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Le Guerre Jugoslave

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  • 1. Le Guerre Jugoslave
  • 2. Dati principali Data 27 giugno 1991-14 dicembre 1995 LuogoTerritori dellex-Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia Causa della guerraSpinte nazionaliste degli stati federati Modifiche territoriali Creazione degli stati indipendenti di Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro e dichiarazione unilaterale dindipendenza del Kosovo
  • 3. L’eredità di Tito Dopo la morte di Tito la Jugoslavia visse un periodo di relativa serenità. Tito era riuscito a bilanciare le rappresentanze etniche e a placare antichi odi in un equilibrio che appariva stabile.
  • 4. La Jugoslavia socialista e federale si basava sulla politica dellaFratellanza e Unità fra i diversi popoli jugoslavi, garantendo a ciascuno autonomia decisionale e rappresentatività istituzionale. Tuttavia il regime jugoslavo aveva utilizzato anche la forza per stroncare quei movimenti, come la Primavera Croata del 1971, che avevano dimostrato lemergere del nazionalismo etnico, nonché di essere un pericolo per lunità della Federazione e per il ruolo centrale della Lega dei Comunisti Jugoslavi.
  • 5. Nel 1983 il primo ministro, la croata Milka Planinc, varò un grande piano di stabilizzazione, con lambizioso obiettivo di ridurre linflazione, creare posti di lavoro, diminuire la dipendenza dalle importazioni e contenere il debito pubblico, allo scopo di rilanciare leconomia, anche se con misure decisamente pesanti per un paese che si definiva socialista. Leconomia era una delle principali cause di scontro fra le diverse repubbliche.
  • 6. Destabilizzazione del paese (1987- 1989) Sulla scena politica serba si era messo nel frattempo in luce Slobodan Milošević, divenuto presidente della Repubblica Socialista di Serbia nel novembre del 1987. I rapporti fra le varie repubbliche erano abbastanza sereni. Allinterno della Jugoslavia era invece evidente il malessere tra i Serbi e gli Albanesi del Kosovo. La provincia serba era a schiacciante maggioranza albanese e chiedeva, come già in passato, maggiore autonomia politica, anche attraverso la costituzione della settima repubblica jugoslava, il Kosovo indipendente dalla Serbia.
  • 7. Nel 1986 venne pubblicato il Memorandum dellAccademia Serba delleScienze un documento che forniva le basi ad un rinato nazionalismo serbo. Milošević non esitò a cavalcare questa ondata nazionalista. Riformò la costituzione serba, eliminando lautonomia garantita al Kosovo; guidò infine enormi manifestazioni popolari. In Croazia nel maggio del 1989 si formò lUnione Democratica Croata, partito anti-comunista di centro- destra. In Slovenia scoppiò il caso di quattro giornalisti accusati di aver tentato di pubblicare segreti militari. Il processo ai quattro imputati, che si tenne in lingua serbo-croata e non in sloveno, violando il principio del plurilinguismo, scatenò proteste popolari e dette avvio alla cosiddetta "Primavera slovena".
  • 8. Nel frattempo anche nel piccoloMontenegro la vecchia dirigenza titoista venne spazzata via quando alla presidenza della Repubblica venne eletto Momir Bulatović.
  • 9. Fine della Jugoslavia (1990)
  • 10. In un clima sempre più teso, destava seria preoccupazione anche lasituazione economica. Il dinaro jugoslavo subì diverse svalutazioni e il potere dacquisto diminuì progressivamente. Il governo federale fuaffidato ad Ante Marković, che propose una solida e strutturale riforma economica e preparò la domanda di adesione del Paese alla Comunità Economica Europea.
  • 11. Il piano economico sembrava funzionare, nonostante le inevitabili conseguenze sociali, ma venne travolto dalle turbolenze etniche e dalla disgregazione complessiva della Federazione. Il 20 gennaio 1990 venne convocato il quattordicesimo e ultimo congresso della Lega dei Comunisti Jugoslavi, con uno scontrofrontale tra delegati serbi e sloveni, in particolare riguardo alla situazione in Kosovo, alla politica economica e alle riforme istituzionali. Per la prima volta nella storia, Sloveni e Croati decisero di ritirare i loro delegati dal congresso. Ormai era chiaro che il Paese viaggiava a due velocità, non più armonizzabili.
