrali, lavori sinfonici e per solista e orchestra, composizioni corali, musica da camera, ecc. Il 25 Febbraio 2007, dopo cinque nominations non premiate, gli viene conferito, accompagnato da una standing ovation tributatagli da una ammirata platea, il Premio Oscar alla carriera, "per i suoi magnifici e multisfaccettati contributi nell'arte della musica per film".
  • 39. Si tratta di un brano che parte dall’idea di acqua e dal suo rapporto con Venezia, insieme a questo brano altri sette compongono un Cd audio e un Dvd video. La PFM (composta da Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida e che vede ospiti Lucio Fabbri e Gianluca Tagliavini all’organo Hammond e al... Moog!) presenta 8 eccellenti storie strumentali: esse fungono da commento a otto brevi film. In questi pezzi il gruppo ripercorre idealmente molta della propria esperienza sonora: Genesis, Procol Harum, King Crimson, Pink Floyd, Emerson Lake and Palmer, con grande inventiva personale e lodevole perizia musicale. La PFM è uno dei più amati gruppi italiani che sorprende sia l’ascoltatore che li ha seguti da sempre sia i giovani intelligenti. Dal disco della PFM (Premiata Forneria Marconi) Stati d’Immaginazione : La Terra dell’Acqua. Lo splendore e l’angoscia di Venezia
  • 40. La Premiata Forneria Marconi (abbreviato: PFM) è un gruppo musicale italiano del genere rock progressivo che ha avuto grande popolarità negli anni '70, sia in Italia sia a livello internazionale (in Gran Bretagna, negli Stati Uniti, ma anche in Giappone). Tra i gruppi italiani progressive di quel periodo, (Banco del Mutuo Soccorso, Area, Perigeo, Le Orme), è stato l'unico ad avere un duraturo successo dentro e fuori i confini nazionali. Musicalmente imparentata con gruppi come i Genesis o i primi King Crimson, la PFM ha saputo evolvere il proprio stile anche nei decenni successivi grazie anche alle notevoli capacità strumentali dei suoi componenti.
  • 41. LA TERRA DELL'ACQUA Questo clip musicale presenta una Venezia fatta di dettagli e di scorci, ma soprattutto della grande protagonista di questa città: l'acqua, amica e nemica da tempo immemorabile, risorsa e minaccia sempre sull'orlo di un precario equilibrio. Un carosello di immagini accompagnato da una melodia dapprima malinconica, quindi altamente drammatica e infine da sogno, fino a terminare in un'intensa fusione di tutti questi aspetti.
  • 42. In questo nostro viaggio tra la musica, la natura e l’animo umano abbiamo incontrato : nubi, lampi, tuoni, mormorio delle foglie, vento, neve, pioggia, ghiaccio, fiume, montagna, deserto, prateria, mare, acqua. Gli uomini e gli animali sono stati rappresentati nei loro rapporti con la natura tramite i loro versi o i loro movimenti. Su tutto domina la risonanza di questi fenomeni della natura sui ricchi e diversi aspetti del sentimento umano.