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Intervista doppia Planck-de Broglie
 

Intervista doppia Planck-de Broglie

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Intervista doppia ai fisici Max Planck e Louis de Broglie

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    Intervista doppia Planck-de Broglie Intervista doppia Planck-de Broglie Presentation Transcript

    • Interv ista doppia a: Louis-Victor Pierre de Broglie Karl Ernst Ludwig Marx Planck
    • Signor Planck il suo vero nome è Max o Marx? Il mio nome di battesimo è ineffetti Marx, un diminutivo di Markus, ma a dire il vero non mi è mai piaciuto e perciò da quando ho imparato a scrivere ho sempre firmato Max Planck.
    • E lei, invece, Signor de Broglie o meglio Principe de Broglie, come devo chiamarla? Ahh, non c'è alcun tipo di privacy!!! Ha scoperto il mio titolo di Prince della contea di Broglie? Si ineffetti lo sono, ma non mi piace molto essere chiamato Principe, la nobiltà non fa per me. Preferirei se mi chiamasse Louis o al massimo Signor de Broglie.
    • Data e luogo di nascita? Sono nato a Kiel, al Nord della Germania, il 23 aprile 1858. Io, invece, sono nato a Dieppe, al Nord della Francia, il giorno 15 agosto 1892.
    •  
    • Contributo alla scienza?
      • Purtroppo, contro il mio volere, ho scoperto una delle costanti più importanti dell'Universo, che porta il mio nome: h=6.626*10-34 Js
      • Scoprendo i quanti, ho dato inizio allo sviluppo della teoria dei quanti a cui non ho mai particolarmente creduto.
      • Sviluppai le basi della meccanica ondulatoria.
      • Intuì la doppia natura corpuscolare-ondulatoria della materia, come fu dimostrato da Einstein e l'amico Planck per la radiazione elettromagnetica.
    • h=6.626*10 -34 Js È stata introdotta da Max Planck durante i suoi studi sullo spettro di radiazione di un corpo nero. In meccanica quantistica, la sua esistenza nella materia, determina la prima quantizzazione a grandezze come l'energia, la quantità di moto e il momento angolare di una particella. È presente anche nel principio di indeterminazione di Eisenberg , che descrive l'incapacità di determinare con infinita precisione la misurazione della posizione di una particella senza perdere informazione sul suo impulso: Δ x Δp≥1/2h.
    • Quanto Planck, interpretando i fenomeni di assorbimento di un corpo nero secondo i principi dell'elettromagnetismo classico, ottiene come conseguenza teorica un aumento indefinito dell'intensità della radiazione all'aumentare della frequenza, risultato che non è confermato dai dati sperimentali. Ipotizza quindi che gli elettroni degli atomi possano assorbire energia soltanto sotto forma di pacchetti, unità discrete dette quanti (dal latino quantum, quantità). La sua scoperta è sintetizzata dalla formula: E=hv Dove E è l'energia del fotone, h la costante di Planck e v la frequenza della radiazione.
    • Natura ondulatoria della materia Nel 1924 Loui deBroglie ipotizzò che anche la materia potesse avere una natura ondulatoria. Confrontando l'ottica geometrica e la dinamica particellare, il fisico francese riesce ad associare ad un corpo con quantità di moto p una lunghezza d'onda ʎ , attraverso la costante di Planck:
    • Quando, dove e cosa avete studiato? Ho frequentato il Maximiliansgymnasium di Monaco fino all'età di 16 anni, quando passai la maturità. Dopodichè mi sono dedicato alla fisica, lasciando la musica, ed eseguì degli esperimenti sulla diffusione dell'idrogeno. Dal 1877 al 1878 ho studiato fisica a Berlino insieme Hermann von Helmholtz e Gustav Kirchhoff. Nel 1885 mi viene affidata la cattedra di Fisica Teorica all'Università di Kiel per 2000 marchi l'anno. Nel 1892 presi a sedere anche sulla cattedra di Helmholtz a Berlino, e nel 1907 anche su quella di Boltzmann a Vienna. Cominciai i miei studi al liceo Janson-de-Sailly di Parigi, dove ho studiato “Storia del Diritto e della Politica nel Medioevo”; mi sono diplomato nel 1910. Mio fratello Maurice, più grande di me di 17 anni e dottore di Fisica, mi ha convinto a studiare Matematica e Fisica, facendomi leggere i referti e le discussioni della Solvay Conference del 1911. Leggendo quelle righe entrai per la prima volta in contatto con la Fisica Quantistica e mi appassionai immediatamente. Finita la prima guerra mondiale, mi sono dedicato nel 1919 con mio fratello allo studio dei raggi X e dell'effetto foto elettrico. Nel 1924 terminai i miei studi con la pubblicazione di “Recherches sur la théorie des Quanta”, nel quale dimostrai il dualismo della materia.
    • Solvay Conference, Bruxelles, 1911 Max Planck Solvay Conference, Bruxelles, 1927 Max Planck Louis de Broglie La Solvay Conference è una conferenza internazionale che ha luogo a Bruxelles con lo scopo di riunire tutti i maggiori esponenti della fisica per discutere delle ultime tematiche e problematiche che interessano la materia.