  • 12. Guerra d’Indipendenza slovena (1991)
  • 13. Nel nord della Federazione vennero indette subito libere elezioni, chedeterminarono la vittoria di forze di centro-destra: Il 23 dicembre 1990 in Slovenia si tenne un referendum sullindipendenza, le cui basi andavano ridiscusse.
  • 14. Data lindisponibilità serba a rivedere radicalmente lassetto dello stato, la sera del 25 giugno 1991 fu convocato in seduta plenaria il Parlamento Sloveno per discutere e votare lindipendenza; tutti erano favorevoli, tranne il comandante delle truppe jugoslave, che era pure membro effettivo dellassemblea, il quale fece un discorso minaccioso. Nel corso della seduta, poco prima della votazione definitiva, ilPresidente del Parlamento diede lettura di un telegramma appena pervenuto dal Sabor di Zagabria, il Parlamento Croato, nel quale si comunicava che la Croazia era indipendente. La risposta dellArmata Popolare Jugoslava avvenne il 27 giugno 1991, quando con 2000 reclute lesercito intervenne in Slovenia per riprendere il controllo delle frontiere, sebbene fosse prevista la possibilità di secessione degli stati federati. Iniziò così la prima guerra in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale.
  • 15. Janez Janša, divenuto ministro sloveno della difesa, cercò di costituire un esercito nazionale. Gli Sloveni presero il controllo delle basimilitari federali nel Paese e delle frontiere con Italia ed Austria. L8 luglio vennero firmati gli Accordi di Brioni. La piccola repubblica diventava così indipendente da Belgrado
  • 16. Guerra in Croazia (1991-1995)
  • 17. Le elezioni croate della primavera del 1990 avevano visto vincere inazionalisti di Tuđman. Nellestate del 1990, nella regione della Krajina venne proclamata la formazione della Regione Autonoma Serba della Krajina. Il 2 settembre si tenne nella stessa regione un referendum sullautonomia e per una possibile futura congiunzione con la Serbia.
  • 18. Il 19 marzo 1991 si svolse in Croazia un referendum per la secessione delPaese dalla Jugoslavia. La consultazione venne boicottata nelle Krajine.Qui la maggioranza serba mosse i primi passi nella direzione opposta,ovvero per la secessione dalla Croazia. Il 1º aprile 1991 venneautoproclamata in Krajina e Slavonia la Repubblica Serba di Krajina. Ilgoverno croato la vide come una ribellione. Questo evento è spessoconsiderato come linizio della guerra dindipendenza croata. Il 9 aprile1991 il presidente Franco Tuđman annunciò la costituzione di un esercitonazionale croato. Il Ministero degli Interni croato iniziò ad armare inquantità sempre maggiore le forze speciali di polizia, e questo portòalla costruzione di un vero e proprio esercito.
  • 19. La dichiarazione di indipendenza,conseguenza diretta dei risultati delreferendum, provocò linterventomilitare jugoslavo, deciso a nonpermettere che territori abitati daSerbi fossero smembrati dallaFederazione. La teoria nazionalistaserba diventa così ideologia portante ditutta la Jugoslavia e delle sue guerre.Lattacco, iniziato nel luglio del 1991,coinvolse numerose città croate
  • 20. Il simbolo della guerra serbo-croata è divenuto lassedio alla città diVukovar, nella Slavonia un territorio in cui Serbi e Croati riuscivano aconvivere, fino a poco tempo prima, serenamente. La città fu bombardata equasi completamente rasa al suolo dai Serbi. Oltre alle truppe regolaridellesercito serbo, a Vukovar combatterono anche i paramilitaristranieri responsabili, assieme allesercito, di saccheggi e uccisioni dicentinaia di civili, ignorando ogni convenzione di guerra.