    • Premi Nobel e non?
      • Sono nominato membro esterno dell'Accademia Nazionale dei Lincei di Roma
      • Nel 1918 ho vinto il Nobel per la fisica grazie al mio contributo alla teoria dei quanti
      • Nel 1929 mi viene assegnata insieme ad Albert Einstein la medaglia Max Planck della società tedesca della Fisica
      • L'asteroide n°1069 porta il mio nome dal 1938
      • Nel 1929 ricevo con onore due premi: la medaglia Henrì Poincaré e il premio Nobel per la fisica grazie alla scoperta della natura ondulatoria dell'elettrone
      • Nel 1932 ricevo la medaglia Alberto I di Monaco
      • Nel 1933 la medaglia Max Planck
      • Ed anche il mio nome fu assegnato ad un corpo celeste: l'asteroide 30883
    • Oltre a rivoluzionare il mondo della fisica, avete fatto altro nella vita? La mia prima passione è stata la musica. Da giovane suonavo pianoforte, violoncello e organo; componevo anche Lied e ho scritto un'opera. Tuttavia ho intrapreso gli studi di fisica teorica, piuttosto che la via del conservatorio, ma la musica mi ha sempre accompagnato: mi trovavo regolarmente a suonare con altri fisici di Berlino, tra cui anche Albert Einstein, un abile violinista. Sono entrato nella sezione delle comunicazioni radio dell'esercito francese durante la prima guerra mondiale. Ho lavorato come tecnico alla stazione radio sulla Tour Eifel dal 1914 al 1918. In questo periodo ho avuto la possibilità di continuare i miei studi di fisica applicandoli alla risoluzione di problemi tecnici.
    • Reazionario o Rivoluzionario? Ehm...se devo essere sincero, ho scelto di studiare fisica, nonostante il mio docente continuava a ripetermi che in questo campo si era scoperto ormai quasi tutto, non tanto per il piacere di ricercare nuove cose, ma bensì per approfondire le mie conoscenze e migliorare alcune scoperte, per esempio nella termodinamica. Una domanda difficile. Sono di origine nobile, ma dicerto non sono una persona che ama accettare lo status quo. Sin da piccolo sono stato piuttosto curioso rispetto alle meraviglie del mondo. Ho anche partecipato alla guerra contro la Germania dell'amico Planck, quindi direi rivoluzionario, tutto sommato. Inoltre, al contrario di Planck, sono sempre stato un grande sostenitore della teoria quantistica e della meccanica ondulatoria.
    • Cosa pensi dell'altro? Senza mettere in discussione la sua intelligenza e genialità, penso che come persona faccia abbastanza pena. Alle conferenze stenta a parlare con qualcuno, un saluto e basta. Il suo comportamento conservatore e reazionario ogni tanto può irritare, soprattutto quando nelle equazione ritrovo la sua costante! Penso sia un giovane sconclusionato! Basta ho detto già troppo, non gradisco parlare degli altri.
    • È vero che i fisici hanno poco successo nella propria vita amorosa? Sì, la mia vita sociale ed amorosa lo può dimostrare: mi sono sposato a quasi 30 anni nel 1887. Prima di quella data non ero più di tanto interessato a sposarmi ed avevo una scarsa fortuna in amore. Dalla mia prima moglie ho avuto 5 figli, di cui soltanto Erwin sopravvisse fino alla prima guerra mondiale. Era un ottimo ragazzo: rivoluzionario, al contrario di me, si batté contro il regine nazista e per questo lo fucilarono nel '45. Se sono stato fortunato nella Fisica, non lo sono stato con i miei figli e mia moglie, ho sopravvisuto queste tragedie grazie a Dio. Per ciò che mi riguarda non posso dire altro se non sì: noi fisici non siamo fortunati nelle faccende amorose, anche se abbiamo molto a che fare con le curve. (Risata) Fino ad oggi non mi sono ancora sposato e probabilmente non succederà mai. Comunque credo ci sia qualche fisico più fortunato di me, provi a chiedere a Schrödinger.
    • Crede in Dio? Domanda difficile. Essendo un fisico teorico ho indagato sulla natura dell'Universo. Anche se nelle equazioni della Fisica Quantistica non sembra esserci posto per Dio, sono convinto che c'è qualcosa oltre le nostre conoscenze. I miei studi di Filosofia mi hanno portato, insieme a quelli di Fisica, ad una visione diversa di Dio da quella largamente diffusa dalla Chiesa. Per me è un qualcosa alla base dell'Universo che abbraccia ogni cosa, per questo non ho pregiudizi sulla religione e nemmeno sulla posizione sociale di un individuo o della sua nazionalità.
    • Bene Signori abbiamo finito. Grazie della vostra pazienza. Finalmente. Arrivederci, anche a lei Signor de Broglie. È stato un piacere rispondere alle vostre domande e anche poter incontrare il Signor Planck, dato che l'unica cosa che vedo di lui è la sua costante. Arrivederci.