  • 21. Evoluzione della guerra
  • 22. Il 7 ottobre 1991 una forte esplosione colpì la sede del governo a Zagabria. Il governo croato accusò i vertici dellJNA di essere responsabili dellattacco, mentre lesercito jugoslavo asserì che lesplosione era opera delle stesse forze di Tuđman. Il giorno seguente il parlamento croato sciolse ogni residuo legame con le istituzioni federali. L8 ottobre 1991 venne proclamato giorno dellindipendenza croata. Il 19 dicembre 1991, i Serbi della Krajina proclamarono ufficialmente la nascita della Repubblica Serba della Krajina ed è da questo punto che scaturì la Guerra di indipendenza croata.
  • 23. Nel 1992 la Croazia (assieme allaSlovenia) entrò a far partedellONU.Nei mesi successivi il conflittocontinuò su piccola scala e le forzecroate tentarono di riconquistare lecittà passate sotto il controlloserbo.Nel frattempo la Croazia vennecoinvolta pienamente nella guerra inBosnia-Erzegovina.
  • 24. Nel 1993, scoppiò la guerra fra Croatidi Bosnia e Bosgnacchi. I Croatiavevano infatti proclamato il 28 agosto1993 la Repubblica dellHerceg Bosnacon lo scopo di aggregare la regione diMostar alla Croazia.Franjo Tuđman partecipò ai colloqui dipace fra Croati di Bosnia-Erzegovina eBosgnacchi, conclusi con gli accordi diWashington. Gli statunitensi imposerola creazione di una Federazione Croato-Musulmana, e di unalleanza ufficialetra Croazia e Bosnia-Erzegovina.
  • 25. Operazioni Lampo & Tempesta
  • 26. Le operazioni militari in Krajina, che provocarono il massacro di 1.400civili da parte delle truppe croate e costrinsero alla fuga migliaia dicivili, furono approvate dai governi statunitense di Bill Clinton etedesco di Helmut Kohl, i quali rifornirono di armi e strumentazionilesercito croato. Secondo lo studioso Ivo Banac, i servizi segretistatunitensi fornirono "supporto tattico e dintelligence" alliniziodelloffensiva. Più di 200.000 Serbi furono obbligati alla fugadallesercito croato, che si rese protagonista di una delle operazioni dipulizia etnica più rilevanti di tutto il periodo 1991-1995. Il TribunalePenale Internazionale per lex-Jugoslavia ritenne responsabili di taliatrocità diversi comandanti militari croati.
  • 27. Le operazioni militari terminarono con un netto successo militare croato,nonostante laccanita resistenza nellestate del 1995 di repartidellesercito regolare inviati da Belgrado e le sanguinose azioni diguerriglia operate da milizie irregolari filo-croate ai danni dellapopolazione serba, responsabili di numerosi crimini in special modo nellacittà di Karlovac, teatro di durissimi combattimenti. La guerra siconcluse pochi mesi dopo. Gli accordi prevedevano che i territori a fortepresenza serba nellest del Paese fossero temporaneamente amministratidalle Nazioni Unite. Larea fu formalmente reintegrata nella Croazia il15 gennaio 1998. La Krajina, rioccupata militarmente dallEsercitoCroato, con la conquista della città di Knin, negoziò una reintegrazionenella Repubblica Croata.
  • 28. Guerra in Bosnia-Erzegovina (1992- 1995)
  • 29. Mentre la guerra infuriava in Croazia, la Bosnia-Erzegovina, era in unasituazione di pace momentanea e instabile, in quanto le tensioni etnicheerano pronte a esplodere. Nel settembre del 1991 lArmata PopolareJugoslava distrusse un piccolo villaggio allinterno del territoriobosniaco, Ravno, abitato da Croati. Il 19 settembre lJNA spostò alcunetruppe nei pressi della città di Mostar, provocando le proteste delleautorità locali. I Croati dellErzegovina formarono la "Comunità Croatadi Herceg Bosna" , embrione della futura Repubblica dellHerceg Bosna,allo scopo di proteggere i loro interessi nazionali. Il 25 gennaio 1992il Parlamento, nonostante la ferma opposizione dei Serbo-bosniaci, decisedi organizzare un referendum sullindipendenza della Repubblica.
  • 30. Il 29 febbraio e il 1º marzo si tenne dunque nel territorio della Bosnia- Erzegovina il referendum sulla secessione dalla Jugoslavia. Il 64% dei cittadini si espresse a favore. I Serbi boicottarono però le urne e bloccarono con barricate Sarajevo. Il Presidente della Repubblica chiese lintervento dellesercito, affinché garantisse un regolare svolgimento delle votazioni e la cessazione delle tensioni etniche.
  • 31. Il partito che maggiormente rappresentava i Serbi di Bosnia, il PartitoDemocratico Serbo, fece sapere però subito che i suoi uomini si sarebbero opposti in qualsiasi modo allindipendenza. Subito dopo il referendum lJNA iniziò a schierare le sue truppe nel territorio della Repubblica, occupando tutti i maggiori punti strategici. Tutti i gruppi etnici si organizzarono in formazioni militari ufficiali.
  • 32. La guerra che ne derivò fu la più complessa, caotica e sanguinosa guerra in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale. Le Nazioni Unitetentarono più volte di far cessare le ostilità, con la stesura di piani di pace che si rivelarono fallimentari.La guerra fra le tre nazionalità
  • 33. Inizialmente i Bosniaci e i Croati combatterono alleati contro i Serbi, iquali erano dotati di armi più pesanti e controllavano gran parte delterritorio rurale. Nel 1993, scoppiò un conflitto armato tra Bosniacimusulmani e Croati sulla spartizione virtuale del territorio nazionale. Èstato dimostrato il coinvolgimento del governo croato di Tuđman in questoconflitto, che lo rese in questo modo internazionale. Mostar, giàprecedentemente danneggiata dai Serbi, fu costretta alla resa dalle forzecroato-bosniache. Il bilancio della guerra fu spaventoso: la capitale delPaese, Sarajevo, fu assediata dalle truppe serbo-bosniache per 43 mesi.Ciascuno dei tre gruppi nazionali si rese protagonista di crimini diguerra e di operazioni di pulizia etnica.
  • 34. Accordi di Dayton
  • 35. La guerra si concluse con la firma degli accordi stipulati a Dayton, tra il 1 novembre e il 26 novembre 1995. Parteciparono ai colloqui di pace tutti i maggiori rappresentanti politici della regione. Laccordo sanciva lintangibilità delle frontiere e prevedeva la creazione di due entità interne allo stato di Bosnia-Erzegovina: la Federazione Croato-Musulmana e la Repubblica Serba. Le due entità create sono dotate di poteri autonomi in vasti settori, ma sono inserite in una cornice statale unitaria. Particolarmente complessa la struttura legislativa. Ciascuna entità è dotata di un parlamento locale: la Repubblica Serba di unassemblea legislativa unicamerale, mentre la Federazione Croato-Musulmana di un organo bicamerale.
  • 36. Riconoscendo la necessità ora di una soluzione globale per porre fineal tragico conflitto nella regione,Accogliendo favorevolmente i progressi compiuti durante i colloquiindiretti di pace tenutasi a Wright-Patterson Air Force Base, Ohio,Desiderosi di promuovere la pace e la prosperità in tutta la Bosnia-Erzegovina e la regione,Hanno convenuto quanto segue:
  • 37. Articolo I La negoziazione dellaccordo quadro generale per la pace in Bosnia-Erzegovina e dei suoi allegati è stata completata. Le parti, e gli entiche essi rappresentano, si impegnano a firma di questi accordi a Parigi,nella loro forma attuale, a norma dellarticolo III, stabilendo così la loro entrata in vigore e la data dalla quale gli accordi hanno effetto operativo. Articolo IILa sigla di ciascun blocco di firma dellaccordo quadro generale per la pace in Bosnia-Erzegovina e dei suoi allegati oggi esprime il consenso delle parti, e gli enti che essi rappresentano, di essere vincolato da tali accordi. Articolo III Prima della firma dellaccordo quadro generale per la pace in Bosnia- Erzegovina a Parigi, gli allegati possono essere diventa, con le necessarie modifiche apportate conformi. articolo IV Il presente accordo entra in vigore allatto della firma. Fatto a Wright-Patterson Air Force Base, Ohio, il 21 novembre 1995, in lingua inglese, in quadruplice copia. Per la Repubblica di Bosnia ed Erzegovina Per la Repubblica di Croazia Per la Repubblica federale di Iugoslavia

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